Categoria: Arte e Cultura

  • Giovedì 25 novembre al Cinema Italia di Belluno “Imputato Alzatevi” di Mario Mattoli e “Il Mantenuto” di Ugo Tognazzi

    LA REGIONE DEL VENETO PER IL CINEMA DI QUALITA’
    LE GIORNATE DELLA MOSTRA – 6° EDIZIONE 2010.
    ORIZZONTI e RETROSPETTIVA.

    BELLUNO
    Cinema ITALIA
    Giovedì 25 novembre
    ore 20.00: “Imputato Alzatevi” di Mario Mattoli (1939, 80’)
    ore 21.45: “Il Mantenuto” di Ugo Tognazzi (1961, 98’)
    Ingresso Gratuito

    Un eccentrico infermiere che si finge donnaiolo e un protettore involontario sono i protagonisti dei due film, a ingresso gratuito, in programmazione giovedì 25 novembre al Cinema Italia di Belluno a partire dalle ore 20.00. La Regione del Veneto, in collaborazione con FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai), l’Agis Triveneto con il sostegno di Fondazione Antonveneta, sceglie Belluno per il quarto appuntamento della sezione “Retrospettiva” della rassegna “Le Giornate della Mostra”, giunta ormai alla sua sesta edizione. Intitolata quest’anno “La situazione comica”, “Retrospettiva”, curata dalla Cineteca Nazionale è un’occasione unica per la riscoperta di opere e maestri del cinema italiano che conferma l’impegno della Regione del Veneto per la promozione del cinema di qualità. Un impegno che di anno in anno coinvolge un sempre maggior numero di sale e per periodi sempre più lunghi.

    Si comincia alle ore 20.00 con “Imputato Alzatevi” di Mario Mattoli, primo successo del grande regista e primo ruolo importante interpretato da Erminio Macario. Un eccentrico infermiere innamorato d’una collega, si finge donnaiolo. Sorpreso vicino al cadavere di una donna assassinata, al processo è assolto a furor di popolo. Rievoca in uno spettacolo di rivista la sua avventura, ma il vero colpevole entra improvvisamente in scena.

    Occasione di vedere Ugo Tognazzi per la prima volta nei panni da regista è invece, alle ore 21.45, “Il Mantenuto”. Daniela (una bellissima Ilaria Occhini) è una provinciale che ogni sera va in città a prostituirsi senza avere un protettore. Una notte, per necessità, decide di inventarsene uno scegliendo un passante (Tognazzi) Convinto d’aver fatto una conquista, questi è invece coinvolto in disavventure d’ogni genere.
    Entrambe le proiezioni sono ad ingresso gratuito e saranno introdotte da uno studioso o da un docente universitario esperto in storia del cinema. Inoltre, grazie alla collaborazione dell’Azienda Agricola Ca’ Lustra – Zanovello di Faedo di Cinto Euganeo (PD), tra una proiezione e l’altra sarà offerta al pubblico presente una degustazione di vini.

    BELLUNO
    Cinema ITALIA
    Giovedì 25 novembre
    ore 20.00: “Imputato Alzatevi” di Mario Mattoli (1939, 80’)
    ore 21.45: “Il Mantenuto” di Ugo Tognazzi (1961, 98’)
    Ingresso Gratuito

    Per i film in programmazione nelle sale cinematografiche
    http://legiornatedellamostra.agistriveneto.it

    Per informazioni:
    Federazione Italiana Cinema d’Essai Tre Venezie

    Tel: 049.8750851
    [email protected]
    www.spettacoloveneto.it

    Ufficio Stampa
    STUDIO P.R.P.
    Alessandra Canella

    Via del Vescovado, 79
    35141 Padova Tel. 049 – 8753166
    [email protected]
    www.studiopierrepi.it

  • Intervista di Alessia Mocci a Raffaele Balsano ed al suo “L’ultima stella del mattino” – seconda ed ultima parte –

    “L’ultima stella del mattino”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è il secondo romanzo di Raffaele Balsano. Nel 2009 ha pubblicato per la casa editrice SBC Edizioni “Il trabocco dell’anima”, ha anche partecipato, con una lettera d’amore, alla’antologia ‘S.O.S. Amore’ edito dalla casa editrice Ibisko con prefazione di Federico Moccia. Questa è la seconda parte dell’intervista rilasciata da Raffaele, potete trovare la prima parte in questo stesso sito oppure nel link riportato nelle info dell’intervista. Di seguito le risposte dell’autore, ma prima un piccolo assaggio di “L’ultima stella del mattino”: “Loro non sono in grado di comprendere la differenza tra la realtà esterna e ciò che provano. Sembrano quasi vivere solo l’esperienza interiore, come una rappresentazione reale del mondo. L’isolamento rispetto al mondo esterno, la rassegnazione per quanto riguarda gli eventi, costituiscono delle vie di fuga da una realtà altrimenti insopportabile.” A.M.: Riguardo la dicotomia povertà/ricchezza pensi che ‘L’ultima stella del mattino’ sia una storia potenzialmente vera? Raffaele Balsano: Io credo di sì. A che cosa serve accumulare denaro e ricchezza se poi si perde se stessi? Se la fortuna avuta od accumulata nel tempo, resta lì in un conto in banca, in case disseminate ovunque, in barche, in gioielli a cosa serve? Bisogna fare come Josè: aiutare chi ha bisogno. Viviamo tutti nello stesso posto e la vita non è eterna. È bello ed importante fare del bene. La povertà e la ricchezza fanno parte di un concetto suddiviso in due categorie distinte ed opposte che se uno ha la possibilità può anche diventare comune di un unico modo di agire. Io sono povero ma ricco dentro di me perché ho donato un sorriso, una parola buona, un gesto gentile a chi in quel momento aveva bisogno, a chi era più povero di me, non solo ed unicamente dal punto di vista economico. Non è necessario ed obbligatorio donare beni materiali ma è importante regalare un sorriso, una parola di conforto, un abbraccio sincero. La mia è utopia? È sognare? Può anche essere vero, ma se tutti riuscissimo a capire la grandezza di Josè, forse i sogni potrebbero diventare realtà. A.M.: Che cosa ne pensi della pubblicità attraverso i book-trailer? Raffaele Balsano: Sono molto favorevole e lo ritengo un messaggio importante. Incontrare il lettore, fargli conoscere e scegliere i libri attraverso il linguaggio accattivante dei trailer cinematografici è qualcosa che sicuramente aiuta chi decide di leggere un libro. Siccome costa, bisogna vedere se poi è alla portata di tutte le Case Editrici o se delle solite che, non soddisfatte dei giornali o passaggi in tv degli autori, decidono di utilizzare questo mezzo. Se mi permetti, posso dirti che pur utilizzando l’ipad, non mi entusiasma la lettura di un libro e-book, cioè in formato elettronico o meglio, digitale. Mi piace molto ‘tenere ‘ tra le mani il libro, sfogliarlo materialmente è come …se in questo modo, la storia narrata mi appartenesse. Capisco il progresso e sia pure con malinconia mi adeguo. Sono una persona ‘di una volta’, appartengo ad una generazione in cui c’era posto solo ed unicamente per la fantasia o per il sorriso di una donna. A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? Raffaele Balsano: Abbastanza bene. È una Casa Editrice che lavora con entusiasmo in un campo difficile come quello dell’Editoria dove domina la Rizzoli, la Mondadori…. Mi hanno accolto con gioia e hanno lavorato tanto per me. L’edizione è ben curata e qualsiasi mia richiesta è stata ampiamente soddisfatta. È importante questo. Mi piace il sito, la veste grafica ed il loro lavoro. Ti racconto un episodio. Sabato scorso sono stato in una piccola libreria di Milano per presentare il mio libro. Si trova a pochi metri da un’altra più grande con cinque vetrine, tre piani, mentre la libreria dove sono andato era racchiusa in due locali e la prima domanda che mi sono fatto quando ero lì è come faceva a ‘sopravvivere’ avendo una concorrenza così forte. Poi ho capito…accoglievano le persone con gentilezza, offrivano un caffè gratis, seguivano il lettore consigliandoli dei libri in base ai suoi gusti. Il risultato? Il cliente usciva contento e pieno di libri che non erano necessariamente quelli in questo periodo in testa alle classifiche. Ecco il segreto. Occorre metterci molta passione e la Casa Editrice Rupe Mutevole lavora con… passione. A.M.: Hai qualche novità per il futuro? Oppure il tuo pensiero ora è spinto solamente verso ‘L’ultima stella del mattino’? Raffaele Balsano: Lavoro in banca e ho una famiglia. Oltre a questo sono impegnato nella presentazione del mio libro. Quando sono libero da tutto questo, scrivo il mio prossimo romanzo che completa diciamo il discorso iniziato con ‘L’ultima stella del mattino’. Questa volta tratto di una grande donna, attraverso una storia d’amore importante, ambientata in un’epoca diversa da quella attuale, evidenziando usi e costumi in vigore a quel tempo. Una cosa mi preme dirlo. Durante le mie presentazioni molti mi chiedono il significato della frase scritta nella pagina che precede il romanzo. ‘L’amore vince con la propria sconfitta, l’egoismo perde con la sua vittoria’ C’è dietro a questa apparente antitesi, un concetto d’amore che non appartiene ai nostri vissuti quotidiani. Noi leghiamo istintivamente la realizzazione di una qualsiasi situazione in amore alla vittoria come presa di possesso. Amare significa possedere l’ amato e molte volte non c’è via d’uscita oppure alternativa a questo ed ecco che ciò diventa la causa dell’eutanasia dell’amore. Si arriva ad uccidere, a violentare il corpo e l’anima della persona che pensiamo di amare, perché abbiamo paura di perdere il possesso, la nostra proprietà, quello che pensiamo ci appartenga di diritto. Non ci rendiamo conto che in questo modo noi amiamo solo noi stessi. La spiegazione quindi di questa frase è semplicemente nascosta nel nostro continuo vivere e chi è abituato a leggere tra le righe della propria esistenza si arrende piacevolmente all’evidenza bellissima di questo pensiero. Amare significa dimenticare completamente se stessi e dire ‘SI’ senza ma. L’amore non vince nello schiacciare, nel possedere, nel farsi servire. L’amore vince perdendo inteso come donare se stessi, senza limiti e ricatti. ‘Nulla in cambio’ è il suo unico grido di vittoria. Chiaramente se l’idea è questa e se questo è vero, per un processo di osmosi, l’amore vince e quindi il nostro egoismo viene annullato, piacevolmente dalla grande forza di questo sentimento. Raffaele Balsano con quest’ultimo pensiero ha esposto, credo, un importante concetto di vita e di rispetto verso l’altro, sia l’altro una persona amata sia un estraneo. Condivido ampiamente la frase del suo romanzo: “L’amore vince con la propria sconfitta, l’egoismo perde con la sua vittoria”. Link prima parte intervista a Raffaele Balsano: http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-raffaele-balsano-ed-al-suo-%E2%80%9Cl%E2%80%99ultima-stella-del-mattino%E2%80%9D-seconda-ed-ultima-parte/ Link recensione “L’ultima stella del mattino”: http://www.tvinx.com/%E2%80%9Cl%E2%80%99ultima_stella_del_mattino%E2%80%9D_di_raffaele_balsano_rupe_mutevole_edizioni.news.2659.it Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro. http://www.rupemutevoleedizioni.com/ http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni http://www.poesiaevita.com/ http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993 Alessia Mocci Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • “Il respiro della bellezza” di Haria, Rupe Mutevole Edizioni

    Lei mi aveva sognata, è vero, come io ho sognato te, ma si era limitata ad aspettare il richiamo del mio intento. L’unica differenza è che lei non si mosse dal luogo dove la trovai, mentre io, variando appena la prassi, ti sono venuta incontro.”

    Un continuo venire incontro al lettore, un voler percepire l’altro mostrando l’interno della propria mente, una comunicazione schietta e sensibile verso lo sconosciuto: è questo che l’autrice cerca di palesare con queste le sue parole, un cambiamento di prassi singolare per la storia millenaria delle “donne di conoscenza”.

    Il respiro della bellezza”, edito nel 2004 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “L’Acqua e la Roccia”, è giunto alla terza edizione nel 2009, con una seconda edizione nel 2006. Un libro che raccoglie la sua fortuna con queste tre date intervallate da pochissimi anni di distanza. L’autrice, Haria, miete in queste pagine l’inizio della sua vita da “donna di conoscenza”, gli ostacoli incontrati, le dure prove superate con dedizione e sicurezza della sua scelta, della sua chiamata all’“oltre il confine”.

    Una biografia che non lascia alcuna interpretazione se non quella voluta dall’autrice. Haria riesce con un stile ellittico ed essenziale a commisurare le sue accezioni del mondo e della storia dell’umanità con quelle dei possibili lettori desiderosi di conoscere e di apprendere. La prosa richiama una sacralità metaforica che trascina nel naturale, nella natura. Una semplicità di narrazione tessuta abilmente dalla gravità del concetto esposto, da quel sottile strato di ricerca sagace della parola imparziale e svuotata da poli negativi e positivi. E saranno anche le preferenze tipografiche a compenetrare una musicalità ancestrale di energico impatto come ad esempio l’utilizzo del corsivo per i così detti vocaboli-astrazioni.

    All’inizio mi accadeva spesso di addormentarmi nei modi più grotteschi e ridicoli dopo immani sforzi di impedire che i pensieri entrassero in scena. L’aspetto singolare del “cadere addormentate” era che precipitavo in una sorta di sonno senza sogni, un vuoto che perdurava ore. Mi risvegliavo sapendo di essermi addormentata, eppure caparbiamente convinta di essermi soltanto deconcentrata per qualche istante.”

    Haria, all’età di 28 anni decise di lasciare il “mondo vuoto” per andare “oltre il confine”, verso un bisogno di solitudine votata a trasformarsi in traboccante pienezza, con un desiderio di esser sola per corteggiare il Nulla. Era autunno e la forte scelta di Haria determinò l’incontro con Drusca, quella che divenne la sua maestra, colei che le avrebbe mostrato il cammino verso la bellezza. Il percorso iniziale di Haria è stato uno smarrirsi nello smarrimento per poter entrare nell’”oltre il confine”.

    Sin dalla prima riga di “Il respiro della bellezza” si percepisce una catena simbolica di insegnamento molto particolare, legata insieme da concetti altri che sono stati tramandati da maestra ad allieva nei corsi dei secoli, tout court una via verso il ricongiungimento spirituale con la natura, nostra creatrice.

    Tutto nel respiro della bellezza è in continua mutazione, poiché questa è la sua natura. Una mutazione che ci fa penetrare direttamente nel “fare” della bellezza.

    Sì, un tempo le donne della nostra stirpe erano streghe, non c’è nulla di male ad ammetterlo. Non tormentate megere, praticone o fattucchiere, ma potenti, pericolose viaggiatrici nel lato oscuro dell’oltre confine, e ci hanno tramandato una conoscenza straordinaria.

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • IdeaMi è arrivato il momento di votare il Contest di Milano

    Nel cassetto avete un mucchio di t-shirt tutte uguali? Volete vedere cosa sono stati capaci di realizzare i creativi di tutto il mondo? Basta cliccare su www.turismo.milano.it o www.neoenews.com, scegliere e votare la t-shirt più bella ispirata alla città di Milano e ideata da giovani designer che hanno partecipato al contest internazionale IdeaMi, promosso dal sito neoreporters.com in collaborazione con il Gruppo Bandello e il Comune di Milano.

    neo

    E non solo. Da “giudicare” anche i creativi che hanno dedicato alla città di Milano claim originali e coinvolgenti, in tutte le lingue.

    Néo, e-Magazine internazionale (www.neoenews.com), all’interno del numero in uscita a novembre, dedica uno speciale su IdeaMi e sui 600 iscritti che, con 1000 progetti inviati, hanno raccontato Milano attraverso uno slogan o una t-shirt. Disegni, foto e elaborazioni grafiche raffiguranti il Duomo “stranamente” colorato o tre sagome “fashion” in onore alla capitale della moda. Segni di appartenenza a nuove tribù urbane. Citazioni rap.

    Adesso tocca a voi giudicare. A partire dall’11 novembre 2010, i creativi che hanno partecipato a IdeaMi sono valutati da una giuria di qualità e con il web-voto: potranno essere giudicati sul sito www.turismo.milano.it oppure accedendo attraverso il numero di néo (per iscriversi www.neoenews.com). Il primo classificato riceverà un premio del valore di 1.000 euro per il bozzetto della Tshirt e di 500 euro per lo slogan.

    I lavori migliori saranno resi pubblici in tutto il mondo attraverso il portale del Turismo di Milano (www.turismo.milano.it) e dalla testata néo (www.neoenews.com).

    Milano infatti non si ferma mai e diventa brand.

    La città ha deciso di affermare il suo appeal ed attraverso una strategia di marketing sviluppata dal team gestito dalla dottoressa Maria Chieppa, Direttore Centrale Turismo, Marketing Territoriale e Identità del Comune di Milano, è nato il Brand della Città.

    Abbiamo concepito un brand che non fosse parziale, ma che fosse il brand di tutta la città, in cui si potessero riconoscere tutti gli stakeholders di Milano. Si tratta di un obiettivo ambizioso su cui stiamo molto lavorando“- Dichiara Maria Chieppa alla rivista Nèo- Il brand della città ha questa funzione : quando io “compro” il brand Milano, io “compro” i valori di Milano. E il brand che abbiamo ideato trasmette i valori fondamentali di Milano: Creatività,Innovazione, Conoscenza, Generosità, Passione”. Continua il Direttore Centrale del Comune di Milano – “Dal punto di vista commerciale, ci siamo detti: se è vero che Milano ha un appeal, che la gente ha un’immagine di Milano di un certo tipo, perché non fare in modo che la gente si possa portare a casa questa immagine di Milano? Da qui nasce il progetto merchandising”

    Il catalogo dei prodotti firmati “Milano” sarà consultabile sul sito www.turismo.milano.it entro la fine di novembre, in tempo per gli acquisti natalizi.

    Inoltre, su Nèo in uscita a fine novembre, c’è un particolare spazio alla “creatività”: tra video che convertono semplici loghi in fantastici luoghi, facendo un giro virtuale nelle “city branding” o andando oltre il limite dell’arte con Jonathan Meese, Wim Delvoye, Marcel-lì Antunez Roca e Stelarc.

    Per votare il contest IdeaMI e per informazioni sul Brand Milano:

    www.turismo.milano.it

    Per ricevere gratuitamente il numero di néo via email:

    www.neoenews.com

  • Mostra di Fotografia Collettiva

    Sarà inaugurata giovedi 25 novembre dalle ore 19 la nuova mostra di fotografia, questa volta il dialogo tra gli scatti, diversi per forma colore e messaggio, riporterà gli ospiti al messaggio intimistico e profondo che gli artisti hanno voluto proporre

    Inaugurazione Mostra+aperitivo+djSet presso Lab51 via degli Ausoni 47 ROMA

  • L’album fotografico per il tuo matrimonio!

    Organizzare un matrimonio non è di certo una cosa semplice e questo perché tante, troppe sono le cose a cui pensare. Chiesa, cerimonia, abito per lui e per lei, addobbi, ristorante, viaggio di nozze e album fotografico.

    I consigli e i suggerimenti si sprecano per ognuna di queste voci, ma oggi vogliamo parlare di un qualcosa che non manca mai e senza il quale probabilmente le nozze non sarebbero le stesse. Stiamo parlando dell’album foto del vostro matrimonio, ovvero il “mezzo” attraverso il quale potrete ricordare per sempre il giorno più bello della vostra vita. Sebbene negli ultimi anni abbia preso piede anche la moda del “filmino”, le fotografie rimangono le regine incontrastate delle nozze!Per questo si dedica sempre una grande attenzione alla scelta del fotografo e alle modalità di realizzazione dell’album foto, degli aspetti che non devono essere sottovalutati se si desidera per il proprio matrimonio un servizio di qualità.

    In linea di massima un album foto di nozze che si rispetti dovrebbe contenere almeno un centinaio di foto, sebbene in linea di massima si preferisce scattarne qualcuna in più e questo per avere una maggior possibilità di scelta, scartando quelle immagini che non ci soddisfano e inserendo nel nostro album solo gli scatti più belli e d’effetto.

    Per quanto concerne poi lo stile che si intende dare al proprio album, tantissime sono le opzioni tra le quali scegliere, magari con l’aiuto del nostro fotografo di fiducia. In linea di massima un album di nozze può essere di tre diversi tipi:

    1)Album foto impaginato come un libro: Si tratta dell’ultima moda del settore che sta prendendo sempre più piede tra gli sposi. In pratica le foto vengono stampate direttamente sulle pagine, le quali poi vengono rilegate a mò di libro, dando quindi vita ad un prodotto dal fortissimo impatto visivo. Esiste anche una versione digitale dell’album fotografico a libro, il fotolibro che ha le stesse caratteristiche solo che è in formato digitale appunto.

    2)Album tradizionale: E’ un classico del quale esistono diverse varianti soprattutto in termini di materiali per la rilegatura e la realizzazione della copertina: può essere in cuoio, in seta, in ceramica o in legno oppure in carta di Varese, con la possibilità di personalizzare la copertina con uno degli scatti più belli dei novelli sposi.

    Un’altra bella novità degli ultimi tempi è quella di associare all’abum nozze alcuni mini-album con le foto più belle degli sposi, magari da regalare ai testimoni, ai genitori o a qualche amico davvero speciale.

  • Zamenhof nel terzo millennio” a Pescara

    Si svolgerà sabato 11 dicembre 2010 a Pescara presso il Palazzo della Provincia di Pescara (Sala Figlia di Iorio, h. 17,30) l’incontro “Zamenhof nel terzo millennio”. L’evento, dedicato alla figura dell’iniziatore della lingua internazionale esperanto, è frutto della collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pescara, la Biblioteca provinciale, la Federazione Esperantista Italiana e l’Associazione Una Voce per il Mondo di Pescara.

    La manifestazione si aprirà con la relazione del prof. Davide Astori, linguista dell’università di Parma, e proseguirà con la consegna del premio “Guerriero di Capestrano”, assegnato quest’anno, per il suo impegno a favore dell’Esperanto, alla scrittrice e conduttrice radio-televisiva Enrica Bonaccorti.

    E’ prevista la presenza di ospiti di rilievo, tra cui Fabrizio Rapposelli (Assessore alla Cultura Provincia di Pescara), Renato Corsetti (Presidente della Federazione Esperantista Italiana) ed Anna Maria Colacicchi (Associazione Una Voce per il Mondo-Pescara) che renderanno omaggio a Giorgio Bronzetti,ideatore del Premio. Giornalista, scrittore ed esperantista, si distinse nella difesa dei diritti linguistici dando vita, tra l’altro, al comitato “Allarme Lingua” ed alla agenzia di stampa Disvastigo (disvastigo.esperanto.it). In memoria di Bronzetti è nato un fondo librario – istituito dalla Biblioteca Provinciale di Pescara – costituito da circa 150 volumi di linguistica e di esperanto provenienti dalla sua collezione privata. L’incontro si chiuderà con la consegna degli attestati alle persone che hanno superato gli esami di primo e secondo grado di lingua esperanto.

  • ATM BAR

    Atm Bar

    il locale eclettico con uno sguardo al futuro

    Atm bar, lo storico locale di Milano situato sotto i Bastioni di Porta Volta, riapre con una nuova veste.

    Il restyling curato dal gruppo Bertero – Panto Marzoli – BPM STUDIO, ha permesso l’ampliamento del vecchio edificio sede del bar, da sempre icona della vita notturna milanese, la rivalutazione della storica pensilina risalente agli anni 50’ e la creazione della terrazza, vera perla del locale

    Al progetto hanno collaborato alcune delle più importanti aziende italiane avanguardiste del nuovo design: Gruppo Artemide e Nord Light, Gruppo Florim, Gewiss, Global Engineering e Yakv.

    L’abito e l’anima del locale cambiano a seconda dell’orario.

    Di giorno l’ambiente è raffinato dal gusto minimal con pranzi molto curati e veloci allo stesso tempo, ma è la sera che il locale si trasforma e si veste di nuova luce; diventando il luogo ideale per chi dopo il lavoro vuole rilassarsi davanti ad un cocktail o far due chiacchiere davanti al buffet dell’aperitivo.

    La notte, vera anima del locale, ospita i migliori dj che da sempre hanno animato i migliori club di Milano.

    Fermata Jazz“Fermata Jazz” è il Mercoledì dedicato a tutti gli amanti della Musica Jazz… Curato da Rocco Pandiani e Simone Vimercati in collaborazione con Radiopellenera e con la partnership del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. Direttrice Artistica della parte ‘Live’ Camilla Carolina Battaglia. Dalle 18.30 alle 21.30 e dalle 00.30 alle 02.00 Dj Sets; dalle 21.30 alle 00.30 Live Sets & Jam Sessiions.

    The Kool Gang” tutti i giovedì serata hip-hop and funk music a cura di dj Skizo, Esa The Funk Prez Crew.

    Vain-Il Club” venerdì sera protagonista assoluto in vinile. In console “Radiomarelli” una delle più interessanti e fresche novità del panorama milanese. Il duo è composto da Pier G.P. e Claudio G. conducono la parte Techno di “guida nella giungla” trasmissione cult di Radio Popolare. All’attivo diverse collaborazione con label e produttori: Gasoline Records e Mussen Project.

    Rock in a box” è la scatola sonora in cui trascorrere il sabato sera; contenitore definito dal contenuto eclettico propone: light electronica, 50’s dance, independent history, alternative waves, emoziona rock mescolati da dj’s resident Robi Kid e Carlo Zambotti.

    Atm è anche Art Events: ogni mese ospiterà mostre ed esposizioni di giovani ed emergenti artisti, punto di incontro per Fashion Designer che desiderano esporre le loro creazioni, spazio per presentazioni di libri e reading di poesia.

    Atm è emeroteca e WiFi hot spot: durante il giorno è possibile accedere gratuitamente in modalità wireless ad internet e sfogliare le numerose riviste di moda, design, architettura e arte messe a disposizione.

    Atm Bar

    Bastioni di Porta Volta, 15 – 20100 Milano

    Tel. 02/89454988

    [email protected]

    Roberto Castelluzzo

    Responsabile della Programmazione

    +39/3355362113

    [email protected]

    Ufficio Stampa Rosaspinto

    Indira Fassioni

    [email protected] [email protected]

    +39/3338864490

  • Intervista di Alessia Mocci a Raffaele Balsano ed al suo “L’ultima stella del mattino” – prima parte –

    Come se i sentimenti non avessero origine e spuntassero all’improvviso.”

    Questa frase di Raffaele Balsano racchiude tutta la sua poetica, l’investigazione costante verso un nucleo, verso un origine primaria del sentimento, del sentimento della scrittura e del voler comunicare al lettore un qualcosa di preciso. Per questo motivo “L’ultima stella del mattino”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, riesce a palesare una forte concezione del tempo e dello spazio. Raffaele è al suo secondo romanzo con “L’ultima stella del mattino” e se si prendono entrambi in considerazione si nota un’enorme crescita da parte dell’autore sia per stilistica sia per introspezione dei personaggi.

    Raffaele è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulle sue pubblicazioni. L’intervista è divisa in due parti. Questa è la prima parte. Buona lettura!

    A.M.: Perché hai iniziato a scrivere?

    Raffaele Balsano: È una passione che ho sempre avuto. Scrivere raccontando quello che sento dentro il cuore e l’anima è una cosa che mi entusiasma. Gli amici, conoscendo questo mio modo di parlare attraverso i sentimenti, molte volte mi chiedevano di scrivere lettere e/o pensieri in occasione di qualche loro evento personale.

    Il problema è stato passare da questo ad…un romanzo.

    Non è facile, descrivere luoghi personaggi e situazioni.

    Una sera ho rivisto ad una festa un mio amore giovanile e mi è venuto spontaneo incominciare a scrivere ‘Il Trabocco dell’anima’ che parla di come una persona non deve mai rassegnarsi a vivere di ricordi, ma guardare al futuro sempre con grande ottimismo. Del resto ho scoperto che è bello scrivere quando a parlare è la forza insita dentro di te, vestita di sentimenti veri ed autentici.

    A.M.: ‘L’ultima stella del mattino’ è il tuo secondo romanzo. Pensi ci sia qualche differenza sostanziale di stile tra i due?

    Raffaele Balsano: Sì, sicuramente. ‘Il trabocco dell’anima’ rappresenta il mio debutto come romanziere. Dopo aver partecipato, con una mia lettera d’amore, alla’antologia ‘S.O.S. Amore’ edito dalla Ibisko con prefazione di Federico Moccia, e …non avendo nessuna esperienza in merito mi sono lasciato guidare dall’istinto, senza badare molto alla forma e l’ho scritto in poco tempo. Il secondo invece rappresenta, secondo me, la maturazione sia sotto l’aspetto della scrittura sia sotto quello emozionale. Ho parlato di sentimenti importanti come la fede, l’amore, l’altruismo, attraverso una storia, avendo il coraggio di parlare di questi sentimenti oggi purtroppo dimenticati, perché prevale il denaro, la violenza e l’egoismo.

    Resto esterrefatto quando vado in libreria e trovo pile di libri che sono proposti alla gente dai mass-media, con una pubblicità martellante, ma che una volta letti lasciano solo ed unicamente un grande vuoto.

    A.M.: Presente e passato. Una vincente costante in “L’ultima stella del mattino”. Riesci a spiegare il tuo amore per il flash back?

    Raffaele Balsano: Io credo che la vita di ogni persona non sia fatta solo di presente e futuro ma, naturalmente, anche di passato e per comprendere appieno qualsiasi esistenza bisogna partire dall’inizio, da..,dove comincia il sole, come dice una recente canzone dei Pooh. Mi piace dare al lettore una visione completa della storia, partendo…dalle origini. Molte volte mi è capitato e sicuramente anche ad altri, di leggere una storia ed alla fine restare un po’ deluso dal fatto che ci si appassiona al protagonista della storia senza sapere nulla del suo passato. Come se i sentimenti non avessero origine e spuntassero all’improvviso.

    A.M.: Josè Barros Silveira è un personaggio complesso a livello di emotività. Hai preso spunto dal reale?

    Raffaele Balsano: La storia di Josè è nata per caso. Un giorno uscendo dalla messa domenicale, mi è consegnato un giornalino delle missioni e invece di buttarlo via lo leggo e all’interno c’era un articolo in cui due missionari laici raccontano la storia di un bambino di 5 anni che era stato ‘offerto’ a loro da una donna di 29 anni che aveva altri 5 figli avuti con padri diversi, perché non poteva più tenerlo con sé, in quando il suo compagno attuale lo odiava e lo picchiava. La donna implorava, nel caso in cui loro non potevano tenerlo di trovargli una sistemazione.

    Partendo da questo, ho voluto descrivere la grandezza di un uomo se si affida alla fede e all’amore. Se non ci lasciamo travolgere dal denaro, dalla violenza e ascoltiamo il nostro cuore, anche noi possiamo essere come lui. Diceva un grande poeta che il problema della vita è capirla per poterla vivere. Molte volte noi ci lasciamo vincere dalla vita e dai suoi ritmi e pur vivendo intensamente ma in maniera frenetica, non riusciamo a dare delle risposte positive al nostro cuore. Non dobbiamo mai dimenticare che il cuore è il luogo delle grandi domande.

    Vi lascio con una citazione dal libro “L’ultima stella del mattino”:

    Mangiava seduto per terra, quel poco che gli veniva dato, in una ciottola di plastica dura, senza le posate, solo con le sue deboli manine, per lo più riso cucinato con mezzi di fortuna, a volte quasi crudo, altre troppo cotto.”

    Link recensione “L’ultima stella del mattino”:

    http://www.tvinx.com/%E2%80%9Cl%E2%80%99ultima_stella_del_mattino%E2%80%9D_di_raffaele_balsano_rupe_mutevole_edizioni.news.2659.it

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Miseria e Nobiltà al Teatro delle Emozioni

    Dal 25 novembre al 5 dicembre 2010

    al Teatro delle Emozioni
    LA TANA DELL’ARTE
    presenta
    Miseria e Nobiltà
    De Roma nostra

    Commedia di Eduardo Scarpetta
    Regia, traduzione e riadattamento di Felice Sandro Leo

    Con Salvatore Mazza, Lorenzo Tromboni, Daniela Rosci, Gabriella Ghini,
    Annalisa Peruzzi, Claudio Emiliani, Francesco De Angelis, Simone Milli, Gianluca Preite, Giordano Leo, Federica Anderlucci, Manuela Castagna, Alex Cellentani, Enrico Canale, Gianni Leo

    Costumi Lalla Sabbatella
    Scene Stefania De Angelis

    “Er monno dovrebbe esse popolato solo da nobili.
    I pezzenti nun dovrebbero più esiste”

    Dal 25 novembre al 5 dicembre (dal giovedì alla domenica), al Teatro delle Emozioni (Via Tor Caldara, 23), va in scena Miseria e Nobiltà, riadattamento della celeberrima commedia di Eduardo Scarpetta, curato da Felice Sandro Leo che ne ha firmato anche la regia. La manifestazione è realizzata con il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione.
    A proporla la compagnia La Tana dell’Arte che, protagonista del panorama teatrale romano, ha deciso di riprodurre il testo composto nel lontano 1888 dal celebre attore e drammaturgo napoletano. Il lavoro, egregiamente tradotto in romano da Felice Sandro Leo, che ne segue anche la direzione artistica, è divenuto uno spettacolo adatto a tutte le età, fedele al testo originale ma ritoccato al punto giusto per divertire il pubblico di oggi.
    Mattatore indiscusso della scena l’attore napoletano Salvatore Mazza, noto anche al pubblico del piccolo schermo, nei panni di Felice.
    La commedia racconta la storia di quest’ultimo, uno squattrinato popolano, che vive alla giornata facendo lo scrivano e condivide la casa con il figlio Peppino (Giordano Leo), la compagna Iolanda (Daniela Rosci), l’amico Checco (Lorenzo Tromboni), di professione fotografo ambulante, della moglie di lui, Adele (Gabriella Ghini), e della loro figlia Barbara (Annalisa Peruzzi).
    Cambia, rispetto alla versione originale, l’ambientazione: Roma sostituisce in tutto e per tutto la Napoli di Eduardo. Così, al posto del Teatro San Carlo, appare il Teatro dell’Opera, e il romano rimpiazza, battuta dopo battuta, il napoletano. Adattamento perfetto anche per il resto: basti pensare al fotografo Salvatore che – in questa versione della commedia – si chiama Checco, caratteristico nome trasteverino.
    Al centro della vicenda, insieme alla fame, la miseria: Felice e Checco, a causa di lavori ormai sempre meno richiesti, conducono una vita impossibile tra inerzia e malumori e sono costretti a occupare le loro giornate impiegando qualche misero abito o qualche capo di biancheria, avanzato dal corredo o dal vecchio guardaroba.
    Nascono in questo contesto scenette davvero esilaranti: come quella del ballo degli spaghetti, che qui diventano bucatini e vengono nascosti in tasca dal protagonista per essere utilizzati come provvista, o quella del famoso cappotto di quando Felice lavorava come capo usciere al Comune.
    Alla porta dei due si presenta, un giorno, Nino, il padrone di casa, che ormai non vuole più aspettare per avere i soldi di cinque mesi di affitto arretrato. Ne approfitta il marchesino Eugenio (Simone Milli). L’uomo è innamorato della bella Gemma (Manuela Castagna), di professione ballerina, ma la sua famiglia (e, in particolar modo, suo padre) si oppone all´unione poiché la ragazza non ha origini nobili. Al contrario il padre di quest’ultima, il Cavaliere Gaetano Semollone (Claudio Emiliani), un ex cuoco divenuto molto ricco dopo aver ereditato i beni del suo padrone, è felice di acconsentire al fidanzamento: imparentarsi con dei nobili è il suo sogno, ma pretende di conoscere i familiari del giovane. Per superare gli ostacoli del caso, il marchesino Eugenio ha un piano: chiedere a Felice, a Checco, alla moglie e alla loro figlia di travestirsi e fingere di essere i suoi nobili parenti, in modo da potersi presentare a casa di Gemma e chiederne la mano. La situazione, però, si complica e i colpi di scena non si fanno attendere. Sarà proprio uno di questi a risolvere tutta la situazione e a far sì che le famiglie di entrambi i giovani benedicano le nozze. Un finale pieno di morale, dunque, dove ovviamente l´amore trionferà.
    Abilmente gestiti dalla regia di Felice Sandro Leo gag ed equivoci si susseguono continuamente, permettendo a tutti gli attori di sfogare la propria vis comica all’interno di una commedia che non mostra minimamente l’usura del tempo e che, anzi, continua ad avere lo stesso smalto dell’epoca, lasciando al pubblico – seppur tra i frizzi e le battute – qualche pillola di saggezza che obbliga a chiedersi quale sia la vera nobiltà.
    In tutto, sul palco e dietro le quinte, diciassette attori – tra professionisti, semiprofessionisti e dilettanti – e nove addetti, una compagnia affiatatissima grazie alla quale quello che va in scena, racchiuso in due ore di spettacolo, è il gustosissimo affresco di un mondo, tanto lontano quanto vicino a quello ben più smaliziato e cinico dei nostri giorni, in cui tanti sono pronti a tutto pur di arrivare al loro fine. Così il popolano è capace di fingersi nobile per godere dei benefici che la vita di chi ha il sangue blu comporta, il ricco è pronto ad acconsentire a un matrimonio che – imparentandolo con dei blasonati – migliori ulteriormente la sua condizione sociale e, infine, il nobile è disposto a rendersi ridicolo agli occhi altrui pur di guadagnare le attenzioni di una giovane e avvenente fanciulla.
    Per raggiungere l’ambizioso obiettivo e riuscire a riprodurre al meglio questo lavoro, oltre che lavorare sul testo, è stato necessario intervenire scrupolosamente su tutte le fasi e gli elementi di scena come i costumi, che sono stati studiati da Lalla Sabbatella e realizzati da Valentina Raco, e il trucco, al quale ha lavorato Clara Cittadini. Ampio spazio al testo teatrale nella sua versione originale, anche se questo ha comportato dover sacrificare alcuni degli sketch resi celebri da Totò nel film.
    “Ho dato risalto – come è mia abitudine – anche ai personaggi più in ombra, sperimentando situazioni nuove, e mi sono divertito, proiettandomi dentro la storia, una volta Felice, l’altra Gaetano e poi Checco, ma anche – di tanto in tanto – Iolanda e Adele, e pure Eugenio e Barbara. Mi piacerebbe che quanti avessero modo di leggere il copione o di assistere allo spettacolo, apprezzassero l’entusiasmo di queste attrici e di questi attori che si dedicano per passione e con professionalità all’arte del teatro”, ha detto il regista che, parlando del lavoro, ha anche aggiunto: “Non ho voluto mancare nell’onorevole lista di coloro i quali hanno portato in scena Miseria e Nobiltà, e ho anzi scelto di imprimerle una marcia diversa e una comicità più vicina ai nostri tempi”
    Due le serate all’insegna della solidarietà: il 28 novembre e il 2 dicembre. Una parte del ricavato dello spettacolo della prima sarà devoluto alla Onlus Lidap, la Lega Italiana contro i Disturbi d´ansia, Agorafobia ed attacchi di Panico, mentre una parte della seconda andrà all´Associazione Peter Pan Onlus che offre sostegno e accoglienza gratuita nelle sue tre Case ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie che vengono a Roma per essere curati negli Ospedali Bambino Gesù e Policlinico Umberto I°.
    Nel corso della programmazione sono, inoltre, previsti anche due spettacoli in matinée: il 25 e il 26 novembre.
    Media partner dello spettacolo Miseria e Nobiltà è Comic Radio, la prima emittente radiofonica italiana dedicata a comicità, satira e humor.

    NOTE DI REGIA:
    “Ho recitato già due volte in questa commedia dal sapore agrodolce e, a distanza di 19 anni da allora, ho deciso di riproporla con la mia compagnia, La Tana dell’Arte.
    Miseria e Nobiltà è una delle commedie più rappresentate in tutta Italia e, proprio per questo, non ho voluto mancare nell’onorevole lista di coloro i quali l’hanno portata in scena, e ho anzi scelto di imprimerle una marcia diversa e una comicità più vicina ai nostri tempi.
    Interamente tradotta dal dialetto originale napoletano al romano, la storia si veste totalmente dei coloriti e tipici suoni che riecheggiano nei vicoli di Roma senza togliere nulla di quello che, al testo originale, solo Scarpetta ha saputo dare.
    Ognuno dei diciassette personaggi in scena rappresenta la vita quotidiana di tutti noi, ogni riferimento presente nella storia rispecchia la nostra società e così è da oltre centoventi anni, a testimonianza che questa commedia è un’opera d’arte vera e autentica. Ho voluto dare risalto – come è mia abitudine – anche ai personaggi più in ombra, sperimentando situazioni nuove e dando, in questo modo, un ulteriore peso a tutto il lavoro. Mi sono divertito a dirigere Miseria e Nobiltà, mi sono sentito spesso coinvolto e proiettato dentro la storia, una volta Felice, l’altra Gaetano e poi Checco, ma anche – di tanto in tanto – Iolanda e Adele, e pure Eugenio e Barbara. Mi sono visto in Luigi, Ottavio e Nino. Ho sofferto quanto Bettina, sono stato Rocco e Vincenzo e addirittura piccino quanto Peppino.
    Mi piacerebbe che quanti avessero modo di leggere il copione o assistere allo spettacolo apprezzassero l’entusiasmo di queste attrici e di questi attori che si dedicano per passione e con professionalità all’arte del teatro. Costoro sono i miei gioielli, coloro che – nel momento in cui sto per addormentarmi – sento camminare sulle tavole di un palco mentre lo scricchiolio del legno mi fa da dolce ninna nanna”.

    ll Regista
    Felice Sandro Leo
    CAST ARTISTICO

    Personaggi Interpreti
    Felice, scrivano Salvatore Mazza
    Checco, fotografo Lorenzo Tromboni
    Iolanda , moglie di Felice Daniela Rosci
    Adele, moglie di Checco Gabriella Ghini
    Barbara, figlia di Checco e innamorata di Luigi Annalisa Peruzzi
    Gaetano, ex cuoco e padre di Gemma Claudio Emiliani
    Luigi, innamorato di Barbara e figlio di Gaetano Francesco De Angelis
    Eugenio, suo figlio, innamorato di Gemma Simone Milli
    Vincenzo, servitore di Gaetano Gianluca Preite
    Peppino, figlio di Bettina e Felice Giordano Leo
    Bettina, servitrice di Gaetano Federica Anderlucci
    Gemma, ballerina, sua figlia Manuela Castagna
    Marchese Ottavio Favetti, detto Bebè Alex Cellentani
    Rocco, servitore di Gaetano Enrico Canale
    Nino, il padrone di casa Gianni Leo
    Cameriere Aurora Leo e Francesca Leo

    CAST TECNICO

    Regia
    Felice Sandro Leo
    Traduzione e libero riadattamento
    Felice Sandro Leo
    Scene
    Stefania De Angelis
    Costumi
    Lalla Sabbatella
    Sarta
    Valentina Raco

    Trucco e Parrucco
    Clara Cittadini
    Foto di scena
    Fabrizio Caperchi
    Assistente di Scena
    Cristiana Putzu
    Direttore artistico
    Felice Sandro Leo

    TEATRO DELLE EMOZIONI
    Via Tor Caldara, 23 − 00179 Roma (Zona Arco di Travertino)
    Tel. 06/78312855 – tel. 06/78382631 – Capienza: 200 posti
    Info: Associazione Culturale La Tana dell’Arte
    www.latanadellarte.it – Tel. 328/2811700 – e-mail: [email protected]

    ORARIO SPETTACOLI
    Lo spettacolo, che ha ottenuto il patrocinio di ROMA CAPITALE – ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI E DELLA COMUNICAZIONE sarà in scena dal giovedì al sabato alle ore 21.00 e la domenica alle ore 18.30. Il 28 novembre e il 2 dicembre, insieme allo spettacolo, va in scena la solidarietà: una parte del ricavato della prima serata sarà devoluto alla Onlus Lidap, la Lega Italiana contro i Disturbi d´ansia, Agorafobia ed attacchi di Panico, mentre una parte della seconda andrà alla Associazione Peter Pan Onlus.

    COSTO DEI BIGLIETTI
    Intero 13 euro – ridotto 10 € (+ tessera teatro Emozioni 2.00 €)
    Ufficio stampa: Paola Pacchiani – Maria Alessandra Scuderi
    338/2715138 – 339/6817939
    e-mail: [email protected]; [email protected]; [email protected]

    Immagini di scena sono a disposizione della stampa previa richiesta