Categoria: Arte e Cultura

  • José Van Roy Dalì parla della sua mostra alla Milano Art Gallery dedicata al padre Salvador Dalì maestro del Surrealismo

    Intervistato José Van Roy Dalì, in occasione della mostra personale “La verità surreale” il giorno dell’anniversario dei 110 anni della nascita del padre, il celebre maestro del Surrealismo Salvador Dalì, presso la storica Milano Art Gallery via Alessi 11, Milano dall’11 al 26 maggio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’esposizione verrà inaugurata domenica 11 maggio alle ore 18.00, con un prestigioso evento di vernissage in presenza dell’artista.

    1) Ci racconta com’è avvenuto il suo esordio nel mondo dell’arte? E’ vero, che già dai 7 anni dipingeva?

    Il mio esordio nel mondo dell’arte forse non è ancora mai avvenuto. Prima di tutto, io non sono un artista, non mi ci sento, dipingo per il mio grande egoismo, per il gusto di fare una cosa che mi piace. Ogni volta che faccio una mostra per me è una sofferenza, un atto di esibizionismo. Espongo e poi scompaio per un po’ di tempo, quindi è come se non avessi mai esordito nel mondo dell’arte. Quando realizzo un quadro o dei quadri mi piace guardarmeli, magari farli vedere agli amici e basta. È una vita che dipingo e che espongo, ma cerco di farlo a piccole tappe. Quando era piccolo cercavo di scimmiottare mio padre che non mi permetteva di andare nell’area in cui lavorava perché aveva paura che gli rovinassi i quadri, ma sono giochi da bambini, sono cose che fanno tutti, anche quelli che poi da grandi non fanno i pittori o gli artisti.

    2) Che rapporto aveva con suo padre il grande Salvador Dalì? Ha qualche particolare aneddoto, che vuole rivelarci?

    Di aneddoti ne ho tantissimi, mio padre è stato molto particolare! Da ragazzino lo vedevo pochissimo, lui e mia madre erano impegnati nelle loro mostre, li incontravo quando i miei tutori, ai quali mi avevano affidato in Italia, mi portavano in Spagna. Poi li ho rivisti da adulto, dove è cambiato un po’ il legame, ma resta un rapporto particolare con due persone particolari, perché i miei genitori erano molto giocherelloni, si divertivano con tutto e soprattutto con gli esseri umani e ancor di più con me, facendomi degli scherzi. Gli aneddoti che mi vengono in mente sono due: il primo, quando mio padre Salvador, si è presentato ai piedi del mio letto in piena notte con una candela, una lampadina accesa in mano, sotto il volto e ha fatto finta di essere il demonio, al quale erano cadute le corna sulle labbra e ha cercato di spaventarmi. Un’altra volta invece, ricordo che si è nascosto, salendo sulle scale, dietro un orso imbalsamato, e con un tubo dell’acqua e un imbuto ha fatto finta di essere stato ingoiato e mi ha chiesto aiuto. Poi delle volte parlava in trequattro lingue, mescolandole con il latino per vedere il mio stupore, perché non capivo quello che mi diceva.

    3) Un commento di riflessione sul concetto di arte;

    E’ la cosa più difficile del Mondo, è come parlare del concetto di anima. Io non so se quello che faccio è arte, so solo che realizzo delle cose che a me piacciono. Credo che chi fa arte forse è una grande ricerca d’amore, per attirare l’attenzione delle persone comuni e per ottenerne il plauso, una ricerca d’affetto, di amore insomma. Su questo punto sono svantaggiato, sono sposato da più di quarant’anni con l’unica donna che ho amato nella mia vita, e non ho bisogno di amore, faccio questo perché mi piace. Quindi il concetto dell’arte credo sia quello di offrire al pubblico la medesima emozione che l’artista o il presunto tale ottiene creando quel lavoro.

    Il concetto dell’arte è il concetto della bellezza, l’arte si può paragonare a qualsiasi cosa sublime ma anche ad un manufatto, ad una casa, un fiore. Le cose sublimi della natura che ci stupiscono e appagano il nostro animo, il nostro sguardo si possono paragonare all’arte. Non a caso per me l’arte è morta dopo il Rinascimento, tranne qualche rara eccezione, però in realtà ci sono ancora delle cose bellissime, che donano delle emozioni, e le emozioni sono la cosa più difficile da avere in questa vita.

    4) Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia vissuta con i suoi tutori adottivi tra Verona e Roma?

    Ho lasciato molti ricordi a Verona. Quando sono andato li con mia moglie, dopo 36 anni, per fargli vedere le bellezze di Verona, ho ritrovato le emozioni di vedere l’Arena per esempio o altre cose di questo genere. Quando abitavo a Verona, affianco al portone dell’abitazione dei mie tutori, c’era un negozio di Bauli e una giornalaia. Quando sono tornato ho visto una signora con i capelli bianchi e le ho domandato se fosse la signora Gemma e ha risposto di sì. Avrà avuto più di 90 anni, quando le ho raccontato chi ero io, ha cominciato a chiamare la gente raccontando delle mie gesta da bambino. Questa signora molto anziana si ricordava tutti i guai che avevo fatto a Verona, ad esempio quando correvo con i pattini a rotelle al secondo piano dell’abitazione e disturbavo a qualsiasi ora, gli abitanti del piano di sotto. Dei miei genitori, ho solo ricordi bellissimi, erano talmente speciali nei loro scherzi, nel loro modo di fare, che quando li vedevo abbracciati normalmente o sulla barca o che giocavano a scacchi per esempio, mi sembravano ammalati, perché erano in continuo movimento, una creatività continua per quanto riguarda i giochi, gli scherzi e le risate.

    5) La data d’inaugurazione della sua mostra milanese, l’11 maggio, cade proprio nel giorno di celebrazione del simbolico anniversario dei 110 anni dalla nascita’ di suo padre; E’ compiaciuto di questa coincidenza speciale? E’ stata appositamente predisposta per creare un significativo filo conduttore di unione tra i due importanti eventi?

    Sono felice e onorato di questa coincidenza, anche se una parte di me è dispiaciuta di dover mostrare al mondo la diversità tecnica e artistica che mi divide da mio padre, mio padre è stato un grande, io sono uno che gioca a fare il pittore, quindi in un certo senso sono felice perché è sempre difficile dimenticare una persona come mio padre, però forse ci vuole un nuovo genio per ricordare la sua bravura, naturalmente lo faccio con tutta la modestia che mi distingue. Davanti a mio padre sono soltanto un dilettante meglio e peggio di tanti altri miei colleghi, solo che di geni così ne nasce uno ogni duecento anni.

  • In esposizione alla Milano Art Gallery José Van Roy Dalì, figlio del mentore del Surrealismo Salvador Dalì, con l’organizzazione del manager Salvo Nug

    La storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, ospita un evento di forte risonanza mediatica accogliendo la mostra pittorica “La verità surreale” di José Van Roy Dalì figlio dell’esimio mentore del Surrealismo Salvador Dalì, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes. L’esposizione si terrà dall’11 al 26 maggio 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 11 maggio alle ore 18.00. Nell’occasione speciale verrà celebrato l’anniversario dei 110 anni dalla nascita del grande Maestro catalano.

    José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E’ uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore lo ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall’incisione all’arte orafa.

    Sul periodo dell’infanzia vissuto in Italia racconta “Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi“.

    Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l’affermazione paterna “La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo” dichiara con ironica provocazione, che “l’arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente“.

  • Chiara Pavoni è Blanche di Un tram chiamato desiderio

    La compagnia L’altro Teatro presenta “UN TRAM CHIAMATO DESIDERIO” di Tennesse William al Teatro Agorà di via della Penitenza 33, a Roma, in scena dal 25 al 30 marzo 2014, dal martedì al sabato alle ore 21, domenica alle ore 17.30.

    La vicenda è ambientata nella New Orleans degli anni quaranta, i protagonisti sono una coppia, formata da Stanley e Stella, il cui equilibrio viene messo a rischio dalla sorella di lei, Blanche. Stanley (il protagonista maschile), un rude polacco dai modi burberi giunto a New Orleans da qualche anno, è un uomo di grande forza che è travolto da una passione carnale per la moglie Stella. A turbare questo equilibrio giunge la sorella di Stella, Blanche, una donna dai molti lati oscuri che pian piano andrà svelando, fino a che, alla fine della vicenda, giunge alla pazzia e viene ricoverata in manicomio, mentre la coppia, la cui pace familiare sembra allietata dalla nascita di un bambino, sembra arrivare ad un punto di rottura per l’incapacità di Stella di accettare il destino della sorella, il cui crollo è dovuto in larga parte alle forti pressioni esercitate su di lei da Stanley.

    Tra gli attori Andrea Maiorè, Germano Germani, Chiara Pavoni, Giulia Scaramuzza, Letizia Spata, Luca Proietti, Marilina Marino, Matteo De poli, Simone Borghini, Umberto Gutturiello.

    Luci e regia Musicale: Luciano Pochi, scenografie: Bruno Bonifazi, regia di Bruno Bonifazi.

    Nel ruolo di Blanche la sensibile e brava attrice Chiara Pavoni che potete seguire nel suo sito ufficiale: www.chiarapavoni.it

  • Piercarlo Malinverni in un intervista parla della mostra che terrà alla Milano Art Gallery dal 23 marzo.

    Domenica 23 Marzo 2014, alle ore 18.00, la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, inaugurerà la personale di Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia” dal titolo “Le Dive nell’arte”. In vista di questa speciale occasione, abbiamo intervistato il rinomato artista pavese, per saperne di più sulla sua originale produzione artistica e sulla mostra che si terrà fino al 7 Aprile, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

    1) Ci è giunta la notizia della sua imminente mostra personale nell’esclusivo contesto storico della “Milano Art Gallery”; come nasce l’opportunità di questa importante esposizione? E’ la prima volta che espone a Milano?

    Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, ha notato una mia opera, esposta a casa di una persona che conosciamo entrambi ed incuriosito, ha voluto conoscermi. Siccome avevo in preparazione una serie di lavori sulle dive e attrici hollywoodiane degli anni ’50 – ’60 e lui è un amante del cinema e del teatro, mi ha proposto di realizzare questa mostra. Ho già esposto numerose volte a Milano. Sono invitato due volte a partecipare agli Ovali Rotariani: la prima volta con la curatela di Luciano Caramel e Vittorio Sgarbi, durante la quale la mia opera è stata venduta all’asta da Sotheby’s, mentre per la seconda volta, sono stato selezionato tra migliaia di artisti, insieme ad altri duecento. L’asta è stata gestita da Christie’s e all’evento era presente anche la nota showgirl Alba Parietti.

    2) Quali opere porterà in mostra? C’è una tematica particolare come filo conduttore nell’allestimento?

    Saranno tutte opere dedicate alle attrici degli anni ’50-’60. Partendo dalle italiane, come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli ed arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marylin Monroe, che non poteva assolutamente mancare. Una sala invece sarà allestita con alcuni quadri di un filone astratto-informale.

    3) Ci racconta come nasce la passione per l’arte e quando avviene il suo esordio nel mondo dell’arte e qual è stata la sua formazione artistica?

    Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e che ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle Accademie e dalle Scuole d’Arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. E’ tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre, in modo cospicuo e seriato, dall’inizio degli anni ’80 in poi.

    4) Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?

    Ho realizzato tante opere concettuali legate al mondo sociale e ai problemi ambientali, dai quali traggo la mia ispirazione. Attualmente sono opere di sintesi quelle che sto facendo, molto libere dal punto di vista compositivo, con qualche minima reminiscenza legata al titolo, ma pressoché astratte, al di là di questo filone legato al cinema e al teatro, che va oltre la mia ultima ricerca.

    5) Quali tecniche strumentali utilizza maggiormente?

    Principalmente la tecnica olio, con inclusioni di svariati materiali e contaminazioni. Sono opere molto complesse dal punto di vista tecnico e strutturale. Ne ho realizzate alcune su parabole satellitari, che sono state poi portate, nel 2001, alla Biennale di Venezia da Mario Rizzi (che adesso non è più vivente) e sono stato ospite del critico di Venezia che aveva una sala a sua disposizione.

    6) Sappiamo, che tra i suoi illustri amiciclienti ci sono anche Vittorio Emanuele di Savoia e i membri della sua famiglia; ci racconta come è avvenuto questo incontro? Quali opere le hanno commissionato in questi anni di stretto rapporto?

    L’incontro è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno già 4/5 miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori.

  • Le considerazioni del manager dell’arte Salvo Nugnes sulla collezione “Netter” in mostra a Roma.

    Dall’interessante descrizione fornita da un rinomato esperto in materia come il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi nel mondo dell’arte e della cultura, raccogliamo utili delucidazioni sulla mostra dal titolo “Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. la collezione Netter” dedicata all’eccelsa collezione Netter esposta nella sede istituzionale del Museo Palazzo Cipolla a Roma fino a 6 aprile.

    Nugnes puntualizza “E’ una mostra itinerante, che sta riscuotendo meritato successo e dopo la Pinacoteca di Parigi e Palazzo Reale a Milano, approda nella capitale in esposizione per la prima volta nella storia. Si tratta dunque di un’iniziativa di straordinaria portata, che permette di osservare da vicino la ricca collezione di creazioni appartenenti a Jonas Netter, rappresentante commerciale con una viscerale passione artistica vissuto dal 1867 al 1946. Sono allestiti oltre 120 capolavori di Modigliani, Soutine, Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling e altri geniali artisti denominati con lo pseudonimo di maledetti, che vissero svolgendo la loro attività nel celebre quartiere parigino di Montparnasse, centro nevralgico culturale di rilievo e importante fulcro e luogo d’incontro per gli artisti e gli intellettuali agli inizi del’900. Netter ha potuto acquistare durante la sua vita una considerevole quantità di opere grazie all’intercessione del mercante d’arte polacco Leopold Zborowski, che gli proponeva opere di artisti all’epoca ancora sconosciuti, sulle quali Netter poteva permettersi di investire cifre abbordabili“.

    E prosegue asserendo “Netter è rimasto profondamente colpito dal genio creativo del maestro livornese Amedeo Modigliani e ha comprato numerosi dipinti, tra gli inconfondibili volti femminili stilizzati dai lunghi e affusolati colli, che hanno reso unica nel suo genere la pittura di Modigliani“.

  • Interferenze, for an accelerated culture, a cura di YouArtHere

    Il 21 marzo 2014 inaugura, alla Galleria Massimodeluca, Interferenze, for an accelerated culture, mostra collettiva che raccoglie le opere di giovani artisti italiani e internazionali.

    L’esposizione è curata da Miriam Ferrari, Maria Palladino, Teresa Rinaldi, Arianna Testino e Adele Zini, componenti del gruppo YouArtHere, con la supervisione di Federica Bianconi.

    La mostra è il frutto di una riflessione sul concetto di interferenza in rapporto allo scenario contemporaneo, dominato dallo sviluppo di identità costantemente aumentate e frammentate, grazie all’uso delle nuove tecnologie. In questo panorama, è protagonista il rapporto tra la dimensione fisica del corpo, dello spazio e della natura, e quella virtuale. Tale relazione può assumere le sembianze di un’interferenza, concepita come un atto generatore di rapporti e di nuovi sensi possibili. Le opere esposte diventano il mezzo sensibile con cui gli artisti suggeriscono il proprio approccio al tema proposto, attraverso il ricorso a pratiche diverse, che vanno dalla pittura al video, dall’installazione alla fotografia, dal suono al disegno. Il risultato è l’innesco di una relazione diretta con lo spazio (inteso sia come spazio espositivo, sia come “superficie” di azione) e con il fruitore, chiamato a partecipare in prima persona. Gli artisti partecipanti, eterogenei sul piano tecnico, ma vicini dal punto di vista generazionale, sono: Trisha Baga, Laura Bisotti, Brailleway, Sam Falls, Mike Goldby, Aaron Koblin e Ben Tricklebank, Francesca Longhini, Joe Reihsen, Martin Romeo, Elisa Strinna, Andrea Troian, Amalia Ulman.

    ll gruppo YouArtHere è nato nell’ambito di un percorso formativo promosso e realizzato dall’Ente Bilaterale Veneto e da Cescot Veneto, con il contributo della Regione Veneto e del Fondo Sociale Europeo.

    Partner del progetto sono: Artribune, Camera di Commercio di Padova, Cestart, Confesercenti Regionale del Veneto, Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Querini Stampalia, Galleria Caterina Tognon, Galleria Michela Rizzo, Intermedia srl, Nord Est Europa Editore srl, Nord Est Fair srl, Università IUAV di Venezia.

    Per informazioni:YouArtHere [email protected], Cescot Veneto Samuele Giacomella+39 049 8698605 [email protected], Federica Bianconi+39 3387060926 [email protected]

  • Investimenti in campo artistico

    I quadri ottocenteschi rappresentano un vero e proprio patrimonio per l’arte contemporanea. Ultimi esponenti dell’arte classica, questi splendidi dipinti si possono trovare disponibili all’acquisto ancora in buono stato, ma con un valore storico ed artistico destinato a crescere in maniera esponenziale nel corso del prossimo secolo.

    Tutto questo può rappresentare un ottima possibilità di investimento a medio termine, che con l’attuale situazione economica, rappresenta uno dei pochi sbocchi sicuri verso il successo.

    Se quindi vi interessa sapere qualcosa in più sulla vendita di quadri 800 eschi, continuate a leggere questo articolo e scoprirete qualche modo di fare business con opere del XIX secolo.

    Partiamo da un presupposto: se non siete grandi esperti di arte, o di compravendite, dovrete necessariamente affidarvi ad agenzie apposite di acquisto e vendita quadri 800 eschi. Questo è fondamentale perché in campo artistico è facile ptendersi un abbaglio o una vera e propria “fregatura”. Purtroppo anche questo settore è pieno di “squali” pronti ad approffittarsi del primo sprovveduto che gli capita. Tutto questo per mettervi in guardia, anche visto l’esiguo prezzo da corrispondere a suddette agenzie.

    Inoltre i servizi che vengono offerti sono molteplici: stima del prezzo di una tela che vogliamo acquistare, compresi eventuali costi di restauro e di trasporto, potenzialità di tale opere di essere rivenduta, esposizione in gallerie d’arte appositamente organizzate, trattazione della compravendita in tutte le fasi legali e commerciali, nonché garanzia della veridicità dell’opera che andiamo ad acquistare. Vengono anche rilasciati particolari attestati che certificano provenienza e datazione dell’opera, cosa impossibile senza l’ausilio di un personale esperto, efficiente e professionale come quello che viene offerto e garantito da questo indispensabile servizio.

    Il business si può realizzare solo in concomitanza con certi requisiti, che, se non si è esperti venditori e critici d’arte allo stesso tempo, vanno necessariamente ricercati in agenzie che si occupano solo ed esclusivamente di questi argomenti, solo così potrete avere sicuro successo.

  • Il valore di un quadro


    Come viene definito il valore di un quadro oggi?

    In un altro articolo abbiamo visto come nell’800 venisse stabilito prima il valore di un opera, attraverso riconoscimenti da parti dei critici ed esposizioni all’interno dei musei; in base a questo si stabiliva un prezzo di mercato, questa era la vendita quadri dell’800.

    Al giorno d’oggi il trend si è praticamente invertito. La vendita quadri 800 è rappresentata da una logica semplice e razionale, esperti valutano e clienti appassionati acquistano ad un prezzo stabilito in base al parere dei primi.

    In questo modo si riduceva la probabilità di acquistare opere di basso profilo a prezzi esagerati, cosa del tutto possibile al giorno d’oggi, vista la possibilità che un quadro venga sopravvalutato a causa di gusti personali o speculazione da parte di abili sponsorizzatori dei vari artisti.

    Rimane sempre una priorità, per il campo di vendita quadri 800 avvalersi di intermediari abili ed esperti che riducano il rischi di sopravvalutazioni (se si acquista) o sottovalutazioni (se si vende) di un quadro dell’800, sebbene, come spiegato, i rischi sono molto maggiori sulle opere contemporanee che su quelle d’epoca.

    D’altra parte, sta rapidamente divenendo prerogativa di mercato la scelta dei prezzi in base alle abilità commerciali e di marketing piuttosto che in base al valore proprio di un prodotto, ma questa è un altra storia.

    Viste questo andamento del mercato rimane quindi molto importante non avere fretta nelle trattative, sapere sempre origini e dettagli del quadro che si vuole acquistare o vendere, mai fare offerte o proposte solo in base ai propri gusti personali, senza prima aver fatto attente ricerche ed aver ricevuto consulenza da un professionista esperto e garantito. La vendita quadri dell’800 è un campo delicato nel quale non conviene addentrarsi da soli, ma sempre accompagnati da chi ne sa più di noi, per competenza ed esperienze.

  • Milano Art Gallery: il manager Salvo Nugnes organizza il progetto delle “Ceramiche d’artista”.

    Le rinomate gallerie “Milano Art Gallery” nelle loro prestigiose sedi di Milano, Bassano del Grappa e Siena lanciano un importante progetto denominato “Ceramiche d’Artista” con l’organizzazione del manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, in collaborazione con la “Galleria degli Irrequieti” sita in terra ligure.

    Salvo Nugnes spiega “L’iniziativa nasce dal desiderio di offrire ad artisti già affermati, ma anche emergenti, di cimentarsi con un materiale di intenso fascino e raffinatezza, che nei secoli ha dimostrato di prestarsi a molteplici e multiformi trasformazioni e forgiature per la sua natura di duttile versatilità. Le creazioni in ceramica da sempre sono un valore di pregio nel patrimonio artistico nazionale e un’eccellenza del made in Italy molto apprezzata all’estero, non soltanto in merito ai prodotti legati all’industria della piastrella, ma in riferimento a tutta quella sublime produzione di capolavori d’arte unici e inimitabili. Pensiamo all’antica tradizione della ceramica di Albissola, di Capodimonte, di Vietri”.

    Senza dubbio è opportunità imperdibile da cogliere: chi volesse realizzare un piatto, un vaso, una lampada, una scultura, un quadro o qualsivoglia altro oggetto utilizzando la ceramica come materia prima di base e personalizzandolo a proprio piacere, può sfruttare questa occasione ed essere supportato da uno staff preposto di esperti collaboratori. Avrà anche modo di ottenere un’ottima visibilità a ritorno d’immagine, ricevendo una consistente pubblicità in virtu’ della partecipazione ad un progetto di così ampia portata e rilevanza.

    Per ulteriori informazioni e ragguagli è possibile rivolgersi ai seguenti contatti:

    tel. 02-76280638

    E-mail: [email protected]

  • L’artista della Casa Reale dei Savoia Piercarlo Malinverni in mostra alla Milano Art Gallery

    Inaugurerà Domenica 23 Marzo 2014, alle ore 18.00, l’originale mostra personale “Le Dive nell’arte” del poliedrico Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia”, che si svolgerà nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via G. Alessi 11, a Milano. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes e visitabile ad ingresso libero fino al 7 Aprile 2014, vedrà una corposa e variegata serie di opere ispirate alle mitiche dive hollywoodiane, le intramontabili grandi stars, che hanno conquistato fama e popolarità a livello internazionale, sia come talentuose attrici, sia come affascinanti e seducenti ammaliatrici del cinema. Da Claudia Cardinale a Marylin Monroe a tante altre immortalate in tutto il loro splendore.

    L’incontro con il Re Vittorio Emanuele è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi” afferma Malinverni, che vede tra i suoi più illustri collezionisti, la famiglia reale dei Savoia, e continua “Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno molti miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori”.