Categoria: Arte e Cultura

  • Cinema e Tv: che Passione!!!

    Cinema e Tv: che Passione!!!

    Nella fantastica vetrina di Merchandisingplaza sono arrivati i prodotti del Cinema e della tv da non perdere!!! Non lasciarti sfuggire questa incredibile occasione!!!

    Natale è passato ma alcuni di voi avranno sicuramente dimenticato di fare i regali!!! Merchandisingplaza viene in vostro aiuto presentandovi i prodotti del merchandising di Cinema e Tv: i personaggi che hanno fatto la storia, le serie televisive più viste e tanto altro ancora!!! Su www.merchandisingplaza.com!!!

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    MerchandisingPlaza: TUTTO IL MERCHANDISING CHE VUOI !!!

    Massimiliano di Cesare

    Addetto Stampa MerchandisingPlaza

  • “Capodanno in Piazza” a Tarquinia.

    A Tarquinia la notte dell’ultimo dell’anno si festeggerà in strada. Sull’onda del successo della prima edizione l’assessorato agli Spettacoli riproporrà per la sera del 31 dicembre “Capodanno in Piazza”. Luogo dell’evento la centralissima piazza Giacomo Matteotti, dove verrà allestito un grande palco coperto. Ospite d’eccezione la cantante Rita Forte, una delle interpreti più raffinate della canzone italiana oltreché noto personaggio televisivo. L’artista, accompagnata da una band di sette elementi, a partire dalle ore 22.30 si esibirà proponendo il suo vasto repertorio: dalle canzoni degli anni Sessanta e Settanta a quelle napoletane e romanesche e ai grandi classici della musica italiana. Il tutto all’insegna del ballo e dell’allegria. A mezzanotte, poi, si brinderà al nuovo anno alla presenza del sindaco Mauro Mazzola e della giunta comunale. «Dopo l’orchestra di Stefano Palatresi, si è deciso di puntare su Rita Forte, una cantante in grado di soddisfare tutti i gusti e capace di coinvolgere per tre ore un pubblico esigente come quello del capodanno in piazza. – afferma l’assessore Giancarlo Capitani – Sono quindi certo che sarà una serata di grande divertimento e il modo migliore per salutare l’arrivo del 2011. In più, sarà l’occasione, per chi vorrà venire a trascorrere il capodanno a Tarquinia, di conoscere questa splendida città d’arte. L’evento ha anche ricevuto una grande promozione e visibilità durante il programma di Raitre “Alle falde del Kilimangiaro”, nel quale era ospite la stessa Rita Forte». “Capodanno in Piazza” sarà quindi un’iniziativa rivolta a un pubblico giovane ma aperta anche alle famiglie e ai turisti che sceglieranno di trascorrere a Tarquinia la notte più lunga e divertente dell’anno.

  • Premio Terna 03: Flavio Cattaneo, Menzione speciale “alTERNAtiva”

    La Giuria ha conferito una Menzione speciale “alTERNAtiva” a Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e a Ciriaca Erre con l’opera “Changing is natural”

    Premio Terna – Mostra PT03: ingresso libero fino al 14 gennaio con 30 opere contemporanee per il 150mo dell’Unità d’Italia

    I vincitori del Premio Terna 03, organizzato dal gestore della rete elettrica nazionale, espongono al Tempio di Adriano a Roma dal 21 dicembre 2010 al 15 gennaio 2011 per la mostra “(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni” che è anche il tema del Premio Terna 03. Flavio Cattaneo, AD di Terna, ha così commentato: “Il Premio Terna e’ una cosa concreta che lascia qualcosa di tangibile”.

    La Giuria ha conferito una Menzione speciale “alTERNAtiva a Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e a Ciriaca+Erre con l’opera “Changing is natural”.

    Tra i 16 premiati, la materana Ciriaca+Erre espone la sua fotografia digitale “Changing is natural”, che ha ottenuto la menzione speciale “alTERNAtiva”, conferita dalla Giuria per una riflessione intuitiva e non didascalica sulla bandiera. La mostra, nella centralissima Piazza di Pietra a Roma, sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20. Si tratta di un percorso attraverso le opere più visionarie che hanno risposto al tema proposto dal Premio Terna 03 con originalità ed energia creativa. Una mostra che fa dialogare i big dell’arte contemporanea italiana con i progetti creativi degli artisti emergenti.
    “alTERNAtiva” è il titolo scelto per la menzione perché riassume l’idea che la bandiera, a volte scontata, possa invece essere riletta e possa ritrasmettere la sua energia originaria. “alTERNAtiva”, un gioco di pensieri per ricordare che si ricomincia sempre dalla fine, da ciò che esiste già, ecco un’idea di alternativa.

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  • “Il profilo di un amore” di Concetta Malvasi, Rupe Mutevole Edizioni

    …a notte fonda si accavallano i pensieri/ e le distrazioni sono dietro l’angolo/ A notte fonda/ o sempre?/ Chi si vuole fare distrarre è propenso/ alla distrazione o è un fatto puramente/ momentaneo?/ E la distrazione è un concetto astratto/ o un fatto reale?/ Sta di fatto che una donna distratta/ può sentirsi dire che è fonte di distrazione…” – “Metà Agosto”

    Durante la notte i pensieri affollano la mente, il silenzio notturno crea situazioni senza interruzioni e lascia la mente libera di partorire frasi, una dopo l’altra, che mirano all’analisi e comprensione di un problema. Generalmente questi pensieri sono di carattere amoroso, l’amante si strugge la notte perché è il momento della giornata in cui è solo ed in cui vorrebbe maggiormente la persona amata, lontana o non più interessata.

    Il profilo di un amore”, edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”, è una silloge autobiografica dell’autrice Concetta Malvasi su un periodo recente della sua vita nella quale ha vissuto un sentimento amoroso fortissimo. La Malvasi ha riprodotto una sorta di diario mensile lasciandosi trasportare dai problemi della coppia. “Il profilo di un amore” consta di 96 pagine suddivise in prefazione a cura di Maria Grazia Morando(Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Alessandria), silloge suddivisa in due recipienti “La mia storia” ed “Il profilo di un amore”, ed indice.

    La Malvasi opera in una dimensione temporale sottolineata dai titoli delle liriche che ossessivamente determinano il tempo e le sensazioni dell’io parlante. Dopo una breve introduzione sulle caratteristiche dell’io e della relazione, il periodo di tempo descritto inizia dal 24 marzo e termina con il mese di febbraio dell’anno successivo. La storia d’amore è molto spigolosa, abbiamo due personaggi che vivono a distanza un rapporto forte con una passione che va oltre la sessualità e che investe anche la sfera intima propriamente “mentale”. La distanza procura alla coppia non pochi problemi, le giornate in cui si ha la possibilità di fare qualcosa insieme sono relativamente poche e le incomprensioni ovviamente sono all’ordine del giorno. Lui anche a causa della distanza non vuole ammettere la condivisione esistente fra i due e lei, scrive e soffre.

    …Oggi è l’ultimo giorno, l’ultima volta./ L’ultimo momento della tua vita nella mia vita./ Basta!/ Non voglio più vederti. Basta!/ Non voglio più vedere la tua fronte rugosa,/ il tuo sorriso beffardo/ il tuo sguardo crudele./ Basta!/ Non voglio più annusare/ l’odore delle tue lenzuola/ l’odore della tua solitudine/ l’odore del tuo egocentrismo/ Basta!” – “10 maggio”

    Una donna al limite, che non riesce a capire i silenzi del suo uomo, di colui che ammira ma allo stesso tempo vuole allontanare a causa del male che sente. Lo stile della Malvasi è semplice e diretto, le liriche seguono una semantica diacronica che descrive l’andamento dell’oggetto del poetare. È un vero e proprio racconto in versi, un lungo tragico poemetto che riesce discretamente ad avvalorare il titolo del libro.

    …La testa è confusa/ Ti penso./ Ho voglia di non leggere,/ di non scrivere/ le cose che dovrebbero/ potrebbero/ aver importanza./ Sono continuamente in un vortice perfetto/ da quando ti conosco/ un vortice di pensieri, sensazioni/ che non mi lasciano tregua,/ ma/ potrei avere tregua/ se non la voglio avere?” – “Metà aprile”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”: il 26 dicembre la prima.

    Fervono gli ultimi preparativi per la prima del 26 dicembre (ore 17.30-20) del “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”. Le capanne, i banchi del mercato, le macine e i torchi sono stati già posizionati nelle vie e nelle piazze del quartiere di San Martino. Consegnati i costumi e assegnate le parti, gli oltre 300 figuranti sono pronti per il debutto. Presto le calde luci notturne e le fiaccole illumineranno le strade del terziere del Poggio e guideranno i visitatori fino alla Natività. Il viaggio all’indietro nel tempo avrà inizio attraverso l’arco del palazzo comunale, lungo via Antica per terminare, dopo aver attraversato piazza San Martino, vicolo del Poggio, via degli Archi, via della Ripa e campo Cialdi, alla chiesa del Salvatore. Durante il percorso i visitatori potranno degustare gratuitamente marmellate, farro, olio, formaggi, vino, biscotti, carne e tanti altri prodotti del territorio. Lo spettacolo equestre e i beduini, il grande accampamento dei legionari, i giochi di fuoco, la pirotecnica cometa e ancora il mercato degli schiavi, i pastori, i lebbrosi e la corte di Erode, saranno solo alcuni dei tanti luoghi e personaggi che caratterizzeranno la rappresentazione. L’Amministrazione ringrazia i tanti volontari che hanno lavorato per allestire le scenografie, nonostante le cattive condizioni meteo, nella consapevolezza che l’iniziativa non avrà nulla da invidiare ai presepi viventi storici e più rinomati della Tuscia. Il prezzo del biglietto d’ingresso, acquistabile in piazza Giacomo Matteotti (ore 15-19), è 2.50 euro. Le persone diversamente abili potranno entrare gratuitamente da via degli Archi. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.presepe-vivente.com oppure telefonate al numero 0766 849282.

  • L’elettrodotto della solidarietà nato sulle Ande grazie a Terna, AD Flavio Cattaneo (Il Giornale)

    In un villaggio minerario della Bolivia, a Kami, l’intuizione di un salesiano viene realizzata da un gruppo di volontari sostenuti dalla società italiana Terna: 37 chilometri di rete elettrica entro il 2011 consentiranno alla gente di migliorare la loro vita, oggi molto dura.

    Kami è un piccolo villaggio delle Ande boliviane, a 4 mila metri di altezza. Lo abitano soprattutto minatori, con le loro famiglie: uomini che estraggono un metallo, il tungsteno, calandosi in piccolissimi cunicoli scavati nella montagna, a mezzo chilometro sotto terra. Situazioni di lavoro difficilissime e la vita media è di 30 anni.

    In questo villaggio qualcosa e’ cambiato, grazie alla realizzazione di un miracolo: un elettrodotto.
    Tutto comincia quando padre Serafino Chiesa, il salesiano responsabile della missione di Kami, si convince che ripristinare una vecchia centrale idroelettrica in disuso può migliorare le condizioni di vita della gente.
    In questo sogno credono in pochi, all’inizio: i volontari della ong internazionale COOPI, coordinati da Efrem Fumagalli e Giampiero Fantini e Adriano Selva, tecnici della società Terna, che si occupa di reti per la trasmissione dell’energia elettrica. I due collaborano a titolo personale, studiano le necessità tecniche del progetto, ridisegnano ex novo la linea.
    Il gruppo spontaneo riesce a coinvolgere nell’impresa, con uno straordinario passaparola, amici, colleghi e pensionati anche di altre aziende.
    La svolta, però, arriva quando Fantini e Selva convincono il Gruppo italiano Terna a sostenere il progetto.

    Il risultato e’ una nuova linea elettrica lunga 37 chilometri, che colleghera’ entro il 2011 le centrali di Quehata e Chinata alla rete boliviana, diventando il motore di uno sviluppo sostenibile per tutta l’area.
    Questa incredibile storia è raccontata ora in un libro: «Kami, la missione dell’energia» (Silvana Editoriale), presentato recentemente all’ateneo romano della Luiss.
    L’iter della linea elettrica immaginata dal missionario salesiano e realizzata grazie ad uno straordinario impegno viene ricostruito attraverso fotografie e appunti di viaggio, immagini e parole, descrizioni e suggestioni.
    Si tratta di un innovativo progetto di collaborazione tra impresa e accademia, che si rivolge al mondo della cultura puntando sul contributo di alcuni giovani cui è stata offerta la possibilità di raccontare, attraverso immagini e parole, la storia della linea elettrica di Kami così come l’hanno vista e vissuta sul campo.
    Ne è nata un’opera in cui il percorso fotografico, tracciato dagli scatti del talento emergente Daniele Tamagni, si interseca con il racconto dello scrittore Roberto Cotroneo e con gli appunti di viaggio delle due studentesse della LWS-LUISS Writing School, Florinda Martucciello e Irene Salvadorini.

    «Il progetto – sottolinea durante la presentazione del volume, Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Ternaè una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Dare un’opportunità di sviluppo a un Paese lontano ci riempie d’orgoglio».
    Per l’azienda, sottolinea il manager, non si tratta di cercare opportunità di business, ma del modo per dare possibilità ai giovani «di emergere, avendo una vetrina a disposizione».
    Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss, racconta dell’entusiasmo con il quale l’università ha risposto alla richiesta di Terna di scegliere due studenti dei corsi creativi per i testi del libro. Le due prescelte sono partite per la Bolivia, hanno affiancato il fotografo e hanno vissuto, dice Celli, « un’esperienza molto bella e difficile: si sono messe alla prova e il risultato è stato eccellente, con un racconto di viaggio molto intenso, molto coinvolgente».

    Fonte (il Giornale)

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  • Flavio Cattaneo: Terza edizione del Premio Terna 03 per L’Arte Contemporanea

    Il Premio Terna e’ una cosa concreta che lascia qualcosa di tangibile. Fino ad ora sono state catalogate complessivamente 10mila opere per 9 mila artisti e abbiamo cosi’ dimostrato come, a volte, non essere solo uno sponsor sia piu’ impegnativo ma lasci anche molto di piu’”. Cosi’ Flavio Cattaneo, ad di Terna, ha sottolineato la sua soddisfazione nel giorno della consegna dei premi ai 16 vincitori della terza edizione 2010 del Premio Terna per l’arte contemporanea ”(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni”.

    Fonte (Adnkronos)

    Da oggi e fino al 14 gennaio 2011, tutti i giorni dalle 10 alle 20, ingresso libero alla mostra delle opere degli artisti vincitori della terza edizione del Premio Terna 03 per L’Arte Contemporanea “(+150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le Generazioni”. 30 opere di arte contemporanea che esprimono attraverso originali metafore una visione “energetica” sui 150 anni di storia d’Italia.

    La mostra è stata pensata come un percorso attraverso le opere degli artisti emergenti e big che hanno celebrato la forza della visione, dell’intuizione, la capacità di proiettare se stessi e gli altri nel futuro, prendendo spunto al contempo dall’esempio storico di visione, quella dei nostri padri che nel 1861 hanno intuito, originato e dato energia all’Unità d’Italia. Il tema dell’energia elettrica, infatti, presente fin dalla prima edizione del Premio, è forte, fondante e aggregante per la storia di ogni Paese. Attraverso l’elettrificazione ed i conseguenti sviluppo ed industrializzazione, l’Italia ha potuto costruire il proprio progresso, arrivando al benessere diffuso, alla crescita sociale e culturale della nazione.

    In particolare, le tre opere di Liliana Moro, Riccardo Previdi, Ciriaca+Erre saranno esposte quali riflessione intuitiva e non didascalica sulla bandiera. “alTERNAtiva” è il nome della menzione speciale loro assegnata, nome che riassume l’idea che la bandiera, a volte scontata, possa invece essere riletta e possa ritrasmettere la sua energia originaria.

    Le opere in mostra per la categoria Terawatt:

    Carla Accardi con l’opera “Ombra di castagno”, Mario Airò, con “Da cosa nasce cosa (B. Munari)”, Stefano Arienti con “ATP”, Massimo Bartolini con “Triple Loop”, Carlo Benvenuto con “Senza titolo”, Maurizio Cannavacciuolo con “Soles bostoniani”, Gianni Caravaggio con “Testimone di uno spazio antico”, Fabrizio Corneli con “Altro”, Vittorio Corsini con “Esercizio 1”, Daniela De Lorenzo con “D’altro canto”, Bruna Esposito con “Neola onlus”, Carlo Guaita con “Vuoto occidentale, vuoto orientale”, Maria Lai con “No name”, Sabrina Mezzaqui con “Iniziativa”, Maurizio Mochetti con “Fili bianchi laser”, Liliana Moro con “E lucevan le stelle”, Sara Rossi con “Otto”, Luigi Serafini con “Il ritorno dei Lu-Lumps The Lu-Lumps are back”, Gianluigi Toccafondo con “Essere morti o essere vivi è la stessa cosa”.

    Le opere dei vincitori della Terza edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea:

    Per la categoria Terawatt, Ettore Spalletti con l’opera “Torso”
    Per la categoria Gigawatt, Andrea Nacciarriti con l’opera “Boundaries”, Francesca Grilli con “Effluvia”, Marco Fedele di Catrano con “Senza Titolo”
    Per la categoria Megawatt, Giancarlo Norese, con l’opera “Precarious Home”, Davide Tranchina “Big Bang #1”, Paolo Meoni con “Unità residenziale d’osservazione”.
    Per il premio Musei, Marinella Senatore, categoria Gigawatt, con l’opera “Generation” e ZimmerFrei, categoria Megawatt, con “Tomorrow is the question”.
    Per il premio on line, Yiquian Zhao con l’opera “C’è, non c’è, il tempo”.
    Per la menzione speciale “alTERNAtiva” Liliana Moro con l’opera “E lucevan le stelle”, a Riccardo Previdi con l’opera “Test (Parrot), 2010” e Ciriaca+Erre con l’opera “Changing is natural”.

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  • “Il cimitero dei cuori battenti”, crimini e misteri nel romanzo d’esordio di Gianni Vullo

    Esce in questi giorni nelle librerie il romanzo “Il cimitero dei cuori battenti” di Gianni Vullo (Cantelli editore, Bologna, pp. 192, € 16,00), un avvincente noir che affronta un tema drammaticamente attuale.

    Ambientato a Ricàsola, un paesino immaginario della piccola provincia siciliana, il romanzo prende le mosse dal ritrovamento, nel giorno di Santo Stefano, del cadavere di una novantenne baronessa, morta nel proprio letto. Un decesso naturale, a prima vista, che i carabinieri archiviano in tutta fretta. Gli unici a non credere alla morte nel sonno della nobildonna sono il pettegolo barbiere Cantatutto e l’amico Totò Calandro, uno sfaccendato fotografo. Così i due decidono di iniziare un’indagine per conto proprio, che li porterà a scontrarsi in prima persona con morti violente e scomparse improvvise. Quella che sembrava una storia semplice, diventa un complicato mistero dalla trama sempre più fitta. La soluzione dell’enigma ruota intorno all’ospedale del Santo Spirito, una clinica all’avanguardia arroccata in cima alla collina di Monserrato che domina il paesino siciliano, dove si cela l’inconfessabile verità.

    L’intreccio coinvolgente, la vivace descrizione della vita quotidiana nel paesino siciliano con effetti ironici e a tratti divertenti, e l’originale parlata dei protagonisti (un intreccio di dialetto siciliano e lingua italiana) conferiscono al libro spessore letterario e levità narrativa, come nella migliore tradizione del genere. Un romanzo d’esordio che appassiona, diverte e fa riflettere.

    Gianni Vullo (Cleveland, 1965) vive e lavora a Modica (RG). Vincitore del concorso giornalistico nazionale indetto dall’Ente Nazionale per la Cinofilia d’Italia e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole (1997) e finalista del concorso letterario Città di Castellana-Grotte, ha pubblicato anche una monografia sul Cane da Pastore Maremmano-Abruzzese (Alveria Editrice, 2001).

    Info e approfondimenti

    http://www.giannivullo.it/

  • “Sporte, Spaselle e Cuoppi- 2ª Edizione”- Bilancio dell’iniziativa

    Un ritorno alle antiche tradizioni e all’atmosfera natalizia ha caratterizzato per due giorni, sabato 18 e domenica 19 dicembre, la suggestiva location di Palazzo Merolla, complesso interculturale, espositivo, nel cuore del contesto maranese.

    Con l’inaugurazione da parte di Francesco Vallefuoco, assessore alle attività produttive, della mostra “Il castagno delle selve maranesi: tradizione e innovazione”, sapientemente allestita da Angelo Marra, si sono aperte le sale con esposti antichi oggetti di uso comune. Una mostra di grande pregio che ha reso possibile ammirare antichi utensili per l’agricoltura, strumenti da cucina, cesti elaborati da maestri cestai come le “sporte” utilizzate per il trasporto della frutta e le “spaselle” usate per contenere il pescato e i frutti di mare, e tanto altro. La mostra ha rappresentato anche un momento di aggregazione con importanti attori del territorio come le scuole, infatti una sezione è stata dedicata ai manufatti realizzati dagli alunni della Scuola media Statale Vittorio Alfieri durante il laboratorio “Cesti e Tradizioni” organizzato, nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, dall’Ufficio “Terra Mater et Magistra” con l’Associazione “Aggregarci Marano”.

    L’evento è stato arricchito da un succulento buffet valorizzato dall’impeccabile servizio degli allievi dell’Istituto Statale Alberghiero “Petronio” di Pozzuoli, dove si sono potuti degustare piatti prelibati e legati alle tradizioni natalizie quali parmigiana, involtini e polpette tutto a base di baccalà preparati con maestria dai cuochi dell’Hotel Garden Rose, pizze rustiche farcite offerte dalla Taverna Neapolis, salumi e formaggi della Macelleria Belvedere, il pane “cafone” del panificio Il Vostro Fornaio di Antonio Visconti, cassate, struffoli e dolci natalizi preparati dalla pasticceria Moulin Rouge, tutto accompagnato dai vini D.O.C. locali falnghina e piedirosso delle cantine Federiciane Monteleone.

    I visitatori hanno inoltre potuto godere, per tutto l’evento, del delizioso profumo di caldarroste servite fumanti nei classici “cuoppi” accompagnate da una ricercata selezione della tipica frutta secca natalizia.

    Le iniziative di promozione, valorizzazione e tutela del territorio promosse dell’ufficio“Terra Mater et Magistra”, coadiuvato dal CI.F.I.T- Consorzio Città Flegrea Imprese Turistiche-, sono sempre più sentite ed apprezzate dai diversi attori maranesi così come testimoniato dalla spontanea e preziosa collaborazione di rappresentanti della Scuola Media Statale Vittorio Alfieri e dell’Associazione “Aggregarci Marano”, che con impegno ed entusiasmo, per i due giorni dell’evento, hanno cooperato per la buona riuscita dell’iniziativa.

    Si ringraziano quanti continuano a dare attenzione alle iniziative legate al territorio dei Campi Flegrei e si rimanda al 2011 per il calendario degli eventi in programma.

    Per maggiori informazioni:

    Segreteria organizzativa CIFIT

    www.turismoflegreo.com e-mail [email protected]

    Tel 0818045244 /fax 0818045737

    Numero Verde 800145589 – Lun.- Ven. dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00

    http://www.facebook.com/pages/CIFIT_Consorzio-Citta-Flegrea-Imprese-Turistiche/104066166312722?v=wall

  • Mostra personale di Nebojsa Despotovic, Velvet Glove

    Arte Boccanera Contemporanea è lieta di presentare la personale di Nebojša Despotović Velvet Glove,
    prima mostra del giovane artista serbo nei propri spazi.
    I lavori su tela di Velvet Glove nascono dalla volontà di recuperare la memoria ed il patrimonio fotografico
    individuale per riportare in superficie immagini, situazioni, odori ed atmosfere che sarebbero rimaste sepolte
    per sempre. In forma spontanea e personale la pittura del giovane artista ha infatti il potere di far riemergere
    pezzi di vita passata ed ormai dimenticata, come capitava a Proust con la madeleine. Così, senza mai
    essere stanco elogio del passato e di quello che è stato, Il suo lavoro concentra ed addensa ciò che il tempo
    ha senza ritegno diluito.
    Le opere di Despotović nascono da una caccia alle immagini a partire dai libri di storia, dalle vecchie foto,
    dai vecchi volumi di enciclopedie e testi scolastici trovati ai mercatini delle pulci. Sono porzioni di memoria
    personale abbandonate che finiscono nelle mani di uomini distanti nel tempo e nello spazio, senza che vi sia
    nulla in comune tra colui che guarda ed i soggetti raffigurati. Non sono mai icone ma, al contrario, identità
    precise, persone che hanno vissuto, combattuto, amato, sofferto. La distanza, la carta ingiallita, testimoniano
    l’usura del tempo e la perdita del loro valore.
    I bambini, le donne e gli uomini che Despotović ritrae – dopo averli scovati e riesumati all’oblio – nelle pose
    che avevano assunto di fronte l’occhio del fotografo, ci raccontano di un mondo che non c’è più e che è
    ormai saldamente entrato nel mare magnum della storia, probabilmente senza che essi ne siano stati protagonisti o personaggi riconoscibili. I loro nuovi ritratti testimoniano invece l’importanza del loro (o nostro)
    vissuto individuale, di tutto ciò su cui è necessario rivolgere lo sguardo e trattenere a futura memoria.
    I colori cupi e plumbei, le tinte smorzate nella cromia ma pastose nella consistenza, i tratti fisiognomici
    accennati ma mai compiuti sino in fondo (ritrarre vuol talvolta dire mostrare anche ciò che non c’è), i dettagli
    delle suppellettili appena abbozzati ci fanno così vedere quello che di più importante abbiamo: la nostra
    identità. Che non è sempre chiara e perfettamente delineata, ma spesso nascosta fra le pieghe della nostra
    vita o le grinze di un guanto di velluto che inconsapevolmente un bambino ritratto da un anonimo fotografo
    tiene in mano.

    Nebojša Despotović. Velvet Glove
    a cura di Daniele Capra e Luigi Meneghelli
    catalogo in galleria
    Galleria Arte Boccanera Contemporanea di Giorgia Lucchi
    via Milano 128/130, Trento
    dal 13 novembre 2010 al 29 gennaio 2011
    inaugurazione sabato 13 novembre 2010 ore 18
    T/F +39 0461 984206 C +39 340 5747013
    [email protected], www.arteboccanera.com