Categoria: Arte e Cultura

  • “Siamo tutti napoletani” La personale di Gennaro Regina al Palazzo della Cancelleria

    Una frase, un’idea, un’affermazione da poter condividere: “Siamo tutti napoletani” è la mostra che segna il debutto del maestro Gennaro Regina nella capitale romana, presso il Palazzo della Cancelleria di Stato. Non più un urlo, come quello che fuoriusciva dal Vesuvio, non più una mostra di rottura, ma di protesta silente ed efficace, che nasca da un concetto da poter condividere universalmente. La scelta di tradurre il titolo della mostra: “Siamo tutti napoletani” in 10 lingue diverse, dal francese al cinese, passando per il dialetto napoletano fino al tedesco, nasce dalla convinzione dell’artista che Napoli possa essere la culla cultura del mondo.


    “Siamo tutti napoletani” raccoglie20 dei pezzi più significativi di Gennaro Regina, le impressioni fotografiche di Napoli, suggestive e simboliche, I Vesuvi urlanti caratterizzati dai forti e significativi pigmenti cromatici ed ancora i mille volti e le tante immagini di Napoli. La mostra, presso il Palazzo della Cancelleria di Stato, a Roma, apre il 1 maggio e sarà visitabile fino al 30 maggio.


    Gennaro Regina, napoletano, classe 1965, attribuisce alla tonalità del colore la motivazione primaria del suo linguaggio espressivo. Nelle sue opere, fonde fotografia e pittura partendo da vedute, antiche e moderne, di Napoli. Schizzi e fotografie vengono rielaborate al computer e poi ridefinite con pennellate in un gioco di forti scambi cromatici, quasi emozionali. I suoi paesaggi cromatici vibrano grazie all’utilizzo di accostamenti dialoganti tra loro, forti e leggeri.

    Erede di una famiglia di editori d’arte e librai antiquari, alla fine degli anni Novanta apre con il fratello Vincenzo, “Le Voyage Pittoresque”, un elegante spazio a Napoli, dove oggettistica di lusso, spesso ispirata alle antiche gouaches napoletane, incontra stampe attentamente realizzate dagli artigiani della famiglia, oltre alle opere dello stesso Regina. Nel 2011 il PAN Palazzo delle Arti di Napoli presenta la sua prima personale: L’Urlo del Vesuvio, che si rivela subito un successo di pubblico e critica. Nel 2012 l’artista inaugura un nuovo spazio per l’arte: una factory, proprio come quella newyorkese di Andy Whorol negli anni ’60. Voyage Pittoresque Factory è uno spazio di pensiero, di produzione ed incontro, 750 metri quadrati su più livelli con ampie vetrine sulla strada che cambiano allestimento e destinazione d’uso in base alle esigenze. Non un semplice atelier ma un nuovo modo di concepire l’arte. Un progetto culturale dove sono percepite le idee più che le opere, gli oggetti o i servizi offerti.

    Ufficio stampa

    Dipunto studio tel. 081 681505 www.dipuntostudio.it


  • AMANDA LEAR OSPITE A “DOMENICA LIVE” SI CONFESSA A BARBARA D’URSO

    Amanda Lear, eclettica artista di fama mondiale, è stata ospite di Barbara D’Urso a “Domenica Live” in data 28 aprile 2013. C’è già grande attesa per la sua prestigiosa mostra personale che si terrà in Luglio nella storica “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, organizzata dal Manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte.

    Durante l’intervista della D’Urso, la Lear si è confidata, raccontandosi con simpatica spontaneità e brillante ironia. Ha ripercorso gli anni di carriera, coronata da meritati successi e importanti riconoscimenti, dagli esordi come modella quando si giudicava addirittura poco attraente, perché troppo magra e scafata in viso fino ai tempi odierni, dove si dedica con intensa passione al teatro e in Francia sta ricevendo ottimi consensi, di pubblico e di critica, con lo spettacolo “Lady Oscar“.

    la Lear dice “Gli uomini sono tutti irrimediabilmente bugiardi e noi donne fingiamo, ogni volta, di credere a quanto ci raccontano. Sono una single convinta e appagata e mi dichiaro simbolicamente sposata con il teatro e innamorata del palcoscenico“.

    La Lear ha parlato del forte legame con Salvador Dalì, con cui ha avuto una storia d’amore durata sedici anni, della quale era a conoscenza anche la moglie. Le due donne erano diventate migliori amiche e accettavano questo ménage a tre, nonostante la situazione delicata. La Lear è stata la musa ispiratrice del famoso maestro e lo seguiva ovunque. Di lui ricorda “Dalì era un uomo eccezionale, con una mente davvero molto creativa“.

  • THE WILD CHILD LIVE@MOTORADUNO

    The Wild Child: la passione per il metal oltre i monti ed oltre i confini italiani.

    Parlano di loro molti portali e magazine di settore con recensioni e interviste. Il Tour Radio che coinvolge i The Wild Child è in pieno fermento grazie al supporto di radio web e in fm.

    Intervallano le intense attività promozionali su web e radio ai live partendo il 27 dicembre 2012 a Gordona per proseguire con una grande apertura agli EXILIA il 16 febbraio 2013 e con un concerto tutto loro sabato 23 febbraio 2013 presso il BAR POLICAMPUS a SONDRIO.

    Ma non è finita qui: i The Wild Child inaugurano la stagione estiva partecipando il 4 maggio 2013 ad un motoraduno in occasione del 10° anniversario di Retzi MC che si svolgerà a Samolaco (Sondrio). Vi invitiamo quindi a tenervi aggiornati su date e orari sulla loro pagina fb ufficiale e sul sito di ELFA Promotions.

    Appuntamenti radio

    2 maggio 2013 ore 16

    Radio Venere

    programma: RadioAttivamente

    www.radiovenere.net

    9 maggio 2013 ore 14-15

    Web Radio Vertigo One

    su www.radiovertigo1.com (Web Radio Vertigo One)

    nell’ambito del programma ‘Laboratorio One – Spazio ai Talenti Emergenti’

    conduce: Andrea Mantelli ‘il Geo’

    Replica : 10 maggio ore 22-23

    14 maggio 2013 ore 12 -13,30

    TRS Radio

    Programma: Cookie Time

    www.trsradio.it

    20 maggio 2013 ore 21,30

    Radio Gioiosa Marina

    Programma: Lo Shout

    www.radiogioiosamarina.it

    www.radiogioiosamarina.it

    30 maggio 2013 ore 20

    Quanta radio Roma

    Programma : Amleto

    www.quantaradio.it

    PASSAGGI

    dal 22 aprile al 12 maggio 2013

    il singolo WILD CHILD dei The Wild Child in rotazione su Dimensione Radio

    www.dimensioneradio.com

    Orari passaggi:

    Ecco la scaletta di trasmissione, per la durata di due settimane:

    – lunedì ore 08.00 e 16.00

    – martedì ore 09.00 e 17.00

    – mercoledì ore 10.00 e 18.00

    – giovedì ore 11.00 e 19.00

    – venerdì ore 12.00 e 20.00

    – sabato ore 13.00 e 21.00

    – domenica ore 14.00 e 22.00

    dal 25 aprile al 1° maggio 2013

    Il singolo WILD CHILD dei The Wild Child in rotazione su MYCHANCE ON AIR, format radio musicale in onda su ben 52 radio. Per orari giorni e passaggi leggere l’evento appendice in pubblicazione dal 25 aprile.

    THE WILD CHILD on MYCHANCE ON AIR

    dal 10 maggio 2013

    Web Radio Vertigo One

    su www.radiovertigo1.com

    CONTATTI:

    I TWC li potrete trovare su:

    MYSPACE THE WILD CHILD BAND: http://www.myspace.com/thewildchildband

    OFFICIAL PAGE FB: http://www.facebook.com/pages/The-Wild-Child/46702569485

    Ufficio Stampa e promozione ELFA Promotions

    www.elfapromotions.com

  • Mostra d’arte “Effetto ottico”: a Trastevere, in favore della neonata associazione “Acondroché?”

    Un viaggio nella percezione e nell’evolversi delle forme, perché la diversità non si esaurisce nell’aspetto fisico ma caratterizza anche capacità e aspirazioni. Questa l’idea alla base della mostra d’arte “Effetto ottico” di Valentina Maragnani che si terrà a Roma sabato 4 maggio 2013, dalle 18:00, presso la Galleria Spazio 40 in via dell’Arco di San Callisto 40 (zona Trastevere).

    Il ricavato andrà a sostegno della neonata associazione di volontariato “Acondroché?”, impegnata in favore delle persone affette da acondroplasia, una malattia che ne condiziona la regolare crescita dello scheletro.

    I quadri in esposizione sono un coloratissimo viaggio nella percezione e nel rapporto delle forme. La tecnica di realizzazione nasce dall’insolito incontro di acrilici, olio, china e sanguigna.

    Valentina Maragnani, presidente dell’associazione “Acondroche?”, pone alla base delle sue creazioni l’idea che si può essere diversi non solo per la propria statura‚ ma per le proprie capacità, competenze ed aspirazioni. L’acondroplasia, malattia di cui soffre la stessa artista, è infatti una forma di nanismo che impedisce alla cartilagine di crescere a ritmi normali, portando chi ne è affetto ad avere una statura minuta e tratti caratteristici nel volto. Ma lo sviluppo intellettuale della persona procede normalmente.

    L’associazione “Acondroché?” offre alle persone acondroplasiche gli strumenti per uscire dalla possibile situazione di pregiudizio e stigma sociale e lo fa offrendo laboratori‚ incontri informativi‚ servizi di consulenza giuridica‚ logistica e sanitaria.

    Per ulteriori informazioni:

    tel. 06/87860189 – 333.6774920 – facebook www.facebook.com/acondroche.volontariato

    mail [email protected] – web http://acondroche.wordpress.com

    Per informazioni stampa:

    Ufficio stampa SPES – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio

    Tel. 06.44702178 – E-mail [email protected]

    Web www.volontariato.lazio.it

  • Dal 4 al 18 maggio, a Monterotondo, un’antologica rende omaggio all’artista Guido Aloise, il pittore-poeta dell’animo umano

    Roma, 4 maggio 2013 – Dal 4 al 18 maggio, a Monterotondo, presso lo Showroom di Paola Romano (Via Giovanni Pascoli, 10/A), una mostra antologica dal titolo “Ricordando Guido” rende omaggio a Guido Aloise (1925-1986), “un uomo e un artista” – come ricorda Giuseppe Selvaggi – “di limpida lealtà”.

    Capace di utilizzare tecniche e linguaggi diversi (dall’olio su tela e tavola alla matita, dal carboncino alla tempera, dalla creta alla lavorazione su lastre d’oro), Aloise è un pittore straordinario e dalla sensibilità unica, perfettamente espressa in lavori che, come scrive Ettore Della Giovanna, “sono come i sogni di Baudelaire, che chiedeva alle donne di essere belle di un bellezza che avvince e tristi di una tristezza che soggioga”.

    L’esposizione, a ingresso libero, con la quale la famiglia ha scelto di rendere omaggio all’artista e all’uomo, padre e marito, punta a valorizzare e a divulgare la sua opera e offre al pubblico la possibilità di ammirare uno spaccato importante della sua vasta e ricca attività. In mostra circa 50 pezzi, un’ampia raccolta di lavori pittorici, oli su tela o tavola, che rappresentano un interessante viaggio all’interno delle tematiche della sua produzione espresse dalle variazioni cromatiche dei diversi periodi: dal fortissimo legame con la sua terra d’origine, spesso concepita come madre e ritratta nei pochi paesaggi e nei molti componimenti onirici e di denuncia sociale, al mondo dei sogni e dell’inconscio fino alle atmosfere tristi e raffinate in cui si ritrovano le rappresentazioni simboliche di eroi malinconici e perdenti come Pulcinella e Don Chisciotte.

    Figura eclettica, nell’arte e nella vita, Guido Aloise, calabrese di nascita e romano d’adozione, dimostra fin da bambino un’innata capacità artistica premiata anche da alcuni concorsi indetti per le scuole elementari. Dopo un breve periodo all’Accademia di Belle Arti, incalzato dagli eventi bellici, decide di lasciare gli studi e cercare lavoro. Non per questo abbandona però la passione per l’arte che, anzi, per un lungo periodo riesce addirittura a far convivere con altri mestieri: il disegnatore tecnico-elettronico, il cartellonista cinematografico, l’illustratore di “affiches” pubblicitarie, il fotografo e addirittura l’attore di fotoromanzi. Intanto prende parte a note collettive, che gli valgono consensi di critica e pubblico, e, dal 1960, espone in mostre personali sia in Italia che all’estero. In questo periodo la sua produzione è caratterizzata da atmosfere cupe e da colori scuri, che sono l’espressione delle angosce e dei tumulti di un’epoca carica di conflitti sociali e accadimenti tragici. E’ solo con la fine degli anni ’70 e con il decennio successivo che la tavolozza si accende e la luce si fa strada nelle tele dell’artista, che diventano molto più vibranti e, forse, anche più sicure nel tratto e nella pennellata. Sono queste le opere della maturità, quelle in cui trovano spazio i quadri a carattere onirico, veri e propri racconti dell’inconscio, dove le paure e il trauma infantile per la perdita della madre, vissuto come un abbandono, sono ben visibili e ricorrenti. Intanto dal 1976, rassicurato anche dalla sempre maggiore richiesta da parte di galleristi e mercanti, decide di dedicarsi completamente alla pittura. La ricerca di forme espressive sempre nuove lo porta frattanto a cimentarsi anche nella scultura e nella riproduzione dei suoi lavori su lastre d’oro. Artista autodidatta dallo spiccato talento, Aloise dipinge per un bisogno istintuale, emotivo, quasi terapeutico tanto che la sua pittura è una sorta di “analisi psicologica”, come dimostra anche la sua attenzione verso il mondo dei sogni. Di indole indipendente, non cede ai compromessi o ai sodalizi politici, non si nasconde dietro la tessera di un partito o tra le fila dei pittori maledetti, non frequenta gli ambienti che contano e non è un “radical chic”. La droga non fa per lui così come la sperimentazione di “tecniche estreme”. Tutto questo lo rende poco appetibile agli occhi della Roma pseudo-intellettuale del periodo. Ciononostante il pubblico e alcuni critici attenti riconoscono la profondità del suo talento e ammirano i suoi lavori, sia quando sono volti a rappresentare tematiche sociali o oniriche, sia quando sono soltanto purezza figurativa ed estetica. Da ricordare, tra i suoi lavori, l’affresco dell’altare maggiore nella Chiesa di Sant’Aniello a Cosenza, monumentale e stupenda raffigurazione del Giudizio Universale, e i due dipinti, dedicati all’Ultima Cena e alla Deposizione, nell’abside della Chiesa di Santa Maria Addolorata a Roma. Molte anche le donazioni fatte dall’artista alle istituzioni pubbliche. Tra queste l’omaggio di una “Testa di Cristo” al Pontefice Giovanni Paolo II nel 1979, un murales nella cittadina calabra di Fuscaldo Marina e due bozzetti su tela per il mosaico absidale della Chiesa di San Francesco di Paola a Catona (RC). Scompare a Roma, all’età di soli 60 anni, nel 1986.

    Di lui hanno detto: “Guido Aloise è un pittore. La buon’anima del Vasari forse, non avrebbe detto una parola di più, o una di meno. Un pittore, si, e mi pare molto, poiché lo si può dire di pochi…. I suoi quadri sono come i sogni di Baudelaire, che chiedeva alle donne di essere “belle e tristi”, ma belle di una bellezza che avvince e tristi di una tristezza che soggioga, i gialli si confondono con i verdi, le figure hanno un significato che richiama secoli di passioni e di sofferenze dell’umanità intera, le composizioni sono complete e finite, proprio, “finite”, come diceva la buon’anima del Vasari. Tutto questo è molto bello. Ci rimane un dubbio. Siamo vicino ad un pittore, o a un poeta? O a un filosofo, che è anche pittore di vaglia e poeta senza saperlo?” (Ettore Della Giovanna,1976)

    “L’asse della produzione artistica di Aloise ruota – mi sembra – attorno a due poli: il ricordo struggente dell’infanzia, la sorprendente intuizione di un modo metafisico che egli bene esprime pur rimanendo ancorato al vero, alla realtà di tutti gli uomini, non di una casta, di una élite. Qualunque sia il tema, non c’è tela che lasci perplessi, che non sia intellegibile all’immediato, che non susciti emozioni pervase a volte di dolcezza poetica e di sentimentali abbandoni o cariche invece della drammaticità e del pathos che gli derivano da una sensibilità e una formazione tutte meridionali”. (Marco Raviart, 1977)

    “…Feci il Flaminio, Piazza del Popolo, incalzato dalla ressa, tamponato dai microfoni del comizio: un incubo. Alla fine camminai per via Margutta, fino all’83/A. L’incubo mio era finito; oltre la soglia dell’83/A c’era però l’incubo di Guido: la prima tela, anticipo delle altre in fila sui muri, alla personale di Guido Aloise. In questo incubo pittorico, Guido appare sconvolto e sereno al contempo; le figure incappucciate sui lati del salone dell’antico castello lo sospingono senza minimamente sfiorarlo, verso un’uscita, la liberazione che non è visibile ma esiste: va cercata sulle altre tele, sentiero dopo sentiero. …. Sono i dubbi, le angosce e, al centro di tutto, l’interrogativo su Dio e su Cristo. Il Figlio dell’Uomo è ritratto di profilo, di prospetto, di spalle, in croce e non. Ma è presente in Spirito dovunque: come nel dipinto della pesca: la miracolosa pesca evangelica in tono moderno, calamitante nelle sue positure anatomiche ed espressive. Il Cristo, sorgente di pace e di vita. Da questa sorgente scaturisce l’intera gamma delle suggestive coloriture, regolate da un pennello accortissimo che nel corso del pensoso, faticato ritrarre il mistero esistenziale può anche permettersi il vezzo di porre sulla tela le sembianze di dolcissime creature femminili: il pittore vi trova una fragile tregua. Al tramonto, esco dalla galleria e mi riesce di afferrare un bus. Scossoni, semafori inceppati e tutto il resto. Pazienza. Ero andato per vedere Guido e l’ho visto. Un artista calabrese che, stranamente, non dipinge la Calabria. Ha preferito la ben più vasta e fascinosa regione dell’animo umano: nel bene e nel male, nella gioia e nella tristezza”. (Sepp D’Amore, 1981)

    L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 4 maggio 2013 dalle 17.30 alle 20.00.

    Showroom & Atelier di Paola Romano – Via Giovanni Pascoli, 10/A Monterotondo (Roma)

    Contatti: 393/1415677 – [email protected]

    Sito: www.guidoaloise.org[email protected]

    Mostra: Ricordando Guido. Mostra antologica di Guido Aloise.

    Vernissage cocktail: sabato 4 maggio 2013, ore 17.30 – 20.00.

    La mostra si protrarrà fino al 18 maggio 2013. Per visitare la mostra durante l’esposizione contattare il numero 393/1415677.

  • Le Quatuor: i giocolieri della musica al Teatro Verdi

    Il prossimo ospite di Musikèunica data italiana – sarà l’ensemble francese Le Quatuor, strepitoso quartetto d’archi, pioniere del teatro comico musicale, premiato con numerosi riconoscimenti internazionali (tra cui il Premio Molière nel 1994 e nel 2003, il Premio Molière et Victoire de la Musique nel 1998). Appuntamento martedì 21 maggio al Teatro Verdi di Padova alle ore 21.00.

    Sarà l’unico spettacolo a pagamento della rassegna: il ricavato verrà interamente devoluto in beneficenza all’O.A.S.I. – Opera e Assistenza Scarcerati Italiani dei Padri Mercedari di Padova. Prevendita dal pomeriggio di lunedì 22 aprile presso la biglietteria del Teatro Verdi oppure on line sul sito di Musikè.

    Due violini, una viola e un violoncello: un quartetto d’archi d’impostazione classica che gioca con la musica. Le Quatuor è da oltre vent’anni un punto di riferimento in materia di humour musicale, capace di trasformare la compita esibizione di un quartetto in un esilarante pastiche che mescola classica, blues, soul, gospel, canti folklorici, lirica, rap. Jean-Claude Camors e Laurent Vercambre (violino), Pierre Ganem (viola) e Jean-Yves Lacombe (violoncello) sono virtuosi del loro strumento e giocolieri della musica, acrobati, ballerini, cantanti lirici, mimi, in grado di eseguire le pagine più celebri (e anche le più serie) con effetti di sorprendente comicità.

    In questa nuova creazione sono sempre di rigore il frac e il quartetto d’archi, sia per riprodurre l’immagine della più esigente formazione di musica da camera, sia per continuare a servirsi della ricchezza inesauribile degli strumenti musicali. Dreamstrings, ancora una volta creato e messo in scena con la regia di Alain Sachs, non è una semplice sequenza di numeri musicali e umoristici: la musica, lo humour, i gesti e la poesia si mescolano intimamente, e la risata fanciullesca si unisce alla metafora più profonda, suscitando sorpresa e commozione.

    Musikè prosegue lunedì 27 maggio al Multisala MPX di Padova con Muri. Prima e dopo Basaglia, interpretato da Giulia Lazzarini su testo e regia di Renato Sarti. Lo spettacolo, vincitore del Premio Anima 2012, è il toccante monologo di un’infermiera entrata a lavorare nel manicomio di Trieste prima della legge Basaglia. Una persona semplice che prende coscienza del significato e del valore umano, prima ancora che scientifico, della rivoluzione introdotta da quel medico atipico. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

    Musikè 2013 è promosso e organizzato da
    Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo

    www.rassegnamusike.it – [email protected]

    www.facebook.com/rassegnamusike

    tel.345.7154654

  • Ritornano le Settimane Musicali al Teatro Olimpico Vicenza

    Dopo “Ambasciatori di note”, progetto artistico pluriennale, che ha toccato alcune delle più importanti capitali europee della musica del Settecento, le Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza ritornano con MOZART E LA SPAGNA: nuova proposta incentrata sull’allestimento di uno dei capolavori assoluti del teatro di tutti i tempi, ambientato nella città spagnola di Siviglia: LE NOZZE DI FIGARO di Wolfgang Amadé Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte. Il Festival, giunto quest’anno alla XXII edizione, prevede un ricco calendario di eventi: sedici in tutto, tra concerti di musica da camera, serate d’opera, incontri con compositori e progetti speciali, da venerdì 31 maggio a domenica 23 giugno 2013. La direzione artistica delle Settimane Musicali è affidata al fondatore del Festival, il direttore d’orchestra Giovanni Battista Rigon.

    Appuntamento cardine del Festival, l’opera del celebre salisburghese andrà in scena venerdì 7 giugno 2013, ore 20.00, presso il Teatro Olimpico di Vicenza. La versione proposta, prima ripresa in tempi moderni, sarà quella rappresentata a Napoli nel 1814, con tutti i recitativi accompagnati. Il coro I Polifonici Vicentini, istruito da Pierluigi Comparin e l’Orchestra di Padova e del Veneto saranno guidati dal maestro concertatore e direttore Giovanni Battista Rigon. Il prestigioso cast che sarà protagonista al Teatro Olimpico sarà formato da eccellenti voci. Il baritono napoletano Filippo Morace interpreterà il ruolo di Figaro; il giovane soprano vicentino Giulia Bolcato sarà Susanna; il baritono Gabriele Sagona e il soprano Giacinta Nicotra interpreteranno rispettivamente il Conte e la Contessa di Almaviva; al basso Domenico Colaianni saranno affidati i ruoli di Don Bartolo e Antonio; Candida Guida vestirà i panni di Marcellina, Laura Polverelli quelli di Cherubino, paggio del Conte, e Minni Diodati interpreterà Barbarina. La regia sarà affidata a Primo Antonio Petris, i costumi saranno curati da Marco Nateri. L’opera, realizzata in collaborazione con il Conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli, sarà riproposta, sempre presso il Teatro Olimpico di Vicenza, domenica 9, ore 18.00, martedì 11 e giovedì 13 giugno, ore 20.00.

    In calendario anche sei CONCERTI. Ad inaugurare la rassegna (venerdì 31 maggio) sarà un trio formato da interpreti di assoluto prestigio: la violinista italo-armena Sonig Tchakerian, vincitrice di numerosi premi tra cui il “Paganini” di Genova, docente all’Accademia di Santa Cecilia in Roma e responsabile artistica di questa sezione del Festival; Mario Brunello, violoncellista tra i più affermati a livello internazionale e Andrea Lucchesini, pianista italiano di grande fama, direttore della Scuola di Fiesole. Il concerto, intitolato “Figaro a spasso per l’Europa” propone musiche di Ravel, Beethoven, Castelnuovo-Tedesco e Cassadò. Altro grande protagonista del Festival sarà Giovanni Sollima. Il violoncellista e compositore di fama internazionale si esibirà (domenica 2 giugno) assieme ad un ensemble di violoncelli, in un concerto intitolato “Gesualdo: Tenebrae, il principe dei musici”, dedicato a Carlo Gesualdo da Venosa, in occasione dei quattrocento anni dalla morte. Venerdì 14 giugno sarà la volta di “Mozart e la Follia”: evento affidato ad un trio che unisce tradizioni musicali differenti, formato da Sonig Tchakerian, dal sassofonista Pietro Tonolo e dal pianista Paolo Birro. Due appuntamenti saranno dedicati a “Raccontare Bach”: progetto pluriennale, avviato nel 2012, che prevede la presentazione e l’esecuzione integrale delle 12 composizioni – Sonate, Partite, Suites – che il musicista tedesco dedicò al violino e violoncello solo. L’esecuzione di alcuni di questi capolavori sarà affidata al violoncellista Mario Brunello (martedì 18 giugno) e alla violinista Sonig Tchakerian (venerdì 21 giugno). La rassegna di concerti si chiuderà, (domenica 23 giugno) con “Vivaldi: Le quattro stagioni più…le mezze stagioni”: appuntamento dedicato alla lettura e al commento in musica dei quattro capolavori strumentali, che vedrà impegnati Sonig Tchakerian e Pietro Tonolo, accompagnati da “I solisti dell’Olimpico”.

    Tutti i concerti saranno ospitati all’interno della splendida cornice del Teatro Olimpico di Vicenza e avranno inizio alle ore 21.00. Alcuni appuntamenti saranno preceduti da Conversazioni, che si terranno presso l’Odeo del Teatro Olimpico, ore 19.00, e che permetteranno di approfondire la conoscenza delle musiche proposte.

    Come di consueto, alcuni eventi saranno dedicati al PROGETTO GIOVANI, spazio riservato ai talenti, vincitori di importanti concorsi. Il primo appuntamento (sabato 8 giugno) vedrà protagonista Giulia Rossini, vincitrice del “Premio Venezia” 2012. Sabato 15 giugno sarà la volta del Vincitore della borsa di studio “Settimane Musicali al Teatro Olimpico” classe di pianoforte 2013, presso l’Accademia di Santa Cecilia. L’ultimo concerto (sabato 22 giugno) vedrà la partecipazione del pianista vincitore del “Premio Brunelli” 2013, premio istituito nel 2011 dalle Settimane Musicali e dalla Famiglia Brunelli. Tutti gli eventi del Progetto Giovani si terranno alle ore 17.00, presso le Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari, Vicenza.

    Il Festival di quest’anno si arricchirà di una nuova iniziativa intitolata INCONTRO CON I COMPOSITORI. Due gli appuntamenti in calendario: il primo (martedì 4 giugno) sarà un omaggio ai 65 anni di Claudio Ambrosini; il secondo (mercoledì 19 giugno) vedrà la presenza del compositore vicentino Diego Dall’Osto. Entrambi gli eventi si terranno presso Palazzo Baggio Giustiniani, Contrà S. Francesco 4, ore 21.00.

    Un’altra assoluta novità di quest’anno sarà l’evento che avrà luogo lunedì 17 giugno, ore 21.00, al Teatro Olimpico, intitolato “La musica riprodotta: l’arte del ben riprodurre”: una serata di ascolti, introdotti e commentati da Lorenzo Zen, nella quale si potrà incominciare a prendere confidenza con il mondo della musica riprodotta, elevando a dignità di concerto la musica registrata e riproposta. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con alcune tra le maggiori riviste del settore audiofilo internazionale.

    Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico fanno parte del grande circuito europeo di festival associati all’EFA, European Festival Association, tra cui BBC Proms, Lucerne Festival, Berliner Festspiele, Zurcher Festspiele, Prague Spring Festival e – in Italia – ROF di Pesaro, Ravenna Festival, Merano e Stresa Festival, MiTo Settembre Musica.

    Per Informazioni
    Segreteria Settimane Musicali 0444302425 -3474925005
    [email protected] – www.olimpico.vicenza.it
    Biglietteria Teatro Comunale tel. 0444.324442
    [email protected] – www.tcvi.it

  • Festival Pianistico Internazionale di Cassano Valcuvia

    Festival Pianistico Internazionale di Cassano Valcuvia

    IV edizione – 12-15 luglio 2013

    Per chi ama la grande musica e l’incantevole natura delle valli del Verbano, a due passi dal Lago Maggiore, torna la quarta edizione del Festival Pianistico Internazionale di Cassano Valcuvia con quattro appuntamenti da venerdì 12 a lunedì 15 luglio 2013, tutti alle ore 21.00. La prestigiosa rassegna, punta di diamante della programmazione del festival Musica e letteratura tra gli affreschi, organizzata dall’Associazione Momenti Musicali, ha fatto parte, fin dalla sua prima edizione, del circuito tansfrontaliero Interreg cofinanziato dall’Unione Europea e sarà ospitata nell’elegante Teatro Municipale di Cassano Valcuvia, un gioiello del liberty in provincia di Varese, dove un magnifico pianoforte grancoda Fazioli farà da sfondo a graditi ritorni di nomi noti e apprezzati dal pubblico.

    Grazie al supporto tecnico della Fazioli, al contributo del Comune di Cassano Valcuvia, della Comunità Montana Valli del Verbano, di Sheva Collection, della Fondazione Comunitaria del Varesotto, di numerosi sponsor privati locali e al patrocinio dell’Agenzia del Turismo di Varese, è stato prodotto il video “Festival pianistico internazionale” – proiettato in anteprima giovedì 18 aprile presso il Punto Fazioli di Milano in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival – che sintetizza, in poco meno di due ore, tramite riprese dal vivo dei concerti e interviste a musicisti e appassionati, la cornice nella quale il festival si svolge.

    «Quest’anno il festival sarà incentrato principalmente sulle figure dei due grandi compositori Verdi e Wagner in occasione del loro bicentenario – spiega il pianista Adalberto Maria Riva, direttore artistico e fondatore del festival – Dopo il positivo test dello scorso anno sulle trascrizioni, che sono l’oggetto del video di presentazione, ripeteremo l’esperimento proponendo numerosi arrangiamenti pianistici ispirati alle opere dei due grandi operisti, senza dimenticare il grande repertorio e inserendo allo stesso tempo qualche piccola curiosità »

    Ad inaugurare la rassegna venerdì 12 luglio sarà Maurizio Baglini, pianista tra i più interessanti della scena internazionale, vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo e oggi tra gli interpreti di riferimento del repertorio romantico, che proporrà alcune trascrizioni di Liszt di celebri opere di Verdi e Wagner, accanto al Carnaval op. 9 di Schumann e alcune Sonate di Scarlatti.

    Nel concerto di sabato 13 luglio che lo vedrà impegnato in veste di solista, Adalberto Maria Riva proporrà un inedito percorso ispirato alle influenze vocali nella musica pianistica. Il programma, dall’intrigante titolo Quando il cantante è il pianista, affianca infatti Temi con variazioni di Schubert, Notturni di Chopin, Romanze senza parole di Fanny e Felix Mendelssohn, trascrizioni da Lieder e opere antiche, canto popolare spagnolo, e naturalmente Verdi e Wagner.

    Ancora un omaggio a Wagner domenica 14 luglio nell’appuntamento con Giuseppe Bruno, raffinato musicista e strumentista oltre che Direttore del Conservatorio di La Spezia, che si esibirà in una serie di trascrizioni per pianoforte del celebre compositore tedesco, appena apparse nel catalogo di Sheva collection. Da Liszt, Maio, Busoni, Tausig fino a due incursioni nel contemporaneo con la Parsifal Phantasie di Andrea Nicolini e Illustrations de Lohengrin di Louis Cramer.

    Chiude la rassegna lunedì 15 luglio la doppia proposta dell’americana Terry Eder che dividerà la serata con Adalberto Maria Riva con un programma tutto da scoprire che vedrà rispettivamente l’esecuzione delle migliori composizioni americane dell’Ottocento, pressoché sconosciute in Europa, e alcuni brani di Dohnany, precedute nella prima parte dal contemporaneo italiano, anch’esso non notissimo al grande pubblico, con la giovane Rosalba Quindici, una novità per il festival, la cui Suite op. 1 sarà affiancata da altre composizioni del Novecento italiano.

    Per informazioni
    Associazione Culturale Momenti Musicali
    Tel. +39 333 4770821
    E-mail: [email protected]
    web: www.momentimusicali.net

    Ufficio stampa
    Studio Pierrepi – Padova
    web: www.studiopierrepi.it

  • A GRANDE RICHIESTA TONI ZARPELLON PROLUNGA LA SUA MOSTRA ALLA “MILANO ART GALLERY”

    A fronte del grande successo ottenuto, la mostra “I Colori della Realta’” del maestro Toni Zarpellon, presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, è stata prorogata fino al 1 Maggio 2013. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte, raccoglie un’ampia quantità di opere del poliedrico artista bassanese che ha fatto della radicata passione per l’arte e del talento innato una fonte d’ispirazione inesauribile, per dedicarsi ad un’intensa ricerca di sperimentazione.

    Le creazioni di Zarpellon sono complete, emblemi di ricerca stilistica e di indagine psicologica. Viene individuato un linguaggio essenziale, in una sorta di nuova ontologia sulla ricerca dell’essere e dell’esistere. Ha la capacità di scrutare la realtà attraverso una ritrovata verità introspettiva per spiegare il cuore umano e cancellare il dolore che, lo trafigge.

    La sofferenza e il tormento interiori vengono trasferiti sul piano della poetica del segno, come un diario virtuale e un linguaggio intimo che catturano e penetrano lo sguardo e l’animo dell’osservatore per trasportarlo oltre l’apparenza visiva e materica.

    Zarpellon afferma “Io credo che un rapporto primario con la realtà possa costituire l’inizio di un nuovo modo di essere nel mondo“.

  • Cosa sono le Biomasse

    Biomasse: cosa sono?

    Con il termine “biomassa” si indica una serie di materiali di origine biologica, generalmente scarti di attività agricole, che possono essere modificati attraverso vari procedimenti per ricavarne combustibili o direttamente energia elettrica e termica.

    Le biomasse sono quindi dei materiali di derivazione totalmente biologica.

    Cosa sono quindi le biomasse?
    Le Biomasse sono tutto l’insieme dei materiali biodegradabili.

    Le biomasse comprendono fra l’altro la legna da ardere, i residui di attività agricole e forestali, gli scarti delle industrie alimentari, i liquidi reflui derivanti dagli allevamenti, le alghe marine, ma anche piante specificamente coltivate per la produzione di energia e rifiuti organici urbani.

    Tutti questi materiali possono essere riutilizzati principalmente per tre finalità:

    • La produzione diretta di carburanti biologici (biofuel)
    • La generazione di energia elettrica e termica (biopower)
    • La realizzazione di composti chimici (bioproducts)

    La procedura di trasformazione delle biomasse dipende dal prodotto finale.

    • I carburanti biologici come bioetanolo, biodiesel, idrocarburi sintetici e oli vegetali possono essere ottenuti per fermentazione, spremitura o altri processi chimici.
    • L’energia termica può essere ricavata direttamente bruciando la biomassa legnosa (ciocchi di legna o pellet) in caldaie a elevato rendimento o impianti di cogenerazione, che producono anche energia elettrica.
    • Molte biomasse, attraverso uno specifico processo di digestione anaerobica, possono inoltre essere trasformate in biogas , che a sua volta viene impiegato per la generazione diretta di energia o come combustibile.

    Il principale limite allo sfruttamento della biomassa come fonte di energia è legato alla carenza di spazi per la coltivazione: per ottenere un significativo beneficio economico sarebbe infatti necessario produrre quantità di materiale molto elevate, sottraendo spazi alla coltivazione per uso alimentare e alle altre attività agricole. Le biomasse, inoltre, non sono disponibili in ogni momento dell’anno e non possono quindi essere utilizzate come fonte univoca di energia.

    Sotto il profilo dell’impatto ambientale, invece, la biomassa è una delle fonti di energia più “pulite”, dal momento che la sua produzione e trasformazione genera scarsissimi residui inquinanti e si limita ad accelerare il processo di reintroduzione nell’atmosfera dell’anidride carbonica assorbita dalle piante.

    Le biomasse sono quindi “energia rinnovabile e green economy”

    Le biomasse sono quindi raggruppabili secondo i seguenti punti:

    • Residui agro-forestali
    • Residui della lavorazione della legna
    • Rifiuti dell’industria agroalimentare
    • Rifiuti umidi urbani
    • Reflui di allevamenti.

    Una volta scoperto cosa sono le biomasse, vediamo com’è possibile produrre energia:

    Utilizzando i materiali sopra elencati, dette biomasse, e attraverso specifiche centrali termiche, nelle quali vengono bruciate,viene prodotta energia elettrica.
    Per molti coltivatori, allevatori e produttori quindi trarre energia dalle biomasse consente da un alto d’eliminare gli scarti prodotti dalle attività agroforestali e contemporaneamente produrre energia. Inoltre dato che la biomassa è esclusivamente di origine vegetale, anche la combustione prodotta risulta “pulita”. Nell’ambiente vengono rilasciate soltanto carbonio, zolfo e azoto, sostanze che il materiale ha accumulato nel corso del suo ciclo vitale, in quantità del tutto inferiori rispetto alle tradizionale fonti di energia.

    Anche piccoli allevamenti, agricoltori o produttori, possono dunque far fruttare i loro “rifiuti” e reflui. Grazie al processo di combustione delle biomasse, il rifiuto naturale oggi diventa una fonte rinnovabile valida e pulita.