Categoria: Arte e Cultura

  • La prima puntata di The Voice tra talenti ed emozioni

    Dopo il grande successo dello scorso anno, ritorna nel palinsesto televisivo di Rai 2 la seconda edizione del talent musicale The Voice of Italy. La conduzione del programma resta affidata a Federico Russo, mentre c’è un cambio generazionale e di genere musicale tra i giurati. Entra a far parte dei coach J-Ax, al posto del maestro Riccardo Cocciante. Una scelta forte e fuori dai classici schemi quella di Rai 2.

    Come di consueto il primo appuntamento con The Voice sono le Blind Audition, durante le quali i giudici ascoltano le voci degli aspiranti concorrenti senza conoscerne l’aspetto. Così tra uno scherzo e un po’ di emozione iniziale prende vita un’avvincente prima puntata, che vedrà susseguirsi sul palco gli aspiranti cantanti ognuno caratterizzato da una storia particolare e da ottime capacità canore.

    La prima a salire sul palco è stata Federica Buda con la canzone “Quando una stella muore” la sua voce non sembra potente o con particolari virtuosismi eppure riesce a donare emozioni e a far venire i brividi ai coach che decido di girarsi. La bravura dei partecipanti è un continuo crescendo, regalando emozioni ai telespettatori e al pubblico in studio. Ora è il turno di una mamma di 41 anni che durante la sua esibizione si trasforma in un animale da palcoscenico, Gianna con la canzone “Kozmic Blues” di Janis Joplin riceve la piena approvazione da parte di tutti i giudici, sarà lei poi a scegliere di entrare a far parte del team di Noemi.

    Ed ecco arrivare il momento del rock, Giacomo Voli che colpisce subito al cuore di Piero Pelù, il quale si gira già all’introduzione della canzone, sicuro della scelta che sta facendo per il suo team. Dopo la squadra rock giunge il momento della prima componente del team di J-Ax, Luna Palumbo colpisce la sua attenzione per essere riuscita a rivisitare Alba Chiara in maniera perfetta.

    Dopo diverse esibizioni di ecco il momento di Daria Biancardi per chiudere la prima puntata della seconda edizione del talent musicale. La esibizione di “I have nothing” di Whitney Houston incanta già dalla prima nota tutti i giurati per la sua indiscutibile bravura e capacità di emozionare.

    La bravura, l’intonazione e la potenza non bastano, i giudici di The Voice sono alla ricerca di un artista versatile e che abbia una voce fuori dal comune. Per conoscere quali saranno i nuovi componenti dei team si dovrà attendere la prossima puntata. Scopri il palinsesto dei programmi televisivi per non perdere gli appuntamenti quotidiani con la musica e le lezioni dei coach di The Voice of Italy.

  • Milano Art Gallery: famose gallerie d’arte danno l’opportunità a giovani artisti di farsi conoscere.

    Le rinomate gallerie “Milano Art Gallery”, con sede nel cuore di Milano, a Bassano del Grappa (VI) e a Siena, danno la possibilità ad artisti emergenti e in ascesa, di esprimersi tramite la loro arte, organizzando interessanti mostre al fine di far crescere e conoscere questi grandi talenti. Non solo esposizioni personali di alto livello, come le trascorse di Pirandello, Guttuso, Amanda Lear e Gillo Dorfles, ma anzi, le “Milano Art Gallery” cercano giovani pittori, scultori, fotografi, video artists e performer, con la voglia di trasmettere la loro energia, la loro passione e le loro emozioni tramite le loro opere artistiche.

    La mente è il manager Salvo Nugnes, esperto d’arte e agente di illustri personalità della cultura, dal curriculum di notevole spessore, che con la sua affermata azienda “Promoter Arte” organizza eventi cultural-artistici in tutta Italia e all’estero, celebri a livello internazionale, come la Biennale d’Arte e il Festival di Spoleto, creando inoltre meravigliosi cataloghi.

    Se siete artisti interessati ad esporre presso le “Milano Art Gallery” mandate subito il vostro materiale a [email protected]. La fortuna aiuta chi la cerca!

  • Milano Art Gallery – La mostra dell’artista della Casa Reale dei Savoia, Piercarlo Malinverni organizzata dal manager Salvo Nugnes

    Si preannuncia un evento artistico di notevole originalità quello dedicato al poliedrico Piercarlo Malinverni, conosciuto con “L’artista dei Savoia” che sarà allestito nella storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La mostra personale intitolata “Le Dive nell’arte” si terrà dal 23 Marzo al 7 Aprile 2014, con vernissage inaugurale in data Domenica 23 Marzo alle ore 18.00 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

    Malinverni, che vede tra i suoi più illustri collezionisti, la famiglia reale dei Savoia, afferma “L’incontro con il Re Vittorio Emanuele è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno molti miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori”.

    In esposizione alla Milano Art Gallery si potranno ammirare una corposa e variegata serie di opere ispirate alle mitiche dive hollywoodiane, le intramontabili grandi stars, che hanno conquistato fama e popolarità a livello internazionale, sia come talentuose attrici, sia come affascinanti e seducenti ammaliatrici del cinema. Da Claudia Cardinale a Marylin Monroe a tante altre immortalate in tutto il loro splendore. Attraverso questa rievocazione personalizzata, Malinverni ne recupera l’immagine e ne celebra la virtuosa bellezza eterna, come un simbolico omaggio speciale.

  • Le foreste della mente ora anche in ebook

    Edizioni Altravista offre ai suoi lettori la versione digitale del volume Le foreste della mente. Quello che ci insegnano e quello che ci fanno immaginare del prof. Marco Paci

    Da oggi sarà possibile acquistare dal bookstore della casa editrice e presso i migliori ebookstore online il libro del prof Marco Paci.

    Un libro essenziale per comprendere le ragioni della nostalgia di un paradiso perduto che rappresenta per noi un ricordo ancestrale. «[…] i meccanismi mentali degli uomini e quelli evolutivi dei sistemi viventi sono analoghi. Uomo e natura sono due entità dinamiche in reciproca e continua informazione: i cambiamenti del primo si riflettono sulla seconda e viceversa. La conclusione è che la conoscenza umana è solo una piccola parte di un più ampio conoscere integrato, la Mente Naturale: un tessuto connettivo universale che tiene unita l’intera biosfera, una mente coerente e organizzata, capace di conoscere, elaborare informazioni e decidere».

    Un libro che ci mostra il volto delle foreste come non lo avete mai visto, riscoprendone l’intimità e i significati intrinsechi e reconditi. Un viaggio nelle testimonianze del passato per analizzare gli effetti delle foreste nei confronti della mente umana. Dalle opere letterarie alla pittura, dall’architettura ai diari di viaggio sino ai racconti dei popoli nativi di foreste africane, asiatiche e australiane. I boschi come maestri di vita, fonte di ispirazione, luoghi di suggestione e di incanto, custodi della legge e della giustizia, templi di sacralità dove l’uomo riscopre la propria identità nel rapporto più intimo con la natura.

    Marco Paci, ecologo e selvicoltore, insegna alla facoltà di Agraria e alla facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di vari libri, tra cui Ecologia forestale (Il sole 24 ore Edagricole, 2011), L’ecologia siamo noi (Dedalo, 2009), L’uomo e la foresta (Meltemi, 2002).

    Vai alla scheda del libro»»»

  • Piercarlo Malinverni – Il pittore preferito dal Principe di Savoia in mostra alla Milano Art Gallery

    Domenica 23 Marzo 2014, alle ore 18.00, la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, inaugurerà la personale di Piercarlo Malinverni dal titolo “Le Dive nell’arte”. In vista di questa speciale occasione, abbiamo intervistato il rinomato artista pavese, per saperne di più sulla sua originale produzione artistica e sulla mostra che si terrà fino al 7 Aprile, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

    1) Ci è giunta la notizia della sua imminente mostra personale nell’esclusivo contesto storico della “Milano Art Gallery”; come nasce l’opportunità di questa importante esposizione? E’ la prima volta che espone a Milano?

    Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, ha notato una mia opera, esposta a casa di una persona che conosciamo entrambi ed incuriosito, ha voluto conoscermi. Siccome avevo in preparazione una serie di lavori sulle dive e attrici hollywoodiane degli anni ’50 – ’60 e lui è un amante del cinema e del teatro, mi ha proposto di realizzare questa mostra. Ho già esposto numerose volte a Milano. Sono invitato due volte a partecipare agli Ovali Rotariani: la prima volta con la curatela di Luciano Caramel e Vittorio Sgarbi, durante la quale la mia opera è stata venduta all’asta da Sotheby’s, mentre per la seconda volta, sono stato selezionato tra migliaia di artisti, insieme ad altri duecento. L’asta è stata gestita da Christie’s e all’evento era presente anche la nota showgirl Alba Parietti.

    2) Quali opere porterà in mostra? C’è una tematica particolare come filo conduttore nell’allestimento?

    Saranno tutte opere dedicate alle attrici degli anni ’50-’60. Partendo dalle italiane, come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli ed arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marylin Monroe, che non poteva assolutamente mancare. Una sala invece sarà allestita con alcuni quadri di un filone astratto-informale.

    3) Ci racconta come nasce la passione per l’arte e quando avviene il suo esordio nel mondo dell’arte e qual è stata la sua formazione artistica?

    Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e che ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle Accademie e dalle Scuole d’Arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. E’ tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre, in modo cospicuo e seriato, dall’inizio degli anni ’80 in poi.

    4) Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?

    Ho realizzato tante opere concettuali legate al mondo sociale e ai problemi ambientali, dai quali traggo la mia ispirazione. Attualmente sono opere di sintesi quelle che sto facendo, molto libere dal punto di vista compositivo, con qualche minima reminiscenza legata al titolo, ma pressoché astratte, al di là di questo filone legato al cinema e al teatro, che va oltre la mia ultima ricerca.

    5) Quali tecniche strumentali utilizza maggiormente?

    Principalmente la tecnica olio, con inclusioni di svariati materiali e contaminazioni. Sono opere molto complesse dal punto di vista tecnico e strutturale. Ne ho realizzate alcune su parabole satellitari, che sono state poi portate, nel 2001, alla Biennale di Venezia da Mario Rizzi (che adesso non è più vivente) e sono stato ospite del critico di Venezia che aveva una sala a sua disposizione.

    6) Sappiamo, che tra i suoi illustri amiciclienti ci sono anche Vittorio Emanuele di Savoia e i membri della sua famiglia; ci racconta come è avvenuto questo incontro? Quali opere le hanno commissionato in questi anni di stretto rapporto?

    L’incontro è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno già 4/5 miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori.

  • LA SICILIA RIFLESSA NEL “VIAGGIO” DI CERAMICA E COLORI

    SICILIA OUTLET VILLAGE – Un viaggio nella Sicilia, nella sua storia e nella sua arte, nei suoi simboli e nella sua letteraria isolitudine. Un viaggio che è metafora dell’essere umano: bellissimo, grottesco, potente, rarefatto, commovente. Dove la commozione è quel moto dell’anima che all’improvviso si vede riflessa al di fuori del proprio corpo. È “Il viaggio” di Giacomo Alessi, il percorso visivo e interiore all’interno della sua collezione privata, tra le opere in terracotta di uno dei più noti ceramisti italiani, «tesoro umano vivente» secondo l’Unesco, che lo ha inserito nel Registro delle eredità immateriali siciliane.
    Cinque dei suoi capolavori maiolicati – alcuni già protagonisti alla Biennale di Venezia – custoditi privatamente nella “Città della ceramica”, la sua Caltagirone, verranno esposti nella mostra d’arte che avrà luogo al Sicilia Outlet Village dal 15 marzo al 21 aprile – tutti i sabati e le domeniche, dalle 10 alle 21, con ingresso libero – e che porta il titolo “Giacomo Alessi. Il viaggio”. L’artista sarà presente al vernissage che inaugurerà la mostra, sabato 15 marzo, alle 12, nel Temporary Store che si affaccia sulla Piazza Eventi del Centro.
    Il Sicilia Outlet Village, come già in passato, manifesta la propria sensibilità all’arte, quella che celebra le eccellenze della Sicilia e il suo legame con il territorio dell’isola. L’impegno del Centro si concretizza infatti in iniziative di rilievo che offrono a visitatori e turisti una ricca esperienza culturale.

    Giacomo Alessi (Caltagirone, 1955) è uno dei più noti ceramisti italiani, profondo conoscitore della millenaria tradizione della terracotta calatina e italiana. Le sue opere sono state esposte in alcune delle più importanti rassegne artistiche d’Italia e del mondo, tra cui la Biennale di Venezia, e in celebri musei come il MoMA di New York. Nominato nel 2007 Cavaliere della Repubblica, è firmatario del “Manifesto delle arti applicative del nuovo secolo”. L’Unesco lo ha inserito nel libro Tesori umani viventi del Registro delle eredità immateriali siciliane.

  • “Oltre Itaca, radendo il cielo” – Espressione poetica del Gruppo EpicaEtica

    Dalla Prefazione:

    …Non ha preoccupazione di classificazioni, degli “ismi” che spesso sono etichette ma utili, né di target: è una silloge che nasce essenzialmente per un’esigenza del Gruppo EpicaEtica: toccare con mano quella coesione che si è espressa solamente per motivi più che pratici su pagine virtuali, digitali. E’ quel toccare con mano, vedere i caratteri inchiostrati, sentire il profumo della carta, il fruscio delle pagine…
    “Oltre Itaca, radendo il cielo” permette al lettore di entrare nel panorama contemporaneo della poesia, attraverso gli scritti, arricchiti da cenni biografici e note critiche ai testi, di venticinque autori: Federica Bonzi, Italo Zingoni, Francesca Giustini, Matteo Crosera, Rossella D’Alba, Rosa d’Onofrio, Antonella Ronzulli, Mario Di Nicola, Annamaria Pecoraro, Rosaria Chiariello, Adriana Bertani, Rosanna Spezzati, Lucia D’alessandro, Laura Klemm, Anna Manzi, Lucrezia Abbrescia, Cristiano Maiorino, Redent Enzo Lomanno, Fernanda Besagno, Antonia Izzi, Loretta Citarei, Anna Bonarrigo, Moreno Botti, Kostas Mich Stamatis, Enrico Marco Cipollini.

    Una copertina semplice ma elegante, con una foto di Antonella Colucci (in arte Antonella Kool) dove si rappresenta l’amplesso tra cielo e mare su una linea obliqua dell’orizzonte che dà l’idea dell’«Oltre», racchiude l’opera “Oltre Itaca, radendo il cielo”, espressione poetica del gruppo EpicaEtica. In un deserto acidificante, in una crisi non solo economica ma anche morale, 25 autori di varia levatura e fama che ivi riportiamo Federica Bonzi, Italo Zingoni, Francesca Giustini, Matteo Crosera, Rossella D’Alba, Rosa d’Onofrio, Antonella Ronzulli, Mario Di Nicola, Annamaria Pecoraro, Rosaria Chiariello, Adriana Bertani, Rosanna Spezzati, Lucia D’alessandro, Laura Klemm, Anna Manzi, Lucrezia Abbrescia, Cristiano Maiorino, Redent Enzo Lomanno, Fernanda Besagno, Antonia Izzi, Loretta Citarei, Anna Bonarrigo, Moreno Botti, Kostas Mich Stamatis, han cantato le ansie, le speranze, le illusioni, le delusioni e i sogni che costellano l’incedere umano, fornendoci un affresco attuale e poliedrico sulle vie e le esigenze dell’uomo con un linguaggio espressivo non reificante che è solo dell’Arte e della Poesia. Le varie sfaccettature dello Spirito s’aprono ad un confronto serio e dialettico nel panorama dell’oggi come momento sì di Crisis ma nel contempo di Kairos: è questo alito pulsante in ciascuna opera che ci fornisce una chiave di lettura delle “exis” della contemporaneità: essere se stessi, a sé presenti, tesi verso la ricerca mai di facili compromessi, di aleatorie soluzioni bensì di fattive alternative, non da ultimo, la libertà dell’animo come conditio sine qua non per agire nel mondo, dopo aver scandagliato gli abissi umani. Un sentiero luminoso emerge come filo conduttore che lega tale diverse voci per formazione ed esperienza ma profondamente umane. Itaca è il topos mentale per antonomasia del ritorno non tanto di Odisseo alla sua petrosa isola ma del ritrovar-si, di trovare sé e le proprie radici culturali, esigenza più che agita in un mondo, l’odierno, dove il valore è in crisi e non tanto i valori, così avvertiamo l’abissale smarrimento in codesto atlante delle ragioni e regioni antropiche. Gli autori dipingono quanto detto in espressioni coinvolgenti, struggenti e si spingono verso mete di azzurrità mai appagata, oltre: urgenza dello pneuma che vivifica e dilata l’esprit, esigenze ineludibili.
    Chi scrive ringrazia la casa editrice novese, Lithos Commerciale, che ha creduto in tale progetto, iniziando così la collana “ Eos”, la dea dell’Aurora, che, scendendo dal cielo, si strugge per amore e irrora di Rugiada il mondo, fecondandolo mentre fa nascere il nuovo giorno, un dì luminoso di idee.

    Enrico Marco Cipollini e Antonella Ronzulli

  • La “Milano Art Gallery” accoglie in mostra le originali creazioni di Piercarlo Malinverni con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes

    Si preannuncia un evento artistico di notevole originalità quello dedicato al poliedrico Piercarlo Malinverni, che sarà allestito nella storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La mostra personale intitolata “Le Dive nell’arte” si terrà dal 23 marzo al 7 aprile 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 23 marzo alle ore 18.00 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.

    In esposizione si potranno ammirare una corposa e variegata serie di opere ispirate alle mitiche dive hollywoodiane, le intramontabili grandi stars, che hanno conquistato fama e popolarità a livello internazionale, sia come talentuose attrici, sia come affascinanti e seducenti ammaliatrici del cinema. Da Claudia Cardinale a Marylin Monroe a tante altre immortalate in tutto il loro splendore. Attraverso questa rievocazione personalizzata Malinverni ne recupera l’immagine e ne celebra la virtuosa bellezza eterna, come un simbolico omaggio speciale.

    La curatrice Elena Gollini spiega “Nel suo percorso evolutivo di ricerca sperimentale Malinverni, passando attraverso il realismo di matrice più tradizionale, approda ad una formula rappresentativa incentrata sulla matericità, concepita come elemento base su cui modulare, plasmare, forgiare e generare il fulcro centrale primario delle sue raffigurazioni. Da questa innovativa espressione stilistica estrapola poi il concetto di “gestalt” inteso come essenza della visione, che per lui assume un significato interpretativo connesso alle multiformi trasformazioni sostanziali, che la materia può offrire e alla dinamica visionarietà fantastica trasmessa nella rielaborazione dei soggetti protagonisti dei suoi quadri”. E proseguendo sottolinea “Nel vivace e stimolante estro creativo di Piercarlo Malinverni si riscontra un collegamento virtuale tra due mondi paralleli, ma certamente assai affini, poiché il cinema non è solo parte della storia, ma riesce a scandire il tempo e si trasforma esso stesso in tempo e così di pari passo si pone anche l’arte nella sua particolare scansione cronologica all’interno delle fasi storiche in cui si colloca”.

  • Smart building: Giovanni Gelmetti parla delle tecnologie eco-compatibili della Giax Tower

    Situato nei pressi del MAC Center, la Giax Tower è considerato il grattacielo di moda a Milano, non solo per il raffinato ed ultramoderno design che propone, ma soprattutto per l’innovazione tecnologica che offre, che lo categorizza come smart building. L’ideatore di questo grattacielo intelligente, Giovanni Gelmetti, dinamico imprenditore immobiliare milanese, è stato intervistato proprio a questo proposito.

    D: Cosa s’intende per Smart Building?

    R: La traduzione letterale di questo termine è “edificio intelligente”, un edificio mirato cioè a ridurre l’impatto ambientale tramite la riduzione dei consumi energetici, e dotato inoltre di apparecchiature sofisticate e tecnologiche in grado di permettere una gestione e un controllo in remoto, in modo semplice, di numerosi dispositivi elettronici.

    D: Tra le tecnologie, nel suo grattacielo ha scelto di adottare la domotica…

    R: Esattamente. L’adozione della domotica per ogni singola unità immobiliare consente di usare la tecnologia per semplificare la vita all’interno dell’ambiente residenziale. L’impianto è in grado di gestire climatizzazione, illuminazione, impianto antifurto e molto altro ancora.

    D: Quali sono le altre innovazioni tecnologiche che propone la Giax Tower?

    Come prima cosa, in ogni appartamento è stata prevista la predisposizione della fibra ottica. Poi un’altra delle tante innovazioni si trova nelle autorimesse, che oltre ad essere provviste di prese per la ricarica delle auto elettriche, ogni singolo box è dotato di contattore d’energia elettrica in grado di gestire ogni singolo consumo. E per la sicurezza tutta la zona è video sorvegliata 24/24h e 7 giorni su 7.

    D: Che soluzione di risparmio energetico ha pensato per il grattacielo di moda a Milano?

    La Giax Tower sfrutta l’energia geotermica e fotovoltaica, che permette di mantenere bassi i costi di gestione, producendo autonomamente energia elettrica e termica.

  • La tenda di Afolki per La Grande Bellezza

    Afolki è davvero onorata di aver partecipato alla realizzazione del film La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino che ha appena vinto l’Oscar come miglior film straniero e si complimenta con il regista e la produzione per il grande successo.

    Afolki da sempre importa e diffonde in Europa i prodotti artigianali Tuareg e Berberi, e negli anni ha saputo valorizzare anche le tende Tuareg, rendendole scelte scenografiche note anche per trasmissioni televisive come la Fiction Capri, trasmessa dalla RAI.

    Il fascino delle tende Tuareg è evidente ed immediato, spiegabile risalendo alla loro origine. Le tende Tuareg infatti da secoli sono il rifugio per una popolazione nomade, dalla vita semplice e strettamente legata ad un ambiente duro come quello del deserto del Nord Africa.
    La tenda dalla forma regolare e tipica, per i Tuareg ha sempre rappresentato il mondo, mentre i quattro montanti angolari che la sostengono sono come le quattro colonne che sorreggono il cielo. Il nord della tenda è considerato nocivo, mentre il sud è positivo. E’ infatti nella parte a sud della tenda che le donne partoriscono e in cui avvengono le cose più belle della vita, in analogia al sud del mondo identificato come il luogo delle terre fertili .

    Le Tende Tuareg sono sempre impreziosite e arredate con stuoie e tappeti, tessuti grazie all’uso sapiente del telaio a mano sempre dalle donne di famiglia.

    Le tende Tuareg e le tende Berbere sono disponibili per il noleggio o l’acquisto e utilizzate per allestire set fotografici, location per eventi, ambientazioni per matrimoni e cerimonie.

    Afolki Tappeti Berberi è a disposizione per ulteriori informazioni: [email protected]