Tag: chemioterapici

  • Trattamento dei farmaci CA: come prevenire il rischio chimico

    Diverse attività lavorative possono comportare un’esposizione a chemioterapici antiblastici. La manipolazione di tali sostanze, estremamente pericolose per la salute, deve pertanto avvenire secondo precise norme di comportamento per non danneggiare gli operatori, garantendo loro la massima prevenzione del rischio chimico.
    La contaminazione da chemioterapici antiblastici può avvenire prevalentemente attraverso il contatto diretto con la cute e/o le mucose, per inalazione o per puntura accidentale. Esso può verificarsi durante tutte le fasi della manipolazione (trasporto, preparazione, somministrazione ed eliminazione) dei preparati antiblastici. Nella fase di preparazione l’esposizione può avvenire per rovesciamenti accidentali, rotture delle fiale del farmaco, gocciolamenti durante gli innesti ago-siringa nelle fasi riempimento della siringa, di espulsione dell’aria e nel trasferimento dalla siringa alla fleboclisi.
    L’inalazione di polveri, aerosol e/o vapori può verificarsi a seguito delle procedure che provocano aerosolizzazione del contenuto durante il ritiro dell’ago attraverso il tappo perforabile del flacone (la sovrappressione interna provoca uno spruzzo), durante l’apertura delle fiale, durante la misurazione del volume prescritto con l’espulsione forzata dell’eventuale eccedenza.
    Durante la fase di preparazione in particolare, per garantire la massima prevenzione del rischio chimico è opportuno utilizzare i sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci.
    In questa fase infatti si può verificare un’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol e/o spandimenti sotto la cappa a flusso laminare verticale. E’ quindi necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per quanto riguarda la somministrazione invece, a causa di stravasi di liquido dai deflussori non dedicati, dai flaconi o dalle connessioni tradizionali si possono avere contatti cutanei con i farmaci chemioterapici antiblastici. E’ quindi necessario che il personale addetto indossi i previsti D.P.I., e segua le norme di sicurezza comprendenti le linee guida generali e particolari per la somministrazione.
    E’ opportuno l’utilizzo di set infusionali a circuito chiuso dedicati e tecnologicamente studiati per l’infusione endovenosa dei farmaci antiblastici come prima misura di prevenzione del rischio chimico.

  • I DPI nella manipolazione dei farmaci CA

    I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che gli operatori sanitari devono utilizzare nelle operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici sono: il camice, i guanti, gli occhiali, il facciale filtrante, la cuffia, i calzari.
    Essi devono essere certicati e a norma con le attuali leggi vigenti in materia di sicurezza.

    Il camice deve essere realizzato in materiale idrorepellente o a bassa permeabilità e testato con 4 o 5 principi antiblastici di uso più frequente, deve essere regolabile al collo, presentare allacciatura posteriore, maniche lunghe, polsini in elastico o maglia e presentare un rinforzo sulla parte anteriore e sugli avambracci.
    I guanti devono essere lunghi abbastanza da poter essere indossati sul polsino del camice, con bordino antiarrotolamento, e avere una superficie altamente antiscivolo nella parte del palmo e delle dita, testato con 4 o 5 principi antiblastici di uso più frequente.

    Nella manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, gli operatori devono obbligatoriamente indossare anche occhiali di tipo a mascherina con campo di utilizzo contro gocce e spruzzi, dotati di trattamento antiappannante e lenti otticamente neutre. Il facciale filtrante deve essere munito di valvola di espirazione; la cuffia deve essere in materiale idrorepellente con elastico con la possibilità di contenere tutti i capelli. Infine i calzari devono essere in materiale idrorepellente, con suola antiscivolo ed elastico ai polpacci.

  • Le operazioni di manipolazione dei CA: quali dispositivi usare?

    Durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici la garanzia per l’incolumità e la sicurezza del personale, e quindi la prevenzione del rischio chimico legato ad un’eventuale contaminazione, è vincolata da opportune misure preventive così come previsto dalle normative. Quali sono le corrette procedure per gestire il rischio chimico associato? Quali sono le principali vie di contaminazione? Quali dispositivi usare per la manipolazione e la somministrazione dei chemioterapici?
    Le vie di contaminazione principali possono essere quella inalatoria, cutanea o per contatto delle mucose; altre vie occasionali sono costituite dalla via oculare (spruzzi accidentali) o dall’ingestione (attraverso cibi o bevande contaminati, ecc.).
    L’esposizione ai farmaci chemioterapici antiblastici può avvenire durante le diverse fasi del lavoro quali l’immagazzinamento, la preparazione, il trasporto ai reparti, la somministrazione al paziente.
    Durante la fase di preparazione in particolare, per garantire la massima prevenzione del rischio chimico è opportuno utilizzare i sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci.
    In questa fase infatti si può verificare un’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol e/o spandimenti sotto la cappa a flusso laminare verticale. E’ quindi necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalita’ della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per quanto riguarda la somministrazione invece, a causa di stravasi di liquido dai deflussori non dedicati, dai flaconi o dalle connessioni tradizionali si possono avere contatti cutanei con i farmaci chemioterapici antiblastici. E’ quindi necessario che il personale addetto indossi i previsti D.P.I. , e segua le norme di sicurezza comprendenti le linee guida generali e particolari per la somministrazione.
    E’ opportuno l’utilizzo di set infusionali a circuito chiuso dedicati e tecnologicamente studiati per l’infusione endovenosa dei farmaci antiblastici come prima misura di prevenzione del rischio chimico.
    E’ inoltre necessario effettuare la centralizzazione delle strutture, ovvero effettuare le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici in locali appositamente predisposti con caratteristiche tali da consentire che non si abbiano veicolazioni di agenti contaminanti in altre aree. I locali adibiti dovrebbero essere sufficientemente ampi (circa 16 mq.) per mettere il personale addetto, nelle condizioni ottimali per lo svolgimento delle loro mansioni.
    Inoltre la stanza dovrebbe essere fornita di una cappa aspirante, di un piano d’appoggio, un armadio, un box di decontaminazione o meglio di un’antistanza filtro.
    Il pavimento e le pareti è necessario che siano in materiale plastico facilmente lavabili con angoli arrotondati.
    Il locale dovrà essere protetto da turbolenze d’aria che potrebbero ostacolare le misure di sicurezza; se esiste un impianto di condizionamento dell’aria dovrebbe garantire almeno 6/10 ricambi d’aria l’ora.
    Per quanto riguarda la comunicazione con l’esterno si dovrà installare un interfono a viva voce così da evitare qualsiasi tipo di contaminazione.
    Dall’analisi delle vie di contaminazione si comprende come la prevenzione del rischio chimico passi attraverso l’abbinamento delle corrette procedure e di un sistema opportuno per rendere sicura la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, della loro somministrazione e dello smaltimento relativo ai dispositivi utilizzati.

  • Sicurezza sul lavoro: iniziative in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica

    Per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi di incidenti e insidie alla salute dei lavoratori, argomento sempre di stretta attualità, il prossimo 28 aprile si celebrerà la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro: argomento, questo, che presenta molteplici aspetti anche in conseguenza della sempre maggiore diffusione di nuove professioni e tecnologie. Ad esempio, oggetto d’interesse generale deve essere anche la prevenzione del rischio chimico derivato dal contatto con sostanze potenzialmente nocive per l’uomo. In questi casi in particolare l’attenzione e la cura impiegate devono essere massime per evitare di esporre l’organismo a potenziali agenti patogeni.

    Un esempio per tutti possono essere gli effetti collaterali anche gravissimi cui può essere sottoposto il personale ospedaliero nella manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici senza l’utilizzo di adeguate precauzioni. Un’attività che deve pertanto avvenire in completo accordo con una normativa specifica, la quale stabilisce come obiettivo fondamentale proprio la prevenzione del rischio chimico legato alla contaminazione da CA. Studi recenti hanno infatti accertato, ad esempio, un aumento del rischio di insorgenza di tumori del sistema emopoietico in generale, e di leucemie in particolare, negli opertori sanitari addetti alla manipolazione di chemioterapici antiblastici. Per le donne inotre aumenta il rischio di abortività e/o infertilità.

    Alcune aziende consapevoli della necessità di aumentare la sicurezza del personale sanitario hanno progettato nuovi sistemi di sicurezza che consentono, nel corso di queste delicate operazioni, di controllare costantemente in circuito chiuso tutte le varie fasi di preparazione impedendo agli operatori l’interazione con i farmaci chemioterapici antiblastici.

    Questi sistemi permettono sia di ricostituire i farmaci in polvere, sia il prelievo dalle soluzioni già pronte, sia il trasferimento del farmaco in sacca per la somministrazione successiva al paziente, garantendo una sicura gestione del rischio chimico ad essi correlato.

    Il gruppo Eurospital S.p.A. forte di una esperienza pluridecennale nel campo della prevenzione del rischio chimico e infettivo in ambito ospedaliero, ha sviluppato e introdotto in questo settore Securmix, un sistema pensato appositamente per le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici al fine di renderle semplici e sicure.

  • Securmix: la manipolazione dei chemioterapici antiblastici diventa semplice e sicura

    Securmix è un Dispositivo Medico sviluppato da Eurospital SpA studiato appositamente per ottenere un sistema chiuso durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici . Com’è noto, tali procedure sono altamente pericolose per l’operatore se non condotte in condizioni di completa sicurezza. I farmaci alchilanti ad esempio, impiegati soprattutto nella cura delle leucemie, possono produrre azioni irritanti, vescicanti o allergizzanti dando origine ad arrossamenti cutanei, edema delle mucose, ulcere o eruzioni orticarioidi.

    Studi recenti hanno inoltre accertato un aumento del rischio di insorgenza di tumori del sistema emopoietico in generale, e di leucemie in particolare, negli opertori sanitari impegnati nella manipolazione dei chemioterapici antiblastici nonché un’associazione causale fra tale attività e abortività e/o infertilità nelle donne.

    Ma quali sono i reali fattori di rischio contaminazione? Durante le fasi di preparazione di questi composti, l’operatore può accidentalmente venire esposto al farmaco per via inalatoria e/o per contatto diretto in seguito alla formazione di aerosol o a causa di spandimenti avvenuti sotto la cappa a flusso laminare. Prima di eseguire la preparazione è pertanto necessario verificare sempre la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza. Inoltre il personale addetto deve indossare gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.

    Per ridurre al massimo il rischio chimico, durante la fase di preparazione è dunque più che opportuno utilizzare un sistema chiuso come Securmix per la manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, il Dispositivo Medico e’ stato sviluppato da Eurospital S.p.A proprio per le operazioni di manipolazione dei chemioterapici antiblastici e viene realizzato dal medesimo gruppo.

    Securmix riduce i movimenti e le operazioni rischiose, evita la contaminazione e l’esposizione con i farmaci chemioterapici antiblastici e garantisce la sterilità della soluzione ricostituita. In particolare, per la lavorazione di grandi quantità consente di semplificare la procedura di lavoro.

  • Manipolazione FCA, come prevenire il rischio chimico

    Numerosi studi clinici hanno dimostrato l’alta incidenza di effetti collaterali anche gravissimi sul personale addetto alla manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici. Tale attività deve pertanto avvenire in completo accordo con una normativa specifica, che del resto stabilisce come obiettivo fondamentale la prevenzione del rischio chimico legato alla contaminazione da CA.
    Diversi chemioterapici antiblastici, in particolare gli alchilanti, sono infatti altamente pericolosi anche in piccole quantità: hanno azione irritante, vescicante o allergizzante e danno spesso origine ad arrossamenti cutanei, edema delle mucose, insorgenza di ulcere, nonché ad eruzioni orticarioidi.
    Studi recenti hanno inoltre accertato un aumento del rischio di insorgenza di tumori del sistema emopoietico in generale, e di leucemie in particolare, negli opertori sanitari interessati nonché, per le donne, un’associazione causale fra manipolazione di chemioterapici antiblastici e abortività e/o infertilità.
    La prevenzione del rischio chimico legato alla contaminazione da CA rimane pertanto l’unica arma disponibile per difendersi da tali pericolosissimi effetti. I dispositivi utilizzati per la preparazione e la somministrazione dei farmaci chemioterapici antiblastici devono garantire la massima sicurezza a tutto il personale sanitario così come al paziente. Alcune aziende consapevoli della necessità di aumentare la sicurezza del personale sanitario, hanno progettato nuovi sistemi di sicurezza a circuito chiuso.
    I dispositivi a circuito chiuso consentono di trasferire volumi diversificati di liquido, da una soluzione al farmaco liofilizzato e viceversa, senza dover staccare la siringa utilizzata nei trasferimenti, evitando così la formazione di aerosol ed il contatto con i farmaci.
    Questi sistemi permettono sia di ricostituire i farmaci in polvere, sia il prelievo dalle soluzioni già pronte, sia il trasferimento del farmaco in sacca per la somministrazione successiva al paziente.
    Il gruppo Eurospital S.p.A. forte di una esperienza nel campo della prevenzione del rischio chimico e infettivo in ambito ospedaliero ha sviluppato e introdotto in questo settore il Dispositivo Medico Securmix, un sistema pensato appositamente per le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici al fine di renderle semplici e sicure.

  • Il rischio chimico nelle operazioni di manipolazione dei CA

    Durante le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici (FCA) l’incolumità e la sicurezza del personale, e quindi la prevenzione del rischio chimico legato ad un’eventuale contaminazione, sono strettamente correlate a opportune misure preventive così come previsto dalle normative.
    La contaminazione può infatti essere di diverso tipo e avveire attraverso le vie respiratorie, la pelle o per contatto con le mucose, in casi più rari per via oculare (tramite uno spruzzo accidentale) o per ingestione ingerendo ad esempio cibo o bevande contaminati.
    Diverse poi sono le situazioni di lavoro che comportano un rischio di contaminazione, come ad esempio le fasi di immagazzinamento, preparazione e trasporto dei preparati, come anche la stessa somministazione al paziente.
    In particolare, per garantire la massima prevenzione del rischio chimico si rende necessario utilizzare nelle fasi di preparazione dei FCA sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci: in queste operazioni infatti si possono con più frequenza verificare accidentalmente esposizioni al farmaco o attraverso le vie respiratorie o ancora per contatto diretto, o per eventuali spandimenti sotto la cappa a flusso laminare verticale. Prima di eseguire le operazioni di manipolazione pertanto è necessario che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I, verificare la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza, eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per quanto riguarda la somministrazione, invece, si possono avere contatti cutanei con i farmaci chemioterapici antiblastici a causa di stravasi di liquido dai deflussori non dedicati, dai flaconi o dalle connessioni tradizionali. Come prima misura di prevenzione del rischio chimico è poi opportuno l’utilizzo di set infusionali a circuito chiuso, tecnologicamente studiati per l’infusione endovenosa dei farmaci antiblastici, effettuando la centralizzazione delle strutture. Le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici dovrebbero poi svolgersi in locali appositamente predisposti e sufficientemente ampi, dotati fra l’altro di cappa aspirante e di un box di decontaminazione, di pavimenti e pareti facilmente lavabili.
    Attenzione particolare dovrà poi essere riservata alla protezione dei locali da turbolenze d’aria che potrebbero ostacolare le misure di sicurezza.
    Altra misura per la prevenzione del rischio chimico negli ambienti di lavoro sarà poi quella di installare un interfono a viva voce così da evitare qualsiasi tipo di contaminazione.

  • Tumori in aumento nei luoghi di lavoro

    E’ sempre di grande attualità il problema della scarsa sicurezza spesso lamentata dagli operatori e non solo nelle fasi di manipolazione di sostanze chimiche potenzialmente cancerogene. Nel caso specifico della manipolazione dei chemioterapici antiblastici, ad esempio, la prevenzione, la riduzione del rischio e l’adozione di tecniche di manipolazione adeguate restano a tutt’oggi le uniche vie percorribili.
    In considerazione di questi aspetti, l’obiettivo è quello di rendere l’esposizione professionale ai chemioterapici antiblastici entro i livelli più bassi possibile compatibilmente con le attività di lavoro dei singoli reparti.
    Tutte le fasi che comportano la presenza e la manipolazione dei chemioterapici antiblastici costituiscono un rischio potenziale: è noto infatti come, durante le fasi di preparazione di questi composti, si possa verificare ad esempio l’accidentale esposizione al farmaco per via inalatoria, per contatto diretto, in seguito alla formazione di aerosol o a causa di spandimenti avvenuti sotto la cappa a flusso laminare.
    Come prescritto dalle norme vigenti in materia è necessario, prima di eseguire la preparazione, verificare la funzionalità della cappa e dei sistemi di sicurezza, che il personale addetto indossi gli adeguati D.P.I., eliminare dall’area di lavoro il materiale non necessario alla preparazione e decontaminare in modo opportuno il piano di lavoro.
    Per ridurre al massimo il rischio chimico, durante la fase di preparazione è opportuno utilizzare anche sistemi chiusi per la ricostituzione dei farmaci.
    Securmix, un dispositivo medico sviluppato appositamente dalla Eurospital SpA per le operazioni di manipolazione dei chemioterapici antiblastici garantisce l’incolumità e la sicurezza del personale prevenendo il rischio chimico legato a un’eventuale contaminazione.
    Inoltre, consente di semplificare notevolmente la procedura di lavoro in caso di lavorazione di grandi quantità.
    Il gruppo Eurospital SpA, che ha al suo attivo una grande esperienza nel campo della prevenzione del rischio chimico e infettivo in ambito ospedaliero, ha sviluppato e introdotto in questo settore il Dispositivo Medico Securmix con l’obiettivo di rendere semplici e sicure le procedure di manipolazione dei chemioterapici antiblastici, favorendo la corretta memorizzazione della procedura di utilizzo da parte degli operatori e riducendo il rischio di movimenti e operazioni affrettate.

  • CONTAMINAZIONE DA FARMACI CHEMIOTERAPICI ANTIBLASTICI, COME EVITARE I PERICOLI DI ESPOSIZIONE

    La normativa sulla manipolazione dei chemioterapici antiblastici prevede che tutte le attività connesse vengano centralizzare così che siano il più possibile ridotte le sedi di esposizione per gli operatori.

    Le fasi di manipolazione dei farmaci antiblastici in cui può verificarsi l’esposizione sono quelle della

    preparazione e della somministrazione. E’ però possibile che si verifichino contaminazioni anche durante le attività di trasporto e nelle fasi di smaltimento dei farmaci stessi, o degli escreti dei pazienti. Il personale addetto può essere contaminato attraverso differenti vie: frequenti (inalazione o contatto cutaneo) o inusuali (contatto con mucose e congiuntive, via digestiva).

    L’esposizione agli antiblastici nei lavoratori professionalmente addetti alla manipolazione dei chemioterapici antiblastici può verificarsi durante l’espletamento delle seguenti fasi lavorative: immagazzinamento, preparazione, somministrazione, trasporto e smaltimento.

    Immagazzinamento: la manipolazione di confezioni non integre può determinare esposizione per l’operatore.

    Preparazione: durante le procedure di preparazione e manipolazione dei chemiterapici antiblastici si possono determinare vapori e aerosol, così come spandimenti e formazione di gocce.

    Somministrazione: le manovre più rischiose sono rappresentate da espulsione dell’aria dalla siringa prima della somministrazione del farmaco o perdite del farmaco dai raccordi della siringa o del deflussore, per stravasi e nel trattamento delle extravasazioni.

    Trasporto: può essere causa di esposizione per gli addetti in seguito alla rottura dei contenitori o

    spandimento accidentale. Si possono determinare contaminazione diretta o formazione di vapori e aerosol.

    Smaltimento: le operazioni di eliminazione che presentano più elevato fattore di rischio riguardano mezzi di protezione individuale, materiali residui usati nella preparazione o somministrazione, pulizia delle cappe, sostituzione dei filtri delle cappe, bonifica dei versamenti accidentali, effetti letterecci o biancheria contaminati, escreti dei pazienti, in particolare le urine, risciacquo dei servizi igienici.

  • Prevenzione del rischio chimico, i comportamenti adeguati nei luoghi di lavoro

    La prevenzione del rischio chimico deve per legge essere applicata a norma in tutti quei luoghi di lavoro nei quali il lavoratore può venire a contatto con agenti e/o sostanze pericolose per la sua salute.
    E’ il caso ad esempio della manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici, relativamente alla quale in tutto Le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici utili al trattamento delle patologie tumorali devono sempre essere garantite da opportune misure per la prevenzione del rischio chimico associato.
    E’ stato infatti confermato da recenti studi clinici come effetti collaterali spesso gravi per la salute siano da attribuire alla manipolazione di farmaci chemioterapici antiblastici senza adeguata protezione. Per questo motivo tutte le attività di questo genere devono essere coordinate e adeguatamente protette per evitare la contaminazione. Gli alchilanti, ad esempio, agenti appartenenti alla famiglia dei chemiterapici antiblastici, sono estremamente pericolosi già in dosi minime e sono noti per la loro azione vescicante, allergizzante e irritante. Tali sostanze infatti possono provocare fra l’altro arrossamenti della pelle, orticaria, ulcere.
    Studi recenti hanno inoltre accertato un aumento del rischio di insorgenza di tumori del sistema emopoietico in generale, e di leucemie in particolare, negli opertori sanitari interessati nonché, per le donne, un’associazione causale fra manipolazione di chemioterapici antiblastici e abortività e/o infertilità.
    La prevenzione del rischio chimico legato alla contaminazione da CA rimane pertanto l’unico sistema protettivo efficace. I dispositivi utilizzati per la preparazione e la somministrazione dei farmaci chemioterapici antiblastici devono garantire la massima sicurezza a tutto il personale sanitario così come al paziente. In quest’ottica si collocano i nuovi sistemi di sicurezza a circuito chiuso che consentono di trasferire volumi diversificati di liquido, da una soluzione al farmaco liofilizzato e viceversa, senza dover staccare la siringa utilizzata nei trasferimenti, evitando così la formazione di aerosol ed il contatto con i farmaci.
    Si tratta di sistemi che permettono sia di ricostituire i farmaci in polvere, sia il prelievo dalle soluzioni già pronte, sia il trasferimento del farmaco in sacca per la somministrazione successiva al paziente. Il gruppo Eurospital S.p.A. forte di una esperienza nel campo della prevenzione del rischio chimico e infettivo in ambito ospedaliero ha sviluppato e introdotto in questo settore il Dispositivo Medico Securmix, un sistema pensato appositamente per le operazioni di manipolazione dei farmaci chemioterapici antiblastici al fine di renderle semplici (per una corretta memorizzazione della procedura da parte degli operatori e per ridurre il rischio di movimenti ed operazioni affrettate) e sicure (per evitare la contaminazione con un farmaco cancerogeno pericoloso). Securmix, è disponibile in due versioni:
    – Securmix flaconi: per il collegamento per il collegamento a flaconi in vetro, con attacco luer lock con la siringa e aggancio di sicurezza al flacone;
    – Securmix sacche: Per il collegamento a sacche in plastica, con attacco luer lock per la siringa e aggancio di sicurezza sul punto di iniezione.