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  • La pittura senza confini di Davide Romanò

    Il poliedrico artista Davide Romanò è senza dubbio una figura di calibro nell’attuale panorama artistico contemporaneo e merita una giusta considerazione di interesse. In lui si riuniscono e si rispecchiano il talento innato e la voglia di sperimentare, come una sfida entusiasmante e avvincente, per andare sempre oltre e al di là del già visto e del già rappresentato. In lui alberga un forte senso di determinazione a procedere in un cammino alternativo, privo e scevro di inutili e sterili conformismi di facciata, scegliendo volutamente e consapevolmente strade alternative e non ancora battute, per ottenere esiti sui generis e inediti. Arte da vivere e da assaporare e respirare fino in fondo, arte da celebrare e portare sempre più in alto nel livello di percezione mentale e spirituale. Arte che trasmette e trasporta con sé i sentimenti più nobili e ammirevoli, che bisogna tutelare e proteggere nel tempo con amorevole cura. Sono questi i valori cardine primari, che spronano Romanò nel suo ruolo di artista moderno.

    La dottoressa Elena Gollini nel far emergere i tratti caratterizzanti della sua pittura ha affermato: “Davide è senza dubbio un esempio a modello di artista dallo spirito indomito, un vero e proprio gladiatore dell’arte, dall’indole sensibile e al contempo intrepida, dal cuore passionale e al contempo fiero e orgoglioso del proprio operato. Per lui fare arte significa proiettarsi verso un impulso che trasforma e stravolge in totus il modo di pensare e agire. Il colore e la materia pittorica diventano dei ponti di trait d’union per diffondere ed espandere con sferzante pulsione una coinvolgente forza vitale, che racchiude tutta l’essenza dell’essere e dell’esistere. Chi come Davide procede cum grano salis compie sempre scelte oculate e ponderate, senza mai osare oltre e troppo, riuscendo comunque a risultare trasversale e affrancato dalle imposizioni accademiche, accostando le sue narrazioni pittoriche a intriganti romanzi di avventura, dove lui da grande ed esperto avventuriero dell’arte ci scorta e ci accompagna tenendoci per mano, per affrontare insieme tutte le sorprendenti e straordinarie emozioni che si prospettano dinanzi e superare insieme la barriera del visibile“.

    L’essenziale è invisibile agli occhi” (Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupery).

  • La nuova piattaforma delle mostre online a cura di Elena Gollini accoglie l’arte di Maurilio Iembo

    È online la mostra dal titolo emblematico “Creature vive” a cura della dottoressa Elena Gollini dedicata all’arte informale e non convenzionale dell’artista designer Maurilio Iembo, con una photogallery di 20 opere appartenenti a due nuovi particolari circuiti pittorici denominati “Geometrie spaziali” e “Segreto nero”. La dottoressa Gollini nel commentare questa nuova ricerca sperimentale intrapresa da Iembo ha spiegato: “L’eclettismo versatile che ispira fortemente la vena creativa di Maurilio è sempre in costante evoluzione e si dimostra particolarmente vitale anche in questi due circuiti di recente realizzazione. In particolare, quelle del gruppo -Segreto nero- sono caratterizzate dalla plastica matericità e dall’uso della pelle e della tela di iuta. La pastosità densa e corposa della terra cruda sfida la trama grossa della iuta e della pelle, per una scelta mirata che infonde sostanza alle emozioni, che formano un substrato inconscio e salgono fino ad affiorare in superficie, cercando una nuova dimensione comunicativa, come una spinta propulsiva che dall’atto creativo traduce in realtà tangibile e visibile l’umano sentire. L’appiglio robusto della iuta e della pelle sono dunque un medium che lo spazio reale sfiora, abita, permettendo all’emozione di uscire dallo spazio della superficie pittorica e di trovare la strada della realtà ideale come in un percorso rivelatore, sorprendente e al contempo misteriosamente affascinante. I graffiti e le figurazioni stilizzate creano una prospettiva scenica di movimento continuo, per attirare l’attenzione e lo sguardo indagatore del fruitore e per dare un senso di percezione ottica e visionaria ancora più estesa e dilatata ad infinitum“. E proseguendo ancora nella riflessione: “Quelle del gruppo -Geometrie spaziali- sono contraddistinte dai colori naturali e variegati delle terre crude con sfumature tonali speciali e l’uso anche della foglia oro 24 carati che ravviva e valorizza la composizione scenica, proiettando la visione su una prospettiva multilivello stratificata, che consente di giocare con la luce, gli effetti luminosi e chiaroscurali e con l’interpolazione e la compenetrazione della materia e degli elementi narrativi accorpati insieme in perfetta commistione. Si creano giochi di grande e potente suggestione inseriti dentro un’atmosfera senza limiti spaziali e atemporale. La luce con la sua radiosa brillantezza ha un ruolo fondamentale nella resa d’insieme e si dimostra una componente fondamentale per svelare e rivelare ciò che ancora appare inespresso nella sfera intima più recondita e nascosta. A parlare è il linguaggio dettato dal moto dell’anima più profondo, che deve essere recepito, letto e interpretato secondo una chiave di accesso intensamente sensibile e un approccio fortemente intimistico, per carpire appieno il messaggio sotteso in codice“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/creature-vive-maurilio-iembo/

  • È online la mostra pittorica di Mariagrazia Zanetti “Riflessioni cromatiche”

    È stata inserita nella nuova piattaforma le mostre online a cura di Elena Gollini la mostra della pittrice Mariagrazia Zanetti simbolicamente denominata “Riflessioni cromatiche”. L’esposizione include 20 creazioni tra le più rappresentative del vivace percorso creativo della Zanetti con le relative didascalie e la sua biografia in stile curriculum artistico. Nel commentare gli aspetti connotativi caratterizzanti la sua appassionata ricerca la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Mariagrazia concepisce il fare arte come un potente strumento di comunicazione libera e disinibita, un mezzo di condivisione attiva e compartecipe che riesce a penetrare qualunque barriera. La sua pittura proviene e scaturisce direttamente dal moto dell’anima e non ha bisogno di seguire cliché e stereotipi standardizzati, ma si lascia invece guidare dall’empatia del sentimento e del trasporto emozionale più puro. Mariagrazia è profondamente appagata nel fare arte e questo suo compiacimento si sprigiona a tutto campo, coinvolgendo il fruitore con una sferzata di carica e di energia positiva. Ogni quadro custodisce una propria essenza speciale, una propria sequenza vitale distintiva che arriva, si accende e acquista vita propria. Il cromatismo luminoso e variopinto amplifica la portata di dinamismo e di movimento plastico e alimenta la pregnanza sostanziale insita. Mariagrazia dipinge con e attraverso i colori della mente, del cuore e dell’anima e si rende portavoce di un fare pittorico che diffonde pensieri e riflessioni in piena, totale, completa e assoluta libertà di percezione e interpretazione. Il suo modus operandi rifugge da schemi rigidi e rigorosi e si lascia pervadere da grande apertura psicologica i condizionata e affrancata, che le consente di raggiungere risultati di immediato impatto e di proporre soluzioni sempre stimolanti, che lo spettatore sensibile e perspicace considera come preziosi momenti di piacevole riflessione interattiva, per tenere e mantenere sempre viva quella magia unica straordinaria che l’arte riesce a trasmettere e a propagare con intensa forza espressiva“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/riflessioni-cromatiche-mariagrazia-zanetti/

  • La pittura di Davide Romanò protagonista in Fiera Arte Genova 2020

    Durante la rinomata fiera Arte Genova il talentuoso artista Davide Romanò ha esposto due pregevoli quadri di grande effetto dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”. La storica manifestazione ligure si è svolta dal 14 al 16 Febbraio 2020.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Il discorso pittorico di Davide si snoda attraverso una ricerca fatta di eclettico informalismo visionario e impreziosita dal valore cardine della luce e degli effetti luminosi. Una luce, che penetra nella materia e genera riverberi chiaroscurali molto intriganti, delineando scenari narrativi, che si spingono su livelli rievocativi sequenziali, convogliando e guidando lo spettatore verso un approccio approfondito e interattivo. L’esperienza artistica di Davide è segnata e scandita dalla sua grande sensibilità intuitiva, che lo supporta e sostiene nelle sfaccettate e articolate scelte compositive, sempre raffinate e ricercate. La sua ricerca accurata e attenta, ci regala un dialogo virtuale con il tempo dei ricordi e delle emozioni. Ogni rappresentazione si traduce e si esplica con una propria esclusiva individualità, una formula espressiva sostenuta da una propria misura soggettiva distintiva, che risulta subito riconoscibile e molto qualificante. Quello di Davide è un mondo di sensazioni quasi impercettibili e impalpabili, che si concretizzano e diventano visibili e tangibili. Ogni opera diventa una simbolica tessera di un mosaico immaginario che include tutto il suo humus creativo. Un mosaico da condividere, dove viene indagato il rapporto tra uomo e realtà trasfigurata e dove si genera e si alimenta il valore fondamentale dell’arte a livello sociale e comunitario. Impressioni intense, lontane sedimentazioni e frammentazioni del pensiero, il senso dell’essere e dell’esistere nella sua complessità affascinante ed enigmatica, la volontà e l’impegno di lasciare un segno conclamato e avvalorante nel suo percorso di uomo artista del nostro tempo. Tutto questo si può trovare nella pittura di Davide, lasciandosi trasportare in una profusione visionaria sempre sorprendente e coinvolgente“.

  • Ottimi riscontri per Davide Romanò in Fiera Arte Genova

    Il pittore Davide Romanò ha riscosso ottimi riscontri di consenso, a fronte della sua partecipazione alla storica fiera Arte Genova, svoltasi dal 14 al 16 Febbraio nel suggestivo capoluogo ligure. Romanò ha esposto in loco due opere particolarmente intense e di alto spessore sostanziale, dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”.

    Nel commentare i profondi risvolti contenutistici della sua arte la dottoressa Elena Gollini ha dichiarato: “La pittura di Davide è fatta soprattutto di percezioni e sensazioni. È una pittura fortemente intimista. A lui non interessa semplicemente descrivere, perché ha capito che il grande segreto della pittura del nostro secolo è la capacità di andare oltre la realtà. Avverte e metabolizza tutte le emozioni del reale, ne coglie tutte le complesse pulsioni vitali e le trasforma in visioni cromatiche accese e vibranti, con cui riesce a farci comprendere il contenuto insito e a renderci partecipi attivamente, estraendone l’essenza più autentica e pura. L’intreccio variopinto del colore brillante con le forme figurali stilizzate di tendenza astratta, gli permette di afferrare, bloccare e trasfigurare la realtà. Il colore scioglie e mescola insieme le forme e i contorni predefiniti, nega i volumi circoscritti e si affranca dal secolare dovere vincolante della raffigurazione più tradizionalista, si allarga, si espande e acquista vita propria, vive una propria esistenza, diventa entità autonoma e indipendente. Davide filtra la realtà, la immette dentro una sorta di vetro polarizzato per scrutarla curioso e al contempo la scandaglia e la analizza con acuto spirito critico. La materia pittorica, talvolta più lieve e talvolta più densa, bilancia perfettamente gli accordi cromatici d’insieme, che offrono un risultato espressivo molto caratterizzante. Il colore assume effetto plastico e si accentua in un corollario di pigmenti accattivanti, che seguono il paradigma emotivo e il trasporto psicologico di Davide. Si tratta di una comunicazione lirica e contemplativa, interiore e introspettiva che si realizza attraverso il colore nella sua declinazione più evocativa. Ottiene effetti di sorprendente resa, dove gli accordi tonali si compongono e si sovrappongono nella sintesi visiva, che accoglie la luce e ne moltiplica il potere irradiante e l’energia dinamica“.

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  • Davide Romanò: arte al potere

    La forte componente di suggestione evocativa amplifica la portata sostanziale dell’arte di Davide Romanò che si rende convinto sostenitore e promulgatore di un concetto di arte sublime e purificata, da quanto di ambiguo e poco edificante può inquinarne e comprometterne la qualità eccelsa. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Abitare lo spazio e al contempo smaterializzare l’arte, liberarsi dall’ingombro dell’oggetto fine a se stesso e dalla vanità dell’ideologia imposta, lavorare sulla trasparenza, sul neutro proprio per togliere neutralità allo spazio in modo mirato. La pittura di Davide segue questi parametri di orientamento per alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze che rallentano il flusso energetico. Davide pensa all’arte senza ignorare il disegno optando per una formula stilistica informale di tendenza astratta, che conserva tracce e segni di forme e figurazioni stilizzate. La luce e lo spazio presentano funzioni specifiche nell’orchestrazione scenica complessiva, sono strettamente progettuali alla realizzazione esecutiva, sono alla base del processo creativo che conduce alla genesi di un’idea e diventa il mezzo veicolante e il tramite di trasmissione di importanti concetti e messaggi codificati, componendo un linguaggio semantico esclusivo e distintivo. La pittura è un variegato campo di indagine, scandaglio e sperimentazione che Davide percorre e attraversa in modo trasversale proponendo soluzioni alternative e sui generis, che si di staccano volutamente dai cliché banali e ripetitivi. I quadri sono concepiti con grande apertura e autonomia di vedute e prospettive e sprigionano un senso di libertà e anticonformismo, di indipendenza creativa a tutto tondo. Per Davide fare arte è un termine che spazia e si dilata dalla parola all’immagine, al pensiero. È l’iconografia e il percorso che traccia sempre nel suo operare, come a voler suggellare un simbolico legame indissolubile. Ogni opera contiene un proprio peculiare universo dialettico e possiede vita propria, si anima e si accende di una potente energia dinamica e di intensa vitalità. Questo accentua la visione bidimensionale e garantisce una resa di impatto sempre ottimale. Per Davide ogni opera è un importante traguardo raggiunto, che lo stimola a procedere e dare sempre al massimo con inesauribile e appassionato slancio. È un vero gladiatore che lotta e si batte con tutto se stesso per perorare la giusta causa della diffusione dell’arte e della cultura artistica “.

  • La forma dell’anima nella pittura di Davide Romanò

    L’artista Davide Romanò si muove nel solco tracciato dall’arte concettuale di matrice esistenziale e animista seguendo un proprio eclettico incipit di rielaborazione e trasformazione, per ottenere delle chiavi di visione indipendente e autonoma. Le opere offrono al fruitore una posizione privilegiata di accesso interpretativo, una posizione “mobile” che può variare e essere modulata su più livelli recettivi e percettivi, stimolando una formula di approccio interattivo che si rinnova e si rigenera di continuo. Nel commentarne le qualità intrinseche la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “L’arte di Davide nel suo ampio corollario di significati e messaggi sottesi ha come scopo la distinzione tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. L’effetto scenico dell’impianto compositivo è sempre armonioso ed equilibrato e al contempo volutamente straniante, proprio perché si inserisce in un contesto ideale, in una cornice capace di ospitare e accogliere un’alchimia in commistione di elementi e componenti eterogenei, di rimandi, di riferimenti, di allusioni, che si uniscono e si intrecciano in perfetta coesione, generando grande forza ed energia comunicativa e innescando una vivace proiezione dialettica che produce un’esperienza sensoriale piena e appagante per lo spettatore e lo coinvolge nel profondo. Ecco dunque come Davide viaggia su piani moderni e sperimentali senza però mai trascendere in astrusi e incomprensibili ricerche fini a se stesse. Il suo intento è in primis quello di mettere la sua arte a disposizione e di condividerne gli aspetti espressivi e le connotazioni distintive, come a comporre una strada virtuale di incontro e di scambio con il fruitore. Davide si incarna perfettamente nel ruolo di artista-mentore che con viscerale vocazione creativa ha intrapreso un percorso di evoluzione, da portare avanti con consapevolezza del proprio ruolo e con coerenza di pensiero e intraprendenza delle proprie azioni. Artista si nasce e il talento va custodito e coltivato con grande dedizione e impegno, senza riserve e senza remore. Per Davide questo è il motto trainante. Per lui fare arte è un dono incommensurabile che racchiude un potenziale di risorse inestimabili da gestire e tutelare al meglio“.

  • 71esima giornata internazionale dei Diritti Umani a Villa Francesconi Lanza

    Si è tenuto a Villa Francesconi Lanza, ospite nella sede di Scientology, la ricorrenza della 71esima giornata internazionale dei Diritti Umani.

    Ospiti di eccezione, reduci dalle sede delle Nazioni Unite di Ginevra, la Presidente dell’associazione Diritti Umani e Tolleranza, Fiorella Cerchiara ed il sindaco di Grantorto, Dott. Luciano Gavin. Hanno partecipato il responsabile di Padova, Massimo Galtarossa dell’associazione “Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani” ed hanno concluso l’evento con un concerto dei prestigiosi artisti lirici, l’italo uruguaiana Cristina Santi, la Sud Americana Luisa Kurtz, al pianoforte il maestro Carlos Morejano.

    La serata ha visto un’introduzione sulla giornata ed un messaggio sulle intenzioni delle Nazioni Unite, dando enfasi al valore del far conoscere i Diritti Umani ai giovani, futuri artefici della vita. A seguire gli interventi degli ospiti, un magistrale concerto lirico che ha dato risalto al valore ed al contenuto dei 30 Diritti Umani, elementi fondanti di una speranza di ripresa del livello etico e morale della nostra società.

     

  • Matteo Fieno e la sua arte a favore della donna e della sua tutela

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente tenuto la sua prima mostra personale dal titolo “Declinazioni al femminile” presso la Milano Art Gallery, nota galleria situata nel cuore di Milano. In questa intervista ci parla del suo messaggio sociale a favore della donna, della sua tutela e a sostegno della non violenza.

    D: Durante l’inaugurazione della tua recente mostra personale “Declinazioni al femminile” è stato rimarcato anche il messaggio sociale importante a favore della donna e della sua tutela in generale; come valuti questo accostamento con la tua arte? Come pensi si possa inculcare concretamente il rispetto per le donne e la non violenza?
    R: Ci tengo a dire che il mio lavoro è un messaggio inequivocabilmente diretto a tutti quegli individui che credono di poter fare i prepotenti o ancora peggio i violenti con le donne. Infatti le donne a cui mi ispiro nel mio processo creativo sono idealizzate con una grande fierezza, coraggio e indipendenza; ciò le rende difficili prede per i misogini che maltrattano le donne.

    D: Cosa rappresentano in chiave metaforica e simbolica le donne protagoniste dei tuoi quadri?
    R: Io propongo la donna come metafora di modernità, progresso e cambiamento sottolineando le difficoltà che le mie donne hanno nel sostenere le proprie scelte di vita, nel difendere la loro personalità e i loro talenti ma anche nel correggere i propri errori, nel raggiungere gli obbiettivi prefissati lottando contro tutto e tutti. In tutto questo non si fanno mancare neanche il fatto di essere belle anche con qualche chilo di troppo o il naso un po’ lungo e magari nella giornata no. Le mie donne infatti hanno un occhio concretamente rivolto verso il futuro, in virtù di una saggezza ispirata ai vecchi saggi della cultura ellenica ma anche in linea con la cultura più attuale di stampo new age.

    D: Quale potrebbe essere il tuo messaggio trainante a sostegno della non violenza sulle donne, riassunto in una citazione famosa emblematica che rispecchia il tuo modus pensandi e mudus pingendi?
    R: Il mio è un invito a offrire la giusta complicità alle vostre madri, mogli, figlie e donne della vostra vita, partendo da un gesto spontaneo, un po’ di gentilezza, quello scrupolo in più per accontentare i loro desideri. La frase celebre che vorrei citare è: “Credo fermamente che tutto comincia da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto” (Audrey Hepburn).

    VISUALIZZA IL VIDEO DEL VERNISSAGE DELLA MOSTRA:
    https://drive.google.com/open?id=1fUkCg-lEstQ6vMjfPHqwU-ravHMb3XkS

  • Intervista a Mauro Maisel: Abramović, Picasso e delirio creativo

    L’artista Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta al fine di comprendere al meglio la sua arte, la sua visione, la sua ispirazione.

    D: La tua arte è assimilabile anche al concetto di Performance Art che vede come testimonial eccellente per antonomasia la grande Marina Abramović. Un tuo commento di riflessione su questa sua famosissima citazione emblematica: “Il pubblico è come un cane. Possono sentire immediatamente di aver paura, di essere insicuri e di non essere nel giusto stato d’animo e se ne vanno”.
    R: Beh, sicuramente ad una performance della Sig.ra Abramović, avrei fatto sicuramente come il cane, ma nello stato di non essere interessato a ciò che sta succedendo ed andandomene.

    D: Un commento di riflessione su questa risposta ad effetto del mitico Pablo Picasso, quando gli è stato chiesto cosa significassero i suoi quadri e lui ha risposto perentorio: “Sai mai cosa stanno cantando gli uccelli? No, ma tu li ascolti lo stesso”.
    R: Il grande Mister Pablo, ha trovato la risposta più brillante! Liberarsi da tante domande banali poste.

    D: Ci sveli qualche aneddoto su quello che è il momento saliente cruciale della tua fase di ispirazione? Cosa ti fa scattare il cosiddetto delirio creativo incalzante?
    R: Il momento saliente è stato sicuramente l’errore in un test creativo che ha fatto nascere il mio stile. Stavo provando materiali nuovi e l’idea era creare un cuore sacro in rilievo che uscisse dalla tela, realizzai il tutto con gesso e colori, andai a casa e l’indomani tornai per visionare il risultato… Ci fu silenzio al primo impatto, poi rabbia e volgarità, il mio cuore sacro era ammosciato come un soufflé e tutto strabordante fuori dal supporto, presi una spatola e cominciai a mischiare l’impasto ormai informe creando un mix di colore voluminoso ed insignificante a prima vista. Non sapevo ancora sarebbe divenuto il mio stile. Una volta asciutto, l’effetto mi entusiasmò ed allora cominciai a perfezionare la tecnica, fin al risultato d’ora, in cui ogni qualvolta io crei qualcosa di nuovo, scopro segreti e tempistiche nell’uso di questi materiali.

  • Mauro Maisel: arte subliminale e vigore espressivo

    Goethe nel Faust dice: “Come tutto s’intesse nel gran tutto ed ogni cosa nell’altra opera e vive”. Questa frase sintetizza il messaggio subliminale che Mauro Maisel ci consegna attraverso le forme e i colori della sua produzione. Artista di moderne vedute, dallo spirito innovativo, dal talento versatile e dalla personalità solare, energica e spirituale che esprime e manifesta nel tripudio brillante e acceso delle colorazioni. L’ordinanza delle sfumature tonali calde, vivaci e permeanti conferisce alle rappresentazioni un potente vigore espressivo dando corpo a anima ai significati sottesi inseriti dentro lo scenario.

    Come ha sottolineato la dottoressa Elena Gollini: “La luce e gli effetti luminosi affiorano e si diffondono con movimento plastico e fluire dinamico, si espandono e si dilatano in una fluida mescolanza fino ad amalgamarsi in perfetta fusione. L’immagine appare eterea, fuoriesce dallo spazio delimitante e rivela quel senso pieno di libertà e quel limite sconfinato e atemporale che supera le superfici imposte. È un’arte che custodisce importanti elementi e componenti simbolisti e diffonde un linguaggio comunicativo di felice connubio tra arti visive e percezioni psichiche con un accento delicato di poesia e fantasia. Le opere sono scrigni di emozioni e di segreti intimi che si aprono nella consapevolezza di volerli condividere con il fruitore. Come davanti ad uno specchio riflesso Mauro guarda e osserva il mondo interiore ed esteriore e lo trasferisce dentro le composizioni con accorata e attenta sensibilità. Attraverso il segno, la forma e il colore esalta la gioia di vivere e la cerca nella dimensione immaginifica e fantastica, nei ricordi del vissuto, nella speranza per l’avvenire, nel donare tutto se stesso con il fare artistico. Lo stile comunicativo ritrae e rivela la sua anima limpida, capace di gestire molto bene gli stati e i moti dell’anima senza nascondersi mai. Le opere descrivono il progetto artistico che è anche esistenziale, fatto di amore e passione e formano un cammino concepito come opportunità di rinnovamento e di rigenerazione. Le proiezioni rievocate vengono improntate non come realtà oggettiva, ma come realtà emotiva. Per Mauro l’arte è un viaggio in cui l’immaginario e la realtà condividono lo stesso spazio, valorizzandosi a vicenda tra spensieratezza e riflessione“.

  • Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

    Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

    Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

     

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  • Matteo Fieno parla della sua prima mostra personale a Milano

    L’artista Matteo Fieno inaugura Venerdì 22 Novembre 2019, alle ore 18, la sua prima mostra personale a Milano, presso la rinomata Milano Art Gallery, situata in via G. Alessi 11, nel cuore del centro storico cittadino. La mostra “Declinazioni al femminile” sarà visitabile ad ingresso libero fino al 6 Dicembre 2019. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Sarai certamente molto emozionato per la tua prima personale; perché hai scelto Milano come città ospitante e cosa ti aspetti da questa importante esposizione?
    R: Effettivamente l’emozione inizia a farsi sentire. Diciamo che ho scelto Milano spinto dal desiderio di esporre i miei lavori in un grande palcoscenico, sperando che possa rappresentare una grossa validazione per il mio lavoro artistico.

    D: Come è avvenuta la selezione delle 42 opere che saranno allestite in mostra? Come è stato scelto il titolo “Declinazioni al femminile”?
    R: Ci tenevo che la mostra fosse improntata esclusivamente sulle mie tele e non sui miei dipinti su carta, in modo da ottenere un maggior impatto. Il titolo “Declinazioni al femminile” mi è sembrata la tematica centrale alla mia ricerca artistica e anche un’efficace definizione che spiega quale sia la mia attitudine creativa.

    D: Raccontaci in cosa consiste il tuo speciale “Diario delle donne” che hai pensato di consegnare durante la mostra al posto del tradizionale catalogo;
    R: Ci tengo a far passare il messaggio che tutti si possono identificare nelle mie donne, perché tutti possiamo condividere gli stessi sentimenti a dispetto di differenze culturali, sociali, linguistiche, di sesso, di razza… Infatti, l’obiettivo principale di un uomo che dipinge le donne è di porre uno scomodo quesito sul fatto che il mondo forse non è diviso in fazioni come ci hanno detto, ma va soltanto visto con occhi diversi.

    D: E se dovessi con un motto simbolico definire questa tua mostra, quale sceglieresti?
    R: Mi verrebbe da citare una celebre frase di Berthe Morisot “È importante esprimere se stessi… siamo dotati di sentimenti e questi sono reali quando sono attinti dalla propria esperienza”.

  • L’artista delle donne Matteo Fieno omaggia Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente voluto omaggiare con una sua opera pittorica Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia, che ricopre questa prestigiosa carica con successo dal 2015 ed è considerata una delle figure femminili di punta del grande colosso mondiale dell’arredamento. Con questo dono simbolico Fieno ha voluto dimostrare la sua stima e la sua ammirazione verso questa donna di valore, che si è fatta strada con determinazione, intraprendenza e meritocrazia e ha raggiunto una posizione di rilievo indiscussa nel panorama internazionale. La consegna del quadro è avvenuta in data 8 Novembre 2019, nel contesto della storica Fondazione Mirafiore di Fontanafredda, che ha inaugurato la decima stagione annuale del suo calendario di eventi con la presenza d’eccezione della Frau, protagonista di una stimolante e coinvolgente conferenza in stile lectio magistralis dal titolo emblematico “Siamo fatti per cambiare”.

    Fieno nel suo rievocare la figura muliebre e nell’infoderle intensa enfasi celebrativa, è come un poeta dell’universo femminile che lo decanta e lo esalta proprio attraverso i suoi versi aulici. Alla stessa stregua Matteo usando la forza e l’energia delle sue raffigurazioni che sprigionano una potente carica di virtuosa e ammaliante seduzione, compone una metafora poetica di profondo significato e traccia un componimento pittorico che trasporta con sé un tripudio di sentimenti e amplifica a tutto tondo la sublimazione assoluta del senso di essere donna ed esistere in quanto tale con piena consapevolezza del proprio ruolo.

  • Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

    L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

  • Rosanna Gaddoni: arte di poetica realtà

    Il linguaggio artistico per Rosanna Gaddoni diventa il riferimento privilegiato e lo strumento preferenziale per entrare in contatto con il mondo circostante e la conduce ad un’approfondita indagine interiore. L’arte è un mezzo di intima conoscenza di sé e di scandaglio analitico di quanto la circonda. Gli effetti di luce e i riflessi luminosi sapientemente dosati e calibrati liberano le immagini producendo forte suggestione visiva, lasciandole emergere come se fossero apparizioni trasfigurate ed eteree inserite dentro atmosfere spaziali sospese senza tempo e fuori dal tempo. Ogni raffigurazione possiede un forte potere evocativo ed è come la metafora di una nascita, di una rivelazione, di un nuovo inizio rigenerante e Rosanna si proietta nel sorprendersi e nel meravigliarsi di quanto ancora è misterioso e rimasto celato e non svelato. Non si limita alla ricerca della verità del dato reale e puramente descrittivo, ma individua un’articolata e sfaccettata piattaforma fantastica e immaginaria per creare, inventare e scoprire innovative e inedite soluzioni compositive. Il suo lavoro pittorico è al tempo stesso sperimentale e concettuale. Si ricava un proprio metodo strumentale nella procedura e si rende autonoma da canoni e regole preimpostate e preconfigurate a monte, definendo una propria esclusiva identità artistica che qualifica i suoi lavori e li rende ben riconoscibili. Rifugge volutamente dalla discrepanza radicale della sempre crescente ricerca di perfezione assoluta che porta all’inevitabile standardizzazione e si orienta verso un percorso evolutivo libero, con una formula espressiva e comunicativa scaturita da un archivio della sua memoria visiva e personale del vissuto esistenziale. In questo mantiene le tracce tangibili del suo mondo circostante, un mondo in costante divenire e in continua mutazione. Le composizioni sceniche figurali si presentano come le pagine illustrate di un diario privato che filtrano e rielaborano queste trasformazioni e vogliono condividerle con lo spettatore.

    Ecco come la critica curatrice Elena Gollini ha posto in evidenza le connotazioni di pregio della sua pittura: “Un afflato emotivo pregnante e un aggraziato e garbato lirismo poetico fanno da cornice alla vivace vena creativa di Rosanna che trova nella pittura un filone preferenziale d’ispirazione inesauribile, nel quale immettere a fare riecheggiare una permeante e avvolgente melodia del cuore, come una sonorità soffusa che si diffonde con soave delicatezza. Si cimenta con dinamica fantasia su varie tematiche espressive riuscendo a ricavarsi un proprio filo conduttore personale qualificante e una cifra stilistica riconducibile ad un orientamento soggettivo, mai pedissequamente copiativo né emulativo. Nei quadri il suo vissuto è ciò che narra, ciò che sente e lo rappresenta come se fosse uno scorcio speciale e inedito della sua vita interiore. I cicli pittorici diventano dei virtuali romanzi esistenziali e compongono figurativamente un’estemporanea raccolta di stati d’animo e di esperienze significative. Guardare le sue opere trasmette le stesse emozioni di ascoltare una musica suadente e accattivante e di ammirare un suggestivo panorama che cattura e conquista lo sguardo. La sua pittura racchiude espressioni nascoste e messaggi appena celati tutti da scoprire che sollecitano la mente e l’approccio sensoriale a tutto tondo“.

  • La potenza espressiva nelle opere di Mauro Maisel

    Mauro desidera dal fruitore la comprensione spontanea di quello che c’è in lui, la condivisione delle emozioni pure e incontaminate, la partecipazione interattiva a valorizzare la bellezza e la grazia dell’arte“. Così scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista d’arte parlando dell’arte di Mauro Maisel e continua: “Il suo ego creativo non è isolato e ripiegato su se stesso, non si limita soltanto ad uno scandaglio di autocoscienza, ma si apre al dialogo e al confronto all’insegna di un concetto di esistere anche fuori di noi per ritrovare e recuperare frammenti e segmenti di un’essenza vitale, che pensavano essere andati perduti“.
    Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Come coniughi nel tuo fare arte i concetti di potenza espressiva e dimensione allusiva?
    R: La potenza espressiva è ciò che curo prevalentemente, l’uso dei colori, la brillantezza delle opere finite. Voglio che l’occhio di chi osserva sia catturato dall’irregolarità dell’opera e di conseguenza evocare pensieri e domande nell’osservatore.

    D: Come inserisci all’interno del tuo percorso creativo l’auto riflessione analitica?
    R: È d’obbligo, quando si realizza un’opera, fermarsi a riflettere durante la realizzazione! Per forza, il dubbio di star facendo bene deve sempre esser presente.

    D: Cosa devono possedere le tue opere per avere un’efficace e incisiva funzione comunicativa?
    R: Devono avere un titolo ed un tema che rispecchia l’opera, anche ridicolo e che faccia sorridere! Deve sorprendere anche il titolo e la descrizione oltre all’opera.

  • L’arte di esplorazione del reale di Rosanna Gaddoni

    L’apparato figurativo dell’arte di Rosanna Gaddoni si costituisce e si afferma mediante una sorta di poetica esplorativa del mondo visibile conosciuto e di quello non visibile che abita nella dimensione psichica e immaginaria. I suoi lavori producono una sorta di stratificazione del conscio e dell’inconscio, che si avvicendano nell’ispirare il suo atto creativo. Le immagini restituiscono alla vista il significato allusivo di un percorso empirico che vive, si alimenta e si rigenera nei sedimenti della memoria. Quando dipinge la Gaddoni attinge dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai pensieri, dagli stati emotivi, dalle associazioni delle idee che sgorgano e fluiscono dando ritmo e scandendo le fasi elaborative. La sua versatile vena fantasiosa la avvicina a quanto dichiarato da Borges “il sogno visionario non si forma che nel viaggio”. La sua poetica artistica sviluppa una vocazione figurativa che diventa metamorfosi di un viaggio paradigmatico nel reale e si evolve anche nella sfera dell’immaginario aprendo porte d’accesso inaspettate e sorprendenti che confondono e mescolano il vero e l’invenzione e danno spazio a un mondo percettivo sommerso e ancora inespresso. La componente tonale sempre molto minimale, sobria e pacata e utilizzata con combinazioni mirate di grande effetto e rende molto accattivante l’insieme, favorendo l’approccio visivo e lasciando volutamente affiorare un contorno di significato enigmatico che sfugge alla comprensione sommaria immediata e resta ancorato ad un concetto affascinante di non del tutto svelato e rivelato. La Gaddoni entra e si addentra nel quadro e ne diventa parte integrante attiva, trasportandovi l’essenza della propria anima come se fosse in senso metaforico il prolungamento della sua mano nel gesto creativo. Suggerisce atmosfere oltre lo spazio naturalmente percepito ed esprime una concettualità visionaria modulata e modellata da un potente afflato di pathos e di coinvolgimento. Attraverso l’orchestrazione impeccabile e la sapiente partitura dinamica della composizione garantisce una resa plastica ottimale alle raffigurazioni e innesca un gioco bilanciato e armonioso di gradazioni luminose ed effetti chiaroscurali che dilatano la profondità spaziale e la percezione ottica. La sua pittura cerca l’attenzione partecipe dello spettatore e vuole essere portavoce di un mondo ancora tutto da perlustrare, un mondo che attira e attrae verso il sapere e la conoscenza e sottende a importanti interrogativi di cui cercare le risposte.

  • Mauro Maisel: arte per stupire e per stupirsi

    Analizzando la corposa produzione di Mauro Maisel emerge la sua potente inventiva che fluttua nell’incalzante desiderio di ricerca di orizzonti creativi sempre nuovi e stimolanti, con un procedimento tecnico e una perizia strumentale in continua evoluzione, caratterizzati da un paziente e certosino studio sperimentale che nel tempo scandisce fasi di fervida creatività, congiunta a momenti preparatori di meticolosa e ponderata meditazione sul proprio mondo interiore. Il linguaggio del colore è basilare in ogni lavoro e acquista una profonda valenza simbolica e concettuale. L’uso del colore, pastoso, luminoso, caldo, pervade la trama narrativa di vitalità, accende e alimenta lo scenario compositivo. Le tonalità e le sfumature cromatiche possiedono una suggestione tutta speciale e sono permeate da una visionarietà eterea, senza tempo e fuori dal tempo. La consistente e marcata stesura dell’impasto pigmentoso variopinto e policromatico, che si compone di più strati plasmati e armonizzati insieme, permette di ottenere dei volumi in rilievo che fuoriescono dallo spazio dell’opera, si espandono e si dilatano e producono delle proporzioni plastiche di immediato impatto estetico. Dedizione instancabile e vocazione inesauribile sono i pilastri portanti del suo fare arte che si completa di una fase esecutiva dove l’istinto creativo e l’incipit irrazionale vengono convogliati dentro un’azione ordinata e bilanciata in ogni gesto. Maisel raggiungendo la piena maturità artistica si protende verso il fruitore con la massima libertà espressiva e con impronta decisa, sicura, disinibita e segue le sue percezioni intime e il suo perspicace e acuto colpo d’occhio. Il risultato delle sue opere garantisce un’immediatezza visiva e genera nell’osservatore la voglia di addentrarsi e scoprire quanto è insito, si cela e viene custodito dentro le rappresentazioni.

    Dalla visione delle opere scaturisce un universo complesso di sensazioni simultanee e contestuali che accorpano insieme bellezza, materia e spirito. La critica curatrice Elena Gollini ha espresso delle riflessioni articolate al riguardo spiegando: “Per Mauro la creazione artistica corrisponde alla creazione spirituale e le leggi della creazione artistica equivalgono a quelle della creazione spirituale. Ideando ed elaborando l’opera intraprende in modo contestuale un lavoro di rigenerazione interiore. Nell’intento di perfezionare al meglio la sua creazione vuole raggiungere un ideale di bellezza evocativa di potente suggestione. Ama e celebra il senso del bello e lo trasmette nell’essenza costitutiva delle opere. L’arte con una personale e soggettiva riqualificazione, gli consente di percorrere il suo cammino esistenziale con coerenza e maturità, acquisendo una più profonda comprensione della dimensione interiore che gli offre spunti utili per affrontare la vita quotidiana. Esprimendo il suo archetipo di bellezza evidenzia simbolicamente il bello e il buono che c’è in ogni essere vivente e in ogni creatura, in nome di una proiezione visionaria positiva e di un fare arte sorretto da un’intensa vena di espressività intrinseca e da uno slancio artistico audace e temerario, che lascia emergere non soltanto l’aspetto estetico delle composizioni sceniche, ma anche tutto quel mondo di risorse interne sottese che conferiscono un valore concettuale aggiunto alla portata sostanziale della narrazione e generano messaggi e significati subliminali che vanno oltre il marginale e sommario impatto visivo. Mauro si propone di dare vita ad un’arte atemporale che può fluire e spaziare librandosi con dinamismo e vitalità conquistando da subito lo sguardo incuriosito dello spettatore“.

  • Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

    L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

  • L’artista Matteo Fieno commenta alcune citazioni di Klee, Rembrandt e Matisse

    Abbiamo chiesto il punto di vista dell’artista Matteo Fieno riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Si ricorda che le opere di Fieno saranno in esposizione dal 10 al 14 Ottobre 2019 nel contesto dell’importante Biennale Milano, che si terrà nel cuore di Brera.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”;
    R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”;
    R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni che costituisce un quadro”;
    R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

  • Mauro Maisel e la sua arte cosmopolita ed innovativa

    Il male più grande è non avere più nulla verso cui orientarsi e protendersi con amore, emozione, sentimento, trasporto” afferma la Dott.ssa Elena Gollini e prosegue: “Mauro riesce a tradurre e a trasformare nella narrazione pittorica queste intense urgenze interiori e a rendere tangibili sguardi reali, di memorie oppure di invenzione immaginifica, che appartengono alla parte più enigmatica e indecifrabile del suo fare arte, a quell’allure misteriosa che avvolge permeante e si propaga all’esterno, espandendo e sprigionando un fascino ammaliatore speciale“. Di seguito una nuova intervista dell’eclettico artista Mauro Maisel.

    D: Quali parti della Storia dell’Arte senti più inclini al tuo linguaggio artistico?
    R: Penso di essere uno schizzo di colore arrivato dalla action painting dei grandi maestri dell’epoca, o almeno, lo spero e lo credo sempre!

    D: Come concepisci il concetto di cosmopolita applicato alla tua arte?
    R: Lo sono di sicuro, spazio e viaggio con la mente e con gli occhi (per agguantare idee qua e la e rivisitarle a mio modo).

    D: Come concepisci il concetto di innovativo applicato alla tua arte?
    R: I miei sforzi e le mie idee sono direzionati proprio li, io voglio creare qualcosa che ancora non esiste!

  • L’arte di Matteo Fieno in esposizione alla Biennale Milano

    Grandi progetti in vista per Matteo Fieno, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 esporrà le sue opere d’arte in occasione dell’importante Biennale Milano, che avrà luogo nel cuore di Brera. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano; ci racconti qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?
    R: Sono sei tele del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

    D: Cosa rappresenta per te la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Hai già esposto in altre occasioni a Milano?
    R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

    D: Un resoconto globale sulle varie esperienze espositive di questo 2019; quali altri progetti stai mettendo in cantiere per i prossimi mesi?
    R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra Novembre e Dicembre alla “Milano Art Gallery”.

  • “Opera in villa”: grandissimo successo per il concerto dei giovani talenti dai conservatori del Veneto

    Concerto lirico per la Giornata Mondiale della pace 2019

    Padova: Nella serata di lunedì, la sala teatro di Villa Francesconi Lanza ha ospitato l’evento per la celebrazione della giornata Mondiale della Pace 2019. Iniziativa organizzata dai volontari di Uniti per i diritti umani e dal direttore artistico, la splendida cantante lirica Cristina Santi. Ha accompagnato il concerto il maestro Alessandro Marini.

    In apertura della serata, Ettore Botter di Uniti per i diritti umani, ha introdotto il tema della Giornata Mondiale della Pace 2019, che quest’anno, con il messaggio “Azione per il clima e per la pace”, richiama l’attenzione sull’importanza della lotta ai cambiamenti climatici come modo per proteggere e promuovere la pace in tutto il mondo.

    E proprio per parlare di azioni in merito all’ambiente, Gabriele Benetton di Retake Padova ha fornito non solo una testimonianza dell’impegno dei volontari, che solo da gennaio ad oggi hanno organizzato ben 59 interventi con oltre 2 tonnellate e mezza di rifiuti raccolti in 280 sacchi, ma un importante messaggio di sensibilizzazione. A sostegno di questo importante messaggio e delle attività ambientali anche il consigliere Alain Luciani, sempre sensibile al tema e sostenitore da anni di iniziative rivolte alla cura dell’ambiente e della città.

    Il direttore artistico, la splendida cantante lirica Cristina Santi ha poi introdotto i giovani talenti provenienti dai conservatori di Adria, Rovigo e Verona che durante il concerto hanno dato prova della loro maestria.

    Complimenti a tutti i giovani artisti, sono delle vere e proprie promesse della musica lirica. – ha commentato uno degli ospiti della serata – Complimenti a Cristina Santi ed Alessandro Marini per la scelta e l’esecuzione dei famosissimi brani.”

    Cristina Santi di origine Italo-uruguaiana, ha studiato canto a Vienna. Ha ottenuto una borsa di studio per perfezionarsi in Italia in Canto Lirico, frequentando il Biennio Superiore di II livello, presso il Conservatorio Statale di Musica “Antonio Buzzolla” di Adria, laureandosi “cum lauda” nel 2016.

    Ha vinto numerosi concorsi internazionali. Canta regolarmente in Italia, Germania, Francia, Norvegia e Russia. Ed è docente della cattedra di canto dell’Università di Atyrau in Kazakistan.

    Per il concerto in occasione della Giornata Mondiale della Pace ho invitato studenti, giovani talenti dai conservatori del Veneto. Loro sono tutti stranieri, come me. Arriviamo da terre lontane e culture diverse, ma abbiamo una cosa in comune: amiamo la musica, amiamo cantare. C’è una frase di William Shakespeare che mi piace molto perché rispecchia quello che per me significa la musica come strumento di pace: Nulla è così aspro, insensibile e imbevuto di rabbia cui la musica, almeno nell’ascolto, non riesca a mutare la natura”. Ed ecco i giovanissimi protagonisti della serata:

    Seok Won Kim Tenore Corea del Sud Conservatorio di Rovigo

    Qiang Xu Tenore RPC (China) Conservatorio di Adria

    Sofia Litovka Mezzosoprano RFSS (Russia) Conservatorio di Verona

    Catia Neris Soprano Brasile Conservatorio di Rovigo

    Elene Sanadze Soprano Georgia Conservatorio di Adria

    Accompagnati al pianoforte dal Maestro Alessandro Marini.

    Questa serata ha rappresentato veramente ciò che significa essere Uniti per i diritti umani per raggiungere la Pace, come sosteneva l’Umanitario L. Ron Hubbard, filosofo e fondatore della Chiesa di Scientology, la cui sede padovana ha ospitato l’evento.

  • La bellezza artistica incontaminata di Rosanna Gaddoni

    Ecco come la dottoressa Elena Gollini ha voluto qualificare lo spessore artistico di Rosanna Gaddoni: “Nell’arte pittorica di Rosanna sono contenute tante verità. C’è la verità della rivelazione e quella della scoperta, la verità degli occhi e quella dell’istinto, la verità materiale e quella subliminale. Queste verità convergono tutte assieme. Si evidenzia l’evocazione simbolica del suo stato d’animo che guida la conoscenza. Il concetto di spazio e spazialità viene gestito da un equilibrio comunicativo globale dove lo stile linguistico libero e spontaneo fa capo a una ricerca in continua evoluzione modulare, che lascia sempre affiorare nuove prospettive espressive e si spinge verso qualcosa di ancora inespresso e non manifesto. Nel suo fare arte conferisce forma e immagine alla portata impressiva delle emozioni penetrando nel suo inconscio e portandolo alla luce. La pittura funge da apertura sul mondo, da spartiacque virtuale, è concepita come canale unico ed esclusivo in cui le percezione del reale si trasformano in liberazione assoluta e appagamento sensoriale completo“.

    La capacità creativa di Rosanna segue un filo conduttore che caratterizza e contraddistingue la produzione, rafforza la profondità d’immagine ed evidenzia la forza espressiva. Nella sua pittura la figurazione riprodotta assume l’aspetto di una lente puntata e focalizzata sul reale, sulla dimensione quotidiana della realtà che viene riportata nei quadri con fantasiosa rivisitazione soggettiva e versatile proiezione interpretativa scaturita dall’indole vivace e dinamica e dal suo stato d’animo di eterna sognatrice. Nella mente dell’osservatore si aprono e si articolano varie chiavi possibili di lettura, si generano percezioni parallele messe a confronto, si comprendono i sentimenti portanti e i valori alla base dell’azione creativa, dal senso dell’essere e dell’esistere alla voglia di condividere le proprie scelte artistiche appassionate. La sua pittura è supportata da un’inesauribile immaginazione e da una spiccata sensibilità intuitiva nel cogliere sempre nuovi spunti innovativi e mai ripetitivi. La vitalità formale nei quadri di Rosanna è quella di un linguaggio con una forza interiore molto incisiva che garantisce una pienezza espressiva d’insieme. Per lei la pittura è fatta di regole ben precise, possiede una propria speciale “grammatica e sintassi”. Dipingere è come parlare in modo ispirato con argomentazioni concrete ed emozioni che crescono e si moltiplicano nell’enfasi creativa. Rosanna non accetta compromessi, nella convinzione che le immagini raffigurate possano avere una piena e completa proiezione comunicativa da condividere con lo spettatore. Per Rosanna fare l’artista significa mettersi in gioco giorno per giorno, tenendo sempre ben ferma e solida la tradizione figurativa, ma apportando anche delle rivisitazioni personalizzate inedite e innovative. Si rende fautrice di una pittura fatta di eleganza ed essenzialità che non scade e non trascende mai oltre, ma resta saldamente ancorata ad un ideale di bellezza artistica incontaminata, sobria, virtuosa, garbata, pulita e lineare.

  • La valenza subliminale dell’arte di Rosanna Gaddoni

    Nella spiccata e arguta intuizione creativa di Rosanna Gaddoni risiede la fluidità comunicativa di un’emotività pittorica speciale e mai scontata. Riscopre nelle composizioni il suo modo esclusivo di rievocare tramite la pittura i propri stati d’animo e la sua visione esistenziale, lasciando anche affiorare evoluzioni e scansioni mentali di carattere metafisico e commistioni armoniose di linguaggi emotivi da decifrare e decodificare. Rosanna dimostra di rimanere sempre fedele a se stessa e a uno stile incisivo ed efficace, capace di sollevare anche silenziose e sottese riflessioni. Nel suo fare arte non esistono ne indecisioni ne ambiguità espressive, ma tutto diventa emozione pura e incontaminata, legata all’interpretazione sensibile. Nella poetica pittorica confluiscono reminiscenze filosofico-intimistiche. La vivacità e la luminosa energia scenica esaltano la rappresentazione e regalano l’osservatore vibrazioni vitali di flusso penetrante, che ne impoveriscono e ne rafforzano l’essenza insita, andando oltre il mero dato esteriore immediatamente visibile e accrescendo la percezione sensoriale dello spettatore” così la dottoressa Elena Gollini ha messo in luce le connotazioni particolari del fare arte di Rosanna Gaddoni.

    E poi ha aggiunto: “Il linguaggio espressivo nella sua pittura traduce un sentimento di verità ispirata, che è sinonimo di libertà di vivere e i creare. I quadri non sono concepiti come semplice riflesso della realtà, intesa come mimesis, ma sono considerati come l’esistenza stessa di un pullulare fremente di componenti emozionali e di suggestioni visionarie. Le composizioni vivono e pulsano costantemente nell’animo di Rosanna e in quello di chi le guarda le analizza con occhio attento e sensibile, pronto a recepire gli stimoli propulsivi che esse emanano. L’operato artistico di Rosanna rende la costruzione narrativa un elemento altro rispetto a quella banalmente realizzata nella tradizione standardizzata più classica. L’interpretazione percettiva sensoriale è alla base del suo fare arte. I sentimenti vengono riportati e impressi dentro le opere che vibrano di calore umano. Pregnante di valori e contenuti semiotici da carpire decifrare. Il significato assume l’essenza dell’accennato e del sotteso. Il linguaggio segnico trova il suo significato più profondo nel dinamismo evolutivo si rende portavoce della struttura del pensiero“.

  • Intervista a Mauro Maisel: arte, scienza e sperimentazione

    Una nuova intervista a Mauro Maisel, originale artista autodidatta, sempre alla ricerca di sperimentazioni, a cui piace realizzare le sue opere d’arte utilizzando materiali e prodotti diversi per creare il suo stile astratto dalla forte personalità ed unicità.

    D: La tua capacità creativa così guizzante deriva anche dalla costante ispirazione di ricerca sperimentale?
    R: Sicuramente i miei stimoli arrivano dal testare e provare sempre nuovi prodotti e materiali, mi piace creare sculture che stupiscano, che facciano star fermo davanti a loro lo spettatore.

    D: Un tuo commento di riflessione sul parallelismo tra arte e scienza; come valuti questa interazione?
    R: Una non può esistere senza l’altra, l’arte è la scienza e lo studio del mixaggio dei colori e della creazione di qualsiasi opera.

    D: Come valuti le teorie e le concezioni di Freud sul sogno e la componente onirica applicata al mondo dell’arte e all’interpretazione delle varie forme.
    R: Penso che se certi artisti sono riusciti a creare movimenti artistici e gli stili più disparati è solo e soltanto per il novantacinque percento dei casi merito di alcool e droghe varie.

  • Dopo il successo di Bolgheri, Graziano Ciacchini si prepara per la mostra personale a Castagneto Carducci

    L’artista Graziano Ciacchini si accinge con grande slancio a preparare la sua personale a Castagneto Carducci (LI) intitolata “L’estraneo” che si terrà il 6-7-8 Settembre 2019 presso lo Spazio Il Multiverso, in via Cavour 15. Un altro appuntamento espositivo molto importante per lui, che certamente gli riserverà grandi soddisfazioni.

    Nella pittura di Ciacchini le nozioni tecniche e strumentali si fondono al suo sentire, consolidando una formula stilistica sua propria non standardizzata che risulta qualificante e ben riconoscibile. Inizia un viaggio simbolico inteso come percorso pittorici evolutivo, che lo indirizza verso l’articolato comparto dell’arte figurativa facendolo approdare ad un approfondimento sostanziale delle tematiche trattate. Nelle opere c’è un linguaggio personalizzato dove le forme e il colore si supportano l’un l’altro producendo una bilanciata corrispondenza strutturale. Ogni quadro ha vita propria e viene consegnato al fruitore come se fosse una missiva speciale con un contenuto da recepire e interpretare con acuta e spiccata sensibilità intuitiva. Addentrandoci nell’osservare i dettagli compositivi, si viene da subito attirati e affascinati dall’uso sapiente del colore che viene dosato con soave grazia e fine ricercatezza, assumendo anche una dimensione di significato sotteso. La prospettiva globale del segno, delle forme e delle figurazioni è sempre bilanciata e viene rafforzata dal colore, che funge da pilastro scenico portante e da cifra espressiva che fornisce un ulteriore chiave di riflessione e di meditazione evocativa. La risposta emozionale di ogni opera viene sollecitata dalle particolari declinazioni tonali che ruotano intorno alle sfumature del blu e dell’azzurro, accentuano e mettono in risalto il fulcro centrale della narrazione colpendo la coscienza dello spettatore e spronandolo ad una visione attenta e a una lettura accurata per poter cogliere pienamente le chiavi interpretative. La ricchezza immaginativa e lo spirito d’invenzione lo supportano nel rievocare al meglio la tematica prescelta, instaurando un canale di contatto tra reale e irreale, tra dimensione quotidiana concreta e sfera fantastica visionaria. Emergono rimandi e richiami che vedono protagonista, seppur nella sua non presenza dentro lo scenario, l’essere umano e il suo relazionarsi con l’universo esperienziale e con la parte più intima dell’ego. Le tessiture figurali e gli scenari compositivi sono un ponte virtuale di collegamento per favorire la connessione dell’uomo con quanto lo circonda. Quella di Ciacchini è un’arte intellettuale di astrazione colta e raffinata che si avvale di un solido fondamento di formazione e preparazione, dove niente viene mai lasciato al gesto istintuale e irrazionale, ma l’atto creativo è sempre riconducibile a fonti e sorgenti percettive che riconducono a loro volta a valori esistenziali ben radicati e a ideali eterni e imperituri da trasmettere al fruitore, in nome dell’arte dell’io nella consapevolezza del proprio ruolo, che al tempo stesso si protende alla condivisione di scambio reciproco, libero e incondizionato.

  • I recenti successi estivi del soprano Olga De Maio e del tenore Luca Lupoli

    I recenti successi di Olga De Maio & Luca Lupoli,dal Golfo Flegreo a quello di Gaeta ,con “Le Stelle e la Notte della lirica “

    Dal cuore dei Campi Flegrei con la memorabile serata del 10 agosto 2019,nella magica notte di San Lorenzo presso la Tenuta Monte Spina Gruccione Pozzuoli, con” Le Stelle della lirica”, alla” Notte della lirica” il 17 agosto 2019, presso il Castello Aragonese di Gaeta, per la Rassegna Estate a Gaeta 2019, i due noti artisti lirici di “Noi per Napoli, il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli,artisti del Teatro San Carlo, insieme al tenore Lucio Lupoli, in formazione di Trio lirico,hanno riscosso consensi, grande successo ed apprezzamenti per i due Recital dedicati alla musica lirica ed al Bel Canto, nel cuore dell’estate, dopo quelli che li hanno visti impegnati tra maggio,giugno e luglio a Napoli con L’Estate a Napoli 2019, presso il Maschio Angioino con i titoli Bel Canto al Castello e ” Già la luna in mezzo al mare “dedicati sempre al Bel Canto lirico e alla canzone classica napoletana.

    Ricordiamo che Olga De Maio e Luca Lupoli sono impegnati da anni con l’Associazione Culturale Noi per Napoli in un progetto di promozione, diffusione del bel canto, dell’opera lirica e della canzone classica napoletana,nella sua tradizione più puramente lirica, che si intitola ” Luoghi Storici e Musica “, associando appunto la musica con la realizzazione del Concerto, alla conoscenza della storia del sito in cui viene eseguito, di Napoli ,della Campania e in generale delle altre Regioni.

    Appuntamenti che hanno caratterizzato la loro ” stagione concertistica ” estiva in una formazione di Trio lirico,costituita in modo innovativo dai due tenori, Luca e Lucio Lupoli e dal soprano Olga De Maio nella proposta appunto del confronto e della diversificazione dei due generi canori e del repertorio musicale maschile e femminile, dal quale l’opera lirica e’ caratterizzata .

    Le Stelle della lirica,evento del 10 agosto, in occasione della magica notte di San Lorenzo, ha avuto la particolarità di avere avuto come sfondo scenografico una location molto particolare, sita nel cuore dei Campi Flegrei in Pozzuoli, la Tenuta Monte Spina Gruccione, in un’oasi di verde in cui si vive e respira la salubrità dell’aria : un incontro tra bellezza, magia,ed armonia della musica e del Bel Canto con quella della natura tra i meravigliosi tralci di viti, albicocche, ciliegie,nella quiete dell’amenita’ dei vulcani dei Campi Flegrei, un connubio tra i piaceri e le emozioni del palato e quelli della romanza da Salotto, dell’opera lirica e della canzone classica napoletana, teso a valorizzare le risorse naturali e le bellezze del territorio,sintesi di natura e cultura in cui il pubblico ha assitito, nella magica notte delle stelle cadenti, sotto la volta stellata, alle splendide interpretazioni dei tre artisti internazionali Olga De Maio,Luca e Lucio Lupoli, accompagnati dalla pianista Nataliya Apolenskaja, in particolare con il doppio brindisi di apertura tratto dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni e quello finale Libiam n’è lieti calici da La Traviata di Verdi.

    Il 17 agosto invece il trio lirico e’ stato protagonista a Gaeta presso il Castello Aragonese, nell’ambito del prestigioso programma dell’Estate a Gaeta 2019, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Gaeta, del Concerto intitolato La Notte della lirica

    dedicato sempre all’Opera lirica, all’Operetta ed alla canzone classica napoletana, con inserimento in repertorio di brani immortali quali il Nessun dorma dalla Turandot di Puccini, Una furtiva lagrima dall’Elsir d’amore di Donizetti,O mio babbino caro da Gianni Schicchi di Puccini, Libiam ne’ lieti calici da La Traviata, Tace il labbro da La Vedova Allegra di Lehar, l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni, insomma un ricco variegato, programma di romanze e canzoni classiche napoletane da Torna a Surriento, Santa Lucia luntana e Voce ‘e notte per la gioia del numeroso e folto pubblico accorso con applausi ed ovazioni meritatissime per gli interpreti.

    Da sottolineare che gli artisti hanno voluto dedicare un fuori programma all’inizio del Concerto per l’immane tragedia del giovane ventunenne Mario Valerio, bagnino di Gaeta, che ha lasciato sgomenti e sconvolti tutto il Sud pontino, eseguendo La Vergine degli Angeli di Giuseppe Verdi, venendo incontro anche alla volontà commemorative delle Istituzioni gaetane cittadine, un momento di autentica commozione !

    Gli artisti lirici sono stati accompagnati dall’ Ensemble strumentale composto dai maestri Francesco Schiattarella pianista, dal flautista Andrea Ceccomori, di fama internazionale, che ha eseguito come solista un brano di sua composizione, dal violinista e mandolinista Michele Gaudino, con le coreografie di Barbara Alicandro,con le note storiche del giornalista Giuseppe Giorgio, organizzazione curata in collaborazione con l’Associazione La Magica di Augusto Ciccolella e voluta fortemente dalla Delegata alla Cultura del Comune di Gaeta Dott.ssa Mariapia Alois.

    Le Stelle della lirica

    Associazione Culturale Noi per Napoli