Categoria: Arte e Cultura

  • I “Malavoglia” di Pasquale Scimeca al Cinema Pindemonte di Verona

    LA REGIONE DEL VENETO PER IL CINEMA DI QUALITA’
    LE GIORNATE DELLA MOSTRA – 6° EDIZIONE 2010
    ORIZZONTI e RETROSPETTIVA
    a Belluno, Padova, Rovigo, Verona, Vicenza e Vittorio Veneto

    VERONA
    Cinema PINDEMONTE
    lunedì 29 novembre
    ore 21.00: “Malavoglia” di Pasquale Scimeca (2010, 94′ )
    Ingresso 2 euro

    Segnaliamo l’ultimo appuntamento veronese con “Le Giornate della Mostra” , rassegna voluta per il sesto anno dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione La Biennale di Venezia in collaborazione con FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) , l’Agis Triveneto con il sostegno di Fondazione Antonveneta , che propone 3 titoli dalla sezione di cinema contemporaneo Orizzonti e 6 dalla sezione di film cult Retrospettiva– intitolata “La situazione comica” e curata dalla Cineteca Nazionale– proposti nel corso della 67. Mostra d’Arte Cinematografica.

    Il Cinema Pindemonte di Verona, propone per la sezione Orizzonti lunedì 29 novembre (ore 21.00 , ingresso a 2 euro ) il film “Malavoglia” di Pasquale Scimeca (2010, 94′ ), che lo scorso settembre ha riportato sugli schermi l’epopea dei vinti. L ‘opera di Giovanni Verga è ambientata ai nostri giorni con interpreti siciliani e non professionisti. La storia sarà raccontata con una chiave di lettura non di tipo verista, ma metaforico, tragico. La storia di una famiglia attuale di pescatori che si trova a vivere una condizione difficile, ha sottolineato il regista.

    L’Azienda Agricola Ca’Lustra –Zanovello- di Faedo di Cinto Euganeo (Pd) offrirà agli spettatori una degustazione di vino, mentre ad introdurre il film ci sarà un esperto di storia del cinema.

    Per i film in programmazione nelle sale cinematografiche
    http://legiornatedellamostra.agistriveneto.it

    Per informazioni:
    Federazione Italiana Cinema d’Essai Tre Venezie

    Tel: 049.8750851
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    www.spettacoloveneto.it

    Ufficio Stampa
    STUDIO P.R.P.
    Alessandra Canella

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    35141 Padova Tel. 049 – 8753166
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  • “Fantasmi d’autore”, primo appuntamento della Rassegna BATTITI

    Nell’ambito della I edizione della Rassegna BATTITI, organizzata dall’associazione artistico culturale Green Generation, finanziata dalla Fondazione Roma – Terzo Settore e patrocinata dell’Ambasciata d’Argentina, sarà inaugurato il prossimo 26 novembre alle ore 19.00 l’evento “Fantasmi d’autore” presso lo spazio espositivo Trastart (Vicolo del Cedro 5). La serata d’apertura sarà caratterizzata da una commistione di espressioni artistiche diverse volte a lanciare un messaggio unico, espressione dell’universo femminile, un inno alla sua “complessa semplicità” e una denuncia delle innumerevoli difficoltà che ancora oggi molte donne si trovano ad affrontare in ogni parte del mondo. Dibattiti, quadri, fotografie e performances diventeranno un racconto unitario delle storie di tante “donne coraggio” che hanno improntato la loro stessa esistenza in battaglie sociali e culturali. Ad animare il dibattito durante la serata d’apertura interverranno: Irene Pivetti, madrina dell’intera Rassegna, Gelasio Gaetani d’Aragona, sostenitore della mostra, Rosanna Barbiellini Amidei, storica dell’arte, e Simona Capodimonti, curatrice della mostra.

    La serata si aprirà con una performance di Lilith Primavera dal titolo “Libera la luce” cui seguirà un monologo dell’attrice Alessandra Vuono, mentre nel campo delle arti visive saranno in mostra le opere di Maria Semmer, fotografa tedesca, Simona Bassano di Tufillo, fumettista, e Ana Maria Laurent, pittrice argentina di fama internazionale. Saranno, inoltre, esposti i quadri della pittrice e disegnatrice Adele Ceraudo, premiata nell’ultima edizione del Talent Prize 2010. Un’artista che parte proprio dal mondo femminile per esprimere la sua arte e indirizzare l’osservatore verso il suo “Io” più nascosto toccando così il suo universo più profondo e più vero.

    La mostra resterà aperta al pubblico dal 26 al 30 novembre e offrirà ai visitatori un’occasione per leggere, attraverso il linguaggio dell’arte, la condizione femminile e per fare luce sui fantasmi contro cui ogni donna non deve mai smettere di fare i conti.

  • “Mixando la mia vita” di Fabrizio Fattori, Rupe Mutevole Edizioni

    E poi ci sono i ricordi. I dolci ricordi che si affollano nella mente e rendono meno amare le prospettive del futuro. Ti danno quella sensazione di essere parte di qualcosa, che non tutto di te andrà perduto negli anni, esiste un legame tra te e la storia umana che continua ad andare avanti, nonostante tutte le difficoltà e tutti gli inganni.”

    Fabrizio Fattori si lascia trascinare dalla malinconia nel capitolo “Età”. Ogni giorno il nostro corpo si muove, ci si sveglia, si ha un lavoro, si mangia e si hanno attimi privilegiati per immagini che provengono dal passato: i ricordi per l’appunto. Il ricordo, come sostiene l’autore, lasciano un sorriso indelebile nel presente e smorzano la tensione per il futuro.

    Mixando la mia vita”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe”, è un racconto di vita un po’ particolare, infatti è una biografia di uno dei Disk Jockey più affermati d’Italia, Fabrizio Fattori. Biografia curata da tre autori: Alessandro Spadoni, Gioia Lomasti e Marcello Lombardo. “Mixando la mia vita” consta di 96 pagine ed è suddiviso in due capitoli introduttivi con le note biografiche e la prefazione, quindici capitoli, fotografie del dj, riflessioni, conclusione e note. I capitoli sono esplicativi di un percorso instradato verso la comprensione di una passione: la musica. Assistiamo per l’appunto ad una denominazione in ascesa nella quale i titoli sono le parole esplicative del percorso, metaforizzando potremo immaginarle come cartelli stradali: “Amore e…”, “Buio”, “Chiave”, “Discoteche”, “Età”, “Futuro”, “Ispirazione”, “Locali”, “Musica”, “Natura”, “Passione”, “Rischio”, “Sport”, “Tempo”, “Unico”.

    Fabrizio Fattori nasce il 12 novembre del 1959 a Pesaro, da ragazzino si appassiona di motociclismo ma un incidente gli farà spostare il polo d’attenzione verso l’arte soave della musica. Inizia subito e non si da per vinto. Inizia da zero e con umiltà ed anche ora che è uno dei più affermati Disk Jockey d’Italia non si è dimenticato del suo esordio e di quella umiltà che gli ha fatto conoscere il suo mestiere e passione.

    Non voglio fare la morale, ne recitare la parte di chi la sa lunga. Sono consapevole che ci vuole anche fortuna. A me ad esempio, anche nelle avversità, è sempre stata concessa una via d’uscita, una possibilità di ricominciare e il mio unico pregio è quello di averla afferrata al volo. Ecco forse il segreto sta tutto qui: essere pronti.

    Fabrizio si presenta ai suoi lettori in queste pagine con una sincerità disarmante, spiega esattamente ciò che ha dovuto fare per riuscire a lavorare nel suo campo, racconta delle discoteche e locali (Lady Moon, New Club, Boomerang, Arena Club, Amnesia Club, Chicago Club, Manila, Melody Mecca, Boom Boom, Afromeeting, Cosmic Club, Big Club, Verve Club) nei quali si è esibito anche solo per una serata. Fabrizio racconta del cambiamento dei locali, delle generazioni che non sono più interessate alla musica, che non sanno neppure cos’è un “lento”, racconta della potenza di ispirazione, della classificazione della musica la quale non può essere perfettamente incentrata su un genere, racconta della perdita di un grande amico, Paolo Renzi in arte Cicciomix.

    Un bravo Disk Jockey non è solo un personaggio che sa usare i comandi della consolle e che mette dischi per farti ballare. Questo lo possono fare tutti, basta solo imparare la tecnica del mixaggio. […] Il Dj è un vero e proprio “regista” non solo per la parte musicale, ma dell’intero evento proposto.

    E Fabrizio Fattori di sicuro non sa utilizzare solo la consolle. Il Dj deve saper ascoltare, osservare, sperimentare e perseverare nella propria preparazione, essere innovativo, capire le tendenze che verranno per poterle anticipare al meglio e far divertire il suo pubblico con i ritmi che predilige quali l’afro, il pop e l’elettronica.

    Il tempo è tutto per un Disk Jockey: tempo di battuta, tempo di ingresso ed uscita di un brano, tempo giusto per cambiare ritmo, per costruire una scaletta di richieste. Sbagliare tempo significa far crollare il castello, rompere l’incantesimo, interrompere bruscamente la melodia. Tutto si ferma, ci si risveglia e non si riesce più a ricreare quella magia, quel giusto feeling con il suo pubblico.”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Il Sofitel Rome Villa Borghese racconta la moda

    sofitel

    Una mostra fotografica internazionale, in collaborazione con Polka Galerie

    Roma, 24 Novembre 2010 – Dopo Londra, New York, Bruxelles, Washington, Berlino, Chicago, Los Angeles approda finalmente a Roma la mostra fotografica internazionale “Fashion Stills – Si la mode m’etait contée” al Sofitel Rome Villa Borghese, nel cuore della capitale.

    Dopo un’esperienza di successo in Francia, al Sofitel Paris Le Faubourg, Sofitel Luxury Hotels si associa nuovamente con la celebre galleria parigina Polka per un’esposizione unica e itinerante, che coinvolge ogni volta due destinazioni in contemporanea, una in Nord America e una in Europa.

    Inaugurata al Sofitel New York e al Sofitel London Saint James, in concomitanza con la settimana della moda, la mostra sarà esposta dal 25 novembre per due mesi, nella cornice suggestiva del Sofitel Rome Villa Borghese e contemporaneamente al Sofitel Montreal Golden Mile, offrendo ai visitatori delle immagini uniche nell’universo confidenziale e patinato dell’Alta Moda con nomi mitici come Chanel, Gianfranco Ferré, Yves St Laurent, Karl Lagerfeld e molti altri.

    “Siamo fieri di poter portare a Roma una mostra di tale rilevanza nel mondo della fotografia” – dichiara Marie–Bérengère Chapoton, Direttore Generale del Sofitel Rome Villa Borghese. “La cultura francese e l’eleganza delle fotografie esposte confermano il ruolo del nostro albergo come punto di riferimento per l’arte nel panorama romano.”

    “Fashion Stills – Si la mode m’etait contèe” apre le porte all’affascinante mondo della moda con immagini scattate da quattro fotografi di grido: Derek Hudson, Françoise Huguier, Jean-Marie Périer, e Gérard Uféras.

    Ispirato in giovane età dal film “Blow Up” di Antonioni l’inglese Derek Hudson, s’iscrive al club di fotografia, diventando poi uno dei pilastri di Fleet Street a Londra, distretto storico della stampa inglese. Dopo vent’anni negli Stati Uniti, vive adesso a Parigi.

    Reporter insignita nel 1993 del premio “The World Press Photo” per un diario di viaggio fotografico, Françoise Huguier, è la pioniera dell’arte di miscelare tecniche classiche del reportage fotografico con foto di moda. Vive nei dintorni di Parigi, ma ha passato la sua infanzia nella Cambogia Francese, dove nel 1951 è stata per otto mesi prigioniera dei soldati Viet Minh.

    Jean-Marie Périer si avvicina al mondo della fotografia a 16 anni, come fotografo della nouvelle vague musicale francese, ma anche dei Rolling Stones di James Brown, di Chuch Berry e dei Beatles, grazie all’amicizia con Daniel Filipacchi, futuro fondatore della Hachette Filipacchi Medias,. Dopo un periodo negli Stati Uniti, dedicato al cinema e alla pubblicità, torna al suo amore per la fotografia con immagini di scenografie folli e molto colorate pubblicate dalla rivista Elle.

    Gerard Uféras, vincitore del Premio Villa Medici nel 1990, ha ricevuto il World Press nel 1997 ed è co-fondatore dell’agenzia VU’. Di lui Gèrard Mortier grande direttore d’orchestra, dice che “rispetta lo stupore, celebra lo spirito della gente di teatro, da informazioni ed esalta.”

    Con questi artisti Polka Galerie e Sofitel portano un contributo cruciale alla vitalità della fotografia contemporanea, proponendo al pubblico e ai collezionisti, immagini selezionate per la loro qualità, forza, verità.

    Tra via Veneto, Piazza di Spagna, Villa Borghese e Villa Medici trova dimora il Sofitel Rome Villa Borghese, l’esclusivo albergo, che offre un armonico equilibrio tra lusso, piacere ed eleganza. A disposizione degli ospiti: 111 camere – 3 Suite, 9 Camere De Luxe, 85 Camere superiori e 14 Camere classiche – tutte finemente arredate nel rispetto dello stile neoclassico, il ristorante cocktail bar “La Terrasse Cuisine & Lounge”, con un ineguagliabile vista su Roma, “Le 49″, sala ampia ed elegante riservato alla colazione e agli eventi speciali, il bar “Le Boston”, con un elegante salotto in stile inglese e 3 sale riunioni lussuosamente arredate e caratterizzate dalle più avanzate tecnologie multimediali.

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    Sofitel: l’eleganza francese nel mondo
    Sofitel è l’unico marchio di lusso presente in cinque continenti, in circa 40 paesi con 130 alberghi e 30.000 camere. Sofitel propone alberghi e resort contemporanei che si adeguano alle aspettative di bellezza, qualità ed eccellenza ricercate dai clienti versatili ed esigenti di oggi. Sia che siano situati nel cuore delle città più importanti come Parigi, New York o Beijing, o che siano nascosti in meravigliosi territori panoramici in Marocco, Egitto, Isole Fiji o Tailandia, ogni albergo Sofitel offre una reale esperienza dell’”art de vivre”.

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    Press Relations Sofitel Worldwide
    Rodolphe Moulin-Chabrot
    [email protected]

    IMAGINE Communication
    Tel. +39 06 39750290
    [email protected]
    www.imaginecommunication.eu
    italianconnections.net

  • “I luoghi della memoria”, dal 4 al 31 dicembre in mostra al Quadrifoglio venti opere di Gaetano Tranchino

    Siracusa – Sabato 4 dicembre alle ore 18 nella Galleria d’arte contemporanea Quadrifoglio (Via SS. Coronati 13) sarà inaugurata la mostra personale “I luoghi della memoria” di Gaetano Tranchino, a cura di Mario Cucé e con il patrocinio della Provincia regionale di Siracusa.

    Gaetano Tranchino (Siracusa, 1938) si è formato nella città aretusea, dove vive e lavora. Ha esordito nel 1964 con una personale alla Galleria Toninelli di Milano a cura di Franco Russoli, uno dei massimi esponenti della critica d’arte in quegli anni. Da allora sono state allestite oltre cinquanta mostre personali nelle più importanti gallerie italiane ed estere, recensite nei cataloghi dalle firme più prestigiose della critica d’arte e della letteratura, come Sebastiano Addamo, Claude Ambroise, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Guido Giuffré, Ferdinando Scianna, Leonardo Sciascia, Giuseppe Quatriglio, Antonello Trombadori e Antonino Uccello, per citare soltanto i più noti.

    La mostra “I luoghi della memoria” proporrà una ventina di dipinti di recente produzione dell’artista siracusano che illustrano gli attuali approdi compositivi, formali e coloristici della sua pittura. Narratore per immagini, Tranchino fonde il fiabesco e il surreale, creando atmosfere cariche di magia, in cui la figura umana è rappresentata con trasparenze oniriche. E tuttavia il suo raccontare per immagini è «una concretissima favola» (Lucio Barbera) che affonda le radici nell’animo umano. Una favola in cui i giardini, le palme, le colonne e le navi raffigurate, pur caricandosi di significati simbolici, rinviano ai benamati “luoghi della memoria”.

    La mostra resterà aperta fino al 31 dicembre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 20.

  • Galleria Lo Magno, il 12 dicembre s’inaugura la mostra “L’unico tratto” a cura di Piero Zuccaro

    Modica (RG) – Sabato 12 dicembre alle ore 18 nella Galleria Lo Magno (Via Risorgimento, n. 91-93) sarà inaugurata una collettiva dal titolo “L’unico tratto”, a cura di Piero Zuccaro.

    La mostra esporrà opere di Maria Buemi, Bruna Caniglia, Carlo e Fabio Ingrassia, Andrea e Marco (Gue’) Mangione, Cetty Previtera e Stefano Vespo. Si tratta di otto giovani artisti, diversi per formazione, stile e percorsi di ricerca, ma accomunati da quello che Zuccaro definisce, nel testo in catalogo, «una volontà forte del fare», «un fare vero e concreto, privo di barocchismi di idee e parole».

    Maria Buemi, nelle sue opere, indaga lo spazio, la luce e la sua reazione fisica sulla materia pittorica. La sua pittura ha una matrice figurativa ma attraverso uno sguardo analitico giunge a un’astrazione del visibile.

    Bruna Caniglia si concentra, invece, nello studio della sua immagine rispecchiata. S’ispira ad artisti che hanno fatto del loro corpo il proprio soggetto d’indagine e di espressione, come Andy Warhol o Urs Luthi. I suoi autoritratti su fondo scuro, fra natura e artificio, indagano il disagio dell’essere.

    I gemelli Carlo e Fabio Ingrassia lavorano insieme, l’uno costruendo e l’altro decostruendo, fino a che l’opera non raggiunge un suo equilibrio. Nei loro “lavori sensibili” indagano lo scorrere del tempo, che porta con sé il rumore di tanti linguaggi, pensieri, ricordi, sensazioni.

    Andrea Mangione mette al centro della sua opera elementi urbani, scritte o immagini da cartelloni pubblicitari che, inquadrando l’immagine, definiscono lo spazio pittorico e svelano l’artificio della visione.

    Marco (Gue’) Mangione ha guardato all’insegnamento della pop art, all’arte di strada, al mondo del fumetto e dei cartoni animati. Analizza i processi che creano un personaggio e ne fanno un’icona visiva, riproducibile e riconoscibile. Il rigore compositivo, la pittura distillata, e l’ironia del messaggio sono i tratti distintivi della sua opera.

    Cetty Previtera lavora “ascoltando” l’opera. Per lei non esiste un procedere unico, ma una tecnica sempre in mutazione. I suoi quadri si caratterizzano per gli impasti cromatici, le tonalità di bruni date quasi a velature, e la presenza di piccoli grumi di materia di colore vibrante.

    Stefano Vespo, infine, dipinge l’uomo immerso nella sua quotidianità e nel suo spazio vitale, raggiungendo una perfetta sintesi tra figura e sfondo, con la sua geometria di piani e l’architettura intorno alla figura.

    La mostra resterà aperta fino all’8 gennaio e potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 16 alle 20. Chiuso il lunedì. La domenica pomeriggio la galleria sarà aperta su appuntamento.

  • Libreria Mondadori, il 2 dicembre Antonio Mazzeo presenta il libro “I Padrini del Ponte”

    Modica (RG) – Giovedì 2 dicembre alle ore 18,30 nella Libreria Mondadori (Corso Umberto I, 123) Antonio Mazzeo presenterà il suo ultimo libro, “I Padrini del Ponte – Affari di mafia sullo stretto di Messina”, edito dalla società cooperativa giornalistica Edizioni Alegre di Roma (con la prefazione di Umberto Santino, direttore del Centro siciliano di documentazione antimafia “Giuseppe Impastato” di Palermo).

    Dopo il libro “Il mostro sullo Stretto – Sette ottimi motivi per non costruire il Ponte” (Edizioni Punto L, Ragusa, 2006) scritto a quattro mani con Antonello Mangano, Antonio Mazzeo torna a parlare del Ponte e dell’intreccio di mafia, politica e affari che ruotano attorno alla costruzione della megaopera sullo Stretto di Messina. E lo fa nei Padrini del Ponte” utilizzando fonti giudiziarie, indagini e inchieste, che permettono di tracciare un quadro allarmante degli interessi criminali, delle alleanze e delle complicità, delle trame e dei flussi finanziari tra Calabria, Sicilia e nord America.

    Antonio Mazzeo è autore di libri-inchieste sui temi della pace e della militarizzazione del territorio, sulla presenza mafiosa in Sicilia e sulle lotte internazionali a difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Ha inoltre scritto numerose inchieste sull’interesse suscitato dal Ponte in Cosa Nostra.

    L’evento è organizzato dalla Libreria Mondadori in collaborazione con l’associazione “Libera” di Modica e con il mensile d’informazione, politica e cultura “Il Clandestino (con permesso di soggiorno)” (www.ilclandestino.org).

  • ALESSANDRA CASELLA AL MEI RITIRA IL PREMIO PER BOOKSWEB:TV


    che si svolgerà a Faenza dal 26 al 28 Novembre

  • Silvia Camporesi | SIFR – La distanza canonica

    Z2O Galleria l Sara Zanin

    presenta

    Silvia Camporesi

    SIFR

    La distanza canonica

    7 dicembre 2010 – 13 gennaio 2011

    Opening martedì 7 dicembre 2010 ore 18,30

    A cura di Valentina Ciarallo

    La galleria Z2O è lieta di presentare la prima personale dell’artista Silvia Camporesi.

    Il progetto dal titolo Sifr – La distanza canonica è la terza parte di un lavoro, portato avanti da alcuni anni, che analizza il rapporto fra corpo e spirito, tema costante della sua ricerca artistica.

    Dopo Dance dance dance-la nuotatrice e Secondo vento-la karateka, l’artista dedica Sifr alla disciplina sportiva della corsa, offrendo una personale riflessione sul modo in cui, a partire dal corpo e dallo sforzo fisico, si possa arrivare ad una evoluzione spirituale.

    La mostra si articola intorno ad un lavoro video in cui l’artista, che fatalmente in questo caso diventa anche la protagonista, si ritrova ad affrontare un percorso mettendo alla prova le emozioni del proprio essere: l’azione della corsa, con le fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione di chi la prova. La corsa come valore e strategia di sopravvivenza, la corsa che con uno scarto di qualche frazione di secondo è sufficiente a dare alle vicende della nostra esistenza uno svolgimento del tutto differente, la corsa come sorta di purificazione e rigenerazione attraverso l’eliminazione delle tossine.

    Silvia attraversa paesaggi a lei cari della provincia di Ravenna, corre tra le saline di Cervia, bianche come la neve, e i fitti boschi. Supera nebulose ciminiere e riserve naturali, affronta le difficoltà del terreno, lotta contro il vento. La sua gonna-paracadute è pesante e leggera allo stesso tempo, come pesanti e leggere sono le tappe della nostra vita. Il suo percorso, come metafora di un cammino spirituale, diventa un viaggio infinito. Di fronte a lei, sospesa, una scala composta da sette pioli che simbolicamente unisce terra e cielo.

    L’azione della corsa unitamente alla ritmica della performance ritornano come esperienza visiva anche attraverso una serie di immagini fotografiche che scorrono sulle pareti della galleria. Una sequenza di paesaggi esteriori e mentali, inquadrature fermate nella mente della protagonista, dettagli intimi che sfumano l’uno nell’altro come linea e colore in perfetta sintonia. Completano il suggestivo percorso due “foto in movimento”, presentate in piccole cornici digitali, che testimoniano quei frammenti e passaggi della propria vita memorizzati visivamente.

    Non smetteremo di esplorare. Ed alla fine di tutto il nostro esplorare ritorneremo da dove siamo partiti e conosceremo il luogo per la prima volta”. (T.S. Eliot)

    scheda informativa:

    Galleria: Z2O Galleria – Sara Zanin

    Mostra personale: Silvia Camporesi

    A cura di: Valentina Ciarallo

    Inaugurazione: martedì 7 dicembre 2010 ore 18.30

    Sede: via dei Querceti 6, 00184 Roma

    Durata mostra: 7 dicembre 2010 – 13 gennaio 2011

    Orari: da lunedì a sabato 15.00 – 19.30 (o su appuntamento)
    Ingresso libero

    Per ulteriori informazioni: Tel.: +39 06 704 522 61

    [email protected] www.z2ogalleria.it

  • “Guest” di José Luis Guerin al Multisala Verdi di Vittorio Veneto (TV)

    LA REGIONE DEL VENETO PER IL CINEMA DI QUALITA’
    LE GIORNATE DELLA MOSTRA – 6° EDIZIONE 2010.
    ORIZZONTI e RETROSPETTIVA.

    VITTORIO VENETO
    Multisala VERDI
    Giovedì 25 novembre – ore 21.00:
    “GUEST” di Josè Luis Guerin (2010, v.o. sottotitolata)
    Biglietto unico singola proiezione: 2 euro

    Secondo appuntamento, giovedì 25 novembre alle ore 21.00 al Multisala Verdi di Vittorio Veneto (TV), con la sesta edizione de “Le Giornate della Mostra. Orizzonti e Retrospettiva”, rassegna organizzata dalla Regione del Veneto, nell’ambito del programma 2010 di attività di promozione della cultura cinematografica, in collaborazione con la Biennale di Venezia, la Fice (Federazione Italiana Cinema d’Essai) e l’Agis delle Tre Venezie e con il sostegno della Fondazione Antonveneta.

    Direttamente dalla sezione “Orizzonti” della 67° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, punto di riferimento nello studio delle nuove tendenze del cinema contemporaneo e laboratorio dei linguaggi artistici più innovativi, verrà proiettato il film, al costo di 2 euro, “Guest” di José Luis Guerin.

    “Guest” è la storia di un regista, che durante la promozione di un suo film in diversi festival del mondo, vaga con una piccola cinepresa alla ricerca di un motivo o di un personaggio per la sua prossima opera. Nella forma di un diario di viaggio, Guest presenta le riprese del regista “invitato”, che approfitta della sua peculiare posizione e del “patto con il mondo” che questa gli fornisce per aprirsi all’incontro e al caso. Nell’intreccio apparentemente casuale di ognuna di queste note di viaggio pulsa un film: la situazione, il conflitto, il personaggio che lo potrebbero generare. “Ciò che si osserva” si manifesta come il primo, essenziale e infinito stadio del cinema.

    Al termine della proiezione, grazie alla collaborazione dell’Azienda Agricola Ca’ Lustra – Zanovello di Faedo di Cinto Euganeo (PD), al pubblico presente sarà offerta una degustazione di vini

    Per i film in programmazione nelle sale cinematografiche
    http://legiornatedellamostra.agistriveneto.it

    Per informazioni:
    Federazione Italiana Cinema d’Essai Tre Venezie

    Tel: 049.8750851
    [email protected]
    www.spettacoloveneto.it

    Ufficio Stampa
    STUDIO P.R.P.

    Alessandra Canella
    Via del Vescovado, 79
    35141 Padova Tel. 049 – 8753166
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