Categoria: Arte e Cultura

  • E’ uscito “L’altra faccia del cammeo” il nuovo romanzo di Annamaria Zito da Edizioni Leucotea

    È in uscita a marzo 2014 “L’altra faccia del cammeo” il nuovo romanzo di Annamaria Zito, autrice emergente di Martina Franca, da Edizioni Leucotea di Sanremo.

    “Ambientato in un’atmosfera ottocentesca, il romanzo “L’altra faccia del cammeo – La fragilità dei sogni”, scritto d’esordio dell’autrice Zito Annamaria ed edito da Edizioni Leucotea, è la dimostrazione che a distanza di secoli le emozioni dell’anima restano uguali. La contemporaneità della storia sfocia attraverso intrecci familiari, sentimenti contrastanti, scandali, fughe; il tutto ovattato da una perfezione difficile da distruggere. Il romanzo è un lungo viaggio nel nord della Francia – terra di mutamenti e fonte di beltà per l’Impressionismo – che, per volere sacro o coincidenze, porterà in terre lontane e sconosciute. Con abilità e creatività, Annamaria Zito fa rivivere atmosfere che ai nostri occhi appaiono oramai lontane, complice il naturalistico e tradizionale contesto pugliese in cui l’autrice vive.”

    Annamaria Zito vive a Martina Franca (TA) ed è appassionata di letteratura francese del ‘700 e dell’800. Ha maturato formazione ed esperienza nella scrittura e questo è il suo romanzo d’esordio nel panorama regionale e nazionale.

    Info

    http://www.edizionileucotea.it/it/home.php?s=0,1,2&dfa=do25&pg=&diditem=1806

    http://www.effluvioparole.blogspot.it/

    http://www.edizionileucotea.it/

  • L’arte da sostenere: Residenza di Ripetta accoglie i Mecenati del Contemporaneo

    Roma, 10 marzo 2014. Sabato 15 marzo il Salone Bernini della Residenza di Ripetta a Roma, a pochi passi da Piazza del Popolo, accoglie la prima presentazione del volume d’arte “Mecenati del Contemporaneo”, ideato e curato da Paola Butera ed Emanuele Lamaro, ed edito da 4aMedia, e, per i successivi 10 giorni, ospita l’esposizione delle opere d’arte.

    La Residenza di Ripetta, prestandosi come teatro per la pubblicazione del volume e per l’esposizione delle opere, conferma il suo interesse e impegno nei confronti delle iniziative culturali, e abbraccia l’idea portante del progetto che vuole mettere in evidenza le problematiche che affrontano i giovani artisti, nel reperire fondi e nell’essere finanziati nel loro percorso lavorativo.

    L’accogliente e raffinata atmosfera seicentesca e, la sontuosità del Salone Bernini, in contrasto con la contemporaneità delle opere esposte, fungono da suggestivo sfondo per la cerimonia di presentazione e per l’esposizione delle opere, le quali rimarranno visibili al pubblico all’interno della Residenza di Ripetta fino al 25 marzo.

    Attraverso una minuziosa e attenta ricerca, durata due anni, si è inteso dare la possibilità di portare a conoscenza talenti artistici mediante l’apporto di nuove figure interessate all’arte contemporanea: quaranta “mecenati che si sono messi in gioco sostenendo un’artista.

    Il progetto è inoltre intenzionato a dare agli artisti la più ampia visibilità coinvolgendo otto di loro nell’iter di presentazione del volume che si organizzerà in varie città d’ Italia. Gli otto artisti sono stati individuati grazie ad un Comitato d’Onore creato ad hoc, presieduto dal Critico d’arte Francesco Gallo Mazzeo e composto da una rosa di sei professionisti.

    In qualità di Comitato Artistico, hanno partecipato al progetto affermate personalità legate all’arte: Ennio Calabria, importante esponente del figurativismo europeo; Bruno Ceccobelli, artista a 360° artefice, nelle sue opere, del simbolismo spirituale; Giovanna De Sanctis Ricciardone, la scultrice architetto dalle maestose installazioni in bronzo e Antonia Ciampi, eclettica artista ispirata dai metalinguaggi e dalle percezioni sensoriali.

    Risalente al 1675, Residenza di Ripetta è un ex convento barocco nel centro storico di Roma, a pochi passi da Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e il Colosseo, senza dimenticare Fontana di Trevi, San Pietro e Città del Vaticano. Con le sue 69 camere caratterizzate da una straordinaria metratura, che consente loro di essere considerate vere e proprie suite, Residenza di Ripetta offre un servizio attento e discreto, una splendida vista sui tetti di Roma e sul Giardino di Ripetta, la rigogliosa corte interna che, durante la bella stagione, regala momenti di assoluto relax tra i comodi divanetti e gli ampi gazebo.


    Per un pranzo di lavoro o una cena romantica, il Café di Ripetta American Bar & Restaurant accoglie gli ospiti in una sala raffinata, impreziosita da tonalità calde, mobili d’antiquariato e quadri antichi. Il Giardino di Ripetta è, invece, l’ideale per un aperitivo rilassante di fine giornata, un gustoso brunch domenicale o un esclusivo evento privato. Completano l’offerta dell’albergo le sei ampie e funzionali sale riunioni, adatte e modulabili per qualsiasi tipo di evento.

    La Residenza di Ripetta a Roma è parte del gruppo italiano Royal Demeure, che comprende inoltre l’Hotel d’Inghilterra di Roma, l’Hotel Beverly Hills Rome, l’Helvetia & Bristol di Firenze, il Grand Hotel Continental di Siena e l’Hotel Villa Michelangelo di Vicenza.

    Per informazioni e prenotazioni:
    RESIDENZA DI RIPETTA

    Via di Ripetta, 231 – 00186 Roma Tel. +39 06 3231144 – Fax +39 06 3203959
    E-mail: [email protected]

    www.residenzadiripetta.com

    Ufficio stampa: IMAGINE Communication, Via G. Barzellotti 9/ 9b – 00136 Roma
    Tel. (+39) 06.39750290 – Fax. (+39) 06 .45599430 www.imaginecommunication.eu

    Silvia Alesi [email protected]

    Lucilla De Luca [email protected]

  • Doppia personale degli artisti Lara Monica Costa e Pawel Rosinski presso la galleria del MoMArt, a Padova, sabato 15.03.2014, 0re 17,00.

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    DOPPIA PERSONALE DEGLI ARTISTI LARA MONICA COSTA E PAWEL ROSINSKI

    Presentazione di Sara Cifarelli e Maria Palladino

    COMUNICATO STAMPA

    Sabato 15 marzo 2014 alle ore 17,00 presso la galleria del MoMArt, in Riviera Mussato 4, Padova, sarà presentata la doppia personale dei giovani artisti Lara Monica Costa e Pawel Rosinski.

    La mostra resterà visitabile fino al 23 marzo 2014 in orario: lunedì – domenica 16,00 – 19,30. Martedì chiuso.

    La mostra inaugura un ciclo di eventi che fanno parte del progetto “MoMArt Giovani”, nuova sezione dell’associazione artistico-culturale “MoMArt”: quattro curatrici e dodici artisti per la promozione e la valorizzazione della giovane arte a Padova. Il Progetto, proposto dalle associazioni “Mosaico” e “Momart” che operano nell’ambito delle arti visive, è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente e si avvale del patrocinio dell’Assessorato al Commercio del Comune di Padova e della collaborazione con il Gai di Progetto Giovani.

    Le opere di Lara Monica Costa e Pawel Rosinski sono accomunate da un evidente, condiviso interesse per l’universo umano, inteso come dimensione sia fisica che psichica e spirituale costituente l’individuo in unità, nel senso più completo del termine, e dalla componente grafica, essenziale nei lavori di entrambi.

    Lara Monica Costa indaga nelle sue incisioni e disegni, la figura femminile intesa quale archetipo, elemento sia ancestrale che psicanalitico, procreatrice e costituente fisico del tutto, realizzato in combinazione con il corpo maschile. La raffinata descrizione anatomica smaterializza via via le figure, facendo loro assumere volume e peso impalpabili, contorni mobili e vitali, e caricandole di significati simbolici. Le creature di Lara Monica vogliono esprimere la complessità e la bellezza dell’unione dell’uno con le sue parti, un valore universale di ciclicità e perpetuazione dell’essere, strumento di comunicazione oggettiva e sintesi dell’esistente.

    Su una stessa linea interpretativa i dipinti del pittore polacco Pawel Rosinski: in essi la componente della memoria e della tradizione, l’esaltazione dei valori civili e dei sentimenti si caricano di valenze nostalgiche e poetiche, pur non perdendo di concretezza. I suoi personaggi ci colpiscono per la loro immediatezza espressiva e sottigliezza nella caratterizzazione psicologica e fisionomica dei tratti. I suoi quadri di fiori, mani, volti, case, ci comunicano un senso di positiva comunicatività, ricerca di “contatto”: inteso come concretizzazione di un pensiero, di un’idea, quasi una sorta di scrittura automatica, ma sempre tuttavia passata sapientemente al vaglio della ragione.

    Ingresso libero.

    Per informazioni: Associazione MoMArt – MoMArt Giovani, Riviera Mussato 4, 35137 Padova.

    www.momart.padova.it

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    [email protected]

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  • Piccoli suggerimenti per arredare e abbinare gli stili nel modo giusto

    Arredare con stile, creatività, disinvoltura e gusto è il sogno di ognuno di noi. L’arredamento esprime sapientemente le proprie scelte personali e la nostra unicità: un design che interpreti il gusto, classico, moderno o contemporaneo, che unisca ad esso prodotti eccellenti e dal design innovativo e che rispetti senza inopportune prevaricazioni l’ambiente in cui si inserisce, si presta ad offrire risposte e soluzioni concrete per ogni esigenza, da quelle estetico – funzionali a quelle puramente tecniche.

    Per la decorazione della casa e degli interni in generale (uffici, ristoranti, hotel, etc), scegliere quadri moderni stampati su tela è la soluzione giusta per conferire un aspetto moderno agli arredi e stupire e affascinare amici e parenti. I quadri impreziosiscono ed arricchiscono lo stille d’arredo in generale, per questo occorre che siano in perfetta sintonia con l’ambiente. Se quadri d’autore si abbinano perfettamente ad uno stile classico o country, i quadri moderni prediligono una tipologia d’arredamento contemporaneo e dalle linee essenziali. Ma non solo.

    E’ possibile anche combinare più stili per personalizzare e conferire unicità ai propri interni: se lo stile in generale è classico, è possibile scegliere quadri o elementi d’arredo dal design minimalista; un ambiente arredato in stile contemporaneo, oltre a prediligere quadri moderni, può combinarsi anche con una credenza antica o un tavolo da gioco antico, badando bene a non scegliere stili troppo diversi o in contrasto fra loro, inserendo piccoli pezzi nel modo giusto. Anche gli accostamenti cromatici vanno eseguiti osservando piccoli accorgimenti: ad esempio, è possibile scegliere colori contrastanti con il resto degli arredi, come quadri moderni in forti cromie.

    Il consiglio è quello di optare per quadri che abbiano linee e forme geometriche in sintonia con mobili, specchi e tappeti oppure rappresentazioni che ben si prestino a richiamare qualche complemento d’arredo già presente. Se si desidera valorizzare un angolo, ad esempio quello del salone, è possibile giocare sull’illuminazione. Come? Scegliendo dei faretti da applicare in corrispondenza del quadro: essi richiamerebbero l’attenzione degli ospiti in quel preciso punto e l’effetto sorpresa sarà garantito.

    Infine un ultimo accenno alle tipologie di cornici: per opere dense e colorate, è opportuno prediligere cornici importanti; per opere dalle cromie delicate, orientarsi su cornici lineari è la scelta più giusta; per opere dai colori freddi, è consigliabile orientarsi verso cornici argentate e viceversa, per opere dai colori caldi, come giallo, rosso, etc è importante scegliere cornici ugualmente forti ed accese.

  • Milano – In visita alla mostra multimediale “Van Gogh Alive” il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti

    Recentemente La Fabbrica del Vapore di Milano, celebre location di eventi culturali ed artistici, ha accolto una mostra che è stata subito un successo: “Van Gogh Alive. The Experience”. Non poteva mancare all’esposizione il rinomato imprenditore Giovanni Gelmetti, illustre protagonista dello scenario immobiliare italiano, sempre presente a questi straordinari appuntamenti con la cultura. Realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, “Van Gogh Alive” rappresenta l’evoluzione delle mostre d’arte attraverso la multimedialità; una simile innovazione non poteva sfuggire all’ideatore dell’avanguardistica Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano.

    Giovanni Gelmetti, positivamente colpito dall’evento, ha esordito dicendo “sono davvero molto felice nel prendere parte a queste originali esposizioni, che secondo il mio parere danno la possibilità di comprendere meglio l’artista e il suo talento. Ho potuto immergermi completamente tra le sue opere e scoprire dei dettagli che facilmente sfuggono”. Le numerose immagini proiettate in alta definizione riassumono la vita e la carriera del grande maestro olandese, ricostruendo le tappe che lo hanno portato ad essere tra i più grandi protagonisti dell’arte universale. A questo proposito Gelmetti aggiunge “la grande quantità di proiezioni e di visioni che la mostra regala ci consente di avere un’idea più completa di Van Gogh, come artista e come persona, con spaccati di vita privata e inedite testimonianze”.

  • Dal 15 al 22 marzo, a Palazzo Margutta, un’antologica rende omaggio a Dino Piazza, esponente di spicco della “Scuola romana”

    Roma, 6 marzo 2014 – Dal 15 al 22 marzo, la Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) una mostra antologica dal titolo “Disegni e pitture di Dino Piazza. 1940 – 1953” dedicata a Dino Piazza (1899-1953), personalità artistica tanto eccezionale quanto affascinante, dotata di una straordinaria capacità tecnica, ma soprattutto “narratore dal temperamento avventuroso, curioso e, allo stesso tempo, incontentabile”, come ricorda Ugo Moretti, che di lui dice “è il più stupefacente risultato di una serie di incroci, innesti e contaminazioni, il più curioso prodotto di una selezione eclettica che si possa trovare nei dintorni di Villa Strohl-Fern”.

    Capace di avvicinarsi alle cose e alle persone con la partecipazione affettuosa della loro realtà e, allo stesso tempo, con la lucidità fatale di un clinico, Piazza è dotato di una curiosità intellettuale e di un’autentica vocazione pittorica sulla quale lasciano traccia l’arte di Matisse, Van Gogh ma anche Picasso, Morandi, Cacciagrossi e il Monachesi del periodo più fauve e che va oltre la tela, trovando sfogo nell’apertura verso linguaggi diversi: nelle tempere, che riverberano il mondo perduto di Cezanne e di Proust, come nell’acquarello; nel disegno a china come nella fotografia.

    Artista estremamente eclettico, questo pittore geniale e sensibile sembra trarre spunto da un’infinita varietà di tematiche per arrivare alla creazione di uno stile personale e originale che esce dagli schemi tradizionali. Capace di scandagliare senza remore né timori l’animo umano, che diventa protagonista assoluto del suo percorso, Dino Piazza realizza una pittura che è, allo stesso tempo, narrazione di un’indagine paziente ed elaborata e risultato di una ricerca artistica millimetrata e ricca di sperimentazioni che parte dallo schizzo e dal disegno per arrivare all’acquerello, al ritratto, al paesaggio, alle forme astratte.

    Ora decorativo, ora lirico, ora viaggiatore nel mondo delle sensazioni, ora ironico, egli anatomizza la realtà travalicandone i limiti oggettivi: non si limita, infatti, a fissare materialmente sulla tela l’attimo compositivo, ma lo fa diventare testimonianza di come la vita possa assumere significati essenziali se misurata e valutata nei suoi contenuti interiori.

    A curare l’esposizione, che ripercorre i tre periodi pittorici dell’artista, così come le tre fasi significative della sua vita e della sua opera, il Maestro Elvino Echeoni e Remo Panacchia, soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che da anni propone, nella sede espositiva di Via Margutta, Maestri che hanno portato l’arte italiana nel mondo. L’allestimento della mostra è stato, invece, curato dal gallerista Adriano Chiusuri.

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 15 marzo 2014 dalle 18.30 alle 21.30.

    Nell’esposizione con la quale la famiglia ha scelto di rendergli omaggio un’ampia raccolta di opere pittoriche caratterizzate dal senso del colore, reso ancora più acuto dai toni discreti della sua tavolozza, da un’originale ed elegante immaginazione della forma, dal potere di evocare e aprire nel piano dello spazio trasparenze e profondità. Tutti elementi, questi, che contribuiscono a rendere oggi l’opera di Piazza ancora viva, fremente e capace di conservare il proprio slancio e la propria intenzione. Realizzati con tecniche diverse e spesso miste, compresi oli su tela, disegni a china, bozzetti e acquerelli che ritraggono composizioni figurative e floreali, ritratti o semplici figure isolate, che siano mendicanti, zingari, baiadere o arlecchini, questi lavori offrono al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della vasta e ricca attività di quest’esponente di spicco della scuola romana generando un percorso che dagli esordi arriva fino alla piena maturità artistica e testimonia la crescita stilistica del pittore.

    Figlio di famiglia mista, padre ebreo e madre cattolica, David Italo Piazza nasce a Roma nel 1899. Le possibilità economiche dei genitori gli consentono di studiare e di laurearsi, dopo la conclusione degli eventi bellici, in ingegneria edile. Nella guerra del 1915-1918 milita nell’arma degli Alpini: dell’esperienza riporterà toccante testimonianza in un esteso diario di guerra, sua unica opera letteraria, che ne preannuncia la personalità pittorica. Dopo la laurea e il matrimonio con Natalina Luzi, da cui nasce la figlia Elena, si trasferisce a Milano e lì esercita fino al 1924 la professione di ingegnere edile. Rientra nella Roma neorealista dell’immediato dopoguerra e la sua casa diventa meta di molti artisti e intellettuali: i pittori Savelli, Avenali, Minei e Guttuso, gli scultori Daini, Petrone, Peikof, i letterati Moravia, Flaiano, Moretti, Silvana Giorgetti, il poeta Lorenzo Ercole Lanza di Trabia, la critica d’arte Lorenza Trucchi, i giornalisti Jolena Baldini (Berenice), Antonio Bonavita, i cineasti Roberto Rossellini, lattrice Ione Salinas e il marito Antonio Musu, produttore. Intanto, a partire dagli anni ’30, si dedica alla fotografia, che gli permette una ricerca appassionata e indagatrice della realtà. Questi scatti, quadri già di per sé, colpiranno l’amico pittore Marino Mazzacurati, che, intuendone le grandi capacità e la sottile sensibilità, incoraggerà Piazza, assieme ad altri artisti amici, tra cui lo scultore ungherese Amerigo Tot, a dedicarsi alla pittura. Pur sopperendo al padre nell’attività di famiglia, Piazza inizia a dipingere assiduamente e segue con attenzione la pittura italiana e straniera contemporanea, lasciandosi ispirare, fra gli altri, da Van Gogh, di cui lo attrae la forza del colore, Matisse, che influenza soprattutto i suoi ritratti a olio, Gauguin, Cézanne, Modigliani, Klee, Kandisky e Marc. A segnare simbolicamente il debutto pittorico sarà un suo autoritratto del 1939 a cui seguiranno altri ritratti: in questi l’espressione interna della personalità viene delineata attraverso varie sperimentazioni stilistiche e tecniche ed è forte l’influsso e la fascinazione di grandi maestri del passato. Nel 1941 Dino Piazza partecipa a una collettiva a Viareggio. In questa fase la ricerca è indirizzata alla rappresentazione di figure, spesso donne, o interni in cui spicca l’influenza cezanniana. Immediatamente dopo iniziano lo studio e la rappresentazione del nudo femminile. Emerge così la figura della “donna-fiore” o della “baiadera” a cui darà evoluzione nel corso della sua pittura, mentre oggetti e forme perdono peso rimanendo sospesi in uno spazio etereo. La svolta astratta, verso il 1948, l’artista la compie come necessità di proseguimento e continuazione rispetto al suo cammino stilistico. L’uso dei toni freddi, dei colori “lunari” accentuano il carattere metafisico, irreale dei soggetti presenti nelle sue tele, e la narrazione prosegue su un terreno che reinventa la realtà ma che non ne è via di fuga. Tra il 1948 e il 1953, anno della sua morte, Piazza partecipa a poche esposizioni pubbliche (la personale alla galleria La Margherita del 1948 e due quadriennali, quella del 1948 e quella del 1951), ma lavora intensamente e verifica i sistemi espressivi tradizionali e d’avanguardia saggiati in funzione del rapporto con la cruda realtà con cui aveva dovuto confrontarsi all’indomani del secondo conflitto mondiale. Incoraggiate dai giudizi espressi a seguito di una personale postuma, moglie e figlia decidono di far conoscere meglio la sua arte. Nel 1969 la giuria della Quinta Biennale dell’Umorismo nell’Arte, al termine di una mostra rievocativa, assegna all’artista un diploma d’onore e una medaglia d’oro alla memoria evidenziando, come aveva già notato anche Mario Rivosecchi, la presenza nella sua pittura di una forte vena umoristica che gli consentiva di relazionarsi con gli altri e con le vicende che lo circondavano e lo rendeva libero di esprimere quello che sentiva o ironizzare su sistemi borghesi troppo rigidi.

    Dell’artista rimangono fra le 250 e le 300 opere, alcune delle quali conservate in collezioni pubbliche.

    Di lui hanno detto: “Sulle tele di quest’uomo è passata, lasciando tracce evidenti e non taciute, anzi coraggiosamente denunciate, l’arte rivoluzionaria di Matisse e di Van Gogh: ma i risultati si avvicinano piuttosto (volendo scegliere tra i nostri pittori) ai quadri di Monachesi del periodo più “fauve” e di questi hanno la violenza coloristica, il distacco dalla preoccupazione formale, la pennellata intera, e decisa; ma insieme si differenziano da quella maniera per una certa ironia mondana che lo spinge a far sorridere le sue modelle emerse dalle matasse dei colori puri come indicazioni allusive e caricaturali. Anche i rari paesaggi, tracciati con voluto fare sprezzante, sembrano frammenti d’un mondo goduto in fretta, portati via dalla velocità della vita moderna. Mondo non ancora risolto in un gusto personale, nella preoccupazione di aggiornarsi troppo rapidamente lasciando indietro, senza avvedersene, una propria visione”. (Valerio Mariani)

    “Figuratevi un personaggio di Strindberg che sia stato a scuola da un fachiro, ambientatelo in un grattacielo di vetro, nutritelo di Heine e di Voltaire, laureatelo in ingegneria e fatelo soffrire perennemente di ulcera duodenale. Avete nella sua complessità il pittore Dino Piazza. Che è il più stupefacente risultato di una serie di incroci, innesti e contaminazioni, il più curioso prodotto di una selezione eclettica che si possa trovare nei dintorni di Villa Strohl-Fern. Alto, magro, astenico, con un volto da protagonista segnato da migliaia di pensieri, sorrisi ed amarezze. Elegante nel gestire clownesco, col passo pesante di Atlante che regge il mondo sul groppone. Si diverte a vedersi vivere, a veder vivere gli altri, ma nessuno conosce la sua vita, quella che è sotto le rughe, dietro i suoi piccoli occhi di elefante in sofferenza. Forse i suoi quadri lo conoscono meglio, le sue tempere che riverberano il mondo perduto di Cezanne e di Proust, il mondo della sua infanzia. Forse Piazza è morto da bambino, ma nessuno se ne è accorto e lui ha continuato a camminare, a dipingere, a sorridere. Il sorriso di Piazza è una cosa crudele, iperborea. Con quel sorriso egli domina la giungla dei fatti e dei drammi umani come un pachiderma ironico, un Tabù. E i suoi quadri sorridono nella stessa maniera.” (Ugo Moretti)

    “Il travaglio creativo di Dino Piazza non si limita a fissare materialmente sulla tela l’occasione di un attimo meramente compositivo, ma va oltre, sino a diventare testimonianza di come la vita possa assumere essenziale significato se misurata e valutata nei suoi contenuti interiori. E l’arte è tale quando travalica i limiti crudamente oggettivi, quando scandaglia, anatomizza la realtà per tradursi in una nuova realtà o meglio in una realtà riscoperta. Proprio in questo senso ha operato Dino Piazza: scoprendo, attraverso i suoi registri cromatici, l’illeggibilità di una consistenza oggettiva e ricavando da un’apparente squallida rappresentazione i motivi di un’elevata poeticità e gli elementi di un dramma consumato nel più frenato dolore. E se qualche volta egli è sceso all’ironia, ha lasciato sempre affiorare le sottili venature della tristezza quasi a conservare una sua spirituale e sofferta partecipazione alla vita. Negli impasti regolati dai toni discreti della sua tavolozza (dove peraltro le accensioni bruciano pur sempre in una controllata castigatezza), Dino Piazza è riuscito a materializzare la profondità dei sentimenti umani in un’orchestrazione vibrata e conclusiva, mirando al valore assoluto della forma nella quale il gesto pittorico si è mantenuto vivo e durevole anche per quel contenuto di illimitata essenziale disperata umanità. Nell’operare di Dino Piazza non esistono, direi, fratture né contrasti perché gli sviluppi ascendono per gradi e arrivano pienamente a una salda coerenza stilistica. Gli assunti formali si orientano decisamente verso un’estetica espressionistica, ma ridimensionata in vibrazioni più pensate, controllate – non marcate e angosciose, quindi – miranti comunque a risolvere una condizione spirituale secondo stabilite intenzioni e concetti lungamente maturati. Sugli esempi anche della cultura francese tardo-impressionistica, Dino Piazza affina il suo temperamento, tenendo presente la «purificata e essenziale poetica di Matisse», ma non disdegna di guardare a Modigliani: questi continui ripensamenti, curati in un clima di calibrata osservazione, corroborano la sua sensibilità. La sua singolarità creativa, ricca di emozioni fin troppo spontanee che pare nascano da un suggerimento naif, esce invece da un rigore mentale, oltre che dal cuore, si fa sostanza pittorica e vive naturalmente, senza supporti tecnicistici; e la ricerca è millimetrata, quasi inavvertibile; il respiro, sempre ampio. Così è nata la pittura di Dino Piazza; nei fermenti più vitali di una civiltà pittorica particolarmente europea, coi propositi di un linguaggio soprattutto aderente agli stimoli urgenti di una ricerca non soltanto legata ai valori della pittura.” (Carlo Giacomozzi)

    Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

    Mostra personale: Mostra antologica di Dino Piazza

    Vernissage cocktail sabato 15 marzo 2014, ore 18.30 – 21.30.

    La mostra si protrarrà fino al 22 marzo 2014: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (aperto domenica pomeriggio – chiuso lunedì mattina).

  • Corsi e seminari organizzati all’Accademia della Cultura dal Manager Salvo Nugnes

    Il manager Salvo Nugnes, imprenditore del panorama cultural-artistico e agente di illustri personalità, assieme al rinomato sociologo Francesco Alberoni, presentano un innovativo progetto: l’Accademia della Cultura. Nella prestigiosa cornice dello Spazio Culturale Milano Art Gallery, nel cuore di Milano, si terranno interessanti corsi e seminari di formazione e approfondimento aperti a tutti, dagli studenti ai professionisti agli appassionati, che tramite insegnanti di fama internazionale, porteranno i partecipanti in stimolanti viaggi nel mondo dell’imprenditoria, dell’arte, della filosofia, della fotografia, della psicologia, della scienza e di moltissime altre discipline. Le lezioni infatti saranno affidate a docenti d’eccezione, partendo dallo stesso Alberoni, presidente dell’Accademia, e continuando con personaggi del calibro di Vittorio Sgarbi, Massimo Cacciari, Oliviero Toscani, Katia Ricciarelli, Vittorio Feltri, Ornella Vanoni ed Elio Fiorucci. L’Accademia della Cultura ha lo scopo di permettere a tutti di arricchirsi e portare le conoscenze e competenze acquisite nella propria vita di tutti i giorni.

    Per informazioni visitare il sito www.accademiadellacultura.it o inviare una mail a [email protected].

  • Vittoriano – L’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti in visita alla mostra dedicata a Cezanne

    Il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore dell’innovativa Giax Tower di Milano, ha recentemente visitato la clamorosa mostra su Cezanne al Vittoriano di Roma. “Cezanne e gli artisti del 900” è il titolo dell’emblematica esposizione che ha riunito gli artisti del Secolo scorso in un percorso artistico imperniato sulla figura di Paul Cezanne, definito da Matisse e Picasso “il padre di noi tutti”.

    Curata dalla Storica dell’Arte Maria Teresa Benedetti, la mostra ricostruisce quindi i legami tra Cezanne e i numerosi artisti che dopo di lui hanno in qualche modo ripreso la stessa sperimentazione e un simile linguaggio pittorico. Il noto imprenditore Gelmetti ha apprezzato l’esposizione ed ha commentato “la qualità e la quantità delle opere provenienti da alcuni dei più grandi musei al mondo, riunite insieme nello stesso contesto rendono chiari i rapporti, concettuali e visivi, tra i più grandi maestri dell’arte del 900. Cezanne rappresenta l’anello congiuntivo tra due grandi epoche, simbolo di un passaggio indelebile che ha aperto la strada alle più importanti sperimentazioni ed indagini dell’arte contemporanea”.

    La mostra raccoglie 100 opere di vari e numerosi artisti italiani, accompagnate dall’intervento dei grandi critici che hanno reso possibile un chiaro resoconto dei loro legami artistici e concettuali. A questo proposito Gelmetti sottolinea che “una mostra di questa portata ha sicuramente richiesto una notevole cura e un attento studio delle fonti, nonché una accurata attenzione nella ricostruzione integrale delle stesse. Apprezzo molto queste esposizioni, perché raccontano frammenti della storia dell’arte attraverso le opere stesse; sono molto entusiasta della linearità e della chiarezza del percorso espositivo”.

  • Giovanni Gelmetti, noto imprenditore immobiliare, intervistato sul concorso di Miss Italia

    Il rinomato imprenditore immobiliare, Giovanni Gelmetti, ideatore del grattacielo di moda a Milano, la Giax Tower, è stato raggiunto telefonicamente per una breve intervista sul sempre attuale concorso di Miss Italia.

    1- Dott. Gelmetti, in aprile 2013 c’è stata la querelle di Miss Italia che ha fatto discutere molto, ne hanno parlato il Presidente della Camera Dott.ssa Laura Boldrini, il Prof. Francesco Alberoni e molti altri. Il risultato è stato la cancellazione della finale del concorso da Rai 1, che invece è stata trasmessa su La7. Cosa ne pensa di questo “cambio di residenza”.

    Beh, certamente è stato un grosso cambiamento, dato che Rai 1 è sempre stata considerata la “casa” di Miss Italia. LA7 ha avuto questa preziosa opportunità di trasmettere uno degli eventi più seguiti a livello nazionale e, da quanto ho saputo, il canale televisivo ha già confermato per quest’anno e per i prossimi anni, visto gli straordinari riscontri.

    2- Miss Italia è anche un po’ la storia di noi italiani, esiste dal 1939 anche se è approdato in televisione solo nel 1979, ed è molto seguito in tutto il Paese. C’è qualche Miss che ricorda in particolar modo e che l’ha colpita?

    Sono rimasto colpito da tutte le vincitrici del titolo più ambito d’Italia, in quanto ognuna di loro ha una bellezza caratteristica, unica ed inimitabile, e tutte sono molto brillanti, capaci e piene di talento. Sono riuscite a tuffarsi da questo trampolino per poi approdare nel mondo della televisione, della moda, del cinema, dello spettacolo, riscuotendo grandi successi, come nel caso di Cristina Chiabotto, Denny Mendez, Martina Colombari, Roberta Capua, Miriam Leone e moltissime altre ancora.

    3- Abbiamo saputo dell’invito a far parte della giuria delle selezioni regionali del concorso di Miss Italia 2014. Accetterà di giudicare la donna più bella d’Italia?

    Con mio stupore, sono stato contattato dall’organizzazione che mi ha proposto appunto di essere uno dei giurati della tappa lombarda del concorso. Sono rimasto molto lusingato da ciò e spero che i miei numerosi impegni lavorativi mi permettano di accettare l’invito.

    4- C’è giunta notizia che Le hanno chiesto di mettere a disposizione la Giax Tower per organizzare le prossime selezioni regionali di Miss Italia. Darà il suo ok?

    Per l’edizione di quest’anno sarà difficile, ma di sicuro ci penserò per i prossimi anni!

    5- È vero che un noto regista italiano vorrebbe girare delle scene del suo film, in lavorazione, nel parco e negli spazi del Suo grattacielo? Ci da qualche anticipazione?

    Sì e sono molto compiaciuto di questa nuova opportunità per la Giax Tower. Ovviamente però, non posso dare alcuna anticipazione, sarà una sorpresa!

  • Spring Awakening: l’irrappresentabile inno alla vita arriva a Venezia!


    Masturbazione, aborto, stupro, suicidio e amore: dal 3 al 6 aprile al Teatro Goldoni ottava tappa per la versione italiana – indipendente e operativa sui social network – dell’acclamato musical rock di Sater e Sheik, tratto dal ‘Risveglio di primavera’ di Frank Wedekind

    TodoModo Music-All
    in collaborazione con
    Ars Nova
    e
    La Bottega del Verrocchio
    sono lieti di presentare:

    SPRING AWAKENING

    Giovedì 3 aprile 2014
    Venerdì 4 aprile 2014
    Sabato 5 aprile 2014
    H. 20.30


    Domenica 6 aprile 2014
    H. 16.30


    Teatro Goldoni
    San Marco 4650/b
    Venezia

    Ottava tappa per il tour italiano di Spring Awakening: uno dei più famosi, acclamati e controversi musical degli ultimi anni, scritto da Steven Sater con musiche di Duncan Sheik e tratto dal celebre Risveglio di primavera diFrank Wedekind. Dopo il successo delle precedenti date, giovedì 3 aprile 2014 il prestigioso rock drama arriva alTeatro Goldoni di Venezia: è il nuovo appuntamento per la compagnia livornese TodoModo Music-All, che con grande determinazione ha portato in Italia il musical americano su licenza MTI Music Theatre International. L’opera di Wedekind, pubblicata nel 1891 e per molti anni considerata irrappresentabile, pornografica, anarchica e blasfema, è stata lo spunto per il musical di Sater e Sheik, messo in scena off-Broadway nel 2006 e premiato con ben 8 Tony Awards. Il tour italiano di Spring Awakening sta raccogliendo grandi responsi grazie all’eccezionale bravura del cast, all’originalità del progetto e alla diffusione “virale” sui social network.

    Ambientato in una grigia e rigida scuola del Ventennio fascista (e non in Germania come nell’originale), Spring Awakening mette in scena un conflitto tra studenti, scuola e famiglie, tra gioventù e autorità: masturbazione, omosessualità, aborto, stupro, suicidio ma anche amore, amicizia, libertà, la scoperta del sesso nelle segrete confidenze di adolescenti confinati in un istituto dove la ribellione diventa uno straordinario e commoventeinno alla vita. Un’opera coraggiosa, come ribadisce il direttore artistico Pietro Contorno: “Una scelta al limite del temerario e dell’incosciente. È vero. Ce lo dicono tutti. Specialmente in un anno cosi difficile per la società e la cultura italiana in genere. Ma come si dice: se non ora, quando? Il cambiamento deve essere cavalcato “prima”, deve essere anticipato, assecondato, stimolato. E questo noi vorremmo che accadesse”.

    Niente effetti speciali né costumi sgargianti, un originale doppio registro prosa/rock show con tanto di band dal vivo ogni sera (quindi niente playback, tutto vero, tutto reale), un fortissimo impatto emozionale sul pubblico grazie ai temi civili, sociali e politici, un impegno costante nella comunicazione, un team creativo che sfrutta le possibilità offerte dai social network (comprese le irresistibili web series su YouTube e “sponsorizzate” dal testimonial Paolo Ruffini). Il cast è composto da undici giovanissimi attori, coadiuvati da due esperti comeFrancesca Gamba e Gianluca Ferrato, diretti magistralmente da Emanuele Gamba, che dell’opera ha colto il significato più profondo: “Chiunque sia stato adolescente è lo spettatore ideale di Spring: unica altra condizione è che se ne ricordi e si intenerisca per quella imbarazzante sconvolgente età dello slancio e del disagio che ci ha fatto sentire tutti sulle montagne russe. Un giorno fra le nuvole e il giorno dopo – o anche 5 minuti dopo – sottoterra”. Testo recitato in italiano, canzoni in inglese, una vis espressiva unica nel suo genere anche per lapotenza rock dei brani di Sheik, riletti dalla band diretta da Stefano Brondi: “Pensateci: i cantanti sanno di avere non basi meccaniche ma persone vive che viaggiano battuta per battuta a fianco a loro, che si emozionano se loro cantano una frase nel pieno delle loro sensazioni, e che sanno stupire con dettagli sonori sempre più vividi approfondendo la conoscenza dell’opera replica dopo replica. Tutto ciò produce un’energia potentissima per la quale mi sono battuto a tutti i livelli”.

    Seguono gli ultimi due appuntamenti del tour: 8-13 aprile (Teatro Verdi, Padova), 10 e 11 maggio 2014 (Teatro Duse, Bologna). Sul sito ufficiale, Facebook, Twitter, Flickr e YouTube ci sarà un continuo flusso di comunicazione: un autentico risveglio di primavera.

    PREZZI BIGLIETTI:

    Platea: Intero euro 29,00 – Ridotto euro 26,00 – Giovani euro 17,00
    1° ordine: Intero euro 26,00 – Ridotto euro 24,00 – Giovani euro 15,00
    2° ordine: Intero euro 24,00 – Ridotto euro 22,00 – Giovani euro 13,00
    3° ordine: Intero euro 13,00 – Giovani euro 11,00
    4° ordine: Intero 8,00

    www.teatrostabileveneto.it/stabile.asp?id=24981

    Teatro Verdi:
    centralino 041.2402011
    biglietteria 041.2402014
    prenotazioni 041.2402019 (da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 17.00)

    Mediapartners:
    Broadway World Italia: www.broadwayworld.com/italy
    Amici del Musical: www.amicidelmusical.it
    Senzabarcode: www.senzabarcode.it
    Teatro.org: www.teatro.org

    Informazioni:
    Spring Awakening:
    www.springawakening.it
    Area stampa: www.springawakening.it/area-stampa/
    (password: press) per foto alta risoluzione, contenuti e brani mp3

    Teatro Goldoni:
    www.teatrostabileveneto.it

    Promo Teatrale
    http://youtu.be/7noxBlgjK5M

    Ufficio stampa Synpress44:
    www.synpress44.com

    Consulente alla promozione:
    Carla Torriani ([email protected])