Qualche volta si rimane sorpresi dal fatto che strutture anatomiche tanto piccole del nostro corpo possano procurare fastidi e dolori così grandi. Esempio classico di questa proporzionalità inversa è rappresentato dalla emorroidi, che nella parte terminale del nostro retto svolgono una importante funzione di chiusura gonfiandosi e sgonfiandosi.
Talvolta però questo meccanismo subisce inceppamenti, così il volume delle emorroidi rimane elevato; a causa del passaggio delle feci possono quindi determinarsi sanguinamenti, dolori e persino prolassi.
Uno studio condotto dal NIH (National Institutes of Health) statunitense rivela che il 75% della popolazione americana prima o poi soffrirà di emorroidi nel corso della sua vita. Per quanto riguarda le statistiche italiane, i dati a disposizione parlano di almeno il 50% delle persone con più di cinquant’anni interessate dal problema.
Si tratta dunque di un fenomeno che colpisce con frequenza elevata, anche se non sempre le persone tendono a parlarne a causa di una certa reticenza nell’aprirsi con gli estranei riguardo a questo problema così “intimo”.
Per fortuna esistono diversi approcci per intervenire, a iniziare dalla dieta sana – a base di frutta, verdura, cereali integrali e acqua in abbondanza – che è il primo passo per migliorare la funzionalità intestinale. Anche il movimento fisico è d’aiuto, poiché stimola il transito intestinale, e da non dimenticare sono infine le diverse tipologie di approccio chirurgico indicate per i casi più gravi.
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