Il rischio chimico nelle operazioni di manipolazione dei CA

Durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici (FCA) l’incolumità e la sicurezza del personale, e quindi la prevenzione del rischio chimico legato ad un’eventuale contaminazione, sono strettamente correlate a opportune misure preventive così come previsto dalle normative.
La contaminazione può infatti essere di diverso tipo e avveire attraverso le vie respiratorie, la pelle o per contatto con le mucose, in casi più rari per via oculare (tramite uno spruzzo accidentale) o per ingestione ingerendo ad esempio cibo o bevande contaminati.
Diverse poi sono le situazioni di lavoro che comportano un rischio di contaminazione, come ad esempio le fasi di immagazzinamento, preparazione e trasporto dei preparati, come anche la stessa somministazione al paziente.
In particolare, per garantire la massima prevenzione del rischio chimico si rende necessario utilizzare nelle fasi di preparazione dei FCA sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci: in queste operazioni infatti si possono con più frequenza verificare accidentalmente esposizioni al farmaco o attraverso le vie respiratorie o ancora per contatto diretto, o per eventuali spandimenti sotto la cappa a flusso laminare verticale. Prima di eseguire le operazioni di manipolazione pertanto è necessario che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I, verificare la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza, eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
Per quanto riguarda la somministrazione, invece, si possono avere contatti cutanei con i farmaci chemioterapici antiblastici a causa di stravasi di liquido dai deflussori non dedicati, dai flaconi o dalle connessioni tradizionali. Come prima misura di prevenzione del rischio chimico è poi opportuno l’utilizzo di set infusionali a circuito chiuso, tecnologicamente studiati per l’infusione endovenosa dei farmaci antiblastici, effettuando la centralizzazione delle strutture. Le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici dovrebbero poi svolgersi in locali appositamente predisposti e sufficientemente ampi, dotati fra l’altro di cappa aspirante e di un box di decontaminazione, di pavimenti e pareti facilmente lavabili.
Attenzione particolare dovrà poi essere riservata alla protezione dei locali da turbolenze d’aria che potrebbero ostacolare le misure di sicurezza.
Altra misura per la prevenzione del rischio chimico negli ambienti di lavoro sarà poi quella di installare un interfono a viva voce così da evitare qualsiasi tipo di contaminazione.

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