Categoria: Arte e Cultura

  • “Non c’è Myra senza Vidal” di Francesco Impellizzeri

    Il 13 gennaio alle ore 19 la galleria Whitecubealpigneto, nell’ambito del progetto Myra/on

    Trasformazioni, presenta al pubblico la mostra dell’artista performer Francesco Impellizzeri dal titolo

    “Non c’è Myra senza Vidal”, a cura di Geoffrey Di Giacomo.

    Uno spot pubblicitario degli anni ’60 riprende vitalità come ludico pretesto per lanciare una serie

    di messaggi in cui un binario semantico attraversa la comunicazione: da una parte si rompono

    schemi e dall’altra si cerca di affermarli.

    di vista critico sugli aspetti della sessualità che negli anni delle grandi contestazioni aveva vissuto

    un periodo di “liberazione” dai vecchi pregiudizi morali.

    Gore Vidal nel romanzo Myra Breckinridge, inoltre, profetizzò il ruolo dominante che la tv commerciale

    avrebbe assunto a scapito del grande cinema di Hollywood; l’artista presenta un’avvincente opera

    video sulla base di una réclame che sottolinea proprio l’intuizione dello scrittore americano, con

    l’aggiunta di una dialettica e sensibilità artistica anticonformista che lo ha sempre contraddistinto

    nelle sue numerose esposizioni.

    FRANCESCO IMPELLIZZERI

    “Non c’è Myra senza Vidal”

    Myra/on Trasformazioni

    Omaggio a Gore Vidal

    13 gennaio 2012 – 29 febbraio 2012

    inaugurazione

    13 gennaio 2012

    ore 19.00

    Whitecubealpigneto

    Whitecubealpigneto gallery

    Via Braccio da Montone 93 roma

    3342906204

    [email protected]

    www.whitecubealpigneto.com

    Flavio Alivernini

    3392984337

    Municipio Roma 6

    Un video d’artista per ironizzare su conformismo e pregiudizi morali

    Impellizzeri, protagonista della performance n dagli anni ’90, ci mostra con ironia il suo punto

    L’Associazione Culturale e Artistica “La Stellina” è lieta di presentare il progetto espositivo:

    Myra/on Trasformazioni

    “Omaggio a Gore Vidal”

    IDEAZIONE E CONCEPT DEL PROGETTO

    Il nostro progetto espositivo Myra/on. Trasformazioni trae ispirazione da una forte suggestione nata in seguito alla lettura del libro Myra Breckinridge, scritto nel 1968 dallo statunitense Gore Vidal.

    Scandaloso per quegli anni per gli argomenti trattati, e per i modi e i toni forti con i quali questi venivano affrontati, la scoperta inattesa di Myra Breckinridge ci ha colpito profondamente, non solo per l’estrema modernità dei suoi contenuti, ma anche per i molteplici e differenti spunti di riflessione ai quali ci ha condotto. Alla pubblicazione il libro subì numerosi tagli da parte della censura americana, ma oggi si é affermato come uno dei testi che hanno saputo meglio leggere ed interpretare le tendenze del suo secolo.

    Concepito nel pieno clima contestatario e rivoluzionario della fine degli anni ’60, il testo di Gore Vidal si erge da subito a simbolo dell’affermazione omosessuale, diventando uno dei libri più conosciuti e citati in questo contesto e rimane appannaggio esclusivo del mondo gay, risultando quasi totalmente sconosciuto e anonimo al mondo eterosessuale, in particolare in Italia, a causa di una dura censura editoriale durata anni.

    Sessualità come metafora del Potere, trasformazione dei rapporti tra uomo e donna analizzati da chi

    ha vissuto la “trans-formazione” sono i temi centrali del testo con i quali lo scrittore è riuscito a fare un’analisi cinica e dissacrante della cultura del suo Paese e del Nostro, non consapevole della ritardata contemporaneità, affrontando argomenti che creano dibattiti e domande, sollevando problemi di natura etica, morale e sociale.

    Il/La protagonista del libro é un transessuale, Myra, che dedica la sua intera esistenza e le sue forti scelte di vita, alla meditazione cosciente sulla falsità dello stereotipo maschile di “macho” e alla “distruzione delle ultime tracce residue nella razza della virilità tradizionale”.

    Le trasformazioni fisiche ed interiori evidenti svelano una nuova presa di coscienza da parte della/

    del protagonista e offrono uno strumento per tentare di far emergere i gretti stereotipi morali, riallineando i due sessi in una ricerca della propria realizzazione.

    Il “lieto fine” di Myra Breckinridge, per quanto destabilizzante e fuori dal comune, avvalora l’unione tra due individui nel rispetto delle loro peculiarità di esseri umani per il conseguimento della felicità e della serenità.

    Il Ciclo di mostre realizzato dall’Associazione Culturale ed Artistica “La Stellina”, presso gli spazi espositivi della Galleria d’Arte Contemporanea Whitecubealpigneto, esprime la volontà di aprire un dialogo, di indagare e di riflettere sul tema delle trasformazioni e su tutti i suoi significati, interpretazioni e declinazioni che esso può originare.

    Il Ciclo espositivo Myra/on Trasformazioni, prevede la realizzazione di quattro mostre presso gli spazi della Galleria d’Arte Contemporanea Whitecubealpigneto con 5 artisti che avranno l’opportunità di esprimere sé stessi senza impedimenti e di veicolare liberamente i loro pensieri e le

    loro idee al fine di indagare, con i propri mezzi espressivi e con la propria creatività, gli innumerevoli significati derivanti dal termine trasformazione e le possibilità e potenzialità artistiche provenienti dalla sua osservazione.

    REALIZZAZIONE E FASI DEL PROGETTO

    Presentazione del ciclo di mostre

    I Mostra

    “Segni reversibili” di Alessio Fralleone

    Ingresso dell’artista in galleria mercoledì 26 ottobre 2011

    Vernice sabato 29 ottobre 2011

    Dal 26/10/2011 al 21/12/2011

    A cura di Chiara Pirozzi

    La prima mostra in programma presso gli spazi della Galleria Whitecubealpigneto, dal titolo “Segni reversibili”, vede protagonista un giovane artista romano, Alessio Fralleone, da sempre impegnato, nelle sue ricerche linguistiche e formali, nell’indagine e nella rappresentazione figurativa e concettuale del corpo umano.

    La mostra è curata da Chiara Pirozzi, giovane studiosa che ha conseguito il Master di II livello in “Cura critica e installazione museale” presso l’Università “Sapienza” di Roma.

    Traendo spunto dalla singolare tecnica pittorica di Alessio Fralleone, caratterizzata da una particolare combinazione di disegno, colore e gesto, l’artista sarà protagonista di una performance-happening di tre giorni, durante i quali vivrà e lavorerà in galleria. Come una sorta di “Studio in vetrina”, l’artista verrà “spiato” 24 ore su 24 e contemporaneamente ispirato da chi, anche solo per semplice curiosità, entrerà nella sede espositiva.

    Il progetto artistico di Alessio Fralleone rappresenta un personale omaggio al libro di Gore Vidal, Myra Breckinridge, reso attraverso l’indagine e l’interpretazione del tema della trasformazione e delle differenti accezioni che questo termine può assumere.

    Attraverso un’originale figurazione ed elaborazione del corpo umano, le opere pittoriche, realizzate appositamente in occasione della mostra-evento, presentano un doppio livello di senso sul significato di “cambiamento”. L’artista difatti indaga non solo sulle ragioni, più o meno naturali, che generano i cambiamenti fisici e mentali vissuti dall’uomo, ma anche su quelli propri del fare arte, attraverso lo stravolgimento dei ruoli tra artista e fruitore.

    Fralleone durante la sua permanenza in galleria inviterà pubblico ed esperti ad agire sulle opere concretamente attraverso il gesto pittorico, modificandone l’aspetto originario, in modo tale da consentire un dialogo in progress tra pubblico e artista.

    Con questa operazione Fralleone intende innescare una riflessione sul tema dell’identità individuale e su come questa sia, a causa di condizionamenti esteriori, fin troppo fragile, suscettibile e mutevole.

    Una volta concluso l’intervento del pubblico sull’opera, l’artista torna ad essere interprete e padrone del proprio lavoro, intervenendo con successivi tagli, scritte e collage, generando così complesse stratificazioni fatte di nuovi segni e sensi espressivi.

    I dipinti così ultimati, in cui processo esecutivo sarà documentato con foto e video, verranno esposti negli spazi della Whitecubealpigneto nella serata della vernice.

    II Mostra –

    Francesco Impellizzeri

    “Non c’è Myra senza Vidal” 13/01/12 –29/02/12

    A cura di Geoffrey Di Giacomo

    Uno spot pubblicitario degli anni 60 riprende vitalità come ludico pretesto per mettere in luce una serie di importanti messaggi. Un doppio binario quindi attraversa la comunicazione in cui da una parte si rompono schemi e dall’altra si cerca di affermali, sottolineando il perbenismo dominante di quegli anni, in contrapposizione al provocatorio ma innovativo testo di Gore Vidal.

    Francesco Impellizzeri, artista protagonista della performance fin dagli anni ‘90, ci mostra con ironia il suo punto di vista critico sugli aspetti della sessualità che proprio nel 68’ viveva un periodo di “liberazione” dai vecchi canoni sociali.

    Il progetto per Whitecubealpigneto gioca su questo tema proponendo spiazzanti immagini che alterano gli equilibri e propongono nuove angolazioni non solo visive.

    L’autore americano nel testo aveva profetizzato il ruolo dominante che la tv commerciale avrebbe presto avuto in contrapposizione al grande cinema di Hollywood.

    L’artista presenta un’avvincente reclame che ne avvalora la potenzialità visionaria e anticipatoria, con l’aggiunta di una dialettica e sensibilità artistica anticonformista che lo contraddistingue tutt’ora come in passato, nelle sue numerose esposizioni.

    III Mostra

    Andrew Rutt

    Beautiful Days, Terrible Times 07/03/12-30/04/12

    A cura di Sguardo Contemporaneo

    La terza mostra in programma dal titolo Beautiful Days, Terrible Times è curata da Sguardo Contemporaneo, giovani storici dell’arte e curatori formatosi presso l’Università “La Sapienza” di Roma e vede protagonista l’artista inglese Andrew Rutt.

    L’artista, che lavora con scultura, video, fotografia, proporrà una serie di opere che riguardano il tema della trasformazione, intesa non come possibilità di casuale cambiamento da una forma all’altra, ma ricerca dinamica capace di produrre una sintesi tra tensioni opposte e spesso contrastanti, dando cosi voce ad uno sguardo piu` profondo e vero sul reale.

    Una delle opere dello show consisterà in una serie di scatti fotografici nati dal coinvolgimento da parte di Andrew Rutt della comunità transgender di Roma che vive nel quartiere Pigneto. Ogni partecipante sarà dotato dall’artista di macchina fotografica e il materiale prodotto per lo show sarà proiettato su uno schermo montato sulla vetrina della galleria.

    Il progetto vuole essere un tentativo di porre l’attenzione su tale realtà e dare voce ad una minoranza che – al pari di quelle religiose, culturali o razziali – spesso viene guardata con soggezione e incomprensione da parte dell’opinione pubblica.

    IV Mostra –fumetto-

    Silvia Faieta e Natascia Raffio

    “Myra il tuo pop”04/05/12-30/06/12

    A cura di Togaci

    La mostra di Silvia Faieta e Natascia Raffio concluderà il ciclo Myra/on. Trasformazioni.

    Silvia Faieta e Natascia Raffio realizzeranno per l’occasione una mini-storia a fumetti a quattro mani in omaggio al libro Myra Breckinridge. Le immagini rappresentate dalle due artiste tratteranno il tema dell’identità personale in relazione all’identità sessuale, ponendo l’attenzione sugli effetti psicologici della trasformazione fisica. Le illustrazioni saranno dunque un’interpretazione riassuntiva della tematiche elaborate nel corso delle mostre precedi in omaggio alla duplice identità di “Myra/Myron”.

    Le artiste produrranno inoltre una serie di gadget come spille e magliette. Le piccole spille d’autore saranno realizzate con la stampa di un logo creato ad hoc per l’evento. Il logo sarà ispirato al tema della trasformazione fisica ed emotiva del personaggio letterario. Le magliette saranno create dalle artiste con disegni a tema, nella doppia versione “Myra/Myron” e con loghi ispirati ad elementi del libro che descrivono la personalità della protagonista.

    Il progetto si svilupperà attraverso varie forme artistiche, dal fumetto all’illustrazione, utilizzando anche il merchandising per far conoscere al pubblico le simbologie utilizzate in questo omaggio a Myra Breckinridge. L’elemento che farà da filo conduttore al progetto sarà l’“uovo”, simbolo di metamorfosi, ma anche di raggiungimento della perfezione e dell’equilibrio interiore.

    Obiettivo chiave:

    Offrire agli artisti la possibilità di dar voce alla propria creatività attraverso i differenti linguaggi dell’arte contemporanea ed inoltre i giovani curatori avranno l’opportunità di seguire interamente le fasi di allestimento delle mostre e di realizzare i testi critici che verranno pubblicati nei cataloghi dedicati ai singoli eventi espositivi. Gli artisti ed i curatori saranno supportati dalla nostra Associazione Culturale che garantirà loro la realizzazione delle mostre presso gli spazi espositivi della Galleria Whitecubealpigneto, oltre ad assicurare un valido apparato di comunicazione mediatica.

  • Le novità editoriali di dicembre 2011 per la Diamond Editrice

    La Diamond Editrice di Simone Di Matteo consta di nove collane editoriali: “C’era una volta”, “Red Passion”, “Imago”, “Peolpe”, “Black Horse”, “Cocktail”, “Pillole”, “Frammenti”, “Dittici”.

    Siamo alla fine del 2011 e la Diamond ha deciso di presentare i tre suoi nuovi gioielli mentre si lavora alla pubblicazione del volume antologico “Il rosso e il nero – II Antologia di racconti del XXI secolo”, con i racconti classificati vincitori del concorso letterario indetto dalla Diamond.

    Lupi e Agnelli”, secondo libro per Ignazio Gori che continua il suo viaggio nell’esplorazione delle vite di uomini ambigui e contraddittori. Con “Solitudine di Sebastian Kroll” (Ed. Libreria Croce), l’autore ha portato avanti un discorso sul suicidio e sui suoi propostiti; “Lupi e Agnelli” si presenta come un testo che scandisce la passione ai limiti dell’illecito, del coscienziale.

    Ambientato in India, vede come protagonista il giornalista Remì d’Este Graziani impegnato in un reportage su un batterio killer che sta devastando il corallo rosso bengalese. Espediente per trattare la vita del giornalista, le sue passioni, i suoi umori, le sue ossessioni prevalentemente di carattere sessuale (reduce di un scottante processo per corruzione di minore). Lo stesso autore, con una splendida similitudine, sostiene che romanzare la vita di Graziani è stato come uno schiarire l’oscura coda di una cometa remota.

    Un burattino alla guerra” è un viaggio nell’Italia degli anni rurali e contadini, l’autrice Ornella Ferrari Pavesi esplica il suo messaggio nel sottotitolo del libro: “L’Italia nel chiarore di un focolare”. L’Italia di “Un burattino alla guerra” esercita nel lettore un potere particolare, come una macchina del tempo che si spinge con nostalgia verso il passato, verso il protagonista Giuseppe Copler, un contadino della Lombardia pedemontana che s’inventa burattinaio per rivalsa dei sogni e dei diritti.

    L’ingenua sovversione di Copler, un umile che diviene eroe silenzioso, sognatore e sprezzante del pericolo si congiunge con le gesta degli eroi italiani come Mazzini, Garibaldi e Bixio sino alla costruzione della Patria in una narrazione limpida, fluida e senza fronzoli riuscendo a rendere il tempo narrativo pura fiaba.

    D’amore e di libertà” di Antonio Veneziani, letterato e poeta affermato. La raccolta è un “Ritratto frammentario della brigantessa Maria Elisabetta di Giuliano” – come ben esplica il sottotitolo – concepito come un libretto d’opera dell’Ottocento contiene frammenti poetici distribuiti su fogli singoli accompagnati dalle illustrazioni scomposte, bucoliche e passionali di Gianpaolo Carosi.

    Viene descritta un’epoca di briganti del centro e sud Italia, un’epoca di amori e coltelli; in particolar modo si accentua la vicenda della brigantessa Maria Elisabetta di Giuliano, un’eroina sanguigna che tra tradimenti, magie, fughe, misticismo, promesse d’amore ed una morte mitica. Dieci stanze legate indissolubilmente ad una performance teatrale della danzatrice Maria Borghese nei panni della tormentata brigantessa.

    Visita il sito della casa editrice:

    http://www.diamondeditrice.eu/

    [email protected]

    Intervista all’editore Simone Di Matteo:

    http://oubliettemagazine.com/2011/07/20/intervista-di-alessia-mocci-a-simone-di-matteo-ed-alla-sua-casa-editrice-diamond-edizioni/

    Alessia Mocci

    Addetta Stampa

  • Lolita Timofeeva. Un’aliena venuta dal Nord

    di Rosario Vizzini

    “Una aliena calata dal Nord”, proprio così Valerio Massimo Manfredi ha definito la pittrice léttone Lolita Timofeeva all’inaugurazione della mostra “Opus alchymicum” a Taormina (1-17 dicembre 2011). Il relatore, divulgatore per la tv, archeologo e scrittore, ha riferito l’approdo di Lolita Timofeeva a Bologna, agli inizi degli anni ’90, quando lo Stato baltico della Lettonia era scarsamente noto. “Algida aliena, distaccata e irraggiungibile”, con queste parole Manfredi ha illustrato l’impatto di questa artista, temprata in patria da severi studi ma non ancora sbocciata, nei luoghi deputati del capoluogo emiliano, ben presto però divenuta parte integrante della vita culturale di questa città. Il suo studio è ora luogo d’incontro per artisti, scrittori, giornalisti e politici.

    La mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Taormina. Ospitata nella prestigiosa sala “Giovanni de Giovanni” della Biblioteca comunale S. Agostino, chiusa per anni al pubblico, ha suscitato vivaci commenti fra gli artisti locali, i quali hanno auspicato una continuità nell’uso di questo spazio espositivo anche in futuro. L’assessore Antonella Garipoli, nel corso del vernissage, non solo ha appoggiato queste aspirazioni, ma ha anche lanciato l’idea di costituire una raccolta d’arte contemporanea a Taormina. Intanto un’opera di Lolita Timofeeva, acquisita dal Comune, darà inizio alla prestigiosa collezione.

    Il progetto di Lolita Timofeeva, basato sulla simbologia alchemica con riferimenti all’inconscio collettivo, si è giovato di un allestimento sobrio e rispettoso così che le opere bene si armonizzavano con lo spazio: i disegni, dal tratto raffinato, sembravano scaturire dagli antichi libri custoditi nelle scaffalature sopra le quali erano stati collocati; inoltre le attraenti rappresentazioni grafiche, campeggianti su uno sfondo brunito, si intonavano perfettamente con le pareti dell’ambientazione consunte dal tempo. Molto apprezzata anche l’installazione, in cui figurava una scala di legno quale simbolo di ascesa. “E quando raggiungerò il punto più alto…” questo era il titolo dell’environment. L’artista ha coinvolto i visitatori in prima persona, invitandoli a terminare la frase. E ottenendo un consenso corale.

  • Un Cenacolo di cioccolato

    L’Ultima Cena o Cenacolo di Leonardo è un dipinto parietale a tempera grassa su intonaco ed è forse una delle opere più belle che si possono ammirare a Milano, affrescato nell’ex-refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie. Purtroppo è stato eseguito con una tecnica sperimentale che lo ha reso incompatibile con l’umidità dell’ambiente e quindi il suo stato di conservazione non è dei migliori. Ma forse questa caratteristica lo rende anche più “umano”: non è un dipinto statico ed immutabile nel tempo, perché in un certo qual modo cambia di continuo. La pasticceria Bastianello elegge questa opera come emblema celebrativo del Natale perché, come afferma il Profeta Isaia: “Il bue conosce il proprietario, e l’asino la mangiatoia del padrone.” Gesù viene avvolto in fasce e posto in una mangiatoia per essere riconosciuto come quel pane di vita che lui stesso porrà sulla tovaglia di lino dell’ultima cena, dicendo: “QUESTO è IL MIO CORPO”. Bastianello sceglie, quindi, di rappresentarlo scolpendolo in un altro materiale che esattamente come le pitture di Leonardo, sia mutevole nel tempo: il cioccolato. Il burro di cacao contenuto nel cioccolato, infatti, ogni giorno, a seconda dell’ambiente circostante e della temperatura effettua dei piccoli cambiamenti nel colore e nella forma. A differenza di quello che la maggior parte della gente crede una scultura di cioccolato, a meno che non venga esposta ai tropici, non è soggetta a scioglimento, ma solo ad una piccola mutazione. Per ammirare l’enorme Cenacolo di cioccolato (circa 430 kg), rifinito nei suoi dettagli bisogna recarsi all’interno della pasticceria Bastianello, dove rimarrà ancora fino a Natale.

  • Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con il Teatro Eliseo per la 7° edizione del Master in Critica Giornalistica

    Il Master in Critica Giornalistica dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” ha siglato un accordo di partnership con il Teatro Eliseo di Roma per offrire agli allievi del corso una nuova opportunità di stage e per garantire quindi quella preparazione pratica considerata fondamentale nel mestiere giornalistico e nella gestione degli uffici stampa del mondo dello spettacolo.

    L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” ha indetto il nuovo bando pubblico per l’ammissione al Master di Primo Livello in Critica Giornalistica di Teatro, Cinema, Televisione e Musica, istituito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e patrocinato dal Consiglio Internazionale dell’UNESCO per il Cinema, la Televisione e la Comunicazione Audiovisiva.

    Il Master, volto a creare i giornalisti critici del futuro e gli addetti agli uffici stampa del mondo dello spettacolo, è giunto alla sua 7° edizione, rinnovando il carattere prettamente pratico del progetto didattico.

    “L’obiettivo principale del nostro master è quello di offrire ai corsisti una preparazione non solo teorica, ma soprattutto pratica. Raggiungiamo questo obiettivo sia nella didattica frontale, dove i docenti sono professionisti affermati nei vari settori d’insegnamento, sia nell’attività pratica che i ragazzi sono chiamati a svolgere. Il tirocinio giornalistico con Recensito.net e le possibilità di stage con aziende leader nel panorama dell’editoria e della comunicazione sono infatti un’opportunità preziosa che mettiamo a disposizione degli allievi per cimentarsi concretamente in questo affascinante mestiere”.

    Tra i numerosi accordi di partnership siglati, il Teatro Eliseo si inserisce nella rosa di sinergie avviate come istituzione prestigiosa nel panorama teatrale romano. Negli oltre cento anni del Teatro Eliseo hanno calcato le tavole del suo palcoscenico tutti i più grandi attori che hanno fatto la storia del teatro italiano. Vi recitano Totò, Macario, Anna Magnani, nell’immediato dopoguerra vi nascono i memorabili spettacoli di Luchino Visconti, sono di scena i fratelli De Filippo con il loro più grandi successi, e molti altri nomi ancora. L’ufficio stampa interno del teatro sarà lo spazio in cui l’allievo del Master scelto per intraprendere questa esperienza, potrà assorbire nozioni pratiche e imparare i “trucchi del mestiere” spendibili in seguito in molti ambiti del mercato del lavoro.

    Ufficio Comunicazione e Segreteria Didattica

    Master in Critica Giornalistica Accademia Nazionale d’Arte Drammatica

    [email protected]

    www.criticagiornalistica.it

    346 4338907

  • FATTO AD ARTE: UNA BUONA PRATICA DI AGRICOLTURA SOCIALE

    Nel bellissimo chiostro della chiesa di San Domenico di Cosenza, La cooperativa sociale L’Arco ed il Museo del Gusto, oggi hanno presentato il progetto Benessere in Fattoria.

    Il progetto è stato realizzato a Decollatura, in Località Adami: si tratta di una struttura con tre serre adibite a fungaia e un grande orto coltivato su un terreno di 40.000 metri quadrati, metà dei quali concessi in comodato dal Comune di Decollatura.

    ‘”Benessere in Fattoria” – afferma Aurora Mastrandrea, coordinatrice del progetto, – e’ finalizzato alla riabilitazione socio-lavorativa dei disabili psichici mediante attività didattiche accompagnate da iniziative operative, lezioni tecniche di agricoltura, in modo da incoraggiare concrete possibilità di avvio al lavoro, anche con il coinvolgimento di aziende agricole già operanti nel settore”. Per Annamaria Cardamone “ La possibilità di dar vita ad una realtà in cui fossero valorizzate le energie lavorative e sociali dei soggetti svantaggiati, si è concretizzata in modo da dotare Decollatura di un luogo di aggregazione socio culturale che continuerà a crescere, sostenuto dalla voglia di riscatto dei ragazzi e dal sostegno dei partners”

    Presente Antonio Lucchino, responsabile CSM del Reventino, gli ospiti sono stati condotti a gustare i prodotti del “paniere del Reventino” frutto del lavoro dei ragazzi che animano il progetto “benessere in fattoria” preparati con la collaborazione del Museo del Gusto.

  • PLAYENERGY: PREMIATI GLI STUDENTI VINCITORI DELLA PROVA PROGETTO PER LA REGIONE CALABRIA

    Anche quest’anno, con il concorso PlayEnergy, Enel ha accompagnato migliaia di studenti, in Italia e nel mondo, alla scoperta del pianeta dell’energia. Il progetto, giunto all’ottava edizione, come sempre ha avuto come obiettivo quello di portare nella scuola i temi dell’energia sostenibile e, in particolare, quello di aumentare sempre di più, tra i giovani, il grado di sensibilizzazione sul tema della produzione, del risparmio di energia e, in generale, del rispetto per l’ambiente.

    La prova progetto quest’anno è stata incentrata sul tema “E tu di che energia sei?”.

    La Calabria ha aderito con grande entusiasmo all’iniziativa, incrementando sensibilmente il proprio livello di adesione, con quasi 200 istituti scolastici e più di 4.000 studenti che hanno partecipato al concorso, proponendo idee innovative e proponendo soluzioni che riconoscono che ad ogni Paese serve un mix di energie bilanciato e ancora prima serve l’impegno di tutti per non sprecare l’energia prodotta.

    Le classi vincitrici della fase regionale sono stati premiati nel corso di una cerimonia che si è tenuta presso la Sala Scrigno della Città dei Ragazzi di Cosenza.

    A consegnare i premi, Marina MACHI’, Assessore alla Scuola del Comune di Cosenza, Anna BUCCINO, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale, Rosa AMENDOLA, per l’AT di Cosenza, i rappresentanti di Enel, Gioacchino Marino Cerrato, responsabile Distribuzione Territoriale Rete Calabria, e Gianluca Palumbo, responsabile Zona di Cosenza .

    Durante la manifestazione l’Assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario CALIGIURI, ha fatto pervenire una nota con cui ha espresso i più vivi complimenti “Per l’attività che Enel svolge in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, diretto da Francesco MERCURIO, che mira a sensibilizzare i giovani sul rispetto all’ambiente e sul risparmio energetico”.

    Le scolaresche premiate sono state:

    · Per la categoria Scuola Primaria: le classi 5ªA/B/C dell’Istituto Comprensivo Montalto – Uffugo Scalo (CS) – guidate dalle insegnanti Maria Anselmo e Eugenia Ventrella;

    · Per la categoria Scuola Secondaria di I grado: le classi I, II e III C Scuola Paterno C. – dell’Istituto Comprensivo Statale “S.Valentini” – Dipignano (CS) – guidate dal Prof. Sergio Lojercio;

    · Per la categoria Scuola Secondaria di II grado: la classe 3ª A – ITIS Geom. “A.Righi” di Reggio Calabria – guidata dalla Prof.ssa Paola Nasti.

    È stata, inoltre, assegnata una menzione speciale alle seguenti scolaresche:

    Per la Scuola Primaria:

    · classi IV A e IV B – Direzione Didattica I Circolo – plesso S.Francesco – Paola (CS) – guidate dall’insegnante Rosanna Grassina;

    · classe IV A – Primaria Quattromiglia di Rende (CS) – guidata dall’insegnante Rina Marino;

    · classe IV D – Istituto Comprensivo 1 di Rende (CS) – guidata dall’insegnante Italo Scalese.

    Per la Scuola Secondaria di I grado:

    · classi III B, III E e III F – Scuola Media “A.G. Roncalli” – Rossano (CS) – guidate dall’Prof. Aldo Lucisano;

    · classe I, II e III C Scuola Paterno C. – dell’Istituto Comprensivo Statale “ S. Valentini” – Dipignano (CS) – guidata dall’Prof. Sergio Lojercio.

    Per la Scuola Secondaria II grado:

    · classe II H – Liceo Classico “G. da Fiore” – Rende (CS) – guidata dall’Prof.ssa Palmina Castellano.

  • COMUNICATO STAMPA LIBRO ARTE DEL TATUAGGIO GIAPPONESE A.L.Carella, “Il fuoco sulla pelle. L’arte del tatuaggio tradizionale giapponese”, Castelvecchi,

    È uscito in libreria il libro: Il fuoco sulla pelle. L’arte del tatuaggio giapponese tradizionale dell’autrice Anna Livia Carella, edito da Castelvecchi.

    Il libro svela l’arte dello horimono – tatuaggio giapponese – un’arte ammirata in tutto il mondo ma costretta, in Giappone, ancora al confine tra il legale e l’illegale.

    L’autrice, con la collaborazione di maestri giapponesi e tatuatori occidentali specializzati nel genere, delinea la storia dello horimono dalle origini fino alla forma pittorica odierna evidenziando i profondi legami con il folclore, l’arte delle stampe ukiyoe, la psicologia e tutta la cultura giapponese. Descrive la tecnica del tebori – tatuare a mano – , spiega i significati iconografici, racconta la storia dei maestri e rivela l’antica forma di praticantato con cui i maestri, tramandano la propria arte agli allievi nell’antica maniera giapponese.

    Ogni capitolo è accompagnato da tante foto di tatuaggi, immagini, stampe e soggetti iconografici per un totale di 247 pagine. Formato: brossura. Prezzo: 16,00 euro. Il libro è unico, in lingua italiana, nel suo genere.

  • Una pittrice magica della Lettonia e un grande scultore giapponese animano le giornate di Taormina

    In questa stagione Taormina si veste di internazionalità. Due protagonisti dell’arte contemporanea si passano infatti l’ideale “testimone” di una staffetta. Dal 1 al 17 dicembre 2011 “Opus alchymicum” della pittrice e “performer” léttone Lolita Timofeeva, rassegna di opere “aperte”, ispirate all’immaginario collettivo sulla base di antichi codici, è stata ospitata nella suggestiva cornice della “Sala Giovanni di Giovanni” della Biblioteca Comunale S. Agostino.

    Dal 21 dicembre al 5 febbraio avvicendamento con la esposizione dello scultore giapponese Kan Yasuda. Le sue sculture saranno collocate nei seguenti siti: ex Chiesa di San Francesco di Paola, Corso Umberto, Teatro Greco e Teatrino Romano-Odeon.

    L’assessore alla Cultura del Comune Antonella Garipoli, impegnata a introdurre un respiro artistico cosmopolita a Taormina, all’inaugurazione della mostra di Lolita Timofeeva ha lanciato l’idea di fondare nella rinomata città siciliana una collezione d’arte contemporanea. Un’opera di Lolita Timofeeva, acquisita dal Comune, darà inizio alla prestigiosa raccolta. Entrambi gli artisti, è da notare, hanno eletto il nostro paese per loro creatività. Lolita Timofeeva, di Riga, ha lo studio a Bologna e Kan Yasuda, originario dell’isola di Hokkaido, ha allestito il suo laboratorio a Pietrasanta.

  • Oltre il Muro fotografie di Jacopo di Cera

    Venerdì 16 dicembre 2011 alle ore 18, a Roma presso il Museo di Roma in Trastevere – Sala Multimediale, si svolgerà una presentazione dell’intero lavoro del fotografo Jacopo di Cera sul Muro del Pianto in Israele. La presentazione dell’autore e del lavoro sarà accompagnata da uno slide-show multimediale con tutte le immagini realizzate.
    La mostra ‘OLTRE IL MURO fotografie di Jacopo di Cera’ rimarrà aperta al pubblico fino all’8 gennaio 2012.

    Il lavoro di Jacopo di Cera è una ricerca costante e mutevole sulla profonda funzione sociologica del Muro del Pianto, essa si rappresenta visivamente in una serie di contestualizzazioni multiple, dimostrando in tal modo l’universalità del luogo e il suo andare ‘OLTRE’ il concetto stesso di religione. Le opere esposte sono un estratto dal lavoro completo e consistono in una serie di 23 pannelli in forex con stampa diretta ad alta risoluzione.

    Magia e spiritualità. Religione e vita. Centro del mondo, di culto, di amore e scontro. Oggi la zona vecchia di Gerusalemme, con le sue strade e le sue aree delimitate, è un turbinio costante di sensazioni, di giorno tra mercato e preghiere, di notte in un misterioso silenzio. Perdersi a Gerusalemme significa smarrirsi nella storia di tutti noi, nella storia di un popolo mondo che in questa città ritrova il proprio posto e la propria dimensione. Luogo senza tempo dove ognuno di noi si ferma e osserva. Movimenti, suoni, passioni. Tutto riporta al punto nevralgico di questa città.

    Turbinio di sensazioni che vengono dalla strada, da un angolo, da bambini che giocano e lottano. Sono momenti indescrivibili che dipingono questa città da secoli e che solo le immagini possono raccontare ciò che le parole faticano a dire.

    La mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma, è curata da Massimo Ciampa. La produzione è organizzata da Code Agency con il contributo di Officine Fotografiche per l’allestimento e supporto logistico, servizi museali Zètema Progetto Cultura.

    OLTRE IL MURO
    fotografie di Jacopo di Cera
    in mostra fino all’8 gennaio 2012

    Presentazione venerdì 16 dicembre ore 18

    Museo di Roma in Trastevere
    Piazza Sant’Egidio 1/b – 00153 Roma
    Orario Martedì-Domenica 10 – 20
    (la biglietteria chiude un’ora prima)
    Giorno di chiusura Lunedì
    Sito www.museodiromaintrastevere.it
    E-mail [email protected]
    Telefono 06 5816563

    www.jacopodicera.it

    download materiali stampa:
    http://www.jacopodicera.it/press-and-news/oltre-il-muro

    Oltre il Muro fotografie di Jacopo di Cera

    Jacopo Di Cera classe 1981, nato a Milano dove ha vissuto gran parte della sua infanzia e gli anni universitari. Attualmente vive a Roma dove ha approfondito negli anni la sua passione per l’immagine fotografica. Ha frequentato Officine Fotografiche sviluppando sempre di più le proprie tecniche, assistito diversi maestri e frequentato importanti momenti di incontro avvicinandosi a numerosi maestri internazionali. Se la ritrattistica, attraverso un uso personale ed accurato delle luci è la sua passione quotidiana prendendosi cura in particolar modo del mondo della gravidanza, il reportage rimane sempre la sua passione originaria che lo ha avvicinato al mondo della fotografia portandolo a diverse pubblicazioni. La sua passione per la fotografia ancora oggi lo spinge a viaggiare, guardare e scoprire.