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  • Paola Moscatelli: vivere in arte

    “Nel soffermarmi a guardare la produzione artistica realizzata da Paola Moscatelli desidero dare voce al suo pensiero, al suo sentire, al suo sentimento, ai suoi desideri, ai suoi sogni, alle sue speranze. Paola è una donna-artista nel pieno vigore delle sue capacità comunicative e riesce a creare una stratificazione omogenea e una commistione armoniosa da inserire dentro lo scenario, traendo linfa vitale dalla sua voglia di vivere in arte e di realizzarsi con e a favore dell’arte”. La Dott.ssa Elena Gollini parlando della Moscatelli prende in esame l’importanza della componente esistenziale ideale, che viene rafforzata e avvalorata tramite l’atto e il gesto creativo e consente alla Moscatelli di sentirsi parte attiva del suo progetto di vita e di arte. La Dott.ssa Gollini ha così rimarcato: “Paola riassume in sé un coacervo di qualità, è donna di calibro e di spessore umano, possiede doti e virtù creative molto eclettiche e versatili. Il suo vivere in arte viene dunque sorretto e supportato dalla sua innata e naturale capacità, viene rinvigorito dalla forza caparbia, da quel suo modus pensandi che la rende sempre reattiva, sempre tempestivamente pronta e solerte verso il cosiddetto momento catartico del carpe diem. Così come nella vita anche nell’arte, Paola trova il suo cogliere l’attimo, il motto trainante per darsi la giusta carica di spinta e di slancio per lasciarsi trasportare e anche piacevolmente travolgere dal suo ideale di esistenza e di vita artistica. Paola è sempre orientata a imparare e a migliorare e questo la rende umile e dotata di una modestia pacata e discreta, che non sminuisce e non svilisce però lo spirito da prodiga, intraprendente e determinata. Osservando le opere si comprende quanto lavoro a monte e quanta energia viene spesa senza riserve e senza mai risparmiarsi. Ogni opera è frutto di uno sforzo notevole e ragguardevole e non esaurisce mai la sua capacità di offrire allo spettatore nuovi spunti e nuovi stimoli, nuove occasioni e nuove opportunità per immergersi dentro e andare fino in fondo in profondità. Vivere in arte per Paola diventa pertanto la sua lodevole missione-vocazione, che la rende responsabile e consapevole delle sue libere scelte e del suo libero arbitrio. Vivere in arte significa per Paola riuscire a imparare a volare e a spiccare il volo senza però perdere il contatto con la realtà e con la dimensione del reale, del vissuto e del vivere quotidiano, della memoria dei ricordi più speciali e unici. Tutto questo patrimonio viene contestualizzato da Paola dentro le sue suggestive rappresentazioni e non diventa mai un fardello pesante da portarsi dietro, ma bensì piuttosto si trasforma in un lieve e leggero soffio delicato e suadente, che la coccola e la culla dolcemente nella magia di un’ispirazione davvero autentica e sentita nel profondo”.

     

  • Paola Moscatelli: elogio all’arte universale

    “Per ben inquadrare e classificare la variegata e ricercata formula espressiva che l’artista Paola Moscatelli declina con virtuosa maturità creativa, è necessario addentrarsi sulla sua particolare visione e concezione da lei tracciata e connessa al multiforme concetto di arte universale, che Paola accoglie e fa suo, metabolizza e introietta all’interno del suo palinsesto articolato di sperimentazione, ottenendo soluzioni compositive che riflettono e rispecchiano al meglio il suo simbolico elogio celebrativo a questo concetto così trasversalmente riecheggiante da illo tempore, che ha racchiuso molteplici chiavi di lettura e di significato e ha portato con sé valori e principi concepiti come pilastri esistenziali portanti e radici di fondamento primarie ed essenziali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nella sua analisi critica per mettere in luce un discorso importante, che funge da filo conduttore all’operato artistico della Moscatelli e diventa la sua modalità peculiare di visionarietà aperta e allargata. La Dott.ssa Gollini ha così ulteriormente spiegato entrando nello specifico dell’argomentazione: “Si comprende da subito come Paola sia devota alla giusta causa dell’arte intesa in senso universale e abbia intrapreso con convinta motivazione il proprio personale cammino per promuovere e per divulgare a tutto tondo questa valenza assoluta e assodata. Nella sua profusione ideativa e progettuale le idee e i pensieri prendono vita e formano un corpo-entità ben delineato e ben definito, che viene collocato dentro la parafrasi narrativa e diventa parte integrante di essa necessaria ed essenziale per integrarlo e per completarlo in modo compiuto ed esaustivo. Capita sempre più spesso di imbattersi in produzioni artistiche, che si esauriscono delle proprie risorse intrinseche e rimangono così fini a se stesse e a se stanti, risultando poi infrazionate e sdoganate in modo sommario nei loro contenuti e senza approfondimenti a latere di livello qualitativo pregevole. Con Paola l’impostazione è decisamente agli antipodi, poiché attribuisce e conferisce una rilevanza prioritaria alla diffusione e alla divulgazione dei suoi messaggi, di quanto vuole che abbia il massimo feedback da parte dello spettatore per generare e alimentare il più possibile una proiezione e una predisposizione a recepire il beneficio universale trasmesso dall’arte in ogni sua eterogenea manifestazione. L’arte di Paola si rivolge dunque ad allargare, ad amplificare e ad accentuare il potenziale sensibile del fruitore, ad andargli incontro e a prenderlo per mano, a indurlo e a spronarlo ad una meditazione riflessiva che partendo dalle opere si sprigiona in varie forme e dinamiche, diventa individuale, personale e soggettiva pur avendo sempre come elemento comune e accomunante questo portentoso e prodigioso risvolto celebrativo da lei evocato in modo accorato e solenne”.

  • I colori della vita nella pittura di Paola Moscatelli

    “L’artista Paola Moscatelli nella sua intensa e spiccata sensibilità creativa attribuisce e conferisce un notevole valore ai colori e al loro intrinseco significato”. Con queste riflessioni analitiche la Dott.ssa Elena Gollini enfatizza ed esalta la rilevanza portante della componente cromatica nella formula pittorica della Moscatelli e prosegue evidenziando ulteriormente questo aspetto caratteristico di elevato spessore contenutistico, oltre che formale e strumentale. In particolare ha spiegato: “Paola accoglie nella sua tavolozza una vasta e variegata gamma di colorazioni e di sfumature tonali, che lavora molto abilmente studiando nel dettaglio gli accostamenti e le combinazioni delle varie gradazioni, intrecciando il tutto con elegante proporzione. I colori scelti da Paola sono densi e pastosi, sono vividi e materici, sono brillanti, scintillanti e sgargianti e illuminano lo scenario figurale in modo superbo e impeccabile, configurando una narrazione dinamica e sempre in divenire. Questo aumenta l’impatto d’insieme della costruzione compositiva e funge anche da traino di stimolazione per l’occhio dello spettatore, ne catturano e ne conquistano l’attenzione incuriosita. Parimenti Paola conferisce grande pregnanza all’essenza sostanziale della componente cromatica, che seleziona con dovizia assoluta per imprimere allo scenario una vitalità vibrante e pulsante e per infondere all’insieme figurale una potenzialità di risorse comunicative ancora più profonde. Paola ritiene che il colore nella pittura assuma e rivesta un ruolo fondamentale e non potrebbe mai concepire una rappresentazione trascurata o improvvisata nell’assemblamento, nell’accorpamento e nella modulazione delle cromie. Il colore è vita, è energia, è cuore, è anima insita e sottesa di un messaggio incastonato dentro un codice cifrato speciale, custodito dentro un registro linguistico declinato con una personale impostazione esclusiva e distintiva, sempre originale e sempre particolare. Paola attraverso il colore avvalora la sua ricerca pittorica e al contempo si rende ancora più incisiva nella sua esternazione e nel suo lasciare affiorare in superficie l’ego più intimo, più segreto, più nascosto, più celato, più recondito. Paola si lascia trasportare dal pathos emotivo attraverso il colore e si libera in completa e totale propensione di condivisione con l’osservatore-fruitore. Prediligendo le colorazioni accese e marcate trasmette il desiderio di slancio fremente e sferzante della sua indole, che corre incontro alla vita e ne respira intensamente ogni attimo, ogni istante. Paola trova nell’arcobaleno dei suoi colori la personificazione metaforica di un proprio alter ego da poter sprigionare nel tripudio della sua fantasiosa visionarietà. Il colore nutre e alimenta la sua sfera immaginifica e accresce la sua capacità di sognare ad occhi aperti e di lasciarsi andare in quel momento estatico, che innesca l’atto e il gesto creativo. Il colore racchiude in sé molto più di una semplice commistione tonale e diventa per Paola parte integrante, essenziale e assolutamente imprescindibile nel magico regno della sua pittura”.

     

  • Paola Moscatelli: donna-artista di versatile pensiero

    Paola Moscatelli è senza dubbio una figura di pregio all’interno del comparto artistico internazionale contemporaneo, che si distingue non soltanto per le acclarate e indiscusse qualità pittoriche tecniche e strumentali, ma anche per il variegato corollario di pensieri e di riflessioni, che animano e accendono il suo appassionato impeto creativo. La Dott.ssa Elena Gollini al riguardo ha messo in evidenza l’importanza della poliedrica versatilità di pensiero, che domina l’arte della Moscatelli e la rende estremamente guizzante e stuzzicante nella sua eclettica visionarietà. In tal proposito ha affermato: “Il ruolo di versatile e poliedrica creativa ben si addice a Paola, incline ad una ricerca sempre innovativa e protesa a conquistarsi una posizione nettamente distaccata dal concetto di arte semplicistica e spicciola, sommaria e superficiale che spesso tende a rientrare in un cliché negativo di consumismo massificante. Paola sperimenta delle impostazioni rappresentative autonome e si proietta su una mimesi semantica indipendente, approdando ad un proprio meccanismo di orchestrazione narrativa che viaggia di pari passo con la sua indole volitiva, trasformista e curiosa, con la sua personalità caparbia e tenace. Ritengo che la parola chiave resilienza sia assolutamente consona e congeniale per indicare la forza della sua intraprendenza e l’energia della sua propensione a procedere in modo coerente e responsabile senza fuorvianti deviazioni. Protagonista della sua pittura è in primis la sua mente, la sua ratio lucida, acuta e arguta, la sua mentalità perspicace e lungimirante che riesce sempre ad andare e a vedere oltre. Paola guarda ogni opera come un simbolo che riunisce tutto insieme in perfetta e bilanciata alchimia. Le immagini sono sempre composte su più piani e su più livelli sequenziali di ricettività, affinché ciascuno possa soffermarsi e approfondire ogni dettaglio e ogni particolare scenico. Paola parla allo spettatore sussurrando lentamente e sottovoce il proprio messaggio, non le serve urlare e gridare con esasperazione, preferisce invece stabilire un contatto suadente, usando un tono lieve. La versatilità espressiva diventa dunque estremamente avvalorante nella disposizione del palinsesto compositivo contenutistico e rivitalizza l’imprinting comunicativo. Ogni quadro è come uno scrigno prezioso, che contiene e conserva custodendolo un patrimonio cifrato di significati, che Paola immette dentro e vuole che vengano scoperti man mano, senza fretta, ascoltando la sua voce che riecheggia e risuona virtualmente tra le pieghe pittoriche e affiora come un canto melodioso, dolce e delicato, ma altrettanto avvolgente e permeante”.

     

  • Paola Moscatelli: cromatismo vitale e dinamico

    È un figurativo di grande proiezione intima e introspettiva, che accoglie in sé una radice esistenziale ed esistenzialista molto profonda, quello che avvalora e rende davvero qualificante lo stile pittorico di Paola Moscatelli artista di indiscusso calibro e spessore umano, oltre che di spiccata sensibilità comunicativa e innato talento artistico”. La Dott.ssa Elena Gollini pone l’accento sulle caratteristiche salienti e rilevanti che definiscono la variegata e corposa produzione della Moscatelli evidenziando anche la componente emotiva ed emozionale, che rende le opere ancora più interessanti e stimolanti da recepire e da comprendere. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha continuato nella sua attenta e approfondita analisi critica spiegando: “Entrando più nel merito dell’ispirazione creativa di Paola ho riscontrato come il pathos e l’afflato interiore e spirituale siano fondamentali e imprescindibili nel suo operato, riuscendo ad accentuare in modo evidente, palese e manifesto ogni scenario compositivo proposto. In particolare, ritengo che l’utilizzo della tavolozza cromatica e tonale serva proprio per dare slancio vitale e dinamico all’intera sintesi rappresentativa e faccia da tramite anche per convogliare dentro tutto il tripudio e la commistione di pensieri, sentimenti, emozioni che provengono direttamente dall’ego di Paola. Attraverso il colore nella sua accesa profusione e nella sua esplosione di carica energetica Paola rafforza la portata espressiva delle figurazioni e trova un collegamento di connessione diretto e spontaneo con il suo Io più recondito, che affiora ed emerge in superficie e viene immesso dentro, facendo germogliare un circuito inedito e sorprendente a livello sensoriale da condividere con lo spettatore. Per Paola l’arte è in primis un medium per mettersi a nudo, per lasciarsi davvero andare senza remore e senza inibizioni. Attraverso l’arte Paola ritrova se stessa, il proprio mondo di appartenenza e rivendica il proprio ruolo centrale, la propria vocazione inviolabile. La pittura diventa un collante funzionale per vivere meglio e fino in fondo, per assaporare quanto la circonda e al contempo per predisporsi verso nuove occasioni e nuove opportunità di scambio e di confronto, verso nuove scoperte e nuove possibilità di evolversi e di imparare. Ecco, perché per Paola fare arte è anche un momento catartico arricchente e costruttivo e prescinde da speculazioni e situazioni mistificanti e ambigue. Paola artista di cuore e con il cuore ci offre una pittura alimentata dal moto di un’anima candida e genuina, una pittura che ciascuno può sentitamente e accoratamente fare sua e introiettarne ogni respiro e ogni anelito vitale”.

     

  • Paola Moscatelli: una pittura di potente suggestione evocativa

    Paola Moscatelli è protagonista di una ricerca pittorica dotata di potente suggestione evocativa, che trasmette da subito e sin dal primo sguardo un impulso di trasporto empatico davvero coinvolgente. Nella sua formula espressiva di matrice figurale riesce perfettamente a coniugare passato e presente, tradizione e innovazione, realtà e fantasia”. Queste riflessioni analitiche pronunciate dalla Dott.ssa Elena Gollini fanno da preludio a una serie di considerazioni valutative articolate e sfaccettate, che evidenziano e danno risalto al fulcro nevralgico portante, che caratterizza e qualifica la pittura della Moscatelli e la rende particolarmente attraente e accattivante. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito asserendo: “Paola è una donna-artista di notevole spessore intellettuale e intellettivo, possiede un ampio patrimonio di conoscenze e un vasto background culturale davvero ammirevole, che la sostiene e la supporta nel suo vivace e poliedrico estro creativo e che definisce e delinea al meglio la sua intensa e profonda identità pittorica esclusiva. A questo aspetto alquanto meritevole Paola associa anche la componente di ispirazione cosmopolita, che la rende artista aperta e volitiva, assolutamente versatile e camaleontica nel suo modus pingendi, che rifugge a priori da stilemi accademici e dottrinali troppo costruttivi e restrittivi e si canalizza invece all’interno di un’oasi protetta e custodita indipendente, si inserisce dentro una nicchia rassicurante priva di condizionamenti inquinanti, si rifugia dentro un limbo dove domina e governa una libertà autentica e pura. Paola donna-artista di ampie e larghe vedute non si lascia mai deviare da falsi abbagli massificanti, ma sceglie con coerente consapevolezza di fecondare un suo personale terreno artistico, approdando a rappresentazioni subito riconoscibili e immediatamente riconducibili ad un’alta valenza concettuale e metaforica, a contenuti pregnanti di visionarietà allusiva, a composizioni fortemente evocative e rievocative dove il fruitore può addentrarsi e penetrare lasciandosi permeare da sensazioni speciali. Le raffigurazioni realizzate da Paola conservano e custodiscono dunque un prezioso tesoro di messaggi sostanziali insiti da recepire lentamente e gradualmente, soffermandosi su ogni singolo dettaglio narrativo e osservando ogni particolare scenico e contenutistico. La dovizia e la precisione esecutiva sono frutto di uno studio a monte, che richiede grande dispendio di tempo e di energie anche a livello preparatorio-ideativo. Questa ricerca di progettazione svolta sempre in modo ottimale garantisce delle soluzioni di eccellente e ineccepibile resa di impatto formale, all’insegna di un inno alla bellezza e alla piacevolezza artistica senza tempo, che viene sublimata attraverso la magia dell’essenza sostanziale”.

     

  • Macelleria equina e tanto altro

    Vuoi assaggiare la carne di cavallo di prima qualità, ma non sai di chi fidarti? 

     

    Le macellerie equine sono parecchie, soprattutto a Parma, tanti  i piatti tipici della tradizione che si rifanno proprio alla carne di cavallo. Tra le tante “Olga macelleria equina “ spicca per i suoi prodotti,  il suo pesto di cavallo ? da leccarsi i baffi. 

     

    Olga, una donna forte e carismatica aprì l’attività, intorno agli anni 40’, in Borgo Basini a parma. Di generazione, in generazione  è stata in grado di trasmettere la sua passione e i segreti del mestiere, ed oggi, la sua, è diventata la macelleria di cavallo più conosciuta in città. L’amore e la cura per la carne sono i punti forte del suo negozio, e le persone sanno che se dovessero passare per Parma, l’attività di olga è sicuramente una tappa fissa. 

     

    La carne equina è una carne rossa ricca di  proprietà tra cui :

      • Contiene tante proteine e ferro

     

    • Alta digeribilità

     

    • Perfetta per la crescita e lo sviluppo dei bambini
    • Adatta per l’aumento della massa muscolare degli atleti 

    Insomma, sicuramente tutte queste caratteristiche la rendono speciale, oltre che essere buonissima è  anche adatta per chi soffre di anemia e di pressione alta. 

     

    La bottega di Olga non viene nominata solo per il fatto di essere una macelleria di cavallo di prima qualità, ma anche per i suoi prodotti gastronomici già pronti come peperoni ripieni, ravioli, anolini, bruschette ed involtini e tante altre prelibatezze. 

     

    E se hai voglia di uno spuntino perché non passare in macelleria?

    Potrai trovare una serie di prodotti pensati per essere consumati al momento, parola d’ordine Street Food, coni da passeggio con cavallo pesto, panini farciti con la carne di cavallo condita con solo qualche goccia di limone, olio e un pizzico di sale. Che bontà !

    Passa da “Olga macelleria equina” per provare la migliore macelleria di cavallo a parma.

  • Brasato di cavallo con castagne

    nullLa carne di cavallo è nota per le sue proprietà benefiche per l’organismo grazie all’elevata quantità di proteine e vitamine. Per questo è particolarmente indicata nella dieta dei bambini, per il corretto sviluppo psico-fisico, degli atleti, per la totale assenza di grasso, e degli anziani, per l’elevato apporto di ferritina. E’ una carne estremamente versatile, che si adatta perfettamente alla realizzazione di piatti più o meno elaborati. Dal celebre pesto di cavallo, nato nella zona del parmense e oggi diffusosi in tutta Italia, alle ricette più creative, la carne equina oggi è diventata un passepartout sulle tavole degli italiani. Qui di seguito vi proponiamo una ricetta originale che accosta la morbidezza della carne equina al sapore dolce delle castagne.

    LA RICETTA– Ingredienti per 6 persone:

    • 1150 gr scamone di cavallo
    • 350 gr caldarroste
    • 250 gr birra
    • olio d’oliva
    • burro
    • carota
    • cipolla
    • sedano
    • cannella
    • salvia
    • rosmarino
    • sale
    • pepe

    Preparazione:

    Lavare e tagliare a tocchetti la cipolla, la carota e il sedano. Far scaldare nella pentola a pressione 40 gr di burro e 3 cucchiai d’olio. Rosolare la carne su tutti i lati e unire le verdure a pezzetti, un rametto di salvia, uno di rosmarino e un pizzico di cannella. Innaffiare il tutto con abbondante birra chiara, salare e pepare. Coprire e far cuocere per 40 minuti circa, da quando la pentola va sotto pressione. Una volta pronto il brasato, togliere il coperchio e aggiungere le caldarroste sbucciate e lasciarle insaporire per 5 minuti. Toglierne alcune (da usare poi come guarnizione) e passare le altre al passaverdura, in modo da ottenere un sugo cremoso. Servite il brasato accompagnato dalla salsa alle castagne e disponete qualche caldarrosta sopra per decorare.

    nullA CHI RIVOLGERSI– Per realizzare questa e molte altre ricette rivolgetevi sempre alle migliori macellerie equine della zona, per avere la garanzia di carni di primissima scelta e controllate. Solo così riuscirete ad apprezzare al meglio una carne particolare come quella di cavallo, che vi lascerà senza parole.

  • La carne rossa fa bene alla salute?

    nullPer carne rossa si intendono la carne di cavallo, manzo, agnello, montone e vitello. Importanti fonti di proteine e minerali, contengono anche potassio, calcio e ferro. E’ inoltre ricca di Vitamina A, importante per la salute degli occhi, della pelle e delle ossa, e per rafforzare il sistema immunitario. Essendo portatrice di Omega 3, è ottima per combattere i disturbi ansiosi e la depressione. Inoltre non contiene carboidrati.

    COME CONSUMARLA– Negli ultimi anni si è notevolmente diffusa la credenza erronea dei danni che la carne rossa porterebbe alla salute, in particolare per quanto riguarda la comparsa di tumori. In realtà, la pericolosità delle carni rosse per il rischio di cancro sta tutta nella quantità e nel modo in cui alcune componenti interagiscono con in nostro organismo. Per esempio, l’elaborata lavorazione dei salumi o alcune modalità di cottura più pesanti possono modificare le molecole presenti nella carne o generarne di nuove. Questo può far aumentare il rischio di sviluppare tumori. Scegliere tagli magri e privilegiare cotture leggere come quella alla piastra ci permette di poter consumare carne rossa in tranquillitàUn consumo modesto di carni, infatti, non aumenta i rischi di contrarre malattie. Anzi, permette all’organismo di assimilare solo le proprietà della carne e di beneficiarne appieno. Il World Cancer Research Fund raccomanda di assumere non più di 3 porzioni di carne rossa a settimana, che equivalgono a circa 100-120 gr a porzione, accompagnata da abbondanti porzioni di frutta e verduraIl consumo di carne rossa è particolarmente indicato nella dieta dei bambini, per favorire il corretto sviluppo psico-fisico, e degli anziani, per sopperire alle carenze di vitamine, molto frequenti con l’avanzare dell’età.

    Consumare carni rosse, quindi, non è dannoso per la salute, anzi, i benefici che questa può apportare al nostro organismo sono notevoli. L’importante è farlo con moderazione, prediligendo cotture semplici e scegliendo sempre prodotti controllati presso le macellerie di qualità.

  • BIO MAGICPLUS E BIOBACK : DUE IMPORTANTI NOVITA’ NELLA LINEA BIOCERAMICA

    Proteggere il nostro cavallo nel periodo invernale è una priorità. Coperte pesanti, sotto piumini, copri reni prima e dopo il lavoro, la gamma è decisamente ampia.

    Lovehorses ha creato una linea completa  in Bio-Ceramica per la protezione.

    Le proprietà del tessuto in Bio-Ceramica sono molteplici: dal favorire la microcircolazione venosa

    all’effetto antinfiammatorio. Grazie anche all’azione dei   raggi infrarossi (F.I.R.)  apporta più  sangue nella zone a  contatto  consentendo ai capillari di trasportare maggiori quantità di ossigeno,  stimolando la ricrescita del pelo.

    L’evoluzione del Magic (sottocoperta che evita i danni da sfregamento al manto soprattutto sulle spalle e sul garrese) è BIOMAGICPLUS, sottocoperta leggera e facile da mettere.

    Le proprietà del tessuto fanno sì che al nostro cavallo non serva più mettere piumoni pesanti o tre coperte per proteggerlo. Pochi attimi per infilarla e a fissarla al piumone   con la pratica asola davanti, ma, soprattutto, il pelo è protetto e non avrà più quell’aspetto “ruvido” tipico del periodo invernale (specialmente  per i cavalli tosati) ma rimarrà lucido e morbido.

    La seconda importante novità della linea in bioceramica è il BIOBACK il coprireni che, grazie alla sua forma, può rimanere sul cavallo anche durante il lavoro (nelle giornate di freddo intenso) ma che durante i primi minuti  di riscaldamento  scalda la schiena evitando strappi o contratture dovute alle bassa temperature.

    A fine  lavoro compie un’azione defaticante e miorilassante. Si potrebbe immaginare di avere un fisioterapista che prima scalda il cavallo e poi lo rilassa.

    Ambedue i prodotti si possono lavare in lavatrice a 40° e si centrifugano.

    https://www.facebook.com/LoveHorsesBC/

    http://www.lovehorses.it

  • Le capacità di percezione del cavallo

    I cavalli si nutrono di vegetali, quindi il loro fisico è divenuto, attraverso la selezione naturale, adatto a coprire grandi distanze di terreno mentre mangiano ed a sfuggire ai predatori piuttosto che combatterli. Per questi scopi essi si muovono in branchi.

    Poichè il cavallo, in genere, continua a camminare con la testa a aterra mangiando, la sua vista si è modificata per accogliere un vasto campo di stimoli, e per captare minimi movimenti a grandi distanze invece di mettere a fuoco oggetti fermi a brevi distanze come nel caso degli animali che devono cacciare per vivere.

    Per la stessa ragione, per prevenirli contro possibili nemici, i cavalli hanno un acutissimi senso dell’udito e dell’odorato, ed è molto difficile, per noi esseri umani il cui senso dell’olfatto è minimo, renderci conto da quali specie di stimoli olfattivi vengano spinti i cavalli.

    Quando due cavalli si incontrano per la prima volta o si ritrovano dopo essere stati separati, il loro primo atto è quello di annusarsi l’un l’altro. Si dice anche chi i cavalli addestrati a radunare il gregge possono smarrire le tracce di un animale smarrito annusando il terreno come farebbe un cane.

    Moltissimi segnali che i cavalli usano per comunicare prendono la forma di gesti o posizioni del corpo (buttare indietro le orecchie, torcere le labbra) e i cavalli sembrano essere capaci di captare piccoli movimenti di questo genere con molta facilità.

    Il famoso cavallo calcolatore, l’intelligente Hans, captava i più piccoli movimenti della testa del suo addestratore che gli indicava aquando doveva smettere di dare colpi con la zampa, anche questi non si rendeva affatto conto di muoversi.

    Anche se le principali facoltà percettive di molti animali sono innate, il modo con cui essi intereptano queste percezioni varia con l’esperienza.

    Per esempio, molti giovani cavalli mostrano una paura innata ad entrare nell’acqua o a lanciarsi nel vuoto, ma con un allenamento graduale questi timori possono essere superati.

    Molti si spaventano anche di grandi oggetti giacenti mezzo nascosti nella vegetazione, come tronchi di labero o pietre, ma anche questa paura se ne va con l’esperienza.

    Fino a quale punto i cavalli possano riconoscere i propri parenti è difficile da dire. Un puledro appena nato seguirà qualunque oggetto mobile che vedrà. I cavalli maturi sono invece in grado di riconoscere i loro simili.

    Agrirama ha maturato, in oltre 50 anni d’attività, molteplici esperienze sul campo a diretto contatto con allevatori, veterinari e con tutti gli operatori nel mondo zootecnico. L’azienda mette a disposizione dei propri clienti una vasta gamma di attrezzature per pascolo e servizi visionabili sul proprio sito web.

  • W il Parco, la Festa del cavallo e della mobilità sostenibile di Cogne

    A Cogne un fine settimana per vivere il Parco del Gran Paradiso in modo sostenibile: a piedi, in bicicletta oppure a cavallo. Un’occasione unica per abbandonare l’auto ed immergersi nella natura della Perla Alpina di Cogne, in una delle valli più spettacolari all’interno del Parco. Tante le attività legate al mondo equestre, alla bicicletta e in generale al trasporto sostenibile che si svolgeranno sabato 1 e domenica 2 luglio nella frazione di Valnontey.
    La festa è un felice pretesto per celebrare un animale che, nei secoli, ha consentito all’uomo di vivere e lavorare più agevolmente, svolgendo lavori pesanti e fornendo un aiuto insostituibile nei lavori agricoli: un’occasione conviviale per avvicinare i neofiti e anche i più piccoli ad uno sport e ad uno stile di vita che si adattano perfettamente ad un luogo dove storia e natura si intrecciano, da sempre, in maniera indissolubile.

    Info
    Consorzio Operatori Turistici Valle di Cogne
    0165 74835 – [email protected]www.cogneturismo.it
    Parco Nazionale Gran Paradiso
    011 8606233 – [email protected] – www.pngp.it

    (Ufficio stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it)

  • Antonello De Pierro sostiene l’anima animale di Daniela Poggi

    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato entusiasta allo spettacolo teatrale che la bravissima attrice ha portato in scena a Roma presso i Giardini della Filarmonica

     

    Roma – Continua il tenace sostegno del giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla cultura teatrale tramite la sua presenza testimoniale presso gli spettacoli ritenuti più interessanti e meritevoli di attenzione. Questa volta ha fatto tappa presso i Giardini della Filarmonica a Roma, dove una straordinaria Daniela Poggi ha portato in scena uno spettacolo suggestivo di non comune intensità passionale, dal titolo “Anima animale”, con cui ha puntato dritto alle corde emozionali, incollando lo sguardo degli spettatori al proscenio e sollecitandone intensamente la sensibilità, penetrata vigorosamente da un testo profondo e struggente e da una mimica formidabile, con uno straordinario contorno di musica e immagini. Una cornice che musicalmente è stata affidata alla bravura e all’esperienza di Francesco Verdinelli, mentre alla regia spicca l’abile Luca De Bei, il quale ha legato il suo nome anche all’eccellente stesura letterale. Un elaborato testuale sul quale la Poggi ha modulato impeccabilmente la sua collaudata voce, regalando un’interpretazione costantemente adesa ai margini della perfezione assoluta e tesa, con un’identificazione totale nelle espressioni sentimentali ed emotive di vari animali, a comprovare che questi hanno un’anima, facendo vivere al pubblico in condivisione quelle stesse percezioni.

    Un prodotto teatrale di indubbio spessore, ma anche di straordinaria valenza sociale, con un ingente impulso alla propugnazione della cultura animalista tanto cara a un personaggio di spiccata sensibilità come Daniela Poggi, che si staglia bellissima sul palcoscenico per trasmettere il suo importante messaggio.

    Particolare e duplice significato assume in questo caso la partecipazione di De Pierro. Se da un lato il direttore di Italymedia.it ha dato continuità alla campagna di supporto lanciata a beneficio dell’universo teatrale, dall’altro ha rinnovato il suo impegno per la causa animalista. Infatti in molti rammentano ancora le energie da lui profuse alcuni anni or sono quando, tramite Radio Roma, di cui era direttore e storica voce, e Italymedia.it, lanciò un’iniziativa a favore dell’apertura di un pronto soccorso veterinario nella Capitale, che portò alla raccolta di 30mila firme e all’adesione di tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica. Tra i primi ad aderire con convinzione al progetto fu proprio la Poggi, che fu ospitata da De Pierro sulle frequenze dell’emittente capitolina per parlarne. L’amministrazione comunale di allora sposò la proposta e il sindaco Walter Veltroni, grazie anche al commendevole impegno dei consiglieri Monica Cirinnà, oggi parlamentare, e Fabrizio Panecaldo, dal canto suo mise a disposizione i locali del canile della Muratella. La palla passò poi alla Regione Lazio del presidente Francesco Storace, dove inopinatamente la cosa si arenò, facendo naufragare le speranze di tanti cittadini che vi avevano visto un’ottima espressione di civiltà. Un’occasione persa incredibilmente a favore degli amici a quattro zampe, nonostante la grande mobilitazione che culminò in un grande evento di sensibilizzazione svoltosi presso il locale Neutra (ex Ciak), messo a disposizione gratuitamente dall’allora proprietario Antonio Caruzzi, a cui parteciparono tra gli altri, ospiti di De Pierro, la stessa Cirinnà, Enrica Bonaccorti, Carlo Croccolo, i compianti Arnoldo Foà e Silvio Spaccesi, Fioretta Mari e Piotta.