Autore: Redazione area-press.eu

  • Antonello De Pierro e Georgia Viero tengono a battesimo il magazine Fashion Secrets


    L’evento per la presentazione della rivista editata da Luca Ventura e diretta da Barbara Del Fallo ha avuto luogo a Ciampino presso il ristorante “L’ Altra Tappa”

    Roma – Da affermato modello a editore. E’ questa la fortunata parabola professionale del noto modello Luca Ventura, che l’altra sera è approdato alla nuova figura lavorativa presentando presso il ristorante “L’Altra Tappa” di Ciampino il magazine patinato “Fashion Secrets”, rivista di moda, cultura e spettacolo di indubbia qualità, che si candida a un posto di primo piano nell’editoria di settore. Una serata riuscitissima che ha suscitato molto interesse nei presenti, consacrando l’estro imprenditoriale del giovane Ventura che, dopo aver calcato le passerelle di mezzo mondo, in un percorso sempre illuminato dal successo, ha deciso di cimentarsi in questo ambizioso progetto. E per farlo ha selezionato accuratamente i suoi collaboratori, a iniziare dalla direttrice del periodico, la nota e gettonatissima giornalista abruzzese Barbara Del Fallo. Di sicura affidabilità anche gli altri componenti dello staff realizzativo come Pier Giorgio Antonelli, Barbara Del Fallo, Marzia Fantasia, Claudia Loi, Luca Di Donato, Adele Di Feliciantonio .

    Madrina dell’evento è stata la bella e brava attrice e conduttrice Georgia Viero, mentre gli ospiti più attesi i giornalisti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti, ex direttore e voce storica di Radio Roma, e Daniela Minucchi, affascinante e celebre conduttrice Rai. Tra gli altri invitati, che hanno potuto apprezzare la gustosa e pantagruelica cena offerta dal locale, vanno menzionati la nota giornalista ed economista Elisabetta Spinelli, lo stilista Filippo Lafontana, Annamaria Buoncristiani, Marco Ferra, Luca Di Nicola, Antonio Martino, Nima Benati, Joshua Fenu, Anthony Peth, Monica Mabelli, Claudio Del Falco, Claudio Bondatti, Roberta Orrù, Ester Vinci, Luca Soddu, Emanuele Puddu, Federico e Letizia di Fashionstyle, il dj Angelus, Giovanni Paris, l’affascinante showgirl Serena Saitta, Laura Minelli, Cinzia Loffredo e Michele Conidi.

    (Foto di Fabrizio Bettinelli)

  • LA LEGGENDARIA CHARLY GAUL SI AVVICINA, SVELATO IL RICCO PACCO GARA

    Dal 17 al 20 luglio “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone-Trofeo Wilier Triestina”

    In 2000 per la nona edizione della granfondo trentina

    Per tutti i partecipanti un ricco e utile pacco gara

    Mercoledì 9 luglio la presentazione dell’evento a Trento

    Fra due settimane si apre la 9.a edizione de “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone- Trofeo Wilier Triestina”. Dal 17 al 20 luglio la granfondo organizzata dall’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e dall’Asd Charly Gaul Internazionale porterà sulle strade di Trento e dintorni migliaia di granfondisti provenienti da tutto il mondo. Secondo gli ultimi aggiornamenti sull’andamento delle iscrizioni, quasi 2000 appassionati si sono già assicurati un posto in griglia e il dato sulle presenze straniere conferma la dimensione internazionale dell’evento. La gara, infatti, è l’unica tappa italiana dell’UCI World Cycling Tour, la serie che raccoglie le prove di qualifica per i Campionati del Mondo Amatori e Master in programma in Slovenia dal 28 al 31 Agosto. I partecipanti provenienti dall’estero al momento sono 350 e quest’anno al via ci sarà anche un team di corridori ugandesi, novità assoluta per la manifestazione. I numeri comunque sono destinati ad aumentare perché le iscrizioni rimarranno aperte sino al 14 luglio. Tutti i dettagli per prendere parte all’evento si possono rintracciare sul sito ufficiale della manifestazione e, assieme al posto in griglia, gli iscritti si porteranno a casa il ricco pacco gara de “La Leggendaria Charly Gaul” che si compone di: stick da 8 confetture Menz & Gasser, mela Melinda e bottiglia d’acqua Pejo, succo di frutta Trento Frutta, una confezione di Pasta Felicetti, borraccia e barretta Enervit, fiale di lubrificante Finish Line, proteggi smartphone/documenti e portachiavi Eleven, infuso Trentino Erbe, buono sconto Sportler da € 10, borsa Trentino Shopper e la Guest Card Trentino per chi pernotta nelle strutture convenzionate. Nel pacco gara è anche compreso l’utilizzo del servizio ristori lungo i percorsi e del pasta party finale, dove oltre ai prodotti già citati per il pacco gara si troveranno pane e crostate dell’Associazione Panificatori del Trentino, la carne salada del Consorzio Produttori Trentini di Salumi, il formaggio Trentingrana, gli yogurt Latte Trento, il brodo vegetale Bauer. E per festeggiare dopo le grandi fatiche ci sarà un brindisi con lo spumante Altemasi Trentodoc di Cavit.

    Il lungo week end de “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone” comincerà giovedì 17 luglio quando apriranno i battenti del Trento Bike Expo e dell’Ufficio Gare, ospitati negli accoglienti spazi di Trento Fiere. Venerdì 18 luglio, invece, sarà la giornata dedicata ai cronomen con la prova contro il tempo a Cavedine, in Valle dei Laghi. Sabato 19 luglio in Piazza Duomo a Trento andrà in scena la Mini Charly Gaul e, last but not least, domenica 20 sarà il giorno della gara in linea con i due percorsi “granfondo” e “mediofondo” che porteranno le migliaia di ruote fine ad affrontare le rampe del Monte Bondone sulle orme di Charly Gaul. “La Leggendaria Charly Gaul” sarà la tappa finale dell’Alé Challenge e assegnerà punti per i circuiti Nobili/Super Nobili, Dalzero.it e Criterium Alpe Adria.

    Mercoledì 9 luglio, …sempre nel segno del nove, la nona edizione de “La Leggendaria Charly Gaul Trento Monte Bondone-Trofeo Wilier Triestina” verrà presentata alla stampa. Il vernissage si svolgerà alle 11.00 a Palazzo Geremia, presso il Comune di Trento, e si preannuncia molto affollato: assieme ad Elda Verones, direttrice dell’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, saranno presenti le autorità politiche locali e tanti volti noti del mondo dello sport come gli olimpionici Juri Chechi ed Antonio Rossi e i campioni trentini delle due ruote, la famiglia Moser, “dynasty” ciclistica trentina per eccellenza, e Gilberto Simoni.

    Info: www.laleggendariacharlygaul.it

  • Insieme a te: il nuovo disco di Daniele Falasca


    Il quinto album del musicista abruzzese in uscita grazie al crowdfunding su MusicRaiser: latin, jazz, tango moderno e melodia per uno dei più grandi talenti italiani della fisarmonica, ammirato da tanti colleghi come Fabrizio Bosso

    INSIEME A TE
    …il quinto album di Daniele Falasca…


    13 tracce, 56 minuti

    “La mia scrittura è il risultato di un percorso artistico che non si è mai fossilizzato in un solo genere ma, nel corso degli anni, sin da giovanissimo, ha assimilato tanti stili, dalla classica al jazz con influenze di ritmi latini. Sicuramente ho acquisito una maturità anche come fisarmonicista, dopo anni che non suonavo questo strumento ho dovuto studiare per correggere qualche “difetto” (come la gestione del mantice) e da buon perfezionista spero di essere riuscito nell’intento”. E’ particolarmente orgoglioso del suo nuovo disco Daniele Falasca, giovane e talentuoso fisarmonicista che, dopo anni di studi rigorosi e tenaci al pianoforte, ha riscoperto la fisarmonica dedicandosi anima e corpo alla composizione, agli arrangiamenti, alla pubblicazione di dischi e al perfezionamento come strumentista. Insieme a te è il quinto disco del musicista abruzzese, il terzo per fisarmonica dopo due album per piano solo.

    Attratto dalla musica sin da quando aveva quattro anni, inizia gli studi musicali grazie alla passione del nonno (fisarmonicista classico). Il suo corso di studi è stata impeccabile: il massimo dei voti ai corsi classici di fisarmonica e clarinetto e di pianoforte al Conservatorio Casella dell’Aquila (con tanto di lode), in seguito corsi di perfezionamento, premi e concerti, fino al 2011, anno della riscoperta della fisarmonica, un vecchio amore mai sopito e protagonista più che mai nella sua svolta musicale all’insegna del latin-jazz melodico, mediterraneo e suadente, che ha raccolto tanti apprezzamenti dal pubblico e dai colleghi, come ad es. Fabrizio Bosso, che ha collaborato con Daniele. Anche il nuovo album si muove nella direzione dei suoi predecessori: a cavallo tra latin e jazz, world music e invenzioni strumentali, gode del torrenziale estro melodico dell’autore, che con la suafisarmonica Brandoni & Sons ricerca e ottiene un suono peculiare e molto riconoscibile.

    Insieme a te segue l’apprezzato album La voce dentro me e ha visto la luce grazie al sostegno del pubblico attraverso MusicRaiser, con il quale Falasca ha raccolto i fondi necessari per la realizzazione del disco: “Grazie ai miei ammiratori, al pubblico che mi sostiene e mi segue ai concerti e agli amici (anche musicisti), ho avuto questo importantesupporto per la realizzazione della stampa fisica del disco, tutta la fase che precede la stampa é stata autoprodotta come avvenuto per gli altri cd. Sinceramente non mi aspettavo tanto successo: viviamo in un momento di crisi e la musica, soprattutto quella indipendente, fatica molto ad andare avanti. È stata una stimolante esperienza che ha confermato l’affettodelle tante persone che mi vogliono bene: un segno del destino che mi stimola a continuare su questa strada”.

    Insieme a te vede anche la collaborazione di una squadra di validi musicisti: Fabrizio Mandolini (saxophone soprano), Gianluca Caporale (clarinetto e sax tenore), Glauco Di Sabatino (batteria), Amin Zarrinchang (contrabbasso), Bruno Marcozzi (percussioni),Pierluigi Fidanza (chitarre), Alessia Martegiani e Dante Francani (voci).

    Info:

    Daniele Falasca:
    https://sites.google.com/site/stampadanielefalasca

    Daniele Falasca su Facebook:
    www.facebook.com/daniele.falasca

    Synpress44 Ufficio stampa:

    www.synpress44.com

  • 7 cose che l’esperto Maitre “Donato Carra” consiglia di non mangiare durante l’estate.


    MELONE
    “Tagliati il tuo melone o passerai la giornata alla toilette anziché al mare.” Un modo molto francese per dirvi che secondo il grande esperto è un vero concentrato di germi. Nel senso che la polpa morbida raccoglie i germi peggio di una spugna.
    “Se proprio lo desiderate – commenta Carra – vi si prospettano 2 soluzioni: tagliarlo in loco e consumarlo direttamente o portarvelo da casa porzionato e refrigerato. Che è più semplice.”
    MAIONESE FATTA IN CASA ? NEL MODO PIU’ ASSOLUTO.
    Non temere la maionese Calvè, ma solo quella della nonna Maria, pensa te. Quella industriale è più acida, contiene uova pastorizzate e… va beh, conservanti. Quella della nonna no ed è pericolosa.
    CARNE ALLA GRIGLIA
    Perché mai dovremmo rinunciare a quelle favolose costate al sangue o alle croccanti pancettine mezze bruciacchiate tipiche di un pranzo domenicale estivo? Perché la griglia-spiega il Maitre- non sempre permette una perfetta cottura della carne, e di conseguenza è un rischio per la nostra salute.
    Ecco perché-Carra- ci consiglia, se proprio non possiamo dire di no alle salsicce alla brace, di usare il termometro. Una perfetta cottura, che previene il rischio della proliferazione batterica, è a 160 gradi.
    IL POLLO LAVATO
    Volete sapere il motivo del divieto? Un’innocua pratica igienica che sarebbe in realtà una potente arma di distruzione di massa. Lavare il pollo sotto il getto d’acqua del rubinetto produce schizzi che possono diffondere per tutta la cucina Campylobacyter, un tenero batterio causa nell’uomo di crampi addominali, vomito e nei casi più gravi, disturbi del sistema nervoso e addirittura la morte.
    ALLARME GERMOGLI
    I semi necessitano di calore e umidità per germogliare, così come i batteri, la salmonella, etc… Per questo i germogli sono poco salubri o nelle terrificanti parole dell’esperto un concentrato maligno per il nostro intestino.
    Non importa quanto siano lavati o quanto è pulito l’ambiente in cui crescono, sarà sempre meglio preferire una bella fiorentina (ma mi raccomando il termometro!).
    OSTRICHE CRUDE
    Il più pregiato tra i molluschi contiene un batterio dal nome simpatico (Vibrio) che produce una altrettanto simpatica tossina dannosissima per il fegato.
    Dunque, signori, niente ostriche e champagne quest’estate (che poi si abbinano male). E visto che ci siamo, si rischia molto anche con tutti i frutti di mare crudi.
    LATTE CRUDO
    Ha i suoi sostenitori, che ancora oggi lo reputano più sano di quello pastorizzato: purtroppo non contiene solo microrganismi che rinforzano il sistema immunitario, ma anche e soprattutto batteri.

  • BUSSOLA, CARTINA E ORO A VENEZIA, BOBACH (DEN) E WYDER (SUI) IRIDATI SPRINT

    Pubblico strabocchevole a Venezia al via del Campionato del Mondo di Orienteering

    Gara Sprint in Laguna: la svizzera Wyder batte la favorita Alexandersson

    L’atteso svizzero Hubmann battuto per 2” dal danese Bobach

    Azzurri: 30° Andrea Seppi, 34° Tenani e 36.a Michela Guizzardi

    I Campionati del Mondo di Orienteering e Trail Orienteering 2014 non potevano vivere un esordio migliore. Il palcoscenico di Venezia ha regalato ad atleti, pubblico e tecnici una prima giornata memorabile. Oggi la gara Sprint ha aperto il programma dell’orienteering ed il sole ha illuminato sia le qualifiche, nell’Isola di Burano, sia la finale andata in scena nel centro di Venezia, con l’arrivo degli atleti in Riva dei Sette Martiri salutato da una folla di migliaia di tifosi. Il danese Soren Bobach e la svizzera Judith Wyder sono i nuovi campioni del mondo della gara Sprint dopo aver messo in fila tutti gli avversari sul percorso di Venezia, tanto tecnico quanto spettacolare. Bobach ha anticipato di soli due secondi lo svizzero Daniel Hubmann, mentre al terzo posto è giunto un altro danese, Tue Lassen, distanziato di quattro secondi dal neocampione del mondo. In campo femminile, invece, il podio è stato completato dalla svedese Tove Alexandersson, argento a 11’’ dalla vincitrice, e dalla danese Maja Moeller Alm, bronzo a 13’’ dalla Wyder.

    La giornata si è aperta fra i canali e le case colorate dell’Isola di Burano, dove alle 9.00 sono scattate le qualifiche della prova Sprint. Le batterie hanno visto al via oltre 200 atleti in rappresentanza delle 54 nazionali che partecipano ai Campionati del Mondo WOC di Trentino e Veneto. Il sole e il caldo della Laguna hanno fatto la gioia dei tanti tifosi accorsi da tutto il mondo per godersi lo spettacolo, ma sono stati fatali a molti atleti nordici, non abituati a gareggiare durante la calda estate italiana. Il finlandese Marten Bostrom, campione del mondo uscente nella specialità Sprint, non è riuscito a superare il primo round di qualifiche ed è rimasto fuori dai magnifici 45 che si sono guadagnati un posto in finale. Gli azzurri a Burano si sono difesi egregiamente, riuscendo a piazzare tre atleti in finale: l’emiliano Alessio Tenani, il triestino Andrea Seppi e la bolognese Michela Guizzardi.

    Nel pomeriggio i finalisti si sono presentati allo start nei Giardini della Biennale per giocarsi i titoli iridati nella gara Sprint e il percorso di Venezia ha regalato uno spettacolo memorabile, con gli atleti a correre fra ponti e calli e un caloroso pubblico di tifosi di tutte le nazionalità a seguire tutte le fasi della prova.

    Le prime a partire sono state le donne e la gara è stata letteralmente dominata dalla svizzera Judith Wyder, che ha concluso la sua Sprint in 15’ 32’’ con un vantaggio di ben 11’’ sulla svedese Tove Alexandersson, una delle grandi favorite della vigilia e prima in batteria a Burano. Il terzo posto è andato alla danese Maja Alm che ha concluso la gara a 13’’ dalla vincitrice. Judith Wyder sul traguardo sfoderava uno splendido sorriso: “Sono molto felice, è un giorno perfetto. Ero davvero impaziente di partecipare a questa gara, avevo grandi aspettative. Essere qui a Venezia è uno spettacolo. Il percorso era fantastico, difficile in alcune parti e veloce in altre”.

    Nemmeno il tempo di festeggiare i podi femminili e sono iniziate le partenze della gara maschile, che è stata appannaggio di un outsider. Il danese Soren Bobach è riuscito ad arrivare davanti ad uno degli atleti più quotati, lo svizzero Daniel Hubmann iridato nella sprint nel 2011 e miglior tempo nella qualifica della mattinata. La gara è stata emozionante e si è decisa per soli due secondi: lo svizzero, infatti, era in testa sino alla penultima lanterna dove una piccola imperfezione gli è stata fatale per il titolo. La festa danese è stata completata dalla medaglia di bronzo di Tue Lassen, distanziato di 4’’ dal compagno di squadra. Al traguardo Bobach era tanto incredulo quanto emozionato: “Essere campione del mondo è semplicemente fantastico. Venezia e Burano sono arene di gara stupende. Ci sono anche tanti cambi di andatura, tanti vicoli e passaggi tecnici. Adoro gareggiare qui”.

    Per quanto riguarda i colori azzurri, Michela Guizzardi si è classificata al 36esimo posto, Andrea Seppi al 30esimo e Alessio Tenani al 34esimo.

    Oggi a Venezia è andata in scena anche la prima giornata della 5 Days of Italy, il principale evento di contorno ai Campionati WOC-WTOC 2014, mentre il programma di domani prevede la Cerimonia d’Apertura che si svolgerà ad Asiago (VI) alle 18.00 e i test della gara Temp-O, prima prova nel programma dei Campionati del Mondo di Trail Orienteering, che si disputeranno alle 10.00 ad Alberè di Tenna (TN).

    Info: www.woc2014.info

    Download TV images:

    http://woc2014.broadcaster.it/

    Sprint Final – Ladies

    Open in new window1 Wyder Judith SUI 15:32.0; 2 Alexandersson Tove SWE 15:43.9; 3 Moeller Alm Maja DEN 15:45.7; 4 Volynska Nadiya UKR 15:46.9; 5 Eliasson Lena SWE 15:59.1; 6 Friederich Rahel SUI 16:06.9; 7 Vinogradova Galina RUS 16:11.5; 8 Ronning Sund Goril NOR 16:29.9; 9 Niemi Venla FIN 16:31.4; 10 Klingenberg Emma DEN 16:35.6

    Sprint Final – Men

    1 Bobach Soren DEN 15:37.2; 2 Hubmann Daniel SUI 15:39.3; 3 Lassen Tue DEN 15:41.4; 4 Lysell Jerker SWE 15:48.1; 5 Kyburz Matthias SUI 15:52.4; 6 Leandersson Jonas SWE 15:58.0; 7 Michiels Yannick BEL 16:04.7; 8 Prochazka Jan CZE 16:08.0; 9 Gvildys Jonas Vytautas LTU 16:09.4; 10 Hubmann Martin SUI 16:10.7

  • Altra consuetudine: di Venere e di Marte… a Cupra Marittima Sala Polivalente

    Martedì 8 luglio alle 18.00 all’interno della Sala Polivalente di Cupra Marittima sarà presentata la mostra collettiva Altra consuetudine: di Venere e di Marte…
    La mostra, organizzata dalla Galleria Marconi, dall’Associazione Marche Centro d’Arte, dal Comune di Cupra Marittima e dalla Pro Loco di Cupra Marittima, in collaborazione con L’Associazione Alta Fedeltà, presenta le opere di Giovanni Alfano, Attinia, Luca Bidoli, Giuseppe Biguzzi, Nicola Caredda, Roberto Cicchinè, Rocco Dubbini, Francesca Gentili, Elena Giustozzi, Ping Li, Giovanni Manunta Pastorello, Giorgio Pignotti, Solidea Ruggiero, Josephine Sassu, Gabriele Silvi, Rita Soccio, Rita Vitali Rosati, Zino.
    La collettiva è a cura di Dario Ciferri, coadiuvato nella parte testuale dalle critiche Nikla Cingolani, Rebecca Delmenico, Alessandra Morelli, Loretta Morelli, Maria Letizia Paiato, Cristina Petrelli.
    La Sala Polivalente si trova in viale Giuseppe Romita n° 2, sul Lungomare di Cupra Marittima.

    Il progetto della mostra collettiva è nato su iniziativa della Pro Loco di Cupra Marittima e del presidente Pino Neroni per fare proseguire la collaborazione e l’esperienza positiva scaturita dalla sezione cuprense dell’Expo di arte contemporanea di Marche Centro d’Arte.

    La Galleria Marconi e Marche Centro d’Arte continuano nella loro attività di promozione dell’arte nel territorio, secondo l’idea che l’arte e i suoi riti possono diventare un fattore di aggregazione nel territorio. Concluso l’Expo di arte contemporanea, che ha occupato i mesi di giugno e luglio, l’attività espositiva riprende con la collettiva Altra consuetudine: di Venere e di Marte…, che vuole essere idealmente un momento di riflessione su quanto fatto e un ponte verso le nuove attività che riprenderanno a settembre.

    “Arriva l’Estate e l’Arte si sposta in riva al mare.
    Adattamento, mutazione, ripensamento, installazione, le mostre si pensano e modellano in funzione dello spazio, non ne esistono di strettamente vocati all’arte, e il dialogo tra arte e luogo è una sfida costante e ogni volta avvincente. Sono stato chiamato a interpretare questo spazio e ho deciso di raccontare le due realtà artistiche forse più vive nel nostro territorio due realtà che si intrecciano e hanno intrapreso un percorso di cammino comune anche perché hanno come punto di contatto la figura del gallerista e direttore artistico Franco Marconi, che al paese di Cupra Marittima è fortemente legato e ha dedicato energie e idee. Altra consuetudine: di Venere e di Marte… è l’idea della possibilità di far convivere storie diverse e di poter creare nuove tradizioni che si stacchino dal comune modo di vedere, superando preconcetti e credenze a volte ridicoli. Sempre in tale chiave si è deciso di superare il tradizionale passaggio del curatore-autore dei testi per passare a una chiave critica di tipo collettivo, ho così chiesto alle critiche (Nikla Cingolani, Rebecca Delmenico, Alessandra Morelli, Loretta Morelli, Maria Letizia Paiato, Cristina Petrelli) che quest’anno hanno curato l’Expo di arte contemporanea Marche Centro d’Arte di collaborare a questa esposizione, che racconta delle storie, offre molti spunti di riflessioni ma che vuole prima di tutto e soprattutto parlare di arte e mostrare arte.” (Dario Ciferri)

    Scheda tecnica

    curatore: Dario Ciferri
    testi critici: Dario Ciferri, Nikla Cingolani, Rebecca Delmenico, Alessandra Morelli, Loretta Morelli, Maria Letizia Paiato, Cristina Petrelli.

    fotografia: Stefano Capocasa
    riprese video: Stefano Abbadini
    allestimenti: Andrea Fontana

    dall’8 luglio al 22 luglio
    orario: lunedì – sabato dalle 21.30 alle 23.30
    domenica dalle 18 alle 20 – dalle 21.30 alle 23.30

    spazi:
    Sala Polivalente
    Viale Giuseppe Romita, 2
    63064 Cupra Marittima (AP)

    Con il supporto di Ostello degli Artisti: http://www.appartamenti-cupramarittima.com

    Info

    Pro Loco Cupra Marittima
    Piazza della Libertà 11
    tel-fax 0735-779193
    web: http://prolococupram.altervista.org/joomla/it/
    Facebook: https://www.facebook.com/groups/339830792717223/

    Galleria Marconi di Franco Marconi
    C.so Vittorio Emanuele, 70
    63064 Cupra Marittima (AP)
    tel 0735778703

    e-mail [email protected]
    blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi
    twitter https://twitter.com/GalleriaMarconi

    Ass. Marche Centro d’Arte
    web: http://mcda.cocalosclub.it/
    Facebook: https://www.facebook.com/marchecentrodarte
    Twitter: https://twitter.com/mcdarte
    email [email protected]

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  • Al Complesso del Vittoriano, dal 17 luglio al 7 settembre, un’esposizione racconta Irene Petrafesa

    Roma, 5 luglio 2014 – Dal 17 luglio (anteprima stampa e visita alla mostra mercoledì 16 luglio alle 18.00) il Complesso del Vittoriano ospita Irene Petrafesa con la personale dal titolo “TRA TERRA E MARE – Opere 2001-2014, in programma nella splendida cornice di Via di San Pietro in carcere fino al 7 settembre prossimo (orario 9.30 – 19.30; ingresso libero). L’esposizione – che è stata patrocinata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dalla Provincia di Bari, dalla Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani) e dal Comune di Andria – offre la possibilità al grande pubblico di ammirare da vicino i lavori di un’artista che ha raggiunto ormai da tempo un ruolo di primo piano nell’arte contemporanea italiana e internazionale ottenendo riconoscimenti significativi.

    Pittrice poliedrica e dalla spiccata sensibilità, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi “padri spirituali”. Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un’arte che sa comunicare le sue più intime emozioni.

    “Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria – scrive la Petrafesa – vengono evocate nell’atto creativo”. E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l’anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.

    La mostra – curata da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi – punta a raccontare la prorompente forza creativa di questa pittrice attraverso un’ampia raccolta di opere, circa 40, che sono il risultato degli ultimi quattordici anni di lavoro e rappresentano l’espressione più recente della sua preziosa produzione. Essenziali per una ottimale comprensione delle sue opere le fasi proposte all’interno del percorso espositivo: dal ciclo “Mediterraneo” a “Frammenti Metropolitani”, da “Paesaggi industriali…ciminiere” passando per “What identity”, “Profili” fino a “Respiri”, “Passeggeri e “Sospeso”, serie quest’ultima in cui, come spiega l’artista stessa “qualsiasi suono viene ovattato, attutito, qualsiasi movimento o immagine perdono di intensità, diventano fluidi ed è lì che io immagino possa anche avere origine la vita”.

    Così accanto a opere che sono “istantanee” mentali capaci di trasudare poesia, “scatti” in cui a rubare il posto alla natura è “un orizzonte buio e fumoso, spesso opaco e rotto solo da fabbriche e gru” – come affermano critici di chiara fama che si sono interessati alla sua arte – si impongono all’attenzione dello spettatore quadri i cui protagonisti sono esseri che sembrerebbero vivere sospesi nel cosmo e trascorrere la propria esistenza tra terra e mare, tra essere umano e natura, e ancora creazioni pittoriche più attuali che vedono campeggiare sulla tela personaggi inediti, passeggeri ideali, “figure sospese – come scrive Nicolina Bianchi nel suo testo editoriale a catalogo – in un’etere di intime simbologie, silenziose ma prepotentemente presenti nella mente e nell’animo di Irene”. Si tratta, continua ancora la Bianchi nel suo testo, di “visioni poetiche che dialogano con i luoghi delle sue nostalgie, con i colori evanescenti delle sue atmosfere preferite, espressioni immediate e concrete dell’uomo alla incessante ricerca di una realtà di valori, di un mondo interiore ricco di rispetto, di fiducia, d’amore”.

    Nata a Bari nel 1952, Irene Petrafesa trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra questa città e Barletta. Interrotti gli studi alla Facoltà di Giurisprudenza e successivamente il lavoro presso il Ministero delle Finanze, si fa sempre più strada in lei la passione per la pittura che, dal 2000, la porta a intensificare un’attività artistica iniziata da tempo e a trasferire nelle proprie opere quella innata vocazione cromatica e quella passionale cultura espressiva, acquisita frequentando note gallerie e osservando, nei musei più famosi, le opere dei grandi Maestri. Su invito comincia a prendere parte, in Italia e all’estero, a importanti rassegne di arte contemporanea e a eventi espositivi di portata internazionale: Bari, Montichiari, Padova, Reggio Emilia, Forlì, ma anche il Free Trail al Centro d’Arte Sanvidal di Venezia e Nel Respiro del Tempo a Firenze. Di lì a poco arrivano, notevoli e numerosi, i primi successi e i primi riconoscimenti in terra natia: il Premio Barletta Provincia, la Manifestazione internazionale Culture a Confronto al Castello Svevo di Trani. Fanno presto eco i risultati raggiunti al Premio Arte Mondadori a Milano, il Primo Premio di Pittura al Castello di Montegiardino di San Marino, il Primo premio a Bari nella Rassegna Puri e semplici riflessi di Puglia e il Premio Sanremo 2000. Tra il 2001 e il 2002 partecipa al prestigioso Roma New Age a Palazzo delle Esposizioni. In quell’occasione, così come per la Rassegna Internazionale a Palazzo Barberini Le Grandi Mostre a Roma, si aggiudica il Premio della Critica. Altri riconoscimenti arrivano con il Premio Città di Brindisi, alla Rassegna nazionale Natiolum, e nel 2003 con la menzione di Artista Europeo nell’ambito della New Art Summer di Helsinki. Intanto partecipa a eventi artistico-culturali internazionali a Tenerife in Spagna, a Salisburgo e alla Rassegna Away game alla Sendai Mediateque in Giappone. Dal 2004, una dopo l’altra, si susseguono una serie interessante di mostre personali e rassegne: Frammenti metropolitani, Visioni Urbane, Tangenzemozionali, Art/chitetture e paesaggio urbano. Il 2008 è un anno estremamente significativo per la sua pittura: l’intensa e qualitativa attività artistica viene riconosciuta a Roma con la consegna del Premio SEGNI D’ARTE, promosso dalla Direzione dello storico periodico omonimo, una targa con la riproduzione di un disegno del Maestro Montanarini assegnato in passato ai Maestri Attardi, Calabria, Trotti, Leone. Nel 2012 si avvicina al Design e, spinta dall’Architetto Francesco Mancini, inizia interventi pittorici su oggetti da lui creati, Insieme parteciperanno poi a PugliArch 2012. I successivi due anni portano ancora nuove ispirazioni. E’ il periodo del Museo Crocetti e della partecipazione alla sesta edizione della Donna nell’Arte a Monopoli con la personale Ànemos, alla Mostra di Arte contemporanea La spiritualità nell’Arte ad Andria, alla rassegna L’Arte Contro La Violenza e il Dolore presso il Castello Estense a Ferrara in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, e ancora alla Rassegna Murart, alla Rassegna a tema OLIO D’Artista, allestita nello storico Torrione Angioino e frequentata dalle più qualificate firme dell’arte contemporanea, alla manifestazione MINIMALIA. Tra le ultime manifestazioni l’esposizione, a Roma, insieme ai Maestri internazionali del Group exibition art collection, dell’opera Muro, e ancora Rebirth/Rebuild, La bellezza e le radici Biennale di Arte Contemporanea, organizzata dall’Associazione Culturale Mente Contemporanea e a cura di Cosimo Strazzeri, che si snoderà dal 21 luglio presso gli spazi espositivi della Torre delle Saline Margherita di Savoia. Tra le mostre personali e itineranti che meglio sintetizzano il suo percorso creativo: Fossili, Realtà non conforme, Mediterraneo, Ciminiere suggestioni della memoria e l’attuale antologica presso il Complesso Monumentale del Vittoriano Tra terra e mare.

    Irene Petrafesa lavora prevalentemente con olio, ma non disdegna tecniche miste e pigmenti naturali su grandi tele. La sua è una pittura evocativa, un mezzo dell’agire in rapporto diretto con la rappresentazione mentale. L’artista è impegnata a mettere a nudo e trasmettere l’anima della realtà e la magia delle cose ed è sicuramente per questo motivo che il suo pennello dà spazio, piuttosto che alle persone, a ombre passeggere che fanno da quinta alla rappresentazione del vero soggetto dei suoi lavori: “il vuoto” inteso come aridità di sentimenti e smarrimento.

    Di lei hanno detto:

    “Irene Petrafesa rivolge il suo sguardo a quelli che chiama i paesaggi industriali per coglierne un’essenza profonda, un palpito di vita latente, uno stato d’animo come di delicata auscultazione di una materia che sembrerebbe di per sé arida e quasi respingente. Nelle sue immagini sovente ai limiti dell’invisibile la pittrice sembra affrontare l’eterna questione dell’agio e del disagio, dello stare in questo mondo confortati dagli affetti e dall’amicizia o, all’opposto, del trovarsi isolati, inermi, deboli, indifesi. (…) l’ arte della pittrice ha in certi momenti l’aria di una reazione a una minaccia latente che investe gli uomini e le cose. In questo senso la Petrafesa è pienamente un’artista del nostro tempo che non esprime tanto malinconia e sottile angoscia, quanto quello che psicanaliticamente si chiama “disagio della civiltà”. Non sono più i tempi di Metropolis di Fritz Lang o di Quelli che vanno di Umberto Boccioni. Di fatto, però, l’ispirazione è analoga ma la prospettiva espressionista o futurista non ci appartiene più e non appartiene di certo alla Petrafesa. Tuttavia è innegabile che le immagini della pittrice fanno riferimento a una meditazione che ha attraversato il ventesimo secolo e prosegue adesso con nuove e diverse intenzioni ma pur sempre all’interno di un ambito estetico ancora ricchissimo di implicazioni e conseguenze interessanti. (…). E’ una poetica complessa che ha esiti sovente di qualità finissima e di intensa carica comunicativa, proprio là dove sembrerebbe che la pittrice si ritragga per scomparire dietro le sue stesse immagini. Ma è un po’ la quintessenza del suo essere. Non è un’ arte rinunciataria e impalpabile quella che la Petrafesa ha costruito nel tempo e che continua a dipanare come un unico lunghissimo tema che non può trovare un punto culminante o finale. E’ un’ arte, piuttosto, incisiva e determinata”. (Claudio Strinati)

    “La pittura di Irene Petrafesa segue da sempre la vita senza mai imbrigliarsi nel predeterminato, nel programmato, nel definito, e mette in scena un suo processo creativo “ri-vivendone” costantemente lo spirito di una narrazione dove i valori dell’arte vanno oltre la necessità interiore del fare pittura, oltre l’analisi della natura e dell’uomo. Il suo è un continuo esplorare osservare scrutare, dal suo affacciarsi alle prime esperienze artistiche dove già anticipava prepotentemente il messaggio di un piacere spontaneo e geniale del fare pittura fino ad oggi quando immersa nello spirito del nostro tempo, così controverso e contraddittorio, continua a disporre nella sua maniera privilegiata segni e spazi di colore e di forme. (…). Irene sulla tela narra le sue urgenze di costruire e comunicare forme, e soprattutto quell’irrefrenabile piacere spontaneo del dipingere. E lo fa seguendo un processo creativo concreto ed essenziale che si evolve nella seduzione del colore, nelle figure eteree, impalpabili, quasi celate a volte da cromie di perla, ma che conservano sempre all’interno importanti frammenti di vitali anatomie. E’ questa la sua vera esperienza che si evolve nella conquista di una assoluta naturalezza della realtà, di una verità espressiva che non è mai approdo ma continuo progetto dell’andare avanti. Una sottile filosofia che segna tutta la sua storia pittorica sempre ben salda nei suoi ideali, nel suo sviluppo di argomentazioni d’arte, poetiche, ma al tempo stesso logiche e razionali”. (Nicolina Bianchi)

    “(…) Il positivo giudizio della critica e, soprattutto, del pubblico, è oramai una costante nella produzione artistica di Irene Petrafesa, cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte e che ha notevolmente condizionato la successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti dall’impulso alla creatività, frutto di una ricerca interiore, in alcuni tratti piuttosto emotiva, senza tralasciare implicazioni sociali (…). Nel confermare dunque l’impegno e la sensibilità del Comune di Andria verso le arti, nel solco di una lunga e consolidata tradizione dell’Ente, rinnovo all’amica Irene Petrafesa i più fervidi voti augurali per questa nuova personale, sicuro che saprà conseguire egregiamente il consueto successo di pubblico e critica che l’ha già proiettata in contesti nazionali ed internazionali”. (Nicola Giorgino, Sindaco del Comune di Andria)

    La mostra, a cura di Claudio Strinati e Nicolina Bianchi, è stata patrocinata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dalla Provincia di Bari, dalla Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani) e dal Comune di Andria. L’organizzazione generale dell’esposizione è firmata da Comunicare Organizzando in collaborazione con il periodico Segni d’Arte.

    Pubblicato da Edizioni SEGNI D’ARTE, il catalogo – al cui interno sono presenti contributi critici di Giusy Caroppo, Claudia Germano, Francesco Salamina, Maurizio Vitiello, Paolo Meneghetti, Vinicio Coppola, Mariangela Canale, Giuliana Schiavone, Francesca Mariotti e interviste a cura di Grazia Lamesta, Oscar Iarussi, Maria Grazia Rongo e Marina Ruggiero – è stato curato da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi. Il testo editoriale è a cura di Nicolina Bianchi.

    Complesso del Vittoriano – (www.comunicareorganizzando.it) – Via di San Pietro in Carcere – Roma

    Mostra personale: Mostra antologica di Irene Petrafesa

    Presentazione alla stampa e visita guidata alla mostra: mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 18.00

    Patrocinio di: Regione Lazio, Roma Capitale, Provincia di Bari, Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani), Comune di Andria

    La mostra, a ingresso libero, si protrarrà fino al 7 settembre 2014: orario: 9,30-19,30

  • La pesca nel lago di Scanno

    La descrizione attenta dei pesci presenti nel lago di Scanno è stata riportata dal pescatore Venier in un articolo di un numero del 2004 della rivista il pescatore.

    “I cavedani sono onnipresenti, moltissimi con misure super e raggiungibili, senza alcuna difficoltà, anche dalle sponde presso le quali stazionano in folti branchi. Anche se meno numerosi che in passato, nei fondali del lago di Scanno vivono branchi di grossi coregoni. Gli esemplari medi che vengono pescati sono di peso pari ai 2 2,5 chilogrammi.

    Meno numerosi , dicevo, ma non per molto tempo ancora! Le associazioni dei pescatori locali si stanno prodigando nella coltivazione delle uova di coregone e nella conseguente immissione di avannotti nel lago. Il persico reale è diffusissimo. Quelli che ho pescato a spinning non erano grossi ma più diffusi che altrove e caratterizzati da una livrea dai colori accesi.

    Il lago di Scanno è popolato da molti monidi, sia lacustri sia fario e iridee. Primavera, autunno e inverno sono i mesi nei quali la loro presenza si palesa con maggiore evidenza ma anche in estate, pescando a fondo, non sono rare le catture di splendide lacustri.
    Ma veniamo al pesce gioia e delizia di ogni appassionato di spinning degno di questo nome: il bass. Già nel 2003 avevo notato la presenza di persico trota a Scanno. L’estate scorsa, però, dopo un’attenta e accurata osservazione, ho potuto verificare che le cose stanno andando di bene in meglio. I grossi bass che avevo notato hanno figliato e, tra le alghe e i canneti, nuotano ora numerosi bass di ogni misura e stazza.

    Continuando di questo passo, in poco tempo questo lago diverrà un vero paradiso per ogni amante dello spinning. Su mio suggerimento, sono stati immessi nel lago anche molti lucciotti a bilanciare la presenza dei numerosi ciprinidi e, con la collaborazione intelligente di ogni pescatore, sono certo che in futuro anche l’esocide si diffonderà in modo autonomo.
    La navigazione nel lago di Scanno è consentita con motori sino a quattro cavalli ma, a mio avviso, ideali e perfetti allo scopo sono i motori elettrici a batteria. Con una batteria di 100 ampere, infatti, viste le distanze, si può pescare per una giornata intera senza alcun problema operativo.”

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