Categoria: Arte e Cultura

  • Presentazione del libro di Miguel Lombardi Fuck the Continuity

    Mercoledì 26 gennaio dalle ore 16.30, presso la sala cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia in via Tuscolana 1520 a Roma, Miguel Lombardi presenterà il suo libro “Fuck the Continuity” . La presentazione del volume concluderà la lezione che Lombardi terrà insieme al docente Flavio De Bernardinis su “La continuità nel cinema”.

    “Le regole trasmesse agli aspiranti registi di oggi sono le stesse di trenta o cinquanta anni fa. Il merito di questo manuale è di ribadirle – nella consapevolezza che esse sono pur sempre quelle “fondamentali” – ma subito dopo mostrare come e quando sia opportuno – anzi auspicabile – aggirarle, ricorrendo alle possibili eccezioni. Quelle stesse eccezioni che nella storia del cinema hanno spesso contraddistinto lo stile originale e unico dei grandi registi.

    Distillato di anni di riflessione, nel comporlo mi sono posto due obiettivi. Il primo era quello di giungere a un livello di dettaglio e completezza della trattazione superiore rispetto a quelli solitamente offerti. Pochi autori hanno affrontato la continuità, spesso senza approfondire i temi più importanti per i registi e per i montatori e raramente hanno sviluppato i discorsi pratici relativi al lavoro sul set, anche per le convenzioni di base del linguaggio. Inoltre, ricordando che “la flessibilità è la prima regola del lavoro del regista” (Alfred Hitchcock), il secondo obiettivo è stato quello di mostrare le molteplici vie grazie alle quali gli autori possono liberamente scegliere come raccontare alcune scene o interi film, partendo dai due estremi della continuità e della discontinuità, secondo le proprie specifiche esigenze narrative o emozionali. Le “leggi” della continuità rappresentano un riferimento imprescindibile, una competenza da padroneggiare anche solo per decidere di trasgredirle.

    Il libro si rivolge ad amanti del linguaggio e soprattutto a registi e a montatori e ho scelto un titolo particolare, citando una frase che si usa sui set di tutto il mondo, quando si decide liberamente di aggirare le convenzioni relative alla continuità: “fuck the continuity”. Da un lato è un gioco, dall’altro è una meravigliosa sintesi del lavoro che si può fare con la continuità. Grazie alla competenza e all’elasticità degli autori, una volta apprese tutte le regole, in un istante si può decidere di metterle da parte a favore di una scena migliore o di una inquadratura più emozionante” Miguel Lombardi

    Dal 1995 Lombardi è aiuto regista per il cinema italiano e internazionale – Galantuomini di Winspeare, The International di Tykwer, Bruno con Sacha Baron Cohen e Vallanzasca di Placido, per citarne alcuni. Dal 1997 insegna “Continuità” e “Organizzazione delle riprese” in varie scuole di cinema.

    Fuck the continuity di Miguel Lombardi, Dino Audino Editore, pp.160

  • Audiolibri gratis ed inediti : Treebook

    Treebook è un editore che si occupa di pubblicare e divulgare audiolibri.

    I nostri audiolibri hanno due caratteristiche uniche in Italia:

    • primo sono divulgati gratuitamente
    • secondo sono audiolibri inediti.

    Conosci i nostri autori, le nostre favole e i nostri romanzi scaricando il file mp3 gratis dal sito: www.treebook.it

  • Intervista di Alessia Mocci a Silvia Denti, curatrice della collana “La Quiete e l’Inquietudine”, Rupe Mutevole

    La collana “La Quiete e l’Inquietudine” nasce da un lungo studio operato da Silvia Denti, autrice e curatrice della collana, la quale per trent’anni ha seguito le tracce della quiete e dell’inquietudine nelle varie correnti letterarie, nei generi e nelle tipologie di linguaggio. La ricerca ha portato alla consapevolezza che la quiete non può esistere senza inquietudine, sono due elementi straordinariamente intrinseci dell’animo umano sensibile. L’inquieto si conosce da più di 200 anni, ha cercato la sua casa nelle diverse epoche, è stato denominato pazzo, poeta, maledetto, dandy, crepuscolare, ermetico. La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni è riuscita a dare voce all’inquietudine di questi autori contemporanei portando una leggera ma continua brezza di quiete nelle loro anime.

    Silvia Denti è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla collana da lei curata.

    A.M.: Quando hai iniziato a curare la collana “La Quiete e l’Inquietudine”?

    Silvia Denti: Ho iniziato a collaborare con Rupe Mutevole Edizioni circa due anni fa, da lì abbiamo iniziato uno scambio di opinioni meraviglioso, così sono nate queste collane che si rifanno alla mia ricerca di autori diversi, non stereotipati, portatori comunque di nuovi modi di fare poesia e narrativa. Non tutti sono inquieti, per cui il duplice nome alla collana, infatti non disdegniamo i quieti, coloro che portano avanti le correnti classiche, ma tutti hanno in comune la smania sana, o follia divina, di non mollare il sogno, la proiezione nel mondo lirico, qualunque esso sia. Questa occupazione mi fa incontrare moltissima gente speciale, davvero: nelle fragilità umane, nelle paure e nelle dannazioni esistenziali io vado a scovare il filo di forza rimasto, lo estrapolo e convinco l’autore a credere in se stesso. Credo sia una mia qualità innata e ringrazio Dio, mi sento utile, viva, come se avessi trovato la mia strada. Tutta questa gente poi non l’abbandono, viene a far parte del mio percorso, si diventa amici, compagni di viaggio. È meraviglioso.

    A.M.: Quanto pensi sia cresciuta la collana?

    Silvia Denti: Tantissimo, non me lo aspettavo sinceramente. Ma quando si lavora bene ed in armonia questi miracoli accadono. E ti spronano a continuare. La quiete e l’inquietudine non avrà fine, almeno non adesso.

    A.M.: Ci sono pubblicazioni della collana che senti siano le più complete? (se sì quali).

    Silvia Denti: Sicuramente alcuni autori hanno raggiunto un’evoluzione quasi completa (quasi perché se esistesse davvero un traguardo si perderebbe l’ispirazione), posso citare Alex Dracht, un autentico pittore delle emozioni; Carla Zancanaro che col suo Il gioco ha superato se stessa nella tematica a sfondo erotico; Maurizio Clicech, narratore inquieto e poeta sublime; Fausto Cerulli che io reputo il più grande ed il più vicino a Voltaire per le sue inimitabili immagini folli e terribilmente reali. Ma ve ne sono molti altri, tutti meritevoli, uno tra questi Andrea Toffanin, squilibrato ed imprevedibile, è stato capace di stupirmi parecchio con le sue non poesie, come le chiama lui, e ancora, in stampa proprio in questi giorni, Davide Maselli, un ragazzino, appena ventenne, dalla saggezza che spaventa, dall’originalità rara.

    A.M.: Qual è il tema predominante de “La Quiete e l’Inquietudine”?

    Silvia Denti: Il tema è libero, ovviamente, come è libera la lunghezza dei versi e dei testi. Predomina il senso di non appartenenza al comune pensare, quel sentirsi fuori luogo in ogni dove, l’inquietudine, appunto, o la quiete sana, saggia.

    A.M.: Pensi che la collana abbia ancora molta strada da percorrere o che in qualche modo sia già ben sviluppata?

    Silvia Denti: Io credo che, nonostante la moltitudine dei nomi che ormai la contraddistingue, questa collana abbia ancora parecchio da dare in termini di novità. Alcuni autori stanno realizzando il secondo libro, sto notando che questo bisogno nasce da quanto non ancora espresso nel precedente, vedo che tra loro si leggono, si confrontano, traggono ispirazione e questa cosa è stupenda. Non c’è invidia, anzi, c’è solidarietà, voglia di fare, di creare ancora ed ancora. Sono molto soddisfatta.

    A.M.: Ci sono novità in pubblicazione per il 2011?

    Silvia Denti: Oh, sì, ci sono molte cose a cui penso, per ora sono desideri, poi si vedrà. Magari un’altra collana, questa volta con tema preciso, poi forse la ripresa dell’idea antologica, gli audiolibri, i concorsi letterari, vedremo. Quel che è certo è che non ci fermeremo, continueremo a crescere ed ad inventare nuove fonti. Il mio sito Poesiablu ne è la conferma: ormai chi scrive non si ferma a questo, va oltre, dipinge, recita, scolpisce, fa musica. La multiart è un pensiero costante in me, non lo abbandonerò. Poi ci sarà il portale ufficiale dell’inquietantismo, lo stiamo preparando con cura. Per ora ci supporta il vecchio sito, contenitore di ogni espressione artistica, che cresce a vista d’occhio anche grazie a Bruno Trombetta, web master in gamba ed amico fidato che non lo fa mai cadere di tono. Il resto nascerà assieme ai nuovi giorni e non sarà mai noia!

    Voglia di crescere e di stupirsi. Brava Silvia, ottimo lavoro. Invito i lettori a visitare il sito di Silvia Denti:

    http://www.divinafollia1.altervista.org/index.html

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Raffaele Vrenna su Twitter

    Vi presentiamo il nuovo profilo Twitter di Raffaele Vrenna, imprenditore che ha ideato e realizzato le Officine Kr. Le Officine Kr sono situate in una tra le più suggestive location calabresi e sono site appena al di fuori delle mura di Crotone, città in cui Raffaele Vrenna è nato.
    Le Officine Kr sono un progetto profondamente voluto da Raffale Vrenna: esse si rivelano essere una sintesi imprescindibile di arte e ambiente, connubio profondo trafolklore e innovazione, imprenditoria, sia artistica che ambientale, nonché tecnologia al servizio di un’Impresa dedicata esclusivamente all’Ambiente.
    Raffaele Vrenna, tramite le Officine Kr,ha come obiettivo ultimo la tutela delle tradizioni, dei manufatti e dei mestieri della sua terra d’origine, operando per questo attraverso la promozione e la propagazione di questi. Le Officine Kr, in tal senso, trasformano i doni provvisti dalla terra in arte, la quale è destinata non solo all’Italia e alle sue regioni, ma a tutto il Mondo, sempre nel rispetto e nella rivalutazione dei divari naturali, ambientali e culturali.
    La lavorazione di opere di stupefacente contenuto artistico e culturale, simbolo del lavoro e della terra, esaltanti la natura stessa e l’approccio dell’uomo ad essa, sono al centro dell’attenzione all’interno delle Officine Kr.
    E sono proprio le opere del Maestro Gaspare Da Brescia, nato a Crotone nel 1955, viaggiatore per inclinazione artistica ed ora residente presso le Officine Kr, maison immersa nella natura, ad essere il segno evidente dell’opera delle Officine Kr.
    “Le terre di tutto il mondo mi hanno insegnato la mia arte”
    Questo risponde il Maestro Da Brescia, a coloro i quali gli domandano circa la sua versatilità artistica e la multiformità della sua arte.
    Le Officine Kr di Raffaele Vrenna , pertanto, si pongono comeponte in prima istanza tra antica cultura e la tecnologia più moderna, ma esse vogliono essere anche una scuola d’innovazione che simboleggia la rinascita di antichi saperi, mestieri e tradizioni, divenendo chiave di lettura per la moderna innovazione.
    Nel sito troverete esaustive informazioni circa Raffaele Vrenna imprenditore, la storia e i progetti delle Officine Kr, la biografia del Maestro Da Brescia, i recapiti per avere un contatto diretto con Raffaele Vrenna.
    Raffaele Vrenna: sintesi tra antica cultura e moderna tecnologia, promozione arte e tradizioni
    Cosa aspettate? Venite subito a conoscere la figura di Raffaele Vrenna ed il suo operato presso le Officine Kr!

  • Conferenza stampa di chiusura del “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”.

    Si terrà mercoledì 26 gennaio, alle ore 18.30, presso la sala consiliare del palazzo comunale di Tarquinia, la conferenza stampa di chiusura della manifestazione “Presepe Vivente MMX – Città di Tarquinia”. L’incontro, nel quale sarà fatto un bilancio dell’iniziativa, costituirà l’occasione per l’Amministrazione di ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno reso possibile l’evento, una delle punte di diamante del ricco programma delle manifestazioni di Natale realizzato dal Comune. Data l’importanza degli argomenti che saranno affrontati, s’invita la cittadinanza a partecipare numerosa.

  • Intervista di Alessia Mocci a Riccardo De Rosa ed al suo “I giorni della peste”, Rupe Mutevole Edizioni

    I giorni della peste”, edito nel 2010 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Echi dalla storia”, è un viaggio nel 1630 durante la sciagura della peste. L’autore, Riccardo De Rosa, utilizza una prosa sagace che riesce ad aumentare la curiosità del lettore man mano che legge. Non un libro di storia quindi, piuttosto un excursus di un’epoca fine medioevale che cela molto del suo passaggio. Riccardo in “I giorni della peste” porta avanti in cinque capitoli i fatti salienti della grave epidemia che non sceglieva le sue vittime ma che si aggirava cieca per le vie delle città.

    Riccardo è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande di approfondimento sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    Tra le tante credenze assurde, si pensava che, essendo la pelle degli appestati pallida, con dello zafferano si potesse rinvigorirla. Un altro rimedio ritenuto tra i più efficaci era l’osso di corno di cervo triturato. […] Salassi e clisteri, veri e propri scempi per i corpi già gravemente debilitati e che per i ricchi erano rimedi quotidiani, ai poveri, una volta tanto in qualcosa fortunati, erano risparmiati non potendoseli permettere.

    A.M.: Quando nasce l’interesse per la peste del 1630?

    Riccardo De Rosa: Il mio interesse per questa lunga e complessa vicenda storica nasce dall’incontro e dallo scambio culturale con Mark Drusco, esperto di botanica e piante medicinali, e da qui il discorso sulle pestilenze ne discende direttamente.

    A.M.: Perché hai deciso di pubblicare “I giorni della peste”?

    Riccardo De Rosa: Questo libro nasce da un duplice ordine di esigenze: da un lato si è cercato
    di fare, nella forma più esaustiva possibile, la raccolta di molte fonti specialistiche sull’argomento, incluso la storia della medicina sinora troppo disarticolata. Dall’altro lato il libro è stato anche una buona occasione per fare il punto sull’attuale stato del dibattito storiografico sull’argomento, scegliendo un approccio il più possibile diretto e divulgativo senza, nel contempo, rinunciare ad esattezza e precisione nei contenuti.


    A.M.:
    È stato complesso trovare tutte le informazioni riportate sul libro?

    Riccardo De Rosa: Fermo restando che un’opera di approccio storiografico ad una materia vasta e complessa come può essere quella attinente una pestilenza di ampia portata, lunga e diffusa in ampie zone d’Europa, ha presentato non pochi problemi di reperimento delle fonti, ho preferito tuttavia, come precisa scelta metodologica, dare maggior risalto possibile alle fonti bibliografiche. Ciò non solo perché le fonti d’archivio sono state già ampiamente “saccheggiate”, ma soprattutto sono rimasto profondamente colpito dalla serietà ed acutezza
    di giudizio di molti testi consultati, inclusi alcuni reperiti proprio su Internet, ciò perché le nuove tecnologie, è mia profonda convinzione, possono costituire un notevole supporto per il lavoro dello storico.

    A.M.: Le unzioni. Perché si è verificata la vicenda delle unzioni?

    Riccardo De Rosa: L’”unzione” non è altro che un comodo paravento inventato di sana pianta
    dalle pubbliche autorità degli stati colpiti dal morbo per non vedersi costretti a dichiarare i propri limiti e gli errori commessi nell’affrontare il problema. In sostanza i cd “untori” non sono altro che dei poveri innocenti cui furono scaricate addosso colpe e responsabilità di altri, ben al di là dell’effettiva portata del “pericolo unzione”, dato che il vero flagello rimaneva la pestilenza.

    A.M.: La peste oggi. Pensi che oggi si potrebbe aver una situazione disastrosa quanto quella del 1630?

    Riccardo De Rosa: No, ai livelli del 1630 non credo proprio, anche perché i moderni sistemi
    sanitari sono in grado di far fronte anche ad epidemie di portata ben peggiore di quella del 1630. Una certa preoccupazione nutro invece per i rigurgiti di razzismo e xenofobia mascherati dietro pretestuose difese identitarie che talune forze politiche stanno sostenendo, adducendo argomenti anche di natura sanitaria che fanno facile presa su frange della
    popolazione non adeguatamente informata.


    A.M.:
    Come ti stai trovando con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Riccardo De Rosa: Ritengo che il mio rapporto con Rupe Mutevole sia nato all’insegna di fiducia e disponibilità nelle capacità mie e dell’editore: mi sta facendo crescere dal punto di vista stilistico e narrativo. È comunque un’esperienza molto stimolante e costruttiva, che mi sentirei di consigliare a chi volesse cimentarsi con temi narrativi e storiografici di ampia portata.

    A.M.: Hai qualche progetto per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

    Riccardo De Rosa: Ho in programma con Rupe Mutevole una rassegna di temi di storia sociale che spazierà dalla stregoneria alle guerre tra stati europei in Età Moderna, alle biografie di personaggi femminili più o meno noti. Ciò mi auguro possa far nascere un ricco ed ampio dibattito, non limitato, si spera, solo agli addetti ai lavori, dato che uno degli obiettivi che perseguo è di far parlare i personaggi coinvolti, anche se, per ovvie ragioni, con la mediazione critica dello storico, allo scopo di far conoscere situazioni, epoche, personaggi e problematiche, storiche e sociali, al maggior numero di persone possibile.

    E se Riccardo continua la sua strada con Rupe Mutevole perché non ci provi pure tu?

    Faccio i miei complimenti a Riccardo De Rosa e spero di sentirlo presto con le novità annunciate!

    Lascio il link di una recensione di “I giorni della peste”:

    http://www.express-news.it/cultura/%E2%80%9Ci-giorni-della-peste%E2%80%9D-di-riccardo-de-rosa-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • ZUSHIILAND Il paese dei balocchi

    RAZZPUTIN, ROSASPINTO e ZUSHII

    presentano

    ZUSHIILAND

    Il paese dei balocchi

    @ ATOMIC BAR

    Giovedì 27 gennaio dalle 22 .00

    Via F. Casati, 24

    Milano

    Dovrete attendere trepidanti giovedì per carpire il segreto della giocosa serata de “IL PAESE DEI BALOCCHI”: et voilà, solo allora potrete comprendere.

    Volete capire di che si tratta?

    Risolvete questo semplice rebus addizionando in ordine logico le parole che seguono

    nuova” – “2011” – “Zushii”- “collection”

    Ora unite la frase scovata a questa considerazione:

    il made in Italy continua a sbocciare irriverente alla faccia della crisi”.

    Avete compreso? Ma certo eccovi il risultato:

    Atomic Bar presenta:

    Nuova Zushii Collection 2011 ed il made in Italy continua a sbocciare irriverente alla faccia della crisi”.

    Zushii ovvero come la dimensione del gioco irrompe espressivamente nei nuovi prodotti glam

    ideati dalle Menti Creative dei suoi fondatori. Bijoux e non solo, anzi piccoli e significativi pezzi di design artigianale, opere fatte a mano, confezionate con cura e vendute a prezzi da stock.

    Dopo i bijoux 100% hard candy (vere caramelle sottoforma di gustosi accessori) e la collezione 100% wild wild zoo (graziosi animaletti decorati tutti da indossare) Zushii presenta la sua terza collezione, ancora una volta all’insegna del gioco!

    Zushii, totalmente fuori dagli schemi, trasforma le idee più stravaganti in concrete realtà da indossare creando prodotti giocosamente irriverenti e girando le spalle ai diktat imposti dalla moda; e per promuovere l’agguerrito marchio non potevano mancare simpatiche e spiritose campagne di guerrilla marketing, quindi state attenti a ciò che scorgete in giro perché svoltato l’angolo potreste imbattervi in grandi “orecchie interrogative”, uno “stickers tormento” in città.

    Grandi orecchie infilzate da un punto di domanda, questa “l’istantanea-autoritratto” del Brand.

    Orecchie per sentire e domande per scoprire e comprendere la contemporaneità che ci circonda, cogliere nuovi stimoli, must e tendenze del momento.

    Giovedì il giovanissimo Brand d’avanguardia ci guiderà in ZUSHIILAND “IL PAESE DEI BALOCCHI”, e chissà cosa ci offrirà di nuovo per entrare nel “Gioco della Moda irreverente”. Cosa ci attende dietro l’angolo?

    Non sappiamo, ma vi lasciamo con un grande punto interrogativo, anzi un punto di domanda per l’orecchio destro ed uno per quello sinistro.

    ATOMIC BAR vi attende per una serata tra i Balocchi dove potrete “BALOCCARE” IMMERGENDOVI NEL MONDO DEL FASHION DESIGN, BEVENDO OTTIMI DRINK E GODENDO DI UN DJ SET DI TUTTO RISPETTO: Resident Djs Donut & Deejay Dave .

    Rosaspinto, fedele al proprio dna itinerante, pura creatività in corsa, sceglie Razzputin per una nuova sinergia creativa: specchio del possibile ed interessante dialogo tra discipline e personalità artistiche differenti.

    Parola d’ordine CONTAMINAZIONE!

    Rosaspinto: officina di arti e mestieri, termometro di umori contemporanei e sigla di impulsi artistici.

    INFO:

    Razzputin: 3385710197 adonisteam@yahoo.it

    Rosaspinto: 3338864490 [email protected]

    www.rosaspinto.it

    Zushii: www.zushii.com

  • Antonio Scarioni: Azione informale

    Open Art Milano nuova realtà del panorama artistico contemporaneo, è lieta di ospitare dal 1° al 28 Febbraio presso gli spazi di Corso Buenos Aires, la personale “Antonio Scarioni: Azione informale”, a cura di Vera Agosti.
    Una trentina di lavori inediti (2009-2011), che attestano la più recente fase sperimentale dell’artista. Sequenze dal filmato di opere virtuali, ricavate dall’accelerazione-video di dipinti appena realizzati.
    Da qui, una mimesi casuale, che richiama il mistero della natura, costante riferimento della ricerca dell’artista che tenta un gioco di corrispondenze tra i quattro elementi fondamentali: terra, aria, fuoco e acqua.
    Un bagliore assume la forma e la tinta di un lussureggiante fiore tropicale; il blu della profondità degli abissi; il rosso dell’esplosione del fuoco. E ancora l’eternità delle rocce, la vita del sottobosco e l’attività incessante delle cellule, le nebulose che scoppiano nel buio e l’aurora che svela il cielo.

    Biografia
    Antonio Scarioni nasce ad Abbiategrasso nel 1941.
    Frequenta l’Accademia di Brera e gli studi di Attilio Milani e Pietro Plescan.
    Dal 1970 si dedica al collage, alla fotografia e alla serigrafia, innovando alcune fasi del processo serigrafico in campo industriale. Espone dal ’71 presentato da Dino Buzzati.
    Negli anni 90 l’amicizia con Mimmo Rotella, Max Kuatty e Pierre Restany lo spinge a concentrarsi sul metodo del riporto, del calco e dello stacco.
    Prendono avvio i suoi cicli di tele smaterializzate da bagni di coloranti vegetali e chimici. Realizza alcune sculture.
    Nel ’98 espone con Rotella e Kuatty con un testo di Restany.
    In quello stesso anno, Scarioni indaga la fluidodinamica dei colori. Una ricerca che è perfezionata col nome di “smaterie” con la collaborazione critica di Tommaso Trini.

  • Iniziati i lavori di riqualificazione del teatro San Marco.

    Sono partiti il 21 gennaio i lavori di riqualificazione del teatro San Marco. L’intervento, promosso dall’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Tarquinia, avrà un costo di circa 700mila euro ed è basato sul progetto dell’architetto Leonardo Proli. La struttura avrà circa 300 posti e presenterà un’acustica all’avanguardia, risultato di un approfondito studio svolto dall’architetto Proli in collaborazione con colleghi di Londra e Berlino. «Tarquinia riavrà finalmente il suo teatro. – afferma l’assessore Anselmo Ranucci – La riapertura dell’immobile, lasciato per decenni nell’incuria e nel degrado, è uno degli obiettivi prioritari dell’Amministrazione Comunale. L’inizio dei lavori rappresenta un passo in avanti fondamentale per raggiungere l’obiettivo. La città merita un luogo deputato alla cultura, uno spazio fruibile in ogni periodo dell’anno, dove ospitare spettacoli, concerti congressi e seminari». L’assessore ai Lavori Pubblici sottolinea inoltre la qualità complessiva del progetto: «La competenza dell’architetto Proli e delle maestranze, che eseguiranno gli interventi, garantiranno un risultato eccellente, degno del patrimonio storico e artistico che Tarquinia custodisce».

  • “Vivere non conviene. Esistere non basta” di Alessandra Di Gregorio, Rupe Mutevole Edizioni

    Mi attacco alle cose per sopperire a una grave mancanza di valori. Affido agli oggetti l’arduo compito di consolarmi nei momenti di panico e sfiducia nei rapporti interpersonali, e li prego di mettermi al riparo dalle possibili delusioni provenienti da un mondo che prima ti abbaglia e poi ti rinnega.

    Il rapporto della protagonista con gli oggetti si nutre di sentimento in questo caso. La donna, fin troppo sensibile per i cambiamenti umorali delle persone, affida il suo sentire all’immutabile e concreto. Le relazioni, dunque, non iniziamo mai con una totale franchezza e sicurezza d’animo in quanto l’ombra della delusione si affianca ad ogni momento trascorso. L’oggetto in se non tradisce e non muta la sua funzione nella vita della protagonista.

    Vivere non conviene. Esistere non basta”, edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Heroides”, rivela sin dal sottotitolo “Diario di portatrici sane di sentimento” la sua forza e la sua determinazione di autenticità. L’autrice, Alessandra Di Gregorio, nasce nel 1983 e nello stesso anno pubblica per la casa editrice Il Ciliegio due libri “L’analisi della conversazione in chat” e “Vanessa – Storia di una metamorfosi”. “Vivere non conviene. Esistere non basta” consta di 71 pagine ed è diviso in undici capitoli di diversa estensione, il libro è dedicato a Francesca e Cristina. È una pubblicazione che attraversa diversi stili prosastici, infatti, ritroviamo la lettera, il diario personale ed il discorso diretto. Protagoniste sono due donne, Lara e Giada.

    Il primo capitolo si apre con la rimarcare un duro addio, due lettere che ci offrono sin da subito un’emozione e la chiarificazione di una situazione particolare: l’amore concluso fra due donne, fra due amiche. Il lettore non sapendo ancora l’evoluzione della relazione viene fortemente trasportato con trepidazione. Cos’è accaduto fra le due? Chi ha posto fine al rapporto e soprattutto perché? Alessandra di Gregorio ha creato un continuum narrativo funzionante che riesce in ogni capitolo ad sbalordire con gli excursus filosofici e con risposte possibili a diverse domande che ognuno di noi si è posto.

    La vita mi guizza dentro come una spinta a una pericolosa china. Inciampa sui miei stessi piedi, e non si cura d’essere terribile e sfrontata verso me che le do substrato utile alla sopravvivenza. La vita era palpabile, lì alla finestra dei sogni, e noi eravamo oscene e felici, perché nessuno ci diceva in che quantità amare, e ci amavamo e basta.

    Così come veniva.

    Così come ci era dato di fare.

    Così com’era giusto venisse fatto.

    Una grande consapevolezza d’amore e di libertà nel rapporto ma non solo. Lara sostiene in questa citazione qualcosa che dovrebbe valere per tutti i rapporti: nessuno ha il diritto di sindacare sulla quantità d’amore. Non abbiamo a che fare, infatti, con la sterilità di un rapporto ma le due donne,che manifestano caratteri estremamente diversi, sono tuttavia in balia degli eventi malgrado siano dotate di un altissimo pensiero morale.

    Non ero felice perché vagavo addosso a me stessa senza realmente capire il giusto valore del contatto. Perché l’amore non si inventa né lo si partorisce. E io non ero una portatrice sana di alcun sentimento. In quanto ignara.”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni