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  • CISCO “Riportando tutto a casa”è il un nuovo singolo del cantautore, profondamente autobiografico, che ripercorre 30 anni di carriera

    Partendo dal titolo dell’album d’esordio dei Modena City Ramblers, il cantautore emiliano raccoglie tre decenni di musica, parole e incontri

     

    Lo stesso Stefano “Cisco” Belotti la definisce «la canzone più nostalgica che abbia mai scritto». “Riportando tutto a casa” ripercorre la sua vita musicale intitolandosi proprio come l’album d’esordio dei Modena City Ramblers uscito nel 1994. È anche il brano più “irlandese” scritto dopo l’uscita dai MCR e per questo Cisco ha chiamato con sé per interpretarlo con il suo tin whistle l’amico flautista Franco D’Aniello, «il suono dei Modena City Ramblers». 

    Il prossimo febbraio il cantautore festeggerà trent’anni di carriera sul palco, divisa a metà fra la band e il periodo solista e si prepara a celebrare questo traguardo con un doppio album, uno in studio e il secondo live, in uscita il prossimo 29 ottobre.

     

    Canzoni dalla soffitta” è un disco che nasce dai rapporti con gli altri nel momento esatto in cui l’idea stessa del contatto con le persone è stata messa in discussione. In questo nuovo progetto discografico di Cisco ci sono gli amici di sempre, la voglia di parlare alle nuove generazioni, raccontando loro di chi ci ha lasciato e, allo stesso tempo, è un disco che scava a fondo nella storia musicale del suo autore. Nel disco Cisco scrive, suona e compone, dando vita a 12 inediti che ospitano, tra gli altri, la collaborazione con Simone Cristicchi e con Dan Chiorboli, Tamani Mbeya e Phil Manzanera

     

    Il secondo è un album di live, intitolato “Live dalla soffitta” con 8 canzoni della sua storia di cantautore e 4 cover, un percorso rappresentativo di tre decenni di concerti in giro per l’Italia e il mondo. 

    C e P Cisco produzioni

    Edizioni Impronta 

    Radio date: 15 ottobre 2021

    Release album: 29 ottobre 2021

     

    CONTATTI E SOCIAL

     

    WWW www.ciscovox.it

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    Instagram https://www.instagram.com/stefano_cisco_bellotti/

     

    BIO

     

    Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock.

    Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi.

    Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997),  “Raccolti” (1998),  “Fuori campo” (1999),  “Radio Rebelde” (2002),  “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005)
Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo  in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. 
Sono inoltre usciti nel 2009 l’album live “Dal vivo – Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”.
 È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano.

    Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009  è il tour “’40 anni, storie di Ramblers, d’innocenza, d’esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell’autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l’amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani.

    Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”.

    È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR. 

    Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila  persone.

    Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music).

    Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.

  • ALESSANDRO CASILLO “Eclissi” è il singolo che segna il ritorno del cantautore milanese vincitore di Sanremo Giovani

    Una storia d’amore raccontata in maniera ironica attraverso un brano dalle sonorità dance californiane.

    In radio da venerdì 1 ottobre 

     

    Il singolo “Eclissi”, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 1 ottobre 2021, segna il ritorno sulla scena di Alessandro Casillo, classe 1996, attivo già dal 2010 con Io canto e successivamente vincitore di Sanremo Giovani e concorrente di Amici di Maria De Filippi

    «È un brano fresco, nato molto velocemente, e parla di una storia d’amore complicata ma sentita, raccontata in maniera molto ironica» Alessandro Casillo.

    “Eclissi”, co-scritto da Alessandro Casillo, Jacopo Ettore, Francesco Sponta, Lorenzo Pablo Santarelli, Marco Salvaderi e Kende, è stato prodotto da Room9 al Doner Studio di Milano e mixato e masterizzato da Marco Zangirolami allo Emfasi Studio di San Giuliano Milanese.

    Il singolo è accompagnato da un video per la regia di Camilo Mac.

    Parte quindi una nuova avventura per il giovane artista, che conta già centinaia di migliaia di fan che lo seguono sin dagli esordi e attendevano con ansia il suo ritorno sulla scena musicale, come hanno fatto notare innumerevoli volte sui social. Finalmente il momento tanto atteso è arrivato, ed “Eclissi” è solo l’inizio.

    Etichetta: Krishna Music Group

    Edizioni: Universal Music Italia/Do it yourself/Doner/Yahon360/Krishna Music Group/Smilax Publishing

    Radio date:  1 ottobre 2021

     

    LINK SOCIAL 

    Instagram: https://www.instagram.com/casilloalessandro/  

    Facebook: https://www.facebook.com/alecasilloofficial  

     

    BIO

    Alessandro Casillo, classe 1996, nato e cresciuto periferia di Milano, cresce con due grandi sogni quello del calciatore, come molti suoi coetanei, e quello di diventare un cantante. Quest’ultimo sembra essere qualcosa di inarrivabile ma non per i suoi familiari, che fin da subito riconoscono il suo talento ed è appunto grazie al fratello che viene iscritto segretamente al casting per il programma canoro “Io Canto” condotto da Gerry Scotti. Viene preso come concorrente, a soli 13 anni, per la seconda stagione dove viene inizialmente inserito in una boy band che ricalcava le orme dei Backstreet Boys e degli NSYNC, riscuotendo subito grande popolarità gli venne offerta l’opportunità di cantare come solista all’interno del programma per la stagione successiva, all’interno del programma aggiudicandosi il premio della giuria tecnica guidata da Mogol

    Tra la seconda e la terza edizione del programma, pubblica il primo prodotto discografico dal nome “Raccontami chi sei” pubblicato da RTI Music Division. 

    Nel 2012 partecipa al Festival di Sanremo, diventando tra i più giovani vincitori, soli 15 anni, nella categoria “Sanremo Giovani” con il brano “È Vero (che ci sei)”. In concomitanza con la rassegna Sanremese esce il suo primo album di debutto “È Vero” che vendette oltre le 50.000 copie. La partecipazione al Festival segna l’ascesa della carriera di Alessandro diventando, sin dai giorni del debutto, un vero e proprio “fenomeno” offline e online arrivando a generare numeri elevatissimi nei social network per il panorama italiano paragonabili a quelli dei giovani artisti internazionali più influenti.

    La conferma di questo fenomeno si ebbe nei due concerti svoltisi a dicembre 2012 ai Magazzini Generali di Milano e al Piper Club di Roma andarono completamente sold out. Il successo ottenuto gli permise riscoprire la passione per il calcio diventando attaccante della nazionale. Nei successivi due anni si esibisce su diversi palchi come quello dei TRL Awards, Summer Festival aprendo concerti di artisti come Noemi. 

    Nel 2014 pubblica il secondo prodotto discografico dal nome “#Ale” che si posiziona al secondo posto classifica di vendita già dalla prima settimana, davanti solo l’album di Ligabue Mondovisione. Questo successo gli permette di portare il suo disco attraverso un tour che ha toccato Milano, Catania, Roma e Napoli registrando sold out ad ogni data. 

    La sua crescita artistica lo porta ad interfacciarsi con diverse esperienze come il dare la voce per la colonna sonora della serie televisiva “Braccialetti Rossi” con il brano “Ti do la mia memoria”; attraverso collaborazioni con artisti come Rocco Hunt unendosi a lui nel singolo “Replay 2.0”, ed anche vestendo le parti di giudice nel “Replay 2.0”, concorso canoro “Zootropolis Music Star” iniziativa Disney per il lancio del film Zootropolis. 

    La sua carriera si ferma bruscamente nel 2015 quando prende la decisione di abbandonare la scena pubblica per concentrarsi sullo studio per poter prendere il diploma di maturità superiore. Una volta raggiunto l’obiettivo si rende conto che il mondo della musica non è più come lo aveva lasciato e non riesce rientrarci con la facilità con cui era arrivato alla ribalta la prima volta. Decide quindi accantonare la musica per imparare un mestiere, quello dell’idraulico, ma più gli anni passavano e più sentiva che qualcosa mancava nella sua vita, la musica. Dopo quattro anni di stop pubblica il singolo “Ancora Qui” e alla fine dello stesso anno partecipa alla diciottesima edizione di “Amici di Maria De Filippi”, dove è tra gli allievi più amati dal pubblico, durante il programma ha rilasciato il singolo “Perché non amici” che oggi conta 2 milioni di streaming. Tuttavia, Alessandro sentiva che la direzione artistica verso la quale si stava dirigendo il programma non gli apparteneva e decide di ritirarsi spontaneamente pochi giorni prima dell’inizio del serale. 

    Durante la pandemia Alessandro non abbandona la sua passione ed inizia a lavorare con una nuova etichetta discografica indipendente la Krishna Music Group pubblicando tre singoli in brevissimo tempo “Russian Roulette”, brano scritto dallo stesso Casillo insieme a Francesco Sponta e Marco Di Martino; “After” una collaborazione con l’artista Mose anche lui ex allievo di amici e “Basta Parlare (Talk)” che vede un featuring internazionale con l’artista Jolie

    Nel febbraio 2021, dopo quasi cinque anni senza un concerto, Alessandro Casillo risale sul palco digitale grazie a suoi followers che attraverso un’iniziativa di crowdfunding hanno finanziato l’intero evento, infatti Alessandro conta più 100.000 follower su Instagram e oltre 320.000 su Facebook. 

    L’evento digitale ha aperto una nuova pagina del percorso artistico di Alessandro Casillo che continuerà il 1 ottobre 2021 con l’uscita nuovo singolo “Eclissi” prodotto da Room9, una canzone d’amore con sonorità dance californiane. 

  • Federico Marchioro: conversazioni pittoriche intime e informali

    “È davvero importante delineare con profondità quanto è racchiuso e custodito nelle sfaccettate pagine di narrazioni pittoriche realizzate dalla mano e dal gesto creativo di Federico Marchioro artista vicentino contemporaneo di grande versatilità espressiva e comunicativa. Io darei una definizione, che ritengo molto calzante e pertinente facendo confluire la sua corposa produzione all’interno di simboliche conversazioni pittoriche intime e informali, fornendo una prospettiva volutamente non convenzionale, che rispecchia l’intento primario di Federico di uscire dai binari canonici già determinati e decisi a monte e a priori”. La Dott.ssa Elena Gollini dimostra particolare compiacimento verso il percorso di sperimentazione che sta compiendo Marchioro e si sofferma su alcune specifiche caratteristiche salienti distintive e qualificanti per offrire una completezza e una compiutezza di riflessione esaustiva. E ancora ha rimarcato: “Federico trova nella pittura la metafora di un diario di vita, un diario autobiografico con virtuali pagine bianche pronte per essere riempite e messe a disposizione del fruitore. Le sue rappresentazioni esulano da moduli obsoleti e acquistano una struttura in continuo e in costante moto di trasformazione, proprio come la sua vulcanica personalità camaleontica. Su questo diario Federico imprime se stesso, tutto il suo mondo emerso e sommerso intavolando delle stimolanti conversazioni intime e informali, composte tramite una dialettica semantica fluida e scorrevole, che si rende da subito impattante per il fruitore. Dipingere per Federico equivale a redigere e a impaginare stralci e frammenti, che appartengono al suo sentire, al suo pensiero, alle sue concezioni talvolta ancora inespresse. Fare arte così come e altrettanto fare musica diventa così esternazione e manifestazione di un insieme corposo e variegato di conversazioni, che iniziano da dentro, nell’ego più intimo e profondo e sfociano e si palesano al di fuori diventando ben visibili e ben tangibili. Le opere acquistano dunque essenza metaforica paradigmatica e servono per dare voce e sentimento, per descrivere e raccontare pensieri, emozioni, che affiorano in superficie e si palesano all’esterno. Federico artista di metodo e di pensiero imposta queste conversazioni in modo libero e spontaneo, edifica un proprio particolare registro linguistico con una propria genesi stilistica e riesce perfettamente a conciliare e coniugare le esigenze compositive della forma con il bisogno di matrice animista, che è radicato dentro di lui e lo guida e lo accompagna sempre con virtuosa ispirazione”.

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  • Federico Marchioro: dimensione pittorica in progressione

    “Equilibrio e bilanciamento compositivo sono pilastri cardine portanti di fondamento dell’arte pittorica di Federico Marchioro e gli permettono di lavorare con uno sviluppo graduale e progressivo e in modalità di avanzamento continuo e costante”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondisce i parametri distintivi dell’espressione pittorica di Marchioro spiegando ancora nello specifico: “Ecco, perché mi sento di poter definire Federico come un pittore work in progress, che sta facendo un cammino consapevole e coerente per arrivare ad un traguardo virtuale, che si modula e si modifica strada facendo, perché corrisponde agli incipit che recepisce man mano e che poi vengono metabolizzati in forma di stimoli artistici proficui e fecondi. La tessitura pittorica costituisce per Federico un’articolata palingenesi precipua, una mimesis di fertile proliferazione dialettica e semantica, che produce e alimenta un registro narrativo tutto sempre ancora da comporre e da orchestrare con nuovi spunti sorprendenti e originali. Per Federico porsi dinanzi alla superficie e al supporto pittorico equivale a fondersi con esso, a diventare un tutt’uno, un unicum, a plasmarsi dentro l’immagine con avvolgente compenetrazione. Per Federico si crea una vera e propria atmosfera di catarsi, un momento unico e irripetibile, che ogni volta si rigenera, si rinnova, si trasforma e rinasce. Per Federico fare arte equivale al raggiungimento di una condizione mai finita e mai chiusa, mai circoscritta in modo definitivo e permanente. È uno stato ideale ed etereo di proiezione avvincente verso traguardi imprevisti e inattesi, che si palesano sempre nella loro unicità esclusiva. Certamente a Federico non appartiene il concetto di arte fissa e statica e tanto meno di artista pedissequo e questo aspetto connotativo si individua anche nella sua concezione esistenziale e nel suo pensiero musicale. Ecco, perché il concetto di progressione e di avanzamento rispecchia il suo stile di vita avulso da stereotipi di massa e da conformismi massificanti e assorbe tutto il suo indomito spirito liberale e anti cliché imposti. Il suo essere avanti nel pensiero e nella visione esistenziale influisce positivamente anche nelle scelte pittoriche e nell’orientamento espressivo. Per Federico essere artista diventa una responsabilità sociale, è sinonimo di presa di coscienza matura e di motivazioni plausibili. Il suo essere sempre work in progress assurge dunque a scandaglio attento e analitico verso la collettività, verso la società che lui vive in prima persona nel suo quotidiano con la capacità acuta di scegliere e distinguere e di procedere sempre cum grano salis”.

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  • Federico Marchioro: dipingere il proprio pensiero sensibile

    Sul filone multiforme della pittura informale si innesta, si muove e si dipana il virtuoso pensiero sensibile creativo di Federico Marchioro, dimostrando uno spessore qualitativo formale e sostanziale di interessante valutazione e considerazione. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso in merito alcune analisi di approfondimento, che fanno emergere la proiezioni emotiva ed emozionale vibrante, che governa e guida l’incedere artistico di Marchioro conferendo valenza ulteriore alle capacità vivaci e dinamiche di ricerca e di sperimentazione. In particolare ha affermato: “Ho da subito riscontrato nella pittura di Federico una formula contenutistica arricchita e integrata dalla preziosa componente del suo pensiero sensibile derivante dal fervore del pathos e del trasporto appassionato con i quali si cimenta nell’atto e nel gesto pittorico. La sua spiccata sensibilità di pensiero è innata e si individua appieno grazie alla versatilità di vedute e all’intraprendenza di visione e si riflette di rimando anche associata al discorso musicale, generando una compenetrante sintonia sinergica tra pittura e musica, che funge da ulteriore tassello importante di elevazione qualitativa di rafforzamento. La compenetrazione tra estro creativo e pensiero sensibile è correlata all’indole di Federico, che affronta ogni situazione con il massimo coinvolgimento interiore ed introspettivo. Da qui scaturisce dunque una portata sostanziosa consistente e considerevole dei contenuti racchiusi e custoditi tra le sue vivide e corposo declinazioni sceniche, che rappresentano simbolicamente la dimensione traslata e trasfigurata di quell’ego intimo più celato e segreto, di quella sfera intima nascosta dentro un’anima bella e pulita e al contempo pulsante di sentimento e di voglia di condividere e di comunicare tutto se stesso aprendosi allo spettatore senza remore e senza riserve. Federico nell’arte così come nella musica perfeziona e affina la propria prorompente ispirazione attraverso l’ingerenza del suo potente e profondo pensiero sensibile e ottiene soluzioni, che diffondono e sprigionano grande intensità rievocativa, concentrandosi sia sulla sintesi dell’immagine nella sua piacevolezza estetica sia sulla parafrasi dialettica subliminale, che il fruitore può carpire recuperando in toto il pensiero sensibile, che è stato inglobato e accorpato dentro l’alchimia della fusione materica. Questa prospettiva allargata diventa funzionale per capire e per comprendere fino in fondo il complesso dei significati, che nella sua produzione assume vita propria e diventa entità superiore protesa ad infinitum”.

     

  • Federico Marchioro: comunicare con la pittura

    L’arte in generale e più specificamente la pittura è da sempre strumento comunicativo per antonomasia e riesce a diffondere e a divulgare a largo raggio una molteplicità di messaggi, talvolta espressi in modo esplicito, diretto e palesemente manifesto e talvolta invece avvolti e conservati dentro le pieghe della narrazione in modo celato e nascosto, secondo chiavi concettuali allusive, simboliche e metaforiche, volutamente cifrate e codificate. Sull’onda di queste riflessioni, la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato alcuni passaggi focali della pittura di Federico Marchioro. In particolare ha precisato: “Federico si tiene intenzionalmente lontano da cliché di banale e scontato modus pingendi e ricerca una propria applicazione creativa scegliendo un orientamento semantico, che partendo dalla radice del reale come fondamento cardine si evolve e si snoda attraverso canali recettivi e percettivi inediti e sui generis, che non sono inquadrabili e classificabili a livello rigido e rigoroso. L’ingegno creativo è nutrito dalla fremente passione e dal trasporto psichico e psicologico, che sfugge ad una comunicazione predefinita e preconfigurata a monte e a priori e si protende invece verso un libero accesso di fruizione, sentimentale ed emozionale scandito da un approccio sensibile. Federico è in primis dedito e devoto alle cosiddette ragioni del cuore e la sua pittura è in primis governata e guidata dalla sfera intima e interiore. Comunicare in pittura per Federico equivale a una comunione sensoriale, è sinonimo di compartecipazione complice e sincera da parte del fruitore. Il suo totale disinteresse a livello speculativo lo colloca su un piano di grande onestà intellettuale e questo emerge in toto nelle opere, si respira e si vede da subito, è palpabile nell’immediato. Comunicare per Federico è proprio anche far affiorare in superficie la sua purezza incontaminata di intenti e di intenzioni, perché un artista vero dev’essere sempre se stesso con limpida trasparenza di pensiero e azione. Federico con la sua pittura anticonformista e informale arriva diretto e schietto e questo è senza dubbio un grande plus valore aggiunto. Il suo orientamento di comunicazione pittorica è associato a questo ideale di visione concettuale allargata e dilatata tramite l’intervento dello spettatore, che contribuisce ad integrare e a completare, instaurando una dialettica di compensazione compenetrante, che entra in sinergia con il flusso vitale delle opere e si mescola formando una sorta di unicum sempre mutabile e variabile a seconda del momento fruitivo particolare. Così Federico lascia una comunicazione sempre aperta, versatile, modulabile, volitiva come la sua indole e camaleontica come la sua personalità artistica di comunicatore-sperimentatore ad hoc”.

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  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.

     

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Federico Marchioro: suggestione visionaria empatica

    “L’approccio approfondito e attento alla produzione pittorica di Federico Marchioro suggerisce immediatamente nel fruitore una dimensione di suggestione visionaria a livello empatico, che attira e attrae la sfera sensibile e si riflette nel coinvolgimento globale”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così l’importanza della componente empatica all’interno del variegato corollario espressivo dell’arte pittorica di Marchioro affermando: “Federico è capace di focalizzare e orientare il pathos intimo dello spettatore attraverso un contatto empatico immediato, che si sviluppa da subito e canalizza lo stimolo curioso e sensibile verso il nucleo sostanziale della narrazione. In tal modo lo scenario diventa vibrante e pulsante e agli occhi dello spettatore si anima e si accende di luce e di energia. La potente suggestione visionaria si profonde e si propaga con sferzante portata espansiva, estende e amplifica la dimensione ottica e tattile ed accentua l’intensità dell’effetto plastico e della bidimensionalità. La parola empatia è davvero molto calzante per classificare quel tripudio alchemico di colore e di materia, di forme e di figure, che Federico genera e plasma come entità magiche, dotate di un’allure unica e speciale. La pittura informale di Federico rispecchia il suo animo di intraprendente avventuriero e audace sperimentatore, di anticonformista e libero battitore e suggerisce al fruitore un tumulto di percezioni sensoriali. L’empatia diventa subito sinonimo di complicità condivisa e si instaura così un rapporto preferenziale quasi elitario, una coesione simbiotica, che trascende poi progressivamente in un legame virtuale stretto che diventa una relazione compartecipe, vivace e dinamica di reciproco scambio dialettico e di reciproca interazione visionaria. La vocazione artistica di Federico viene dunque alimentata attraverso l’intento di generare e di incrementare quel sentimento cardine di empatia che influisce positivamente sulla predisposizione recettiva da parte dello spettatore, incline a scandagliare l’orchestrazione rievocativa in modo analitico. Valutare la produzione di Federico a livello qualitativo non può assolutamente limitarsi a guardare in superficie e in modo marginale, ma significa penetrare gli articolati ingranaggi e in particolare i meccanismi elucubrativi della sua psiche di uomo-artista di grande spessore, che pondera e riflette su ogni sua azione e la riporta nell’atto e nel gesto pittorico con un criterio di coerente e responsabile pensiero. Ecco, perché Federico si può considerare a tutti gli effetti un artista di pensiero, un artista di mente oltre che di sentimento, capace di ottenere soluzioni frutto delle sue radicate convinzioni esistenziali e di renderle facilmente fruibili anche alla mente dello spettatore conquistandone in toto l’empatia”.

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  • Guglielmo Lai, Io, te e la panchina

    Il singolo del cantautore salentino

    Io, te e la panchina” riprende una scena che ogni ragazzo ha vissuto con i suoi primi appuntamenti sentimentali nell’incanto dell’incontro, quando bastava sedersi e parlare su una panchina per essere iniziati al grande mistero dell’amore come ancora avviene in tantissimi paesini della nostra Italia.

    Questa canzone riprende da dove Guglielmo ci aveva lasciati con il suo primo brano “Questi tempi qua” in cui cantava “Di questi tempi qua la serenità c’è chi non c’è l’ha, e c’è chi mai l’avrà la felicità, l’umore ballerino salta e gioca, per un attimo torno bambino e la creatività che viene e se ne va, nella creatività ascolto la mia anima”. Questa è la visione musicale di Guglielmo Lai in cui si ribalta la prospettiva del fare musica: per lui infatti, un messaggio inteso come canzone, rischia di essere fuorviante come concetto a sé stante senza l’individualità ed il sapore della creatività che è necessaria nel voler rendere magica un’emozione, cristallizzando momenti di vita quotidiana nella creazione, come se fosse una fotografia di un attimo che ognuno ha vissuto.

    Guglielmo Lai è un cantautore salentino di 27 anni, “dolcemente irriverente” e dalla personalità marcatamente “guglielmesca” come ama definirsi lui stesso, che porta nelle sue canzoni semplicità melodica e grande curiosità nell’indagare i mezzi di espressione del linguaggio musicale. Un cantautore trasparente che mette la sua grande perizia artistica al servizio di una scrittura che è sempre rivolta a sensazioni sonore e di contenuti in cui si possano rispecchiare i giovani ed anche chi giovane già lo è stato, in una chiave di lettura semplice e diretta. Frontman della sua band con cui fin dagli anni giovanili ha suonato live in Salento, Guglielmo è Artista “sui generis” che rifugge dall’apparire per focalizzarsi su sé stesso e le sue storie fatte di sensazioni, oggetti e/o situazioni scolpiti come marmo, in cui lui, ragazzo che canta, diventa il ragazzo in cui tantissimi ritroveranno il filo conduttore delle loro vite.

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    Sonos Music Records
    by MAFFUCCI MUSIC
    https://www.sonosmusicrecords.com/

  • Federico Marchioro: una pittura di introspezione esistenziale

    “Essere e sentirsi artisti completi e liberi significa per Federico Marchioro avere la possibilità di esprimere a tutto tondo e a tutto campo anche quanto di più recondito si cela nelle profondità remote del suo ego più intimo, facendo emergere e affiorare ogni parte del complesso e sfaccettato mondo interiore e introspettivo, che ciascuno si porta dentro e conserva e custodisce con amorevole cura”. La Dott.ssa Elena Gollini commenta la produzione pittorica di Marchioro talentuoso e promettente artista contemporaneo, nonché musicista di pregio, soffermandosi sul tratto interiore più pregnante, che include anche l’aspetto psichico e psicologico con cui Marchioro si approccia con slancio nell’edificare e nel consolidare il proprio modus pingendi. Proseguendo nell’analisi la Dott.ssa Gollini ha asserito: “Fin dal primo sguardo lo spettatore viene esortato ad un’osservazione acuta e arguta, che tiene conto dell’elemento intimo concepito come forma mentis trainante e anche come impulso e stimolo spontaneo e naturale, scaturito e alimentato dal fattore emotivo ed emozionale e dall’inclinazione spirituale. Il connubio coeso produce quel pathos motivato, che lo guida e lo sostiene e lo carica di energia vitale propulsiva, che esplode dentro gli scenari compositivi strabordanti di vita, di sentimento, di pienezza pura e incontaminata. Fare arte per Federico diventa come un simbolico rituale sacro e sacrale, inviolabile, che deve proteggere e tutelare la sua sfera intima, ma al contempo deve poterla esternare senza remore e senza freni, con una genuinità disinibita e una spinta autentica. Federico trova una propria valvola catalizzatrice e la ottimizza all’interno delle rappresentazioni. Il colore e la tavolozza cromatica accentuano e concentrano la portata scenica e fanno da strumenti di movimento e di ritmicità, imprimono una timbrica connotativa di spessore e trasmettono grande intensità evocativa all’intera parafrasi formale e sostanziale. Il contenuto avvalorante della sfera interiore si palesa e si manifesta non in modo sfacciato e tanto meno ostentato, ma bensì sempre in modo pacato, sobrio, riservato, con una delicatezza garbata che appartiene al suo DNA e alla sua indole. A Federico interessa e preme arrivare allo spettatore attraverso una fruizione ponderata e attenta, proprio come quando si cimenta in un brano musicale per riuscire a intercettare al meglio la sensibilità e l’empatia e a creare un momento di vera condivisione. Federico è un artista dentro in primis e tale si sente a tutti gli effetti. Il suo percorso pittorico così come quello musicale coincide con una sua profonda valutazione esistenziale, con una sua guizzante motivazione sociale, con un afflato speciale che lo incita a non fermarsi, perché quella è davvero la strada giusta da percorrere fino in fondo”.

  • Federico Marchioro: arte dell’anima e verso l’anima

    “La pittura di Federico Marchioro trasmette e sprigiona senza dubbio un flusso energetico proveniente dal moto della sua anima e contestualmente diretto e rivolto verso l’anima del fruitore con una corrispondenza ideale che si identifica con il desiderio di dare vita a una formula pittorica intrisa di pathos e di autentico trasporto animista”. La Dott.ssa Elena Gollini rimarca la pregevolezza sostanziale della produzione artistica di Marchioro e lascia emergere la rilevanza della componente interiore e introspettiva, che lo guida e lo orienta, lo stimola e lo spinge a generare una sintesi semantica profonda, che emana energia spirituale benefica per il cuore e per la mente. Nel proseguire con le sue considerazioni in merito ha aggiunto: “Federico è un artista a tutto tondo, un artista che con la musica ha aperto al massimo le sue intuizioni e percezioni sensoriali e le ha poi trasferite nella pittura amplificandole ulteriormente. Quando Federico suona e canta la sua anima si manifesta in modo limpido e autentico. Allo stesso modo nella pittura l’anima di Federico diventa un’entità che possiede vita propria e alimenta la narrazione rappresentativa con degli input speciali, la rende unica e sui generis, esclusiva e distintiva. Federico evoca attraverso la pittura il suo personale universo visionario, lo rende eterno ed etereo e al contempo lo trasforma e lo rinnova per dare sempre al fruitore delle nuove stupefacenti proiezioni e prospettive interpretative. Federico dipinge per dare voce alla profondità dell’anima, per trovarsi e ritrovarsi in perfetta comunione con lo spettatore, per vincere ogni inibizione, ogni paura, ogni remora, ogni titubanza, per uscire allo scoperto e rivelare tutto se stesso senza incertezze. La pittura come la musica è per Federico uno strumento indispensabile per sentirsi accolto, per sentirsi compreso, per sentirsi accettato fino in fondo e per essere parte attiva integrante a livello sociale e collettivo. Arte e musica sono due linguaggi portentosi, due linguaggi universali che l’uomo considera necessari e imprescindibili. Federico sceglie di avvalersi di entrambi per essere ancora più sferzante e incisivo, per essere sempre più funzionale alle esigenze e al bisogno collettivo di benessere totalizzante e totalitario. Adesso più che mai Federico vuole fare la differenza, non con spirito edonistico e tanto meno con velleità di protagonismo e di esibizionismo fini a se stesse, ma bensì piuttosto invece con quella sua riservata e connaturata modestia e umiltà che lo fanno essere autenticamente vero e sincero. La sua arte e la sua musica sono un inno simbolico al bene universale, che appartiene a tutti noi e che dev’essere protetto e tutelato da tutti noi, dev’essere sempre alimentato anche nei momenti più difficili e più sofferti. Così Federico offre tutto se stesso e ci offre il suo contributo ammirevole per il bene comune”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

     

  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

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  • “IRRAZIONALE”: il nuovo singolo di Michele Briganti che racconta la contrapposizione del pensiero maschile e femminile e l’irrazionalità dell’amore.

    Dopo il singolo “Hai Ragione Tu“, che è valso il piazzamento tra i finalisti della categoria “Over” al Premio Mimì Sarà 2020, Michele Briganti torna con un nuovo brano dal sapore fresco e coinvolgente… una svolta POP con la scelta “irrazionale” di un brano quasi estivo ormai fuori stagione…

    Irrazionale” è disponibile per lo streaming ed il download digitale a partire dal 02/12/2020.

    Il brano contrappone il modo di pensare e ragionare del mondo maschile e dell’universo femminile e le dinamiche di pensiero che, nonostante evidenti incomprensioni, possono trovare risposta con “…concetti irrazionali fatti solo di emozioni…”. forse il solo amore può rappresentare la forma di comunicazione universale capace di lenire le incomprensioni… perché si… quando esiste il vero amore 2 + 2 può dare qualunque risultato…
    persino un colore… Perché infondo lo sappiamo tutti … l’Amore talvolta è proprio “IRRAZIONALE” !


    Un arrangiamento assolutamente al passo con i tempi che strizza l’occhio al cantautorato pop degli “anni ’80” quando si miscelavano le code della dance in brani di sicuro appeal radiofonico… un brano spensierato ma al contempo piuttosto complesso nel suo messaggio di fondo e nell’interpretazione del testo.

    Arrangiato e Prodotto con la collaborazione di Wladimir Pascali il brano esce per l’etichetta musicale indipendente “110 bpm Production” e rappresenta il secondo atto della “trilogia” che l’autore dedicata al rapporto “uomo/donna” e che sarà parte integrante del prossimo EP già in lavorazione.

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    Michele Briganti è un Cantautore e Musicista Toscano. Nato, Cresciuto e Vissuto sulle colline Pistoiesi, fin da piccolo inizia ad appassionarsi alla musica suonando da prima l’organo elettrico e passando poi definitivamente, in età adolescenziale alla chitarra Acustica ed allo “strimpellamento” dell’Elettrica … Inizia a suonare giovanissimo alternando vari progetti di Band ad attività da solista e facendosi parallelamente le ossa nel mondo del “Piano Bar” e dell’intrattenimento per feste e cerimonie.

    Nel 2015 decide di avventurarsi in un progetto solista dedicandosi alla composizione di musiche e testi in un progetto di natura cantautorale. Composte alcune decine di canzoni decide di sintetizzare il lavoro nel suo primo album “Un Accendino Blu” che ha visto la pubblicazione nel febbraio del 2019. Il 30/09/2019 pubblica “Quello che mi hai dato (Radio Edit)”, brano già contenuto nell’album, in una nuova versione che anticipa il suo singolo “E Non Venirmi a Dire” pubblicato il 24/11/2019.

    Il singolo “Hai Ragione Tu”, disponibile dal 30/05/2020, è un brano dedicato alla figlia Ludovica ed introduce una “trilogia” basata problemi di “incomunicabilità” del mondo maschile e dell’universo femminile. Il secondo capitolo, “irrazionale”, è previsto in uscita il 02/12/2020.



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    110 bpm Production

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    Ufficio Stampa

    e.mail. [email protected] – tel. 339 1029870

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  • IL CANTAUTORE TOSCANO MICHELE BRIGANTI PUBBLICA IL SUO NUOVO SINGOLO – “HAI RAGIONE TU”

    Disponibile su tutte le piattaforme musicali a partire dal 06/06/2020 “HAI RAGIONE TU” è il nuovo singolo del Cantautore Toscano Michele Briganti.

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    Nata a seguito di un dialogo con la figlia, la canzone porta una riflessione su quanto l’atteggiamento di infinito affetto porti spesso ad approcci “anche troppo” permissivi ed agevolanti nel “dare sempre ragione”, magari “viziando”, i figli che, poi in età adulta, potrebbero anche risultare prepotenti ed arroganti poiché “abituati male” fin da piccoli proprio dai genitori.

    Un testo che a tratti appare “diseducativo” ma che, quasi a giustificare la figura del genitore, tende ad evidenziare le “debolezze” di un padre… quanto sia difficile riuscire ad educare e trasmettere sani principi quando la propria capacità di “giudizio” è filtrata ed influenzata profondamente dall’affetto nei confronti dei figli.

    Questo è il primo brano di una “Trilogia” sulla comunicazione Uomo/Donna che vedrà il suo completamento entro l’estate… Dopo tante canzoni dedicate ad amori impossibili, richiami al passato e “cause perse” il cantautore Toscano affronta questa volta il tema dell’essere genitori e lo fa con una delicatezza e maestria tali da far sicuramente immedesimare chiunque possa aver vissuto questa esperienza.

    La coppia Michele Briganti / Wladimir Pascali, ormai alla terza produzione insieme, continua a funzionare alla grande con la realizzazione di questo nuovo brano dalla poetica delicata e contornata di atmosfere “fiabesche” che non mancherà certo di emozionare l’ascoltatore.  

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    “Michele Briganti” è un Cantautore e Musicista Toscano. Nato, Cresciuto e Vissuto sulle colline Pistoiesi, fin da piccolo inizia ad appassionarsi alla musica suonando da prima l’organo elettrico e passando poi definitivamente, in età adolescenziale alla chitarra Acustica ed allo “strimpellamento” dell’Elettrica … Inizia a suonare giovanissimo alternando vari progetti di Band ad attività da solista e facendosi parallelamente le ossa nel mondo del “Piano Bar” e dell’intrattenimento per feste e cerimonie.

    Nel 2015 decide di avventurarsi in un progetto solista dedicandosi alla composizione di musiche e testi in un progetto di natura cantautorale. Composte alcune decine di canzoni decide di sintetizzare il lavoro nel suo primo album “Un Accendino Blu” che ha visto la pubblicazione nel febbraio del 2019. Il 30/09/2019 pubblica “Quello che mi hai dato (Radio Edit)“, brano già contenuto nell’album, in una nuova versione che anticipa il suo singolo “E Non Venirmi a Dire” pubblicato il 24/11/2019.

    Il suo ultimo singolo “Hai Ragione Tu“, disponibile dal 30/05/2020, è un brano dedicato alla figlia Ludovica ed introduce una “trilogia di canzoni” basata sui problemi di “incomunicabilità” del mondo maschile e dell’universo femminile. 

    Gli altri 2 brani che chiuderanno il ciclo, attualmente in produzione, saranno disponibili entro l’estate.

    L’Artista sta attualmente lavorando a nuovi brani che vedranno la pubblicazione in un EP previsto per la fine del 2020.

    SCOPRI DI PIU’ SU “MICHELE BRIGANTI”

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  • E’ uscito “Sotto il sole” il nuovo singolo di Ferdinando Riontino (Il video)

    Arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali, “SOTTO IL SOLE” (2MI Records distr. Believe) il nuovo brano del cantautore pugliese FERDINANDO RIONTINO, prodotto da 2MI records/Go Wild Music e pubblicato a due anni di distanza dal singolo “Abbiamo scelto te”.

    Nella vita ci prefiggiamo degli obiettivi e lavoriamo per raggiungerli ma alla fine, non siamo soddisfatti di quanto abbiamo dato e quanto ricevuto… racconta Ferdinando. Questa canzone, non è che la metafora di questo squilibrio tra il dare e avere: a te le rose a me le spine !

    Bio Ferdinando Riontino:

    Un carattere ribelle, nella vita e nella musica. Un artista al di fuori degli schemi, incline a tutto ciò̀ che in apparenza è disordine, perché́ solo nel caos l’immaginazione trova piena libertà di espressione. Trascorre la sua adolescenza a Zapponeta (FG), tra le scorribande e le bravate con gli amici. Ironico, visionario, disincantato, ancora adolescente inizia a scrivere poesie e storie traboccanti di personaggi surreali, attraverso i quali raccontare il proprio disagio, la propria rabbia. Per tentare di contenere la sua personalità̀ indisciplinata, i genitori gli regalano una chitarra. Ferdinando inizia subito a comporre canzoni, scopre che intrecciando musica e parole può̀ esprimere in modo più̀ completo ciò̀ che prova, le emozioni più̀ nascoste e raccontare di quel mondo impercettibile fatto di persone che come lui si perdono di continuo per poi ritrovarsi, di quelle persone che tentano ogni giorno di far parte di qualcosa di più̀ grande, di più̀ umano e autentico. La musica di Ferdinando è impregnata di rock, quel rock che fa parte della tradizione musicale italiana e con il quale gli ascoltatori amano identificarsi, il timbro graffiato e l’originalità dei testi, spesso impregnati di una vena sarcastica, caratterizzano invece il suo stile e il suo percorso di artista anticonformista e scanzonato, che si pone spesso controcorrente e al di “fuori dal coro”.

    Esperienze artistiche

    Dal 2009 al 2014 con il gruppo Riders on the Storm, si esibisce in tour in vari locali della Puglia come cover dei Doors Dal 2014 si concentra sulla scrittura e intraprende un proprio percorso autoriale, traendo ispirazione da artisti italiani, quali Battisti, Rino Gaetano, Guccini, De Andrè, Ivan Graziani, Fanigliuolo, ma anche J –Ax, Willie il Peyote, Caparezza. Artisti di spessore, che con i loro brani irriverenti e provocatori hanno arricchito il panorama della musica italiana e contribuito in modo significativo alla sua crescita artistica.

    Nel 2017, il percorso intrapreso negli ultimi anni e l’incontro con il proprio editore musicale hanno portato alla concretizzazione del primo progetto di inediti a alla pubblicazione del primo singolo “Gocce di Barbera – (Santa Palacina)” nel giugno 2017 ottenendo un ottimo riscontro sui social e al quale hanno fatto seguito poi le pubblicazioni del singolo e del videoclip “Cloroformio” nell’agosto 2017 e del singolo e del videoclip “Barcollo” nel settembre 2017 con la regia di Maria Grazia Cucinotta e Andrea Salvi. Il lancio di Barcollo ha confermato il suo gradimento sui social Nel febbraio 2018 pubblica un nuovo singolo “Sono in viaggio” A luglio 2018 riceve il premio corto e cultura cantante e attore del territorio per il brano e video di Barcollo. A dicembre 2018, per il lancio del nuovo singolo – “Abbiamo scelto te” – si esibisce con anteprime live a Milano, Roma, Barletta e Napoli.

    Il videoclip di “Sotto il sole”:

     

  • “Anima fragile” il debutto musicale di un cantautore raffinato: Cioffi

    E’ disponibile in radio e nei digital store ANIMA FRAGILE il singolo di esordio di CIOFFI.

    Con “Anima fragile” cerco di parlare e rivolgermi ai ragazzi, ai miei coetanei ai giovani della mia generazione. Quelli che definisco come i ragazzi della gente. Noi, anime fragili: dei ragazzi forti e consapevoli dei loro mezzi ma allo stesso tempo, pieni di bisogni e di incertezze. Ci troviamo ad affrontare i dilemmi sul senso della vita stessa, su ciò che ci riserva il destino, cercando di dare un senso a tutto ciò che ci capita e ci circonda – racconta Cioffi.

    A noi, dei ‘bambini ormai già grandi’ – continua il cantautore pugliese – ci piace godere della bellezza delle piccole cose e di tutti i colori del mondo e le su sfumature. Il nostro unico scopo e augurio è che ogni ragazzo possa realizzare i propri piccoli grandi sogni, che nella canzone immagino con la figura di un tramonto. Non importa quanta strada dovremo percorrere e quanti ostacoli dovremo superare in questo ‘viaggio andata senza ritorno’, dall’alto della nostra vittoria la vista sara stupenda, e ci godremo il tramonto più bello di sempre”.

    Andrea Cioffi, in arte CIOFFI, nasce a Galatina (Lecce) il 3 Luglio 1996. Cantautore salentino di 23 anni, si affaccia allo studio della chitarra fin da adolescente. La passione per la musica lo spinge, altresì, a prendere lezioni di canto e ad approcciarsi, da autodidatta, allo studio di uno secondo strumento musicale, il pianoforte. Portatore di uno stile, una combinazione tra pop e cantautorato classico italiano, senza disdegnare qualche sfumatura rap, Cioffi è autore e compositore delle sue canzoni. Notato e apprezzato da alcuni Artisti, Cioffi ha la possibilità di salire sul palco, in qualità di opening act di nomi quali Fabrizio Moro (Parole rumori e anni Tour, Figli di Nessuno Tour); Le Vibrazioni (Cosi Sbagliato Tour); Antonio Maggio e Pierdavide Carone (Diamoci del Tour). Attualmente Cioffi sta lavorando alla stesura del suo primo album.

  • Miky Del Cambio “A volte sbaglio a volte no” in radio il brano autobiografico del cantautore potentino

    Il singolo Pop/RnB che celebra la libertà di sentirsi se stessi, è pubblicato da MD Records con distribuzione Artist First.

    “A volte sbaglio a volte no. Ma che ne so?!”

     

    Il nuovo brano di Miky Del Cambio racconta che non è importante fare quello che gli altri vogliono che tu faccia, bisogna semplicemente essere se stessi, sbagliando, esagerando, oltrepassando i limiti, ma rimanendo costantemente legati alla propria essenza.

    «Ovviamente questo concetto è esteso anche al campo dell’amore. Bisogna amare alla follia, senza risparmiare neanche una sola molecola del proprio essere …è vero, a volte questo può tradursi in una caduta pericolosa, ma se si cade in due è tutto più bello. L’amore può salvarci dai conflitti interiori, perché è una cosa tanto pericolosa quanto meravigliosa». Miky Del Cambio

    Il background dell’artista composto dalla musica nera americana (dal soul al gospel al rhythm&blues), e la sua formazione basata sullo studio del pianoforte, lo hanno portato a mettere al centro di ogni suo brano proprio questo strumento, accompagnato dalle sonorità profonde e “malinconiche” tipiche della black music. 

    In “A volte sbaglio a volte no”, il basso e gli accordi in minore sono molto presenti ed entrano in contrasto con il ritmo sostenuto, caratteristico del pop occidentale, rievocando musicalmente i conflitti interiori della personalità dell’artista.  

    La parte finale ha invece un’atmosfera estremamente imponente perché all’arrangiamento si aggiungono gli archi che, nella produzione dei brani del cantautore potentino, sono elementi fondamentali, tanto da curarne ogni singolo aspetto in prima persona.

    «In questo brano -soprattutto nella sua coda- gli archi hanno un’andatura epica, (come accade nella musica dell’estremo oriente), con l’intento di andare a toccare quelle corde dell’anima che sono state solamente stimolate durante tutto il corso della canzone e che trovano completa esplosione nel suo finale». Miky Del Cambio

     

    Etichetta/Distribuzione: MD Records/Artist First

    Radio date: 10 aprile 2020

     

    BIO

     

    Pianista, compositore e cantautore RnB, nasce a Potenza il 10/11/1992. Cresce con il pianoforte dall’età di 8 anni. Fra tutti i generi da lui seguiti fin da giovanissimo spicca il Rhythm and Blues. Decide di approfondire gli studi musicali e si dedica principalmente agli esponenti dell’RnB: R.Charles, S.Wonder ed altri. Frequenta Club ed Accademie in cui conosce artisti di altissimo calibro. Inizia a scrivere all’età di 16 anni e da allora non ha più smesso.

     

    Contatti e social

    Web: www.mikydelcambio.com
    Instagram: www.instagram.com/mikydelcambio92
    YouTube: www.youtube.com/mikydelcambioofficial

    Facebook: www.facebook.com/michele.delcambio

  • “Unaltrome” è il debut single del cantautore Solo

    UNALTROME è il titolo del brano del cantautore SOLO, primo singolo presentato sul mercato discografico dopo un attento lavoro di scrittura e registrazione, in radio dal 27 aprile.
    Il brano, distribuito da GR Musica, racconta, in forma autobiografica, l’inadeguatezza, le fragilità e la difficoltà di chi si trova costretto a vivere in una società che spesso non accetta il “diverso” e lo condanna, senza mai cercare di comprenderlo veramente. Come evidenziato nel video ufficiale, l’artista esprime, in un percorso dal passato al presente, i sacrifici e le sofferenze che lo hanno sempre accompagnato, rifuggendo la sua immagine. In un tessuto sociale dove regna l’apparenza, UNALTROME è un urlo all’accettazione della propria immagine, fuori dagli stereotipi, e alla bellezza di essere, nonostante tutto, se stessi.

    Mattia Rizzo, in arte SOLO, nasce nel 1996. All’età di 3 anni gli viene diagnosticata una rara forma di alopecia totale permanente, cosa che avrà un impatto profondo nella sua vita e, conseguentemente, nella sua scrittura musicale. Il cambio radicale della sua immagine lo ha portato a vivere un’infanzia tormentata, lottando contro i pregiudizi. Questo disagio lo ha condotto a creare un mondo tutto suo, dove potersi rifugiare per non sentirsi diverso o sbagliato. Per non sentirsi SOLO.
    SOLO non è semplicemente un nome d’arte, ma una condizione umana, che ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, ha dovuto avere il coraggio di indossare, ed è il messaggio che l’artista vuole regalare, nella speranza di far sentire meno solo chi l’ascolta.

    ufficio stampa

    Gianni Rodo

  • Sole e Cenere è il singolo d’esordio di Costa

    in promozione radiofonica un brano d’autore di grande maturità

    Sole e cenere sono le dimensioni di fronte cui si trova l’anima quando una  persona amata viene a mancare. Sono da un lato il tentativo di ricomporne l’immagine felice e dall’altro il suo sgretolarsi  in mille pezzi.
    Sono allo stesso momento l’occasione di rovesciare il senso dell’abbandono nella libertà di sbarazzarsi del suo peso e tornare a volare.

    Angelo Costantini in arte Costa 

    Vent’anni di canzoni. Vent’anni in cui le parole hanno percorso note per me indissolubili.
    Affascinato dal canto lirico di mio padre, tenore e appassionato dei classici di musica napoletana, inizio adolescente a scrivere le prime canzoni di matrice romantica.
    Ma presto l’inclinazione mi spinse a trattare tematiche filosofiche e interrogativi intimi tramite l’ormai inseparabile sei corde.

    Iniziarono i primi concerti tra Pescara, Roma e Venezia. Concerti in cui potevo finalmente dare sfogo alla mia libera espressione.
    Dopo una prima demo registrata in uno studio di Venezia, aver partecipato a due edizioni dell’Indipendente Festival e aver vinto una edizione del “Porto Allegro Music Contest”, decido finalmente di intraprendere professionalmente l’avventura di cantautore con una vera produzione che darà vita al mio primo album in uscita per Marzo 2020.

    Ma a breve… ci saranno delle interessanti sorprese!

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  • Bouvet “Dentro Piove” è la canzone che ha portato il cantautore toscano a gareggiare fra i finalisti di Area Sanremo 2019

    Paura, inquietudine, il disagio di “essere in casa, senza sentirsi a casa”, di “stare con se stessi, senza sentirsi in grado di farlo”. 

    “Dentro Piove” è come un urlo in piena notte ed è un brano che racconta un intenso passaggio tra il conflitto di un “io” angosciato e soffocato, frastornato da un continuo alternarsi di lucidità e caos. Un brano che sa far convivere parole dal gusto amaro con un ritmo energico, aspetto che sottolinea l’  essere talvolta estremamente lunatico del giovane artista.

     

    Testo di Filippo Checchi (Bouvet)

    Musica di Filippo Checchi (Bouvet) e Mirko Mangano.

    Produzione artistica a cura di Mirko Magnano.

     

    Radio date: 20 dicembre 2019

    Etichetta: Rusty Records

    Edizioni: Rusty Records s.r.l. / Urban Sound srl

     

    CHI È BOUVET?

    Filippo Checchi classe 1989 viene da Pietrasanta (LU), nasce dal rap, ora è BOUVET.

    «Nella mia famiglia non ci sono musicisti, né produttori o cantanti. Non fraintendetemi, in casa mia la musica è sempre esistita; ricordo ancora mia madre giù in cucina con la radio accesa a tutto volume, ma diciamo che in salotto non c’erano chitarre o altri strumenti musicali, né un microfono o un sequencer. Niente. Fino ai miei 16 anni, almeno, fino a quando mi innamorai del rap e della scrittura e decisi di buttarmi a capofitto in quelli che sarebbero stati i miei primi brani. Da lì, sono successe diverse cose: ci sono state soddisfazioni e delusioni, persone di passaggio e altre con cui mi confronto tutt’oggi. Durante questo percorso mi è capitato di esibirmi in giro per l’Italia, collaborare e crescere, cercando di dare sfogo alle mie idee e cercando di vivere a pieno e a cuore aperto la mia musica, la stessa musica che mi ha portato a conoscere Mirko Mangano, mio attuale arrangiatore e partner artistico; quello con Mirko è stato un incontro fondamentale per ciò che faccio e sono oggi. Con lui ho scoperto un altro lato della musica che non conoscevo, il lato più tecnico. Qualche anno più tardi, infatti, dopo aver appreso più nozioni possibili e frequentato corsi di approfondimento, ho iniziato a lavorare nel suo studio come tecnico del suono e questo mi ha dato la possibilità di conoscere artisti, grandi e piccoli, musicisti e tecnici e così mi sono trasformato in una spugna in grado di assorbire informazioni e consigli da chiunque passasse di lì. È stato un viaggio intenso che mi ha arricchito artisticamente e personalmente, un tragitto che mi ha condotto a riflettere e a reinventarmi, portandomi a sperimentare nuove sonorità e nuova musica, lasciando il passato ai ricordi e un futuro tutto da vivere». Bouvet

     

    Contatti e social

    Web: https://www.iosonobouvet.it
    Spotify: https://open.spotify.com/artist/3I399W4zfZlQctdNCrX81r?si=-2vwqP6wT8mGMwaM1_ruuw

  • “Il Tram e La Luna” il nuovo album dei PCP live a Milano

    Giovedì 12 aprile a Milano live il nuovo album dei PCP – Piano Che Piove

    A due anni dall’ultimo progetto discografico, i PCP – Piano Che Piove, pubblicano il nuovo disco di inediti “Il Tram e La Luna” disponibile in formato CD, digital download e su tutte le piattaforme di streaming,e si preparano a portarlo anche live nei clubL’appuntamento live è giovedì 12 aprile al Bezzecca Lab di Milano (ViaBezzecca 4, Milano, ore 21.30). La band composta dal chitarrista e autore Ruggero Marazzi, Sabrina Botti (voce) e Claudio Resentini (basso), presenterà live anche il nuovo disco “Il Tram e la Luna”, caratterizzato da una miscela di melodia, tipica della canzone d’autore, e atmosfere latin jazz.

    Il disco è stato anticipato da “Tango Sbagliato” nel cui video, diretto da Emilio Pastorino, ricorre il tema del “sogno”. La vita della protagonista si snoda, infatti, tra personaggi reali e fantasticati, in un alternarsi di realtà e sogno… il tram e la luna. Il video è online sul loro canale Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=QPRvDFSbGI4

    Il tram e la luna” arriva a circa due anni di distanza da In viaggio con Alice – apprezzato dalla critica e tra i 50 candidati al Premio Tenco come “opera prima” – e rappresenta una nuova consapevolezza, un punto di svolta nella scrittura dei testi e nella ricerca sonora, creando un elegante mix tra canzone d’autore e atmosfere swing-latin jazz. La maggior parte delle canzoni contiene riferimenti al tema del sogno, non inteso come meta ideale ma come elemento quotidiano, riempitivo degli spazi che la nostra mente crea fra un pensiero e l’altro.

    Nel disco non c’è un elemento predominante, ci sono un paio di temi più presenti di altri che sono la città e il sogno (il tram e la luna) racconta Ruggero Marazzi – La città è il luogo dove le cose si svolgono, e quindi sfondo quasi permanente, mentre il sogno (volontario più che involontario) è presenza costante delle nostre vite, ci aiuta a costruire scenari, a smussare spigoli, a comporre e ricomporre.”

    L’album è stato registrato al World Music Studio, con arrangiamenti di Pino Laudadio e Pacho Rossi, e masterizzato da Antonio La Rosa. La scelta di una produzione ‘quasi live’ e priva di suoni campionati, è voluta anche per lasciare ai suoni e alle parole il compito di trasmettere emozioni. I testi, infatti, pur trattando diversi temi, sono accomunati proprio dalla volontà di catturare sensazioni, di scattare “fotografie” della realtà, restituire l’idea di un’emozione. Ha anche una particolarità nella veste grafica: titoli e note sulla copertina e anche sulla serigrafia del cd sono scritti anche in linguaggio “braille”, così da consentire anche ai non vedenti di poterlo leggere. Tracklist: 01. Jack 02. La bellezza e la fortuna 03. Il turno di notte 04. Acqua 05. Tango Sbagliato 06. Non è così 07. Elogio della fabula 08. Angelina 09. Salvami

  • Davide Turci, “La Sedia” è il suo nuovo singolo

    DAVIDE TURCI

    LA SEDIA

     

    Una “canzone-testimonianza” che fotografa l’attuale società italiana.

     

    È partito da casa sua, là dove ci sono le sue radici, Soliera nel cuore della provincia di Modena, il viaggio del primo disco da solista del cantautore Davide Turci. Un percorso che comincia con il primo singolo “La sedia”, una canzone molto particolare e certamente di grande impatto, un pezzo di vera e profonda testimonianza.

    Il pezzo infatti aiuta a riflettere, soprattutto in un’Italia dal “sistema” non meritocratico che disperde le migliori risorse e che non riesce a investire sulle capacità, dando troppo spesso precedenza ad inutili personalismi. Una “canzone-testimonianza” in cui Davide dipinge con colori molto forti un vero e proprio “poster” dell’attuale “pensiero italiano”, ma, viste anche le imminenti elezioni, la speranza è che queste parole possano essere di monito costruttivo per tutte quelle persone che decideranno di spendersi in prima persona per il bene del nostro Paese.

    L’album “TU”, in uscita su etichetta SENZA DUBBI, contiene 15 canzoni inedite che rappresentano molti dei colori che Davide utilizza per descrivere, o meglio, “dipingere” in musica il suo vissuto, le sue emozioni, la sua vita e la quotidianità di ognuno di noi sotto tante chiavi di lettura.

    «In questo album – ha dichiarato Davide Turcici sono io, ci sono il mio vissuto e la mia sensibilità che da sempre condizionano i testi delle canzoni che scrivo ed interpreto. Questi sono i colori presenti sulla mia tavolozza che utilizzo nel disegnare i miei “quadri musicali”. Amo definirmi non cantautore, bensì cantastorie di paese, genuino, e questo credo emerga in tutti i miei testi».

    I 15 pezzi all’interno di “TU” che vogliono intensamente “parlare” e “suggerire” a chi li ascolta una riflessione, un pensiero. Già, quei pensieri della quotidianità, del vissuto che spesso riguardano tutti noi, nessuno escluso. Ed è qui che scatta la “magia”: chi è all’ascolto non può non sentirsi, se non  protagonista, almeno fortemente coinvolto da ciò che Davide Turci descrive con i suoi testi, con la sua musica. Questo dà il senso al titolo “TU” che Davide ha voluto per questa sua prima opera da cantautore. O da cantastorie, come dice lui.

     

    Registrato, mixato e masterizzato da Flatroom Recording Studio

    Radio date: 22 gennaio 2018

    Etichetta: Senza Dubbi Sas

     

    Bio

    Davide Turci nasce a Modena nel 1975 e vive a Soliera dove risiede tuttora.

    La passione per la musica lo ha accompagnato sin da giovanissimo: a 12 anni decide di avvicinarsi alla chitarra e poco dopo sente l’esigenza di condividere spazi con altri musicisti fondando la sua prima band. La curiosità che lo ha sempre contraddistinto gli ha permesso di frequentare ambienti musicali molto diversi gli uni dagli altri. Ha affiancato esperienze folkloristiche ad altre elettroniche, passando anche dal pop al rock. Nel suo percorso artistico e cantautorale ha fatto parte di diverse band, cimentandosi anche nella produzione artistica. Tempura, Fein, Quartopiano, Fattore Zeno e Namastè sono alcuni dei progetti dei quali ha fatto parte, anche come chitarrista/cantante. Ha collaborato con Delumen creando la linea musicale per l’installazione artistica dedicata a “Ferrari” per Expo 2015. Non contento di essere “solo” un cantautore, ora si occupa anche di musicoterapia. 

     

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  • Alessio Longoni, “Tiepidi autunni” è il nuovo singolo del cantautore pop

    ALESSIO LONGONI

    TIEPIDI AUTUNNI

    La ballad acustica del cantautore pop costituisce

    il primo tassello di un EP in uscita nell’aprile 2018

    Tiepidi autunni è una canzone intima e delicata, arrangiata prevalentemente con gli archi grazie alla collaborazione con il M° Charles Burgi che ha diretto magistralmente un quartetto d’archi della Scala di Milano. Il suono avvolgente e acustico sposa perfettamente il testo che parla di un momento di riflessione di una persona anziana che pensa e rivive i propri ricordi vissuti con il partner che lo ha lasciato da poco. E’ la descrizione di un amore che si spezza, non perché si sia esaurito ma perché la vita di ogni uomo ha una fine che non coincide però con l’epilogo di quello che si è vissuto e provato.

    Alessio Longoni è un cantautore che si distingue per i testi introspettivi e il sound in bilico tra la canzone d’autore nel senso più nobile del termine e le sonorità british/pop. Grande appassionato dei cantautori italiani come De Andrè, Tenco e Battiato, cerca di trovare con la propria musica l’equilibrio perfetto tra musica e parole, un’alchimia unica che non possiede regole scritte.

     

    Etichetta: Ritmica Records

     

     

    BIO

    Alessio Longoni è un cantautore cagliaritano attivo dal 2002. Dopo una serie di partecipazioni a diversi Festival in ambito nazionale, nel 2006 pubblica per Universal “Tutto sembra inutile”, canzone che viene inserita all’interno della compilation Conto Arancio Summer Hits. Successivamente si dedica alla scrittura del primo album “Cose Distanti” che viene pubblicato nel 2009 dalla Ritmica Records, edizioni Warner Chappell Italiana. Il primo estratto è “Vorrei”, un singolo dal gusto volutamente rétro che attira l’attenzione di numerose radio ed entra immediatamente nella classifica della Indie Music Like. “Vorrei” viene remixato da un’ospite d’eccezione, Luca Urbani dei Soerba, che decide di rivisitare il brano con delle nuove sonorità elettroniche. In Settembre 2010 viene pubblicato il secondo singolo “Passerà”, che viene accolto positivamente dal circuito radiofonico e viene inserito in diversi palinsesti tra cui quello di Isoradio (Radio Rai). Nel 2010 partecipa al Mei d’Autore di Faenza dove presenta in versione acustica alcuni brani di “Cose Distanti” e in Agosto 2011 è Open Act a Sestu (CA) per Massimo Zamboni (CCCP-CSI) e Angela Baraldi nel “Solo una terapia tour”. In Aprile 2013 pubblica il nuovo singolo “Meglio di così” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto nei prossimi mesi. In Luglio 2013 è tra gli 8 finalisti del Premio Bindi. Il 20 Gennaio 2014 pubblica il nuovo album “Epoca di sogno” frutto di un lavoro di 2 anni che ha coinvolto oltre venti musicisti.  A fine 2017 viene pubblicato il video di Tiepidi Autunni, una ballad acustica arrangiata interamente con gli archi grazie alla collaborazione con il M° Charles Burgi che dirige magistralmente un quartetto d’archi della Scala di Milano. Attualmente è al lavoro sul nuovo Ep che verrà pubblicato in Aprile 2018.

     

     

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  • Mirco Menna, “Il Senno del pop” è il nuovo album del cantautore bolognese

    MIRCO MENNA

    IL SENNO DEL POP

     

    Dopo una carriera già ricca di riconoscimenti (finalista al Premio Tenco, attore e autore teatrale e cinematografico, compositore di successi musicali e sigle radiofoniche), l’eclettico artista, già frontman de Il parto delle Nuvole Pesanti, propone un disco altrettanto poliedrico che traccia un viaggio variopinto fra diverse sfumature sonore ed emotive.

     

    “Il senno del Pop”, è un album di fotografie in forma di canzoni. Spaiate, indipendenti l’una dall’altra, senza consequenzialità, nemmeno stilistica. Ogni canzone è un soggetto a sé, la fotografia di un momento o di una figura o di un fatto, trattati ognuno con colori, luci, toni differenti. Tutto questo, tradotto in musica: nel suono, nelle liriche.

    Parlando delle liriche evidente è la diversità di carattere che le rende fortemente ironiche o fortemente malinconiche, appassionate ed estroverse alcune, intime e tormentate altre, di attenzione sociale altre ancora. Così come accade anche nelle composizioni, nelle soluzioni armoniche, nelle melodie. Il suono di questo album di canzoni è piuttosto variopinto. Ci sono suggestioni latine europee, latine americane, afro e accenni di nordamerica, il tutto restituito in una maniera schiettamente italiana.

    Camilla Missio e Roberto Rossi (sezione ritmica) si muovono in questo senso con grande disinvoltura. L’elemento acustico è dominante ma vi sono alcune incursioni elettriche notevoli. La chitarra di Giancarlo Bianchetti in alcuni brani, per esempio, è fondamentale. E le trombe di Maurizio Piancastelli, a volte meravigliosamente naturali a volte psichedelicamente acide.

    «Esprimendomi in prima persona e dovendo inevitabilmente parlare delle “influenze”, dirò che altri le scoveranno; io, per me, sono influenzato dagli anni passati suonando a matrimoni e sansilvestri, e poi alle feste di piazza e di osteria (ce ne sono ancora alcune) e di pub e club, e dalla pratica coi musicisti amici. Ecco, sono influenzato soprattutto dai musicisti con cui suono. Non per caso la produzione artistica di questo album siamo noi stessi, in totale indipendenza, anche di mezzi. Infatti è stato un lavoro lungo, dilatato nel tempo, che si costruiva man mano che le possibilità lo permettevano. Anche in questo senso è una specie di album di fotografie, frammenti di vita fermati durante l’arco di tre anni. Finché abbiamo deciso che queste otto canzoni (più due, ripescate da tempi ancor più antichi) erano un risultato soddisfacente, che ripagava dello sforzo compiuto per produrle, e ci siamo fermati. Sono canzoni che mi assomigliano, anagraficamente parlando. Del resto sono stato un esordiente tardivo, ero un “giovane cantautore” in odore di anzianità fin da subito». Mirco Menna

     

    TRACK BY TRACK

    1 PORTATI DA UN FULMINE

    Uno sguardo adulto rivolto a chi adulto lo sta diventando. La tenerezza, la nostalgia, la fiduciosa apprensione che provocano i ragazzi a coloro che non lo sono più.

    2 ARRIVERAI

    Canzone dell’amore vagheggiato. Il lungo tema d’introduzione è indicativo della pazienza che occorre per vagheggiare un amore compiuto.

    3 COSI’ PASSIAMO

    Canzone dell’essere transitori, come fu e sarà per chiunque, salvo credersi eterni. Il tutto, mosso in un panorama che va sonoramente in frantumi.

    4 SOLE NASCENTE

    Il sole (o Il sole nascente) è il titolo di un magnifico dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Qui si immagina che un paesano ritratto nel quadro Il quarto stato dica la sua, in una accorata lettura artistica e politica dell’esistenza.

    5 IL DESCAFFALATORE

    È un funzionario del regime consumista, un personaggio inventato per lo spettacolo Spreco di Andrea Segrè e Massimo Cirri e disegnato da Altan.

    6 ORA CHE VAI VIA

    Una milonga lenta, cantando degli abbandoni definitivi, della maledizione di quando è il momento di andarsene e non si vuole.

    7 PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

    Presupponendo che sia tardi, ma forse non ancora troppo, una canzone moderatamente ottimista. Senza speranza ma con qualche ostinata aspettativa.

    8 IL SENNO DEL POP

    In quanto titolo dell’album può risultare pubblicità ingannevole, dato che nel brano (strutturalmente anti-pop) l’autore si smarrisce cercando di capire dove stia, questo “senno del pop”

    bonus track 

    9 DA QUI A DOMANI

    Versione acustica in quartetto e dal vivo di un brano precedentemente inciso con Banda di Avola. Protagonista è il Mercato, ospite celebrato e fin troppo invasivo.

    10 CHIEDO SCUSA SE PARLO DI MARIA

    Meravigliosa canzone di Giorgio Gaber, interpretata una dozzina di anni fa e pubblicata da Il Mucchio Selvaggio, qui riproposta con tutto il cuore.

     

    Etichetta: Volume!

    Pubblicazione album: 3 novembre 2017

     

    BIO

    Mirco Menna, bolognese, classe 1963, dapprima batterista poi autore e compositore, esordisce come cantautore nel 2002 con l’album “Nebbia di idee” e per questo lavoro è premiato al MEI di Faenza come artista emergente dell’anno. L’album si fregia del plauso autografo di Paolo Conte: “…finalmente un disco saporito ed elegante”. Alla fine del 2006 esce per l’etichetta Storie di Note il secondo disco, “Ecco”, che vanta un prezioso incipit in versi firmati e detti da Fernanda Pivano. Nel 2007 inizia la collaborazione con il gruppo “Il Parto delle Nuvole Pesanti” in qualità di cantante e frontman. Questo sodalizio frutterà lo spettacolo teatrale (e dvd) “Slum”, con l’attrice Milvia Marigliano (produzione Filodrammatici di Milano e debutto al Mittelfest 2007) e nel 2008 il film “I colori dell’abbandono”, vincitore del Festival Internazionale di Cinema Ambiente e Paesaggio.

    Scrive e mette in scena nel 2008 lo spettacolo di teatro-canzone “Noi stesi. Cantata dell’emergenza quotidiana”.

    È del febbraio 2010 il debutto dello spettacolo “Spreco” (di e con Massimo Cirri e Andrea Segrè con disegni originali di Altan) di cui firma ed esegue le canzoni di scena. Il successivo lavoro discografico, “…e l’italiano ride”, con Banda di Avola, è accolto con grande favore da pubblico e critica internazionale. Ospite all’edizione 2010 del Premio Tenco, gli viene poi assegnato il Premio italiano Musica Popolare al MEI, come miglior disco dell’anno. Nel 2014 esce “Io, Domenico e tu”, riconoscimento a Domenico Modugno, segnalato per la Targa Tenco tra i cinque migliori album della categoria. Nello stesso anno pubblica il libro “118 Frammenti Apocrifi” (Ed. Zona). È del novembre 2017 il nuovo album di canzoni originali “Il senno del pop”. Ha scritto il testo della canzone “Buonanotte Rossana”, su musica di Lelio Luttazzi, per Simona Molinari. Ha scritto la sigla ufficiale del Festival Clown&Clown, cantata da Enzo Iachetti. Ha scritto e eseguito un paio di sigle per la trasmissione radiofonica Caterpillar. Nel febbraio 2017 a Genova debutta in veste di protagonista nel FAUSTUS, opera teatrale di Max Manfredi.

     

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  • ZuiN, “Oh Mio Dio” è il nuovo singolo del cantautore indie-rock

    ZUIN

    OH MIO DIO

    Arriva in radio dal 17 ottobre il brano uscito in anteprima esclusiva per LIBERA VERAMENTE VOL.7, la compilation de L’Altoparlante in free download dal sito di Rolling Stone Italia.

     

    Oh mio Dio! è l’urlo di liberazione di ZuiN, è la forza cercata nella musica per sconfiggere i “fantasmi”.

    In una Milano che tende ad ingoiarti, “Oh mio Dio!” è un’esortazione ad affidarsi ai punti saldi della vita di una persona, alla famiglia, agli amici.

    Il brano è stato inserito in LIBERA VERAMENTE VOL.7, la compilation che raccoglie i migliori singoli promossi dall’agenzia L’AltopArlante. La raccolta è scaricabile gratuitamente dal sito di Rolling Stone Italia (link).

    Radiodate: 17 ottobre 2017

    Etichetta: Volume!

     

    BIO

    ZuiN è un progetto nato nel maggio 2016 da un’idea dell’ex frontman della band indie rock Ninfeanera. ZuiN è nato con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni che parlassero in prima persona. Fin da subito per ZuiN inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi come Carroponte, Parco Tittoni Desio, Santeria Social Club come supporter di artisti punta della scena musicale indipendente italiana (Umberto Maria Giardini, Alessandro Fiori, Daniele Celona, L’orso ecc.).

    Dopo qualche mese di attività live e di intensa scrittura inizia la collaborazione artistica con Claudio Cupelli che inizierà a seguire ZuiN come produttore artistico e co-arrangiatore dei brani. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage in Santeria Social Club a Milano, un form di OFFICINE BUONE – associazione che porta musica e cucina negli ospedali di tutta Italia -, ricevendo il Premio Social per il secondo classificato assegnato dalla giuria di qualità composta da Caterina Caselli, Mara Maionchi, Alberto Salerno, Fortunato Zampaglione.

    Sempre ad aprile partecipa alla finale della prima edizione del contest per emergenti “MEMO Live” ideato dalla Direzione Artistica del locale nella persona di Antonio Vandoni e da Mescal, L’AltopArlAnte, All Music Italia, MEI. Il brano “Fantasmi” fa parte della compilation digitale che raccoglie tutti i pezzi in gara dei finalisti del concorso e che sarà prodotta dalla Mescal, e ha raggiunto la diciottesima posizione della Indie Music Like, la classifica di gradimento delle radio e new media.    

     

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  • Razza Krasta – Come Super Mario Run

    COME SUPER MARIO RUN

    Dopo solo 2 mesi dall’uscita di Fiesta Krasta a sorpresa ieri il rilascio di un nuovo brano dell’artista Razza Krasta, al secolo, Daniele Cortese. #Come Super Mario Run. Brano dalle sonorità U.S.A. ed inciso a Londra, trattai aspetti della vita comune affrontati sempre a testa alta per quello che sembra esser il lavoro più maturo di RazzaKrasta.  Dopo aver raggiunto la prima posizione in tutte le classifiche di vendita con il singolo Divertiamoci insieme a Paola&Chiara, un Ep con Chiara Iezzi e il suo primo lavoro da solista AfteRap, #Come Super Mario Run è un’ottima espressione artistica della musica cantautorale contemporanea degna di essere ascoltata.

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  • Nemmeno per Spaglio l’album del debutto discografico di Giovanni Battisti fuori 1º Aprile

    GIOVANNI BATTISTIN LP «NEMMENO PER SBAGLIO» Che musica farebbe Paolo Conte se avesse i 20 anni di oggi, e magari avesse ascoltato Punk,ska,Rock??

    Beh ,forse farebbe la musica di Giovanni Battistin, un cantautore che seppur giovane è in grado di miscelare sapientemente generi all’apparenza inconciliabili, e tutti con un comune denominatore :l’amore per il jazz e la musica. Perciò è davvero un’esperienza innovativa e singolare sentire una ballad romantica contrappuntata da inserti ska, un brano che inizia con un synth “giocattolo” evidentemente pop che però ha sapori swing anni venti, un vero e proprio caleidoscopio di colori ed emozioni. L’album di debutto “Nemmeno per sbaglio” di Giovanni Battistin si preannuncia imprevedibile, ma non è un contenitore vuoto seppur molto colorato; i testi di ogni brano denunciano inquietudini per una società sorda verso il prossimo, amori poeticamente sofferenti, talvolta ironia graffiante, il tutto guidato da una sensibilità ingenua come solo il cuore di un ventenne può esserlo ,ma profonda ed unica come una anima d’artista vero.

    Uscirà il 1º Aprile (e non è uno scherzo) in tutti i digital stores ed in CD fisico su Amazon.com e su www.aphroditerecordslabel.com l’innovativo LP di debutto di Giovanni Battistin, prodotto al Pinkroomstudio di Padova grazie ad AphroditeRecords Label, anticipato dal video del primo singolo estratto “Ti prego” che vi stupirà per tematiche e riferimenti alla pop-cultura e alla letteratura colta.

    Biografia:

    L’approccio di Giovanni Battistin con la musica è stato inizialmente travagliato. Gli studi di pianoforte durante l’infanzia non lo entusiasmarono, tanto che dopo 4 anni di lezioni decise di mettere da parte la musica lasciando nel dimenticatoio il poco che aveva imparato, con la certezza che con lei non avrebbe più avuto nulla da spartire. La conversione arriva solo qualche anno più tardi quando comincia lo studio del violino: parallelamente agli studi classici affianca un interesse massiccio per la musica moderna imparando da autodidatta a suonare la chitarra e riprendendo tra le mani il pianoforte, strumento che lo aveva allontanato dalla musica. Qui incomincia le prime esperienze in complessi e formazioni più o meno stabili sfruttando la sua affinità ai diversi strumenti. Dopo una breve parentesi di studio del fagotto presso il conservatorio di Vicenza della durata di 2 anni si rende conto che il mondo della musica classica non fa per lui e decide di abbandonare gli studi per dedicarsi interamente alla musica moderna. Dopo altre esperienze collezionate in vari complessi decide di intraprendere un percorso da solista. La sua anima di cantautore viene affiancata quindi allo studio del jazz al conservatorio di Rovigo: intraprende una nuova fase sperimentale della sua musica cercando di creare il giusto mix tra una struttura pop, un sentimento folk e un colore armonico jazz, il tutto molto libero da vincoli ed aperto alle più varie contaminazioni che puntano a distinguere i singoli brani anche grazie ad una ricerca degli arrangiamenti. A metà del 2015 viene per caso scoperto da Andrea Duranti, produttore di Aphrodite Records Label, che lo sta accompagnando nella produzione di quello che sarà il suo primo album: “Nemmeno Per Sbaglio”. in studio per la registrazione del disco hanno collaborato: Leonardo Negrello e Michele Tedesco, relativamente bassista e batterista, i quali faranno parte della formazione live insieme ad Enrico Muscardin (chitarre) e Andrea Gomiero (tastiere); tutto questo senza escludere live acustici ai quali Giovanni è rimasto affezionato da alcuni precedenti progetti.

    info:Aphrodite Records Label