Categoria: Arte e Cultura

  • Ma…Donne, secondo appuntamento

    Sabato 29 ottobre 2011 s’inaugura alle ore 18.30 presso la Casa Internazionale delle Donne in Via della Lungara 19 (zona Trastevere) a Roma, la mostra Ma… donne, esposizione collettiva degli artisti: Luca Bortolato, Paolo Dito, Ana Margarita Fontalvo, Ana Galkina, Max Gasparini, Alda Gazzoni, Francesca Manca di Villahermosa, Fabrizio Michelucci, Sara Palleria, Gisella Pasquali, Nicoletta Sciumbata, Chiara Smirne, Elena Troubetzkoy

    Soqquadro
    Presenta

    Ma… donne
    mostra collettiva

    DURATA: dal 29 ottobre all’8 novembre 2011
    INAUGURAZIONE: sabato 29 ottobre ore 18.30
    ORARI: dal lunedì al venerdì h. 09.00-19.00; sabato h. 9.00-13.00
    LUOGO: Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara, 19 Roma (zona Trastevere)
    CURATRICE: Michela Melis, Marina Zatta
    INFO: www.casainternazionaledelledonne.org
    [email protected] www.soqquadro.eu

    La Casa Internazionale delle Donne è un luogo storico del femminismo romano, è posta in un magnifico palazzo rinascimentale ed è provvista di spazi per conferenze e riunioni, bar, ristorante, negozio equo solidale, foresteria e la sala Atelier progettata come sala espositiva. Vista la varietà dei servizi questo spazio ha una sua ampia frequentazione quotidiana.

    In questo luogo Soqquadro espone la mostra collettiva Ma… donne curata da Michela Melis e Marina Zatta.
    Ma … Donne è un’esposizione interamente dedicata alla femminilità. Le differenze di genere nelle espressioni artistiche sono marginali, esistono molte più ampie differenze tra artisti bravi e artisti mediocri, tra intellettuali capaci di un pensiero forte e altri capaci di dire solo banalità, piuttosto che tra generi sessuali. Ritengo sia interessante esplorare come uomini e donne affrontino il tema della femminilità, perché probabilmente si scardineranno i luoghi comuni sulla visione che hanno gli uomini delle donne e che le donne hanno delle altre donne. Soqquadro ha quindi deciso di dare voce agli artisti che vogliono raccontare la propria idea del femminile, inteso non come svenevole languore o leziosa sensualità, ma come potenza arcaica e, perché no, anche come sessualità carnale.

  • Da problema a fonte di ricchezza culturale: ecco le tappe del plurilinguismo in Italia

    Trovarsi a vivere in un Paese la cui lingua madre non è la nostra non è sicuramente facile. Molti infatti vedono la diversità linguistica come un ostacolo alla crescita personale dei bambini ed alla formazione dei ragazzi; oltre all’aspetto pratico della questione che sta nella incapacità di comprendere le persone ed interagire appieno con la società, c’è anche un sottile meccanismo socialmente diffuso che tende generalmente a provocare la chiusura mentale degli autoctoni di fronte allo straniero che non parla e non capisce la loro lingua.“Io sono a casa mia, sono loro che devono imparare la mia lingua, se vogliono vivere nel mio Paese” è il pensiero tuttora diffuso tra le generazioni più vecchie.

    In ambito scolastico il plurilinguismo è una questione da affrontare, dato che in Italia si registra un sempre maggior numero di presenze straniere fra i banchi. I figli di immigrati spesso e volentieri tra le pareti domestiche continuano ad utilizzare la loro lingua madre e questo non aiuta di certo il loro processo di apprendimento a scuola e di conoscenza della lingua italiana. Provate a pensare alle difficoltà bambini italiani ad apprendere la lingua inglese: quante difficoltà incontrano i più piccoli nell’imparare inglese base? E se un giorno vi trovaste costretti a trasferirvi per necessità di lavoro in un altro Paese? Siete convinti che riuscireste a dare il buon esempio ai vostri figli ed a sforzarvi di parlare inglese, tedesco, francese anche a casa? Come reagirebbero i vostri bambini circondati per 6-8 ore al giorno da bambini che parlano un’altra lingua?

    Il plurilinguismo comunque non è assolutamente da considerarsi come un handicap, ma come una ricchezza: si da il caso che ognuno di noi percepisce la realtà in maniera soggettiva e questa soggettività non è data da altro se non dal nostro bagaglio culturale, che a sua volta affonda le proprie radici nella nostra lingua madre e nella nostra cultura. La lingua quindi è un veicolo necessario per capire la realtà e di conseguenza l’incontro con persone che parlano un’altra lingua non può che essere un veicolo che ci fornisce strumenti nuovi e diversi per valutare la realtà che ci circonda; aprirsi ad un’altra lingua, cercando di comprendere appieno le dinamiche linguistiche che in prospettiva diacronica hanno portato alla formazione ed all’utilizzo comune di parole o di particolari forme linguistiche di una data lingua, consente di approfondire non solo una lingua, ma anche i meccanismi di interazione di una lingua con la storia di un popolo. Ecco perché i corsi di inglese, di francese, di tedesco ecc., se iniziati in giovane età permettono di crescere sviluppando in maniera del tutto naturale un’apertura mentale non comune, che riesce ad avvicinarci alla cultura dell’altro più di qualsiasi libro o manuale.

    La conferma dell’importanza del plurilinguismo dei bimbi stranieri arriva anche dal Comune di Telgate, in provincia di Bergamo, dove l’amministrazione comunale, col supporto di due esponenti della Lega Nord, Daniele Belotti e Davide Caparini, nelle scuole per bambini ha promosso un piano sperimentale di alfabetizzazione per i ragazzi stranieri delle elementari, presentato al pubblico in una riunione tenutasi mercoledì 26 Ottobre 2011. L’amministrazione comunale ha deciso di farsi carico dei 25.000 euro del programma e dei 18.000 euro per il corso di eccellenza (costi annui del progetto) per andare incontro al 35% degli studenti stranieri delle scuole primarie, che non posseggono una conoscenza sufficiente della nostra lingua.

    Articolo a cura di Serena Rigato

    Prima Posizione srl – agenzia marketing

  • A “Cin’è musica concerto” il grande jazz degli anni ’30 e ’40

    “Cin’è musica concerto” proporrà il 30 ottobre un entusiasmante viaggio nel jazz degli anni ’30 e ’40. La sala consiliare del palazzo comunale di Tarquinia, a partire dalle ore 16.30 (ingresso gratuito), ospiterà il concerto della talentuosa cantante Marta Capponi, accompagnata dal pianista Francesco Di Giulio, e la proiezione del film Venere e il professore. Cantante affermata Capponi vanta un percorso artistico di rilievo e collaborazioni con importanti musicisti come Giovanni Mazzarino, Bobby Durham, Aldo Zunino, Stefano Sabbatini, Pietro Iodice e Francesco Puglisi. Nel 2004, con Marco Bonini, alla chitarra, Riccardo Gola, al contrabbasso, Emiliano Caroselli, alla batteria, forma il “Marta Capponi Quartet”. Fa parte della “Saint Louis Big Band” con la quale incide il suo primo disco e partecipa a molti festival di prestigio quali “Villa Celimontana Jazz Festival”, “Atina Jazz Festival” e “Brindisi in Jazz”. Nel 2011 è stata presente con un quartetto all’“Umbria Jazz”, con i “Tribunal Mist Jazz Band” al “Festival di Spoleto” e con un sestetto alla rassegna “Jammin’ 2011”. Venere e il professore è una pellicola del 1948, diretta dal regista americano Howard Hawks. Un gruppo di musicologi, che da anni vive isolato in una villa per compilare un’enciclopedia, s’accorge di aver trascurato il jazz e invita per documentarsi un gruppo d’artisti. Tra gli altri c’è una cantante, amante di un gangster, che si finge innamorata del più giovane dei professori per sottrarsi alla legge. A poco a poco, la finzione diventa realtà: il gangster poi sarà sconfitto. Rifacimento in chiave musicale di Colpo di fulmine, girato dallo stesso Hawks nel 1942, il lungometraggio vende la partecipazione di alcune leggende del jazz tra cui Tommy Dorsey, Gene Krupa, Benny Goodman, Lionel Hampton Charlie Barnet e Louis Armstrong. “Cin’è Musica Concerto” è una rassegna promossa dall’assessorato alla Cultura, su idea di Dino Alfieri, Piero Nussio e Pino Moroni.

  • Non solo mare a Riccione: in inverno è tempo di mostre…

    Sabato 5 novembre alle ore 12 presso la Galleria comunale di arte moderna e contemporanea di Riccione Villa Franceschi si inaugura la mostra retrospettiva dell’artista Triestino Lucio Saffaro.

    Pittore, scrittore e matematico, Saffaro, che ha vissuto e operato a Bologna, si è affermato sin dagli anni Sessanta come una delle figure più originali e inconsuete della cultura italiana. Per l’attività artistica ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e in molte altre importanti rassegne in tutta Italia e all’estero.

    L’esposizione, che presenta circa 60 dipinti, disegni e incisioni di Lucio Saffaro è arricchita da una serie di iniziative collaterali tra cui percorsi didattici per la scuola e per il tempo libero ed è aperta dal 05/11/2011 al 31/01/2012 dal martedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30; martedì, giovedì, domenica dalle ore 16 alle 19. Chiuso lunedì, sabato, 25 dicembre e 1 gennaio. Ingresso gratuito

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    L’ Hotel Margareth è stato completamente rinnovato ed offre un prezzo per ogni tasca.

    Tutte le camere sono vista mare e dotate di servizi privati, Sky Gold, Wi-Fi box doccia ed asciugacapelli, balcone, cassaforte, frigo bar, climatizzazione e riscaldamento autonomi, telefono, servizio 24 ore su 24 e servizio massaggi.

    Riccione è per tutti, Riccione è anche al Margareth. Una scelta che conta. Per ricordare il passato, per vivere il presente e prepararsi a tornare ancora, certi, sicuri e abbracciati dal sorriso del cuore.

    Augurandoci di poterVi avere nostri graditi ospiti ed in attesa di un Vostro fidato riscontro, vi invitiamo a visitare la nostra pagina Facebook per essere sempre aggiornati sulle novità, sulle offerte e sugli eventi a Riccione e nel circondario.

    http://www.hotelmargareth.com/

  • Obiettivo Reporter by Photographers.it, la nuova gallery a Milano

    Photographers.it, noto portale web dedicato al mondo della fotografia, lancia una nuova iniziativa di selezione di progetti fotografici in collaborazione con Obiettivo Reporter, la scuola di fotogiornalismo dell’agenzia Milestone Media.
    Per candidarsi basterà essersi registrati gratuitamente a Photographers.it ed inserire on line immagini e testo del proprio progetto tramite un pratico editor di caricamento.
    Il primo bando vedrà Gigliola Foschi, critica e storica dell’arte e della fotografia, selezionare tre autori e curare una collettiva che ne raccoglierà i rispettivi progetti. La scadenza del contest – che ha per tema gli oggetti quotidiani – è fissata per il 30 novembre 2011. Le opere vincitrici verranno presentate in anteprima all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano che ospiterà i Photographers Days dal 25 al 29 gennaio 2012, dove verranno proiettate su schermo cinematografico in apertura della manifestazione.
    La sera stessa l’opening della mostra, preceduto da una tavola rotonda con la presenza degli autori e di un noto fotografo specializzato sul tema proposto, presso il nuovo spazio espositivo all’interno della sede milanese di Obiettivo Reporter, in Via Natale Battaglia 34.
    Alla sezione dedicata www.photographers.it/or-gallery sarà possibile accedere a tutti i dettagli dell’iniziativa e al bando di partecipazione alla selezione.
    Nel corso del 2012 verranno attivati altri bandi con il medesimo sbocco espositivo negli spazi di Obiettivo Reporter, e Gigliola Foschi passerà il testimone a Sara Munari, docente e fotografa professionista, che curerà le successive iniziative espositive.

    Per maggiori informazioni:
    Angelo Cucchetto | www.photographers.it [email protected]
    Marco Toldi | www.obiettivoreporter.com [email protected]

    Obiettivo Reporter by Photographers.it

    Distribuzione comunicati stampa internet
    Comunicati-Stampa.com / Pivari.com
    fabrizio (at) pivari.com

  • La flessibilità delle assicurazioni moto

    Le assicurazioni motorini e moto (denominate in gergo tecnico RC moto, ovvero assicurazione di responsabilità civile per moto) è fattore obbligatorio per tutti coloro che decidono di voler circolare su strada con una moto, un ciclomotore oppure in generale con qualunque veicolo a motore a due ruote. Qualunque sia la cilindrata del proprio mezzo. Queste assicurazioni moto hanno lo stesso scopo dell’ Rc auto, cioè coprire l’assicurato per i danni causati a terze persone entro dei limiti prestabiliti del massimale del contratto che viene sottoscritto. Tra l’ Rc auto e l’Rc moto, una delle principali differenze risiede nel massimale minimo : quello delle moto è inferiore rispetto a quello delle auto ed è a pari a 773.000 euro.

    Quando si decide di sottoscrivere una polizza assicurativa per il motorino o la moto è necessario sempre prestare attenzione a due clausole importanti :

    1. Quella inerente al numero di passeggieri trasportabili per legge, poiché tale numero varia a seconda della cilindrata del proprio mezzo.

    2. Quella inerente alla guida in stato di ebbrezza.

    Se tali clausole non vengono rispettate, in caso di incidente, la propria società assicurativa può rifiutarsi di pagare i danni causati a terze persone; in gergo tecnico si dice che l’assicurazione rivale il massimale.

    Altro fatto che contraddistingue le assicurazioni moto da quelle auto è la durata. La durata delle assicurazioni motorini o moto, rispetto a quelle della auto, è più flessibile e offre un ventaglio interessante di opzioni : polizze dalla durata annuale, semestrali o anche temporanee.

    Importante sapere è che anche il mondo delle assicurazioni moto ha subito il fascino del web e quindi è possibile consultare internet e richiedere preventivi come anche acquistare una polizza.


  • Angelsign Studio firma il rebrand si Sky Uno

    Angelsign Studio firma il rebrand di Sky Uno. L’agenzia milanese, che si sta distinguendo negli ultimi anni per avere, tra le altre cose, curato l’immagine di canali come Sky 3D, Sky Tg24, Mediaset Calcio e Sky Calcio Show, reinventa il design del canale che offre il meglio dell’intrattenimento Sky; l’operazione è collegata all’inaugurazione dell’HD e a tutte le novità di quest’anno, tra le quali X-Factor.

  • Resoconto della presentazione di Portami negli occhi di Nicoletta Nuzzo, Rupe Mutevole Edizioni, Libreria Feltrinelli, Perugia

    Portami negli occhi” di Nicoletta Nuzzo, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”, sta avendo il meritato successo; dalla sua partecipazione al “IV Edizione del Festival della Letteratura Saggistica Filosofia Arte al Femminile” di Narni alla presentazione del 21 ottobre 2011 alla Libreria Feltrinelli in Corso Pietro Vannucci a Perugia.

    Antonella Giacon (scrittrice e poetessa) ha presentato la serata in modo impeccabile. Ed ecco a voi come la Giacon ha esposto il suo pensiero su “Portami negli occhi”.

    Della tenerezza e della crudeltà

    Da parecchi mesi tengo il libro di Nicoletta sul tavolo, non il tavolo dello studio,ma del soggiorno cucina, dove oltre a scrivere mangio. Lo dico per verità e anche perché penso che un po’ a Nicoletta faccia piacere saperlo. Nicoletta ed io facciamo parte di quella generazione di donne che hanno avuto il grande privilegio di possedere se non una stanza, almeno uno spazio tutto per sé,ma che avendolo conquistato e raggiunto hanno deciso di non renderlo luogo separato dalla vita,piuttosto una sorta di centro-accoglienza per il proprio sé e quello degli altri. Un luogo dove, dice Nicoletta in scrittura sue precedenti, la parola si fa cibo ,anzi a volte nutre molto più di esso.

    È bello pensare che Nicoletta con straordinario senso di ospitalità ci abbia accolto nella sua casa più vera, nel suo rifugio segreto che ci mostra fin dalla prima pagina utilizzando le parole della scrittrice Etty Hillesum “(…)poche tenere pennellate e il grande spazio tutt’intorno, non un vuoto,ma uno spazio che si potrebbe definire piuttosto ricco d’anima” (Diario,1941-1943)

    Ecco, niente di superfluo, nulla che non abbia un senso, ma allo stesso tempo questo pieno di senso è semplice, la stessa miracolosa semplicità che possiedono i giardini Zen, le stampe orientali. Andiamo ora a visitarne le stanze ciascuna delle quali ci racconterà una storia strettamente collegata a quella delle altre. La prima stanza si chiama MADRE. Non è molto ampia, ma possiede vibrazioni potenti (LUNA:Tu Signora delle maree,tu Signora del Pieno e del Vuoto…pag.21).In questo spazio intuiamo appartenenze, identificazioni, esili, dolorosi distacchi, vissuti come necessità che vanno ben oltre le parole e sono ancora alla ricerca di significati.

    La seconda stanza si chiama MARE. In essa percepiamo il battito del cuore, il respiro, la sostanza di cui la poesia di Nicoletta è intessuta. Qui, nella stanza azzurra, sembra tutto calmo e raccolto, chiuso in sé, ma in questa quiete apparente si percepisce l’eco, il richiamo di un altro sé di cui conserviamo tracce di conoscenza (SIRENA,pag.35).

    La terza è la stanza D’AMORE. È una stanza affollata di presenze, del passato e del presente ed è pervasa del miracolo dell’incontro, ciò che misteriosamente ci fa riconoscere diversi dall’altro, ma al tempo stesso ci fa desiderare il contatto. Un contatto sottile,dove gli spazi abbiano la stessa qualità del respiro o dell’onda. (PORTAMI NEGLI OCCHI,pag.60). Un incontro “trasparente” dove il prima e il dopo sono annullati nel riconoscimento dell’affinità e l’accoglimento di fragilità e incongruenze(AMICHE, pag.52).

    Ed eccoci alla stanza del TEMPO. In questa stanza ritroviamo una nostra vecchia conoscenza : Ugo, il gatto protagonista dei due libri precedenti di Nicoletta ”Un gatto senza vanità”(2010) e “Cronache di un gatto perfezionista” (2006).Ugo, in questa poesia risulta per le cronache ancora miracolosamente vivo, in salute ed impegnato nel suo personale percorso di conoscenza, insieme a Nicoletta, è ovvio(ESTATE,pag.70). Credo che questa poesia possa rendere bene l’idea di uno scorrere del tempo a volte percepito, ma a volte anche impercepibile nell’attenzione al “qui e ora”che quando, raramente purtroppo, si riesce a raggiungere permette la costante presenza nell’istante che in noi pulsa.

    Come abbiamo detto, la presenza di Ugo non può non portarci alla prossima stanza, RECHERCHE che si presenta a fianco di un’altra, CAMBIO. Qui ci sono la paura e il coraggio, fidi compagni della trasformazione, ciò che ti porta a scegliere l’incerto per il certo, il difficile al posto del facile, il lavoro oscuro al posto del “nulla della ripetizione”, l’essere al posto del ruolo, laddove l’essere, soprattutto parlando di essere al femminile rappresenta una cifra ancora molto da investigare.

    Ed eccoci arrivati, almeno per il momento alla fine della nostra visita. Siamo giunti, giunte alla stanza PREGHIERA. È giusto che Nicoletta abbia scelto di farcela visitare per ultima. Perché in questo luogo di raccoglimento prima di uscire lei ci consegna un viatico che così come ha valore per lei, può avere un grande valore per noi, tutti e tutte noi.(E COSI’ SIA,pag.109)

    Che sia possibile per noi ancora l’intero,questa è una preghiera piena di tenerezza che in tempi così duri e crudeli risuona fortissima e diventa augurio di una presenza nel mondo dove le nostre parole siano pane di significato per noi stessi e chi abbiamo accanto.

    Un grazie sentito a Nicoletta per la sua opera nel mondo della vita e della Parola.

    Link articolo “Presentazione Portami negli occhi a Perugia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/10/12/presentazione-de-portami-negli-occhi-di-nicoletta-nuzzo-21-ottobre-2011-perugia/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Akira Fujimoto

    Akira Fujimoto arriva a Lucca Comics & Games dopo i successi ottenuti in Giappone, grazie allo sforzo organizzativo dell’Associazione Ochacaffè potremmo finalmente ammirare alcuni dei suoi lavori per la prima volta in Italia. Nella serie di opere che verrà esposta al Japan Palace, a fianco di lavori di Supercell e Aki Akane, Fujimoto sviluppa il tema “RE-COD [re-symbolization]”, esprimendo attraverso vari media e vari tipi di arte i propri concetti. Queste opere d’arte vengono concretizzate rielaborando icone della cultura giapponese, disintegrate e ristratificate in modo da essere appena riconoscibili.

    I protagonisti sono proprio una serie di personaggi nipponici con la natura individuale di miti globali assoluti, conosciuti nei cinque continenti, una traslazione di simboli che già racchiude un significato. Fujimoto li raschia, ne accumula i significati stravolti per caricarli di altri valori, e produce così opere multilivello che acquisiscono spessore emotivo per chi le ammira. Se un’opera d’arte e’ un interfaccia che crea un’espressione dalla ricostruzione di ciò che si vede sulla tela, ora che le metafore cambiano velocemente per rincorrere mode e stili sempre più vorticosi, Fujimoto crea arte come espressione artistica utilizzando la compressione fenomenica al posto degli strumenti tradizionali dell’artista, con l’uso di icone pop al posto dei colori. Un’evoluzione della teoria superflat di Murakami o una visione parallela e discordante?

    Fujimoto Akira espone regolarmente in gallerie in Giappone e in altri paesi dell’Asia, e collabora con marchi americani come designer. E’ uno dei fondatori del progetto LeeBIRTH e viene per la prima volta in Italia grazie all’amicizia con DJ Shiru di Ochacaffè.

    Il programma giapponese di Lucca C&G

  • CLAUDIO BOTTELLO CONTEMPORARY presenta IXONE SADABA per THE OTHERS


    Per The Others la galleria Claudio Bottello Contemporary presenta per la prima volta in Italia il lavoro della giovane artista spagnola Ixone Sadaba, esposto di recente al museo Guggenheim di Bilbao e già vincitore del premio inglese Sovereign Art Foundation Prize, conferitole da Peter Blake, Tip Arlow (White Cube) e Philly Adams (Saatchi Gallery).

    In termini generali, la ricerca dell’artista di origine basca si rivolge da un lato all’analisi degli aspetti formali legati alla pratica fotografica, indagando le differenti dimensioni e possibilità dello sguardo insieme alle regole che definiscono ed istituiscono l’immagine; dall’altro, i lavori esplorano le assiologie profonde che muovono la natura umana, le intersezioni tra i conflitti individuali e sociali, l’opposizione tra maschile e femminile, tra realtà e rappresentazione, individuando nella violenza il primo motore, la“causa senza cause”, delle azioni umane.

    Nello spazio della fiera saranno esposte alcune fotografie tratte da due serie di opere di Ixone Sadaba: Citeron e Poétique de la desaparition. La prima porta il nome del monte sul quale il mito vuole che Edipo venisse abbandonato dal padre Laio per scongiurare la profezia dell’oracolo di Delfi. L’artista costruisce però la sua riflessione al di là degli usi che la psicanalisi, la storia dell’arte o, più semplicemente, l’immaginario collettivo hanno fatto del mito di Edipo, trasformando il riferimento al luogo nel palcoscenico della rappresentazione, uno spazio limbico enunciatore della pre – tragedia, della possibilità o inevitabilità di un’azione, il campo espressivo che ospita la sciagura latente.

    La seconda serie, Poétique de la desaparition, pone invece una considerazione diretta al corpo femminile, alla sua relazione con il mondo: “torturato, represso, violato e manipolato in ogni luogo di questo violento pianeta, il corpo muta, irrevocabilmente, da mero oggetto in eterno portatore di discorso” (Jean Luc Nancy).

    Ixone Sadaba è nata a Bilbao (Spagna) nel 1977. Ha studiato arte presso l’Università dei Paesi Baschi, ha ottenuto un master in Arts Direction all’Università Antonio de Nebrija a Madrid e il One-Year Certificate presso l’International Center of Photography di New York. Ha vinto il Generacion Prize per la fotografia nel 2011. Tra le principali mostre personali: nel 2010 alla Galleria Witzenhausen di New York, nel 2009 al Marzana Cultural Projects di Bilbao, nel 2007 all’ATM Contemporary di Gijon e nel 2006 al National Museum Reina Sofia di Madrid. Tra le collettive: Dark and Wild, Casa Encendida, Madrid, Spain, 2010; The aert of caring, Museum of Contemporary Art, New Orleans, U.S.A., 2008; Chacun à son gout, Guggenheim Museum, Bilbao, Spain, 2006. Vive e lavora tra Bilbao e New York

    Inaugurazione THE OTHERS: giovedì 3 novembre 2011, ore 21 Esposizione: dal 4 al 6 novembre 2011 dalle ore 18 all’1 THE OTHERS: via Paolo Borsellino, 3 Torino – 1°piano/B15

    PAOLA VARALLO PRESS AGENCY [email protected] 3470883394