Categoria: Arte e Cultura

  • MILANESI ENTUSIASTI PER ELEPHANT PARADE

    Milano, Ottobre 2011_ Complici anche le splendide giornate autunnali, appassionati d’arte o semplici curiosi – cittadini e turisti –, si radunano, ormai da settimane, nei punti strategici di Milano per ammirare e fotografare le opere della mostra internazionale Elephant Parade, arrivata a Milano il 16 settembre.

    Dalla Triennale a Piazza Castello, da Cordusio fino a Corso Garibaldi, dal Museo Civico di Storia Naturale alla movida di Corso Como, da Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza San Babila, da Via Tortona fino al Design Supermarket de la Rinascente. Il branco di 80 opere firmate da artisti nazionali e internazionali è stato accolto con entusiasmo dalla città, simbolo italiano di moda, arte e architettura!

    Particolare il successo riscosso dalla statua targata Ferrari – che ha accolto l’invito di Fondazione Telethon a partecipare all’iniziativa -, posizionata proprio di fronte al Ferrari Store della storica Piazza del Liberty. Un’opera d’arte progettata dal Centro Stile Ferrari, realizzata nei colori della casa automobilistica e autografata dai piloti e da tutti i tecnici della Scuderia il cui nome è “Nello T” dove T sta appunto per Telethon.

    Il ricavato della vendita delle opere all’asta– in collaborazione con Christie’s, che si terrà il 22 Novembre a Palazzo del Ghiaccio – andrà a sostegno di Fondazione Telethon – per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche – e di The Asian Elephant Foundation – per la salvaguardia dell’elefante asiatico -.

    La passione per l’Azienda simbolo del Made in Italy è subito esplosa e fin dall’apertura della mostra ci sono state le prime offerte (da segnalare quella di 50.000 euro!) per l’opera Ferrari. Sale quindi l’attesa per la grande serata di gala del 22 Novembre e si attendono colpi di scena. Nello, figlio di Mara (Mara-Nello!) diventa un coraggioso (e prezioso!!) portacolori della solidarietà.

    Milano risponde con sensibilità alla speciale iniziativa che mixa arte e charity, e che ha anche “un’anima telematica”! Tra pochi giorni sarà infatti possibile fare offerte via internet per aggiudicarsi gli elefantini. Il sito di pre-bidding è curato da BravoSolution, azienda leader in soluzioni tecnologiche e servizi per il processo di acquisto. Per maggiori informazioni sul pre-bidding online scrivere a [email protected]

    Si possono seguire tutte le iniziative su http://elephantparade.com/

  • “Butterflies In My Room And In My Mind”

    Le Biciclette Art Bar & Rosaspinto

    presentano:

    Butterflies In My Room And In My Mind”

    Mostra fotografica di Carmine Arrivo

    Milano, Mercoledì 12 Ottobre 2011, ore 19.00

    Come le farfalle con un battito d’ali dopo l’altro viaggiano verso la meta, allo stesso modo gli esseri umani, non senza traversie ed esitazioni, volano da situazioni precarie a realtà stabili, animati da un desiderio e da una volontà che si spingono oltre l’umana concezione.

    Walt Disney affermana “Chi più sognarlo può farlo”: via libera quindi al sogno per arrivare con successo al traguardo.

    Questa è la storia di Elena, che come tante altre persone dalla provincia approda alla metropoli, alla volta proprio di stabilità. Una stabilità conquistata e meritata, la cui ricerca parte da una camera in affitto in condivisione, dove nulla e tutto è suo, dove lo spazio e il tempo assumono un carattere tanto relativo quanto assoluto, in cui notte e giorno scandiscono solo il naturale susseguirsi delle giornate.

    Il suo arbitrio rimane in secondo piano, le sue abitudini si piegano a quelle delle sue coinquiline, i suoi ritmi non sono più automatici ma condizionati: una libertà vigiliata, un vagabondare domiciliato.

    Un luogo che non le appartiene, dove ogni cosa le è vagamente famigliare ma tremendamente estranea. Ecco quindi che vestiti, libri, scarpe, CD, riviste, scatole….semplicemente oggetti, si caricano di significato, divengono parte di lei, evocando e dicendo. A questi dettagli associa emozioni, ricordi, pensieri, momenti della sua vita.

    Dettagli che vengono immortalati prima della sua partenza dall’amico Carmine Arrivo, secondo il quale “la casa non è un traguardo così come per i nostri genitori. Ma il punto di partenza dal quale disegnare il tutto”.

    Un’amicizia grazie alla quale dalle fotografie trapelano il pathos e l’intensità emotiva di determinati momenti della vita che improvvisamente vengono alla luce con tutto il loro “non detto” e “non condiviso”, vuoi la difficoltà a spiegare da un lato e a comprendere dall’altro.

    Un progetto nato per gioco, dal desiderio di avere degli scatti della stanza in affitto in condivisione prima di lasciarla e dalla necessità di tenere vivo nel tempo il ricordo di quegli anni.

    Quale miglior espendiente della fotografia e della sua forza evocativa, quindi, per raccontare l’insofferenza, la chiusura e l’introspezione ma anche la spinta a volare alto verso una dimensione propria.

    Carmine Arrivo è nato a Pompei, nell’agosto del 1978.

    Da sempre appassionato di fotografia, si affaccia alla pratica dopo il diploma, districandosi tra le prime nozioni fondamentali: diaframma, otturatore, profondità di campo, studio della luce. Approda, senza tralasciare conoscenze e fascino dell’analogico, al digitale, apprezzandone versatilità ed immediatezza. Tra le numerose collaborazioni dell’artista ricordiamo il progetto “Roma EUR: non solo geometrie”, la partecipazione al lavoro collettivo “Tra utopia e realtà… Corviale” con una serie di scatti sul quartiere romano Corviale per il XV Municipio di Roma e Corviale Urban LAB. Ha esposto il progetto analogico sul Cammino di Santiago pubblicato successivamente su repubblica.it. Per tre anni consecutivi è stato selezionato per MArteLive e, nel Giugno 2010 ha esposto il progetto “Dead Alone In The Park…” al FACTORY LOFT LA VETRERIA – LABORATORIO DIGIGRAPHIE CILAB.IT Epson – Milano. Nel 2010 ha lanciato “Emozioni Tanguere” la sua ricerca sul tango argentino successivamente pubblicata su repubblica.it, ospitata alla IV Edizione del Festival Internazionale “MujeresTangoFestival” di Napoli ed alla rassegna culturale VOGARTEXHIBITION del VOGA VANVITELLI di Napoli. Con “Dead Alone In The Park…” vince MArteLive 2010 ed ottiene la menzione speciale Massenzio Arte che gli permette di accedere alla finale del “XIV Premio Internazionale Massenzio Arte”. Ha partecipato al Think Tank Festival 2010 con il progetto “Irish Life No Classic Reportage” collaborazione di prospettive diverse. Dal 2011 entra nella rosa dei Fotografi Certificati DIGIGRAPHIE ® by Epson. Nel 2011 partecipa al ciclo di collettive “Sospesa” con la Direzione Artistica RosaSpinto dove presenta una personale interpretazione dell’esistenza femminile. Nel 2011 omaggia Pistoia e la riedizione storica della festa di S. Jacopo con il reportage “Pistoia. Living Giostra dell’Orso”. E’ inserito nelle ScuderieMArteLive progetto che coinvolge tutti i migliori artisti selezionati nel corso degli anni durante il contest nazionale MArteLive. Collabora con RosaSpinto. Officina di arti e mestieri, che coinvolge il più ampio spettro di espressioni artistiche.

    A sonorizzare la serata DJ S-HE, un concentrato di matrice postpunk e wave, volto a una ricerca continua all’interno della musica elettronica, senza però trascurare le migliori proposte indierock.

    In mostra fino a Giovedì 20 Ottobre 2011

    Carmine Arrivo

    www.carminearrivo.it

    Le Biciclette Art Bar + Ristorante

    Via Gian Battista Torti, 1

    Milano

    http://www.lebiciclette.eu/

    Ufficio Stampa e Direzione Artistica Rosaspinto

    Indira Fassioni

    [email protected]

    +39/3338864490

    www.rosaspinto.it

    pagina facebook http://www.facebook.com/pages/ROSASPINTO/107767055930798

  • “Cin’è Musica Concerto”.

    “Cin’è Musica Concerto” omaggia il genio creativo di Giuseppe Verdi. Dopo il successo di De Brevitate Vitae, il festival proporrà il 9 ottobre, dalle ore 16.30 (ingresso gratuito), un pomeriggio con Concerto Verdiano e la pellicola Aida. A dare voce ai capolavori di Verdi, Francesca Romana Tiddi e Ugo Tarquini: Tiddi è un soprano di livello internazionale – allieva della cittadina tarquiniese Teresa Rocchino – che si è esibita nei più prestigiosi teatri italiani ed esteri, spaziando dalla prosa al melodramma, dalla musica antica alla contemporanea, dal teatro al concerto da camera; reduce da una lunga tournèe, Tarquini è invece interprete delle più belle pagine liriche tratte dai capolavori dell’Ottocento e del Novecento. Ad accompagnarli al pianoforte il maestro Massimiliano Franchina, che svolge un’intensa attività concertistica in varie regioni d’Italia. A seguire l’Aida, tradotta in film, con Sofia Loren giovanissima e nera, alla quale presta la voce Renata Tebaldi, regina italiana dell’opera lirica, con le voci di Giuseppe Campora (Radames), Gino Bechi (Amonasro), Giulio Neri (Ramfis). Più che la storia di guerrieri egiziani vincitori su re e principesse etiopi vinte, è la storia delle colonne sonore che ancora raccontano il più felice periodo della nostra lirica e l’inizio delle colonne sonore originali degli autori italiani da premio Oscar: Nino Rota, Piero Piccioni, Piero Umiliani, fino ad arrivare a Ennio Morricone. “Cin’è Musica Concerto” è una rassegna promossa dall’assessorato alla Cultura, su idea di Dino Alfieri, Piero Nussio e Pino Moroni.

  • “Presepe Vivente 2011… UN ASSAGGIO”

    Ai nastri di partenza l’organizzazione di “Presepe Vivente MMXI – Città di Tarquinia”, che si svolgerà il 26 dicembre 2011, l’1 e il 6 gennaio 2012. Nella chiesa di Santa Maria in Castello si terrà l’8 ottobre, a partire dalle ore 21.30, “Presepe Vivente 2011…UN ASSAGGIO”, evento promosso dall’assessorato al Turismo a cui parteciperanno il sindaco Mauro Mazzola, l’assessore Sandro Celli, il direttore artistico Sirio Rotatori e tutti coloro che hanno contribuito al successo di pubblico e di critica dello scorso anno. L’accoglienza sarà affidata ai legionari dell’associazione Imago Urbis e agli artisti del gruppo Fokoloko, con i loro spettacolari giochi di fuoco. Per l’occasione verranno aperte ufficialmente le iscrizioni, sarà allestita una duplice esposizione fotografica sulla precedente edizione, curata dagli studi ErosPhotoArt e Foto Ottica Valerioti, che rivivrà nella proiezione di uno splendido video.

  • Meth Sambiase, autrice di Rupe Mutevole Edizioni, vince con una silloge inedita la Terza Edizione del Premio La Vela d’Oro 2011

    Venerdì 30 settembre 2011, alle ore 21:30, sono stati consegnati i premi ai vincitori della Terza Edizione del Premio “La Vela d’Oro 2011”, un evento emozionante condotto da Silvio Da Rù.

    La vincitrice della sezione “Concorso Italia” è stata Carla Carucci con “Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70enne”; della sezione “Poesia Edita” Ivana Tanzi con “Il metro estensibile”; della sezione “Poesia IneditaMeth Sambiase con “Coniugazione singolare, femminile”; della sezione “Concorso Italia Narrativa Inedita” Annalisa Pardi con “Contra Mundum”; della sezione “Narrativa Edita” Alessia Muroni con “Le circostanze dell’amore”; per la sezione “Arte visiva fotografia” Claudia Neri con “Clelia”; per la sezione “Arte visiva pittura” Daniela Gardinazzi con “Maman à la pluie”.

    Due grandi maestri, Milo De Angelis e LeoNilde Carabba, tra le attese e le lacrime di gioia delle vincitrici, hanno commentato le premiazioni con incoraggianti e veritiere parole.

    Milo De Angelis a propos de “Coniugazione singolare, femminile”:

    La poesia di Meth Sambiase è ricca di temperamento e di magia lessicale, di guizzi e di invenzioni. Ci parla di un amore guerriero e senza pace, un corpo a corpo con l’altro e con le parole, che sono scavate nella carne viva, nella “sanguinante grafia della pelle”. Qui l’altro è a portata di sguardo e insieme a perdita d’occhio, così vicino da diventare irraggiungibile, così desiderato da svanire in un “rogo di tenebre”, così invocato da perdersi nelle “radiazioni del disamore” e da “piantare stendardi con le punte avvelenate”. Qui tutto è veloce e mortale. Immagini che sembravano lontane vengono avvicinate all’improvviso, mostrano la loro inattesa parentela e svelano universi nascosti, svelano la nostra parte più sola e vulnerabile, la nostra vita nuda e senza scampo, condannata ad avere “il blasone del nulla sulla schiena”.”

    “Coniugazione singolare, femminile” consta di 15 poesie con due poesie introduttive. Abbiamo chiesto a Meth com’è stato vincere questo prestigioso premio?

    Meth Sambiase: “L’esperienza di Woman in Art è stata unica. La tematica mi apparteneva e mi appartiene – la voce delle donne- e il premio è “duplice”, alla raccolta e al “riconoscimento” di quella voce. Incontrare Milo De Angelis, ascoltarlo, sentirlo leggere poesie, l’ho considerato ancora un altro premio. Tutto il Festival è stato un lungo svolgersi di momenti artistici, foto, teatro, pittura, l’unione delle arti, non riscontrabile in altre esperienze concorsuali a cui ho partecipato. Tutto è chiuso nella memoria, ora… si ritorna a scrivere.”

    La ricerca della cura

    “Misericordia,

    avrei voluto passare attraverso il tuo corpo

    in un bonus di grazia

    fondermi come miele carnivoro.

    Primordiale,

    fuocoimmagine di vita senza posto,

    torno penombra da alcova

    un pugno svuotato di terra dissolta.

    Passo la notte come un pendolo,

    oscillo nelle mie parti che non hanno più il tuo odore

    e selvaggia m’infetto

    delle grida dei pentimenti inutili.”

    Meth Sambiase nel 2011 ha pubblicato con la casa editrice Rupe Mutevole la silloge poetica “Una clessidra di grazia”.

    Recensione di “Una clessidra di grazia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/06/25/una-clessidra-di-grazia-di-meth-sambiase-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • SECONDA TAPPA DEL TOUR “FOOTPRINT BALL”

    Si terrà il 7 ottobre 2011, in Piazza Garibaldi in Alba (CN) alle ore 16.30 l’inaugurazione della seconda tappa del tour della scultura interattiva Footprint Ball di Erica Story. La prima tappa si è inaugurata il 25 marzo 2011 in Piazza Mantegna a Mantova alla presenza del Premio Nobel per la Pace Lech Walesa.

    Un’opera d’arte che parla il linguaggio della contemporaneità per stimolare una riflessione sui temi ambientali. E non solo attraverso la materia. Sarà infatti la tecnologia a rendere “viva” l’installazione ideata da Erica Story.

    La scultura è composta da una sfera luminosa, in acciaio corten, di due metri di diametro collegata via wireless ad un totem nel quale è posizionato un touch screen dove compare un test ecologico. A seconda delle risposte la sfera si illuminerà di diversi colori, al fine di stabilire la “tinta ecologica” della città.

    Non si tratta di un’opera d’arte fine a se stessa, ma di un modo per rendere visibile il comportamento delle persone circa lo sfruttamento delle risorse del nostro Pianeta. Un modo per raccogliere dei dati utili per ricerche e rielaborazioni e far riflettere tutti noi sulla nostra impronta ecologica.

    La Footprint Ball farà un tour nazionale e uno internazionale, per approdare a Milano durante l’Expo 2015 con una grande mostra fotografica rappresentante “le tinte ecologiche” delle varie città toccate dalla Sfera.

    Per bilanciare le emissioni di CO2 emesse nell’intero tour, verranno piantate piante di nocciole all’interno dell’azienda Donatella D’Alessandro di Cessole (Asti).

    Enti patrocinanti: Comune di Alba, Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco

    Sponsor Linea Verde Sponsor Tecnici Sanguanini Mario, Nice Lab, Azienda Donatella D’Alessandro, Sigillo Informatico.

    logo gonzagawww.ericastory.com

    Ufficio Stampa Alberto Maria Gonzaga – e-mail: [email protected]

  • L’eclettica Marlies Liekfeld Rapetti in mostra presso la galleria d’arte Paviljon dell’Hit Business Center di Nova Gorica.

    Giovedì 6 ottobre alle ore 20.00 sarà inaugurata presso la galleria d’arte Paviljon dell’Hit Business Center di Nova Gorica la personale dell’artista tedesca Marlies Liekfeld Rapetti. La mostra, che verrà presentata dal critico d’arte Klavdija Figelj, rimarrà aperta al pubblico fino al 30 novembre tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00.

    L’appuntamento con l’arte internazionale nell’ambito della quattordicesima stagione della Galleria d’arte Paviljon si rinnova giovedì 6 ottobre 2011 alle ore 20.00 con la presentazione da parte del critico d’arte Klavdija Figelj della mostra dell’artista Marlies Liekfeld Rapetti.

    Dopo le esposizioni di Jana Dolenc e Franc Golob, il gruppo Hit sceglie l’artista tedesca Marlies Liekfeld Rapetti per presentare al pubblico un insieme di opere create dall’uso insolito della carta. Quest’ultima infatti, viene tagliata, usata come tela sulla quale dipingere parti del corpo, inzuppata nell’acqua o nella vernice o addirittura bruciata. Con queste pratiche artistiche che ci riportano all’azionismo austriaco, l’artista riesce ad esprimere la fragilità della vita e la sua concezione di arte libera. Le opere di Marlies Liekfeld Rapetti si caratterizzano per il loro forte impatto visivo, dietro il quale si cela una grande ricerca sulle tecniche artistiche e sui vari aspetti della vita umana.

    La particolarità di questo lavoro sta anche nel sapiente uso dei materiali che in parte vengono prodotti personalmente dall’artista.

    La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 30 novembre 2011 tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, presso la galleria d’arte Paviljon dell’Hit Business Center di Nova Gorica.

    Breve Biografia Marlies Liekfeld Rapetti

    Marlies Liekfeld Rapetti nasce a Kaliningrad nel 1939. Dopo aver concluso gli studi di assistente medica, nel 1972 si dedica allo studio dell’arte e della pedagogia. Coltiva la sua conoscenza artistica frequentando numerose scuole europee e centri d’arte e partecipando a diverse mostre. Ora vive e lavora a Berlino, in Carinzia e a Šmartno (Collio Sloveno) dove ha inaugurato la sua prima mostra slovena. I suoi lavori sono presenti in numerose collezioni europee.

    Per ulteriori info:

    www.hit.si

    [email protected]

    Blu Wom

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio : Laura Elia [email protected]

  • Intervista di Alessia Mocci a Beppe Quintini ed al suo Voci soffocate, Watson Edizioni

    La mano si strinse forte attorno all’impugnatura umida della pistola e il viso si tirò, eliminando le rughe in una frazione di secondo.

    Una chiave fu fatta entrare nella serratura.

    Il respiro si fece pesante e le gambe iniziarono a tremare come due rami rinsecchiti conficcati.”

    Beppe Quintini è al suo primo romanzo. “Voci soffocate” è un thriller di quasi 500 pagine edito nel 2011 dalla casa editrice Watson Edizioni, giunto dopo soli due mesi alla seconda ristampa. Un romanzo accattivante pieno di colpi di scena nel quale i personaggi presentati sono potenziali vittime di un uomo (denominato l’individuo) che vuole vendetta, le ragioni dell’assassino non vengono palesate e la suspense aumenta con la comprensione degli indizi lasciati dall’individuo. A contrastarlo due agenti: Bruni e Novari.

    Beppe Quintini è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua vita personale e su “Voci soffocate”. Buona lettura!

    A.M.: Un ingegnere che si cimenta nel romanzo. Com’è nata?

    Beppe Quintini: L’idea di scrivere è nata diversi anni fa. Non tanto per la necessità ed il bisogno di scrivere, quanto per il desiderio di vedere pubblicata una storia che avevo in mente da tempo e che, secondo me, valeva la pena di essere portata alla luce. Per quanto riguarda la mia formazione professionale e didattica, quella da ingegnere appunto, mi è stata utile solo ed esclusivamente per il fatto che, grazie a due anni vissuti in Trentino come progettista, ho potuto conoscere abbastanza bene la realtà territoriale che è diventata l’ambientazione principale di “Voci Soffocate”. Non ho problemi a dire che la “vita da ingegnere” non calza molto bene a Beppe Quintini. Ultimamente l’ho conosciuto un pochettino meglio e mi sembra di aver capito che adori creare, inventare e stupire. Suppongo che con una relazione di calcolo si faccia fatica ad arrivare a tanto! A meno di esigenze primarie, credo che il progettista, almeno per il momento, possa farsi da parte.

    A.M.: “Voci soffocate” è la tua prima pubblicazione. Oggi, cambieresti qualcosa del romanzo?

    Beppe Quintini: Certo! Sarei ipocrita se dicessi che tutto è perfetto e “Voci soffocate” sia il miglior libro che avrei potuto scrivere. A distanza di qualche mese dalla pubblicazione abbiamo raccolto tantissimi commenti e segnalazione su qualche errore trovato. Grazie al cielo il libro è piaciuto parecchio, tanto da poterlo mandare in ristampa. Ad esempio, nella seconda edizione, gli errori di battitura sono stati corretti e il testo è migliorato. Nonostante questo, il cambiamento sostanziale che avrei voluto fare riguarda la parte iniziale del thriller; oggi la ritengo troppo descrittiva e mi rendo conto che al lettore critico e poco paziente potrebbe suggerire un giudizio precipitoso. Per essere concreti, le prime 40 pagine non rendono onore a ciò che il lettore poi incontrerà nelle restanti 430, ovvero un crescendo di intrighi, colpi di scena e i cocci di una storia da ricomporre.

    A.M.: Quali sono gli scrittori che ti hanno influenzato maggiormente nella stesura?

    Beppe Quintini: Voglio essere sincero da subito: non sono un gran lettore!
    Quindi non ho subito influenze di alcun genere, credo. Le poche decine di libri che ho letto sono comunque thriller, di autori come Connelly, Deaver, Faletti, Koontz e qualche novità che mi capitava di notare sugli scaffali delle librerie, tipo “il suggeritore” di Carrisi o “la biblioteca dei morti” di Cooper.

    A.M.: Ci sono parti autobiografiche all’interno del romanzo?

    Beppe Quintini: Sono convinto che tutto ciò che scriviamo (o facciamo) sia frutto di conoscenze ed esperienze vissute. Quindi sono certo che in “Voci Soffocate” ci sia qualcosa che respiro ogni giorno. I personaggi, seppur inventati di sana pianta, portano, chi più chi meno, caratteristiche che sono palpabili nella mia cerchia di conoscenze. Ma nessuno dei personaggi è la fotocopia, e nemmeno la caricatura, di nessuno dei miei conoscenti. Ho sempre cercato di dar vita a uomini e donne che fossero credibili ma, nello stesso tempo, mai indifferenti al lettore. Qualcuno doveva esserci amico, qualcuno dovevamo odiarlo e qualcun altro stimarlo o compatirlo. Ma tutti dovevano risucchiare il lettore nella storia, generando emozioni e sensazioni.


    A.M.: Qual è, secondo te, il personaggio più amato dal pubblico dei lettori?

    Beppe Quintini: Presumo che per gli uomini sia Mathias Novari e per le donne Marina Bruni. Sono eroi anti-hollywoodiani (è una citazione da una recensione de “l’Adige” che mi piace parecchio), con problemi e situazioni difficili, come possono essere per la maggior parte delle persone che non vivono la propria vita in modo sereno per diversi motivi. Certamente non sono supereroi che sfidano mostri ne tantomeno agenti FBI che saltano in aria sotto chilogrammi ci esplosivo e si rialzano in piedi spolverandosi la giacca da sartoria, e senza nemmeno un graffio!

    A.M.: Qual è il target di lettori che potrebbero interessarsi a “Voci soffocate”?

    Beppe Quintini: Io spero sia un pubblico vasto di lettori. Oltre agli amanti del genere “thriller”, mi auguro che possa piacere anche ad un’altra “utenza”. Mi è capitato di essere fermato da una persona sentendomi dire che il mio libro era il primo thriller che avesse mai letto. Prima di salutarci mi ha detto anche che non sarebbe stato l’ultimo. Quindi aspetto che mi ringrazino autori di gialli ai quali ho regalato un altro possibile acquirente per i loro libri.

    A.M.: Hai già presentato il libro?

    Beppe Quintini: Il libro è stato presentato in anteprima al salone del libro di Torino, a maggio di quest’anno. La ricordo come una bellissima esperienza, anche se l’affluenza del pubblico interessato era molto bassa (circa una ventina di persone).
    Un’altra, purtroppo mal riuscita, è stata fatta presso la Feltrinelli di Mantova. Di questa non ho praticamente ricordi…o forse li ho cancellati.
    L’ultima, in ordine di tempo, è stata fatta presso il Suisse Bar a Madonna di Campiglio. Ci tenevo parecchio, per cui ho organizzato personalmente la manifestazione e sono stato entusiasta per il riscontro avuto. Desidero approfittare dell’occasione per ringraziare ancora Emilio del Suisse, per la disponibilità e cordialità con cui ha accolto me ed i miei amici. Nello specifico abbiamo organizzato un incontro-aperitivo nel quale chiunque fosse stato interessato poteva presentarsi per avere informazioni, conoscerci e scambiare due parole. Impressionante e sorprendente che chiunque entrasse nel locale avesse in mano il mio libro per farselo autografare. Indimenticabile.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Beppe Quintini: L’ultimo libro che ho letto è stato “Il poeta” di Connelly, consigliato da un amico lettore. Mentre l’ultimo film visto al cinema è stato: “Come uccidere il capo e vivere felici” . Chi conosce la mia situazione lavorativa potrebbe sorridere, ma giuro che non c’è alcun riferimento al mio ex datore di lavoro. Lo so che detto da un ragazzo che ha appena pubblicato un thriller piuttosto violento fa ancora più ridere, tuttavia vi assicuro che non ne sarei capace. Ed il motivo non è certo la stima che provo per lui!
    Tornando al film, probabilmente, ne vedrò un altro prima che l’intervista venga pubblicata. Anzi ne vedrò altri tre: La trilogia di Ritorno al futuro. Grande Giove!

    A.M.: Cosa ne pensi della pubblicità tramite booktrailer?

    Beppe Quintini: Penso che sia una cosa utile. Innanzitutto il booktrailer dev’essere ben fatto ma non è sufficiente. Quello che conta è trovare un modo perché la gente possa essere indirizzata a guardarlo. Quindi la pubblicità non sta nel booktrailer ma sta nello step precedente, quello promozionale. Prima bisogna riuscire ad incanalare il pubblico alla visione del trailer che dev’essere intrigante, deve saper creare le giuste aspettative e deve incuriosire. Il nostro lo si può vedere cliccando qui: http://www.youtube.com/watch?v=2QeddsBN8xE

    A.M.: Come ti trovi con la Watson Edizioni? La consiglieresti?

    Beppe Quintini: Con la Watson mi trovo bene. Insieme all’editore sono riuscito a creare un prodotto che è andato oltre lo standard per una piccola casa editrice (non oltre le aspettative. Quelle sono ancora da raggiungere!). Sono stato felice perché ho potuto sempre intervenire attivamente sulle scelte della casa editrice, dalla scelta della copertina all’impaginazione, dalle idee promozionali alla loro realizzazione. La cordialità e la disponibilità sono doti che sto apprezzando tuttora.
    Purtroppo esistono regole non scritte che tormentano e rendono difficile la vita per una piccola casa editrice e, di conseguenza, per l’autore che ha aspettative un attimino più ambiziose. Si tratta non solo delle risorse economiche limitate, ma anche di problemi dovuti alla considerazione che il sistema editoriale ha nei confronto della Watson e di altre piccole case editrici. Difficoltà a farsi accettare da un distributore, difficoltà a fare arrivare il libro nelle librerie, difficoltà a farsi recensire il libro (senza voler pagare il recensore!) e altri problemi noiosi e discriminanti.
    Se la consiglierei?
    In linea di massima direi che un autore esordiente è difficile che trovi di meglio. Se invece si spera in risultati grandiosi…allora attendete la chiamata della Longanesi, Newton, Piemme, Mondadori ecc. ecc.

    A.M.: Attualmente stai scrivendo un nuovo romanzo?

    Beppe Quintini: Non ho ancora iniziato a scrivere altro ma ho in mente un’altra idea che mi sembra molto valida. Inizierò a scrivere solo quando sarò sicuro che la nuova storia non avrà niente da invidiare a “Voci Soffocate”. Posso solo anticipare che mi prenderò una settimana per visitare i luoghi in cui vorrei ambientare il nuovo thriller, e che stavolta non ci sarà più neve e freddo ma tanto sole e mare. L’ultima cosa che voglio dire è un grazie al mio amico Luca Fazi, un vero intenditore di thriller.

    Link recensione “Voci soffocate”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/09/22/voci-soffocate-di-beppe-quintini-watson-edizioni/

    Vi lascio il sito diretto dell’autore e della casa editrice Watson Edizioni:

    http://www.vocisoffocate.it/

    http://www.watsonedizioni.it/

    Booktrailer:

    http://www.youtube.com/watch?v=iG_-A7ndnWI

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa Watson Edizioni

  • Voglia di design e stile

    Non è importante avere una casa grande e tagliata bene. Spesso anche un accessorio può fare la differenza, ad esempio uno specchio con una cornice di un certo tipo, un vaso, una luce o un tappeto possono dare un tocco d’eleganza e valorizzare il contenuto di una stanza. Bisogna essere originali senza per forza strafare, pensare a dove posizionare l’oggetto che dovrà catturare l’attenzione dei nostri ospiti e fare in modo che il resto della mobilia non ne sia offuscata ma si armonizzi con esso nelle forme e nei colori. Esistono una vasta gamma di arredi e complementi in grado di adattarsi alle differenti esigenze progettuali sia in interno che in esterno. Soluzioni flessibili per arredare gli ambienti con originalità e all’occorrenza con forte impatto visivo, accessori funzionali e resistenti che contribuiscono a rendere lo spazio accogliente ed elegante. Oggetti Design nasce proprio per aiutare gli utenti nella ricerca di alcuni articoli di design che possono inserirsi in modo magistrale in ogni arredamento, come i complementi d’arredo, originali senza mai divenire impegnativi e soprattutto senza mai perdere la propria funzionalità: attaccapanni, appendiabiti, portaombrelli, librerie, mensole, portabottiglie e molto altro ancora. Ad esempio, i biocamini rappresentano un modo elegante per riscaldare la casa senza inquinare e si propongono come oggetti di design in grado di impreziosire l’ambiente circostante.

    Su Facebook Oggetti Design accoglie una community interessata e appassionata alle creazioni proposte, non per forza composta da addetti ai lavori.

  • “Monocromo”, in mostra al Museo “G. Gianetti” di Saronno (VA) dal 29 ottobre un progetto di Tommaso Chiappa

    Sabato 29 ottobre alle ore 17 al Museo “Giuseppe Gianetti” di Saronno (Via Carcano, 9) aprirà al pubblico la mostra “Monocromo” di Tommaso Chiappa, a cura di Mara De Fanti.

    Si tratta di un progetto artistico innovativo che prevede tre inaugurazioni in rapida successione, a distanza di una settimana l’una dall’altra, in tre diverse sedi al Nord e al Sud dell’Italia.

    Si comincia dal Museo Gianetti di Saronno, dove le opere dell’artista siciliano saranno esposte dal 29 ottobre al 19 novembre. E si prosegue a Palermo, dove la mostra sarà ospitata dal 6 novembre al 6 dicembre nella sede dell’Associazione culturale Stanze al Genio (Via Garibaldi 11) e dal 12 novembre al 3 dicembre nella Galleria La Piana arte contemporanea (Via Isidoro La Lumia 79).

    Le tre mostre sono legate da un unico progetto, caratterizzato da un’originale ricerca estetica e da una dimensione dinamica e innovativa dell’evento.

    Il titolo della mostra deriva dalla tecnica utilizzata dall’artista che dipinge a olio o ad acrilico con un solo colore. Una scelta, la sua, che è insieme concettuale ed esistenziale nella misura in cui quel colore diventa il filtro per rileggere la realtà. Al centro della ricerca artistica di Tommaso Chiappa c’è la volontà di ripensare il rapporto tra l’uomo e la natura. Sotto la spinta di una crisi mondiale che erode le basi del benessere materiale, l’artista avverte l’esigenza di un ritorno alla semplicità e all’essenzialità della natura, intesa come sorgente di spiritualità universale. «La natura – afferma Chiappa nell’intervista realizzata per il catalogo della mostra – rappresenta metaforicamente un desiderio, un volersi riappropriare degli istinti, dei modi di vivere sani che nell’era dei non-luoghi abbiamo quasi perso o non abbiamo mai approfondito».

    Alla ricerca estetica l’autore della mostra abbina una dimensione dinamica e tecnologica che crea nuovi percorsi di senso. Dinamica, perché la successione e la simultaneità delle mostre nel tempo e nello spazio esprimono il divenire dei luoghi e degli uomini, in una perenne dialettica di identità e mutamento. Il visitatore, viaggiando realmente o idealmente, potrà ammirare un’unica mostra in tre luoghi diversi.

    Tecnologica, in quanto la mostra comprende, oltre l’esposizione di opere pittoriche e la presentazione del libro “Monocromo” in cui l’artista racconta il proprio viaggio nell’arte, la proiezione di un video realizzato con lo studio “Pixel” di Palermo che crea un’interazione tra pittura e tecnologia, tra superfici apparentemente piatte e statiche e immagini virtualmente mobili e tridimensionali.

    Tommaso Chiappa (Palermo, 1983), una laurea all’Accademia di Brera, vive e lavora tra Palermo e Milano. Ha al suo attivo diverse mostre personali e collettive che hanno ottenuto l’attenzione del pubblico e della critica (www.tommasochiappa.it).

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