Categoria: Arte e Cultura

  • Anche quest’estate l’Istituto di Moda Burgo propone per la XIV edizione il FASHION SUMMER COURSE!

    Di seguito le date disponibili:

    · 2-26 Luglio (100 o 50 ore)

    · 2-13 Luglio (50 ore)

    · 9-20 Luglio (50 ore)

    · 16-26 Luglio (50 ore)

    I corsi estivi sono aperti a tutti i ragazzi che hanno intenzione di trascorrere una “Vacanza-Studio” a Milano, con il vantaggio di poter scegliere tra una vasta gamma di corsi.

    I corsi che L’Istituto di Moda Burgo offre per la XIV Edizione 2012 sono:

    Fashion DesignTecniche di disegno e Collezione

    Modellistica – Tecniche Sartoriali e Modellistica

    Fashion Stylist (Fashion Design + Modellistica) è il più gettonato! Offre infatti una visione completa di entrambe le materie in breve tempo.

    Lo studente dovrà ulteriormente scegliere una specializzazione:

    per il Fashion Design tra: Donna, Uomo, Bambino, Gioielli, Calzature, Intimo, Accessori, Costumi da bagno, Costumi teatrali, Abiti da Sposa.

    per la Modellistica tra: Donna, Uomo, Bambino, Intimo, Costumi da bagno, Costumi teatrali, Abiti da Sposa.

    Gli studenti avranno inoltre la possibilità di seguire 4 ore di seminario di Fashion Marketing con uno specialista del settore, al quale potranno richiedere tutte le informazioni utili riguardanti le ultime tendenze, le strategie di mercato e le più famose Maison europee.

    All’inizio del corso verrà definito un piano di studi insieme all’insegnante con il quale si deciderà anche il livello appropriato tra il Basic (per chi non ha ancora nessuna esperienza scolastica o lavorativa); Advanced (per chi possiede già una base scolastica); Professional (per chi ha già lavorato o lavora nel mondo della moda).

    Grazie al nostro metodo d’insegnamento il corso offre un aggiornamento esaustivo in breve tempo. Le lezioni a carattere individuale permettono ad ogni studente di scegliere gli argomenti a cui è più interessato e approfondirli.

    La frequenza scolastica può variare a seconda del corso.

    · Il corso di 100 ore prevede 2 lezioni al giorno (mattino + pomeriggio).

    · Il corso di 50 ore di 4 settimane prevede 1 lezione al giorno (da scegliere tra mattino e pomeriggio) quello di 50 ore di 2 settimane prevede 2 lezioni al giorno (mattino + pomeriggio).

    Le lezioni durano 3h ciascuna e si svolgono da lunedì a giovedì nelle seguenti fasce orarie:

    Mattino dalle 9.00 alle 12.00 – Pomeriggio dalle 13.30 alle 16.30.

    Al termine del corso ogni studente riceverà un attestato di frequenza.

    Per iscriversi al corso bisogna compilare il seguente modulo d’iscrizione

    http://www.fashionsummercourse.com/aap_form.htm

  • COLORI E TERRITORI: PERCORSI CROMATICI ALLA SCOPERTA DELLE NOSTRE TERRE

    PassepARTout Unconventional Gallery inaugura dal 21 gennaio al 6 febbraio presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione , 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la Rassegna d’Arte Contemporanea

    COLORI E TERRITORI: PERCORSI CROMATICI ALLA SCOPERTA DELLE NOSTRE TERRE”.

    INAUGURAZIONE SABATO 21 GENNAIO ORE 18,00.

    La serata sarà allietata da un ricco buffet tipico sardo e si concluderà con una JAZZ SESSION di musica dal vivo.

    Espongono:

    Gavino PEDONI
    Marco LAY
    Francesco DAU
    Morgana SCALEA
    Marco MARTALAR


    Presentazione a cura di Luca TAVANI

    Gallerista Elena FERRARI

    info: [email protected] 02.3390506 – 3382144483

  • Il teatro per vivere ogni giorno una vita nuova

    Sappiamo bene quanto sia facile cadere nella routine quotidiana pur non volendo in quanto la vita stessa ci porta a fare sempre le stesse cose e spesso non abbiamo altra possibilità.

    Ma se escludiamo in nostri obblighi perché non fare qualcosa nel tempo libero che ci consenta di essere ogni volta una persona diversa? Questa possibilità ce la da senza dubbio il teatro!
    Fare teatro è una delle più belle passioni che possano avere in quanto ci consente di aprirci verso gli altri e quindi superare le proprie insicurezze e timidezze e allo stesso tempo ci permette di interpretare ogni giorno la vita di qualcun altro.
    Quante volte abbiamo sognato di indossare meravigliosi costumi come quelli delle dame del ‘700? Con il teatro si può in quanto sappiamo bene che alla base di questa attività ci sono proprio i costumi teatrali che ci fanno vivere personaggi e epoche molto lontane da noi.
    Avere la possibilità di interpretare diversi personaggi ci consente anche di divertirci attraverso la sperimentazione di diversi look in quanto se già consideriamo tutte le parrucche che andremo ad indossare ci rendiamo conto di quanti cambi di aspetto faremo.
    Ad ogni modo l’attività teatrale è nota proprio per gli effetti positivi che fa sull’animo, l’umore e il carattere in quanto è un modo per liberare noi stessi e anche per capire chi siamo veramente, o forse per confonderci ancora di più le idee… 😀

  • Il valore del tappeto berbero raccontato dal suo viaggio dall’età antica ad oggi

    Conoscere la storia del Tappeto Berbero serve a comprendere fino in fondo il valore di ogni acquisto, che si rivela sempre un ottimo investimento sia per la qualità dell’espressione artistica da esso rappresentata sia la sua resistenza e durata nel tempo: autentico ponte tra il passato più antico e il design contemporaneo.

    L’essenza della tradizione del tappeto Berbero, infatti, è straordinariamente ricca e densa di richiami a concetti ancestrali e remoti, immutati perché parte della natura umana immutabile, per questo scelta di cultura e raffinatezza anche per il design contemporaneo di interni.
    I tappeti berberi nascono in Africa e prendono il nome dalle tribù berbere nomadi e seminomadi presenti nei paesi della Costa Berbera – Marocco e Algeria, Libia e Tunisia, fin dall’origine tessuti in molto particolare, con telai non fissi, ma in grado di essere trasportati con facilità durante gli spostamenti.L’origine di tappeti berberi è stata fatta risalire addirittura al Paleolitico, periodo in cui nasce l’espressione grafica e pittorica della simbologia profonda umana che anche oggi viene ancora riconosciuta da tutti perché propria dell’immaginario dell’essere umano.

    La tessitura presso le tribù berbere è sempre stata attività e arte femminile, alla donna era infatti delegata la gestione della tenda della famiglia, arricchita e resa confortevole proprio grazie ai tappeti. Le donne dunque tessevano non secondo modelli e misure predefinite, bensì secondo i propri gusti e le reali esigenze della famiglia.
    Ecco dunque spiegato perché i tappeti berberi, antichi e moderni, abbiano dimensioni molto differenti tra loro; si può infatti dire che ciascuna tessitrice li abbia realizzati a misura della propria dimora, dell’uso cui erano destinati e della persona che li avrebbe utilizzati maggiormente.

    I tappeti più piccoli destinati ai bambini come luogo di gioco e riposo e alla celebrazione dei riti religiosi, quelli medi per riscaldare lo spazio per la notte, mentre quelli più grandi, ricchi di colori e raffigurazioni iconografiche, tessuti per arredare la parte della tenda berbera destinata al consumo dei pasti e all’accoglienza degli ospiti.
    I tappeti berberi oggi disponibili negli showroom e nei negozi europei e americani sono il frutto di una selezione e raccolta fatta da esperti presso le zone originali in cui ancora vengono prodotti da cooperative gestite da donne. Le modalità di lavorazione non sono affatto mutate e mantengono inalterate le tecniche di annodatura, i materiali, ma soprattutto le rappresentazioni e i motivi geometrici evocativi anche per l’uomo moderno.

    Una simbologia ancora assolutamente attuale, che nasce dalle emozioni di un mondo antico, femminile, raccolto attorno alla famiglia e agli affetti profondi, ricco di passioni, paure e aspettative verso il futuro come abbondanza, pace e concordia. La durevolezza e resistenza del tappeto berbero è data dall’annodatura, molto fitta e grossa, che ne regala corposità pur mantenendo intatta la morbidezza dalla lana. Per esempio, i tappeti Beni Ourain, esemplari di maggior prestigio della selezione berbera, hanno una struttura molto definita, con un vello morbido e dalla lunghezza di 5 o 6 centimetri solcato da motivi geometrici rappresentazione di concetti come l’abbondanza, la fecondità della terra e la fecondità della donna.

    I Tappeti Beni Ourain grazie a questa loro semplicità ed estrema tradizionalità, la semplice opposizione di bianco e nero naturale (marrone scuro), riescono a riscaldare e arredare qualsiasi tipo di interno contemporaneo e di design: casa o ufficio, soggiorno o cucina. I tappeti Berberi scelti dalla ditta Afolki, sono infatti stati ambientati dai clienti in spazi molto diversi tra loro, sapendo sempre ben adattarsi grazie alle loro misure molto varie e potendo di volta in volta diventare fulcro di un arredamento o viceversa porsi al servizio dell’arredamento per regalare luce e calore.

    Mohamed El Alami, socio fondatore della Ditta Afolki, ha una conoscenza profonda e diretta di come l’artigianato, la raccolta di antichi tappeti e la produzione moderna di nuovi esemplari si sia evoluta in questi ultimi anni ed è a disposizione di coloro che desiderano approfondire l’argomento. Per contatti: [email protected]

    La ditta Afolki partecipa da anni a Maison&Objet di Parigi rappresentando la cultura Berbera alla principale rassegna di arredamento e tendenze di stile per il design contemporaneo. Per vedere la rassegna di tappeti presentati da Afolki a Maison&Objet di Parigi lo scorso settembre potete vedere sul sito Afolki l’album fotografico Link

  • Leombianchi presente a due eventi artistici molto importanti: la 54esima Biennale di Venezia e la rassegna di arte contemporanea “For Esta Terra”

    Nato a Milano, Giovanni Leombianchi ha frequentato i corsi di Domenico Cantatore a Brera e partecipato alla vita artistica milanese, conoscendo nei loro studi i maestri Ibrahim Kodra, Gianni Dova, Lucio Fontana, Carmelo Cappello e a Rovereto il futurista Fortunato Depero, oltre ai più giovani Pietro Gentili, Marco Magrini e Ho Kan, cogliendo dal vivo, negli anni ‘70, i fermenti artistici milanesi. La sua attività artistica è iniziata a metà degli anni ’50 imprimendo nelle sue tele una forte ispirazione ecologica, acuita dalla distruzione della natura da parte dell’uomo a partire dal secondo Novecento.

    Questo è uno dei motivi per cui è stato presente alla rassegna di arte contemporanea che si è tenuta allo STUDIO D’ARS di Milano dal 13 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012, “For Esta Terra”. Il 2011 è stato dichiarato dall’ONU anno internazionale delle foreste; i venti artisti invitati a partecipare alla mostra hanno rappresentato altrettante sfumature di armonia e contrasto tra materie grezze e gesto umano. L’opera esposta da Leombianchi è intitolata “L’albero del Mondo”.

    Altro evento di grande rilievo in cui Leombianchi è presente è la 54esima Biennale di Venezia dal titolo “L’ARTE NON E’ COSA NOSTRA”, a cura di Vittorio Sgarbi. La Biennale si conclude idealmente a Torino con una mostra (dal 17 dicembre 2011 al 30 Gennaio 2012) che vuole sviluppare un forte senso di democrazia nell’arte, contro la sempre più crescente omologazione dei valori di mercato; secondo questa Esposizione, ciò che vale in un’opera è in primo luogo l’emozione che trasmette. Al Padiglione Italia – Salone Nervi, Giovanni Leombianchi è presente con due opere dal titolo “Sole-Girasole: Macro e Micro Cosmo” e “Ascesa-Migrazione verso l’Alto”.

    http://www.leombianchi.it

    http://www.facebook.com/#!/profile.php?id=100002678291848

  • In scadenza: Seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale “Oubliette”, 31 gennaio 2012

    Proroga della Seconda edizione del Concorso Letterario Nazionale “Oubliette” promosso dalla web-magazine “OublietteMagazine”. La scadenza per l’invio dei componimenti è stata prorogata al 31 gennaio 2012.

    Regolamento:
    1. Il concorso nazionale letterario “Oubliette 02” è promosso dalla web-magazine “Oubliette”. Il concorso è riservato ai maggiori di 18 anni. Il tema è libero.

    2. Articolato in 4 sezioni:
    A. Libro di Prosa edito (volume edito pubblicato a partire dal 2005)
    B. Libro di Poesia edito (volume edito pubblicato a partire dal 2005)
    C. Poesia inedita (senza limite di lunghezza)
    D. Poesia edita (poesia edita in volume pubblicato a partire dal 2005, senza limite di lunghezza)

    3. Per le sezioni A e B, ogni libro va inviato in 1 copia con indicazione di dati anagrafici dell’autore, indirizzo, numero di telefono, indirizzo email, sezione alla quale si partecipa, firma e dichiarazione di accettazione del regolamento.
    Per le sezioni C e D, ogni poesia va inviata in 2 copie, una anonima ed una con i dati anagrafici dell’autore, indirizzo, numero di telefono, indirizzo email, titolo della poesia, sezione alla quale si partecipa, firma e dichiarazione di accettazione del regolamento.

    Ogni concorrente può partecipare a più sezioni e con max 3 poesie o libri editi.
    La sezione A comprende romanzi, raccolte di racconti, racconti lunghi, ebook, saggi, critiche, trattati, opere teatrali.

    4. Saranno assegnati premi ai primi tre classificati di ogni sezione. Altri riconoscimenti potranno essere attribuiti secondo il giudizio della giuria.

    PREMI:
    Sezione A
    1° classificato: Video Libro (Booktrailer) dal valore di € 1,000
    2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito
    Sezione B
    1° classificato: Video Libro (Booktrailer) dal valore di € 1,000
    2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito
    Sezione C
    1° classificato: Video Poesia (VideoPoetry) dal valore di € 500
    2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito
    Sezione D
    1° classificato: Video Poesia (VideoPoetry) dal valore di € 500
    2° e 3° classificato: Recensione critica e pubblicazione sul sito

    5. È stabilita una quota di adesione, per parziale copertura delle spese amministrative, di € 10 per le sezioni A e B, di € 5 per le sezioni C e D. Sono consentite due modalità di invio della quota di adesione: tramite versamento bancario (cod.IBAN: IT05H0101544041000070064603, intestato ad Alessia Mocci ) indicando sulla casuale “Concorso Letterario Oubliette”, oppure inviando la somma all’interno del plico con l’opera partecipante al concorso.
    La quota indicata è da intendersi singola per libro o poesia inviata.

    6. Gli elaborati e la quota di adesione vanno spediti entro e non oltre il 31 gennaio 2012 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo:

    “Concorso Letterario Oubliette”
    Presso Segreteria Alessia Mocci
    Via Mazzini 55
    09039 Villacidro (VS)

    Oppure attraverso email all’indirizzo [email protected] (per le sezioni A e B inviare il .pdf del libro edito; per le sezioni C e D inviare in due allegati, uno con solo il testo ed uno con testo più dati necessari e sopra indicati) indicando nell’oggetto “partecipazione concorso”.
    Il versamento della quota relativa alla propria sezione di partecipazione nel caso di invio del materiale via email si potrà eseguire con bonifico bancario (cod.IBAN: IT05H0101544041000070064603, intestato ad Alessia Mocci) scrivendo sulla casuale “Concorso Letterario Oubliette”.
    Le opere inviate anche se non premiate non verranno restituite.

    7. L’organizzazione del concorso, si riserva di utilizzare i testi delle poesie meritevoli, senza nulla aver a pretendere da parte degli stessi autori, per pubblicazioni sul sito internet.

    8. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. I nominativi dei giurati saranno resi noti con la pubblicazione dei risultati del Concorso.

    9. I concorrenti premiati e non che, per ragioni personali o di curriculum, vogliano ricevere un Attestato di Partecipazione possono richiederlo versando la quota di € 5,00 (quale spesa di stampa ed invio postale) accreditando l’importo con bonifico bancario (cod.IBAN: IT05H0101544041000070064603, intestato ad Alessia Mocci ) scrivendo sulla casuale “Concorso Letterario Oubliette”.

    10. Il concorso non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy o di qualunque altro atto non conforme alla legge compiuto dall’autore nonché di eventuali danneggiamenti, furti o ritardi postali.

    11. I risultati del Concorso saranno pubblicati nel mese di marzo 2012 sul sito internet http://oubliettemagazine.com/, sui canali Facebook del concorso, e con comunicazione privata ai vincitori tramite contatto telefonico, lettera od e-mail. Il premio per i primi classificati sarà inviato senza alcuna spesa all’indirizzo che i concorrenti avranno comunicato.

    12. L’inoltro di curriculum dell’autore non è obbligatorio ma è graditissimo pur non essendo di alcun valore di merito rispetto a coloro che non lo presenteranno.

    13. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

    14. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: [email protected] indicando nell’oggetto “info concorso”, oppure attraverso l’account Facebook:
    http://www.facebook.com/profile.php?id=100002062119386

    15. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

    Fonte:
    http://oubliettemagazine.com/2011/11/19/proroga-seconda-edizione-del-concorso-letterario-nazionale-oubliette/

  • Avere o Essere?

    Sabato 14 Gennaio 2012 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra collettiva degli artisti: Luca Amendola, Sofia Bucci, Elisa Cesca, Andrea Delfini, Alina Ditot, Renato Esposito, Tiziano Fiorenzani.
    La mostra è dedicata all’indagine sull’interpretazione artistica del concetto di “Avere” e di “Essere” ispirata all’omonimo saggio di Eric Fromm.

    Vista

    Presenta
    Avere o Essere?
    Mostra Collettiva

    DURATA: 14 – 27 Gennaio 2012
    INAUGURAZIONE: sabato 14 Gennaio 2012 h:18.30
    ORARI: martedì /venerdì 15.30 – 19.30; sabato 17.30 – 20.00
    LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
    CURATRICE: Mara Valente
    COLLABORATRICE: Arianna Romano
    INFO: tel. 06.45449756; [email protected], [email protected]

    “Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.
    L’idea della mostra Avere o Essere? e’ stata ispirata dall’omonimo saggio di Eric Fromm del 1976.
    L’ “Avere” e’ impersonato da una società consumistica, dove il possesso risulta essere la condizione essenziale.
    La condizione dell’ “Essere”, più emotiva e’ rivolta all’osservazione delle cose, il tempo futuro riveste una maggiore importanza che il passato.
    Un “Avere” deve possedere un fiore, lo coglie, lo fa suo.
    Un “Essere” ne contempla la bellezza, godendo di questo, percependolo per immaginare altri orizzonti.
    Qual’e’ quindi la modalità a cui bisogna tendere?
    Questo e’ l’interrogativo che viene posto agli artisti ai quali viene richiesto di rispondere tramite le loro opere.

  • Novità in libreria: Uno sceriffo qualunque di Andrea Rezzonico, Watson Edizioni

    La Watson Edizioni, casa editrice romana, ha il piacere di presentarvi una nuova pubblicazione dal titolo “Uno sceriffo qualunque”.

    Un thriller ambientato nella metà del XIX secolo in un piccolo villaggio nel cuore degli Stati Uniti.

    L’autore, Andrea Rezzonico, è nato a Latina il 19 settembre 1984. Dopo il diploma, ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Roma Tre”. Finalista in alcuni premi letterari, esordisce nel 2009 con la sua prima raccolta di racconti umoristici, “Non è vita da timidi”, edito da Iacobelli, che ottiene un buon riscontro a livello di pubblico e di critica (segnalato, fra gli altri, da Il Messaggero ed Ulisse). Di lui hanno detto: “L’ironia è la migliore amica della sua vita”.

    In “Uno sceriffo qualunque” viene narrata la curiosa avventura di Harold Zapruder, giovane praticante di uno studio legale del Massachusetts, che arriva in uno sperduto e decadente paesino per raccogliere l’eredità di uno zio che non ha mai conosciuto; qui, però, scopre di essere stato ingannato: dopo un veloce colloquio con un bolso e ottuso vicesceriffo – l’ultima autorità rimasta in un villaggio in cui tutti sembrano darsi alla fuga – il ragazzo scopre non solo che lo zio è vivo e vegeto, ma che è altresì bisognoso di un cospicuo aiuto economico.

    Pare infatti che lo zio, l’anziano medico del paese, abbia contratto numerosi debiti e perciò, per evitare di essere condannato a passare gli ultimi anni di vita in prigione, abbia inscenato la sua morte per attirare a sé il nipote, sperando di poter ricevere da lui un qualche aiuto.

    Harold, ovviamente, non intende affatto farsi carico dei problemi dello zio e così decide di ripartire; poiché la partenza non è possibile prima di una settimana, è costretto suo malgrado a soggiornare presso il saloon, dove conosce la bella e affascinante proprietaria del locale, Kate, che per il momento rappresenta la sua principale fonte di informazioni sul villaggio e sui suoi abitanti.

    Lo stile de “Uno sceriffo qualunque” è ironico e volutamente lineare, allo scopo di non rendere ostica la lettura e di intrattenere piacevolmente il lettore.

    Il titolo dell’opera allude al modo in cui il protagonista viene nominato sceriffo: dato che quest’incarico viene assegnato solo per la totale mancanza di altri candidati e non per qualche caratteristica peculiare dello stesso, Harold può benissimo essere definito come “uno sceriffo qualunque”.

    Vi lascio il sito della casa editrice per ordinare il libro e riceverlo direttamente a casa:

    http://www.watsonedizioni.it/

    ISBN 9788890444425

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa Watson Edizioni

  • Il ricamo diventa solidale

    Questa antica arte tutta la femminile, importata dal Medio Oriente con gli arazzi e poi diffusa sia nei salotti dell’aristocrazia femminile di tutta Europa che nelle famiglie del popolo, dove a colpi di ago e filo colorati si decoravano i tessuti.

    Lenzuola, fodere, centrini, tovaglie e tovaglioli assumevano vesti personali e preziose diventando delle piccole opere d’arte da tramandare da generazione in generazione. Oggi questa, che un tempo era considerata un professione per le donne del popolo ed un hobby per le donne aristocratiche, è stata pian piano soppiantata dall’arrivo delle industria tessile e dalle macchine tampografiche e macchine da ricamo.

    Solo in piccoli centri, lontano dal clamore delle città, c’è ancora qualcuno che con dedicazione e pazienza si cimenta in questa arte tutta la femminile. Alcuni musei tentano di ridare luce a questi manufatti dall’alto valore, ridando splendore e dignità a pizzi, merletti e ricami.

    E’ quello che è successo a Schio in Provincia di Vicenza, dove è stato riaperto l’”Angolo delle creazioni al femminile” dove si potranno acquistare ricami e altre decorazioni a tema natalizio; il ricavato andrà alla Croce Rossa. A Molfetta , invece, ci sarà la Mostra Mercato “Arca di Filo” dove si potranno ammirare ed acquistare manufatti di grande valore artistico prodotti dalle anziane della Onlus Don Antonio Grittani.

    Qui lenzuola, camice da notte, coperte vengono decorate con i più ricercati filet e punto croce, le sale della mostra sono state allestite con mobili antichi e tutto ha un sapore romantico e vintage allo stesso tempo.

  • Mostra Fotografica “VERAFOTOGRAFIA”

    Presso l’Ecomuseo “Le Terre del Brenta” si inaugurerà “veraFotografia”, verra’ presentato il nuovo progetto espositivo del collettivo di verafotografia, composto da ANDREA CHIGGIATO e MATTEO MUNARIN, l’esperienza visiva si snoda in un percorso composto da venti immagini, dove la fotografia ed il fare fotografia sono i protagonisti assoluti.
    L’uomo e gli strumenti hanno un denominatore comune nella luce che governa e dirige la permanenza di ogni cosa, l’immagine fotografica si sviluppa in un istante da un singolo punto riempiendo il mondo intero.
    La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Dolo, Comune di Fiesso d’Artico, Comune di Mira, Comune di Stra e A.P.T. Ambito di Venezia e in collaborazione con lo studio grafico Dmzdesign e Csmb (Centro Salute Mente e Bellezza) resterà aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2011 .

    Dal 7 gennaio – al 21 gennaio 2011

    Ecomuseo “Le Terre del Brenta” – Via Don Minzoni, 26 – Mira Porte (VE) – info 041 4266284

    Orari: martedì e giovedì 10/12 – mercoledì e venerdì 15/17 – sabato 10/12 e 15/17

    INGRESSO LIBERO

    http://www.ecomuseoterredelbrenta.it

    sito web: http://www.verafotografia.it
    sito web: http://www.matteomunarin.it
    sito web: http://www.andreachiggiato.it