Categoria: Arte e Cultura

  • Finissage Must Have di Marcello Reboani

    Calici in alto e brindisi con le bolllicine per festeggiare insieme agli appassionati e agli addetti ai lavori, mercoledì 15 febbraio, il successo della personale di Marcello Reboani, Must Have, curata da Melissa Proietti e allestita nella cornice degli spazi espositivi della Galleria La Nuvola di Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari, a Roma. Una mostra che conclude il suo percorso in uno spazio che più must non avrebbe potuto essere. È nel cortile della galleria, in via Margutta 51/a, infatti, che sono state girate alcune scene di Vacanze romane, il celebre film con Gregory Peck e Audrey Hepburn diretto da William Wyler nel 1953.

    Icona di bellezza ed eleganza la Hepburn così come icone di stile sono le circa trenta opere che compongo la mostra Must Have: dalle seducenti Kelly bag alle versatili All Star Converse, dalle classiche Marlboro all’intramontabile Nikon. Opere che hanno conquistato il pubblico, la critica e soprattutto il web che in un tam tam propagatosi a colpi di click da un sito all’altro è stato letteralmente invaso dallo spirito fashion ed ecologico dei Must Have di Reboani. Un segno evidente dell’eccellenza dell’artista, abile nel far fermentare, sotto la patina luccicante e glamour degli oggetti icona concretizzati in chiave pop, tutto il suo universo materiale originato con materiali di recupero.

    Must Have non attinge soltanto dal panorama fashion ma ne diventa anche parte integrante. “Oggetti del desiderio” sono diventati lo stesso logo della mostra, trasformato in uno sticker ricercatissimo e il catalogo bilingue edito dalla casa editrice Maretti. Un volume che in modo dinamico e colorato racconta il percorso poliforme di Marcello Reboani, una sorta di guest-book in cui il lavoro e la personalità dell’artista sono delineati attraverso i ricordi di amici speciali, gocce d’inchiostro e di memoria tratteggiate sul foglio come fossero appena uscite dalla macchina da scrivere. L’introduzione del catalogo è di Barbara Martusciello e i testi di Melissa Proietti, Fabio Falsaperla, Adriana Mulassano, Francesca Molteni, Paolo Falcone, Eduardo Montefusco, Maurizio Piccirilli, Federica Naj-Oleari e Chiara Rapaccini.

    Le opere della mostra Must Have in tecnica mista, stratificazioni, tavole in legno sovrapposte e mescolate ad alluminio, rame, acciaio, vetro e piombo da metà febbraio partiranno per un tour che farà tappa in una delle location must delle vacanze invernali. Dai prestigiosi spazi della Galleria La Nuvola di via Margutta, infatti, la personale Must Have approderà nell’elegante e rinomato Hotel Ambra di Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti, fra negozi chic e locali glamour, dove rimarrà in esposizione fino a Pasqua. Parterre d’eccezione per una personale di prestigio che renderà ancor più indimenticabili le prossime settimane bianche.

  • Opening Nuova Sede – kaarina Kaikkonen, Having Hope

    L’artista finlandese, già alla seconda personale presso la galleria, realizzerà un progetto pensato appositamente per la nuova sede, utilizzando abiti usati e scarpe da donna, portatori anonimi di storie e memoria, che sono l’elemento che maggiormente contraddistingue la sua ricerca.
    L’intervento di Kaarina si articola in due parti, una prima parte con un’installazione dal titolo The Queen of the Night realizzata con sole scarpe da donna ritagliate nelle forme più svariate e applicate alle pareti della galleria a formare quasi elementi naturali.

    La seconda parte invece consiste in una serie di opere scultoree, realizzate con abiti da uomo usati, la cui consistenza materica richiama una forte presenza umana.

    In entrambi i casi i confini tra scultura e installazione lasciano spazio a forme e immagini che ridefiniscono l’ambiente e le cose secondo nuovi modelli visivi.

    Il progetto di Kaarina proseguirà in Italia con altre due prestigiose tappe: la Collezione Maramotti e il MAXXI.
    La prima tappa, il 25 febbraio presso la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, prevede una grande installazione site specific dal titolo Are We Still Going On? pensata per la ex fabbrica di abbigliamento Max Mara (ora sede della Collezione). La seconda tappa ad aprile nella piazza del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma, dove l’artista realizzerà una seconda grande installazione, Towards Tomorrow. Tutti e tre i progetti nascono con il patrocinio ed in collaborazione con l’Ambasciata di Finlandia a Roma.

    In occasione del trasferimento presso la nuova sede la Z2O Galleria sarà co-diretta da Sara Zanin e Micol Veller

    Kaarina Kaikkonen è nata nel 1952 a Lisalmi (Finlandia). Vive e lavora ad Helsinki.

    Tra le personali mostre personali ricordiamo: Is There a Better Future? Critical Mass, International Public Art Project, San Pietroburgo (2011), Hiding Memories, Humanscape, Spazio Museale di Palazzo Tornielli, Ameno (2011), I Would Have Wanted To Blossom Out, Galerie Forsblom, Helsinki (2011), Changes of Directions, Tampere Museum of Contemporary Art, Tampere (2009), From Generation to Generation, Roma Z2O Galleria | Sara Zanin e Fondazione Pastificio Cerere (2009), Kaarina KaikkonenOulo Taidemuseo – Oulu City Art Museum, Oulu City (2009), Kaarina Kaikkonen, l´Espal, Le Mans, Francia (2008), Kaarina Kaikkonen, Galerie Forsblom, Helsinki (2008), Forget-Me-Not, Korjaamo Culture Factory, Helsinki (2008), Oh My God, Vestfossen Kunstlaboratorium, Vestfossen (2007), Like A Bridge Over Troubled Water, Echigo-Tsumari Art Triennial, Niigata (2006), Across the Deep, Bass Museum of Art, Miami (2006), Kaarina Kaikkonen, Charlottenborg, Copenhagen (2006), The Presence of Absence, Remy Toledo Gallery, New York, USA (2006), Way, Helsinki Cathedral, Helsinki, Finlandia (2000).

    Tra le maggiori mostre collettive ricordiamo: As A Tree I Can Feel The Wind, progetto per Art Miami, Miami (2011), A Connection, United States of Europe, FabrySTREFA, Lodz, Polonia (2011), IL CAOS – conflicts, Isola di San Servolo, evento collaterale, 54ª Biennale di Venezia (2011), , Memory- new International sculpture, Rosenfeld Porcini, Londra (2011), No Longer Empty, Governor Island, New York (2010), Memory Traces, Ludwig Museum, Koblenz (2010), 6ª Biennale di Liverpool, Touched, Liverpool, UK (2010), Biennale di Vancouver 2009-2011, in–TRANSIT– ion, Vancouver, Canada, (2010), And It Was Empty, Cairo 11ª Biennale, Cairo, Egitto (2008), My Space, PAN – Palazzo delle Arti, Napoli (2008), Inner Borders, The State Hermitage Museum, St. Petersburg (2007), Omniart, Art Basel-Miami, Miami, USA (2004), Havana 8ª Biennale, Cabana Fortaleza, Havana, Cuba (2003), Transitions, Malmö Art Museum, Svezia (2000), Nature of Paper, The Center of Polish Sculpture, Oronsko, Polonia (1993-94).

    L’artista sarà presente all’inaugurazione.

  • In scadenza: Gara Poetica Valentino VS Faustino 2012

    Regolamento:

    1. La Gara Poetica “Valentino VS Faustino” è promossa dalla web-magazine “OublietteMagazine”. La gara poetica è riservata ai maggiori di 16 anni. La gara poetica è gratuita. Una gara poetica che mette a confronto una celebre festività San Valentino (la giornata degli innamorati, 14 febbraio) e la meno celebre San Faustino (la giornata dei single, 15 febbraio).

    2. Articolata in 2 sezioni:

    A. Poesia Valentino (poesia sull’essere innamorati)

    B. Poesia Faustino (poesia sull’essere single)

    3. Per la sezione A si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, sezione alla quale si partecipa, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

    Per la sezione B si partecipa inserendo la propria poesia sotto forma di commento sotto questo stesso bando indicando nome, cognome, sezione alla quale si partecipa, dichiarazione di accettazione del regolamento. Si può partecipare con poesie edite ed inedite.

    Le poesie senza nome, cognome, sezione alla quale si partecipa, e dichiarazione di accettazione del regolamento NON saranno pubblicate perché squalificate.

    Ogni concorrente può partecipare alle due sezioni ma con una sola poesia per sezione.

    4. Per ogni sezione ci saranno tre vincitori. Tutti i vincitori riceveranno come premio, direttamente a casa, la novità di OublietteMagazine: le spillette con il logo.

    Per la sezione A la spilletta bianca e nera, per la sezione B la spilletta nera.

    5. La scadenza per l’invio delle poesie, come commento sotto questo stesso, bando è fissata per il 16 febbraio 2012.

    6. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile. La giuria è composta da:

    Alessia Mocci (Dott. in Lettere, redattrice e critico letterario)

    Rebecca Mais (Collaboratrice Oubliette)

    Alessandro Pilia (Collaboratore Oubliette)

    Carla Casu (Poeta)

    Luca Gamberini (Poeta)

    Alessandro Bertolino (Poeta)

    7. Il concorso non si assume alcuna responsabilità su eventuali plagi, dati non veritieri, violazione della privacy.

    8. Si esortano i concorrenti per un invio sollecito senza attendere gli ultimi giorni utili, onde facilitare le operazioni di coordinamento. La collaborazione in tal senso sarà sentitamente apprezzata.

    9. La segreteria è a disposizione per ogni informazione e delucidazione per email: [email protected] indicando nell’oggetto “info gara poetica” (NON si partecipa via email ma direttamente sotto il bando), oppure attraverso l’account Facebook:

    http://www.facebook.com/profile.php?id=100002075267230

    10. La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai soli fini istituzionali(legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione dal concorso.

    Fonte e link diretto per partecipare:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/01/gara-poetica-valentino-vs-faustino-2012/

  • Novità per la formazione su Microsoft Project 2010

    Torino, 09 febbraio 2012

    La European School of Project Management ha razionalizzato la propria offerta formativa in ambito Microsoft Project introducendo due nuovi corsi progettati in base al livello di competenza dei partecipanti:

    Microsoft Project 2010 – corso base

    Microsoft Project 2010 – corso avanzato

    I due corsi andranno a sostituire i corsi Microsoft Project Full Edition e Update to MS Project 2010, cui hanno preso parte con soddisfazione centinaia di professionisti nel corso degli ultimi due anni.

    Ecco una breve descrizione dei nuovi corsi:

    Microsoft Project 2010 – corso base

    Un corso pratico e interattivo progettato per andare incontro alle esigenze di chi si accinge ad utilizzare MS Project per la prima volta e desidera apprendere le basi del più completo e diffuso strumento di pianificazione e controllo di progetto.

    Microsoft Project 2010 – corso avanzato.

    Creare schedulazioni resource-leveled, stabilire baselines, gestire i costi di progetto e produrre reportistica efficace per sfruttare al meglio le potenzialità del programma. Con questo corso Project Manager e Team Leader apprenderanno ad impostare e gestire al meglio un piano di progetto sfruttando le funzionalità avanzate di MS Project contestualizzate con i gruppi di processo della PMbok Guide e dello standard Prince2®.

    Per maggiori informazioni, si rimanda al link:

    http://www.espm.eu/index.php/it/corsi/calendario-corsi/strumenti-e-tecnologie

    Per informazioni sui corsi a calendario e sulle modalità di erogazione dei corsi di formazione potete contattare la segreteria didattica all’indirizzo: [email protected]

  • Lorenzo Spurio e Sandra Carresi: “Ritorno ad Ancona e altre storie”

    Sarà disponibile nelle librerie tradizionali e on-line già nelle prossime settimane Ritorno ad Ancona e altre storie, libro scritto dal giovane jesino Lorenzo Spurio assieme alla scrittrice fiorentina Sandra Carresi. La pubblicazione è stata curata dalla neonata casa editrice Lettere Animate diretta da Roberto Incagnoli; il libro uscirà nella collana “Insieme” diretta da Antonella Ronzulli che nella sua presentazione osserva: “Il primo numero della Collana Insieme è “Ritorno ad Ancona e altre storie” una scelta editoriale precisa e voluta, perché ne rappresenta il vero significato. Lorenzo Spurio e Sandra Carresi, vivono due mondi differenti, in una realtà maschile e una femminile. Grazie alla loro amicizia, hanno unito l’esperienza del loro vissuto, l’approccio alla vita quotidiana stessa, e la fantasia, creando un libro di pregevole qualità. La scrittura perfetta e coinvolgente, le storie attuali, arricchite da affascinanti descrizioni dei luoghi, conducono il lettore a immedesimarsi nei protagonisti stessi, a porsi interrogativi sulle scelte attuate, forse anche a riconoscersi in loro“.

    Il libro si snoda attraverso tre racconti dagli squarci quotidiani che non mancano però di richiamare il lettore su una serie di temi importanti: amore, amicizia, debolezze e sofferenze. In questo percorso i due autori fondono i loro stili con maestria rendendo la lettura piacevole e appassionante. Il critico e recensionista Marzia Carocci ha osservato: “i nostri autori ci porteranno passo dopo passo in una vita d’ordinaria normalità e proprio come ogni vita, sottoposta agli eventi continui, fatti di dubbi e paure, certezze e timori, ostacoli e constatazioni presenti nel cammino comune d’ogni mortale, quel cammino che a volte ci porta ad un bivio che ha bisogno di risposte e decisioni che dobbiamo cercare solo dentro di noi”.

    Il libro è in pre-ordine dal sito della casa editrice Lettere Animate, dove sarà possibile vedere anche il mini-spot dell’opera e gli aggiornamenti e la sua evoluzione, un nuovo modo di fare editoria per giovani talenti come Lorenzo Spurio. Nelle prossime settimane sarà invece possibile ordinarlo tramite qualsiasi libreria tradizionale o on-line.

    Lorenzo Spurio è nato a Jesi nel 1985. Ha ottenuto la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne all’università di Perugia. Ha scritto alcuni saggi su alcune opere letterarie, tra cui una raccolta di saggi su Jane Eyre, editi da Lulu Edizioni. Ha pubblicato vari racconti su riviste di cultura e letteratura italiana tra cui Inverso, Sagarana, Reti di Dedalus, Aeolo e Osservatorio Letterario. E’ redattore della rivista Segreti di Pulcinella e gestore di Blog Letteratura e Cultura dove pubblica suoi testi, recensioni e analisi critiche.

    Sandra Carresi, fiorentina di nascita, è moglie e madre. Ha lavorato per vari anni presso l’ARCI provinciale di Firenze. L’amore verso la scrittura nasce invece con lei. Ha pubblicato alcune raccolte di poesie (Una donna in autunno, 2010 e Dalla vetrata incantata, 2011) e raccolte di racconti (Battiti d’ali nel mondo delle favole, 2008 e Non mi abbraccio mi strizzo, 2009). Collabora attivamente con suoi testi al sito Racconti Oltre.

  • Nozze dello scrittore Alessio Puliani

    Alessio Puliani è nato a Tivoli nel 1972 e dal 2009 vive tra gli Stati Uniti e l’Italia. Ex imprenditore nel settore delle compravendite immobiliari, dal 2010 si dedica alla scrittura e alla letteratura e per una parte dell’anno risiede nel Maine da dove trae l’ispirazione. 50 miles è il suo primo romanzo. Il matrimonio avvenuto in una Roma innevata lo vede sorridente accanto alla bella moglie, Rita Grippo. Per mazzolino? Niente di meglio che il libro del neo-marito.

    www.50miles.it

  • Intervista di Alessia Mocci a Sonia Consolo Giaccotto ed al suo L’ombrello, Rupe Mutevole Edizioni

    “Quanto volte ci soffermiamo a pensare che chi ci sta di fronte non è una solo funzione sociale ma è una persona?”

    Un interrogativo spiazzante quant’è veritiero. In questo modo Sonia Consolo Giaccotto risponde alla domanda sulla differenza tra il surreale ed il reale ne “L’ombrello”, edito nel gennaio 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”. Un breve romanzo con un protagonista inusuale: Marcello, un ombrello con una sua propria coscienza che vive la sua vita da oggetto pensante. Un libro che sforna, in ogni pagina, delle occasioni per riflettere sulla quotidianità e sull’imprevedibilità degli eventi.

    Sonia Consolo Giaccotto è stata molto disponibile nel rispondere a qualche domanda sulla sua nuova pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: Quando hai iniziato a scrivere?

    Sonia Consolo Giaccotto: Scrivo da sempre, da quando ne ho memoria: scrivere è sempre stato per me quasi un conforto nel mio privato, così come anche la lettura. Insieme, la lettura e la scrittura, hanno riempito gli spazi più intimi del mio tempo. Solo da poco ho sentito l’esigenza di scrivere pubblicamente, di cercare un dialogo col mondo esterno sulle emozioni del mio scrivere, sulle introspezioni che le parole portano alla luce. È stato in occasione di un dolore molto intenso, per la perdita terrena di una persona da me molto, molto amata, che ho pubblicato, per la prima volta un mio scritto sul social network facebook: era una poesia.

    Scrivere in poesia e in narrativa è per me molto diverso, anche se egualmente appagante.

    Con la poesia emergono sensazioni molto intime, a volte ignote anche a me stessa: sono emozioni intense ma fugaci che fisso nella scrittura eterna di un verso, cristallizzando l’attimo e sottraendolo così all’oblio. Nelle mie poesie vivo sia l’emozione sensuale dell’amore e della passione che la malinconia che da sempre ha accompagnato la mia vita ..

    Scrivere in narrativa libera invece la mia fantasia: la mia narrativa la definirei molto scorrevole e semplice, condita da una sottile vena ironica. I miei personaggi sono sempre dipinti nel loro più intimo esistere, in una visione anche introspettiva: mi piace conoscerli e farli conoscere profondamente, mettere a nudo la loro anima ed i loro pensieri così come faccio io con me stessa, nella mia poesia. È questo il nesso del mio scrivere, il significato del diverso approccio al mondo della parola. Scrivo tanto, per me scrivere è aria pura; soffro la quotidianità anzi più che la quotidianità la ripetitività insita nel vivere quotidiano, soffro la massimizzazione di questa società che ci vuole tutti uguali o comunque rientranti in degli schemi di comodo, cerco l’individuo, la sua essenziale unicità, lo cerco tanto nella vita in cui i rapporti superficiali mi annoiano quanto nelle mie opere, cerco un incontro di anime e quando ciò, anche se raramente, accade, allora sento il miracolo della vita.

    A.M.: Un titolo – oggetto. Che cosa rappresenta per te l’ombrello?

    Sonia Consolo Giaccotto: L’ombrello per me rappresenta … posso dire una creatura?

    Questo oggetto vive: senza cibo, senza acqua, si nutre solo delle emozioni dell’anima.

    È un piccola creatura che già dal suo primo vagito si domanda quale sia il suo posto al mondo, il suo ruolo, la sua funzione. E, una volta appreso, ha un istante di sbigottimento, quasi paura. L’ombrello, come me, non intende soccombere alla rigida etichettatura che mondo e società gli vogliono tatuare, facendogli credere che la sua funzione si esaurisca nel mero ruolo di proteggere l’uomo da pioggia, neve e grandine. E così, pur prendendo coscienza di ciò, da un gruppi di vecchi saggi, ormai straziati dalla vita ed abbandonati, perché inservibili,

    non si arrende ad una vita così limitativa, scopre le emozioni, lavora su stesso, si nutre di queste emozioni umane attendendo trepidante quei rari istanti in cui ciò accade… anche un solo istante da senso a tutta la vita.

    Che dire, penso sia chiara la metafora con ognuno di noi stessi, con la nostra società ed i suoi infiniti interrogativi che vanno dal ruolo marginale degli anziani ( i vecchi saggi) relegati in un angolo ed abbandonati a se stessi, poiché ormai inservibili e quindi non più in grado di assolvere al loro ruolo sociale, al senso della vita, alle domande che ciascuno di noi, quotidianamente si pone. L’ombrello sono io.

    A.M.: Chi è Marcello?

    Sonia Consolo Giaccotto: Marcello è la parte umana di questo oggetto, un oggetto insignificante proprio perché molto comune, passa di mano in mano, di proprietario in proprietario, alla ricerca di chi possa nutrire per lui un affetto sincero e lo rispetti e lo curi e … lo tenga con lui per sempre. Marcello si trova in una posizione di assoluta passività, essendo un ombrello non ha alcuna autonomia, non può muoversi e andare dove vuole, non può scegliere, deve essere scelto, può amare, ma questo amore non lo può manifestare, lo deve tenere per se. In questa situazione molto passiva si percepisce tutta la sofferenza di un animo, il suo urlo silenzioso che nessuno ascolterà…

    Io vorrei che il lettore andasse oltre questa storia, scoprendo tutto ciò che dietro c’è alle spalle di questo ombrello e delle sue avventure. Senza dimenticare il finale, che non voglio svelare e che apre lo spazio a considerazioni molto più variegate.

    A.M.: Reale e surreale. Qual è la loro percentuale in “L’ombrello”?

    Sonia Consolo Giaccotto: Di surreale il mio libro ha solo l’involucro esterno, il suo apparire.

    Certo nessuno di noi si sognerebbe mai di dare un’anima agli oggetti che quotidianamente si usano, ma se andiamo oltre le apparenze ecco le note reali: quante volte noi nella società odierna ci muoviamo ed agiamo, ci rapportiamo con i nostri simili, dimenticando che sono persone, come noi: ci sarebbe un elenco infinito.

    Quanto volte ci soffermiamo a pensare che chi ci sta di fronte non è una solo funzione sociale ma è una persona?

    Vorrei sottolineare anche la considerazione che Marcello ha del denaro, uno scambio di carte colorate che trova senza senso, privo di alcuna emozione: per cui l’inutile affanno alla ricerca di ciò che il denaro non può comprare: le emozioni dell’anima.

    A.M.: Qual è, secondo te, il target di lettori che leggeranno “L’ombrello”?

    Sonia Consolo Giaccotto: Questa domanda mi lascia esitante… vorrei dire una fascia intermedia… ma in realtà vorrei avere la presunzione di non porre limiti… è un libro semplice per chi ci vuole trovare solo un lato giocoso, ma lascia aperta la strada a chi vuole trovare delle domande più profonde in una società che poco considera le persone nella loro individualità… Quante volte ci siamo sentiti trattare da ombrelli, quando siamo stati annoverati in numeri, matricole, percentuali…. È adatto a tutti e spero che lasci qualcosa al lettore.

    A.M.: Quali sono gli scrittori che segui e che ti hanno ispirato?

    Sonia Consolo Giaccotto: Non ho avuto particolari ispirazioni per l’ombrello da autori esterni, mi ha ispirato la vita comune. Leggo di tutto, anche se preferisco letture in cui i personaggi sono molto “elaborati” e si lasciano conoscere. Per fare qualche nome la Allende, Coelho, Modignani, Vitali, Faletti, ma l’autrice che adoro di più in assoluto è la Mazzantini e la sua opera “Venuto al mondo” per me è qualcosa di più di un libro, lo adoro.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

    Sonia Consolo Giaccotto: Mi trovo molto bene con Rupe Mutevole, Silvia Denti è la mia consigliera, mi sento apprezzata e seguita. La consiglierei senza esitare.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2012 che vuoi condividere con noi?

    Sonia Consolo Giaccotto: Ho una grande novità per il 2012 , subito dopo il mio esordio letterario de “l’Ombrello” uscirà il mio primo libro di poesie, sempre edito da Rupe mutevole, dal titolo “Dal cuore all’Eros” e, che farà parte della collana Heroides.

    Sono due opere diverse, che completano la mia esperienza letteraria, con l’occhio sempre volto al futuro e tanta volontà di crescere.

    A.M.: Sonia, ti ringrazio per la spontaneità delle tue risposte ed aspetto con molta curiosità la tua nuova avventura letteraria!

    Notizie su Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/08/intervista-di-alessia-mocci-a-sonia-consolo-giaccotto-ed-al-suo-lombrello-rupe-mutevole-edizioni/

  • Rassegna d’Arte Contemporanea Collettiva “PRESENZE”

    … Tutto questo nasce dalla tua presenza…


    PassepARTout Unconventional Gallery inaugura dall’11 al 27 febbraio presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione , 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la Rassegna d’Arte Contemporanea Collettiva

    PRESENZE”.

    INAUGURAZIONE SABATO 11 FEBBRAIO ORE 18,00.

    La serata sarà allietata da un ricco buffet e si concluderà con una serata dedicata al BURLESQUE.

    Espongono:

    Gabriela Bodin

    Antonio Deodato

    Lucia Cavalli

    Pierangela Bilotta

    Paolo Facchinetti

    Lorenzo Villa

    Roberto Messina

    Giuseppe Savoca

    Giovanni Tarlao

    Fabrizio Bidoli

    Ivan Carella

    Maria Teresa Lombardi

    Giuseppe Samperisi

    Giuseppe Ravizzotti

    Alessandro Sala

    Lorenzo Butturi

    Gabriella Siciliano

    Tommaso de Falco

    Claudio Lomabardi

    Mauro Kronstadiano Fiore

    Luigi Florio

    Fabio Preda


    Presentazione a cura di Luca TAVANI

    Gallerista Elena FERRARI

    info: [email protected] 02.3390506 – 3382144483

  • Il gioco della mantide di Mauro Saracino

    Lo scrittore Mauro Saracino pubblica con la casa editrice Nulla Die il suo secondo romanzo, Il gioco della mantide, un thriller ambientato in Italia, che si discosta così dalla consueta scenografia statunitense, per regalarci un quadro nostrano e sconosciuto della mentalità criminale. Alla luce dei reality che impazzano in televisione, lo scrittore ci mostra a cosa può arrivare il gioco ambiguo di videocamere e microfoni nella vita di un uomo. E Daniele Sennis scoprirà presto quale verità si cela dietro la nobildonna che vuole sposare.

    L’autore

    Mauro Saracino è nato a Roma nel 1979 e ha cominciato a interessarsi della scrittura fin dal liceo. Prima del romanzo Il gioco della mantide, Saracino ha pubblicato il romanzo horror La Casa del Demone, con Asengard Edizioni. È presente un suo racconto, L’ultima verità, nell’antologia 365 storie cattive, curata da Paolo Franchini, i cui proventi sono devoluti all’A.I.S.EA Onlus, associazione di famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante.

    Sinossi del libro

    Un thriller di ambientazione tutta italiana… Daniele Sennis, ex tossicodipendente ed ex modello, è convinto di aver risolto tutti i suoi problemi quando intraprende una relazione con Elisabetta Rumeo: una ricca donna della nobiltà romana. Il loro matrimonio è alle porte, quando lei gli propone un accordo per guadagnarsi la sua fiducia prima che la loro unione diventi definitiva: Sennis deve vivere un giorno intero monitorato da videocamera e microfoni, in modo che lei possa sentire e vedere tutto ciò che fa. L’unica alternativa è rinunciare al matrimonio. Convinto di nascondere i suoi intrighi e mantenere la sua posizione privilegiata, Sennis accetta l’offerta. Ci vorranno pochi minuti nell’ufficio dove Elisabetta gli ha concesso di lavorare per capire che il gioco è molto più complesso di quanto avesse immaginato. La gelosia è infatti solo la punta dell’iceberg e, prima che Sennis riesca a comprendere la realtà dietro la maschera, si troverà a combattere per la propria vita. Stordito, ferito e tormentato dai sensi di colpa sarà costretto ad assistere all’epilogo del macabro spettacolo che lui stesso ha contribuito a mettere in scena.

    Incipit del romanzo

    Daniele Sennis aprì gli occhi, solo per scoprire di essere ancora cieco. Li sentiva lacrimare copiosamente, così come sentiva il bruciore delle pupille, ma quanto a vedere… non c’era niente da fare. Mosse il braccio destro, alla ricerca della sua arma, ottenendo il risultato di risvegliare un altro centro di dolore, rappresentato dal fianco sinistro. Il foro causato dal proiettile dell’uomo che aveva cercato di ucciderlo (pochi minuti prima?

    Era difficile stabilirlo) si trovava poco sotto le costole. Ora che si era risvegliato, anche la sofferenza era tornata.

    Sennis strinse i denti per il dolore e cercò di non lasciarsi scappare neanche un gemito. Non voleva che l’uomo lo sentisse,non prima che lui provasse di nuovo nella mano il gradevole contatto con la pistola. Accolse il dolore, concentrandosi su di esso, lasciando che la sua mente si abituasse al suo pulsare. Non funzionò, alcuni secondi dopo avrebbe desiderato scavare con le unghie nella ferita, pur di strappare via quella sofferenza infernale. Non ricordava se a sinistra ci fosse la milza o il fegato e a dire il vero non contava: non ricordava comunque quale dei due fosse un organo superfluo. O forse era il pancreas? Non era mai stato un genio negli studi. L’ultima volta che si era avvicinato a un libro risaliva a quindici anni prima, ai tempi in cui frequentava il primo anno di ragioneria. L’anno dopo aveva chiuso con gli studi: in ogni caso non credeva che gli avrebbero mai spiegato come intervenire nel caso di uno scontro a fuoco con un cecchino.

    Cercò di nuovo l’arma e tutto ciò che trovò fu un vecchio straccio. Pensò per un istante di appoggiarlo sul fianco per fermare l’emorragia, quindi ci ripensò. Non credeva che mettere un concentrato di batteri simile su una ferita da arma da fuoco fosse una buona idea. E poi, per quanto la maglietta fosse intrisa di sangue, gli sembrava che avesse smesso di sanguinare, anche se, senza l’uso della vista, era impossibile essere certi di alcunché.

    E anche se ti prendessi un’infezione e la ferita andasse in cancrena cosa pensi che cambi allo stato attuale delle cose?

  • Ultimi quaranta secondi della storia del mondo di Stefano Santarsiere

    Per le edizioni Abebooks è disponibile il thriller di Stefano Santarsiere Ultimi quaranta secondi della storia del mondo, un romanzo in formato ebook di quasi 400 pagine. Si tratta del secondo romanzo dello scrittore, seguito a L’arte di Khem del 2005. Un’opera che contiene diversi generi e varie chiavi di lettura, perché Ultimi quaranta secondi della storia del mondo è sì un romanzo thriller, in cui è presente la componente poliziesca, ma in esso si mescolano anche esoterismo e denuncia.

    L’autore

    Stefano Santarsiere è uno scrittore di origini lucane, nato nel 1974. Si interessa di letteratura, cinema e musica, diplomandosi col massimo dei voti alla maturità scientifica e laureandosi in Giurisprudenza nel 1998. Ha pubblicato articoli sul quotidiano Il Corriere del Giorno e sulla rivista mensile lucana Il Segno. Inizia a pubblicare nel 2005, con un suo primo romanzo, a cui seguono nel corso degli anni alcune raccolte di racconti di vari autori:

    • Tutto il Nero dell’Italia (2007): è presente col racconto La cirasa;
    • GialloScacchi – racconti di sangue e di mistero (2008): contiene la sua storia Soluzione finale;
    • Pascoli è precario (2008): il suo racconto si intitola All’ombra.
    • Fingerbooks (2011): nella collana sono presenti i suoi racconti Sortilegio d’Aprile e La verità sulla fine di Loris Faraco.
    • Code di stampa (2011): antologia a scopo benefico che contiene il suo racconto Ciuka!

    Nello stesso anno esce la versione ebook del suo primo romanzo L’Arte di Khem.

    Sinossi del libro

    Con un gesto istintivo, Sparagno si toccò la fondina dietro la giacca, ricavandone un vago senso di colpa. Fece altri passi verso l’altare e il suo sguardo incontrò la statua della Madonna. Si rese conto che non avrebbe voluto guardare quella figura. Quegli occhi. Era come se la statua, insieme all’odore della chiesa che aveva appena digerito la sua ennesima celebrazione, gli suggerisse l’idea di una divinità appagata, che adesso si godeva il silenzio del proprio santuario. E per un secondo solo, Sparagno ebbe paura di disturbare quel silenzio.” È una mattina di agosto quando don Pietro Miraglia, l’amato parroco di un paese lucano, viene assassinato a colpi di martello nei giardini della scuola elementare. A indagare è il commissario Antonio Sparagno, sul quale pesa una vecchia indagine di camorra che ne ha compromesso la carriera e causato il trasferimento nell’odiata Basilicata. Ma l’omicidio rivela al poliziotto un volto imprevedibile di quelle comunità in apparenza tranquille. Diversi personaggi dimostrano legami con la vita (e la morte) della vittima: ad esempio Giovanni Belisario, insegnante vedovo, alle prese con un difficile equilibrio tra il figlio Carlo e l’enigmatica cognata Elena; Roberto Bradadich, giovane in crisi esistenziale che ha abbandonato la città per tornare al passato; Mimmo Coppola, spregiudicato giornalista che vuole sfruttare la tragedia per lanciare la sua emittente. Alla vicenda fa da sfondo un pugno di paesi, legati insieme da un tessuto di boschi e campi, ma anche pozzi di petrolio, masserie diroccate, santuari oggetto di fanatiche venerazioni. Un mondo pervaso da una secolare lotta tra fedi contrapposte, schierate intorno a una misteriosa quanto antichissima Madonna nera. Indagine poliziesca, racconto esoterico, libro di denuncia, Ultimi quaranta secondi della storia del mondo è soprattutto un romanzo spietato, in cui nessuno è al sicuro; un meccanismo che scava nelle menti dei protagonisti e nel passato remoto dell’umanità, rivelandoci che il destino può compiere un cammino lunghissimo, prima di venire a bussare alla nostra porta.

    Incipit del romanzo

    È una messinscena, pensò il professor Belisario, mentre i paesani si affollavano all’imbocco del vialetto della scuola elementare.

    Arrivavano di corsa da ogni angolo di Santerio, pallidi, con il respiro corto. Scorgevano il corpo del prete in mezzo all’erba e si nascondevano il volto dietro le mani. Belisario sentiva il rumore di tacchi sull’asfalto aumentare con il trascorrere dei minuti, sommarsi all’incessante frinire di cicale.

    I rappresentanti dello Stato, invece, erano giunti da Lizzano e da Potenza: figure in tuta bianca con la scritta ‘Polizia scientifica’ a caratteri scuri sulla schiena, che brulicavano all’interno di un’area transennata. In quel pezzo di giardino don Pietro Miraglia era già al di fuori di Santerio, competenza di un’autorità che non riguardava più la gente comune.

    L’idea della messinscena era nata nell’istante in cui Belisario aveva intravisto il cadavere fra le ortiche del giardino della scuola, nella vampa precoce delle nove. Sembrava una nuova forma di misticismo, degna di quell’eccentrico parroco. Una specie di penitenza. O una rimostranza, perché in quel posto c’erano troppe ortiche per un giardino bazzicato da scolaretti; Belisario ne avvertiva l’odore a dieci metri di distanza e gli veniva da pensare ai preparati alle erbe di sua cognata Elena.

    L’unica personalità di Santerio ammessa oltre le transenne era il dottor Mercuri, che si affaccendava intorno al cadavere con aria incredula. I sacchetti di plastica che gli avevano infilato ai piedi lo facevano somigliare a un fantoccio di marzapane. Era un medico di paese abituato a somministrare analgesici e qualche antibiotico, tutto a un tratto alle prese con una faccenda da film.

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