Categoria: Arte e Cultura

  • Happy Hour al 692 Secrets Cafè

    692 Secrets Cafè è il ritrovo perfetto per trascorrere qualche ora in spensieratezza.

    In un ambiente che unisce un’atmosfera soft, ad un arredamento moderno e raffinato, in un open space dove glamour e musica lounge si fondono in un tutt’uno rilassante e affascinante, l’happy hour al 692 Secret Cafè è sempre un’esperienza da vivere.

    Il momento dell’aperitivo al 692 Secrets Cafè, si trasforma in un’opportunità per passare un po’ di tempo con gli amici, ascoltando musica, gustando cocktail, prosecchi o vini di prima scelta, attorniati da un ambiente elegante e di classe.

    Oltre ai normali prodotti di caffetteria, durate l’happy hour al 692 Secrets cafè, vengono serviti alla clientela, tutta una serie di prodotti alternativi di alta qualità, ideali per gustarsi al meglio un momento di evasione dal ritmo frenetico della vita quotidiana.

    http://www.secretscafe.com/

  • Tribaleglobale Primary Art presenta il fumetto CRIBA

    TRIBALEGLOBALE PRIMARY ART, la casa editrice del MAP, Museo di Arti Primarie, presenta finalmente CRIBA, il fumetto d’arte creato da Filippo Biagioli e presentato in anteprima lo scorso 5 marzo presso la Sala Stevenson del British Museum a Londra.

    ”con la crescita di consapevolezza dell’esistenza di un linguaggio metaforico fatto di segni e immagini altrettanto ricco e articolato del linguaggio fonetico e per certi versi più adeguato a raccontare l’avventura del mondo di oggi” dice Giuliano Arnaldi, Sovrintendente Generale del MAP” si svelano le potenzialità evocative delle linguaggio dei fumetti, in realtà sorprendentemente vicino a quelli archetipici delle arti primarie.

    Lo stile di Biagioli inoltre riesce ad evocare poetiche antiche e senza tempo perchè in ogni tempo. La forza essenziale del gesto, le scelte austere e stranianti degli scenari su cui si muovono i personaggi di Criba – così ri/conoscibili!- rendono il lavoro di Biagioli intimamente adeguato ad fungere da filo conduttore nello svolgersi delle attività del nostro progetto.”

    Criba (112 pagine in b/n, copertina cartonata, misura 30,5×21,5 cm) è acquistabile on line al prezzo di 18 euro + 4 euro spese spedizione direttamente dalla casa editrice scrivendo a [email protected] e sullo store ebay “tribaleglobaleshop”.

  • Via Margutta: ai nastri di partenza l’edizione natalizia della Cento Pittori

    Roma, 16 dicembre 2010 – Consueta strenna natalizia dei celebri pennelli di Via Margutta che, in occasione delle tanto attese festività, hanno scelto, ancora una volta, di aprire i cavalletti e dar vita a una delle mostre pittoriche più famose e seguite della Capitale.

    L’edizione numero 86 della celebre rassegna – patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio – prenderà il via il 16 dicembre prossimo e, come di solito, trasformerà la strada dell’arte in un immenso e colorato ambiente espositivo in cui sarà possibile ammirare opere diverse tra cui dipinti a olio e acquerelli, ma anche lavori grafici e tante sculture, questa volta rese ancora più significative dalle luci e dai suoni del Natale.

    Per l’intera durata della manifestazione, che si concluderà il prossimo 19 dicembre, grazie alla presenza di questi artisti, il cuore pulsante della Capitale diventerà una galleria a cielo aperto con esposte più di 3.000 lavori tra dipinti a olio, disegni, tele, sculture e acquerelli di genere e materiale diverso.

    Accanto a tele e pennelli, poi, nella giornata di chiusura della mostra, appariranno anche panettoni, torroni, dolci natalizi e tanto spumante per festeggiare e brindare – insieme al pubblico e ai tanti estimatori che da sempre seguono gli artisti dell’Associazione – all’arrivo del Natale e per salutare l’anno che ci sta per lasciare e quello in arrivo.

    “Siamo veramente orgogliosi – ha detto Alberto Vespaziani, da quasi 40 anni Presidente dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta – di essere riusciti, ancora una volta, a creare una bella occasione che ci consentirà non soltanto di incontrare il nostro pubblico ma anche di rivolgere a quanti da sempre ci seguono con affetto e stima i migliori auguri per un buon Natale e un nuovo 2011”.

    “Per tutti noi – ha aggiunto poi Vespaziani – l’anno che sta per concludersi si è rivelato oltremodo ricco di soddisfazioni. Al consueto successo registrato dalle nostre mostre in Via Margutta, manifestazioni che hanno confermato il ruolo di protagonista della vita culturale della città per l’associazione che presiedo, si è infatti aggiunto quello ottenuto dalle esposizioni organizzate in zone meno centrali della Capitale. Questo progetto, fortemente appoggiato anche dall’attuale Amministrazione capitolina, se da una parte consente di diffondere ulteriormente la notorietà raggiunta nel tempo dalla strada dell’arte, dall’altra ci permette di raggiungere in maniera più diretta i tanti cittadini che non abitano nel cuore di Roma, cosicché possano assaporare anche loro l’atmosfera che si respira in Via Margutta e vivere la piacevole sensazione di sentirsi circondati dai tele e cavalletti degli artisti”.

    Invitati al taglio inaugurale del nastro dell’appuntamento natalizio dei Cento Pittori il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore capitolino alle Politiche Culturali, Umberto Croppi – che in più occasioni ha ribadito di pensare a Roma come “a una metropoli di creativi” e “a una città non solo seduta sul suo grande passato” – e Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura del Campidoglio.

    Ai caratteristici cavalletti, impreziositi dall’atmosfera del Natale, oltre 100 pittori, rigorosamente selezionati e provenienti da ogni parte del mondo, tutti caratterizzati da un proprio linguaggio espressivo e da una propria tecnica artistica che va dalla figurazione all’astrattismo, passando anche per la ritrattistica, il paesaggismo, il simbolismo e il surrealismo.

    La kermesse, che nel tempo è divenuta un appuntamento irrinunciabile per appassionati d’arte romani e stranieri, oltre a permettere, soprattutto ai volti meno noti, di uscire allo scoperto per affermarsi, sarà interessante occasione per analizzare e studiare i fermenti artistici che si sviluppano di continuo e per raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende “consegnare” alla collettività.

    La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 21.00 (ingresso gratuito).

  • Giacomo Ioannisci: all’Officina club di Giulianova presenta il suo primo libro “Lo spettatore immobile”

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    ­­­L’Officina Club (L’arte & I mestieri)

    DOMENICA 12 Dicembre – ore 19.30

    P.zza Dante Alighieri, 2 – Giulianova (TE)


    Il libro “Lo spettatore immobile – Ennio Flaiano e l’illusione del cinema” (Edizione Bietti): Ennio Flaiano è stato uno degli intellettuali più eclettici del Novecento. Giornalista, scrittore e sceneggiatore di oltre sessanta film, con il suo pessimismo cosmicomico e la doppia anima, satirica ma anche malinconica, ha indagato saggiamente le trasformazioni in atto nella società del suo tempo. Sua non a caso la sceneggiatura de La dolce vita dell’amico Federico Fellini. Ma è in particolare con la critica cinematografica che ha saputo esprimere al meglio la sua natura di intellettuale libero, lontano dalle convenzioni. In questo saggio viene dunque affrontata cronologicamente tutta la sua carriera di critico, accompagnata da aneddoti biografici e soprattutto dalle sue frasi più celebri, calembour e aforismi di un uomo che attraverso il cinema è riuscito ad analizzare con estrema lucidità un’intera epoca.

    Giacomo Ioannisci: nato a Chieti nel 1985 e laureato con il massimo dei voti in Editoria e Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma, collabora con diversi quotidiani, tra cui il Centro e La Gazzetta di Modena e riviste specializzate, come Taxi Drivers, Inxs e What’s Up, curando rubriche di cinema, letteratura e musica.

    Simone Agostini: classe 1981, non fa che portare alta la bandiera di questa regione, secondo classificato al concorso News Sound of Acoustic Music – Premio Wilder Davoli e “Guitar winner” nella finale europea dell’Emergenza Acoustic Showcase, ha già pubblicato il suo primo album da titoli Green.


    L’appuntamento: all’Officina club (l’Arte & i Mestieri) di Giulianova per una serata di lettura e musica tra le pagine di Giacomo Ioannisci e la chitarra di Simone Agostini.

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    L’Officina Club (l’arte & i Mestieri)

    DOMENICA 12 Dicembre – ore 19.30

    P.zza Dante Alighieri, 2 – Giulianova (TE)

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    ufficio stampa

    PROTOSOUND POLYPROJECT s.n.c.

    Mail. [email protected]

    Tel. 340.49.13.196

  • Intervista di Alessia Mocci a Siddharta-Asia Lomartire ed al suo “La Tara dell’Atman”

    “Dal momento in cui, in poi/ così scarni in viso m’apparite,/ come scheletri/ consumati dal tempo,/ reduci di battaglie da voi mai vinte./Risorgerò dal momento in cui,/ più partecipe/ non sarò dei vostri sguardi,/ al giorno in cui senza meta/ vedrò andarvene./ Risorgerò dalle vostra ossa/ consumate,/ che come la cenere/ ha un percorso/ senza fiato,/ senza dimora.”

    La poesia si intitola “Risorgerò dalle nostre ceneri” e l’autrice è Siddharta-Asia Lomartire. “La Tara dell’Atmanedito nel 2010 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è una raccolta di 49 liriche che investe un versificare libero da strutture metriche precostituite ed attento ad una punteggiatura che sottolinea “la sensazione” di Siddharta-Asia Lomartire. “La Tara dell’Atman” in questo modo riesce a stabilire un energico contatto tra autore e fruitore, un contatto che evapora all’interno del corpo per divenire pensiero in presentia. I versi si scambiano vicendevolmente in un gioco agrodolce di racconti tra l’autobiografico e l’universale.

    L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua persona e sulla sua opera. Buona lettura!

    A.M.: Perché utilizzare uno pseudonimo?

    Siddharta-Asia Lomartire: L’utilizzo dello pseudonimo nasconde vari significati della mia personalità. Essenzialmente è un nome veritiero, non ha maschere questo nome, è l’assembramento, la comunione, il contrasto tra la luce se cosi vogliamo intenderla ed il buio. Lo stesso nome Siddharta è proprio “uno che cerca” un cercatore, un uomo inquieto, bisognoso di trovare una certezza tra le tante incertezze della vita, l’Assoluto nella relatività dell’esistenza e dei rapporti, che tenta di vivere in profondità la propria esistenza, attraversando tutte le esperienze possibili, la sensualità, il misticismo, la meditazione filosofica, ricercando il tutto nel particolare, forte della convinzione che nessuna acquisizione è definitiva, e che la conoscenza ha sempre innumerevoli aspetti da scoprire. Asia nel contempo è l’esatto contrario di quello che si può interpretare come illuminazione, Asia è l’amante di Siddharta, la sua concubina, sposa, è la parte buia che ciba la luce, l’ombra stessa della luce. Il loro opposto e il loro complemento. Questo nome sono due forze che si contrastano e si intrecciano, dando poi vita alla mia stessa poesia, all’ombra ed alla luce.

    A.M.: Poesia e Misticismo. Qual è, secondo te, la ragione dell’utilizzo della poesia per celebrare l’oscurità e la luce?

    Siddharta-Asia Lomartire: Mistico e sensuale. La poesia è sacra per cui mistica. Penso sia giusto parlare di poesia come se si parlasse di un “coma” da cui il poeta riesce a trapelare ogni piccolo particolare, dalla quale riesce a risorgere ogni volta che poi crea. La coscienza del fatto che la poesia possa infiltrarsi cosi chiaramente nelle brame di colui che poi ne sarà creatore, da ragione di credere che sia la luce che l’oscurità sono i fondamentali attori di quello che poi si tramuta in uno spettacolo che tra l’ombra (quindi il buio) ed i riflettori (la luce) da cosicché la nascita di quella che può essere la visione, di quello che può essere reale e vissuto, intuito, ma può anche essere una sorta di stato empatico da cui il poeta non può sottrarsi, e pur essendone incatenato e cosciente a ciò riesce a mescolare ed a codificare chiaramente le due forze, che in un unione possono risultare l’inizio e la fine e contemporaneamente la continuità di una preghiera, di un urlo, di un vociferare mistico e sensuale. Il buio e la luce, la ragione.

    A.M.: “La Tara dell’Atman” è una raccolta di poesie. Esiste una tematica di fondo che unisce ogni lirica seguendo un file invisibile tra autrice e lettore?

    Siddharta-Asia Lomartire: “La tara Dell’Atman” è un fiammifero acceso sull’umanità, preferisco vederlo cosi, preferisco avere questa visione cosi positiva di questo libro, da attribuirgli questo significato. Il peso dell’anima (Atman- il vero se dell’essere) dovrebbe essere un campanello d’allarme in questo mondo privo di sfumature, in questo mondo che non vuole ascoltare, in un mondo dalla quale pur schiavi e coscienti di ciò, si continua inesorabilmente ed inconsciamente a vivere in un finto e banale benessere, il peso dell’anima potrebbe essere la via di fuga da costrizioni e condizionamenti. Principalmente il mio interesse maggiore è quello che il lettore, leggendo, sfogliando e respirando il mio libro possa fermarsi e oltre che leggere, e dopo aver letto, non restare con la coscienza di niente, non elogiare o apprezzare un “nome” di un autore solo per la sua bravura nel esprimersi, ma essenzialmente il mio interesse risiede nella speranza che possano queste parole, queste poesie, queste lettere, queste grida che si rifugiano nel silenzio dare coscienza e far fermare il lettore a riflettere,a cercare,a vivere, a vivere nell’ essenza delle emozioni, in uno stato di empatia tale da permettergli di vedere la continuità dell’essere e di ciò che accade. Essenzialmente non esiste una tematica precisa, o forse c’è e non ne sono consapevole, le mie poesie sono il risultato di tutto ciò che assimilo, di tutto ciò che non sfugge ai miei occhi, che una volta masticato e rimuginato viene silenziosa, come una signora e si posa su di un foglio, come a ricordare che lei è li, impressa. E sono immagini, sensazioni, un groviglio di sensazioni che partorisco e percepisco cosi quasi d’istinto, senza che io possa avere il tempo di rendermi conto di ciò che in quell’istante sto generando. Il filo invisibile c’è e l’ho imbastito cosi raffinatamente da cercare con il lettore una sorta di comunione che porti lo stesso lettore a vivere e rivivere tutto ciò che ho visto e vissuto io stessa prima di dar vita ad una poesia, con l’ausilio di punti e virgole, di attimi e spazi cerco di indirizzare l’autore a seguire una precisa forma di lettura che possa ipnotizzarlo nello stesso modo in cui lo sono stata io nel momento della creazione stessa della poesia.


    A.M.:
    Qual è la lirica verso la quale di essere maggiormente legata?

    Siddharta-Asia- Lomartire: In questa domanda se ne cela un’altra: qual è il tuo figlio preferito? E da “madre” risponderei che tutto ciò che ho creato lo amo allo stesso modo, ogni lirica, ogni lettera che abbia inciso per me sono e restano le liriche alla quale sono legata. Parlo di figli, proprio perché per me scrivere rappresenta un travaglio, la nascita. E nel momento in cui do alla vita queste poesie sto dando alla vita una parte di me, un piccolo feto che cresce, una larva che si schiude, anche se molto differente da un comunissimo parto, associo lo scrivere a ciò, quindi è inesistente per me una lirica alla quale sono più legata, ognuna di esse mi somiglia, ha i miei tratti e la mia essenza. Qualcuna anche il colore dei miei occhi!

    A.M.: Potendo tornare indietro cambieresti qualcosa di “La Tara dell’Atman”?

    Siddharta-Asia Lomartire: Se devo essere sincera, no! Non cambierei nulla, Tutto è accaduto e creato cosi come doveva essere in questo lasso della mia vita. Per me non esiste il “se tornassi indietro.” Tutto accade così come noi vogliamo che accada, siamo noi a dipingere, a dare forma, contorno e colore alla nostra vita ed alle situazioni, nel momento in cui si voglia cambiare qualcosa, disponiamo del presente o addirittura del futuro per poter modificare, o meglio per poter dare una continuità a ciò che facciamo e che siamo.



    A.M.: Quali sono gli autori che ti sono stati affianco sino ad oggi?

    Siddharta-Asia Lomartire: Tanti, anche troppi a far da coperta quando sentivo la necessità di capire e conoscere, di scoprire da me e non sotto forma di istruzione e condizionamento. E da necessità tutto ciò in brevissimo tempo poi si tramutò in amore. Ho sempre cercato da me di scoprire autori o scrittori, di acquistare libri di cui non conoscessi nulla pur di avere un mio pensiero personale su ciò che andavo a leggere e scoprire. Sono vari gli autori che considero quasi delle fondamenta nella mia vita, al di là dei periodi storici e delle preferenze, penso che la poesia, come la filosofia come l’arte in generale non possa essere catalogata, io stessa non sarei in grado di classificarmi in un età o in uno stile preciso. Penso tutto ciò possa avere solo una parola veritiera: continuità. Non amo fare classifiche ne essere portatore di elogi, ogni poeta, scrittore, filosofo “contemporaneo” e dell’ “età antica” ha lasciato in me un’impronta, un’ideologia.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Siddharta-Asia Lomartire: Mi sono trovata molto bene con la casa editrice Rupe Mutevole, difatti ho scelto loro per la prima mia pubblicazione del mio primo libro. Sono stati disponibili sin dal primo momento, e hanno dato molta importanza alle mie idee ed al modo in cui io volessi venisse prodotto il libro. Si è instaurato un buon rapporto e spero che sia sempre più alimentato per la passione che ci accomuna: Poiesis. Sicuramente consigliere la Rupe Mutevole edizioni a chiunque voglia intraprendere un percorso stabile e di concretezza. Per quanto mi riguarda mi sono trovata benissimo con loro, e spero di collaborare in futuro.

    A.M.: Hai qualche progetto letterario per il 2011? Puoi anticipare qualcosa?

    Siddharta-Asia Lomartire: Al momento non ho progetti programmati per il 2011. Preferisco pensare che le cose se devono accadere, accadano così, all’improvviso, cosi com’è accaduto con questo libro. Così come all’improvviso giunge la pioggia, così come all’improvviso la mia mano prende a scrivere …

    Link recensione “La Tara dell’Atman”:

    http://www.express-news.it/cultura/%E2%80%9Cla-tara-dell%E2%80%99atman%E2%80%9D-di-siddharta-asia-lomartire-rupe-mutevole-edizioni/

    Link del Facebook dell’autrice:

    http://www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=1140723629

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • “Fantasmi” di Pirandello venerdì 10 dicembre 2010 a Grado.

    Venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 20.45 presso l’Auditorium Biagio Marin di Grado, Enzo Vetrano e Stefano Randisi porteranno in scena due atti unici di Pirandello, “Sgombero” e “L’uomo dal fiore in bocca”, per il terzo appuntamento della Stagione di Prosa 2010/11 del Comune di Grado.

    Nuovo appuntamento della Stagione di Prosa 2010/11 del Comune di Grado venerdì 10 dicembre 2010 alle ore 20.45 presso l’Auditorium Biagio Marin con “Fantasmi”, i due atti unici “Sgombero” e “L’uomo dal fiore in bocca” del drammaturgo siciliano Pirandello, nella reinterpretazione di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, affiancati sul palco da Margherita Smedile.

    L’allestimento dei due artisti intreccia i due testi pirandelliani, in un gioco di contaminazioni e di sovrapposizioni con dialoghi surreali e citazioni fulminee attinte dal repertorio di Totò e Vicé, personaggi fantastico-poetici del teatro di Franco Scaldati, proponendo una riflessione umoristica e struggente sull’attesa, il rifiuto e l’accettazione della fine. Un sorriso amaro, rivolto a vizi e paradossi della società.

    Mettendo insieme questi due atti unici si ha la percezione del senso di grande vitalità e disprezzo del comune pensare che si respira in tutta la drammaturgia di Pirandello, della capacità di irridere e far ridere con amarezza dei vizi e dei paradossi della società. Il luogo delle azioni – una stazione ferroviaria in cui sembra si sia fermato il tempo, per un bombardamento o una calamità naturale – diventa la ‘stanza della tortura’ che Giovanni Macchia individua come luogo costante nei lavori pirandelliani. E il fiore in bocca diventa malattia di un’intera società.

    Il calendario della Stagione di Prosa 2010/11 di Grado, organizzata da quarantadue anni con l’Ente regionale teatrale del Friuli Venezia Giulia, prevede fino a febbraio 2011 altri cinque appuntamenti presso l’Auditorium Biagio Marin di Grado con protagonisti grandi interpreti quali Ottavia Piccolo, I Papu, la Compagnia Italiana di Operette ed il gruppo di Grado Teatro con testi godibilissimi per l’affezionato pubblico del teatro gradese.

    I prezzi dei singoli biglietti, prenotabili già da subito, sono di € 15,00 interi e € 12,00 ridotti (persone oltre i 60 anni e sotto i 25 anni, iscritti all’Università della Terza Età, possessori della Carta Giovani e della FVGcard).

    Informazioni per il PUBBLICO Comune di Grado Ufficio Turismo e Relazioni esterne Tel +39_0431_898239-898224 Fax +39_0431_898205 [email protected] [email protected] www.grado.info Informazioni per la STAMPA BLU WOM – www.bluwom.com 33100 Udine_Via Marco Volpe, 43 Tel. 0432 886638 Fax. 0432 886644 Responsabile Ufficio Stampa: Laura Elia [email protected]

  • I tatuaggi giapponesi

    I tatuaggi giapponesi si differenziano da tutti gli altri per il fatto di non essere dei singoli disegni che vengono iscritti in una data parte del corpo, ma per essere una sorta di vestito che va a ricoprire la maggior parte della pelle: braccia, schiena, petto (la parte centrale del busto di solito tiene uno spazio vuoto), parte superiore delle gambe; mani, piedi e testa vengono di solito esclusi.

    Proprio per questa caratteristica ci vogliono degli anni per completare un tatuaggio giapponese.

    Lo stile ricorda gli autori dell’Ukiyo-e, artisti che produssero mirabili stampe tra il XVII e il XX secolo (famosa L’Onda di Hokusai).

    Il tatuaggio giapponese è sia decorativo, quando richiama i motivi ricorrenti nelle stampe dei kimono, sia simbolico. I simboli maggiormente adoperati sono la carpa koi (perseveranza e coraggio), il dragone (la potenza), i fiori di ciliegio (la transitorietà della vita).

    Il tatuaggio giapponese tradizionale viene ancora praticato, anche se naturalmente ora è possibile utilizzare gli apparecchi elettrici americani, perché il dolore che si prova è una parte importante di questa scelta, in quanto sottolinea il passaggio dal prima al dopo.

    La tecnica antica, pur se dolorosa, garantisce risultati di straordinaria bellezza, potrete rendervene conto navigando fra le foto di tatuaggi nei motori di ricerca.

    Alla fine del XIX secolo il tatuaggio fu vietato in Giappone e da quel momento rimase appannaggio solo del mondo della delinquenza. Anche se poi, nel 1945, fu di nuovo legalizzato, ancora oggi è spesso mal visto, tanto che in alcuni bagni pubblici (che in Giappone non sono toilette, ma docce e vasche comuni) le persone tatuate non possono entrare.

  • Il Comune di Tarquinia presenta il calendario delle manifestazioni di Natale.

    Arte, letteratura, musica, solidarietà, tradizione e tanto divertimento saranno i principali ingredienti del calendario degli eventi natalizi promosso dal Comune di Tarquinia, in collaborazione con il mondo dell’associazionismo, e patrocinato dalla Provincia di Viterbo e dalla Regione Lazio. Quattro le grandi manifestazioni in programma: la IX edizione del “Premio Tarquinia Cardarelli”, il 10 e l’11 dicembre, la rappresentazione del “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”, il 26 dicembre e il 2 e il 6 gennaio, il “Capodanno in Piazza”, il 31 dicembre, “La Befana vien di giorno”, il 6 gennaio. A corollario tante altre interessanti iniziative: dalla “Stagione Concertistica Tarquiniese” alla “Casa di Babbo Natale”, da “Il Rigiocattolo” all’“Albero della Solidarietà”, dal “XXX Itinerario Presepistico Tarquiniense” a “La calza da guinness” e a “Corri per la Befana”, dai mercatini di artigianato e prodotti tipici agli spettacoli di strada, dalle mostre ai convegni. Il concorso dedicato all’illustre poeta tarquiniese Vincenzo Cardarelli vivrà il suo clou il 10 dicembre (ore 17) con “Il Processo”, che vedrà “imputato” tra i banchi della sala consiliare del palazzo comunale Roberto Vecchioni, e l’11 dicembre (ore 18) nella chiesa di Santa Maria in Castello la serata di premiazione condotta da Serena Dandini. Altro appuntamento da non perdere lo spettacolo del “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”, che vedrà i quartieri medievali di San Martino e San Giacomo trasformarsi nell’antica Betlemme, grazie a splendide scenografie e alla presenza di circa 300 figuranti. La notte del 31 dicembre (ore 22) tutti in piazza Giacomo Matteotti per festeggiare l’arrivo del 2011, in compagnia della voce e della musica della bravissima cantante Rita Forte. La mattina del 6 gennaio, giorno dell’Epifania, tradizionale appuntamento con la Befana. La simpatica vecchietta scenderà dalla torre dell’orologio del palazzo comunale e distribuirà dolci e caramelle ai tanti bambini che saranno lì ad attenderla. «Come Amministrazione siamo soddisfatti del calendario varato. – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – Tanti gli eventi che faranno del Natale Tarquiniese un Natale veramente speciale». «Le manifestazioni culturali, su tutti il “Premio Tarquinia Cardarelli”, saranno uno degli aspetti peculiari del programma. – sottolinea l’assessore alla Cultura Angelo Centini – Inoltre, alcuni dei monumenti più suggestivi della città saranno la cornice di eventi di assoluta qualità». «Un’attenzione di riguardo è stata rivolta ai giovani e alle famiglie. Dopo il successo dello scorso anno sarà riproposto il veglione di capodanno in piazza Giacomo Matteotti. – dichiara l’assessore agli Spettacoli Giancarlo Capitani – Dalle ore 22, musica e balli condurranno tutti i presenti alla mezzanotte e ben oltre». «Nel prossimo mese non ci sarà un giorno senza che non venga proposta un’iniziativa. – asserisce l’assessore al Turismo Sandro Celli – I cittadini avranno quindi un’ampia scelta con la possibilità di riscoprire la città e le sue bellezze artistiche». Per la realizzazione del calendario delle manifestazioni di Natale un ringraziamento va all’Università Agraria, alla STAS, alle associazioni “Semi di Pace International”, “Città di Tarquinia”, “Gestori Centro Commerciale TOP 16”, “Tarquinia Viva”, “Sound Garden”, “UNICA”, “Amici del Presepio”, “Zinghereria”, al Corpo Provinciale dei Vigili del Fuoco, alla società sportiva “Atletica 90”, all’Associazione Arcaista Arte e Cultura, all’Associazione Artistica “La Lestra”, alla Pro Loco Tarquinia, alla Consulta Comunale delle Associazioni di Volontariato, a Foto Ottica Valerioti, alla Sezione Bersaglieri di Tarquinia e all’Associazione Bandistica “Giacomo Setaccioli”.

  • PAOLA MINELLO . “JUST MARILYN”

    PAOLA MINELLO

    JUST MARILYN . omaggio a Marilyn Monroe

    a cura di ELISIRart

    Galleria RILIEVI . Via della Reginella 1a . Roma

    26 novembre . 8 dicembre 2010

    inaugurazione venerdì 26 novembre, ore 19.00

    www.paolaminello.it

    www.elisirart.blogspot.com

    Esiste uno spazio, fuori dal tempo di un pensiero storicizzante nel quale le cose, le persone, gli avvenimenti sono estraniati dal loro possibile significato pubblico. Esiste una dimensione in cui segni e gesti assumono accezioni autonome imprevedibili, per questo aborrite dagli schemi ideologici dominanti che, per definizione, necessitano di significati riconoscibili. Esiste, in altre parole, una dimensione privata e spirituale del fare arte che sfugge a congetture predeterminate senza perdere niente della propria dignità costitutiva. E’ in Mostra dal 26 novembre all’8 dicembre a Roma un estratto della ricerca “Omaggio a Marilyn Monroe” di Paola Minello.

    Il segno di Marilyn in arte appartiene all’inconscio della pseudo cultura artistica di massa, che ci riporta con una macchina del tempo estraniante agli anni ’60 della Pop Art, il collage alle componenti dada presenti nelle prime manifestazioni di questa. E ancora, la dinamica dei segni di sfondo ci evoca il gesto informale. Ma Paola Minello è molto lontana da questi frastuoni. Le manifestazioni terrene non sono fatte di sola forma in senso meccanicistico.

    Quella di Paola non è la Marilyn icona commerciale riportata in arte, è proprio l’essenza che resta dopo queste affollate operazioni di riproduzione, forma emotiva di un preciso senso di femminilità. Questi segni visivi sono intimi, non collettivi. Personal Art, verrebbe da dire. Tolti gli impulsi a registrare la civiltà dei consumi, sopiti critica, accusa o impegno nel cambiarla, resta tutto il “di dentro” da indagare. Il mix di Paola Minello è indotto da motivazioni interiori. Lo sfondo non è decorazione, il rituale demiurgico che lo genera ne è testimonianza: è connotazione emozionale dell’icona, la caratterizza, ne esalta una nota espressiva, come fosse la sua ombra remota, un destino che torna a dare conferma di sé. C’è prima di Marilyn, come viene prima il contesto di ogni cosa, agente del soggetto, forma di un pensiero: non è in gioco una scala di valori, il movimento del segno nasce per un corpo, ma solo dopo lo sa. Queste icone sono al centro di un universo in atto, in evoluzione, che le stava aspettando. Quell’ universo parla di loro, in senso quasi espressionistico. La figura è un segno che stravolge l’impressione, ne diviene protagonista: sono gli accenti a fare la differenza. Il gioco della ricerca del soggetto oggettivato si fa strabiliante caratteristica dei lavori di Paola, sfida all’osservatore e firma d’autore. Ci si perde, nel proprio universo, ma solo per ritrovarsi.” e.g.

    Paola Minello (www.paolaminello.it) è prima di tutto musicista. Nasce a Roma, frequenta il conservatorio e da allora sono tante le esperienze artistiche nel settore, e tutte di alto livello: musical, spettacoli e collaborazioni con celebri direttori d’orchestra e artisti internazionali. Da qualche anno c’è anche la pittura, a fianco della musica. Il suo sguardo in arte è accompagnato per un certo periodo dalla mediazione del compagno, indiscusso esponente dell’arte contemporanea. Ma Paola inizia a dipingere e cammina da sola. Nel Marzo 2008, a Cagliari, la prima personale “Infinito Pop”. Da allora, la sua strada d’autore è tutta in divenire.

  • Galleria Genus presenta Rabarama e Salvo – il colore e la personalità

    La Galleria d’Arte Genus di San Benedetto del Tronto prosegue con la sua attività espositiva. Mercoledì 8 dicembre 2010 alle 17.30 presenta il colore e la personalità, doppia personale di Rabarama e Salvo. La mostra propone l’incontro tra due degli artisti italiani più importanti e apprezzati nel panorama nazionale e non solo, ma è anche un incontro tra due generazioni e due linguaggi diversi ma non contrapposti.

    il colore e la personalità vuole raccontare un frammento dell’attività di due artisti italiani tra i più importanti nel nostro panorama, Rabarama e Salvo. I loro percorsi di ricerca sono molto differenti a partire dal modo differente che hanno di utilizzare il linguaggio artistico. Rabarama ha fatto della scultura lo strumento principe della sua ricerca, una scultura che ha come proprio centro di interesse la figura umana, una figura umana frazionata e scomposta come un puzzle colorato. Salvo invece attraverso la sua pittura ci mostra paesaggi, urbani e naturali, con colori fantastici, ricchi di suggestioni, quasi fossero uno specchio del suo Io. La Galleria Genus presenta una doppia personale dove all’uso del colore si fondono due percorsi intimi, individuali e personali.

    Rabarama (Paola Epifani) è nata a Roma nel 1969.sviluppa la sua formazione artistica al Liceo Artistico di Treviso e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, da questa esce a pieni voti nel 1991. Partecipa da subito a numerosi premi nazionali e internazionali di scultura, con un crescente successo di critica e pubblico. Attualmente vive e lavora a Padova. Il percorso sperimentato da Rabarama per descrivere la figura umana ha precisi riferimenti filosofici: riflessioni intorno al pensiero sulla natura e al destino dell’essere umano.
    Ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero, tra le tante mostre a cui ha partecipato citiamo:
    2001 – Sculture Monumentali – Fondazione Palazzo Bricherasio, Torino
    2003 – Beijing International, National Art Museum of China, Biennale di Pechino – PRC
    2005 – Fundaciòn Sebastian, Città del Messico, Messico
    2007 – Rabarama a Ginevra, maestoso connubio, Castello Franck Muller, Ginevra, Svizzera
    2010 – Rabarama at Moor House – Moor House, Londra, Gran Bretagna

    Salvo (Salvatore Mangione) nasce a Leonforte (EN) nel 1947, attualmente vive e lavora a Torino. Inizia la sua attività alla metà degli anni ’60, con lavori legati al linguaggio fotografico, dopo questa fase concettuale comincia una riflessione sul recupero della pittura classica. Propone iconografie con un tratto ingenuo e un colore moderno, i soggetti si ispirano ai maestri del Quattrocento e in seguito a rovine archeologiche. Negli anni successivi la ricerca pittorica si lega agli elementi caratterizzanti il paesaggio.
    Ha partecipato a numerose mostre in importanti musei, gallerie o manifestazioni in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo:
    1972 – Documenta 5 – Kassel, Germania
    1976 – Biennale di Venezia,
    1984 – Biennale di Venezia,
    1999 – Die Sammung Paul Maenz – Weimar, Germania.
    2003 – Salvo – Trevi Flash Art Museum, Trevi

    scheda tecnica
    Artisti: Rabarama – Salvo
    Curatore: Adele Vagnarelli
    Testi: Dario Ciferri

    Periodo 8 dicembre – 8 gennaio
    Orari di apertura: mattino 10-12,30 pomeriggio: 17-20
    Chiuso domenica mattina e lunedì mattina

    Info
    Galleria d’Arte Genus srl
    Via M. Curzi
    63039 San Benedetto del Tronto (AP)
    tel 0735 500521
    email [email protected]
    web www.galleriagenus.it