Categoria: Arte e Cultura

  • Creare abiti da sole, cosa serve?

    Ultimamente è esplosa una nuova moda, in tutti i sensi. Stiamo parlando dell’autoproduzione di abiti, gonne, maglio pantaloni, accessori di vario tipo. Se la vostra passione è sfogliare le riviste di moda e osservare attentamente i nuovi look e tendenze, i colori delle stagione, i tagli e le forme, allora forse dovreste leggere fino in fondo quest’articolo.

    Se pensate che un abito sia un qualcosa in più di un semplice capo di vestiario che serve per coprirsi, se pensate che il modo di apparire e di conseguenza anche la scelta del look sia anche l’espressione di carattere e personalità … siete nel posto giusto e soprattutto non siete le uniche J

    L’ultima tendenza in fatto di moda è il cimentarsi nell’autoproduzione di vestiti ed accessori. Molte donne hanno trovato in questo hobby una vera espressione, concreta e soddisfacente, della propria creatività e manualità. L’autoproduzione di abiti non è così difficile come può sembrare, anzi … una volta acquisiti i primi rudimenti e i macchinari giusti è possibili poter toccare con mano il prodotto della vostre fantasie in termini di gonne, giacche, abiti in un turbine di colori e forme.

    Tutto questo non può prescindere da una buona macchina da cucire ed una macchina da ricamo con accessori come gli aghi Groz Beckert. Molto importante è anche la scelta di un buon modello di macchine tempografiche. La macchina tempografica serve a incidere o a tagliare il tessuto permettendo un altissimo margine di precisione. In internet ci sono molti tutorial che insegnano, in maniera chiara e semplice, i primi passi verso questa antica arte tutta al femminile.

  • Nati sotto Saturno: Figure di artisti tra genialità e follia

    L’associazione L’Altra P..Arte è lieta di aprire il nuovo anno con una serata dedicata ad alcuni tra gli artisti più significativi di sempre, scoprendone, attraverso l’esame delle opere e di quanto tramandato dalle fonti, le personalità passionali, inquiete, violente, eccentriche, stravaganti fino ai limiti del patologico ma comunque sempre originali e geniali. Dopo una rapida introduzione dedicata alla figura dell’artista “saturnino” e “folle” in quanto vero e proprio topos letterario che attraversa la cultura occidentale fin dall’antichità ed un excursus sul tema e l’iconografia della Malinconia (Dürer, Michelangelo, Guercino, Fetti) verranno indagate le straordinarie figure di Hieronymus Bosch, Piero di Cosimo, Jacopo Pontormo, Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi, il Parmigianino, Benvenuto Cellini, Michelangelo Merisi da Caravaggio, Giovan Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Giovanni Battista Piranesi. Dal Rinascimento al Settecento un viaggio unico e non accademico all’interno della storia dell’arte ed un’occasione importante per avvicinarsi in maniera nuova ed originale ad alcuni dei più grandi geni della storia umana.

    Mercoledì 18 Gennaio
    ore 20.45

    “SALA ZAVATTINI” c/o “AAMOD”
    Via Ostiense nr.106
    [max 30 persone]

    per info e prenotazioni: www.laltraparte.com[email protected]

  • Mostra Fotografica “VERAFOTOGRAFIA”

    Presso l’Ecomuseo “Le Terre del Brenta” si inaugurerà “veraFotografia”, verra’ presentato il nuovo progetto espositivo del collettivo di verafotografia, composto da ANDREA CHIGGIATO e MATTEO MUNARIN, l’esperienza visiva si snoda in un percorso composto da venti immagini, dove la fotografia ed il fare fotografia sono i protagonisti assoluti.
    L’uomo e gli strumenti hanno un denominatore comune nella luce che governa e dirige la permanenza di ogni cosa, l’immagine fotografica si sviluppa in un istante da un singolo punto riempiendo il mondo intero.
    La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Dolo, Comune di Fiesso d’Artico, Comune di Mira, Comune di Stra e A.P.T. Ambito di Venezia e in collaborazione con lo studio grafico Dmzdesign e Csmb (Centro Salute Mente e Bellezza) resterà aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2011 .

    Dal 7 gennaio – al 21 gennaio 2011

    Ecomuseo “Le Terre del Brenta” – Via Don Minzoni, 26 – Mira Porte (VE) – info 041 4266284

    Orari: martedì e giovedì 10/12 – mercoledì e venerdì 15/17 – sabato 10/12 e 15/17

    INGRESSO LIBERO

    http://www.ecomuseoterredelbrenta.it

    sito web: http://www.verafotografia.it
    sito web: http://www.matteomunarin.it
    sito web: http://www.andreachiggiato.it

  • Alchimia: cos’è e come nasce

    Nell’ambito del mondo della magia, dell’universo del sensitivo e tra le pratiche più comuni, come i legamenti d’amore, esiste anche un’arte magica particolare che prende il nome di alchimia. Se ne parla tanto ma poco si sa in realtà di questa pratica.

    Quindi che cos’è l’alchimia?

    La parola alchimia deriva dall’arabo Al-Kimia, dove il prefisso Al sta ad indicare l’Essere Supremo, mente la parola Kimia significa semplicemente chimica; la loro congiunzione da come esito “scienza di Dio”. E’ quindi evidente che chimica non è quella che noi comunemente intendiamo, ma una scienza molto più complessa che ha come scopo quello di perfezionare il corpo umano con l’aiuto della natura.

    L’alchimia in sostanza spiega che la materia possiede tre principi fondamentali, ovvero lo zolfo, il mercurio e il sale, principi che mescolati tra loro danno come esito un nuovo corpo. Ne consegue che l’alchimista è costantemente alla ricerca di nuove combinazioni, oltre ad essere sempre alla ricerca della cosiddetta pietra filosofale che al suo interno comprende due principali aspetti, ovvero la medicina universale e trasmutazione dei metalli.

    In un primo momento l’alchimia veniva chiamata anche Spagiria e tra i suoi primi studiosi ci furono i filosofi, i medici e gli astrologi; furono questi a tramandare la loro conoscenza ai discendenti e nei secoli successivi all’alchimia si dedicarono nobili, cavalieri, chierici, ma anche re ed addirittura Papi. Fu grazie a questi studiosi che negli anni è stato possibile raccogliere molti materiali in una serie di volumi preziosissimi che però spesso costituiscono un vero e proprio enigma vista la vasta presenza di simboli difficilmente decifrabili.

  • Secondo appuntamento con il “Presepe Vivente – Città di Tarquinia 2011”

    Dopo il grande successo dell’esordio, il “Presepe Vivente – Città di Tarquinia 2011” torna con il secondo appuntamento domenica 1° gennaio 2012. Dalle ore 17.00 alle ore 19.30 il centro storico della città rivivrà le atmosfere della Betlemme del I secolo dopo Cristo. Da piazza San Martino (ingresso in via Antica) brulicante di contadini, il visitatore percorrerà la cupa via degli Archi, la strada “dei lebbrosi”, per raggiungere piazza Santo Stefano, dimora della corte di re Erode e opulento mercato in cui incontrare un campionario di varia umanità, e proseguire in via della Cateratta, dove, in un ambiente raccolto e intimo, è stata allestita la Natività. Un emozionante viaggio del tempo che, solo nel giorno di Santo Stefano, ha saputo stupire oltre 3500 persone. Il biglietto per assistere alla rappresentazione, dal costo di 3 euro, si potrà acquistare presso i due punti vendita in piazza Giacomo Matteotti.

    Il “Presepe Vivente – Città di Tarquinia 2011” è organizzato dall’assessorato al Turismo del Comune di Tarquinia, con il sostegno della BCC della Tuscia e in collaborazione con la diocesi di Civitavecchia – Tarquinia, l’Università Agraria, le associazioni Tarquinia Viva, Pro Tarquinia e Anziani con l’Hobby del Modellismo, il comitato di San Martino e il Consiglio Comunale dei Giovani.

  • 2012: UOMO – MONDO, L’ULTIMO ROUND

    Umorismo & Satira in Concorso

    Torino, 1 gennaio 2012 – In attesa della catastrofe profetizzata dai Maya, sbarca on line la disfida umoristica lanciata dal Caus. Numerosissime le adesioni delle maggiori firme dell’umorismo nazionale, fra cui Origone, Trojano, Giuliano, Dalla Battista, Paparelli, Del Vaglio ed altri.

    Ciascun umorista, ha interpretato la fine del mondo in modo originale: dagli scongiuri ai veggenti; dal patteggiamento con Dio, al male incarnato nella finanza globale, nella politica sporca e nella religione corrotta. Svariate le tecniche utilizzate: disegno, collage, computer grafica, con stili quali: humor nero, satira, ironia e grottesco.

    Tra i non professionisti, la giuria ha ritenuto di premiare alcune vignette inserendole tra quelle dei più noti artisti. In ordine: Gianni Da Pozzo, Vincendo Ampolo, Fabio Patria, Claudio Guasti, Luigi Mondo & Stefania Del Principe, Enrico Modròvich Corti, Max Vaunter ed Enrico Arlandini.

    Scarica le opere dal sito http://facebookfunnyfightprize.weebly.com/index.html

    Il Concorso “2012: Uomo – mondo, l’ultimo roud”, ideato da Raffaele Palma e Piero Ferraris, è finalmente on line. Connettetevi in fretta per una sana risata; non sappiamo il giorno dell’inizio della fine. Noi, intanto, saremo impegnati nel collaudo della Navetta Spaziale “Caus Uno”, con cui abbandoneremo il pianeta.

    L’adesione all’iniziativa è stata massiccia, angosciata ed ovviamente aliena da ogni speranza. Anche perché gli umoristi che hanno inviato elaborati ottimistici li abbiamo rifiutati. Ai migliori elaborati non professionistici non è stato riconosciuto alcun premio in denaro, titoli, preziosi… che cosa se ne farebbero gli autori?

    Massimo risalto a tutti sul sito http://facebookfunnyfightprize.weebly.com/index.html

    Scoprite le opere cliccando direttamente sui nomi

    Dino Aloi
    Enrico Arlandini
    Vincenzo Ampolo
    Aldo Bortolotti
    Franco Bruna
    Gianni Chiostri
    Lido Contemori
    Gianni Da Pozzo
    Paolo Del Vaglio
    Milko Dalla Battista
    Piero Ferraris
    Giuliano
    Claudio Guasti
    Emilio Isca

    Luigi Mondo & Stefania Del Principe
    Matita di Rob

    Enrico Modròvich Corti
    Origone
    Danilo Paparelli
    Fabio Patria
    Raffaele Palma
    Ugo Sajini
    Gianni Soria
    Achille Superbi
    Marino Tarizzo
    Lucio Trojano
    Max Vaunter
    Mario Vota

    Per informazioni in extremis: CAUS – [email protected]

  • In uscita “Meditazioni al femminile” di Michela Zanarella, Sangel Edizioni

    …quel carnale e innocente sfiorarsi dei corpi, …immagini, similitudini e paragoni che sbocciano improvvisi e fascinosi… quel tanto di arcano che aleggia e impregna gran parte del suo dire poetico…

    Con MEDITAZIONI AL FEMMINILE, Michela Zanarella conferma la sua cifra stilistica ed affida all’originalità delle immagini, all’azzardo delle similitudini, a metafore mai pevedibili e, a volte, addirittura spiazzanti, gli esiti più felici del suo discorso poetico.

    Da gennaio 2012 MEDITAZIONI AL FEMMINILE di Michela Zanarella sarà disponibile nelle migliori librerie nazionali e tramite il sito ufficiale della Sangel Edizioni: http://eshop.sangeledizioni.com/

    ” Dammi luce e polline vivo/in forma di brividi/ tu che sei uomo e arcipelago in trasparenza/sul mio seno./Nel curvare liscio di schiene e profumo,/il destino è già pioggia, /memoria d’azzurro maturo”

    Booktrailer su Youtube:

    http://www.youtube.com/watch?v=rOHAa9V26Hk

    MEDITAZIONI AL FEMMINILE, Michela Zanarella – Sangel Edizioni – € 10,00 –

    Giusmik Ufficio Stampa

  • Maschere Veneziane Medico della Peste le origini

    La tradizione delle maschere veneziane risale ancora al tempo del medioevo, il loro uso originario era quello di nascondere l’identità della persona. Un caso a parte è invece la Maschera “Medico della Peste” la quale è stata ideata e realizzata da un medico francese.

    La maschera Medico della Peste non nasce come travestimento di carnevale, anche se come tale è anche usato praticamente da quando è nato, e non nasce neppure come maschera della commedia.

    Il nome stesso della maschera sta ad indicare che venne ideata nella fase storica in cui comparve la peste in Europa. Lo studio e la progettazione della maschera Medico della Peste fu eseguita da un medico francese “Charles de Lormar” nel 1500 ed era una divisa che i medici erano tenuti a portare durante le pestilenze.

    Composta di lunga tunica nera, stivaloni, guanti, cuffia e cappello tutti cerati e impermeabili, è completata dalla tipica maschera bianca dal lungo becco, nel quale son poste erbe e spezie medicamentose che si pensava proteggessero dal contagio, con gli occhi protetti da lenti,e lunga stecca, con cui i medici scostavano bende e lenzuoli dai malati, che mai avrebbero toccato.

    Per far rivivere il clima di terrore vissuto negli anni della peste riportiamo un estratto della lettera scritta da Alvise Zen, “medico della peste“, a monsieur d’Audreville qualche anno dopo l’epidemia che decimò la popolazione di Venezia.

    “Ah! mio caro amico, nemmeno le guerre e le carestie offrivano uno spettacolo così desolato. La Repubblica approntò subito una serie di provvedimenti per arginare l’epidemia: furono nominati delegati per controllare la pulizia delle case, vietare la vendita di alimenti pericolosi, chiudere i luoghi pubblici, perfino le chiese. I detenuti vennero arruolati come “pizzegamorti” o monatti. Potevamo circolare liberamente solo noi medici. Gli infermieri e i becchini dovevano portare segni distintivi visibili anche da lontano; noi indossavamo una lunga veste chiusa, guanti, stivaloni e ci coprivamo il volto con una maschera dal naso lungo e adunco e occhialoni che ci conferivano un aspetto spaventevole.

    Alzavamo le vesti dei malati con un lungo bastone e operavamo i bubboni con bisturi lunghi come pertiche. Uomini e donne malati venivano portati nell’isola del Lazzaretto Vecchio; le persone che erano state a contatto con gli appestati erano invece trasferite in quella del Lazzaretto Nuovo per più di venti giorni a scopo cautelativo. Su una nave era stata issata una forca per giustiziare i trasgressori delle ordinanze igieniche e alimentari. La peste straziava i corpi che erano ricoperti da “fignoli, pustole, smanie” e mandavano un odore fetido. I ricchi morivano come i poveri. Volete sapere quanti Veneziani se ne andarono al Padreterno? Ottantamila, pensate, in diciassette mesi; dodicimila nel novembre del 1630; in un solo giorno, il 9, furono cinquecentonovantacinque.”

    Le più belle ed originali maschere veneziane Medico della Peste le trovate nel sito della Italian Styles, ove è possibile acquistare le maschere veneziane originali ad un prezzo ragionevole.

  • “Il muro ha un suono” a Palazzo dei Normanni

    Palermo: dopo il successo della retrospettiva dedicata a Christo e Jeanne Claude (08.07.20111 – 08.01.2012), Palazzo Reale aprirà la stagione espositiva del 2012 con la prima personale di BIOS Vincent a Palermo dal titolo “Il muro ha un suono”, a cura di Martina Cavallarin. La mostra sarà ospitata nelle Sale Duca di Montalto dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012.

    Le più alte cariche del Parlamento Siciliano accoglieranno gli invitati a Palazzo Reale con una cerimonia d’inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 19:00. Per l’occasione, un’inedita performance dal forte impatto emotivo introdurrà alla visione della prima personale di BIOS a Palermo, celebrazione dell’atteso ritorno dell’artista trapanese nella sua terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.

    La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d’eccezione URSA Italia SrL.

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva.


    LA MOSTRA

    Una mostra coraggiosa, da vedere e sentire, quella di BIOS, che conferma l’attenzione del Parlamento Siciliano per le dinamiche di contaminazione che i linguaggi dell’arte contemporanea sono capaci di attivare e che si pone come una sfida volta alla ricostruzione della memoria.

    BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, tra performance e installazione, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell’artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni, 40 imponenti muri, avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie.

    BIOS indaga la dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance – in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni – e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo – come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

    Pannelli, cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, installazioni a parete con numeri, parole, lettere, segni violentati dall’uso determinato e mirato di armi da fuoco: BIOS invita a guardare il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue opere. Un’operazione artistica volta a proteggere la memoria che nella superficie di cemento – simbolo del “muro” inteso come barriera urbana o mentale, preclusione, carcerazione o difesa – s’incunea come le pallottole che la trafiggono per espandere il silenzio e non smarrire il ricordo – afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

    “Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.


    LA SEDE

    Il Palazzo Reale o dei Normanni di Palermo, fu eretto durante la dominazione araba, con caratteristiche tipicamente difensive, nel luogo più alto della città, sopra un insediamento punico ubicato nella sezione sottostante le attuali Sale Duca di Montalto. Trasformato in Palazzo Reale dai Normanni, che ne fecero il centro nevralgico della città, con Federico II di Svevia diventò cuore pulsante della cultura del Regno. Oggi è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, cioè del Parlamento Siciliano. Le Sale Duca di Montalto ospitano mostre d’arte contemporanea di carattere istituzionale.


    L’ARTISTA

    BIOS Vincent

    è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976

    Installazioni di grande formato a parete e mixed media sono le tecniche utilizzate nella sua ricerca, che si focalizza sulla dimensione del sociale, su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche, mentali e la memoria sorda e necessaria.

    Al momento è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l’utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.

    Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.

    SCHEDA INFORMATIVA

    BIOS Vincent | Il muro ha un suono

    a cura di Martina Cavallarin

    dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012

    inaugurazione 13 gennaio 2012 ore 19:00

    Palazzo Reale, Sale Duca di Montalto|Piazza Indipendenza, 1 – 90129 Palermo

    Con il patrocinio di:

    Regione Sicilia | Assemblea della Regione Siciliana | Fondazione Federico II

    Sponsor:

    URSA Italia Srl

    Con il contributo di: Galleria Affiche – Milano | Galleria 71 – Palermo

    Organizzazione: Associazione Sicilia Promotion

    Direzione scientifica: Scatola Bianca – Venezia

    Progetto espositivo: Studio Premoli Silva

    Concept comunicazione e progetto grafico: Tosi comunicazione

    Orario di apertura: lun-sab: 8:30-17:40; dom e festivi: 8:30-13:00 (la biglietteria chiude un’ora prima del museo)
    Ingresso: 3 euro
    Informazioni: www.federicosecondo.org

    Mail: [email protected]

    Tel: +39 091_6262833

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva

    Ufficio stampa
    Flavia Lanza | ph. +39 340_4265760 |mail: [email protected]

  • Frasi celebri, un autore per ogni occasione

    Frasi celebri per esprimere a parole ciò che senti: filosofi, poeti, politici e scrittori, un autore per ogni emozione da mettere su carta.

    Quando la fantasia non è di aiuto e hai bisogno di un’idea che esprima ciò che senti, affidati a chi ha saputo scrivere prima di te emozioni e sentimenti con l’inchiostro. Che si tratti di una festa, di un anniversario o di un giorno qualunque, il genio degli autori celebri può esserti di aiuto per lasciare una parte di te a chi ami.

    Frasi celebri può essere un punto di riferimento per ogni giorno dell’anno: hai bisogno di una poesia da dedicare a tua madre? Di una frase per la festa del papà? Ti basta collegarti al sito e cercare ‘argomento che ti interessa, il risultato saranno decine di frasi tra cui scegliere per fare felice chi ti è accanto.

    Autori celebri e autori ancora sconosciuti, un insieme di creazioni che hanno inserito su carta i sentimenti con sapienza e delicatezza, utilizzando un linguaggio semplice ma d’effetto. Se creazioni del genere sono giunte sino a noi è solo grazie alla bellezza dei loro versi: non privarti di un’occasione del genere, fai bella figura, stupisci il prossimo e affidati alle parole delle frasi celebri più belle.

    Leggi, analizza, confronta e infine scegli quella giusta, nulla è lasciato al caso, nemmeno la suddivisione in argomenti presente nel sito. Per ogni occasione una frase celebre da dedicare, per ogni momento un biglietto da non dimenticare e uno stupore che ricorderai per tutta la vita.

    Fidati di chi ha fatto la storia, lascia parlare loro al tuo posto e non avrai altro da chiedere. Frasi celebri che aspettano solo che tu le scelga, il resto apparterrà solo a te e alla tua memoria.