Autore: Redazione area-press.eu

  • A Cesenatico e sulla Riviera Romagnola, la vacanza All Inclusive è divenuta un “must”

    La “moda” è nata qualche anno fa, quando alcuni albergatori, si sono inventati la formula ALL INCLUSIVE della Romagna.

    Il termine “All Inclusive” nella sua accezione primordiale veniva utilizzata dalle agenzie viaggio e tour operator quando proponevano vacanze “Tutto Incluso” nei villaggi turistici e prevede alcuni servizi esclusivi come: il soggiorno, la pensione completa con bevande incluse, il consumo illimitato di alcune bevande anche fuori pasto (acqua minerale, bevande analcoliche) presso i bar della struttura ricettiva, tea time nel pomeriggio con biscotti o snack dolci e salati.
    Inoltre la vacanza all inclusive propone (generalmente) anche sport e attività organizzate dal personale dell’albergo o dallo staff d’animazione del villaggio. La vacanza all inclusive proposta dai grandi tour operator include (laddove sia organizzato) il servizio di mini-club per bambini 4-12 anni o junior club per i ragazzi sotto i 18 anni.

    In Romagna l’All Inclusive fondamentalmente comprende: la pensione completa, le bevande ai pasti incluse ed il servizio spiaggia con ombrellone e lettini.

    Il fatto è che la vacanza “All Inclusive” risveglia nel turista un impulsiva condizione di tranquillità sul costo totale della vacanza che lo porta a preferire tale pacchetto alla semplice pensione completa a volte anche contro il proprio vantaggio economico.

    Anche gli albergatori, a loro volta, si sono adeguati al mercato ed offrono tariffe All inclusive sia a Cesenatico che in tutta la Riviera e, chi fino ad oggi non la voleva proporre, ha dovuto cedere alle richieste dei turisti.

  • Visite in notturna nella città di Rimini

    L’Hotel Graziella, hotel tre stelle, a Torre Pedrera di Rimini vi offre l’opportunità di unire alla vacanza di mare, divertimento e relax una vacanza a Rimini ricca di storia e cultura; una città che conserva antiche e preziose testimonianze storiche che vi farà conoscere con l’evento dele “Notturne d’Arte”, che per l’estate 2013 ritornano, come ogni anno, in questa splendida città.

    Rimini è una meta turistica conosciuta per la vita notturna nei pub e discoteche della Riviera Romagnola e per trascorrere una vacanza tra divertimento e relax. Rimini però, oltre ad essere una città moderna con strutture turistiche attrezzate e all’avanguardia è un ex colonia Romana, una città antica, ricca di storia e cultura.

    L’appuntamento è fissato per tutti i mercoledì sera fino al 18 Settembre, alle ore 21:00 sotto uno dei simboli della città di Rimini: l’Arco d’Augusto, da cui inizierà il Tour notturno tra le piazze e i viali del centro storico di Rimini

    Il Tour, presentato dall’organizzazione specializzata Discover Rimini, inizierà dall’Arco d’Augusto per poi proseguire per il Tempio Malatestiano, uno dei monumenti più importanti di tutto il Rinascimento, per poi non giungere sino alla “piccola pompei” Riminese in piazza Ferrari dove si svolgerà la visita interna alla Domus del Chirurgo, fiore all’occhiello della storia romana di Ariminum, il nome latino di Rimini.

    La Notturna d’Arte tra i musei e i monumenti di Rimini proseguirà per altri reperti storici come il ponte di Tiberio, la porta montanara e il Museo della città caratterizzato dalle opere del Cagnacci e Guercino.

    Per gli appassionati del cinema varrà la pena una sosta al Grand Hotel di Rimini, divenuto famoso nel cinema grazie al film “Amarcord” di Federico Fellini.

    La visita tra le ricchezze storiche di Rimini verrà arricchita e resa suggestiva dalle luci sugli edifici e sui monumenti che creeranno un’atmosfera quasi magica…

    Per partecipare alla Notturna d’Arte di Rimini il costo del biglietto è di euro 7,00 per gli adulti e euro 3,00 per i bimbi dai 7 ai 10 anni, gratuito fino ai 6 anni. Per i possessori della Romagna Visit Card verrà applicato uno sconto di 1 euro sul prezzo del biglietto.

    I tour si possono effettuare, su richiesta anche in lingue straniere per gruppi di almeno 15 persone. Per prenotare la Notturna d’Arte è necessario contattare il numero 333/7352877 o tramite mail: [email protected].

    L’Hotel Graziella vi aspetta nel cuore della Romagna, a Rimini, per conoscere le ricchezze di una città ricca di tesori ancora da scoprire!

  • Allerta: Chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e Mini Manicomi Territoriali

    Non si chiama RIFORMA PSICHIATRICA ma CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI.

    Dovremmo provare sollievo, per l’affermazione dei Diritti Umani e della Dignità della Persona, ma, ai sensi della Legge 57/2013 e dopo i chiarimenti del Seminario svoltosi il 9 luglio a Roma , a cura dell’Associazione STOP OPG, in un clima di vivace e costernato stupore…non possiamo che lanciare un allerta per la manovra psichiatrica in atto, tesa a pervadere le nostre Regioni ed i territori tutti, di “mini manicomi criminali territoriali” per un pervasivo controllo e “contenimento” della Salute Mentale.

    Come a dire, usciamo da una fatiscente porta dell’inferno di un manicomio criminale (ops, scusate…ospedale psichiatrico giudiziario…) ed entriamo in una falsa porta nuova, di una Residenza pubblica o privata , con la modica spesa di soli 173 milioni di euro, per la costruzione delle nuove strutture, oltre a 55 milioni per la gestione ed altre spicciolate di milioni raggranellati per gli extra…

    Non e’ il PIL, neanche il piano per gli Esodati, ma ” solo ” la spesa prevista per una espansione territoriale dei servizi psichiatrici.

    Scampammo lo scorso anno, con il blocco della proposta Riforma Ciccioli, ma questa riappare oggi, mascherata da una norma che voleva, nelle intenzioni originarie, invece solo staccare la spina ad un sistema fatto di abusi.

    Quando l’allora Senatore Ignazio Marino, a seguito delle risultanze della commissione d’inchiesta sui manicomi criminali attivi in Italia, porto’ finalmente alla luce in modo inconfutabile le torture, la sporcizia e lo scempio della dignità umana in quei locali dove il dovere della misura detentiva era commista a sperimentazione, contenzione e negazione di ogni diritto, il plauso della Societa Civile fu unanime e condiviso.

    E, mentre qualcuno di noi si nutriva della fiducia nella bontà degli esseri umani, il marketing della follia, continuava la sua costante affermazione di se stesso attraverso un maquillage torbido e malfatto, finalizzato all’azzeramento di quelle poche conquiste civili degli ultimi 30 anni, proponendo ed ottenendo, al contrario, l’apertura di manicomi regionali territoriali, gestiti anche da privati.

    Laddove l’espressione “privati” può evocare commistioni di dubbia origine, interessi personali e violazioni dei Diritti e del Diritto.

    Tra tutti i dati analizzati oggi” commenta la prof.ssa Vincenza Palmieri, Psicologa, fondatrice del Programma Internazionale Vivere Senza Psicofarmaci, presente al Seminario Stop OPG, svoltosi presso la Sala Di Vittorio della CGIL Nazionale, ” E’ rilevante la notizia del calo delle contenzioni meccaniche; dai 177 del 2008 ad oggi, legati al letto, in un manicomio criminale ce n’e’ …solo uno!… E non vorrei essere quell’uno! Soprattutto non vorrei essere così scientificamente ipocrita da non ricordare che la contenzione meccanica con cinte e fasce di cuoio ai polsi e caviglie e’ stata sostituita o va ad abbinarsi, a contenzione chimica, agita tramite somministrazione di quantità scioccanti di cosidetti farmaci – gli psicofarmaci – che, ai segni sui polsi e caviglie sostituisce l’irreversibile buco nella mente e nell’anima .

    Bisogna sapere che negli OPG e nei loro derivati abbiamo troppo spesso ragazzi, tossicodipendenti o delinquenti comuni che barattano inconsapevolmente i loro cumuli di pene con un biennio in OPG, non sapendo che da quel manicomio potranno uscire solo se, al termine di quel periodo, un magistrato, sulla base di una relazione psichiatrica, li riterrà non più socialmente pericolosi. E se, oltre a questa relazione, un familiare vorrà riprenderli in carico. Affrontare quindi un nuovo processo, per uscirne. Se, a tutto questo sommiamo il fatto che due anni sono più che sufficienti per inebetirli, renderli incontinenti, distruggere ogni minima reazione vitale, renderli incapaci di parlare, camminare, mangiare…allora, è come gettar via la chiave per sempre! Altro che “intensità sanitaria e camera singola con bagno”!

    Al “5 Stelle” manicomiale preferiamo levare oggi la nostra protesta e uno stato di allerta accorato:

    la pena deve essere consapevolezza, riabilitazione, rimedio

    l’ignoranza non può essere tradita

    sui Diritti Umani non possiamo fare sconti !

    Ufficio Stampa INPEF

    Ufficio Stampa VIVERE SENZA PSICOFARMACI

    www.viveresenzapsicofarmaci.it

    [email protected]

  • Rivestimenti in pietra sottile, ecologia e risparmio per la tua casa.

    Tra i materiali utilizzati per la decorazione delle abitazioni, negli interni come per gli esterni, la pietra naturale è stata usata per secoli e a tutt’oggi, è perfetta per realizzare dei rivestimenti in pietra eleganti e funzionali per la propria casa o il luogo di lavoro. La novità è l’arrivo di una nuova tecnologia che porta materiali come Flexstone, che permettono i rivestimenti di qualsiasi superficie con lastre di pietra sottile, naturale ed ecologica oltre che economicamente vantaggiosa.

    Flexstone è un progetto di lavorazione e vendita di lastre di pietra sottile, leggera e flessibile che si ottiene ponendo strati millimetrici di pietra , su una base di cellulosa che le dona resistenza ma anche adattabilità.

    Questo materiale ti permette di realizzare rivestimenti di interni ed esterni, è facile da installare anche seguendo il manuale per il fai-da-te e disponibile in 20 colorazioni diverse.

    Naturale al 100% , la sua caratteristica ecologica è data dalla produzione di poco materiale, quindi da un minore utilizzo e spreco di pietra. L’effetto estetico, invece, sarà simile in tutto e per tutto ai rivestimenti in pietra classici. Attraverso i pochi millimetri da tagliare, anche la sua leggerezza rende adatta la pietra sottile alla salvaguardia dell’ecosistema: nel trasporto di maggiore quantità e minore peso, si produce un notevole risparmio di carburante.

    Flexstone è resistente agli agenti atmosferici, nel caso di impiego negli spazi esterni, e ti offre infinite possibilità di applicazione. Visto che è flessibile e cucibile, offre le stesse possibilità rispetto al tessuto e alle impiallacciature di legno.

    Nei rivestimenti in pietra sottile, grazie al basso spessore (pochi millimetri), la lastra può essere posizionata sopra piastrelle usurate, mura, mattonelle o pavimenti. Può sostituire precedenti materiali ormai consunti, come lo stucco veneziano, con un rivestimento al contrario del tutto naturale.

    Perfetta per pareti, mobili, colonne e persino accessori e oggetti di pelletteria.

    Con 20 diverse gradazioni ti sarà facile realizzare le tue decorazioni come preferisci, sbizzarrirti con colori e sfumature. Flexstone è disponibile nelle tonalità calde come Terra Red e Copper Red, fredde e neutre come il Ten White, Grey Beauty e Pink Multy oppure su tonalità decise puoi utilizzare Jeera Green, la serie Black o l’Indian Autumn. Ogni nuance dona la sensazione di unrivestimento in pietra reale e scenografico: in realtà è realizzato con poco dispendio di energie e costi!

    Le lastre di pietra sottile ti permettono di rivestire pavimenti, bagni, cucine ma anche pareti, soffitti, porte, mobili, e così via. Un’alternativa per i rivestimenti di interni anche di uffici ed esercizi commerciali, come di ambienti di rappresentanza. Per i rivestimenti esterni, le lastre sono garantite come resistenti alle temperature estreme, anche se la durata del prodotto è in relazione agli adesivi e isolanti utilizzati. Per i pavimenti, in particolare, è necessario valutare se ci si trova in zone ad alto traffico di passaggio.

    Il supporto FlexStone è completo, con la guida per l’installazione delle lastre. Si parte dalla preparazione al taglio, con il consiglio sugli utensili da utilizzare e, soprattutto, gli isolanti e i collanti e gli adesivi migliori per garantire aderenza e durata.

    Per maggiori informazioni e per ricevere il tuo preventivo gratuito, contatta lo staff agli indirizzi che trovi sul sito www.flexstone.it

  • IL GIIR DI MONT SVELA I PARTICOLARI, PREMANA A BRACCETTO CON LO SKYRUNNING

    Conferenza stampa ieri a Premana con organizzatori e autorità

    Premio speciale all’Alpe Solino in ricordo di Antonio Bellati, storico direttore de “Il Corno”

    Confermati i team Salomon, Crazy Idea e La Sportiva con i loro atleti di punta

    Come sempre la gara andrà a toccare gli alpeggi di Premana

    Ieri sera, presso il ristorante “La Peppa” di Premana (LC), tradizionale conferenza stampa di presentazione della 21.a edizione del Giir di Mont. Sono stati svelati tutti i particolari della celebre Sky Marathon premanese, che si dipana per 32 km sul territorio delle dodici note comunità alpigiane attorno al centro lecchese. Ci sarà anche una Sky Race di 20 km, adatta a chi non avesse ancora una preparazione al 100%. L’appuntamento sarà per il prossimo 28 luglio.

    All’incontro di ieri erano presenti il sindaco del Comune di Premana Silvano Bertoldini, la presidente della Pro Loco Ramona Fazzini, il presidente dell’A.S. Premana Maurizio Codega, il segretario generale della Federazione Italiana Skyrunning Dario Busi e il direttore di gara Filippo Fazzini.

    A fare gli onori di casa, in apertura, è stato il sindaco Bertoldini: “Giir di Mont “è l’evento cardine dell’estate premanese e quello che dona maggior visibilità al paese e al suo territorio. Fin da quando si corse la prima edizione, nel 1961, Giir di Mont ha sempre potuto contare su un folto e caloroso pubblico, energia pura per i corridori, ma anche su un gran numero di volontari. Ciò che li guida è la passione in primis, ma alle spalle c’è poi un intero paese che si muove per assicurare il miglior risultato ad ogni nuova annata.”

    A testimonianza dell’enorme lavoro di promozione fatto nei mesi scorsi si prevede che Premana, nel weekend di gara, accoglierà circa 3.000 visitatori, amici, famigliari e semplici appassionati che riempiranno il piccolo centro.

    “Ci auguriamo che il flusso turistico che ci interesserà in occasione delle giornate di gara – ha commentato invece Ramona Fazzini, presidente della Pro Loco – possa proseguire anche nel mese di agosto. Soprattutto negli ultimi anni Giir di Mont è divenuto uno dei principali biglietti da visita del paese e anche la Pro Loco è ben lieta di collaborare alla sua perfetta riuscita. In particolar modo ci occuperemo del buffet di fine gara per i corridori e per il pubblico, distribuendo oltre 1000 coperti in poche ore.”

    Ieri c’era anche il segretario generale della Federazione Italiana Skyrunning, Dario Busi, il quale con poche parole ha sottolineato: “Giir di Mont può riassumersi in 3 P: passione, professionalità e partecipazione”.

    Scendendo poi nei dettagli della competizione è stato annunciato il programma e presentati i due tracciati che nel loro complesso toccheranno i 12 alpeggi premanesi. La Sky Marathon di 32 km e 2.400 m/dsl transiterà nell’ordine per le Alpi Chiarino, Barconcelli, Casarsa e Forni, Vegessa, prima di salire alla massima quota di giornata che si registrerà ai 2.063 m slm della Bocchetta del Larec. Da lì si proseguirà per l’Alpe Fraina, poi Caprecolo, Rasga, Premaniga, Solino e Deleguaggio, fino a lanciarsi in discesa per rientrare a Premana. Lungo la Mini SkyRace che si svilupperà per una distanza di 20 km ed un dislivello di 1.100 m saranno interessati gli alpeggi di Rasga, Premaniga, Solino e quindi Piancalada e Deleguaggio.

    “Quest’anno – ha spiegato il presidente dell’A.S. Premana, Maurizio Codega – l’ufficio di gara si sposterà nei pressi della zona di partenza e arrivo, all’interno dei locali dell’Oratorio. Per tutti i runners che taglieranno il traguardo entro il tempo massimo ci sarà la maglia “finisher”, realizzata con la collaborazione di Crazy Idea e Moll Fam. Inoltre all’Alpe Solino sarà assegnato un premio speciale per i 50 anni del periodico locale “Il Corno” in ricordo di Antonio Bellati, suo storico direttore scomparso di recente.”

    A chiudere è intervenuto il direttore di gara, Filippo Fazzini, che ha confermato il ricco montepremi in palio anche quest’anno. “Le iscrizioni stanno proseguendo a ritmo sostenuto – ha spiegato – e ad oggi si contano oltre 350 iscritti provenienti da una decina di nazioni. Hanno confermato la propria presenza con i propri atleti di punta anche i team Salomon, Crazy Idea e La Sportiva”.

    Giir di Mont assegnerà punti per la classifica del World Ranking 2013 e sarà infine quinta prova del circuito La Sportiva Gore-Tex® Mountain Running® Cup, tour da veri top runners che sta riscuotendo un notevole interesse mediatico. A conferma di questa attenzione, anche Rai Sport trasmetterà la diretta della corsa il prossimo 28 luglio, dalle 11.00 alle 12.45.

    Info: www.aspremana.it

  • Marco Filippini: Cura del dolore, in occasione di Impact 2013

    Terapia del dolore, sul sito di Marco Filippini. Quasi 5 a 1 il rapporto tra la spesa annua di farmaci antinfiammatori non steroidei e quella sostenuta per gli oppioidi forti e deboli descritto dal Ministero della Salute in occasione di Impact 2013. Il congresso multidisciplinare che ha riunito Istituzioni ed esperti impegnati nella lotta al dolore, la scorsa settimana a Firenze.

    Terapia del dolore

    Diverse le proposte operative emerse per migliorare l’appropriatezza terapeutica e garantire ai cittadini cure adeguate su tutto il territorio nazionale in linea con quanto stabilito dalla Legge 38/2010. Puntare su una maggiore presa di coscienza dei cittadini e su impegno, sensibilità e concreta volontà degli operatori sanitari. Questi in sintesi i messaggi chiave dell’incontro.

    In Italia la spesa annua per antinfiammatori è pari a 518 milioni di euro, con un consumo medio procapite di 8,55 euro, a fronte di 139 milioni per gli oppioidi suddivisi tra 89 per i forti (1,48 euro pro capite) e 50 per i deboli (0,83 euro pro capite). Il consumo di FANS si mantiene dunque elevato nel nostro Paese e la loro associazione con i gastroprotettori, il cui consumo è in costante aumento, determina un notevole impatto economico sulla spesa sanitaria.

    Alla base del problema, la prescrizione non appropriata, che diventa ancor più pericolosa nei pazienti anziani. “Uno dei problemi più importanti nella cura del dolore – ha evidenziato Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria – è sicuramente rappresentato dalle persone che hanno perso memoria del dolore fisico e non sono in grado di descrivere tipo, localizzazione, durata e gravità della loro sofferenza. Circa 1-1,5 milioni di cittadini sopra i 65 anni che soffrono di demenza senile. Di questi, circa il 70-80% ha problemi di dolore nel corso della vita; a loro quindi si deve rivolgere l’attenzione della medicina, perché la sofferenza venga diagnosticata e poi lenita con adeguati trattamenti. Spesso ciò non avviene e le persone con demenza devono soffrire ingiustamente. Abbiamo il dovere di porre in atto metodologie diagnostiche innovative, efficaci anche in assenza di una sintomatologia riferita: in chi ha perso la memoria ogni volta il dolore si presenta come un evento nuovo, drammatico e inspiegabile, che induce angoscia”.

    Da Impact Firenze Giugno 2013

    FONTE: marcofilippini.it

  • Intervista di Alessia Mocci a Carlo Cocconi ed al suo Solo per stilografica – in tre movimenti

    Conobbi Sergio, più vecchio di me di quattro anni, all’uni­versità. Anch’io, come lui, venivo dal Nord. Come lui anch’io avevo deciso di studiare nella capitale. Ero iscritto a Lettere ma 16 frequentavamo insieme alcuni corsi comuni di letteratura italiana e storia. Lui, per via del lavoro, era un po’ in ritardo con gli studi.”

    Solo per stilografica – in tre movimenti”, è un thriller di Carlo Cocconi, pubblicato nel 2013 dalla Watson Edizioni per la collana editoriale “Ombre”.

    Protagonista del romanzo noir, Sergio Sorrenti. Un uomo, apparentemente qualunque, trovatosi alla regia di una prestigiosa casa editrice. Basterà una lettera, inviatagli dal professor Rosario Trunia, a rivoluzionare tutto il suo mondo ed alla scoperta di un misterioso manoscritto di uno scrittore ancora più oscuro, Articus”. Per il lettore, “Solo per stilografica”, è un percorso irto di supposizioni misteriche e di esaltazione della curiosità.

    Carlo Cocconi è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Carlo Cocconi: Ho iniziato a scrivere tardi, dopo i trent’anni. Una vocazione tardiva ed io stesso non so ben definire perché sia apparsa così all’improvviso. Prima di allora non avevo vergato nemmeno una riga. La spiegazione più plausibile è che le tante esperienze che si accumulano nella vita abbiano bisogno di essere espresse in qualche modo. Posso solo dire che un giorno ho preso un foglio di carta, una penna e ho iniziato. Per non fermarmi più. Da quel momento sono trascorsi quindici anni. Di materiale pronto per la pubblicazione ne ho parecchio, non solo narrativa, anche teatro. Mi piace cimentarmi in generi diversi.

    A.M.: “Solo per stilografica – in tre movimenti” è il titolo del tuo romanzo. Che rapporto hai con la stilografica?

    Carlo Cocconi: Avevo pensato a due titoli, questo ed “Il manoscritto”, più attinente al contenuto del romanzo. Poi, assieme all’editore, ho pensato che “Solo per Stilografica” era più adatto. Non ha un rapporto diretto con il tema del libro, se non per il fatto che il protagonista è un editore, quindi la stilografica rimanda al mondo della scrittura. In realtà non vuol dire niente ma evoca un mondo, crea curiosità appunto per la sua indeterminatezza. Ho pensato a titoli come “Il nome della rosa”. Che attinenza hanno con il contenuto del romanzo? Nessuno, eppure rimandano a qualcosa. Di intangibile, ma ognuno può trovarci quello che vuole.

    A.M.: Il tuo romanzo giallo è ambientato a Roma. Quanto è importante per te la scelta della capitale come città protagonista?

    Carlo Cocconi: Moltissimo. Innanzitutto Roma è una città che amo tantissimo, in secondo luogo ambientare il romanzo a Roma era importante perché la Città Eterna è un luogo che tutti conoscono, fa parte dell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. Non volevo confinare la vicenda in un luogo sconosciuto ai più, desideravo che i fatti narrati e i protagonisti si muovessero su uno sfondo riconoscibile al lettore friulano ma anche a quello siciliano. Roma, poi, è città di luci e ombre, dalla storia millenaria. Una location formidabile per un giallo-noir come il mio.

    A.M.: Che cosa dovrebbero aspettarsi i lettori dalla lettura di “Solo per stilografica”?

    Carlo Cocconi: Un momento di relax e divertimento. Il libro pone domande anche serie, se vogliamo, ma lo scopo principale è intrattenere il lettore con una lettura piacevole e una storia accattivante. Il resto viene da sé. Sono partito da una domanda: è possibile che l’arte nasca dal male? Ho cercato di dare una risposta senza, comunque, orientare il lettore verso le mie opinioni. Chi legge trarrà le sue conclusioni.

    A.M.: Quali sono i protagonisti del tuo romanzo noir?

    Carlo Cocconi: Protagonista è Sergio Sorrenti, un editore raffinato e di successo, scapolo inveterato, amante delle donne e della bella vita. Un uomo di successo che, a sessant’anni, scopre che il mondo che pensava si muovesse secondo regole precise e da lui stabilite è, invece, qualcosa di sconosciuto e inquietante. Penso di aver scritto, in fondo, un romanzo di formazione, con la variante che il protagonista non è un adolescente ma un uomo alle soglie della vecchiaia. Personaggi cardine, comunque, sono quelli femminili come Carla, segretaria di Sergio, e Donna Assunta, moglie del mentore di Sergio. Sono donne dalla forte personalità, che hanno una visione dell’esistenza più realistica di Sergio e che, nel bene e nel male, lo condizioneranno parecchio. Sergio scoprirà che la vita reale non è quel susseguirsi di desideri esauditi che ha sempre vissuto, ma qualcosa in cui bene e male sono strettamente intrecciati.

    A.M.: Come ti stai muovendo per promuovere il libro? Presentazioni? Social Network?

    Carlo Cocconi: Come prima cosa ho creato il mio profilo facebook, strumento nei cui confronti nutrivo diffidenza. Invece ho scoperto che, tutto sommato, dipende da come lo adoperi. Ho avuto la possibilità di riallacciare rapporti con persone che non vedevo da tempo e di acquisire visibilità in vista della pubblicazione del romanzo. Ho creato anche una pagina facebook dedicata al romanzo e una pagina “Carlo Cocconi Books” dove parlo della mi attività letteraria a 360 gradi. Ho anche un sito internet personale dove metto a disposizione di chi fosse interessato altri testi che ho scritto: atti unici per teatro ed un racconto sul judo (sport che pratico) che esce a puntate ogni domenica. Cerco tutte le opportunità che dà la rete che, se usata con un fine valido e “nobile”, è un formidabile strumento di promozione. Ho appena fatto una presentazione in una libreria di Udine, la mia città. Cerco di continuare su questa strada.

    A.M.: Pensi che “Solo per stilografica” sia un libro anche da spiaggia? Lo consiglieresti per le vacanze estive?

    Carlo Cocconi: Assolutamente sì. Si legge in fretta e, al di là della serietà delle tematiche di fondo, si può gustare anche come romanzo di intrattenimento. Uno degli obiettivi che mi ero prefissato era proprio questo: proporre tematiche serie ma permettere al lettore di apprezzare la storia senza costringerlo a rifletterci troppo su.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Watson Edizioni?

    Carlo Cocconi: Rispondo con una battuta: per me Ivan Alemanno è il numero uno. Gli devo tutto. Il rapporto è stato ottimo fin dall’inizio e mi auguro possa continuare a lungo.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Carlo Cocconi: Amo tantissimo questa frase di Eraclito, apparentemente semplice ma su cui fior di filosofi e studiosi si sono scervellati ad interpretare e che, per me, racchiude un’importante verità: Physis khryptesthai philei: la natura ama nascondersi.

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

    Info

    http://www.watsonedizioni.it/

    http:// www.carlococconi. it

    https://www.facebook.com/carlo.cocconi.7

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/07/09/intervista-di-alessia-mocci-a-carlo-cocconi-ed-al-suo-solo-per-stilografica-in-tre-movimenti/

  • TAP eletta “Compagnia aerea con la migliore business class – Sud America”

    TAP Portugal, la compagnia aerea portoghese membro di Star Alliance, è stata eletta “Compagnia aerea con la migliore business class – Sud America” da Business Destinations, la prestigiosa rivista britannica letta in tutto il mondo dai professionisti del settore dei viaggi, del turismo e dell’industria MICE.

    Con questo premio vengono ancora una volta riconosciuti il prestigio e la notorietà di TAP a livello internazionale, anche nell’ambito dell’esigente settore del business travel, e in modo particolare per quanto riguarda i collegamenti verso il Sud America, una delle regioni di maggiore crescita e sviluppo al mondo, nella quale la compagnia aerea portoghese detiene una posizione di leadership da anni, operando con un’offerta media di 74 frequenze settimanali verso 10 città brasiliane* dall’hub di Lisbona.

    Giunti alla quarta edizione, ai Business Destinations Travel Award 2013 vengono premiati i migliori operatori in diverse categorie, tra cui Compagnie aeree e Aeroporti, Hotel, Centri Congressi e Convegni, le varie destinazioni MICE, di lusso, eco, culturali e sportive e altre ancora. Il titolo di “Compagnia aerea con la migliore business class – Sud America” è stato assegnato a TAP Portugal, che ha così riconfermato la sua leadership e il suo ruolo fortemente competitivo in tale mercato, frutto di un lavoro impegnativo nel corso degli anni e di costanti investimenti sul prodotto e su servizi di alta qualità.

    – fine –

    *Destinazioni servite da TAP in Brasile: Belo Horizonte, Brasilia, Fortaleza, Natal, Porto Alegre, Recife, Rio de Janeiro, Salvador da Bahia, San Paolo e Viracopos.

    Fondata nel 1945, TAP Portugal è la compagnia aerea di bandiera portoghese. Il 14 marzo 2005 ha celebrato il 60° anniversario con una nuova immagine istituzionale ed è entrata a far parte di Star Alliance. Il suo hub di Lisbona è una porta d’ingresso verso l’Africa e il Sud America, due mercati in cui TAP si è affermata come il vettore di riferimento, oltre a New York, Miami e Caracas. TAP serve 75 destinazioni in 36 paesi del mondo, ai quali si affiancano altre destinazioni raggiunte attraverso accordi di code-sharing con compagnie aeree alleate. Nel 2012 TAP per la prima volta nella sua storia ha registrato il record di oltre 10 milioni di passeggeri trasportati e sempre lo scorso anno TAP è stata anche insignita di due importanti riconoscimenti ai World Travel Awards: “Compagnia Aerea Leader Mondiale per il Sud America” per il quarto anno consecutivo e “Compagnia Aerea Leader Mondale per l’Africa” per il secondo anno di fila. TAP Portugal offre voli diretti dagli aeroporti di Roma, Milano Malpensa e Linate, Bologna, Venezia e Torino verso Lisbona oppure da Roma e Milano verso Porto. A livello globale la compagnia opera mediamente 1.850 voli alla settimana con una moderna flotta composta da 71 aeromobili, di cui 55 Airbus per il medio e lungo raggio e 16 aeromobili con i colori del suo vettore regionale PGA. Per maggiori informazioni visitare www.flytap.it


    Per ulteriori informazioni:

    Patrick Trancu, [email protected] / Stefania Bambini, [email protected]

    TT&A – Theodore Trancu & Associates

    Tel: 02.58.45.70.1, Fax: 02.58.45.70.70

  • Valeria Marini e Dario Argento: nelle loro case gli italiani non vivrebbero

    Le case dei vip riempiono le pagine dei giornali e rappresentano un sogno ad occhi aperti per tutti i comuni mortali. Ma vivremmo davvero in una casa “famosa”? È questa la domanda che Immobiliare.it (www.immobiliare.it), sito leader dell’immobiliare online, ha fatto agli italiani, indagando sui gusti della nazione in fatto di case vip.

    Dal sondaggio – condotto su un campione di 5.000 utenti del sito – emerge che il 52% degli italiani vivrebbe volentieri nella casa in cui ha vissuto un personaggio famoso. Vuoi per il valore aggiunto che un proprietario celebre offrirebbe all’immobile, vuoi per l’orgoglio di aver diviso il proprio tetto con un vip, vuoi ancora per la possibilità di ambire al lusso riservato a pochi, ma le case dei personaggi più famosi fanno davvero gola.

    Ma a casa di chi vorrebbero vivere gli italiani? Al primo posto troviamo uno dei geni della storia del nostro Paese, Leonardo da Vinci: vivere nella sua abitazione rappresenterebbe davvero una nota d’orgoglio, oltre che la certezza di abitare in un pezzo di storia della nostra cultura. Se la storia è al primo posto, al secondo posto vi è la fiction: è la casa di Salvo Montalbano – il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri e della fiction TV – a trovarsi sul podio delle case preferite. In effetti, offre un panorama mozzafiato e intrighi a portata di mano: quale cocktail migliore? Al terzo posto, la casa di Silvio Berlusconi: non è chiaro se si tratti di Palazzo Grazioli o Villa Certosa, ma evidentemente agli italiani interessano il lusso e il prestigio di certi immobili.

    Seguono, nella classifica delle case più ambite, la Casa Bianca – significherebbe essere il presidente degli Stati Uniti, cosa volere di più? – e quella in cui vivono Francesco Totti e Ilary Blasi (perché di certo è dotata di un’area relax e fitness degna di una Spa). Tra le case più ambite, quella di Carlo Cracco – forse per la sua cucina – Buckingham Palace, la residenza di Elisabetta d’Inghilterra, la casa di Roberto Bolle, quella di Madonna e quella della regina della TV italiana, Raffaella Carrà.

    Dove, invece, gli italiani non vivrebbero mai? Quel che emerge tra i nomi citati è che gli italiani non amano il kitsch: è la casa di Valeria Marini quella più “temuta”, forse per via dello stile troppo da bambola a cui la soubrette ci ha abituati. Secondo in classifica è il regista Dario Argento, temendo che la sua abitazione sia costruita come se fosse il set di uno dei suoi film dell’orrore. In terza posizione c’è Bruno Vespa, forse per paura di ritrovarsi davanti al portone dei politici alla ricerca della “Terza Camera”.

    Tra i nomi presenti in classifica troviamo Beppe Grillo – magari la Rete lo spia anche a casa – la coppia composta da Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, Paolo Limiti e Barbara d’Urso. Teatro di troppi litigi, e quindi poco desiderabile, la casa di Al Bano e Loredana Lecciso. Tra i nomi più invisi anche quello di Teo Mammuccari e quello di Licia Colò: paura di trovare in casa qualche animale selvatico?

    Tuttavia, sono pochi quelli disposti a pagare di più pur di vivere in una casa che ha segnato la vita di un personaggio celebre: solo il 24% del campione, la maggioranza dei quali chiuderebbe un occhio (arrivando a pagare anche il 10% in più rispetto al valore di mercato dell’immobile) solo qualora il vip in questione fosse davvero meritevole di questo sacrificio. Per il 76% degli italiani, invece, non c’è vip che tenga. Nota di colore: le donne si rivelano più disinteressate degli uomini al mondo delle celebrità, tra loro infatti questa percentuale supera l’80%.

    Chi non considera con piacere l’idea di vivere nella casa che ha dato i natali o in cui ha vissuto una celebrità è chiaro nelle motivazioni: per il 43% la casa deve avere il massimo della privacy ed un passato così ingombrante non la garantirebbe di certo; il 35%, invece, non vorrebbe associare la propria vita a quella di un personaggio famoso, mentre il 21% un passato così “ingombrante” non permetterebbe di modificare l’immobile a proprio piacimento.

    Di seguito le tabelle riassuntive:

    Nella casa di quale personaggio famoso vorresti vivere?

    Leonardo da Vinci

    26%

    Salvo Montalbano

    17%

    Silvio Berlusconi

    15%

    La Casa Bianca

    12%

    Francesco Totti-Ilary Blasi

    8%

    Carlo Cracco

    6%

    Elisabetta d’Inghilterra

    6%

    Roberto Bolle

    4%

    Madonna

    3%

    Raffaella Carrà

    1%

    Nella casa di quale personaggio famoso non vivresti mai?

    Valeria Marini

    24%

    Dario Argento

    19%

    Bruno Vespa

    13%

    Beppe Grillo

    10%

    Flavio Briatore-Elisabetta Gregoraci

    9%

    Paolo Limiti

    7%

    Barbara d’Urso

    7%

    Al Bano-Loredana Lecciso

    5%

    Teo Mammuccari

    3%

    Licia Colò

    2%

  • Tour in bicicletta: 4 cose da fare e 4 da evitare

    Sei amante della natura e delle vacanze in movimento? Ti piace stare a contatto con ambienti incontaminati e scoprire nuovi panorami e animali rari? Allora i tour in bicicletta sono ideali per le tue vacanze, perché consentono di rilassarsi all’aria aperta e contemporaneamente fare sport.
    Se hai optato per un tour in bicicletta, potrai avere un’ampia offerta di itinerari – sia in Italia che all’estero – da poter percorrere in tutta serenità, ma attento a non esagerare e ad equipaggiarti nel modo giusto. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo!
    Ecco qualche consiglio utile per partire e viaggiare in tutta sicurezza, da solo o in compagnia, in solitaria o con gruppi organizzati.

    Le 4 cose che non possono mancare nella borsa del cicloturista
    1) Prodotti energetici
    : mangiare prodotti energetici (carboidrati, zuccheri, ecc), e integratori salini è fondamentale per recuperare le energie perse durante la pedalata. Quando si va in bicicletta, si bruciano più calorie e si suda molto di più che in condizioni normali.
    Se questo aspetto viene sottovalutato, si rischiano crisi di fame e crampi, con la conseguente impossibilità di proseguire nell’escursione.
    Sarebbe un vero peccato rovinarsi l’uscita in bici per una barretta di cereali!

    2) Il classico kit di emergenza per le riparazioni veloci alla ruota o alla catena. L’importante è imparare a fare le piccole riparazioni prima di partire, in modo da essere ben preparati all’occorrenza, in caso di emergenza.

    3) Informazioni e numero di emergenza.
    Nella borsa si dovrebbe avere sempre qualche soldo per le emergenze, una fotocopia del documento d’identità e un cellulare. È sempre opportuno segnarsi su un foglietto, da conservare in tasca, i riferimenti e il numero di telefono della persona da contattare in caso di incidente o malore.
    Se dovesse capitarci qualcosa e non fossimo coscienti, i soccorritori dovrebbero trovare immediatamente i contatti dei nostri familiari per avere informazioni utili per le prime cure (ad esempio allergie, anamnesi, ecc).

    4) Una mantellina antivento e/o antipioggia. Se si pedala in montagna, il tempo può cambiare molto rapidamente e i temporali estivi sono sempre in agguato. Portati una mantellina per proteggerti dal freddo e dalla pioggia (un key-way con il cappuccio è ottimale). È sempre meglio avere qualcosa con cui coprirsi e riportarlo a casa senza averlo usato, piuttosto che averne bisogno e non avere nulla per proteggersi.

    Le 4 cose da evitare quando si desidera intraprendere un tour in bicicletta

    1) Non esagerare: se non vuoi che la tua prima esperienza sia anche l’ultima, non esagerare con lo sforzo, con l’allenamento e con le ore di bicicletta.
    Al termine della tua gita, o della tua vacanza, dovrai essere contento e quasi dispiaciuto che sia finita. Solo in questo modo ti verrà voglia di farne una seconda e magari anche una terza!
    Se viaggi con dei bambini, trasforma tutto in un gioco, fai in modo che la bicicletta diventi lo strumento per trasferirsi semplicemente da un luogo ad un altro e concedi ai tuoi bimbi il tempo per fare anche altro durante la giornata.
    Se invece sei già esperto, ma ti avventuri per la prima volta a fare un periodo più lungo di escursioni in bicicletta, non esagerare nel dispendio di energie, specie i primi giorni.


    2) Non usare capi di abbigliamento nuovi: delle scarpe appena comprate potrebbero rivelarsi scomode, dei pantaloncini potrebbero risultare troppo stretti dopo qualche ora di pedalata e magari la maglietta nuova ti irrita la pelle. Meglio portare i capi di abbigliamento già testati più volte.

    3) Non usare parti meccaniche nuove: la stessa cosa indicata per l’abbigliamento vale anche per le parti meccaniche della bicicletta, come ruote o il sellino.
    Più il materiale è rodato più si evitano spiacevoli inconvenienti.

    4) Evitare di partire senza prima aver fatto un controllo!
    Vai dal tuo meccanico di fiducia e fai controllare la bicicletta, per capire se è tutto apposto. Eviterai così spiacevoli inconvenienti.

    Checklist preparata da: Active Sport Tours – Tour in bicicletta
    www.activesporttours.com