APD: ecco i primi risultati

Il servizio di Assistenza Psicologica telefonica, tramite un numero verde, permette ai dipendenti delle aziende che hanno stipulato una convenzione con il Centro di parlare con uno psicoterapeuta esperto per consulti rapidi o veri e propri interventi di supporto.

Nei primi sei mesi di sperimentazione telefonica, che ha visto coinvolte quattro aziende per un totale di poco più di 800 dipendenti, centoventi sono state le domande di assistenza, che nel 30% dei casi hanno portato a richiedere successivi contatti telefonici con gli specialisti del Centro. Meno del 10% dell’utenza che ha usufruito del servizio di assistenza psicologica telefonica ha, invece, richiesto un appuntamento in studio con uno psicoterapeuta. Le telefonate hanno avuto una durata media di 6 minuti e non hanno mai superato i 20 minuti.

Le problematiche riscontrate sul campione di telefonate ricevute riguardano in grande maggioranza la sfera relazionale, includendo sia i rapporti sul luogo di lavoro sia quelli in ambito familiare, o più genericamente extra-lavorativo. Diversi sono stati i sintomi lamentati: problemi d’ansia, disturbi del comportamento alimentare e anomalie nella sfera sessuale, eccesso di sudorazione e tachicardia, somatizzazioni e sintomi depressivi.
Di notevole interesse è l’emersione delle cosiddette “nuove dipendenze”, che si differenziano dalle tipologie più tradizionali per la loro discontinuità e per il ricorrere all’oggetto-origine della dipendenza in momenti in cui è necessario sfogarsi o fuggire da una realtà insostenibile che vede l’evasione come unica azione salvifica.
Emblematico in questo senso è il caso di internet che, con lo spopolare dei social network quali Facebook e MySpace, lega a sé milioni di utenti che non possono più fare a meno di continue connessioni durante la giornata, incluse le ore lavorative. Il bisogno incontrollabile di entrare in rete porta ad un immediato piacere che sfocia però ben presto in un senso di inutilità, noia e impotenza, oltre al senso di colpa per il tempo perso e “rubato” al lavoro. Si innescano così circoli viziosi da cui è difficile uscire.

Un aspetto meritevole di attenzione è il motivo che ha portato alcune aziende ad avvalersi del servizio APD: l’intenzione di essere in linea con le nuova normativa vigente in tema di stress lavoro correlato (art. 28 del D.lgs. 81/08), che prevede la stesura obbligatoria di un documento di valutazione dei rischi presenti sul luogo di lavoro, incluso il rischio di stress lavoro correlato. Il servizio è ancora attivo e sono molte le aziende che stanno aderendo ai successivi sei mesi di sperimentazione.
Il 10 maggio 2010 il Centro FerrariSinibaldi ha organizzato un convegno in cui presenterà i risultati di un anno di sperimentazione del servizio APD. Il convegno vedrà la partecipazione di alcune delle aziende coinvolte nel progetto e sarà l’occasione per riflettere sull’incidenza del benessere psicologico nella vita lavorativa.

Ulteriori informazioni:
http://www.ferrarisinibaldi.it/centroapd/APDweb/Programma_APD.html

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