Non è colpa dei telefonisti: alternative contro lo Spam telefonico

Con parole di filosofo riconosciamo tutti che oggigiorno..

Il telefono è utile, comodo, confortante. Ma può essere fastidioso, invadente, ossessivo. Ci permette di parlare con chi vogliamo, quando vogliamo – e di essere tranquilli perché sappiamo che in caso di bisogno siamo reperibili. Ma può invadere la nostra vita con fastidiosa prepotenza, interromperci nel momento sbagliato, farci sentire “obbligati“ a rispondere a uno squillo imperioso quando vorremmo essere lasciati in pace.

Grazie a Giarcarlo Livraghi per la sua calzante definizione. Dai filosofi passiamo a ..altri…siti stranieri, che con la molestia delle telefonate indesiderate elo spam dei telemarketing, creano giochi per tutti. Come trasformare la molestia e la noia in divertimento potrebbe intitolarsi la loro pagina .

Assolutamente fuori da ogni nostra intenzione è consigliare maniere per prendersi gioco di onesti lavoratori. Purtroppo per molti non c’è molta scelta al momento in Italia.

Ma il sistema del vendere al telefono sapendo che con insistenza e persuasione è attivo e funziona ormai da decenni, a danno di ignari utenti telefonici in ricerca di quiete e pace. E se a volte le chiamate raggiungono l’esasperazione, meglio un gioco di performance che una rabbia repressa. Meglio esprimersi creativamente che adirarsi con la cornetta di un telefono o sbatterlo da qualche parte. Meglio non far danni a se stessi e agli altri, ma come salvarsi dalla giungla dei telemarketing insistenti?

Per questo Milk.com propone giochini da recitare al telefono: dalla simulata segreteria che non risparmia brutti accidenti recitata al telefono in caso non si abbia nemmeno avuto il tempo di rispondere con l’usuale “pronto, chi parla?”, a metodi stressanti fatti di domande snervanti, ancora più snervanti delle stesse televendite e/o indagini di mercato, in cui lo scopo è quello di far perdere tempo all’insistente venditore. Riassumendo si tratterebbe di riservare ai mittenti delle telefonate snervanti lo stesso servizio che si ritiene di ricevere. Che significa in sostanza rifilare la stessa moneta, dente per dente occhio per occhio, anche se con più creatività e buon umore di semplici e maleducati insulti, che sicuramente non mancano, tra chi risponde sovente a telefonate non desiderate.

Ma alla fine tutto ciò risolverà davvero i nostri problemi con lo spam? Non sarà forse meglio l’unione di più persone che si comunicano a vicenda? Molte si uniscono già informandosi e lasciando suggerimenti utili per tutti su tellows.it, la community che si informa e si difende dallo spam telefonico.

Altra idea sorge dopo aver incontrato nel web un’altra opinione. Da un commento a uno dei tanti articoli di denuncia delle molestie di spam telefonico si è distinta una voce nel coro di lamentele, con un giusto diritto di replica, tanto da doverla citare anche qui:

“Beati voi che avete un lavoro stabile che non sia call center per “***”….e visto che parlate tanto perchè non trovate un lavoro anche a me?”

grazie Giulia, di lasciare la tua voce, di sottolineare che gli infelici dei call center non sono solo coloro che le telefonate le ricevono, ma forse molto più coloro che devono telefonare per forza. Almeno da casa si ha la libera scelta di metter giù la cornetta e di lamentarsi e magari anche di prendersela col malcapitato telefonista. Quest’ultimo al contrario caccia giù il boccone amaro, ringraziando ancora di avere un lavoro, costretto a portare avanti la politica del “ti trovo col telefono e non scappi più” per nome di chi col medium freddo ci guadagna.

Allora la soluzione su cui ponderare, elucubrare e lavorare: necessitiamo di nuovi posti di lavoro per tutti i telefonisti!

Cosi forse poi non chiameranno più, perchè ci sarà di meglio da fare…

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