Categoria: Arte e Cultura

  • COOPI LAZIO E IL TEATRO YGRAMUL INSIEME PER UNA SERATA SPECIALE

    ROMA Coopi Lazio vi invita – l’11 novembre dalle ore 21.30 – alla serata speciale IO NON ME NE FREGO, presso il Teatro Ygramul in via N. M. Nicolai, 14 – Roma. COOPI – Cooperazione Internazionale – da maggio sta girando l’Italia con eventi e iniziative per promuovere la sua campagna di sensibilizzazione contro la povertà. La serata prevede l’esibizione del gruppo Le Carte di De Andrè, un trio nato nella primavera del 2010 dall’idea di Elena Paparusso e Fabio De Vincenti, composto da chitarra, voce e violino che riprende i brani di uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De Andrè. Dotati di un’ottima miscela di suoni e ritmi che possono colpire sia gli appassionati di Fabrizio De Andrè sia chi si diletta ad ascoltare buona musica, propongono alcuni pezzi che rispettano appieno le versioni originali, altri brani che invece sono arrangiati e riproposti in chiave riletta, al fine di innovare alcuni elementi. A rendere innovativo e affascinante questo progetto sono il timbro caldo e forte della voce della cantante Elena Paparusso, l’esperienza
    artistica del suono della chitarra acustica e dei fantasiosi
    arrangiamenti del chitarrista Fabio De Vincenti e la classe e l’abilità
    del violinista Roberto Palma. Il gruppo del teatro Ygramul nel mese di marzo ha collaborato con COOPI e ha portato in Uganda lo spettacolo Ubuganda, volto alla sensibilizzazione della popolazione locale sul tema della violenza di genere e della lotta all’alcolismo e all’Aids. Il gruppo ha svolto nel corso degli anni molti viaggi di ricerca da cui sono nati di volta in volta spettacoli teatrali che affrontano ognuno un tema sociale e culturale molto forte, come: Affabulazione, ideato sull’isola di Bali, che tratta il tema della lotta alla pedofilia e al turismo sessuale e l’ultimo lavoro del gruppo, lo spettacolo Godot, un percorso sui popoli della Mongolia dedicato allo studio della psicosi da urbanizzazione e della qualità della vita nomade.

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  • Intervista di Alessia Mocci a Sandra Moretti ed al suo Enfasi, Rupe Mutevole Edizioni

    Sandra Moretti è una giovanissima alle prese con la sua prima pubblicazione. “Enfasi”, edito nel 2011 con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La quiete e l’inquietudine”, è una raccolta di poesie dallo stile estremamente maturo per i soli quindici anni dell’autrice.

    Dalla prefazione di Silvia Denti:

    Ci sono sintesi di tematiche che vanno molto oltre la preparazione di una studentessa al primo anno della scuola superiore. È la passione, l’innata capacità di memorizzare quello che attrae, che prende, che muove il dentro e lo fa essere il tutt’uno con il tratto della penna.”

    Sandra Moretti è stata molto disponibile nel raccontarsi e nel descrivere la sua prima pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Così giovane eppure così determinata. Raccontaci qualcosa di te.

    Sandra Moretti: “Di me ho poco da dire e tanto da scrivere.” Questa è una mia frase ed in un certo senso rappresenta la mia filosofia di vita! Non amo affatto parlare di me, ma so che la prima impressione di me ve la siete già fatta. Per conoscermi si può solo leggermi. All’apparenza sono una quindicenne “quattr’occhi”, dal fisico mascolino. Abito in campagna, in un paesino, Acquasparta, in provincia di Terni (Umbria), frequento l’istituto magistrale e sono iscritta al corso di scienze umane. Sono una persona strana anche se la mia vita è come quella di tutti gli adolescenti. Mi definiscono molto dolce, comprensiva, sensibile, simpatica, altruista e romantica … ma a queste qualità positive si aggiungono quelle negative: l’essere tanto timida (vengo chiamata l’ asociale) molto lunatica, disfattistica, un po’ permalosa. Vengo spesso notata per atteggiamenti pagliacceschi e d’altro canto anche per i miei momenti di “mutismo”. Solo chi mi conosce bene avrebbe il coraggio di dire che sono persona seria.

    A.M.: Come nasce la tua raccolta “Enfasi”?

    Sandra Moretti: In fin dei conti la mia raccolta nasce per caso, ma per una causa. Uno dei miei peggiori difetti è quello di voler strafare ed il mio miglior pregio è quello di non serbare per il futuro niente che possa farmi crescere nel presente. Le poesie incluse nella mia raccolta “Enfasi” le ho scelte senza badare più di tanto alla loro collocazione nel tempo. Ovvero, non sono ordinate secondo precisi schemi (data, tema trattato …) piuttosto amo dire che queste siano sparpagliate artisticamente.

    A.M.: C’è una lirica che i tuoi lettori preferiscono?

    Sandra Moretti: Sinceramente non sono al corrente di chi abbia letto realmente le poesie inserite nella mia raccolta, ma essendo io stessa una “ragazzina” ho proposto alcuni dei miei versi ai miei compagni di classe. Anzi, per meglio dire, i miei amici mi hanno chiesto di leggere alcune delle mie poesie ed io ho acconsentito a fargliele leggere, benché ciò mi imbarazzi. Parecchi dei miei coetanei non capiscono ciò che scrivo, ma mi hanno informata di essere stati colpiti dalla prima poesia collocata nella raccolta … ossia la filastrocca “Vorrei Avere un Gatto”,s critta da me quando, presumibilmente, non sapevo neanche cosa fosse una poesia.

    A.M.: Scrivi solo in versi od anche in prosa?

    Sandra Moretti: Scrivo anche in prosa, in particolare aforismi. Per indole agisco caoticamente e i temi della mia poesia sono quindi intrecciati tra loro. Scrivo ciò che penso nel momento in cui lo penso, pertanto le mie poesie non hanno un tema chiaro. A volte scrivo brevi testi per dare sfogo ai miei pensieri, eppure non mi considero una scrittrice, più volentieri mi dico “una poetessa”.

    A.M.: Quali sono i tuoi poeti guida?

    Sandra Moretti: Le prime poesie che ho compreso sono state quelle di Dante. Quando avevo più o meno nove anni ho scoperto la sua poetica, che mi ha colpita immediatamente. “Tanto gentile e tanto onesta pare” è di certo la prima poesia che mi ha avvinta. Col tempo, pur leggendo molto e di tutto, ho fatto la conoscenza dei Poeti Maledetti … i miei poeti guida. Arthur Rimbaud è il mio poeta preferito. Non mi ispiro mai a nessun poeta in particolare ma ne ammiro molti. Leggo tantissime poesie, al contempo pochissimi romanzi. I poeti che leggo sono “in primis” i poeti maledetti, ma anche Dante, Saffo, Voltaire, William Shakespeare, Federico Garcia Lorca, Oscar Wilde, Sandro Penna, Dino Campana, Pablo Neruda, Giovanni Pascoli, … etc. Insomma, leggo tantissimi poeti, tanti dei quali pur essendo importanti non sono presenti nell’elenco che vi ho appena fornito.

    A.M.: A chi dedichi questa vittoria?

    Sandra Moretti: Dedico questa piccola “vittoria” a me. Quella me di qualche anno fa, che possedeva la poesia senza alimentarla giorno per giorno. Dedico la mia vittoria alle mie maestre dell’asilo, delle elementari ed a tutti i professori delle “scuole medie”. Dedico la mia vittoria a chi mi ha insegnato a scrivere in italiano, correggendo tanti dei miei errori, anche nella vita, e che oltre alle regole grammaticali mi ha dettato le regole per amare, e mi ha esortato a continuare a vivere ed a scrivere anche in sua assenza. I miei maestri mi hanno cresciuta davvero bene, sono loro ad avermi inculcato l’amore per la poesia e per lo studio. Peccato che poi sono quasi “l’ultima della classe”, pur godendo di una buona cultura personale.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Sandra Moretti: La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni è una casa editrice seria, affidabile. Chi ne fa parte è sempre disponibile e molto paziente. Consiglio a tutti gli scrittori emergenti di fidarsi di chi con duro lavoro sta soddisfando me, e tanti altri con me. Non sempre si riesce a farsi notare, ma una buona possibilità di farsi conoscere potrebbe averla chi (tendendo “i piedi per terra”), già possedente di una buona dose di talento, cerca la correttezza. Può trovarla con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2011?

    Sandra Moretti: Lo studio assorbe molto del mio tempo, e la numerosità delle mie poesie è diminuita rispetto a quella di un anno fa, ma non per questo ho l’intenzione di smettere di scrivere. Non ho propositi per il futuro, per ora, ma sono del parere che qualsiasi opportunità che si presenti vada presa in considerazione.

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Pensieri in Arte: dall’11 al 14 novembre alla Galleria Pio Monti la quinta edizione della mostra che unisce artisti e scrittori

    Roma, 3 novembre 2011 – Prenderà il via l’11 Novembre alla Galleria Pio Monti di Piazza Mattei la quinta edizione della mostra “Pensieri in arte”, l’esposizione che unisce la letteratura alle arti figurative.

    In esposizione tele, sculture, scatti e acquerelli, ma anche foto su tela, collage e opere di video-arte, tutti lavori nati da un esperimento riuscito di contaminazione artistica e sintesi, un percorso assolutamente unico nel suo genere che trae ispirazione da un diverso punto di partenza: distaccarsi completamente dai condizionamenti delle mode e del mercato per lanciarsi, invece, alla ricerca del senso più profondo dell’opera d’arte, purtroppo oggi troppo spesso declassata a vantaggio dell’aspetto commerciale.

    A parteciparvi sono infatti ventitre giovani artisti, i quali hanno tratto ispirazione dai racconti di altrettanti talentuosi scrittori che, a loro volta, hanno visto le proprie composizioni prendere forma, luce, colore. Un prestito di parole a breve scadenza, nel quale il pittore, lo scultore, il fotografo è capace di riscoprire il senso profondo delle cose e, forte dell’esperienza portata a termine oltre che libero da preconcetti, riesce ad esprimersi e a modellare i sogni e le pulsioni riportate nel testo scritto.

    Decisamente ambizioso l’obiettivo della manifestazione, che in soli due anni è diventata un appuntamento fisso della scena culturale romana. “Quello a cui puntiamo – spiegano Martina Donati, curatrice dell’esposizione, oltre che pittrice e incisore, e Massimiliano Coccia, scrittore, che ha contribuito a idearla – è favorire l’incontro e l’unione tra arte figurativa e letteratura, consentendo a scrittori e pittori, fotografi, scultori di dialogare su come trasformare un racconto, una poesia o un libro in luogo artistico, su come tramutare una descrizione in qualcosa di compiuto e reale senza per questo dover sottostare alle logiche di mercato”.

    Il sottotitolo di questa edizione è “Dal quotidiano all’immaginario”, perché come spiegano la curatrice Martina Donati e il curatore letterario della manifestazione Massimiliano Coccia: “Abbiamo voluto concentrarci molto sul legame tra l’arte e il quotidiano e su quanto l’arte possa cambiare le cose, la vita di tutti i giorni e di quanto crei un ponte emozionale con il mondo dell’immaginario che vive una fase di crisi”.

    Ancora più ampia e ricercata rispetto al passato la selezione di artisti e scrittori effettuata per quest’edizione della kermesse, in programma fino al 14 Novembre prossimo. “Abbiamo operato scelte significative da un punto di vista sostanziale e di poetica – continua ancora a spiegare la curatrice di Pensieri in Arte – ma è stata anche favorita la bellezza in tutte le sue forme e in tutte le sue derivazioni. Ci siamo trovati a scandagliare la meglio gioventù del nostro Bel Paese e il risultato è una chiara dimostrazione di come, oggi, in Italia si riesca a credere e a progettare qualcosa di culturalmente rilevante, facendo del merito e dell’opportunità due fattori portanti”.

    A questa edizione di “Pensieri in Arte” prenderanno parte gli artisti: Martina Donati, Monica Neri, Andrea Di Lorenzo, Mario Marra, Gianluca Ranieri, Alessio Trerotoli , Daniela Mastrangelo, Giorgia Marzi, Ilaria Rezzi , Luigina Massariello , Veronica Longo, Claudio Silvano, Josè Arigoni, Alessandro Spada, Sabina Bernard, Matteo Lucca, Maura Genovese, Sabrina Ortolani, Eleonora Martorana , Maria Giulia Morabito, Shirin Amini, Cosimo Brunetti , Adele Ceraudo.

    Gli scrittori coinvolti saranno: Massimiliano Coccia, Fabiano De Micheli, Pino Imperatore, Marco Medugno, Gabriele Santoni, Ennio Speranza, Cristian Umbro, Laura Bastianetto e Tommaso della Longa, Paolo di Paolo, Giuseppe Aloe, Roan Johnson, Giorgio Nisini, Giorgio De Donno, Lorenzo Amurri, Rachid Djaïdani, Ilaria Rossetti, Samuel Benchetrit, Francesca Bertoldi, Nicola Boccola, Alberto Caprara, Raffaele Zagaria, Rossana Rubino, Bianca Penna.

    Ad accompagnare l’esposizione sarà presente un catalogo edito dalla Giulio Perrone Editore, collana “Venti Ventuno” che conterrà le opere in mostra, gli estratti che hanno ispirato le stesse ed interviste e conversazioni con Walter Mauro, Paolo di Paolo, Ettore de Conciliis e Marco Bussagli.

    L’appuntamento per il vernissage-reading, che prevede, tra l’altro, le letture dei testi che hanno ispirato gli artisti figurativi nella composizione delle loro opere è a cura dell’attore Edoardo Pesce ed è fissato per venerdì 11 Novembre 2011 alle 18.30.

  • “Pandereski” un libro per gli amanti del genere giallo

    E’ uscito “Pandereski”, il libro d’esordio di Cristiana Koll. Da grande appassionata di gialli vecchia maniera, ha deciso di cimentarsi in questo genere di scrittura che oggi vanta un predominio soprattutto maschile. Un libro deve coinvolgere il lettore e “Pandereski” raggiunge ampiamente l’obbiettivo. Il ritmo risulta crescente. L’autrice non permette al lettore di annoiarsi davanti a lunghe ed articolate parti descrittive, bensì lo coinvolge in un rimpallo continuo di dialoghi tra i protagonisti che, indirettamente, lo fanno entrare nel contesto della trama. Questo libro è il primo di una serie di avventure che coinvolgono (e coinvolgeranno nelle prossime uscite) Emma Parker, una giovane donna italiana che all’improvviso viene catapultata nell’oscuro mondo del controspionaggio. Furti, omicidi, agguati, sparatorie, intrighi e mistero sono gli ingredienti di un libro molto piacevole e avvincente. Vi è spesso l’errata convinzione che un buon prodotto possa arrivare solo da scrittori di indubbia fama o case editrici molto note; in questo caso ci troviamo di fronte ad un buon prodotto, promosso da una piccola casa editrice. Da acquistare se si amano i gialli!

  • QUART’ETTO 25g

    Rosaspinto, in collaborazione con TooGeniusFreaks,

    presenta

    a night with…

    QUART’ETTO 25g

    16 novembre 2011

    dalle ore 19.00

    @ Le Biciclette Art Bar

    via Gian Battista Torti, 1

    Milano

    Ukulele, Kazoo, Tromba, Sassofono, Armonica a bocca, Chitarra e Tamburelli, come non li avete mai sentiti.”

    Commistioni di generi, abilità tecnica e originalità caratterizzeranno la serata del 16 Novembre alle Biciclette, storico locale milanese votato alla valorizzazione di Arte e Musica.

    In forza di questo connubio seducente, alle esplorazioni sonore imprevedibili e stimolanti del Quart’etto 25g, faranno da cornice le fotografie alle pareti della mostra ‘A Tutto Jazz’.

    Ingresso Libero

    Gradita la prenotazione

    Le Biciclette Art Bar

    Via Gian Battista Torti, 1

    Milano

    www.lebiciclette.eu

    Quart’etto 25g

    Che siano in 4, lo si intuisce facilmente dal gioco di parole. I ragazzi del Quart’Etto 25g, però, sono tutti da scoprire. A seconda della formazione presente a ogni singolo live, il gruppo cambia nome. E non solo, cambia anche repertorio.

    Potrete incontrarli con il nome di Mike Pastori & His New Dodos, con un infinito repertorio di brani inediti, o in formazione ridotta come Duo Deno, con un repertorio squisitamente Italbeat. Alle biciclette, si presenteranno in quattro, con un repertorio di cover frizzanti e imprevedibili, dai Beatles a Celentano, il tutto condito dal suono dell’ukulele.

    Rosaspinto Arte e Comunicazione

    [email protected]

    www.rosaspinto.it

    fb: fanpage rosaspinto

    Ufficio stampa, management, booking band

    www.toogeniusfreaks.com

    [email protected]

  • 11.11.11 SERATA THRILLER

    Venerdì 11 Novembre, ore 20:30 alla Libreria La Loggia in via Barbè 4 – MALO (VI), Stefano Visonà conduce una serata thriller con dessert, letture, musiche e citazioni dal suo romanzo NON TI SVEGLIARE, un thriller tutto italiano, edito da CIESSE Edizioni e segnalato XXIII Premio Calvino.

    NON TI SVEGLIARE, 400 pagine, definito da “Il Gazzettino” (6 ottobre 2011) come “uno dei più interessanti casi letterari italiani dell’anno” è un legal thriller ispirato per scrittura, complessità della trama ed ampiezza della vicenda ai “grandi contemporanei anglosassoni”, ma calato nella nostra realtà e con protagonista un avvocato penalista italiano.

    Il romanzo è ambientato in Veneto, tra i margini delle province di Vicenza, Verona e Padova, una sorta di “Maine in scala minore”, che l’autore racconta con tratti a volte poetici ed a volte chirurgici. “Di grande impatto è la ricostruzione degli ambienti, fisici: il paesaggio del Nordest” sottolinea la Giuria del Premio Calvino, ”ancora affascinante – per esempio la descrizione della campagna veneta cristallizzata nell’abbraccio della galaverna- ma totalmente antropizzato – per esempio la descrizione dei nuovi insediamenti di villette a schiera che sorgono dappertutto; e sociali: l’ambiente degli avvocati, la procura – le cui procedure sembrano di estrema, non italiana, durezza – le ONG, mondo sotterraneo del Veneto, così collegato alle tradizioni del passato recente” “Molto intrigante è anche la costruzione del racconto, ogni capitolo del quale inizia in modo erratico, con divagazioni riflessive o descrizioni d’ambiente che lasciano il lettore incerto sulla voce narrante – e creano un’ambientazione fascinosa nel tempo – atmosferico – e nello spazio – il Nordest.”

    NON TI SVEGLIARE nel 2010 è “opera segnalata XXIII Premio Italo Calvino”, il più autorevole premio letterario italiano per inediti, sia per la “trama consistente, complessa, plausibile e alla fine anche sorprendente”, sia per una ”lingua ricca, precisa, la scrittura elegante ma non eccessivamente ricercata, capace di aderire ad emozioni, paesaggi, riflessioni, incertezze con frasi brevi, quasi una scelta stilistica per cogliere meglio una realtà complessa, spesso scissa , ma soprattutto per la sua capacità di “lasciare intravedere in controluce la rappresentazione calda della nostra società e dei suoi mutamenti”.

    Il romanzo di Stefano Visonà sta ottenendo anche un eccellente riscontro di pubblico, attestandosi tra i titoli CIESSE Edizioni più venduti (primo per vendite a Settembre, terzo per vendite totali assolute della casa editrice). Un appuntamento quindi da non mancare 11.11.11 a Malo (VI) libreria La Loggia ore 20:30.

    Informazioni più dettagliate sull’opera e sui prossimi eventi possono essere reperite su http://www.stefanovisona.it o sulla pagina fan: http://www.facebook.com/nontisvegliare.

  • Arredi per ufficio: per chi cerca la qualità

    Sul mercato, nel campo degli arredi per ufficio, si trovano tantissime proposte e offerte, e districarsi può essere davvero difficoltoso. Gli arredi per ufficio sono una parte importante per la vita in un luogo di lavoro, e bisogna sempre tenere presenti diversi aspetti, come per esempio la funzionalità degli arredi per ufficio in base all’attività che si deve svolgere, e inoltre il loro aspetto estetico, che deve essere gradevole: lo stile degli arredi per ufficio sono infatti il primo biglietto da visita che viene presentato a un potenziale cliente.

    Arredi per ufficio di design oppure arredi più tradizionali: l’offerta è davvero ampia, ma trovare arredi per ufficio di qualità richiede attenzione ed esperienza. Per questo è senza dubbio consigliabile rivolgersi sempre a chi può garantire qualità e attenzione nei prodotti che vende. Dagli aspetti più legati al design ai materiali scelti, gli arredi per ufficio devono essere funzionali, favorire il lavoro di chi in quegli ambienti passerà ininterrottamente delle ore, e limitare lo stress per la schiena e le articolazioni in generale.

    Un ultimo punto dolente, forse, quando di parla di arredi per ufficio di qualità è il prezzo: per questo motivo molti preferiscono rivolgersi a chi propone elementi d’arredo a costi molto bassi o stracciati. Tuttavia, non bisogna mai dimenticare le possibili conseguenze dannose sull’apparato scheletrico che possono causare degli arredi per ufficio di qualità scadente. Poltrone e sedie ergonomiche, scrivanie adattate per ospitare il monitor e la tastiera del computer, sono gli arredi per ufficio che non devono assolutamente mancare – anche se costano un po’ di più.

  • Lampade Bauhaus: opere d’arte sul tuo comodino

    Semplici ma eleganti, belle e innovative, le lampade Bauhaus sono in grado di donare un tocco di originalità a un comodino anonimo o valorizzare ulteriormente la scrivania del vostro studio o un mobile del vostro salotto. Funzionalità e bellezza: queste sono le caratteristiche perseguite da professori e studenti del Bauhaus nella loro continua ricerca della perfezione, per un arredamento e un’architettura che rispondessero appieno alle richieste della modernità.

    Le lampade Bauhaus sono semplici ma innovative al tempo stesso, sia per i materiali che per lo studio delle forme: uno stile lineare, con strutture di sostegno in metallo cromato e diffusori in vetro opalino. Nel catalogo delle lampade Bauhaus troverete quindi lampade dalle forme semplici e originali, lampade con diffusore in metallo cromato sorretto da una struttura emiciclica dello stesso materiale, oppure con una base a stelo in metallo cromato e diffusore a forma di tulipano in vetro opalino, oppure, ancora più semplici, lampade di forma sferica (sempre in vetro opalino), con base in metallo cromato e piedini dorati.

    Tra i modelli di lampade Bauhaus, i più noti sono forse quelli disegnati da E. Gray e W. Wagenfeld. La lampada ispirata ai disegni di Wagendfeld presenta una base a forma di stelo in vetro trasparente, con diffusore in forma emisferica di vetro opalino, un gradevole oggetto adatto a donare fascino e un’atmosfera speciale a un salotto oppure a una camera da letto. Più semplice, ma decisamente avenieristica secondo lo stile Bauhaus, è invece la lampada progettata da Gray, una lampada a neon incandescente da 120W, con base e colonna in acciaio cromato lucido.

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  • Tavolo Tulip – Eero Saarinen Bauhaus Design

    Da qualche parte anni fà lessi ‘tutti dovrebbero possedere almeno un classico, un intramontabile pezzo di arredamento. Se potessi, un tavolo Tulip Saarinen sarebbe in cima alla mia lista dei desideri.
    Eero Saarinen (1910-1961) è stato un architetto finlandese, americana e industrial designer, celebre per il suo approccio al design purista, e bellissima, curve scultoree. Nel 1956, Saarinen ha introdotto la sua Collezione piedistallo come parte della collezione di sedie e tavolo Tulip.

    Sono stati presi in produzione da Artemobili, e sono ancora prodotti da loro oggi. La collezione è stata un tentativo di ridurre gli elementi strutturali di una tabella per la forma più elementare, ed è stato ispirato da una goccia di liquido ad alta viscosità. Saarinen ha spiegato: “La parte inferiore delle sedie e dei tavoli tipici fa confusione. Ho voluto chiarire la baraccopoli di gambe che oramai proliferavano. “Beh, l’ha fatto, e sono bellissime”. Il tavolo Tulip è un’opera d’arte senza tempo

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  • Sedia Wassily: design by Marcel Breuer

    La sedia Wassily fu costruita da Marcel Breuer presso l’istituto Bauhaus a Dessau, in Germania. Breuer ha trovato la sua ispirazione per la poltrona Wassily dalla forma di un manubrio piegato di una bicicletta, a disposizione per la prima volta in acciaio grazie allo sviluppo della tecnologia, infatti il produttore di acciaio tedesco Mannesmann sviluppò un processo per la produzione di tubi in acciaio senza saldatura, il primo a consentire il ripiegamento di tubi di acciaio senza il rompersi sulla giuntura.

    La sedia Wassily era originariamente conosciuta come la sedia B3, ma è stata successivamente commercializzata come la sedia Wassily dopo la conoscenza all’istituto Bauhaus dell’amico e collega, famosissimo artista, Wassily Kandinsky. Dopo la prima produzione del prototipo della poltrona modello B3, Kandinsky era talmente affascinato da questa sedia Breuer che ha deciso di produrre un’ altra per se stesso Wassily Kandinsky. Questa amicizia, e la popolarità di Kandinsky hanno spinto i produttori della poltrona Modello B3 a cambiare il suo nome alla ormai famosa Sedia Wassily.


    Dopo essere andata fuori produzione per un certo numero di anni, La sedia Wassily è stato prodotta ancora una volta poco dopo la seconda guerra mondiale. L’originale sedia Modello B3 è caratterizzata da una seduta rivestita in tessuto, uno schienale e braccioli,la versione re-introdotta era disponibile anche in bianco, pelle nera o marrone.


    La sedia Wassily è un classico come nessun altro mobile. Il suo design rimane progressivo anche in confronto alle ultime creazione di mobili nel mondo del design. La sua costruzione è complessa in apparenza, ma semplice nella costruzione, un contrasto che si è guadagnata il suo posto nei musei di tutto il mondo, e in migliaia di case moderne.

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