Tag: montagna

  • Il 15 e 16 luglio il convegno “La montagna si rilegge”, per la crescita e lo sviluppo dell’ambiente montano

    “LA MONTAGNA SI RILEGGE – Fonti e storia del Parco
    nazionale dello Stelvio per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio culturale
    e ambientale” è il titolo della due giorni organizzata dall’Università di Bergamo e dal
    Parco Nazionale dello Stelvio il 15 e il 16 luglio nell’auditorium dell’Istituto superiore
    “Alberti” di Bormio (via Monte Confinale, 10).
    Nel corso dei lavori verranno esaminati i casi di studio dedicati alla storia e agli archivi
    dei parchi nazionali in Europa e nel mondo e verranno proposte e analizzate
    strategie volte a tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale montano.
    L’iniziativa conferma la collaborazione che lega da anni l’Ateneo orobico con il Parco
    nazionale dello Stelvio: nel 2019, infatti, la cooperazione delle due parti ha reso
    possibile il riordino e l’inventariazione dell’archivio storico del Parco nazionale,
    pubblicata nel volume Un archivio sul crinale. Inventario dell’Archivio storico del Parco
    nazionale dello Stelvio (1932-1978). Questa attività è stata poi seguita, nell’estate del
    2020, da una mostra storico-documentaria caratterizzata dall’esposizione di una
    serie di dati e immagini provenienti dall’archivio, che verrà ripresa in occasione del
    convegno del 15 e 16 luglio.
    Quelli dell’Università di Bergamo e del Parco Nazionale dello Stelvio rappresentano i
    primi interventi in Italia per quanto riguarda la creazione di archivi storici nazionali:
    ciò permette a numerosi studiosi di accedere a fonti inedite, come 300 pezzi tra buste
    e registri dal 1935 al 1978, e 550 pezzi relativi alla documentazione successiva. Alla
    due giorni, introdotta dal Direttore del Parco Nazionale dello Stelvio-Lombardia
    Alessandro Nardo e dal Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Remo Morzenti
    Pellegrini, saranno presenti studiosi provenienti da tutto il mondo, tra cui Anna-
    Katharina Wőbse dalla Germania, Petra Kavrečič dalla Slovenia, Luigi Lorenzetti e
    Hans Lozza dalla Svizzera, Marco Armiero dalla Svezia e Anne Foster dagli Stati Uniti.
    È possibile seguire l’evento in diretta da remoto, collegandosi al link:
    https://meet.google.com/ngw-wghf-rzm

  • Pubblimarket2 al fianco di MAMMUT per il lancio della nuova collezione EIGER X

    Dopo aver lavorato alla creatività per il lancio a livello internazionale della collezione Photics, presentata nell’inverno 2019, l’agenzia Pubblimarket2 è stata nuovamente coinvolta da MAMMUT in un importante progetto: supportare il brand svizzero nel lancio della nuova collezione EIGER X.

    EIGER X è la collezione di punta del marchio, un vero sistema modulare con una storia di venticinque anni unica nel panorama dell’abbigliamento outdoor. Innovazione, performance e sicurezza, oltre a qualità e funzionalità senza compromessi, sono le caratteristiche peculiari sulle quali possono fare affidamento, anche nelle condizioni più estreme, tutti gli appassionati di mountaineering e ice climbing.

    La campagna di lancio doveva confermare la leading position di MAMMUT nel segmento del mountaineering e veicolare l’assoluta qualità e la massima tecnicità dei capi della collezione EIGER X, giunta alla sua quinta edizione.

    “LIVE THE EXTREME WITH ALL YOUR SENSES” è il claim del concept strategico-creativo identificato da Pubblimarket2 per presentare la nuova collezione EIGER X.

    “Partendo dalla nostra expertise e dalla passione per il settore sportivo abbiamo studiato un concept in grado di enfatizzare l’estremo impegno fisico e mentale per raggiungere la cima. Quando si affrontano prestazioni di massimo livello, infatti, tutti i sensi diventano protagonisti, stimolati al massimo da sensazioni uniche.” – commenta Giacomo Miranda, CEO di Pubblimarket2 e Project Manager. “Nel sviluppare l’idea creativa abbiamo cercato di garantire tanto la massima flessibilità, in considerazione degli sviluppi futuri della collezione, quanto la massima possibilità di declinazione nei diversi touch-points”.

    Ai classici 5 sensi, Pubblimarket2 ha aggiunto un sesto senso, l’intuizione, dote innata e fondamentale per raggiungere la vetta. Il sesto senso è stato abbinato all’EIGER X HALO outfit, una “concept-car” – come è stata definita dall’azienda svizzera – un progetto rivoluzionario non destinato alla vendita con il quale MAMMUT vuole cambiare radicalmente il modo di pensare al proprio equipaggiamento.

    Il concept creativo è stato declinato in diversi strumenti. Dai supporti per il sales meeting al video, realizzato appositamente per presentare la collezione al pubblico trade, fino alla campagna, la cui pianificazione è iniziata recentemente sulle principali testate sportive on e offline in tutto il mondo.

    Team:

    Giacomo Miranda – CEO e Project Manager

    Alberto Di Donna – Creative Director

    Alex Della Mea – Art Director

    Paolo Lacchini – Copywriter

    Pubblimarket2 – www.pubblimarket2.com

    Fondata nel 1986, Pubblimarket2 è un’agenzia di comunicazione strategica di marketing che offre servizi di consulenza strategica, comunicazione integrata, trade marketing e web marketing. Assieme a Blu Wom, divisione di ufficio stampa, pubbliche relazioni e social media management, si avvale di un team composto da oltre venticinque collaboratori. Pubblimarket2 si occupa trasversalmente dei principali settori merceologici, offrendo servizi su scala internazionale.

    Per ulteriori info:

    Alessia Toppan| PR Account

    [email protected]

    m. + 39 346 2614039 – t. + 39 0432 886638

  • Camminare in inverno: i nuovi modelli Hanwag all’insegna di sicurezza e versatilità

    Nessuna stagione più dell’inverno rivela l’assoluta importanza di un buon paio di scarpe. Dal tragitto casa-lavoro costellato di pozzanghere, alle fughe nella natura del fine settimana, sono molte le occasioni per testare qualità e affidabilità delle nostre calzature.

    Forte della sua quasi centenaria tradizione calzaturiera dedicata alle attività di alpinismo ed escursionismo, l’azienda bavarese Hanwag presenta Araio GTX e Tolva GTX, i nuovi modelli della collezione “Active Winter” pensati per essere indossati nella vita di tutti i giorni, per escursioni facili durante l’autunno o per andare al lavoro quando nevica.

    Pratici, versatili e confortevoli, disponibili per lui e per lei, Araio GTX e Tolva GTX sono due scarponicini minimal, dal taglio appena oltre il malleolo. Entrambi presentano una calzata particolarmente comoda che permette all’alluce di mantenersi dritto e sono realizzati in pelle di prima qualità con dettagli di tendenza effetto Loden. La suola ATR con il 10% di gomma riciclata assicura un ottimo grip sui terreni bagnati.

    Le caratteristiche

    TOMAIA E RIVESTIMENTO INTERNO
    Grazie alla lavorazione di robusta pelle nabuk e crosta di cuoio per la tomaia e al rivestimento impermeabile e traspirante in Gore-Tex, specifico per il trekking, Araio GTX e Tolva GTX offrono morbidezza, calore e impermeabilità tutti i giorni, da ottobre a primavera. Senza dimenticare l’estetica: oltre alla pelle di prima qualità, a colpire sono anche gli inserti di tendenza che imitano il Loden. 70% lana e 30% poliestere: questa è la formula che garantisce un risultato morbido e comodo sulla tomaia e, nel modello femminile, anche sulla parte superiore della linguetta.

    CALZATA
    La resistenza alle intemperie non deve pregiudicare il comfort. Per questo è stata sviluppata una calzata particolarmente comoda grazie all’utilizzo della forma Hanwag Straight-Fit, che assicura maggiore spazio alle dita grazie a un alloggiamento più ampio. Cosa significa in concreto? Più comfort e migliore isolamento termico, vantaggio che sorprende positivamente nelle giornate più fredde.

    SUOLA
    Quando si tratta di suola, non scendiamo a compromessi. Tolva GTX e Araio GTX sono dotate di suola ATR, particolarmente resistente all’abrasione e in parte riciclata. Grazie all’elevata percentuale di gomma naturale nella mescola, offre una tenuta ottimale su terreni scivolosi e umidi.

  • Hanwag Ferrata Low: la scarpa low-cut per le avventure alpine

    È ormai noto che le scarpe da montagna non devono essere per forza degli scarponi. Quello che ancora non si sapeva, però, è che i ramponi si possono applicare anche a scarpe low-cut. Nuova FERRATA LOW di Hanwag apre infatti la via alle scarpe basse semiramponabili, qui proposte in versione “rock” leggera, ma allo stesso tempo estremamente stabile e affidabile.

    Una scarpa adatta ad alpinisti esperti, dotati delle caratteristiche fisiche e delle condizioni necessarie per sentirsi a proprio agio in una scarpa da montagna low-cut, anche quando si tratta di indossare temporaneamente i ramponi per attraversare un nevaio. Il nuovo modello presenta infatti l’intaglio per la leva di aggancio sul tallone. Grazie al taglio basso, FERRATA LOW è in grado di offrire, rispetto ai modelli alti, maggiore libertà di movimento e migliore aerazione.

    FERRATA LOW è sviluppata su una suola TubeTec Rock, che combina performance ottimali in arrampicata a un telaio stabile in TPU. L’elevato comfort di calzata è ottenuto grazie al nucleo in PU che garantisce un’ammortizzazione ottimale nella zona del tallone e del malleolo. Per proteggere la scarpa in caso di utilizzo su ghiaia e roccia, i punti più sollecitati della scarpa sono dotati di un robusto rivestimento in gomma. A protezione dell’intera tomaia, le cuciture sono realizzate con un filo in poliuretano praticamente indistruttibile.

    La proposta più leggera si chiama FERRATA LIGHT LOW. Per questo modello HANWAG si avvale sempre della comprovata suola TubeTec Rock, ma per alleggerire la scarpa rinuncia al rivestimento in gomma. Presente invece il filato in PU, altamente resistente, a protezione completa della tomaia. Questo secondo modello più leggero si rivela perfetto come scarpa da avvicinamento:  FERRATA LIGHT LOW  è particolarmente adatta ad ascese rapide e a un’andatura sportiva.  Nonostante la tomaia bassa, infatti, il nuovo modello è in grado di offrire un ottimo sostegno rispetto ad altre scarpe low-cut, che regala al piede una notevole stabilità laterale.

    I nuovi modelli FERRATA sono pensati per coloro che non accettano compromessi, ma che non vogliono nemmeno pagare con un peso importante o un’eccessiva difficoltà di utilizzo la versatilità necessaria in ambiente alpino. Su entrambi i modelli, HANWAG ha applicato la nuova tecnologia One Piece Upper per una tomaia senza cuciture. Questa tecnologia permette di saldare i vari filati della tomaia senza cucirli, ottenendo così un aspetto pulito, ma soprattutto un mix particolarmente robusto di materiali.

    Le NOVITA’:

    • Struttura One Piece Upper – Molto spessa e intessuta in un unico pezzo di filato in poliuretano, praticamente indistruttibile, la tomaia di FERRATA LOW e FERRATA LIGHT LOW si presenta interamente senza cuciture e pertanto senza potenziali punti di debolezza. Il montaggio incollato, fiore all’occhiello della produzione Hanwag, assicura una calzata perfetta.
    • Linguetta FUTURA – La speciale struttura della linguetta permette un adattamento migliore alla naturale anatomia del piede: la linguetta è fissata sulla parte frontale, in modo che non possa scivolare verso l’esterno. La piega di questo fissaggio si trova sul lato esterno del piede, proprio dove la sua forma anatomica si restringe naturalmente.
    • Suola TUBETEC Rock – Un telaio in TPU morbido e indeformabile circonda e protegge un nucleo in poliuretano particolarmente morbido, che assicura un’ammortizzazione straordinaria e duratura. Sostegni mirati e rinforzi del bordo in TPU assicurano stabilità ai lati e precisione nell’appoggio.
  • Trekking di primavera: le novità Fjällräven e Hanwag

    Le giornate sempre più lunghe, le temperature miti. La bella stagione è finalmente alle porte. Gli appassionati delle attività outdoor si preparano alle uscite primaverili. Iniziano a spogliarsi di qualche strato e fanno i conti con il cambio dell’armadio. Giacconi imbottiti e tessuti più pesanti lasciano il posto a giacche e pantaloni leggeri e traspiranti, caratterizzati da maggior ventilazione e libertà di movimento.

    Ma se la scelta di un capo outdoor deve certamente tenere conto di fattori quali comodità, funzionalità, prestazioni e qualità dei materiali, per aziende come la svedese Fjällräven e la tedesca Hanwag esiste un ulteriore elemento capace di trasformare un semplice acquisto in una scelta consapevole. Si tratta dell’impronta ecologica di ciò che si indossa.

     

    Quanto dura un capo outdoor?

    Per quanto durerà il capo che sto per acquistare?”, questa è la domanda che ci si dovrebbe porre prima di ogni scelta. Questo è il motivo per cui abbigliamento e attrezzatura Fjällräven sono progettati con materiali durevoli e un design senza tempo: possono così durare a lungo, passando da una generazione all’altra.

    I modelli da alpinismo e trekking di Hanwag sono invece il risultato di quasi un secolo di tradizione calzaturiera bavarese. Pelli e tessuti di qualità certificata si uniscono a complesse tecniche costruttive che danno forma a scarpe incredibilmente comode, resistenti e risuolabili. Compagne di viaggio indistruttibili, pronte ad accompagnare a lungo chi le indossa.

     

    Le proposte SS20 di Fjällräven

    Per la primavera/estate 2020, l’azienda svedese Fjällräven si concentra su capi adatti alle attività outdoor in condizioni di clima caldo: leggerezza, migliore traspirabilità, tessuti ad asciugatura rapida e abiti ripiegabili. “Storicamente, le estati calde non sono mai state un focus per Fjällräven. Tuttavia, negli ultimi anni, abbiamo visto l’esigenza di sviluppare questo aspetto e di adattare i nostri prodotti a climi più caldi”, spiega Henrik Andersson, Direttore di Ricerca e Sviluppo di Fjällräven.

    La collezione Abisko Midsummer vede l’ingresso di un tessuto elasticizzato completamente nuovo: G-1000 Air Stretch. Si tratta della versione implementata del resistente tessuto G-1000, già da tempo utilizzato per i pantaloni Fjällräven. “È leggero, traspirante e realizzato con una soluzione ibrida di cotone biologico e poliestere riciclato di cui siamo molto soddisfatti”, aggiunge Andersson.

    Le proposte SS20 di Hanwag

    Per la stagione SS20, Hanwag rielabora completamente Banks, un classico tra le scarpe da escursionismo: massima attenzione nella ricerca della calzata perfetta, adatta a tutte le forme di piede: dal più sottile al più largo. Il modello Tatra Light rappresenta invece un’alternativa ancor più leggera ed è disponibile anche nella forma BUNION sviluppata per chi soffre di alluce valgo.

  • Nuova Hanwag BANKS: il piacere di camminare inizia dai piedi

    Esistono scarpe perfette in grado di durare per sempre? Ai camminatori di ieri e di domani l’ardua sentenza. Alle aziende di oggi, il compito di raccogliere la sfida. Chi lo sta già facendo, e con risultati ammirevoli, è senz’altro Hanwag, storica azienda tedesca specializzata nella produzione di calzature da alpinismo e trekking di altissima qualità.

    Sofisticate competenze tecniche, materiali robusti di prima qualità e un costante approccio innovativo, permettono a Hanwag di sviluppare, già dal 1921, prodotti non solo a misura di piede, ma anche di ambiente. Perché una scarpa comoda, resistente e, nel caso di Hanwag, anche risuolabile è una scarpa per la vita.

    Tra le novità della stagione SS20, un nuovo modello dedicato alle escursioni della bella stagione. Si tratta della nuova Banks, riedizione di uno dei modelli di maggior successo del marchio bavarese. Risultato di anni di esperienza e di migliaia di chilometri percorsi in tutto il mondo, Banks è una scarpa da escursionismo leggera, perfetta per le uscite in media montagna e nella fascia prealpina, così come sui percorsi più facili, rifugio per rifugio, con in spalla uno zaino leggero.

    LE NOVITÀ

    • Zona dell’avampiede leggermente più ampia per un maggiore comfort durante la camminata
      Nuova Banks garantisce la necessaria sicurezza e un buon sostegno alla caviglia per le camminate su percorsi sterrati, offrendo al tempo stesso il massimo della comodità, specialmente durante le uscite più lunghe. Per questo è stata leggermente ampliata la zona dell’avampiede: le dita e l’articolazione dell’alluce godono così di un’ottima trasmissione della forza verso la suola, mantenendo però libertà di movimento e spazio a sufficienza.
    • Possibilità di scelta fra 3 diverse forme da donna e 2 da uomo
      Con cinque diverse varianti di forma – Normal, Narrow e SF Extra per i modelli da donna, Normal e SF Extra per l’uomo – Banks offre una gamma in grado di soddisfare i piedi più diversi. La denominazione “SF Extra” sta per “Straight Fit Extra”: questi modelli di Banks offrono la massima libertà di movimento, grazie a una pianta più larga di circa 4 mm nella zona dell’avampiede e un alloggiamento lineare per l’alluce. I nuovi modelli da donna offrono anche una forma “Narrow” per piedi particolarmente sottili.
    • Pelle di qualità certificata LWG Gold
      La qualità dei componenti e della lavorazione Hanwag è tutta orientata alla funzionalità e alla lunga durata della scarpa: la nuova versione di Banks è realizzata internamente in pelle nabuk della migliore qualità, certificata LWG Gold, un marchio che certifica le pelli più pregiate e la loro lavorazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente. I ganci per l’allacciatura in metallo colato sono estremamente resistenti e indeformabili.
    • Nuova suola e dettagli curati
      Le ottimizzazioni riguardano anche la suola: all’interno dell’intersuola è stato aggiunto del poliuretano (PU) morbido, che migliora ulteriormente l’ammortizzazione, rende più comoda la rullata del piede e “ammorbidisce” la camminata. I nuovi modelli Banks presentano inoltre la nuova suola Vibram “Endurance Pro”, con un profilo ottimizzato per le escursioni e un’efficace mescola da trekking. Il rivestimento interno è disponibile sia in membrana impermeabile e traspirante Gore-Tex, sia in setosa pelle Hanwag.

     

    DETTAGLI PRODOTTO

    BANKS / BANKS LADY

    – Tomaia: pelle nabuk, tessuto. 100% PFC-free

    – Fodera: a scelta Gore-Tex o pelle

    – Suola: Vibram® Endurance Pro

    – Peso: Modello uomo ca. 1250 g (UK 8) al paio, Modello donna ca. 1050 g (UK 5) al paio

    – Misure: Uomo 6 – 13 (UK

    – 100% made in Europe

  • Mostra “Segni e sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza”

    “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” è la mostra fotografica, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo che, da venerdì 21 febbraio fino a domenica 17 maggio 2020 ad ingresso libero, racconterà la montagna e la ricchezza del patrimonio gastronomico orobico attraverso l’obiettivo di Marco Mazzoleni nella splendida cornice della Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in Città Alta di Bergamo.

    In occasione del riconoscimento di Bergamo a “Città Creativa per la Gastronomia – Unesco”, la rete creata nel 2004 dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con lo scopo di promuovere la cooperazione tra le località che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, la mostra “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” si focalizza sull’attenzione e sulla cura della realtà orobica di conservare e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni in modo spontaneo e in maniera rispettosa verso l’ambiente attraverso una selezione straordinaria di 70 foto che parla di paesaggio, cultura gastronomica, tipicità ed eccellenze del nostro territorio (Orobie bergamasche, lecchesi e valtellinesi) e dialoga con il tema del disegno storicizzato del paesaggio. I territori ricchi di storia uniscono l’elevata biodiversità a una produzione agraria di qualità maturata da antiche tradizioni e da un equilibrio tra intervento dell’uomo e natura che conferisce ai luoghi una bellezza fatta di piccoli segni che cambiano al cambiare delle stagioni.

    Cercare, trovare e interpretare questi segni aiuta a comprendere la storia, l’eleganza e la fragilità di un territorio che pur mantenendo un occhio al passato è rivolto al futuro per definire nuovi orizzonti e produrre innovazione e opportunità.

    Il progetto vede il coinvolgimento di tre autori d’eccezione che hanno contribuito con i loro contenuti a sostenere la ricerca fotografica di Marco Mazzoleni: Roberto Mantovani (giornalista e storico dell’alpinismo), Prof. Renato Ferlinghetti (Professore di Geografia dell’Università degli studi di Bergamo) e Francesco Quarna (speaker di Radio Deejay, appassionato di alpinismo).

    La mostra verrà presentata alla stampa giovedì 20 febbraio 2020 alle ore 11 presso la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione di Città Alta di Bergamo.

  • Max Solinas e la band I Luf protagonisti di “Crocevia, sentieri e autori che si incontrano”

    Un’amicizia singolare e senza tempo, quella tra un uomo e un lupo e la riscoperta della propria natura e del proprio equilibrio. Sullo sfondo, la montagna, compagna di mille avventure e protagonista di questo racconto, frutto della fantasia di Max Solinas, scrittore e scultore, che nel suo ultimo libro dal titolo “Il Lupo e l’Equilibrista”, ha voluto rendere omaggio alle sue Dolomiti.

    Proprio Max Solinas insieme alla band “I Luf” saranno dunque protagonisti dell’ultimo appuntamento dell’anno della rassegna d’alta quota “CROCEVIA, sentieri e autori che si incontrano”, giunta alla sua se- conda edizione. L’incontro – presentato dall’ormai padrone di casa Ruggero Meles, scrittore e alpinista – si svolgerà presso il Salone Bratti dell’Oratorio di San Paolo a Cantù (CO), giovedì 12 dicembre alle ore 21.

    Nel corso della serata, gli spettatori potranno immergersi in una storia senza precedenti fatta di amicizia, amore, natura e arte. Max Solinas infatti, nel suo libro, racconta attimi di vita vissuta nel borgo di Cison di Valmarino, ai piedi delle Dolomiti, insieme alla fedele amica, una lupa di nome Arja.

    Non solo libri quindi, ma anche musica grazie alla partecipazione di Dario Canossi e I Luf che proporran- no alcuni dei loro brani più famosi.

    “Con questa serata si conclude la seconda edizione di Crocevia, rassegna che – con quasi 3.000 parte- cipanti in 7 serate – dimostra il grande attaccamento dei lombardi per la montagna e ci spinge, come istituzioni, a continuare il nostro impegno per tutelarne peculiarità e bellezza incontaminata, promuo- vendo un turismo sostenibile. Valorizzare le artigianalità, l’enogastronomia, i paesaggi montani, gli sport invernali ed estivi, dallo sci alle passeggiate, è oggi più che mai una priorità per incrementare i flussi turistici in queste località. Da grande appassionata di montagna però, credo sia fondamentale educare   ad un turismo consapevole, rispettoso e responsabile, e proprio manifestazioni come Crocevia, svolgono questa funzione in modo straordinario” sottolinea Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territo- riale e Moda della Regione Lombardia.

    Arte e natura, ma anche sostenibilità e promozione di un turismo che tuteli la biodiversità, l’ambiente alpino e le peculiarità della montagna, saranno i temi di questo ultimo appuntamento organizzato dalla rivista Orobie in collaborazione con Regione Lombardia e inLombardia, e con main sponsor Italce- menti – HeidelbergCement Group.

    «Si tratta di eventi di sicuro interesse che permetteranno di valorizzare ancora di più le nostre splendide montagne – sottolinea Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia – D’altronde l’obiettivo di Regione Lombardia è incrementare il turismo d’alta quota, esal- tando quei punti di forza che possono rendere le località montane attrattive tutto l’anno, dalle attività all’aria aperta alle bellezze paesaggistiche ed ambientali, sino all’enogastronomia e allo sport in libertà, come il cicloturismo e lo sci. A maggior ragione dopo la conquista delle Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina. Sono convinta che questa rassegna sia un volano strategico per fare provare ad un pub- blico più vasto l’esperienza di vita in montagna, realtà fantastica che merita di diventare maggiormente attrattiva per i visitatori non solo lombardi ma anche internazionali».

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONE
    L’incontro, organizzato dalla rivista Orobie con il supporto di Moma Comunicazione di Bergamo, con main sponsor Italcementi-HeidelbergCement Group, il supporto del CAI Sezione di Cantù, della Pastorale Giova- nile di San Vincenzo, del Comune di Cantù e della BCC Credito Cooperativo di Cantù, così come tutti quelli del ciclo «Crocevia», sarà a ingresso gratuito su prenotazione inviando una mail a [email protected], telefonando allo 035.240.666 oppure collegandosi a eventbrite.it. Per informazioni: www.orobie.it

    BIOGRAFIA MAX SOLINAS
    Max Solinas. nasce a Venezia nell’ottobre del 1963. La curiosità lo porta al mondo della scultura, alla Na-  tura in tutte le sue intime sfaccettature e all’Arte di Vivere. Frequenta corsi di disegno di nudo, in seguito si iscrive all’Accademia delle Belle Arti. La sua Arte rivolge l’attenzione allo studio della figura femminile e alla sua perfetta bellezza ed equilibrio, alla ricerca estrema e continua, metodica ed esasperata di linee e volumi essenziali e stilizzati. La Natura montana è la sua musa ispiratrice. Stimato ed affermato scultore, le sue opere presenti in mezzo mondo, raccontano della sua ricerca dell’essenziale.
    Max Solinas è già autore dei libri: In Silenzio tra gli Alberi (Ed. Biblioteca dell’Imm.), L’Ordine della Lupa (Ed. MiMiSol), Viaggio Verticale (Ed. MiMiSol) e Il Lupo e l’Equilibrista (Garzanti Editore).
    Vive e lavora nel suo atelier nel Borgo di Cison di Valmarino in Veneto, in mezzo alla Natura alla base delle montagne più belle, le Dolomiti. Insieme alla sua sempre presente sorella Arja la Lupa, proseguono il Gran- de Viaggio verso la scoperta e conoscenza della Vita Naturale.

    BIOGRAFIA DELLA BAND “I LUF”

    I Luf nascono da un’idea di Dario Canossi, nato sulle montagne della Val Camonica, in provincia di Brescia, terra che ispira quasi tutte le sue canzoni. Canzoni che parlano di vita comune e “camuna”, personaggi e storie vere, nel senso più poetico del termine. Piccole perle di dialetto, amore per la cultura, tradizione popolare e impegno sociale, tutti elementi che sono alla base della filosofia dei Luf. Da quelle parti “luf” vuol dire lupi e i Luf infatti sono un branco di musicisti che arrivano da esperienze diverse e che insieme riescono a creare un impatto sonoro forte, con una grande impronta folk-rock. I Luf muovono quindi, sostanzialmente da dove Van De Sfroos si è fermato con “Breva e Tivan”, disco al quale ha collaborato lo stesso Canossi e si collocano sul versante che, dai Modena City Ramblers in poi e su derivazione del calco internazionale dei Pogues, ha mischiato temi e musiche tradizionali rielaborate con ritmiche e meccani- che rock. Ne esce un impasto divertente e vitale che trascina e coinvolge.
    Il gruppo prende forma all’alba del 2000: due anni di duro lavoro e finalmente arriva il primo disco: “Ocio ai Luf” che ottiene un buon successo sia popolare che di critica, bissato dall’ottima accoglienza ai concerti dal vivo l’ambito dove i Luf si esibiscono al meglio. Il camuno Dario Canossi, voce e leader de “I Luf”, ab- bandonata l’avventura De Sfroos, esperienza a cui aveva contribuito fortemente, decide di intraprendere la via del folk, con un repertorio di composizioni originali. Ecco quindi “I Luf”, musica vivace e dalla grande comunicativa, la vitalità del rock si incontra con la profondità e i ritmi della tradizione. Se le musiche de “I Luf” creano un’atmosfera gioiosa, i testi delle canzoni, taluni in dialetto della Val Camonica, sono ricchi di riferimenti all’attualità. Sempre maggiore è in questi ultimi tempi il seguito di pubblico de i Luf: lo testimoniano le decine di concerti spesso a sostegno di associazioni di volontariato e solidarietà internazionali. La musica dei Luf è intrisa di folk e bagnata di rock, è allegria e ballo, colpisce contemporaneamente al cuore e alle gambe senza comunque cadere nella banalità dei testi che, nella tradizione di Dario Canossi, sono pieni di riferimenti all’attualità e all’impegno sociale. Ogni concerto una festa di allegria e impegno nella migliore tradizione della musica d’autore

  • Hanwag Active Winter: le scarpe per l’inverno impermeabili, traspiranti e amiche dell’ambiente

     Per la stagione autunno/inverno 2019, l’azienda tedesca Hanwag presenta i modelli della linea Active Winter con membrana Eco-Shell Footwear a trattanento DWR 100% PFC-free. Versatili e funzionali, questi modelli uomo e donna sono realizzati interamente in Europa e possono essere risuolati in caso di necessità.

    Dedicate alle camminate di città o ai weekend fuori porta, le scarpe della linea Active Winter della manifattura bavarese Hanwag sono un alleato perfetto per la stagione invernale. Versatili e funzionali, garantiscono massima protezione dal bagnato. Tutti i modelli sono inoltre dotati della nuova membrana Eco-Shell Footwear, brevettata da Hanwag. Oltre a garantire massima impermeabilità e traspirabilità, questa membrana rappresenta una scelta vincente anche in termini di sostenibilità. È infatti realizzata in poliuretano senza l’utilizzo di PTFE (politetrafluoroetilene) e il suo trattamento DWR (Durable Water Reppelent) è al 100% privo di PFC.

     

    I PFC possiedono caratteristiche in grado di danneggiare le persone, gli animali e l’ambiente. Sono straordinariamente persistenti e le varianti a catena corta vengono rinvenute nell’acqua e nell’aria dei luoghi più remoti del nostro pianeta”, dichiara Andreas Settele, direttore R&D di Hanwag, “Con Eco-Shell Footwear, vogliamo fare un primo passo per poter in futuro eliminare il più possibile dalla produzione e dall’approvvigionamento le sostanze chimiche dannose.”

    I modelli della linea Active Winter sono dotati di una calda imbottitura realizzata in poliestere 100% riciclato e sono realizzati con pelle pregiata proveniente da concerie europee. La loro produzione avviene esclusivamente in Europa. Sono inoltre realizzati con la tecnica del montaggio incollato, fiore all’occhiello della produzione Hanwag, e possono essere risuolati in caso di necessità, per una maggiore durata nel tempo.

    Come funziona la membrana Eco-Shell Footwear?

    La membrana Eco-Shell Footwear è impiegata all’interno di una lamina a tre strati. A differenza, ad esempio, del Gore-Tex, è priva di pori e funziona tramite un processo chimico-fisico di trasporto delle molecole: la membrana in PU (poliuretano) è idrofila, quindi “ama l’acqua”; la sua struttura molecolare è disposta in modo tale da assorbire l’umidità del vapore acqueo che si forma nella scarpa facendola evaporare verso l’esterno. Il trasporto verso l’esterno dell’umidità viene “stimolato” da una parziale differenza di pressione che si ha quando il piede o tutto il corpo, a causa di un’attività fisica più intensa, emettono più calore e la pelle rilascia sudore per raffreddare l’organismo. Questo processo viene accelerato in parte perché l’aria riscaldata occupa un volume maggiore, in parte perché l’assorbimento dell’umidità aumenta con l’aumentare della temperatura. In questo modo, all’interno della scarpa si genera un eccesso di pressione rispetto all’ambiente circostante, e l’umidità e il sudore vengono veicolati verso l’esterno tramite le molecole di vapore.

    I modelli Active Winter DONNA

    PULJA LADY ES

    Stile e funzionalità senza perdere di vista l’ambiente. L’elegante stivale invernale da donna, grazie alla membrana Eco-Shell Footwear, è completamente privo di composti a base di fluorocarburi e, nonostante ciò, risulta affidabile, impermeabile e traspirante. È inoltre dotato di una calda imbottitura in poliestere riciclato 100%. La pratica suola MICHELIN® V-ROUGH offre trazione e aderenza su terreni irregolari, fango e neve. Il modello PULJA LADY ES è realizzato in pregiata pelle nabuk e materiale tessile, è risuolabile perché costruito con la tecnica del montaggio incollato e risulta pertanto particolarmente durevole. Come tutti i modelli Hanwag, anche questo stivale da donna viene prodotto interamente in Europa.

    Disponibile nella nuova variante colore Light Navy/Asphalt.

    SAISA HIGH LADY ES

    Uno stivale invernale da donna che non accetta compromessi: SAISA HIGH LADY ES abbina un look disinvolto a funzionalità specifiche per l’inverno. Impermeabile e traspirante grazie alla membrana Eco-Shell Footwear, è prodotto senza l’utilizzo di composti a base di fluorocarburi. La calda fodera interna è realizzata in poliestere riciclato 100%. La pratica suola MICHELIN® V-ROUGH offre trazione e aderenza su terreni irregolari, fango e neve. Una cerniera laterale permette di infilarlo e sfilarlo comodamente, mentre la calzata è ulteriormente personalizzabile grazie all’allacciatura. SAISA HIGH LADY ES, grazie alla sua struttura con montaggio incollato, è risuolabile, ed è un piacere indossarlo nelle giornate in cui nevica e fa freddo, oltre che per brevi passeggiate. Come tutti i modelli Hanwag, anche questo stivale da donna viene realizzato interamente in Europa.

    Disponibile nei colori Black, Mocca e nella nuova variante colore Light Navy/Asphalt.

    SAISA MID LADY ES

    Scarponcino mid da donna impermeabile, traspirante e privo di PFC. Grazie alla membrana Eco-Shell Footwear, SAISA MID LADY ES è un prodotto totalmente privo di composti a base di fluorocarburi. È inoltre dotato di una calda imbottitura in poliestere riciclato 100%. La pratica suola MICHELIN® V-ROUGH offre trazione e aderenza su terreni irregolari, fango e neve. SAISA MID LADY ES si adatta perfettamente all’utilizzo urbano in inverno e grazie al montaggio incollato è risuolabile e particolarmente durevole. Come tutti i modelli Hanwag, SAISA MID LADY ES viene realizzato interamente in Europa.

    Disponibile nei colori Black, Mocca e nella nuova variante colore Light Navy/Asphalt

    I modelli Active Winter UOMO

    ANROS ES

    La scarpa invernale ANROS ES è versatile e, come tutti i modelli Active Winter di Hanwag, è dotata di membrana Eco-Shell Footwear. Inserita in una lamina a tre strati, la membrana è priva di PFC e garantisce protezione dal bagnato e impermeabilità, assicurando condizioni ottimali all’interno della scarpa. I modello risponde all’esigenza di isolamento termico grazie ad una calda fodera in poliestere riciclato 100%. Grazie alla forma StraightFit, ANROS ES offre spazio in più nella zona dell’avampiede, con un occhio di riguardo al comfort. Trazione e aderenza al suolo anche in caso di fango e neve, grazie alla suola MICHELIN® V-ROUGH. La pregiata pelle nabuk e il montaggio incollato fanno sì che questo modello sia particolarmente durevole e possa essere risuolato. Come tutti i modelli Hanwag, ANROS ES viene realizzata interamente in Europa.

    Disponibile nei colori Black, Cognac e nella nuova variante colore Light Brown /Asphalt.

    ANVIK GTX

    Modello multifunzionale e di tendenza che si rivela campione di comfort per lunghe passeggiate nella natura e per un utilizzo in contesto urbano. L’innovativa suola MICHELIN® V-ROUGH offre ottima trazione e tenuta sul terreno. Grazie alla suola dalla struttura particolarmente morbida, la tomaia in pelle nabuk pregiata, l’imbottitura in GORE-TEX® e un inserto flessibile nella parte posteriore della tomaia, ANVIK GTX® è un concentrato sorprendente di comfort, funzionalità e design. Ideale per l’utilizzo nella stagione invernale. La scarpa è inoltre modellata sulla forma Hanwag StraightFit e offre perciò ancora più spazio ed un migliore isolamento termico nella parte dell’avampiede.

    Disponibile nei colori Black, Cognac e nella nuova variante colore Light Brown /Asphalt.

    Hanwag – www.hanwag.com

    Nata nel 1921 a Vierkirchen, nel cuore della Baviera, per opera del fondatore Hans Wagner – dalle cui iniziali prende nome il marchio – Hanwag è la storica azienda tedesca specializzata nella produzione di calzature da alpinismo e trekking di altissima qualità. L’intera produzione di Hanwag ha sede in Europa ed è frutto della più raffinata tradizione artigianale bavarese, unita a sofisticate competenze tecniche, materiali robusti di prima qualità, un costante approccio innovativo e grande passione per il proprio mestiere. Tutti i modelli della collezione Hanwag possono essere personalizzati in base a sei diversi tipi di calzata e sono prodotti secondo due tecniche particolari: la costruzione con montaggio a strati, che consente alla calzatura di essere completamente risuolata dopo diversi anni, e la doppia cucitura, che conferisce alla scarpa lunga durata nel tempo. Presente oggi in più di 30 Paesi nel Mondo, l’azienda fa parte dal 2004 del Gruppo Fenix Outdoor, insieme ai marchi Primus, Brunton, Tierra e Fjällräven, con i quali condivide una visione fortemente improntata alla sostenibilità e alla salvaguardia dell’ambiente naturale.

  • “Crocevia, sentieri e autori che si incontrano”: musica e montagna dialogano con Francesca Gallo

    Dopo il grande successo della prima edizione, la rassegna d’alta quota “CROCEVIA, sentieri e autori che si incontrano” prosegue in autunno con altri tre incontri. Apre la seconda stagione, domenica  20 ottobre alle ore 11, Francesca Gallo, musicista e unica donna nel panorama nazionale a realizzare le fisarmoniche a mano che durante il suo incontro suonerà e dialogherà con Ruggero Meles, scrittore e alpinista, sul tema della montagna come luogo di accoglienza e sostenibilità. L’incontro     si svolgerà nella suggestiva cornice dell’Abbazia di San Pietro al Monte (Via Privata del Pozzo) di Civate (LC), gioiello del Romanico tra i più interessanti della Lombardia e meta di notevole interesse storico, artistico e religioso.

    Attraverso la musica di Francesca sarà possibile scoprire il sogno dell’opera e della musica lirica, e attraverso il suo racconto vivere il percorso di ricerca, attraverso migliaia di chilometri, alla scoperta di storie di emigrazione, testimonianze e canzoni che si trasformano in musica. Le sonorità della fisarmonica unite alla narrazione della musicista tessono la trama di un racconto che parla di acco- glienza, paesaggio e viaggio. Un viaggio di scoperta, con l’obiettivo della promozione di un turismo responsabile e sostenibile, che tuteli le biodiversità, l’artigianalità e l’ambiente alpino: questa la sfida di «CROCEVIA, sentieri e autori che si incontrano», la rassegna itinerante, organizzata dalla rivista Orobie in collaborazione con Explora e Regione Lombardia.

    «Si tratta di eventi di sicuro interesse che permetteranno di valorizzare ancora di più le nostre splendide montagne – sottolinea Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia – D’altronde l’obiettivo di Regione Lombardia è incrementare il turismo d’alta quota, esaltando quei punti di forza che possono rendere le località montane attrattive tutto l’anno, dalle attività all’aria aperta alle bellezze paesaggistiche ed ambientali, sino all’enogastronomia e allo sport in libertà, come il cicloturismo e lo sci. A maggior ragione dopo la conquista delle Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina. Sono convinta che questa rassegna potrà essere un volano strategico per fare provare ad un pubblico più vasto l’esperienza di vita in montagna, realtà fantastica che merita di diventare maggiormente attrattiva per i visitatori non solo lombardi ma anche internazionali».

    L’abbazia si raggiunge in un’ora circa di cammino da Civate. È possibile parcheggiare l’auto in località Pozzo, oppure al municipio. In entrambi i casi sono visibili cartelli segnaletici. Il primo tratto è asfaltato, ma dopo pochi minuti la strada diventa mulattiera. In caso di maltempo, l’incontro si svolgerà a Villa Canali in Via Ca’ Nova, 1 a Civate.

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONE
    L’incontro, con main sponsor Italcementi-HeidelbergCement Group e la collaborazione della Parrocchia di San Vito e Modesto e dell’associazione Amici di San Pietro al Monte, così come tutti quelli del ciclo «Crocevia», sarà a ingresso gratuito su prenotazione (i posti sono limitati) inviando una mail a [email protected] o telefonando allo 035.240.666 oppure tramite eventbrite.it: http://bit. do/crocevia-gallo. Per informazioni: http://bit.do/fcSU7

    BIOGRAFIA FRANCESCA GALLO

    Francesca Gallo. Cresciuta sognando l’opera e di diventare una cantante lirica, poco più che ventenne, parte per il Belgio e il Canada alla ricerca di storie di emigrazione. Ha percorso migliaia di chilometri raccogliendo canzoni e racconti che poi ha trasformato in musica. Nel 2011 si dedicata  alla realizzazione delle fisarmoniche nella bottega della sua città, Treviso, continuando la tradizione  di famiglia: il padre Luciano è l’ideatore del marchio Galliano che si unisce al prestigioso marchio di armoniche Ploner. Le fisarmoniche Galliano&Ploner raggiungono oggi tutti i palchi del mondo. Oltre a costruire le fisarmoniche, Francesca è anche la prima a provare il nuovo strumento come musicista. Per il suo lavoro, nel 2018 ha vinto il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” nella sezione “Artigianato di tradizione”.

  • Nives Meroi, la leggenda della montagna perduta, si racconta

    C’è chi guarda in avanti e chi in alto, sempre più in alto. La chiamano “la tigre della montagna”, ma Nives Meroi ha molto poco del felino. È piuttosto un corvo. O quanto meno le piacerebbe esserlo. Perché è il corvo, animale che in molte culture è sinonimo di saggezza, ad averle aperto la strada verso la leggenda. Con suo marito, Romano Benet, è arrivata in cima al quattordicesimo Ottomila. Una scalata di altri tempi: di cambiamento e rinascita.

    Parlerà di tutto questo e di molto altro ancora Nives Meroi, il prossimo 30 agosto allo Spazio Oto Lab a Lecco (Via Mazzucconi, 12) intervistata da Ruggero Meles, scrittore, insegnante e alpinista, in occasione di uno degli incontri di «CROCEVIA, Sentieri e autori che si incontrano», la rassegna itinerante voluta dalla rivista Orobie e realizzata in collaborazione con Explora e Regione Lombardia. Quattro appuntamenti in totale – il primo tenutosi lo scorso 20 giugno, l’ultimo in programma il 20 settembre – per conoscere da vicino gli eroi della montagna. Camminatori, ma anche e soprattutto, pensatori che a ogni via aperta hanno associato un dono. Per Nives è, senza dubbio, quello della bellezza.

    «Noi alpinisti su quelle infinite montagne inseguiamo la bellezza» – confida. E chissà quanto deve esserle sembrato bello il panorama sconfinato che le è apparso dalla sommità dell’Annapurna quell’11 maggio del 2017, quando ha varcato gli 8.091 metri per la quattordicesima volta. Una spedizione diversa da tutte le altre, affrontata con compagni di cordata inaspettati – oltre a suo marito, due spagnoli e due cileni –, capaci di unirsi per superare le avversità. Un cammino intrapreso con uno spirito ancora più coraggioso e resiliente del solito, proprio come la montagna le ha insegnato a essere.

    Perché le salite che Nives ha dovuto affrontare non sono state solo sportive. Nel 2009, quando aveva già scalato con suo marito, senza ossigeno e senza portatori come è loro stile, già undici Ottomila, sulle pendici del Kangchendzonga, Romano sta male. Si scopre affetto da una malattia rarissima, l’aplasia midollare acuta, che combatte da vero guerriero: due trapianti di midollo osseo, più di 70 giorni di isolamento, due operazioni per impiantare protesi alle anche. Una prova che supera con tenacia e pazienza, mentre Nives è al suo fianco, pronta a tornare in alto insieme. Perché la storia degli Ottomila di Nives è anche storia di un amore. Un paso doble che non ha paura dell’altitudine.

    Ed è proprio questo legame che li tiene così tanto uniti attorno a una medesima passione, a portarli a intraprendere, pochi anni dopo – con immenso stupore da parte degli stessi medici – una nuova impresa. Ancora una volta con lo sguardo rivolto verso l’alto, inseguendo una montagna nascosta e solitaria, attraversata alla maniera antica. Questa e altre avventure Nives le ha raccontate nelle pagine dei suoi libri, tra cui l’ultimo «Il volo del corvo timido» (Edito Rizzoli), e le condividerà nel corso della serata con gli ospiti della rassegna e con tutti coloro che avranno il desiderio di scoprire cosa c’è oltre il prossimo “Crocevia”.

    LA RASSEGNA
    Dopo l’appuntamento a Lecco con Nives Meroi, in calendario il 16 settembre a Monza Irene Borgna e in chiusura, il 20 settembre all’auditorium del convento di Sant’Antonio e Santa Marta a Morbegno, Paolo Cognetti.
    «Si tratta di eventi di sicuro interesse che permetteranno di valorizzare ancora di più le nostre splendide montagne –  sottolinea Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda della Regione Lombardia –  D’altronde l’obiettivo di Regione Lombardia è incrementare il turismo d’alta quota, esaltando quei punti di forza che possono rendere le località montane attrattive tutto l’anno, dalle attività all’aria aperta alle bellezze paesaggistiche ed ambientali, sino all’enogastronomia e allo sport in libertà, come il cicloturismo e lo sci. A maggior ragione dopo la conquista delle Olimpiadi invernali del 2026 con Milano-Cortina. Sono convinta che questa rassegna potrà essere un volano strategico per fare provare ad un pubblico più vasto l’esperienza di vita in montagna, realtà fantastica che merita di diventare maggiormente attrattiva per i visitatori non solo lombardi ma anche internazionali».
    L’incontro a Lecco, con main sponsor Italcementi-HeidelbergCement Group e il contribuito di ADMO Regione Lombardia Onlus e Gamma – Gruppo alpinistico lecchese, così come tutti quelli del ciclo «Crocevia», sarà a ingresso gratuito su prenotazione (i posti sono limitati) inviando una mail a [email protected] o telefonando allo 035.240.666. Per informazioni https://tinyurl.com/y4rybv2d

    BIOGRAFIA NIVES MEROI
    Nives Meroi nata a Bonate di Sotto (BG) nel 1961, è una delle più forti alpiniste donne del mondo. Nella sua carriera ha scalato tutti i quattordici Ottomila della Terra, sempre senza ossigeno né portatori d’alta quota, con il suo compagno fisso di cordata, il marito Romano Benet. Insieme hanno conquistato prima il Nanga Parbat, nel 1998, con Nives prima donna italiana a salire in vetta. Nel 2003, è la prima donna a compiere la traversata dei tre Ottomila Gasherbum I, Gasherbum II e Broad Peak. Nel 2006, attraverso lo Sperone Abruzzi, conquista il K2. Anche in questo caso è la prima donna italiana ad arrivare in vetta. Record ripetuto nel 2007 quando arriva sulla cima dell’Everest, senza ossigeno supplementare. L’anno successivo, in stagione invernale, tenta sempre con Benet il Makalu ma non raggiungono la vetta, mentre pochi mesi dopo, salgono sul Manaslu conquistando l’undicesimo Ottomila. Il 2009 è l’anno più duro: abbandonano la scalata dell’Annapurna per le condizioni proibitive della neve e a seguire quella del Kangchenjunga per il peggioramento delle condizioni fisiche di Benet che si scopre affetto da una grave malattia. Tornano all’alpinismo himalayano nel 2012, tentando il Kangchenjunga e conquistandone la vetta nel 2014. Nel 2016 raggiungono la cima del Makalu. Infine, nel 2017, salgono sull’Annapurna completando così tutte le quattordici vette sopra gli Ottomila nel mondo. È la seconda donna nella storia a compiere questa impresa senza l’uso di ossigeno supplementare e la terza in assoluto. Con il marito sono, inoltre, i primi in assoluto ad aver compiuto l’impresa in coppia.
    Nives Meroi ha pubblicato tre libri: Sinai (con Vito Mancuso, Fabbri 2013), Non ti farò aspettare (Rizzoli 2015) e Il volo del corvo timido (Rizzoli 2019). Erri De Luca le ha dedicato un libro: Sulla traccia di Nives (Mondadori 2006).
    Dal 2010 è Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

    Gli Ottomila del Mondo – Con il termine Ottomila si indicano comunemente le 14 montagne della Terra che superano gli 8.000 metri di altitudine sopra il livello del mare. La lista ufficiale è stata calcolata negli anni ‘30 del Novecento sulla base del concetto di massiccio. Si trovano tutti in Asia centro-meridionale, 9 sono collocati nella catena dell’Himalaya e quattro in quella del Karakorum. Il Nanga Parbat è l’unico che non fa parte di queste due catene essendo situato in Kashmir.

  • La Sfadiàa” – Trofeo Graziano Bonzani: 220 atleti hanno partecipato alla corsa in montagna in Val Vigezzo

    Successo di pubblico e trionfo dello sport domenica 7 luglio a Craveggia (VB). La quinta edizione della corsa intitolata a Graziano Bonzani ha visto la partecipazione di 220 atleti, che si sono sfidati sul percorso lungo da 11 km e nel minigiro da 3,5 km. Classifiche complete sul sito www.trofeobonzani.it.

     

    Un appuntamento divenuto tradizionale ed immancabile quello con “La Sfadiàa”, corsa su sentieri di montagna organizzata domenica 7 luglio a Craveggia (VB) dall’Associazione “Ul Grup ad La Sfadiàa” presieduta da Paolo Terruggia. L’evento sportivo, giunto alla quinta edizione, ha visto la partecipazione di poco più di 220 atleti, tutti uniti in memoria di Graziano Bonzani, indimenticato capostazione della Piana di Vigezzo. Una formula vincente che ogni anno accoglie in Val Vigezzo appassionati, runner e simpatizzanti in una giornata all’insegna di sport, territorio e tradizione.

     

    A sfidarsi sul percorso da 11 km sono stati 158 atleti. Ad avere la meglio nella gara maschile Mauro Stoppini in 58’24.6, seguito da Alberto Gramegna (58’35.1) e Roberto Giacomotti (1:00’35.7). Nella competizione femminile, podio per Monica Moia in 1:21’08.4, seguita Daniela Bergamaschi (1:22’16.9) e Sara Barboglio (1:25’32.8). Nel minigiro da 3,5 km svolto all’interno del centro abitato di Craveggia, i partecipanti sono stati 63: podio a Cedric Minoletti in 19’07.5, seguito da Stefano Dresti (19’50.1) e Davide Brunelli (19’58.7). Tra le donne, prima Martina Toia in 20’24.6, poi Marika Bonzani (22’10.7) – figlia proprio di Graziano Bonzani cui è intitolata la gara – ed Ilaria Toia (23’18.6). Riconoscimenti sono stati inoltre riservati al concorrente più giovane partecipante alla gara da 11 km, Andrea Mazzetti, classe 2006; al veterano Emilio Bastianini, classe 1950 ed al gruppo più numeroso Zornasco Team con 33 iscritti.

     

    Novità dell’edizione 2019 anche due nuovi premi, assegnati a fine gara alla presenza delle Autorità, delle Associazioni e di Alessandro Panza, politico ossolano nativo di Domodossola ed attualmente eletto al Parlamento Europeo. Il “Gran Premio della Montagna” al primo corridore transitato sul Passo della Colma è andato per gli uomini ad Alberto Gramegna e per le donne a Daniela Bergamaschi. Lo stesso Gramegna si è aggiudicato anche la vittoria maschile della “Combinata Vigezzina” mentre sul podio femminile è salita Graziella Grignaschi: questo particolare premio è stato riservato ai partecipanti ad entrambe le competizioni organizzate da “Ul Grup ad La Sfadiàa”: l’invernale “Cip in Vigezz” ed appunto “La Sfadiàa” estiva.

     

    Anche quest’anno non sono mancati i premi legati al territorio. Il primo vigezzino è stato Ruben Mellerio di Malesco; la prima vigezzina Chiara De Stefani di Santa Maria Maggiore; il primo alpino Massimo Brunelli di Malesco.

     

    Le classifiche complete sono disponibili sul sito www.trofeobonzani.it e le immagini, in continuo aggiornamento, sulla pagina Facebook Ul Grup ad La Sfadiàa.

    La soddisfazione degli organizzatori è ben espressa dalle parole di Paolo Terruggia. Il Presidente dell’Associazione che ha ideato e che ogni anno organizza la manifestazione ha dichiarato: “Siamo soddisfatti del successo di questa edizione. 220 partecipanti sono davvero molti e siamo felici di essere riusciti a raccoglierli nel nostro splendido territorio della Valle Vigezzo, in una giornata di sport e condivisione e soprattutto nel ricordo di un caro amico, Graziano Bonzani”.

     

    Ed ancora: “I ringraziamenti vanno a tutti gli atleti per la loro presenza ed a chi ha reso possibile la riuscita dell’evento. Oltre alle famiglie Zanni e Bonzani – che da sempre sostengono l’iniziativa e che hanno visto anche la partecipazione nella gara da 11 km di Katia, moglie di Graziano, dei figli Marika e Kristian, della mamma e del fratello Alessio – un doveroso grazie va ai numerosi sponsor, alle Associazioni ed ai volontari che ogni anno si adoperano affinché i percorsi, i ristori, le premiazioni e l’intera giornata siano perfetti”.

     

    Intanto l’appuntamento con la “Cip in Vigezz”, la ciaspolata notturna invernale organizzata da “Ul Grup ad La Sfadiàa”, è già definito. Si terrà sabato 25 gennaio 2020 presso il Centro del Fondo di Santa Maria Maggiore (VB), sempre sotto il cielo della Val Vigezzo.

  • Alverstone II GTX, la scarpa versatile risuolabile per il trekking contemporaneo

    Trekking mania – le uscite in montagna del weekend e le escursioni di più giorni sulle Alpi stanno appassionando sempre più sportivi. Ad essere cambiato è anche l’approccio dei camminatori: meno fanatici della prestazione e più concentrati sulla natura che li circonda. Rallentare e lasciarsi alle spalle i ritmi frenetici di ogni giorno sembra essere diventata per molti una vera e propria necessità. Ecco allora che un’uscita di più giorni in solitaria, o in compagnia degli amici, rappresenta un ottimo pretesto per fuggire dalla città e praticare anche della sana attività fisica.

    A tutti coloro che ricercano una scarpa da trekking versatile e leggera, adatta sia ai percorsi con zaino pesante che ai terreni rocciosi più impegnativi, Hanwag presenta la nuova Alverstone II GTX. Con un peso di soli 1460 grammi al paio (uomo / UK 8), la nuova Alverstone II è circa il 15% più leggera rispetto alla sua precedente versione e rappresenta un mix unico tra elementi tradizionali, come la tomaia in pregiata pelle Perwanger e la celebre calzata Hanwag, e innovazioni contemporanee, tra cui l’innovativa tecnologia LFX e la costruzione Integral Light. Il modello è inoltre completamente risuolabile e ciò consente alla scarpa di durare a lungo nel tempo, stagione dopo stagione.

    LFX – TECNOLOGIA LATERAL FLEX Grazie alla tecnologia LFX di Hanwag, la tomaia è strutturata così da conferirle la giusta flessibilità verso l’esterno, affinché si muova in sincronia con l’asse della gamba e consenta di muoversi in asse, senza danneggiare le articolazioni. Nel modello Alverstone II, un tessuto particolarmente resistente realizzato con filati di poliammide e poliuretano incrementa la stabilità della tomaia. Un tessuto più flessibile in poliammide viene invece utilizzato per le cosiddette zone “flex”.

    HANWAG INTEGRAL LIGHT Una struttura in TPU tra tallone e zona mediana del piede assicura maggiore rigidità torsionale. Nella zona del tallone la struttura è più bassa e consente l’uso di un poliuretano più morbido che assicura una maggiore ammortizzazione, senza compromettere la stabilità. La tecnologia 3D PrismBase applicata alla suola ne riduce il peso. Alverstone II è inoltre dotata di una “climbing zone” particolarmente stabile.

     

    Alverstone II GTX (disponibile anche in versione donna):
    Scarpa da trekking moderna, stabile ma leggera, per terreni impegnativi, lunghi percorsi in ambiente alpino e cime da raggiungere.

    Tomaia: Pelle, microfibra, tessuto in poliammide e poliuretano; Rivestimento interno: GORE-TEX; Suola: Vibram Integral Light; Taglia (uomo): UK 6 – 13 // peso/paio: ca. 1.460 g (UK 8);

    – Suola con nuova costruzione Hanwag Integral Light;
    – Molto leggera grazie alla speciale configurazione del profilo e alla tecnologia 3D PrismBase;
    – Tomaia dal design contemporaneo e funzionale con tecnologia Hanwag LFX;
    – Click Clamps per un’allacciatura a due zone, con tirante per facilitare l’apertura.

  • “Crocevia. Sentieri e autori che si incontrano” dal 20 giugno

    Crocevia è un ciclo di quattro incontri, da giugno a settembre in Lombardia, con altrettanti scrittori legati al mondo della montagna. Si parte da Bergamo il 20 giugno con Enrico Camanni e, dopo Lecco con Nives Meroi, si approderà a Monza con Irene Borgna e a Morbegno (Sondrio) con Paolo Cognetti. Protagonista la montagna come luogo d’accoglienza. Ad accompagnare i “viaggiatori” Ruggero Meles, scrittore, insegnante e alpinista. Gli incontri a partecipazione libera e gratuita su prenotazione.

    20 giugno – Enrico Camanni – Monastero di Astino – Bergamo (via Astino, 13)

    30 agosto – Nives Meroi – Spazio Oto Lab – Lecco (Via Mazzucconi, 12)

    16 settembre – Irene Borgna – Monza

    20 settembre – Paolo Cognetti – Auditorium di Sant’Antonio e Santa Chiara – Morbegno (Piazza Sant’Antonio, 1)

    Bergamo, 14 giugno 2019 – Negli ultimi 60 anni la popolazione italiana è cresciuta di circa 12 milioni di persone, ma la montagna ha perso oltre 900 mila abitanti. Tutta la crescita si è divisa tra pianura (8,8 milioni di residenti) e collina (circa 4 milioni). Ma un futuro diverso è possibile, purché si faccia leva sulla sostenibilità.

    Quattro tra gli scrittori alpini più apprezzati di sempre, ne discuteranno durante «CROCEVIA, Sentieri e autori che si incontrano», la rassegna itinerante voluta dalla rivista Orobie e realizzata in collaborazione con inLOMBARDIA e Regione Lombardia, in programma da giugno a settembre a Bergamo, Monza, Lecco e Morbegno. Quattro appuntamenti con i più noti pensatori della montagna: il 20 giugno con Enrico Camanni al Monastero di Astino a Bergamo (via Astino, 13), il 30 agosto con Nives Meroi allo Spazio Oto Lab a Lecco (Via Mazzucconi, 12), il 16 settembre con Irene Borgna a Monza e il 20 settembre con Paolo Cognetti all’Auditorium di Sant’Antonio e Santa Chiara a Morbegno (Piazza Sant’Antonio, 1).

    Si tratta di eventi di sicuro interesse che permetteranno di valorizzare ancora di più le nostre splendide montagne – sottolinea Lara Magoniassessore al Turismo, marketing territoriale e moda della Regione Lombardia –  D’altronde l’obiettivo di Regione Lombardia è incrementare il turismo d’alta quota, esaltando quei punti di forza che possono rendere le località montane attrattive tutto l’anno, dalle attività all’aria aperta alle bellezze paesaggistiche ed ambientali, sino all’enogastronomia e allo sport in libertà, come il cicloturismo e lo sci.” dichiara Lara Magoni Assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda. “A maggior ragione in questo periodo, con la candidatura Milano-Cortina per le Olimpiadi invernali del 2026. Spero davvero che questa rassegna possa essere un volano strategico per fare provare ad un pubblico più vasto l’esperienza di vita in montagna, realtà fantastica che merita di diventare maggiormente attrattiva per i visitatori non solo lombardi ma anche internazionali”.

    Promuovere un turismo responsabile che valorizzi le peculiarità del territorio, tuteli le biodiversità, l’artigianalità e l’ambiente alpino è la vera sfida lanciata dalla manifestazione, moderata da Ruggero Meles, scrittore, insegnante e alpinista: «Negli anni 50/60 la montagna si è svuotata: da centro vivo e di lavoro è diventata un luogo di turismo di massa. Con questa manifestazione vogliamo far riscoprire la vera montagna e le sue potenzialità, anche in termini economici e occupazionali» – anticipa Meles.

    Si inizia giovedì 20 giugno alle 20.45 nel suggestivo Monastero di Astino, alle porte di Bergamo, con Enrico Camanni, torinese, giornalista collaboratore della rivista Orobie, approdato alla scrittura attraverso l’alpinismo. Ha scalato molte volte le Alpi, aprendo una decina di vie nuove e ripetendo circa 800 itinerari di roccia e ghiaccio. Ad Astino dialogherà mettendo al centro la montagna come luogo di accoglienza, la sua storia, l’arte e le tradizioni, ma soprattutto la sostenibilità.

    Investire nella gestione più sostenibile dei luoghi di montagna, significa anzitutto riconoscerne le peculiarità, imparando a comprenderne e accettarne l’essenza. E non c’è modo migliore per farlo se non attraverso la lettura. Gli autori porteranno in profondità un ragionamento spesso affrontato solo in maniera superficiale, indagando quel rapporto sfidante e adrenalinico che lega l’uomo alle alte vette. Una relazione spesso fatta di cammini leggendari, di vie aperte e sentieri battuti, ma anche di tempi difficili ed esperimenti resilienti come racconteranno il 30 agosto Nives Meroi allo Spazio Oto Lab a Lecco (Via Mazzucconi, 12), il 16 settembre a Monza Irene Borgna, un dottorato di ricerca in antropologia alpina, ha fatto della montagna la sua passione e il suo mestiere. Conclude la rassegna e Paolo Cognetti, vincitore nel 2017 del Premio Strega con Le otto montagne, che il 20 settembre interverrà nell’auditorium del convento di Sant’Antonio e Santa Marta a Morbegno. Incontri con la consapevolezza che il rischio di estinzione della montagna, nella sua identità territoriale, economica e sociale, sarebbe una grave perdita anche per le città.

    Per info e programma www.orobie.it

    L’incontro di Astino, con main sponsor Italcementi-HeidelbergCement Group e il contribuito di Fondazione Mia-Valle d’Astino, così come tutti quelli del ciclo «Crocevia», sarà a ingresso gratuito su prenotazione (i posti sono limitati) inviando una mail a [email protected], telefono 035.240.666.

  • Milano Art Gallery: l’intervista al fotografo friulano Gino Maria Sambucco

    Un giorno ancora e la mostra fotografica Oltre alla realtà, la fantasia di Gino Maria Sambucco debutterà alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, a Milano. Al vernissage il fotografo di fama internazionale Roberto Villa e il manager di volti noti Salvo Nugnes presenteranno l’ultimo lavoro del maestro Sambucco a partire dalle 18 di domani, mercoledì 27 febbraio. Noi di Milano Art Gallery non ci siamo trattenuti e abbiamo voluto strappare al nostro artista qualche informazione in anteprima.

    Maestro Sambucco, il 27 marzo inaugurerà la sua personale Oltre alla realtà, la fantasia. Come si sente? Vuole rilasciarci qualche anticipazione su cosa troveremo alla Milano Art Gallery?

    Certamente sono un po’ emozionato. Il titolo Oltre alla realtà, la fantasia anticipa cosa troveranno gli ospiti e i visitatori. Si tratta principalmente di scatti eseguiti con la mia macchina fotografica, una normalissima Sony che tengo sempre con me, e sono stati effettuati tutti da posizioni che si raggiungono facilmente in automobile, quindi alla portata di chiunque.

    Il suo rapporto con la fotografia e la montagna si sviluppa già in età giovanile. Cos’è stato determinante per far sì che continuasse a coltivare questa sua passione?

    Da studente, quando le giornate erano belle e terse, salivo sul Castello di Udine e sul balcone della scala nord del palazzo trovavo ad aspettarmi la piastra metallica che indica direzione e nomi di tutti i monti che si vedono: il Tricorno ad Est, tutto il Nord fino al Monte Grappa ad Ovest. Mi piaceva ricordare i nomi e le forme per poi riconoscerne le cime anche dalle varie località del Friuli che frequentavo andando a giocare le partite con l’Associazione Calcio Codroipo.

    Nella mostra sono presenti anche delle pittografie. Vuole parlarci di questa sua ultima sperimentazione?

    Da alcuni anni con la nuova macchina fotografica ho la possibilità di usare le nuove funzioni che permettono di avere immagini in bianco e nero o che registrano solo un colore. Tra queste nuove operazioni c’è anche la possibilità di scattare foto color seppia o con colori più marcati, altre posterizzate, che permettono di destreggiarsi coi toni, con aloni più o meno a fuoco che danno la possibilità di avere immagini astratte ma ricavate dalla realtà. Tutti questi scatti io li ho chiamati “pittografie”.

    Perché associa alla fotografia, in alcuni suoi lavori, la parola scritta?

    In tanti miei lavori associo piccole frasi per aiutare chi osserva a capire che cosa vedo io nell’immagine o quali storie il paesaggio ci racconta, quelle che forse ancora non conosciamo.

    Che cosa ritiene sia indispensabile per la fotografia oggi?

    Oggi i giovani fotografano tutto e fanno bene, poi sono sempre ben informati per poter avere a disposizione tutte le novità che la tecnologia sforna in modo inarrestabile, perciò tutto è documentato. Per fare delle fotografie che diano soddisfazione ritengo che sia indispensabile amare la natura, avere un buon bagaglio culturale e tanto buon gusto per saper raccontare e spiegare più cose con uno scatto.

    Per i suoi scatti deve passare diverso tempo a contatto con la natura. È cambiato qualcosa, nel corso degli anni, nel suo modo di osservare il territorio che la circonda? È cambiato il territorio stesso?

    Negli anni il territorio è molto cambiato in pianura e collina perché ci sono sempre più cemento, tralicci, asfalto, viadotti, gallerie e ponti. Le colture sono diverse, gli animali sono calati, gli uccellini sono diminuiti e gli insetti arrivano a ondate. Quello che ho notato con rammarico è che borghi e casali vecchi o stanno crollando abbandonati o sono abitati abusivamente: mancando una vera manutenzione, una cultura che si assuma la responsabilità di preservare la bellezza e la particolarità, tutto è lasciato al degrado.

    Ormai collabora con Spoleto Arte da diverso tempo e tra pochi giorni varcherà la soglia della storica Milano Art Gallery. Come ha avuto modo di conoscere il direttore Salvo Nugnes?

    Col titolo Mitici e Dolomitici negli ultimi anni mi sono deciso a partecipare a qualche mostra fotografica cominciando dalla mia Codroipo, poi Padova, Pordenone, Lignano, Jesolo e, a Vicenza, la signora Lina Zenere mi ha indicato Spoleto Arte per esporre qualche mio lavoro a Spoleto e a Cortina. Quindi sono andato a Bassano del Grappa, negli uffici di Spoleto Arte, a portare le opere per le due mostre, e lì ho conosciuto il direttore Salvo Nugnes e i suoi collaboratori. Ho da subito notato la loro professionalità, tanto che successivamente ho esposto con loro anche a Venezia e a Sanremo. Qualche mese fa inoltre il direttore Salvo Nugnes mi ha fatto visita a Codroipo, alla mia bioforneria, e mi ha proposto questa personale alla Milano Art Gallery.

    Che obiettivo si pone con questa personale?

    Con questa personale mi prendo una bella soddisfazione.

    C’è un messaggio che vuole lanciare a chi verrà a visitare la sua mostra?

    Io auguro a chi vedrà queste opere di potersi divertire “leggendo” le montagne.

  • ADVENTURE OUTDOOR FEST 2018 – #DOLOMEET

    #DOLOMEET Incontriamoci all’Adveventure Outdoor Fest

     #DOLOMEET è l’hashtag della sesta edizione dell’Adventure Outdoor Fest, a sottolinearne le caratteristiche, sempre più marcate, di luogo di incontro, confronto, scambio e condivisione in cui praticare sport, mettersi alla prova nelle tantissime attività in programma e approfondire tematiche legate alla natura e allo stile di vita outdoor.

    Un’esperienza di socializzazione unica nel cuore delle Dolomiti in cui vengono puntati i riflettori sulla passione per il viaggio, per la scoperta e sul desiderio di oltrepassare il proprio limite fisico e mentale, raccontato attraverso le storie degli atleti e degli ospiti, le performance live, il cinema e la fotografia.

    Una forma di turismo alternativo e sostenibile che, partendo dalla valorizzazione dell’incantevole territorio che circonda San Candido (Bz), propone un programma capace di coinvolgere una vivace community di atleti professionisti e appassionati di Avventura e una più vasta di curiosi e neofiti.

     

    TANTE ATTIVITA OUTDOOR NEL CUORE DELLE DOLOMITI

    L’Adventure Outdoor Fest 2018 si terrà dal 27 giugno al 1 luglio, con un programma ricco di attività per appassionati di Climbing, Alpinismo, Trail Running, Trekking, Yoga e Acroyoga, Slackline, Indofit, Aerial Silk, Parkour, Bici e perfino Barefoot Walking.

    Tra gli highlight di questa edizione, importanti conferme sono il progetto Yogadventure, con seminari e corsi tenuti da insegnanti con alle spalle una solida formazione nelle migliori scuole di Yoga e il Trekking Night con il Concerto al sorgere del sole di ABA. Le sfumature blues, soul e jazz della voce di quest’artista, finalista della settima edizione di X Factor e appassionata di sport e montagna, saranno accompagnate dalle note della chitarra di Carlo De Bei.

    Altra conferma è la seconda edizione del 3 Cime Street Boulder Contest, un evento che fin dal suo primo esordio è riuscito a coinvolgere un’entusiasta community di climber amatori e professionisti.

    La gara si terrà sabato 30 giugno e porterà climbers da tutta Italia e dall’estero, a scalare sui muri del centro della città.

    Per gli amanti del trail Running, oltre a un’uscita al tramonto con rientro in notturna, il weekend prevede il Trail 2 Days, un’avventura di due giorni che unirà corsa, natura, tenda e racconti sotto le stelle nello splendido scenario del Parco naturale delle Tre Cime.

    Per la prima volta in programma un workshop video a cui si può partecipare anche con il proprio smartphone, condotto dal fotografo professionista Pier Francesco Macchi, e non poteva mancare l’organizzazione di un Instameet, in collaborazione con Igers_Suedtirol e IgersItalia, un appuntamento speciale per scoprire le bellezze naturali del territorio in un trekking che si chiuderà con un aperitivo al Museo Dolomyhtos.

    Un programma intenso di attività adatto davvero a tutti, sia per chi volesse vivere l’adrenalina di scalare sulle Tre cime di Lavaredo, sia per chi volesse seguire un corso di Yoga, riconnettersi alla natura camminando a piedi nudi, o rilassarsi con un massaggio Zen.

    Anche i bambini potranno mettersi alla prova in tantissimi corsi pensati appositamente per loro!

     

    NUOVI LINGUAGGI NARRATIVI DEL MONDO OUTDOOR

    Le novità all’Adventure Outdoor Fest sono di casa e quest’anno, il festival d’avventura più conosciuto d’Italia, manterrà le promesse, non solo arricchendosi di nuove storie e protagonisti, ma anche dando voce ai nuovi linguaggi narrativi del mondo outdoor grazie al progetto, nato in collaborazione con Mountain Blog, intitolato “CLOUDS“.

    Si tratta di una piattaforma di talks ed experience che coinvolgerà, un gruppo selezionato blogger e social influencer, appassionati di sport outdoor, avventura e viaggi, che potranno vivere durante il festival un’occasione di networking, di sviluppo di nuove idee e progetti e di confronto di esperienze, oltre che entrare in contatto diretto con atleti e responsabili di aziende del settore.

    Di sport e social media si parlerà anche con Orazio Spoto, segretario generale e fondatore di Instagramers Italia, in una interessante incontro, aperto a tutti, in cui verranno approfondite le connessioni tra il mondo delle attività outdoor e la comunicazione su Instagram.

    Con Igers Italia, oltre all’Instameet (#DoloMeet) in programma Sabato 30 giugno, sarà organizzata la prima edizione del challenge nazionale #MyAdventureOutdoor.

    Tutti potranno partecipare con una foto che rappresenti il momento di un’avventura vissuta, sia che si tratti di un gesto sportivo, sia che riguardi tutto ciò che sta attorno e fa parte dell’avventura stessa: i preparativi, la fatica, i sorrisi, il viaggio, la condivisione, l’ambiente, la natura.

     

    GET INSPIRED: INCONTRI, CINEMA E OSPITI

    L’Adventure Outdoor Fest si aprirà mercoledi 27 giugno con il Dolomiti Unesco Day, una giornata di appuntamenti organizzati in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, rappresentata al Festival dalla presidente Marcella Morandini e dalla giornalista Fausta Slanzi.

    Alla rassegna Incontri DAltr(r)a Quota, con lo show cooking dello chef Markus Holzer e una degustazione di prodotti tipici del Sudtirolo, seguirà una conferenza sulle sfide e opportunità future a 9 anni dal riconoscimento dei 9 sistemi delle Dolomiti Unesco, seguita dalla proiezione, presentata dall’autore Piero Badaloni, di una puntata del documentario Dolomiti, Montagne-Uomini-Storie.

    La serata di Giovedi 28 giugno, sarà dedicata ai 200 anni di GRIVEL, eccellenza italiana nella produzione di attrezzatura per la montagna, che racconterà, attraverso dei contributi video e la voce dell’AD Oliviero Gobbi, la lunga avventura che li ha portati a scrivere la storia dell’alpinismo.

    A chiusura dell’incontro verranno assegnati i premi (Grivel Golden Axe Award, Dolomythos Award e Best Photography Award), del concorso internazionale Adventure Movie Awards che ogni anno seleziona e proietta a San Candido i migliori cortometraggi sul tema dell’avventura provenienti da tutto il mondo.

    Venerdi 29 l’avventura si fa viaggio con le guide di Kailas viaggi&trekking e le storie dei luoghi pazzeschi incontrati in 20 anni di attività.

    Venerdi sarà anche l’occasione per conoscere una trail runner eccezionale, ma anche una appassionata attivista per la difesa del pianeta. Clare Gallagher, ambassador Patagonia, ci racconterà il progetto “Protecting Trail across the World che unisce la sua passione per la corsa a quella della salvaguardia dell’ambiente naturale .

    La ricca giornata di venerdi si chiuderà con lo scrittore Erri De Luca, in una serata intitolata #untemporovesciato, in cui la passione per la montagna sarà lo spunto per parlare dei temi di fondo della vita di tutti.

    Sabato 30, giornata del 3Cime Street Boulder Contest, sarà il momento di una leggenda vivente del bouldering femminile, Anna Stöhr, atleta del team pro Mammut due volte Campionessa del Mondo (Arco 2011 e Aviles 2007), Campionessa Europea nel 2013 e 2010 e quattro volte vincitrice della Coppa del Mondo (2013, 2012, 2011, 2008).

    Un incontro in cui Anna ci racconterà il suo amore per la natura, la sua passione per lo sci, la mountainbike, i viaggi, il cinema e il buon caffè e, soprattutto, il perché arrampicare è la sua vita.

    Serata che si chiuderà con il Pool Party, organizzato in collaborazione con l’Acquafun, i cui ingredienti saranno musica, slackline, tessuto aereo sull’acqua, e  tanto divertimento!

    Sempre numerosissimi gli atleti e ospiti presenti durante i giorni dell’Adventure Outdoor Fest, come Michele Evangelisti, che tornerà a San Candido per un’uscita di running al tramonto e per guidare il Trail 2 Days, Anna Oberparleiter, campionessa di MTB testimonial Silverskin, il rider Maurizio Deflorian, Andrea Bianchi, presente per guidare la scuola di Barefoot Walking e presentare il suo ultimo libro, edito Mondadori, La terra sotto i piedi, Michael Bolognini, testimonial DryHeat alla guida dei piccoli esploratori del festival, l’esploratore Michael Wachtler, con la presentazione del libro, del video esclusivo e l’inaugurazione della mostra Loro delle Alpi, il team di One Project Research e  quello di Kallas Viaggi, Luca Matteraglia e Filip Schenk atleti Scarpa, il team di Explore Climbing, Daniel Rogger e le guide dell’Alpinschule Drei Zinnen, ben 10 insegnanti di Yoga e AcroYoga, Slackliners,  il team di Indoboard, diversi importanti Fotografi e Videomakers.

    Siamo certi che le loro storie e avventure sapranno emozionarvi ed ispirarvi e vi aspettiamo anche solo per fare due chiacchiere e bere una buona birra in compagnia.

     

    I PARTNERS DELLAVVENTURA

    L’edizione 2018 prevede una nuova location per il villaggio del Festival dove, oltre all’area expo per i partner, grazie alla partnership con Alpenverein Suedtirol, vedrà installata la parete boulder utilizzata per le ultime finali di Coppa Italia, un’area per incontri all’aperto, un Adventure Bar con specialità locali ma anche piatti vegani, un’area per attività di yoga e slackline, il cinema-teatro per gli incontri e l’Adventure Camping.

    Non passeranno inosservate le installazioni di tende sospese by TENTSILE ITALIA, previste nel villaggio del festival, e per chi volesse vivere un weekend tra gli alberi, sarà possibile prenotare l’esperienza sulle rive del lago di Dobbiaco.

    Numerosi e importanti i Partners presenti quest’anno a Innichen:

    GRIVEL, oltre all’appuntamento sui 200 anni di attività, realizzerà, proprio per questa occasione, una limited edition di 200 Twin Gate firmati Adventure Outdoor Fest.

    PATAGONIA, con il Warn Wear Tour, offrirà riparazioni gratuite per i capi di qualsiasi marchio per sensibilizzare e incoraggiare i clienti a prolungare al massimo la vita di ciò che indossano.

    SCARPA conferma la sua presenza con il test degli ultimi modelli di scarpette da arrampicata e con dei fantastici premi e gadget per i partecipanti alla 3 Cime Street Boulder Contest. Premi bellissimi anche da parte di MAMMUT, presente con l’atleta Anna Stoer, e da parte di E9 che porterà in gara un proprio top climber.

    I brands di arrampicata GENTIC e SKYLOTEC, new entry, per il mercato italiano, saranno presenti a San Candido assieme a VAUDE.

    Le coppie che parteciperanno al Trail2Days avranno a disposizione una tenda FERRINO, partner anche dell’Adventure Camping realizzato nei giorni del festival.

    DRY HEAT realizzerà l’ambitissimo gilet tecnico ufficiale, mentre ROCK EXPERIENCE firmerà la maglietta del Festival.

    Sarà invece PRANA, quest’anno, a vestire con i suoi coloratissimi capi gli insegnanti del programma Yogadventure.

    Lo staff del festival porterà con se il braccialetto ufficiale realizzato da LASKO e un comodissimo “porta-tutto” CAZZARUL by IACO.

    Al villaggio presenti tanti altri espositori di qualità come SILVERSKIN, ACROCHET, e GEBO Mountain.

    MANUEL CAFFEsi conferma caffè ufficiale dell’evento, apprezzatissimo dal pubblico e indispensabile per lo Staff!, mentre la birra, per rinfrescare le gole dei più assetati sarà la mitica FORST.

    Bloccate le date,  l’Adventure Outdoor Fest  vi aspetta a San Candido dal 27 Giugno al 1 Luglio – #DOLOMEET

     

    ADVENTURE OUTDOOR ITALIA

    www.adventureoutdoorfest.com

    [email protected]

    www.3cimeclimb.com

  • Weekend in baita: l’outfit perfetto per le vacanze sulla neve è firmato Fjällräven

    Scenari incantati e distese innevate: per gli amanti della natura, l’inverno è la stagione perfetta per godere delle magie della montagna, magari organizzando un weekend in baita in compagnia degli amici. Per questo genere di occasioni, scegliere cosa mettere in valigia non è mai facile. L’abbigliamento sbagliato, infatti, rischia di trasformare l’avventura tra neve, vento e temperature glaciali in una vera e propria odissea

    A suggerire l’outfit perfetto per le vacanze sulla neve ci pensa Fjällräven, storico brand svedese specializzato in abbigliamento e attrezzature outdoor. I capi e gli accessori prodotti da Fjällräven nascono proprio per permettere ad ognuno di godere delle meraviglie della natura, in qualsiasi stagione e con qualunque condizione climatica, riducendo al minimo l’impatto dell’uomo sull’ambiente.

    Si parte dalla testa, con caldi cappelli in lana lavorati a maglia, per poi proseguire con camicie a quadri, morbidi maglioni, giacche e pantaloni ad alte prestazioni. Infine lo zaino, compagno fidato per ogni vera avventura che si rispetti. Tra filati naturali, tessuti riciclati e materiali ad alta tecnologia, la collezione invernale firmata Fjällräven suggerisce soluzioni ideali per chiunque sia alla ricerca di capi ad alto valore tecnico dal look inconfondibile.

     

    Braided Knit Hat e Snow Ball Hat
    Per questo inverno, Fjällräven presenta una collezione di cappelli unisex lavorati a maglia e disponibili in diversi colori. Morbidi e confortevoli, i cappelli Fjällräven tengono lontano l’umidità e assicurano grande calore. Il modello Braided Knit Hat sfoggia un classico motivo decorativo a trecce insieme ad un ampio bordo a coste con logo in pelle sulla parte frontale. Il tessuto è composto all’80% da lana e 20% da poliammide, che rende il  cappello ancora più resistente. Lo Snow Ball Hat, invece, è realizzato in maglia jacquard ottenuta da 100% pura lana d’agnello. Il piccolo pon-pon in cima e la fantasia del tessuto sono ispirati alla tradizione folkloristica scandinava.

    Canada Shirt LS (donna) e Canada Shirt ( uomo)
    Canada Shirt è l’intramontabile camicia in stile boscaiolo firmata Fjällräven. Calda, funzionale e comoda, è perfetta indossata sia in abbinamento ad un outfit casual da città, sia per le escursioni in montagna, come giacca leggera o, nelle giornate più fredde, come strato isolante intermedio sotto gli indumenti shell. Le due comode tasche sul petto – richiudibili, così come i polsini e la parte frontale, attraverso comodi bottoni a pressione – sono posizionate leggermente più in basso rispetto ad altre camicie, per renderle più facili da raggiungere. La versione da donna presenta un taglio femminile più aderente al corpo ed è realizzata in morbida e calda flanella ottenuta da lana riciclata.

    Övik Knit Sweater (donna & uomo)
    Comodo maglione girocollo in morbida lana, ideale sia per l’uso quotidiano che per le attività all’aria aperta. Un bellissimo capo fantasia che racchiude in sé un’eccellente funzionalità: la lana, infatti, è una delle poche fibre in grado di mantenere il corpo al caldo anche quando umida.
    Övik Knit Sweater è perfetto indossato come strato intermedio isolante sotto una giacca shell, o insieme ad un gilet imbottito nelle giornate più calde. Disponibile sia da donna che da uomo, la sua fantasia richiama i tipici motivi dei maglioni scandinavi, con maniche raglan e gomiti rinforzati. Bordo e polsini presentano una lavorazione a costine. Nella versione da donna, il taglio è aderente e sfiancato. Disponibile in diversi colori.

    Singi Down Jacket (donna) e Greenland No.1 Down Jacket (uomo)  
    Singi Down Jacket è una giacca invernale lunga, affidabile e calda, imbottita in piuma d’oca di eccellente qualità, eticamente prodotta. È perfetta per quelle bellissime ma gelide giornate invernali in cui il freddo polare non deve farci paura. Realizzata in G-1000® Original e rinforzata in G-1000® HeavyDuty nella zona delle spalle e della bassa schiena, la versione da donna presenta una linea sfiancata che dona grande vestibilità.
    Greenland No. 1 Down Jacket si ispira all’originale Greenland Jacket, il primo storico modello di giacca Fjällräven realizzato dal fondatore Åke Nordin negli anni ’60 a seguito di una freddissima spedizione in Groenlandia. Greenland No.1 Down Jacket porta orgogliosamente avanti quest’eredità, fondendo tradizione, funzionalità e sostenibilità in un modello davvero perfetto per le attività outdoor. L’esterno è realizzato in resistente tessuto G-1000® Eco, mentre all’interno un’imbottitura leggera in pregiata piuma d’oca (certificata Down Promise) garantisce il calore nelle fredde giornate invernali.  Perfetta per l’outdoor così come per un uso quotidiano.

    Oulu Trousers (donna) e Barents Pro Winter Trousers (uomo)  
    Oulu Trousers sono i pantaloni da donna perfetti per il trekking e le attività all’aria aperta della stagione invernale. Estremamente resistenti ed elastici, sono realizzati in comodo tessuto stretch che protegge dall’umidità ed è in grado di asciugarsi molto velocemente. Il taglio offre la massima libertà di movimento ed è caratterizzato da una comoda vita alta nella parte posteriore, ginocchia preformate e tasche per le mani con cerniera.
    Modello da uomo di grande successo, anche i Barents Pro Trousers sono compagni ideali per tutte le avventure all’aperto. Realizzati in resistente G-1000® Original e dotati di rinforzi sulle ginocchia, questi pantaloni assicurano protezione dal vento e dalla pioggia e sono in grado di asciugarsi in brevissimo tempo. Le numerose tasche sono perfette per custodire tutti gli oggetti più importanti e tenerli a portata di mano.

    Kånken No. 2 (donna) e Rucksack No. 21 Medium (uomo) 
    Kånken è lo zaino urban firmato Fjällräven che oggi fa tendenza nel mondo. Dall’inconfondibile stile vintage, si distingue per il design originale ed un assortimento di 32 colori, tutti ispirati alla natura. Nella versione No. 2 è realizzato in robusto G-1000® Heavy Duty con doppio trattamento a cera, dettagli e maniglie in pelle nera.
    Rucksack è un capiente zaino, in classico stile Fjällräven, realizzato in G-1000® Heavy Duty. Questo zaino è ideale sia per la città che per le escursioni all’aria aperta. Le linee pulite ed i funzionali dettagli in pelle dai toni naturali lo rendono un compagno per la vita. Rucksack dispone di un’ampia tasca frontale e tasche laterali. Disponibile in versione Mini (8 L), Small (15 L), Medium (20 L) e Large (30 L).

  • Mercoledì 7 dicembre – ore 21.00 – Verrès (AO): Enea Fiorentini presenta la sua guida “I Sentieri lungo la Via Francigena in Valle d’Aosta”

    Mercoledì 7 dicembre alle ore 21.00 alla Maison la Tour, Piazza René de Challant a Verrès (AO), Enea Fiorentini presenta la sua guida in lingua italiana e francese I Sentieri lungo la Via Francigena in Valle d’Aosta. Insieme all’Autore Corrado Ferrarese, Presidente del Circolo del Cardo.

    Informazioni turistiche e culturali utili per tutti coloro che vogliono conoscere la Valle d’Aosta e il suo territorio ricco di storia. Dettagli e curiosità per chi decide di camminare sulle vie millenarie che attraversano la regione.

     

    I Sentieri lungo la Via Francigena in Valle d’Aosta

    Il tratto della Via Francigena che transita per il Colle del Gran San Bernardo (m 2473, il più elevato valico della Via) e che attraversa la Valle d’Aosta, si trova all’incirca a metà del percorso, lungo circa 1800 km, indicatoci da Sigerico nel 990 sul suo diario di cammino, durante il ritorno a Canterbury da Roma, dopo la sua proclamazione ad Arcivescovo e a Primate di Inghilterra. Rispetto a molte altre varianti più o meno famose, il tracciato di Sigerico è quello che nel 2004 è stato dichiarato ufficialmente «Grande Itinerario Culturale Europeo» dal Consiglio d’Europa, e rappresenta il collegamento più diretto tra il Nord Europa e Roma.

    La parte di percorso che interessa il territorio valdostano è lunga circa 90 km e congiunge i sentieri che   provengono dalla Svizzera con quelli che proseguono in Piemonte e, attraverso le altre regioni italiane, portano fino a Roma. L’itinerario è caratterizzato da una varietà enorme di ambienti naturali a differenti quote e offre un grande colpo d’occhio sullo scenario delle montagne che contornano le zone attraversate e sui monumenti storici che si incontrano lungo il cammino. Tutto quanto si potrà vedere e conoscere seguendo le indicazioni di questa guida, varrà come anticipo e premessa alle meraviglie della Valle d’Aosta, che si potranno meglio approfondire in visite successive.

     

    Enea Fiorentini, informatico con studi in geologia, è nato ad Aosta nel 1945 e qui è tornato a vivere dopo che un’intensa attività professionale lo ha tenuto lontano dalla sua terra. Ha conosciuto molte Regioni italiane, camminando sui loro sentieri di montagna, ma anche su quelli, per valli e colline, che seguono itinerari a carattere storico-culturale. Appassionato camminatore, non si ferma ai confini nazionali: esplora la catena dei Pirenei e poi, rimasto affascinato anche dallo sci di fondo, si cimenta in un lungo trekking nelle distese lapponi. Ufficiale degli Alpini in congedo, è socio del CAI e della Giovane Montagna. Soprattutto nell’ambito di questa ultima associazione, ha collaborato alla riscoperta di molti sentieri storici, tra cui quelli della Via Francigena in Italia, percorrendo dal 1997 a oggi migliaia di chilometri a piedi tra l’arco alpino e la dorsale appenninica soprattutto dell’Italia centrale. Ha collaborato con altri soci della Giovane Montagna alla stesura della descrizione di molte tappe per la guida G.M. del 1999, dal titolo Il Sentiero del Pellegrino, sulle orme della Via Francigena, da Novalesa e Aquileia a Roma. È co-Autore della più recente guida I Sentieri lungo la Via Francigena – Da Siena a Roma, pubblicata da RAI-ERI, nel 2005. Ha scritto, nel 2008, un opuscolo: Notizie sulla Via Francigena e sulla Strada Romana delle Gallie in Valle d’Aosta, che si può considerare come una premessa per la presente guida. È membro accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). Ha tenuto e tiene tuttora conferenze sul percorso francigeno presso Enti pubblici e Associazioni private. L’impegno e la volontà di trasferire tutte le conoscenze relative ai territori che ha attraversato, portano Enea Fiorentini a dialogare con sistematicità e continuità, ormai da oltre vent’anni, con gli insegnanti e i ragazzi di molte scuole.

  • Sole e Mare con la Natura

     

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    Per informazioni visista il sito web www.erboristeriailgirasole.altervista.org

    Telefono 06/64781077

  • Camp Špik: cheek to cheek con la natura a Kranjska Gora

    Da oggi gli amanti delle vacanze a tu per tu con la natura hanno un’opportunità in più: un nuovo campeggio a Kranjska Gora inaugurato dal Gruppo Hit, nel cuore di un idilliaco paesaggio alpino al confine tra Italia, Austria e Slovenia.

    Dedicato al monte Špik, piramide di roccia che domina l’orizzonte con i suoi 2.472 metri di altezza, il camping rappresenta l’investimento più importante di quest’anno per lo sviluppo di strutture turistico/ricettive nella celebre località slovena. Situato nella frazione di Gozd Martuljek, a 5 km dal centro di Kranjska Gora, si estende per 3 ettari in un bosco di conifere: accoglierà i primi ospiti da metà luglio e sarà aperto tutto l’anno. Il Camp Špik garantisce agli appassionati della montagna l’esperienza di una totale immersione nella natura, senza rinunciare al comfort: le 200 piazzole di sosta per tende, camper e roulotte sono equipaggiate con prese elettriche e rifornimento idrico. Accessibile anche alle persone disabili, è in grado di ospitare fino a 600 persone: nel corso dei mesi autunnali sarà ulteriormente ampliato con bungalow, un negozio e un’area eventi con ristorante realizzati con materiali sostenibili, in sintonia con lo spirito di chi sceglie di trascorrere questo tipo di vacanza.

    Un’oasi di pace e tranquillità ideale per staccare la spina per qualche giorno, dedicandosi allo sport e al benessere. Kranjska Gora, capitale slovena dello sci, si trova nel cuore dell’Alpe Adria Trail (tappa 23), sentiero a lunga percorrenza noto a tutti gli escursionisti che collega la Carinzia, la Slovenia e il Friuli-Venezia Giulia in un susseguirsi di 43 tappe complessive. La località offre 150 km di sentieri per il trekking e 200 km di itinerari ciclabili attraverso il Parco nazionale del Triglav e la riserva naturale di Zelenci, oltre ad innumerevoli altre attività: golf, nuoto, tennis ma anche sport estremi come il parapendio, il deltaplano, l’arrampicata sportiva, il rafting e l’emozione di sorvolare con una zip-line l’impianto di Salto con gli Sci di Planica. E per i più piccini, pista di slittino, scivolo estivo, parco giochi e percorsi a tema in compagnia di Kekec, la mascotte di Kranjska Gora, alla scoperta del Paese degli Gnomi e delle fiabe del Triglav.

    Il Gruppo Hit ha pensato anche al benessere: gli ospiti del campeggio possono accedere alle strutture del vicino Resort Špik, noto per le sue piscine e lo splendido centro wellness che include la Glacial SPA, dove si può approfittare del potere rigenerante dell’acqua di origine glaciale custodita dall’antichità nel sottosuolo. E per riscaldarsi nelle frizzanti notti di alta montagna, non mancheranno corroboranti cene a base di specialità tipiche nei ristoranti del centro e un pizzico di glamour nei casinò Larix e Korona.

    “Ci rivolgiamo per la prima volta – dichiara Lavra Peršolja, responsabile relazioni esterne del Gruppo Hit – agli appassionati di questa formula di vacanza all’insegna del rapporto con la natura, della convivenza e della condivisione di esperienze. Con il Camp Špik vogliamo stupire i campeggiatori, dimostrando che è possibile coniugare sostenibilità, comfort e convenienza, nell’ottica di promuovere uno stile di turismo consapevole e rispettoso dell’ambiente”.

    Presente all’inaugurazione del Camp, Eva Štravs Podlogar, Direttrice Generale del Turismo e Internazionalizzazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico e della Tecnologia della Repubblica Slovena ha dichiarato: “faccio le mie congratulazioni al Gruppo Hit, a cui auguro un futuro pieno di successi. Il Gruppo Hit è uno dei protagonisti dell’offerta turistica slovena e, soprattutto, un partner affidabile, consapevole dell’importanza della collaborazione con gli operatori più piccoli per creare sistema e quindi valore aggiunto.  Apprezzo in modo particolare la scelta di arricchire l’offerta di Kranjska Gora con un campeggio, in perfetta sintonia con le linee guida dello sviluppo sostenibile del turismo sloveno, le tendenze internazionali e il nostro slogan sui mercati esteri: Verde.Attiva.Sana”.

    Janez Hrovat, Sindaco del Comune di Kranjska Gora, ha aggiunto: “la scelta degli investitori conferma il potenziale di crescita di questa location. Il Comune si impegnerà attivamente per contribuire allo sviluppo dei flussi turistici: tra i prossimi progetti abbiamo in cantiere la realizzazione di un lago nelle vicinanze del campeggio, che renderà ancora più piacevole e ricco di opportunità il soggiorno degli ospiti”.

    Kranjska Gora dista 30 minuti dall’uscita di Tarvisio dell’autostrada A23 e si trova a pochi chilometri sia dalle autostrade slovene (tunnel delle Caravanche) che da quelle austriache (Villach), rappresentando così un’ottima tappa intermedia per un viaggio verso la Mittel Europa.

    www.campspik.com/it/

  • All’Alpe di Mera: Skipass gratuito per la Festa della donna

    In occasione della Festa della donna, martedì 8, a Mera, tutte le donne, senza limiti d’età, beneficeranno dell’ingresso gratuito agli impianti. Quindi, approfittando delle abbondanti nevicate e delle ottime condizioni metereologiche previste, le amanti della montagna avranno così a loro disposizione, dalle ore 9 alle ore 16.30, trenta chilometri di piste, servite da tapis roulant e dalla seggiovia, per trascorrere l’8 marzo all’insegna del divertimento e del benessere. Inoltre, per raggiungere l’Alpe in completa sicurezza, è disponibile un servizio seggiovia, da Scopello, dalle ore 8.30 alle ore 18.

    www.meraski.com

  • Autunno con gusto nelle Perle delle Alpi

    I primi freddi in montagna invitano a ritirarsi per ammirare i colori dell’autunno e gustare i suoi profumi in piatti antichi, sostanziosi e genuini. Le località alpine che aderiscono al network Alpine Pearls perseguono un turismo sostenibile ed ecologico anche in cucina, con ricette che valorizzano i prodotti locali a “chilometro zero” e le tradizioni secolari delle popolazioni di montagna. Nelle strutture delle Perle la natura è celebrata anche gustandone i frutti secondo le stagioni e il rinnovarsi delle sue risorse, che grazie a un’antica sapienza si trasformano in monumenti del gusto e della cultura.
    Nel seguito proponiamo tre ricette segnalateci dagli operatori delle Perle di Cogne, Racines e Pragelato. Per conoscere le offerte gastronomiche e turistiche delle strutture Alpine Pearls Vi invitiamo a visitare il nostro sito!

    La Favò a Cogne
    Sulla strada che da Aosta sale alla Perla valdostana di Cogne si incontra la località di Aymavilles, patria di una squisita specialità regionale, la Favò, di cui ogni anno si celebra nella frazione di Ozein l’omonima sagra. Il ristorante panoramico Sant’Orso, sito nell’omonimo hotel affacciato sul Gran Paradiso, ha fatto della Favò uno dei piatti principe dei suoi menu.

    1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 pomodoro fresco, 1 mazzetto di erbe aromatiche (salvia, alloro, rosmarino…), 300 g di salsiccetta, 1 kg di fave, 200 g di pasta corta tipo ditalini rigati, 2,5 l di acqua, 50 g di burro, 300 g di pane integrale raffermo (pane nero di Ozein), 100 g di fontina, 100 g di formaggio toma, santoreggia, sale, pepe.
    Tritare la cipolla, il sedano, la carota, il pomodoro fresco e farli soffriggere assieme alle erbe aromatiche. Unire le fave, aggiustare di sale e lasciar insaporire per una decina di minuti. Ricoprire di acqua calda far cuocere per circa 1 ora. A parte, far saltare in padella la salsiccetta sminuzzata e unirla alla minestra di fave. Aggiungere la pasta corta e continuare la cottura per altri 10 minuti aggiustando di sale e di pepe. Far sciogliere il burro in una padella e passarvi il pane integrale tagliato a cubetti. Unirlo alla zuppa alla quale vanno ancora aggiunte la fontina e la toma ridotte e dadini. Servire ben calda accompagnata da un buon vino rosso tipo Torrette di Aymavilles.

    Il pane nero della Val Giovo
    Il pane, alimento immancabile sulle nostre tavole, è il simbolo stesso dell’alimentazione e quindi della vita. Ogni popolo ha il suo pane e qui, tra le incantevoli montagne dell’Alto Adige, si è perfezionata nei secoli la tradizione del pane nero, il “pane povero” di montagna un tempo disprezzato ma oggi ricercato per le sue qualità nutritive e i suoi aromi antichi e genuini. Hannes Rainer dell’Hotel Rainer, nella Perla altoatesina di Racines, ci ha svelato la ricetta del profumato pane contadino di segala che serve agli ospiti della sua struttura, Hotel Natura n° 1 in Alto Adige.

    Panetto base: 250 g farina di segale, 25 g lievito, 125 g Yogurt naturale.
    Amalgamare gli ingredienti e lasciare a riposo per almeno due giorni a 30-40 °C, fino a fermentazione dell’impasto.
    500 g farina di segale integrale, 500 g farina di segale fine, 100 g panetto base, 15 g sale, 15 g spezie: cumino, anice, finocchio, trigonella, 750 ml acqua tiepida, 30 g sciroppo di barbabietola da zucchero.
    Aggiungere il panetto già preparato, le spezie e l’acqua tiepida alla farina e salare in modo uniforme. Impastare per bene. Coprire l’impasto e lasciare a riposo in luogo caldo per circa due ore. Quindi impastare nuovamente e formare le pagnotte. Lasciare ancora a riposo per 20 minuti, pennelare con acqua e cuocere a legna a 200 °C per 40-50 minuti.

    Calhetta a la pradzalentse
    Le montagne austere della Val Chisone, tra Francia e Italia, sono state per secoli il crocevia di culture diverse e culla di una fiera e antica civiltà montanara: gli Escartons. Questa eredità multiforme ha lasciato il segno nella lingua, nei costumi e nell’architettura, ma anche in cucina. La Calhetta, polpetta a base di patate da gustare con burro, sughi o come contorno, è un piatto povero negli ingredienti ma ricco di sapori. Ogni comunità della valle ne ha dato la sua interpretazione. Quella che di seguito proponiamo è la ricetta che si può gustare nelle case e nelle osterie delle borgate di Pragelato, la nostra Perla della Val Chisone.

    12 patate grosse (preferibilmente a pasta gialla), 3 uova, sale, 2 cucchiai di farina, una manciata di grissini sbriciolati, 1 cipolla, 1 foglia di cavolo, 1 etto di pancetta normale, olio per il soffritto.
    Pelate le patate, lavatele e asciugatele. Grattugiatele con l’apposita grattugia pragelatese in un recipiente piuttosto capiente. Passatele al setaccio e togliete tutta l’acqua e l’amido possibile e rimettete l’impasto nel recipiente. Mettete sul fuoco un pentolone d’acqua salata e portate ad ebollizione aggiungendo la foglia di cavolo. Preparate un soffritto con olio e cipolla, aggiungendoci solo in ultimo la pancetta tagliata a pezzetti. Versate il tutto nel recipiente, con l’aggiunta di una manciata di grissini sbriciolati, le uova intere e la farina, salate e mescolate il tutto con le mani. Preparate delle palline a forma di uovo (leggermente ovali), passatele abbondantemente nella farina e mettetele nell’acqua bollente a cuocere per circa 60 minuti. Degustate lâ calhetta con spezzatini, arrosti o altre carni cucinate con sugo oppure con un po’ di burro fuso versato a pioggia… semplicemente deliziose!

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