Categoria: Arte e Cultura

  • La cultura del vino in Veneto

    Che il vino sia uno dei prodotti italiani più apprezzati all’estero non è una novità. Che il Veneto sia una delle regioni italiane in cui la cultura del vino è maggiormente radicata nemmeno. Dal prosecco all’Amarone, moltissimi sono i vini che nascono in questa regione, per poi raggiungere tutto il resto d’Italia e varcare i confini nazionali per allietare i palati di tutto il mondo. Tra il Veneto e il vino c’è sicuramente un rapporto speciale, un legame che non nasce solamente dalle numerose aziende vinicole di cui il territorio è costellato, ma anche e soprattutto dalla cultura contadina della regione, che sembra essere penetrata nella memoria collettiva di tutti i veneti. Bere un’ombra in compagnia (così viene chiamato il bicchiere di vino in Veneto) in una tipica osteria o a casa di qualche amico significa per i veneti condividere una parte della propria cultura e delle proprie tradizioni con gli altri.

    Se la cultura del vino in Venero continua ad essere tramandata di generazione in generazione, gran parte del merito lo si deve anche all’immenso patrimonio vinicolo che questa regione può vantare, patrimonio che nel tempo è diventato motivo di orgoglio così come altre peculiarità per le quali il Veneto è conosciuto, dai tesori artistici a quelli naturali. I vini prodotti in Veneto sono moltissimi e tutti diversi tra di loro: dai bianchi ai rossi, dai frizzanti a quelli fermi, la produzione vinicola veneta è davvero ampia e variegata, e per questo in grado di soddisfare tutti i palati. In qualsiasi occasione, e qualunque sia il tipo di abbinamento che si sta cercando, potete star certi che tra i vini veneti potete sempre trovare quello che più fa al caso vostro.

    Il Veneto, che può vantare il primato della maggior produzione di vini DOC in Italia, può essere suddiviso, dal punto di visto vinicolo, in tre macroaree: quella del veronese (nella zona del Lago di Garda), la zona di Soave, dei Colli Berici e dei Colli Euganei, e la zona del trevigiano e del Piave. Tra i vini prodotti nella zona del Garda spicca il Bardolino Superiore, realizzato con vitigni tipici della zona, tra cui tre vitigni autoctoni: corvina, rondinella e molinara. Non si può poi non nominare l’Amarone della Valpolicella, uno dei vini più famosi della zona. Nella seconda macroarea nascono invece prodotti quali il Trebbiano di Soave, il Pinot Bianco e lo Chardonnay. Spostandosi verso la provincia di Vicenza ci si imbatte nella zona di Gambellara, famosa per la produzione di Recioto e di Vin Santo, e in quella di Breganze, dove nasce il passito dolce Torcolato. Il Tocai rosso è tipico della zona dei colli Berici, mentre sui colli Euganei nascono vini quali il Moscato fior d’arancio e il Serprino. La terza macroarea, quella del trevigiano, è famosa soprattutto per il Prosecco di Valdobbiadene, mentre nella zona del Piave a farla da padroni sono vini quali il Cabernet Franc, il Merlot e il Verduzzo.

    Con questa varietà e questa ricchezza di vini di ottima qualità, non c’è da meravigliarsi che la cultura del vino sia così radicata in Veneto!

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – posizionamento su msn

  • “Behind the mirror” – progetto Speciale alla IV Biennale di Mosca. Dietro lo specchio con una performance.

    Il 23 settembre 2011 alle ore 15.00 è stato inaugurato Progetto Speciale della Biennale di Mosca “Behind the mirror”.

    Maurizio Vanni, giovane curatore italiano – artefice del progetto coinvolge tre artisti: Francesco Attolini, Christian Balzano e Lolita Timofeeva. In una sede strategicamente vincente sia per la posizione (20 minuti a piedi dal Cremlino), sia per le frequentazioni: un luogo aulico, contenitore del sapere, quotidianamente frequentato da migliaia di persone in dimestichezza con la cultura.

    La mostra è stata allestita in tre sale con tre progetti personali, uniti da un filo conduttore: lo specchio. “Stare dietro lo specchio – spiega il curatore – significa andare oltre l’apparenza delle cose, non accontentarsi della superficie della realtà e cercare di non fidarsi di una semplice immagine riflessa. I Self-portraits di Francesco Attolini (video e foto) non sono altro che il riflesso della propria interiorità attraverso altre persone. Riscoprire la propria esistenza significa riscrivere nuove identità, strutturare nuovi volti, scoprire inedite geografie fisionomiche esaltando le diversità di razza, di pensiero, di professione, di specie, di carattere e di spirito. Christian Balzano (installazione site-specific e struttura segnico-cromatica) è consapevole che lo specchio offre un’immagine rovesciata della realtà e che solamente attraverso la mente e l’istinto primordiale possiamo innescare un vero e proprio processo di conoscenza in grado di farci orientare nel labirinto della nostra esistenza. Per Lolita Timofeeva (dipinti, disegni e installazione) la questione della verità delle cose è qualcosa che implica il completo coinvolgimento del nostro intelletto, partendo dal presupposto che l’alchimia non si propone di risolvere un problema chimico, ma spirituale. Tutto è legato alla nostra mente e dipende dagli emisferi del nostro cervello.”

    L’inaugurazione è stata animata da una fresca e coinvolgente performance, protagonisti – tutti e tre artisti, ma anche gli spettatori, costretti a vedere il proprio riflesso nello specchio e spostarsi in una processione solenne in mezzo alle sale di lettura e corridoi interminabili della biblioteca.

    Numerosi sono stati gli ospiti, tra i quali: Direttore generale della Biennale Andrej Martinov, adetto alla cultura dell’Ambasciata italiana Maria Sica, Direttore del ICI Adriano Dell’Asta, rappresentante dell’Ambasciata lettone Maija Bisofa.

    Anna Zubova (Mosca)

  • Perfezione cristiana e contemplazione secondo S. Tommaso d’Aquino e S. Giovanni della Croce

    Finalmente è disponibile, in tutte le librerie italiane, un classico, il capolavoro di teologia mistica di Padre Garrigou-Lagrange, un mostro sacro del tomismo. Un testo atteso da moltissimi anni che, per la soddisfazione di addetti al settore e semplici lettori, grazie allo sforzo dell’Editore VivereIn è dato allo studio di quanti si vogliono addentrare nelle meraviglie della contemplazione mistica.

    Breve descrizione dell’Opera: Trattato di teologia mistica che vuole far conoscere che cos’è la via unitiva, per indurre le anime ad aspirarvi e a fare sforzi generosi per raggiungerla. L’opera rimane sempre viva e valida specialmente quando ci si trova in un momento storico e con persone che, in forza di una pretesa modernistica, anche nell’ambito della vita ascetica, si lasciano andare in “un certo agnosticismo”. Si pretende di poter prescindere dallo studio e dalla meditazione ignorando perifno i testi sacri. L’opera è ricca di citazioni, particolarmente collegate con le opere di S. Giovanni della Croce e S. Teresa d’Avila. Non mancano riferimenti e citazioni di altri scrittori mistici e di vari teologi. L’intero lavoro ha una finalità formativa più che educativa per favorire quanti aspirano a raggiungere una interiorità essenziale di vita cristiana: la configurazione a Cristo.

    La scheda del volume: http://www.edizioniviverein.it/scheda_libro.asp?idlibro=286

    Le pubblicazioni delle Edizioni VivereIn, presenti da oltre trent’anni nel panorama editoriale italiano, vengono distribuite in tutte le librerie cattoliche e laiche italiane dal Messaggero Distribuzione s.r.l.

    www.edizioniviverein.it[email protected]

    La Redazione

  • DIOGENE bivaccourbano RESIDENZA INTERNAZIONALE PER ARTISTI

    DIOGENE bivaccourbano

    RESIDENZA INTERNAZIONALE PER ARTISTI

    TORINO

    1 settembre- 1 ottobre 2011

    Graham Hudson (Sussex, 1977) è il vincitore della V edizione di Diogene_ bivaccourbano, programma di residenza internazionale organizzato da Progetto Diogene a Torino

    Dal 1 settembre l’artista vive e lavora sul tram situato nella rotonda di Corso Regio Parco angolo Corso Verona e ivi rimarrà per un mese.

    Graham ha dato vita ad un percorso progettuale condiviso con una serie di giovani artisti torinesi (Cornelia Badelita, Francesca Ferreri e Yael Plat) che, succedendosi settimanalmente, collaboreranno con lui alla creazione di una sequenza di interventi che l’artista ha intitolato “Sondaggio-Torino”.

    L’artista così descrive la sua idea di intervento: “Diogene bivaccourbano è situato a 1.5. km a nord est dal centro della città di Torino. La distanza è il raggio del mio progetto “Sondaggio-Torino, all’interno di questa circonferenza la città diventa una sorta di studio e uno spazio espositivo per l’autunno 2011. Il risultato della residenza sarà un archivio di un periodo di tempo e di spazio e l’azione di sondaggio sarà un contesto di sviluppo e di esecuzione delle mie azioni, che comprendono collaborazione, possibilità e caos. Includendo video, perfomance e opere permanenti.”

    Il progetto può essere seguito su: http://www.grahamhudson.com/DIOGENE

    Durante la permanenza a Torino di Graham Hudson, verranno organizzati alcuni eventi in cui sarà possibile approfondire la conoscenza del lavoro dell’artista: si inizia con un open studio mercoledì 28 settembre, al tram Diogene, al quale seguirà, giovedì 27 ottobre, una lecture presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

    Infine, Graham Hudson, in collaborazione con Radio Papesse, presenterà una serie di interventi dislocati in diversi punti della città, dalla rotonda del tram fino ad arrivare alla zona del Quadrilatero Romano, dove avrà luogo il programma di Artissima LIDO. Il progetto, curato da Christian Frosi, Renato Leotta e Diego Perrone, si presenta come una grande mostra collettiva di spazi no profit italiani che proporranno una serie di eventi tra il 3 e il 6 novembre.

    Graham Hudson vive e lavora a London.

    Solo Show: 2011, Arthouse, Austin, Texas, 2010, ZINGERpresnets, Amsterdam, 2009 Monitor, Rome, 2008 Locust Projects, Miami

    Group Show: 2011 Con Amore – Djurhuus Collection, ARoS, Aarhus Kunstmuseum, DK, British Art Now: Saatchi Gallery in Adelaide, Art Gallery of South Adelaide, AUS, 2010 Glow, VanAbbe Museum, Eindhoven, Languages and Experimentations, MART, Trento/Roverto, IT, Mutiny seemed a probability, Fondazione Giuliani, Rome, IT, 2009, Frieze Sculpture Park (with Monitor, Rome) 2008, 6 of 1: Performance and Sculpture, Camden Arts Centre, London, UK

    www.grahamhudson.com

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    Progetto Diogene è realizzato grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, della Regione Piemonte e di Arte Giovane, con il Patrocinio della Città di Torino, del GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani e la collaborazione di: GTT Gruppo Torinese Trasporti e Radio Papesse

    www.progettodiogene.eu

    Ufficio stampa Diogene

    Paola Varallo [email protected] tel.+39.347.0883394 end_of_the_skype_highlighting

  • Icaro di Daniela Ferraro, Rupe Mutevole Edizioni

    È tremolìo/ di ombre di falene,/ fluttuano fantasmi/ al canto della notte./ E schioccano le stelle,/ inghirlanda la luna/ la grigia cenere/ di pupille contratte./ Trasvolano i pensieri,/ alluma il sogno/ l’errabonda sete/ lungo i sentieri/ in cui, distratto,/ hai perso/ la tua voglia di me.” – “Penombre”

    Versi fasciati in un’oscurità celebrativa di immagini, una luce fioca che lascia trasparire l’ondeggio del volo delle falene, signore notturne. Falene viste solo attraverso l’ombra e dunque nascoste alla vista dell’Io poetante. Falene simili a fantasmi che nella notte vivono le loro brevi esistenze. Il cielo è pregno di stelle, quasi che fossero gli occhi del firmamento. L’Io poetante si lascia dominare dalla natura e dal sublime sognare di lui.

    Icaro”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine” curata da Silvia Denti, è una silloge poetica di forte impatto visionario. L’autrice, Daniela Ferraro, richiama nelle sue quaranta liriche e nelle quattro fiabe in versi un’andatura musicale e metaforeggiante nella quale il lettore riesce a percepirne l’animo. La prefazione del libro è a cura della curatrice della collana.

    “Icaro” non seguirà le orme del suo celebre omonimo e non pretende di volare accanto al Sole, bensì si offre alla Luna, si offre alla notte ed all’amore perduto. Ci troviamo di fronte ad una raccolta intima dal gusto prettamente melanconico, una raccolta che commemora i vecchi fasti della tradizione poetica, troveremo infatti liriche come “Apollo e Dafne”, “Aracne”, “Orfeo e Euridice”, “Icaro”, e la fiaba “Selena”.

    Il passo tentennante,/ una bottiglia in mano./ L’orizzonte, stasera,/ pare meno lontano!/ Chi ti scosta per strada,/ chi ti urla qualcosa./ – Quanta gente s’affanna, chissà mai per che cosa! -/ Solo l’ombra, furtiva,/ viene dietro il tuo passo…/ Il vederla saltare/ è davvero uno spasso!/ Quante luci là sopra,/ giran come rotelle…/ Vieni, amica, stasera/ canteremo alle stelle./ La mia voce è un po’ roca,/ mi fan sempre tacere/ ma stasera è diverso,/ tu mi udrai con piacere./ […]” – “Ebbrezza”

    Un’ebbrezza estatica che travolge in una notte nella quale solo l’ombra è al fianco dell’Io, l’ombra instancabile amica che segue ogni passo e che ascolta senza mai tradire. La pochezza degli altri descritta in due soli versi, quasi come se fossero versi esterni alla lirica, quasi come se fosse una frase sentita da lontano. E l’ebbrezza trascina nel canto del vero, nel canto alle stelle anche quando la voce è afona, strozzata.

    Forse solo era un sogno/ – forse no, non lo era -/ giù dal pozzo profondo/ venne fuor Fata Nera./ I capelli corvini,/ scuri gli occhi e le ciglia,/ al richiamo lunare/ guarda su in meraviglia./ Sono scalzi i suoi piedi,/ le sue mani tremanti,/ il ricordo di ieri/ ancor tremito ai fianchi./ Sul viottolo oscuro/ i suoi passi silenti,/ un profano singulto/ i pensieri suoi ardenti./ E s’infiltra entro gli usci/ tra pacati torpori/ col suo alito greve/ a carpirne i colori/ e del furto desiato/ – anche fame il riflesso -/ stretto al petto portato/ ne fa avido amplesso./ […]” – “La fata nera”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Al via il “tour autunnale” del Legal Thriller Italiano segnalato XXIII Premio Calvino

    Inizia giovedì 29 Settembre da Genova (al “Molinaro”, ore 18:00) il tour autunnale di Stefano Visonà per la presentazione del suo nuovo romanzo “NON TI SVEGLIARE”, un legal thriller ambientato in Veneto, edito da CIESSE Edizioni e segnalato XXIII Premio Calvino. Il tour prosegue domenica 2 Ottobre a Susegana (TV) (stand CIESSE, alla manifestazione “Libri In Cantina”), venerdì 7 Ottobre a Padova per la Fiera delle Parole (Libreria Pangea, ore 18:30), giovedì 13 Ottobre a San Bonifacio (VR) (Sala Civica ore 20:45), martedì 18 Ottobre a Verona (Libreria La Rinascita, ore 18:30), venerdì 21 Ottobre a San Donà di Piave (VE) (Libreria Moderna, ore 18:30). Il tour proseguirà poi a Novembre e Dicembre con ulteriori appuntamenti nel Triveneto e Lombardia.

    NON TI SVEGLIARE è un legal thriller ispirato per scrittura, complessità della trama ed ampiezza della vicenda ai “grandi contemporanei anglosassoni”, ma calato nella realtà italiana e coerente con le prassi del sistema giudiziario italiano. Nel romanzo predomina il meccanismo del giallo, dell’enigma legato ad un omicidio inspiegabile e della conseguente ricerca di un colpevole, ma, fatto ancora poco comune nel panorama letterario nazionale, il protagonista-indagatore è un avvocato penalista italiano, che agisce con i metodi previsti dal nostro Codice di Procedura Penale ed opera nel contesto del Nordest italiano.

    Il romanzo si sviluppa su due piani narrativi paralleli: il racconto al presente dell’inseguimento della verità da parte dell’avvocato-indagatore Rubens Gatto, e la narrazione in prima persona di un uomo che ricerca la stessa verità nel proprio passato. La storia si apre su alcune situazioni statiche, apparentemente prive di relazione tra loro: una inquietante sensazione corporea, lo schianto di un SUV nella nebbia, una giovane vittima di un incidente domestico. Poi, per una mera casualità, l’intervento del magistrato dà innesco alla vicenda, che acquista rapidamente complessità e velocità. Sul secondo piano narrativo, presentato come una lunga confessione al PM, vengono progressivamente ricostruiti i legami tra i vari protagonisti nella loro giovinezza. Questo piano parallelo, praticamente un romanzo nel romanzo, evocativo della vita di provincia e dei miti che la orientavano negli anni ’80, diventa funzionale alla ricostruzione dell’antefatto e chiave per comprendere i fatti dalla loro origine remota. Tra i due livelli narrativi vi è un continuo e sottile gioco di rimbalzi, ma solo nell’ultimo capitolo i due piani arriveranno a coincidere, svelando appieno il complesso meccanismo del romanzo.

    “La trama è consistente, complessa, plausibile e alla fine anche sorprendente. La connessione delle azioni, le sequenze casuali, i raccordi tra i diversi momenti ed episodi sono limpidi e rigorosi” valuta la Giuria del Premio Calvino, il più autorevole premio letterario in Italia per inediti, che nel 2010 ha indicato NON TI SVEGLIARE come “opera segnalata XXIII Premio Italo Calvino”, sottolineando che “La lingua è ricca, precisa, la scrittura elegante ma non eccessivamente ricercata, capace di aderire ad emozioni, paesaggi, riflessioni, incertezze con frasi brevi, quasi una scelta stilistica per cogliere meglio una realtà complessa, spesso scissa” (Recensione completa del Premio Calvino disponibile su www.stefanovisona.it ).

    Il libro sta ottenendo anche un buon riscontro di pubblico, uscito il 30 Maggio 2011, è già in seconda edizione e risulta tra i titoli CIESSE edizioni più venduti dell’intero 2011, ovvero, citando di nuovo la Giuria del Premio Calvino: “In conclusione, un bel giallo, che, come spesso avviene per i gialli, lascia intravedere in controluce la rappresentazione calda della nostra società e dei suoi mutamenti”.

    Riepilogando, questo il dettaglio dei primi eventi del “tour autunnale” di NON TI SVEGLIARE:

    § giovedì 29 Settembre 2011 – ore 18:00 “Giovedì Letterario” c/o Molinaro, via Rimassa 94 R – GENOVA

    § domenica 02 Ottobre 2011 – ore 10:00 – 19:00 c/o stand CIESSE “Libri in Cantina” – SUSEGANA (TV)

    § venerdì 07 Ottobre 2011 – ore 18:30 Libreria Pangea, via S.Martino e Solferino 106 – PADOVA (evento Fiera delle parole 2011)

    § giovedì 13 Ottobre 2011 – ore 20:45 Sala Civica Barbarani, via Marconi – SAN BONIFACIO (VR) (in collaborazione con Libreria Bonturi)

    § martedì 18 Ottobre 2011 – ore 18:30 Libreria Rinascita, corso Porta Borsari 34 – VERONA

    § venerdì 22 Ottobre 2011 – ore 18:30 Libreria Moderna, via XIII Martiri 7 – SAN DONA’ DI PIAVE

    Informazioni più dettagliate sull’opera e sui prossimi eventi possono essere reperite su http://www.stefanovisona.it o sulla pagina fan: http://www.facebook.com/nontisvegliare.

    Nota sull’autore: Stefano Visonà è nato e cresciuto in Veneto, dove vive con moglie e tre figli. Maturità classica e laurea in Ingegneria, si occupa di progettazione di beni durevoli di largo consumo. Da sempre appassionato di arte e letteratura, da alcuni anni si dedica con passione alla scrittura thriller-noir. Oltre a NON TI SVEGLIARE ha pubblicato diversi racconti ed ottenuto gratificanti risultati in concorsi letterari per narrativa breve: Freddo (Primo premio Narrativa “Le Mond Club” 2007 e Premio speciale della Giuria “I cavalieri amari” 2007), Utopia a termine (finalista del Concorso “Este – Il sentiero dei draghi 2009” e pubblicato in e-book), Il bicchiere della staffa (Primo Premio Concorso Letterario “Inchiostro di Bacco” Città di Lonigo 2009), Centosette (2° Classificato Premio Letterario “Il Montello 2009” e pubblicato nell’antologia omonima – Danilo Zanetti editore), Parole Calibro .22 (1° classificato III concorso “Giallolatino” – 2009 e pubblicato nell’antologia omonima – Ego Edizioni), Ritorno in Campagna (Premio Speciale 6° concorso di narrativa gialla inedita “Delitto d’autore 2009”), Il fine ultimo dell’amore (Finalista premio S.Marello 2009 e pubblicato nell’antologia del premio), Il segno di S.H. (1° classificato sez. pubblicazione XXI Premio G.Belli – 2009), Fan tutti il proprio dovere (1° classificato concorso Donna d’impresa 2010 e pubblicato nella raccolta “Donna d’impresa” – Neos Edizioni). Il destino dell’acqua (2° Classificato Premio Letterario G.Zanella 2011 e pubblicato nell’antologia del premio)

  • “Opus alchymicum” di Lolita Timofeeva in Biennale di Mosca 2011. In progetto speciale “Behind the mirror” alla Rudomino All-Russia State Library for F

    Lolita Timofeeva, artista lettone, ma bolognese di adozione quest’anno partecipa alla IV Biennale di Arte Contemporanea a Mosca con progetto “Opus alchymicum” all’interno del progetto speciale, tutto italiano, “Behind the mirror”. Curatore – museologo, storico e critico dell’arte Maurizio Vanni coinvolge tre artisti: Francesco Attolini, Christian Balzano e Lolita Timofeeva chiamati a confrontarsi sul tema della biennale di quest’anno “Rewriting worlds”. Dal 23 settembre al 16 ottobre 2011 le installazioni dei tre artisti saranno ospitate all’interno della Rudomino All-Russia State Library for Foreign Literature di Mosca. Il progetto, organizzato in collaborazione con Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art.

    Lolita Timofeeva è una pittrice ostinata e fedele ai valori spirituali della vita, alla persistenza dei sentimenti e delle passioni che si scontrano gli uni contro gli altri nelle sue immagini con una sensibilità vulnerabile e vulnerante. Il volume, edito da Allemandi Editore, che esce in occasione della partecipazione di Lolita Timofeeva alla IV Biennale di Mosca, riproduce 29 dipinti, 47 opere su carta e un’installazione. La pubblicazione sarà presente ad Artelibro 2011 a Bologna (dal 23 al 25 settembre).

    L’artista indaga la dimensione metafisica del mondo, la sua poetica appartiene all’ambito dei simboli e di archetipi, la sua ricerca si intreccia con gli studi dei testi di psicologia analitica e di filosofia. Il progetto è accompagnato da un saggio del prof. Arturo Schwarz che così lo conclude: “Tra tutti gli artisti che ho conosciuto, nessuno, salvo Marcel Duchamp – ma nel suo caso, in modo diverso e più criptico – ci ha donato un’opera talmente organica e dalla valenza tanto complessa e iniziatica quanto quella di Lolita Timofeeva. A lei, che rappresenta un caso raro nella crescente volgarizzazione dell’esercizio artistico, un mio plauso riconoscente.”

    Lolita Timofeeva. Opus alchymicum

  • TORTONA 37 PER ELEPHANT PARADE

    Milano, 26 settembre 2011_Le ultime quattro opere d’arte a forma di cucciolo di elefante sono state collocate presso il complesso Tortona 37, il nuovo sviluppo immobiliare caratterizzato da spazi flessibili e con altezze importanti (oltre 6 metri per piano), dedicati principalmente al mondo della moda, del design, della comunicazione e dell’arte contemporanea.

    Gli elefanti firmati da Tiziano Soro – “elefante isola” che vuole rappresentare la purezza e le coordinate di un luogo magico a metà tra realtà e fantasia –, da Selwijn Senatori – che ha realizzato la sua opera a Carnaby Street – e da Paul Meijering – che si è liberamente ispirato alle squadre di calcio milanesi –, rimarranno esposti fino al 15 novembre presso la speciale location Tortona 37.

    Ad oggi quindi tutti gli 80 elefanti in vetroresina sono presenti in città: curiosi e appassionati d’arte possono avventurarsi alla ricerca dell’opera d’arte preferita!

    Per ulteriori informazioni: elephantparade.com

  • 2ª edizione di “Cin’è Musica Concerto”.

    Un autunno di cinema e musica. Nell’ambito della manifestazione “Tarquinia a porte aperte – Un museo nella città”, promossa dall’assessorato alla Cultura, la sala consiliare del palazzo comunale ospiterà nelle domeniche di ottobre e novembre la rassegna “Cin’è Musica Concerto”. Giunto alla 2ª edizione, il festival nasce per iniziativa di Dino Alfieri, Pino Moroni e Piero Nussio, sulla scia del successo della kermesse “Cin’è Cucina”. Ogni incontro (ingresso gratuito) sarà aperto da un concerto, a cui seguirà la proiezione di un film musicale. Primo appuntamento il 2 ottobre (ore 18) con lo spettacolo di prosa musicale De Brevitate Vitae, su testi di Seneca e musiche di Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Sergio Cammariere e Ivano Fossati. Il 9 ottobre (ore 16.30) concerto verdiano con il soprano Francesca Romana Tiddi, il tenore Ugo Tarquini e il pianista Massimiliano Franchina e visione della pellicola Aida, che ha per interprete Sophia Loren, doppiata da Renata Tebaldi. Il 16 ottobre (ore 16:30) sarà protagonista la chitarra con l’esibizione di Luca Angelini e con il film brasiliano Orfeo negro, di Marcel Camus. Il 23 ottobre (ore 16.30) padrona di casa sarà la musica orchestrale con la Magic Wind Orchestra di Tarquinia e il lungometraggio Prove d’Orchestra, di Federico Fellini. Il 30 ottobre (ore 16.30) il jazz degli anni Trenta e Quaranta rivivrà nella voce di Marta Capponi e nel pianoforte di Francesco Di Giulio e con il film Venere e il Professore, commedia che vanta la partecipazione di Louis Armstrong, Benny Goodman, Gene Krupa e Lionel Hampton. Il 6 novembre (ore 16.30) l’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta sarà il filo conduttore del concerto di Fabrizio e Carlo Cecconi e Gianni Orrù, e di Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca, film antologico di Mario Morra che presenta spezzoni di pellicole italiane prodotti dalla casa cinematografica Titanus dal 1947 al 1962. Il 13 novembre (ore 16.30) omaggio a Fryderyk Chopin con il concerto al pianoforte di Enrico Scamponi e la pellicola Il pianista, di Roman Polanski. Il 20 novembre (ore 16.30) tributo alla musica francese con la voce di Elena Alfieri, il pianoforte di Pietro Pacini, la chitarra di Angelo Rosati e il contrabbasso di Fabio Caponi e con La Vie En Rose, lungometraggio sulla vita della cantante Edith Piaf. A concludere “Cin’è Musica Concerto” il 27 novembre (ore 18) Elaborazioni Sonore nel Segno, video-concerto con il pittore Massimo Luccioli, i musicisti Leandro Piccioni, Luigi Polsini, Sandro Pippa, Carlo Brignola e i tecnici dell’immagine Carlo Proli e Giovanni Leoni.

  • Resoconto della presentazione de Dall’anima alle parole di Erica Angelini, Rupe Mutevole, Buonconvento (SI)

    C’è chi gli dice che i sogni illudono l’anima/ e che la sua vita non gli appartiene …/ C’è chi gli dice di non mirare mai a grandi cose/ ma di accontentarsi di ciò che la vita gli offre…/ che tanto questa è solo una farsa/ e lui un sognatore cieco di realtà distorte./ Ma nessuno ha mai capito/ che i sogni lo aiutano a vivere meglio!/ C’è chi lo considera un povero illuso,/ lui che dei sogni sa farne un buon uso./ […]” – “Il sognatore”

    Mercoledì 21 settembre 2011 si è svolta alle ore 17, presso il palazzo Grisaldi del Taja a Buonconvento nella provincia di Siena, la presentazione della silloge “Dall’anima alle parole”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”.

    L’autrice, Erica Angelini, ha promosso la sua raccolta poetica durante il programma della 43° edizione della Sagra della Val d’Arbia (manifestazione antichissima, infatti ne abbiamo testimonianza sin dal 1805).

    Gli ospiti della presentazione sono stati il Sindaco Marco Mariotti, il giornalista del Corriere di Siena Piero Ruffoli, l’Assessore alla Cultura Elisabetta Borgogni e l’Assessore alla Cultura del comune di Castelnovo Berardegna Annalisa Giovani, comune nel quale la giovane Erica vinse con la lirica “Il sognatore” un concorso di poesia.

    Ed Erica, come sempre molto disponibile, ci racconta qualcosa dell’esperienza. Buona lettura!

    A.M.: Cosa ne pensi della cornice nella quale hai presentato la tua silloge?

    Erica Angelini: Prima di tutto, penso che è un grande onore che la mia presentazione sia stata inserita nel programma della Sagra della Val d’Arbia, un programma sempre ricco di eventi: presentazioni di libri, musica e spettacoli, mercatini e fiere, tante mostre e buona cucina con le cene nei quattro quartieri che – per l’occasione – allestiscono i loro ristoranti nei vicoli e nelle piazze del paese, che è uno dei Borghi più belli d’Italia. La Sagra è un evento a lungo atteso durante l’anno, che ha molta risonanza nella zona ed attira gente anche da fuori proprio per gli eventi e la magia che sempre la caratterizza. E, per me esserne protagonista attiva con la presentazione del mio libro, invece che semplice spettatrice come gli altri anni, leggere questa mia cosa nel programma e sui giornali, immaginare che tutti sapevano che il 21 settembre alla Sagra della Val d’Arbia era il giorno di Erica Angelini e la sua raccolta “Dall’anima alle parole”… è stato davvero bello!

    A.M.: Per questa presentazione hai giocato in casa. È stata diversa dalle altre?

    Erica Angelini: Ho giocato in casa in due sensi perché si è svolta nel paese dove vivo, ma anche nel luogo dove lavoro… quindi, più in casa di così non potevo. Confesso che questa presentazione ha avuto un sapore più speciale, davanti alla mia famiglia, i miei amici, la mia gente… Bellissimo davvero!

    Non amo apparire io e per questo non volevo farla, amo di più starmene a scrivere o lavorare, ma confesso che queste serate sono belle: le presentazioni ti avvicinano alla gente… ti fanno conoscere dalla gente … anche da quella gente che magari vedi tutti i giorni e pensa di conoscerti, ma di te non sa nulla… e poi ti legge tra le pagine di un libro e scopre il tuo mondo…

    A.M.: Quali poesie sono state lette durante la presentazione?

    Erica Angelini: Tantissime. A parlare erano in 4 persone (tra giornalista, Assessori e Sindaco) quindi ne hanno lette diverse, per la precisione:

    “La vita”, “Maschere”, “La partita è come la vita”, “Ho perso una stella”, “Il sognatore”, “L’orma dei tuoi passi”, “Per una volta…vivi!” e “Il calore dell’inverno”, che ho scritto ispirandomi proprio a questo luogo.

    A.M.: C’è qualche aneddoto curioso che vuoi condividere con noi?

    Erica Angelini: Ho provato una grande emozione quando il Sindaco nel suo bellissimo intervento ha citato “Il sognatore”, che era stata letta in precedenza: sono molto legata a quella lirica e sentirla citare come se realmente potessimo aspirare ad essere un po’ tutti come quella figura mi ha emozionata… anche perché mi ha dimostrato che quelle parole – se lette ed ascoltate attentamente – possono arrivare al cuore di chiunque in un attimo.

    A.M.: Qual è la dedica che hai scritto che ti ha maggiormente aperto il cuore?

    Erica Angelini: Tutte: ogni dedica mi emoziona. Comunque se devo dirla una, quella alla mia prima maestra delle elementari che voleva una “dedica speciale”.

    A.M.: E per la prossima presentazione de “Dall’anima alle parole”? Hai già una data o ci tieni ancora sulle spine?

    Erica Angelini: No, non ho date ancora … ma ripeto ciò che avevo detto in una precedente intervista: un libro in promozione è un cantiere sempre aperto! Quindi, vediamo…

    “[..]/ Lui che nei sogni sa trovare la forza/ per vivere meglio…/ può correre tra nuvole bianche/ in un mondo pulito,/ cercar di afferrare una stella,/ sfiorar la felicità con un dito…/ Lui che da tutti,/ solo ‘un sognatore’ è definito.”

    Vi lascio il link di una recensione di “Dall’anima alle parole”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/27/dall%E2%80%99anima-alle-parole-di-erica-angelini-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni