Categoria: Arte e Cultura

  • Un trionfale esordio la mostra di José Dalì alla Milano Art Gallery organizzata dal manager Salvo Nugnes

    Si è svolto domenica 11 maggio 2014, il vernissage della prima mostra milanese di José Dalì, figlio del mentore del surrealismo Salvador Dalì, presso la prestigiosa Milano Art Gallery (via G. Alessi 11) alla presenza di numerosi ospiti e giornalisti. La personale dal titolo “La verità surreale” è stata organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di noti personaggi, e sarà visitabile fino al 26 Maggio, con ingresso libero al pubblico. Per la gioia di tutti i presenti, ospite all’inaugurazione, tra le molte personalità conosciute, un altro “figlio d’arte”: il rinomato cantautore Cristiano De André, accolto con gran visibilio, che ha visitato la mostra, apprezzandone le opere esposte.

    Credo che prima di dipingere il surrealismo, bisognerebbe essere surrealisti nella genetica” afferma l’artista e continua “Io amo il surrealismo perché è e può essere infinito. Io sono surrealista nell’animo, anche per imitazione, per giocare ad imitare mio padre“. José Dalì presenta nella storica galleria, sita alla fine di Corso Genova, una suggestiva parte della sua variegata e originale produzione, orientata verso la bellezza estetica della natura.

    Considerato uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, Dalì ha un percorso esistenziale ad artistico intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. Il suo prorompente DNA ispiratore l’ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall’incisione all’arte orafa.

    Emerge tutto il suo carismatico eclettismo, nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l’affermazione paterna “La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo” dichiara con ironica provocazione, che “l’arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente“.

  • L’ARTE CONTEMPORANEA DI “SUPERFETAZIONI” INCONTRA IL GUSTO DI ANGELINA

    Roma, 12 maggio 2014 – Visitare la mostra d’arte contemporanea “Superfetazioni”, in calendario nella Centrale Montemartini dei Musei Capitolini di Roma da venerdì 16 a domenica 25 maggio, è l’occasione per incontrare la proposta culinaria di Angelina l’Altrocatering domenica 18 maggio: la grande passione per l’arte contemporanea guida Angelina a stringere la collaborazione con la doppia personale dedicata alle stravaganti opere di Franco Losvizzero e Vito Bongiorno, due artisti della nuova generazione.

    Da sempre legato alle arti contemporanee, Angelina l’Altrocatering contribuisce alla piena realizzazione dell’evento grazie all’attenzione al dettaglio e allo stile impeccabile di Anna Paola Lo Presti, sua ideatrice.

    Anna Paola Lo Presti sarà, infatti, curatrice della performance dedicata al “Matrimonio con l’Arte di Franco Losvizzero”: cuore del suo stile, la contestualizzazione con l’opera degli artisti già esperimento e mood principale dell’Altrocatering, che nasce proprio con l’obiettivo di realizzare eventi in cui il cibo racconti l’opera d’arte.

    In perfetta armonia con le caratteristiche della mostra, per Franco Losvizzero Angelina offre un percorso multisensoriale globale, coinvolgendo gli ospiti in una singolare esperienza visiva e di gusto: la cucina, gli accessori e la cura nella presentazione dei piatti si fondono in una scenografia unica, mettendo in scena l’arte nel gusto.

    Esperti ed appassionati d’arte contemporanea potranno assaporare, negli spazi suggestivi dell’antica centrale elettrica romana, le delizie gastronomiche di Angelina ed ammirare la creatività e l’originalità dei suoi allestimenti, che riflettono il senso profondo del percorso espositivo.

    Il connubio con il mondo dell’arte è la vera essenza di Angelina: il legame con eventi culturali, esposizioni temporanee e con l’arte, in tutte le sue molteplici declinazioni, è tratto distintivo del marchio, rintracciabile anche nei dettagli unici che impreziosiscono le sue mise en place: le scelte estetiche e culinarie di Angelina l’Altrocatering sono frutto di ispirazione, creatività e di una profonda sensibilità artistica.

    Angelina’s Home ospita nei suoi ambienti accoglienti gia i lavori di Franco Losvizzero che, domenica 18 maggio, allieterà i visitatori della mostra con la performance “Il matrimonio”, in programma alle ore 11.00. Grazie alla collaborazione continuativa con gallerie d’arte di respiro internazionale, infatti, Angelina’s Home, dimora contemporanea e temporary art gallery, ospita le opere di numerosi autori contemporanei.

    Dalle idee innovative e dall’esperienza di Anna Paola Lo Presti nasce Angelina, sinonimo di ospitalità, qualità ed eleganza impeccabili nel cuore di Roma, che comprende Angelina Ristorante a Testaccio, l’esclusivo servizio Angelina l’Altro Catering e Angelina’s Home, affascinante dimora contemporanea affacciata su via Cicerone.


    Per maggiori informazioni e prenotazioni:

    Angelina – Ristorante a Testaccio

    Via Galvani, 24/a – Roma

    Tel. +39 06.57283840

    E-mail: [email protected]

    www.ristoranteangelina.com

    Angelina – L’Altrocatering

    Tel. +39 329.0417190

    [email protected]

    www.angelinalaltrocatering.com


    Angelina’s Home

    Tel. + 39 329.0417190

    Tel. + 39 327.4024103

    Via Cicerone, 28 a – Roma

    E-mail: [email protected]

    www.angelinashome.com

    Ufficio stampa

    IMAGINE Communication

    Via G. Barzellotti 9/ 9b – 00136 Roma

    Tel. (+39) 06.39750290 – Fax. (+39) 06.45599430

    www.imaginecommunication.eu

    Lucilla De Luca [email protected]

    Silvia Alesi [email protected]

  • ART CLUB 1945-1964: dal 23 maggio al 20 luglio, alla Fondazione Villa Bertelli, i maggiori esponenti dell’arte italiana del secondo dopoguerra

    Forte dei Marmi, 10 maggio 2014 – Da venerdì 23 maggio a domenica 20 luglio la Fondazione Villa Bertelli ospita nella propria sede di Forte dei Marmi (Via Giuseppe Mazzini, 200) “ART CLUB 1945-1964”, un’esposizione dedicata all’Art Club, un percorso unico ed estremamente significativo all’interno dell’arte italiana del secondo dopoguerra realizzato attraverso un’ampia raccolta di lavori di circa cinquanta tra gli artisti che sono stati soci dell’Associazione Artistica Internazionale Indipendente o che hanno comunque partecipato ad alcune fra le tantissime esposizioni da essa organizzate.

    Fondata nell’immediato avvio del secondo dopoguerra dal pittore polacco Joseph Jarema, da Enrico Prampolini, Virgilio Guzzi, Pericle Fazzini, Luigi Montanarini, l’Associazione Artistica Internazionale Indipendente si rivelò presto, come scrive Simongini nel catalogo della mostra, un “sodalizio anticonformista e indipendente di artisti” e fu capace di dare “un dinamico impulso all’inserimento della creatività italiana in un contesto europeo”.

    Come scrive ancora Simongini, nel testo curatoriale, l’Art Club “ha promosso l’organizzazione di mostre esemplari e la pubblicazione di libri stranieri d’arte e d’architettura, ha dato fiducia a giovani pittori e scultori che in seguito si sono affermati pienamente, il tutto con pochi mezzi, con infinita forza di volontà e in piena autonomia. Nei due decenni di vita dell’Art Club le mostre arriveranno ad oltre cento ma non vanno dimenticati i venti bollettini pubblicati dall’Associazione (dove figurano anche contributi internazionali come quelli di Eluard, Léger e Seuphor e di grandi critici come Venturi), la produzione di rappresentazioni teatrali le cui scenografie e costumi erano realizzati dagli stessi soci, l’organizzazione di vivaci kermesse destinate ad attirare il pubblico di non addetti ai lavori, con il coinvolgimento di scrittori come De Libero, Moravia, Sinisgalli, Ungaretti, di protagonisti del mondo cinematografico quali Blasetti, De Sica, Anna Magnani, Michelle Morgan, e con concetti di musica classica e jazz. Grazie all’Art Club si poterono vedere, spesso per la prima volta in Italia, opere di Arp, Baumeister, Delaunay, Magnelli, Picasso, Poliakoff, Vasarely, solo per ricordare alcuni grandi nomi”.

    Alla importante kermesse espositiva – il cui obiettivo è rendere giustizia al pluralismo d’intenti e voci oltre che alla straordinaria capacità di dialogo sotto la cui bandiera è nato l’Art Club – prenderanno parte molti fra i maggiori esponenti dell’arte italiana del ‘900 secondo due linee fondamentali di ricerca: quella figurativa e quella astratto-informale.

    Con circa settanta opere fra dipinti, sculture, disegni e serigrafie, l’esposizione, promossa dalla Fondazione Villa Bertelli sotto il segno del “ritrovarsi”, mira a mettere in luce la pluralità e la coesistenza dialettica di linguaggi, allo stesso tempo differenti ed eterogenei ma perfettamente dialoganti tra di loro, che hanno contraddistinto i primi anni di vita dell’Art Club. In esposizione: Carla Accardi, Afro, Marcello Avenali, Giacomo Balla, Enzo Brunori, Alberto Burri, Corrado Cagli, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Pietro Consagra, Michelangelo Conte, Antonio Corpora, Filippo De Pisis, Piero Dorazio, Pericle Fazzini, Nino Franchina, Franco Gentilini, Emilio Greco, Lorenzo Guerrini, Renato Guttuso, Virgilio Guzzi, Joseph Jarema, Leoncillo, Mino Maccari, Mario Mafai, Alberto Magnelli, Edgardo Mannucci, Umberto Mastroianni, Sante Monachesi, Luigi Montanarini, Giorgio Morandi, Gualtiero Nativi, Mario Nigro, Giovanni Omiccioli, Achille Perilli, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Domenico Purificato, Mimmo Rotella, Antonio Sanfilippo, Aligi Sassu, Angelo Savelli, Salvatore Scarpitta, Toti Scialoja, Gino Severini, Mario Sironi, Atanasio Soldati, Luigi Spazzapan, Orfeo Tamburi, Giulio Turcato, Emilio Vedova.

    Un omaggio particolare è stato pensato per ricordare il pittore della Scuola romana Luigi Montanarini, nella sua duplice qualità di fondatore e di unico toscano del gruppo che ha partecipato all’atto costitutivo dell’Art Club.

    Ad impreziosire la mostra anche una rara cartella nata per celebrare il decimo anniversario della fondazione dell’Art Club e intitolata “Arte Astratta in Italia nel 1955”, che raccoglie 14 serigrafie, datate gennaio 1955 e firmate da Afro, Giacomo Balla, Michelangelo Conte, Piero Dorazio, Joseph Jarema, Alberto Magnelli, Alberto Moretti, Bruno Munari, Gualtiero Nativi, Achille Perilli, Enrico Prampolini, Mario Radice, Gino Severini e Atanasio Soldati. A completare l’esposizione infine una serie di importanti documenti storici che hanno accompagnato la storia creativa e culturale dell’Artclub.

    Dell’Art Club hanno scritto:

    “(…) Nato da un efficace connubio tra utopia e pragmatismo, intuizione lirica e rigore organizzativo, l’Art Club ha dimostrato che un libero e motivato raggruppamento (o “fratellanza”, come si legge nell’art.2 dello Statuto) di artisti può offrire un energico e decisivo contributo al risveglio dell’azione culturale in un’intera nazione. Questo sodalizio anticonformista ed indipendente di artisti ha dato un dinamico impulso all’inserimento della creatività italiana in un contesto europeo, ha promosso l’organizzazione di mostre esemplari e la pubblicazione di libri stranieri d’arte e d’architettura, ha dato fiducia a giovani pittori e scultori che in seguito si sono affermati pienamente, il tutto con pochi mezzi, con infinita forza di volontà e in piena autonomia. Anzi, l’Art Club ha fatto ancora di più: ha fornito l’humus più fertile per la fioritura di una cultura artistica d’avanguardia e libera, consanguinea alla più avanzata ricerca internazionale, ma connaturata principalmente ad una linea aniconica tipicamente italiana e che si potrebbe definire come “razionalismo mediterraneo”, al di là della querelle tra “astrazione” e “concretismo”. Le molteplici attività dell’Art Club hanno costituito la spina dorsale di quel decennio cruciale dell’arte italiana compreso tra l’immediato secondo dopoguerra e la metà degli anni cinquanta, giacché l’Associazione ha costituito, in un difficilissimo frangente storico, quel centro di incontro e di confronto dialettico che manca anche agli artisti di oggi e che ha favorito la crescita e lo sviluppo di vari virgulti creativi”. (Gabriele Simongini)

    “(….) Nasce l’Art Club sulla base, almeno apparente, di un grande afflato di ricostruzione e unità affermato da tutta una serie di personalità che in effetti erano quelle “giuste”rispetto a ciò che era successo durante una guerra che aveva certamente tarpato le ali a tante istanze di rigenerazione etica e estetica ma che soltanto nell’ ultima fase aveva brutalmente e violentemente accantonato ogni possibilità per gli intellettuali e gli artisti di incidere in qualunque modo sul corso degli eventi. Il superamento della guerra, la ricerca di obbiettivi comuni perseguiti con animo puro e finalmente sgombro da pregiudizi, conflittualità pretestuose, invidie, sopraffazioni, furono sul serio i presupposti con cui l’Art Club prese vita e nei primi anni questa sorta di slancio che coagulava le forze e rinvigoriva strategie comuni sembrò avere ampio spazio e condivisione. (…) E’ commovente rivedere tanti lavori di tanti grandi artisti che attraversano questo periodo di speranze e di affermazioni perentorie, di certezze e di forti timori. Oggi la prospettiva storica da cui leggere quegli avvenimenti sembra essersi concretamente precisata e il tempo della riflessione, nello stato attuale di crisi apparentemente perpetua, incombe nuovamente con particolare urgenza. Il forte desiderio di bilanci, sia pur parziali, rispetto a un’ epoca che ci è nel contempo molto vicina e remotissima giunge a proposito”. (Claudio Strinati)

    “L’omaggio che la Fondazione Villa Bertelli, di Forte dei Marmi, rende all’Art Club ripercorrendo, attraverso sessanta opere e cinquanta artisti, quasi vent’anni di attività del gruppo vuole dimostrare che l’Associazione fu una scuola senza essere una scuola. Nel pieno rispetto delle differenze di stile e di spirito dei singoli artisti si possono tuttavia enucleare e rintracciare lineamenti, temi e alcune radici. ( …). Dipingere, fare arte, è qualcosa di più che un fatto strumentale: è necessità dell’anima, è un “significare”, che deve certificarsi nella materia, nella tela, senza altri disinganni. Segni d’Arte proprio per queste ragioni doveva essere presente e testimoniare, con il suo contributo, il richiamo entusiastico, intenso, di questi artisti alla “solidarietà internazionale”. (…) Segni d’Arte, accettando il Progetto e l’organizzazione romana della Mostra, ripropone il concetto di “segnalare” arte per “fare cultura”, criterio che è stimolo alla riflessione, alla critica, ad appassionarsi a qualcosa, a creare legami. In questa circostanza insieme alla Fondazione Villa Bertelli, che ospiterà la rassegna in Toscana, terra fra l’altro di numerosi artisti, oltre che promotori, dell’ inedito Circolo culturale. Penso al pittore Luigi Montanarini, nella sua duplice qualità di fondatore e di unico toscano dell’Associazione, che partecipò all’atto costitutivo dell’Art Club, prezioso interprete figurativo della Scuola romana, sostenitore della profonda forza magnetica del colore come dimostrano le sue grandi tele in cui ha segnato il passo alla nuova modernità cromatica”. (Nicolina Bianchi)

    La mostra, a cura di Gabriele Simongini, è promossa dal Comune di Forte dei Marmi (Assessorato alla Cultura) e dalla Fondazione Villa Bertelli e organizzata in collaborazione con il periodico Segni d’Arte di Roma.

    Pubblicato da Edizioni Franche Tirature, il catalogo, al cui interno sono presenti – otre ad alcuni rari documenti dell’Art Club – un ampio testo curatoriale e un contributo di Claudio Strinati, è stato curato da Nicolina Bianchi, Jacopo Cannas e Gabriele Simongini.

    Vernissage cocktail: venerdì 23 maggio 2014, ore 18.00.

    La mostra si protrarrà fino al 20 luglio 2014: nei mesi di maggio e giugno dal martedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.30 e nei giorni di sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30 (ingresso: 5 €), lunedì chiuso; nel mese di luglio tutti i giorni con orario 10.00-13.00 e 17.00-23.00.

    Fondazione Villa Bertelli – Via Giuseppe Mazzini, 200– Forte dei Marmi (LU) – (www.villabertelli.it)

  • Drawing- Punti di vista

    Drawing – Punti di vista

    MARZIA MIGLIORA
    e CHIARA DELLERBA, CHARLEY PETERS, ALESSANDRO ROMA


    a cura di Valentina Ciarallo

    Opening giovedì 15 maggio 2014 ore 18-21
    15 maggio
    30 giugno 2014

    La Z2O Galleria | Sara Zanin è lieta di presentare la mostra Drawing – Punti di vista, a cura di Valentina Ciarallo.
    Il disegno come disciplina trasversale dell’arte e forma artistica autonoma, attraverso differenti punti di vista, con il lavoro di tre giovani artisti: Chiara Dellerba, Charley Peters e Alessandro Roma in dialogo con Marzia Migliora.
    Il segno come metafora della coscienza, come linguaggio dell’inconscio, come libertà espressiva ed evocativa dove l’incisività si lega al fare.

    Nel grande wall drawing di Chiara Dellerba il tratto caratteristico, fragile ma incisivo, emerge con forza.
    La ripetitività e la leggerezza di un elemento naturale diventano la costante di un lavoro che ingloba lo spazio, sovrapponendo ad esso il segno, in una continua tensione tra il coprire e lo scomparire. Artista sensibile, rielabora elementi della cultura mediterranea, ricca di tradizioni e ricordi personali, attraverso un segno grafico, a volte morbido e impalpabile, a volte marcato e deciso. La liquidità dell’elemento corporeo, presente nei suoi lavori più come entità evanescente che fisica, passa attraverso la rappresentazione simbolica delle mani che diventano una presenza dell’identità, tramite funzionale all’operazione creativa. Varie tecniche, dalla matita al carboncino, sono elaborate su raffinatissime carte giapponesi; la serie esposta comprende piccoli lavori che indagano la natura, tema prediletto nell’ultimo periodo. Una stratificazione di più elementi, dove becchi di rapaci, occhi di civetta, emergono attraverso squarci creati sulla bianca superficie.

    Charley Peters, artista inglese alla sua prima mostra in Italia, presenta una serie di lavori nei quali il disegno è concepito come uno strumento nelle sue più varie sfaccettature. Nella sua ricerca l’artista utilizza il disegno come mezzo investigativo finalizzato all’esplorazione di materiali, processi e spazi. L’ambito della sua pratica è definito come “campo espanso del disegno”. Sperimenta sistemi di generazione attraverso tecniche ripetitive del segno alternate ad una piegatura metodica di superfici di carta. Realizza con cura e precisione maniacale opere che appaiono come disegni analogici dal tratto computerizzato – tipico delle riproduzioni meccaniche – dove le linee convergono, si ripetono e si interrompono. Utilizza, inoltre, nastri adesivi colorati, nei quali il disegno diventa una composizione sequenziale dai colori vibranti. Mentre, nel tratto a grafite su carta, la superficie densamente elaborata viene manipolata attraverso interventi di piegatura, assemblando così luce, spazio e forma. I lavori di Peters sono una testimonianza del potenziale generativo di processi distruttivi, che decostruiscono l’ordine visivo attraverso sistematici interventi meccanici o fisici.

    I lavori di Alessandro Roma vedono il disegno lasciare traccia attraverso il collage come costruzione di nuove forme che assemblano materiali già esistenti. L’artista impagina atmosfere oniriche con sovrapposizioni e innesti di reperti fotografici o illustrazioni che riecheggiano maestri antichi fino alla contemporaneità. Un linguaggio dal tratto leggero, delicato, stratificato che consente alla macchia cromatica di delineare i contorni. Le opere recenti riscoprono la carta, sia come mezzo che come materiale, attraverso il suo primo libro d’artista. I would never choose the vase if you didn’t see the flowers before si potrebbe definire come una galleria tascabile da apprezzare nella sua interezza o smembrando le pagine, assaporandole una ad una. Un labirinto di ricordi e suggestioni, dove schizzi, immagini diventano il motivo di stampe su stoffa. La tenda esposta, composta da più veli, è realizzata con un disegno originale a penna, trasformato in un pattern ripetuto all’infinito.

    Il lavoro di Marzia Migliora si articola attraverso un’ampia gamma di linguaggi che includono la fotografia, il video, il suono, la performance, l’installazione e il disegno. L’artista indaga su temi come l’identità, il desiderio e la responsabilità, toccando la storia presente e passata e mettendo in relazione luoghi, spazi e memorie. Le sue opere si pongono come interrogativi che mirano a un coinvolgimento del fruitore, che diventa protagonista e senza il quale l’opera stessa non potrebbe essere risolta. Disegnare per Marzia Migliora è un atto di scoperta, uno sguardo sul circostante, un atto privato in stretta relazione con la propria riserva di osservazioni, il foglio bianco è l’area in cui far nascere una situazione e farla diventare consapevole. Per Drawing – Punti di vista l’artista propone due recenti serie di disegni. Nella serie dal titolo M (2013) composta da nove lavori che si sviluppano in sequenza, l’artista intende evocare immaginari che rimandino al complesso rapporto tra madre e figlia. Migliora sovrappone su carte diverse collage, disegno a china ed acquerello e genera immagini che si collegano tra loro in un flusso continuo: alcuni elementi sui bordi esterni dei disegni proseguono, trasformandosi, nella tavola successiva. Cuori anatomici tra terra e cielo fanno confluire le loro radici-vene nel lavoro successivo, in cui un asino trascina una fila di uova legate che diventano nell’immagine seguente parte di una tessitura contornata da lettere dell’alfabeto. M suggerisce una riflessione sul rapporto materno e sull’impossibilità di rappresentarlo in una storia che preveda un finale. Lo spazio vuoto e l’altro (2012) è composto da dieci disegni realizzati in occasione della mostra Ginnastica dei ciechi – La corsa al cerchio presso il Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, un tempo inglobato da un istituto per ciechi e per i degenti un luogo di evasione dal rigido regolamento. Ulteriori elementi di fascinazione per l’artista sono gli accadimenti storici e politici che hanno interessato nei secoli il colle dell’Aventino come “teatro di tentativi di presa di libertà e di evasione dalle imposizioni”. L’artista disegna questo luogo come un’isola sospesa in cui piccole figure umane sembrano cercare rifugio tra gli alberi o sono in procinto di arrampicarsi su tronchi o corde nel tentativo di trovare una via di fuga.

    INFORMAZIONI

    Mostra: Drawing Punti di vista | Artisti: Marzia Migliora e Chiara Dellerba, Charley Peters, Alessandro Roma

    A cura di: Valentina Ciarallo | Inaugurazione giovedì 15 maggio 2014 ore 18-21 | Durata mostra: 15 maggio – 30 giugno 2014

    Sede: Z2O Galleria | Sara Zanin – Via della Vetrina 21 00186 Roma | Orario di apertura: da martedì a sabato 12:00 – 19:00 (o su appuntamento), ingresso libero | Per ulteriori informazioni: T. +39 06 704 522 61 – [email protected]www.z2ogalleria.it

  • Milano Art Gallery: José Dalì intervistato sulla mostra dedicata al padre Salvador Dalì ai 110 anni dalla nascita

    Intervistato José Dalì, in occasione della mostra personale “La verità surreale“, organizzata in occasione dell’anniversario dei 110 anni della nascita del padre il celebre maestro del Surrealismo Salvador Dalì, presso la storica Milano Art Gallery via Alessi 11, Milano dall’11 al 26 maggio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’esposizione verrà inaugurata domenica 11 maggio alle ore 18.00, con un prestigioso evento di vernissage in presenza dell’artista.

    1) Ci racconta com’è avvenuto il suo esordio nel mondo dell’arte? E’ vero, che già dai 7 anni dipingeva?

    Il mio esordio nel mondo dell’arte forse non è ancora mai avvenuto. Prima di tutto, io non sono un artista, non mi ci sento, dipingo per il mio grande egoismo, per il gusto di fare una cosa che mi piace. Ogni volta che faccio una mostra per me è una sofferenza, un atto di esibizionismo. Espongo e poi scompaio per un po’ di tempo, quindi è come se non avessi mai esordito nel mondo dell’arte. Quando realizzo un quadro o dei quadri mi piace guardarmeli, magari farli vedere agli amici e basta. È una vita che dipingo e che espongo, ma cerco di farlo a piccole tappe. Quando era piccolo cercavo di scimmiottare mio padre che non mi permetteva di andare nell’area in cui lavorava perché aveva paura che gli rovinassi i quadri, ma sono giochi da bambini, sono cose che fanno tutti, anche quelli che poi da grandi non fanno i pittori o gli artisti.

    2) Che rapporto aveva con suo padre il grande Salvador Dalì? Ha qualche particolare aneddoto, che vuole rivelarci?

    Di aneddoti ne ho tantissimi, mio padre è stato molto particolare! Da ragazzino lo vedevo pochissimo, lui e mia madre erano impegnati nelle loro mostre, li incontravo quando i miei tutori, ai quali mi avevano affidato in Italia, mi portavano in Spagna. Poi li ho rivisti da adulto, dove è cambiato un po’ il legame, ma resta un rapporto particolare con due persone particolari, perché i miei genitori erano molto giocherelloni, si divertivano con tutto e soprattutto con gli esseri umani e ancor di più con me, facendomi degli scherzi. Gli aneddoti che mi vengono in mente sono due: il primo, quando mio padre Salvador, si è presentato ai piedi del mio letto in piena notte con una candela, una lampadina accesa in mano, sotto il volto e ha fatto finta di essere il demonio, al quale erano cadute le corna sulle labbra e ha cercato di spaventarmi. Un’altra volta invece, ricordo che si è nascosto, salendo sulle scale, dietro un orso imbalsamato, e con un tubo dell’acqua e un imbuto ha fatto finta di essere stato ingoiato e mi ha chiesto aiuto. Poi delle volte parlava in trequattro lingue, mescolandole con il latino per vedere il mio stupore, perché non capivo quello che mi diceva.

    3) Un commento di riflessione sul concetto di arte;

    E’ la cosa più difficile del Mondo, è come parlare del concetto di anima. Io non so se quello che faccio è arte, so solo che realizzo delle cose che a me piacciono. Credo che chi fa arte forse è una grande ricerca d’amore, per attirare l’attenzione delle persone comuni e per ottenerne il plauso, una ricerca d’affetto, di amore insomma. Su questo punto sono svantaggiato, sono sposato da più di quarant’anni con l’unica donna che ho amato nella mia vita, e non ho bisogno di amore, faccio questo perché mi piace. Quindi il concetto dell’arte credo sia quello di offrire al pubblico la medesima emozione che l’artista o il presunto tale ottiene creando quel lavoro.

    Il concetto dell’arte è il concetto della bellezza, l’arte si può paragonare a qualsiasi cosa sublime ma anche ad un manufatto, ad una casa, un fiore. Le cose sublimi della natura che ci stupiscono e appagano il nostro animo, il nostro sguardo si possono paragonare all’arte. Non a caso per me l’arte è morta dopo il Rinascimento, tranne qualche rara eccezione, però in realtà ci sono ancora delle cose bellissime, che donano delle emozioni, e le emozioni sono la cosa più difficile da avere in questa vita.

    4) Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia vissuta con i suoi tutori adottivi tra Verona e Roma?

    Ho lasciato molti ricordi a Verona. Quando sono andato li con mia moglie, dopo 36 anni, per fargli vedere le bellezze di Verona, ho ritrovato le emozioni di vedere l’Arena per esempio o altre cose di questo genere. Quando abitavo a Verona, affianco al portone dell’abitazione dei mie tutori, c’era un negozio di Bauli e una giornalaia. Quando sono tornato ho visto una signora con i capelli bianchi e le ho domandato se fosse la signora Gemma e ha risposto di sì. Avrà avuto più di 90 anni, quando le ho raccontato chi ero io, ha cominciato a chiamare la gente raccontando delle mie gesta da bambino. Questa signora molto anziana si ricordava tutti i guai che avevo fatto a Verona, ad esempio quando correvo con i pattini a rotelle al secondo piano dell’abitazione e disturbavo a qualsiasi ora, gli abitanti del piano di sotto. Dei miei genitori, ho solo ricordi bellissimi, erano talmente speciali nei loro scherzi, nel loro modo di fare, che quando li vedevo abbracciati normalmente o sulla barca o che giocavano a scacchi per esempio, mi sembravano ammalati, perché erano in continuo movimento, una creatività continua per quanto riguarda i giochi, gli scherzi e le risate.

    5) La data d’inaugurazione della sua mostra milanese, l’11 maggio, cade proprio nel giorno di celebrazione del simbolico anniversario dei 110 anni dalla nascita’ di suo padre; E’ compiaciuto di questa coincidenza speciale? E’ stata appositamente predisposta per creare un significativo filo conduttore di unione tra i due importanti eventi?

    Sono felice e onorato di questa coincidenza, anche se una parte di me è dispiaciuta di dover mostrare al mondo la diversità tecnica e artistica che mi divide da mio padre, mio padre è stato un grande, io sono uno che gioca a fare il pittore, quindi in un certo senso sono felice perché è sempre difficile dimenticare una persona come mio padre, però forse ci vuole un nuovo genio per ricordare la sua bravura, naturalmente lo faccio con tutta la modestia che mi distingue. Davanti a mio padre sono soltanto un dilettante meglio e peggio di tanti altri miei colleghi, solo che di geni così ne nasce uno ogni duecento anni.

  • Lupi Mannari & C. a Torino il 14 maggio

    Lupi Mannari& C in Torino

    Il 14 maggio, sera di plenilunio, Raffaele Palma, direttore Artistico del CAUS, Centro Arti Umoristiche e Satiriche, presenterà il suo nuovo tour “Lupi Mannari & C. in Torino”. Luogo dell’incontro sarà la Sala Convegni “Mario Molinari” presso la Biblioteca Ginzburg di Via Lombroso 16 a Torino, dalle ore 18 alle 20, l’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti.

    Il nuovo itinerario propone un’incredibile serie d’immagini, sculture, bassorilievi, fregi, mascheroni e murales posti sugli esterni degli edifici cittadini, che hanno come simboli lupi, lupe, cani neri, lupi mannari e lune piene.

    La presentazione, sarà anticipata dal convegno “In bocca al lupo”, a cui parteciperanno vari relatori. I temi trattati spazieranno dal lupo selvatico, al cane lupo da salvataggio, dagli uomini lupo, alla licantropia clinica, dall’influenza della luna sull’uomo all’influenza di Francesco d’Assisi sul lupo famelico.

    Al termine del convegno, chi vorrà potrà aggregarsi al tour in San Salvario e nel centro storico, della durata di un’ora e mezza, per ammirare dal vivo i decori prima presentati in video. L’escursione è gratuita. All’incontro ed alla successiva “camminata artistico-architettonica” sono invitati semplici cittadini, appassionati d’arte e quanti hanno “Lupo” come cognome (la famiglia Lupo: il signore e la signora Lupo e i loro rispettivi “cuccioli”), i possessori di cani lupo (tenuti prudentemente a guinzaglio…) o altre razze di cani.

    DOVE COME E QUANDO

    Sala Convegni “Mario Molinari”, Biblioteca Ginzburg, Via Lombroso 16, Torino. Dalle ore 18 alle 20. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

    COORDINATORE E MODERATORE

    Raffaele Palma

    RELATORI

    ∙ Dottor Luca Rossi. Docente presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino, guiderà l’uditorio attraverso i segni di presenze del lupo sulle nostre montagne.

    ∙ Dottor Antonio Borrelli. Docente presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino, parlerà delle razze derivanti dall’incrocio del lupo con il cane.

    ∙ Fidel. Cane lupo cecoslovacco.

    ∙ Fra Alberto Vaccaneo. Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Convento Monte dei Cappuccini, Torino. Analizzerà le figure di Francesco d’Assisi e del lupo di Gubbio: tra l’immaginario agiografico e la realtà di un uomo pacificato e pacificatore di popoli e di cuori.

    ∙ Dottor Pier Sandro Teagno. Medico chirurgo, Specialista in Medicina Interna presso la Casa di Cura Psichiatrica Ville Augusta di Bruino. Tratterà i temi: cenni sulla licantropia, la licantropia nella storia della medicina, la licantropia clinica moderna.

    ∙ Dottoressa Anna Curir. Astronomo presso l’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino, si occupa dell’astrofisica dei buchi neri, di cosmologia ed evoluzione delle galassie.

    Presenterà un’indagine sul supposto legame tra le fasi lunari e il numero dei parti, con un approfondimento sulle radici mitologiche delle credenze dell’influsso lunare sul comportamento umano.

    Ingegner Paolo Salsotto. Primo Dirigente, Comandante Provinciale di Cuneo del Corpo Forestale dello Stato. Tratterà del ritorno del lupo sulle Alpi, importante segnale per la biodiversità nelle Alpi ma anche nuovo problema da affrontare per chi vive in montagna. Presenterà, inoltre, le attività del Corpo forestale dello Stato per la tutela della specie e la gestione dei conflitti.

    A termine convegno, chi vorrà potrà aggregarsi all’escursione notturna a piedi per le vie della città, sotto l’influenza del plenilunio, per condividere insieme, cani e turisti, un saluto alla luna piena. L’itinerario è per tutti. La partenza avverrà alle ore 20,30 di fronte alla Facoltà di Architettura, Castello del Valentino Viale Mattioli e seguirà il seguente percorso: corso Vittorio, Corso Casale, piazza Vittorio, Via Principe Amedeo, Piazza Carignano, Via Carlo Alberto, Piazza Carlina e termina in piazzetta Andrea Doria. Durata 90 minuti circa. Il tour è gratuito.

    Informazioni: Raffaele Palma -mail: [email protected] – cell. 3396057369

    Il tour completo in Torino è visibile nel sito www.caus.it . Si possono scaricare gratuitamente le immagini in PDF alla voce “ Lupi Mannari & C. di Torino”

    Ufficio Stampa Caus

    Piero Ferraris

  • FESTA DELLA MAMMA “HOME. 175 anni di innovazioni insieme a P&G”

    In occasione della Festa della Mamma, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano segnala la mostra “Home. 175 anni di innovazioni insieme a P&G” promossa da Procter & Gamble e dedicata a tutte le donne e mamme che vogliono scoprire come si sono evoluti gli stili di vita nel prendersi cura della casa e della persona.

    Divisa per isole tematiche, ognuna contraddistinta da un colore specifico, la mostra conduce il visitatore tra le stanze di un’abitazione ideale ricostruita per raccontare l’Italia che fu, attraverso oggetti un tempo comuni, oggi spesso dimenticati o sconosciuti, eppure progenitori di molte delle comodità moderne.

    “Pillole di scienza” racconteranno piccole, grandi conquiste che hanno contribuito a rendere le attività domestiche quello che sono oggi. Dai tempi in cui, per fare il bucato, era necessario recarsi ai lavatoi pubblici e produrre in casa saponi detergenti alle prime dimostrazioni porta a porta di aspirapolveri e prodotti cosmetici.

    Il visitatore si troverà faccia a faccia ora con i “rimedi della nonna” ora con strumenti ultramoderni, compagni insostituibili nella cura del corpo e della casa. Avrà modo di scoprire come la pratica del belletto, ad esempio, con cui le donne, negli anni ’30, donavano freschezza al viso, abbia assunto le forme di un trucco più leggero e naturale, lasciando che henné per capelli e cere al piombo venissero sostituiti da prodotti delicati e scientificamente avanzatissimi.

    Ancora, attraverso interessanti videoricette, interpretate da attori vestiti secondo i costumi del tempo, avrà modo di apprendere i segreti per preparare un ottimo budino senza i moderni utensili o un buon prodotto per smacchiare i tessuti.

    A ogni area tematica, inoltre, corrisponderà un personaggio icona che con le sue invenzioni ha contribuito a cambiare storie e abitudini di intere comunità. Si scoprirà, dunque, come si è passati dagli “abbrustola-pane”, oggetti simbolo di prestigio sociale, alle cucine orientate al design, alla funzionalità e all’eleganza dei giorni nostri.

    “Raccontare l’evoluzione della società in maniera divertente e intuitiva, è da sempre una delle nostre mission – spiega Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – Con percorsi come questo intendiamo offrire uno sguardo sulla contemporaneità, integrandolo con tutto ciò che c’è stato prima. Crediamo sia fondamentale consentire a pubblici diversi, dagli specialisti ai non addetti ai lavori, di riscoprire un patrimonio fatto di identità e di progresso.”

    “La nostra è una società sottoposta quotidianamente a nuovi stimoli, le cui necessità evolvono col tempo, eppure, rimangono in certo qual modo, legate a una forte tradizione comune – ha commentato Paola Aruta, Direttore Comunicazione di P&G ItaliaProcter & Gamble è da 175 anni vicina alle famiglie di tutto il mondo e per questo abbiamo scelto di ricreare un percorso espositivo che fosse prima di tutto una passeggiata nella memoria alla ricerca di oggetti, colori e sensazioni con cui tutti noi abbiamo avuto più o meno a che fare e che hanno, ognuno con le proprie peculiarità, ispirato la modernità.”

    Durante il periodo della mostra, sarà attiva la promozione “Un aiuto concreto ogni giorno” con cui Procter & Gamble premierà con un carnet di buoni sconto del valore di 20 Euro tutti coloro che acquisteranno i prodotti: DASH, LENOR, ACE DETERSIVO, MASTRO LINDO, SWIFFER, VIAKAL, FAIRY, AMBI PUR, GILLETTE, PANTENE, HERBAL ESSENCES, HEAD & SHOULDERS, OLAZ, ORAL B, AZ, GILLETTE VENUS, DURACELL, BRAUN per un minimo di € 20,00 di spesa.

    La visita alla mostra, compresa nel biglietto del Museo, si rivelerà un percorso dedicato allo stupore. Occasione imperdibile per andare oltre la confezione, all’insegna del “come eravamo” e del “come saremo”.

    INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

    Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

    Dove siamo: Ingresso Via San Vittore 21 | Uscita via Olona 6 20123 Milano

    Giorni di apertura: aperto da martedì a domenica

    Giorni di chiusura: i lunedì non festivi, il 24 e 25 dicembre, il 1° gennaio

    Orari: da martedì a venerdì 9.30-17 | sabato e festivi 9.30-18.30

    Biglietti d’ingresso

    intero 10,00 € | ridotto 7,00 € per giovani sotto i 25 anni; adulti accompagnatori (max 2 persone) dei minori di 14 anni; gruppi di almeno 10 persone; docenti delle scuole statali e non statali; convenzioni

    speciale 4,50 € per gruppi di studenti accompagnati dall’insegnante previa prenotazione; persone oltre i 65 anni.

    Ingresso gratuito per: visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni.

    MUST SHOP: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00; lunedì chiuso.

    Programma membership card: presso MUST SHOP sono in vendita 4 tipologie di card per l’accesso gratuito e illimitato al Museo in compagnia di una persona a scelta o della famiglia.

    Visite guidate al sottomarino Enrico Toti

    Non è possibile acquistare il biglietto per la visita guidata all’interno del sottomarino Enrico Toti separatamente da quello del Museo.

    Il costo è di 8 € + il biglietto del Museo (+ 2€ per prenotazioni anticipate).

    È possibile acquistare il biglietto per il giorno stesso direttamente alla cassa del Museo (fino a esaurimento dei posti disponibili) o prenotando telefonicamente al numero dedicato 02.48555330, attivo il martedì e il venerdì dalle 13.30 alle 16.30, o via email all’indirizzo [email protected].

    www.museoscienza.org | [email protected] | T 02 48 555 1

  • IL TALENTO È D’ORO SCONFIGGI LA POLIO CON UN GIOIELLO

    Roma 8 maggio 2014 – Manca meno di una settimana e il gioiello più bello, vincitore del contest Gold Talents, sarà messo all’asta presso la prestigiosa casa d’aste Wannenes a Genova. L’intero ricavato sarà devoluto dal Rotary Club Roma Sud al Rotary International in favore di End Polio Now, l’iniziativa umanitaria che punta all’eradicazione della polio.

    In tutto il mondo, la parure sarà rintracciabile all’indirizzo online http://www.wannenesgroup.com/astaonair.php a partire dal 10 maggio e rappresenterà la vittoria dell’eccezionale combine nata dall’unione di creatività e solidarietà.

    Promosso da HighJewelry.tv, piattaforma digitale ispirata al mondo della gioielleria e del Made in Italy, con l’appoggio di Rotary Club Roma Sud, Gold Talents è il primo concorso per designer di gioielli nato con l’ambizione di sconfiggere la polio.

    Sei giovani creativi hanno avuto la possibilità di disegnare una collezione di alta gioielleria in favore di End Polio Now, la campagna di vaccinazione della popolazione mondiale contro il virus della polio che Rotary International promuove dal 1985, collezionando grandi successi. La polio è una malattia infettiva invalidante e potenzialmente mortale che, ancora oggi, colpisce moltissime persone, specialmente bambini al di sotto dei cinque anni nei Paesi dell’Asia e dell’Africa. Nigeria, Pakistan e l’Afghanistan sono attualmente gli ultimi tre Paesi polioendemici.

    Gold Talents ha, dunque, permesso di unire professionalità, Made in Italy e solidarietà, inaugurando un’esperienza stimolante e del tutto nuova per il settore della gioielleria, mai coinvolto prima in concorsi con finalità divulgative e didattiche.

    I partecipanti, affiancati da tre mentori, hanno avuto modo di condividere il percorso creativo con esperti del gioiello che hanno dato loro consigli e suggerimenti per migliorare le collezioni.

    Hanno collaborato con Gold Talents, mettendo a disposizione le rispettive sedi come set per le riprese: il prestigioso Istituto Europeo di Design di Roma e la rinomata Accademia di alta moda Koefia. I laboratori delle scuole di moda e gioiello sono diventate le location perfette per raccontare, passo dopo passo, come si ricrea la bellezza. Il genio creativo, infatti, per potersi esprimere necessita studi ad hoc e tecniche raffinatissime. La gioielleria Ansuini di Corso Vittorio, invece, è stata espressione del passaggio dalla produzione al mercato, regalando ai giovani designer un’esperienza sul campo, esclusiva e coinvolgente.

    Nelle prime puntate, i finalisti hanno avuto a disposizione un tesoretto base in oro e gemme del valore di € 10.000, ma solo superando tre prove hanno potuto aggiudicarsi ulteriori bonus, fino al raggiungimento del valore di € 25.000.

    La giuria, composta da Giuliano Ansuini, storico gioielliere romano, Valeria Mangani, vice presidente di Alta Roma e Camillo Bona, stilista di alta moda, decreterà il vincitore. Solo uno degli artisti, infatti, potrà vedere il proprio bozzetto diventare un vero gioiello, realizzato dalla maison Ansuini.

    Collegandosi online su www.highjewelry.tv si potranno seguire le puntate del concorso direttamente online, scoprire tutti i segreti della creazione di una collezione preziosa, condividere le proprie opinioni e partecipare all’asta. E chi, pur apprezzando l’iniziativa, non riuscisse a partecipare all’asta, potrà inviare la propria donazione al link: http://retedeldono.it/gold-talents-for-end-polio-now.
    Anche solo un euro potrà cambiare la vita di tanti bambini.

    Di seguito, i link utili per guardare, condividere e donare:

    http://retedeldono.it/gold-talents-for-end-polio-now

    Per partecipare all’asta:

    http://www.wannenesgroup.com/astaonair.php

    Per conoscere i designer e seguire le loro collezioni:

    http://www.highjewelry.tv/blog/category/hj-tv/gold-talents/

    Per il video appello di Maria Novella Tacci ( Presidente del Rotary Club Roma Sud e di Piergiorgio Poddighe (Governatore del Distretto Rotary 2080): http://www.highjewelry.tv/blog/hj-tv/live/call-to-action-supporta-gold-talents-per- end-polio-now/

    Per partecipare all’evento Facebook di Gold Talents: https://www.facebook.com/events/1413362375598246/?fref=ts

    Rotary
    Rotary riunisce un network globale di volontari che si dedicano ad affrontare le più incalzanti sfide umanitarie. Il Rotary mette in connessione 1.2 milioni di soci in più di 34.000 club Rotary in più di 200 Paesi e aree geografiche. Il loro lavoro migliora le vite a livello internazionale e locale, dall’aiutare le famiglie bisognose nelle loro comunità fino a lavorare per un mondo libero dalla poliomelite.

    Per ulteriori informazioni: rotary.org

    Contatti:

    UFFICIO STAMPA ROTARY ITALIA
    Claudia Rota Cell. 348 5100463 Mail [email protected]
    Pernice Editori Editoria | Marketing | Comunicazione d’impresa

    Via G. Verdi, 1 |24121 Bergamo Tel | +39.035.241227 Fax | +39.035.4220153

    GINEVRA ANSUINI

    mail: [email protected] – tel. 06 68806909 – cell. 347 7556482

    MICOL D’ANDREA

    mail: micol2345.it – cell. 347 9078995

    ROTARY CLUB ROMA SUD, Presidente MARIA NOVELLA TACCI

    mail: [email protected] – cell. 335 651157

  • Jose Dalì, figlio del grande Salvador inaugura tra pochi giorni alla Milano Art Gallery la sua mostra pittorica

    La storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, ospita un evento di forte risonanza mediatica accogliendo la mostra pittorica “La verità surreale” di José Van Roy Dalì figlio dell’esimio mentore del Surrealismo Salvador Dalì, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes. L’esposizione si terrà dall’11 al 26 maggio 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 11 maggio alle ore 18.00. Nell’occasione speciale sarà simbolicamente celebrato l’anniversario dei 110 anni dalla nascita del grande Maestro catalano.

    José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E’ uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore l’ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall’incisione all’arte orafa.

    Sul periodo dell’infanzia vissuto in Italia racconta “Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi“.

    Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l’affermazione paterna “La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo” dichiara con ironica provocazione, che “l’arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente“.

  • Il ricamo va lontano

    “Brustus” e “Aurobrus”, sono le parole latine da cui derivano il francese “broderie” e l’inglese “embroidery” coniate per indicare il lavoro ad ago, un tecnica molto complessa affinatasi con il tempo ed arrivata a livelli di professionalità davvero molto alti. Il ricamo da sempre ha seguito traiettorie lunghe e tortuose ed oggi arriva addirittura in America Meridionale.

    Mario Testino, infatti, fotografo di moda di fama internazionale e noto cool hunter, ha portato in Perù il suo progetto Alta Moda, una mostra fotografica ospitata dal Queen Sofia Spanish Institute, un viaggio folkloristico attraverso le popolazioni delle regioni montane di Cusco.L’area, un tempo capitale dell’Impero Inca, si caratterizza per le altitudini elevate, creando un parallelismo evidente con il titolo della mostra, “Alta Moda”. Testino immortala e restituisce scatti carichi di pathos. Profili severi guardano in camera. Donne e uomini vestono gli abiti della tradizione, delle feste e dei rituali peruviani. Le fibre si tramutano in racconto. Cromie sgargianti, dettagli e particolari figurativi rimandano a precisi significati, ricchi di segni e simbolismi. Inserti ricamati trovano posto tra le pieghe tessili di questi elaborati costumi, disegnando motivi geometrici e pattern tribali.

    Gli stessi elementi li ritroviamo in alcune delle proposte per questa P/E 2014. Il ricamo incontra infatti le commistioni tribali su abiti, gilet e tubini che vestono il mood folk. Mixare le stampe floreali con trasparenze, astrazioni e lasciarsi al contempo ispirare dalle potenti pennellate dei grandi artisti, dalle vernici spray e dalle stampe grafiche: l’estate ormai prossima vedrà abiti e creazioni che sembrano aver percorso le più distanti latitudini terrestri – dall’Africa al Giappone, passando per Asia e Sud America.

    Nuvole ricamate si posano su tinte decise, dai colori saturi e primari, creando un energetico patchwork di simboli.