Autore: Redazione area-press.eu

  • Valeria Marini e Dario Argento: nelle loro case gli italiani non vivrebbero

    Le case dei vip riempiono le pagine dei giornali e rappresentano un sogno ad occhi aperti per tutti i comuni mortali. Ma vivremmo davvero in una casa “famosa”? È questa la domanda che Immobiliare.it (www.immobiliare.it), sito leader dell’immobiliare online, ha fatto agli italiani, indagando sui gusti della nazione in fatto di case vip.

    Dal sondaggio – condotto su un campione di 5.000 utenti del sito – emerge che il 52% degli italiani vivrebbe volentieri nella casa in cui ha vissuto un personaggio famoso. Vuoi per il valore aggiunto che un proprietario celebre offrirebbe all’immobile, vuoi per l’orgoglio di aver diviso il proprio tetto con un vip, vuoi ancora per la possibilità di ambire al lusso riservato a pochi, ma le case dei personaggi più famosi fanno davvero gola.

    Ma a casa di chi vorrebbero vivere gli italiani? Al primo posto troviamo uno dei geni della storia del nostro Paese, Leonardo da Vinci: vivere nella sua abitazione rappresenterebbe davvero una nota d’orgoglio, oltre che la certezza di abitare in un pezzo di storia della nostra cultura. Se la storia è al primo posto, al secondo posto vi è la fiction: è la casa di Salvo Montalbano – il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri e della fiction TV – a trovarsi sul podio delle case preferite. In effetti, offre un panorama mozzafiato e intrighi a portata di mano: quale cocktail migliore? Al terzo posto, la casa di Silvio Berlusconi: non è chiaro se si tratti di Palazzo Grazioli o Villa Certosa, ma evidentemente agli italiani interessano il lusso e il prestigio di certi immobili.

    Seguono, nella classifica delle case più ambite, la Casa Bianca – significherebbe essere il presidente degli Stati Uniti, cosa volere di più? – e quella in cui vivono Francesco Totti e Ilary Blasi (perché di certo è dotata di un’area relax e fitness degna di una Spa). Tra le case più ambite, quella di Carlo Cracco – forse per la sua cucina – Buckingham Palace, la residenza di Elisabetta d’Inghilterra, la casa di Roberto Bolle, quella di Madonna e quella della regina della TV italiana, Raffaella Carrà.

    Dove, invece, gli italiani non vivrebbero mai? Quel che emerge tra i nomi citati è che gli italiani non amano il kitsch: è la casa di Valeria Marini quella più “temuta”, forse per via dello stile troppo da bambola a cui la soubrette ci ha abituati. Secondo in classifica è il regista Dario Argento, temendo che la sua abitazione sia costruita come se fosse il set di uno dei suoi film dell’orrore. In terza posizione c’è Bruno Vespa, forse per paura di ritrovarsi davanti al portone dei politici alla ricerca della “Terza Camera”.

    Tra i nomi presenti in classifica troviamo Beppe Grillo – magari la Rete lo spia anche a casa – la coppia composta da Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, Paolo Limiti e Barbara d’Urso. Teatro di troppi litigi, e quindi poco desiderabile, la casa di Al Bano e Loredana Lecciso. Tra i nomi più invisi anche quello di Teo Mammuccari e quello di Licia Colò: paura di trovare in casa qualche animale selvatico?

    Tuttavia, sono pochi quelli disposti a pagare di più pur di vivere in una casa che ha segnato la vita di un personaggio celebre: solo il 24% del campione, la maggioranza dei quali chiuderebbe un occhio (arrivando a pagare anche il 10% in più rispetto al valore di mercato dell’immobile) solo qualora il vip in questione fosse davvero meritevole di questo sacrificio. Per il 76% degli italiani, invece, non c’è vip che tenga. Nota di colore: le donne si rivelano più disinteressate degli uomini al mondo delle celebrità, tra loro infatti questa percentuale supera l’80%.

    Chi non considera con piacere l’idea di vivere nella casa che ha dato i natali o in cui ha vissuto una celebrità è chiaro nelle motivazioni: per il 43% la casa deve avere il massimo della privacy ed un passato così ingombrante non la garantirebbe di certo; il 35%, invece, non vorrebbe associare la propria vita a quella di un personaggio famoso, mentre il 21% un passato così “ingombrante” non permetterebbe di modificare l’immobile a proprio piacimento.

    Di seguito le tabelle riassuntive:

    Nella casa di quale personaggio famoso vorresti vivere?

    Leonardo da Vinci

    26%

    Salvo Montalbano

    17%

    Silvio Berlusconi

    15%

    La Casa Bianca

    12%

    Francesco Totti-Ilary Blasi

    8%

    Carlo Cracco

    6%

    Elisabetta d’Inghilterra

    6%

    Roberto Bolle

    4%

    Madonna

    3%

    Raffaella Carrà

    1%

    Nella casa di quale personaggio famoso non vivresti mai?

    Valeria Marini

    24%

    Dario Argento

    19%

    Bruno Vespa

    13%

    Beppe Grillo

    10%

    Flavio Briatore-Elisabetta Gregoraci

    9%

    Paolo Limiti

    7%

    Barbara d’Urso

    7%

    Al Bano-Loredana Lecciso

    5%

    Teo Mammuccari

    3%

    Licia Colò

    2%

  • Allerta: Chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e Mini Manicomi Territoriali

    Non si chiama RIFORMA PSICHIATRICA ma CHIUSURA DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI.

    Dovremmo provare sollievo, per l’affermazione dei Diritti Umani e della Dignità della Persona, ma, ai sensi della Legge 57/2013 e dopo i chiarimenti del Seminario svoltosi il 9 luglio a Roma , a cura dell’Associazione STOP OPG, in un clima di vivace e costernato stupore…non possiamo che lanciare un allerta per la manovra psichiatrica in atto, tesa a pervadere le nostre Regioni ed i territori tutti, di “mini manicomi criminali territoriali” per un pervasivo controllo e “contenimento” della Salute Mentale.

    Come a dire, usciamo da una fatiscente porta dell’inferno di un manicomio criminale (ops, scusate…ospedale psichiatrico giudiziario…) ed entriamo in una falsa porta nuova, di una Residenza pubblica o privata , con la modica spesa di soli 173 milioni di euro, per la costruzione delle nuove strutture, oltre a 55 milioni per la gestione ed altre spicciolate di milioni raggranellati per gli extra…

    Non e’ il PIL, neanche il piano per gli Esodati, ma ” solo ” la spesa prevista per una espansione territoriale dei servizi psichiatrici.

    Scampammo lo scorso anno, con il blocco della proposta Riforma Ciccioli, ma questa riappare oggi, mascherata da una norma che voleva, nelle intenzioni originarie, invece solo staccare la spina ad un sistema fatto di abusi.

    Quando l’allora Senatore Ignazio Marino, a seguito delle risultanze della commissione d’inchiesta sui manicomi criminali attivi in Italia, porto’ finalmente alla luce in modo inconfutabile le torture, la sporcizia e lo scempio della dignità umana in quei locali dove il dovere della misura detentiva era commista a sperimentazione, contenzione e negazione di ogni diritto, il plauso della Societa Civile fu unanime e condiviso.

    E, mentre qualcuno di noi si nutriva della fiducia nella bontà degli esseri umani, il marketing della follia, continuava la sua costante affermazione di se stesso attraverso un maquillage torbido e malfatto, finalizzato all’azzeramento di quelle poche conquiste civili degli ultimi 30 anni, proponendo ed ottenendo, al contrario, l’apertura di manicomi regionali territoriali, gestiti anche da privati.

    Laddove l’espressione “privati” può evocare commistioni di dubbia origine, interessi personali e violazioni dei Diritti e del Diritto.

    Tra tutti i dati analizzati oggi” commenta la prof.ssa Vincenza Palmieri, Psicologa, fondatrice del Programma Internazionale Vivere Senza Psicofarmaci, presente al Seminario Stop OPG, svoltosi presso la Sala Di Vittorio della CGIL Nazionale, ” E’ rilevante la notizia del calo delle contenzioni meccaniche; dai 177 del 2008 ad oggi, legati al letto, in un manicomio criminale ce n’e’ …solo uno!… E non vorrei essere quell’uno! Soprattutto non vorrei essere così scientificamente ipocrita da non ricordare che la contenzione meccanica con cinte e fasce di cuoio ai polsi e caviglie e’ stata sostituita o va ad abbinarsi, a contenzione chimica, agita tramite somministrazione di quantità scioccanti di cosidetti farmaci – gli psicofarmaci – che, ai segni sui polsi e caviglie sostituisce l’irreversibile buco nella mente e nell’anima .

    Bisogna sapere che negli OPG e nei loro derivati abbiamo troppo spesso ragazzi, tossicodipendenti o delinquenti comuni che barattano inconsapevolmente i loro cumuli di pene con un biennio in OPG, non sapendo che da quel manicomio potranno uscire solo se, al termine di quel periodo, un magistrato, sulla base di una relazione psichiatrica, li riterrà non più socialmente pericolosi. E se, oltre a questa relazione, un familiare vorrà riprenderli in carico. Affrontare quindi un nuovo processo, per uscirne. Se, a tutto questo sommiamo il fatto che due anni sono più che sufficienti per inebetirli, renderli incontinenti, distruggere ogni minima reazione vitale, renderli incapaci di parlare, camminare, mangiare…allora, è come gettar via la chiave per sempre! Altro che “intensità sanitaria e camera singola con bagno”!

    Al “5 Stelle” manicomiale preferiamo levare oggi la nostra protesta e uno stato di allerta accorato:

    la pena deve essere consapevolezza, riabilitazione, rimedio

    l’ignoranza non può essere tradita

    sui Diritti Umani non possiamo fare sconti !

    Ufficio Stampa INPEF

    Ufficio Stampa VIVERE SENZA PSICOFARMACI

    www.viveresenzapsicofarmaci.it

    [email protected]

  • A Cesenatico e sulla Riviera Romagnola, la vacanza All Inclusive è divenuta un “must”

    La “moda” è nata qualche anno fa, quando alcuni albergatori, si sono inventati la formula ALL INCLUSIVE della Romagna.

    Il termine “All Inclusive” nella sua accezione primordiale veniva utilizzata dalle agenzie viaggio e tour operator quando proponevano vacanze “Tutto Incluso” nei villaggi turistici e prevede alcuni servizi esclusivi come: il soggiorno, la pensione completa con bevande incluse, il consumo illimitato di alcune bevande anche fuori pasto (acqua minerale, bevande analcoliche) presso i bar della struttura ricettiva, tea time nel pomeriggio con biscotti o snack dolci e salati.
    Inoltre la vacanza all inclusive propone (generalmente) anche sport e attività organizzate dal personale dell’albergo o dallo staff d’animazione del villaggio. La vacanza all inclusive proposta dai grandi tour operator include (laddove sia organizzato) il servizio di mini-club per bambini 4-12 anni o junior club per i ragazzi sotto i 18 anni.

    In Romagna l’All Inclusive fondamentalmente comprende: la pensione completa, le bevande ai pasti incluse ed il servizio spiaggia con ombrellone e lettini.

    Il fatto è che la vacanza “All Inclusive” risveglia nel turista un impulsiva condizione di tranquillità sul costo totale della vacanza che lo porta a preferire tale pacchetto alla semplice pensione completa a volte anche contro il proprio vantaggio economico.

    Anche gli albergatori, a loro volta, si sono adeguati al mercato ed offrono tariffe All inclusive sia a Cesenatico che in tutta la Riviera e, chi fino ad oggi non la voleva proporre, ha dovuto cedere alle richieste dei turisti.

  • Visite in notturna nella città di Rimini

    L’Hotel Graziella, hotel tre stelle, a Torre Pedrera di Rimini vi offre l’opportunità di unire alla vacanza di mare, divertimento e relax una vacanza a Rimini ricca di storia e cultura; una città che conserva antiche e preziose testimonianze storiche che vi farà conoscere con l’evento dele “Notturne d’Arte”, che per l’estate 2013 ritornano, come ogni anno, in questa splendida città.

    Rimini è una meta turistica conosciuta per la vita notturna nei pub e discoteche della Riviera Romagnola e per trascorrere una vacanza tra divertimento e relax. Rimini però, oltre ad essere una città moderna con strutture turistiche attrezzate e all’avanguardia è un ex colonia Romana, una città antica, ricca di storia e cultura.

    L’appuntamento è fissato per tutti i mercoledì sera fino al 18 Settembre, alle ore 21:00 sotto uno dei simboli della città di Rimini: l’Arco d’Augusto, da cui inizierà il Tour notturno tra le piazze e i viali del centro storico di Rimini

    Il Tour, presentato dall’organizzazione specializzata Discover Rimini, inizierà dall’Arco d’Augusto per poi proseguire per il Tempio Malatestiano, uno dei monumenti più importanti di tutto il Rinascimento, per poi non giungere sino alla “piccola pompei” Riminese in piazza Ferrari dove si svolgerà la visita interna alla Domus del Chirurgo, fiore all’occhiello della storia romana di Ariminum, il nome latino di Rimini.

    La Notturna d’Arte tra i musei e i monumenti di Rimini proseguirà per altri reperti storici come il ponte di Tiberio, la porta montanara e il Museo della città caratterizzato dalle opere del Cagnacci e Guercino.

    Per gli appassionati del cinema varrà la pena una sosta al Grand Hotel di Rimini, divenuto famoso nel cinema grazie al film “Amarcord” di Federico Fellini.

    La visita tra le ricchezze storiche di Rimini verrà arricchita e resa suggestiva dalle luci sugli edifici e sui monumenti che creeranno un’atmosfera quasi magica…

    Per partecipare alla Notturna d’Arte di Rimini il costo del biglietto è di euro 7,00 per gli adulti e euro 3,00 per i bimbi dai 7 ai 10 anni, gratuito fino ai 6 anni. Per i possessori della Romagna Visit Card verrà applicato uno sconto di 1 euro sul prezzo del biglietto.

    I tour si possono effettuare, su richiesta anche in lingue straniere per gruppi di almeno 15 persone. Per prenotare la Notturna d’Arte è necessario contattare il numero 333/7352877 o tramite mail: [email protected].

    L’Hotel Graziella vi aspetta nel cuore della Romagna, a Rimini, per conoscere le ricchezze di una città ricca di tesori ancora da scoprire!

  • ANTICA TRADIZIONE: da BESOZZI ORO le farine ideali per i lievitati.

    Dall’esperienza Besozzi Marzoli nel campo delle farine per la pasticceria, è nata una linea indispensabile per le produzioni: Besozzi Mix, i semilavorati specifici per le più svariate applicazioni nel campo dei lievitati. Dai croissant alla sfoglia, dal pan di spagna ai bignè senza scordare le torte da forno e i muffin.

    Della stessa gamma fa parte la farina BESOZZI ORO che da oltre 100 anni è riconosciuta come il supporto indispensabile dei pasticcieri artigiani per affrontare la campagna di Natale o di Pasqua, con la assoluta certezza di offrire alla propria clientela un prodotto di qualità superiore.

    Il segreto del nostro successo? Non accontentarsi dei risultati raggiunti, ma continuare anno dopo anno la stretta collaborazione con i Maestri Pasticcieri affinché le caratteristiche della farina risultino sempre adeguate alle richieste dei professionisti più esigenti.

    Sia Besozzi Mix che Besozzi Oro Antica Tradizione Lievitati sono sempre garantite da un rigoroso controllo: ogni singolo lotto di farina viene testato da un Maestro Pasticciere che ne firma il relativo Certificato di Qualità.

    www.besozzi.com

    Novella Donelli – Ufficio Stampa JIT
    0456171550
    [email protected]
    http://justintimesrl.wordpress.com

  • UNO STUDIO DELL’UNIVERSITA’ DI BERGAMO RIVELA CHE SECONDO IL 75% DEGLI HOME EXCHANGERS “LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE SONO AFFIDABILI”

    Roma, 11 luglio 2013Per la prima volta è disponibile un profilo dettagliato dell’espansione demografica di chi sceglie lo scambio casa per motivi turistici. Dalla ricerca condotta dall’Università di Bergamo emerge che il settore sta avendo un profondo impatto sulla società. Secondo le ricercatrici e professoresse Francesca Forno e Roberta Garibaldi“le persone stanno adottando sempre di più modelli di consumo che enfatizzano la comunità rispetto al singolo individuo” e lo scambio casa “può contribuire a fare in modo che le nostre società si orientino verso un futuro sostenibile”.

    Non solamente attratti da questo sistema in quanto permette di risparmiare, chi scambia la casa è generalmente un turista curioso (il 98% dichiara di essere interessato alla cultura del luogo e l’84% di visitare musei e parchi naturali quando in vacanza) e con un enorme senso di fiducia verso il prossimo (il 75% dice di fidarsi della maggior parte della gente).

    Sebbene si tratti di una nuova tipologia di viaggiatori (gli swapper sono molto istruiti, con il 62% che possiede un diploma di laurea o superiore), gli home-exchangers rappresentano una sempre più ampia fetta di viaggiatori appassionati. Ad esempio, il tipico soggetto che sceglie lo scambio casa viaggia con la propria famiglia (il 49% di loro con figli) e proviene da tutti e cinque i continenti, con Stati Uniti, Francia, Spagna, Canada e Italia in cima alla classifica.

    L’acquisto di prodotti del commercio equo e solidale (63%) e di prodotti biologici (73%) è molto importante per gli appassionati di scambio casa, e il 69% cucina autonomamente i pasti quando viaggia, cogliendo tutti i vantaggi di poter acquistare i prodotti del territorio. Quando non è in vacanza, chi scambia la casa è spesso attivo nell’attività di associazioni per il benessere della comunità: il 59% partecipa ad attività di volontariato, che vanno dalla salvaguardia dell’ambiente, alle attività per i giovani, alla tutela culturale e del benessere degli animali.

    Con ben il 98% degli intervistati che dichiarano di apprezzare molto lo scambio di casa e l’81% che ha scambiato la casa già più di una volta, il futuro sembra molto promettente per HomeExchange. Così come affermano le ricercatrici:

    “Lo scambio di casa è una delle frontiere più significative del turismo moderno, in quanto incorpora alcune delle dinamiche che caratterizzano il turista del nuovo millennio: il desiderio sempre più crescente di viaggiare più volte all’anno, anche con budget limitati, il bisogno di organizzare un viaggio il più possibile su misura e il desiderio di trasformare il viaggio in un’autentica esperienza… non solo per conoscere un nuovo paese con tutte le attrazioni, ma anche per immergersi in una nuova cultura”

    PER CONSULTARE I RISULTATI COMPLETI DEL SONDAGGIO, CLICCARE IL LINK: www.scambiocasa.com/it/press-releases/47

    A proposito della ricerca all’Università di Bergamo

    Francesca Forno è Professoressa di Sociologia e Sociologia dei Consumi, anche direttrice del CORES LAB (Gruppo di Ricerca sul Consumo, Reti e Pratiche di economie sostenibili) www.unibg.it/cores.

    Roberta Garibaldi è Professoressa di Marketing e Marketing del turismo, anche membro di CeSTIT (Centro studi per il turismo e l’interpretazione del territorio) www.unibg.it/cestit.

    Lo studio è stato condotto da Aprile a Maggio 2013, intervistando (con un questionario online) circa 46,000 membri di HomeExchange.com, con un tasso di risposta senza precedenti pari al 16% (7,000 intervistati)

    A proposito di Homeexchange.com

    Fondata in California nel 1992 da Ed Kushins, HomeExchange.com si è evoluta come società di viaggi on-line di scambio più grande e in più rapida crescita al mondo. Quest’anno i circa 46.000 membri concluderanno più di 75.000 scambi casa in circa 154 paesi. HomeExchange.com rende più semplice organizzare e godere una vacanza in qualsiasi paese, città o regione di interesse e offre ai viaggiatori un’indimenticabile e autentica “vita da locale”.

    Il sito è disponibile in 16 lingue differenti.

    Nel 2012 è stato lanciato HomeExchangeGold.com, riservato esclusivamente alle residenze di lusso e appartamenti di alta gamma.

    Ufficio stampa

    IMAGINE Communication
    Via G. Barzellotti 9-9b – 00136 Roma – Tel. 06.39750290
    www.imaginecommunication.eu

    Silvia Alesi [email protected]

    Per visitare le schede di Scambiocasa.com

    Log in: [email protected] – Password: info

    PER CONSULTARE I RISULTATI COMPLETI DEL SONDAGGIO, CLICCARE IL LINK: www.scambiocasa.com/it/press-releases/47

  • Marco Filippini: Cura del dolore, in occasione di Impact 2013

    Terapia del dolore, sul sito di Marco Filippini. Quasi 5 a 1 il rapporto tra la spesa annua di farmaci antinfiammatori non steroidei e quella sostenuta per gli oppioidi forti e deboli descritto dal Ministero della Salute in occasione di Impact 2013. Il congresso multidisciplinare che ha riunito Istituzioni ed esperti impegnati nella lotta al dolore, la scorsa settimana a Firenze.

    Terapia del dolore

    Diverse le proposte operative emerse per migliorare l’appropriatezza terapeutica e garantire ai cittadini cure adeguate su tutto il territorio nazionale in linea con quanto stabilito dalla Legge 38/2010. Puntare su una maggiore presa di coscienza dei cittadini e su impegno, sensibilità e concreta volontà degli operatori sanitari. Questi in sintesi i messaggi chiave dell’incontro.

    In Italia la spesa annua per antinfiammatori è pari a 518 milioni di euro, con un consumo medio procapite di 8,55 euro, a fronte di 139 milioni per gli oppioidi suddivisi tra 89 per i forti (1,48 euro pro capite) e 50 per i deboli (0,83 euro pro capite). Il consumo di FANS si mantiene dunque elevato nel nostro Paese e la loro associazione con i gastroprotettori, il cui consumo è in costante aumento, determina un notevole impatto economico sulla spesa sanitaria.

    Alla base del problema, la prescrizione non appropriata, che diventa ancor più pericolosa nei pazienti anziani. “Uno dei problemi più importanti nella cura del dolore – ha evidenziato Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria – è sicuramente rappresentato dalle persone che hanno perso memoria del dolore fisico e non sono in grado di descrivere tipo, localizzazione, durata e gravità della loro sofferenza. Circa 1-1,5 milioni di cittadini sopra i 65 anni che soffrono di demenza senile. Di questi, circa il 70-80% ha problemi di dolore nel corso della vita; a loro quindi si deve rivolgere l’attenzione della medicina, perché la sofferenza venga diagnosticata e poi lenita con adeguati trattamenti. Spesso ciò non avviene e le persone con demenza devono soffrire ingiustamente. Abbiamo il dovere di porre in atto metodologie diagnostiche innovative, efficaci anche in assenza di una sintomatologia riferita: in chi ha perso la memoria ogni volta il dolore si presenta come un evento nuovo, drammatico e inspiegabile, che induce angoscia”.

    Da Impact Firenze Giugno 2013

    FONTE: marcofilippini.it

  • Rivestimenti in pietra sottile, ecologia e risparmio per la tua casa.

    Tra i materiali utilizzati per la decorazione delle abitazioni, negli interni come per gli esterni, la pietra naturale è stata usata per secoli e a tutt’oggi, è perfetta per realizzare dei rivestimenti in pietra eleganti e funzionali per la propria casa o il luogo di lavoro. La novità è l’arrivo di una nuova tecnologia che porta materiali come Flexstone, che permettono i rivestimenti di qualsiasi superficie con lastre di pietra sottile, naturale ed ecologica oltre che economicamente vantaggiosa.

    Flexstone è un progetto di lavorazione e vendita di lastre di pietra sottile, leggera e flessibile che si ottiene ponendo strati millimetrici di pietra , su una base di cellulosa che le dona resistenza ma anche adattabilità.

    Questo materiale ti permette di realizzare rivestimenti di interni ed esterni, è facile da installare anche seguendo il manuale per il fai-da-te e disponibile in 20 colorazioni diverse.

    Naturale al 100% , la sua caratteristica ecologica è data dalla produzione di poco materiale, quindi da un minore utilizzo e spreco di pietra. L’effetto estetico, invece, sarà simile in tutto e per tutto ai rivestimenti in pietra classici. Attraverso i pochi millimetri da tagliare, anche la sua leggerezza rende adatta la pietra sottile alla salvaguardia dell’ecosistema: nel trasporto di maggiore quantità e minore peso, si produce un notevole risparmio di carburante.

    Flexstone è resistente agli agenti atmosferici, nel caso di impiego negli spazi esterni, e ti offre infinite possibilità di applicazione. Visto che è flessibile e cucibile, offre le stesse possibilità rispetto al tessuto e alle impiallacciature di legno.

    Nei rivestimenti in pietra sottile, grazie al basso spessore (pochi millimetri), la lastra può essere posizionata sopra piastrelle usurate, mura, mattonelle o pavimenti. Può sostituire precedenti materiali ormai consunti, come lo stucco veneziano, con un rivestimento al contrario del tutto naturale.

    Perfetta per pareti, mobili, colonne e persino accessori e oggetti di pelletteria.

    Con 20 diverse gradazioni ti sarà facile realizzare le tue decorazioni come preferisci, sbizzarrirti con colori e sfumature. Flexstone è disponibile nelle tonalità calde come Terra Red e Copper Red, fredde e neutre come il Ten White, Grey Beauty e Pink Multy oppure su tonalità decise puoi utilizzare Jeera Green, la serie Black o l’Indian Autumn. Ogni nuance dona la sensazione di unrivestimento in pietra reale e scenografico: in realtà è realizzato con poco dispendio di energie e costi!

    Le lastre di pietra sottile ti permettono di rivestire pavimenti, bagni, cucine ma anche pareti, soffitti, porte, mobili, e così via. Un’alternativa per i rivestimenti di interni anche di uffici ed esercizi commerciali, come di ambienti di rappresentanza. Per i rivestimenti esterni, le lastre sono garantite come resistenti alle temperature estreme, anche se la durata del prodotto è in relazione agli adesivi e isolanti utilizzati. Per i pavimenti, in particolare, è necessario valutare se ci si trova in zone ad alto traffico di passaggio.

    Il supporto FlexStone è completo, con la guida per l’installazione delle lastre. Si parte dalla preparazione al taglio, con il consiglio sugli utensili da utilizzare e, soprattutto, gli isolanti e i collanti e gli adesivi migliori per garantire aderenza e durata.

    Per maggiori informazioni e per ricevere il tuo preventivo gratuito, contatta lo staff agli indirizzi che trovi sul sito www.flexstone.it

  • HUGBIKE, la bicicletta degli abbracci, in prova per la prima volta alla Festaloonga di Conegliano presso la filiale di Banca della Marca

    Venerdì 12 luglio, nell’ambito della manifestazione coneglianese Festaloonga, Banca della Marca invita tutta la comunità a recarsi presso la propria filiale in via Carducci per provare in anteprima assoluta i primi prototipi di HUGBIKE, la bicicletta degli abbracci. Il progetto HUGBIKE è stato sviluppato dalla nuova Coop. Sociale “Opera della Marca” e coinvolge soggetti affetti da autismo i quali, grazie al supporto di personale specializzato durante l’assemblamento delle biciclette, hanno sperimentato l’integrazione nella società mediante il lavoro.

    Venerdì 12 luglio, in anteprima esclusiva, il pubblico presente a Conegliano in occasione della manifestazione Festaloonga, potrà provare i primi due prototipi di HUGBIKE.

    L’innovativa bicicletta, presentata presso la filiale di Banca della Marca in via Carducci, rappresenta uno dei tanti progetti che sta sviluppando la Coop. Sociale “Opera della Marca”, nuovo e innovativo soggetto nato dalla collaborazione tra Banca della Marca, Cooperativa Il Girasole e Fondazione Oltre il Labirinto onlusPer l’autismo che pone al centro dell’attenzione il disabile e la sua integrazione nella società mediante il lavoro.

    Proprio perseguendo questa missione, un gruppo di ragazzi autistici seguiti dalla Cooperativa Sociale di tipo B “Opera della Marca”, ha contribuito alla realizzazione dei primi prototipi di HUGBIKE, la “bici degli abbracci”; questa definizione si sposa infatti alla perfezione sia con la metodologia di assemblamento della bicicletta – che vede uniti personale specializzato e ragazzi affetti da autismo – sia per il fatto che la bicicletta offre al guidatore, seduto sul sellino posteriore, la possibilità unica di pedalare in tandem con il passeggero abbracciandolo.

    Presso la filiale di Banca della Marca saranno presenti alcuni dei promotori di Opera della Marca che inviteranno la comunità a provare gratuitamente le biciclette e illustreranno come la neo Coop. Sociale, facendo interagire le attività lavorative dei ragazzi con le realtà produttive del territorio, crea valore economico sostenibile e fa impresa sociale. Opera della Marca, sempre in relazione al progetto HUGBIKE, sta definendo nuove collaborazioni con altre comunità locali affinché si sviluppi una vera e propria rete di relazioni che consenta di fornire un aiuto concreto ai soggetti socialmente svantaggiati o deboli per essere parti attive nella società.

    Gli interessati potranno già prenotare un modello di bicicletta e chiedere informazioni sul suo acquisto che, per i clienti di Banca della Marca, potrà essere effettuato scalando direttamente il costo reale del mezzo dal conto corrente attivo. I ricavati verranno devoluti alla Coop. Sociale Opera della Marca.


    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 33 agenzie locali, di cui 26 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 250 dipendenti e persegue da anni una politica di sviluppo sostenibile dell’economia locale senza dimenticare di sostenere le attività di tipo culturale, sociale e sportivo del territorio.

    Per ulteriori info:

    BLU WOM srl

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Intervista di Alessia Mocci a Carlo Cocconi ed al suo Solo per stilografica – in tre movimenti

    Conobbi Sergio, più vecchio di me di quattro anni, all’uni­versità. Anch’io, come lui, venivo dal Nord. Come lui anch’io avevo deciso di studiare nella capitale. Ero iscritto a Lettere ma 16 frequentavamo insieme alcuni corsi comuni di letteratura italiana e storia. Lui, per via del lavoro, era un po’ in ritardo con gli studi.”

    Solo per stilografica – in tre movimenti”, è un thriller di Carlo Cocconi, pubblicato nel 2013 dalla Watson Edizioni per la collana editoriale “Ombre”.

    Protagonista del romanzo noir, Sergio Sorrenti. Un uomo, apparentemente qualunque, trovatosi alla regia di una prestigiosa casa editrice. Basterà una lettera, inviatagli dal professor Rosario Trunia, a rivoluzionare tutto il suo mondo ed alla scoperta di un misterioso manoscritto di uno scrittore ancora più oscuro, Articus”. Per il lettore, “Solo per stilografica”, è un percorso irto di supposizioni misteriche e di esaltazione della curiosità.

    Carlo Cocconi è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande. Buona lettura!

    A.M.: Quando nasce la tua passione per la scrittura?

    Carlo Cocconi: Ho iniziato a scrivere tardi, dopo i trent’anni. Una vocazione tardiva ed io stesso non so ben definire perché sia apparsa così all’improvviso. Prima di allora non avevo vergato nemmeno una riga. La spiegazione più plausibile è che le tante esperienze che si accumulano nella vita abbiano bisogno di essere espresse in qualche modo. Posso solo dire che un giorno ho preso un foglio di carta, una penna e ho iniziato. Per non fermarmi più. Da quel momento sono trascorsi quindici anni. Di materiale pronto per la pubblicazione ne ho parecchio, non solo narrativa, anche teatro. Mi piace cimentarmi in generi diversi.

    A.M.: “Solo per stilografica – in tre movimenti” è il titolo del tuo romanzo. Che rapporto hai con la stilografica?

    Carlo Cocconi: Avevo pensato a due titoli, questo ed “Il manoscritto”, più attinente al contenuto del romanzo. Poi, assieme all’editore, ho pensato che “Solo per Stilografica” era più adatto. Non ha un rapporto diretto con il tema del libro, se non per il fatto che il protagonista è un editore, quindi la stilografica rimanda al mondo della scrittura. In realtà non vuol dire niente ma evoca un mondo, crea curiosità appunto per la sua indeterminatezza. Ho pensato a titoli come “Il nome della rosa”. Che attinenza hanno con il contenuto del romanzo? Nessuno, eppure rimandano a qualcosa. Di intangibile, ma ognuno può trovarci quello che vuole.

    A.M.: Il tuo romanzo giallo è ambientato a Roma. Quanto è importante per te la scelta della capitale come città protagonista?

    Carlo Cocconi: Moltissimo. Innanzitutto Roma è una città che amo tantissimo, in secondo luogo ambientare il romanzo a Roma era importante perché la Città Eterna è un luogo che tutti conoscono, fa parte dell’immaginario collettivo di tutti gli italiani. Non volevo confinare la vicenda in un luogo sconosciuto ai più, desideravo che i fatti narrati e i protagonisti si muovessero su uno sfondo riconoscibile al lettore friulano ma anche a quello siciliano. Roma, poi, è città di luci e ombre, dalla storia millenaria. Una location formidabile per un giallo-noir come il mio.

    A.M.: Che cosa dovrebbero aspettarsi i lettori dalla lettura di “Solo per stilografica”?

    Carlo Cocconi: Un momento di relax e divertimento. Il libro pone domande anche serie, se vogliamo, ma lo scopo principale è intrattenere il lettore con una lettura piacevole e una storia accattivante. Il resto viene da sé. Sono partito da una domanda: è possibile che l’arte nasca dal male? Ho cercato di dare una risposta senza, comunque, orientare il lettore verso le mie opinioni. Chi legge trarrà le sue conclusioni.

    A.M.: Quali sono i protagonisti del tuo romanzo noir?

    Carlo Cocconi: Protagonista è Sergio Sorrenti, un editore raffinato e di successo, scapolo inveterato, amante delle donne e della bella vita. Un uomo di successo che, a sessant’anni, scopre che il mondo che pensava si muovesse secondo regole precise e da lui stabilite è, invece, qualcosa di sconosciuto e inquietante. Penso di aver scritto, in fondo, un romanzo di formazione, con la variante che il protagonista non è un adolescente ma un uomo alle soglie della vecchiaia. Personaggi cardine, comunque, sono quelli femminili come Carla, segretaria di Sergio, e Donna Assunta, moglie del mentore di Sergio. Sono donne dalla forte personalità, che hanno una visione dell’esistenza più realistica di Sergio e che, nel bene e nel male, lo condizioneranno parecchio. Sergio scoprirà che la vita reale non è quel susseguirsi di desideri esauditi che ha sempre vissuto, ma qualcosa in cui bene e male sono strettamente intrecciati.

    A.M.: Come ti stai muovendo per promuovere il libro? Presentazioni? Social Network?

    Carlo Cocconi: Come prima cosa ho creato il mio profilo facebook, strumento nei cui confronti nutrivo diffidenza. Invece ho scoperto che, tutto sommato, dipende da come lo adoperi. Ho avuto la possibilità di riallacciare rapporti con persone che non vedevo da tempo e di acquisire visibilità in vista della pubblicazione del romanzo. Ho creato anche una pagina facebook dedicata al romanzo e una pagina “Carlo Cocconi Books” dove parlo della mi attività letteraria a 360 gradi. Ho anche un sito internet personale dove metto a disposizione di chi fosse interessato altri testi che ho scritto: atti unici per teatro ed un racconto sul judo (sport che pratico) che esce a puntate ogni domenica. Cerco tutte le opportunità che dà la rete che, se usata con un fine valido e “nobile”, è un formidabile strumento di promozione. Ho appena fatto una presentazione in una libreria di Udine, la mia città. Cerco di continuare su questa strada.

    A.M.: Pensi che “Solo per stilografica” sia un libro anche da spiaggia? Lo consiglieresti per le vacanze estive?

    Carlo Cocconi: Assolutamente sì. Si legge in fretta e, al di là della serietà delle tematiche di fondo, si può gustare anche come romanzo di intrattenimento. Uno degli obiettivi che mi ero prefissato era proprio questo: proporre tematiche serie ma permettere al lettore di apprezzare la storia senza costringerlo a rifletterci troppo su.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Watson Edizioni?

    Carlo Cocconi: Rispondo con una battuta: per me Ivan Alemanno è il numero uno. Gli devo tutto. Il rapporto è stato ottimo fin dall’inizio e mi auguro possa continuare a lungo.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Carlo Cocconi: Amo tantissimo questa frase di Eraclito, apparentemente semplice ma su cui fior di filosofi e studiosi si sono scervellati ad interpretare e che, per me, racchiude un’importante verità: Physis khryptesthai philei: la natura ama nascondersi.

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

    Info

    http://www.watsonedizioni.it/

    http:// www.carlococconi. it

    https://www.facebook.com/carlo.cocconi.7

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/07/09/intervista-di-alessia-mocci-a-carlo-cocconi-ed-al-suo-solo-per-stilografica-in-tre-movimenti/