Categoria: Arte e Cultura

  • “Con un elegante sito torna sul web Epoca ‘900, il negozio di antiquariato per eccellenza.”

    Con un elegante sito web, Epoca ‘900 entra con forza nel mondo digitale, proponendosi come il luogo dove il tempo si è fermato, per non perdere mai di vista il valore reale dell’antiquariato. La vetrina web, caratterizzata da un’animazione dinamica e da contenuti chiari, offre un grande assortimento, una consistente galleria fotografica di oggetti antichi, una certezza della loro provenienza, il prestigio di un restauro conservativo e migliorativo e l’acquisto on-line, in modo da rivitalizzare l’antiquariato, proiettandosi nel futuro ed investendo nel passato.

    L’obbiettivo primario che Epoca ‘900 si pone è quello di ripristinare il valore reale dell’antiquariato e di mantenerlo ed incrementarlo negli anni futuri.

    Cesare Paris

    Ufficio Stampa Epoca 900 Srl

    [email protected]

  • Nuova selezione editoriale per Edizioni XII: al via Corti – Terza stagione



    Dopo il successo di Corti – Seconda stagione: L’invasione degli UltraCorti, la casa editrice lecchese lancia una selezione editoriale per racconti brevi e brevissimi nei generi Fantastico, Horror, Weird, Fantascienza, Thriller, Noir, Pulp, Azione e Avventura.
    In palio la pubblicazione nella raccolta Corti – Terza stagione: il ritorno dei Corti viventi, di futura uscita per la collana Pigmei.


    La selezione si svolgerà in due fasi. La prima si aprirà a maggio e durante i tre mesi successivi darà la possibilità ai partecipanti di inviare i propri racconti, nel limite di tre per ogni categoria. Coloro che supereranno la fase eliminatoria, non si guadagneranno solo la pubblicazione, ma parteciperanno alla fase finale – prevista per il mese di ottobre – nella quale si sfideranno con una terna di racconti, per vincere il titolo di nuovo Re dei Corti.

    Per ulteriori informazioni e bando si veda l’annuncio ufficiale sul sito di Edizioni XII.

  • Luce, Arte, Colore.

    Milano, Fuorisalone, giovedì 14 Aprile 2011. Alle ore 18,30 Performance in Lighting, l’azienda specializzata nella progettazione di prodotti e sistemi di illuminazione, nell’ambito del Fuorisalone 2011, dà vita a un incontro-aperitivo destinato a “illuminare” le serate milanesi.

    Presso la showroom in Ripa di Porta Ticinese 73, andrà in scena l’evento collegato a “I Mendini: Architetti Tessitori”. La mostra, con il Patrocinio della Provincia di Vicenza e della Città di Valdagno, è in corso fino al 26 Giugno 2011, presso le sale della Galleria Civica d’Arte Moderna “Villa Valle” a Valdagno (VI) e Performance in Lighting, con il brand Prisma Architectural è tra gli sponsor.

    Curatore della mostra è il designer Elvilino Zangrandi che ne progetta anche l’allestimento, con la collaborazione scientifica di Vanni Pasca che presenta sul catalogo un originale studio critico sull’opera architettonica dei fratelli Mendini.

    Zangrandi presenta la mostra con queste parole: “…credo che alla base del modo di progettare e di costruire dei Mendini ci sia il colore, e io, per allestire questa loro mostra, proprio dal colore sono partito. I Mendini: Architetti Tessitori è il titolo, ordito e trama di un pensiero rivolto all’uomo e alla natura, con una visione colorata e di riflesso ottimistica che sembra quasi voler rivolgere un nuovo messaggio”.

    Durante “I Mendini Architetti Tessitori… un aperitivo a Milano”, gli Architetti Alessandro e Francesco Mendini dialogheranno e si confronteranno su alcuni progetti presenti nella mostra di Valdagno e ne firmeranno i cataloghi.

    I progetti, e più precisamente quelli relativi al Groninger Museum di Groningen (Olanda), al Busstop Steintor di Hannover (Germania), alla Torre del Paradiso di Hiroshima (Giappone) e alla Fenice Galleggiante di Venezia, per l’occasione, saranno esposti nella showroom e illuminati dai prodotti Strip Oval di Prisma Architectural.

    Performance in Lighting nasce dall’unione di aziende internazionali del settore illuminotecnico. Si presenta al mercato con cinque brand, ognuno dei quali è specializzato nel fornire soluzioni alle diverse esigenze e visioni della progettazione: Prisma, Prisma Architectural, Sbp, Sbp Urban Lighting e Spittler.

  • Scatta e stampa perfette foto in bianco e nero

    La fotografia sta diventando una moda dilagante, conquistando persone di ogni età che sempre più spesso di avvicinano a quest’arte affascinante. Ma scattare delle foto non è così facile come si potrebbe pensare, soprattutto se si vogliono ottenere delle foto di qualità con le quali riempire gli album foto di famiglia oppure arredare le pareti di casa grazie alla foto su tela.

    Il primo suggerimento, per chi è alle prime armi con la fotografia, è quello di iniziare dalla foto in bianco e nero, e questo non solo perché questa tecnica permette di ottenere fotografie dal grande fascino, ma anche perché è molto più semplice mettere in risalto un soggetto che, invece, nella fotografia a colori potrebbe risultare quasi privo di interesse.

    Ma come scattare una perfetta foto in bianco e nero?

    La prima cosa da fare è di badare alla luce. Se, infatti, se decide di eliminare il colore,bisogna necessariamente diventare più “sensibili” alla luce, ponendo particolare attenzione alle sfumature e soprattutto riuscendo ad estrapolare tutti gli elementi dall’inquadratura. Questo significa che prima di scattare bisogna controllare sempre la situazione sul display e l’effetto luce, ricordando inoltre di cambiare punto di vista ogni volta che cambia l’illuminazione.

    Detto questo, vediamo come bisogna comportarsi se si scatta un ritratto oppure un paesaggio.

    Nel primo caso la cosa alla quale bisogna porre la massima attenzione è il contrasto tra le luci e le ombre, mentre nel secondo caso la composizione e il contrasto diventano gli elementi fondamentali per la costruzione dell’immagine. In entrambi i casi bisogna fare molta attenzione alla prospettiva, ovvero accertarsi sempre che il soggetto inquadrato sia inserito tra le intersezioni create da due linee verticali ed orizzontali immaginarie.

    Da ricordare, infine, che non c’è bisogno di scattare direttamente la foto in bianco e nero, visto che oggi esistono tecnologie che permettono di modificare successivamente l’ immagine e di ottenere l’effetto desiderato.

    Altri articoli: https://www.area-press.eu/ap_notizie/16738-Stampare_foto_grazie_al_Web.html

  • Poetica Coazione di Federico Li Calzi recensito da Teodora Mastrototaro

    Teodora Mastrototaro (Trani, 1979), sin dall’infanzia ha dimostrato un notevole interesse per la poesia e l’arte tout court. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta “Afona del tuo nome”, tradotta nel 2010 in lingua inglese dallo scrittore Jack Hirschman (New York, 1933) con il titolo “Can’t voice your name”. Segue un estratto della recensione di Teodora a “Poetica Coazione”, raccolta di poesie di Federico Li Calzi (Agrigento, 1981).

    “COAZIONE:

    1) Limitazione della libertà altrui ottenuta con la forza. Costrizione.

    2) Forma di nevrosi che si manifesta con tendenze ossessive.

    3) C. elastica: in meccanica, stato di un solido in cui esistono tensioni interne non sollecitate dall’esterno.

    (da: Il Dizionario Della Lingua Italiana)

    POETICA COAZIONE: Libertà che si manifesta quando le tensioni interne… si trasformano… in poesia. (di Teodora Mastrototaro)

    Il giovane poeta Federico Li Calzi, con un salto temporale, non appena si inizia a leggere la sua raccolta di poesie “Poetica Coazione”, teletrasporta il lettore, come se fosse questi una particella di luce, alla stagione più calda ed apparentemente più gioiosa dell’anno: l’estate.

    Il lettore, da qualsiasi luogo stia leggendo, riappare sulla superficie di un pianeta lontano ed assolato. Il lettore “salta” la stagione che sta vivendo e non intendo solo stagione come periodo che divide l’anno ma anche come metafora della vita. La calda estate che ci presenta il poeta diventa metafora delle stagioni della vita.

    Immagini che sanno di sole, che sanno di caldo. L’atmosfera e l’aria che si respirano durante la lettura delle prime poesie della silloge sono presentate attraverso una scrittura malinconica. Esiste una differenza tra ciò che è descritto ed il come.

    La stagione più bella è la mano malinconica del poeta. Che l’estate sia in verità un addio? D’altronde: “L’estate è una cosa che m’hai dato”, “è riflesso di cose morte”, “come estate finita, d’una infanzia perduta”, “l’estate persa sulle tue parole”. Il poeta entra a punta di piedi nella nostra stagione più malinconicamente bella mettendoci a conoscenza della sua. Il poeta si rivolge a noi e lo fa attraverso la sua amata.

    La poesia italiana ha da sempre avuto come ispiratrice la figura femminile. Questa è stata trattata diversamente a seconda della mano dell’autore ma per lo più per i poeti è sempre stata il simbolo della loro soggettiva visione della vita e della loro personale poetica. Ricordiamo Beatrice, Laura, Angelica, Silvia. E le donne dei poeti Saba, Montale, Campana. L’importanza della donna per questi ed altri autori fa comprendere quanto la figura femminile in poesia fosse fondamentale perché su di lei i poeti facevano congiungere i sentimenti ed i loro pensieri, come se tra le braccia della donna l’uomo con il suo tutto si senta protetto e beato. Anche per il giovane Federico Li Calzi la figura femminile diviene il carnale mezzo che muove la sua poesia.

    Una figura, la donna che ritroviamo in “Poetica Coazione”, che a poco a poco ci appare. Prima è evanescente poi sempre più chiara. Una figura femminile che cambia la sua forma. È donna ma è anche cielo “le nuvole si fanno cielo e il cielo diventa te.” , è custode di vita “la vita è un ricordo chiuso nel tuo foulard”. La donna diventa la dolce causa per cui la notte soffre perché rimasta senza le stelle “Misera la notte ha perso anche te”, la notte non è più. La notte non è più nulla. “la notte ha perso il suo fascino” perché non basta più a quella stessa donna che era “la chiusa campagna, l’aperta speranza, il greto imbrunito sotto l’albero di noci.”

    Il poeta affianca la figura della sua donna che impariamo a conoscere durante la lettura, alla notte. Come se lei fosse un dolce vampiro che succhia il sentimento dalla penna del nostro giovane autore.

    Il ripetuto riferimento alla notte rende ossessiva l’immagine della sera e sarà questa stessa a rifiutare la Lei che con tanta passione il poeta le cuce addosso. La notte, così, cancella il volto dell’amata, diventa vuoto e il poeta in quel vuoto cerca di dimenticare l’amore.

    Fin dalle prime poesie diventa riconoscibile lo stile dell’autore. La sua mano leggera, il suo continuare ad entrare in punta di piedi non solo nel singolo lettore e nella sua estate ma anche ritornare a punta di piedi e delicatamente all’interno di una storia ambientata in una notte.

    Che questa sia non soltanto uno spazio di tempo tra il sole che muore e il sole che sorge ma anche uno spazio di tempo della nostra vita?

    L’estate e la notte poi si congiungono “La notte ci ha mancato, sorpresi a redimere il tuo peccato.//L’estate muta sulla tua fortuna, lascia volto nell’aperta campagna” per lasciare spazio all’arrivo dell’inverno e all’ancora presente notte.

    /…/ Durante la lettura seguiamo una storia attraverso i versi. Come quando unendo i nei sul corpo della propria amata l’uomo traccia una mappa su quel corpo che lo condurrà all’amore o all’abbandono, così Federico Li Calzi traccia sul corpo della sua ispirazione la mappa che lo porta alla consapevolezze che : “Ma tu sei un capriccio che più non importa” “Anche le tue forme sono svanite nell’ansito della mente” “Le immagini scolorano il presente più del passato, e i ricordi, … dissolvono il passato più del presente.”

    Notte, estate, campi, terre, pini, fiume, albero, acqua, frutti, vento, mari, sapore di legna, cielo, nuvole, la foce dei Platani, pioggia, notte, inverno, campagna, spiaggia, selciati, questi e altri termini, ripetuti ed alternati tra di loro nelle diverse composizioni, ambientano la poesia in un giardino incantato, una sorta di atmosfera fatata. E’ questa l’impressione che avverto leggendo e rileggendo “Poetica Coazione”. Atmosfera che però contrasta con la realtà della vita che qui è decritta in versi e ancora più forte si fa la differenza tra ciò che è descritto ed il come. Questo rende riconoscibile l’autore, anche, cioè, per le atmosfere che evoca nelle sue composizioni.

    Federico Li Calzi scrive “Dobbiamo lasciarci le sere in cui il mondo svanisce” e mi chiedo se lui ha lasciato se stesso ora che il suo mondo d’amore è svanito dentro i suoi versi.”

    Vi lascio il link diretto per leggere la recensione completa:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/25/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-recensione-di-teodora-mastrototaro/

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

  • La settimana di Rosaspinto: il Design visto da una donna

    La settimana di Rosaspinto: il Design visto da una donna

    Evento CULTurale a cura di Indira Fassioni

    Quando la Musa incontra il design

    Le Biciclette Art Bar + Ristorante, Via Gian Battista Torti, 1, Milano

    Da Mercoledì 13 Aprile a Sabato 16 Aprile 2011

    Dalle 19.00 alle 24.00

    Complice la dirompente e fuggevole primavera, il sole che abbaglia di speranza le ombre cittadine, profumi e colori che seducono e disorientano nei labirinti delle idee, la settimana del design è un’invasione di polline creativo che dilaga e corrompe ogni angolo milanese, urbano o mentale.

    A voi la scelta (o il dolce consiglio) di come farvi ammaliare.

    Munitevi di lenti poetiche, seduttive aspettative e sfrontata vitalità per assaporare la linfa emotiva e artistica che Rosaspinto propone alla vostra anima e alla vostra ricerca di inedita progettualità.

    I sensi saranno avvolti da interventi d’arte, sperimentazioni musicali, presentazioni di stile e design, esplorazioni culinarie.

    Sinergie di raffinate Muse contemporanee.

    Mercoledì 13 Aprile

    La vera originalità, spesso, risiede nella disarmante essenzialità, non nell’accumulo barocco.

    Voilà, il progetto di moda e di comunicazione I’M BLOOMING, nato un po’ per gioco un po’ per il desiderio di indossare finalmente “quel qualcosa di semplice ma particolare” che tutti vorrebbero e nessuno riesce mai a spiegare. Un abito che non è solo un abito ma un’idea e un messaggio che ogni donna dovrebbe portare con sé.

    Una capsule collection dalla forte identità prodotta volutamente con tessuti italiani.

    Linee essenziali, dalla facilissima vestibilità, confortevoli e pratiche che nascono dalla declinazione in forma femminile della classica t shirt.

    Il capo simbolo è ovviamente il prototipo da cui tutto è nato: I’M BLOOMING basic. Il più semplice ed essenziale: comunicate al mondo che qualcosa di bello sta sbocciando.

    Colonna sonora della serata a cura di Deejay Dave (Razzputin) dj, consulente musicale, giornalista musicale, ideatore della One Night Razzputin.

    Venerdì 15 Aprile

    GoTube Party in occasione del Salone del Mobile, Dolcitalia, gruppo leader in Italia nella distribuzione dolciaria, e Globe3, società di servizi commerciali e di marketing presentano GoTube, il primo drink in tubo.

    Go Tube: un design innovativo

    GoTube è un prodotto giovane e nuovo, fatto per piacere a tutti e lasciare a chi beve tutta la libertà di movimento: un tubo in plastica alimentare da 200 ml, infrangibile, morbido al tatto, dalle grafiche accattivanti, perfettamente richiudibile che contiene un drink in 5 gusti cocktail: mohito,

    caipirinha, gin tonic, vodka lemon e vodka energy. Con alcool al 4% è ideale per i giovani ed è apprezzatissimo anche dal pubblico femminile. Alla linea di cocktail alcolici si aggiunge il drink energy Speed Race, già lanciatissimo nel mondo delle corse motociclistiche.

    Per gustare GoTube bastano tre semplici mosse: sviti, bevi, riavviti, e dimentichi il bicchiere!

    GoTube sta comodo in tasca, permette di ballare e muoversi, esce dai locali dai quali il bicchiere non può uscire ed entra dove il vetro non può entrare.

    Free GoTube per tutti!

    Sabato 16 Aprile

    Piume effimere e magiche accompagneranno il volo e la presentazione della nuova collezione L’Alì Accessories P-E 2011.

    Per la nuova collezione PE 2011 Alessia Rubagotti-L’Alì, ha creato nuove immagini ad hoc da fare vivere sul suo modello di borsa “must”, ovvero la Valigetta in pelle.

    Ogni persona “riflette”, attraverso il personale modo di disegnare e di “lasciar traccia”, il proprio modo di essere, quel mondo interiore, fatto di emozioni, di sentimenti, di paure. Utilizza il disegno come un “palcoscenico” attraverso cui poter esprimere il proprio modo di sentire e di vivere la realtà. Nel disegno vi è sempre “una mano che si muove, che si lascia andare, lasciando di sé una traccia e che inconsapevolmente crea qualcosa”. Tutto questo non è che una traduzione del pensiero e del proprio mondo interiore attraverso simboli, forme, colori.

    Non c’è una tematica precisa, bensì veri e propri ritagli di vita, narrati attraverso le forme ed i colori variopinti, come la Primavera.

    L’Alì è una giovane stilista bresciana, l’omonimo marchio nasce nel 2004 e da sempre le particolari forme e l’uso ironico delle stampe sono gli ingredienti base delle sue collezioni. Borse ed accessori che si contraddistinguono per creatività e qualità. Un gusto volutamente retrò racconta ogni volta una storia diversa, ogni pezzo nella sua unicità ne compone una parte. Dal 2007 la moda L’alì si lega all’Arte: nascono intensi e particolari rapporti di collaborazione con affermati artisti italiani del nostro tempo (fra cui: Alda Merini, Ugo Nespolo, Marco Lodola).

    www.lali.it / [email protected]

    Dj set della serata a cura di Rock in a Box.

    Contenitore dal contenuto eclettico propone: light electronica, 50’s dance, independent history, alternative waves, emoziona rock mescolati da Robi Kid e Carlo Zambotti.

    Quando si inizia ad ascoltare un loro dj set ci si chiede “di chi è questo pezzo?” quando si arriva alla fine non si sa come ci si è ritrovati a ballare urlando canzoni indimenticabili come London Calling o i pezzi dei Blur, degli Smiths, degli Interpol, degli Stereolab o dei Flaming Lips.

    Rock in a box: on a mission from music.

    Per tutta la settimana del Salone del Mobile saranno presenti all’interno del locale Valenti Luce Home Lighting, architetto Mariangela Palmisano by Artigianate Milan e Ggiocco Design di Giovanni Giangrandi.

    Valenti Luce Home Lighting azienda italiana nata nel 1929 specializzata in nuove forme e nuovi concetti di illuminazione, divenuta protagonista del Made in Italy nel settore illumino-tecnico.

    All’attivo collaborazioni con designer di fama internazionale, più volte premiata con menzioni al Compasso D’Oro.

    Valenti Home Lighting è presente a Euroluce 2011, manifestazione di riferimento internazionale per il settore luce, presenterà alcuni pezzi della nuova collezione di lampade 2011. www.valentiluce.it

    Architetto Mariangela Palmisano by Artigianate Milan, artista appassionata in collezionare piccoli oggetti ormai destinati ad essere buttati via e a riutilizzarli per produrre creazioni originali, unendo il classico al moderno.

    Un solo motto: non bisogna sprecare nulla!

    Per il Salone del Mobile presenta una sua particolare rivisitazione di alcuni divani del locale.

    Ggiocco Design di Giovanni Giangrandi, eco -designer milanese con un passato di illustratore e grafico che si diverte a giocare con tutto quello che trova, scherza col design e insinua uno spunto di riflessione sullo spreco.

    Da sempre affascinato dagli oggetti abbandonati e dalla sperimentazione, Giovanni ha creato un piccolo laboratorio artistico artigianale per le sue creazioni, tutti pezzi unici.

    Considera suoi Guru e fonte di ispirazione: Bruno Munari, i fratelli Campana, Gianni Rodari, Laurie Anderson e i suoi due figli Gabriele e Riccardo.

    Tre punti fermi accomunano i suoi lavori:

    – semplicità, il progetto è ridotto all’osso, il punto di partenza è il materiale da cui si trae la forma e quindi la funzione

    – eco-sensibilità, tutti i componenti sono separabili e sono ridotte al minimo o allo zero le sostanze collanti ecc.

    ironia, per dissacrare il mondo del design.

    Per il Salone del Mobile verranno presentati al pubblico per la prima volta alcuni pezzi del progetto SUPER_MEGA_IPER, realizzati utilizzando quasi esclusivamente materiali di scarto recuperati nei centri commerciali.

    Rosaspinto, brand eclettico nato nel 2002 ad opera di Indira Fassioni, sin dalla nascita si contraddistingue per la DOPPIA PERSONALITA’, creatura dalla duplice anima: una dedita all’ARTE in tutte le sue forme ed una votata alla COMUNICAZIONE nel senso più classico del termine ovvero dedicandosi alle pubbliche relazioni ed all’ufficio stampa.

    Ufficio Stampa e Direzione Artistica Rosaspinto

    Indira Fassioni

    [email protected] [email protected]

    +39/3338864490

  • In libreria “Lo zucchero e il veleno”

    In libreria è possibile richiedere “Lo zucchero e il veleno” opera prima dello scrittore siciliano Alessio Pace.
    Sono storie disperate, forti, di denuncia all’immobilismo sociale, personale. La denuncia di una vita passiva che non può portare ad altro che alla morte interiore. I personaggi di questi racconti si muovono all’interno di vite dalla forma chiusa, cristallizzata, piramidale; a volte soffocano, a volte si perdono nel vuoto della solitudine e per inerzia non possono far altro che arrivare all’apice del conflitto con quella parte di sé che aspira alla felicità. I pensieri, i desideri e le paure, come atomi volteggiano
    caoticamente alla ricerca di un appiglio, alla ricerca della sola ricchezza che sanno di poter conservare per sempre: l’amore donato, la purezza.

    L’AUTORE
    Alessio Pace nasce a Piazza Armerina il 12 settembre 1980. Finalista al primo Concorso Nazionale di Letteratura e Poesia “Città di Piazza Armerina” con la silloge di racconti “D’amore, morte e altri orrori”. Lo zucchero e il veleno è il suo debutto editoriale.

    ESTRATTO
    Erano quelli i momenti in cui solitario, seduto a meditare, qualche lacrima gli solcava
    il viso andando a spegnersi silenziosa agli angoli della bocca o sul colletto della c
    micia. A quelli seguivano i momenti in cui probabilmente, agli occhi distratti dei pa
    santi, sarebbe sembrato un folle perché, subito dopo quel suo pianto di solitudine,
    iniziava un’ironica risata rivolta a se stesso e alla presa di coscienza di quanto, in
    fondo, si sentisse sciocco a provare tristezza e solitudine dato che il mondo poteva
    offrire solamente ipocrisia e falsità, dato che il mondo offriva unicamente pugnali
    nascosti dietro ad un sorriso: zucchero bagnato nel veleno.

    Per informazioni:

    www.alessiopace.net

    www.edizionilagru.com

  • Filippo Biagioli e Andrea Mattiello installazione artistica a Tortona

    NOTES

    BIPERSONALE DI FILIPPO BIAGIOLI E ANDREA MATTIELLO

    11DREAMS Art Gallery

    16 – 30 APRILE 2011

    Tortona ore 18.00

    L’arte nasce come traccia rituale in un percorso nomade e arriva a noi su pareti di roccia, in rilievo, incisa, dipinta con terre, carbone e grassi animali. Dal rito propiziatorio di allora al gesto liberatorio di oggi il passo può essere estremamente breve o lunghissimo a seconda dei punti di vista. Oggi chiamiamo graffito il gesto ribelle nato da mani e menti creative che qualche decennio fa hanno cominciato a coprire di segni e colori tutto ciò che sul loro cammino incontravano. Artisti come Basquiat e Haring – per i quali i riferimenti formali, attraverso Penck, Dubuffet, la Pop Art, Siqueiros, certo Surrealismo, Klee, l’Espressionismo tedesco, Schiele, Ensor, possono arrivare fino alla pittura rupestre – hanno il loro giusto posto nei più grandi musei del mondo.

    Anche la pittura di Filippo Biagioli e Andrea Mattiello può essere ascritta a questo modo di vivere e intendere l’arte che imprigionare in un solo stile può diventare riduttivo; si potrebbe parlare piuttosto di quel modo assai efficace ed energico, istintivo eppure, a volte, quando occorre, esattamente calcolato di coprire una superficie con segni e colori che potremmo definire senza tempo, “stile umano”.

    Quindi, l’arte ha iniziato il suo cammino come impronta su parete (rocciosa). A tutt’oggi vivono quegli animali graffiti che un tutt’uno erano con gli animali veri, o i corpi di quegli ominidi-artisti incisi con pochi energici segni e lontani, nella scala della storia del mondo, quanto per noi lo è ieri l’altro. Ed è la loro vitalità che noi sentiamo, insieme al segno, quanto mai attuale e come grido che rifugge la consuetudine e la noia.

    L’artista Biagioli avanza con la sua Analphabetic Art, non ama indugiare sui propri passi, e di ciò lascia traccia in figure – che con occhi fissi d’intorno tutto vedono – fatte di veloci esperienze, lontane vestigia, possenti frasi, giustapposizioni oniriche. Ha un andamento saltellante, a scatti la sua mano; a tratti, nell’esecuzione dell’opera, repentinamente si dissocia dalla volontà e prosegue per inerzia tracciando linee seghettate e taglienti.

    La pittura di Filippo Biagioli è come un tatuaggio sul muro, sulla tavola, sulla tela o su qualsiasi altra materia. Il segno e il colore, la parola, per la forza e i sentimenti con cui vengono dati, proprio come fa l’inchiostro sulla pelle, non si fermano in superficie; il loro status è essere intrinseca parte visiva e concettuale del supporto: è da questo che – sia esso appunto tela, tavola, muro o carta – il segno trae forza.

    L’arte del graffito, fatta anche di parola, ha il fumetto come altro lato inscindibile e complementare della medaglia. E il fumetto Biagioli lo pratica, si esprime anche attraverso di esso che si confà alla sua indole di artista a tutto campo.

    La notevole varietà di situazioni, un diluvio di ambientazioni non solo fisiche e spaziali, in cui la figura-feto, forma portante e simbolo della pittura di Mattiello è venuta via via a trovarsi, si arricchisce man mano di nuove soluzioni compositive e simboliche. Soprattutto nei Feti e nelle Sirene le emozioni sono palesi, anche se non declamate, come accade in alcuni lavori, da lineamenti espliciti; a volte a possederli è la ritrosia o il dubbio, a volte la collera, altre la malinconia; altre ancora la gioia, come la Sirena che vediamo in un cielo stellato, lei, di un bianco così splendente da poter essere considerata essa stessa una stella alla ricerca di un mare da illuminare, nel quale vivere e nuotare e in cui specchiarsi.

    E’ un lampo che in alcune tele squarcia il cielo e irrompe violentemente nella serenità e immobilità della scena o nella pace meditativa del feto, che è come un fiore ancora da sbocciare, ma che ha in sé la compiutezza e la leggiadria della natura tutta.

    Nella pittura di Andrea Mattiello lo spazio bianco naturale del supporto è vissuto dall’artista non come mancanza di pigmento ma come ricchezza primordiale, tessuto dalle capacità rigenerative senza il quale non potrebbero emergere quei colori che accanto ad esso brillano organizzando nel migliore dei modi il rapporto tra vuoti e pieni.

    E’ questa una mostra in cui il segno, esatto e conciso, si fa messaggio. Le opere di Biagioli e Mattiello, aperte a varie letture e interventi esterni, sono libri ancora non completamente scritti, quindi da ultimare; storie nelle quali il personaggio mancante è proprio lo spettatore, che è chiamato a “fare la sua parte”.

    E’ proprio questo lo spirito dell’esposizione, intitolata NOTES, appunti; appunti di vita…forse; appunti di avvenimenti ancora da tracciare…in parte; appunti che lo spettatore può far diventare racconto…sicuramente.

    La mostra vuole proporre un ruolo del collezionista come parte attiva del processo creativo dell’opera d’arte, non solo nella scelta, ma anche nella composizione dell’opera.

    L’allestimento è significativo, i dipinti sono apposti su teli e sono facilmente removibili. Il collezionista viene dotato di appositi supporti sui quali applicare le opere scelte. Il risultato può rivelarsi sorprendente: è un mosaico le cui tessere (ognuna delle quali è già un’opera d’arte) sono fatte dall’artista, ma l’immagine d’insieme, che varia da individuo a individuo in base alla sua predisposizione e sensibilità, è il frutto della scelta di chi quei dipinti decide di possedere. Tale scelta finale è quella che poi sarà avallata e firmata dall’artista come opera pienamente compiuta.

    11DREAMS

  • Ritrovare se stessi con la cartomanzia

    Ogni giorno ci ritroviamo a dover fronteggiare problematiche varie, c’è chi riesce con disinvoltura ad affrontare la vita di petto trovando il giusto spirito, e chi invece deve faticare di più ed è costretto a sopportare il peso delle decisioni, senza essere in grado di secernere il giusto dall’ ingiusto.
    Sarebbe tutto più semplice se riuscissimo a conoscere in anteprima le soluzioni ai nostri dubbi, se riuscissimo a scoprire quale possa essere il passo giusto da compiere, quali conseguenze ci attendono; la vita è così colma di enigmi, che a volte da soli non siamo capaci di risolverli, sempre più spesso la soluzione è a portata di mano, ma gli annebbiamenti del cuore ci offuscano una realtà vivida.
    Attraverso l’aiuto di cartomanti esperte e fidate potresti migliorare la tua condizione, iniziare ad avere fiducia in te stessa e ritrovare il cammino perduto, ricostruire il tuo presente, analizzando il passato e anticipando il futuro.
    Siamo consapevoli della realtà che vi circonda, della condizione esistenziale ci ciascun individuo ricerchi i nostri consulti. I nostri cartomanti sono in grado di offrire un sostegno morale e psicologico, un consiglio mirato su qualsiasi tematica, escluso il settore della salute, che per legge non possiamo trattare.
    I migliori cartomanti saranno disponibili solo per te, nella realizzazione di consulti telefonici professionali e totalmente riservati, non esistono limiti di tempo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in qualsiasi momento potrai affidarti a noi, ed essere consapevole che ad ogni quesito c’è una risposta ed ad ogni evento un perché.
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  • La passione secondo Matteo di Roberto Demarchi presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano

    Mercoledì 6 aprile alle ore 18,30, il Prof. Claudio Strinati presenterà presso la Pinacoteca Ambrosiana di Milano La passione secondo Matteo, astrazione pittorica di Roberto Demarchi. L’evento offrirà al pubblico la possibilità di ammirare il trittico che l’artista ha creato ispirandosi all’opera sacra di J.S.Bach, eseguita per la prima volta il giorno 11 aprile 1729 a Lipsia. Secondo le parole del pittore: “L’opera di Bach si presenta come una delle più sublimi interpretazioni della Passione di Cristo […] che va ben oltre ad una professione di fede ed assume un valore universale che tocca la mente ed il cuore di ogni uomo, indipendentemente dal rapporto con il mistero divino che ognuno vive nel profondo della propria coscienza”. L’interpretazione figurativa dell’artista si pone l’obiettivo di dare “forma visibile” alla musica di Bach, che nella sua opinione è una delle più alte realizzazioni dello spirito, e di offrire al pubblico un’opportunità di riflessione sul mistero dell’esistere.

    Roberto Demarchi è un artista controcorrente che, nel corso della sua carriera, ha consapevolmente scelto rari momenti di pubblica visibilità a causa del rifiuto di aderire alle convenzionali logiche di mercato e della scelta di lavorare in piena libertà. Per queste ragioni, presenta le sue opere esclusivamente in spazi espositivi accuratamente selezionati ed è rappresentato da gallerie che rientrano nell’albo delle gallerie certificate da ArtNetworth: la Galleria Genesi a Milano, la Galleria Mercurio a Torino e la Galleria Ferrero a Romano Canavese (TO).

    L’arte di Demarchi scaturisce da meditate premesse di ordine storico e filosofico tradotto in un linguaggio pittorico peculiare e difficilmente inquadrabile nelle grandi tendenze del contemporaneo.

    www.artnetworth.com

    www.galleriagenesi.com

    www.robertodemarchi.info