Si registra che oltre sette milioni di giovani italiani continuano a vivere sotto il medesimo tetto con i genitori, si tratta di ragazzi che presentano un’età di media tra i 18 e 34 anni. Ben oltre il 40% di questi soggetti hanno più di 25 anni dei quali, uno su due, ha la possibilità trovare sostegno tramite un’occupazione ma pare non avere modo di intraprendere la via dell’emancipazione poiché risulta comunque essere precario. Il quadro che la CGIL dipinge a riguardo di tale situazione, attraverso gli studi riportati dal sindacato degli inquilini (Sunia), riporta una condizione abitativa riguardante i giovani bloccata, ferma in un immobilismo che corrode sempre più in profondità le possibilità e la spinta di evoluzione abitativa personale. L’analisi riporta che per quanto riguarda il macro-gruppo degli under 35 oltre il 60% si ritrova con un reddito mensile al di sotto dei 1.000 euro. Il grande blocco che non permette ai giovani di farsi una casa è rappresentato per lo più dai canoni d’affitto che risultano particolarmente, soprattutto se si considera l’attuale situazione che pervade il mercato immobiliare per intero, ad esclusione della Svizzera che sta in questo periodo registrando un notevole aumento delle compravendite. Altro rilevante impedimento è dato dal salario che viene corrisposto generalmente alle donne, le quali risultano tuttora in una condizione di assoluto svantaggio a differenza dei colleghi maschi. Gli stranieri non godono certo di una situazione maggiormente favorevole.
Per ulteriori informazioni: costruzioni Sala Bolognese
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