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  • BlackRock donne italiane ottimiste sul futuro finanziario

    Il 37% delle donne italiane si dimostra ottimista sul futuro finanziario, superando le spagnole (34%), le francesi (28%) ma meno rispetto alla media europea (43%). In merito alla capacità di prendere decisioni nel medio lungo termine le italiane rappresentano il 33% verso il 41% della media europea mentre sulla propensione a decisioni di lungo termine, le italiane seguono la Francia (53%) con il 52% e a fronte di una media europea del 51%. Sono alcune delle evidenze dell’“Investor Pulse 2016” di BlackRock, ricerca che indaga le abitudini di risparmio ed investimento degli Italiani

    Black Rock donne italiane

    Le preoccupazioni. Tra le principali vanno segnalate: l’andamento economico del paese (53% rispetto ad una media europea del 42%), le politiche fiscali e l’elevato costo della vita (51%). Spicca inoltre rispetto agli altri paesi esaminati, l’apprensione per la forte incidenza della volatilità dei mercati (16% rispetto al 10% della media europea).

    Le priorità finanziarie. Su questo tema le donne italiane non si discostano dalle europee in merito al risparmio in generale e al risparmio/investimento per la pensione, che in media si attesta intorno al 32%, mentre si distinguono per l’educazione dei figli, dove occupano il secondo posto con il 27%, dopo le spagnole al 32%, e rispetto ad una media europea del 19%. L’Italia è anche il paese che mostra, sempre con la Spagna, una significativa propensione alla cura degli anziani (7% verso 5% di media europea).

    Come si risparmia e si investe. Per quanto concerne la capacità di detenere sia risparmi sia investimenti, l’Italia insieme alla Svezia mostra una maggiore propensione della media europea (35%), rispettivamente con il 38% e il 58%.Le donne italiane si collocano invece ai vertici della classifica, distanziando la media europea di ben 16 punti percentuali (45% verso 29%), nell’esprimere interesse nella gestione dei loro investimenti. E sono sempre le italiane ad occupare il vertice della classifica europea per quanto riguarda la diversificazione del portafoglio, seppure il cash detenuto superi il 50%, laddove la media europea è pari al 70%, con punte massime nei Paesi Bassi (89%), seguiti da Belgio (77%) e Regno Unito (73%).

    Il cash in portafoglio. Le italiane si collocano in una buona posizione, alle spalle delle spagnole, anche per ciò che riguarda il cash realmente detenuto rispetto a quello che idealmente sarebbe opportuno allocare. Infatti alla domanda “Qual è la percentuale ideale sul totale dei risparmi/investimenti che dovrebbe essere detenuta in cash?”, le italiane hanno risposto indicando un valore del 32%, che confrontato con quello realmente detenuto evidenzia una discrepanza di 21 punti, inferiore alla media europea (29 punti) e superata solo dalla Spagna con 19 punti.

    La consulenza finanziaria. Se solo il 26% delle donne europee intervistate dichiara di aver condotto una revisione annuale del proprio patrimonio finanziario negli ultimi 12 mesi, le tedesche e le italiane appaiono più attente a questo aspetto, rispettivamente con il 35% e il 31%. Viceversa il 29% del totale delle intervistate italiane ha dichiarato di non aver avuto motivo per effettuare tale revisione. Italiane e spagnole si avvalgono frequentemente di un professionista finanziario per la gestione degli investimenti, risultando le europee che maggiormente usufruiscono di tali servizi (25% rispetto alla media europea del 19%). Per quanto riguarda le fonti di informazione in questo ambito, a livello europeo il principale interlocutore rimane la banca (42%), seguito da internet e famiglia ed amici (32%), valori ai quali le italiane sono mediamente allineate. Spicca invece una propensione da parte delle nostre connazionali nella raccolta di suggerimenti e consulenze presso le assicurazioni (13% verso 7% media europea).

    L’investimento per la pensione. Se si guarda infine al tema delicato delle pensioni, le donne italiane accompagnate dalle spagnole si classificano ultime in Europa per quanto riguarda il risparmio destinato alla pensione (rispettivamente 40% e 43%), mentre le punte massime sono toccate da Svezia e Germania (69% e 68%). Conseguentemente, il 42% delle italiane non ripone fiducia nel raggiungere un reddito congruo per il periodo della pensione (la media europea è invece pari al 28%), con Spagna e Paesi Bassi che si attestano al 22%, seguiti dalla Germania al 21%. Tra le motivazioni c’è una scarsa comprensione su quanto destinare alla pensione e poca chiarezza sulla definizione dei piani pensionistici.

    FONTE: Il Sole24Ore

  • Black Rock Italia, le donne italiane ottimiste sul proprio futuro finanziario

    Le donne italiane sono quelle che si avvalgono maggiormente dei consulenti finanziari rispetto alle investitrici europei. A confermarlo è la quarta edizione dell’”Investor Pulse” di BlackRock che ha indagato le abitudini di risparmio ed investimento degli italiani, con un focus dedicato alle donne.

    BlackRock Italia Black Rock le donne italiane vi adorano

    Le donne italiane, in particolare, hanno dimostrato di essere più attente (31%) alla revisione del portafoglio rispetto alle cugine europee (26%). Italiane e spagnole sono anche le due nazionalità di donne che si avvalgono frequentemente di un professionista finanziario per la gestione degli investimenti, risultando le europee che maggiormente usufruiscono di tali servizi (25% rispetto alla media europea del 19%).

    Dall’indagine emerge che rispetto alla media europea del 43%, il 37% delle donne italiane è ottimista sul proprio futuro finanziario. Il 33% ritiene di essere in grado di prendere decisioni nel medio lungo termine e in materia di investimenti a lungo termine, le italiane seguono la Francia rispettivamente con il 52% ed il 53% rispetto ad una media europea del 51%.

    Ma quali sono le principali preoccupazioni finanziarie delle italiane?

    Dallo studio si evidenzia: l’andamento economico del paese (53% rispetto ad una media europea del 42%), le politiche fiscali e l’elevato costo della vita (51%). Ma anche la volatilità dei mercati (16% rispetto al 10% della media europea).

    Per quanto concerne la capacità di detenere sia risparmi sia investimenti, l’Italia insieme alla Svezia mostra una maggiore propensione della media europea (35%), rispettivamente con il 38% e il 58%. Le donne italiane si collocano invece ai vertici della classifica, distanziando la media europea di ben 16 punti percentuali (45% verso 29%), nell’esprimere interesse nella gestione dei loro investimenti. E sono sempre le italiane ad occupare il vertice della classifica europea per quanto riguarda la diversificazione del portafoglio, seppure il cash detenuto superi il 50%, laddove la media europea è pari al 70%, con punte massime nei Paesi Bassi (89%), seguiti da Belgio (77%) e Regno Unito (73%).

    E’ un tema delicato e caldo resta quello della previdenza. Le donne italiane si classificano ultime in Europa per quanto riguarda il risparmio destinato alla pensione (40%), e circa il 42% delle italiane non ripone fiducia nel raggiungere un reddito congruo per il periodo della pensione (la media europea è invece pari al 28%). A motivare queste risposte vi è l’incertezza e la scarsa comprensione su quanto destinare alla pensione e poca chiarezza sulla definizione dei piani pensionistici.

    FONTE: Advisoronline.it

  • Black Rock Italia: in Europa punta su asset da riqualificare

    Focus su un’Europa a bassa crescita e nel settore value added. Per estrarre valore da asset immobiliari da riqualificare. È la strategia del colosso americano Blackrock nel segmento real estate, nel quale vanta un portafoglio europeo da sette miliardi di dollari. Con una predilezione per il Nord del Vecchio continente, anche se con un occhio sull’Italia.

    Black Rock Headquarter_480

    Secondo i bene informati, nel nostro Paese il gruppo sta guardando svariati asset in cerca dell’occasione giusta per fare l’ingresso nel mercato immobiliare, con un focus particolare su Milano. Sarà la paura che si è diffusa in Gran Bretagna, dove la scorsa settimana sono stati sospesi fondi immobiliari – da Stabdard Life ad Aviva passando per M&G ed Henderson – per un controvalore di 14,8 miliardi di sterline, a fare cambiare la strategia al colosso Usa? Per adesso la società non commenta.

    «Il real estate sta assumendo sempre più importanza nei portafogli degli investitori – dice a Casa24Plus Tom Lee, a capo del real estate Emea del gruppo –. In un contesto di tassi molto bassi come quello che stiamo vivendo è estremamente difficile trovare un rendimento interessante. I portafogli storici focalizzati su azionario e obbligazionario devono fare i conti con ritorni poco allettanti. Tutte le classi di investimento alternative, invece, stanno diventando sempre più importanti. E il real estate è una di queste». Un fenomeno globale, come tiene a sottolineare Lee.

    Quale strategia Blackrock ha adottato quindi nei diversi Paesi europei? «In Europa abbiamo contesto di bassa crescita e bassi tassi di interesse, ma gli investitori cercano ancora rendimenti interessanti – dice ancora Lee –. Ci troviamo di fronte anche a una forte scarsità di progetti di sviluppo immobiliare, a eccezione di Londra. Ci stiamo quindi focalizzando su asset da riqualificare e riposizionare sul mercato e che richiedono di applicare una gestione attiva». I trophy asset a basso rendimento non fanno al caso del colosso Usa.

    In generale Blackrock predilige i Paesi nei quali ha scelto di avere una posizione locale, come nel Regno Unito, in Germania, Francia Paesi nordici quali la Danimarca. «In Italia, dove siamo molto attivi, stiamo ancora cercando asset adeguati alla nostra strategia, ma siamo molto selettivi – spiega ancora l’intervistato –. Guardiamo soprattutto città dove siano presenti driver economici e immobiliari. Pensiamo quindi in primis a Milano, città sulla quale puntiamo pur non avendo ancora un team in loco. Mi spiace dirlo ma l’Italia non è il nostro focus principale. Preferiamo puntare su mercati più liquidi e trasparenti».
    Blackrock valuta singole occasioni e città per città, non basa la propria strategia su confronti tra Paesi. «Per noi si tratta – dice ancora Lee – di trovare l’opportunità giusta per poi sviluppare valore».

    Sul fronte del portafoglio, la fetta più consistente a livello europeo è nel Regno Unito – dove non è ancora deciso come cambierà la strategia dopo Brexit – ma la scelta ora si dirige soprattutto su segmenti di investimento di nicchia che abbiano grandi opportunità di sviluppo come quello degli alloggi per studenti. In questo contesto scegliamo accuratamente la location. «Si tratta di un trend in crescita, anche per via della domanda in arrivo da un continente in fermento come quello asiatico. Il settore offre rendimenti decisamente più elevati del residenziale». Altro settore in cui il gruppo è presente è quello delle cliniche private (health care), ma interessante è anche il segmento delle residenze per anziani («nel quale va però risolto il nodo della gestione»). Uffici e retail restano asset class molto importanti, ma cresce l’importanza di industriale e logistica in relazione agli sviluppi dell’e-commerce: «Un trend che richiede un importante lavoro su magazzini e punti di consegna», conclude Lee.

    Intanto il gruppo ha messo a segno una delle vendite più consistenti dell’anno, cedendo a Qatar Investment Authority una torre di uffici a Singapore per 2,5 miliardi di dollari. Anche a Londra Blackrock ha venduto alcuni asset nel segmento uffici, in un panorama di contrazione delle operazioni che ha caratterizzato il Paese pre-Brexit e che potrebbe diventare la norma nel corso dei prossimi mesi vista l’incertezza che aleggia sul futuro del Regno Unito al di fuori dell’Unione europea.

    FONTE: Il Sole 24Ore

  • BlackRock: gli italiani sono investitori ancora troppo “liquidi” e troppo affezionati alle obbligazioni.

    Secondo un’indagine di BlackRock, ‘Global investor pulse’, sono i Millenials, le generazioni nate tra l’’80 e il 2000, a riservare più sorprese: hanno una maggiore propensione al rischio e investono in strumenti alternativi.

    BlackRock Italia Luca Giorgi_480

    Sempre molto liquidi nel loro portafoglio, affezionati alle obbligazioni, gli italiani si scoprono oggi un po’ più fiduciosi del 2014 su un ritorno dei loro investimenti ma fanno ancora fatica a trovare le soluzioni migliori per i loro risparmi. Anche quest’anno il colosso dell’asset management BlackRock, ci consegna una ricerca che analizza il comportamento degli investitori con qualche sorpresa.

    Luca Giorgi Direttore Commerciale BlackRock Italia e Grecia: “Dalla ricerca emerge chiaramente che il profilo dell’italiano medio, è un profilo molto conservativo. Alla domanda qual è la percentuale di liquidità che detiene i portafogli, arriviamo ad un numero intorno al 50%. Sicuramente è un numero importante, l’italiano si rende conto che in realtà forse è anche troppo. In realtà quando chiediamo quale secondo te dovrebbe essere questo numero, in realtà è un numero intorno al 30%, quindi capisce che comunque sta investendo troppo in liquidità, ma è anche vero che ha poche soluzioni. Infatti se guardiamo la seconda categoria del portafoglio medio degli italiani, la categoria degli obbligazionari”.

    I cari vecchi buoni del tesoro, certo molto affidabili ma ormai poco redditizi con i tassi a zero. Chi ne farà minor uso potrebbero essere proprio i millenials, i nati tra l’80 e il 2000 che sembrano più propensi al rischio dei loro genitori.

    “… poi ai millenials piace la tecnologia, piace soprattutto il modo in cui viene fatto uso della tecnologia per gestire i portafogli, quindi si sentono vicino a questa categoria e investono in questi strumenti. E’ anche vero che i millenials hanno anche una componente importante di liquidità sono oltre del 60%, quindi in realtà sono anche una categoria che si indebita, sono anche una categoria che ha perso il possesso delle cose, verso più il sharing, quindi non vanno a comprare ma spesso vanno a condividere da macchine a borse… è una categoria particolare che però a livello di risparmio gestito, rischia con strumenti alternativi e una componete di liquidità molto importante nel portafoglio”.

    La vera emergenza per le nuove generazioni è sicuramente la pensione.

    “L’età giusta per iniziare ad investire per la pensione è 29 anni, quindi direi proprio nel mezzo deimillenials. Chiedendo loro se hanno iniziato ad investire per la pensione, pochissimi hanno risposto in modo affermativo. Quindi per cominciare dovrebbero iniziare ad investire con un’ottica di lungo periodo, visto che comunque hanno una componente importante di liquidità. Dovrebbero cominciare ad investire nel lungo periodo in asset class più rischiose, nell’azionario che tipicamente nel lungo periodo è l’asset class che genera più ritorni”.

    FONTE: Adnkronos

  • BlackRock Viganò Brexit, la vera sfida sono i tassi zero

    Parla Andrea Viganò, alla guida delle attività italiane dell’Istituto finanziario.
    La scomparsa dei rendimenti è il nodo cruciale. Gli italiani sono più consapevoli, ma in pochi hanno una strategia. Ecco lo stato d’animo di 31 mia investitori, 2mila italiani

    Blackrock Andrea Viganò

    Oggi sembra difficile, ma di Brexit ci dimenticheremo abbastanza in fretta. «Molto più importante, se si vogliono far valutazioni di lunga gittata, è l’effetto sulle nostre vite dei tassi di interesse a zero»: Andrea Viganò, che guida le attività di BlackRock in Italia, ne è sicuro. E per il gigante mondiale del risparmio gestito (quasi 5 mila miliardi di asset) pensare in lungo e provare a fare i conti in tasca al futuro è il cuore del mestiere, visto che due terzi dei clienti della casa ha obiettivi pensionistici.

    Il cambiamento

    «Qualche anno fa si potevano investire i risparmi al 7% senza rischiare più di tanto. Oggi sappiamo che vivremo più a lungo e che, in compenso, impiegare il denaro a rischio basso rende meno dell’1%», prosegue Viganò. Questi numeri ci dicono che per raggiungere gli stessi risultati bisogna o rischiare di più o risparmiare molto di più. Una bella sfida che cambia parecchio le carte in tavola della previdenza pubblica e privata e che interpella tutti. Anche se sono i ragazzi quelli a cui toccherà il conto più difficile con la sparizione (quasi) generalizzata dei rendimenti. «Un paradigma che vale in tutto il mondo — spiega ViganòBlackRock da tempo studia e compara esigenze e atteggiamenti finanziari delle famiglie in diversi Paesi». E l’Italia com’è? «Il nostro Paese da sempre è ai primi posti nella gara del risparmio: il nostro stock di risorse accantonate per il futuro è da record nonostante la crisi». Ultimamente, continua Viganò, anche la consapevolezza sul gap tra ultimo reddito e pensione pubblica è aumentata molto. A questa maggior coscienza, però, spesso non corrisponde una strategia pratica di pianificazione utile per vincere la guerra dei tassi bassi, che potrebbe durare ancora a lungo. Ma senza soldi — e questo vale per i più giovani e anche per chi ha dovuto fare dei conti con la crisi — è difficile mettere in piedi delle strategie diverse dall’arrivo a fine mese.

    I dati

    In ogni modo si va avanti. E la quarta edizione del Global investor Pulse, presentata da BlackRockla settimana scorsa a Milano, fotografa lo stato d’animo e le idee di 31 mila investitori nel mondo. Di questi circa 2 mila sono italiani, con età comprese tra i 25 e i 74 anni. Come si sentono? Hanno più fiducia sui mercati — anche se in questo momento la Brexit li ha messi sul chi va là —, un alto tasso di liquidità e una propensione ad investire in obbligazioni sempre superiore alla media europea. Più in generale il campione mostra un leggero incremento della fiducia sul futuro delle borse: si dichiara infatti più ottimista il 42% del campione contro il 40% di un anno fa. La principale incognita resta quella legata, appunto, alle pensioni, con l’Italia che rimane fanalino di coda in Europa in merito alla costruzione di un progetto di reddito integrativo: meno della metà dei nostri connazionali (47%) ha iniziato infatti a risparmiare in modo mirato per colmare il divario che la rendita pubblica sempre meno ricca lascerà rispetto all’ultima busta paga, contro una media europea del 59%, con punte del 69% in Germania.

    Difficoltà e problemi

    Ma il problema è ben chiaro a molti: solo il 23% è convinto di poter contare su una pensione «classica» sufficiente a fare fronte ai bisogni futuri. Chi si sente sicuro nel prendere decisioni di risparmio (39%) è meno numeroso di un anno fa (48%), ma le abitudini consolidate sono difficili da abbandonare: la liquidità occupa quasi la metà del portafoglio (49%), anche se molti sanno che sarebbe meglio averne non più del 30%. E ancora: sul fronte obbligazionario gli italiani hanno capito che i governativi non garantiscono più un rendimento, ma il peso dei bond resta il più alto d’Europa (13%). BlackRock però segnala attitudini diverse tra i giovani nati dopo gli anni Ottanta, attratti dagli investimenti alternativi, in particolare in tecnologia. Il fatto che per avere di più occorre rischiare di più, insomma, non è un traguardo raggiunto (perché appunto, esistono delle oggettive difficoltà economiche con cui molti devono fare i conti) ma una serie di informazioni che entrano pian piano nel bagaglio delle famiglie. In particolare la ricerca ha individuato un gruppo di super investitori (8%). «Super» è l’acronimo delle competenze che li rendono più informati e quindi meno spaventati. Sono quelli che diversificano le tipologie di investimento, pianificano, programmano, si affidano a consulenti e cercano attivamente di inseguire un rendimento nell’era dei tassi zero.

    FONTE: Corriere Della Sera

  • BlackRock Italia: post-Brexit, il paracadute della Bce è in azione

    «Il forte choc del 24 giugno ha penalizzato le obbligazioni dei Paesi della periferia dell’Europa che è percepita come più fragile – racconta Bruno Rovelli, capo investimenti di BlackRock Italia -. Non vediamo però grandi rischi, tant’è che il movimento di ieri è stato marginale. Segno che il paracadute della Bce è in azione, ha funzionato e continuerà a restare aperto». In ogni caso, va ricordato che l’evento di ieri innesca un processo molto lungo che richiederà due anni per un’effettiva exit. «È un tempo eccezionalmente lungo sul quale non è il caso di andare a prendere decisioni di investimento affrettate» dice Rovelli.  

    Black Rock Brexit Rovelli

    Gli operatori con più esperienza sulle spalle raccontano che ieri è stata una di quelle giornate di Borsa in cui ci sono stati passaggi di ricchezza e distruzioni di capitali. Il venerdì nero post-Brexit, una delle peggiori sedute di tutti i tempi, ha visto Milano inabissarsi di un disastroso -12,4%. Le prospettive sono incerte. Che cosa succederà adesso ai soldi delle famiglie? Con la Brexit sono in pericolo? Molti piccoli risparmiatori italiani hanno in portafoglio titoli di Stato, come i Btp, e temono una nuova crisi dello spread.

    «Il forte choc del 24 giugno ha penalizzato le obbligazioni dei Paesi della periferia dell’Europa che è percepita come più fragile – racconta Bruno Rovelli, capo investimenti di BlackRock Italia -. Non vediamo però grandi rischi, tant’è che il movimento di ieri è stato marginale. Segno che il paracadute della Bce è in azione, ha funzionato e continuerà a restare aperto». In ogni caso, va ricordato che l’evento di ieri innesca un processo molto lungo che richiederà due anni per un’effettiva exit. «È un tempo eccezionalmente lungo sul quale non è il caso di andare a prendere decisioni di investimento affrettate» dice Rovelli.

    La storia insegna che i crac sui mercati si ripetono. Poi però ritorna la compostezza. «E’ probabile che il momento di choc duri ancora del tempo ma prevarrà la stabilizzazione» dice Rovelli.

    Chi ha fondi di investimento o azioni in forte rosso cosa deve fare? Gli esperti ripetono che questo è il momento peggiore per vendere. Meglio evitare reazioni emotive che fanno grandi danni. I conti deposito e quelli in banca sono al sicuro? I rischi a loro associati non sono cambiati in poche ore.

    L’addio di Londra non ha effetti così immediati e profondi su questi strumenti. A rischio sono soprattutto gli asset percepiti come più pericolosi, azioni in testa. E, infatti, ieri hanno pagato il conto più salato. Cosa rischia l’economia reale? Ci sarà una recessione e verranno cancellati posti di lavoro? «Una recessione in Gran Bretagna è possibile – afferma Rovelli -. Nell’eurozona la ritengo molto improbabile e quindi un freno globale è molto difficile. Avremo un’economia che rallenta ma non così tanto».

    Se nel fine settimana ci sarà una larga vittoria delle forze anti Europa le Borse crolleranno di nuovo. Come è fatto oggi un portafoglio inattaccabile? «Ha una forte prevalenza di cash con conti deposito e liquidità ma non esclusivamente in euro – dice Fabrizio Quirighetti, capo investimenti di Banca Syz -. Occorre però dare un piccolo spazio anche a oro e franchi svizzeri. Proteggeranno da altre tensioni sull’Europa».

    Da evitare secondo l’esperto, le azioni delle banche che patiranno eventuali altri tagli dei tassi. «La Bce potrebbe decidere politiche monetarie ancora più accomodanti» dice Quirighetti.

    FONTE: La Stampa

  • Black Rock Italia, Krautzberger vincitore dell’European Fund Manager Awards 2016

    Michael Krautzberger (gestore del fondo BGF Euro Bond di BlackRock) è stato proclamato vincitore della settima edizione dell’European Fund Manager Of The Year Awards di Morningstar come migliore Gestore dell’anno Obbligazionario Europeo: gli altri due vincitori, sono stati Alexei Jourovski e il suo team (come miglior fondo Azionario Europa per il fondo Uni-Global – Equities Europe), e Christopher Hart (miglior gestore Equity Globale con il fondo Robeco BP Global Premium Equities).

    Black Rock Michael Krautzberger

    Il riconoscimento, assegnato dal team di analisti sui fondi di Morningstar tra i 1.400 fondi che ottengono l’Analyst Rating (giudizio basato sulla valutazione di cinque pilastri: persone, processi, società, performance e costi), viene assegnato ai gestori che dimostrano di aver talento, capacità di produrre risultati continuativi e di allineare i loro interessi con quelli degli investitori nel lungo periodo.

    In particolare, Michael Krautzberger è entrato a inizio 2005 in BlackRock e dall’ottobre di quell’anno gestisce il comparto BGF Euro Bond Fund che vanta un rating Morningstar «Gold». Krautzberger, che dirige il team sul reddito fisso composto da 13 persone, compresi nove manager, che adottano un approccio collettivo, si è distinto nel sostenere e sviluppare un approccio d’investimento basato sulla implementazione di un portafoglio diversificato in termini di rischio e nel produrre extra rendimenti tramite strategie «relative value», capaci cioè di estrarre valore dal differenziale tra i diversi segmenti del mercato obbligazionario: dai titoli governativi alle cartolarizzazioni, dagli inflation-linked bond alle valute, dalle scelte di duration al posizionamento sulla curva dei rendimenti.

    La qualità delle idee di investimento e l’elevato standing qualitativo nell’implementarle nel portafoglio del fondo hanno consentito a Krautzberger di registrare performance superiori sia alla categoria che al benchmark durante la sua gestione. E proprio sulla base del successo di Krautzberger nella gestione «relative value» nel mondo obbligazionario, BlackRock ha deciso di puntare per ampliare la sua offerta con il lancio del nuovo comparto BSF European Select Strattegies Fund. Gestito da Michael Krautzberger, il fondo si avvale dei migliori talenti di BlackRock dei team obbligazionario e azionario Europa, quest’ultimo guidato da Nigel Bolton, per creare un portafoglio diversificato di elevata qualità, in grado di ottenere rendimenti più interessanti.

    Il comparto investe tipicamente il 75% in obbligazioni ed il 25% in azioni con quest’ultima componente che può arrivare a rappresentare anche il 35% del portafoglio. La strategia di gestione è sempre quella «relative value», ma questa volta applicata a tutta la struttura del capitale societario, ovvero per ogni singola azienda il team di gestione decide se conviene di più investire in azioni oppure obbligazioni in base al valore potenziale insito nei diversi strumenti finanziari emessi dalla stessa società.

    FONTE: Financia Lounge

  • BlackRock i fondi istituzionali a caccia di rendimenti alternativi

    Meno Borsa, più economia, i fondi istituzionali a caccia di rendimenti alternativi. Black Rock, il maggiore money manager del mondo, ha registrato i pareri di 174 chief financial officer dei principali gruppi dai quali emerge una forte volontà di dirottare risorse verso private equity e dintorni.

    Black Rock, il parere dei principali Chief Financial Officer

    Venture capital e private equity sono il braccio alternativo del credito. Presto potrebbero diventare gli intermediari chiave nella ricerca di nuovi asset da parte dei grandi fondi istituzionali. Fondi pensione, grandi gruppi assicurativi, società di gestione del risparmio: è partita la caccia al rendimento e molte risorse un tempo allocate sulle Borse e sul reddito fisso, ora cercano nuove ancore a cui affidare la stabilità e redditività dei soldi loro affidati.

    «Per la prima volta i fondi istituzionali manifestano la forte volontà di rivedere la loro allocazione sia sull’obbligazionario che sull’azionario», racconta Alberto Salato, responsabile business istituzionale di BlackRock Italia, il più grande money manager del mondo.

    Ogni anno Blackrock effettua un’indagine per capire gli orientamenti dei principali investitori. Il 2016 Global Institutional Rebalancing, appena pubblicato, ha passato al setaccio 174 fondi che gestiscono l’equivalente di 6.600 miliardi di dollari, circa tre volte il Pil italiano. Si chiama Rebalancing perché si rivolge a operatori che hanno già asset investiti e devono decidere gli scostamenti sulla base delle aspettative. Un’analisi che indica trend sia di medio che di lungo periodo, considerato che gli istituzionali lavorano di tattica, per gli aggiustamenti a breve, ma nell’ambito di una visione strategica a lunga gettata.

    «L’orientamento dei Cfo, chief financial officer, è abbastanza unanime – racconta Salato- stanno valutando con maggior favore strategie attive che sappiano cogliere il fattore alfa anche nelle nicchie». Il coefficiente alfa esprime l’attitudine di un titolo a variare indipendentemente dal mercato. C’è voglia di “decorrelarsi” di sganciarsi dalle Borse. Una voglia di investimenti alternativi. In passato si parlava di immobili, di hedge fund. Oggi lo sguardo si sta allargando verso nuove aree. «Emerge una grande attenzione verso asset illiquidi – racconta Salato – in particolare aumenteranno sensibilmente la componente investita in private equity, credito reale e più in generale in cosiddetti real asset». In Europa ancora oggi l’80% dei prestiti alle imprese passa attraverso il circuito bancario, secondo recenti elaborazioni di Blackrock su dati Bce, Fed e Deutsche Bank Research. Un rapporto praticamente opposto a quello registrato negli States.

    FONTE: Repubblica.it

  • Black Rock, Viganò “Non più solo Borsa e Btp”

    Viganò, Black Rock: «Non più solo Borsa e Btp. Guardiamo a crediti incagliati, infrastrutture, mattone». Già puntati 50 miliardi su titoli tricolori. Il numero uno del risparmio mondiale ha nei suoi portafogli il 4% di Piazza Affari.

    BlackRock, Vogliamo investire sull'economia reale dell'Italia

    «Per aver successo in Europa, un grande asset manager mondiale deve andar bene in Italia». Andrea Viganò, country manager di BlackRock per il nostro mercato, potrebbe far sentire meglio chi soffre di eccessivi complessi di inferiorità tricolore, visto che i numeri di chi parla sono i più grandi del mondo, se si considera il settore del risparmio gestito: il gruppo guidato da Larry Fink ha clienti in oltre cento Paesi e gestisce 4.600 miliardi di dollari. Una cifra che contiene quattro volte il Pil dell’Italia e che vale poco più delle attività finanziarie delle famiglie che ci abitano.

    Quanto vale invece l’impegno italiano di BlacRock? «Siamo arrivati a gestire 72 miliardi di dollari, tra fondi comuni, Etf e mandati, che rappresentano quote più o meno paritetiche di questa cifra. Ma per noi il Belpaese è stato negli ultimi anni anche una meta importante di investimento, non solo un proficuo mercato di raccolta». Oggi, spiega, siamo azionisti di diverse tra le maggiori blue chip italiane per 20 miliardi di dollari (il 4% circa della capitalizzazione del listino italiano), altri 20 sono investiti in corporate bond di aziende tricolori e 10 in titoli di Stato.

    Un interesse coltivato da tempo, «da quando è stato chiaro che era in cantiere un piano per uscire dalla crisi del debito pubblico». A quel punto — dice Viganò — abbiamo messo i Btp nei portafogli dei nostri clienti globali, che hanno potuto guadagnare, come hanno fatto tante famiglie italiane, grazie alla discesa dello spread. Poi è venuta l’ora dell’impegno in Piazza Affari e nelle aziende dove — sottolinea il manager — investiamo inseguendo rendimenti per i nostri clienti. «Non ci interessa mettere uomini nei consigli di amministrazione: due terzi del denaro che ci viene affidato è investito a scopo previdenziale». Ora potrebbe essere arrivato il tempo di una terza fase, dice Viganò. Quella di un investimento nell’economia reale dell’Italia, nelle infrastrutture nel real estate e anche nei non performing loan (i crediti incagliati) delle banche. «Se si aprissero possibilità, si presentassero piani chiari, norme adeguate e strumenti condivisi a livello nazionale ed europeo — dice Viganò — BlackRock è sicuramente interessata».
    L’investimento di lungo periodo in asset illiquidi è del resto la nuova frontiera già aperta dai regolatori comunitari anche per i portafogli delle famiglie che possano permettersi una diversificazione in questi campi nuovi e rischiosi.

    Perché l’Italia è la Terra promessa dei fondi globali? Negli ultimi cinque anni ha catalizzato flussi di investimento in fondi internazionali pari a 133 miliardi di dollari. Un numero enorme, che fa del nostro Paese — che oggi vanta 250 miliardi di dollari di asset investiti in mutual fund non italiani oltre a 40 di Etf (i fondi passivi quotati anche in Piazza Affari) — il mercato più grande d’Europa dal punto di vista dell’architettura aperta. Vale a dire dell’inclusione nelle proposte di una determinata casa di prodotti confezionati da fabbriche terze internazionali.

    L’utilizzo più massiccio di fondi stranieri — dice Viganò — viene fatto da promotori tricolori (90 miliardi di dollari sui 400 dei loro asset complessivi) e private banking, ma anche le banche retail ne utilizzano una piccola quota (circa il 4,5%) per le loro soluzioni di investimento. «Ma siamo convinti che ci siano ancora grandi spazi di crescita — dice Viganò —. Perché anche se i numeri italiani sono da record, gli investitori hanno ancora portafogli pieni di liquidità e, in parte, di titoli di Stato». La crisi del debito e la discesa dello spread hanno riproposto alle famiglie italiane e a chiunque si è preso il rischio di credere nell’Italia lo schema del guadagno «facile» con il reddito fisso, tra cedole e conto capitale. «Ora però è davvero finita — dice Viganò —. Per tutti gli investitori europei, istituzionali e non, è l’ora di fare i conti con rendimenti sempre più bassi. E poi verrà un’altra stagione complicata, quella del rialzo dei tassi». Puntare sulla diversificazione in Borsa e su altre combinazioni di asset gestiti in modo professionale è una delle soluzioni.

    FONTE: Corriere.it

  • BlackRock / Larry Fink: occorre abbandonare la cultura del breve termine

    BlackRock, la più grande società di investimento nel mondo che gestisce un patrimonio totale di 4.600 miliardi di dollari, chiede alle tante grandi aziende di cui è azionista di adottare un approccio diverso. «Ciò di cui hanno veramente bisogno gli investitori e le altre parti interessate – scrive Larry Fink – è una prospettiva sul futuro»

    Larry Fink BlackRock Pensate meno al breve termine

    Per gli amministratori delegati e le aziende quotate che essi guidano, è tempo di un radicale cambio di approccio: devono abbandonare la cultura del breve termine che troppo spesso domina le loro scelte, «l’isteria degli utili trimestrali», e concentrarsi molto di più sulla strategia di crescita nel lungo periodo. Ma in modo ancora più urgente, i manager e i consigli di amministrazione dovrebbero cambiare un aspetto specifico di questa cultura: l’eccesso di dividendi azionari in proporzione agli investimenti e, soprattutto negli Stati Uniti, un netto colpo di freno all’uso della cassa aziendale per il riacquisto di azioni.

    È un programma ambizioso, ma articolato da quella che forse è la personalità del settore privato più autorevole e influente sui mercati finanziari oggi: Larry Fink, presidente e amministratore delegato di BlackRock. Con 4.600 miliardi di dollari in gestione dalla clientela e 135 squadre di investitori in tutto il mondo, BlackRock è da tempo il più grande protagonista sui mercati globali. In molti Paesi, fra i quali l’Italia, è il primo fra i primissimi azionisti delle aziende quotate sui listini principali. Non c’è quasi blue chip di Piazza Affari che non veda il gruppo di Larry Fink fra i primi soci.

    Per questo l’appuntamento annuale di questi giorni, la lettera di Fink ai Chief Executive Officers delle migliaia di grandi aziende di cui BlackRock è socia, non è solo una formalità. Nella missiva di quest’anno, che presentiamo qui nella sua versione originale in esclusiva per l’Italia, il leader del più grande gestore del mondo non si nasconde dietro frasi diplomatiche nel puntare il dito su quelle che a suo avviso sono le distorsioni di Wall Street: «I dividendi pagati dalle aziende dello S&P 500 (il listino principale della Borsa di New York, ndr) nel 2015 sono arrivati alla proporzione più elevata degli utili dal 2009». Questo rischio di eccesso, secondo le analisi di BlackRock, è presente anche in Europa.

    Negli Stati Uniti poi si è diffusa sempre di più un’altra caratteristica che penalizza gli investimenti e i piani di crescita delle imprese nel lungo periodo: «Al terzo trimestre del 2015, i riacquisti di azioni sono cresciuti del 27%», rispetto a un anno fa. L’obiettivo, comprensibile, è di restituire cassa agli azionisti sostenendo i titoli in Borsa. Ma, avverte Fink, non deve accadere «a spese degli investimenti che creano valore.

    Per questo BlackRock chiede alle tante grandi aziende di cui è azionista di adottare un approccio diverso. «Ciò di cui hanno veramente bisogno gli investitori e le altre parti interessate – scrive Larry Fink – è una prospettiva sul futuro». I fronti sui quali i consigli di amministrazione devono fare chiarezza, si legge nella lettera, sono quelli più rilevanti per i piani futuri: «Come l’azienda sta navigando nel panorama della concorrenza, come sta innovando, come si sta adattando alle sfide della rivoluzione tecnologica o agli eventi geopolitici, dove sta investendo e come sta sviluppando i suoi talenti».

    Non solo e, secondo Fink, non devono rimanere solo vuoti slogan: «Le aziende dovrebbero lavorare per sviluppare parametri finanziari – adatti ad ogni impresa e ogni settore – che sostengano una cornice di crescita di lungo periodo». La proposta di BlackRock è che anche i manager siano in parte pagati in base a questi valori che vanno ben oltre i dati di un trimestre o di un anno.

    Il rischio secondo Fink, e il suo monito agli amministratori delegati, è chiaro: «Senza piani chiaramente articolati, le aziende rischiano di perdere la fiducia degli investitori – si legge -. Inoltre, le aziende si espongono alle pressioni di investitori concentrati nel massimizzare i profitti di breve termine a spese del valore di lungo termine». Fink non propone di rinunciare all’uso delle relazioni trimestrali. Ma queste devono diventare piuttosto un «elettrocardiogramma» di una strategia di lungo respiro, senza l’ossessione degli utili per azione e delle previsioni a loro riguardo. Quanto a questo, taglia corto Fink, «invitiamo le aziende a distogliersi dal fornirle».

    Fonte Corriere della Sera