Autore: Redazione area-press.eu

  • Esplorare l’India come detective per i diritti umani

    Esce il terzo libro in tre anni di una autrice che propone un nuovo genere: racconti di viaggio , dei suoi viaggi, come detective dei diritti umani. Dopo i Pigmei e i Nativi Americani

    (Io e i Pigmei, Polaris, 2011, e La mia Tribù, Polaris 2013) esce: In India. Cronache per veri viaggiatori di Raffaella Milandri (Ponte Sisto, 2014).

    La Milandri -scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani-viaggia in solitaria in remoti angoli di mondo per raccogliere prove e testimonianze di violazioni dei diritti umani dei popoli indigeni, quei popoli che, lontani dalla frenesia del mondo occidentale, ne sono spesso vittime allorquando, nelle loro terre, vengono scoperte risorse preziose all’ “uomo moderno”.

    E’ questo il caso degli indigeni di Niyamgiri, in Orissa: un ricco giacimento di bauxite ha sconvolto le loro vite pacifiche nei villaggi. Una multinazionale ha aperto una miniera per estrarre il minerale e e un impianto di lavorazione per trasformarlo in alluminio. Una montagna sacra alla gente dei villaggi viene violata dagli scavi e l’inquinamento distrugge piante, e uccide animali e uomini. Portare a galla la verità sarà lo sforzo della Milandri, detective instancabile: e saranno proprio gli indigeni a raccontarla e a svelare una realtà molto peggiore del previsto; a testimoniare, anche la tribù primitiva dei Dongria Khond. La situazione di Niyamgiri è tuttora in bilico e la miniera ancora minaccia i villaggi: il libro della Milandri è estremamente attuale e racconta una verità diversa da quella che dipingono i media. Ad arricchire il libro, preziosi consigli di viaggio per l’India, per come viverla fuori dagli schemi,

    e una serie di preziose immagini in bianco e nero. Dice l’autrice: “Un viaggio estremamente pericoloso, dove il fatto di essere donna mi è stato di estremo aiuto: sono stata sottovalutata e grazie a questo ho avuto accesso a luoghi inaccessibili e informazioni riservate”.

    Chi è Raffaella Milandri

    Dice Raffaella Milandri : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”. Scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è viaggiatrice

    solitaria ed è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo.

    La Milandri si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali.

    Dice di sè: “Amo le persone semplici, e sono fiera di essere una di loro”. Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e lancia appelli e petizioni attraverso conferenze, filmati, libri e interviste diffusi su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia , numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. I suoi viaggi in diretta su Facebook sono un evento mediatico molto seguito. Dal 2010 è membro adottivo della tribù dei Nativi Americani Crow, in Montana.

  • COFFETHERAPY: QUANDO IL CAFFÈ È CIBO PER L’ANIMA

    La nuova collezione di Goppion Caffè è una dedica al caffè come cibo per l’anima, più che

    per il corpo. Il caffè è molto più di una semplice bevanda, è un porto sicuro in cui rifugiarsi

    durante le tempeste di tutti giorni, è la pausa che ritempra dalle fatiche del lavoro o della casa,

    è l’amico di tante mattine assonnate. Per raccontare questo è nata Coffetherapy che da ottobre

    si troverà in tutte le caffetterie Goppion e nel nuovo shop on line aziendale

    (shop.goppioncaffe.it).

    Uno studio del National Institute of Health – racconta Paola Goppion responsabile

    marketing dell’azienda trevigiana – ha provato che le persone che bevono più di

    4 tazzine di caffè al giorno hanno il 10% di probabilità in meno di sentirsi depressi rispetto a

    quelli che invece non lo bevono”. Da qui l’idea di raccontare con Coffetherapy il caffè come

    momento felice. La grafica è fatta di piccole illustrazioni che sembrano appunti presi con un

    gesso bianco su una lavagna. Ci sono il filtro della caffettiera, il cioccolatino, la tazza grande

    per evocare l’attesa della moka a casa, il momento al bar tra chiacchiere e giornale, la pausa in

    ufficio con i colleghi. Ma ci sono anche le illustrazioni dei metodi alternativi per fare il caffè

    per raccontare il piacere di bere un buon caffè anche in modo meno tradizionale. La nuova

    collezione comprende: una latta regalo (riutilizzabile poi come contenitore per il caffè), il

    formato duetto (confezione di due lattine edizione limitata n. 9), il Mokakit (una moka

    tradizionale e una latta di caffè) e una scatola Goppion (con tanti prodotti da consumare con il

    caffè). Tutte idee perfette per un regalo.

    Immagini disponibili su www.fotocru.it.

  • Sostituibilità del farmaco: la responsabilità è del medico o del farmacista?

    Non esiste un orientamento giurisprudenziale in base al quale valutare come un giudice potrebbe risolvere il problema di un paziente danneggiato da un farmaco sostituito dal farmacista in assenza dell’indicazione di non-sostituibilità.

    Con la sentenza n. 8073 del 28 marzo 2008 la Corte di Cassazione ha risolto il seguente caso: i figli di una signora fanno causa ad un farmacista esponendo che la madre, dopo essersi sottoposta ad una delicata operazione chirurgica presso un ospedale, aveva trascorso un periodo di convalescenza presso un’altra clinica da dove era stata dimessa con la prescrizione di assumere, tra gli altri, un farmaco anticoagulante (il warfarin) in misura di “3/4 di compressa al dì”, mentre il medico di base, nel compilare la ricetta, le aveva invece erroneamente prescritto l’assunzione di 3 compresse al giorno.

    È necessario rilevare che la clinica non intendeva certo dire “tre o quattro compresse“ ma “tre quarti di compressa”?

    Sta di fatto che, sfortuna nella sfortuna, il farmacista aveva apposto sulla confezione del farmaco la scritta “1+1+1”, così inducendo la paziente ad un uso in sovradosaggio del medicinale.

    Ebbene, la Corte ha respinto la domanda di risarcimento avanzata dai parenti della defunta contro il farmacista perché:

    1) a fronte della precisa indicazione del medico, il farmacista non aveva certo il compito di verificare se la posologia del farmaco prescritto fosse effettivamente corrispondente alle particolari esigenze terapeutiche della paziente;

    2) l’apposizione (meramente confermativa della dose prescritta dal medico) sulla scatola del farmaco della scritta “1+1+1” era irrilevante, poiché quel dosaggio ben poteva rientrare nell’ambito di una terapia di mantenimento, consentita nella misura massima di 15 milligrammi (corrispondenti, appunto, alle tre capsule).

    Tutto bene per il farmacista, dunque, ma a noi interessa (anche) il medico: e purtroppo così la Corte conclude il suo ragionamento: “è impredicabile una qualsiasi forma di responsabilità in capo al farmacista, inspiegabilmente evocato in un giudizio di responsabilità che pur avrebbe avuto un ben preciso destinatario, in persona del medico di base autore della erronea prescrizione farmacologia”.

  • La prescrizione del farmaco generico e il biocreep

    Un tema di matrice medico-legale che viene in esame parlando di farmaci generici è il fenomeno del cosiddetto bio creep.

    Sappiamo che può esistere e che è universalmente tollerata ed è ineluttabile una differenza del – 80% / +125% nella biodisponibilità di un farmaco rispetto all’altro. Sappiamo anche che, se il medico non apponga la clausola di non sostituibilità sulla prescrizione, il farmacista consegnerà al cliente il farmaco generico di minor prezzo.

    Sappiamo, infine, che il principio della continuità terapeutica è un principio fondamentale, che costituisce una linea guida generale ed universale per qualunque approccio terapeutico rispetto a qualunque patologia: continui sbalzi, continue modificazioni comportano scompensi e alterazioni dello “stato stazionario” nel quale l’organismo faticosamente riesce a trovarsi dopo un periodo sufficientemente lungo di somministrazione di una determinata molecola.

    Pensiamo ora alla possibilità che il paziente incorra in un continuo switch multiplo tra originatore, generico A, generico B, generico C è così via: oggi egli si trova a Torino e il farmacista di da il generico A, tra un mese compra la scatola a Milano e farmacista gli dà il B, poi va in vacanza al mare e il farmacista gli dà il farmaco C. Tendenzialmente non succede nulla se l’intervallo di confidenza sia di molto inferiore a quel più o meno 20% che è il limite massimo di tolleranza: cioè, a parte i farmaci ad indice terapeutico ristretto (immunosoppressori, per esempio) e a parte pazienti per i quali qualsiasi farmaco potrebbe essere tale (bambini, donne in gravidanza, per esempio), se la differenza nella biodisponibilità tra i vari farmaci è minima non esiste un effetto negativo sensibile.

    Il problema è che non esiste nessuna evidenza, e quindi nessuna possibilità per il medico prescrittore, per il farmacista e per il paziente di sapere se tra quel generico e il suo originatore vi sia una differenza del 2% in più o in meno, del 10% in più o in meno o del 20% .

    Questi dati vengono custoditi gelosamente nei dossier di approvazione relativi all’immissione in commercio, non sono pubblicati in letteratura, in buona sostanza non si sa assolutamente nulla.

    Esistono numerosi studi che hanno dimostrato come farmaci perfettamente regolari sotto profilo dell’autorizzazione all’immissione in commercio, sottoposti a test di biodisponibilità, abbiano in realtà dimostrato di sconfinare dal range + /- 20%, e addirittura vi sono studi che hanno dimostrato come certi farmaci (da lotto a lotto) non siano neppure bioequivalenti rispetto a se stessi.

    Posto che è insito nel concetto di bio-equivalenza lo scarto differenziale del +/- 20% di bio-disponibilità tra l’originatore ed ogni suo generico, se è vero che per definizione è scientificamente accettabile una differenza siffatta (pari alla variabilità interindividuale), è anche vero che a questo principio non è associata una piena proprietà commutativa: se tra l’originatore e il generico A c’è una differenza del + 20% e tra l’originatore e il generico B c’è una differenza del – 20%, la differenza tra il generico A ed il generico B sarà del 40% (che è il doppio del valore ritenuto tollerabile dalla legge) , ingenerandosi così un fenomeno di bio-creep potenzialmente pernicioso per il paziente.

    E’ pur vero che differenze così ampie nella bio-disponibilità difficilmente si sono riscontrate negli studi effettuati per controllare il fenomeno, in quanto il più delle volte gli scarti sono risultati inferiori a quel famigerato 20%, tuttavia – come dicevo – la questione può assumere particolare rilievo per i farmaci a ristretto indice terapeutico.

    E’ poi possibile che una continua alterazione possa riverberarsi, soprattutto nei pazienti farmacologicamente poli-trattati, sullo steady-state nel quale per definizione l’organismo si viene a trovare dopo un certo periodo dall’assunzione del farmaco.

  • PR GROUP IN CERCA DI GLORIA AL PALLADIO

    Dolo (Ve), 04 Novembre 2014 – Tutto è pronto oramai per la Ronde Città del Palladio che vedrà impegnata PR Group con due punte desiderose di ben figurare in uno degli appuntamenti più sentiti e ben organizzati del panorama rallystico triveneto.
    Un evento al quale non si può mancare anche in virtù di una stagione agonistica che sta vivendo le ultime battute prima di andare definitivamente in archivio.
    Conclusa la positiva parentesi bassanese con la nuovissima arma di casa Peugeot, la 208 T16 in versione R5, Emanuele Zecchin ha deciso di tornare nell’abitacolo della più familiare 207 Super 2000 alla ricerca di quel gradino più alto del podio che fu già suo nell’edizione del 2012.
    Il recente successo nel secondo raggruppamento del neonato Downtown City Circuits 2014 ha trasmesso a Mirko Carraro la giusta dose di una ritrovata fiducia che potrebbe tradursi in una prestazione di rilievo in terra vicentina.
    Cancellata in fretta la prematura fermata al Rally di Scorzè, che di fatto lo ha tagliato dalla rincorsa al bis nell’Alpe Adria Cup, il portacolori di PR Group torna al volante dell’intramontabile Renault Clio Williams di gruppo A.
    Tanta la sete di riscatto per Carraro, che condividerà l’abitacolo della trazione anteriore francese con Denis Silotto, con l’obiettivo di centrare un buon piazzamento per chiudere al meglio l’annata.

    (immagine a cura di Fotosport)

  • Malattie rare: approvato in Italia il primo farmaco per la Malattia di Cushing

    Un salto di qualità e un nuovo paradigma nel trattamento della Malattia di Cushing, patologia rara dell’ipofisi di cui soffrono in Italia circa 2.000 persone con una rilevante compromissione della qualità di vita: anche in Italia è adesso disponibile pasireotide (Signifor®), farmaco Novartis, prima e unica terapia farmacologica per il trattamento della Malattia di Cushing con azione mirata sull’ipofisi. Pasireotide, un nuovo analogo della somatostatina, somministrato per via sottocutanea, è stato approvato dall’EMA per il trattamento dei pazienti con Malattia di Cushing in età adulta per i quali l’intervento chirurgico si è rivelato inefficace.

    La Malattia di Cushing è causata dalla presenza di un adenoma ipofisario, ovvero un tumore benigno dell’ipofisi, che determina un’eccessiva produzione dell’ormone chiamato ACTH, causa a sua volta di una iperstimolazione delle ghiandole surrenali, che accrescono la produzione di cortisolo. L’eccesso di cortisolo prodotto dà luogo a una serie di segni e sintomi che includono alterazioni e disturbi a livello corporeo e fisico ma anche della sfera comportamentale, sessuale e psichica, un insieme di sintomi che possono mettere a rischio la vita del paziente.

    Negli studi clinici, pasireotide si è dimostrato in grado di migliorare in modo significativo i sintomi della patologia, con un buon profilo di sicurezza, aprendo così nuove prospettive per migliaia di persone che devono convivere con rilevanti cambiamenti sul piano corporeo-estetico associati a questa patologia, al punto da rendere il paziente uno “sconosciuto a se stesso”: irsutismo (eccesso di peli), accumulo di grasso a livello addominale, modificazioni importanti del volto con il caratteristico volto a forma di luna, detto “facies lunare” e il gibbo di bufalo dovuto ad un accumulo di grasso nella sede nucale, acne, smagliature rosse dette “strie rubre” e, per le donne, irregolarità del ciclo mestruale.

    «L’arrivo di questo nuovo e unico farmaco per il trattamento della Malattia di Cushing cambierà completamente il paradigma di cura e probabilmente la storia naturale di questa patologia» afferma Annamaria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. «Oltre ai risultati degli studi clinici, i dati preliminari di un secondo studio clinico in “real life” mostrano un’ottima risposta dei pazienti e avvalorano l’ipotesi che l’efficacia del farmaco nella pratica clinica sia ancora migliore rispetto ai dati della sperimentazione, dandoci la possibilità di somministrare pasireotide per lungo tempo. Dopo le prime somministrazioni, i segni e i sintomi della malattia tendano gradualmente a scomparire, i pazienti notano subito i cambiamenti e tornano a vivere con miglioramenti progressivi proseguendo la terapia».

    L’efficacia di pasireotide è stata valutata in uno studio clinico multicentrico di Fase III, pubblicato su New England Journal of Medicine, condotto su 162 pazienti. Pasireotide si lega direttamente a 4 dei 5 sottotipi recettoriali della somatostatina, il neurotrasmettitore che regola il funzionamento dell’ipofisi, e in particolare presenta un’elevata affinità per i recettori SSR2 e SSR5. Il blocco recettoriale da parte di pasireotide induce la soppressione dell’iperproduzione di ormone adenocorticotropo e di conseguenza blocca l’ipersecrezione di cortisolo.

    Nella Malattia di Cushing, la diagnosi precoce è un fattore chiave per ridurre il rischio che si sviluppino complicanze gravi. Ma a causa della scarsa informazione su questa malattia, della sua rarità e di un corredo di sintomi molto complesso, la Malattia di Cushing viene in genere diagnosticata tardivamente, anche a dieci anni dalla comparsa dei primi segni, aggravando l’impatto sulla qualità di vita dei pazienti. La chirurgia, finalizzata alla rimozione degli adenomi ipofisari, rappresenta oggi il trattamento di prima scelta.

    «La terapia chirurgica fallisce in un caso su due per l’elevata complessità del quadro patologico o per le recidive e, se si eccettua la radioterapia effettuata dopo l’intervento chirurgico non scevra di complicanze a lungo termine, fino ad ora non disponevamo di alcun trattamento medico che avesse specifica indicazione per questa malattia» afferma Annamaria Colao. «L’efficacia di pasireotide, oltre al netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti, ci permetterà di evitare il ricorso a un secondo intervento chirurgico in caso di fallimento del primo, risparmiando danni all’ipofisi, e rende inoltre non più necessaria la rimozione delle ghiandole surrenali».

  • Portafoglio donna e portafoglio uomo, un accessorio “semplice” che non rinuncia ad eleganza e ricercatezza

    Nato come accessorio per contenere banconote, il portafoglio è diventato, col tempo, uno degli accessori da uomo e da donna più importanti. Utile oggi per custodire in maniera ordinata documenti, tessere e bigliettini da visita, il portafoglio ha avuto una sua naturale evoluzione diventando sempre più ricercato ed accattivante, versatile ma anche bello da vedere e comodo da tenere in tasca.

    Oltre la cura estetica un buon portafoglio, per essere considerato tale, deve possedere altre caratteristiche: su tutte la resistenza. L’impiego di materiali di prima scelta, assemblati con cura, è indispensabile affinché il portafoglio non subisca modificazioni anche dopo diverso tempo di utilizzo. Infilato in tasca o tenuto in borsa, il portafoglio deve conservare a lungo il suo originale aspetto senza che si rovinino le cuciture e senza che i materiali subiscano cambiamenti.

    La linea di portafogli del marchio italiano Brucle è completamente fatta a mano da artigiani altamente specializzati ed è pensata per accontentare qualsiasi esigenza, di stile, di materiale, di tipologia.

    Il portafoglio uomo della linea Brucle è un accessorio ricercato, elegante, che si adatta ad ogni tipo di look. Da quello classico in vera pelle, comodo da indossare e dotato di tutti gli scomparti necessari, per carte di credito, tessere e documenti vari da tenere sempre a portata di mano, a portafogli un po’ più ricercati come il modello con fermasoldi con una lavorazione in patchwork. Un modello, quest’ultimo, molto di tendenza, pratico, versatile e poco ingombrante.

    Per ogni portafoglio vengono utilizzati solo ed esclusivamente materiali scelti accuratamente, di alto pregio, lavorati con cura da artigiani italiani altamente specializzati, capaci di assemblare i materiali con estrema abilità al fine di ottenere un risultato che si differenzia per numerosi aspetti dalla grande produzione. Un portafoglio Brucle, come tutti i prodotti del vero artigianato, si distingue per la cura dei dettagli e per la raffinatezza dei pellami impiegati.

    Il portafoglio donna nasce per accontentare le esigenze di spazio di tutte le donne. Contenere banconote infatti, in molti casi, diventa una funzione quasi marginale del portafoglio. La versatilità di questo oggetto consente di utilizzarlo anche per contenere tutte quelle piccole cose che altrimenti andrebbero perse. Dallo scontrino al numero di telefono segnato di fretta su un bigliettino, il portafoglio diventa un alleato per non smarrire tutte queste cose.

    Il portafoglio di una donna ovviamente non può essere solo funzionale ma deve “obbligatoriamente” essere anche elegante e ricercato. Tra i più utilizzati dalle donne vi sono infatti i portafogli in pelle con cerniera a zip. Da una parte l’eleganza e la classe della vera pelle, dall’altra la praticità della cerniera e dei numerosi scomparti interni che consentono un utilizzo agevole in qualsiasi occasione.

    Ogni pezzo della linea di accessori Brucle, essendo lavorato in maniera del tutto artigianale, ha le proprie particolarità. Trovare due pezzi esattamente identici è praticamente impossibile. Questa particolarità avvalora il pregio e fa in modo che ogni accessorio Brucle sia qualcosa di esclusivo per chi sceglie di acquistarlo per sé o regalarlo in un’occasione importante.

  • Onoranze funebri Illuxit: Nota azienda in franchising che garantisce massima esperienza ed efficienza

    L’agenzia Illuxit Onoranze Funebri in franchising si pone come consolidata realtà di settore presente sul mercato dal 1979, in grado di fornire alla vasta ed eterogenea clientela le massime garanzie di esperta competenza ed efficiente capacità assistenziale. La sede principale si trova a Busto Arsizio e i numerosi affiliati sono presenti in modo capillare nel resto della Lombardia e in Veneto, con una consolidata operatività estesa a tutto il territorio nazionale, incluso le isole.

    Sull’idea ispiratrice del fiorente progetto in franchising il titolare, nonché amministratore Gaetano Carbonara sottolinea “L’idea nasce dal fatto che non ne esistevano prima in questo settore di soluzioni aziendali in franchising. Dunque, si tratta di un’innovazione esclusiva. Riteniamo, che ci fosse un bisogno emergente e concreto di individuare una nuova figura nel ruolo d’impresario funebre, con un’immagine totalmente rivisitata, più giovane, moderna e al passo con le trasformazioni avvenute in questo comparto commerciale, così articolato e delicato da gestire”. E aggiunge “A fronte del grande interesse suscitato con il nostro progetto di franchising stiamo lavorando da tempo per avviare una fitta rete aziendale anche in Europa e attualmente la Spagna ci sembra un paese adatto per estenderlo in modo mirato e sistematico”.

    Commentando l’attuale situazione di mercato spiega “La crisi economica generale ha colpito e sta colpendo tutte le attività imprenditoriali e le categorie professionali. È risaputo che le banche concedono finanziamenti con molta cautela. Proprio per supportare i nostri clienti nell’affrontare questa fase di scarsa liquidità abbiamo adottato un sistema di pagamento agevolato suddiviso in 12 comode rate mensili”.

  • Rassegna della Microeditoria 2014: Edizioni Altravista grida “Presente!”

    Edizioni Altravista partecipa alla consueta Rassegna della Microeditoria, fiera dedicata alla piccola e media editoria. Anche quest’anno la fiera si terrà a Chiari, in provincia di Brescia, nei giorni 7,8 e 9 novembre. La manifestazione, come avvenuto nelle precedenti edizioni, si svolgerà presso Villa Mazzotti.

    La casa editrice sarà presente con le sue pubblicazioni presso lo stand di Fidare, “Federazione Italiana degli Editori Indipendenti”, e saranno consultabili e acquistabili presso lo stesso. Tra gli altri titoli presenti, ricordiamo l’opera del prof. Enrico Facco “Esperienze di premorte” e la recente pubblicazione “Breve storia delle relazioni tra USA e Russia” di Kiril K. Maritchkov, avvocato internazionalista.

    Tra i tanti eventi della Rassegna, una menzione a parte merita il “Concorso Microeditoria di qualità”, realizzato e promosso dall’Associazione L’Impronta e dal Sistema Bibliotecario Sud Ovest Bresciano, che indicono un bando per l’assegnazione di un marchio di qualità per le opere edite non prima del 2010 da piccoli e medi editori in determinate sezioni. Il marchio diventa così una sorta di segno distintivo che segnala i migliori prodotti editoriali, secondo criteri selettivi.

    Ricordiamo che, nelle passate edizioni, Edizioni Altravista ha conseguito più volte questa prestigiosa onorificenza, tra gli altri con il volume “La diversità delle acque. Antropologia di un bene molto comune” di Mauro Van Aken e “Etnografie di genere” di Claudia Mattalucci.

    Edizioni Altravista

  • Docebo pubblica un report sui trend del mercato della formazione mobile

    Napoli, Italia, 3 Novembre 2014, Docebo, fornitore globale di soluzioni e-learning Cloud, ha pubblicato un report gratuito riguardo gli attuali trend legati al mercato del mobile learning.

    Dal titolo “Learning on the Go – Tendenze e consigli sul Mobile Learning”, il report include contributi da parte di Valentina Piccioli, instructional designer, Francesco Minichini, di Cezanne on Demand, Amol Shinde, un professionista dell’elearning, Cindy Pascale, CEO di Vado, e Josh Squires, Chief Operating Officer di Docebo EMEA.

    Nel report viene evidenziata la proliferazione dei dispositivi mobili in tutto il mondo:

    sempre più persone utilizzano dispositivi mobili per fare sempre più cose, e questo fenomeno non accenna a diminuire. L’avvento della tecnologia mobile sta cambiando il modo di lavorare delle aziende a prescindere dalla posizione geografica, dal tipo e dalla dimensione dell’azienda e dal settore di mercato.

    Uno degli utilizzi principali delle tecnologie mobili in ambito aziendale è legato alla formazione. Secondo il report di Docebo, il mercato globale per i prodotti e servizi legati al mobile learning valeva $5.3 miliardi nel 2012. Il tasso di crescita previsto per i prossimi 5 anni è del 18.2%, mentre si prevede che i ricavi raggiungano i $12.2 miliardi nel 2017.

    Nel report viene evidenziata la necessità di ricordare che il mobile learning è diversa dall’e-learning e che per creare una strategia formativa di successo chi progetta il materiali formativi deve considerare sia utenti esperti dal punto di vista tecnologico, sia utenti meno esperti.

    Inoltre il report suggerisce alcune modalità per realizzare una strategia di blended learning, ovvero una strategia che includa diverse modalità formative, tra cui il mobile learning. In quest’ottica, i designer dovrebbero essere particolarmente attenti alle esigenze del proprio pubblico e dovrebbero progettare i materiali formativi in base al tipo di strumento per migliorare l’esperienza utente.

    “La conclusione è che realizzare programmi di mobile learning è una questione di migliorare la fruizione della formazione” ha detto Josh Squires. “Rifletteteci. Poi lasciate spazio alla vostra creatività e tenete presenti le necessità del vostro pubblico.”

    E’ possibile scaricare il report attraverso questo link.