Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, afferma il noto detto popolare. Eppure sono ancora in molti coloro che decidono di intraprendere una storia a distanza. Secondo un sondaggio realizzato dal noto club per single Eliana Monti almeno il 36% degli intervistati ha o ha avuto una storia d’amore vissuta attraverso due città diverse, se non addirittura due paesi diversi.
La mobilità cresce e questo fa parte del prezzo che si deve pagare, infatti il 39% degli amanti separati dai chilometri ha dichiarato di aver instaurato il rapporto a distanza in seguito a motivi di lavoro. Lo studio rappresenta la seconda causa della nascita di questo tipo di relazioni, soprattutto per quanto riguarda i più giovani. Il 32% degli intervistati, infatti, si sono innamorati sperimentando l’università in un’altra città oppure borse di studio, corsi di lingua e master all’estero. Il 21 % invece ha dichiarato di aver intrapreso una storia dopo aver conosciuto l’altro in vacanza, tramutando un passeggero flirt estivo in una relazione di più lunga durata. In fondo alla classifica ci sono gli amori nati online, prendendo in considerazione soprattutto chat e social network (8%).
“I ritmi e i tempi di oggi portano molto più che in passato a dover cercare di conciliare il lavoro o altri tipi di impegni con la vita affettiva e sentimentale, scendendo a più di un compromesso per riuscire a conciliare entrambe le cose”, afferma Eliana Monti, fondatrice dell’omonimo club per single, “ma non si può negare che questo costi tanta fatica, portando con sé spesso un forte stress emotivo oltre che un investimento materiale e di energie non indifferente”.
E visto che di lontananza si parla, sarà utile capire chi tra Nord e Sud crede di più nelle relazioni a distanza: il 53% degli intervistati disposti a portare avanti un legame diviso da parecchi chilometri proviene del centro-nord dell’Italia. Meno ottimista il Sud, più frenato dalle difficoltà insite nelle situazioni di questo tipo.
Non si può negare, infatti, che siano tante le problematiche e gli aspetti che spaventano. Per il 38% al primo posto sta il timore di non riuscire a essere vivo nei pensieri nell’altro, di farsi superare da questioni e persone con cui si condivide la quotidianità. Al secondo c’è il tradimento, un’ansia condivisa dal 34% degli intervistati. Al terzo, infine, figura la paura di non poter essere vicino all’altro nei momenti difficili (28% del campione preso in esame ).
“Le storie in cui la distanza caratterizza solo un periodo circoscritto della relazione solitamente si riescono ad affrontare e a gestire con più facilità, invece, come sappiamo, le relazioni destinate a non aver davanti una prospettiva di facile ravvicinamento sono quelle che portano alle decisioni più sofferte e più coraggiose”, conclude Eliana Monti. “Solo dopo aver fatto chiarezza in se stessi e aver preso in considerazione l’importanza della relazione, allora si può veramente arrivare a soluzioni drastiche e a decidere di cambiare la propria vita pur di seguire l’altro.”
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