Autore: Redazione area-press.eu

  • Malattie rare: approvato in Italia il primo farmaco per la Malattia di Cushing

    Un salto di qualità e un nuovo paradigma nel trattamento della Malattia di Cushing, patologia rara dell’ipofisi di cui soffrono in Italia circa 2.000 persone con una rilevante compromissione della qualità di vita: anche in Italia è adesso disponibile pasireotide (Signifor®), farmaco Novartis, prima e unica terapia farmacologica per il trattamento della Malattia di Cushing con azione mirata sull’ipofisi. Pasireotide, un nuovo analogo della somatostatina, somministrato per via sottocutanea, è stato approvato dall’EMA per il trattamento dei pazienti con Malattia di Cushing in età adulta per i quali l’intervento chirurgico si è rivelato inefficace.

    La Malattia di Cushing è causata dalla presenza di un adenoma ipofisario, ovvero un tumore benigno dell’ipofisi, che determina un’eccessiva produzione dell’ormone chiamato ACTH, causa a sua volta di una iperstimolazione delle ghiandole surrenali, che accrescono la produzione di cortisolo. L’eccesso di cortisolo prodotto dà luogo a una serie di segni e sintomi che includono alterazioni e disturbi a livello corporeo e fisico ma anche della sfera comportamentale, sessuale e psichica, un insieme di sintomi che possono mettere a rischio la vita del paziente.

    Negli studi clinici, pasireotide si è dimostrato in grado di migliorare in modo significativo i sintomi della patologia, con un buon profilo di sicurezza, aprendo così nuove prospettive per migliaia di persone che devono convivere con rilevanti cambiamenti sul piano corporeo-estetico associati a questa patologia, al punto da rendere il paziente uno “sconosciuto a se stesso”: irsutismo (eccesso di peli), accumulo di grasso a livello addominale, modificazioni importanti del volto con il caratteristico volto a forma di luna, detto “facies lunare” e il gibbo di bufalo dovuto ad un accumulo di grasso nella sede nucale, acne, smagliature rosse dette “strie rubre” e, per le donne, irregolarità del ciclo mestruale.

    «L’arrivo di questo nuovo e unico farmaco per il trattamento della Malattia di Cushing cambierà completamente il paradigma di cura e probabilmente la storia naturale di questa patologia» afferma Annamaria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. «Oltre ai risultati degli studi clinici, i dati preliminari di un secondo studio clinico in “real life” mostrano un’ottima risposta dei pazienti e avvalorano l’ipotesi che l’efficacia del farmaco nella pratica clinica sia ancora migliore rispetto ai dati della sperimentazione, dandoci la possibilità di somministrare pasireotide per lungo tempo. Dopo le prime somministrazioni, i segni e i sintomi della malattia tendano gradualmente a scomparire, i pazienti notano subito i cambiamenti e tornano a vivere con miglioramenti progressivi proseguendo la terapia».

    L’efficacia di pasireotide è stata valutata in uno studio clinico multicentrico di Fase III, pubblicato su New England Journal of Medicine, condotto su 162 pazienti. Pasireotide si lega direttamente a 4 dei 5 sottotipi recettoriali della somatostatina, il neurotrasmettitore che regola il funzionamento dell’ipofisi, e in particolare presenta un’elevata affinità per i recettori SSR2 e SSR5. Il blocco recettoriale da parte di pasireotide induce la soppressione dell’iperproduzione di ormone adenocorticotropo e di conseguenza blocca l’ipersecrezione di cortisolo.

    Nella Malattia di Cushing, la diagnosi precoce è un fattore chiave per ridurre il rischio che si sviluppino complicanze gravi. Ma a causa della scarsa informazione su questa malattia, della sua rarità e di un corredo di sintomi molto complesso, la Malattia di Cushing viene in genere diagnosticata tardivamente, anche a dieci anni dalla comparsa dei primi segni, aggravando l’impatto sulla qualità di vita dei pazienti. La chirurgia, finalizzata alla rimozione degli adenomi ipofisari, rappresenta oggi il trattamento di prima scelta.

    «La terapia chirurgica fallisce in un caso su due per l’elevata complessità del quadro patologico o per le recidive e, se si eccettua la radioterapia effettuata dopo l’intervento chirurgico non scevra di complicanze a lungo termine, fino ad ora non disponevamo di alcun trattamento medico che avesse specifica indicazione per questa malattia» afferma Annamaria Colao. «L’efficacia di pasireotide, oltre al netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti, ci permetterà di evitare il ricorso a un secondo intervento chirurgico in caso di fallimento del primo, risparmiando danni all’ipofisi, e rende inoltre non più necessaria la rimozione delle ghiandole surrenali».

  • Portafoglio donna e portafoglio uomo, un accessorio “semplice” che non rinuncia ad eleganza e ricercatezza

    Nato come accessorio per contenere banconote, il portafoglio è diventato, col tempo, uno degli accessori da uomo e da donna più importanti. Utile oggi per custodire in maniera ordinata documenti, tessere e bigliettini da visita, il portafoglio ha avuto una sua naturale evoluzione diventando sempre più ricercato ed accattivante, versatile ma anche bello da vedere e comodo da tenere in tasca.

    Oltre la cura estetica un buon portafoglio, per essere considerato tale, deve possedere altre caratteristiche: su tutte la resistenza. L’impiego di materiali di prima scelta, assemblati con cura, è indispensabile affinché il portafoglio non subisca modificazioni anche dopo diverso tempo di utilizzo. Infilato in tasca o tenuto in borsa, il portafoglio deve conservare a lungo il suo originale aspetto senza che si rovinino le cuciture e senza che i materiali subiscano cambiamenti.

    La linea di portafogli del marchio italiano Brucle è completamente fatta a mano da artigiani altamente specializzati ed è pensata per accontentare qualsiasi esigenza, di stile, di materiale, di tipologia.

    Il portafoglio uomo della linea Brucle è un accessorio ricercato, elegante, che si adatta ad ogni tipo di look. Da quello classico in vera pelle, comodo da indossare e dotato di tutti gli scomparti necessari, per carte di credito, tessere e documenti vari da tenere sempre a portata di mano, a portafogli un po’ più ricercati come il modello con fermasoldi con una lavorazione in patchwork. Un modello, quest’ultimo, molto di tendenza, pratico, versatile e poco ingombrante.

    Per ogni portafoglio vengono utilizzati solo ed esclusivamente materiali scelti accuratamente, di alto pregio, lavorati con cura da artigiani italiani altamente specializzati, capaci di assemblare i materiali con estrema abilità al fine di ottenere un risultato che si differenzia per numerosi aspetti dalla grande produzione. Un portafoglio Brucle, come tutti i prodotti del vero artigianato, si distingue per la cura dei dettagli e per la raffinatezza dei pellami impiegati.

    Il portafoglio donna nasce per accontentare le esigenze di spazio di tutte le donne. Contenere banconote infatti, in molti casi, diventa una funzione quasi marginale del portafoglio. La versatilità di questo oggetto consente di utilizzarlo anche per contenere tutte quelle piccole cose che altrimenti andrebbero perse. Dallo scontrino al numero di telefono segnato di fretta su un bigliettino, il portafoglio diventa un alleato per non smarrire tutte queste cose.

    Il portafoglio di una donna ovviamente non può essere solo funzionale ma deve “obbligatoriamente” essere anche elegante e ricercato. Tra i più utilizzati dalle donne vi sono infatti i portafogli in pelle con cerniera a zip. Da una parte l’eleganza e la classe della vera pelle, dall’altra la praticità della cerniera e dei numerosi scomparti interni che consentono un utilizzo agevole in qualsiasi occasione.

    Ogni pezzo della linea di accessori Brucle, essendo lavorato in maniera del tutto artigianale, ha le proprie particolarità. Trovare due pezzi esattamente identici è praticamente impossibile. Questa particolarità avvalora il pregio e fa in modo che ogni accessorio Brucle sia qualcosa di esclusivo per chi sceglie di acquistarlo per sé o regalarlo in un’occasione importante.

  • Nuove sezioni per gli hotel Asti e gli hotel Torino su siturismoitalia.com

    Su siturismoitalia.com arriva un’ampia selezione di Hotel Asti e dintorni dislocati all’interno della città oppure in prossimità delle montagne.

    Per chi ha in mente una vacanza romantica, un viaggio con la famiglia o un soggiorno all-inclusive, numerose offerte attendono il turista anche presso gli Hotel Torino e provincia presenti sul sito, per vivere un’esperienza nuova, conveniente e ricca di ogni comfort.

    Torino è una città diversa da tutte le altre, ospita elementi artistici ed architettonici unici nel panorama mondiale, ma forse non troppo conosciuti e questo, insieme alla particolarità del suo territorio, la rende una meta dal fascino tutto da scoprire, uno di quei pochi posti da visitare almeno una volta nella vita.

    Basta prenotare un soggiorno in una delle strutture associate al portale per concedersi momenti di vera magia in un territorio suggestivo che custodisce tutto l’incanto di una città che negli anni si è arricchita di ineguagliabili tesori ed è stata prescelta da artisti di gran fama.

  • Google Plus per il business

    Google plus è la piattaforma perfetta per chi vuole promuoversi online su Google, specificando tutte le proprie informazioni.

    E’ ideale soprattutto per le attività locali e quindi tutte quelle piccole aziende che hanno la necessità di essere presenti online perché ricercate.

    Basti pensare a tutte quelle piccole realtà aziendali, come ristoranti, pizzerie ma anche semplici negozi i cui clienti (o possibili clienti) cercano gli orari online.

    Alcuni degli strumenti comprendono le community, la creazione di eventi e la possibilità di caricare in automatico le foto.

    Se si parla di attività come hotel la presenzasu Google plus per l’azienda è fondamentale. Infatti oltre agli orari si darà più valore alla scheda con maggiori possibilità di comparire online nelle prime posizioni.

    Google Plus per il business permette di ottenere molti vantaggi e garantisce un’ottima visiblità a tutte le aziende che hanno un account.

    E’ essenziale per ogni azienda essere presente su questa piattaforma ed ottimizzare al meglio ogni strumento.

  • La normativa di riferimento per i farmaci off-label

    Essenzialmente l’off label è disciplinato da tre fonti normative: la Legge 8/4/1998 n. 94, la Legge 23/12/1996 n. 648 e il Decreto Ministeriale 8/5/2003.

    L’art. 3 della Legge 94, meglio nota come “legge Di Bella”, (rubricato “Osservanza delle indicazioni terapeutiche autorizzate”) stabilisce le seguenti regole: A) il medico, nel prescrivere un medicinale prodotto industrialmente, si attiene alle indicazioni terapeutiche, alle vie e alle modalità di somministrazione previste dall’autorizzazione all’immissione in commercio; B) in singoli casi il medico – sotto la sua diretta responsabilità – può impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un’indicazione o una via di somministrazione o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata (oppure riconosciuta agli effetti della 648 del 1996, di cui diremo), alle seguenti condizioni: 1. previa informazione del paziente, 2. previa acquisizione del consenso del paziente, 3. se il medico ritenga, in base a dati documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali on-label, ossia per i quali sia già approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalità di somministrazione, 4. purché tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale. La legge dispone che in nessun caso il ricorso (anche improprio) del medico alla facoltà di curare con farmaci off label può costituire riconoscimento del diritto del paziente alla erogazione dei medicinali a carico del SSN, al di fuori dell’ipotesi disciplinata dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648. Il quinto comma dell’articolo 3 prevede che la violazione, da parte del medico, di queste disposizioni sia oggetto di procedimento disciplinare, e che in caso di violazione la sanzione minima irrogabile sia la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale.

    La legge 23/12/1996 n. 648 stabilisce che, qualora non esista valida alternativa terapeutica, sono erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale: 1. i medicinali innovativi la cui commercializzazione è autorizzata in altri Stati ma non sul territorio nazionale, 2. i medicinali non ancora autorizzati ma sottoposti a sperimentazione clinica 3. i medicinali da impiegare per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata (off label, cioè), inseriti in apposito elenco predisposto e periodicamente aggiornato dall’AIFA

    Il D.M. 8/5/2003 regolamenta l’uso compassionevole del farmaco assicurando ai pazienti l’accesso a terapie farmacologiche sperimentali con oneri a carico delle imprese produttrici, cui il medico può chiedere il farmaco. L’autorizzazione è rilasciata – quando non esista valida alternativa terapeutica al trattamento di patologie gravi, o di malattie rare o di condizioni di malattia che pongono il paziente in pericolo di vita – se: a) il medicinale sia già oggetto, nella medesima specifica indicazione terapeutica, di studi clinici sperimentali, in corso o conclusi, di fase terza o, in casi particolari di condizioni di malattia che pongano il paziente in pericolo di vita, di studi clinici già conclusi di fase seconda; b) i dati disponibili sulle sperimentazioni di cui alla lettera a) siano sufficienti per formulare un favorevole giudizio sull’efficacia e la tollerabilità del medicinale richiesto.

    Su questa normativa di base, sono intervenute due norme contenute nelle leggi finanziarie per il 2007 ed il 2008. Iniziamo da quest’ultima. L’art 1 comma 349 della Legge Finanziaria 2008 (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244) pone un parametro importante alla discrezionalità della valutazione con cui l’AIFA inserisce i farmaci nell’elenco di cui alla legge 648 (farmaci off label a totale rimborso): la Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA valuta, oltre ai profili di sicurezza, la presumibile efficacia del medicinale, sulla base dei dati disponibili delle sperimentazioni cliniche già concluse, almeno di fase seconda.

    L’art. 1 comma 796 lettera Z, della Legge 296/2006 (Finanziaria 2007) ha sostanzialmente vietato l’off label sistematico in sede ospedaliera a spese del SSN: la facoltà di fare off label secondo la legge 94 “non è applicabile al ricorso a terapie farmacologiche a carico del Servizio sanitario nazionale, che, nell’ambito dei presìdi ospedalieri o di altre strutture e interventi sanitari, assuma carattere diffuso e sistematico e si configuri, al di fuori delle condizioni di autorizzazione all’immissione in commercio, quale alternativa terapeutica rivolta a pazienti portatori di patologie per le quali risultino autorizzati farmaci recanti specifica indicazione al trattamento. Il ricorso a tali terapie è consentito solo nell’ambito delle sperimentazioni cliniche dei medicinali. C’è da dire che l’AIFA ha aggiornato con Determinazioni 29/5/2007 e 16/10/07 l’elenco dei farmaci di cui alla legge 648/96 ponendo particolare riguardo ai settori dell’oncologia e della pediatria, i quali maggiormente avrebbero risentito di un’interpretazione restrittiva della norma contenuta nella Legge Finanziaria.

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  • Nuovo ebook per imparare il basso elettrico

    Appena pubblicato dal BassLab di Bologna un nuovo metodo introduttivo al basso elettrico dal titolo “5 passi per iniziare col piede giusto”, un fascicolo molto pratico che permette di imparare da soli i primissimi rudimenti sullo strumento e iniziare subito a suonare le prime linee di basso.

    Da cosa è formato:
    1 File PDF di 42 pagine (con 5 lezioni, almeno 15 esercizi pratici e 22 linee di basso)
    22 basi audio in mp3 (per suonarci sopra)

    Di livello super iniziale, è adatto a chi vuole studiare in autonomia perché guida il lettore passo passo ad acquisire l’impostazione di base sullo strumento con numerose indicazioni e consigli utili.

    Scaricabile direttamente dal sito della scuola: www.basslab.it/risorse-gratis/corso-introduttivo-di-basso-elettrico-pdf-mp3 (basta solo inserire nome e email, download immediato).

    Buon divertimento con il tuo nuovo basso elettrico!

  • La nuova legge del 2014 sul rimborso del farmaco off label

    Nel 2014 è entrata in vigore una nuova norma che modifica sensibilmente tutta la tematica della prescrizione del farmaco off label: il Decreto Legge 36 del 20 marzo 2014 (ampiamente, anzi clamorosamente, modificato dalla legge di conversione del 16 maggio) ha introdotto dopo l’articolo 4 di cui abbiamo parlato, il nuovo comma 4 bis all’art 1 della legge 648 del 1996 che così dispone: 4-bis. Anche se sussista altra alternativa terapeutica nell’ambito dei medicinali autorizzati, previa valutazione dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), sono inseriti nell’elenco di cui al comma 4, con conseguente erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale, i medicinali che possono essere utilizzati per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, purché tale indicazione sia nota e conforme a ricerche condotte nell’ambito della comunità medico-scientifica nazionale e internazionale, secondo parametri di economicità e appropriatezza. In tal caso l’AIFA attiva idonei strumenti di monitoraggio a tutela della sicurezza dei pazienti e assume tempestivamente le necessarie determinazioni».

    Questa norma si inserisce nell’ambito di una riforma della normativa sugli stupefacenti per effetto di una pronuncia della corte costituzionale che aveva dichiarato costituzionalmente legittime alcune norme, e prende la stura dalla nota vicenda (assurta all’onor di cronaca) dei farmaci per il trattamento delle maculopatie con iniezioni intravitreali.

    Il caso fu, ed è, di notevole interesse scientifico, legale e poi anche giudiziario visto che sono ancora in corso i procedimenti che lo hanno ad oggetto. Ecco che cosa successe.

    Dopo le limitazioni all’utilizzo di farmaci off label previste dalla Finanziaria 2007, con determinazione del 23 Maggio 2007 l’AIFA inserì il bevacizumab nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del SSN, ossia la fascia H, per il trattamento delle maculopatie essudative e del glaucoma neovascolare.

    Il bevacizumab era ed è un farmaco utilizzato off label dagli oculisti per il trattamento della AMD, e la sua rimborsabilità si contrapponeva alla non-rimborsabilità di due farmaci on label, specificamente autorizzati per la degenerazione maculare correlata all’età: il pegaptanib (immesso in commercio in Italia nell’ottobre 2006) e il ranibizumab (è un frammento anticorpale del bevacizumab, con alcune modifiche nella sequenza aminoacidica che ne aumentano il legame al VEGF, la cui commercializzazione è stata approvata dall’EMA il 30 gennaio 2007).

    Il trattamento intravitreale con bevacizumab era da ritenersi doppiamente off label: 1) il bevacizumab, un anticorpo direttamente correlato al ranibizumab, è autorizzato per il trattamento del cancro colorettale e del carcinoma mammario metastatico, e 2) non ne è prevista la somministrazione per via intravitreale.

    Sta di fatto che il ranibizumab è molto più economico rispetto ai due farmaci on label, il che sembra esser stata la vera ragione per cui l’Agenzia per due anni ha consentito che il farmaco off label, di fatto, fosse l’unico effettivamente utilizzabile ed utilizzato.

    Solo con la Determinazione del 4 marzo 2009 l’AIFA ha modificato la Determinazione del 23 maggio 2007, quale inevitabile conseguenza del fatto che ai due farmaci approvati per quell’indicazione terapeutica, già in classe C, con Determinazioni del 4 dicembre 2008, , e’ stata attribuita la classe H. Nella parte motivazionale della Determinazione, si legge che stante la normativa (legge 648) “il farmaco non possa più essere inserito nella lista per le indicazioni per le quali esistono farmaci approvati e che vada quindi regolarizzata la posizione del «bevacizumab (Avastin)» rispetto ai due nuovi farmaci rimborsati per tale indicazione”.

    L’AIFA ha dunque limitato l’erogabilità del bevacizumab (già inserito nell’elenco ex legge n. 648 per il trattamento delle maculopatie essudative e del glaucoma neovascolare) per le seguenti indicazione terapeutica: 1) trattamento delle maculopatie essudative non correlate all’età e 2) trattamento delle maculopatie essudative correlate all’età già in trattamento con bevacizumab; trattamento del glaucoma neovascolare. Criteri di esclusione: degenerazione maculare neovascolare (essudativa) correlata all’età, maculopatie non essudative e patologie oculari non caratterizzate da neovascolarizzazione.

    La determinazione AIFA 4 marzo 2009 è stata annullata nel maggio 2010 dal TAR del Lazio ritenendola illegittima nella parte in cui manteneva “la rimborsabilità di “Avastin“ per le Maculopatie essudative correlate all’età, già in trattamento con il principio attivo “bevacizumab” per “violazione dell’art,1 della legge n.648/1996, che consente l’utilizzazione di farmaci “off label“ (e cioè al di fuori delle indicazioni terapeutiche autorizzate) in casi eccezionali in cui non si rinvengono alternative terapeutiche valide per il trattamento di una determinata patologia, prevedendone altresì la rimborsabilità a totale carico del S.S.N.”

    Oggi, dopo che il problema avuto altre vicissitudini anche di carattere giudiziario, il legislatore ha ritenuto di risolvere la questione inserendo il nuovo comma quattro bis nella legge 648.

    Dobbiamo osservare che, tuttavia, la questione della legittimità dei trattamenti off label resta aperta, posto che la legge 648 si occupa di off label sotto il profilo della rimborso mentre la legge 94 si occupa del diverso profilo della “legalità” della prescrizione, secondo parametri che non necessariamente coincidono.

    E il nuovo comma 4 bis modifica ed integra il disposto della legge 648, ma non incide sui paletti di legalità fissati dalla legge 94: mi pare, leggendo il testo delle due norme in maniera sinottica, che dal punto di vista della legge Di Bella la mancanza di un’alternativa on label continui a rimanere uno dei parametri per cui la prescrizione off label sia legittima mentre, sotto il profilo della legge 648 ossia della rimborsabilità del farmaco, questo paletto può venire a mancare per effetto del nuovo comma quattro bis.

    Siamo alle solite: il doppio binario tra normativa che stabilisce regole di condotta normativa che ad oggetto gli aspetti finanziari ed economici si va divaricando sempre di più e la distanza talvolta pare incolmabile. La legge stabilisce delle regole per prescrivere un farmaco al di là dell’indicazione terapeutica prevista dalla AIC e tra queste regole c’è quella per cui non posso prescrivere in questo modo se esiste un farmaco approvato per quella particolare patologia, dall’altra parte abbiamo una norma di carattere finanziario che stabilisce che un farmaco può essere rimborsato dal servizio sanitario nazionale anche se approvato per un’indicazione terapeutica diversa rispetto a quella per cui viene prescritto, ed in questo bailamme non si capisce con quanta serenità il medico possa procedere e con quanta efficienza il servizio sanitario possa dispensare.

    È anche di un certo interesse comparare il testo originario del decreto legge di marzo con quello che abbiamo appena riportato essere il testo definitivo risultante dalla legge di conversione. Il testo originario, che oggi ovviamente non è più in vigore essendo sostituito dalla legge che ha convertito il decreto, era il seguente, e stabiliva una procedura assai più complessa:

    4-bis. Nel caso in cui l’AIC non comprenda un’indicazione terapeutica per la quale si ravvisi un motivato interesse pubblico all’utilizzo, l’AIFA può registrarla, previa cessione a titolo gratuito al Ministero della salute dei diritti su tale indicazione da parte del titolare dell’AIC.

    Qualora il titolare dichiari di volerla direttamente registrare, sono definiti con l’AIFA i termini e le modalità di avvio degli studi registrativi relativi alla medesima indicazione. Nel caso in cui il titolare si opponga immotivatamente alla registrazione dell’indicazione terapeutica di interesse pubblico ne viene data adeguata informativa nel sito istituzionale dell’AIFA.

    4-ter. Anche se sussista altra alternativa terapeutica nell’ambito dei farmaci autorizzati, l’indicazione terapeutica per la quale sia stato avviato l’iter di registrazione ai sensi del comma 4-bis può essere inserita provvisoriamente nell’elenco di cui al precedente comma 4 con conseguente erogazione dello stesso a carico del SSN nel caso in cui, a giudizio della Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA, tenuto anche conto dei risultati delle eventuali sperimentazioni e ricerche condotte nell’ambito della comunità medico-scientifica nazionale e internazionale, nonché della relativa onerosità del farmaco autorizzato per il SSN il farmaco sia sicuro ed efficace con riferimento all’impiego proposto rispetto a quello autorizzato. In tal caso AIFA attiva idonei strumenti di monitoraggio a tutela della sicurezza dei pazienti ed assume tempestivamente le necessarie determinazioni.

    4-quater. L’inserimento provvisorio ai sensi del comma 4-ter è disposto in attesa che siano disponibili i risultati delle sperimentazioni cliniche condotte sul farmaco e diviene definitivo previa valutazione positiva della Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA.

  • Rassegna della Microeditoria 2014: Edizioni Altravista grida “Presente!”

    Edizioni Altravista partecipa alla consueta Rassegna della Microeditoria, fiera dedicata alla piccola e media editoria. Anche quest’anno la fiera si terrà a Chiari, in provincia di Brescia, nei giorni 7,8 e 9 novembre. La manifestazione, come avvenuto nelle precedenti edizioni, si svolgerà presso Villa Mazzotti.

    La casa editrice sarà presente con le sue pubblicazioni presso lo stand di Fidare, “Federazione Italiana degli Editori Indipendenti”, e saranno consultabili e acquistabili presso lo stesso. Tra gli altri titoli presenti, ricordiamo l’opera del prof. Enrico Facco “Esperienze di premorte” e la recente pubblicazione “Breve storia delle relazioni tra USA e Russia” di Kiril K. Maritchkov, avvocato internazionalista.

    Tra i tanti eventi della Rassegna, una menzione a parte merita il “Concorso Microeditoria di qualità”, realizzato e promosso dall’Associazione L’Impronta e dal Sistema Bibliotecario Sud Ovest Bresciano, che indicono un bando per l’assegnazione di un marchio di qualità per le opere edite non prima del 2010 da piccoli e medi editori in determinate sezioni. Il marchio diventa così una sorta di segno distintivo che segnala i migliori prodotti editoriali, secondo criteri selettivi.

    Ricordiamo che, nelle passate edizioni, Edizioni Altravista ha conseguito più volte questa prestigiosa onorificenza, tra gli altri con il volume “La diversità delle acque. Antropologia di un bene molto comune” di Mauro Van Aken e “Etnografie di genere” di Claudia Mattalucci.

    Edizioni Altravista

  • La tua crema per la dermatite seborroica acquistala online

    Normalmente la pelle produce sebo, una sostanza oleosa che serve per renderla morbida e mantenere il giusto grado di idratazione cutanea; tuttavia, quando le secrezioni sebacee sono eccessive, si può andare incontro a problemi come la dermatite seborroica.

    Questo disturbo colpisce le aree del corpo più ricche di ghiandole sebacee, come ad esempio il viso, il dorso e la parte superiore del petto ma anche il cuoio capelluto; i sintomi inconfondibili sono la formazione di chiazze arrossate che si desquamano e, in particolar modo a livello della chioma, vi è abbondante produzione di scaglie simili a forfora.

    La dermatite seborroica non costituisce un problema per la salute, per fortuna, anche se chi ne soffre spesso si sente in imbarazzo e a disagio in mezzo alle altre persone. Va ricordato che comunque si tratta di un disturbo non contagioso, e che soffrirne non è indice di scarsa igiene personale.

    Impiegando sulla pelle una crema per dermatite seborroica è possibile lenire i sintomi di questo disturbo dermatologico, e un prodotto efficace da consigliare è senza dubbio la Crema Sebo-equilibrante Aqua di Tabiano in vendita comodamente online sull’e-shop Termal Diffusion.

    Questa crema dalla formulazione delicata contiene zolfo naturale di origine termale ed altri principi attivi che agiscono sulla cute diminuendo l’irritazione, regolarizzando la secrezione di sebo e aiutando a ridurre i fenomeni desquamativi.