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  • Simon , Inverso

    Il singolo in radio e on-line sulle principali piattaforme 

    Ritmo e gioia di vivere attraverso la musica. E’ questo il motore che si attiva in Simon, pseudonimo di Simone Sfriso, artista ligure conosciuto per essere stato protagonista nel 2016 di  “The Voice of England”. Il 10 Dicembre uscirà il suo nuovo singolo “Inverso”, brano scritto da Sara Cardoselli in arte Jeanne Duval e musica di Luca Sala e Francesca Facciolo. La voce potente e ben scandita di Simon recita parole che descrivono una storia d’amore, dove i “mai” oppure i “no”, vengono “trasformati con l’inverso” per amarsi oltre il limite. Il brano racconta un amore dalla natura ancestrale, erigendosi a passione originale, come archetipo di tutti gli amori. Inverso è il sentimento estremo, vissuto oltre il limite, oltre il brivido, che non si piega dinnanzi a nessuna avversità, poiché possiede in sé la certezza e la presunzione di essere eterno. Inverso è dunque una poesia moderna, scritta in versi, è la storia del bene supremo, che esige di esistere e resistere, perché in sua assenza: l’ universo trema.

    Il singolo sarà on-line sulle principali piattaforme e dal 10 dicembre sarà disponibile anche il videoclip. Simone nasce a Genova ed il suo nome di origine ebraica deriva dal termine “shama”, che significa “ascoltare”. E per lui “ascoltare” è stato da sempre la base di tutto, dalla musica, al testo alle voci. Saper ascoltare ed avere “orecchio” è un grande dono, come lo è l’ascolto verso gli altri nella vita. Simon ama vari generi musicali spaziando dal pop al rock, ed anche al blues ma vocalmente si ispira a voci  internazionali di artisti come Whitney Houston, Stevie Wonder e Adele. Con il passare del tempo comincia ad apprezzare la musica italiana, soprattutto ammirandone i testi. Il suo percorso artistico lo vede protagonista di  vari concorsi: secondo classificato al Festival di Saint Vincent, partecipa al Golden Disc, Voci D’oro  e ad altre manifestazioni musicali, vincendo anche un prestigioso corso di canto alla Venice Voice Academy di Los Angeles. Nel 2016 partecipa a “The Voice of UK” a Londra, anno durante il quale pubblica il suo primo singolo in inglese “Hard Time” che lo fa entrare nella Top Ten, e riesce a superare le 400mila visualizzazioni su YouTube. Dopo questa esperienza entra nel mercato italiano con il singolo “Prima o poi “, singolo che raggiunge 700 mila visualizzazioni e viene citato in svariate riviste e siti molto noti come Tgcom24, Marie Claire, Rai Play e molti altri.

    Nell’estate 2017 per la casa discografica Saar Records e il produttore Bruno Facciolo pubblica altri singoli quali  “Tequila e Ananas” e “Il Gilet”, lanciati in rotazione radiofonica .

    Nel 2018 con il singolo “Un’estate di più” riscuote un gran successo di pubblico, grazie anche al videoclip che spopola nel canale Rai Gulp. Grazie a questo brano partecipa come ospite a varie manifestazioni estive nelle più belle piazze italiane, come quella de il Festival Show accanto a noti big del nostro panorama musicale come Albano, Red Canzian, Anna Tatangelo, e molti altri.

    A fine 2019 pubblica un altro inedito dal titolo “No”, brano con un testo forte di denuncia verso la piaga del bullismo e di qualsiasi forma di sopraffazione e violenza.  Passo dopo passo Simon costruisce il suo stile e ci regala la sua versione dell’amore, come nel caso di “Inverso”  dove si vuol vivere questo sentimento nella completa totalità, quella che più ci rappresenta in questo mondo globalizzato e aperto.

    Contatti social
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  • Lia Nunziante, personal trainer delle donne

    Una donna per le donne 

    Oggi giorno con estrema facilità, non appena vediamo una donna prodigarsi per le sue simili, siamo soliti dire: una donna per le donne.
    Ma quanta accertabilità abbiamo nell’affermarlo?
    Se parliamo di Lia Nunziante possiamo urlarlo ai quattro venti.
    Affermata personal trainer di una provincia salernitana, si occupa delle donne nella propria totalità da otto anni orsono.

    La sua missione, perché è proprio di questo che parliamo, inizia molti anni fa quando affascinata dal fantastico ma complicato mondo femminile inizia a studiarlo in ogni minimo dettaglio.
    Il suo non si limita ad un semplice lavoro di trainer, anzi potremo osare col dire che quella è solo la punta dell’iceberg.
    Strati e strati di ghiaccio ci sono ai suoi piedi dove sinergicamente lavorano più forze unite per un unico obiettivo: il benessere.

    I suoi studi l’hanno portata e la portano ancora oltre oceano specializzandola nell’allenamento al femminile, fulcro dei suoi stravolgenti risultati.
    Pensate, molto spesso si stenta a credere che le sue guerriere (le piace chiamarle così) ottengano cambiamenti così eclatanti, quasi surreali.

    Lia Nunziante crede fermamente nel potere della mente, tanto è vero che il suo lavoro parte proprio da lì, dal mental-coaching e dall’affiancamento di una figura professionale come quella di una psicologa specializzata nei disturbi alimentari.
    Mette prima ordine nella testa delle sue donne e poi pensa ai loro corpi. Beh certo, ognuna di loro ha obiettivi fisici ben specifici da voler raggiungere, ma il suo fine ultimo è mirare alla cura della salute.
    Come lo si potrebbe fare se non modificando in primis i comportamenti della nostra mente? Lia Nunziante ce lo insegna.
    Le sue donne cambiano totalmente forma mentis ed ognuna di loro ha ben capito che l’allenamento può solo che essere un piacere per noi, non una costrizione. Nessuna di esse affronta percorsi a breve termine, perché inseriscono l’allenamento nel proprio stile di vita.
    Sarà proprio questo il suo segreto? Probabilmente sì.

    La nostra trainer delle donne, si affianca inoltre alla figura di un nutrizionista che collabora in modo decisivo al raggiungimento di un obiettivo delle ragazze.
    L’importanza di agire sulla mente delle sue donne è venuta fuori, in modo particolare, nel periodo di lockdown del nostro Covid 19 quando è stata costretta a chiudere la sua attività.
    Lia Nunziante non ha abbassato la guardia nemmeno per un secondo, appena ha ricevuto la notizia di chiusura ha lavorato a più di 250 programmi tutti in una notte per non abbandonare le sue ragazze che avrebbero dovuto da quel momento allenarsi a casa.
    Ma non è finita qui, sapete?

    Nel giro di poche ore ha coinvolto donne in tutta Italia con allenamenti in live e senza attrezzi e dopo pochi giorni si contavano quasi 1000 donne on line.
    Un risultato pazzesco! Lia Nunziante non si spaventa nei momenti di difficoltà  e continua a motivare le sue donne che non mollano la presa per alcun motivo al mondo.
    Ancora oggi molte di loro preferiscono allenarsi a casa, questo grazie ai suoi allenamenti mirati e personalizzati.
    I risultati si possono ottenere ovunque, basta volerlo..soprattutto quando capisci che l’allenamento è una medicina per tutto.
    Un toccasana per il nostro cattivo umore, un momento di evasione da ansie e stress, un curatore della nostra salute.
    Chi non vorrebbe essere una sua guerriera?
    Allenati con lei direttamente a casa tua.

  • Federico Colli: la bellezza pittorica nel dettaglio

    L’arte pittorica di Federico Colli racchiude in sé un insieme alchemico armonioso di modi espressivi che appartengono alla forza comunicativa dell’arte visionaria e producono a loro volta uno snodarsi e un dipanarsi di rispondenze e corrispondenze rigenerate e rinnovate attraverso il geniale guizzo creativo incalzante. C’è una pittura metafisica, che infonde e trasmette nuova vita ad una dimensione di matrice spirituale e introspettiva. C’è un surrealismo intimo ed esistenziale fatto di racconti magici. C’è un mondo del fantastico, più giocoso, ludico e scanzonato, sempre però acuto e arguto nei significati subliminali, con una narrazione accostabile alla commedia dell’arte. C’è una realtà sognante che avvolge permeante con un’atmosfera quasi fiabesca. L’osservatore può dunque scoprire attraverso questa commistione di percorsi interpretativi le chiavi di lettura più affini al suo modus pensandi. Inoltre, si può ravvisare una componente particolarmente caratterizzante e qualificante, che risiede nel famoso concetto della “bellezza nel dettaglio”. Infatti, come afferma la Dott.ssa Elena Gollini “Federico si cimenta nell’inserimento di elementi e di componenti che dentro il sistema scenico fungono da particolari aggiuntivi rilevanti, talvolta più facilmente individuabili nell’immediato e talvolta invece da carpire con sguardo attento e riflessivo. Il dettaglio diventa quindi un plus valore aggiunto nella poetica pittorica di Federico assolutamente non trascurabile. E più si analizza e si osserva scandagliando la composizione figurale, più si possono scorgere proprio quelle precise e specifiche peculiarità connotative che fanno la differenza e sono estremamente funzionali per delineare al meglio la valenza costitutiva e l’essenza primaria del costrutto. Ovviamente per Federico non importa tanto la bellezza in quanto estetica formale, ma bensì la bellezza intesa come fattore interno, che serve per canalizzare e orientare il fruitore ad un contatto autentico e approfondito e per accrescere in modo efficace la formula allusiva cifrata e codificata, che diventa un meccanismo cardine di ingranaggio dell’intera orchestrazione e contribuisce a conferire un quid carismatico ed enigmatico tutto da rivelare e svelare proprio attraverso i dettagli. Il dettaglio e il particolare assurgono quindi da protagonisti altrettanto quando le componenti principali e Federico nella sua poliedrica creatività riesce a compensare perfettamente gli equilibri rappresentativi, proponendo soluzioni e accostamenti mai scontati e mai banali, che incitano e spronano a guardare e a rivalutare anche il micro nel macro”.

  • E’ online il video del singolo “Per nessun motivo al mondo” 

    riadattato in LIS dell’artista Alessandra Nicita

    Il mare, la spiaggia ed un luce soffusa al tramonto. E’ questa nella sua naturale semplicità, la location che fa da sfondo al video del brano “Per nessun motivo al mondo”, nuovo singolo della cantautrice Alessandra Nicita. Il brano è stato realizzato con l’arrangiamento di Mario Natale. Le immagini del video, girato dal videomaker Simone Di Tella, si susseguono dolcemente seguendo il ritmo melodico della canzone, con Alessandra protagonista nelle scene sulla spiaggia, dove cammina interpretando con intensità il brano. Ma c’è anche una location interna, quella di un teatro vuoto dove sul palco troviamo il performer LIS Mauro Iandolo. Figlio di genitori non udenti, Mauro impara la Lingua dei Segni, e ne fa un mestiere, specializzandosi in questo tipo di interpretazione. E’ stato uno dei primi artisti ad aver realizzato video professionali di “musica visiva” e oggi in questo settore è uno dei performer più apprezzati in Italia.

    La sua bravura completa l’intensità espressiva ed il messaggio che Alessandra vuole far passare: “L’idea di riadattare questo brano nella Lingua  Italiana dei Segni è nata dall’esigenza di sensibilizzare la platea anche nei confronti del pubblico non udente. Le parole del brano sono quelle che probabilmente tutti i figli vorrebbero sentirsi dire dai propri genitori. Coniugare il linguaggio verbale a quello dei segni ha contribuito a dargli maggiore forza, facendo emergere anche il cosiddetto “non detto”. Le parole hanno un peso importante tanto quanto il silenzio. Mi auguro che questo videoclip sia un invito ad accettare noi stessi e gli altri così come sono”.

    Di origine pugliese, Alessandra vive e lavora a Bologna. Durante gli esordi del suo percorso artistico ha conosciuto il grande Lucio Dalla, incontro  che ha “segnato” la sua formazione. Pur avendo ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, Alessandra può essere considerata (forse) un’artista d’altri tempi, visto che al talento affianca la discrezione e l’umiltà tipica di una scrittrice, cantautrice e poetessa. Allo stesso tempo con la sua versatilità sa coniugare brani leggeri (seppur impegnati socialmente) a brani di maggiore profondità come “Per nessun motivo al mondo”. Con questo singolo Alessandra ha ottenuto il premio “Giancarlo Bigazzi” per la canzone d’autore al XXV Premio Mia Martini, diventato uno degli appuntamenti artistici più importanti d’Europa.

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  • FunkEnergy, Coucher de soleil à Saly

    in promozione l’interessante  singolo che ha ispirato tutte le tracce dell’ EP Red Lips  

    Coucher de soleil à Saly ti riporta subito indietro a uno dei tanti tramonti estivi passati in spiaggia, con la sua atmosfera gioviale e allegra. Nato per caso, da un campione trovato qua e là, questo brano rispecchia la gioia di vivere che c’è in noi, anche durante un periodo difficile come quello che stiamo attraversando. Il brano ha ispirato tutte le altre tracce dell’EP ed ha aiutato l’autore ad avvicinarsi ad uno stile musicale nuovo, con l’ importanza  di aver  dato un nuovo inizio alla sua carriera di produttore.

    Racconta FunkEnergy.:”Un giorno, “navigando” in una libreria professionale, ho trovato un “sample” interessante, quello che potete ascoltare su “Coucher de soleil à Saly”, al minuto 00:36 e ne sono rimasto davvero ispirato. Ho finito la mia prima traccia “Beats” in poche settimane e ho capito che forse avrei dovuto dedicare il mio tempo a conoscere meglio questo genere musicale. Così, dopo aver inviato tantissime e-mail, la UPUK Records ha apprezzato il mio lavoro e mi ha suggerito di creare un EP e finalmente, dopo cinque mesi mesi di lavoro, posso dire di essere entusiasta di far ascoltare quest’opera . Per me, questo EP significa molto ,mi ha salvato dalla crisi scaturita dal Covid-19. e spero che questo mio lavoro possa diffondere la positività che ho trovato con la musica e invii un messaggio a tutti voi : “In ogni crisi, ci sono opportunità quindi non perdete mai  la speranza!

    Nato e cresciuto in Italia, FunkEnergy produce musica da poco più di dieci anni. Sebbene originariamente ispirato da Old School House, solo di recente ha rivolto la sua attenzione al Breakbeat, dando alla luce brani di alta qualità con un tocco Funky, electro/jazz, accompagnati da delle percussioni Afro/latine.

    Come artista, sente il bisogno di comporre musica di generi diversi e crede fermamente che Sperimentare sia la chiave di una canzone che lo rappresenti.
    Ispirato da Mark Knight, David Morales, Fatboy Slim, Dj Jad, ProleteR, Entourloop e molti altri, ha trovato finalmente uno stile di musica che lo rispecchia nella vita professionale ma anche privata.

    https://www.funkenergy.it
    https://www.instagram.com/giobruno89/
    https://open.spotify.com/artist/6DV3PKub8uBxZbGRfx0JjB

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  • “Le Jardin des Délices”

    BCM Records presenta l’album di The Averige Ensamble

    Le Jardin des Délices” del musicista, compositore e autore Matteo Iacoviello (“Iaco”), la mente dietro al progetto “The Averige Ensamble”,  uscito il 9 Ottobre, è un album/opera con un insieme di sonorità che ci trascinano in una sorta di viaggio esperenziale portandoci in un’altra dimensione, trasformata in realtà dalle note, ispirate all’opera “Il Giardino delle Delizie” del pittore olandese Bosch. Il trittico è un’opera complessa colma di citazioni, allegorie religiose e figure ambigue. L’opera ha avuto diverse interpretazioni che hanno diviso gli esperti tra chi crede ad un insegnamento morale per l’uomo e chi lo considera una visione della dottrina cristiana del medioevo.

    Come afferma Carlotta Fatone, autrice del Manifesto Intellettuale dell’Opera, Iaco trasferisce tutto questo “tumulto visivo” in musica, come una tavola di “rime sparse”,  con un percorso nel quale le sonorità esplorano tutti gli ambiti melodici, trovando nell’opera pittorica i suggerimenti per la partitura dei contenuti. Si ripercorre in musica la vicenda dell’Uomo, una parabola dell’esistenza di ogni singolo essere umano.

    Si inizia con Le Dieu Seul: la Creazione nasce dal Solo Dio, in un principio senza tempo, unica voce in un silenzio immenso. Nel Nulla la voce è rappresentata dal pianoforte, che esprime il senso del soliloquio infinito di Dio. Dopo si arriva a La Creation Du Monde  –  Eden. Qui si parte facendo riferimento alla parte chiusa delle tavole del trittico, dove è espressa in latino la decisione del Solo Dio di procedere alla Creazione. Il trittico dispiega le sua tavole aprendosi alla Luce, una lenta e dolce melodia accompagna lo svolgersi della contemplazione del Paradiso. Poco dopo il ritmo diventa tumultuoso ed agitato come a descrivere l’ingresso del Male che si introduce ovunque nell’Eden, in un perenne scontro con il Bene. Si procede con il brano Eve: Dio creò la donna, e le diede bellezza, leggiadria, dolcezza. I veloci voli sulla tastiera del pianoforte esprimono le caratteristiche della prima donna, Eva, che nel dipinto di  Bosch sembra levitare dalla terra.  La Vie Sur Terre è il brano in cui ripetitività e variazione esprimono il contrasto ed il frenetico movimento della vita. Il sottofondo musicale, con improvvise aperture di ritmi, ossessivi ed incalzanti, esprime il mutamento continuo. La vita è movimento, ma nel suo fluire, nulla è dato per scontato, tutto si sperimenta e si vive, razionalmente ed emotivamente. Si passa a Le Jardin des Délices:  una melodia delicata, quasi da minuetto, apre il sipario ritmico sulla pienezza della vita, simboleggiata dal giardino, che si popola di situazioni ed emozioni che costituiscono l’essenza della vita. L’osservatore attento coglie però anche aspetti di ambiguità e perdizione ed è qui che la melodia evoca questa metamorfosi: si irrigidisce, assume una ritmica spigolosa, non più fluida e dolce. Sono le sfumature della vita che come un fiume scorre a tratti con dolcezza, a tratti impetuoso, specchio del dualismo controverso della nostra esistenza. Paradis Perdu prova a raccontare un Eden sfuggente, quell’aspetto della vita dell’Uomo fatto di addii, distacchi, devastazioni, problematiche. La melodia qui si fa struggente, si avvolge su se stessa per poi aprirsi nuovamente, con una sinfonia di suoni che esprimono il dramma dell’Uomo diviso tra lo Spirito e la dimensione terrena. Enfer  Musical viene introdotto da un metronomo, quasi come un’attesa dell’accordo dei vari strumenti. Invece irrompono suoni violenti, cupi, ripetitivi, assordanti. L’assenza  dell’armonia che non può esistere nell’Inferno, una sorta di resa dei conti della nostra esistenza. Il brano Le Monde Est Fable conclude l’album. L’intreccio di sonorità, i ritmi incalzanti e poi una melodia dolce subito “risucchiata nel vortice”, ci accompagnano nel finale, come a rimarcare una visione d’insieme sulla grande tavola della Vita, dove ogni Uomo ha il “suo racconto”, la sua Fabula.

    Nell’album “Le Jardin des Délices”, così come nell’opera pittorica di Bosch, ognuno di noi troverà nel proprio “intimo” la giusta interpretazione, lasciando che siano la coscienza e la musica, arte libera e che libera, a tracciarne la narrazione.

    Link
    https://backl.ink/143147948

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  • Insanity è il secondo singolo degli Aneurisma

    un nuovo brano  e un nuovo videoclip per la band Grunge Alternative Rock 

    La canzone tratta di un argomento molto delicato,  una violenza carnale.
    Una vita distrutta da una deliberata coscienza di provocare il male. Non prova vendetta, non ha rabbia dentro; sente solo vergogna, tanta, e non sa perché. Rivuole indietro la sua vita. Quella senza paura, quella libera dal sacrificio di nascondere un inconfessato dolore. La crudeltà di un gesto che la paralizza, la fa sentire carne morta e la conduce lentamente sull’orlo della follia.
    Vittima e carnefice saranno legati per sempre; uno straziante ricordo nascosto tra i meandri della memoria.

    Gli Aneurisma sono una band Grunge/Alternative-Rock pescarese formatasi nel 2011 dall’incontro tra Antonio Orlando (voce e chitarra) e Luca Degl’innocenti (basso e cori).
    La band raggiunge la sua formazione completa con l’arrivo del batterista Ettore Saluci, consolidando un sound duro, aggressivo e psichedelico che contraddistingue le loro composizioni.


    In seguito alla pubblicazione del loro primo omonimo Ep, calcano i palchi di numerosi festival e club italiani, ricevendo recensioni e accoglienze positive.
    Nel 2016 sono ospiti di una edizione del “Bussi Rock Festival”, dove condividono il palco con gli IWolf, reduci dal successo del talent show The Voice of Italy.
    Nell’Aprile del 2017 partecipano al premio nazione “Brano Inedito” suonando nello storico locale romano la “Locanda Blues”, evento seguito on line da oltre 20.000 spettatori.
    Nel 2018 la band entra a far parte nell’associazione musicale nazionale #nonsiamosoli e vengono inseriti nel primo volume della compilation nonsiamosoli vol.1, in uscita nazionale discografica, rappresentativa dei gruppi emergenti della realtà musicale italiana.
    Nello stesso anno il gruppo si esibisce nell’anfiteatro del porto turistico di Pescara, in una tappa dell’Indipendente Festival”, condividendo il palco con alcuni dei maggiori gruppi della scena musicale nazionale, riscuotendo un notevole consenso da parte di pubblico e critica.
    Nel 2019 la band si ferma per un breve periodo dall’attività live per dedicarsi alla registrazione in studio dell’album d’esordio
    A Maggio 2020 pubblicano il loro primo singolo “Never Say” in video anteprima nazionale sul magazine SpazioRock.
    All’inizio di Ottobre 2020 in promozione radiofonica il loro secondo singolo “Insanity” in video anteprima nazionale sul famoso magazine RockonItalia che precede l’uscita del nuovo album previsto per l’inverno 2021.

    https://www.facebook.com/aneurismarockband/
    https://www.instagram.com/aneurisma.rock.band/

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  • Il micro-macrocosmo animale nella pittura di Federico Colli

    Noi siamo “abitati” dalla natura, non la abitiamo come si crede superficialmente e questa percezione di alterità si esprime in molteplici forme, formule, immaginazioni, riflessioni e cerca continuamente un equilibrio di bilanciamento tra interno ed esterno, tra singolarità e molteplicità, tra dentro e fuori che si confondono. Nella pittura ad ampia proiezione e prospettiva di pensiero realizzata da Federico Colli si può individuare un’assonanza e una corrispondenza con questa concezione, in particolare riferita alla presenza di un micro-macrocosmo animale collocato e inserito all’interno della vivace e animata composizione figurale. A riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune valutazioni mirate: “Federico preferisce soprattutto raffigurare animali sinonimo di libertà, come tigri, orsi e scimmie, ma anche di razze, rinoceronti, elefanti, nonché polipi e fenicotteri. Certamente il suo è un messaggio molto eloquente anche a favore del rispetto verso gli esseri viventi del regno animale che abbiamo nel nostro Pianeta, che rappresentano un patrimonio immenso da tutelare e proteggere, ma diventa al contempo uno stimolante marchio distintivo del suo fare arte e del suo modo di concepire una visionarietà volutamente anticonformista. Queste presenze segnano una sequenzialità pittorica particolare e sono associate a una simbologia metaforica, che consente più chiavi di lettura sostanziale. Il suo scremare e ritagliare la proiezione del reale e della realtà oggettiva per rielaborare e ricostruire uno spazio sostitutivo tramite le immagini rievocate modifica, altera e spezza quelle regole e quei dettami teoretici di continuità con la tradizione più rigida e apre per così dire una finestra più ampia e allargata, accentuando la compatibilità delle creazioni con una metafora ottica articolata e sfaccettata. Questo discorso intavolato da Federico lo pone come deus ex machina al centro di un’operazione sperimentale inedita, che sottolinea la singolarità del suo sentire e si riflette nel processo stesso dalla manipolazione del reale all’immaginario e nel fare un salto di qualità contenutistico elevato, consentendo allo spettatore di accostarsi non tanto e semplicemente con la vista, ma con tutto se stesso, con la propria storia, con le proprie emozioni, con i propri sentimenti, con i propri sensi, con le proprie intuizioni, in un percorso che è sempre concepito come movimento attivo, come un andare verso, un penetrare, un immergersi, un tuffarsi, eliminando il senso di staticità e di fissità. Ecco, perché i suoi animali sono sempre immortalati in fieri e sembrano vivere di vita propria anche a prescindere e al di fuori della struttura dialettica in cui vengono inseriti e acquisiscono un intenso potere vitale incalzante, che si trasmette al fruitore e si espande a tutto tondo”.

     

  • Radical chic, il collante ironico tra i Rolex e Marx

    il cantautore Riccardo Trovato presenta il suo nuovo singolo 

    Radical chic è il secondo lavoro solista di Riccardo Trovato.
    Anche questa volta l’ironia è il perno su cui si regge il testo della canzone, che mostra sonorità vagamente funk punk o dance punk fine anni 70, pur non mancando, quale filo conduttore delle produzioni del cantautore siciliano, quel retrogusto classic rock.
    Tutte le tracce del brano sono state suonate e registrate dal cantautore, ad eccezione della batteria, suonata da Herry Found (batterista dei Karbonica).
    Questa volta si ironizza sulla cosiddetta sinistra al caviale, il borghese andato a male, meglio noto come Radical chic.

    Il cantautore ha maturato l’idea del brano, osservando i frequentatori di alcuni locali e di alcune zone di diverse città. Si da ormai per scontato, ma in realtà è davvero curioso come una stessa tipologia di persone, possa comportarsi in modo così identico e palesemente contraddittorio con il proprio status sociale, a volte al sol fine di essere alla moda, o per inconfessati scopi personali. Riflettendoci, osservando i “radical chic”, appare buffo come essi palesino in ogni modo una cultura sedicentemente superiore a quella di chi non appartiene ai loro circuiti sociali e culturali, se vogliamo creando pure un paradossale razzismo culturale e di chiusura, deleteria al reale progresso sociale. É altrettanto buffo, come essi sfoggiando rolex, auto di lusso e carte di credito di ogni tipo, possano sostenere idee radicali.

    In un mondo in cui l’apparenza vince sulla sostanza, ci sono anche loro, ma perché non riderci un po’ su e non scriverci pure una canzone?
    Forse è giunto il tempo di abbattere tutti i muri e riportare la sostanza al centro di tutto. Radical chic è un modo per dire: “quelli diversi da voi, non sono mica tutti scemi!”.

    Riccardo Trovato è un cantautore siciliano, classe 1985, per oltre una decade, autore, compositore e voce dei Karbonica, band con cui ha registrato due album e con cui ha condiviso il palco in svariate manifestazioni ed eventi a livello nazionale. Nel 2020 inizia il suo percorso solista, con la pubblicazione del brano “La maskerina”, associato all’omonimo videoclip, che ottiene subito un buon riscontro sul web, nonché feedback positivo da diverse emittenti radiofoniche italiane. La sua musica affonda le radici nel classic rock, non priva di contaminazioni varie, frutto di un percorso artistico altrettanto vario, iniziato nel 2004 e in continua evoluzione.

    Facebook
    https://www.facebook.com/RiccardoTrovatoOfficialPage/
    You Tube
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  • I D\istinto con il singolo dal titolo D’istinto

    in promozione il brano della band veronese 

    Quanto tempo passiamo pensando a come dovremmo o potremmo essere? Spesso troppo. Cosi tanto che spesso ciò che siamo rimane offuscato dalle nostre paranoie, che finiscono per impedirci di rimanere coinvolti appieno dai momenti e dalle esperienze che viviamo.
    E tutto ciò ci rende insoddisfatti, appiattisce il mondo sulla dimensione delle nostre aspettative e ci impedisce di cogliere le sfumature che rendono tridimensionale la nostra esperienza umana. Tutto risulta più piatto e insapore.

    Di questo parla il brano, e nello specifico, di quanto siano preziosi quei momenti in cui le nostre paranoie si mettono in pausa e possiamo tornare a tenere il nostro ritmo su una pista da ballo di nuovo piena di musica.

    Il nome è come una targa, spesso indelebile, per una band. Qualcosa di immediato.

    D\istinto è il nome di questa, formata da quattro musicisti veronesi: Leonardo Miglioranzi (voce), Fiorenzo Melotti (chitarra), Damiano Hinegk (batteria) e Matteo Signorato (basso).

    D\istinto è energia, é bisogno di respirare a pieni polmoni e di battere a tempo con sé stessi e gli altri.

    Questa è l’anima del nostro progetto formato dalle storie e dai pensieri che compongono le nostre vite. Dietro ogni canzone ritroviamo le piccole grandi storie di ogni giorno, riflessioni sul come ci si pone con noi stessi e con gli altri. È la nostra ricerca del modo più sincero di riconoscerci in ciò che ci circonda, andando oltre gli ostacoli e gli schemi che ci frenano e che spesso ci imponiamo. Questa è la ragione della nostra musica.

    E con questa vogliamo entrare in comunicazione con le persone, avvolgerli, farli ballare stabilendo una connessione con le parole delle canzoni. Allora possiamo raccontare davvero delle storie. E poi ti capita che un amico, con gli occhi lucidi, si riconosca in quello che scrivi. Allora lì capisci che hai centrato perfettamente il tuo scopo. La sincerità è l’arma che la band preferisce, il colore che da alle parole e alla musica la giusta connotazione. La musica, per i D\istinto, è importante quanto le parole, alle quali Leonardo dedica molta cura.

    Fedeli al nome non c’è un vero e proprio genere di riferimento. Come se Bob Marley avesse invitato a cena i 21 pilots in un ristorante italiano gestito da Salmo. E… combinazione! Quella sera c’è pure Daniele Silvestri che suona. Un gran casino. Quello è il mondo in cui questi quattro musicisti si sentono a casa. Dove non manca l’energia del rock, ma anche il movimento dell’hip hop o il colore del reggae e del soul, il tutto su di una solida base ritmica di basso e batteria.

    Hanno passato questi tempi di clausura forzata mettendo a fuoco il loro progetto musicale e preparando i futuri live. Ed è nei live che ci mostreranno il meglio, dove daranno spazio alle emozioni senza pensare ad altro che raccontare le proprie storie. Non sono una band da guardare seduti.

    https://www.facebook.com/distintobanditalia

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  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • “Cristallo baccarat” è il nuovo singolo di Carlomagno

    in promozione l’interessante brano dell’artista


    A distanza di 3 anni dall’uscita dell’Album “Visionari delle due” (secondo album del giovane artista lucano), è in uscita il 3 agosto su tutti i digital stores e sulle Radio italiane il nuovo singolo “Cristallo baccarat”, un brano dal gusto rinnovato.

    Il sound a cui l’Artista aveva abituato i suoi ascoltatori, fa oggi spazio a un’influenza nuova, il pop acustico che ha un’anima filo indie, per una commistione davvero originale e più introspettiva anche se sempre nella scia di una melodicità attuale e consapevole della tradizione della musica leggera italiana contemporanea.

    Il singolo, prodotto da Sono Music Records (Maffucci Music), è stato arrangiato e curato nel mix/mastering dalla Corrado Production, e si avvale della preziosa collaborazione del Maestro Silvio De Filippo alle chitarre.

    Musica e testo sono dello stesso Carlomagno che con piglio nuovo e tanta energia racconta le sue fragilità. Più sfrontato ed estroverso, Carlomagno palesa la sua visione di una società debole, guardando dentro ma soprattutto fuori di sé.

    https://youtu.be/P5YmjmTBUzA

    Il video, realizzato da CUBO Produzioni e interamente girato in Basilicata, esprime la voglia del cantautore di preservare e mantenere in vita il bambino che è in ognuno di noi.

    Instagram: https://www.instagram.com/_dominik_carlomagno_/
    Facebook: https://www.facebook.com/dominik.carlomagno
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  • Cantagiro 2020 la prima finale

    Vincono ex equo la categoria New Voice Guendalina Anichini e Luna

    Il 3 settembre si è svolta la prima finale dell’edizione 2020 de Il Cantagiro, che ha decretato il vincitore della categoria New Voice. Anzi le vincitrici! Sono due i nomi arrivati ex – equo sul palco delle Terme di Bonifacio VIII a Fiuggi: Guendalina Anichini e Luana Migliarino, in arte Luna. Giovanissime entrambe, rispettivamente 24 e 22 anni, hanno incantato il pubblico e la giuria con due cover interpretate in modo impeccabile.

    Guendalina ha presentato una versione “live” solo piano e voce di “Stonata” di Giorgia, mentre Luna ha interpretato il brano “Pianeti” di Ultimo. Per le due giovani vincitrici l’esperienza del Cantagiro è stata fortissima, soprattutto durante l’esibizione finale che ha lasciato un emozione evidente, anche dopo la vittoria.

    Partita dalla sua amata Cagliari Guendalina approda al Cantagiro quasi inconsapevole e nutrendo poche speranze. In tasca un sogno grandissimo: far conoscere la sua voce e creare una sua band, per portare in giro la sua musica, cominciando dalla sua amata Sardegna. E’ stata benevolmente “travolta” dall’esperienza unica che il Cantagiro offre. Ha avuto modo di conoscere altri colleghi, artisti e addetti ai lavori, tutte persone con la sua stessa passione. Il prossimo step sarà quello di presentare un inedito l’anno prossimo.

    Stesso progetto per Luna, di origini lucane, il cui sogno si è avverato con la vittoria di questa categoria: musica nel sangue, canto e chitarra da autodidatta, così come la stesura dei testi, e molto “orecchio”, insieme ad una gran voglia di studiare e migliorarsi tecnicamente. Nell’esibizione finale ha dato tutta se stessa, guadagnando questo splendido risultato. Anche lei si unisce al desiderio di presentare al più presto un suo inedito al prossimo Cantagiro. Di certo saranno due giovani promesse della musica italiana, che oggi più che mai ha bisogno di nuova linfa e nuove speranze. Proprio come quelle che ha saputo dare il Cantagiro in questo periodo piuttosto difficile;  la categoria New Voice è nata infatti per agevolare i concorrenti impossibilitati ad andare in sala di registrazione, causa le restrizioni per il Covid, per poter creare il proprio brano inedito.

    Vista questa difficoltà il Direttore generale Elvino Echeoni  ha dato la possibilità di poter presentare una “cover”, dando corpo al concetto di  una “nuova voce” di un brano già conosciuto. Ed infine al vincitore, o vincitrici come in questo caso, sarà data l’opportunità di usufruire di uno studio di registrazione per poter presentare il proprio inedito l’anno prossimo. Di sicuro ci saranno già due posti prenotati: Guendalina e Luna sapranno far emergere in pieno le lori doti di autentiche interpreti.

    Contatti e social
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  • Federico Colli: una pittura libera e coerente

    La Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato come la pittura di Federico Colli sia contemporaneamente libera, in quanto scevra e avulsa da frustranti vincoli di limitazione e di restrizione costrittiva imposti a monte e anche insieme estremamente coerente con la visione e la concezione di pensiero e di valutazione, che Colli conferisce al suo ruolo di uomo-artista contemporaneo, inserito dentro meccanismi e sistemi sociali che lo gratificano e lo appagano e gli permettono di seguire con intraprendente motivazione e determinazione i propri ambiziosi progetti e traguardi. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Osservando la produzione di Federico si percepisce e si comprende da subito, che la vena artistica e creativa risente e gode appieno del suo status esistenziale di soddisfazione e di compiacimento. Federico trasmette e trasferisce dentro le composizioni figurali la sua grinta vigorosa, l’energia vitale gioiosa e positiva, la matura e consapevole evoluzione del suo essere e del suo senso di esistere. Ecco, perché le immagini pittoriche abitano e occupano lo spazio e al contempo si smaterializzano e si liberano da ogni ingombro negativo, da ogni ideologia tarpante e affossante. Federico lavora piuttosto sulla trasparenza, sulla neutralità e si concentra sull’alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze dei volumi, che rallentano e bloccano il senso di spazialità illimitata. Le sue figurazioni sembrano fluttuare, ondeggiare e volteggiare in un’atmosfera rarefatta, ariosa, avvolgente nella sua magica allure. Il disegno viene sempre bilanciato dalle funzioni portanti della luce e dei colori, che a loro volta hanno funzioni plurime e differenti in ogni opera e rivestono delle connotazioni distintive esclusive scelte ad hoc e definite in modo sempre mirato e ponderato a monte. L’arte di Federico è strettamente progettuale e preliminare alla fase di azione-esecuzione. L’acquisizione pratica di una propria competenza ed esperienza tecnica e strumentale è alla base del processo creativo e non sovverte mai all’incipit dettato dal sentimento spontaneo di vocazione affrancata e disinibita. L’atto i il gesto creativo conduce a una genesi di un’idea, che funge da mezzo e da medium per trasmettere e trasferire dei messaggi e dei contenuti sempre in fieri. Il disegno viene concepito e considerato come un libero campo d’indagine e di sperimentazione, che attraverso e percorre lo spazio in modo trasversale, riprendendo per certi aspetti quel concetto di spazio aperto ad infinitum perpetrato da Lucio Fontana come punto di riferimento per canalizzare e convogliare il fruitore verso una dimensione di universalità misteriosa e intrigante. Disegnare è per Federico un termine a largo raggio di significato intrinseco, che spazia dalla parola, all’immagine, al pensiero, tracciando una speciale iconografia, che interroga e risponde al contempo, a seconda poi di come lo spettatore si approccia e si pone stabilendo un legame di rapporto autentico e indissolubile. Con la pittura Federico vuole esprimere ciò che spesso con le parole può risultare troppo complicato o difficile da dire, quasi scomodo”.

     

  • Chianluca “Presenze nel vento”

    in promozione l’originale singolo del cantautore 

    Presenze nel vento, una delle prime composizioni del cantautore che inizialmente doveva essere un brano interamente reggae.
    In assoluto il primo testo scritto nel quale si gioca a creare immagini inquietanti con le parole.

    Per un appassionato di storia, raccontare storie musicali è una conseguenza diretta. Gianluca Chiarelli parte proprio dalla narrazione con il suo progetto Chianluca, esattamente il 10 Marzo 2019 con l’Uniweb tour in giro per l’Italia.

    Il suo originale modo di affrontare le canzoni incrocia melodie molto pop con costruzioni musicali più vicine al progressive. Un rock che resta in bilico tra le costruzioni armoniche più ardite e un cantato che resta impresso. In tutto questo l’artista resta anche una persona molto simpatica. Sa ridere e si diverte ad essere molto ironico, pure restando davvero molto serio il suo approccio. In poche parole quando lo incontrate vi strappa un sorriso sempre, ma certo soddisferà parecchi palati fini musicali. Le influenze sono tante da The Beatles ai Pooh, fino a De Gregori, che lo ha molto ispirato in un concerto all’Arena di Verona qualche anno fa. Il nome Chianluca nasce originariamente da Instagram, come nick name, poi si è talmente appiccicato da diventare importante una seconda pelle.

    Vasco diceva che le canzoni gli venivano fuori da sole, già con le parole, al contrario Chianluca sforna musica che nemmeno un’azienda con i turni gli potrebbe stare dietro. Per ogni pezzo terminato con le parole, più difficili da mettere in fila, ci sono dieci o quindici pezzi in fila. Perché Chianluca ama viaggiare, parte nella mente tra pirati caraibici e cowboy nel far west. Storie che l’amore per la letteratura (storici e thriller se poi è un thriller storico anche meglio), ma anche per il cinema (Ritorno al futuro è il suo film preferito) così sono tanti i richiami epici che si fanno trasportare dalle note. A volte capita una parola, che ci inciampi mentre guidi in macchina, che si insinua in testa e capisci subito che sarà la forza di quella canzone che l’aspettava. Le composizioni non partono mai da “oggi voglio scrivere” ma suonano, casca il dito su una 9^ eccedente o un accordo “sbagliato” e nasce qualcosa che si evolve fino a diventare qualcosa di interessante.

    Altre info
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  • Ignazio Deg “Uguali”

    il nuovo singolo estivo dell’artista 

    Instancabile come il suo entusiasmo per la musica, e una verve sempre al top per Ignazio Degirolamo, conosciuto artisticamente come Ignazio Deg, pubblica il suo nuovo singolo estivo dal titolo “Uguali”. Il brano è stato concepito un paio di mesi fa in studio con i produttori Sure & Carcagni, compagni di viaggio per questo nuovo progetto, sesto singolo prodotto. Il beat del pezzo richiama suoni e stili della musica anni ’90, periodo molto caro e pieno di significati per Ignazio, che in questa estate 2020 ci regala un secondo singolo dopo “Estate Grande” e i suoi precedenti successi come “Il tempo che c’è”, “Presto”, “Viento nel viento” e “Voglia di the”.

    Durante una serata in discoteca dall’alto della sua consolle, Ignazio guarda il popolo della notte, “In una notte senza tempo…..” (come recita nel testo) e guarda con stupore la mescolanza allegra e spensierata di queste persone accomunate dalla voglia di divertimento e dalla semplicità divivere momenti di leggerezza. Da quello sguardo attento, nasce il pensiero profondo dell’uguaglianza tra i popoli, della bellezza disarmante della mescolanza delle razze, dei colori, della fusione dei corpi, dei pensieri e delle idee. Ignazio immagina un mondo allargato, fatto di persone tutte uguali ma allo stesso tempo speciali, perché in fondo ciascuno di noi è un’identità unica, accomunata dal senso di appartenenza alla stessa specie, che inevitabilmente si riconosce nei comportamenti di uso comune. Lasciarsi andare, ballare, sorridere, abbracciarsi, respirare la stessa aria…… In un mondo globalizzato, fatto di condivisione tutto questo sarebbe la normalità. Purtroppo nella vita “reale” ci si scontra ancora con tante discriminazioni  sociali, che impediscono a molti popoli di avere quelle libertà democratiche alla base della convivenza pacifica di tutti. Mai come oggi è importante far leva su un alto senso civico per quelle che sono le responsabilità in ognuno di noi. Tutti noi siamo chiamati ad un’azione, per poter andare avanti nel migliore dei modi: questo è il messaggio che Ignazio vuole trasmettere con “Uguali”, evidente anche nelle bellissime immagini del video e nella grafica di copertina curata da Giulio Guarini.

    Nato in Puglia, classe ’74, Ignazio ha una creatività che fin da piccolo lo guida verso la musica ed il mondo della consolle. Negli anni ’90 inizia a collaborare con diverse radio locali come speaker radiofonico e successivamente intraprende il ruolo di vocalist in varie discoteche della Puglia, per poi spostarsi in tutta l’Italia. Proprio in quegli anni nasce il nome d’arte di Ignazio Deg. Scoperto dal talent scout  Marco Gollini, coltiva in quel periodo la passione per la scrittura dei testi ed inizia un cammino che lo porta a diverse collaborazioni con artisti di fama internazionale.

    Oltre alla musica Ignazio si dedica alla sua professione di giornalista pubblicista e consulente di comunicazione, settore che lo lega comunque alla musica con progetti di promozione. Un professionista a tutto tondo che oltre al talento dimostra la capacità di guardare in profondità l’essere umano, trasformando le emozioni con il suo lavoro musicale. Tutto questo senza abbandonare mai il sorriso che lo caratterizza e la voglia di pensare in positivo ad un futuro migliore.

    Contatti social

    https://www.facebook.com/Ignazio-deg-1174362572663345/
    https://www.instagram.com/ignazio_deg/?hl=it

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    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • The Bravo “Un tuffo in Salento”

    in promozione il nuovo singolo del duo salentino 

    “Un tuffo in Salento” è il nuovo singolo del Duo Artistico salentino “The Bravo”, formato dai fratelli Andrea e Simone Cassano. La canzone è stata composta sull’onda emotiva della richiesta ricevuta dai fratelli Cassano, da parte di amiche residenti nel Nord Italia che si erano viste annullare l’Erasmus all’estero a causa del Coronavirus, di trascorrere qualche giorno di vacanza in Salento abbinando al piacere del viaggio anche la cultura del territorio.

    Il brano narra la voglia di estate, di mare e divertimento ma, allo stesso tempo come si evince nel videoclip, è attento alla responsabilità che questo periodo impone dopo il lockdown e mostra i “The Bravo” in veste di consapevoli eredi della cultura di uno dei territori italiani unici al mondo per storia, miti, leggende, archeologia, architettura e per ricchezza e bellezza della varietà paesaggistica. Quindi non solo movida giovanile nel ritmo che tocca il caldo dell’estate e accarezza la pelle con il mare cristallino del Salento su un beat potente e ballabile, ma anche voglia di un turismo dinamico del territorio che ha fatto guadagnare al videoclip il Patrocinio della Provincia di Lecce, del Comune di Lecce, del Comune di Gallipoli, del Comune di Castrignano del Capo (Santa Maria di Leuca) e del Comune di Castro.

    Le immagini del video rendono tutta l’emozione che suscita il territorio con il barocco salentino (Basilica di Santa Croce a Lecce), la storia (Anfiteatro Romano di Lecce), i luoghi mozzafiato dove lo Ionio si unisce all’Adriatico a Santa Maria di Leuca, la litoranea costiera di Castro ed a tanti altri posti di una bellezza incredibile. Il videoclip propone un’alternativa inaspettatamente divertente alle giovani amiche di Simone ed Andrea deluse dal fallimento della partenza per l’Erasmus e che invece scoprono nel Salento un turismo rispettoso della cultura e dell’ambiente senza rinunciare alla voglia di ballare e di vivere la propria giovinezza.

    Dicono i The Bravo: “non ci stanchiamo mai di fare da Ciceroni per i nostri ospiti in questi tour turistici che ogni volta ci abbagliano per lo splendore della nostra Provincia di Lecce… ed ogni volta siamo sempre lieti di fare noi per primi Un Tuffo in Salento”.

    Instagram: http://www.instagram.com/thebravo_official
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  • Paper Walls “Fragile”

    il nuovo singolo della band. Una splendida metamorfosi
    che chiunque può mettere in atto 

    Quanti di noi sono stati salvati da un’anima apparentemente fragile?
    Da qualcuno che credevamo estremamente vulnerabile?
    Magari tante volte abbiamo creduto di essere noi stessi così. Invece abbiamo riscoperto una natura robusta, resistente.
    “Fragile” rivela di una splendida metamorfosi che chiunque, se vuole, può mettere in atto.

    https://youtu.be/UON3lgozcSU

    I Paper Walls tre ragazzi sbadati ma pungenti, intraprendenti osservatori, simpaticamente critici, completamente differenti tra
    loro, accomunati però dalla stessa passione, quella per le “note musicali”. Nati nel 2010, muniti di fantasiose melodie accompagnate da testi realistici e irriverenti, raccontano le stranezze della società attuale lasciando trapelare nelle loro canzoni sempre risvolti profondi ed emotivi.
    Ad Ottobre 2013 presentano su Youtube un’intramontabile cover degli anni 80:

    “Girls just want to have fun” accompagnata da un divertente videoclip che catapulterà tutta la band indietro nel tempo.
    Il primo inedito della band “False realtà” è stato presentato al Festival Nazionale di Piombino 2014, aggiudicandosi il terzo posto.

    Dopo l’approdo in Artis Records – edizioni Cramps Music i Paper Walls pubblicano il brano “Senza Uscita” che resta in rotazione radiofonica nazionale per sei mesi.
    A Settembre/Ottobre 2018 i Paper Walls sono partiti per il loro primo Tour Europeo con un totale di 10 date in Austria, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia, presentando in anteprima alcuni dei loro inediti.
    Al rientro dal tour la band si chiude in studio per la registrazione dell’Ep
    Nel Luglio 2019 è in uscita nazionale e radiofonica il terzo singolo “Stringimi”.

    I Paper Walls sono 

    Voce: Sonia Belvedere
    Chitarra: Nicola Renigaldo
    Batteria: Angelo Pipoli

    Instagram: https://instagram.com/paperwallsrock
    Facebook: https://www.facebook.com/paperwallsrock/

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  • XXL è il secondo singolo di Mezzalibbra

    un brano che affronta il delicato problema del body shaming

    XXL è il nome del secondo singolo di Mezzalibbra, uscito pochi mesi dopo il suo singolo d’esordio “Cometa”. Questo brano vede l’impiego di sonorità Funky, Soul e R&B, rendendolo fresco e orecchiabile, rimarcando il testo, diretto ed efficace, che affronta il problema del body shaming.

    Infatti, già il titolo (XXL), rappresenta il peso delle parole che va a schiacciare la persona presa di mira. Il messaggio che si vuole inviare è quello dell’accettazione del proprio corpo, senza dare importanza alle parole che le persone possono sputare con cattiveria e ignoranza.
    Non bisogna essere mai come ti vorrebbero gli altri!

    Davide Corneli, in arte Mezzalibbra, inizia gli studi di canto da bambino per poi appassionarsi al basso e infine anche alla chitarra. Nel corso degli anni ha suonato in vari gruppi, festival e club per poi iniziare ad avvicinarsi alla scrittura delle proprie canzoni all’età di 18 anni, appassionandosi anche alla poesia. Il nome d’arte Mezzalibbra ha un significato profondo che rimanda al suo legame con la natura e le sue origini in cui trova massima ispirazione per le sue composizioni.

    A Novembre del 2019 pubblica il suo primo singolo “Cometa” con la produzione artistica di Cristiano Romanelli (UMMO) e inizia ad avere subito degli ottimi riscontri di pubblico e critica. Moltissime le interviste e recensioni in web magazine nazionali.
    All’inizio del 2020 si ufficializza la band con Alexander Rotella alla batteria, Gianji (Francesco Nallira) alla prima chitarra e Nicotina (Emanuele Di Domenico) alla seconda chitarra; band che lo accompagna nei live in giro per club e che contribuisce alla realizzazione del secondo singolo “XXL” attualmente in promozione nazionale.

    https://m.facebook.com/mezzalibbra/
    https://www.instagram.com/_mezzalibbra_/
    https://open.spotify.com/artist/1jIuF1A7D0x3qgsXTdTZ2o

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  • Le Ipotesi, Siediti Qui


    il singolo che anticipa la pubblicazione dell’album 

    Siediti qui sono le prime parole di una storia d’amore autentica che muove le corde più profonde dell’anima; è un invito a fermarsi e lasciar andare giù la maschera per mettersi a nudo nella semplicità dei gesti e dei silenzi di un amore predestinato.

    Le Ipotesi  nascono verso la fine del 2019 nella città di Foggia, da un’idea di Marcello Milano, chitarrista reduce dall’esperienza decennale tra le fila degli Abbey Road (famosa tribute band dei Beatles), con una partecipazione ad X Factor, centinaia di live  e riconosciuti come tribute italiana ufficiale dell’associazione Beatlesiani D’Italia.

    Si aggiungono in formazione:

    Antonio Pelullo, cantautore, pianista e principale compositore della band, con alle spalle esperienze in studio e una partecipazione ad Area Sanremo  2019;
    Pietro Di Taranto bassista dallo stile solido, influenzato principalmente dalle band della British invasion;
    Carlo Guidone, chitarrista autodidatta dalle ottime qualità sia ritmiche che solistiche. Anch’esso autore dei brani della band, si distingue per le spiccate qualità compositive;
    Angelo Pipoli, il più giovane della band e già batterista in pianta stabile degli AGE OF TIME, formazione affermatasi a livello locale nel foggiano, con alle spalle un lungo background di live, un EP e un nuovo lavoro in studio di imminente uscita;

    La band si basa sull’idea comune di produrre musica originale, in linea con le influenze di ciascun membro e soprattutto al passo con le nuove influenze radiofoniche.

    Pubblicano nel 2020 “Siediti Qui”, primo singolo della band scritto da Antonio Pelullo e accompagnato dal videoclip ufficiale diretto dal talentuoso giovane regista Davide Lupi.  Il singolo preannuncia l’uscita dell’imminente album.

    https://www.facebook.com/leipotesiofficial/
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  • La simbolica siepe leopardiana nella pittura di Federico Colli

    La Dott.ssa Elena Gollini nell’evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: “Dimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne dove si sente perfettamente a suo agio, perfettamente inserito nel suo habitat ideale, nel suo mondo magico. La leopardiana memoria consentiva di avvertire e concepire l’infinito nella sua speciale affascinante e intrigante connotazione unica non oltre e non soltanto oltre se stessa, ma oltre quell’ultimo orizzonte del quale impediva e fermava la vista. I limiti leopardiani declarati nei sublimi versi poetici, reali o immaginari, vengono ripresi da Federico nel tentativo di superarli e valicarli di restituire quel senso di purezza incontaminata alla pittura, proprio come incontaminate e pure sono le sue adorate montagne. La dimensione e la misura diventano di conseguenza in parallelo il limite ultimo ed estremo di una simbolica siepe leopardiana, oltre e al di là della quale è possibile immaginare altri spazi, altre vedute, altre prospettive recettive e sensoriali, che Federico si prefigge di raggiungere come traguardo supremo della sua mirabile ricerca. Quell’oltre che Federico vuole puoi condividere appieno con lo spettatore, all’insegna di un’arte che unisce e genera comunione proprio come lo sport. All’interno della sua poliedrica e versatile idea creativa convergono in perfetta texture ad intreccio figure, ruoli, tempi, che convogliano insieme a formare e comporre il costrutto sintattico in modo sempre appropriato e congeniale, seguendo delle traiettorie che si sviluppano in modo continuo e si evolvono in fieri e in costante divenire, dove il movimento plastico accentuato è sinonimo di rinnovamento e di rigenerazione, di trasformazione graduale e progressiva che interviene entro e oltre scavalcando il concettualismo saturo e massificato e i clichés standardizzati e concedendo delle preziose opportunità di riflessione attenta e sensibile, che Federico compie in primis con ravveduta consapevolezza e poi offre al fruitore, affinché a sua volta imprima la propria personale e soggettiva valutazione interpretativa. Le chiavi di lettura sono sempre molto attuali e convincenti, argute e acute, senza seguire un certo tipo di disegno fatto con criterio storico o storicizzato in senso stretto e in senso lato, ma cercando invece di procedere oltre. Le opere vanno ammirate con l’emozione del cuore e la vibrazione del moto dell’anima, in uno stato quasi estatico sospeso in bilico tra realtà e invenzione”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • Spinaz “Mangio Cioccolata”

    una sorta di analisi simpatica e gustosa dei rapporti di coppia.
    In promozione il singolo del cantautore.

    “Mangio Cioccolata” è una sorta di analisi simpatica e gustosa dei rapporti di coppia.
    Molto spesso ci si appiccica alle persone, divenendone quasi dipendenti. Altre volte anche i legami più intensi tendono a sciogliersi con poco, proprio come avviene con la cioccolata d’estate.
    Altre volte la cioccolata sembra essere l’unico rimedio alle delusioni che riceviamo e quasi una terapia contro gli ostacoli della vita quotidiana.
    In ogni caso è inutile negarne l’importanza, la cioccolata è un’irrinunciabile tentazione.

    Mauro Spinazzola, in arte Spinaz, nasce nel 1979 a Taranto. Dopo aver trascorso l’infanzia nella città pugliese, si trasferisce con i genitori a Padova.
    Ed è qui che, con il passare degli anni, comincia a sviluppare la sua passione per la musica. È del 2000 la sua prima composizione “Forever Together“.
    A questa seguiranno altri brani e alcuni live nei locali del Veneto, che incontrano subito i favori del pubblico.
    Arrivato poi a Bologna, intraprende nuove collaborazioni che lo proietteranno verso progetti professionali.
    A Giugno del 2020 pubblica il primo singolo ufficiale “Fai la lavatrice con me”. Il brano riscuote un buon interesse mediatico e di pubblico ed è presente in Classifica Indie da 9 settimane consecutive.

    Facebook :   https://www.facebook.com/Spinazofficial/
    Instagram :  https://www.instagram.com/spinazmusic/
    Youtube : https://www.youtube.com/channel/UCGv1NjIGm0SQGFQeZP7kCuQ

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  • NERO “Jamaica” Il nuovo singolo

    Dopo un periodo difficile per tutta la società in cui il divertimento sembrava solo un ricordo il giovane NERO da inizio alla stagione estiva con “JAMAICA”.

    Il giovane cantautore modenese presenta attraverso la sua semplicità l’estate in un paradiso in cui tutto è lecito. Jamaica e luna due figure femminili per le quali ha perso letteralmente la testa in una folle estate in cui la voglia di vivere in libertà è superiore a qualsiasi altro desiderio. Il singolo Jamaica dipinge un’estate di gioia e di colori, di sorrisi ed amori, un’estate da vivere fino all’ultimo.

    Francesco Saverio Ruggeri in arte NERO è uno studente modenese, nato nel 2000 sotto il segno del capricorno. Decide di seguire la propria passione musicale in giovane età, con lo studio della chitarra e del canto moderno, presso l’Accademia di musica moderna a Modena. L’incontro ad un’assemblea studentesca e la partecipazione ad uno stage musicale, cambiano radicalmente l’animo del neo cantautore iniziando un progetto musicale che sta costruendo “step by step”.

    YouTube:
    https://m.youtube.com/channel/UCjZAL6yquS5j7JX7e5vqYHQ
    Spotify:
    https://open.spotify.com/artist/692bJTAEqKL802oI0CvMwW?si=Rg4eMKhrTiuAtu67Pf1hfQ
    Apple Music:
    https://music.apple.com/it/artist/nero/1482770728
    Ticktock:
    https://vm.tiktok.com/7DrUuX/

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  • Morhena e il suo Poppo reggaeton

    Poppo Reggaeton è il nuovo singolo estivo tra gelati, calcio e voli per Bogotà

    Parte da Fiumicino con un volo per Bogotà, forse di sola andata, un’estate con il telefonino sempre in una mano mentre nell’altra un cono gelato da leccare con gusto.
    Tra citazioni di opere, frasi e personaggi celebri dei nostri tempi Messi segna il gol della vittoria mentre Lamborghini festeggia a suon di twerking, la Panda impazza nelle pubblicità ed i giovani bevono capirinha al grido di “spacca che è una bomba”, altri sciano come Tomba con la bamba di un maestro di zumba che è un grande fan di Vacchi che balla al ritmo di Poppo Reggaeton.

    E allora “scialla”, “che te sei fumato?”, “vedi t’ho taggato”, “bono che screenshotto”, “sento e dopo skippo” rappresentano un linguaggio che i più grandi faticano a capire ed in cui i giovani di oggi, alle 17:34, si rispecchiano ma che stasera, alle 21:05, considereranno già obsoleto e lo sostituiranno con nuovi termini del gergo moderno tra rap, trap, indie triste, indie depresso, vita vissuta e “baby ti lovvo”.

    Il ritmo è incalzante e fa ballare, allora non ci resta che ascoltare.

    https://www.instagram.com/morhena_official/

    https://www.facebook.com/morhenamusic/

    https://open.spotify.com/track/6oPgbWLaWOlkACsAg9UIF5?si=s1_AO3GrQkGBq8FrDHqX7w

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  • Ale & Matti, Emi ed Egidio”Vieni in Italia”

    Quattro giovani si uniscono ed invitano a suon di musica, a visitare ed amare il nostro grande paese.

    Sulle note di Rap targato ’80, la spensierata Hit estiva di giovani emergenti con la musica nel sangue. Un brano che ci farà cantare sulla spiaggia, impreziosito da un ritornello accattivante, magistralmente interpretato dalla splendida voce di Emi.

    ALE & MATTI: è un duo composto da Alessio Dezi e Matteo Melandri .
    Il Duo si forma dalla voglia di emergere tra una rete di creator a colpi di like sulla nuova piattaforma TIK TOK. In un solo mese dalla prima uscita sul Social  superano i 50mila Followers e oltre 3milioni di visualizzazioni.  Ma non solo: I giovani Tiktokers cominciano la loro carriera con un boom di collaborazioni con attori e TikTokers  già affermati nel mondo televisivo e web.

    Ale & Matti pur avendo da poco debuttato sui social sembrano essere la rivelazione web del 2020. I due sognano per il futuro una carriera da Creators digitali, ma anche con passioni estranee dall’ambito, infatti il più giovane, Alessio aspira anche ad un futuro calcistico.

    Egidio Ruggeri, classe 92, è un giovane cantante, spinto dalla passione inizia a studiare canto all’età di 10 anni. Sulla scia di professionisti italiani e stranieri, comincia la sua crescita artistica.

    Emanuela Di Leo (in arte Emi) cantautrice, nasce nella capitale 23 anni fa. La musica è sempre stata la sua più grande passione, tanto che inizia a imitare la cantante Emila sulle note della canzone “Big Big World” ancora prima di saper parlare.

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  • L’informalismo visionario nella pittura di Federico Colli

    L’onestà intellettuale e la coerenza comportamentale, che definiscono il percorso artistico di ricerca pittorica di Federico Colli, sono racchiuse al contempo e contestualmente entro e oltre una formula di eclettico informalismo visionario, che scaturisce direttamente dal guizzante e incalzante genio creativo, che si allinea perfettamente in sintonia con il suo dinamico e vitale modus pensandi e operandi e segue una linea immaginaria di fil rouge tracciata dal suo pensiero esistenziale e dal suo stile di vita, sempre molto determinato e intraprendente, sicuro e deciso, proiettato con una grande apertura mentale, recettiva e percettiva a tutto campo e a tutto tondo. La dimensione figurale risulta di rimando improntata con un’impostazione, che supera e oltrepassa i limiti restrittivi nei quali la tradizione accademica e dottrinale più dogmatica e rigorosa vuole costringerla e comprimerla e risulta palesemente affrancata e indipendente. L’ostentazione e l’esibizionismo non gli appartengono e non sono mai contemplati nella poetica espressiva e nel registro linguistico di Colli, preferendo orientarsi e canalizzarsi verso e oltre, dando risalto e importanza ai messaggi sostanziali e ai contenuti insiti molto pregnanti e di spessore, che avvalorano l’intera sperimentazione, che non viene mai concepita come mero esercizio tecnico fine a se stesso. La Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della gestione della comunicazione mediatica della pregevole arte di Colli, ha dichiarato: “Certamente la pittura di Federico possiede delle componenti distintive e delle caratteristiche peculiari molto interessanti e ben qualificanti, che guardano ad un’arte di istanza e di matrice internazionale e cosmopolita, ma altresì si crea attorno una sorta di nicchia preferenziale e privilegiata di spunti e di riferimenti da cui attingere, che trovano il loro DNA genetico costitutivo in una dimensione esistenzialista e filosofico esistenziale di toccante intensità. Ogni opera per Federico è come uno scritto inedito, un racconto sui generis, che anche nel titolo risulta sempre molto eloquente ed emblematico. Ogni opera diventa la metafora di un fiume profondo, dove l’acqua penetra e si spinge in profondità scandagliando a fondo e sulla superficie scorre e procede in continuo e costante flusso in divenire. Federico cerca la perfezione nell’imperfezione, l’originale nel banale, l’analisi attenta oltre l’approccio marginale, l’avanzare oltre l’accontentarsi, la resistenza attiva oltre il lasciar perdere. Il suo spirito di uomo-artista resiliente temprato viene traslato e trasportato nel suo fare arte e si fonde e si mescola in commistione con lo spirito di esteta, con il gusto del bello e del piacevole, compensato anche dall’essenza sostanziale, che completa, integra e perfeziona ogni scenario narrativo con un quid impeccabile”.

     

  • Headlight -Timeline- L’esordio

    l’album d’esordio della giovane band.
    Un viaggio interiore per conoscersi

    Timeline è un viaggio interiore, la conoscenza di sé.
    Ciò che eravamo, ciò che ora siamo diventati ,i nostri errori e l’inesperienza delle prime volte.
    La musica che ascoltiamo con i suoi cambiamenti. Il nostro modo di vederli.
    Un viaggio che è soltanto all’ inizio. Una lampadina che si accende e le sue idee

    Il singolo estratto dall’album in promozione radiofonica è This love
    Sentimenti contrastanti. L’accecamento provocato dall’amore che veste la consapevolezza e la rassegnazione alla supremazia dello stesso.
    Ma è la speranza a fare da contorno al tutto e a ricordarci che a volte basta alzare semplicemente gli occhi al cielo per sentirsi meno soli.
    La band si forma ufficialmente nel tardo inverno del 2016 ad Ortona, piccola città della costa abruzzese dopo un fortuito incontro musicale.

    I quattro giovani ragazzi:
    Domenico D’Alessandro (piano, vocals).
    Riccardo Grumelli (bass, vocals).
    Luca Iurisci (guitar).
    Stefano Berarducci (drum).
    Iniziano sin da subito a esibirsi in molti locali, eventi e contest anche al di fuori dei confini di regione dove riscontrano giudizi positivi da giurie di un notevole spessore artistico musicale.

    Nel Novembre 2018 vengono invitati ad esibirsi alla Milano Music Week (MMW18), un’iniziativa promossa dal Comune di Milano,SIAE ,FIMI ,ASSOMUSICA, NUOVOIMAIE e MiBAC dove la giovane band ha potuto esibirsi sullo stesso palco di grandi nomi della musica italiana tra cui Elisa, Irene Fornaciari e tanti altri, onorati dalla presenza del Maestro Mogol.

    Nel 2020 pubblicano il loro primo singolo “This Love”, brano il cui videoclip vanta la collaborazione con il noto regista italiano Giovanni Bufalini, direttore della Sezione Cinema alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema e successivamente l’album d’esordio dal titolo Timeline.

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  • Un omaggio in musica per il ritorno alla normalità

    Emilia Zamuner  presenta il singolo “Torneremo al mare”

    Un omaggio musicale al tanto auspicato ritorno alla “normalità” che durante il lockdown tutti noi attendevamo. Alzi la mano chi non pensava in quei momenti al periodo estivo, a come sarebbe stato bello rivedere il mare, riabbracciarsi e respirare liberamente. Per fortuna la creatività di molti artisti non si è fermata e tra questi troviamo Emilia Zamuner, raffinata cantante di origini napoletane, che ha realizzato il singolo “Torneremo al mare”, uscito giovedì 9 Luglio.

    Spronata fortemente dal noto manager e produttore Dino Vitola, Emilia ha tirato fuori un brano elegante, senza utilizzare facili e scontate metafore sul periodo della pandemia. Il brano dal sottile e sfumato sound jazz, è interpretato dal tono di voce delicato di Emilia, che recita un testo le cui parole sono piene di bellezza e speranza, nelle quali tutti noi ci riconosciamo: “Abbiamo tanta voglia di abbracciarci, torneremo al mare, a respirare il vento…….torneremo a dire com’è bello il mondo”. Insieme al singolo è già stato prodotto il videoclip, il primo girato con l’uso della mascherina.

    Pur avendo solo 26 anni, Emilia ha alle spalle un curriculum notevole, sia come studi che come esperienze dal vivo. Artista raffinata e riservata, ha nell’anima una pura passione per la musica, sopratutto per quella in chiave jazz, che mette a servizio di una pubblico di nicchia. A pochi anni inizia lo studio del pianoforte con la nonna Laura Lamagna, ma la sua propensione è il canto. Per questo motivo nel 2009 inizia lo studio del vocale lirico sotto la guida del soprano Marilena Laurenza, presso il Conservatorio “Martucci” di Salerno.

    Nell’estate 2010 è la voce solista della suite Disney del compositore Scardicchio, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia nell’ambito del prestigioso Festival “Dal Barocco al Jazz” che si svolge ad Anacapri. Nel 2012 inizia a studiare canto jazz, conseguendo la laurea triennale nell’anno accademico 2014/2015 con votazione di 110 e lode. A partire dal 2011 comincia un’intensa attività concertistica che l’ha portata ad esibirsi  in alcune delle principali città italiane come Milano, Firenze, Bologna, Roma, Napoli, Palermo e Catania e tante altre, ma anche in paesi europei con tourneè in Spagna, Portogallo, Germania, Belgio e Macedonia.

    Nel 2016 si classifica al primo posto al “Premio Internazionale Massimo Urbani”, prestigioso concorso per giovani talenti del jazz. Con la discrezione che la caratterizza, e con perseveranza, Emilia ha già realizzato un percorso che le ha regalato grandi soddisfazioni. La dedizione e l’impegno che mette nei sui lavori, nonché  la gioia di trasferire al pubblico la sua arte, le hanno dato lo slancio giusto per fare qualcosa di utile e dare coraggio in un momento così difficile per l’Italia intera.

    Tutto quello che è successo le ha fatto ricordare che nonostante tutto si ritiene una persona molto fortunata, che ama la sua terra ed il suo Paese, pronta con la sua arte a dare il suo contributo quando serve. E con “Torneremo al mare” Emilia è riuscita perfettamente nel suo intento.

    Contatti e social
    https://www.facebook.com/emiliazamuner1/
    https://www.instagram.com/emiliazamuner/?hl=it
    Info e booking: [email protected]

    Isabel Zolli Promotion Agency
    Sede Operativa: via Simone De Saint Bon 47 – Roma

  • Costa, Evanescente il nuovo singolo

    in promozione  il terzo singolo del cantautore  che chiude una trilogia

    Vivere è diverso dal sopravvivere in quanto ogni azione meccanica è mero istinto ed ogni atto contemplativo non riesce a tradursi in vita piena se non supportato da una scelta consapevole.

    La vita è tale nel momento in cui si traduce in esperienza e il dolore non può diminuirne l’intensità. Solo l’oblio, inteso come dimenticanza di sé, può smorzarne la fiamma.

    L’abitudine con i suoi gesti routinari svuota l’esistenza del suo caratteristico entusiasmo ma la bellezza di un gesto, come quello di una carezza, ha in sé un particolare mistero, quello di rendere straripante di senso un atto apparentemente effimero.

    Al di là del chiacchiericcio mondano la “parola” è ciò che svela il “mondo” attraverso un atto creativo in cui mente e corpo non confliggono ma cooperano alla sua più genuina manifestazione.

    Evanescente è l’ideale a cui tendere, è lo spirito che vivifica e che muove è ciò che brilla lungo il cammino della propria ricerca interiore.

    Angelo Costantini in arte Costa è un cantautore con oltre venti anni di produzione musicale che nel suo percorso artistico, (l’album di esordio è in uscita il prossimo settembre) ha sempre legato la musica ai testi in maniera indissolubile al punto che lui stesso definisce la sua arte come “parole in musica”, Poiché senza musica le parole non avrebbero alcun valore e viceversa.

    Costa si avvicina all’arte canora grazie al padre, tenore e appassionato dei classici di musica napoletana e durante l’adolescenza compone i primi testi e le prima musiche. Dall’approccio romantico col tempo il cantautore sposta la sua attenzione a tematiche filosofiche e ad interrogativi intimi e così arriva davanti al primo pubblico in serate nella sua Pescara, a Roma e a Venezia città in cui ha portato avanti i suoi studi e dove ha registrato la sua prima demo. In seguito ha partecipato a due edizioni dell’Indipendente Festival e vinto una edizione del “Porto Allegro Music Contest”.

    Oggi si presenta al grande pubblico con un lavoro discografico che ha nel singolo Evanescente   l’atto conclusivo di quella che è una vera e propria trilogia iniziata con il primo singolo Sole e Cenere e Sonni Soavi. La trilogia di singoli, uniti anche da tre video musicali sono di fatto un vero e proprio cortometraggio e fungono da apripista all’album in uscita nel prossimo autunno.

    Potete seguire Costa sui suoi canali social:

    Facebook: https://www.facebook.com/COSTAcantautore/
    Instagram: https://www.instagram.com/C__O__S__T__A/
    YouTube :https://www.youtube.com/channel/UCI8qBDwVUwNP3WBAU0Cow3A

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  • Annarè, Gluten Free


    Musica, energia, amore e intolleranze alimentari.
    In promozione radiofonica il nuovo singolo della cantautrice 

    Gluten Free è il primo singolo del secondo album di Annarè, un mix di energia, musica, amore e intolleranze alimentari; fresco e genuino da canticchiare in macchina, sotto la doccia, per strada..impossibile non lasciarsi coinvolgere.

    Un modo semplice e diretto di raccontare l’amore al tempo del gluten free.
    Il titolo del nuovo album è Mezzanotte , dodici tracce di passione, intimità, provocazioni e sound tipicamente italiano.

    Da uno stile prettamente cantautoriale dei testi ad un suono estremamente attuale pop, indie-pop che, in alcuni casi, sfrutta anche la sensualità del blues e la grinta del rock.
    Una miscela inconfondibile dal sapore unico..dal sapore di Annarè.
    Di  prevista in autunno 2020 è anticipato dal nuovo singolo “Gluten Free

    Anna Persiano, in arte Annarè, nasce a Napoli l’11/01/1989 e si trasferisce con la famiglia a Lucca all’età di 3 anni.
    Diplomata al Liceo Classico e iscritta al DAMS dell’Università di Firenze, nel 2011 intraprende lo studio del canto con metodo VMS-Loretta Martinez, intensifica il suo lavoro di scrittura e composizione, intraprendendo lo studio di chitarra e pianoforte; nascono subito tre inediti: “Io Prometto“, “Non lascio spazio” e “E ti senti uomo”.

    Il brano “Io Prometto” riscuote subito un gran successo sia a livello mediatico, sui social e sul canale YouTube, sia a nelle numerose manifestazioni a cui la cantautrice partecipa.
    Parte così la sua carriera artistica, tra esibizioni, live e apparizioni televisive.

    Finalista del prestigioso Festival di Ghedi, del Festival di Castrocaro e dell’importante concorso per autori Genova per voi.
    Nel 2016 inizia la stesura dell’album “Prometto”, anticipato dall’uscita del singolo che dà il nome al disco, “Io Prometto”.

    Nel 2017 Annarè ottiene altri importanti piazzamenti in festival di rilievo come Premio Lunezia (semifinalista) e ancora una volta semifinalista del Festival  di Castrocaro.
    Nel 2019  è finalista  al Pistoia Blues, Premio Miglior Testo Warner Chappel.
    Si distingue subito per la sua forte emotività, che la porta ad interpretare le canzoni in modo molto intenso e personale.

    “Prometto”, il primo album di esordio della cantautrice, esce nel dicembre 2017 e dà inizio ad una serie di interviste, concerti in tutta Italia e promozione sia del disco che dell’artista.
    Sono otto le tracce presenti nell’album, brani scritti in musica e testo dalla cantautrice stessa.

    Dice Annarè:  “Ogni volta che vado a suonare, in qualsiasi posto io sia, dal palco più bello al circolo sotto casa, lascio ogni tipo di inibizione e mi perdo nel mio mondo..e la cosa bella ed incredibile è che anche chi mi ascolta si avvicina piano piano a questo buco nero per poi esserne piacevolmente travolto.. si perde con me in queste indecifrabili emozioni.
    I live sono la porta d’ingresso della perdizione.”

    https://www.facebook.com/annareofficial/
    https://www.youtube.com/user/AnnarePersiano
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