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  • Mutui: in Sicilia richieste +13% nei primi quattro mesi del 2024

    Finalmente segnali positivi dal mondo dei mutui per l’acquisto casa: secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nei primi quattro mesi del 2024 in Sicilia la richiesta di finanziamenti è aumentata del 13% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tornano a crescere anche l’importo medio richiesto (+2,6%) e il valore medio degli immobili oggetto di mutuo (+1%).

    «Il 2023 è stato un anno complesso per il mercato dei mutui, colpito dall’aumento dei tassi di interesse e da una minore disponibilità economica da parte delle famiglie, già alle prese con l’aumento dell’inflazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «II 2024, però, è partito positivamente, con una richiesta in aumento, trainata soprattutto dal miglioramento delle condizioni offerte dalle banche per i tassi fissi, che ha generato fra i consumatori una maggiore fiducia verso il futuro.».

    Il profilo del richiedente

    Analizzando un campione* di oltre 19.000 richieste di mutuo raccolte online in Sicilia emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi 4 mesi dell’anno ha puntato ad ottenere in media 113.736 euro, importo in aumento (+2,6%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce leggermente anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, che arriva a 166.992 euro (+1%). La durata del mutuo scende da poco più di 24 anni a poco più di 23 anni e mezzo, mentre l’età media dei richiedenti arriva a quasi 40 anni e mezzo (in aumento di mezzo anno rispetto al 2023).

    Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Sicilia nei primi 4 mesi del 2024 è stato pari a 114.201 euro, in lieve aumento (+1,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Invariato il valore medio dell’immobile, pari a 149.412 euro. Cresce leggermente, invece, l’età media del richiedente (38 anni), mentre cala la durata del piano di ammortamento (25 anni e mezzo).

    Crescono le richieste di surroga, trainate dalle condizioni favorevoli offerte dalle banche per i tassi fissi: tra gennaio ed aprile 2024 questo tipo di domande hanno rappresentato il 21% del totale siciliano, in aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    L’andamento provinciale

    Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Sicilia tra gennaio e aprile 2024 emergono delle differenze a livello locale.

    Palermo è la provincia siciliana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (121.825 euro), seguita da Catania (114.192 euro). Valori inferiori alla media regionale per Ragusa (111.014 euro), Trapani (109.321 euro), Messina (109.063 euro), Agrigento (108.008 euro) e Siracusa (106.476 euro). Chiudono la classifica Enna (102.270 euro) e Caltanissetta (98.400 euro).

    L’offerta ed i tassi

    Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi quattro mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in calo trainati dalla diminuzione dell’IRS.

    Guardando alle migliori offerte** disponibili oggi per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

    Indici ancor più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

    Il miglioramento delle condizioni ha riguardato anche i tassi fissi sulla surroga: oggi, chi vuole cambiare banca, può trovare offerte con indici TAN che, per un mutuo medio, partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green).

    Ancora fuori mercato invece l’offerta di tassi variabili: i migliori tassi partono da 4,60% ed una rata di circa 708 euro.

    * Osservatorio realizzato su un campione di oltre 19.000 richieste di mutuo raccolte online in Sicilia da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

    ** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

    Immagine © PaeGAG

  • Strage di Modica (29 maggio 1921), un libro fa luce su un “cold case” di cento anni fa

    Nove vittime, due indagini, nessun responsabile. A distanza di oltre cento anni lo storico Giovanni Criscione riapre il dossier sull’eccidio di Passogatta del 1921. E lo fa con il libro “La strage di Modica (29 maggio 1921). Un caso irrisolto di cento anni fa” appena pubblicato dalle Edizioni Sicilia Punto L, che fa luce su quell’oscuro episodio della storia italiana.

    L’eccidio di Passogatta, così chiamato dalla contrada alle porte di Modica dove 9 persone  persero la vita nello scontro tra socialisti, fascisti e forze dell’ordine, segnò il culmine della violenza fascista nell’allora provincia di Siracusa, a cavallo tra il biennio rosso e quello nero.
    Il libro di Giovanni Criscione si propone di svelare i misteri e rompere i silenzi che avvolgono ancora gli avvenimenti. Quanti furono realmente i morti? Chi sparò? E perché? Le indagini ufficiali, condotte sia dal Ministero dell’Interno che dalla magistratura, non riuscirono a chiarire l’accaduto, in parte a causa della manipolazione dei testimoni e della sparizione di documenti che resero complicata la ricostruzione dei fatti. Autorità di pubblica sicurezza e forze dell’ordine non furono estranee al massacro. Coordinarono, depistarono e insabbiarono le indagini, garantendo l’impunità ai responsabili.

     

     

    Basandosi su inediti documenti d’archivio e fonti giudiziarie, l’autore offre un’attenta ricostruzione del contesto storico. Il libro esplora le tensioni politiche e sociali che precedettero l’eccidio, ricostruisce le storie dei protagonisti e delle vittime, ripercorre gli  istanti di quel tragico giorno, le indagini, i tentativi di depistaggio, gli arresti, il processo tenutosi nella Corte di Assise di Siracusa che mandò assolti i presunti responsabili; l’oblio durante il ventennio fascista, il tentativo di riaprire il caso dopo la caduta del regime, fino all’uso strumentale della strage nella propaganda politica del dopoguerra.

    La vicenda narrata, oltre ad apportare un significativo contributo alla comprensione della storia  di quegli anni, offre un chiaro esempio di finzione democratica. Si evidenzia il divario tra l’apparenza di una democrazia e la sua sostanza effettiva, tra elezioni manipolate, limitazioni dei diritti politici, controllo della stampa e dipendenza dei magistrati dalla politica. Un invito alla riflessione, affinché il senso e la memoria di quei giorni che videro l’alba di una dittatura non siano dimenticati e possano essere compresi nelle loro sfumature più profonde.

     

     

    Giovanni Criscione (Ragusa, 1972), dottore di ricerca in Storia contemporanea, si è occupato di antifascismo, emigrazione e storia delle imprese. Tra i suoi lavori principali: Le radici e le ali. Niccolò Curella e la Banca popolare Sant’Angelo, (Kalòs, Palermo, 2017); Per una storia del turismo e del commercio, in Storia di Siracusa. Economia, politica, società (1946-2000), Donzelli, Roma, 2014; La Dolceria Bonajuto. Storia della cioccolateria più antica di Sicilia (Kalòs, Palermo, 2013).

    Il libro può essere richiesto sul sito www.siciliapuntol.it o tramite il distributore DIEST distribuzioni Torino.

    Info e contatti
    [email protected]
    366 4328940
  • Prestiti cure mediche: in Calabria chiesti in media 5.690 euro

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Calabria, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,4% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.690 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

    Identikit del richiedente calabrese

    Come detto, chi in Calabria, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.690 euro da restituire in 49 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti calabresi si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, poco più di 46 anni, valore più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Calabria (43 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (24%) arriva, a pari merito, da richiedenti calabresi con età compresa tra i 35-44 anni e 45-54 anni; seguono i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (18%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 42,9% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 25,2%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai calabresi che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,3%, valore salito al 10,8% nel 2023, in aumento del 16%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 11.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Calabria.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Sicilia: chiesti in media 5.321 euro per pagare le cure mediche

    I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Sicilia, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato quasi il 4% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.321 euro.

    «Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l’impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

    I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

    Identikit del richiedente siciliano

    Come detto, chi in Sicilia, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.321 euro da restituire in 47 mesi.

    Se si guarda al profilo dei richiedenti siciliani si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 47 anni, valore nettamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Sicilia (43 anni).

    Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (23,3%) arriva da richiedenti siciliani con età compresa tra i 45-54 anni; seguono coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (22%) e i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (21,9%).

    Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 34,8% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 24,5%.

    Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai siciliani che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,6%, valore salito all’11,1% nel 2023, in aumento del 15,6%.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 31.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Sicilia.

    ** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Sicilia: nel 2023 bollette in calo del 34% per l’elettricità e 27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Sicilia con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 825 euro per la bolletta della luce e 598 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    Se sul fronte del gas i siciliani sono i più fortunati d’Italia, avendo avuto la bolletta più “leggera” in assoluto, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il secondo conto più salato della Penisola.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno i siciliani hanno pagato, mediamente, 1.423 euro a famiglia (erano 2.068 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Siracusa sia stata l’area siciliana dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.739 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 883 euro. Seguono Trapani (868 euro, 2.690 kWh), Ragusa (865 euro, 2.6823 kWh) e Palermo, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 864 euro per un consumo medio rilevato di 2.679 kWh.

    Valori inferiori alla media regionale per Catania (811 euro, 2.516 kWh), Caltanissetta (784 euro, 2.431 kWh), Agrigento (776 euro, 2.406 kWh) e Messina (730 euro, 2.265 kWh). Chiude la graduatoria Enna, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.141 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (690 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Caltanissetta, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 782 euro a fronte di un consumo di 840 smc. Seguono le province di Enna (760 euro, 817 smc), Palermo (618 euro, 664 smc) e Ragusa, area dove le famiglie hanno speso, in media, 613 euro (659 smc).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si posizionano Agrigento (578 euro, 621 smc), Catania (575 euro, 618 smc), Messina (567 euro, 609 smc) e Trapani (556 euro, 598 smc). Chiude la classifica Siracusa, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 473 euro (508 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 35.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Sicilia (consumi pari, a livello regionale, a 2.557 kWh per l’energia elettrica e 643 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Rc auto: in Sicilia rincari per oltre 51.000 automobilisti

    Brutte notizie per oltre 51.000 automobilisti siciliani; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 68mila preventivi raccolti in Sicilia su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

    Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 611,75 euro, vale a dire il 32,2% in più rispetto a dodici mesi prima.

    «La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,14% degli automobilisti siciliani ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Caltanissetta è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,57%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Palermo (2,30%), Messina (2,26%), Ragusa (2,20%) e, a brevissima distanza, Siracusa (2,19%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Catania (2,13%) ed Agrigento (2,05%). Chiudono la classifica siciliana Trapani (1,46%) ed Enna, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,44%).

    Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,43% del campione femminile ed il 2,00% di quello maschile.  

    Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultato essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,63%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli impiegati in azienda (2,61%) e i disoccupati (2,14%). Di contro, sono gli appartenenti alle forza armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,29%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.090.299 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto Sicilia: +29,6% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 617,24 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,6% arrivando, lo scorso mese, a 617,24 euro, vale a dire oltre 140 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale è risultato essere leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province siciliane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Caltanissetta, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 623,70 euro, seguita da Ragusa (+34,3%, 592,36 euro) e Catania (+32%, 642,60 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Siracusa, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 30,2% (557,08 euro), Palermo (+29,7%, 662,35 euro), Enna (+28%, 447,27 euro) ed Agrigento (+25,8%, 518,59 euro).

    Chiudono la classifica Trapani (+23,4%, 545,24 euro) e Messina, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 22%, arrivando a 652,97 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 57,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (18,8%), la tutela legale (11,6%) e la copertura furto e incendio (7,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   1.002.252 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Sicilia il 14% dei mutuatari ha scelto il variabile

    L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Sicilia? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it , negli ultimi 18 mesi, i siciliani che hanno ottenuto un finanziamento nel 14,4% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

    La percentuale rilevata in Sicilia risulta comunque leggermente inferiore alla media nazionale (14,5%).

    Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,4% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 29% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Sicilia meno del 10% del totale.

    «L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

    Il variabile in Sicilia

    Analizzando l’identikit di chi in Sicilia ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 126.197 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 157.439 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, quasi 34 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

    Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.

     

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 1.300 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Sicilia da gennaio 2022 a giugno 2023.

    ** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

  • Visibile oltre il visibile: mostra di Greco, Nobile e Rinzivillo alla galleria Quadrifoglio

    Visibile oltre il visibileSiracusa – Visibile oltre il visibile, un progetto artistico che ha il sapore della ricerca e dell’incontro. Tre artisti, tre diverse anime, un comune sentire: Paolo Greco, Francesca Nobile e Francesco Rinzivillo danno appuntamento sabato 22 luglio alle ore 18.30 alla Galleria Quadrifoglio in via dei Santi Coronati 13 a Siracusa, per l’inaugurazione di una mostra dai toni intensi curata da Giuseppe Carrubba. Si tratta di un’esposizione che inserisce le specifiche narrazioni di ogni singolo artista, frutto di tematiche personali, all’interno di uno spazio-tempo in cui dialogano pittura, scultura e installazione.

    Lo spunto dalle naturali diversità delle tre esperienze artistiche ha dato modo a Giuseppe Carrubba, critico d’arte e curatore indipendente, di seguire la traccia del segno che attraversa le varie forme oltre la superficie. In questa indagine nasce quel visibile che si apre a nuovi livelli percettivi, secondo dinamiche contemporanee dettate dai binomi assenza-presenza, occultamento-rivelazione. Carrubba di fatto specifica: «Paolo Greco, Francesca Nobile e Francesco Rinzivillo, in Visibile oltre il visibile, mettono in campo aspetti relazionali e simbolici differenti, generano livelli di percezione in continua evoluzione, per indagare quell’aspetto liminare, qualcosa che emerge dalla condizione intermedia tra la luce ed il buio, l’immagine e l’astrazione, l’impronta o la sua ombra, l’indizio e la sparizione, il vuoto e l’infinito».

    Paolo Greco, nato a Catania, ha sviluppato una personale ricerca attraverso la passione per la cultura e il cinema on the road, le neoavanguardie, il Nouveau Realisme e la Pop Art. Negli anni della maturità giunge ad affermare il valore di un’arte del riciclo di materiale desunto dalla strada quale lo pneumatico che, triturato e assemblato, diventa metafora di un’esistenza riabilitata. «L’uso della gomma riciclata – scrive Carrubba – ha un ruolo fondamentale, all’interno di un progetto artistico che affronta tematiche formali ed estetiche, in una produzione che riduce i limiti tra natura ed artificio: un simbolo dell’attività umana acquista nuova vita e diventa emblema di criticità e di sostenibilità». Greco ha partecipato a mostre collettive e personali in spazi pubblici e privati tra nord e sud Italia. Sue opere sono presenti nelle collezioni della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, del Museo del pane di Salemi, del Comune di Pozzallo, del Comune di Henstedt-Ulzburg e della Fondazione Benetton di Treviso.

    Francesca Nobile è pittrice multidisciplinare, performer e insegnante di yoga. Di origine ragusana, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha conseguito all’istituto Polimoda fiorentino un Master in “Fashion Design and Concept Brand Image”, lavorando successivamente per Enrico Coveri, Ermanno Daelli e Marella Ferrera. La sua è una poetica libera e performativa in cui si alternano aspetti duali quali malinconia e vitalità, felicità e inquietudine, metafisica e quotidiano. Di lei Carrubba dice: «L’artista lavora sull’archetipo, sull’automatismo psichico, sulla meditazione, sui simboli dicotomici di un’esperienza onirica tra gioie e paure, con il corpo che è lo strumento che le permette di trascendere la materia. Un corpo che abita lo spazio dell’opera, lo attraversa lasciando tracce e colore, crea impronte e sovrapposizioni, tessiture e trame vitali». La carriera artistica della Nobile la porta a esporre in mostre personali e collettive in Italia e all’estero e a dedicarsi alla filosofia orientale e allo yoga nell’Atelier Love Project di Siracusa.

    Francesco Rinzivillo, nato a Comiso, negli anni Duemila sviluppa un linguaggio intimista e antiretorico grazie all’uso di un’arte transdisciplinare che mette in campo pittura, fotografia, videoarte e installazioni. La sua è un’etica dell’arte fondata sulla tradizione iconica proiettata verso la contemporaneità che scava temi umani di forte valenza emotiva quali l’identità, la memoria, la sparizione.  Sulla sua attività artistica Carrubba sottolinea: «Un approccio alla rappresentazione teso a cogliere l’essenza delle cose fuori dal tempo e dalla storia, con un atteggiamento obiettivo, attraverso il quale l’artista definisce la forma della sua pittura, improntandola su una linea etica ed estetica che determina un processo di precisione secondo un’ottica maniacale, con una perfezione retinica e materica che è il risultato di una paziente applicazione della tecnica delle velature». Tra mostre e progetti di stampo nazionale, Rinzivillo nel 2022 entra a far parte dell’Archivio S.A.C.S. del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo.

    In Visibile oltre il visibile i tre artisti viaggiano l’uno accanto all’altro tra sculture, installazioni, pittura e performance, restituendo voce alle proprie essenze interiori alla ricerca di “una forma che subisce alterazioni, deformazioni, amplificazioni in relazione al rapporto con la realtà fluida e mutevole della società contemporanea”.

    La mostra è sponsorizzata da Dr Servizi Aziendali s.r.l., Sirgen s.r.l. e “CCÀ e DDÀ Graniteria”. Sarà possibile visitarla fino a venerdì 4 agosto con i seguenti orari: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

     

    Info

    www.galleriaquadrifoglio.it

    [email protected]

     

  • Rc Auto Sicilia: ad aprile +14,6% rispetto a 12 mesi fa

    Ancora brutte notizie per gli automobilisti siciliani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 14,6% arrivando, ad aprile 2023, a 506,76 euro.

    L’incremento annuale è il secondo più basso registrato in Italia, posizionandosi dopo la Calabria (+8,4%) e subito prima della Campania (+14,8%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.100.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

    «Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 9% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all’inflazione, dall’altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

    L’andamento provinciale

    Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province siciliane, seppur con valori differenti.

    A segnare l’aumento più consistente è Siracusa, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 26,5% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 476,22 euro, seguita da Ragusa (+19,2%, 490,83 euro) e Messina (+17,9%, 465,02 euro). Continuando a scorrere la classifica siciliana si posizionano Trapani, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 14,8% (454,49 euro), Catania (+14,2%, 518,23 euro), Caltanissetta (+13,7%, 497,63 euro) ed Enna (+13,5%, 369,87 euro). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Palermo, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe dell’11,7%, arrivando a 535,44 euro.

    In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti siciliani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 57,4% dei guidatori.

    Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (20%), la garanzia infortuni conducente (13,2%) e la copertura furto e incendio (6,7%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.168.618 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Risparmio: in Sicilia 290.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

    Le famiglie siciliane, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura l’8,4% dei rispondenti siciliani, pari a circa 290.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

    Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto in Sicilia emerge che il 58% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più altra rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 29,8% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

    E se il 18,3% degli intervistati siciliani ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di uno su cinque, pari a 738.000, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

    Non solo cibo

    Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie siciliane, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (73%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (67%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

    Il 49% dei siciliani, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 25% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 17% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

    Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare i siciliani? Circa 330 euro a famiglia, valore superiore alle media nazionale (300 euro).

    Le spese familiari

    Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie siciliane? Non sorprende vedere che la bolletta elettrica ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata in Sicilia (75,6%), seguita dall’assicurazione auto (59,5%) e dalla bolletta del gas (51,1%).

    E nonostante già molti siciliani siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi dell’Rc auto (32,8%), di luce (26,7%), gas (22,9%) e Pay TV (22,9%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

    Per fortuna sempre più siciliani hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che più della metà del campione intervistato (53,4%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

    Internet e i comparatori online (35,9%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (27,5%) e alle informazioni lette su quotidiani/periodici (22,1%) o ascoltate in radio/tv (19,8%).

     

    * Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Bollette: in Sicilia +108% per l’elettricità e +57% per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Sicilia con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.627 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021 e 1.045 euro per ilgas (+57%).

    Se sul fronte del gas i siciliani sono tra i più fortunati, avendo avuto la terza bolletta più “leggera” d’Italia, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il secondo conto più salato della Penisola, preceduti solo dagli abitanti della Sardegna.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i siciliani hanno sborsato, mediamente, 2.672 euro a famiglia (rispetto ai 1.446 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Ragusa, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.599 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.754 euro; seguono Siracusa (1.707 euro, 3.504 kWh), Trapani (1.661 euro, 3.409 kWh) e Catania, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.655 euro per un consumo medio rilevato di 3.397 kWh.

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana troviamo Caltanissetta (1.640 euro, 3.365 kWh), Palermo (1.628 euro, 3.342 kWh) ed Agrigento (1.593 euro, 3.269 kWh). Chiude la classifica Messina, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (3.052 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.487 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della Sicilia si posiziona Palermo, dove il consumo medio a famiglia è stato di 844 smc per un costo complessivo di 1.079 euro; seguono Catania (1.076 euro, 841 smc) ed Agrigento, dove il costo della bolletta del gas è stato di 1.032 euro (807 smc).

    Bollette inferiori alla soglia psicologica dei 1.000 euro per le province di Trapani (999 euro, 781 smc), Caltanissetta (985 euro, 770 smc), Ragusa (945 euro, 739 smc) e Siracusa, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 925 euro (723 smc). Chiude la classifica Messina, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 868 euro (679 smc).

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.339 kWh e 817 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Rc auto: in Sicilia aumenti in arrivo per quasi 52.000 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per quasi 52.000 automobilisti siciliani; secondo l’osservatorio di Facile.it –  realizzato su un campione di oltre 67mila preventivi raccolti in Sicilia su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 462,70 euro, vale a dire il 7,8% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,18% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,51%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Palermo è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,56%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono le province di Caltanissetta (2,14%), Messina (2,11%) e, a brevissima distanza, Catania (2,10%) e Ragusa, area dove il 2,09% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

    Continuando a scorrere la classifica siciliana si posizionano Trapani (2,01%), Agrigento (1,99%) e Siracusa (1,73%). Chiude la graduatoria Enna, provincia dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,31%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,31% del campione femminile ed il 2,10% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che il personale medico è risultato essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,18%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono i pensionati (2,85%) e i commercianti (2,67%). Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (0,62%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.063.985 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • L’Olio della riserva dell’Angimbè, un tesoro nascosto nella Sicilia occidentale

    Scopri l’olio dell’Angimbè, prodotto dalle celebri olive di Nocellara del Belice, coltivate all’interno di una meravigliosa riserva naturale incontaminata.

    L’Angimbè è un fitto bosco di querce da sughero situato a 4 kilometri a nord del comune di Calatafimi (Trapani), un’area collinare caratterizzata da rilievi argillosi e calcarei, tra cui scorrono piccoli corsi d’acqua. Si tratta di un territorio incontaminato ricco di flora e fauna rappresentative della biodiversità siciliana, frequentato da cinghiali e uccelli migratori. La presenza a poca distanza delle terme naturali Segestane a cielo aperto, di un anfiteatro romano con vista panoramica, e del noto tempio di Segesta, vi conferiscono un fascino e una bellezza misteriosa che lo rendono unico anche all’interno di un’area ricca di storia e di attrattive naturali qual’è il trapanese.

    Il nome “Angimbè” deriva dalla dominazione degli arabi, che vollero denominare il territorio come “luogo benedetto da Dio”.

     

    Tutelato come riserva naturale e come S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria), l’Angimbè è una delle zone boschive meglio conservate di tutta la Sicilia occidentale. Il richiamo della natura e le numerose attrattive in loco ne fanno una delle mete più visitate della provincia, anche grazie alla posizione strategica a circa un’ora di distanza da Palermo, Trapani, Marsala e da altre rinomate mete turistiche della zona, quali l’arcipelago delle Isole dello Stagnone, il monte Erice e la riserva naturale orientata dello Zingaro.

     

    I Prodotti del territorio

    I vini prodotti nel Bosco dell’Angimbè sono rinomati per la loro qualità e il loro aroma. Utilizzando vitigni autoctoni come il Catarrato, l’Insolia e il Grecanico, i vigneti di questa riserva producono vini bianchi corposi, dal carattere marcato e dagli aromi intensi.

    Ma soprattutto, all’interno della riserva sono presenti degli antichi oliveti dove crescono delle varietà di olive (dette “cultivar”) particolarmente apprezzate per la produzione di olio extravergine di oliva: Cerasuola, Biancolilla e le rinomate olive Nocellara del Belice, considerate una delle migliori varietà di olive per olio in Sicilia e note per essere particolarmente grosse e gustose.

    La produzione di olio di oliva è legata a doppio filo alla storia della regione: le prime coltivazioni di cui si è trovata traccia risalgono al periodo della dominazione Fenicia del secolo VIII a.C., e vennero proseguite sia dai Greci prima, che dai Romani poi. Durante il XV secolo d.C. la produzione era legata alla comunità ebraica, e venne poi aumentata durante la dominazione Borbonica nel XVIII secolo. Celebre è anche la battaglia avvenuta in zona tra i Borboni e l’esercito dei “Mille” di Giuseppe Garibaldi nel 1860, ricordata dal sacrario di Pianto Romano.

    Oggi i prodotti del territorio sono protetti dal marchio DOP Valli Trapanesi (Denominazione di Origine Protetta): per presentare questo marchio l’olio  deve essere composto da almeno l’80 % di olive Cerasuola e Nocellara del Belice (da sole o congiuntamente).

     

    L’Olio Extravergine Di Oliva Angimbe

    L’Olio Angimbe è un autentico Olio Extravergine Biologico Siciliano, un prodotto di qualità eccellente realizzato al contempo con grande rispetto per l’ambiente. È ottenuto da olive raccolte a mano quando sono ancora prevalentemente verdi e non hanno iniziato il processo ossidativo. Le olive in questo stato rendono un quantitativo minore di olio, ma garantiscono la miglior qualità possibile per l’olio.  La molitura avviene a freddo con metodi tradizionali entro poche ore dalla raccolta, in modo da conservare intatte tutte le sue caratteristiche organolettiche e le proprietà benefiche per la salute.

    Infine, l’olio così ottenuto viene conservato a  temperatura controllata in assenza di ossigeno e imbottigliato in base alle richieste, in modo da far passare meno tempo possibile tra la conservazione nei contenitori di acciaio INOX e la tavola del consumatore.

    Si ottengono così un gusto e un aroma superiori, che riflettono la loro origine. Il suo colore verde intenso ne testimonia la purezza, mentre il suo sapore riunisce tutte le migliori qualità delle numerose varietà di olive siciliane: corposo ma fruttato, burroso ma pungente.

    La gamma di olio biologico Angimbe si compone di due oli differenti per soddisfare ogni palato:

     

    NATURES BIO

    Natures Bio è un olio autenticamente Biologico, frutto di un prezioso mix di olive di Nocellara, Biancolilla e Cessuola. Si caratterizza per un gusto fruttato con note di mandorla e carciofo, che lo rende particolarmente indicato per l’uso sia a crudo che in cucina.

     

    N-TONE

    Angimbe N-Tone è un prestigioso olio extravergine di oliva Monocultivar, ricavato interamente da olive di Nocellara del Belice. e per la perfetta armonia di piccante, amaro e floreale. N-Tone è un olio EVO di altissima qualità che viene scelto da chef e buongustai per esaltare piatti di cucina sofisticata,  e regalare un’esperienza culinaria unica. Da provare su verdure grigliate e in insalata, per arrosti e pesce al forno, o come pinzimonio.

     

    L’Olio Evo Fa Bene Alla Salute

    L’olio extravergine di oliva è uno degli alimenti più importanti e caratterizzanti della dieta mediterranea. Dal punto di vista nutrizionale, apporta trigliceridi, acidi grassi essenziali e vitamina E, ed è noto per essere ricco di polifenoli e fotosteroli, che sono dei potenti antiossidanti naturali.

    Oltre a essere uno degli oli con la maggior concentrazione degli elementi sopracitati, l’olio extravergine ottenuto dalle olive di Nocellara del Belice garantisce anche un buon apporto di acido alfa linoleico, omega 3 e acido linoleico, appartenente al gruppo degli Omega 6; tutti nutrienti essenziali in quanto non sintetizzabili dal corpo umano.

     

    Un’Azienda Bio-Etica

    Incastonata all’interno della riserva dell’Angimbè, a 500mt slm si trova l’Azienda Agricola Angimbe, una piccola azienda artigianale che si è data un grande obiettivo: produrre non un semplice olio bio, bensì il miglior olio extravergine siciliano. Si tratta di un’attività a conduzione familiare che per le modalità operative può definirsi “bio-etica”: la dedizione per il rispetto della natura e della tradizione si manifesta infatti in ogni singola bottiglia marchiata Angimbe.

     

    I Riconoscimenti

    Grazie al loro terroir unico e al processo di produzione attento a ogni dettaglio, questi i due oli prodotti dall’azienda si possono di diritto iscrivere tra i prodotti più pregiati della Sicilia, e infatti i riconoscimenti non sono tardati ad arrivare.

    Angimbe N-Tone Monocultivar è stato insignito del bronzo ai Global Olive Oil Awards di Berlino del 2021, mentre dal 2022 Natures Bio è stato inserito nella guida “Oli d’Italia” del Gambero Rosso.

    Entrambi i prodotti possono inoltre fregiarsi del marchio BIO e della DOP Valli Trapanesi.

     

    Una Bottiglia Di Design

    Ma un prodotto italiano d’eccellenza deve distinguersi non solo per qualità e tradizione, ma anche per design. L’azienda agricola Angimbe rende disponibile il proprio olio all’interno di eleganti bottiglie di design in vetro trasparente, disponibili in diversi formati e particolarmente apprezzate anche come bomboniere d’olio personalizzabili per matrimoni, comunioni ed eventi aziendali.

     

    Per maggiori informazioni visita il sito olioangimbe.it

  • Mutui casa: in Sicilia cresce la richiesta media (+1,5%)

    Aumenta l’importo medio richiesto dai siciliani per un mutuo; secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, realizzata su un campione di oltre 24mila richieste di mutuo raccolte nella regione, nei primi sette mese del 2022 gli aspiranti mutuatari della Sicilia hanno puntato ad ottenere, in media, 115.208 euro, vale a dire l’1,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    Il 2022 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi di interesse ma, nonostante questo, nella regione si continuano a chiedere finanziamenti per l’acquisto di un immobile; i rincari hanno però spinto molti aspiranti mutuatari a valutare nuove tipologie di mutuo tanto è vero che, a luglio 2022, il 29% delle domande di finanziamento raccolte da Facile.it in Sicilia e presentate alle banche era per un mutuo a tasso variabile con cap, percentuale notevole se si considera che fino a pochi mesi fa 9 richiedenti su 10 puntavano al fisso.

    «Oggi le opzioni a disposizione dei consumatori sono più numerose rispetto al passato; oltre al tasso fisso e variabile si stanno diffondendo rapidamente soluzioni ibride come, ad esempio, i mutui variabili con cap, che prevedono un’oscillazione degli interessi ma con un tetto massimo per la rata mensile» spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Si tratta di prodotti più complessi e meno conosciuti rispetto a quelli tradizionali e per questo il consiglio è di affidarsi a consulenti esperti che sappiano guidare il richiedente nella scelta della soluzione più adatta.»

    Le richieste di mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calate al 28% del totale, mentre la quota di quelle a tasso variabile si è attestata intorno al 41%.

    Cambia l’identikit del richiedente tipo; l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo in Sicilia nei primi sette mesi del 2022 era pari a 38 anni e mezzo, valore in netto calo rispetto agli oltre 41 anni rilevati nel 2021.  Ad incidere sul calo dell’età media è stato l’aumento dei richiedenti under 36 siciliani che, nei primi sette mese dell’anno, hanno rappresentato il 47% della domanda. La durata media dei mutui è salita a 24 anni (era 22 lo scorso anno); in calo, invece, il valore degli immobili oggetto di mutuo, sceso a circa 157.000 euro (-5%).

    L’andamento provinciale

    Guardando alla richiesta dei mutui a livello provinciale emerge un andamento differenziato. La provincia che, nei primi sette mesi del 2022, ha registrato l’aumento più importante è quella di Ragusa, dove l’importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è cresciuto del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, stabilizzandosi a 107.427 euro; seguono nella graduatoria Trapani, che ha registrato un aumento del 5,2% (112.334 euro), Siracusa (+5,0%, 111.094 euro) e Messina (+2,2%, 109.061 euro).

    Aumenti sotto la media regionale per Agrigento (+1%, 98.165 euro) e Catania (+0,5%, 118.194 euro) mentre a Palermo l’importo medio richiesto (123.394 euro) è rimasto sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno.

    In valori assoluti, la provincia di Palermo è quella dove, in media, si sono chiesti mutui di importo più elevato; Caltanissetta quella dove la richiesta media è stata più contenuta.

    Tassi in crescita

    Sul fronte dei tassi, come detto, i primi sette mesi del 2022 sono stati caratterizzati da un aumento del costo dei finanziamenti per la casa è aumentato. Secondo le simulazioni* di Facile.it, per un mutuo medio a tasso fisso (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) i tassi disponibili oggi online partono da circa il 2,60% (Taeg) con una rata mensile di 557 euro, vale a dire circa 85 euro in più rispetto allo scorso anno (ovvero 26mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

    Se si guarda invece al variabile, i tassi disponibili online per la simulazione sopra indicata partono da 1,29% (Taeg), con una rata iniziale da 480 euro, vale a dire circa 30 euro in più rispetto a dodici mesi fa.

    Gli indici dei tassi variabili con cap disponibili oggi online, infine, partono da 1,80% (Taeg), con una rata iniziale da 503 euro.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 24mila richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sicilia nei primi sette mesi del 2021 e 2022. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Rc Auto: in Sicilia premio in aumento del +3,5% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio Rc auto in Sicilia è aumentato del 3,5%, arrivando a 442,31 euro.

    La regione si posiziona quinta nella classifica delle aree italiane dove, ad aprile 2022, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di più, dopo Campania, Calabria, Puglia e Toscana.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 830.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come sia stato registrato un andamento differenziato a seconda delle aree della Sicilia.

    A guidare la classifica degli incrementi è la provincia di Palermo, area dove il premio medio è salito del 5,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 479,50 euro, seguita da Caltanissetta (+5,1%, 437,56 euro) e, staccata di un soffio, Enna, (+5,0%, 325,94 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si trovano Catania, che lo scorso mese ha visto salire il premio medio a 454,01 euro (+3,7%) e Ragusa (+1,7%, 411,84 euro). Premi medi stabili, in linea con quelli rilevati a gennaio, per le province di Messina (479,33 euro) e Siracusa (376,42 euro).

    Chiude la classifica Trapani, unica area che ha segnato un lieve calo da gennaio ad aprile 2022 (-1,6%, 395,80 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Palermo si è confermata la provincia più costosa della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (55%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori della Sicilia, sia pure a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (17,2%) e la tutela legale (16,8%).

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 835.167 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: in Sicilia scende sotto i 40 anni l’età media dei richiedenti

    Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre dell’anno l’età media degli aspiranti mutuatari in Sicilia è scesa a poco più di 38 anni; un cambiamento epocale se si considera che appena 12 mesi fa chi presentava domanda di finanziamento in regione aveva, sempre in media, quasi 42 anni. La prima casa, invece, i siciliani la comprano, in media, a 36 anni; erano 40 nel primo trimestre 2021.

    Il calo dell’età media – si legge nell’analisi realizzata su un campione oltre 9.000 richieste di mutuo raccolte in Sicilia* – è legato all’aumento dei giovani che, grazie alle agevolazioni statali, si sono rivolti ad un istituto di credito; nei primi 3 mesi dell’anno il 48% del totale delle domande di finanziamento presentate nella regione è stata firmata da un under 36, valore in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2021, quando la percentuale era pari al 30%.

    L’andamento provinciale

    Analizzando i valori medi regionali emerge che, nel primo trimestre 2022, gli aspiranti mutuatari siciliani hanno cercato di ottenere, in media, 114.572 euro, valore in linea con quanto richiesto lo scorso anno, mentre il valore degli immobili oggetto di mutuo è calato a 155.128 euro (-8%). Il Loan To Value (rapporto tra valore del mutuo e valore dell’immobile) è salito al 79% (era il 72% dodici mesi fa); i piani di ammortamento si sono allungati, passando da 22 a 24 anni.

    Guardando all’andamento della richiesta a livello provinciale emerge che l’area che ha registrato la crescita più importante è quella di Enna, dove l’importo medio richiesto è salito del 9,4%, arrivando a 103.334 euro, seguita da Trapani (+4,4%, 111.484 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si posizionano Palermo (+2,1%, 123.776 euro), Messina (+1,7%, 109.251 euro), Agrigento (+1,2%, 96.129 euro) e Ragusa dove la cifra media è in linea con quanto richiesto lo scorso anno (+0,2%, 106.099 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Siracusa, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2022, pari a 108.422 euro, è diminuito dell’1%, quella di Catania (-5%, 117.018 euro) e quella di Caltanisetta, che ha registrato un -10,4% rispetto al 2021 (88.243 euro).

    Mutui prima casa in aumento

    Torna a crescere in Sicilia anche la richiesta di mutui per l’acquisto della prima casa: nel primo trimestre dell’anno il 71% delle domande di finanziamento raccolte online era per questa finalità, in aumento di ben 14 punti percentuali rispetto al 2021. In media, chi si è rivolto ad un istituto di credito per comprare l’abitazione principale aveva, all’atto della firma, poco più di 36 anni, e ha chiesto 117.620 euro da restituire in 25 anni.

    Tassi in risalita, i fissi verso il 2%

    Analizzando l’offerta bancaria emerge che questa prima parte dell’anno, anche a causa del complesso scenario internazionale, è stata caratterizzata da un aumento generalizzato dei tassi di interesse e, in particolare, di quello fisso.

    Secondo le simulazioni di Facile.it*, per un mutuo da 126.000 e LTV al 70% da restituire in 25 anni, i TAEG fissi disponibili oggi online partono dal’1,71%, con una rata mensile di 507 euro, vale a dire 41 euro in più al mese rispetto allo scorso anno (quando il Taeg partiva da 1,04% e la rata da 466 euro). Con queste condizioni, chi chiede oggi un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 12.300 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

    Più stabile la situazione sul fronte dei tassi variabili, con indici che partono, per la simulazione indicata, dallo 0,82% e una rata di 461 euro. Con l’aumento degli indici fissi, il tasso variabile torna ad essere una ulteriore e valida alternativa per chi vuole sottoscrivere un mutuo.

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 9.500 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it in Sicilia nei periodi gennaio-marzo 2021 e gennaio-marzo 2022.

    Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 5 aprile 2022 e 9 aprile 2021.

  • Rc auto: in Sicilia aumenti in arrivo per 53.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 53.000 automobilisti siciliani; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 62mila preventivi raccolti in Sicilia a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 18% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 429,30 euro, vale a dire il 13,59% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,24% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Agrigento è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,57%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono le province di Caltanissetta (2,46%), Catania (2,39%), Trapani (2,34%), Messina (2,31%) e Palermo (2,27%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Siracusa (1,92%) e Ragusa (1,83%). Chiude la classifica Enna, area siciliana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,30%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,34% del campione femminile ed il 2,19% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come il personale medico sia risultata essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,65%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i pensionati (3,07%).

    Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,00%), seguiti dai commercianti (1,48%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 850.964 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Auto: in Sicilia solo lo 0,49% è elettrico o ibrido

    A inizio anno, secondo l’analisi di Facile.it e MiaCar.it su dati ACI, le automobili elettriche e ibride presenti in Sicilia erano 16.518, vale a dire appena lo 0,49% del parco auto della regione, percentuale che fa guadagnare a quest’area il terzultimo posto nella classifica nazionale. Nello specifico, erano immatricolate 15.461 autovetture ibride e 1.057 elettriche.

    Seppur ancora contenuto, il numero delle vetture green in Sicilia è quasi triplicato (+188,5%) negli ultimi due anni (erano 5.726 a fine 2018).

    Guardando la suddivisione a livello territoriale emerge che la provincia siciliana con la maggior penetrazione di vetture green è Ragusa, dove le auto elettriche/ibride rappresentano lo 0,75% del parco auto circolante, seguita da Siracusa (0,65%) e Palermo (0,61%).

    Valori sotto la media regionale per le province di Catania (0,44%) e, parimerito, Messina (0,42%) e Trapani (0,42%). Chiudono la graduatoria le province di Agrigento (0,29%) e Caltanissetta (0,29%) e, all’ultimo posto, quella di Enna, dove solo lo 0,24% delle vetture è elettrico o ibrido; la percentuale fa guadagnare alla provincia anche l’ultimo posto nella classifica nazionale.

    In valori assoluti, la graduatoria siciliana vede al primo posto questa volta la provincia di Palermo con 4.724 vetture elettriche/ibride, seguita da quella di Catania (3.680), Messina (1.800) e Siracusa (1.762).

    Continuando a scorrere la classifica si trova la provincia di Ragusa, dove le auto green sono 1.705, seguita da quella di Trapani (1.238) e di Agrigento (869). Ultime in classifica sono Caltanissetta (484) e Enna (256).

    Numeri piccoli ma destinati a crescere se si considera che, a livello nazionale, il 38% delle auto immatricolate nei primi 10 mesi del 2021 è elettrico o ibrido*; la percentuale se applicata alle immatricolazioni totali rilevate in Sicilia nel medesimo periodo, porterebbe il numero di veicoli green presenti sulle strade della regione ad oltre 35.000.

    La crescente attenzione degli italiani verso i veicoli green è confermata anche dall’indagine commissionata da Facile.it e MiaCar.it agli istituti mUp Research e Norstat, da cui è emerso che quasi 7 automobilisti su 10 comprerebbero un’auto elettrica o ibrida (67,7%); più nello specifico, il 45,1% opterebbe per un’ibrida, mentre il 22,6% per una elettrica.

    Auto elettriche: ragioni pro e contro

    Continuando ad analizzare i risultati dell’indagine e scorrendo le motivazioni dei rispondenti che hanno dichiarato di essere disposti a comprare un veicolo elettrico o ibrido emerge che il 74,8% lo farebbe per contribuire in prima persona alla riduzione dell’inquinamento.

    Molti, il 45,1%, sceglierebbero un’auto green per risparmiare sul carburante, mentre il 19,8% per avere meno limitazioni alla circolazione potendo, ad esempio, accedere alle aree Ztl così come consentito in alcune città d’Italia.

    Tra le ragioni più diffuse per l’acquisto di un veicolo a basso impatto ambientale, indicata da quasi 1 automobilista su 3, vi è, infine, la paura che presto le auto diesel e benzina non potranno più circolare.

    Guardando invece alle risposte di chi si è dichiarato contrario o indeciso, il 68% vede un grosso ostacolo nel prezzo di acquisto, il 43% nello scarso numero di punti di ricarica presenti sul territorio, mentre il 40% nella bassa autonomia di percorrenza di questi mezzi.

    Gli incentivi e il budget di spesa

    Gli incentivi hanno avuto un ruolo fondamentale nel sostenere la vendita di veicoli elettrici e ibridi. Va detto, però, che gli italiani sembrano essere, almeno sulla carta, favorevoli all’acquisto di auto green indipendentemente dalla presenza dei contributi statali.

    Alla domanda “se non ci fossero i bonus governativi, lei acquisterebbe comunque un’auto elettrica o ibrida?” il 69,8% degli intervistati ha risposto affermativamente.

    Un dato positivo che però rischia di scontrarsi con la realtà e, ancora una volta, con il costo di questi veicoli se si considera che dall’indagine è emerso che, per l’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, gli italiani sono disposti a spendere, in media, 17.969 euro e addirittura quasi 1 su 2 non metterebbe a budget più di 15mila euro.

    Senza l’aiuto degli incentivi, risulta difficile trovare veicoli ibridi in questa fascia di prezzo, missione che diventa praticamente impossibile per quelli elettrici al 100%.

     

     

    * Fonte: Elaborazione ANFIA su dati Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 27 ed il 29 ottobre 2021 attraverso la somministrazione di n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale

  • Acqua di Noto e “Sense of beauty”

    Acqua di Noto e “Sense of beauty”
    La bellezza che genera bellezza

    Chiusura 2021 col botto per Altera Domus. Dopo Le esposizioni alla “Casa di Rigoletto” di Mantova e al Photofestival di Milano la mostra “Sense of beauty” di Agnès Spaak approda alla Galleria Palazzo Nicolaci, quale contorno di prestigio alla presentazione del brand ACQUA DI NOTO.

    La bellezza femminile nell’incanto della giovinezza, la freschezza di un volto, la purezza di uno sguardo sono da sempre le componenti della poesia per immagini proposta dall’artista francese, il “Sense of beauty” che ne caratterizza la ricerca artistica, una galleria di scatti senza tempo, intesi a definire un concetto di bellezza universale, inconfutabile, assoluto, lo stesso che appartiene a questa terra baciata dagli dei e in particolare alla città di Noto, impareggiabile per fascino, storia, tradizioni culturali…
    Un incontro dirompente sul piano estetico, una sinestesia avvolgente in grado di moltiplicare come un’eco senza fine sensazioni preziose…

    Ma Paola Ruffino, instancabile creatrice dell’Associazione Culturale Altera Domus, nonché dea ex machina della Galleria Palazzo Nicolaci è andata oltre, catalizzando queste rare sensazioni per dar vita ad ACQUA DI NOTO un progetto, un brand, una sintonia di visioni, uno stato d’animo.
    ACQUA DI NOTO è molto più di una linea di profumi o un’acqua minerale… è un progetto artistico-culturale interamente ispirato a/da questa città, rivolto a chi ricerca uno stile di vita esclusivo, inconfondibilmente legato alla Sicilia.

    L’undici dicembre si terrà una conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica “Sense of beauty” e saranno delineate le sinergie che ruotano intorno al brand ACQUA DI NOTO, con la partecipazione dell’artista Benedetto Poma, autore delle immagini che descrivono i luoghi cui sono dedicate le essenze; Giuseppe Patanè, fashion designer, creatore di una capsule collection ispirata al marchio; Patrizia Corvaglia, jewels creator, autrice dei gioielli-pezzi unici realizzati a cera persa per il brand; Rita Pederzoli Ricci, interior designer; Paola Ruffino, presidentessa di Altera Domus; Ludovica Infantino, co-producer del brand ACQUA DI NOTO; Agnès Spaak, fotografa di fama internazionale; Carlo Micheli, critico d’arte.
    L’incontro, che si terrà nella Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio a Noto, servirà a definire progetti e nuove opportunità, indissolubilmente legati all’arte, alla creatività, alla bellezza. Nel pomeriggio l’inaugurazione dell’atelier ACQUA DI NOTO con la presentazione delle cinque essenze ispirate alla città e, a seguire, il vernissage della mostra “Sense of beauty” di Agnès Spaak. Non mancate.

    Carlo Micheli

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    MOSTRA FOTOGRAFICA:

    Titolo: “Sense of beauty”
    Artista: Agnès Spaak
    Curatela: Carlo Micheli
    Periodo: 11 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022
    Inaugurazione: 11 dicembre ore 19.00
    Sede: Galleria Palazzo Nicolaci
    Indirizzo: Via Corrado Nicolaci 18 – 96017 Noto (SR)
    Organizzazione: Altera Domus di Paoletta Ruffino
    Patrocinio: Comune di Noto
    Orari: da venerdì a domenica dalle 16:00 alle 19:00
    Info: 3280998493 – [email protected] – www.alteradomus.it
    Comunicazione: MetAlternativa

    PRESENTAZIONE BRAND:

    Denominazione: Acqua di Noto
    Presentazione: 11 dicembre ore 17.00
    Sede: Atelier Acqua di Noto
    Indirizzo: Via Corrado Nicolaci 13 – 96017 Noto (SR)

    CONFERENZA STAMPA:

    Data: 11 dicembre ore 12.00
    Sede: Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio
    Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele – 96017 Noto (SR)
    Interverranno: Paola Ruffino, Ludovica Infantino, Rita Pederzoli Ricci, Benedetto Poma, Giuseppe Patanè, Patrizia Corvaglia, Agnès Spaak e Carlo Micheli

    Evento Facebook

  • Lavoro: fa tappa a Palermo l’Open Day di Facile.it Partner

    Facile.it sceglie la città di Palermo per la nuova tappa del tour di Open Day realizzato per incontrare professionisti del settore assicurativo da inserire nella rete Facile.it Partner, la rete di intermediari indipendente più grande d’Italia che fa capo alla web company.

    L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire ai professionisti del settore assicurativo in Sicilia la possibilità di conoscere le novità e le opportunità dedicate agli intermediari che vogliono entrare a far parte di Facile.it Partner. Un’occasione di grande valore per tutti; sia per gli intermediari con esperienza e che operano già da anni, sia per i giovani che hanno da poco iniziato la loro carriera nel mondo assicurativo e vogliono farlo con una marcia in più.

    «Siamo alla ricerca di intermediari assicurativi in Sicilia che vogliano entrare a far parte della rete Facile.it Partner», spiega Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner. «I collaboratori potranno avere accesso ad una piattaforma tecnologica all’avanguardia, contare su una squadra di 150 consulenti dedicati e sui prodotti assicurativi offerti da diverse compagnie assicurative partner».

    L’incontro si svolgerà il 22 ottobre dalle 10 alle 13 a Palermo, nella splendida cornice della Galleria d’Arte Moderna (Via Sant’Anna, 21, 90133 Palermo). L’evento, che si svolgerà dal vivo e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, è gratuito ma con registrazione obbligatoria al sito https://eventifacilepartner.it/opendaypalermo.

    Facile.it Partner

    Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it; nata nel 2012 è cresciuta arrivando a diventare la rete indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi più di 3.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale vantando una raccolta complessiva di premi che, nel 2020, ha superato i 90 milioni di euro su un portafoglio di oltre 250.000 polizze attive.

  • Bollette: in Sicilia si è speso il 2,4% in meno rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Sicilia, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 530 euro, vale a dire il 7,9% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i siciliani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 680 euro. Il dato fa guadagnare alla regione il quarto posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per il gas.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie siciliane hanno messo a budget 1.210 euro a famiglia, vale a dire il 2,4% in meno rispetto alla media nazionale. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Sicilia: 2.963 kWh e 808 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Rc Auto: in Sicilia premi in ribasso del 13,7%

    È un’immagine positiva quella emersa, per la Sicilia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 444,51 euro, vale a dire il 13,7% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,1%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 840.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

    «Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Sicilia, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

    La provincia siciliana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Messina dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 485,45 euro, in calo del 18,46% negli ultimi dodici mesi; nonostante l’elevate diminuzione, però, gli automobilisti messinesi devono fare i conti on le tariffe Rc Auto più alte della regione.

    Seguono nella graduatoria siciliana la provincia di Catania, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 16,11% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 451,25 euro, e quella di Caltanissetta, dove il calo annuale è stato del 14,87%, con un premio medio fermo a 430,94 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per Ragusa, (421,10 euro, -13,70%), Trapani (407,08 euro, -12,95%) e Siracusa (381,91 euro, -12,69%).

    Chiudono la classifica le province di Enna, dove lo scorso mese il prezzo è sceso dell’11,41% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 326,91 euro, il più basso registrato nella regione, Palermo (479,71 euro, -10,71%) e Agrigento (394,06 euro, -10,55%).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 840.000 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Oltre 30.000 siciliani fuorisede tornati a casa grazie allo smart working

    Smart e remote working sono stati per molti un’occasione per riorganizzare la propria vita, anche da un punto di vista abitativo, e tra le categorie che più hanno beneficiato di questa opportunità c’è quella dei lavoratori fuori sede; secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, nell’ultimo anno sono oltre 30.000 i lavoratori siciliani fuorisede che, grazie alla possibilità di sfruttare i vantaggi dello smart working, hanno scelto di tornare a casa senza per questo dover rinunciare al proprio impiego.

    Tenore di vita più alto

    Uno degli elementi che ha spinto i fuorisede a cambiare città è quello economico. Se è vero che la retribuzione media degli “smart workers di ritorno” è pari a 1.840 euro, per uno su tre lo stipendio mensile è inferiore ai 1.500 euro. Cambiare città mantenendo lo stesso lavoro ha permesso quindi a molti di migliorare il proprio tenore di vita; il 28,1% di chi, a livello nazionale, ha scelto di cambiare città per svolgere lo smart working ha dichiarato che la ragione principale per cui ha deciso di rimanere a lavorare da remoto è perché, pur percependo lo stesso stipendio, può permettersi cose che prima da lavoratore fuori sede non poteva.

    Analizzando le intenzioni per il futuro, sei smart workers di ritorno su dieci hanno dichiarato di non avere intenzione di tornare a fare i fuorisede con casa in affitto e di voler continuare a lavorare da remoto, dalla propria città di origine o da quella in cui si sono trasferiti dopo il lockdown.

    In alcune aree della Sicilia crescono le attivazioni di linee internet per lo smart working

    Uno dei primi indicatori del rientro in pianta stabile – o semi stabile – in regione è la richiesta di linee ADSL e connessioni ad alta velocità (indispensabili per lo smart working). Anche in questo caso alcune aree della Sicilia hanno fatto registrare notevoli incrementi che, fra marzo 2020 e gennaio 2021, si sono attestati al +11% per Palermo, al +10% per Messina e al +8% per Ragusa.

    Sicilia seconda in Italia per il saldo fra ingressi ed uscite

    Guardando al fenomeno degli “smart workers di ritorno” emerge chiaramente come questo abbia assunto connotati diversi a seconda dell’area geografica. Alcune regioni, soprattutto nel Meridione, hanno visto rientrare lavoratori in misura maggiore rispetto a quelli che sono usciti: la Sicilia è al secondo posto in questa classifica (+27%), dietro alla Sardegna (+40%) e davanti alla Calabria (+21%).

    Di contro, le regioni con città più popolose da un punto di vista demografico e lavorativo, hanno avuto un bilancio negativo, vale a dire che il numero di smart workers che hanno lasciato la regione è superiore a quello di coloro che vi hanno fatto ritorno: ad esempio Lombardia (-2%), Piemonte (-10%) e Lazio (-20%).

     

     

    *Nota metodologica: indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat dal 15 al 19 luglio attraverso n.6.537 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale, di cui, grazie a sovra-campionamento n. 408 lavoratori fuorisede in affitto in epoca pre-Covid 19 e n. 242 individui che si siano successivamente trasferiti grazie allo smart working.

    L’osservatorio Facile.it – Mutui è stato realizzato su un campione di oltre 100.000 richieste di mutuo raccolte nel primo semestre 2020 e 2021.

    L’analisi sui contratti di fornitura Internet casa è stata realizzata su un campione di circa 100.000 contratti raccolti da Facile.it tra aprile 2019 e gennaio 2021.

     

     

  • Mutui: in Sicilia aumenta l’importo medio richiesto (+3,3%)

    Nonostante il lieve aumento dei tassi fissi e una situazione economica ancora incerta, i siciliani sembrano non voler rinunciare al sogno di comprare casa; è questo uno dei dati emersi dall’osservatorio realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione* di oltre 6.900 domande di mutuo raccolte in Sicilia tra gennaio e marzo 2021, ha evidenziato come l’importo medio richiesto agli istituti di credito sia cresciuto del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, arrivando a 114.690 euro. Importanti differenze, però, si registrano a livello provinciale.

    «Nel corso del primo trimestre le banche non solo hanno continuato ad offrire condizioni favorevoli, ma hanno anche mantenuto una certa elasticità nei criteri di valutazione del merito creditizio dei richiedenti; tutto questo ha contribuito a sostenere la domanda in un periodo comunque ancora molto influenzato dagli effetti della pandemia», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it.

    Guardando al profilo del richiedente tipo emerge che, fra i residenti della Sicilia, chi ha presentato domanda di mutuo nel primo trimestre 2021 aveva in media 41 anni e mezzo, più di un anno in meno rispetto al valore rilevato nel primo trimestre 2020. In aumento, invece, la durata del piano di ammortamento medio che, probabilmente per via dell’incremento degli importi richiesti, passa da più di 20 anni e mezzo a 22 anni.

    Le variazioni provinciali

    Se a livello regionale il finanziamento medio richiesto agli istituti di credito nel primo trimestre 2021 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+3,3%), guardando alle singole province emerge un andamento differenziato.

    Quella che ha registrato la crescita più importante è Messina, dove l’importo medio richiesto è salito dell’8,5%, arrivando a 107.757 euro. Seguono nella graduatoria la provincia di Catania, che ha registrato un aumento del 6,9% rispetto al primo trimestre 2020 (119.302 euro), e quella di Palermo (+3,0%, 121.069 euro).

    Continuando a scorrere la classifica siciliana, si posizionano le province di Agrigento (+0,6%, 95.190 euro) e Caltanissetta (+0,2%, 98.381 euro).

    Valori in calo, invece, per la provincia di Enna, dove l’importo medio richiesto nel primo trimestre 2021, pari a 94.236 euro, è diminuito dello 0,9%, quella di Trapani (-3,8%, 105.739 euro) e quella di Siracusa, che ha registrato un –4,1% rispetto al 2020 (109.702 euro).

    Aumenta il tasso fisso, ma 9 siciliani su 10 lo scelgono

    Cosa è successo sul fronte dei tassi nei primi tre mesi dell’anno? Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nonostante le condizioni applicate dalle banche siano rimaste estremamente favorevoli, qualcosa sul fronte degli indici si è mosso e questo ha prodotto, in particolare, un lieve aumento dei tassi fissi.

    Il rincaro, spiegano gli esperti di Facile.it, è dovuto alle aspettative di inflazione: le previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, la possibile ripartenza dell’economia europea e dei prezzi al consumo, hanno determinato un aumento dell’IRS (l’indice che guida il tasso dei mutui fissi), con conseguente rincaro dei tassi offerti alla clientela. Secondo le simulazioni di Facile.it, per un finanziamento da 126.000 euro da restituire in 25 anni, ad aprile 2021 il Taeg medio rilevato online è salito all’1,37%, vale a dire il 10,5% in più rispetto a febbraio 2021.

    Ancora molto basso, invece, il tasso variabile: ad aprile 2021, secondo la simulazione di Facile.it, il Taeg medio era pari all’1,03%. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili e, secondo la simulazione di Facile.it, oggi la differenza media è di circa 18 euro sulla singola rata iniziale.

    Nonostante questo, però, i siciliani sembrano ancora affezionati al tasso fisso tanto che, nel primo trimestre del 2021, più di nove aspiranti mutuatari su dieci hanno scelto questa opzione.

    Ultime occasioni per la surroga?

    L’aumento dei tassi di interesse ha avuto però un primo effetto: il calo delle richieste di surroga. Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nel primo trimestre 2021 il peso percentuale di questo tipo di finanziamento in Sicilia è diminuito, passando dal 33% dello scorso anno al 19%.

    Per una lettura corretta del fenomeno, però, va considerato che a marzo 2020 il settore immobiliare e quello dei mutui hanno vissuto un vero e proprio stop, soprattutto per quanto riguarda la richiesta di nuovi finanziamenti; inoltre, un calo del peso delle surroghe è fisiologico se si considera che i tassi di interesse sono bassi da tempo e che, negli scorsi anni, tantissimi italiani hanno già approfittato una, se non più volte, di questa opportunità.

    Addio alla surroga dunque? Niente affatto, almeno per ora; nonostante gli aumenti, i tassi odierni sono ancora nettamente inferiori rispetto agli indici rilevati pre-pandemia. Un esempio: surrogando oggi un finanziamento a tasso fisso da 126.000 euro in 25 anni sottoscritto con il tasso medio rilevato a gennaio 2020, si potrebbero risparmiare oltre 4.000 euro di interessi calcolati sull’intera durata del mutuo.

    «Per tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima del 2020 e non lo hanno ancora surrogato potrebbero esserci le condizioni per ridurre le rate. Il consiglio è di non temporeggiare ulteriormente perché, come detto, i tassi fissi potrebbero ulteriormente salire in futuro, riducendo così la convenienza di una surroga», conclude Cresto.

     

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 6.900 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it i Sicilia nei periodi gennaio-marzo 2020 e gennaio-marzo 2021.Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni con LTV al 70% nelle date: 9 aprile 2021, 24 febbraio 2021, 9 gennaio 2020.

  • Sicilia: la pandemia abbatte il valore degli immobili oggetto di mutuo (-9,3%)

    Qual è stato l’impatto del Covid-19 sul mercato degli immobili residenziali in Sicilia? Secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it la pandemia sembra aver ridotto il valore medio degli immobili oggetto di mutuo o, quantomeno, la capacità di spesa degli aspiranti mutuatari che hanno cercato di comprare casa nella regione; analizzando un campione* di oltre 14.000 pratiche di richiesta di finanziamento i due comparatori hanno scoperto come nel corso del quarto trimestre 2020 il valore medio degli immobili oggetto di mutuo sia diminuito del 9,3% rispetto all’anno prima, stabilizzandosi a 145.619 euro.

    Dato preoccupante se si considera che il 2020 era iniziato positivamente e il crollo si è registrato nella parte finale dell’anno, con valori passati dal picco del +6,5% annuo rilevato nel secondo trimestre 2020 al –9,3% del quarto trimestre 2020, quello caratterizzato dal secondo lockdown e relative restrizioni. Elemento poco rassicurante, soprattutto alla luce del fatto che il 2021, almeno per buona parte, sarà ancora caratterizzato da una situazione complessa dal punto di vista sanitario ed economico.

    «Il calo del valore degli immobili oggetto di compravendita è legato a diversi fattori, ma due in particolare hanno avuto un ruolo importante», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it «Da un lato, la decisione di molti proprietari  – specialmente nelle grandi città  – di mettere in vendita immobili di piccolo taglio che, prima del Covid, erano destinati all’affitto di studenti, turisti o viaggiatori d’affari;  dall’altro il rallentamento delle transazioni causato in parte dalle limitazioni imposte con il lockdown e in parte dalla situazione di incertezza economica.».

    Per una corretta lettura del fenomeno, però, va considerato che i valori medi sono progressivamente calati anche perché in tanti, dopo l’esperienza del primo lockdown, hanno cercato case più ampie e con spazi all’aperto, in zone periferiche o nelle province, dove il costo al mq degli immobili è mediamente più contenuto.

    Questo spostamento è confermato anche dagli ultimi numeri sul mercato immobiliare diffusi dell’Agenzia delle Entrate dai quali emerge chiaramente come, nel corso del terzo trimestre 2020, alcune delle principali città della Sicilia abbiano visto un aumento significativo del peso percentuale degli immobili acquistati in provincia.

    A Trapani, ad esempio, nel terzo trimestre 2020 l’85% degli acquisti residenziali è stato fatto fuori dal capoluogo (era l’80% nel terzo trimestre 2019), a Siracusa il 66% (era il 60% nel 2019), a Palermo il 47% (era il 42% nel 2019), e a Catania il 68% (era il 64%). Uniche eccezioni sono Enna, area dove il peso percentuale degli acquisti di immobili fuori dal capoluogo è sceso all’87% (era l’88% nel 2019) e Ragusa, dove la percentuale è passata al 74% (era il 75% nel 2019).

    Ma quali sono i valori medi dei mutui richiesti nelle diverse province della Sicilia?

    La buona notizia, come confermato anche dall’osservatorio di Facile.it e Mutui.it, è che la voglia dei siciliani di comprare casa non sembra essere passata. Nonostante la pandemia e le limitazioni imposte con i lockdown, secondo i dati del comparatore nel 2020 la domanda di mutui è rimasta sostenuta e chi ha chiesto un finanziamento ad un istituto di credito ha cercato di ottenere, in media, 112.742 euro, valore addirittura in aumento rispetto al 2019 (+2,2%).

    Guardando ai dati su base provinciale emerge che gli importi medi più alti sono stati chiesti dagli aspiranti mutuatari di Palermo, che in media hanno cercato di ottenere dalla banca 119.490 euro, seguiti dai richiedenti di Catania, che hanno chiesto, sempre in media, 118.169 euro.

    Valori sotto la media regionale per gli aspiranti mutuatari di Trapani (112.622 euro), Siracusa (111.573 euro), Messina (105.024 euro) e Ragusa (103.763 euro).

    Chiudono la graduatoria della Sicilia i richiedenti mutuo della provincia di Caltanissetta, che hanno presentato domanda di finanziamento per importi medi pari a 98.035 euro, Agrigento (93.343 euro) ed Enna (84.945 euro).

    «Il calo del valore medio degli immobili in vendita», spiega ancora Cresto «non deve essere visto necessariamente come una condizione negativa; questo elemento, unito all’andamento dei tassi di interesse dei mutui, che dovrebbero rimanere ai minimi ancora a lungo, potrebbe in realtà rappresentare una opportunità incredibile per i futuri proprietari ed uno stimolo per il mercato in generale».

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione complessivo di oltre 14.000 pratiche di richieste di mutuo raccolte da Facile.it e Mutui.it da utenti siciliani tra gennaio 2019 e dicembre 2020.

  • Rc auto: in Sicilia scattano gli aumenti per 45.000 automobilisti

    Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 45.000 automobilisti siciliani; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.

    Il dato, frutto dell’analisi di oltre 59.800 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 in Sicilia tramite Facile.it, evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-33,3%) rispetto a quello rilevato nel 2019. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.

    Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo in Sicilia occorrevano, in media, 496,82 euro, vale a dire il 7,78% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 707.314 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    Il profilo di chi vedrà peggiorare la classe di merito

    Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti siciliani che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 1,78%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,13%.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,40%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono i disoccupati (2,14%) e i liberi professionisti (2,10%).

    Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,27%); seguono il personale medico (1,30%) e gli appartenenti alle forze armate (1,38%).

    L’andamento provinciale

     

    Se a livello regionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari all’1,90%, analizzando il campione su base provinciale emerge che Agrigento è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,47%) e che, per questo motivo, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.

    Seguono nella graduatoria le province di Trapani (2,06%) e Palermo, dove la percentuale di chi ha dichiarato un incidente con colpa è pari al 2,03%.

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Catania (1,86%), Ragusa (1,85%) e Caltanissetta (1,80%).

    Chiudono la classifica regionale Siracusa (1,65%), Messina (1,54%) ed Enna, area siciliana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,34%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 707.314 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2019 e il 31 dicembre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Prestiti: in Sicilia quasi 1 domanda su 4 è per ottenere liquidità

    Il Covid ha modificato le ragioni per cui i siciliani si rivolgono ad una società di credito. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 9.900 domande di finanziamento raccolte in Sicilia*, la prima motivazione per cui nel terzo trimestre 2020 si è chiesto un prestito è stata l’ottenimento di liquidità; quasi 1 richiesta su 4 (24,4%) è stata presentata per questa finalità, in aumento di 2,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

    «Durante periodi di incertezza come quello attuale», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it «è normale che le famiglie decidano di rimandare progetti importanti, avendo la necessità di maggiore liquidità economica per affrontare imprevisti o difficoltà lavorative».

    Cambiano le priorità dei siciliani

    Secondo l’indagine di Facile.it, la richiesta media rilevata nel terzo trimestre del 2020 è stata pari a 13.271 euro, valore in aumento del 6,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; il piano di restituzione medio è stato di 62 rate (poco più 5 anni).

    Guardando alle domande di prestito personale presentate in Sicilia per le quali è stata specificata la finalità emerge che, nel corso del terzo trimestre dell’anno, è aumentato anche il peso percentuale dei prestiti legati all’acquisto di auto usate, che rappresentano ormai il 18,7% del totale (in aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al 2019).

    Di contro, a riprova di quanto detto da Giacobbe, sono diminuite le quote di prestiti per la ristrutturazione casa, stabilizzatasi al 17,9% del totale, in calo di 4,2 punti percentuali rispetto al 2019 e quelle per l’arredamento, scese di 0,9 punti percentuali.

    Identikit del richiedente

    Guardando al profilo sociodemografico dei richiedenti prestito residenti in Sicilia emergono dati interessanti; il primo elemento significativo riguarda le domande di finanziamento presentate dalle donne; la percentuale risulta di gran lunga inferiore rispetto a quella degli uomini: 23% contro il 77% del campione maschile.

    Analizzando la professione dei richiedenti emerge che, nel 2020, a presentare domanda di prestito è stato, nel 67% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato; in aumento la percentuale di pensionati siciliani che hanno fatto richiesta per un finanziamento, passata dal 10,3% del 2019 al 13,8% del 2020, dato che si lega anche all’età media dei richiedenti, passata da 41 anni e 6 mesi a 42 anni e 10 mesi.

    Probabilmente a causa dell’incertezza lavorativa cala, invece, la quota dei liberi professionisti e lavoratori autonomi che hanno chiesto un prestito personale, passata dal 14,1% del terzo trimestre 2019 all’8,4% dello stesso periodo del 2020.

    L’andamento provinciale

    Se a livello regionale l’importo medio richiesto è pari a 13.271 euro, analizzando le richieste di finanziamento in ottica territoriale emerge che Enna è la provincia siciliana dove sono stati richiesti gli importi medi più alti (14.269 euro, il 7,5% in più rispetto alla media regionale); seguono nella classifica le province di Ragusa (14.059 euro), Catania (13.814 euro), Messina (13.399 euro) e Caltanissetta (13.369 euro.

    Inferiori al valore medio siciliano, invece, gli importi richiesti a Palermo (13.063 euro) e Agrigento (12.907 euro); chiudono la graduatoria la provincia di Siracusa (12.717 euro) e quella di Trapani (11.952 euro).

     

     

    * L’analisi ha preso in esame un campione di oltre 9.900 richieste di prestito personale presentate tramite Facile.it e Prestiti.it in Sicilia tra l’1 luglio 2019 e il 31 settembre 2019 e l’1 luglio 2020 e il 31 settembre 2020.

  • È online la mostra “Arte di percezione” di Marinella Saccuta

    La pittrice Marinella Saccuta è ufficialmente stata selezionata per esporre in mostra online dal titolo “Arte di percezione” all’interno della piattaforma curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state accuratamente selezionate 20 opere, che fanno da filo conduttore portante particolarmente rappresentativo per mettere in risalto al meglio il fervido moto creativo della Saccuta. La Dott.ssa Gollini ha spiegato le componenti peculiari della formula pittorica affermando: “La percezione è senza dubbio molto stimolata e fortemente alimentata nell’osservazione attenta e partecipe delle creazioni di Marinella. E la percezione sensoriale è associabile al concetto di tempo, che è uno dei principali elementi protagonisti della produzione. Il tempo lungo della memoria, il balenare improvviso del pensiero, l’istante precipuo della creazione, racchiudono e conservano custodendo un tripudio di percezioni che si sprigiona e avvolge anche il fruitore. Tempo e percezione vengono associati all’alchimia armoniosa degli stati interiori che la composizione accoglie in sé, diventando così testimonianza viva e vitale di un itinerario sfaccettato, che è al contempo e insieme artistico ed esistenziale e che si sviluppa e si evolve contestualmente di pari passo. La scelta espressiva compiuta da Marinella si incarna nell’opera coordinando colore, materia, figurazione, tracciati segnici, stesure e partiture cromatiche intrecciate in perfetta fusione. Quello di Marinella è un procedere per sequenze predisposte nel dettaglio, che non si sommano e non si accorpano con banale e semplice superficialità, ma si fondono e si legano saldamente fino a formare un’unità inscindibile e inseparabile, un corpo strutturale unico e coeso, un’unica anima. Marinella affronta il processo creativo con grande coerenza, attraversando attimo dopo attimo il tempo di esecuzione dell’opera, che diventa il riflesso intenso immediato e non soltanto un tramite di un tempo intimamente vissuto. Mentre dipinge Marinella dialoga con sé stessa, interroga i ricordi, sente affiorare ed emergere dal profondo ego suggestioni generate e alimentate dall’esperienza e trasfigurate dall’emozione. La pittura per Marinella è sempre un’altra storia rispetto al proprio vissuto, un racconto parafrasato diverso dal consueto e dall’ordinario. È un itinerario ogni volta nuovo, sempre avvincente e stupefacente, dove ogni istante non è mai uguale all’altro, ma riesce a sorprendere sempre e segna un tassello prezioso tra ciò che è andato perduto e ciò che invece è rimasto impresso ed è stato recuperato nella memoria, decretando degli itinerari attraverso e oltre il tempo”. “Quando gli orologi della notte elargiranno un tempo generoso, andrò più lontano dei rematori di Ulisse, nella regione del sogno inaccessibile alla memoria umana” (Jorge Luis Borges).

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-di-percezione-marinella-saccuta/

  • Different territories, same passion: Cusumano brinda al ritorno della Coppa Florio

    9, 10 e 11 ottobre 2020

    Autodromo Pergusa
    Via Nazionale – 94010 Pergusa (EN)

    Dopo 91 anni ritorna in Sicilia la più antica gara di motori, la Coppa Florio, all’interno della 24H Series Europea. Un grande evento all’insegna di tradizione e innovazione: sono i caratteri che accomunano la gara con la filosofia della cantina Cusumano che vuole per questo sostenere lo svolgimento della Coppa Florio in Sicilia.

    «È un onore – afferma Diego Cusumano – far parte di questo straordinario evento, un vero e proprio concentrato di tradizione, stile, eleganza e impegno. Pur operando su territori diversi, siamo certi di condividere con Coppa Florio 2020 la stessa passione».

    Il 9, 10 e 11 ottobre la corsa siciliana si svolgerà all’interno del rinnovato Autodromo che circonda per quasi cinque chilometri il lago di Pergusa e sarà valida per la 24H SERIES Europe e, contemporaneamente, contaminerà l’intero territorio con tante iniziative.

    Una grande occasione di scoperta della Sicilia per il “popolo dei motori” al seguito dell’evento. In particolare, venerdì 9 ottobre la gara sarà preceduta dalla parata delle auto che percorreranno le strade che collegano Pergusa a Enna a intervalli di un minuto. In questa occasione il fotografo Roberto Barbato inaugurerà la mostra che raccoglie la collezione di immagini storiche della Coppa. Sarà questa anche l’occasione per degustare i vini Cusumano, in particolare Angimbé e Benuara.

     

    Angimbé

    • Sicila D.O.C.
    • Uve: Insolia 70%, Chardonnay 30%

    Affabile come l’estate siciliana, grazie all’Insolia, complesso come lo Chardonnay.

     

    Benuara

    • Sicilia D.O.C.
    • Uve: Nero d’Avola 70%, Syrah 30%

    Il Nero d’Avola in una veste complessa, raffinata, sposa il Syrah. Eleganza e bevibilità dai vigneti della Tenuta Presti e Pegni.

     

    Tutti i vini Cusumano si avvalgono della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.

     

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    CUSUMANO. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it