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  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Torino

    Quanto costa vivere a Torino e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Torino (https://www.facile.it/store/torino.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, ADSL, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a settembre 2019 il premio medio RC auto nella città di Torino era pari a 602,00 euro, valore in calo del 9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tariffe più basse, invece, se si guarda all’intera provincia di Torino; in questo caso, il premio medio rilevato a settembre 2019 era pari a 538,81 euro, ovvero l’8% in meno rispetto a settembre 2018. Nonostante i cali, numeri alla mano, per assicurare un’auto nella provincia torinese occorre ancora l’8,3% in più rispetto alla media regionale.

    Una riduzione arriva anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a settembre 2019, per assicurare una due ruote a Torino e provincia servivano, in media, 334,89 euro, vale a dire il 7,45% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    Telefonia

    La telefonia fissa (voce e ADSL) è un’altra delle voci esaminate da Facile.it. Nei primi sei mesi del 2019 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie torinesi è stata pari a circa 27,7 euro, per un costo complessivo annuale stimato pari a 332,20 euro, valore in linea con quanto pagato nel 2018.

    Energia e gas

    Tra i costi che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelli legati alla luce e al gas. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio annuo di una famiglia residente a Torino e provincia (1.862 kWh), la spesa mensile rilevata nei primi 9 mesi del 2019 è stata pari a circa 33,86 euro; il peso totale delle bollette energetiche, a fine anno, sarà pari a circa 406,30 euro, importo in linea con quanto speso nel 2018.

    Dall’analisi della bolletta del gas, considerando i consumi medi annuali di una famiglia torinese (900 smc), emerge che la spesa media mensile nei primi 9 mesi dell’anno è stata pari a 62,62 euro; in questo caso, il costo complessivo annuale risulterà pari a 751,42 euro, ovvero il 7,5% in meno rispetto allo scorso anno.

    Mutui casa

    Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 6 mesi del 2019, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Torino hanno chiesto, mediamente, 119.733 euro, importo in linea con quanto rilevato nel primo semestre 2018, da restituire in poco meno di 22 anni.

    Analizzando l’identikit del richiedente torinese emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, quasi 42 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 68% del valore dell’immobile da acquistare.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: l’86% dei richiedenti torinesi ha optato per quello fisso, mentre solo il 13% ha cercato di ottenere il variabile.

    Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 121.551 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 40 anni e mezzo.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del terzo trimestre 2019 (luglio-settembre), l’importo medio richiesto in provincia di Torino è stato pari a 12.088 euro, vale a dire il 4,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018; il calo dell’importo si è tradotto nell’accorciamento dei piani di ammortamento, passati da una media di 67 rate a 64 (pari a poco più 5 anni). In calo anche l’età media dei richiedenti, scesa da 43 anni a 41 anni.

    Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i torinesi a rivolgersi ad una società di credito è stata l’ottenimento di liquidità (23%), seguita dalla ristrutturazione della casa (19%) e dal consolidamento debiti (17%).

    Facile.it apre il suo primo store in Piemonte

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso e Padova, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo primo store in Piemonte, nel cuore della città di Torino (Via Carlo Felice, 45). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale e, per l’apertura del primo store in Piemonte, il 15֯ in Italia, abbiamo scelto la città di Torino; i torinesi sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

     

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 347.036 preventivi auto e 43.882 preventivi moto effettuati a Torino e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 settembre 2018 e il 30 settembre 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 3.600 richieste di mutuo presentate da gennaio a giugno 2018 e da gennaio a giugno 2019 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Torino.

    Per ivalori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 5.800 richieste di prestito personale presentate da luglio a settembre 2018 e da luglio a settembre 2019 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Torino.

    Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,5 individui, con un consumo annuo di 1.862 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media con un consumo annuo di 900 Smc in regime tutelato.

  • Facile.it torna in TV con Nonna Sapiens

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna on air con una nuova campagna televisiva intitolata Nonna Sapiens; per la prima volta, ad essere protagoniste dello spot del comparatore sono le offerte di gas e luce. La nuova creatività, in onda da domenica 6 ottobre, è firmata ancora una volta dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli e si avvale della produzione di The BigMama.

    La scena si svolge in un soggiorno dove una bambina, che sta facendo i compiti in presenza dei genitori e della nonna, chiede al papà se lui sia a conoscenza del fatto che l’Homo Sapiens vivesse nelle palafitte; il padre, visibilmente demoralizzato mentre sfoglia dei documenti, risponde affermando che l’Homo Sapiens era fortunato proprio perché, non vivendo in una casa tradizionale, non doveva pagare le bollette.

    A questo punto la nonna si inserisce nel discorso e, prendendo in giro l’uomo, gli dice che è rimasto all’età della pietra e che, per trovare l’offerta più conveniente e risparmiare così sulle bollette, dovrebbe semplicemente usare Facile.it…proprio come ha fatto lei!

    Ecco che il padre della bimba, cambiando la propria espressione e sorridendo, dimostra di essere stato convinto dai vantaggi garantiti da Facile.it e per questo ringrazia la…Nonna Sapiens.

    Anche nello spot in programmazione dal 6 ottobre, il ventitreesimo di Facile.it, non può mancare l’ormai conosciutissima “formula magica”; è proprio la bambina a guardare negli occhi lo spettatore e dire: “Facile.it! Facile.it!. Facile.it!”

    «Per la prima volta», ha dichiarato Marco Giorgi, Direttore Marketing di Facile.it, «abbiamo deciso di puntare i riflettori sulle tariffe di gas e luce, una delle voci di spesa su cui, come emerso da un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, i consumatori vorrebbero risparmiare in misura maggiore. Ecco quindi che lo spot dimostra come sia semplice utilizzare il nostro portale per trovare l’offerta più conveniente.».

    Anche all’interno del nuovo spot si confermano gli elementi distintivi che fin dall’inizio hanno caratterizzato la comunicazione televisiva del comparatore, non solo la celebre formula magica, ma anche la colonna sonora You Sexy Thing degli Hot Chocolate.

    La creatività sarà in programmazione contemporaneamente con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Cielo, TV8, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube. La pianificazione media è curata da Omni@.

    La campagna è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link: http://www.facile.it/spot-tv.html

    La regia è di Carlo Arturo Sigon e hanno collaborato alla realizzazione dello spot il produttore esecutivo Lorenzo Borsetti, il direttore della fotografia Giacomo Frittelli, il direttore creativo Dario Primache, l’art director Roberta Costa e il copywriter Antonino Munafò.

     

    Scheda tecnica:

    Titolo: Nonna Sapiens

    Regia: Carlo Arturo Sigon

    DOP: Giacomo Frittelli

    CDP: The BigMama

    Executive Producer: Lorenzo Borsetti

    Post Produzione video: Videozone

    Post Produzione audio: Top Digital

    Agenzia di Comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli

    Direttore Creativo: Dario Primache

    Art: Roberta Costa

    Copywriter: Antonino Munafò

    Musica: Hot Chocolate “You Sexy Thing”

  • Bollette e IVA al 5%: quanto risparmieremmo?

    Il taglio dell’IVA sulle bollette luce e gas è una delle misure allo studio del Governo; ma quanto risparmierebbero gli italiani se venisse confermata? Facile.it ha preso in esame la spesa media di una famiglia italiana* scoprendo che, a fronte di un costo complessivo annuo di circa 1.614 euro a famiglia, il risparmio stimato potrebbe essere compreso tra i 26 e i 144 euro l’anno.

    La bolletta elettrica

    Considerando il consumo medio di una famiglia italiana, secondo l’analisi di Facile.it la spesa media annuale sostenuta per l’energia elettrica è pari a 572 euro, dei quali 52 euro dovuti per l’IVA al 10%.

    Qualora l’imposta venisse ridotta al 5%, il risparmio complessivo sarebbe pari a circa 26 euro l’anno, vale a dire poco più di 2 euro al mese, e la spesa finale per la famiglia tipo scenderebbe a 546 euro.

    La bolletta del gas

    Il risparmio sulla bolletta del gas potrebbe variare a seconda di come il Governo intenderà applicare la riduzione dell’aliquota. È bene sapere che sulla bolletta del gas grava un’IVA differente a seconda dei consumi: per i primi 480 smc di gas, l’IVA applicata è pari al 10% mentre per i consumi superiori a questa soglia, l’aliquota sale a 22%.

    Secondo l’analisi di Facile.it, considerando il consumo medio di una famiglia italiana, la spesa annuale sostenuta per il gas è pari a 1.042 euro.

    Se la riduzione riguarderà solo l’aliquota del 10%, i benefici sulle tasche dei consumatori sarebbero estremamente ridotti; ogni famiglia risparmierebbe circa 13 euro l’anno, poco più di un caffè al mese, e il costo complessivo della bolletta scenderebbe a 1.029 euro.

    Ben più alto, invece, sarebbe il risparmio per i cittadini qualora il taglio dell’IVA riguardasse anche l’aliquota al 22%. In questo caso, gli italiani potrebbero risparmiare circa 118 euro l’anno e la bolletta del gas si ridurrebbe fino ad arrivare a 924 euro. 

     

     

    * Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media italiana con un consumo annuo di 2.700KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media italiana con un consumo annuo di 1.400 Smc in regime tutelato.

  • 1 italiano su 2 non è ancora pronto a dire addio ai contanti

    La diminuzione dell’uso di denaro contante a favore di strumenti di pagamento elettronici è uno degli obiettivi dichiarati dall’attuale Governo; ma gli italiani sono pronti a dire definitivamente addio a banconote e monete? La risposta è no, almeno per 1 italiano su 2, vale a dire 22,4 milioni di cittadini. È questo uno dei dati emersi dell’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research, in collaborazione con Norstat, che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*, hanno scoperto come siano ancora molti i consumatori affezionati alla moneta fisica.

    Italia spaccata in due

    Sull’addio al denaro contante gli italiani sembrano dunque dividersi equamente; alla domanda “Si sente pronto ad abbandonare l’uso del contante?” il 49,9% degli intervistati ha risposto sì mentre, come detto, per il 50,1% la risposta è stata negativa.

    Meno propense a questo cambiamento sono risultate essere le donne; tra loro addirittura il 58,4% sì è dichiarato non ancora pronto a rinunciare del tutto al denaro fisico, contro il 41,4% registrato nel campione maschile. Dal punto di vista anagrafico, invece, sono i più giovani ad essere maggiormente preparati ad affrontare questo passaggio: nella fascia tra i 18 e i 24 anni il 62% dei rispondenti ha dichiarato di essere ormai pronto a usare solo la moneta elettronica.

    Un dato inaspettato emerge invece dall’analisi delle risposte su base territoriale; i meno propensi ad abbandonare il denaro contante sono risultati essere i residenti nelle regioni del Nord Est e del Nord Ovest, aree dove, rispettivamente, il 52,4% e il 51% dei rispondenti hanno dichiarato di non essere pronti, mentre nelle regioni del Sud e del Centro Italia il fronte dei “no” scende al 49%.

    Perché non si è pronti

    L’indagine ha voluto approfondire le motivazioni per le quali molti italiani dichiarano di non sentirsi ancora pronti ad abbandonare definitivamente banconote e monete, o di esserlo solo in parte. La prima ragione, segnalata dal 36% dei rispondenti, è che il denaro contante è considerato più comodo e facile da usare rispetto agli strumenti di pagamento elettronici, mentre il 18% ha dichiarato che, molto semplicemente, è abituato ad usare i contanti e preferisce questo metodo.

    L’11,1% ha dichiarato di voler mantenere il pieno controllo delle proprie uscite, cosa ritenuta difficile con le carte elettroniche, mentre il 10,2% dei rispondenti ha ammesso di aver paura che lo Stato possa tracciare tutte le spese. Poco meno, il 10%, coloro che hanno indicato come motivazione la carenza dei POS presso gli esercenti, mentre per l’8,3% è una questione di sicurezza; le carte di credito, di debito e le prepagate sono ritenute da loro meno sicure rispetto al denaro contante.

    Sconti, detrazioni o riduzione dell’evasione fiscale: cosa funziona di più?

    L’indagine ha cercato infine di capire quali sono gli strumenti che potrebbero far cambiare idea a coloro che sono ancora reticenti ad abbandonare la moneta fisica. La leva ritenuta più efficace è quella degli sconti; alla domanda “Cosa potrebbe convincerla definitivamente ad abbandonare l’uso del denaro contante?”, quasi 6 rispondenti su 10 (58,5%) hanno ammesso di essere disposti a dire addio alle banconote qualora venissero riconosciuti degli sconti per le transazioni effettuate con carte elettroniche. Una misura apprezzata, in particolare, dalle donne (60,1%) e dai più giovani (72% nella fascia di rispondenti con età tra i 18 e i 24 anni).

    Consensi minori, invece, sono stati raccolti da un altro strumento tra quelli ipotizzati in un primo momento dal Governo: gli sgravi fiscali in dichiarazione dei redditi. Questa misura, ritenuta efficace solo dal 47,2% dei rispondenti, raggiunge il massimo apprezzamento tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni di età (54,2%), non a caso la fascia di età nella quale si affrontano le prime dichiarazioni dei redditi.

    Fa riflettere, invece, che la riduzione dell’evasione fiscale – ragione principale per cui il Governo vuole impegnarsi nella riduzione dell’uso dei contanti – sembra essere l’elemento che ha meno presa sugli italiani; solo 1 rispondente su 3 (32%) ha indicato questo aspetto come leva efficace per fargli cambiare idea circa l’uso delle banconote cartacee.

     

     

    * Metodologia: n. 825 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni.  Indagine condotta tra il 27 e il 30 settembre 2019.

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Padova

    Quanto costa vivere a Padova e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Padova (https://www.facile.it/store.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi finiti sotto la lente sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2019 il premio medio RC auto nella città di Padova era pari a 574,00 euro, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tariffe più basse, invece, se si prende in considerazione l’intera provincia di Padova; in questo caso, il premio medio rilevato ad agosto 2019 era pari a 483,10 euro, in calo dell’1,33% rispetto ad agosto 2018. Numeri alla mano, per assicurare un’auto nella provincia padovana occorre il 3,3% in più rispetto alla media regionale.

    Un calo più consistente, invece, arriva dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, ad agosto 2019, per assicurare una due ruote a Padova e provincia servivano, in media, 316,35 euro, vale a dire l’11,42% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

    Energia e gas

    Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla luce e al gas*. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio annuo di una famiglia residente a Padova e provincia (2.134 kWh), la spesa annuale prevista per il 2019, alla luce dei rincari del prezzo dell’energia che scatteranno dal 1֯ ottobre, è pari a 478,17 euro, vale a dire il 3,91% in più rispetto al 2018.

    Dall’analisi della bolletta del gas, considerando i consumi medi annuali di una famiglia padovana (980 Smc), emerge che la spesa media mensile nei primi 8 mesi dell’anno è stata pari a 66,03 euro, ovvero il 5,78% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; attenzione però perché gli aumenti tariffari che scatteranno ad ottobre potrebbero far lievitare la bolletta e il conto finale potrebbe superare gli 841 euro spesi nel 2018.

    Mutui casa

    Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 6 mesi del 2019, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Padova hanno chiesto, mediamente, 122.554 euro, importo in linea con quanto rilevato nel primo semestre 2018, da restituire in poco meno di 22 anni e mezzo.

    Analizzando l’identikit del richiedente padovano emerge che chi ha presentato domanda di mutuo aveva, in media, 40 anni e mezzo e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 69% del valore dell’immobile da acquistare.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: l’84% dei richiedenti padovani ha optato per quello fisso, mentre solo il 15% ha cercato di ottenere il variabile. Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 124.139 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 39 anni e mezzo.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del primo semestre 2019, l’importo medio richiesto da utenti della provincia di Padova è stato pari a 12.721 euro, valore in calo del 3,1% rispetto a quanto rilevato durante i primi sei mesi del 2018; stabile, invece, la durata media dei piani di ammortamento richiesti, rimasta invariata a 64 rate (pari a poco più di 5 anni).

    Analizzando le domande di prestito per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i padovani a rivolgersi ad una società di credito è stata la ristrutturazione della casa (24%), seguita dall’acquisto di un’auto usata (19%) e dall’ottenimento di liquidità (17%).

    Facile.it apre il suo secondo store in Veneto

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine e Treviso, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo secondo store in Veneto, nel cuore della città di Padova (Via Roma, 128). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale in Veneto e, a pochi giorni dall’inaugurazione del primo store della regione a Treviso, abbiamo scelto di aprire un nuovo negozio a Padova; i padovani sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

     

     

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 152.406 preventivi auto e 22.809 preventivi moto effettuati a Padova e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 agosto 2018 e il 31 agosto 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina:

    https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 1.600 richieste di mutuo presentate da gennaio a giugno 2018 e da gennaio a giugno 2019 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Padova.

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 2.236 richieste di prestito personale presentate da gennaio a giugno 2018 e da gennaio a giugno 2019 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Padova.

    Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 2.134 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media con un consumo annuo di 980 Smc in regime tutelato.

  • RC auto: dopo un sinistro rincari fino al 98%

    Secondo il sistema assicurativo Bonus/Malus, in caso di incidente stradale l’automobilista responsabile del sinistro vedrà peggiorare di 2 punti la propria classe di merito, con conseguente rincaro del costo dell’RC auto. Ma quanto aumenta il premio dell’assicurazione in casi come questo? Alla domanda ha cercato di dare risposta Facile.it che, analizzando un campione di oltre 14.000 preventivi raccolti nel primo trimestre dell’anno, ha scoperto come, a parità di profilo, le tariffe assicurative possano addirittura raddoppiare e i rincari variare notevolmente da provincia a provincia.

    Per calcolare la variazione dei prezzi Facile.it ha preso come riferimento un campione di automobilisti in prima classe di merito* che, a seguito di un sinistro con colpa, sono passati in terza classe con relativo aumento della migliore offerta media disponibile online*.

    Le province con i rincari maggiori

    Dall’analisi è emerso che la provincia dove un sinistro con colpa “costa di più” è quella di Salerno; qui per un automobilista in prima classe di merito responsabile di un incidente, la media del miglior prezzo disponibile una volta scivolato in terza classe aumenta del 98,6% e, alla stipula di un nuovo contratto, dovrà sborsare 462 euro in più. Al secondo posto si posiziona un’altra provincia campana, quella di Napoli; in questo caso il passaggio dalla prima alla terza classe di merito comporta un rincaro del 76,1%, con un aggravio pari a 442 euro. Stessa sorte per gli automobilisti di Prato che, a seguito di un sinistro con colpa, devono fare i conti con un aumento medio del 75,8%, vale a dire 454 euro in più.

    Il quarto posto è occupato dalla provincia di Caserta, area dove un sinistro con responsabilità comporta un rincaro medio del 70,3% (corrispondente a 419 euro), mentre alla quinta posizione si trova la provincia di Palermo, dove l’aumento medio è pari al 63,6% e il conto finale più salato di 241 euro.

    Proseguendo nella Top Ten delle province italiane in cui causare un sinistro costa di più, la sesta posizione è occupata da un’altra provincia toscana, quella di Pistoia; qui, in media, gli automobilisti devono fare i conti con un aumento del 62,3%, vale a dire 244 euro in più. Seguono le province di Pavia e Pisa, dove l’aumento medio è pari, rispettivamente, a 60,2% e 58,4%; seppur molto vicine in termini percentuali, il conto in valori assoluti è meno salato per gli automobilisti pavesi, che devono far fronte ad un aumento di 143 euro, mentre per i guidatori pisani il rincaro è di 205 euro.

    Al nono posto si è piazzata la prima provincia laziale, Frosinone, dove un automobilista in prima classe di merito responsabile di un sinistro deve fare i conti con un aumento medio del 56,6%, pari a 173 euro. Ultima della Top Ten è Ancona dove, a seguito di un incidente con colpa, il rincaro è del 51,5%, vale a dire 167 euro in più.

    «Un incidente con colpa è una macchia che rimane nella storia assicurativa dell’automobilista per 5-6 anni e che condizionerà, per questo periodo di tempo, le tariffe offerte dalle compagnie», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «Il consiglio per cercare di contenere il più possibile il rincaro è di confrontare diversi preventivi prima di acquistare una nuova polizza; soprattutto in casi come questo le politiche tariffarie applicate dalle singole società assicurative determinano differenze di costo a volte davvero notevoli, pertanto è bene avere un quadro completo dell’offerta prima di scegliere.».

    Le province con i rincari minori

    Scorrendo la graduatoria in senso inverso emerge che Firenze è la provincia italiana dove un sinistro con colpa costa meno; per un automobilista fiorentino in prima classe di merito, la media del miglior prezzo disponibile una volta salito in terza classe aumenta del 18,8%, vale a dire appena 69 euro in più. Secondo posto per Venezia, dove il rincaro medio a seguito di sinistro è pari a 20,9%; in termini assoluti, però, i guidatori veneziani sono più fortunati dei fiorentini perché l’aumento percentuale corrisponde a 58 euro. A Bologna gli automobilisti responsabili di sinistro devono fare i conti con un aumento medio del 22,3% (vale a dire 68 euro), mentre in provincia di Varese il rincaro medio è del 22,6%, ovvero 59 euro.

    In provincia di Cagliari il rincaro medio, a seguito di un sinistro con colpa, è pari al 24,8% (73 euro); poco più in basso si trovano Verona, dove l’aumento medio è del 25,2% (pari a 61 euro), Rimini, con un rincaro medio del 25,6% (pari a 90 euro), Bergamo (+28,5%, pari a 61 euro) e Treviso (+29%, pari a 74 euro). Ultima nella Top Ten delle province meno care è Ravenna; qui un automobilista in prima classe, a seguito di un incidente con colpa, deve fare i conti con un aumento medio del 32,1%, vale a dire 108 euro in più.

    Guardando alle altre grandi province italiane, a Torino il rincaro medio a seguito di un sinistro con colpa è pari al 43,7%, vale a dire 138 euro in più, mentre a Bari l’aumento medio rilevato da Facile.it, pari al 40,7%, corrisponde a 146 euro.

    A Milano un automobilista in prima classe di merito responsabile di un sinistro deve i fare i conti con un aumento medio del 37,5%, vale a dire 87 euro, mentre a Roma il rincaro medio, pari al 36,4%, corrisponde a 124 euro in più.

     

     

    *  Le quotazioni sono state calcolate con i seguenti parametri: preventivi effettuati tramite il sito Facile.it nel periodo 1° gennaio – 31 marzo 2019, automobilista in prima classe di merito passato in terza a seguito di un sinistro con colpa, età media 40 anni, valore medio del veicolo 10.000 euro, uomo, senza guida esclusiva.

  • Aumento del petrolio: possibili ripercussioni sui mutui?

    A causa dell’improvvisa impennata del prezzo del petrolio i consumatori italiani potrebbero fare i conti con molti aumenti, non solo quello della benzina. Qualora la situazione critica dovesse perdurare a lungo i rincari potrebbero riguardare anche settori apparentemente distanti, come quello dei mutui. Facile.it e Mutui.it hanno cercato di capire come l’aumento del prezzo del greggio possa riflettersi sui mutuatari e aspiranti tali; ecco cosa è emerso.

    Le possibili conseguenze sulla domanda di mutui

    Qualora il prezzo del petrolio rimanesse alto per molto tempo, ciò potrebbe determinare un aumento del costo di produzione e movimentazione delle merci. Considerato che nel nostro Paese l’85% dei trasporti commerciali avviene ancora su gomma*, l’impatto sul potere d’acquisto e capacità di risparmio delle famiglie sarebbe notevole. Avere meno risorse da destinare alla rata mensile o all’acquisto di un immobile sono elementi che ovviamente incidono negativamente sulla domanda di mutui.

    «È bene considerare che eventi di portata straordinaria come quello verificatosi pochi giorni fa hanno una correlazione, sia pur indiretta, con vari aspetti dell’economia familiare perché, alla lunga, potrebbero innescare reazioni a catena tali da condizionare le scelte fatte dai consumatori come, ad esempio, quella legata all’acquisto di una casa», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it.

    Le possibili conseguenze sull’offerta di mutui

    Rispetto alle possibili conseguenze dal punto di vista dell’offerta dei mutui, sebbene nel breve periodo siano da escludere eventuali cambiamenti, alla lunga l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe mettere la BCE di fronte ad una scelta difficile.

    Se a seguito del caro petrolio si verificasse un aumento dell’inflazione ritenuto positivo dalla BCE, ciò potrebbe spingere l’Istituto ad alleggerire le politiche adottate negli ultimi anni e far salire più rapidamente i tassi di interesse, che influenzano inevitabilmente IRS ed Euribor e quindi anche gli indici applicati ai mutui concessi alle famiglie per l’acquisto della casa.

    È possibile però anche un altro scenario. Se la BCE dovesse ritenere che l’inflazione abbia creato un peggioramento delle condizioni generali ed un impatto negativo sulla crescita europea, potrebbe decidere di allungare le politiche di stimolo monetario adottate oggi, mantenendo ancora più a lungo le condizioni estremamente vantaggiose sul fronte dei tassi.

    Un’opzione, quest’ultima, che farebbe felici sia coloro che hanno già sottoscritto un mutuo a tasso variabile, sia coloro che sono intenzionati a comprare casa e potrebbero contare su tassi molto favorevoli.

     

    *Dati Coldiretti

     

     

  • Mutui casa: quali gli effetti delle nuove politiche BCE?

    Nuovo Quantitative Easing, taglio dei tassi sui depositi presso l’Eurotower e aumento della durata delle Tltro; sono questi alcuni dei punti principali tracciati da Draghi relativamente al nuovo programma di politiche monetarie adottato dalla Banca Centrale. Ma quali i possibili effetti su mutuatari e aspiranti mutuatari italiani? Ecco l’analisi Facile.it e Mutui.it.

    Cosa cambia per chi ha già un mutuo

    L’annuncio di un nuovo Quantitative Easing per una durata indefinita, insieme alla volontà della BCE di mantenere i tassi “ai livelli attuali o più bassi” fino all’avvicinamento dell’obiettivo inflazionistico (2%) è una buona notizia per tutti coloro che hanno già sottoscritto un finanziamento. «Chi ha un mutuo variabile potrà continuare a godere delle condizioni estremamente favorevoli del mercato per un periodo ancora più lungo di quanto non ci si aspettasse anche solo qualche giorno fa», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, potrebbe approfittare di una nuova finestra per surrogare il proprio finanziamento e ridurre così il peso degli interessi. Guardando ai tassi attuali, chi ha sottoscritto un mutuo a gennaio 2019, surrogandolo oggi potrebbe risparmiare 500 euro l’anno di interessi».

    Cosa cambia per gli aspiranti mutuatari

    La volontà della BCE di continuare a iniettare denaro nel sistema e adottare una politica espansiva per un lungo periodo di tempo è una buona notizia anche per tutti coloro che stanno valutando l’acquisto di un immobile. Da un lato l’allungamento della durata delle Tltro, che potrebbe aumentare la capacità delle banche aderenti di finanziare l’economia reale; dall’altro il nuovo Quantitative Easing, che potrebbe contribuire ad abbassare il costo di finanziamento per le banche italiane e che, a loro volta, potrebbero scegliere di ridurre gli spread applicati ai nuovi mutui. Da questo punto di vista, un segnale incoraggiante è arrivato già ieri, dopo l’annuncio della BCE, con lo spread italiano sceso al di sotto dei 140 punti base; qualora i valori dovessero restare a lungo su livelli così bassi, questo potrebbe generare un effetto virtuoso con conseguenze positive per le tasche dei futuri mutuatari.

    I tassi ai minimi potrebbero non essere sufficienti

    Se da un lato le misure sono una buona notizia lato offerta, bisogna considerare che questo ulteriore taglio dei tassi nasce dall’esigenza di rilanciare un’economia europea considerata in difficoltà. Le misure annunciate dalla BCE potrebbero quindi non essere sufficienti a dare un nuovo impulso alla domanda di mutui in Italia. «In questa prima parte dell’anno i tassi dei mutui sono calati facendo segnare nuovi record storici eppure, secondo i dati ufficiali, le richieste di finanziamento sono diminuite», spiega Cresto. «Un segnale evidente – così come sottolineato dallo stesso Draghi – di come le politiche monetarie della BCE, da sole, non siano sufficienti a rilanciare la domanda e ora spetta alle politiche fiscali adottate dai singoli stati stimolare il mercato».

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Treviso

    Quanto costa vivere a Treviso e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Treviso (https://www.facile.it/store/treviso.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi finiti sotto la lente sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2019 il premio medio RC auto nella città di Treviso era pari a 521,00 euro, valore in calo del 4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tariffe ancor più basse se si prende in considerazione l’intera provincia di Treviso; il premio medio rilevato ad agosto 2019, in questo caso, era pari a 460,11 euro, il 3,5% in meno rispetto a dodici mesi fa. Numeri alla mano, per assicurare un veicolo nella provincia trevigiana occorre il 18% in meno rispetto alla media italiana.

    Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono calate e, ad agosto 2019, per assicurare una due ruote a Treviso e provincia servivano, in media, 333,16 euro, vale a dire il 12,8% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

    Energia e gas

    Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla luce e al gas. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio annuo di una famiglia residente a Treviso e provincia (2.134 kWh), la spesa mensile rilevata nei primi 8 mesi del 2019 è stata pari a circa 38,35 euro; se le tariffe rimarranno stabili fino alla fine dell’anno, il peso totale delle bollette energetiche risulterà pari a circa 460,17 euro, valore in linea con quanto speso nel 2018.

    Dall’analisi della bolletta del gas, considerando i consumi medi annuali di una famiglia trevigiana (980 smc), emerge che la spesa media mensile nei primi 8 mesi dell’anno è stata pari a 66,03 euro; in questo caso, in assenza di variazioni del prezzo del metano, il costo complessivo annuale risulterà pari a 792,41 euro, ovvero il 5,78% in meno rispetto allo scorso anno.

    Mutui casa

    Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 6 mesi del 2019, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Treviso hanno chiesto, mediamente, 122.054,56 euro, importo in calo del 10% rispetto al primo semestre 2018, da restituire in poco meno di 22 anni.

    Analizzando l’identikit del richiedente trevigiano emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, circa 40 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 69% del valore dell’immobile da acquistare.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto; l’82% dei richiedenti trevigiani ha optato per quello fisso mentre solo il 17% ha cercato di ottenere il variabile. Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, l’importo medio richiesto sale a 124.223,55 euro da restituire in 23 anni e mezzo; l’età media dei richiedenti, invece, scende a 38 anni.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del primo semestre 2019, l’importo medio richiesto in provincia di Treviso è stato pari a 13.170 euro, valore in linea con quanto rilevato durante i primi sei mesi del 2018; sostanzialmente stabile anche la lunghezza dei piani di ammortamento richiesti, passata da 64 a 65 rate (pari a poco più di 5 anni).

    Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i trevigiani a rivolgersi ad una società di credito è stata l’acquisto di un’auto usata (28% delle richieste), seguita dalla ristrutturazione della casa (16%) e dal consolidamento debiti (16%).

    Facile.it apre il suo primo store in Veneto

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona e Udine il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo primo store in Veneto, nel cuore della città di Treviso (Corso del Popolo, 33). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale e, per l’apertura del primo store in Veneto, abbiamo scelto la città di Treviso; i trevigiani sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

  • Prestiti per lo studio: erogati oltre 71 milioni in 6 mesi

    Nei prossimi giorni milioni di alunni torneranno nelle aule scolastiche e non mancano le famiglie che, per far fronte ai costi legati allo studio, scelgono di chiedere un prestito personale; secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei soli primi 6 mesi del 2019 sono stati erogati oltre 71 milioni di euro in prestiti destinati a coprire le spese legate a scuola, università e, più in generale, alla formazione.

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 122.000 domande di prestito personale presentate dal 1° gennaio al 30 giugno 2019 attraverso i due portali, ha evidenziato un doppio trend; da un lato è aumentato l’importo medio richiesto alle società di credito, che nel corso del primo semestre 2019 è stato pari a 7.960 euro, vale a dire il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, dall’altro è cresciuta la percentuale di richiedenti under 25, il cui peso sul totale è salito di ben 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno, passando dal 12% al 19%.

    Analizzando più da vicino l’incremento dell’importo medio richiesto emerge che, ad aumentare, in particolare, sono state le richieste di prestiti di taglio medio, quelle tra i 3mila euro e i 5mila euro sono passate dal 24% al 28% del totale, e quelle di taglio grande, superiori a 10mila euro, che sono salite dal 19% al 22%. Di contro, sono diminuite le richieste di prestiti personali per lo studio di piccolo taglio; quelle sotto i 3mila euro, ad esempio, sono calate dal 33% al 28% del totale.

    «Richiedere un prestito personale per far fronte alle spese legate allo studio può essere un modo per non rinunciare, ad esempio, ad una formazione di alto livello, i cui costi possono essere spesso molto elevati, ma anche una semplice strategia per far pesare il meno possibile sul budget mensile spese scolastiche o formative dilazionandole in rate di piccolo importo», spiega Andrea Bordigone, responsabile prestiti di Facile.it. 

    La scelta di contenere l’importo delle rate mensili è testimoniata anche da un altro dato, quello relativo alla durata media dei prestiti; a fronte di un aumento delle somme richieste, il piano di ammortamento medio si è allungato passando da 51 rate nel primo semestre 2018 a 58 rate (poco più di 4 anni e mezzo) nel primo semestre 2019.

    Guardando all’età media dei richiedenti, invece, emerge chiaramente come siano sempre più i giovani a chiedere questo tipo di prestito personale; chi nel corso del primo semestre dell’anno ha presentato domanda di finanziamento per pagare i costi legati allo studio aveva, in media, 38 anni, due anni in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 (40 anni). Un valore estremamente basso se si considera che, guardando alle richieste totali di prestiti personali, normalmente l’età media di chi si rivolge ad una società di credito è pari a circa 43 anni. A determinare il calo dell’età, come detto, è stato l’aumento del peso degli under 25, ai quali hanno fatto capo quasi una richiesta di prestito per lo studio su cinque tra quelle raccolte nei primi sei mesi del 2019.

    «La richiesta di prestiti da parte dei giovani – spiega Bordigone – va visto come un elemento di fiducia; non solo è positivo sapere che siano i ragazzi stessi i primi a voler investire sul proprio futuro, ma è anche indice del fatto che abbiano una situazione reddituale più serena rispetto al passato e che gli consente, seppur magari aiutati dai genitori, di impegnarsi nella restituzione delle rate».

    Altro dato interessante è quello relativo al sesso dei richiedenti; dall’analisi emerge che, a presentar domanda di prestiti per lo studio, sono molto spesso le donne; nel primo semestre 2019 le richieste provenienti dal campione femminile rappresentavano il 37% del totale, valore molto elevato se si considera che, normalmente, guardando alle richieste totali, le donne rappresentano solo un quarto dei richiedenti. Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, il 63% è un dipendente privato a tempo indeterminato, l’11% un lavoratore autonomo o libero professionista.

  • Telefonia mobile: Italia fra le più economiche d’Europa

    Nonostante gli ultimi rincari sui clienti con contratti già attivi, secondo l’analisi di Facile.it, in Italia nel corso dell’ultimo anno le tariffe di telefonia mobile sono diminuite del 20% e oggi un cliente che cambia operatore spende, in media, 12,50 euro al mese, potendo contare su un traffico dati di circa 45 GB; ma come se la cavano i nostri vicini europei? Per rispondere alla domanda, Facile.it ha analizzato le tariffe di telefonia mobile presenti in 12 Paesi europei, scoprendo che gli italiani sono tra i più fortunati.

    L’analisi è stata realizzata confrontando le tariffe di telefonia mobile di fascia media proposte nel mese di giugno 2019 da un panel di siti di comparazione operanti in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Norvegia, Olanda, Polonia, Spagna e, chiaramente, Italia. L’analisi ha preso in considerazione un mix di piani tariffari rappresentativi per ciascun Paese, calcolando un valore medio sia in termini di costi, sia di traffico dati, focalizzandosi sulla fascia intermedia dell’offerta, escludendo quindi le proposte entry level, quelle indirizzate a target specifici come gli anziani o i giovani, quelle mirate a stimolare la migrazione da un operatore ad un altro e le offerte categorizzabili come top di gamma.

    Chi paga di meno

    Tra i Paesi presi in esame, guardando al solo prezzo dei piani tariffari di fascia intermedia, emerge che sono pochi gli Stati che fanno meglio dell’Italia. Il più economico risulta essere la Polonia; qui, nella fascia tariffaria analizzata, si spendono in media 6 euro al mese, vale a dire 72 euro l’anno, il 52% in meno rispetto a noi. All’interno di questa fascia di spesa, i piani tariffari polacchi prevedono normalmente chiamate e SMS illimitati.

    Tra gli Stati europei più economici dell’Italia si trova anche la Francia, dove, nella fascia analizzata, in media si spendono circa 9 euro al mese, per un totale di 107 euro l’anno. Anche i francesi, come i polacchi, in questa fascia di spesa possono contare su chiamate e SMS illimitati. Tutto ciò sommato, quindi, la bolletta italiana risulta più alta del 40% rispetto a quella francese.

    Anche in Germania i prezzi risultano inferiori a quelli dell’Italia; i tedeschi con un piano tariffario intermedio spendono, mediamente, 11,60 euro al mese, per un totale di 140 euro l’anno, vale a dire il 6,7% in meno rispetto al Bel Paese. Anche in questo caso chiamate e SMS sono generalmente illimitati.

    Chi paga di più

    Guardando alle nazioni dove i costi sono più alti rispetto all’Italia emerge che, tra gli Stati analizzati, la Norvegia è la più cara; ad Oslo occorrono, in media, circa 28 euro al mese (340 euro l’anno), vale a dire il 126% in più rispetto a quanto spendono gli italiani.

    Tariffe superiori alle nostre anche in Spagna e in Gran Bretagna, dove per un piano tariffario di fascia intermedia si spendono, rispettivamente, 17,40 euro al mese e poco meno di 15 euro al mese.

    Costi elevati rispetto all’Italia anche in Grecia, dove chi sceglie un piano tariffario di fascia intermedia deve mettere in conto una spesa di circa 15,80 euro al mese, vale a dire 190 euro l’anno; per questa fascia di prezzo, però, i greci devono accontentarsi di chiamate limitate (in media 400 minuti) e pochi SMS (in media 100 anche se, in alcuni casi, sono addirittura esclusi).

    Il traffico dati

    Se si punta l’attenzione sui GB dati di traffico incluso nella fascia tariffaria presa in analisi, lo scenario cambia sensibilmente. Da questo punto di vista l’unico Paese che batte l’Italia è la Francia dove, per l’importo medio di spesa calcolato (9 euro), i clienti ottengono in media 50 GB di traffico dati al mese. Sul podio, ma dopo l’Italia, si posiziona l’Irlanda dove è possibile contare, sempre in media, su circa 22 GB di dati ogni mese.

    Decisamente più limitato il traffico dati per gli utenti della Grecia, che devono accontentarsi di poco più di 3 GB ogni trenta giorni; va meglio, ma solo di poco, in Belgio (3,7 GB) e in Norvegia (4,2 GB).

    Il costo virtuale per GB dati

    Considerata l’elevata variabilità delle offerte analizzate, per uniformare il confronto, Facile.it ha calcolato il costo virtuale per GB di traffico dati incluso nei piani tariffari analizzati, valore ottenuto dividendo i GB medi per la tariffa mensile media. Anche in questo caso la graduatoria sorride all’Italia che, con un costo virtuale di 0,28 euro a GB, conquista il secondo posto. Fa meglio, ancora una volta, solo la Francia, dove il costo scende a 0,18 euro; al terzo posto si posiziona invece la Polonia, con un costo di 0,37 euro per GB.

    Sul lato opposto della classifica, invece, si conferma come maglia nera la Norvegia, dove il costo virtuale per il traffico dati è pari a 6,76 euro a GB; seguono la Grecia, con un costo medio di 4,87 euro a GB e il Belgio, con 4,67 euro a GB.

    Nella parte bassa della classifica si posiziona anche la Germania, con costo virtuale pari a 2,06 euro a GB; fanno meglio, ma solo di poco, Svezia e Olanda, dove il rapporto è pari a 2 euro a GB.

    A metà classifica si trovano Spagna, Danimarca e Gran Bretagna, paesi dove il costo virtuale del traffico dati incluso nella fascia tariffaria analizzata scende sotto la soglia dei 2 euro, con importi compresi fra 1,10 e 1,25 euro a GB.

  • Mutui: in Sicilia richiesta media e valore immobili in calo del 4% nel primo semestre nonostante i tassi in discesa

    In Sicilia, nel primo semestre 2019, è calato l’importo medio richiesto agli istituti di credito per un muto casa e il valore medio degli immobili che si è cercato di acquistare. Sono questi i dati emersi dell’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it che, analizzando un campione di circa 4.500 domande di finanziamento*, ha scoperto come nel corso del primo semestre dell’anno l’importo medio chiesto alle banche dagli aspiranti mutuatari siciliani sia diminuito del 4,1% rispetto al primo semestre 2018, stabilizzandosi a 106.629 euro.

    L’andamento rilevato dal comparatore, si legge nell’analisi, è coerente con il calo del valore medio degli immobili che i siciliani hanno cercato di acquistare tramite mutuo, diminuito del 4,3% rispetto al primo semestre del 2018 e stabilizzatosi a 168.402 euro. Rimane invariato, quindi, il Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale di valore dell’immobile finanziata tramite il mutuo; nel primo semestre 2018 era pari a 68%, mentre nei primi sei mesi del 2019 si è assestata a 68,6%.

    «Tra gli elementi che possono influire negativamente sulla richiesta di mutui per l’acquisto casa vi sono anche fattori di natura psicologica», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Periodi di generale instabilità economica o politica o, ancora, un senso di incertezza verso il futuro possono spingere i potenziali acquirenti ad adottare un atteggiamento più cauto nel momento in cui si chiede un finanziamento di lunga durata. Riteniamo però ci siano tutti gli elementi – a partire dai tassi estremamente bassi – affinché il mercato possa ripartire non appena ci saranno condizioni generali di maggiore serenità».

    Il calo degli importi richiesti dagli aspiranti mutuatari siciliani non si è però tradotto in una riduzione della durata dei finanziamenti a cui si è puntato, che invece è rimasta invariata a 21 anni e 2 mesi. Sostanzialmente stabile, inoltre, anche l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo nel corso del primo semestre e che, all’atto della richiesta, era pari a 42 anni.

    Guardando alla scelta del tasso emerge che gli aspiranti mutuatari siciliani hanno voluto approfittare degli indici estremamente bassi tanto che sempre più richiedenti si sono orientati verso un mutuo a tasso fisso; nel corso del primo semestre 2019 quasi 9 richieste su 10 tra quelle esaminate (87,3%) erano indicizzate a tasso fisso, valore in aumento di quasi 8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2018 (79,9%).

    L’andamento provinciale

    Analizzando le domande di mutuo a livello provinciale, emerge che gli importi medi più alti sono stati richiesti a Catania (113.917 euro), Palermo (109.119 euro) e Messina (109.031 euro); i più bassi a Siracusa (95.012 euro), Enna (95.962 euro) e Caltanissetta (96.243 euro). Guardando al valore LTV delle richieste di mutuo, invece, la forbice varia tra il 65,3% registrato a Siracusa e il 70,1% di Agrigento.

    Dati interessanti emergono, inoltre, analizzando la scelta del tasso su base provinciale; quello fisso si conferma di gran lunga il preferito dalla maggioranza dei siciliani, ma non mancano le differenze significative a livello territoriale. A Enna e provincia, ad esempio, le richieste di mutuo a tasso fisso hanno toccato addirittura il 96% del totale, valore più alto registrato in tutta la regione; più di 9 domande su 10 erano indirizzate al fisso anche a Caltanissetta (90,7%) e Catania (90,5%). Trapani, invece, è stata la provincia siciliana con i valori più bassi; qui “solo” l’81% dei richiedenti ha cercato di ottenere un mutuo a tasso fisso.

    L’andamento dei tassi: interessi ai minimi

    Dal punto di vista dell’offerta di nuovi mutui, il primo semestre dell’anno è stato caratterizzato da un calo dei tassi di interesse, soprattutto quelli fissi. Determinante, da questo punto di vista, è stata la caduta dell’IRS, l’indice europeo che guida l’andamento dei tassi fissi; prendendo in esame l’IRS a 20 anni, da gennaio 2019 a giugno 2019 il suo valore è passato da 1,30% a 0,73%. Un calo che sembra non fermarsi tanto che, nel mese di agosto, l’IRS a 20 anni ha toccato il suo minimo storico (0,02%).

    La diminuzione, nonostante sia stata in parte mitigata dall’aumento degli spread bancari applicati ai mutui, si è tradotta in una discesa dei tassi offerti alla clientela: secondo le simulazioni di Facile.it**, per un nuovo mutuo a tasso fisso (124.000 euro da restituire in 25 anni, LTV al 70%), i migliori Taeg disponibili online ad agosto variavano tra l’1,26% e l’1,91%, con una rata mensile compresa tra i 480 euro e i 520 euro; vale a dire circa 35 euro al mese in meno (420 euro in un anno) rispetto a gennaio 2019.

    Anche sul fronte dell’offerta di nuovi mutui a tasso variabile, il primo semestre del 2019 è stato caratterizzato da un calo dell’indice di riferimento, l’Euribor, che è tornato a scendere dopo 3 anni di stabilità. A giugno 2019, l’Euribor a 1 mese ha toccato il -0,39%, per poi segnare un nuovo record storico ad agosto (-0,42%). Il calo, però, non ha intaccato significativamente il tasso finale offerto ai nuovi mutuatari, che è rimasto quindi estremamente basso e sostanzialmente stabile rispetto a gennaio 2019. Secondo le simulazioni di Facile.it**, per un nuovo mutuo a tasso variabile (124.000 euro da restituire in 25 anni e LTV al 70%), i migliori Taeg disponibili online ad agosto variavano tra lo 0,83% e l’1,28%, con una rata mensile compresa tra i 465 euro e i 500 euro.

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di circa 4.500 domande di mutuo presentate da richiedenti residenti in Sicilia tramite i portali Facile.it e Mutui.it dall’1 gennaio 2018 al 30 giugno 2018 e dall’1 gennaio 2019 al 30 giugno 2019

    ** Simulazione realizzata su Facile.it il 28 agosto 2019

     

  • RC auto: Trieste è la città del Friuli-Venezia Giulia dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli Venezia Giulia era pari a 399,52 euro (in calo del 5,49% rispetto a luglio 2018). Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 23% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città del Friuli Venezia Giulia, è Trieste quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 222,23 euro, vale a dire il 23% in più rispetto a Udine, Pordenone e Gorizia dove, per assicurare un veicoli in prima classe, la tariffa più bassa è pari a 181,02 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 128.288 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 20 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

  • Rc auto: in Campania premi in calo del 6,8%, grandi differenze tra province

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Campania era pari a 968,61 euro, valore in calo del 6,78% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 52,3% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4 unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città campane, Napoli è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 428,13 euro, vale a dire il 52,3% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Benevento (281,11 euro). Nel capoluogo di regione, tuttavia, a parità di profilo, il premio può cambiare se il conducente stipula un’assicurazione che prevede l’istallazione della scatola nera; in questo caso la miglior tariffa scende a 284,66 euro.

    Alle spalle di Napoli si trova Avellino, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 321,83 euro.

    Al terzo posto si posiziona Caserta con il premio più basso disponibile pari a 314,65 euro; come per Napoli, anche in questa città l’offerta può variare se si istalla la scatola nera, con il prezzo che può abbassarsi fino a 283,00 euro.

    Segue in classifica Salerno, dove la miglior tariffa dedicata ai conducenti in prima classe di merito è pari a 308,35 euro, mentre a Benevento, città più economica della Campania, il premio più basso è pari a 281,11 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

     

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 639.531 preventivi effettuati in Campania dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

  • RC auto: Rimini è la città dell’Emilia-Romagna dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Emilia-Romagna era pari a 524,43 euro, valore in calo del -3,36% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 59,1% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4 unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città della regione Rimini è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 307,38 euro, vale a dire il 59,1% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti di pari profilo residenti a Modena (193,23 euro).

    Alle spalle di Rimini si trova Reggio Emilia, dove la migliore offerta disponibile per un guidatore in prima classe di merito che vuole assicurare la propria vettura è pari a 262,74 euro; segue Bologna, con una miglior tariffa pari a 246,00 euro, anche se nel capoluogo il miglior premio per un automobilista in prima classe può variare a seconda del CAP di residenza e, in alcuni casi, salire addirittura sino a 255 euro.

    Al quarto e quinto posto si posizionano le città di Forlì e Cesana, dove la tariffa più bassa per i guidatori in prima classe di merito è pari, rispettivamente, a 231,88 euro e 219,05 euro. A poca distanza si trova Ferrara (216,15 euro), seguita a stretto giro da Parma (211,16 euro).

    Tra le città più economiche dell’Emilia-Romagna per chi guida in prima classe di merito ci sono invece Ravenna, dove il premio più basso disponibile è pari a 204,85 euro, Piacenza, con una migliore offerta pari a 193,73 euro e Modena (193,23 euro).

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 639.328 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 7 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

  • RC auto: Pesaro è la città marchigiana dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo nelle Marche era pari a 514,43 euro, in calo del 4,21% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 7% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4 unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città marchigiane, Pesaro è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 245,19 euro, vale a dire il 7% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Urbino (229,91 euro).

    Alle spalle di Pesaro si trova Fermo (242,66 euro), che batte per un soffio Macerata, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 241,06 euro.

    Anche se per pochissimo, al quarto posto si posiziona Ancona, dove la tariffa più bassa dedicata ad un conducente in prima classe è risultata pari a 240,70 euro, mentre ad Ascoli Piceno il miglior premio disponibile è pari a 238,85 euro.

    Ultima in classifica è Urbino che, con un miglior premio pari a 229,91 euro è risultata essere la città marchigiana più economica per gli automobilisti in prima classe di merito.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 197.401 preventivi effettuati nelle Marche dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 7 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

  • RC auto: Latina è la città laziale dove la prima classe costa di più

     

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo nel Lazio era pari a 560,31 euro, valore in calo del 2,71% rispetto a luglio 2018. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 19,1% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare, assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le città laziali, Latina è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 273,84 euro, vale a dire il 19,1% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Rieti e Viterbo (229,91 euro). Solo alcuni quartieri romani – Casal Bertone, Collatino, Roma 70 e l’Annunziatella – superano il prezzo disponibile a Latina e, in quelle aree della Capitale, la migliore offerta accessibile agli automobilisti con prima classe di merito è pari a 277,70 euro.

    Anche se per pochissimo, alle spalle di Latina si trova Frosinone, dove la migliore offerta dedicata agli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 272,00 euro.

    Al terzo posto si posiziona Roma; nel capoluogo, a parità di profilo, la tariffa può cambiare a seconda del CAP di residenza, variando da un minimo di 238,11 euro nel quartiere Tuscolano fino ai picchi di cui abbiamo detto prima. Rieti e Viterbo sono, con una migliore tariffa pari a 229,91 euro, sono risultate essere le due città laziali più economiche per chi guida in prima classe di merito.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.552.992 preventivi effettuati in Lazio dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

     

     

  • RC auto: Genova è la città ligure dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Liguria era pari a 594,08 euro (-1,3% rispetto a luglio 2018). Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi possono variare fino al 47,9% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città liguri, Genova è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 298,79 euro, vale a dire il 47,9% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Imperia (202,00 euro).

    Alle spalle di Genova si trova La Spezia, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 272,04 euro, anche se nella città il miglior premio può variare a seconda del CAP di residenza e, in alcuni casi, salire sino a 284,00 euro.

    Al terzo posto si posiziona Savona, dove il premio più basso disponibile per assicurare un veicolo in prima classe è pari a 241,58 euro. Ultima in classifica è Imperia, città ligure più economica per chi guida in prima classe, con una miglior offerta disponibile pari a 202 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 162.452 preventivi effettuati in Liguria dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 7 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

     

  • RC auto: Padova è la città veneta dove la prima classe costa di più 

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto era pari a 465,66 euro. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 31% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città venete, Padova è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 244,33 euro, vale a dire il 31,2% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Belluno e Verona (186,17 euro).

    Alle spalle di Padova si trova Venezia, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 226,23 euro.

    Al terzo posto si posiziona Treviso (218,78 euro), seguita da Vicenza, città dove il premio più basso disponibile per un automobilista in prima classe è pari a 200,92 euro.

    Sotto la soglia psicologica dei 200 euro si trova Rovigo; qui l’offerta più bassa dedicata agli automobilisti più virtuosi è risultata pari a 193,65 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 667.240 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

     

  • RC auto: Foggia è la città pugliese dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Puglia era pari a 639,46 euro. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 12,8% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città pugliesi, Foggia è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 317,11 euro, vale a dire il 12,8% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Lecce e Barletta (281,11 euro).

    Alle spalle di Foggia si trova Bari, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito è pari a 294,69 euro.

    Al terzo posto si posiziona Taranto (287,32 euro), che batte solo di un soffio Brindisi, dove il miglior prezzo disponibile per un automobilista in prima classe di merito è pari a 287,25 euro.

    Chiudono la graduatoria, a pari merito con Lecce e Barletta, Andria e Trani, città dove l’offerta più bassa per un automobilista in prima classe di merito che vuole assicurare la propria vettura è pari a 281,11 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 270.284 preventivi effettuati in Puglia dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 7 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

     

  • Morandi: cosa è successo ad un anno dal crollo

    È passato un anno esatto dal crollo del Ponte Morandi di Genova, ma cosa è accaduto ai cittadini che in seguito a quella tragedia dello scorso agosto si sono trovati, da un giorno all’altro a non poter più entrare nella loro casa su cui, magari, gravava un mutuo? E che ripercussioni ha avuto il crollo del ponte sul mercato immobiliare genovese? Mutui.it e Facile.it, in collaborazione con Franco Canevesio, se lo sono chiesti e hanno scoperto delle cose interessanti; 12 mesi dopo quel drammatico 14 agosto, finalmente arriva qualche buona notizia, a cominciare dal risarcimento riconosciuto; circa 2.000 euro a metro quadro.

    Mutui, indennizzi da 2.000 euro al metro quadro.

    L’ultima data importante di questa storia è, in ordine di tempo, il 6 agosto 2019 quando è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dell’Interno relativo al rimborso al Comune di Genova del minor gettito dell’IMU e della TASI, riferito alle annualità 2019 e 2020. Il provvedimento si è reso necessario per l’esenzione applicata ai fabbricati “oggetto di ordinanze sindacali di sgombero adottate a seguito dell’evento del crollo di un tratto del viadotto Polcevera dell’autostrada A10”. Al Comune, dunque, viene assegnato un contributo di 210 mila euro per ciascuna annualità 2019 e 2020.

    «Entro febbraio 2019 sono stati indennizzati tutti gli aventi diritto; ossia gli abitanti di via Porro dal numero 5 al 16 e di via del Campasso 39 e 41», spiega Franco Ravera, presidente del comitato Quelli del ponte Morandi. Il Decreto Genova ha previsto gli indennizzi allargando agli sfollati del ponte Morandi il Pris, Pogramma regionale di intervento strategico, inizialmente previsto per gli espropriati dalla gronda.

    Ogni proprietario ha ricevuto 2.025,50 euro di indennizzo per ogni metro quadro di casa; le voci principali che formano la cifra complessiva sono il risarcimento del valore venale dell’immobile (calcolato in circa 1.500 euro a metro quadro) e le spese di riacquisto degli arredi e di ogni altra spesa accessoria per la ricollocazione abitativa (circa 450 euro). A questi importi è stato aggiunto, per ogni unità abitativa, un indennizzo forfettario di importo pari a 45.000 euro secondo quanto previsto dalla legge della Regione Liguria 3 dicembre 2007 n. 39, che disciplina i Programmi regionali di intervento strategico (PRIS) e un ulteriore risarcimento, di 36.000 euro, per l’improvviso sgombero.

    Ad essere indennizzate sono state 260 famiglie; 200 proprietarie residenti e 60 in affitto (con i relativi 60 proprietari non residenti). «Tutto è filato liscio, anche se con qualche ritardo» – sottolinea Ravera – «le pratiche sono state inoltrate tramite notai: gli indennizzi avrebbero dovuto arrivare entro fine dicembre 2018, ma per via di qualche professionista che ha allungato i tempi la questione si è conclusa a febbraio 2019».

    Il mercato immobiliare di Genova. Quale è oggi la situazione immobiliare del comune di Genova? Un buon metro per comprenderlo è la richiesta di mutui per l’acquisto della casa presentati alle banche. «Nel primo semestre del 2018, quando il ponte era ancora in piedi» afferma Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it«secondo i dati del nostro portale, a Genova faceva capo l’1,37% delle domande di finanziamento presentate in Italia. Un anno dopo, nel primo semestre del 2019, il valore rilevato tramite il nostro osservatorio è sceso allo 0,98% e non si può escludere che un calo di questo tipo possa anche essere stato generato dall’incertezza che il crollo del ponte ha diffuso in merito all’opportunità di un investimento nella città della Lanterna; nell’ultimo periodo, però, stiamo assistendo ad una leggera inversione di tendenza e questo fa ben sperare».

    12 banche per gli sfollati del Polcevera. Per ciò che riguarda i mutui che gravavano sulle case ubicate nella zona del crollo ci sono buone notizie e, a detta dei diretti interessati, le banche hanno risposto bene all’appello degli sfollati con ben 12 istituti che hanno firmato l’accordo quadro tra ABI Liguria e associazioni dei Consumatori. Questo prevede la sospensione delle rate dei mutui e di eventuali prestiti personali non solo ai danneggiati residenti o lavoratori nella cosiddetta “zona rossa” o aree limitrofe, ma anche tutti coloro che a causa del crollo hanno perso il posto di lavoro o lo hanno dovuto sospendere per almeno 30 giorni. A firmare sono stati: Carige; Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei Fiori; Banca di credito cooperativo di Cherasco; Banca Passadore; Popolare Sondrio; Banco di Desio e della Brianza; Banco di Sardegna; la sede italiana della Barclays Bank; Intesa Sanpaolo; Ubi Banca; Unicredit e Unipol Banca.

    Assicurazioni mutui sospese. Note positive arrivano anche dal ramo assicurativo visto che Ania ha tenuto fede a quanto garantito firmando, a febbraio 2019, un protocollo con le associazioni dei consumatori. Tra i benefici previsti dal documento, la proroga dei termini per il pagamento dei premi o delle rate di premio di tutte le polizze in essere se l’assicurato coincide con chi ha subito il danno.

    L’intesa garantisce inoltre che, in caso di sospensione del pagamento delle rate del mutuo, l’abbinata polizza assicurativa sulla vita verrà gratuitamente estesa fino alla nuova scadenza del finanziamento e che in caso di mutui estinti verrà restituita agli assicurati la quota di premio versata e non goduta relativa alle polizze abbinate.

    Vendite in aumento e nuova vita a Certosa. Solo qualche proprietario non residente, pare, è ricorso al Tar pretendendo di ottenere un rimborso maggiore. Il resto è la voglia di tornare a vivere. Spiega Bruno Fraternale, broker owner di Re/Max«Sul crollo del Morandi le autorità competenti hanno rimborsato gli sfollati con importi due e anche tre volte superiori ai valori immobiliari di vendita del periodo. Risarcimenti doverosi visti i gravi disagi. Le famiglie hanno in gran parte ricomprato generando un ritrovato interesse per la zona di Certosa, con un aumento medio delle transazioni. Di fatto – prosegue Fraternale – non abbiamo registrato alcun effetto Morandi: la nostra agenzia ha aumentato le vendite del 23% rispetto all’anno precedente, con oltre 400 transazioni, di cui il 20% nella zona Valpolcevera. Dico di più: la costruzione del nuovo ponte, con una complessiva riqualifica delle aree interessate, fa prevedere in aumento dei prezzi tra Sampierdarena, Cornigliano, Area Fiumara, Campi».

  • RC auto: in Sardegna premi in calo del 4,7%, grandi differenze fra province

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* a luglio 2019 la migliore offerta disponibile online per assicurare un veicolo in Sardegna era pari, in media, a 471,29 euro. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti gli automobilisti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 35,6% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni) e unica vettura del nucleo familiare.

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città sarde, Cagliari è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 264,17 euro, vale a dire il 35,6% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Oristano, dove invece il miglior prezzo per questo profilo è pari a 194,86 euro.

    Alle spalle di Cagliari si trova Sassari, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 237,30 euro e, poco più distante, Carbonia, dove la tariffa RC auto più bassa per i guidatori più virtuosi è pari a 233,90 euro.

    Al quarto posto si posiziona Nuoro; nella città l’offerta più bassa dedicata ad un automobilista in prima classe è risultata pari a 204,10 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 242.389 preventivi effettuati in Sardegna dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 5 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

  • Prato è la città toscana dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it*, a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Toscana era pari a 620,44 euro. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti i conducenti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 119% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare e assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni).

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che, tra le principali città toscane, Prato è quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 504,97 euro, vale a dire più del doppio (+119,6%) rispetto a quella rilevata per gli automobilisti di pari profilo residenti a Siena e Grosseto (229,91 euro).

    Alle spalle di Prato si trova Massa, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 408,49 euro; va meglio ai residenti di Carrara e, a parità di profilo, per loro la miglior tariffa è pari a 348 euro.

    Sotto la soglia psicologica dei 300 euro si posizionano Lucca e Pisa, con una miglior offerta disponibile pari a, rispettivamente, 291,62 euro e 290,94 euro.

    Anche se per pochissimo, alle spalle di Pisa si trova Firenze; nel capoluogo, l’offerta più bassa dedicata ad un automobilista in prima classe è risultata pari a 284,22 euro, anche se nella città il miglior premio può variare a seconda del CAP di residenza e, in alcuni casi, salire sino a 299,98 euro.

    Settima posizione per Pistoia (280,84 euro); a seguire Livorno e Arezzo, dove il miglior prezzo per chi è in prima classe di merito è, rispettivamente, di 253,64 euro e 231,29 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 556.028 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

     

  • RC auto: Crotone è la città calabrese dove la prima classe costa di più

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Calabria era pari a 685,27 euro. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti gli automobilisti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 18% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni) e unica vettura del nucleo familiare.

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che Crotone è la città calabrese con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 339,05 euro, vale a dire il 18,2% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Catanzaro e Cosenza (286,90 euro).

    Anche se per pochissimo, alle spalle di Crotone si trova Vibo Valentia, dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a 336,24 euro.

    Al terzo posto si posiziona Reggio Calabria; nel capoluogo, l’offerta più bassa dedicata ad un automobilista in prima classe è risultata pari a 304,07 euro, anche se nella città il miglior premio può variare a seconda del CAP di residenza e, in alcuni casi, salire sino a 319,86 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 168.694 preventivi effettuati in Calabria dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

     

  • Sicilia: ecco dove la prima classe RC auto è più cara

    Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it* a luglio 2019 la media delle offerte disponibili online per assicurare un veicolo in Sicilia era pari a 555,98 euro. Ma come cambiano le tariffe per gli automobilisti più virtuosi? A giudicare dalle offerte non tutti gli automobilisti in prima classe sono uguali e, a parità di profilo, nella regione i prezzi proposti possono variare fino al 21% a seconda della città di residenza.

    Per effettuare l’analisi Facile.it ha preso come riferimento** un automobilista di 40 anni, in prima classe di merito da più di un anno, proprietario di una station wagon 1.4, assicurata con guida esperta (ovvero al cui volante non si siede mai un conducente con meno di 26 anni) e unica vettura del nucleo familiare.

    Confrontando i premi offerti dalle compagnie assicurative esaminate da Facile.it è emerso che Palermo è, tra le principali città siciliane, quella con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito; qui la miglior tariffa è pari a 301 euro, vale a dire il 21,1% in più rispetto a quella rilevata per gli automobilisti più virtuosi residenti a Trapani, dove invece il miglior prezzo per questo profilo è pari a 248,52 euro.

    Anche se per pochissimo, alle spalle di Palermo si trovano Messina e Catania, città dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe di merito che vogliono assicurare la propria vettura è pari a, rispettivamente, 293,14 euro e 287,99 euro.

    Al terzo posto si posizionano, a pari merito, Caltanissetta, Agrigento e Ragusa; nelle tre l’offerta più bassa dedicata ad un automobilista in prima classe è risultata pari a 286,90 euro.

    Valori lievemente inferiori a Siracusa, dove la miglior offerta per un automobilista in prima classe di merito è pari a 272 euro, mentre a Enna, per lo stesso profilo di assicurato, la migliore offerta è pari a 266 euro.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 759.483 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 luglio 2018 e il 31 luglio 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    ** Migliori quotazioni disponibili su Facile.it in data 1 agosto 2019 relative al seguente profilo: uomo, 40 anni, impiegato, laureato, coniugato, con figli minorenni, anno acquisto del veicolo 2014, guida una Station Wagon 1.4, percorre 10.000 chilometri in un anno, non ha causato alcun incidente nei precedenti 6 anni, non ha mai avuto sospensioni della patente nei precedenti 5 anni, ha 20 o più punti sulla patente, guida con prima classe di merito da più di un anno, non ha usufruito in passato della legge Bersani per il veicolo oggetto di polizza  assicura la vettura con formula guida esperta.

  • RC auto: Prato è la provincia italiana dove la prima classe costa di più

    Prato, con 598,55 euro, è la provincia italiana con il prezzo più alto per assicurare un’auto nonostante si sia in prima classe di merito. Questo il risultato dell’analisi svolta da Facile.it (www.facile.it) su un campione di oltre 14.000 preventivi di rinnovo RC auto compilati da profili in prima classe di merito nel primo trimestre 2019 attraverso il sito, e relative migliori offerte medie disponibili online*.

    Il dato forse lascia sorpresi, ma anche l’ultimo osservatorio del comparatore aveva evidenziato come i costi sostenuti dagli automobilisti pratesi fossero mediamente superiori del 62,25% rispetto alla media nazionale.

    Anche se per pochissimo, alle spalle di Prato si trova Caserta dove la migliore offerta disponibile per gli automobilisti in prima classe che vogliono assicurare la propria vettura è in media 595,93 euro; terzo posto per un’altra provincia campana, Napoli, dove l’offerta più bassa è risultata in media 580,62 euro.

    Napoli può però consolarsi, se così si può dire, con il primo posto nella classifica parallela dei costi Rc auto in prima classe relativa alle sole maggiori città italiane dove svetta su tutte le altre.

    Tornando a guardare la Top Ten delle province italiane in cui si paga di più nonostante si sia guadagnato il diritto alla prima classe di merito, il quarto posto è occupato da Crotone (501,08 euro); basta scendere di una sola posizione per ritrovare ancora una volta una provincia campana; questa volta Salerno, quinta con un prezzo pari a 468,28 euro.

    L’analisi, che ha considerato il profilo tipo di un uomo di quarant’anni che guida un’auto dal valore medio di 10.000 euro, ha visto piazzarsi al sesto posto Reggio Calabria con 450,01 euro. Anche il settimo posto è occupato da una provincia della Campania, Avellino (436,87 euro), che supera di poco la seconda delle province del Nord Italia in classifica, Lucca, dove per la prima classe di merito la migliore offerta disponibile era in media 414,24 euro.

    Il nono posto ci riporta al Sud e più precisamente a Catanzaro, provincia in cui l’offerta meno cara equivaleva ad una spesa di 407,37 euro. Ultimo posto, nella classifica delle aree in cui la prima classe di merito costa di più, per una provincia laziale: Latina, che con i suoi 398,11 euro rimane comunque al di sotto della soglia psicologica dei 400 euro.

    Le meno care

    Leggendo i dati in ordine opposto, gli automobilisti cui viene riservata la più bassa fra le tariffe disponibili per la prima classe di merito sono, secondo i numeri elaborati da Facile.it, quelli residenti a Belluno che con 168,43 euro superano Aosta, dove il miglior prezzo disponibile arriva in media a 184,18 euro.

    Medaglia di bronzo per Vercelli (192,90 euro), mentre rimane un gradino sotto al podio Lecco dove il costo sale fino a 202,25 euro. Quinto posto fra le meno care per Pordenone che con i suoi 206,81 euro stacca di un soffio Oristano, sesta con 207,85 euro.

    Più care della provincia sarda sono invece quelle di Trento (209,31 euro), Alessandria (211,05 euro), Mantova (212,59 euro) ed Asti (212,71 euro) che chiudono la classifica dei più fortunati.

    «Il premio che paghiamo per assicurare la nostra auto è determinato da diversi fattori.», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «La classe di merito è uno, ma non l’unico. Bisogna anche considerare che le compagnie assicurative possono applicare tabelle di sconto diverse e cercare di premiare maggiormente i clienti che, pur residenti in aree con alti tassi di sinistrosità media, si comportano in maniera irreprensibile. A conti fatti, gli sconti ottenibili da chi è in prima classe di merito in quelle province sono superiori rispetto a quelli ottenibili in aree diverse del Paese».

    Le grandi città

    Facile.it ha poi svolto un focus specifico sulle maggiori città italiane e se, come detto, Napoli con i suoi 580,62 euro è la più cara, la prima classe di merito è risultata abbastanza onerosa anche a Palermo che, sia pure a grande distanza dal capoluogo campano, conquista il secondo posto con 379,79 euro. Terzo posto fra i centri maggiori per Firenze, dove il prezzo è di 368,03 euro e che precede Bari, quarta con 358,92 euro.

    Quinta in classifica è Roma; nella capitale il miglior prezzo disponibile tramite il comparatore per chi guidava in prima classe di merito era pari a 341,45 euro. Alle spalle della Città eterna troviamo Torino (314,57 euro) che precede Bologna (305,82 euro) e Cagliari (294,69 euro), prima delle grandi province a scendere sotto i 300 euro. Nono posto per Venezia (278,89 euro), decimo ed ultimo per Milano (231,06 euro). Conti alla mano, a parità di profilo una prima classe a Napoli può costare il 151% in più che a Milano.

     

    *  Le quotazioni sono state calcolate con i seguenti parametri: preventivi effettuati tramite il sito Facile.it nel periodo 1° gennaio – 31 marzo 2019, automobilista con prima classe di merito, età media 40 anni, valore medio del veicolo 10.000 euro, uomo, senza guida esclusiva.

  • Condizionatore: ci costa il 28% in più in bolletta

    Durante l’estate i consumi energetici tendono ad aumentare e le temperature elevatissime registrate in tutta Italia nelle scorse settimane non hanno di certo aiutato a contenere il costo della bolletta che, a causa di un impiego massivo di condizionatori e ventilatori, quest’anno potrebbe essere più salata che mai. Secondo le stime di Facile.it, nei consumi di una famiglia di 4 persone, il costo energetico per rinfrescare l’abitazione può far lievitare il peso della bolletta annua anche del 28%. In particolare, il consumo medio considerato da Facile.it per questa famiglia tipo, senza l’uso dell’impianto di aria condizionata, è pari a circa 3.000 kWh l’anno, vale a dire 640 euro in regime tutelato. Se aggiungiamo un condizionatore di classe A+, la stima sui consumi sale a circa 3.795 kWh l’anno e la bolletta arriva a 817 euro, vale a dire 177 euro in più.

    Attenzione però perché se non si usa il condizionatore correttamente o ci si affida ad apparecchi non efficienti, la spesa potrebbe crescere ulteriormente. Risparmiare, però, anche grazie a piccoli accorgimenti è più semplice di quanto si possa pensare; ecco 8 consigli di Facile.it.

    1)  La classe non è acqua. Il primo consiglio è di scegliere un condizionatore ad alta efficienza; quelli in classe A, A+ e A++ e superiori garantiscono minori consumi energetici e consentono così di ridurre la spesa in bolletta anche in maniera importante. Sostituire un condizionatore di classe B con uno di classe A+ significare ridurre il costo in bolletta sino al 20%. Ulteriore incentivo al cambio del vecchio impianto sono le detrazioni fiscali che si possono ottenere acquistando un nuovo condizionatore; se state sostituendo un impianto preesistente o state ristrutturando casa, potreste ottenere un bonus fiscale che varia dal 50% al 65% di quanto speso.

    2) Evitate le temperature polari. Come è risaputo, la percezione del caldo non dipende solo dalla temperatura ma anche dal grado di umidità; se il vostro condizionatore ne è dotato, il consiglio è di utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; in questo modo è possibile ridurre i costi fino al 13%.

    3) Il gioco di squadra aiuta. Anche se vi siete dotati di un moderno condizionatore, non abbandonate il caro vecchio ventilatore, che invece può ancora svolgere un ruolo importante. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, basterà azionarlo per far sì che diffonda l’aria rinfrescata, generando così frescura e sollievo. Se poi volete aiutare il vostro impianto, durante le ore più calde provate ad abbassare le tapparelle e scoprirete che ci vorrà meno tempo per raggiungere la temperatura ideale.

    4) Il consiglio più banale è sempre quello meno seguito. Che senso ha far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi lasciamo porte, o peggio, finestre aperte disperdendo il fresco? Qui si tratta di puro buon senso e un po’ di attenzione; lasciare aperta la porta del corridoio o di uno stanzino e disperdere il fresco può arrivare ad incidere sino al 6% sui consumi.

    5) Giorno e notte. Programmando in maniera corretta la temperatura durante la notte, sarà grato non solo il fisico, ma anche il portafoglio; in questo modo è possibile ridurre i consumi sino al 10%.

    6) Impianto pulito. Mantenere il condizionatore pulito è importante, non solo per la salute di chi vive negli ambienti, ma anche perché solo in questo modo si ha la garanzia che l’impianto possa funzionare al 100% della sua efficienza. Con una pulizia annuale dei filtri sarà possibile ridurre il consumo energetico sino all’8%.

    7) Occhio agli altri elettrodomestici. Sebbene sia indicato come il responsabile numero 1 dei salassi estivi in bolletta, non va dimenticato che il condizionatore non è l’unico elettrodomestico che utilizziamo d’estate. Per tutti gli altri vale la regola di scegliere apparecchi di classe energetica elevata, A, A+, A++ o superiore; anche in questo caso, se l’acquisto di un grande elettrodomestico di classe non inferiore alla A+ viene effettuato per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, si potrà usufruire di una detrazione Irpef del 50%. A questo risparmio, si aggiungono i benefici economici legati al minor uso di energia; un frigorifero di ultima generazione (A+++), ad esempio, consente di risparmiare fino al 50% in consumi rispetto ad uno in classe A+. Anche per la lavatrice vale la stessa regola; in aggiunta, per aumentare il risparmio, il suggerimento è di preferire lavaggi a basse temperature. Un lavaggio a 60° consente di risparmiare sino al 37% di energia elettrica rispetto ad uno a 90°.

    8) Scegliere la migliore tariffa. Optare per una tariffa energetica adeguata alle proprie esigenze si traduce spesso in un risparmio economico significativo. Coloro che sono ancora in regime tutelato, possono valutare il passaggio al mercato libero; in questo modo, secondo le stime** di Facile.it, è possibile abbattere la bolletta fino al 15%.

     

    *valore calcolato utilizzando le tariffe del servizio di Tutela, fascia monoraria e potenza 3 kW

    ** valore calcolato considerando la differenza tra la migliore offerta mercato libero disponibile su Facile.it in data 29 Luglio 2019 e la tariffa del mercato tutelato aggiornata al III Trimestre 2019.

  • Assicurazioni vacanze studio: ricerche in aumento del 26% in 12 mesi

    Che si tratti di un corso di lingua di poche settimane o di uno stage all’estero, sono sempre di più i giovani italiani che trascorrono i mesi estivi lontani dai genitori i quali, però, cercano di tutelarsi e tutelarli tanto che, secondo un’analisi di Facile.it, in appena 12 mesi sono aumentate del 25,9% le ricerche di coperture assicurative dedicate alle vacanze studio.

    Il comparatore ha messo a confronto i dati del periodo maggio – luglio 2018 con quelli dello stesso trimestre 2019, evidenziando come la domanda di informazioni e la visualizzazione dei preventivi di questo tipo di polizze abbiano avuto una vera e propria impennata.

    «Oggi sul mercato si trovano molti prodotti assicurativi specifici per i giovani che intendono trascorrere un periodo di studio o lavoro all’estero.», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile New Business di Facile.it «Queste coperture tutelano dagli imprevisti più comuni e i costi variano in funzione della destinazione, della durata del soggiorno e delle garanzie scelte. Per un pacchetto completo che include responsabilità civile, spese mediche e assistenza viaggio, il costo per assicurare due settimane in Europa parte da 35 euro, che diventano 55 se si viaggia fuori dal Vecchio Continente, 65 se si scelgono Stati Uniti o Canada».

    Occhio a età, durata, destinazione e motivazione del viaggio

    Prima di scegliere la compagnia assicurativa è bene sapere che non tutte le polizze vacanze studio sono uguali. Innanzitutto fate attenzione all’età di vostro figlio; se è vero che generalmente si tratta di assicurazioni rivolte ad un target con età massima pari a 25 anni (anche se determinate coperture sono attivabili già dai 6 anni), in alcuni casi le compagnie accettano di assicurare ragazzi fino a 30 anni (limite che sale a 35 anni per gli stage).

    Importante tenere in considerazione anche la motivazione del viaggio; le coperture sono normalmente valide per le vacanze a scopo di studio, ma in alcuni casi sono tutelati più genericamente anche gli stage e le esperienze formative all’estero, purché non prevedano lo svolgimento di lavori pericolosi.

    Anche rispetto alla durata massima della copertura le compagnie applicano politiche differenti, tanto che questo elemento può variare notevolmente: da 60 giorni fino a 12 mesi.

    Nel preventivo della compagnia, la differenza è determinata anche dalla destinazione del soggiorno. Costi, franchigie e massimali cambiano in base al Paese e, per alcuni, la copertura potrebbe non essere valida; spesso questo accade in caso di viaggio studio in Italia.

    Spese mediche, malattie, infortuni e gli altri imprevisti coperti

    Il primo imprevisto che potrebbe compromettere l’umore in viaggio è quello di perdere i bagagli. La polizza vacanza studio tutela l’assicurato da questa evenienza, anche in caso di furto, rimborsando il contenuto della valigia e, in alcuni casi, anche le spese sostenute dal ragazzo per l’acquisto di beni di prima necessità.

    Come sempre, è importante controllare i massimali previsti; il rimborso potrebbe essere forfettario ed è bene sapere che non sempre sono inclusi tutti i beni; per coprire smartphone, macchine fotografiche, computer e tablet, ad esempio, spesso viene richiesta una garanzia accessoria.

    Un altro imprevisto piuttosto fastidioso è rappresentato dall’ammalarsi all’estero che se è una situazione poco piacevole e spesso complessa da gestire per gli adulti, figuriamoci quanto lo sia per un giovane. Le difficoltà possono trasformarsi in veri e propri ostacoli insuperabili, non solo pratici, ma anche linguistici ed economici; in caso di malattia, la polizza vacanza studio interviene assistendo il giovane a 360°; una centrale operativa 24 ore su 24 è a disposizione dell’assicurato non solo fornendo un primo consulto telefonico, ma anche, se necessario, indirizzando il ragazzo da uno specialista in loco o, altrimenti, inviando un medico a domicilio.

    Se necessario, inoltre, la compagnia mette a disposizione un interprete e, nei casi più gravi o di ricovero, copre i costi del viaggio andata e ritorno di un familiare.

    Sono a carico della compagnia, in forma diretta o indiretta a seconda dei contratti, anche i costi sostenuti per il trasporto presso la struttura medica e le cure ricevute. Se non disponibili nel Paese ospitante, l’assicurazione provvede a inviare i medicinali urgenti. In diversi casi, però, restano escluse patologie particolari e le cure odontoiatriche se non è stata sottoscritta una specifica garanzia aggiuntiva.

    Alcool, droghe, risse e tutti gli imprevisti non coperti

    Attenzione sempre alle esclusioni, perché non tutte le casistiche sono coperte; in caso di infortunio con invalidità permanente, a seconda della gravità del danno, la compagnia riconosce un indennizzo; in questo caso, però, sono spesso esclusi i danni derivanti dalla partecipazione a sport ad alto rischio.

    Non danno diritto a rimborso anche gli infortuni derivanti dall’assunzione di alcool o droghe.

    Se è vero che le polizze vacanze studio tutelano il giovane, e i suoi genitori, anche da eventuali richieste di risarcimento a seguito di danni causati a terzi, come sempre bisogna fare attenzione ai dettagli del contratto, perché ancora una volta non sempre la compagnia rimborsa, ad esempio, i danni causati dagli studenti stessi per risse o diverbi avvenuti tra loro o in caso di responsabilità diretta della famiglia ospitante o  danni arrecati a proprietà di terzi affidati temporaneamente allo studente.

  • Truffe e ADSL: dalla bolletta non pagata al finto consulente. Ecco come difendersi

    Secondo un’indagine* condotta da mUp Research eNorstat per Facile.it, nel 2018 il 38,9% dei consumatori italiani con età compresa fra i 18 ed i 74 anni ha dichiarato che desidererebbe risparmiare sui costi di telefonia ADSL e fibra ottica eppure, sempre secondo la stessa analisi, solo il 15,7% è effettivamente riuscito a farlo.

    Un desiderio così forte porta troppo spesso ad abbassare le difese, magari abbagliati da un’offerta che, sulla carta, ci pare irrinunciabile, ma poi si rivela tutt’altro. È proprio così che riescono a far breccia (anche nel portafogli) i maleintenzionati; per difendersi da loro, e anche per capire se realmente stiamo usufruendo del servizio per cui paghiamo, Facile.it ha creato un breve vademecum in 5 punti a tutela di chi è alla ricerca di un nuovo contratto di telefonia ADSL o fibra ottica.

     

    1) Non dare mai soldi a tecnici o simili

    La prima e più comune truffa del mondo ADSL riguarda la richiesta di pagamenti aggiuntivi da parte di tecnici, o presunti tali, che bussano alla porta di chi ha appena richiesto l’attivazione di una nuova linea ADSL. In realtà, le compagnie di telecomunicazione, al fine di evitare queste truffe, non prevedono il pagamento dei servizi in loco, ma gestiscono tutto centralmente attraverso il pagamento con bollettino, Iban o carta di credito. Se qualcuno vi dovesse chiedere un pagamento in contanti o comunque attraverso metodi diversi da quelli tracciabili…mettetelo alla porta!

     

    2) La bolletta non pagata e il codice di migrazione

    Se un misterioso operatore telefonico vi contatta sostenendo che al vostro fornitore risultano diverse bollette non pagate, ma voi sapete il contrario, probabilmente si tratta di una truffa. Negli ultimi anni si sono purtroppo registrati molti casi di consulenti telefonici che sostenevano di chiamare per conto dell’operatore del cliente e, con la scusa di dover verificare il corretto pagamento delle bollette, chiedevano IBAN e codice di migrazione (il codice di cui l’utente dispone per cambiare operatore telefonico). Agli occhi dell’ignaro consumatore, la credibilità di chi telefona è solitamente accresciuta dal fatto che questi disponga di tutti o alcuni dati della linea ADSL del cliente e prontamente, per convincere l’utente, glieli comunicano telefonicamente.

    Ricordate che la telefonata che state vivendo è di sicuro registrata, fate attenzione a quello che dite perché, con un abile lavoro di taglio delle vostre risposte, potreste trovarvi ad aver sottoscritto un nuovo contratto senza saperne nulla. Se avete davvero il dubbio di non aver saldato alcuni conti, collegatevi alla vostra area riservata sul sito dell’operatore o anche, semplicemente, chiamatelo voi.

     

    3) Il finto consulente

    Lo schema tipico di questa frode comincia con l’utente che riceve una telefonata da un soggetto che si presenta come dipendente dell’azienda di telefonia con cui il cliente ha il contratto e che, senza un reale motivo valido, insiste per concordare un incontro di persona.

    Spesso ad essere presi di mira in questo caso sono le persone anziane con cui il finto consulente fa uso smodato di anglicismi, gergo tecnico e informazioni nebulose. La vittima, confuso da quelle parole ed ingolosito dalla possibilità di accedere ad offerte vantaggiose, potrebbe cascare nella truffa e comunicare il numero di carta di credito, oppure accettare un appuntamento di persona presso il proprio domicilio. In questo ultimo caso, i truffatori con tutta probabilità si presenteranno con documenti falsi e distrarranno il proprietario per compiere dei furti. Ancora una volta, mai accettare di incontrare persone che si fingono consulenti; le compagnie telefoniche prediligono sempre il canale a distanza, se avete dei dubbi potete verificare l’effettiva esistenza dell’offerta che vi viene proposta attraverso il sito internet dell’azienda.

     

    4) Occhio ai costi nascosti!

    In questo caso non si tratta di una vera e propria truffa, ma può capitare che alcuni operatori telefonici tendano a presentare il proprio prezzo in maniera fumosa e non chiara, magari omettendo i cosiddetti costi nascosti, che in sede di pagamento gonfiano notevolmente la bolletta.
    Questi possono assumere la forma, ad esempio, di costi di attivazione, costi di invioo noleggio del modem o, ancora, partecipazione ad alcuni servizi a pagamento. Prima di sottoscrivere con entusiasmo un nuovo contratto, quindi, prendetevi il tempo di leggere con attenzione tutte le clausole e se ancora avete dubbi, fate tutte le domand che ritenete opportune; è un vostro assoluto diritto.

     

    5) La velocità di connessione…è davvero quella che immagino?

    La velocità garantita della connessione internet è un altro tema che a volte assume caratteri e contorni fumosi. Per fare chiarezza, distinguiamo tre terminologie utili a comprendere la questione:

    –  Velocità dichiarata, è la velocità dichiarata dall’operatore telefonico per una determinata offerta internet.
    – Velocità minima garantita, è la velocità minima che per legge l’operatore deve garantire all’utente per una determinata offerta.
    – Velocità effettiva, è la velocità effettiva con la quale l’utente naviga. Esistono numerosi strumenti online per verificare la velocità di upload e di download della propria connessione. Il software ufficiale, raccomandato da AGcom per la verifica della connessione è scaricabile al seguente sito: https://www.misurainternet.it/.

    Può capitare che la velocità dichiarata sia molto superiore alle prestazioni della connessione; se attraverso uno speedtest si rileva che la velocità minima garantita non viene raggiunta ripetute volte, il contratto può essere impugnato per ottenere migliori condizioni dall’operatore o, nel caso, la rescissione del vincolo.

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

  • Cani e gatti: 1,7 milioni di italiani hanno assicurato il proprio amico a 4 zampe

    L’amore degli italiani versi cani e gatti è cosa ormai nota e anche nel nostro Paese stanno prendendo piede le assicurazioni dedicate agli amici a quattro zampe; secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, sono stati più di 1,7 milioni i proprietari che, nel corso dello scorso anno, hanno scelto di tutelare il proprio animale domestico con una polizza.

    «Secondo i dati ufficiali sono 14,5 milioni i cani e i gatti ospitati dalle famiglie italiane; non sorprende che, con un bacino così ampio, sempre più compagnie assicurative stiano mettendo a punto polizze a loro dedicate», spiega Lodovico Agnoli, responsabile New Business di Facile.it. «Si tratta di prodotti pensati non solo per coprire danni causati a terzi, ma anche per tutelare l’animale stesso, rimborsando eventuali spese veterinarie sostenute per curare l’amico a quattro zampe a seguito di malattia o infortunio.».

    Assicurare un cane per la sola responsabilità civile ha un costo medio che parte da circa 65 euro l’anno; con questo importo è possibile avere un rimborso di tutti i danni causati dall’animale a terzi, siano essi persone, altri animali o beni, anche quando Fido viene affidato ad una persona esterna al nucleo familiare, come ad esempio un dog sitter. Attenzione, però, perché le compagnie potrebbero applicare condizioni diverse per alcune razze specifiche, come ad esempio Pitbull, Rottweiler e Dogo argentino, chiedendo un sovrapprezzo, applicando franchigie più elevate o, addirittura, decidendo di non assicurare l’animale.

    Per assicurare un gatto da eventuali danni a terzi, invece, il prezzo è più contenuto; in questo caso, sono sufficienti, in media, 45 euro l’anno, ma la polizza è valida solo se il felino è ospitato continuativamente presso l’abitazione del proprietario.

    Altra discriminante da tenere in considerazione è l’età dell’animale; molte compagnie non assicurano cani e gatti con meno di 3 mesi di vita o più di 9 anni, anche se gli estremi possono variare da società a società e, in alcuni casi, è consentito rinnovare la polizza oltre il limite massimo indicato a patto che l’animale sia già assicurato da almeno 3 anni.

    Oltre alla responsabilità civile, è possibile tutelare il proprio animale domestico con una polizza veterinaria, che consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute per cure mediche e interventi chirurgici necessari a seguito di infortuni o malattie. Per questa copertura il costo medio parte da circa 100 euro l’anno, ma alcune compagnie potrebbero applicare tariffe maggiorate per assicurare i gatti e far salire il prezzo anche del 20% rispetto a quanto richiesto per Fido.

    All’interno delle polizze dedicate a cani e gatti molte compagnie includono anche un servizio di assistenza, che va dalla consulenza telefonica di un veterinario al consulto di un nutrizionista specializzato, dall’invio di generi alimentari o di prima necessità per la cura del proprio animale domestico sino all’intervento di un dog sitter nei casi in cui il padrone, a seguito di un infortunio o malattia, si trovasse nell’impossibilità di accudire il proprio compagno a quattro zampe.

    Anche in questo settore, inoltre, non mancano le innovazioni tecnologiche; alcune compagnie offrono, insieme all’assicurazione, una sorta di “scatola nera” da allacciare al collare del nostro amico a quattro zampe, che ci consentirà di monitorare i suoi spostamenti, ricevere un messaggio di allarme qualora dovesse allontanarsi da casa e di individuarlo se si dovesse smarrire.

    Condizioni necessarie affinché le assicurazioni per gli animali siano valide è che il cane o gatto sia iscritto all’anagrafe, dotato di microchip (o tatuaggio), di libretto sanitario e regolarmente vaccinato. Non sono coperti, inoltre, eventuali danni causati o subiti dall’animale in caso di impiego in attività proibite dalla legge nonché per attività di carattere professionale.

     

    * Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.