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  • Davide Quaglietta: pensiero e azione artisticamente attivi

    Davide Quaglietta possiede senza dubbio una spinta dinamica creativa, frutto della sua fervida e appassionata intraprendenza. È un artista dentro e dal di dentro lascia riaffiorare in superficie un tumulto spumeggiante di idee e di pensieri, che si traducono in azione creativa fremente e vibrante. La Dott.ssa Elena Gollini nel rendersi convinta portavoce di sostegno al percorso pittorico di Quaglietta, ha manifestato la sua approvazione piena e sta convogliando un circuito di valutazioni e di considerazioni che avvalorano la portata lodevole del lavoro creativo svolto da Quaglietta attraverso una ricerca complessa, distribuita su più livelli di studio e di formazione a monte e indirizzata a fornire un piano di supporto sistematico e ben congeniato, per garantire delle soluzioni compositive predisposte e definite ad hoc. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha voluto porre in evidenza la rilevanza del perfetto connubio e della perfetta combinazione vincente tra pensiero e azione, che attivamente forniscono energia e carica di ispirazione a Quaglietta e si trasformano simbolicamente nella benzina che alimenta e potenzia il motore del suo talento innato. A tal proposito ha precisato nel merito: “Davide distingue molto bene pensiero e azione, conosce il potenziale di risorse che possiedono e forniscono all’unisono e comprende quanto la loro sintonia armoniosa possa essere molto vantaggiosa per agevolare e per favorire al meglio lo scatto creativo e il suo divenire nel movimento e nel flusso dell’ispirazione prorompente e dirompente. Per Davide il pensiero va sempre canalizzato e convogliato dentro l’azione in modo programmatico, va orientato seguendo una prospettiva valida, adatta e adeguata alla finalità ultima che si è prefissato. Ogni quadro nasce proprio come la metafora di una casa da costruire e da edificare parte per parte, pezzo dopo pezzo, partendo dal pensiero di base e di fondamento e gradualmente aggiungendo i mattoni per dare più forza e consistenza, con un’azione sempre dosata e misurata, senza mai fare mosse false e azzardate e passi non calcolati. Pensiero e azione diventano i fattori della sua equazione creativa, diventano la radice al quadrato di tutto quel prolificante pullulare di ispirazione, la fanno elevare ed innalzare al massimo livello. Per Davide sentirsi davvero ispirato coincide con il sentirsi davvero realizzato nella sua spinta tumultuosa di trasporto e di vulcanica trasposizione creativa, avendo ottenuto una motivazione alta, una motivazione che lo fa incedere con passo deciso e sicuro all’insegna di quel pensiero e di quell’azione, che gli infondono grande orgoglio e fierezza per i risultati ottenuti e per i riscontri conquistati. La sua arte è davvero un impegno di vita da portare avanti sempre a testa alta, senza mai mollare, senza mai retrocedere, senza mai fermarsi”.

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  • Davide Quaglietta e il suo universo pittorico

    “Nell’individuare la formula più congeniale e appropriata per definire l’arte di Davide Quaglietta, ritengo che la dicitura emblematicamente più calzante sia proprio quella di universo pittorico, intesa nel senso più ampio possibile”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime le sue riflessioni attente e approfondite in merito alla concezione creativa di Quaglietta e al fulcro nevralgico di ispirazione portante. Proseguendo ancora nella spiegazione ha poi dichiarato: “Il termine universo racchiude una prospettiva assoluta e onnicomprensiva, che risulta attinente e pertinente con la formula codificata e con il registro linguistico dai quali si sviluppa e si evolve il modus pingendi di Davide. L’universo in quanto macrocosmo viene inserito virtualmente all’interno del corposo microcosmo pittorico, si plasma con esso, diventa un tutt’uno e definisce una modulazione dilatata, una modulazione traslata a livello plurisensoriale e plurirecettivo. Davide si cimenta all’interno di una mimesi semantica e concettuale universalmente attingibile e condivisibile e si avvale di tutte le risorse in essa custodite, le sviscera accuratamente, le scandaglia analiticamente, le fa sue inglobandole nel proprio personale esclusivo universo visionario. L’estensione estemporanea di questo intreccio diventa enorme, si proietta ad infinitum e consente a Davide di acquisire e consolidare un mare magnum di messaggi e di allusioni da poter utilizzare con oculata ponderatezza, senza disperderle in modo casuale e improvvisato, ma sempre cum grano salis. Davide si dimostra molto concentrato e molto ben focalizzato su questa sua vocazione creativa e si prefigge traguardi e obiettivi stimolanti, che diventano tappe importanti da raggiungere anche dal punto di vista della sua formazione ed esperienza esistenziale. L’universo pittorico di Davide si nutre e si alimenta di humus fertile e fecondo, si rafforza e si rinvigorisce con una crescita progressiva costante. Attraverso questo universo pittorico Davide si sente realizzato e appagato in toto, ma al contempo si sente responsabile verso ogni singolo fruitore, verso ogni singolo spettatore e desidera poter traslare e trasmettere qualcosa di visibilmente e di meritevolmente sostanzioso, qualcosa di tangibile in concreto che possa fungere da moto propulsore di sprone e di incitamento. L’arte di Davide non è soltanto bella da vedere e piacevolmente gradevole da osservare, ma diventa attivamente utile, possiede una mansione di cosiddetta pubblica utilità. L’universo pittorico di Davide si traduce dunque in una metaforica ancora di sostegno e di supporto, un’ancora metafora di illuminazione e di riflessione, un’ancora metafora di salvezza e di affrancamento mentale e psicologico, che ogni spettatore può usare per aggrapparsi e per tenersi saldamente stretto, accogliendo il messaggio universale che Davide offre e dona a cuore aperto”.

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  • Davide Quaglietta: una pittura di armoniosa orchestrazione visionaria

    “Artista di fervida passione creativa, che lo induce ad una profusione ispiratrice continua e costante, Davide Quaglietta si allinea all’interno di un’orchestrazione pittorica visionaria, che si orienta recuperando e attingendo spunti di rimando e di richiamo in modo sistematico e al contempo che rivaluta la portata elevata delle basi, delle fondamenta e delle radici di un DNA genetico anticonformista e indipendente, che ama lasciarsi sospingere dalle sensazioni più pure, affrancate e incontaminate. Lo definirei un pittore-poeta, perché le sue composizioni narrative sono come la metafora di un componimento lirico dove ogni particolare della rappresentazione evoca e rievoca le suadenti armonie equilibrate di un verso aulico e tutti insieme i versi vanno a formare un intreccio poetico di sublime energia vitale”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nello spiegare in modo approfondito i tratti vincenti delle soluzioni creative proposte da Quaglietta attraverso il suo fare pittorico caratterizzante e distintivo. Inoltre, ha proseguito asserendo: “Davide poeta della pittura riesce sempre a generare delle visioni di prospettiva allargata e dilatata ben oltre la superficie pittorica, che si espandono al di fuori e convergono dentro un’orchestrazione spaziale sospesa, rarefatta, ovattata, protettiva. Entrare in contatto stretto e diretto con Davide uomo-artista-poeta del nostro tempo, dai profondi sentimenti e dai profondi pensieri meditativi, significa aprire e alimentare un dialogo e una comunicazione importante, fatta di reciproca comprensione e di reciproca considerazione, significa venirsi incontro in termini di linguaggio paritetico e poter intavolare uno scambio vicendevole. Le sue orchestrazioni visionarie servono per offrire un piano e un livello di registro semantico articolato e stimolante, per dare una funzionalità incisiva alle dinamiche rappresentative e all’impostazione strutturale. Nella poesia ammaliante e accattivante dello scenario, Davide pone in essere il proprio simbolico patto di unione indissolubile con l’arte universale concepita e considerata in ogni sua manifestazione e vuole che a suggellare questo patto sia proprio lo spettatore-fruitore, che diventa testimone attivo e compartecipe di questo momento cruciale di fusione. La pittura di Davide viene assorbita e filtrata e diventa dunque un unicum con l’arte universale nella sua ideale meraviglia e magnificenza e nella sua assoluta dimensione di purezza. È un’arte fatta per il bene e per trasmettere il bene, per fare immergere lo spettatore in una visionarietà permeante in modo naturale e spontaneo, senza forzature e senza costrizioni, seguendo semplicemente il battito del proprio cuore e il moto della propria anima, proprio come fa Davide quando entra nella fase saliente della sua estasi creativa”.

  • Davide Quaglietta: una pittura oltre

    Se dovessi simbolicamente definire in modo sintetico, con una definizione breve ma al contempo significativa e intensa, il modus pingendi di Davide Quaglietta potrei usare la frase chiave di -una pittura oltre- che ritengo sia molto calzante e congeniale sotto più livelli di analisi riflessiva”. La Dott.ssa Elena Gollini evidenzia così l’essenza basilare fondante della pittura realizzata dall’intraprendente artista creativo contemporaneo Davide Quaglietta, che sta facendo un percorso sempre più mirato ad hoc, coniugando e unendo al meglio forma e contenuto e riuscendo a imbastire delle soluzioni narrative sempre molto ricercate nella loro piacevolezza estetica e sempre molto corpose nella loro connotazione sostanziale. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha ulteriormente spiegato a riguardo: “Ritengo che Davide sia un perfetto esempio a modello di artista al passo con i tempi, che riesce a ottimizzare lo slancio creativo con l’esigenza di non limitarsi soltanto a offrire creazioni a se stanti e fini a se stesse. La sua pittura infatti si propone in modo fortemente pregnante, si erge a vessillo di valori e di ideali primari e prioritari e diventa un utile e funzionale strumento divulgativo. Ecco, perché appunto la considero una pittura che va oltre e che si spinge verso il traguardo ambito e ambizioso di diventare un medium portavoce simbolico a livello collettivo e comunitario. Sarebbe certamente molto semplice e anche molto limitante per Davide esporsi soltanto a livello di esercizio artistico tecnico e strumentale, poiché il suo stato d’animo procede a pari passo con l’incalzante e pulsante fervore comunicativo, con quel bisogno impellente di mantenere la sua arte al servizio di un linguaggio sociale alla portata di tutti e accessibile a tutti. Davide diventa così un protettore-fautore dell’arte intesa come veicolo di messaggi insiti ed eleva la sua formula pittorica in tale direzione, la orienta, la convoglia e la canalizza con esperta padronanza e acclarata coerenza. Davide è pertanto un artista davvero responsabile e consapevole del proprio operato anche a livello di visione oltre e ulteriore, di dimensione intrinseca, sottesa e subliminale. Il suo merito ulteriore e il suo notevole pregio risiede proprio in questa commistione equilibrata e armoniosa, dove il flusso dei pensieri, delle idee e dei sentimenti si sedimenta all’interno dello scenario narrativo e diventa parte integrante necessaria e indispensabile per rafforzare e potenziare ulteriormente l’apparato strutturale e la sintesi compositiva. Alla bellezza formale sempre raffinata ed elegante della piattaforma pittorica, si aggiunge dunque la bellezza da scoprire e da cogliere guardando e vedendo oltre, quella bellezza che diventa vessillo di nobili intenti e intenzioni a livello umanitario, garantendo a Davide il meritato ruolo di indomito gladiatore e combattente, di vero, autentico e tenace soldato dell’arte”.

     

  • Il messaggio ecologico sotteso nella pittura di Davide Quaglietta

    La poetica espressiva della pittura di Davide Quaglietta nella sua dinamica fruizione interattiva di notevole spessore comunicativo, si completa attraverso l’inserimento sempre ben calibrato di messaggi, che afferiscono alla sfera sociale e collettiva e che vanno ben oltre la semplice resa di impatto estetico-formale e l’immediata percezione recettiva a livello ottico e visivo. A tal proposito la Dott.ssa Elena Gollini, che segue il percorso artistico di Quaglietta come consulenza e curatela di immagine e di risonanza mediatica, ha voluto spiegare nello specifico dichiarando: “La pittura di Davide nella sua esaustiva completezza e ricercata compiutezza è certamente incline ad essere anche considerata come arte per il sociale, in quanto si orienta e si canalizza a racchiudere e a diffondere dei pregnanti messaggi, che confluiscono dentro un ampio discorso connesso all’ecologia e alla tutela e salvaguardia del nostro habitat naturale circostante e in generale di tutto quanto l’ecosistema naturale e ambientale, che dal territorio locale si estende e si espande al comprensorio e al bacino a largo raggio. Questa componente diventa distintiva e peculiare della sua concezione di fare arte e del suo operato di ricerca. Davide dunque non si limita a compiere e a svolgere una sperimentazione di tipo tecnico e strumentale a se stante e fine a se stessa, ma si dedica alla divulgazione sentita e accorata di contenuti altamente elevati e di stimolanti incipit per accentrare e focalizzare l’attenzione del fruitore, oltre che sull’aspetto molto piacevole delle composizioni, anche e soprattutto su quanto viene ad essere insito e sotteso tramite un registro linguistico cifrato e codificato con impeccabile progettualità ideativa. Si denota l’amore appassionato verso il Fiume Po, il grande e maestoso fiume tanto affascinante, misterioso e intrigante, che Davide rende metafora simbolica di molteplice valenza essenziale e sostanziale. Inoltre, si palesa nella narrazione rappresentativa di impronta figurale stilizzata la rievocazione dedicata alle trasformazioni e alle mutazioni ambientali, ai capovolgimenti meteorologici che provocano e causano dei danni gravi, degli stravolgimenti talvolta irreversibili, talvolta irrimediabilmente catastrofici, che interessano l’intero Pianeta e tutto l’ecosistema ambientale terrestre. Ecco dunque, che dietro alla guizzante fantasia e all’estro ingegnoso d’inventiva Davide viene sostenuto dalla volontà di rendersi promotore e portavoce di una pittura di qualificante dimensione collettiva, senza mai dimenticare l’enorme risorsa e l’enorme potenziale che l’arte riveste come linguaggio universale utilizzato da sempre come ponte di trait d’union tra i popoli e come medium di relazione e interrelazione libera e incondizionata”.

     

  • La ricerca pittorica appassionata di Davide Quaglietta

    Nel vasto e multiforme panorama dell’arte contemporanea attuale, che spesso purtroppo tradisce una dinamica espressiva scontata e banalmente ripetitiva, seguendo stereotipi standardizzati e approdando a inutili emulazioni copiative, trovare una figura encomiabile di artista di moderne vedute e lungimirante proiezione come Davide Quaglietta risulta davvero molto rassicurante e implica delle riflessioni a monte su più piani e su più livelli di valutazione e di analisi critica”. Così esordisce la Dott.ssa Elena Gollini nel manifestare apertamente ed esplicitamente il suo placet di approvazione verso il modus agendi e operandi alla base dell’appassionata ricerca pittorica compiuta da Quaglietta con intraprendente slancio e trasporto riflessivo a monte e con vibrante carica di animato fervore creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto rimarcare: “Davide si colloca dentro uno sfaccettato comparto settorizzato, che si può definire come un figurativo informale di tendenza e di matrice astratta per certi versi, che contiene e custodisce eterogenei spunti di rimando e di richiamo sia a livello evocativo sia a livello concettuale. Davide crea un intreccio di contenuti significativi a cui si appoggia e su cui fa leva, che desidera condividere con lo spettatore rendendolo presente e compartecipe anche della sua profonda visione esistenziale, dei suoi intensi pensieri, dei suoi genuini e spontanei sentimenti, delle sue intime emozioni disinibite. Le tematiche predilette, che vengono poste in primo piano e offerte all’osservazione attenta e coinvolta dello spettatore vengono composte da tasselli principali, che poi si snodano e si dipanano in più formulazioni coese e congiunte insieme a generare un solido background d’ispirazione, che lo guida e lo sorregge nel percorso di sperimentazione e di sorprendente scoperta. Davide vede il suo ruolo di uomo-artista come strettamente collegato al suo stile di vita, alle sue priorità, al suo modo di concepire e considerare la realtà circostante e quanto del suo vivere quotidiano merita di essere messo in rilievo. Non si perde mai in sterili visioni senza un senso logico e razionale e senza un ragionamento ponderato e tanto meno si lascia fuorviare e travolgere da preconcetti e da pregiudizi condizionanti dettati dalle tendenze del momento. Davide trova un proprio viatico creativo prediletto e preferenziale, che si allinea e si accorpa perfettamente al suo essere, al suo esistere, alla sua essenza, al suo sentire umano. Si concentra su ogni singolo progetto come una vera e autentica missione e lo persegue con tenacia e caparbia. Ammiro molto questa sua indomita volontà, che arricchisce l’estro e il talento e li rafforza, li avvalora, li esalta senza però esagerazioni esasperate. Davanti alla sua onestà intellettuale pura e incontaminata, ogni opera acquista una preziosa e pregevole coerenza e diventa ancora più ricca e corposa nel suo permeante impatto sostanziale”.

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  • I D\istinto con il singolo dal titolo D’istinto

    in promozione il brano della band veronese 

    Quanto tempo passiamo pensando a come dovremmo o potremmo essere? Spesso troppo. Cosi tanto che spesso ciò che siamo rimane offuscato dalle nostre paranoie, che finiscono per impedirci di rimanere coinvolti appieno dai momenti e dalle esperienze che viviamo.
    E tutto ciò ci rende insoddisfatti, appiattisce il mondo sulla dimensione delle nostre aspettative e ci impedisce di cogliere le sfumature che rendono tridimensionale la nostra esperienza umana. Tutto risulta più piatto e insapore.

    Di questo parla il brano, e nello specifico, di quanto siano preziosi quei momenti in cui le nostre paranoie si mettono in pausa e possiamo tornare a tenere il nostro ritmo su una pista da ballo di nuovo piena di musica.

    Il nome è come una targa, spesso indelebile, per una band. Qualcosa di immediato.

    D\istinto è il nome di questa, formata da quattro musicisti veronesi: Leonardo Miglioranzi (voce), Fiorenzo Melotti (chitarra), Damiano Hinegk (batteria) e Matteo Signorato (basso).

    D\istinto è energia, é bisogno di respirare a pieni polmoni e di battere a tempo con sé stessi e gli altri.

    Questa è l’anima del nostro progetto formato dalle storie e dai pensieri che compongono le nostre vite. Dietro ogni canzone ritroviamo le piccole grandi storie di ogni giorno, riflessioni sul come ci si pone con noi stessi e con gli altri. È la nostra ricerca del modo più sincero di riconoscerci in ciò che ci circonda, andando oltre gli ostacoli e gli schemi che ci frenano e che spesso ci imponiamo. Questa è la ragione della nostra musica.

    E con questa vogliamo entrare in comunicazione con le persone, avvolgerli, farli ballare stabilendo una connessione con le parole delle canzoni. Allora possiamo raccontare davvero delle storie. E poi ti capita che un amico, con gli occhi lucidi, si riconosca in quello che scrivi. Allora lì capisci che hai centrato perfettamente il tuo scopo. La sincerità è l’arma che la band preferisce, il colore che da alle parole e alla musica la giusta connotazione. La musica, per i D\istinto, è importante quanto le parole, alle quali Leonardo dedica molta cura.

    Fedeli al nome non c’è un vero e proprio genere di riferimento. Come se Bob Marley avesse invitato a cena i 21 pilots in un ristorante italiano gestito da Salmo. E… combinazione! Quella sera c’è pure Daniele Silvestri che suona. Un gran casino. Quello è il mondo in cui questi quattro musicisti si sentono a casa. Dove non manca l’energia del rock, ma anche il movimento dell’hip hop o il colore del reggae e del soul, il tutto su di una solida base ritmica di basso e batteria.

    Hanno passato questi tempi di clausura forzata mettendo a fuoco il loro progetto musicale e preparando i futuri live. Ed è nei live che ci mostreranno il meglio, dove daranno spazio alle emozioni senza pensare ad altro che raccontare le proprie storie. Non sono una band da guardare seduti.

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  • Violenza di genere: a San Martino Buon Albergo un appuntamento aperto a tutti

    Il fenomeno della violenza di genere sta assumendo negli ultimi anni dimensioni sempre più allarmanti: per affrontare questa vera e propria emergenza contemporanea, occorre mettere in campo azioni di sensibilizzazione e affrontare i pregiudizi legati ai ruoli maschili e femminili e promuovere una cultura delle pari opportunità.

    Domenica 24 novembre alle ore 17.30 si terrà presso la Sala Consiliare del Municipio di San Martino Buon Albergo una serata dal titolo “Non chiamiamolo amore” organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Volontarie del Telefono Rosa di Verona.

    In programma, dopo l’intervento della presidente Lorella Don e della volontaria Alessia Franzoso del Telefono rosa, il monologo “Lo stupro” di Franca Rame recitato dall’attrice Rachele Pesce.

    «Come Amministrazione Comunale abbiamo il dovere di tutelare i nostri cittadini, in particolare le categorie più deboli come le donne in questo caso – dichiara Roberta Scaravelli, Assessore alle Politiche sociali del Comune di San Martino Buon Albergo -. È importante tanto intervenire a posteriori, fornendo un sostegno alle donne vittime di violenza, quanto a priori con un’indispensabile attività di prevenzione. Dobbiamo intervenire prima, affinché nessuna donna sia più vittima. Quello del 24 è il primo di una serie di incontri sul tema che intendiamo organizzare e aprire al più ampio pubblico».

     

     

  • A Verona nasce la prima cooperativa di Riders, Food4me

    Lunedì 28 ottobre, nasce a Verona il marchio Food4me, la prima cooperativa di Riders di Verona grazie al supporto di Confcooperative Verona e Cisl.

    Sono otto i giovani riders che, insieme, collaboreranno in questa realtà innovativa nata dalla volontà di superare l’attuale situazione di lavoro, che ormai da anni si sostanziava in un profondo precariato. I Riders di Verona vedranno così riconosciuti i loro diritti basilari: paga oraria, contributi previdenziali, assicurazioni, diritti sindacali e l’applicazione del CCNL trasporti e logistica.

    I ragazzi, grazie a Confcooperative Verona e Cisl, sono riusciti ad organizzarsi rispetto una propria idea imprenditoriale che mettesse al centro la tutela del lavoro in un settore profondamente caratterizzato da squilibri contrattuali tra le multinazionali titolari delle piattaforme ed i ragazzi che consegnano i prodotti a domicilio.

    Un servizio principalmente di food delivery e che spazierà in tutto ciò che può essere consegnato con cicli e motocicli nel Comune di Verona: si tratta di un servizio che promette di essere più affidabile, eticamente responsabile e socialmente sostenibile nel tempo, sono questi i presupposti principali della cooperativa.

    L’obiettivo della cooperativa è quello di crearsi un proprio mercato parallelo che si fondi sui principi della tutela del lavoro e dei diritti fondamentali dei lavoratori: un mercato in cui questi otto ragazzi sono in prima fila per combattere il precariato che ancora guida i grandi competitors del settore. La volontà di unirsi in una cooperativa è proprio quella di garantirsi una posizione lavorativa migliore, essendo così padroni del proprio tempo.

    “Siamo soddisfatti rispetto alla costituzione della cooperativa, quale primo traguardo raggiunto, ma anche consci del fatto che i ragazzi dovranno confrontarsi con ancora molte e diverse sfide per la sostenibilità della loro società. Confidiamo che, grazie al supporto delle diverse associazioni e della società civile, si possa avviare un percorso positivo che possa anche essere esempio per altre città”, commenta il Presidente di Confcooperative Verona Fausto Bertaiola.

    I prossimi mesi saranno quindi di fondamentale importanza per l’effettiva operatività della cooperativa. Confcooperative Verona e Cisl si impegneranno al massimo nella comunicazione della presenza e dell’avvio di questa nuova realtà supportando i Riders ad inserirsi a pieno in questo nuovo mercato e unirsi  per i diritti e le tutele che sono finora venute a mancare.

    L’aiuto e il sostegno anche da parte della Federazione Lavoro e Servizi a tutti i livelli e della società d’informatica Node, sono stati e saranno determinanti perché hanno permesso ai Riders di consolidare l’idea, rivendicando la propria condizione diventando imprenditori di sé stessi.

  • “Storie di olio e territorio”, il nuovo evento di Frantoio Bonamini

    Verona, Ottobre 2019 – Si svolgerà domenica 10 novembre dalle ore 10 alle ore 19Storie di olio e territorio. Formazione e degustazione per conoscere l’olio e saperlo abbinare”, nuovo appuntamento con Frantoio Bonamini. Una giornata che si terrà proprio presso il frantoio di Illasi, alla scoperta dell’olio extravergine di oliva attraverso lezioni, visite guidate, ricette e degustazioni enogastronomiche.

     

    Un programma ricco quello dell’evento che prevede due lezioni su iscrizione (ore 11.00-12.30 e 15.00-16.30) tenute dal Dott. Enzo Gambin, Direttore Consorzio di Tutela Olio Extravergine di Oliva Veneto D.O.P.. È importante conoscere l’olio e le sue caratteristiche, individuandone le proprietà salutistiche, l’autenticità, la qualità e la tipicità territoriale.

     

    Come ogni anno sarà possibile effettuare visite guidate al frantoio: i partecipanti potranno vivere una gita fuoriporta che si trasforma in un percorso sensoriale ed informativo, grazie ad interlocutori qualificati in grado di accompagnarli in un viaggio che promuove la cultura del gusto genuino e sostenibile. I tour guidati saranno tre: ore 10.00-11.00, 14.00-15.00 e 16.00-17.00.

    Per partecipare alla lezione e alla visita è necessario iscriversi, inviando una mail a [email protected] o chiamando il numero 045 6520558.

     

    Scoprire in modo approfondito il mondo dell’olio extravergine di oliva consente anche di creare i giusti abbinamenti con il cibo. Durante l’evento sarà possibile partecipare liberamente a degustazioni enogastronomiche, guidate da Roberta Ruggeri, Referente Consorzio di Tutela Olio Extravergine di Oliva Veneto D.O.P..

     

    “Storie di olio e territorio” è un evento unico ed esclusivo per vivere sotto ogni punto di vista un’eccellenza come l’olio italiano, direttamente da dove nasce e viene prodotto.

     

    “Storie di olio e territorio. Formazione e degustazione per conoscere l’olio e saperlo abbinare

     

    DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019

    DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 19.00

    PRESSO FRANTOIO BONAMINI

    LOC. SANTA GIUSTINA, 9A

    ILLASI (VERONA)

     

    Frantoio Bonamini

    Loc. S. Giustina, 9A

    Illasi (Verona)

    [email protected]

    T. 045 6520558

    www.oliobonamini.com

     

    Terzomillennium press office

    Barbara Bruno

    [email protected]

    T. 045 6050601

    www.terzomillennium.net

     

     

  • Da Nord a Sud, al via a gennaio i corsi firmati ASPI per diventare sommelier professionisti

    ASPI Associazione della Sommellerie Professionale Italiana apre il 2019 con le nuove edizioni dei corsi volti a formare sommelier professionisti.

    Si inizia con i corsi di I livello:

    • il 7 gennaio a Verona, nella prestigiosa location dell’Hotel Maxim, tutti i mercoledì, dalle 20.30 alle 23.30, fino al 29 aprile con la prova finale. Per informazioni e iscrizioni: ASPI Verona[email protected];

    • il 7 gennaio a Pozzuoli (NA), nell’elegante Villa Eubea, tutti i lunedì, dalle 20.00 alle 23.00, e il 30 gennaio a Villaricca (NA), presso il ristorante 1Q84, tutti i mercoledì, dalle 19.00 alle 22.00. Per informazioni e iscrizioni: ASPI Campania[email protected];

    • il 14 gennaio a Bordighera (IM), presso il raffinato Hotel Parigi, con lezioni due volte la settimana (il lunedì e il martedì, dalle 15.00 e alle 18.00 e dalle 20.00 alle 23.00) fino al 12 marzo. Per informazioni e iscrizioni: ASPI Riviera dei Fiori[email protected].

    Il corso di I livello prevede un totale di 12 lezioni frontali in aula, con approfondimenti teorici e degustazioni, a cui si aggiungono la visita in cantina, le prove finali e le serate tematiche a discrezione di ciascuna delegazione regionale. A tutti i partecipanti, alla prima lezione, viene fornita una valigetta contenente i calici da degustazione “Exilles” realizzati da Rastal sulla base dello studio condotto in collaborazione con i sommelier ASPI, il cavatappi, il libro di testo e il quaderno per le degustazioni di vini e altre bevande.

    In particolare, il corso dedica il primo incontro all’esame della figura professionale del coppiere e del sommelier, il ruolo che rivestono e gli strumenti a disposizione del degustatore: la scheda di degustazione, il calice, le tipologie di bottiglie, la stappatura. Seguono quindi le lezioni dedicate alla viticoltura, all’enologia, alle tecniche di degustazione (esami visivo, olfattivo e gustativo) e quindi alla legislazione vitivinicola italiana ed europea. La seconda parte del corso si concentra sul grande mondo delle bevande con incontri dedicati a birra, distillati e liquori, spumanti e vini speciali, acqua e bevande nervine, concludendosi con una lezione di enogastronomia: da storia ed evoluzione del gusto, all’analisi sensoriale del cibo, fino alle differenti tipologie di abbinamento cibo-bevande.

    Il superamento della prova finale del corso di I livello, pensato per fornire ai partecipanti un bagaglio tecnico e culturale che permetta di acquisire le nozioni base della professione, consente l’accesso al corso di II livello per ottenere la qualifica di Mastro Coppiere e quindi al percorso di tutorato per la preparazione all’esame di abilitazione per Sommelier.

    Il programma dettagliato e il calendario nazionale dei corsi sono disponibili su http://www.aspi.it/corsi-aspi

    ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, A.S.I. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

     

    Ufficio Stampa
    Alessandra Perrucchini. Cell. 340 4212323
    [email protected]

  • Nuovo appuntamento con l’arte fotografica di Maurizio Marcato: il fascino degli ex Magazzini Generali in mostra a Verona

    Verona, Novembre 2018 – Sarà inaugurata sabato 24 novembre ore 11.00, la mostra fotografica che vedrà protagonisti gli scatti di Maurizio Marcato, artista internazionale di origine veneta. Tema dell’esposizione il fascino degli ex Magazzini Generali, uno spazio in disuso, sconosciuto ai più, un luogo non toccato dagli itinerari turistici, ma ricco di memoria storica e culturale della città di Verona. Da qui nasce l’idea della mostra “Paleoindustria 1924, ultima mano dell’uomo”. Le fotografie realizzate nel 2007 su richiesta della Fondazione Cariverona, hanno immortalato la trasformazione dei fabbricati presenti in via Santa Teresa 2 a Verona, che nel tempo si sono prestati ad usi diversi, necessitando di una riqualificazione sociale, ed oggi sede di diverse realtà tra cui Unicredit, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Verona, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona, l’Archivio di Stato di Verona ed il MusaLab, il Museo Archivio Laboratorio Franca Rame e Dario Fo. 24 saranno le opere esposte, in formato 50×70, stampate su carta dalla COLOUR GALLERY SRL di Verona, che rappresenteranno il perfetto connubio tra arte ed architettura.

    La verità è che le grandi architetture generate nel tempo dalle esigenze e dalla manualità dell’uomo non sono seconde a nessuno ed esercitano lo stesso fascino delle grandi, strutturate opere contemporanee, a firma di celebri architetti” ha affermato Maurizio Marcato. “Così mi capita spesso di trafugare immagini tra i resti archeologi dell’inizio dell’era industriale, ultime realizzazioni frutto della manualità e progettazione spontanea nel nostro continente. In questi siti, diventati inalterabili come fotografie analogiche, si respirano fatica, ingegno ed invenzione. Qui si trovano le radici di una società che vive un presente prospero, pieno di possibilità impensabili nel precedente secolo. Volumi e luci destinati a sparire o al massimo ad essere inglobate da strutture contemporanee. La mia fotografia non si limita all’esegesi visiva di questi spazi, ma vuole riportare la crudezza dei materiali degradati, i toni saturi di presenze immateriali e astratte che la nostra ‘fanta-memoria’ crea rendendo inquieti i nostri passi e guardinghi i nostri sguardi”.

    La mostra, allestita presso M15, Via Santa Teresa 2, sarà visitabile fino a venerdì 21 dicembre 2018 ad ingresso libero.

    Mostra fotografica “Paleoindustria 1924, ultima mano dell’uomo”
    M15, via Santa Teresa, 2 – Verona
    dal 24 novembre al 21 dicembre
    Lunedì-venerdì ore 9.00-18.00

    Per ulteriori informazioni contattare:

    Maurizio Marcato Press office:
    Terzomillennium
    [email protected]
    +39 045 6050601
    www.mauriziomarcato.com

  • Lords of Verona: l’arte fotografica di Maurizio Marcato rivela l’anima poetica di Verona

    Verona, 18 Maggio 2018 – È stato inaugurato ufficialmente ieri, giovedì 17 maggio, Lords of Verona, hotel dal design raffinato e contemporaneo situato in Piazza dei Signori, nel centro storico della città scaligera, che ha visto l’intervento del fotografo internazionale Maurizio Marcato nella resa estetica del progetto di interior e lighting design, curato dall’architetto Simone Micheli. Tutte le pareti delle lussuose suite sono decorate, infatti, dagli scatti panoramici di Maurizio Marcato che ritraggono la città di Verona: dalle fondamenta romane, ai monumenti medievali fino ad arrivare alle costruzioni austriache. L’atmosfera vibrante e luminosa della città vive nelle stanze di Lords of Verona, svelando un racconto avvincente, fatto di storia, cultura, arte e passione.

    “Nel mio lavoro di ricerca iconografica sulla città di Verona, ho voluto cogliere gli scorci paesaggistici più emozionanti per fissarli sulle pareti delle stanze di Lords of Verona in un’intima fusione tra dentro e fuori, offrendo all’ospite un’immersione totale in una città costruita da mani antiche, conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza” ha affermato Maurizio Marcato, raccontando il concept artistico del suo progetto fotografico. “Dal realismo materico del bianco e nero delle mie fotografie si sviluppano suggestioni artistiche intense che riempiono le pareti e vivono nell’architettura contemporanea dell’amico Simone Micheli”.

    Passeggiare per Piazza Bra con la sua Arena, visitare il Teatro Romano, attraversare Ponte Pietra, passando per Piazza delle Erbe, salire sulla Torre dei Lamberti e sulla Scala della Ragione: nei suoi scatti Maurizio Marcato ha saputo ricreare un vero e proprio tour di Verona, cogliendo luoghi vissuti e suggestivi, di forte impatto visivo, che come una finestra sulla città si offrono all’osservatore e testimoniano silenziosi un passato glorioso, a volte dimenticato. Soggiornare negli ambienti dell’hotel significa percepire l’anima di Verona, immergendosi in un luogo moderno e senza tempo, dove eleganza ed autenticità riverberano in ogni angolo. Le fotografie di Maurizio Marcato si sposano alla perfezione con l’energia della luce e la naturalità dei materiali utilizzati nel progetto di interni.

    Il restauro conservativo dell’edificio, ad opera dall’architetto Marco Molon, ha riqualificato ed esaltato la storicità del palazzo veronese; l’intervento poi di Simone Micheli ha dato forma a futuristici luxury apartments: 32 bilocali, trilocali e duplex tra i 50 e i 110 mq arredati con semplicità e grande eleganza, dotati della più moderna tecnologia domotica. Tutto concorre alla sensazione di benessere e serenità di chi sceglie di soggiornare nel lusso esclusivo di questa location indimenticabile nel cuore di Verona.

    Maurizio Marcato Press office:

    Terzomillennium – [email protected]

    +39 045 6050601 – www.mauriziomarcato.com

  • A VERONA FOCUS SU LAVORO E FORMAZIONE: I PARRUCCHIERI SI EVOLVONO DA ARTIGIANI A IMPRENDITORI DELLA BELLEZZA

    -2,3% i saloni di parrucchieri e barbieri in provincia di Verona negli ultimi cinque anni e -0,1% in tutto il Veneto. Sono i dati della rilevazione realizzata a fine 2017 da UnionCamere sui parrucchieri e i saloni di bellezza in Italia, che evidenzia una situazione di prolungata stagnazione in tutta la Penisola.

    In particolare in Veneto sono 8.672 le imprese registrate alla Camera di Commercio nel 2017, contro le 8.682 del 2012, con una perdita dello 0,1% in 5 anni: una flessione minore rispetto alla media nazionale di – 0,2% in 5 anni, su un totale di 102.841 imprese in Italia registrate nel 2017 contro le 103.092 imprese del 2012.

    La provincia di Verona presenta però una situazione più difficile rispetto alla media regionale: sono state infatti 1.806 le imprese registrate alla Camera di Commercio a novembre 2017, contro le 1.848 del 2012, con una perdita del 2,3% in 5 anni, il dato peggiore di tutta la regione assieme a quello della provincia di Belluno (-6,8%).

    Secondo le associazioni di categoria, una spinta alla ripresa può arrivare dalla formazione e nello specifico da una formazione non solo tecnica (taglio e colore), ma orientata soprattutto al marketing e alla comunicazione.

    Spazzola e phon infatti non bastano più per far di un parrucchiere un professionista di successo. Una recente analisi[1] restituisce infatti un’immagine del settore sintetizzabile in tre numeri: sei, tre, uno. Ovvero, su dieci saloni di acconciature sei sono in forte difficoltà, tre sono quelli che ‘vanno avanti’ e uno è il salone che, a dispetto del periodo, continua a prosperare, a conquistare clienti, e a crescere per scontrino medio e profitti. La stessa analisi rivela che l’85% dei parrucchieri realizza solo il 15% dei profitti, mentre il 15% di essi ne realizza l’85%.

    «Oggi è indispensabile porre sullo stesso piano le capacità imprenditoriali e le competenze tecniche: bisogna fare marketing con la stessa sicurezza, la stessa passione, gli stessi risultati con cui si esegue un taglio, una piega, un colore, un trattamento. Finito il tempo del ‘tutto per tutti’, oggi è necessario avere una differenza forte, ovvero una specializzazione; bisogna poi essere bravi a comunicarla, sia internamente sia esternamente, occorre definire e attirare la clientela in target, ed infine occorre gestire il team e il salone con attitudine e capacità imprenditoriali». Parola di Lelio ‘lele’ Canavero, trainer di impresa specializzato in hair&beauty, da oltre vent’anni al fianco di migliaia di acconciatori, che presenta a Verona il suo nuovo libro “Creatori di Autostima”, pubblicato da ‘Talenti Potenti’ e prenotabile on line su www.creatoridiautostima.it.

    Quella di Verona è la decima delle 19 tappe che, attraverso un tour in tutta Italia, coinvolgono fino a fine marzo migliaia di acconciatori. Una volta prenotato il libro può essere ritirato nelle tappe del tour. Ogni tappa prevede un incontro di due ore e mezza con i parrucchieri in cui vengono condivisi i temi portanti dei 9 capitoli del libro: un vero e proprio percorso per costruire la propria mentalità imprenditoriale, così che i parrucchieri possano evolversi in Imprenditori della Bellezza e prendere coscienza del loro ruolo di Creatori di Autostima. «Ho scritto questo libro – commenta Lelio “lele” Canavero – perché sono arrivato ad amare troppo i parrucchieri per accettare di vederli spesso sprecare il proprio talento. Oggi a parità di talento vince chi lo comunica meglio, per questo dedico questo libro ai parrucchieri, che li ispiri fino a diventare sempre più degli esempi, per i parrucchieri come per tanti altri imprenditori: esempi di quanto sia potente mettercela tutta nel fare le cose giuste».

     

    L’incontro formativo del 13 marzo di svolge al Crowne Plaza Verona hotel, dalle 20,30 alle 23, in via Belgio 16; è gratuito e aperto a chi ha prenotato il libro, che sarà consegnato direttamente dall’autore al termine della serata.

     

    [1] Effettuata da Lelio ‘lele’ Canavero su un campione di 200 saloni di parrucchieri nel 2017

  • Cucina Norma di Martini Mobili: un nuovo modo di vivere l’abitare classico

    Un mix di suggestioni vintage e una reinterpretazione del classico in chiave contemporanea: Martini Mobili presenta Norma, una cucina elegante in cui è l’atmosfera timeless ad essere in scena.

    La cucina Norma, disegnata da Arbet Design, rivela un’innovativa dimensione dello stile classico, nel quale spicca l’isola che rende funzionale e conviviale l’area cooking. Di grande effetto è il contrasto tra le superfici in legno noce e la laccatura color ocra che veste di fascino alcuni dettagli della composizione. Protagonista è l’intarsio in noce delle ante, abbinato a sofisticate decorazioni bronzate su vetro: una maestria artigianale che si rivela anche nel pannello inciso e retro-illuminato della cappa, ma anche nei cassetti interni, traforati ed esclusivi, che donano un tocco originale a tutto l’ambiente cucina. I piani sono arricchiti dal granito Fusion Wow dark, un materiale eclettico e sorprendente, che cattura lo sguardo al primo istante.

    Pratica ed armoniosa, l’area the/caffè è composta da un piano estraibile tip-on, perfetto per accogliere chi vuole concedersi un momento di pausa o relax. Non solo cucina, ma anche sala da pranzo: Martini Mobili abbina infatti tavolo e sedie, in linea per le finiture e i tratti stilistici, per rendere ancora più completa e coordinata la proposta.

    Un design studiato nei minimi dettagli incontra qui un’efficienza versatile per una cucina che non è solo un’area del vivere quotidiano, ma un’opera d’arte di lusso Made in Italy. Martini Mobili studia giorno dopo giorno progettazioni personalizzate, scegliendo materie prime eccellenti, in cui tradizione e modernità si fondono dando vita ad uno stile inconfondibile.

    Martini Mobili srl
    Via Madonna 410-412,
    37051 Bovolone (VR)
    [email protected]
    T. +39 045 7100784
    www.martinimobili.it

    Press office Terzomillennium
    Barbara Bruno
    [email protected]
    T. +39 045 6050601
    www.terzomillennium.net

  • Collezione Iside, Borsari Gioielli

    Un settembre partito all’insegna della novità e della creatività.

    I gioielli, vivranno quest’anno una nuova giovinezza, tra echi del passato e proiezioni future.

    Trasformare la fantasia in un gioiello che brilla, o che regali emozioni è possibile?

    Grazie alla nuovissima collezione Iside, realizzata da Borsari Gioielli, sì.  Mixando in modo chic: studio, ricerca, rispetto delle tradizioni artigianali con tendenze, moda e precisione, ha saputo realizzare una linea elegante e giocosa al tempo stesso.

    Caratterizzati da uno stesso stile, i gioielli possono essere indossati singolarmente o assieme, creando di volta in volta un look diverso e versatile.

    Ogni pezzo della collezione, (anelli, orecchini, bracciali e collane), riesce, infatti, a catturare l’attenzione, per la sua luminosità. Gioielli “funny” ma dall’anima raffinata.

     

    Per maggiori informazioni su questa collezione potete consulare il sito di  BORSARI GIOIELLI   o presso l’ufficio stampa per immagini e comunicati stampa:

    Atlas Group spa   Isabella Colombo -responsabile press office-  [email protected]

  • Pubblicata l’opera prima dell’autrice veronese Flavia Guzzo, il romanzo “La contrada dei tagliatori di pietra”: L’Altopiano di Asiago, le donne, la Grande Guerra

    E’ uscito e disponibile nei maggiori e.stores il romanzo “La contrada dei tagliatori di pietra”, opera prima dell’autrice veronese Flavia Guzzo. L’opera, ambientata fra inizio ‘900 e la fine della prima guerra mondiale, è un affresco sulla vita nell’Altopiano di Asiago a inizio secolo, sull’avvento della Grande Guerra e sugli effetti devastanti della stessa in questa terra bella e fragile.
    Nel panorama narrativo italiano poche sono le opere in cui la Grande Guerra è mostrata dalla prospettiva dei civili, mentre molto più si è scritto dal punto di vista dei soldati. La guerra vista dei civili, dunque, ed in particolare dalla protagonista, la bella ed impetuosa Teresa, e dalla sua famiglia, è il tema di questo romanzo; la particolarità quasi unica dell’opera, inoltre, è il racconto, poco noto dal punto di vista della produzione romanzesca, dell’esodo totale dell’Altopiano di Asiago, avvenuto fra il 1916, con la spedizione punitiva, ed il 1917, con la disfatta di Caporetto. La vita fra i monti, bella e difficile, e poi la guerra, l’esodo, il profugato, infine la febbre spagnola, flagello del secolo.
    Di famiglia di origine eneghese, l’autrice intreccia la realtà storica documentata con i moltissimi racconti familiari.
    Il libro, presentato ad Enego (VI) lo scorso 21 luglio, è disponibile anche in versione cartacea, stampata con la sponsorizzazione di Rigoni di Asiago S.r.l..
    I proventi della versione cartacea saranno interamente devoluti in beneficenza, a favore delle scuole per l’infanzia dell’Altopiano di Asiago.

    La pagina facebook del romanzo, dove vengono condivisi alcuni contenuti del libro, è pubblicamente disponibile al link:
    https://www.facebook.com/flaguzzo/

    Il press kit del romanzo, con informazioni sul libro, recensioni, informazioni sull’autrice, è consultabile al link:
    https://goo.gl/SxZogY

  • C’era una volta.. un gioiello!

    I gioielli più preziosi, sono quelli che sanno parlare di te e che ti rappresentano.

    Diversi simboli e colori per raccontare un lato del proprio carattere: solarità, ottimismo, carattere, spensieratezza, saggezza e altro.

    Questa è la nuova collezione LE FIABE di Borsari Gioielli, un ciondolo con inciso un simbolo dalla superficie glitterata infilato in un multifilo in calza di rame argentato e smaltato.

    Collane e bracciali formano una parure unica mirata a rappresentare  uno stato d’animo o un modo di essere.

    Scegliete il vostro mood e indossatelo: linee moderne ma senza tempo, doneranno all’ outfit che indossate un valore aggiunto.

    Anche per la collezione LE FIABE vale sempre la regola del Made in Italy: Borsari Gioielli intende portare avanti l’autenticità della manualità artigianale.

    Le possibilità sono tante, scegliete il gioiello che più vi rappresenta e che racconta di voi stesse.

     

    Ulteriori informazioni su Collezione LE FIABE – Borsari Gioielli o presso l’ufficio stampa per immagini e comunicati:

    Atlas Group spa, Isabella Colombo (responsabile press office): [email protected]

  • A Verona arriva il coach motivazionale Giancarlo Fornei che spiega come allenare la mente a vincere anche nello sport!

    Verona, Palaexpo di Veronafiere – Sala Salieri

    Sabato 5 novembre 2016, dalle 17.30 alle 19.00, la sesta edizione di IO BENE  – Fiera del Benessere, ospiterà un seminario del coach e formatore motivazionale Giancarlo Fornei. L’ingresso in fiera costa solamente 5 euro e da diritto a partecipare al seminario.

    Toscano di cinquantaquattro anni – Fornei è riconosciuto in Italia come uno dei massimi esperti di autostima e motivazione. È conosciuto in rete come “Il Coach delle Donne”, per la sua esperienza di lavoro con l’universo femminile. Gli ultimi nove anni li ha passati a fare formazione e coaching quasi esclusivamente con le donne.

    Terrà una conferenza su “Vincere con la Mente”: raccontando ai presenti quali sono i presupposti per aumentare le performance sportive allenando anche la mente.

    «Qualsiasi sport tu faccia o voglia praticare a certi livelli (sia di squadra, sia individuale), oltre ad allenare il tuo fisico, migliorare la tecnica e apprendere la tattica, devi costantemente “Allenare la Tua mente a Vincere”. – afferma Fornei – Oggi, sei vuoi vincere, o comunque gareggiare ai massimi livelli, la preparazione mentale è fondamentale in ogni sport».

    Fornei è assolutamente convinto che l’allenamento mentale non soltanto porti miglioramenti decisivi e spesso “miracolosi” nelle performance sportive. Ma che svolga l’ancor più importante azione di temprare la mente della persona che vi si sottopone, permettendole di affrontare e superare i vari momenti difficili della vita che, purtroppo e inevitabilmente, ogni essere umano ha.

    Dunque, indipendentemente dai successi che avrà ottenuto nello sport che pratica, l’aver svolto l’allenamento mentale, gli sarà sicuramente utile anche a superare le avversità della vita.

    A fine conferenza – chi lo desidera potrà acquistare una copia con dedica personalizzata del suo penultimo libro, dal titolo: “Come Allenare la Mente a Vincere nello Sport”. Solo su Amazon ha ben tredici recensioni a cinque stelle.

    A questo link, si possono trovare post, audio e video sulle metodiche di allenamento mentale nello sport.

    Giancarlo Fornei resta a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda e per dare informazioni anche in privato: basta scrivergli a [email protected]

  • Rubinetterie Stella protagonista nello showroom Pauletti Superfici di Verona

    Nella prestigiosa location veronese di Pauletti Superfici ha riscosso notevole successo l’evento nel corso del quale sono state presentate alcune eleganti proposte di Rubinetterie Stella, la più antica rubinetteria italiana. 

    Un folto pubblico di addetti ai lavori ha presenziato all’appuntamento del 13 ottobre scorso nella storica via Quattro Spade, nel cuore di Verona. Notevole è stato l’apprezzamento per i raffinati allestimenti di Rubinetterie Stella, organizzatrice dell’evento insieme all’azienda Tubes Radiatori.

    L’interesse dei presenti si è concentrato in particolare sulla serie Roma, presentata in questa occasione nella prestigiosa versione con finitura in argento. La Serie Roma, riconosciuta quale autentica icona di lusso e bellezza, viene prodotta dal 1926 e costituisce la scelta d’elezione per la realizzazione delle sale da bagno di impronta classica che corredano le residenze e le installazioni alberghiere più prestigiose del mondo. Ha suscitato molto interesse anche il packaging, che riproduce quello degli anni venti, proposto dall’azienda per celebrare degnamente il novantesimo anniversario della creazione della Serie Roma ed è costituito da un essenziale astuccio ligneo, impreziosito dal brand ricavato dai primi cataloghi realizzati da Stella.

    www.rubinetteriestella.it

  • L’aperitivo estivo del vero Gentleman è un’esclusiva solo del giardino al Salotto Bistro di Verona

    Verona, Luglio 2016 – “Tuesday for Gentleman” questo il nome dell’appuntamento estivo che il Boutique Hotel The Gentleman of Verona lancia a partire dal 12 luglio. I martedì da segnare in agenda sono tutti quelli di luglio – agosto – settembre, per trascorrere una serata diversa, in compagnia degli amici in un esclusivo giardino curato e raffinato, il tutto accompagnato da live acoustic performances e dj set dal vivo.

    “Abbiamo inaugurato questo ciclo di happening” spiega il General Manager, Angelo Spinalbelli “per offrire sia ai nostri ospiti, sia ai cittadini un punto di riferimento dove vivere emozioni uniche e diverse, in un ambiente riservato ed equilibrato che regala piacevoli attimi di convivialità”. Il giardino del The Gentleman of Verona ed il ristorante Salotto Bistro, aperti anche agli ospiti che non soggiornano nel boutique hotel, accolgono in un’atmosfera che fa viaggiare la mente grazie ad arredi e oggetti che lo completano e che arrivano da ogni parte del mondo.

    Amici, amanti dell’arte, professionisti, semplici curiosi, invitati nel secret garden del centralissimo luxury hotel veronese. L’aperitivo “ad arte” che offre anche la possibilità di vistare la personale mostra di alcuni pezzi dell’allestimento “Buio Reale” dell’artista Riccardo Bagnoli, da martedì animerà il #boutiquehotel scaligero, un appuntamento da segnare in agenda.
    Quando? Tutti i martedì estivi (da luglio a settembre), dalle 19 alle 23
    Dove? Elementare, a casa Gentleman of Verona nell’unico vero esclusivo giardino veronese.

    Per trascorrere una serata alternativa, gustando ottimi cocktail e ascoltando della buona musica, accompagnati dai coinvolgenti ritmi live dei dj che si alterneranno, nel corso delle serate, per animare il martedì veronese di luci, suoni e colori ogni volta differenti.