Il ciclismo, come del resto gli altri sport, segue e si attiene alle mode. Ad esempio, esce un campione che utilizza un certo componente in una data misura e si segue l’idea che quella sia la cosa migliore senza porsi domande. Questo fenomeno succede da qualche tempo anche nel mondo delle ruote. Fino a qualche tempo fa, i corridori andavano alla ricerca della gomma più sottile convinti com’erano della migliore scorrevolezza di un tale modello. Con il passare del tempo, ci si è resi conto che la differenza di superficie di appoggio non dava un’influenza significativa sulla prestazione. Questo valore poteva variare anche da un battistrada all’altro a seconda della forma ma pure della cedevolezza e della elasticità della copertura. Ad esempio, una gomma da 19 o da 20 ha il vantaggio della leggerezza poiché è minore il materiale impiegato per la sua realizzazione, ma tende a forarsi più facilmente proprio perché si può pizzicare. Inoltre, proprio per evitare questo inconveniente deve essere gonfiata a pressioni maggiori e richiede quindi una struttura più elaborata per garantire la stessa resa meccanica. Le gomme di maggiore sezione risultano molto più convenienti. Si può arrivare alla misura 23 ma anche alla 25 o alla 27 anche se quest’ultime sono destinate a competizioni particolari in cui la sollecitazione delle coperture e il rischio di foratura sono notevoli. Le gomme di questo tipo sono in grado di assorbire meglio le vibrazioni e non necessitano di pressioni di gonfiaggio al limite della tenuta. Per ulteriori informazioni gommista bologna
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