Mese: Ottobre 2014

  • Dissuasori automatici:salvaguardare centri storici e aree private in modo efficace e a basso impatto estetico

    I dissuasori automatici fissi o a scomparsa, costituiscono un particolare dispositivo utilizzato in ambito cittadino o privato, allo scopo di interdire il transito e la sosta dei mezzi a motore.

    I dissuasori automatici di presentano come cilindri metallici, dal peso piuttosto consistente, fissati alla pavimentazione stradale con appositi sistemi che li trattengo a terra e permettono loro, con comando elettronico, di rientrare nel pozzetto quando si tratta di dissuasori a scomparsa.

    Concepiti per essere molto resistenti agli sbalzi di temperatura e all’azione degli agenti atmosferici, i dissuasori automatici presentano anche una grande resistenza agli urti. Lo scopo di questo dispositivo è quello di andare a delimitare aree in cui è vietato il transito degli automezzi, per cui è ideale nei centri storici per impedire l’ingresso di mezzi a quattro e a due ruote alle zone a traffico limitato e alle aree pedonali. Delimitano le strade, limitano le zone di sosta, e sono utilizzabili anche in contesti privati, allo stesso scopo di andare a controllare il flusso dei mezzi di trasporto nei contesti privati, che siano residenziali o aziendali.

    I dissuasori automatici possono essere fissi, impiantati nel suolo, oppure a scomparsa, con appositi sistemi di controllo elettronico che ne consentono il rientro nell’apposito pozzetto, creato nel suolo. Questo tipo di dissuasore è particolarmente indicato nei contesti urbani, in cui varie esigenze, che possono andare da quella di controllo del flusso di traffico o di controllo dell’inquinamento dell’aria e acustico, richiedono l’interdizione dei mezzi a motori a specifiche aree dei centri, in fasce di orari stabilite.

    In quanto strumenti utilizzati in città, i dissuasori automatici devono presentare delle caratteristiche particolari, al fine di risultare adeguatamente omologati e rispettosi delle indicazioni del Ministero dei Trasporti. Oltre ad essere resistenti a temperature, piogge e neve, devono essere ben visibili e, quando sono a scomparsa, devono essere comunque silenziosi nel loro rientrare in loco, per non andare ad incidere sull’inquinamento acustico.

    Il vantaggio dei dissuasori automatici, in contesti tanto pubblici che privati, è anche nel loro basso impatto ambientale, in quanto le tecnologie odierne permettono di installare i dissuasori senza andare troppo a lavorare nel sottosuolo, ma soprattutto sono a basso impatto estetico. Le vecchie barriere e le transenne non solo risultano poco utili, perché sono facilmente spostabili, fallendo così nel loro scopo primario, inoltre decisamente meno presentabili da un punto di vista estetico.

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  • Una vacanza economica a Venezia? Affitta un appartamento!

    Venezia, la Serenissima, ex Repubblica Marinara, una delle città più romantiche al mondo. Le sue chiese, le sue piazze, i suoi palazzi, i fregi, gli ornamenti, la storia, l’arte, l’architettura, la rendono una città suggestiva e particolare, intrigante e ammaliante che merita di essere visitata almeno una volta nella vita.
    Situata sull’omonima laguna, legata all’entroterra attraverso Mestre, caratterizzata da innumerevoli canali e gondolieri che li solcano con le loro caratteristiche imbarcazioni, Venezia è una meta turistica tra le più visitate in Italia che lascia, immancabilmente, senza fiato chiunque la visiti per la prima volta.

    Un modo giusto per visitare Venezia è quello di affittare un appartamento a Venezia. Si tratta di un’alternativa ai soliti hotel; una scelta che consente di avere una maggiore autonomia e maggiori comfort ed anche, da non sottovalutare, un certo risparmio. Inoltre, Venezia è una città così ricca di luoghi ed attrazioni che non si può pensare di visitarla nell’arco di poche ore o di una sola giornata. Essendo necessari alcuni giorni per godere appieno delle bellezze del capoluogo veneto, la soluzione ideale è dunque quella di affittare una casa vacanza a Venezia.
    Molteplici le mete turistiche degne di nota nella città lagunare.
    Certamente è una città che merita una bella passeggiata costeggiando i canali e solcando i ponti che fanno da raccordo. Il celebre Ponte dei Sospiri è senza dubbio il più famoso e fotografato. Costruito in stile Barocco, collega il Palazzo Ducale alle prigioni e la leggenda vuole che i prigionieri, certi di un destino di morte, lo attraversassero sospirando afflitti.

    Nelle vicinanze del Ponte dei Sospiri è d’obbligo una visita in Piazza San Marco, la più grande piazza di Venezia, una delle più importanti d’Italia, rinomata e suggestiva per via della sua perfetta conservazione nel corso dei secoli. Talmente bella da essere chiamata anche il salotto d’Europa.
    E’ in quest’area che è possibile visitare la Torre dell’Orologio, le Procuratie vecchie, nuove e nuovissime, l’Ala Napoleonica che collega le procuratie vecchie a quelle nuove (nuove poiché restaurate proprio per volere di Napoleone), la Basilica ominima con il celeberrimo campanile, la libreria Marciana e tante altre attrazioni. L’aspetto che evoca sensazioni particolari è, come anticipato, l’incredibile stato di conservazione della piazza e dell’architettura tutto intorno. Ciò consente di ammirare mosaici, pitture, fregi e ornamenti di rara bellezza quasi effettuando un tuffo nel passato di centinaia di anni.

    Venezia pullula di musei. Molte degli edifici indicati, al loro interno sono visitabili e consentono di avvicinarsi sempre più a ciò che era Venezia, regalando la sensazione di un tuffo in un passato glorioso, maestoso, ricco di trionfi.
    Il Palazzo Ducale, ad esempio, è esso stesso un museo, all’interno del quale è possibile seguire un itinerario che di stanza in stanza fa scoprire il centro nevralgico della Serenissima: dalle stanze del doge, alle stanze del comando, la cancelleria, l’armeria, le prigioni, il cortile, ecc. L’ala Napoleonica e parte delle Procuratie è visitabile, esattamente come la torre dell’Orologio.
    Non solo: a Venezia è presente un museo del vetro che ripercorre l’importanza di Murano, centro nevralgico per la produzione e la lavorazione di questo materiale. E’ presente un museo del merletto sull’isola di Burano, che attesta l’importanza che aveva questa lavorazione nell’economia del capoluogo veneto.
    Da visitare anche il museo di storia naturale, la casa di Carlo Goldoni, Palazzo Mocenigo e tanti altri punti di interesse che rendono Venezia una città unica al mondo.

    Ogni viaggio non si esaurisce solo nella visita di un luogo, ma parte integrante dell’esperienza da viaggiatore è assaggiare i piatti tipici e i prodotti locali. Venezia come ogni città italiana, offre un panorama di specialità che meritano di essere assaggiate poiché preparate a regola d’arte da chi è nato e cresciuto seguendo la tradizione. E’ bene dunque sedersi in un ristorantino tipico ed assaggiare alcune delle specialità Veneziane. Ci sono alcuni piatti che contraddistinguono Venezia: il fegato alla veneziana è forse il più rappresentativo, per via anche del nome che subito evoca l’appartenenza al luogo. Ma Venezia è città sul mare, dunque il pesce la fa da padrone. Il baccalà mantecato è una specialità di Venezia, al pari della frittura di pesce con le moeche (granchi appena dopo la muta pescati nella laguna) e degli scampi alla busara. Celeberrime le sarde in saor da accompagnare alla polenta. Tra i primi, molto in voga gli spaghetti o il riso al nero di seppia. Le castraure fritte di Sant’Erasmo sono un altro piatto tipico a base della parte più tenera del fiore di carciofo che è soggetta a frittura.
    Venezia inoltre è la patria del tramezzino triangolare, farcito in mille modi, dai gusti più diversi, versatile e perfetto per una spuntino o un aperitivo. A proposito di aperitivi, è bene ricordare che il simbolo degli aperitivi, lo Spritz, è nato a Venezia. Uno dei dolci più famosi è il Gianduiotto con la panna di Nico: una mattonella di gelato gianduia ricoperto da panna montata fresca.

    Venezia è dunque una città tutta da scoprire per via delle mille sfaccettature. E’ impossibile rimanere impassibili dinanzi alle bellezze artistiche ed architettoniche, esattamente come è difficile non meravigliarsi la prima volta che si fa un gioro in gondola o si passeggia fiancheggiando un canale su cui ammirare il riverbero del sole al tramonto. La cucina poi merita di essere assaggiata con curiosità. Magari poi si visita Venezia un giorno con l’acqua alta, che non sarà confortevole, ma è senza dubbio un’esperienza indimenticabile.

  • Sintesi della partita del Napoli contro l’Atalanta

    Si è conclusa con la vittoria mancata del Napoli contro l’Atalanta che a Bergamo ritrova il goal di Denis. 1-1 è la sintesi della partita che ha tenuto incollati davanti gli schermi non pochi tifosi.

    Il possesso di palla è andato nettamente a favore dei partenopei per un buon 65% della partita, ma è nel 58’ che il Napoli va in svantaggio per colpa del contropiede inaspettato di Denis che conclude in definitiva con la rete. Una rete tanto attesa per Denis effettuata contro la sua ex squadra.

    Dopo venti minuti di lunga sofferenza e dubbi da entrambi le parti, arriva il pareggio all’86esimo, quando Insigne regala una palla d’oro a Higuain che con astuzia controlla, si gira e mira Sportiello, superandolo. E’ rete.

    La partita continua a mantenere un tenore alto e in questo senso non mancano eccessi e capogiri dell’arbitro Damato che mostra per ben 7 volte il cartellino giallo. Compresa una ammonizione all’83esimo che vede coinvolto Cigarini.

    I minuti di recupero “interminabili” attribuiti dal giudice di gara sono 5; la partita è ancora aperta. Al 92’ Stendardo atterra Zapata e Higuain ha il rigore del vantaggio tuttavia non concesso da Sportiello. E’ infatti Higuain che sbaglia il tiro in porta.

    GONZALO HIGUIAIN: due facce della stessa medaglia, il NAPOLI!

    Il Goal di Higuain al 41’ minuto del secondo tempo della partita del Napoli contro l’Atalanta è il quarto gol di campionato effettuato dall’attaccante. Un traguardo per lui notevole. E su di lui che si discute con passione e rabbia. E’ Higuain che, fra gioie e dolori, anima le tifoserie del Napoli. Dapprima centra il pareggio, in seguito fallisce la vittoria in quel d Bergamo.

  • Viaggiare negli USA, come ottenere il visto

    ESTA permette di semplificare la procedura di richiesta visto. Ma come funziona?

    Se ne sente molto parlare ultimamente tra gli appassionati di viaggi, ma quali sono realmente i vantaggi di un visto ESTA rispetto ad un visto tradizionale?

    Il principale vantaggio, e anche quello più interessante per un turista, è legato alla semplicità della richiesta. ESTA infatti mette a disposizione un portale online molto semplice a cui fare domanda del modulo ESTA. Tutto ciò di cui avete bisogno sono un passaporto valido, un indirizzo email e una carta di credito valida.

    Chiaramente questa è una grande semplificazione rispetto al passato in quanto la possibilità di accedere online a questo tipo di risorsa significa risparmiare tempo e soprattutto di non rischiare di dimenticare qualche modulo da compilare.

    Una volta fatta la richiesta, ESTA si occuperà si seguire tutta la pratica burocratica, offrendovi in poco tempo la serenità di poter organizzare il vostro viaggio senza pensieri.

    Pensate banalmente a quante necessità tener conto per andare negli USA, anzitutto ricercare il momento migliore per trovare un aereo a costi competitivi, poi andare a trovare un hotel che possa essere di qualità, ed infine anche fare spostamenti con l’ambasciata per farsi rilasciare il visto.

    Sfruttare il modulo ESTA per USA significa non solo risparmiare tempo, ma anche aumentare la qualità del proprio viaggio, in quanto potrete dedicarvi al progettare il tutto in modo dettagliato, grazie al tempo che ESTA vi farà risparmiare.

    La domanda ora sorge spontanea. Rispetto al visto tradizionale, quanto tempo ci vuole per ottenere un visto ESTA?

    Questa è forse una delle cose più importanti e sorprendenti, una volta fatta la domanda del modulo ESTA, il visto viene rilasciato entro pochi minuti ed inviato direttamente alla casella email, pronto da stampare.

    Il visto potrà quindi essere rilasciato per motivi di turismo, motivi di visite mediche o visite a parenti e familiari, anche se non ha validità per motivi di studio e di lavoro, per cui è necessario un altro tipo di procedura per ottenere i permessi necessari.

    Chiaramente, è importante che si abbia un volo di andata e ritorno per dichiarare la temporaneità del proprio trasferimento, in quanto il visto ESTA è utilizzabile e fruibile solo da chi si trattiene per brevi lassi di tempo negli Stati Uniti.

    In definitiva per scegliere di viaggiare last minute negli USA, per sfruttare l’ultima promozione online, il visto ESTA può essere la soluzione per non rischiare di dover rinunciare a quel prezzo vantaggioso. Acquistate il volo, compilate il modulo, e stampate il visto. Buon viaggio!

  • Un buon servizio clienti come arma contro la crisi

    Credi che davvero la colpa di scare entrate sia solo della crisi?

    Molto spesso in Italia il servizio clienti fa acqua da tutte le parti ed è proprio per questo che i clienti scappano via inorriditi.

    In effetti, a tutti capita spesso di essere mal trattato da un commesso nervoso o che preferisce comunicare con il collega piuttosto che ascoltare le richieste del cliente potenziale.

    Per approfondire l’argomento leggi questo articolo sul servizio clienti e lascia il tuo feedback.

    Grazie

  • Il Brunello di Montalcino DOCG

    Un’autentica leggenda in bottiglia. È forse, in compagnia di Barolo e Barbera, il vino italiano più rappresentativo e importante dell’intero panorama enologico italiano. Famosissimo anche all’estero, ha una storia relativamente recente – seconda metà dell’Ottocento – anche se si hanno notizie sui primi vini prodotti con uva Sangiovese fin dal Cinquecento.

    Il Brunello, così chiamato il clone ad acini grossi di vitigno Sangiovese tipico della zona di Montalcino, in provincia di Siena, nasce grazie all’impegno della nobile famiglia Biondi-Santi, e in particolare di Ferruccio che si rese conto, studiandolo attentamente, delle grandi potenzialità offerte dal Sangiovese grosso come vino di grande struttura che ben si prestava a lungo invecchiamento.

    Il primo Brunello di Montalcino del quale si hanno notizie venne prodotto nel 1865, e fin dal primo assaggio gli addetti ai lavori si resero conto della grande qualità del prodotto e delle enormi potenzialità che esso offriva invecchiandolo. Tuttavia per tutti i primi decenni del Novecento il mercato del Brunello era limitato esclusivamente alla Toscana, sia per una questione di promozione del prodotto che di prezzo al pubblico, dato che i costi per la produzione erano – e sono – più elevati rispetto ad altri vini.

    Negli anni tra le due guerre ci fu un decadimento della produzione, e solo pochi e coraggiosi produttori continuarono a vinificare nonostante le difficoltà di quel preciso momento storico.

    Ma è nel dopoguerra che la produzione riprese su più ampia scala e, complice anche un ritrovato benessere economico, il Brunello di Montalcino si diffuse in tutta la Penisola e anche all’estero, divenendo il mito che tutti noi oggi conosciamo e apprezziamo.

  • E-Business Consulting lancia il concorso “Vinci con Moretto”

    La prospettiva di una vincita ha sempre reso accattivanti le manifestazioni a premio agli occhi dei consumatori, consentendo alle aziende promotrici di registrare elevati tassi di adesione a queste iniziative. Le stesse quindi, a fronte dei riscontri positivi registrati, sono sempre propense alla loro attivazione.

    Quest’anno anche l’azienda Moretto Abbigliamento di Treviso ha deciso di dare l’avvio ad un concorso a premi. Alla regia per la gestione/organizzazione dello stesso c’è E-Business Consulting, web agency padovana, socia iab, con oltre 10 anni di esperienza nel settore.

    La Moretto Abbigliamento nasce nel 1869 ed è attiva nell’ambito del commercio al minuto con sede nel comune di Cessalto in provincia di Treviso. L’azienda è punto di riferimento per la clientela locale, e non solo, per la vendita di abbigliamento (uomo, donna e bambino) e arredo casa dei principali brand di alta gamma.

    Il 15 ottobre ha preso il via il concorso “Vinci con Moretto” siglato E-Business Consulting, che si è occupata della fase di avviamento burocratico e della realizzazione, sia dal punto di vista grafico che tecnico, dei supporti necessari alla veicolazione dello stesso (cartoline concorsuali, mini sito dedicato). Obiettivo principale dell’azienda promotrice, Moretto Abbigliamento, è quello di dare ulteriore slancio alle performance commerciali del punto vendita nel periodo pre-natalizio, prevedendo contemporaneamente un premio legato all’iniziativa per i propri clienti. Il meccanismo alla base del progetto è molto semplice ma accattivante, facendo leva su un premio finale di grande appeal dal punto di vista emozionale: una Fiat 500 Lounge. I clienti del negozio, a fronte di una spesa all’interno del punto vendita di un importo prestabilito, riceveranno una cartolina riportante un codice univoco da giocare all’interno del mini sito realizzato a supporto dell’iniziativa (www.morettoabbigliamento.com/vinciconmoretto). Una volta effettuata l’iscrizione parteciperanno all’estrazione finale che decreterà il fortunato vincitore del premio finale.

    Il meccanismo, prevendendo l’iscrizione ad un portale con il rilascio dei dati di contatto, permette all’azienda promotrice di attivare anche un processo di lead generation utile per andare a integrare il database di contatti esistente.

    A supporto del concorso vi è un piano di comunicazione integrato che prevede l’utilizzo di mezzi come radio, advertising in store e social media. E-Business Consulting, occupandosi della gestione/attivazione di manifestazioni a premio, è costantemente attiva in materia e alla ricerca di nuove soluzioni da proporre ai propri clienti.

  • La Burrata Pugliese

    Per certi versi, almeno nell’aspetto esterno per via del sottile guscio di pasta filata, simile alla Mozzarella di Bufala Campana, è in realtà un latticino pugliese dal sapore e dalla consistenza sensibilmente diversi rispetto a tutti gli altri prodotti caseari freschi.

    La storia della Burrata è relativamente recente: le prime notizie si fanno risalire agli inizi del Novecento. La storia narra che il latticino nacque ufficialmente nella Masseria Bianchini di Andria grazie ad una intuizione degli abili mastri casari che realizzavano vari latticini e formaggi freschi nel caseificio della masseria. I residui di pasta filata che restavano sul banco dopo la lavorazione della mozzarella, destinati ad essere eliminati, vennero aggiunti ad una crema di panna fresca. Questo gustoso ripieno venne avvolto in un guscio di pasta filata tenuto insieme da foglie di asfodelo, pianta molto abbondante nella zona di Andria, legate insieme.

    Oggi la produzione della Burrata segue un procedimento ben preciso e collaudato. Si parte dalla “Stracciatella” ossia dagli sfilacci di pasta filata stracciati a mano (da qui il nome) amalgamati con latte e siero al quale viene aggiunto il caglio di vitello. A questo punto, quando il tutto comincia a coagulare si rompe la cagliata e si lascia riposare fino a che la pasta comincia a filare. Successivamente si crea l’involucro esterno di pasta filata soffiando dell’aria sterilizzata (un tempo questa operazione si faceva a bocca, grazie all’abilità del mastro casaro) con degli ugelli che assottigliano la pasta fino a farle raggiungere uno spessore di circa un centimetro. L’operazione successiva è quella di farcire con la stracciatella il foglio di pasta filata e di legare il tutto con un nastrino di paglia artificiale, apposita per alimenti. Si procede quindi alla salatura immergendo la burrata nella salamoia per qualche minuto.

    Il risultato finale e un latticino unico, dal sapore delicato e cremoso con sentori di burro. Una vera e propria estasi per il palato, da gustare assoluta o condita con un filo d’olio extravergine di oliva.

  • La Bresaola della Valtellina IGP

    25.JPGLa salatura e l’essiccazione, si sa, sono sempre stati due dei metodi di conservazione per gli alimenti più antichi. Che hanno attraversato le diverse epoche, e che per secoli sono stati gli unici modi per poter conservare diversi tipi di cibo, in prevalenza carne e pesce.

    La storia di questo pregiato salume, tipico della tradizione gastronomica alpina, parte proprio da questi due metodi, a cominciare proprio dal nome: la “brasa” infatti, ovvero la brace, veniva utilizzata per riscaldare i locali nei quali la carne veniva posta ad essiccare e nei bracieri venivano bruciate anche essenze come alloro, timo e bacche di ginepro al fine di dare aromaticità e profumi al prodotto finale. Prima del XX secolo la produzione era solo a livello familiare. In seguito, grazie ad una maggiore conoscenza del prodotto ed una più abbondante produzione, la Bresaola si diffonde anche in altre regioni d’Italia e varca i confini nazionali venendo esportata in Svizzera. Oggi la Bresaola è diffusa oltre che in Italia, anche molto all’estero.

    La produzione del salume comincia dalla scelta di parti selezionate del bovino. In particolare i tagli più pregiati per la realizzare la Bresaola sono la punta d’anca e la fesa. Altre parti utilizzate sono la sottofesa, il magatello e il sottosso.

    Si parte con la salagione, che avviene mediante un dosaggio estremamente preciso del sale, al fine di ottenere un prodotto moderatamente sapido che conserva tutta la dolcezza e la morbidezza della carne. Al sale vengono aggiunte poi diverse spezie in proporzioni variabili e ogni produttore ha una propria miscela “segreta” che viene tramandata di generazione in generazione. Segue a questo punto l’essiccazione a temperatura e umidità controllate per poi passare alla stagionatura che può oscillare dai due ai quattro mesi. In questo periodo la Bresaola è soggetta ad una importante calo di peso concentrando i profumi e i sapori al proprio interno. Il prodotto finale è un salume estremamente magro (la Bresaola è infatti il salume con il minor contenuto di grassi, molto adatto anche a chi segue una dieta) ma anche poco salato, morbido e dolce.

    Nel 1998 viene attribuita la denominazione IGP per meglio tutelare un prodotto che entra di diritto nelle eccellenze gastronomiche d’Italia.