Categoria: Arte e Cultura

  • Vivere la fotografia per ricordare

    Ci sono diverse forme con le quali si può sentire il mondo della fotografia.

    Lo si può stimare come una forma d’arte, un hobby praticato per solo divertimento, oppure una parte importante della vita quotidiana, in quanto ci aiuta a ricordare momenti, situazioni ed attimi del nostro passato che potremmo dimenticare, seppellendoli in qualche angolo della nostra memoria.

    Grazie alle fotografie, invece, è possibile accorgersi del tempo che passa, dell’aspetto che cambia con gli anni, sia nostro che dei nostri familiari, e del “rinascere” di situazioni della nostra vita che per un motivo o per l’altro abbiamo dimenticato.

    Ma se scattare delle foto è cosa semplice, specialmente oggi che si possono utilizzare delle macchine fotografiche digitali le quali, con al rullino, hanno messo in soffitta anche i limiti agli scatti, non è tuttavia sufficiente per mantenere vivi i ricordi, soprattutto se questi non vengono conservati come si deve.

    Il modo senza dubbio preferibile per conservare foto e memoria è quello di ricorrere ad una stampa foto professionale che, a differenza del “formato fai-da-te”, salvaguarda la qualità dei nostri scatti e quindi anche dei nostri momenti più felici. E per chi crede che stampare foto richieda tempo e sia soprattutto dispendioso farebbe bene a sapere che con i nuovi servizi di stampa digitale, oggi disponibili sulla Rete, non è solo possibile stampare tante foto di alta qualità, ma usufruire di tariffe convenienti e di certo inferiori a quelle praticate nei tradizionali studi fotografici.

    Insomma non c’è più alcuna scusa per aspettare; si cominci a stampare!

  • Fervono i preparativi della rappresentazione “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”.

    Tra pochissimo, il terziere del Poggio diventerà “cantiere a cielo aperto”. La piccola Betlemme, città natia del Cristo, prenderà vita. Le abili mani di tanti operosi volontari, l’entusiasmo di attori e figuranti, a breve, ci riporteranno indietro nel tempo per farci rivivere quel magico giorno. Il “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia” è veramente evento di tutti e per tutti. La partecipazione, anche in fase preliminare, è stata massiccia. Per non parlare poi dei 300 figuranti, che per “amor di popolo” si caleranno nelle parti a loro assegnate e cercheranno di rappresentarle al meglio. Le prove sono iniziate, gli abiti pronti. Il percorso, ampliato notevolmente, migliorato e reso più fluido, è stato reso pubblico: ingresso da piazza Matteotti lungo via Antica, in cui sarà ricostruito un villaggio dell’epoca; un grande mercato a piazza San Martino; vicolo del Poggio, via degli Archi e parte di via della Ripa; lo spettacolo equestre col fuoco e l’accampamento romano a Campo Cialdi; la corte di Erode nella chiesa di San Giacomo e la natività nella splendida chiesa del Salvatore. L’assessorato al Turismo del Comune di Tarquinia ha provveduto, nei giorni scorsi, ad inviare i pass ai residenti interessati dal percorso al fine di permettere il passaggio durante le ore della rappresentazione. «Per questa edizione – riferisce l’assessore Sandro Celli – abbiamo previsto un sistema di scorrimento del traffico che possa agevolare i residenti. E’ stato ideato un percorso tale da non diminuire eccessivamente il numero dei posti auto, escludendo piazza della Tribuna e via della Ripa. Inoltre, quando da venerdì prossimo, 17 dicembre, inizieranno i lavori di allestimento, verrà in ogni caso garantito a tutti i veicoli il passaggio lungo l’anello che da via dell’Orfanotrofio porta a via della Ripa. L’anello verrà chiuso soltanto nei pomeriggi della manifestazione». Si attende con ansia quindi il giorno della prima, il 26 dicembre, e nel frattempo fervono i preparativi. «Invitiamo tutti – conclude Celli – a collaborare con noi, scendendo nelle piazze e nelle vie interessate, nei prossimi giorni, per aiutare i volontari a ricreare uno spaccato di vita di 2000 anni fa. Colgo quindi l’occasione per ringraziare quanti si sono resi disponibili per realizzare le scenografie e in particolare l’associazione Anziani con l’Hobby del Modellismo e la Proloco Tarquinia, i cui volontari hanno ricreato gran parte dell’attrezzeria necessaria, riuscendo a soddisfare le continue richieste. Un grazie speciale va all’associazione Tarquinia Viva per essere stata parte attiva, senza incertezze, nelle attività di natura amministrativa e burocratica, e grazie anche alla famiglia Cialdi che, ancora una volta, ha messo a disposizione della comunità intera uno degli scorci più sorprendenti della nostra città». I giorni della manifestazione sono il 26 dicembre 2010, il 2 e il 6 gennaio 2011, dal tramonto in poi. Costo del biglietto € 2,50. Per ulteriori informazioni consultate il nostro sito www.presepe-vivente.com.

  • La poesia del fuoco, in mostra a Modica le ceramiche Raku di Graziella Scivoletto

    Modica (RG) – Si inaugura mercoledì 15 dicembre, alle ore 18,30, nelle Sale del Museo Archeologico a Palazzo della Cultura (Corso Umberto I, n. 149) la mostra personale dell’artista modicana Graziella Scivoletto, dal titolo “Sculture in Raku e in legno”.

    «Le opere della Scivoletto – fa rilevare Gino Carbonaro nella nota di presentazione dell’evento – sono forme pure. Gioielli d’arte, creati da chi riesce a catturare bellezze ignote alla natura. Opere che colgono l’inesprimibile bellezza che è nell’Universo. Osservando questi capolavori d’arte non si riesce a distogliere lo sguardo da essi e si rimane immobili a fissarli, per cercare di cogliere i messaggi che ogni opera trasmette, le emozioni che suscita nel nostro animo».

    Il Raku non è semplicemente una tecnica giapponese di lavorazione dell’argilla che si differenzia dai sistemi tradizionali per la particolare cottura: è anche una filosofia, significa vivere in equilibrio col cosmo, con gli uomini e le cose. Non a caso per la mostra si sono scelte le sale del Museo Archeologico per creare un confronto tra culture lontane nel tempo e nello spazio: le ceramiche greco-romane e castellucciane da un lato e le ceramiche Raku dall’altro.

    La mostra, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Modica e dal Caffè letterario Quasimodo, rimarrà aperta fino al 28 dicembre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 20.

  • Inaugura a Milano il museo del Novecento

    Un nuovo museo nella piazza principale della città è un evento di portata storica. Per questo Néo, e-Magazine internazionale, dedica un numero speciale in uscita a dicembre, al Novecento e, in particolare, al museo del Novecento.

    Indagare, interpretare, raccontare il Novecento nelle sue complesse, affascinanti sfaccettature, è l’ambizione del museo che aprirà i battenti negli storici ambienti del Palazzo dell’Arengario: in esposizione oltre 400 opere d’arte del XX secolo da ammirare gratuitamente fino a febbraio 2011.

    Opere culturali che incarnano lo spirito del tempo, di un tempo appena concluso, procedono a scandagliare l’identità del Novecento attraverso filoni specifici: si parte da una sezione dedicata alle Avanguardie internazionali con dipinti di Picasso, Braque, Klee e Kandinskij, Laurens e Modigliani per poi accedere alla prima sala dedicata al Futurismo. Il percorso è contrassegnato dalla presenza di sezioni monografiche, tra le quali quella di Umberto Boccioni, con una collezione di opere unica al mondo. Segue l’arte degli anni Venti e Trenta, tra Novecento e Astrattismo con monografie di de Chirico, Morandi, Martini e Melotti, mentre a Lucio Fontana è stato dedicato il grande salone della torre dell’Arengario.

    Un invito al sogno, pertanto, per rivivere le opere originali nel loro contesto e comprendere il senso più profondo di uno stile e di un gusto. Ed è la grande rampa a spirale all’interno della innovativa struttura, progettata da Italo Rota e Fabio Fornasari, a dare meglio il senso dell’importanza e dell’ambizione di questo progetto: un elemento funzionale che collega i diversi piani della torre, dal livello della metropolitana alla suggestiva terrazza sul Duomo, e nello stesso tempo un elemento artistico che renderà il Palazzo dell’Arengario universalmente riconoscibile. Un percorso complesso ed articolato studiato da un comitato scientifico di altissimo livello creato ad hoc per lo spazio milanese presieduto dal Direttore Centrale Cultura Massimo Accarisi e dal Direttore Settore Musei del Comune di Milano Claudio Salsi, coordinato da Marina Pugliese, Direttore del Progetto Museo del Novecento.

    Lo spazio espositivo che offrirà esperienze emotive oltre che storiche al visitatore, che si muove attraverso il tempo e lo spazio. Non solo un contenitore per la conservazione delle opere d’arte, ma un percorso capace di trascinare il visitatore in un’esperienza unica che diventa segno tangibile di una città che si rinnova nella memoria del proprio passato, come dichiarato dal Sindaco di Milano Letizia Moratti: “Diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento e consentire la migliore e più ampia visione delle collezioni che Milano ha ereditato nel tempo: sono questi gli obiettivi del progetto firmato da Italo Rota e Fabio Fornasari per rafforzare l’identità di Milano e aumentare il suo prestigio internazionale”.

    Su Nèo, anche un interessante cammino dell’uomo del novecento attraverso i film culto di ogni decennio; una riflessione di Gillo Dorfles sul Novecento della pittura; la classifica XX Century pop, con i record musicali nel secolo della hit parade; senza dimenticare la letteratura e l’architettura che fanno respirare l’atmosfera del secolo.

    Sempre sul numero di néo saranno pubblicati i vincitori ufficiali del contest IdeaMI per creativi internazionali.

    Per informazioni sul museo: www.turismo.milano.it

    Per informazioni su néo: www.neoenews.com (iscrizione gratuita)

  • “NATALE SCALIGERO” GIOVEDI’ 23 DICEMBRE IN DOGANA VENETA A LAZISE

    L’Associazione musicale Scaligera con il patrocinio del Comune di Lazise e in collaborazione con la D-Event organizza il “Natale Scaligero”, un imperdibile appuntamento con la tradizione operistica che si terrà nella Dogana Veneta di Lazise (Vr) dalle ore 21.00 con ingresso libero.

    Un omaggio al bel canto con i mezzosoprano Ivonne Dandrea e Aurora Fagioli, professioniste del Canto Lirico al Conservatorio statale di musica F. A. Bonporti di Trento. L’orchestra sarà diretta dal Maestro Andrea Dindo, noto catalizzatore di energie giovanili dell’Ensemble Erasmus dell’Ateneo di Trento che ha tenuto diversi concerti per le principali istituzioni sinfoniche ed ha collaborato con noti artisti come Antonella Ruggiero e Elio delle Storie Tese.

    Queste sono le opere che verranno riproposte al pubblico durante il Natale Scaligero

    · J. Strauss “Radetzky Marsch”

    · G. Donizetti “Me vojo fa ‘na casa”

    · J. Hoffenbach “Can Can”

    · V. Bellini “Vaga luna che inargenti”

    · W. A. Mozart “Nozze di Figaro” Sinfonia

    · G. Rossini “Cruda Sorte! Amor Tiranno”

    · G. Rossini “Il Barbiere di Siviglia” Sinfonia

    · G. Rossini “Una voce poco fa”

    · V. Bellini “Norma” Sinfonia

    · G. Donizetti “Oh, mio Fernando”

    · G. Bizet “Carmen” Preludio – Habanera – Seguidilla

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  • “NUIT D’ETOILES” DOMENICA 19 DICEMBRE IN DOGANA VENETA A LAZISE

    L’Associazione musicale Scaligera con il patrocinio del Comune di Lazise e in collaborazione con la D-Event organizza la “Nuit d’étoiles”, un concerto di musica classica in occasione del Natale che si terrà nella Dogana Veneta di Lazise (Vr) dalle ore 21.00 con ingresso libero.

    Ad allietare la serata la soprano Daniela Zerbinati, professionista del canto lirico che ha cantato nei migliori teatri italiani e recentemente ha vinto il “Festival delle Arti di Bologna” ed è stata premiata dalla sig.ra Katia Ricciarelli.

    Per l’evento Zerbinati sarà accompagnata dalla magia dell’arpa di Davide Burani che si è esibito in prestigiose sedi concertistiche collaborando con artisti di chiara fama ed ha presentato i suoi lavori discografici in diverse trasmissioni radiofoniche e televisive come Radio Uno, Radio Tre e Radio Svizzera Italiana.

    Di seguito le famose opere che verranno riproposte durante la Nuit d’Etoiles

    · W. A. Mozart da “Le nozze di Figaro” Porgi amor qualche ristoro Vorrei spiegarvi, o Dio!

    · A. Hasselmans “La Source”

    · C. Debussy “Nuit d’étoiles”

    · C. Gounod “Ave Maria”

    · C. Gounod da “Roméo et Juliette” Ah!Je veux vivre

    · G. Puccini da “La Boheme” Valzer di Musetta

    · G. Puccini da “La rondine” Chi il bel sogno di Doretta

    · E. P. Alvars “Introduzione, Cadenza e Rondò”

    · L. Arditi “Il Bacio”

    · A. Adam “Cantique du Noel”

    · Autori Vari “Fantasia napoletana”

    · F. Gruber “Stille Nacht”

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  • Gli arazzi dall’Antico Egitto ai giorni nostri

    Al giorno d’oggi la produzione di arazzi non è molto diffusa, ed esistono solo piccoli centri di produzione che si occupano di realizzare questi manufatti e di restaurare gli arazzi antichi. In passato però la realizzazione di arazzi era una forma d’arte molto più diffusa, e queste particolari opere d’arte, che chiamare semplicemente complementi d’arredo sarebbe riduttivo, venivano realizzate in tutto il mondo, dal Giappone all’America. Non sappiamo di preciso quando e dove cominciò a diffondersi l’usanza di tessere arazzi da appendere alle pareti, in quanto questi manufatti venivano realizzati con dei materiali deperibili, almeno nel lungo periodo, ma alcuni degli esemplari più antichi giunti ai giorni nostri ci dicono che si tessevano degli arazzi già nell’Antico Egitto e nelle Grecia tardo ellenica. Un’altra testimonianza della realizzazione di arazzi in tempi remoti ci viene data da un antico vaso risalente al IV secolo a.C e ritrovato a Chiusi, che raffigura Penelope al telaio intenta a tessere un arazzo. Le origini dell’arazzo non sono molto lontane da quelle del tappeto, dato che il primo tappeto persiano giunto sino a noi, ossia il famoso Tappeto di Pazyryk, risale al 500 a.C. circa.

    Anche se si tratta di innegabili opere d’arte, gli arazzi in origine assolvevano un’importantissima funzione pratica: esattamente come i tappeti venivano usati per riscaldare il suolo, allo stesso modo gli arazzi venivano impiegati per isolare le pareti dal freddo, pur mantenendo una fondamentale funzione decorativa. Rispetto ad altre forme d’arte, come per esempio gli affreschi, gli arazzi presentavano dei notevoli vantaggi, in quanto essi potevano essere spostati senza troppe difficoltà e, in caso di incendi o saccheggi, potevano essere messi più facilmente in salvo.

    Pur vantando un’origine così antica, in Europa gli arazzi cominciarono a diffondersi in modo considerevole solo a partire dal XIV secolo d.C., dapprima in Germania e in Svizzera e in un secondo momento in Francia e in Olanda, dove l’arte della realizzazione degli arazzi toccò il suo apice nel corso del Rinascimento. Non a caso il termine stesso “arazzo” deriva proprio dal nome di una città francese, Arras, in cui la produzione di arazzi era particolarmente diffusa già nel Medioevo. Nel corso del Rinascimento questa particolare forma d’arte poté trarre vantaggio anche dall’opera di celeberrimi artisti, fra i quali Raffaello, che realizzarono i cartoni, ossia i modelli in misura reale necessari alla creazione dell’arazzo vero e proprio.

    Il declino degli arazzi cominciò verso la fine del Settecento, in concomitanza con lo sviluppo della produzione industriale e il conseguente aumento dei costi di manodopera: molte arazzerie, in Italia come nel resto d’Europa, furono costrette a chiudere, e al giorno d’oggi, come già sottolineato, i centri si produzione di arazzi non sono certo numerosi. A differenza di quanto è accaduto con i tappeti moderni, che continuano a rappresentare un essenziale complemento d’arredo, presente praticamente in ogni casa, gli arazzi vengono visti più che altro come degli oggetti antichi e preziosi, da ammirare magari in qualche palazzo storico o alle pareti di qualche museo. Questo non significa però che l’interesse verso questa forma d’arte si stia spegnendo: gli arazzi non saranno visti come dei complementi d’arredo alla portata di tutti e di uso quotidiano, ma rimangono comunque una forma d’arte e di espressione apprezzata anche da molti artisti contemporanei.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – visibilità su google

  • Presentazione de “Il libro di Gesky” di Biagio Marin venerdì 17 dicembre a Grado.

    Venerdì 17 dicembre 2010 alle ore 17.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Grado si terrà la presentazione de “Il libro di Gesky” di Biagio Marin, su iniziativa della presidente del Centro Studi Biagio Marin, prof.ssa Edda Serra e del Commissario straordinario del Comune di Grado dott. Giovanni Blarasin.

    In occasione della tradizionale festa degli auguri voluta dal Centro Studi Biagio Marin e dalla sua Presidente, prof.ssa Edda Serra in collaborazione con il Comune di Grado, venerdì 17 dicembre 2010 alle ore 17.30 presso la sala consigliare del Comune di Grado si terrà la presentazione de “Il libro di Gesky” di cui è autore Biagio Marin, il “poeta di Grado”.

    Il volume, datato Vienna 1913, è particolarmente interessante per la comunità di Grado perché riprende clima e ambiente degli anni di Vienna della vita del poeta, legati al periodo degli studi universitari, ma in particolare dei “Fiuri de tapo”, editi nel 1912, e degli orizzonti e delle vicende che si svolgevano a Villa Matilde.

    Il nome di Gesky, presente nel titolo, rappresenta solo la dedicataria. Marin stesso dice che è il libro è dell’anima sua, tesa nella ricerca della verità del suo essere e del suo scrivere.

    Gesky nella finzione letteraria assume nomi diversi e sembra nelle prime pagine non aver addirittura identità. Si fa presente quando nel libro Marin cessa di documentare le sue sperimentazioni giovanili letterarie di narratore, e si rivolge a lei nella sua concretezza di persona, rievocando gli anni della prima conoscenza, quando lei è comunque parte del mondo delle sorelle Degrassi di Villa Matilde, e lei Gemma Apollonio è una ragazzetta dagli immensi occhi neri. Marin si rifà ancora al mondo gradese già presente nella sua prima silloge poetica “I fiuri de tapo” del 1912.

    Già presentato a Vienna e a Trieste, il libro ha il sostegno del Rettore dell’Università di Trieste e della Fondazione C. R. Trieste.

    Biagio Marin “Il libro di Gesky”, a cura e con la presentazione di Edda Serra. Quaderni del Centro Studi “Biagio Marin” n.3, Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2010. Volume di 132 pagine con riproduzione del manoscritto mariniano inedito degli anni 1913-1914, seguita dalla trascrizione e preceduta dalla presentazione e dalle note del curatore.

    Informazioni per il PUBBLICO Comune di Grado Ufficio Turismo e Relazioni esterne Tel +39_0431_898239-898224 Fax +39_0431_898205 [email protected] [email protected] www.grado.info
    Informazioni per la BLU WOM – www.bluwom.com 33100 Udine_Via Marco Volpe, 43 Tel. 0432 886638 Fax. 0432 886644 Responsabile Ufficio : Laura Elia [email protected]

  • OVO: la creatività e la cultura in video di tre minuti adatti a tutte le piattaforme digitali


    OVO enciclopedia online
    E’ da oggi online il sito www.ovo.com

    Dalla storia alla scienza, dall’arte alla cultura: immagini in movimento per raccontare in tre minuti tutto quello che fino ad oggi abbiamo dovuto leggere.

    Ovo è un’enciclopedia video, una library che si compone di migliaia di documentari della durata di 3 minuti ciascuno. I video di OVO offrono un’esperienza di grande impatto che può interessare un pubblico di qualsiasi età. Dal bambino delle scuole elementari all’adulto che vuole velocemente ripassare alcune nozioni dimenticate. I testi delle videoclip sono basati sulla enciclopedia Treccani che ne approva i contenuti. La library, disponibile su www.ovo.com, è in continua espansione e in costante aggiornamento e presto arriverà a coprire tutto ciò che di rilevante bisogna conoscere per poter leggere il mondo, la sua storia e la sua attualità. Su OVO infatti ogni video viene proposto a commento di una notizia che cambia ad intervalli regolari determinando un nuovo video correlato. In questo modo un utente partendo da un fatto di attualità, può iniziare un viaggio del tutto personale nel mondo di OVO.

    Multicanalità, condivisione e diffusione sono le caratteristiche principali dell’enciclopedia OVO. Ogni video rappresenta una porta di accesso ad una serie di contenuti aggiuntivi. Cliccando su un’apposita icona, il video ruota e nel retro si possono comprare libri, CD e DVD legati allo specifico contenuto del video oppure sapere cosa dice Treccani sul particolare argomento.

    I contenuti di OVO sono divisi in tre categorie tematiche: OVObio, le biografie degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia; OVOpedia, l’insieme delle clip che sintetizzano il sapere enciclopedico, dalle scoperte scientifiche all’anatomia, all’arte, lo sport, la botanica, gli eventi storici e molto altro ancora; OVOpolis, ovvero tutto ciò che è necessario sapere per comprendere le strutture che l’uomo ha costruito per gestire le proprie relazioni, quindi l’economia, la legge, le organizzazioni e la politica.

    OVO è pensato anche per l’integrazione in altre piattaforme media. Grazie ai widget di OVO tutti i video sono messi a disposizione anche ai publisher, ai blog, ai portali generalisti e a tutti i siti in generale, raggiungendo così simultaneamente un larghissimo pubblico.

    Grazie alla facilità di diffusione su più piattaforme OVO è anche un utile strumento di pianificazione pubblicitaria. Un Brand può scegliere a quale video essere associato secondo una logica di affinità alla propria identity e pianificare una campagna marketing raggiungendo il proprio target di riferimento in ogni piattaforma media su cui OVO è distribuito.

    OVO è un progetto italiano e indipendente il cui obiettivo è diffondere il sapere nel mondo digitale attraverso video di altissima qualità.

    Per ulteriori informazioni: [email protected]

  • Nessun caso Yehoshua al “Premio Tarquinia Cardarelli”.

    L’assessorato alla Cultura del Comune di Tarquinia informa che il costo del biglietto aereo del romanziere Abraham Yehoshua è stato rimborsato tramite bonifico bancario, come concordato con lo stesso Yehoshua. Questo assessorato comunica poi che la mancata partecipazione alla cena da parte dello scrittore era già prevista, in virtù della partenza assai mattiniera per Israele, così come era previsto l’alloggio a Roma a spese dell’Amministrazione, dove il romanziere è sempre stato, anche perché invitato a rappresentare il “Premio Tarquinia Cardarelli” alla trasmissione televisiva di Serena Dandini Parla con Me: momento importante per la pubblicizzazione del concorso letterario e della città. Un problema effettivamente c’è stato e va raccontato con un sorriso: dovuto al fatto che uno scrittore israeliano, abituato all’efficienza normativa del suo Paese, non aveva previsto di dover fare i conti con normative (lo si sottolinea energicamente) nazionali, che costringono le Amministrazioni Comunali a procedure obbligatorie che, certo, per un cittadino straniero possono sembrare bizzarre. Come sul momento è accaduto. Questo assessorato assicura infine che Yehoshua è tornato in Israele contentissimo e disposto a ritornare presto per conoscere meglio Tarquinia e il suo museo etrusco, della cui vista rimasto incantato. Non si poteva certo immaginare che una non notizia potesse andare in prima pagina. Grazie comunque per l’attenzione che è sempre cosa gradita.