Categoria: Arte e Cultura

  • Sigis Vinylism il “Signore dei Vinili” rappresenta “Le voci dell’arte” per la chiusura della 54 Biennale di Venezia a Torino

    54a Biennale di Venezia, padiglione Italia
    Per il 150° dell’Unità d’Italia- L’Arte non è Cosa Nostra
    A cura di Vittorio Sgarbi
    Palazzo delle Esposizioni-Sala Nervi
    Torino
    17 dicembre- 30 gennaio 2012

    L’ evento è promosso dal Padiglione Italia 54° esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia per il 150° dell’Unità d’Italia

    Da sabato 17 dicembre a lunedì 30 gennaio 2012, la prestigiosa Sala Nervi del Palazzo delle esposizioni di Torino, Corso Massimo D’Azeglio, 15 ospiterà il Padiglione Italia, 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, per il 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi.

    Il giorno dell’Inaugurazione, 17 dicembre alle ore 19,00 saranno presenti tutte le autorita’ che porteranno il saluto delle istituzioni dopo l’intervento del direttore del Padiglione Italia on. Vittorio Sgarbi che nella giornata di domenica terrà alle ore 11,30 una conferenza stampa alla Sala Nervi sede della Biennale.

    Un apposito comitato tecnico scientifico composto da scrittori, poeti, registi, scienziati e uomini di pensiero e una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare e scegliere quelli più rappresentativi e interessanti. Gli Artisti e le opere qui esposte sono stati selezionati dalla commissione presieduta dal prof. Vittorio Sgarbi che ha voluto quest’evento d’importanza internazionale con l’obiettivo di valorizzare il gran patrimonio culturale italiano.

    Le Voci dell’arte – Sigis Vinylism 2011

    L’opera con la quale Sigis Vinylism è stato invitato a partecipare alla 54 Biennale di Venezia per la celebrazione del 150° anno dell’Unità d’Italia è intitolata: “Le voci dell’arte” e vuole rendere omaggio a tutti quegli artisti che con la volontà delle proprie idee e opere, ricerche, studio e sacrificio, hanno lottato per l’Italia e la sua unità, ne hanno ritratto i volti e i fatti storici, i paesaggi e i costumi, gli interessi intellettuali e le questioni politiche, documentando un’epoca a noi ormai lontana, ma in cui ogni giorno hanno creduto e confidato di poter contribuire anche con il proprio apporto artistico, a far evolvere e migliorare un mondo in cui, ancora, le distanze tra le geografie della penisola italiana non erano dettate solo dal numero dei chilometri da percorrere per raggiungere altri luoghi, bensì anche da marcatissime differenze regionali e non solo. Le voci dell’arte, manifesta di quante voci d’artista, molte delle quali forse anche silenti, siano in realtà presenti sul vessillo tricolore della nazione Italia, di quanto l’Arte italiana sia da sempre un modello per il mondo intero e quanto, in sede di rivolte, moti, battaglie e guerre, sia sempre stato importantissimo il compito dell’artista e dell’arte, degli intellettuali e della cultura, dei mecenati, poi collezionisti, e di ciascuna singola figura professionalmente coinvolta nell’ambito dei beni artistici e culturali. Voci. Di un popolo, quello italiano, che da sempre porta in se’ la greve e meravigliosa eredità di una tradizione artistica per cui si è sempre distinta, di un’eredità culturale di cui ciascun italiano ha il dovere di sentirsi fiero, sempre e comunque, di cui ogni italiano deve sentirsi ambasciatore per esportare la tradizione del buon gusto, delle tecniche e delle discipline artistiche e del sentire tutto italiano, poiché sono foriere di eccellenza e civiltà. Come non ricordare il senso di alcune righe scritte da Benedetto Croce sul suo Breviario di estetica in cui sosteneva che solo dalle più grandi differenze può nascere un’unità… ergo solo la sinergia delle tante differenze regionali italiane, unite, rendono possibile udir fonemi e poi parole… voci… proferite dalle tante bocche di Sigis Vinylism, apposte su di un supporto a formar la bandiera italiana: verde, bianca e rossa. Ecco che quelle innumerevoli e diverse “bocche dell’arte”, fluiscono in coro e la melodia è quella di un canto polifonico e armonico, ritmato dal suono della lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio, abbellito dal decoro delle tante cadenze dialettali. E la musica? Si, ora c’è! È silenziosa eppur squillante! È quella di Sigis Vinylism ed è scritta su di un unico, grande spartito: il suolo italiano.

    Renata Panizzieri

    www.sigis-vinylism.com
    [email protected]
    PR e Ufficio Stampa: RP Art Project
    Dott.ssa Renata Panizzieri
    Storica dell’Arte – Giornalista – International Project Manager
    Mail to: [email protected]
    mobile: 333 93 16 080

    54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia “l’Arte non è Cosa Nostra”
    a cura di Vittorio Sgarbi
    17 Dicembre 2011 – 30 Gennaio 2012
    Inaugurazione sabato 17 dicembre 2011 ore 19

    Palazzo delle Esposizioni – Sala Nervi

    Torino, Corso Massimo D’Azeglio 15

  • L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con il Teatro Massimo di Palermo per la 7° edizione del Master in Critica Giornalistica

    Il Master in Critica Giornalistica dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” ha siglato un accordo di partnership con il Teatro Massimo di Palermo per offrire agli allievi del corso una nuova opportunità di stage e per garantire quindi quella preparazione pratica considerata fondamentale nel mestiere giornalistico e nella gestione degli uffici stampa del mondo dello spettacolo.

    L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” ha indetto il nuovo bando pubblico per l’ammissione al Master di Primo Livello in Critica Giornalistica di Teatro, Cinema, Televisione e Musica, istituito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e patrocinato dal Consiglio Internazionale dell’UNESCO per il Cinema, la Televisione e la Comunicazione Audiovisiva.

    Il Master, volto a creare i giornalisti critici del futuro e gli addetti agli uffici stampa del mondo dello spettacolo, è giunto alla sua 7° edizione, rinnovando il carattere prettamente pratico del progetto didattico.

    “L’obiettivo principale del nostro master è quello di offrire ai corsisti una preparazione non solo teorica, ma soprattutto pratica” dichiara il Direttore dell’Accademia, Lorenzo Salveti. “Raggiungiamo questo obiettivo sia nella didattica frontale, dove i docenti sono professionisti affermati nei vari settori d’insegnamento, sia nell’attività pratica che i ragazzi sono chiamati a svolgere. Il tirocinio giornalistico con Recensito.net e le possibilità di stage con aziende leader nel panorama dell’editoria e della comunicazione” conclude Salveti “sono infatti un’opportunità preziosa che mettiamo a disposizione degli allievi per cimentarsi concretamente in questo affascinante mestiere”.

    Tra i numerosi accordi di partnership siglati, il Teatro Massimo di Palermo si inserisce nella rosa di sinergie avviate come istituzione prestigiose nel panorama teatrale italiano. Il Teatro Massimo è il maggiore edificio teatrale lirico d’Italia, e uno dei più grandi d’Europa (terzo in ordine di grandezza architettonica). Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, che può ospitare circa 1.400 spettatori, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni. L’ufficio stampa interno e la divisione comunicazione e promozione saranno gli spazi in cui l’allievo del Master scelto per intraprendere questa esperienza, potrà assorbire nozioni pratiche e imparare i “trucchi del mestiere” spendibili in seguito in molti ambiti del mercato del lavoro.

    Ufficio Comunicazione e Segreteria Didattica

    Master in Critica Giornalistica Accademia Nazionale d’Arte Drammatica

    [email protected]

    www.criticagiornalistica.it

    346 4338907

  • Marcello Reboani – Must Have

    Fino al 30 gennaio 2012 i prestigiosi spazi espositivi della Galleria La Nuvola di Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari, a Roma, accolgono la mostra Must Have di Marcello Reboani, a cura di Melissa Proietti.

    Una trentina di opere raffiguranti i must have di style: i capi da avere a tutti i costi, gli accessori irrinunciabili, le borse e le scarpe cult. Energia e metamorfosi dei materiali, i materiali quotidiani delle opere si contrappongono a quelli “ricchi” della società dei costumi, auspicando una perfetta fusione tra arte e vita.

    Reboani tocca la scultura in termini provocatori, opere che meglio si possono definire con il termine assemblage, coniato proprio per definire queste operazioni di collage tridimensionale.

    Sotto la patina luccicante e glamour degli oggetti icona, materializzati in chiave pop, appare il suo universo materiale, realizzato rigorosamente con materiali di recupero. Opere in tecnica mista, stratificazioni, tavole in legno sovrapposte e mescolate ad alluminio, rame, acciaio, vetro e piombo.

    E ancora in mostra una produzione inedita di carte geografiche, planisferi in tecnica mista, arcipelaghi e isole visitate dall’artista.

    Credito fotografico: Giorgio Benni

  • Biennale di Venezia al Palazzo delle Esposizioni Torino

    Roberto Piaia

    54° Biennale di Venezia, padiglione Italia

    Per il 150° dell’Unità d’Italia- L’Arte non è Cosa Nostra

    A cura di Vittorio Sgarbi

    Torino

    Palazzo delle Esposizioni-Sala Nervi

    17 dicembre- 30 gennaio 2012

    L’ evento è promosso dal Padiglione Italia 54° esposizione internazionale d’arte

    della Biennale di Venezia per il 150° dell’Unità d’Italia

    Da sabato 17 dicembre a lunedì 30 gennaio 2012, la prestigiosa Sala Nervi del Palazzo delle esposizioni di Torino, Corso Massimo D’Azeglio, 15 ospiterà il Padiglione Italia, 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, per il 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi.

    Il giorno dell’Inaugurazione, 17 dicembre alle ore 19,00 saranno presenti tutte le autorita’ che porteranno il saluto delle istituzioni dopo l’intervento del direttore del Padiglione Italia on. Vittorio Sgarbi che nella giornata di domenica terrà alle ore 11,30 una conferenza stampa alla Sala Nervi sede della Biennale.

    Un apposito comitato tecnico scientifico composto da scrittori, poeti, registi, scienziati e uomini di pensiero e una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare e scegliere quelli più rappresentativi e interessanti. Gli Artisti e le opere qui esposte sono stati selezionati dalla commissione presieduta dal prof. Vittorio Sgarbi che ha voluto quest’evento d’importanza internazionale con l’obiettivo di valorizzare il gran patrimonio culturale italiano.

    Roberto Piaia, è una degli artisti selezionati e invitati alla Biennale da Pina Inferrera.

    Pittore e scultore trevigiano, dopo aver esposto nelle altre sedi della Biennale di Venezia ora, per l’ultima tappa ufficiale, presenterà nella sala Nervi di Torino, in anteprima, l’opera “Darya in Cladico”, olio su tela di 50×50 cm.

    Questa modalità di dipingere è un’evoluzione dell’”Assurfivo”, ( ove As sta per Astratto, Sur per Surreale, Fivo per figurativo) tecnica creata da Piaia che avvolge i corpi e gli oggetti con fasci di luce colorati, ora, pur mantenendo sempre delle parti riprodotte in modalità classica dove si può ammirare la maestria tecnica della stesura dei colori e della riproduzione iperrealistica della realtà,

    scompone per poi ricomporre creando così all’immagine un effetto dinamico e avvolto dal mistero.

    Per la scultura Piaia presenta “Iris” fusione di bronzo con il procedimento della cera persa,

    H.58 P.35 L.32

    L’indagine plastica di Roberto Piaia si rivolge alla scultura classica per la definizione dei profili e per l’equilibrio delle forme. Principali referenti del suo fare artistico sono da ricercare nella storia del mito e nella dimensione del sovrannaturale, a cui si aggiungono significativi esempi di ritrattistica femminile.

    Abile nella tecnica, lo scultore indaga le potenzialità di modellato dei diversi materiali, rimanendo rigorosamente legato alle proprie peculiarità di stile, che si dichiara in un raffinato alternarsi di pieni e vuoti, utili nell’ euritmia compositiva a creare l’idea del movimento, rendendo la scultura viva nella sua essenza. Nel mondo di Piaia si intrecciano visioni mediate dalla sfera affettiva e recupero di atmosfere legate a memorie ancestrali il tutto reso con una efficace immediatezza comunicativa che permette allo sguardo di chi osserva di lasciarsi cullare da una avvolgente sensazione di estasi onirica.

    54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia “l’Arte non è Cosa Nostra”

    a cura di Vittorio Sgarbi

    17 Dicembre 2011 – 30 Gennaio 2012

    Inaugurazione sabato 17 dicembre 2011 ore 19

    Palazzo delle Esposizioni – Sala Nervi

    Torino, Corso Massimo D’Azeglio 15

    Info:

    M. +39 339 20 64 275

    Orari: tutti i giorni h. 16.00/19.00 lunedì chiuso

    Ingresso libero

    Catalogo: Istituto Nazionale di Cultura

    Coordinamento Generale: dott. Giorgio Grasso

    Direzione Artistica: dottoressa Giorgia Cassini

    Organizzazione a cura di Kleemeents&McOellin srl

    Organizzazione Artistica a cura di Slidevents srl

    Patrocini: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

    Regione Piemonte, Provincia di Toriino

    Galleria di Riferimento Torino

    Unique Galleria

    www.galerieunique.com/

    [email protected]

    Veneto

    Carmen De Guarda

    tel+39 339 20 64 275 – tel/fax +39 0438 966 528

    [email protected]

  • La Prima “floreale” della Scala

    I fiori sono il mezzo ideale per esprimere amore, affetto, sentimenti ma sono anche-non dobbiamo dimenticarlo- un ottimo elemento di arredo.

    Probabilmente i fiori e le piante in genere vengono quotidianamente utilizzati nelle case per riempire qualche angolo sguarnito e per creare un’atmosfera più calda e accogliente. I fiori invece hanno molti altri usi e se messi nelle mani di chi ne sa sfruttare appieno le loro caratteristiche e la loro naturale bellezza, possono arrivare ad essere i protagonisti di vere opere d’arte e di creatività come ci insegnano i capolavori del Carnevale di Viareggio o di San Remo.

    Grande subbuglio da questo punto di vista sta creando la Prima della Scala, che il 7 Dicembre porterà in scena il “Don Giovanni” di Mozart; per quanto riguarda arbusti ornamentali, piante e fiori infatti è stato allestito un palco e uno scenario degno di una serra. Quaranta infatti i fioristi dell’ Associazione dettaglianti fiori e piante Milano e Provincia (Confcommercio Milano) che, tutti su base volontaria, si stanno incontrando ai magazzini della Scala di via Capo Rizzuto per preparare le composizioni floreali che il 7 Dicembre adorneranno e faranno da cornice all’inaugurazione della stagione scaligera.

    Per questo Don Giovanni sono moltissimi i fiori utilizzati e l’associazione milanese fioristi ci tiene a precisare che si sta occupando dello sviluppo dei progetti in tutte le loro fasi, dal progetto su carta alla realizzazione dell’addobbo. Purtroppo gli addobbi, che devono essere realizzati all’ultimo momento per garantire che i fiori siano freschissimi e resistano nelle composizioni, non sono stati visibili domenica scorsa, 4 Dicembre, data nella quale è stata offerta ai giovani under 30 la possibilità di vedere un’anteprima dello spettacolo, ad un prezzo molto vantaggioso rispetto a quello del biglietto a prezzo intero, che arriva a costare anche 187euro a biglietto per i posti in platea.

    L’acquisto rose ha avuto un’importanza fondamentale quest’anno dato che il fiore dell’amore è stato inserito nella composizione in 3.000 pezzi, tassativamente rose bianche Avalanche, 200 invece le ortensie giganti e 500 bocche di leone-sempre bianche; 600 invece i rami di bacche di Hypericum verde, edera e piante verdi di vario tipo che sono state utilizzate per creare le composizioni. Bianco e verde quindi per le composizioni, come vuole la tradizione, per accogliere ospiti importanti, fra cui il Presidente dalla repubblica, il neo- premier Monti e altri personaggi di rilievo.

    I fiori sono di provenienza esclusivamente italiana ed olandese e saranno i protagonisti anche della composizione dell’addobbo per il palco reale che verrà realizzato creando una specie di festone in stile Barocco composto da una parte centrale di fiori bianchi che si dirada verso l’esterno in foglie e rampicanti verdi e contiene due gocce cascanti. Due composizioni identiche saranno poi posizionate in corrispondenza dei palchetti, ai lati del palco centrale.

    L’aiuto dei vivai piante è stato indispensabile anche per la realizzazione delle composizioni per foyer e per l’ingresso al palco reale, realizzati con copie di cornucopie con effetto cascante(realizzato grazie alla vegetazione).Per il tradizionale lancio di fiori sul palco, al termine della rappresentazione del “Don Giovanni”, si è pensato a dei garofani multicolori, mentre il dono che il teatro farà ad ogni Signora presente in sale, all’uscita dall’evento, sarà una rosa.

    Articolo a cura di Serena Rigato

    Prima Posizione srl- seo agency

  • I vincitori della X edizione del “Premio Tarquinia Cardarelli”

    Lo scrittore Raffaele La Capria e il critico francese Jean Clair sono i vincitori della X edizione del “Premio Tarquinia Cardarelli”, rispettivamente per la critica italiana e internazionale. Gli altri riconoscimenti sono andati alla saggista e traduttrice Serena Vitale, per la storia della letteratura e della filologia; al critico Giovanni De Leva, per l’opera prima di critica letteraria; al poeta Emilio Zucchi, per la poesia; a Marsilio Editori, per la piccola e media editoria di qualità. La cerimonia di premiazione si svolgerà il giorno 10 dicembre, alle ore 18.00, nella chiesa di Santa Maria in Castello. A condurla sarà ancora la brava e brillante Serena Dandini. Durante la serata sarà assegnato anche il premio per le migliori recensioni dell’opera Sorriso lento (Garzanti, 2010), della scrittrice Caterina Bonvicini, rivolto agli studenti degli istituti ISIS di Tarquinia e Montefiascone. Presieduto da Massimo Onofri, e con una giuria formata da Raffaele Manica e Filippo La Porta, il “Premio Tarquinia Cardarelli” ha acquisito sempre più autorevolezza sul piano nazionale e internazionale ed è l’unico in Italia a unire le varie facce della critica: straniera, italiana, filologia e storia della letteratura, opera prima.

    La cerimonia di premiazione è aperta al pubblico.

    I vincitori

    Raffaele La Capria riceve il Premio per la critica letteraria. Narratore che esplode in un’opera ancora attuale, Ferito a morte, “Premio Strega” nel 1961, e scrittore prestato al cinema (è stato uno degli sceneggiatori di un film indimenticabile del 1963, Le mani sulla città, di Francesco Rosi), Raffaele La Capria ha intensificato dagli anni settanta la propria vena saggistica, dedicata alla letteratura ma anche a questioni civili e morali (L’armonia perduta, Capri e non più Capri, L’occhio di Napoli) di varia umanità, secondo una formula cara a Benedetto Croce. Nascono da questa vena libri come Letteratura e salti mortali (1990), False partenze (1995), Il sentimento della letteratura (1996), Lo stile dell’anatra (2001), La mosca nella bottiglia (2002). Qual è lo stile (e dunque il pensiero) di La Capria? Pensare e praticare la complessità porgendola come senza sforzo, al modo di un tuffatore, del quale si vede la grazia ma non la fatica che quella grazia è costata. Al modo, anche, dell’anatra, che sembra scivolare sul pelo dell’acqua: ma basta guardare sotto l’acqua per vedere di quanti complicati movimenti sia fatta quella sua levità. Raffaele La Capria, che è stato anche subacqueo, conosce bene ciò che sta sopra e ciò che sta sotto l’acqua.

    Jean Clair riceve il Premio per la critica letteraria internazionale. Partito da una ricognizione intorno a Marcel Duchamp, Jean Clair ha mostrato la difficoltà, le ambiguità, i paradossi e spesso la cattiva coscienza di artisti, allestitori di mostre, mercanti e critici. Da Critica della modernità (1983) a Le responsabilità dell’artista (1997), da Medusa. L’orrido e il sublime nell’arte (1989) a De immundo (2004), passando con disinvoltura e originalità dall’impegno polemico alle ricognizioni antropologiche, ha sempre tenuto fermo, con coraggio ed eleganza, passione e grande intelligenza critica, il suo tono, che consiste nell’intreccio calibrato di argomentazioni e suggestioni, anche esistenziali. Ne sono testimoni, da ultimo, libri che hanno suscitato ampie discussioni nel panorama internazionale, come La crisi dei musei, una riflessione sulla globalizzazione della cultura (2007) e L’inverno della cultura (2011).

    Serena Vitale riceve il Premio per la storia della letteratura e della filologia per essersi trasformata da raffinata esperta di letteratura russa in saggista che, non rinunciando al rigore, ha mostrato come sia possibile “raccontare la letteratura” insieme alla vita. Passaggio cruciale di tale cambiamento Il bottone di Puskin, lavoro del 1995 in cui l’autrice, descrivendo gli ultimi giorni di esistenza del poeta russo, ha ricostruito anche un paesaggio letterario, un’atmosfera e un periodo di grande storia. Fuori della cerchia degli specialisti, la figura di Serena Vitale è stata riconosciuta per l’intensità dello sguardo e per la forza della scrittura. Tra le opere più recenti si segnala il libro di ricordi A Mosca, a Mosca!, del 2010. Qui, in questo viaggio nella Russia sovietica, la prima persona nominata è quella del critico e slavista (per lei anche maestro di vita) Angelo Maria Ripellino: capostipite di una tradizione che la saggista prosegue al meglio delle possibilità.

    Giovanni De Leva riceve il Premio per l’opera prima di critica letteraria per il libro Dalla trama al personaggio. Rubè di Giuseppe Antonio Borgese e il romanzo modernista (2010) dedicato a uno dei più importanti e controversi romanzi del Novecento, Rubè (1921), del critico siciliano Giuseppe Antonio Borgese. Il titolo dell’opera è già indicativo delle due giuste direzioni seguite da Giovanni De Leva. Per un verso, ha considerato il romanzo borgesiano in rapporto alla tradizione ottocentesca, per dimostrare come questa eredità si risolva in una forma di originale e molto novecentesca riutilizzazione modernista. Per un altro verso, invece, egli ha studiato il ruolo del personaggio-protagonista, verificandone, sotto panni solo apparentemente ottocenteschi, le novità d’anagrafe, potenzialmente disgregatrici di tutti i protocolli tradizionali. Emilio Zucchi riceve il Premio per la poesia. Parmense, concittadino di Attilio Bertolucci, ne ha conservato la stessa feriale glorificazione della vita, ma nei modi di un’antica essenzialità: dalla raccolta Il Pane (1991) alla successiva Il pioppo genuflesso (2001) con una costante attenzione al mondo naturale. Sarebbe venuta poi la raccolta Tra le cose che aspettano (2007), in cui sempre più importante diventa lo sguardo sull’uomo e sull’inspiegabile tragedia del vivere. Una tragedia che si fa, insieme, storica e metafisica, ne Le midolla del male (2010), un poemetto di religiosa e implacabile laicità sul male e le sue troppo umane ragioni, attraverso cui Emilio Zucchi, il lettore attento di Croce e Gramsci, l’ammiratore di Pasolini, quello delle Ceneri di Gramsci, vince la difficilissima scommessa di una poesia civile senza retorica. Marsilio Editori riceve il Premio per la piccola e media editoria di qualità. La casa editrice è da cinquant’anni una presenza di riferimento per il mondo editoriale e per la cultura italiana. Il segno più evidente del suo spessore editoriale è nella disponibilità critica alle varie articolazioni del discorso culturale e nella mai dismessa volontà di pubblicazioni che costituiscano duraturo catalogo. Attraverso collane che spaziano dalla storia al cinema, dalla letteratura alla politica, con spirito spesso militante e d’intervento sul presente, l’attività della Marsilio Editori si segnala, in particolare nel campo letterario, per l’attenzione a una narrativa di qualità sia italiana sia straniera, percorrendo spesso sentieri poco battuti, in ciò precedendo l’attività dei grandi gruppi editoriali e qualche volta persino nutrendola.

    Il “Premio Tarquinia Cardarelli” è organizzato dal Comune di Tarquinia, con l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il sostegno della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, della Camera di Commercio di Viterbo, di Unindustria Viterbo, dell’Autorità Portuale di Civitavecchia – Fiumicino – Gaeta, della Fondazione Carivit, della Cassa Edile di Viterbo e delle Società Tarquinia Country Club e Patron Capital Partners.

  • Lou Griffin Zanutta seconda posizione con Il sentiero delle parole al Leandro Polverini, Rupe Mutevole Edizioni

    Il premio Nazionale di Poesia Edita “Leandro Polverini” si è concluso, molti sono stati i premi e diverse le soddisfazioni della serata di premiazione avvenuta il 27 novembre 2011 ad Anzio (RM).

    Al secondo posto nella sezione Poesia Concettuale è risultata vincitrice Lou Griffin Zanutta con la sua silloge “Il sentiero delle parole”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Sopralerighe”.

    La motivazione del premio:

    La poesia di Griffin Lou Zanutta crea il proprio spazio nell’istante della sua comparsa, aprendo uno squarcio concettuale nella realtà. E dunque essa è presente esattamente nello stesso momento in cui la si evoca e la si evoca celebrandone l’assenza. Così come lo spazio, essa è identificabile in ogni punto del suo tessuto verbale e contemporaneamente nella sua totalità di testo.


    Una raccolta di ampio respiro, vera foresta di suoni che si richiamano continuamente l’uno con l’altro urtando fra di loro come molecole in movimento, di cui è possibile predire la traiettoria.

    “Il sentiero delle parole” è un libro che presenta un importante bilinguismo, infatti le poesie sono sia in ligua italina sia in lingua inglese. Il titolo inglese è: “The word’s path”

    “Mare” (tratta da “Il sentiero della parole”)

    “…E mi è dolce naufragare in questo mare……”

    “mare di silenzi, di similitudini,
    mare di fiumi che sgorgano ideali,
    mare di tempeste che si scagliano sul molo,
    perché la vita è uno scoglio
    e tu la devi abbracciare
    per non scivolare
    infondo,
    infondo agli abissi
    o infondo alle tenebre.
    Mare di profumi
    mesti, sudati,
    gira la spirale
    gira l’asse solare
    gira la vita,
    girano i volti
    i grandi amici
    che piangono “i loro morti” (vivi?),
    e li ritrovi a viaggiare in prima classe,
    scendendo il solito sentiero
    il tuo solito costone frastagliato a picco sul mare.
    Il carillon suona la sua musica,
    mentre la ballerina
    delicata, di rosa vestita,
    gira all’infinito,
    non sai ancora girare?
    forse non ti piace imparare,
    il vero, il falso,
    il giusto o il reale.
    Fuggi,
    da te stesso
    e dai tuoi stessi pensieri
    l’eco della tua anima
    si diffonde
    ………
    si ritrova di nuovo qui
    sulla riva,
    o alla deriva,
    a respirare questo
    salmastro profumo
    di mare”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Rassegna collettiva Natalizia GIVE PEACE A CHANCE

    Il 6 dicembre apertura rassegna collettiva Natalizia GIVE PEACE A CHANCE.

    PassepARTout Unconventional Gallery apre le porte dal 6 dicembre al 9 gennaio 2012 presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione, 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la Rassegna collettiva Natalizia “Give Peace a chance”. Con questa rassegna, PassepARTout Unconventional Gallery esprime l’intento di sviluppare un ponte culturale tra le arti pittoriche, la scultura, la video arte e la fotografia avvalendosi di una metodologia nuova all’interno di interventi artistici con l’utilizzo di nuovi linguaggi creativi e di canali comunicativi multimediali che attraversano il mercato dell’arte, per avvicinare diverse culture indirizzate verso il miglioramento della qualità e della vivacità intellettuale.

    L’evento avrà luogo collateralmente alla manifestazione fieristica che si svolgerà in Fiera Milano-Rho durante le stesse date, il consueto ed attesissimo “Artigiano in Fiera”. Fino all’11 dicembre PassepARTout terrà aperte le proprie porte per la mostra fino alle 23,30.

    INAUGURAZIONE SABATO 10 DICEMBRE ORE 18,30 con ricco buffet e brindisi.

    Partecipano alla Rassegna:

    Lucia Cavalli

    Carolina Benedetti

    Pierangela Bilotta

    Anna Caruso

    Paolo Facchinetti

    Lorenzo Villa

    Roberto Messina

    Angelo Ingrasci

    Valeria Perversi

    Giuseppe Savoca

    Nora Yaneva

    Giovanni Tarlao

    Andrea Zampollo

    Fabrizio Bidoli

    Igor De Marchi

    Ivan Carella

    Giuseppe Samperisi

    Piergiuseppe Legora

    Janos

    Gian Paolo Allevi

    Maria Teresa Lombardi

    Tinamaria Marongiu

    Gallerista: Elena Ferrari

    La galleria aprirà i propri spazi straordinariamente dalle 9,00 alle 23,30 dal 6 all’11 dicembre. Dalle 9,00 alle 19,00 durante le altre date.

    info: [email protected] 02.3390506 – 3382144483 www.passepartout-unconventional-gallery.it

  • Rosa Mauro ricorda Erica Angelini, colleghe ed amiche

    “Raggiungendo il mondo delle aquile”

    Ci sono gabbiani che non volano come gli altri.

    Ci sono anime che sono destinate a volare e voci che riescono a cantare più forte, e arrivare più in alto.

    Quando ho accettato l’amicizia di Erica, non sapevo nemmeno chi fosse.

    Ho imparato a conoscerla dai suoi scritti e dalle mail che ci siamo scambiate, ed è stata subito amicizia, gioia, complicità.

    Erica mi ha mandato le sue liriche ed io me le sono lette di sera, un giorno che ero particolarmente scoraggiata da un mondo dove spesso vincono cinismo e sopraffazione.

    È stato come una gita in alta montagna, è stato ossigeno per il mio spirito, tanto che di getto ho scritto la critica e gliela ho inviata.

    Erica non scriveva poesia, lei era poesia.

    Il poeta è colui che guida gli altri verso la bellezza che attraversa il mondo, prestando le ali a chi non le possiede, e in cambio non vuole nulla, solo che si ascolti la sua voce.

    E così era Erica, la poesia la attraversava come un cristallo attraversa il sole.

    Fluivano in lei, le parole dell’anima, come un ruscello di alta montagna, libere e limpide, e ognuno poteva fermarsi, bere e scoprire di potere ascoltare il finito diventare infinito.

    Il suo viaggio di piccola stella fra gli uomini era disinteressato, ed io lo posso dire, ne parlavamo per mail, io e lei, voleva splendere per tutti gli uomini, e del resto non le importava nulla, una stella , dagli uomini , non vuole nulla, solo risplendere ed illuminare.

    A volte, le scrivevo solo per poter continuare a seguire la via giusta.

    Perché il mondo delle aquile ferisce gli occhi, ma è l’unico in cui la poesia può vivere realmente.

    E la strada per arrivarci è dura, impervia e la conoscono in pochi, di tanto in tanto, anche una come me, che scrive da sempre, perde la via e ha bisogno di un maestro.

    E le poesie di Erica sono questo, un viatico per il mondo delle aquile, per chi non vive raso terra, ma vuole essere condotto là dove la luce è talmente forte che gli occhi ne sono quasi feriti e le menti, sorprese e stupefatte.

    Erica sapeva andarci da sola, ma ha voluto prenderci per mano, e condurci con lei, per amore.

    Ed ogni volta che leggiamo una poesia di Erica, noi possiamo tornarci e lei è lì, con noi, che vola leggera, grave e sorridente come la Verità.

    Rosa Mauro

    Erica Angelini (8 luglio 1982 – 30 novembre 2011) è autrice della raccolta poetica “Dall’anima alle parole” edita da Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni”.

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2011/12/03/rosa-mauro-ricorda-erica-angelini-colleghe-ed-amiche/

  • Testimonianza diretta: Judith Gleitze alla galleria arte contemporanea, CCC Strozzina.

    L’emergenza migratoria causata dai recenti sconvolgimenti politici in Medioriente, ha innescato nuove problematiche sociali che di certo il CCC Strozzina Strozzina, sotto la direzione di Franziska Nori, attento osservatore dinamiche sociali e di arte contemporanea, non poteva lasciare inosservate.
    Si rifletterà sugli effetti dei movimenti migratori sulle relazioni e le dinamiche sociali attraverso la testimonianza diretta di Judith Gleitze, la riflessione presso il centro di arte contemporanea partirà dalle migrazioni che dall’Africa e dal Medioriente si dirigono sempre più negli ultimi tempi verso i porti del meridione d’Italia.
    Questo nuovo incontro al centro culturale di arte contemporanea, situata nell’antico Palazzo Strozzi di Firenze, si terrà il 19 gennaio 2012 e tutti i dettagli si potranno trovare sul sito web del CCC Strozzina. La partecipazione all’incontro è gratuita
    Con questa nuova “Lecture / Diritti sotto sequestro. L’Italia ai tempi della cosiddetta emergenza migratoria”, il centro di cultura contemporanea Strozzina, CCCS, promotore di arte contemporanea, continua il suo percorso di riflessione su tematiche di rilevanza sociale con l’aiuto dell’autrice Judith Gleitze, che si occupa da anni di migrazione ed è stata amministratrice del Consiglio per i rifugiati di Brandeburgo. La Gleitze è anche una ONG tedesca che si occupa dei diritti di profughi e rifugiati.
    Non perdere questo incontro e cogli l’occasione di visitare le mostre di arte contemporanea allestite nella galleria Strozzina.
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