Categoria: Arte e Cultura

  • Il Fuorisalone quest’anno è r-EVOLution

    Milano. L’originalità di raccontare uno spaccato della società odierna, nel bene e nel male, con tutte le sue contraddizioni, pregi e difetti e il coraggio di rappresentare la realtà per quello che è, senza filtri e censure, che sa essere schietta, cruenta e complicata ma, allo stesso tempo, anche dolce, buona e disarmante.
    Il desiderio di porsi delle domande senza alcuna pretesa di trovare una verità assoluta, ma soltanto di fermarsi e riflettere su tutto ciò che ci circonda, lasciando la mente libera di intraprendere questo lungo viaggio introspettivo.

    A metà aprile, dal 12 al 17 aprile, si replicherà a Milano al Uainbar, in via Savona 1 per il Fuori Salone, con molte novità. Infatti, coerente con la filosofia della condivisione “Arte per Tutti”, “r-EVOLution wants you!” ha indetto un Contest, dando la possibilità a 6 nuovi Artisti di esporre gratuitamente una loro opera ed essere i Protagonisti, per 1 giorno, insieme al collettivo, nei 6 Giorni di mostra. Unico requisito: nei 6 lavori migliori, i più votati, secondo il LIKE IT e secondo i criteri ed i gusti di r-EVOLution, deve trapelare lo spirito r-ivoluzionario in pittura, scultura, fotografia, installazioni.

    Nei 6 giorni di mostra, i 6 Vincitori che esporranno sono: l’orMa il 12 Aprile, Emanuele Potter De Bonis il 13 aprile, Cerberus il 14 Aprile, Alice AriSu il 15 Aprile, Stefano Landolfo il 16 Aprile ed Omar Galletti il 17 Aprile.

    Rivoluzionari, idealisti, portatori di cambiamento. Questi sono i dieci artisti r-EVOLution. Dieci modi. Dieci visioni. E una mostra sola. Il ritratto del mondo attraverso la fotografia, l’installazione e la pittura. 10 persone che condividono un unico scopo: dare un nuovo significato alla parola rivoluzione.

    La fotografia surreale ed evocativa di Francesco Laera che intende la comunicazione come frutto della fusione tra idea ed estetica e Matteo Suffritti, che pone l’attenzione sulla donna e sulla natura succubi della violenza dell’uomo, sul consumismo a tutti i costi a discapito del più debole, sulla feroce economia indifferente ai problemi ambientali che crea, sulla guerra che calpesta il rispetto per la vita umana, sui pregiudizi verso la disabilità e la conseguente emarginazione.

    I video di Francesca Lolli che si concentra sulle ossessioni della quotidianità che sfociano in un malessere unanime. La pittura iper-realista e iper-illuminata di Manusch Badaracco, che denuncia la condizione della donna in Italia, nel campo lavorativo, l’abbandono delle nuove generazioni davanti al bombardamento continuo di immagini e loghi incomprensibili da parte dei media senza alcun controllo genitoriale e quella di Alessandro Minoggi, che si sofferma sulla realtà distorta data dai media, dalle celebrità, dall’individualità superficiale dovuta ai modelli televisivi e pubblicitari degli ultimi vent’anni.

    La pittura cupa e riflessiva di Linda Ferrari che pone l’attenzione sulla mercificazione del corpo femminile, dove la donna è dipinta con il volto di una bambolina bionda ed è incatenata all’estetica del proprio corpo e che deve scendere a compromessi persino nella ricerca di un lavoro.

    Il percorso tra le basi dell’essenza e dell’esigenza umana “Amore, Fame, Fede” di Alan Zeni, i particolari materiali creativi usati da Manu Zuccarotta nelle sue tavole di trattati e ibridi alchemici che ripercorrono l’antico confine tra realtà e fantasia, per avere la possibilità di saper sognare un nuovo futuro, attraverso un progetto artistico più vasto e complesso che ha al centro l’indagine dell’evoluzione.

    La pittura di Mr. G., che si concentra sulle potenzialità delle immagini, cercando di creare nuovi accostamenti evocativi e seducenti, ma al tempo stesso profondamente inquietanti, invitando a sviluppare una coscienza propria, al di là della conoscenza preconfezionata che ci viene quotidianamente proposta. E, infine, quella di Mattia Barf Carne che si sofferma sull’apparenza e sulla superficialità dell’individuo privo di personalità, svuotato dalla totale dipendenza verso i social network e la controversa e attuale battaglia contro la pena di morte.

    r-EVOLution è un COLLETTIVO. E’ nato nel 2009 al Sergent Pepper’s di Milano, grazie a Linda Ferrari, curatrice degli eventi artistici del locale e ad oggi è composto da 10 giovani artisti.

    r-EVOLution è una MOSTRA di opere visive. Quadri, foto, istallazioni, video: una mappa ideale che ritrae un nuovo mondo. Il mondo del lavoro, delle relazioni personali, del disgusto per le cose che non funzionano e sembrano immodificabili, della voglia di cambiare, di creare speranza. Il mondo che viviamo tutti i giorni.

    r-EVOLution è PITTURA, perché non rinneghiamo nessun passato e sappiamo benissimo da dove veniamo, è FOTOGRAFIA e VIDEOARTE, perché sono i media che condizionano maggiormente il nostro presente, ed è SPERIMENTAZIONE, perché crediamo ancora ci possa essere un futuro a nostra immagine e somiglianza.

    r-EVOLution è POP perché vogliamo che coinvolga il maggior numero di persone, perché incoraggi a reagire tutti insieme, a cercare il bello oltre la rassegnazione perché rimane la voglia di ricominciare.

    Inoltre, r-EVOLution sarà itinerante per l’Italia: dal 9 maggio al 30 novembre r-EVOLution si sposterà a Bologna al Nu- Lounge, dal 19 al 24 Maggio esporrà nuovamente a Milano allo Spazio Concept, a Settembre sarà a Casale Monferrato e, infine, per concludere l’anno in bellezza, sbarcherà a dicembre a Venezia.

    MOSTRA “r-EVOLution – d’you know what I mean”, presso Uainbar, Via Savona, 1, Milano, dal 12 al 17 Aprile 2011, dalle 11:00 alle 02:00, Ingresso libero.

    Contatti:
    Media Relation-Press Office r-EVOLution:
    Chiara Pagano, Mail: [email protected],
    r‐EVOLution: Web:
    www.revolution2010.altervista.org, Mail: [email protected]
    Uainbar: Tel:
    339/7512252, Web: www.uainbar.it, Mail: [email protected]

  • Galleria d’Arte Moderna – Palazzo Forti – Verona

    La casa di Giulietta di shakespeariana memoria? L’Arena? Certo, ma non solo. Chi cerca l’arte a Verona ha un indirizzo da non perdere: è la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti, nel suo genere uno dei più importanti musei di Verona e dell’Italia settentrionale.

    galleria d arte moderna

    Situata nel centro storico di Verona e ambientata all’interno di una delle più importanti architetture storiche veronesi, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti vanta una collezione di opere italiane tra l’Ottocento e il Novecento e ospita mostre di portata internazionale. LA SEDE La sede della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti sorge nel cuore della città, nell’antico palazzo che nel Duecento fu la dimora del fiero e crudele tiranno Ezzelino da Romano. Palazzo Forti, che ancora conserva parte delle strutture medievali, passò poi alla famiglia Emilei, trasformandosi in un palazzo nobiliare di rappresentanza con saloni riccamente decorati, corridoi, ambienti di servizio. L’ultimo proprietario, Achille Forti, appassionato e collezionista d’arte, nel suo testamento lasciò il palazzo alla città per farne un luogo dedicato all’arte a Verona.

    palazzo forti

    UN PO’ DI STORIA

    Istituito nella metà del Novecento, l’edificio ospitò dapprima esposizioni di arte antica e in seguito, dopo un completo restauro, fu destinato a mostre di arte moderna. La nuova Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti venne inaugurata nel 1982 divenendo il fulcro dell’arte moderna a Verona, grazie a importanti rassegne dedicate a grandi artisti italiani e internazionali. Dal 2006 è stata inaugurata l’esposizione permanente del museo veronese, che mette in mostra alcune delle opere storiche della collezione assieme a più recenti acquisizioni.

    LA COLLEZIONE

    L’allestimento Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti è incentrato su alcuni temi attorno ai quali vengono costruite le sale espositive, accostando artisti anche molto distanti per formazione, epoca, tecnica, che si sono confrontati con le tematiche proposte: il tempo, lo spazio, il corpo, la natura. Oltre agli ormai grandi classici della pittura e dell’arte moderna veronese vengono esposte numerose opere di artisti contemporanei italiani e internazionali. Accanto alla collezione permanente, il museo di Verona continua la sua attività di ricerca con mostre temporanee, attività didattica, eventi.

    ARTE E NON SOLO

    Visitare Verona significa anche viaggiare attraverso sapori, culture artigianali e agricole del passato e moderne. La cucina di Verona ama i gusti genuini e decisi della terra che si fondono sapientemente all’interno di preparazioni impreziosite da inventiva e originalità. E’ proprio dalla curiosità di creare e riscoprire antichi e nuovi sapori che nasce il ricco patrimonio gastronomico della cucina di Verona.

    DOVE MANGIARE

    Ciccarelli Caffè, Verona. Ciccarelli Caffè a Verona nasce dall’esigenza di proporre la cultura gastronomica della cucina di Verona in una maniera diversa, moderna, accattivante. Provengono da una lunga tradizione nel campo della ristorazione; infatti il Ciccarelli Caffè esiste dal 1850 ed è un ristorante rinomato a Verona per la qualità dei suoi piatti. Ciccarelli Caffè di Verona ripropone la stessa qualità del ristorante ma con un servizio più veloce e si pone quindi come meta ideale per una pausa pranzo che non rinuncia al gusto. Vi consigliamo in particolare le Tartine di Luciano, preparate con le sue mani sapienti. Apprezzate in tutta Verona ma anche oltre i confini cittadini, le Tartine di Luciano sono una vera delizia per gli occhi e per il palato.

    Ciccarelli caffè

    DOVE DORMIRE

    B&B Casagrande, Verona. Un piccolo e curatissimo bed and breakfast in provincia di Verona. Buon Albergo con 3 camere dotate di ogni comfort e prima colazione inclusa. Ogni stanza è provvista di un televisore al plasma e di un servizio mini bar, gentile omaggio di Lucia, che gestisce con autentica passione e divertendosi questo bed and breakfast in provincia di Verona. Il B&B Casagrande mette a disposizione degli ospiti anche un ampio salone con forno a legna e camino che si affaccia su una splendida terrazza per godere appieno i momenti di relax.

  • L’Iran e la libertà

    L’iran e la libertà

    Incontro con

    Marina Nemat

    scrittrice, dissidente, esule iraniana

    18-19 aprile 2011

    Udine e Pordenone

    Imprigionata appena sedicenne, dopo due anni passati nel carcere di Evin in Iran,nel corso dei quali è stata sottoposta a torture, continui interrogatori, violenze e abusi sessuali, con una condanna a morte a gravarle sulla testa, a Marina Nemat si pone un’unica scelta: la vita in cambio di una relazione amorosa con uno dei suoi carcerieri. La Nemat nasce a Teheran nel 1965 da famiglia cristiana armena; sul finire degli anni settanta vede con occhi di bambina la rivoluzione che scoppia per le strade della sua città contro lo Shah di Persia; vive la rivoluzione islamica, fino a quando un giorno a scuola si alza in piedi e chiede al professore di matematica di spiegare il calcolo matematico invece che proseguire con la propaganda. La condanna arriva poco dopo. Una volta uscita dal carcere come da accordi sposa Ali Moosavi. Dopo la morte di quest’ultimo conosce il suo attuale marito e fugge in Canada. Ci vorranno oltre dieci anni prima di arrivare all’elaborazione della violenza attraverso la scrittura. Nascono così i suoi due romanzi Prigioniera di Teheran (Cairo) e Dopo Teheran. Storia di una rinascita (Cairo). Il primo libro è tradotto in tredici lingue e oggi Marina Nemat viaggia in tutto il mondo per raccontare la propria esperienza, per descrivere la vita nel proprio paese, ma soprattutto per divenire testimone di come ogni violenza serbi la tentazione del vittimismo che non è mai risposta intellettuale né per la vita. Suoi interventi in questa direzione sono contenuti nei volumi monografici “La libertà” e “La democrazia” editi da Spirali. Marina Nemat, una delle più note scrittrici iraniane in Occidente, sarà a Udine e a Pordenone dal 18 al 19 aprile. Presenterà in questa occasione i suoi romanzi e parlerà della questione donna nel mondo arabo musulmano e nel mondo occidentale. Invitata dall’associazione “la cifra” di Pordenone, con la collaborazione di FriulAdria Crédit Agricole e del Comitato Neda Day, l’autrice parlerà dei suoi libri e della sua esperienza in una conversazione con Antonella Silvestrini a Udine lunedì 18 aprile alle 18 alla libreria Feltrinelli e a Pordenone martedì 19 alle 20,45 a palazzo Montereale Mantica. La mattina del 19, inoltre, incontrerà studenti delle scuole superiori di Pordenone.

    Segnaliamo in nota un breve estratto da un intervento tenuto dalla Nemat nel 2008:

    Lo ricordo molto chiaramente: alzai la mano e chiesi all’insegnante di calcolo: “Perché non insegni il calcolo invece della propaganda?”. Rispose: “Se non ti piace quello che insegno, vattene”. Allora, raccolsi i miei libri e uscii, seguita dalla maggior parte della classe. Fu l’inizio di uno sciopero che durò tre giorni. Diventai una leader. Era qualcosa di molto semplice, non c’era nessuna ideologia dietro: ero una ragazza di quattordici anni che cercava di combattere per i propri diritti. E una ragazza di quattordici anni, come anche voi sapete, pensa di essere invincibile. Lo pensavo anch’io, finché vennero a prendermi e mi portarono in prigione. […] Essenzialmente, la scuola superiore era un inferno e nel carcere di Evin vigeva la regola che quando ti arrestavano poi ti interrogavano. Se non collaboravi, o se pensavano che non collaborassi, ti portavano in una stanza. È quello che fecero a me. Mi legarono a un letto di legno e, mentre giacevo prona, incominciarono a frustare le piante dei miei piedi. Ho tentato di spiegare quello che ho provato nel mio libro, una biografia della mia vita in Iran. Ma come si può spiegare il dolore a qualcuno che non sa che cosa sia? Come si fa? È impossibile. Tortura ed esecuzioni di giovani erano la normalità nel carcere di Evin in quegli anni, ed è ancora così. […] Infine, fui costretta a sposare uno dei miei inquisitori. Essenzialmente, si trattò di uno stupro legalizzato. Cosa faresti se a diciassette anni il tuo inquisitore ti dicesse “se non diventerò il tuo ragazzo, arresterò i tuoi genitori”? È sorprendente, ma a Evin fondamentalmente mi trovavo in due carceri: una era rappresentata dalle mura che mi circondavano e che mi separavano dalla mia famiglia, l’altra era la prigione della mia vergogna non soltanto di essere diventata prigioniera politica ed essere stata torturata e così via, ma anche perché mi trovavo in questa strana relazione, se così si può chiamare, con il mio inquisitore.

    Tratto dal volume La libertà, Spirali Milano, pp. 96-98

  • Divino Tuscany 2-5 Giugno a Firenze

    Vi informiamo circa lo svolgimento della rassegna Divino Tuscany, che si terrà dal 2 al 5 giugno nella città di Firenze.

    Divino Tuscany, che trae il suo nome dalla suggestiva cornice della regione che è stata scelta per ospitare l’evento, non si configura solamente come una kermesse che unisce arte, cultura, bellezza, sapori antichi e nuovi, ma anche come un’occasione per promuovere i propri prodotti e stringere nuove collaborazioni all’interno di una città meravigliosa, tra i suoi palazzi rinascimentali e giardini preziosi.
    Divino Tuscany è infatti, il primo ed unico temporary club imperniato sul contesto del rinomato vino toscano.
    Alla rassegna prenderanno parte cinquantuno produttori toscani, i nomi più altisonanti del mondo dell’enologia, che avranno il compito di presentarie una galleria di vini eccezionali.
    Divino Tuscany è anche molto altro: si alterneranno infatti tasting, degustazioni a carattere privato, eventi musicali, impreziositi dalla presenza di Sting, Trudi Styler e del famoso violoncellista Joshua Bell, che Barrett Wissman ha portato a Firenze.
    L’evento ha il primato di unicità nel suo genere. È stato infatti ideato da James Suckling, uno dei più influenti e rinomati critici enologici in tutto il mondo, nonché ex responsabile della redazione europea di Wine Spectator.
    Ad affiancare James Suckling nella creazione del format e nella realizzazione dell’evento la IMG Artists, leader company nel settore del management dello spettacolo,.

    I veri protagonisti dell’evento saranno alcuni tra i più famosi produttori vinicoli; per citarne alcuni, Barone Ricasoli, Marchesi Antinori, Castello Banfi, Marchesi di Frescobaldi, Mazzei, Petrolo, Il Borro, Principe Corsini, i nomi delle aziende vitivinicole fondatrici

    Il ricco programma del Divino Tuscany prevede un concerto d’apertura, con esibizione di Joshua Bell, nell’affascinante contesto del Teatro della Pergola, a cui seguirà una cena informale con buffet nel Giardino della Gherardesca, presso l’Hotel Four Seasons.

    Nelle giornate del 3 e del 4 giugno, è previsto un “Grand Tasting” nelle sale dell’Hotel Four Seasons che fa riferimemento alla degustazione sia r sia alle annate più vecchie sia alle ultime, dei vini migliori delle migliori 51 aziende vitivinicole toscane presenti, accompagnato da degustazioni guidate da James Suckling in collaborazione con un panel di esperti, all’interno del sofisticato Palazzo Capponi all’Annunziata.

    Nella sera del 3 giugno si terrà una cena di gala nelle sale del Palazzo Corsini, sito sulle rive dell’Arno. La cura della cena sarà ad opera dalla pluristellata Enoteca Pinchiorri, mentre nella sera di sabato 4 giugno si svolgeranno cene in diverse dimore private di proprietà di alcune tra le più famose famiglie di produttori, come Antinori, Frescobaldi, Corsini e altri ancora.

    La kermesse terminerà domenica 5 giugno con il tradizionale pranzo presso le incantevoli campagne fiorentine, che vedrà anche la prestigiosa partecipazione di Sting e Trudie Styler a Villa Il Palagio, a pochi chilometri da Firenze. Verrà servito un maialino cotto allo spiedo, piatto tipico domenicale.

  • A Tarquinia la “XIII Settimana della Cultura”.

    Una settimana dedicata interamente alla riscoperta del patrimonio artistico di Tarquinia. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale aderisce alla “XIII Settimana della Cultura”, la manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che si svolgerà dal 9 al 17 aprile. Tante le iniziative proposte dall’assessorato alla Cultura per far conoscere o riscoprire le bellezze della città. Appuntamenti da non perdere il 10 e il 17 aprile con l’apertura straordinaria delle tombe etrusche delle Pantere, del Barone, dei Tori, degli Àuguri, della Necropoli Scataglini e della Via dei Principi, e le visite alle chiese del Salvatore, con gli affreschi recentemente restaurati, di Santa Maria in Castello e di San Giacomo, nonché al torrione detto di “Matilde di Canossa”. Dal 9 al 17 aprile sarà inoltre possibile visitare la Necropoli del Calvario e il Museo Nazionale Tarquiniense, che ha visto nel mese di febbraio la riapertura al pubblico della cappella e dello studiolo del cardinale Giovanni Vitelleschi. La Sala Grande della biblioteca comunale “Dante Alighieri” ospiterà dal 9 al 22 aprile (ore 16 – 19) la mostra Charles Trenet le fous chantant organizzata dal Museo Parigino a Roma in collaborazione con Le Hall de la Chanson di Parigi (La Villette), a cura di Cesare Nissirio, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia e del Comune di Grenoble. Attraverso manifesti, programmi di sala, spartiti, dischi, stampe, riviste e libri, fotografie, documenti e persino un inedito l’esposizione svelerà i segreti del poeta della canzone francese scomparso nel 2001. «La Settimana della Cultura costituisce un’opportunità unica per i cittadini di riappropriarsi dei tesori artistici di Tarquinia. – sottolinea l’assessore Angelo Centini – Per questo motivo le visite ai siti archeologici etruschi e ai principali monumenti della città sono gratuite». Per ogni informazione, comunque, si potrà contattare l’Ufficio Informazioni Turistiche al numero di telefono 0766/849282.

  • APERITIVO SOSTENIBILE Happy Hour Happy Planet

    APERITIVO SOSTENIBILE
    Happy Hour Happy Planet, al via il primo brindisi al bar ATM

    Inaugurazione del progetto con aperitivo bio: martedì 12 aprile, dalle 18 alle 21, ai bastioni di Porta Volta, a Milano

    (Fratelli dell’Uomo) Milano 04/04/11 – La campagna HAPPY HOUR HAPPY PLANET, lanciata dall’associazione Fratelli dell’Uomo col sostegno finanziario della Fondazione Cariplo, vuole sensibilizzare gestori e clienti di bar, pub e birrerie sui temi del risparmio energetico, della corretta gestione dei rifiuti, dello spreco di cibo, della mobilità e dell’acqua, sperimentando in alcuni locali milanesi un percorso di informazione ed educazione agli stili di vita sostenibili.

    L’iniziativa prevede, attraverso l’accompagnamento dei gestori dei locali nel miglioramento delle proprie prestazioni ambientali (incremento raccolta differenziata, riduzione consumi, riduzione dei rifiuti…), lo sviluppo di azioni concrete volte a diffondere e ad attivare tra gli avventori la consapevolezza comportamenti che riducano l’impatto ambientale del nostro stile di vita.

    Oltre ad utilizzare lampadine a basso consumo, acqua in brocca, stoviglie riutilizzabili e menu biologico ‘a km zero’, i locali che aderiscono all’iniziativa (ATM bar, Rhabar, Union Club, Turné, Bar Magenta) ospiteranno mostre, proiezioni e degustazioni di alimenti bio. Durante gli aperitivi sarà inoltre possibile partecipare a un nuovo gioco interattivo progettato dall’Istituto Europeo di Design di Milano.

    L’inaugurazione del progetto, sul tema delle energie rinnovabili, e il primo brindisi con l’aperitivo solidale si terranno martedì 12 aprile all’ATM bar, bastioni di Porta Volta 15, dalle ore 18.00 alle 21.00.

    Ma è solo l’inizio. Da aprile a luglio HAPPY HOUR HAPPY PLANET si muoverà negli altri locali che partecipano alla campagna dove saranno avviate diverse iniziative ed eventi sui temi del cibo, dell’acqua, della mobilità e dei rifiuti.

    Il progetto è realizzato in partnership con l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB) e la Cooperativa Incontro, in collaborazione con Città Possibili e grazie al contributo di Terre di Mezzo, del Comune di Monza e del Centro ricerche dell’Istituto Europeo di Design.

    Per essere informati sugli eventi dei prossimi mesi e conoscere meglio i protagonisti e i partner dell’iniziativa, potete seguire il nostro blog all’indirizzo: blog.terre.it/happyhour

    Per informazioni
    Fratelli dell’Uomo

    V.le Restelli, 9, Milano
    Tel. 02 69900210
    email:
    [email protected]
    [email protected]
    www.fratellidelluomo.org

    Per tutta la settimana del Salone del Mobile saranno presenti all’interno del locale le creazioni di Giovanni Giangrandi in arte Ggiocco Design.

    Giovanni Giangrandi, eco -designer milanese con un passato di illustratore e grafico che si diverte a giocare con tutto quello che trova, scherza col design e insinua uno spunto di riflessione sullo spreco.Da sempre affascinato dagli oggetti abbandonati e dalla sperimentazione, Giovanni ha creato un piccolo laboratorio artistico artigianale per le sue creazioni, tutti pezzi unici.

    Considera suoi Guru e fonte di ispirazione: Bruno Munari, i fratelli Campana, Gianni Rodari, Laurie Anderson e i suoi due figli Gabriele e Riccardo.

    Tre punti fermi accomunano i suoi lavori:

    – semplicità, il progetto è ridotto all’osso, il punto di partenza è il materiale da cui si trae la forma e quindi la funzione

    – eco-sensibilità, tutti i componenti sono separabili e sono ridotte al minimo o allo zero le sostanze collanti ecc.

    – ironia, per dissacrare il mondo del design.

    Per il Salone del Mobile verranno presentati al pubblico per la prima volta alcuni pezzi del progetto SUPER_MEGA_IPER, realizzati utilizzando quasi esclusivamente materiali di scarto recuperati nei centri commerciali.

  • Afolki porta la cultura berbera al Salone Internazionale del Mobile di Milano

    Una ricca collezione di nuovi e preziosi tappeti berberi Beni Ourain, Azilal, Marmoucha, Chichaoua e Talsent selezionati direttamente da Mohamed El Alami, esposti al salone Internazionale del Mobile di Milano, dal 12 al 17 aprile, presso importanti azienda italiane, protagoniste del design e dell’arredamento di interni:

    Busato, Padiglione 4, stand A11

    Ebanart srl, Padiglione 4, stand L25

    Roda Interior Garden Design , Padiglione 20 C11

    Questa nuova forma di presentazione dei prodotti artigianali berberi, ad una manifestazione così prestigiosa e visitata come il Salone Internazionale del Mobile e dell’arredamento, nasce dalla opportunità di poter mostrare i tappeti berberi ambientati in armonia con l’arredamento, anche secondo stili diversi, per valorizzarne colori e consistenza.

    La varietà di materiale, colori e dimensioni tipiche dei tappeti berberi, antichi o moderni, li rende un elemento decorativo perfetto per qualsiasi tipo di ambiente.

    La Ditta Afolki, tra i prodotti esposti al Salone Internazionale del Mobile, darà particolare rilievo alla selezione di tappeti Talsent e Chichaoua dalle caratteristiche pigmentazioni sui toni del rosso, senza trascurare i preziosi Beni Ourain, massima espressione dell’arte berbera. Diversi uno dall’altro, realizzati con materiali semplici, colorati con tinte naturali e decorati con semplici motivi geometrici, i Tappeti Berberi confermano la loro caratteristica di pezzi unici, elementi di arredo molto caldi e versatili.

    Afolki in Italia e nel Mondo

    Oltre 10 anni fa, la ditta Afolki è stata fondata da El Alami Mohamed con l’obiettivo di diffondere la cultura berbera e il patrimonio artigianale marocchino. In Italia e in tutta Europa.

    La ditta ha sede a Bassano del Grappa (Vi) dove è situato il magazzino e lo show-room e svolge l’attività di importazione e vendita all’ingrosso di tappeti berberi dal Marocco e di pezzi di antiquariato berberi e tuareg, personalmente acquistati da El Alami.

    Protagonista delle principali fiere di design, arredamento di interni, come Maison&Objet di Parigi e il Salone del Mobile, la ditta Afolki è affermata e stimata protagonista del panorama europeo per l’interior design sia per i tessuti e tappeti berberi moderni che per le collezioni antiche.

    La ditta Afolki propone i propri prodotti, tappeti, arredi e tende berbere, anche per il noleggio per set fotografici e cinematografici.

    Per ulteriori informazioni
    AFOLKI Tappeti – Via Sarson, 61 – 36061 Bassano del Grappa (Vi) – IT [email protected]
    Contatti: Tel. +39 0424 504662 – Responsabile Mohamed El Alami Tel. 328 74 29 460
    Commerciale Nazzarena Cinti Tel. 338 4725762 . Sito Web www.afolki.com

  • Un incontro con Anna Rita Scheri tra romanzo e pittura

    Nello scenario metropolitano di una Pescara in movimento ed in fermento, presso la redazione di “Vario” in Via Puccini 85/2 avrà luogo sabato 9 e domenica 10 aprile p.v. “Dimensioni” un percorso nell’arte.

    Anna Rita Scheri, pittrice, poetessa e scrittrice presenterà al pubblico pescarese il suo primo romanzo “Protagonista di vita” e contestualmente inaugurerà la sua mostra personale di pittura. Un percorso artistico poliedrico come la personalità della Scheri, artista apprezzata a livello nazionale ed internazionale, che ha esposto presso la Galleria Privata Dalì Art Gallery in Velletri (Rm) di proprietà del Maestro Josè Van Roy Dalì ed ha vinto nello scorso febbraio il Premio Internazionale Tokyo per la pittura.

    Una “tavola rotonda” offrirà uno sguardo sul romanzo “Protagonista di vita” che sarà a sua volta supportato e raccontato da reading di brani e da quadri esposti. Le opere in mostra rappresentano infatti quasi una trasposizione del romanzo e l’identità stessa della ricerca interiore che si riscontra – se pur in modo diverso – nel racconto, e danno luogo ad un dialogo che esplicita in un incontro tra le arti, emozioni, sensazioni e stati d’animo.

    Tema comune e ricorrente nei lavori della Scheri è la ricerca di una libertà individuale che è sì fisica, ma soprattutto interiore ed intellettuale. Una rivendicazione dell’essere se stessi a dispetto di convenzioni e regole sociali che possono imbrigliare la personalità. Un viaggio tra esperienze di vita, d’amore e di dolore che sfociano nella consapevolezza che la vita va vissuta a pieno e bevuta a piene mani.

    Alla vigilia della mostra Anna Rita Scheri dichiara: “L’arte è una dimensione dell’anima che pochi privilegiati conoscono veramente, ma che possono e hanno il dovere di far conoscere attraverso le loro opere al mondo- e continua – In questa modernità dove l’Arte è messa troppo ai margini del sociale ed infilata dentro una realtà eccessivamente commercializzata, dovrebbe essere riscoperta, aiutata e sostenuta nella parola, nell’espressione affinché essa possa ritornare ad ‘essere’ e non ad apparire solamente…”

    Anna Rita Scheri in “DIMENSIONI”
    Sabato 9 aprile apertura mostra e presentazione del romanzo “Protagonista di vita” dalle ore 18,00 alle 20,30; Domenica 10 aprile dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00 presso la Redazione “Vario” in Via Puccini 85/2 – 65100 Pescara.

    Per contattare l’artista:
    Anna Rita Scheri
    tel. 349.2184752
    mail: [email protected]

    Ufficio Stampa:
    Edda Migliori Communication
    tel.349.5582985
    mail: [email protected]

  • Chaise longue Le Corbusier: un classico dell’arredamento moderno

    La Chaise longue è la classica poltrona allungata, che con il suo stile si ritrova in periodi diversi della storia dell’Occidente. Conosciuta fin dai tempi degli Antichi Greci, la Chaise longue nel corso dei secoli ha stuzzicato la fantasia e la creatività degli artisti del design da interni, sino ai giorni nostri. Tra le più celebri rivisitazioni di questo tipo di poltrona, merita un posto d’onore la Chaise longue Le Corbusier.

    La Chaise longue Le Corbusier è ormai un classico dell’arredamento moderno, che può entrare anche nelle vostre case grazie al catalogo dei mobili Bauhaus, la prestigiosa ed eccezionale collezione di mobili moderni realizzati a partire dai progetti di importanti artisti e architetti del XX secolo, con nomi del calibro di Wright, Van der Rohe, Gropius. E tra di essi non poteva mancareLe Corbusier e la sua Chaise longue.

    La Chaise longue Le Corbusier è una vera e propria macchina per il riposo, studiata dall’architetto svizzero per essere non solo bella a vedersi, ma soprattutto comoda e funzionale. La Chaise longue Le Corbusier balza subito all’occhio per la sua intrinseca eleganza, con la sua imbottitura ricoperta in pelle nera sostenuta da una struttura metallica, in lamiera e tubolare di acciaio cromato e piegato.

    La Chaise longue Le Corbusier, un classico dell’arredamento, può realmente essere tua: figurati l’effetto che avrà sui tuoi ospiti la presenza nel tuo salotto di una Chaise longue Le Corbusier? Ma non solo. La Chaise longue Le Corbusier può essere un ottimo complemento d’arredo per uno studio, una comoda poltrona su cui sdraiarsi per leggere un volume o riposarsi un attimo dopo ore di lavoro alla scrivania.

  • il cubo nero: quinta mostra del ciclo “il prossimo mio”

    Roma, 14 aprile 2011 – A conclusione del 2010, proclamato

    Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale, è partito il progetto “Il Prossimo Mio”, un ciclo di sei mostre realizzato con il contributo della Provincia di Roma, in cui 8 artisti sono stati invitati ad esprimersi con la propria arte sugli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio, per gridare l’urgenza di una comune presa di coscienza e di responsabilità verso il prossimo che è mio e l’altro che mi è prossimo.

    Artefice del progetto, la

    Galleria Whitecubealpigneto che, traendo ispirazione da Malevich, mette a disposizione il proprio spazio: un quadrato bianco e uno sfondo bianco che si lasciano modellare di volta in volta dall’opera dell’artista.

    Quinta mostra del ciclo è CUBO NERO

    «Questi giovani artisti, diplomati all’Accademia delle Belle Arti di Roma, hanno una carica espressiva dirompente, che trae origine e ispirazione anche dalla diversa provenienza dei tre – afferma Rossella Alessandrucci, direttrice artistica della Galleria Whitecubealpigneto e ideatrice del ciclo di mostre “Il Prossimo Mio” –

    Alvarez è messicano, Russo è italiano, mentre Atoche è peruviano . Ognuno ha una propria storia, è figlio di una diversa cultura e di modalità espressive tipiche del proprio popolo e del proprio Paese. Ciò che li accomuna sono: l’indignazione verso la dilagante inconsapevolezza e la mancata assunzione di responsabilità da parte delle Istituzioni, come dei singoli; la fiducia che basti anche un solo uomo per cambiare la formula dell’inconsapevolezza. Questi ragazzi portano sulla loro pelle i segni della “distruzione” (ambientale, economica, sociale e culturale) ciecamente perpetrata nei loro Paesi e, come artisti (oltrechè come uomini), individuano il proprio compito etico nell’assumersi la responsabilità dei propri atti, a partire dall’atto creativo e fino alla consapevolezza di ciò che capita dentro di sè».

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    Dove:

    Galleria Whitecubealpigneto

    – Roma, via Braccio da Montone 93

    Opening “ Cubo Nero ”, di Alvarez-Russo-Atoche :

    giovedì 14 aprile, ore 19.00

    Durata della mostra:

    dal 14 aprile al 13 maggio 2011

    Orario di visita:

    dal martedì al venerdì ore 18.00/20.30 (o su appuntamento, tel. 334 2906204)

    – ingresso libero

    Caterina Falomo – Sulleali Comunicazione Responsabile – Cell: 346 85 13 723 – E-mail:

    [email protected]

    Per maggiori informazioni:

    , progetto artistico collettivo con cui gli artisti Alberto Alvarez, Antonio Russo e Carlos Atoche invitano a riflettere congiuntamente su 3 Obiettivi di Sviluppo del Millennio: migliorare la salute materna, ridurre la mortalità infantile e assicurare a tutti i bambini l’istruzione primaria. Il testo critico è di Sguardo Contemporaneo. Media partner dell’inziativa sono Radio Popolare Roma, MarteLive e Iscos Cisl. La loro opera a sei mani rappresenta un grande cubo sospeso sulle cui facce sono rappresentate diverse opere, che evocano il compito etico dell’artista e la responsabilità del suo atto creativo nei confronti dell’umanità, come creativo è l’atto di mettere al mondo un figlio, proteggerlo ed offrirgli un futuro pieno di possibilità. Oggi la sfera del mondo è diventata quadrata, ottusa, chiusa, discriminante, assurda. Ma riconoscere l’assurdo rivela che c’è ancora qualcuno capace di guardare oltre, con uno sguardo ampio, aperto, libero e responsabile. Questo cubo rappresenta la volontà dei tre artisti di tornare all’origine di un mondo sferico e infinito: la Galleria da “white cube” diventa black cube , per scatenare della sua oscurità una nuova luce.