Categoria: Arte e Cultura

  • L’universo Dalì in mostra a Venezia fino al 18 marzo

    Gli abitanti e turisti che questi mesi di inverno soggiorneranno negli alberghi veneziani hanno l’opportunità di visitare nel Museo Diocesano di Sant’Apollonia una delle mostre più interessanti della città negli ultimi tempi, una esibizione che mostra alcune delle facce più sconosciute del poliedrico artista catalano Salvador Dalì e dalla quale nessuno non esce indifferente.


    La mostra conta infatti con una collezione di sculture in bronzo, vetro e oro elaborate dall’artista in vari periodi della sua vita e che in occasioni vanno a richiamare alcuni dei lavori con i quali Dalì diventò internazionalmente famoso: Torero Allucinogeno, Persistenza della Memoria e Venere Spaziale e Elefante Spaziale sono solo due delle sculture che trovano in questa mostra il contesto perfetto per l’introduzione al grande pubblico in vacanza a Venezia.


    L’esibizione include disegni e grafiche del periodo in cui l’artista manteneva una relazione di amicizia che segnò un momento di profondo cambiamento nella sua vita. Quello con Federico Garcia Lorca fu un rapporto artisticamente stimolante, tossico in occasioni e meno positivo per il poeta che per il pittore. Insieme a lui e ai suoi colleghi dell’accademia di belle arti San Fernando, Dali avrebbe conosciuto il cubismo e il dadaismo, le grandi opere classiche e i grandi temi della letteratura universale, i quali avrebbe riprodotto in queste grafiche, uniche nel mondo, e nei suoi primi passi come illustratore di libri.


    In vetrina anche alcune delle opere influenzate dal psicanalista Sigmund Freud, con il quale Dalì instaurò un rapporto quasi paterno filiale. La Lumaca e l’Angelo è l’ecco della dualità e di quello che si nasconde all’interno di tutto essere. Come l’uovo, altro elemento che fascina Dalì, il guscio della lumaca nasconde sotto l’apparenza dura un interiore debole da proteggere e tutelare e la quale scoperta può portare alla liberazione, seppur rischiosa, alla quale dobbiamo aspirare per diventare come la lumaca toccata dall’angelo, un essere che dall’immobilità passa a volare verso gli dei.


    In mostra anche il popolare Elefante Spaziale, interpretazione daliniana del potere, tentazione alla quale sempre secondo l’artista, Sant Antonio non avrebbe resistito e rappresentata da un obelisco. La scultura oggi in esposizione a Venezia è tratta dallo spettacolare dipinto realizzato a New York nel quale quattro elefanti inseguono attraverso il deserto il cavallo-santo Sant Antonio portando addosso le tentazioni in gambe sottili e alte come trampoli.


    Sculture di periodi posteriori sono esposte nella mostra The Dali Universe a Venezia, alcune delle quali appartengono agli anni 70 e alla collezione che il pittore surrealista realizzò per il suo amico Isidoro Clot. Tra le opere esposte, riproduzioni firmate dall’artista come la Venus Spaziale, rappresentazione della deperibilità della bellezza umana e del carattere invece illimitato della bellezza artistica che è eterna.


    Le sculture di vetro sono frutto dalla collaborazione con il negozio-galleria Daum Cristallerie di Parigi negli anni 60, un materiale al quale Dalì si rivolse con frequenza per la creazione di opere alle quali associava una consistenza quasi olografica, virtuale o onirica come Ciclopi.
    Dalì non era sempre stato amato da tutti, come non lo sarà sicuramente da tutti quelli che visiteranno il museo in occasione di una delle loro passeggiate per le gallery Venezia, ma la realtà è che il pittore, poeta e “artista a 360 gradi” come lo si definisce nella sua patria di Figueres, non lascia indifferente nessuno.


    A cura di Alba L
    Prima Posizione Srl – incrementare la produttività

  • Nuovissimo blog di Francesca Dellera, attrice e modella internazionale

    Francesca Dellera

    Finalmente online il nuovissimo blog di Francesca Dellera, la modella e attrice italiana che da sempre incarna in tutto il mondo l’icona della bellezza e della sensualità.

    Francesca Dellera e i grandi Fotografi

    Vedremo una Francesca Dellera così come l’hanno vista i più grandi Maestri di fotografia internazionale, Helmut Newton, Dominique Isserman, Greg Gorman e Michel Comte. Francesca Dellera che appare sulle copertine patinate di riviste nazionali e internazionali.

    Francesca Dellera tra Cinema e TV

    E poi Francesca del cinema che l’ha resa indimenticabile e le ha offerto l’occasione di esprimere al meglio tutta l’intensità di cui è capace.

    Dagli esordi, alla splendida prova con Patroni Griffi, che la vuole come protagonista nel remake di La Romana (interpretazione che le vale il premio tv Telegatto), nel ruolo che fu di Gina Lollobrigida nella versione originale, e che affascinerà Alberto Moravia a tal punto da dedicargli un’intervista (privilegio che solo pochissime attrici hanno avuto).

    E poi tanto cinema ancora per il piccolo schermo: sceneggiati e mini serie al fianco di grandi colleghi come Jeanne Moreau.

    Ma il successo vero, il più duraturo, arriva innegabilmente grazie al genio di Marco Ferreri che immortala l’intensità di Francesca Dellera nel film La Carne, confessando apertamente di considerarla la sua Musa ispiratrice.

    Francesca Dellera e il successo in Francia

    La notorietà acquisita in patria valica in confini e la Francia si innamora di lei, ricambiata.

    Francesca si trasferisce per un certo periodo oltralpe e gira L’orso di peluche con il regista di culto Jacques Deray a fianco di Alain Delon (che sempre con Delon aveva girato l’indimenticabile “La piscina), continuando sempre a posare come modella nelle copertine delle più importanti riviste internazionali.

    Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

    http://blog.libero.it/francescadellera/
    Venite a sbirciare la Francesca Dellera che non conoscete ancora!

  • Intervista di Alessia Mocci ad Enrico Nascimbeni ed al suo Il Non-Amore ai tempi di Facebook, Rupe Mutevole Edizioni

    “[…] scrivere un racconto e una poesia lo possono fare in tantissimi. Ma di scrittori veri e poeti ce ne sono pochi. Ed è giusto che sia così.”

    Enrico Nascimbeni(Verona, 1959) è un cantautore, poeta, scrittore e giornalista italiano. Ha lavorato per giornali quali Il Giorno, L’Arena, L’indipendente, Studio Aperto; moltissime le collaborazioni musicali (Roberto Vecchioni, Syria, Paola Turci, Leonard Cohen, Francesco Baccini, Suzanne Vega) ma non solo, infatti, sono svariati gli album che dal 1977 sono stati prodotti.

    Tre anni fa pubblica “Non-Poesie – L’amore ai tempi di Myspace” riscuotendo un notevole successo, ed nel 2012 “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”, edito dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, con prefazione dell’amico Roberto Vecchioni.

    Componimenti di poesia e riflessione allo stesso tempo, un autore che da vita alle sue emozioni in modo sentimentale, affermandosi autore poliedrico ed umile nei confronti dell’amata Poesia.

    Enrico Nascimbeni è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua nuova pubblicazione e sulla sua presentazione venerdì 17 febbraio 2012 a Sanremo. Buona lettura!

    A.M.: Chi è Enrico Nascimbeni?

    Enrico Nascimbeni: Me lo chiedo spesso anch’io. E non trovo la risposta. Sono un cantautore- autore -giornalista professionista-scrittore. Ma soprattutto sono un sognatore, un ricercatore meticoloso di utopie ed un uomo fortemente fragile. E ho visto che la mia fragilità è così marcata che spesso i sogni e le utopie nelle mia vita e nel mio lavoro sono diventate realtà.

    A.M.: Che cosa significa scrivere?

    Enrico Nascimbeni: Condividere con gli altri la propria realtà, in un reciproco scambio di piccole emozioni quotidiane. Dallo svuotare un vaso di nutella al guardare fuori dalla finestra, sperando in un ritorno.

    A.M.: Sei uno scrittore da carta e penna oppure da tastiera del pc?

    Enrico Nascimbeni: Tutte e due le cose. Anche se io scrivo frasi anche su liste della spesa o locandine pubblicitarie.

    A.M.: “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”. Ci può illustrare le tematiche della tua pubblicazione?

    Enrico Nascimbeni: Un viaggio nelle piccole cose della vita che per un attimo possono diventare immense. Uno sguardo nel ricordo. Un infinito amore per l’amore.

    A.M.: La prefazione è firmata da Roberto Vecchioni. E’ stata una tua scelta?

    Enrico Nascimbeni: Ho fortemente voluto io che Roberto scrivesse la prefazione. Con lui ho diviso il mestiere del cantautore, la vita, gli amori. È il padre-maestro. Chi meglio di lui avrebbe potuto descrivermi?

    A.M.: 17 febbraio 2011 alle ore 18:30 a Sanremo ci sarà la presentazione de “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”. Cosa ti aspetti dall’evento?

    Enrico Nascimbeni: Di coinvolgere il pubblico. E, magari, anche per un solo minuto, condividere con il pubblico un’emozione.

    A.M.: Che cosa ne pensi della casa editrice Rupe Mutevole? La consiglierebbe?

    Enrico Nascimbeni: Una casa editrice che ha il profumo di casa. Gestita da persone di grande sensibilità. Certo che la consiglio. Con una affermazione presuntuosa ma onesta: scrivere un racconto e una poesia lo possono fare in tantissimi. Ma di scrittori veri e poeti ce ne sono pochi. Ed è giusto che sia così.

    A.M.: Altre novità per il 2012? Ci puoi anticipare qualcosa?

    Enrico Nascimbeni: Sto ultimando un libro-biografia su mio padre, Giulio Nascimbeni. Un nuovo album all’orizzonte. Ed un tour musicale che mi porterà dalla Russia a Cuba fino al Venezuela.

    A.A.: Quante novità interessanti Enrico! Grazie per la tua disponibilità e ti auguro un anno pieno del dovuto successo! Inoltre ricordo che venerdì 17 febbraio 2012 alle ore 18:30 Enrico Nascimbeni presenterà “Il Non-Amore ai tempi di Facebook” nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/11/novita-rupe-mutevole-edizioni-presentera-alcuni-suoi-autori-durante-le-giornate-del-festival-di-sanremo/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/02/14/intervista-di-alessia-mocci-ad-enrico-nascimbeni-ed-al-suo-il-non-amore-ai-tempi-di-facebook-rupe-mutevole-edizioni/

  • Nuova edizione del libro “Il Figurino di Moda” Istituto di Moda Burgo

    Il testo viene rivisitato ogni 3 anni per essere sempre al passo con i tempi; in questa edizione sono state aggiunte 24 pagine e apportate varie modifiche: la sezione “Storia del Costume” è stata rivista e corretta, la parte relativa agli “Stilisti del ‘900” è stata rielaborata e tradotta in inglese ed infine sono stati inseriti nuovi figurini. Il libro bilingue (Italiano/Inglese) è ora composto da 400 pagine, 200 disegni e 190 figurini.

    “Il Figurino di Moda” illustra il metodo didattico dell’ Istituto di Moda Burgo con tutti i passaggi per disegnare dei perfetti figurini. Il libro comprende lo studio dell’abbigliamento per donna, uomo, bambino, intimo, costumi da bagno e accessori (calzature, gioielli, borse).
    Nella parte iniziale del libro vengono spiegate le proporzioni e il concetto di dinamicità del corpo, quindi partendo dalla schematizzazione del figurino si arriva al corpo in movimento. Si passa poi ad analizzare singolarmente le varie parti del corpo, ovvero occhi, mani, naso, bocca, piedi e gambe.
    Per quanto riguarda la colorazione del figurino, parte importantissima, vengono illustrate le varie tecniche di sfumatura con la matita e le diverse tecniche di colorazione con la china, le matite colorate, gli acquarelli e infine il pantone, un pennarello utilizzato proprio nell’ambito del design e quindi specifico per questo settore.

    La parte finale del libro è dedicata alla storia del costume e agli stilisti che hanno segnato il ventesimo secolo. Lo studio di questa sezione è fondamentale per comprendere l’evoluzione della moda negli anni.

    Ulteriori informazioni sul nostro materiale didattico sono disponibili al sito

    http://www.fashiontechniques.com/index_ita.html

    Il libro è acquistabile presso la sede dell’Istituto di Moda Burgo in P.zza San Babila 5 oppure online al seguente link http://www.fashiontechniques.com/form_figurino_it.htm

    Contatti:

    Istituto di Moda Burgo
    P.zza San Babila, 5
    20122 Milano
    Tel .
    +39 02 783753
    Fax +39 02 783758
    email:
    [email protected]
    web site:
    www.imb.it

  • San Valentino

    San Valentino è la festa di tutti innamorati ed è usanza in questo giorno scambiarsi regali e scatole di cioccolato o cioccolatini.
    Ma quali sono le origini di questa festa e perché si regalano proprio dei cioccolatini?

    San Valentino si festeggia il 14 febbraio ed ha origine dal santo di Terni che morì lapidato proprio in questo giorno nel 269. La leggenda narra che San Valentino,vescovo all’epoca dei romani, fu condannato a morte dall’imperatore Claudio II perchè aveva unito in matrimonio giovani coppie senza. . .

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  • Per ricordare Antoni Tàpies, notaio del suo tempo

    Lolita Timofeeva. – Maestro, ha mai esposto in Russia?

    Antoni Tàpies. Mai fatto una mostra in Russia, anche perché nessuno me l’ha mai chiesta.

    L.T. – Comunque, ho visto una sua opera a Mosca nel 1998 fra altre opere di Arman, Burri, Fontana. Fu una mostra organizzata con le opere provenienti da una fondazione privata (forse viennese) e per noi, studenti dell’accademia tradizionale, fu sconvolgente vedere un’arte così diversa e impossibile nell’Unione Sovietica a quell’epoca.

    A.T. Non sapevo niente di questa mostra e, in ogni modo, sono piacevolmente sorpreso.

    L.T.- C’è stato periodo nella sua vita in cui lei era profondamente di sinistra. Cosa pensava, allora, della Russia?

    A.T. Come molti intellettuali del mondo, dopo la seconda guerra mondiale ho molto sperato. Ero fiducioso nella Russia, pensando che il suo sistema sociale e politico fosse quello giusto. Non ci era apparso il lato peggiore della dittatura stalinista perché la propaganda sovietica era molto forte. Non abbiamo compreso subito l’ideologia negativa che imprigionava questo paese. Però, poco a poco, ci siamo resi conto della tragedia della gente oppressa, nonostante una straordinaria produzione culturale, nel campo artistico, musicale, letterario. Precisamente, ce ne siamo accorti ascoltando gli esuli russi accorsi a combattere in Spagna durante la guerra civile. Questo sistema socialista era un sistema repressivo.

    L.T.- Qual è il suo rapporto con la letteratura? E la letteratura ha mai influenzato la sua creatività?

    A.T. Amo molto la novellistica, la poesia. Mi sento in una profonda relazione con il mondo intellettuale. I pensatori che mi hanno influenzato da giovane sono stati esistenzialisti, come Sartre o Heidegger. Ho collaborato con molti poeti, anche con il poeta russo Josif Brodsky. Con questo poeta supremo abbiamo realizzato un libro d’artista, con un testo autografo accompagnato da alcune mie opere grafiche.

    L.T. – Secondo lei, la Grande Arte deve avere un impegno politico, deve rispecchiare i valori del tempo?

    A.T. Penso che l’artista sia come una specie di notaio della sua epoca, un testimone. In ogni modo c’è una parte dell’artista che non è estemporanea, è universale. E’ un fatto inedito, mai verificatosi in alcuna altra epoca.

    L.T.- Nel suo lavoro lei usa spesso materiali anomali, come spugna sintetica, paglia e altri materiali.

    A.T. Per la mia ricerca la sperimentazione è importantissima, io faccio molti tentativi, difficili da spiegare attraverso le parole. Sperimento i materiali finché non mi danno una certa sensazione.

    L.T. -Spesso sono materiali destinati a degradarsi nel tempo. Cosa pensa del fatto che i posteri non vedranno le sue opere integre, così come le ha concepite?

    A.T. Cosa penso? Peggio per chi le compra.

    Prato, marzo 1997

  • Quadri famosi: una soluzione per arredare casa

    quadri famosiDove tenere i nostri quadri famosi? Chi di voi nella vita almeno una volta non ha ceduto alla tentazione di acquistare una pittura d’autore?

    Trovata in un mercatino o acquistata all’asta non parliamo solo dei classici del novecento, quadri famosi ce ne sono a migliaia e anche se il loro valore spesso è proibitivo c’è ancora chi può permettersi un piccolo investimento in un’opera secondaria.

    Ma una volta acquistato c’è il problema dell’esposizione. I quadri famosi sono molto delicati, devono essere conservati nel giusto ambiente, con luci speciali e non esposti ad agenti che potrebbero danneggiarli, non è semplice averne cura o difenderli dai male intenzionati, siano essi ladri o donne delle pulizie inesperte.

    E allora è forse il caso di chiuderli in cassaforte e non godere della loro vista? E in questo caso allora, che valore ha l’acquisto solo per investimento futuro?

    In realtà l’arte e creata per essere goduta e anche gli autori di questi quadri famosi inorridirebbero se sapessero che le loro opera al posto di essere esposte vengono tenute in cassaforte per timore di rovinare un investimento di valore. L’arte deve esprimere, e per farlo deve essere goduta non nascosta.

  • Alessandro Nicolini Project Art&More

    ALESSANDRO NICOLINI PROJECT ART&MORE

    “U is Dante Collection” e’ un progetto che unisce arte e interior design, nato dall’artista toscano Alessandro Nicolini, che vanta un’esperienza pluridecennale nel settore luxury good
    Il lungo lavoro di ricerca e di maturazione personale e professionale hanno reso Alessandro Nicolini un creativo poliedrico e capace di stupire per la singolarità delle proprie idee e per l’approccio del tutto singolare verso i vari progetti nel quale si e’ cimentato, donandogli riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, prima fra tutti l’ammissione alla BIENNALE INTERNAZIONALE DI FIRENZE.
    “U is Dante Collection” è la collezione di opere artistiche e di interior design create da Alessandro Nicolini, il cui denominatore comune è la radice nel Made in Italy, ma declinate con una philosophy in stile orientale, una ricerca di equilibrio tra la Divina Commedia di Dante Alighieri e il contemporaneo e moderno momento pittorico.
    Le opere INTERIOR DESIGN, realizzate su carta in stile minimalistico in ricordo del vecchio oriente, sono in formato A4 – quasi a ricordare dei piccoli quadri esposti nelle piccole e minimali case orientali – e la tecnica pittorica con il quale sono state eseguite è l’acrilico.
    Le opere della interior collection si differenziano dalle art collection perchè sono realizzate tutte su una stessa base pittorica ma con impressioni artistiche sempre differenti e hanno un prezzo di 200 € e sono accompagnate da un certificato di autenticita’ che ne garantisce il valore.
    Le opere della ART COLLECTION perseverano nel percorso creativo di rivisitazione contemporanea moderna e concettuale di Dante Alighieri e della Divina Commedia, facendo emergere le sue impressioni creative minimalistiche ma stavolta da un punto di vista più strutturato.
    Le opere della Art Collection sono infatti in formato big picture e si differenziano dalle interior collection perche’ hanno un concetto totalmente dedicato al mondo dell’ arte e non dedicato all’ interior design. Il prezzo di ogni opera è su richiesta e ogni pezzo ha un certificato, come le opere interior collection, che ne garantisce il valore e l’unicità.

    Per ulteriori informazioni

    Alessandro Nicolini Art & More

    https://sites.google.com/site/alessandronicoliniproject/

    MAIL: [email protected]

  • Chiromanzia di cosa si tratta

    Quando si vuole saperne di più del proprio futuro ci si rivolge solitamente ad un sensitivo o comunque ad una persona esperta nelle arti esoteriche, che sappia darci qualche indicazione su ciò che ci accadrà. Tra le tante arte esoteriche alle quali ci si può rivolgere per avere un certo orientamento sul proprio futuro c’è certamente la chiromanzia.

    Il nome deriva dal greco cheir, ovvero mano, e manteia, ovvero divinazione. Si tratta di un’arte esoterica che serve a prevedere alcuni eventi futuri attraverso la lettura delle linee della mano.

    Le origini della chiromanzia sono abbastanza remote e sembra che i primi a praticarla fossero stati gli indiani. Ma la chiromanzia venne praticata anche da noti ed importanti filosofi come Aristotele e Platone, nonché da uomini noti della storia come l’imperatore Augusto che addirittura fu un noto chiromante.

    La chiromanzia è un’arte che permette di ottenere delle informazioni sulla propria personalità e sul proprio futuro grazie alla lettura delle sezioni della mano, le quali offrono delle utilissimi informazioni sulla personalità, le caratteristiche e il futuro dell’individuo che si sottopone alla lettura.

    La chiromanzia viene considerata come una pseudoscienza e si divide in chirologia, la quale si occupa della lettura delle linee dei palmi, e in chironomia, che si occupa invece dello studio della forma delle mani.

    Esistono chiaramente diverse interpretazioni delle linee della mano a seconda delle diverse scuole di chiromanzie, mentre le linee principali sulle quali si fonda la lettura del chiromante sono tre: la linea del cuore, della testa e della vita.

  • Finissage Must Have di Marcello Reboani

    Calici in alto e brindisi con le bolllicine per festeggiare insieme agli appassionati e agli addetti ai lavori, mercoledì 15 febbraio, il successo della personale di Marcello Reboani, Must Have, curata da Melissa Proietti e allestita nella cornice degli spazi espositivi della Galleria La Nuvola di Fabio Falsaperla e Nicoletta Maria Gargari, a Roma. Una mostra che conclude il suo percorso in uno spazio che più must non avrebbe potuto essere. È nel cortile della galleria, in via Margutta 51/a, infatti, che sono state girate alcune scene di Vacanze romane, il celebre film con Gregory Peck e Audrey Hepburn diretto da William Wyler nel 1953.

    Icona di bellezza ed eleganza la Hepburn così come icone di stile sono le circa trenta opere che compongo la mostra Must Have: dalle seducenti Kelly bag alle versatili All Star Converse, dalle classiche Marlboro all’intramontabile Nikon. Opere che hanno conquistato il pubblico, la critica e soprattutto il web che in un tam tam propagatosi a colpi di click da un sito all’altro è stato letteralmente invaso dallo spirito fashion ed ecologico dei Must Have di Reboani. Un segno evidente dell’eccellenza dell’artista, abile nel far fermentare, sotto la patina luccicante e glamour degli oggetti icona concretizzati in chiave pop, tutto il suo universo materiale originato con materiali di recupero.

    Must Have non attinge soltanto dal panorama fashion ma ne diventa anche parte integrante. “Oggetti del desiderio” sono diventati lo stesso logo della mostra, trasformato in uno sticker ricercatissimo e il catalogo bilingue edito dalla casa editrice Maretti. Un volume che in modo dinamico e colorato racconta il percorso poliforme di Marcello Reboani, una sorta di guest-book in cui il lavoro e la personalità dell’artista sono delineati attraverso i ricordi di amici speciali, gocce d’inchiostro e di memoria tratteggiate sul foglio come fossero appena uscite dalla macchina da scrivere. L’introduzione del catalogo è di Barbara Martusciello e i testi di Melissa Proietti, Fabio Falsaperla, Adriana Mulassano, Francesca Molteni, Paolo Falcone, Eduardo Montefusco, Maurizio Piccirilli, Federica Naj-Oleari e Chiara Rapaccini.

    Le opere della mostra Must Have in tecnica mista, stratificazioni, tavole in legno sovrapposte e mescolate ad alluminio, rame, acciaio, vetro e piombo da metà febbraio partiranno per un tour che farà tappa in una delle location must delle vacanze invernali. Dai prestigiosi spazi della Galleria La Nuvola di via Margutta, infatti, la personale Must Have approderà nell’elegante e rinomato Hotel Ambra di Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti, fra negozi chic e locali glamour, dove rimarrà in esposizione fino a Pasqua. Parterre d’eccezione per una personale di prestigio che renderà ancor più indimenticabili le prossime settimane bianche.