Tag: Arte

  • Milano Art Gallery: Silvana Landolfi inaugura la personale tra il consenso del pubblico

    MILANO. Le più sublimi forme d’arte si sono incontrate sabato 11 gennaio alla Milano Art Gallery in via Ampère 102. La personale dell’artista Silvana Landolfi, intitolata Evoluzione Porcellana, ha trovato immediatamente un forte riscontro favorevole di pubblico e critica. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dal fotografo Roberto Villa, amico di Dario Fo e di Pier Paolo Pasolini, dalla presidente di WE Women Empowerment Flavia Sagnelli, la mostra ha avuto inoltre un intermezzo musicale. Grazie al liutaio Michele Sangineto (che si è detto “benevolmente impressionato”), la galleria milanese si è colorata, oltre che delle raffinate opere di Silvana Landolfi, anche di suoni antichi. La musica, eseguita – è il caso di dirlo – ad arte, ha così trovato risonanza nelle creazioni in vetro e porcellana, nonché nei presenti, originando quello che è stato un momento magico, un preludio alla comprensione dei lavori dell’artista.

    Evoluzione Porcellana
    Opera in esposizione

    Evoluzione Porcellana

    Nelle creazioni di Silvana Landolfi infatti esiste, insita, la volontà di far incontrare gli opposti e di generare con loro e attorno a loro un’armonia di forme e cromie. Astratto e figurativo si ritrovano pertanto attraverso la materia, comunicando al visitatore sensazioni di leggerezza e di eleganza. E, come ha affermato lo stesso Salvo Nugnes, nelle opere predomina una grazia che scaturisce dalla stessa artista, la quale è capace di comunicare il suo pensiero dandogli una forma, plasmandolo e dimostrando così ciò che veramente è. La “bella percezione” che si avverte fin da subito mettendo piede nella sede espositiva, come notato da Sangineto, accompagna l’osservatore di quadro in quadro, di scacchiera in scacchiera, di linea in colore, sedimentandosi poi nell’animo per mettere radici di leggerezza.

    Info generali

    La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 25 gennaio. Aperta da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Milano Art Gallery: emozionante successo per l’antologica dell’artista Marco Locci

    MILANO. Inaugurazione d’incanto per Confini delle meraviglie, la mostra antologica di Marco Locci (1951, Genova – † 2015, Rapallo) alla Milano Art Gallery. Il vernissage, tenutosi lo scorso venerdì 10 gennaio in via Alessi 11, ha riscontrato un forte interesse da parte del pubblico. Presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’evento ha visto i contributi della presidente di WE Women Empowerment Flavia Sagnelli e di Elios Inverno di Editoriale Giorgio Mondadori.

    Confini delle meraviglie di Marco Locci

    La rassegna, impreziosita dai ricordi e dalle spiegazioni di Sandra Locci, moglie dell’artista, e del figlio Marco, si è aperta all’insegna dell’immaginazione e dell’arcano. Nelle opere del maestro genovese è facilmente intuibile la passione per l’avventura, il viaggio e la fantasia, tutto intrinsecamente connesso. In molti dipinti, specie in quelli dei “Patanchi”, creature immaginarie da lui stesso inventate, si respira un’aria di felice libertà creativa. Nell’ultimo periodo di produzione, invece, che figura sotto la serie “Babel”, il mistero ammanta le creazioni di Locci, regalando all’osservatore atmosfere più tese, risonanze antiche e introspettive.

    L’arte di Marco Locci

    La grande maestria dell’artista, che ricorderà senza ombra di dubbio certi scritti di Borges, Melville, Lovecraft e Swift, consiste nello spalancare al visitatore le porte di mondi paralleli, nell’offrirgli la chiave, qualora non ne possedesse più una, per continuare a sognare. Ciononostante, il messaggio di Locci rimane strettamente ancorato alla vita, alla sua capacità di sorprendere e stupire con la bellezza. Così, quello compiuto da Marco Locci è un passo oltre il comune, che si innalza tra passato e futuro per ricercare una realtà ancora inesplorata, costruendoci sopra successivamente i propri miti e leggende.

    Confini delle meraviglie è visitabile gratuitamente fino al 23 gennaio 2020 tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere a [email protected]. Oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Graziano Ciacchini: arte e magia del reale

    Il pittore Graziano Ciacchini ha reso inconfondibile e subito riconoscibile la sua formula espressiva, con una cifra stilistica che attinge dalle fondamenta del figurativo tradizionale e del verismo paesaggista, per poi evolversi in una propria peculiare dimensione visionaria e approdare a delle soluzioni molto originali e di forte impatto scenico. La sua narrazione figurale è sempre sobria e garbata, suadente e aggraziata, senza mai trascendere in esasperazioni macchinose e ridondanti, per essere sempre facilmente fruibile e recepibile dallo spettatore. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle riflessioni ad elogio spiegando “Partendo dalla caleidoscopica dimensione del reale, Graziano imbastisce una corposa e variegata narrazione pittorica, che aderisce alla tradizione figurativa del paesaggio e traccia un percorso di studio approfondito e mirato, definendo una linea pittorica personalizzata sempre coerente. La specifica scelta tonale di avvalersi della cromia del blu viene gestita con calibrata dovizia di utilizzo e contribuisce ad accrescere e accentuare la suggestione d’insieme e accende nello spettatore pensieri intensi e sensazioni vibranti. L’aspetto fortemente evocativo della rappresentazione viene alimentato dalla virtuosa componente poetica e dalla delicata cornice magica fiabesca di contorno. Graziano sprona l’osservatore ad immergersi dentro un’esplorazione sensoriale introspettiva a largo raggio, che risveglia le menti e le rende recettive e pronte ad una riflessione esistenziale matura e consapevole“.

    L’arte io non lo so se sia eterna o provvisoria, se la forma d’arte nella quale viviamo per molti secoli ci sia connaturata come sangue, ma so che questa carica che noi abbiamo oggi è una carica di comprensione della vita” (Cesare Zavattini).

    L’arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa” (Roberto Longhi).

    L’arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto” (Charles Baudelaire).

  • Massimo Caramia: un cuore e un’anima per l’arte

    L’arte scultorea di Massimo Caramia non risiede solo nella tecnica consolidata, ma nell’autentica energia del creare, nella forza del modellare, trasformare e forgiare un materiale duro e apparentemente inerme e inerte con una perizia sapiente, derivante dalla tradizione antica e da un ingegnoso estro innato. Così parla di lui la dottoressa Elena Gollini nel commentarne il talento indiscusso: “Massimo è un alchimista della scultura che sa rinvigorire la materia inerme e informe per darle valore e significato nella forma e imprimerle un anelito di vita. Le masse e i volumi hanno equilibrio ben proporzionato nell’organicità dello spazio. Le creazioni marmoree rimandano a una gestualità, che nel processo di sintesi dell’arte sa manipolare plasticamente l’idea di materia e modularla con compostezza sistematica. Il prodotto scultoreo finito ha contorni raffinati, incisivi, marcati e viene collocato dentro uno spazio sempre caratterizzato dove la determinatezza e la tangibilità scandiscono la timbrica strutturale d’insieme. Ogni creazione si concede allo spettatore come la pagina virtuale di un libro simbolico, fatto di significati sostanziali e argomenti sottesi. Le creazioni sono progettate con particolare attenzione anche riguardo la funzione d’uso che rivestono. Per Massimo l’oggetto-opera d’arte deve integrarsi perfettamente con quanto lo circonda e acquisire versatilità di contenuti, in nome di una ricerca tecnico-espressiva che individua sempre nuove frontiere applicative e di valori e non prescinde mai dal dato funzionale, logico ed estetico. Nella piena consapevolezza del suo ruolo di professionista operatore d’arte che ricopre con coerenza di intenti, di obiettivi e di traguardi, invita il fruitore e lo sprona ad abbandonarsi all’emozione plastico-dinamica come asseriva Umberto Boccioni, ravvisando e avvertendo quei valori cardine che trascendono l’oggetto e il soggetto in sé per sé considerati e si spostano su un articolato e sfaccettato linguaggio semantico dai contorni iconici e concettuali. Massimo si dimostra incline alla poetica di quelle avanguardie artistiche che fanno convergere l’esplosione e il tripudio della materia con la simultaneità degli stati d’animo e moti interiori. Il sentire e il vedere sono in stretta relazione e hanno una percezione concomitante delle funzioni in senso unitario e una convergenza univoca delle diverse sensazioni, attuando nella dimensione del movimento il rapporto interno-esterno-spazio-tempo secondo il paradigma teorico insegnato da Giacomo Balla“.

  • Il virtuoso racconto pittorico di Graziano Ciacchini

    Pittore, poeta e cultore appassionato del concetto di bello e di bellezza, Graziano Ciacchini è certamente una figura interessante nel multiforme panorama contemporaneo e rivendica a buon conto e a buon diritto una propria esclusiva identità creativa, caratterizzante e distintiva. La dottoressa Elena Gollini ha fatto una sintesi efficace delle sue pregevoli potenzialità e risorse espressive dichiarando: “Graziano può essere considerato un moderno colorista del figurativo. La pittura viene stesa senza vincoli a monte, plasmata in immagini e raffigurazioni dove la luce e il colore seguono e accompagnano con delicata grazia la trama narrativa che fluisce senza condizionamenti e filtri imposti, svolgendo una funzione basilare nella resa d’insieme. È un pittore di intense suggestioni visive, un visionario del colore, che non si presta e non si limita a semplici emulazioni copiative e descrittive fini a se stesse, ma cerca di alzarsi in volo con la fantasia e proporre rievocazioni inusuali e inattese. Per Graziano il colore possiede una sua qualità intrinseca speciale con una duplice importante funzione, evocativa e comunicativa. All’energia del colore affida la sintassi delle composizioni dove la materia basta da sé a riempire le figurazioni e le forme e a fargli prendere vita propria. Fonda nel colore figurazione e libertà espressiva con una pittura che è come un canto soave e sommesso dell’anima, che sussurra e rimembra, fissando sulla tela il suo racconto aulico. Il lirismo di fondo aumenta la potenza espressiva del colore, tra sfumature e declinazioni tonali, che intensificano la vis rappresentativa. Per Graziano dipingere equivale a uno splendido volo: la tela si traduce in un etereo librarsi verso orizzonti sconfinati e infiniti“.

    L’arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell’origine che scruta al di là dell’immediatezza dell’esperienza, il senso primo e ultimo della vita” (Papa Giovanni Paolo II).

  • Grande successo confermato per il Concerto di Capodanno 2020 al Teatro delle Palme di Napoli

    L’ Antico splendore del Concerto di Capodanno dell’Associazione Culturale Noi per Napoli incanta il pubblico del Delle Palme

    Fiore all’occhiello per una Napoli intellettualmente feconda, un grande successo ha ottenuto al Teatro Delle Palme la quinta edizione del “Concerto di Capodanno” organizzato dall’Associazione “Noi per Napoli”. Puntuale più che mai nel primo giorno dell’anno, nello storico spazio di via Vetriera a Chiaia, lo spettacolo voluto dagli artisti stabili del Teatro San Carlo, il soprano Olga De Maio e il tenore Luca Lupoli, si è mostrato al pubblico ancora più splendido del solito, in netta controtendenza con quel decadimento che erroneamente si vuole associare ad una città da sempre capitale nel cuore. E così, con un programma frutto di una certosina cura per i dettagli musicali, con i cantanti lirici De Maio e Lupoli in primo piano unitamente all’altro tenore Lucio Lupoli, (nella foto di Mina Fiore ed Enzo Cinelli con i presentatori Licenziati e Giorgio)  e ancora con la ricchezza dinamica dell’ Ensemble “Noi per Napoli”, il pubblico accorso in massa ha potuto godere di un evento musicale dalla grandi prerogative artistiche, stilistiche e culturali. Dall’impeto musicale della dinastia degli Strauss fino ai grandi operisti italiani, passando per l’operetta di Lehar e la canzone classica napoletana, alla platea del teatro Delle Palme è stato offerto un concerto da pelle d’oca, per precisione tecnica e intensità intepretativa. Con una presentatrice elegante e raffinata come Lorenza Licenziati e gli affabulanti interventi del giornalista Giuseppe Giorgio pronto a collegare ad ogni brano, dati storici, aneddoti e curiosità, il “Concerto di Capodanno” firmato “Noi per Napoli” si è nuovamente mostrato come un nobile gesto di spontanea emotività. Con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e della Municipalità di Chiaia San Ferdinando, fra i più famosi brani d’opera di Donizetti, Puccini e Verdi, le arie da Salotto firmate Leoncavallo, la Tarantella di Rossini e le più appassionanti canzoni classiche napoletane, l’ormai consueto concerto del primo dell’anno ha raccolto i più vivi consensi di un pubblico entusiasta. Alla presenza di un testimonial d’eccezione come l’attore e regista Giacomo Rizzo, il trascinante bel canto di Olga De Maio e di Luca e Lucio Lupoli, si è magicamente fuso con l’accompagnamento della pianista Nataliya Apolenskaja e del Quartetto d’archi Aedon, con gli assoli del flautista Andrea Ceccomori e le evoluzioni del corpo di ballo del “Centro Tersicorea” con le coreografie di Gloria Sigona e Livia Spoto per una danza che è diventata forma d’arte moderna e rinnovata. Omaggio ai colori di una Napoli delle antiche insegne reali, il concerto di “Noi per Napoli” si è confermato come un segnale magnifico di bellezza senza età. Come una magistrale lezione di cultura per una città ancora una volta conscia delle sue grandi qualità. Uno spettacolo capace anche di diventare un motivo di solidarietà con una parte dell’incasso devoluto alla mensa Caritas dei senzatetto di Santa Chiara e di trasformarsi in una grande opportunità per godere di un’arte fatta di incantevole splendore e infinite emozioni.

    Per l’ufficio stampa e comunicazione 

    Associazione “Noi per Napoli”

    Si ringraziano:

    REGIA,DIREZIONE ARTISTICA,ORGANIZZAZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE NOI PER NAPOLI  Fondatrice e Presidente Emerito : Dott.ssa EMILIA GALLO ( OLGA DE MAIO E LUCA LUPOLI)SPONSOR:
    • Ium Academy School diretta dal Prof Eduardo Piccirilli presente in sala
    • LA CAFFETTIERA DI PIAZZA DEI MARTIRI
    • IMPERATORE ROSTICCERIA DI VIALE COLLI AMINEI
    • GIOIELLI CASTRONUOVO ( Chiara Vitale resp Marketing)
    • IOVINO AZIENDA VITIVINICOLA MONTESPINA DI ANTONIO IOVINO ( NEL FINALE GLI ARTISTI BRINDERANNO CON LO SPUMANTE TERRY PRODOTTO DA AZIENDA IOVINO E DEDICATO ALLA MOGLIE TERESA E DI CUI GLI ARTISTI LIRICI OLGA DE MAIO E LUCA LUPOLI saranno testimonial
    • ARGENIO NAPOLI DI VIA FILANGIERI FORNITORE DELLA REAL CASA BORBONICA
    • ARFE’ MATERASSI Via Vincenzo Gemito Napoli
    • SPENDIMEGLIO CUOMO CRAL DI SALVATORE CUOMO VIA NICOLARDI NAPOLI
    • ESPOSIZIONE DEL LIBRO ( Foyer del teatro)  “ La Napoli Romantica “ di Edmondo Cione ( presente la figlia la Dott.ssa Emilia Cione
    • TIZIANA GRIMALDI STILISTA CON “MODERN DANCE” di Clelia Cortini   ED ACCESSORI LA PEPITA GIOIELLI di Brusciano in Via Padula e Via Cucca)
    • SPONSOR TECNICI : ALOIA CAFFÈ(caffè degustazione) GAY ODIN CIOCCOLATERIA ( Cioccolatini offerti) ; PANETTONI (offerti da ) Ippolito Pasticceria di Marano
    • MEDIA PARTNER : SERVIZIO TV IN CITTÀ  ; DG PHOTOART DI DAVIDE GUIDA riprese integrali dello spettacolo
    • CENTRO STUDI LA CONTEA DI LUCIANO SCHIFONE
    VIVERE NAPOLI Grande Napoli

     

    https://youtu.be/633CXbZxyW4

  • 2019: solidarietà, ricerca scientifica, arte e cultura al centro dell’attività di Fondazione Credito Bergamasco

    Solidarietà, ricerca medica e scientifica, educational, arte e cultura sono state al centro delle azioni e delle attività quotidiane svolte da Fondazione Credito Bergamasco nel corso del 2019. Un impegno a 360° con 234 interventi attivati sul territorio, di cui il 76% nell’ambito della solidarietà e del sociale.

    Un anno di forte condivisione da parte del pubblico intervenuto numeroso a Palazzo Creberg – Banco BPM dove sono state prodotte e realizzate dalla Fondazione 8 mostre: da Gianni Grimaldi a Francesco Betti, da Mario Sironi alla mostra in collaborazione con Accademia Carrara, dedicata ai ritratti dell’Ottocento. Un’attenzione all’arte espressa anche attraverso il restauro di 10 capolavori, provenienti dal territorio, tra cui opere di Simone Peterzano, Palma il Giovane, Vermiglio, Francesco Bassano, Leandro Bassano e Paolo Pagani; questi dipinti – riportati dalla Fondazione al loro originario splendore – al termine dell’attività espositiva e divulgativa sono stati restituiti alle comunità di appartenenza.

    Le mostre, le attività culturali e i numerosi spettacoli organizzati con Antiche Contrade – da Boccaccio a Aristofane, da Paganini a Omero – hanno richiamato 38.968 visitatori a Palazzo Creberg, con 174 visite guidate e la distribuzione di 15.000 cataloghi, il tutto gratuito.

    Le attività della Fondazione Credito Bergamasco sono anche uscite da Palazzo Creberg, promuovendo 12 mostre ed eventi sul territorio bergamasco, milanese e veronese, per un totale di 14.200 visitatori e la distribuzione di 6.000 cataloghi. Di particolare importanza la partnership con il M.A.C.S. di Romano di Lombardia e le esposizioni nelle sedi principali di Banco BPM (Milano e Verona).

    Un successo di pubblico derivante dalla qualità delle iniziative presentate e al costante coinvolgimento dei territori attraverso la stampa, le newsletter e i canali social della Fondazione pronti a raccontare il nuovo anno che si preannuncia ricco di iniziative.

     

     

    ……………………………………………………………………………………………………………………………

    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

    https://www.facebook.com/pages/Fondazione-Credito-bergamasco/1544952805763131?fref=ts

  • Milano Art Gallery: la personale Evoluzione porcellana di Silvana Landolfi presentata da Nugnes e Villa

    Artista rinomata, Silvana Landolfi giunge a Milano per la sua personale Evoluzione porcellana. A partire da sabato 11 gennaio infatti le sue opere verranno esposte presso la  Milano Art Gallery, in via Ampère 102. Presentata dal curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la rassegna vuole fare il punto sull’ultima produzione di Silvana Landolfi, decisamente interessante. E anche il suo percorso artistico è altrettanto degno di attenzione.

    Silvana Landolfi

    L’artista, originaria di Esperia e residente a Roma, laureata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, a partire dagli anni Ottanta integra all’architettura e alla scenografia studi modulari della scultura contemporanea. Dieci anni dopo l’incontro con la pittura su porcellana al terzo fuoco risulta decisivo per la svolta che ne determinerà fortemente lo stile. La padronanza acquisita le consente così di fungere da ponte tra la pittura su ceramica e i principi plastici accademici. Le due cose si integrano al punto da divenire una sola cosa. La versatilità di Silvana Landolfi si riflette nei suoi lavori, dove alla pittura al terzo fuoco, lavorata con scavo e rilievo, si aggiungono anche altri materiali. Come afferma lei stessa in un’intervista rilasciata il 22 ottobre 2018 per la serie “L’Artista si racconta”: «La porcellana per me è diventata un mezzo alla pari del plexiglass, dell’acciaio o del vetro. Come elemento principale c’è la porcellana, che però si è fusa con gli altri materiali. È, sì, centrale, ma è quasi un tutt’uno con il resto». La porcellana dunque è il nucleo da cui partire, da cui si originano gli oggetti di Silvana Landolfi. Il suo stile inconfondibile trova poi maggiore forza espressiva nell’inserimento di una decorazione classica, nell’uso della prospettiva e, infine, nell’astrazione, nella frammentazione dei punti di vista. Alla base di tutto, come lei stessa afferma, c’è la progettazione, un’idea precisa che conferisce all’opera un’eleganza e una leggerezza insuperabili.

    Evoluzione porcellana

    Il suo è un lavoro che si sviluppa nel tempo, pertanto si parla di evoluzione stilistica, una crescita che abbraccia più campi e consiste nella compenetrazione di spazio e materia, in un’elaborazione pittorica che non è solo decorativa ma anche metaforica.

    Scrive così Luigi Gattinara, direttore della Triennale di Fotografia: «Le opere dell’artista Landolfi sono un raro esempio di come materiali diversi e così sofisticati possono convivere in un’armonica composizione. Come tessere di un mosaico sovrappongono la luce alla rotondità delle forme, la preziosità dei materiali all’essenzialità acuta di certe geometrie. Leggerezza è ciò che trapela da questi innesti in un dialogo similare a vetrate rinascimentali, maestose e al tempo stesso evanescenti. La conoscenza approfondita della materia si coniuga qui perfettamente con i soggetti onirici cari all’artista».

    La mostra è a ingresso libero, visitabile fino a sabato 25 gennaio dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • La poesia gestuale di Graziano Ciacchini

    È davvero una formula espressiva che contiene una delicata e virtuosa poesia gestuale quella che contraddistingue la pittura di Graziano Ciacchini, che dimostra risorse creative di grande pregio. Come ha rimarcato la dottoressa Elena Gollini scrivendo: “La creatività pulsante e incalzante di Graziano si esprime talvolta con la necessità immediata, intesa come esigenza e bisogno di tradurre un pensiero, una sensazione, un sentimento, un brivido che attraversa il corpo e fa fremere l’anima e si esprime talvolta come maturata e ponderata riflessione, che richiede il tempo di indagare, scandagliare, recepire, trovando la giusta ispirazione. Graziano è dotato di innata sensibilità e curiosità spiccata, è propenso a sperimentare con costanza per individuare nuove stimolanti soluzioni e ricavarsi una propria nicchia espressiva e stilistica. Pur seguendo gli orientamenti del figurativo di impronta tradizionale, si mantiene lontano e indipendente da dogmi imposti e da canoni standardizzati. Le motivazioni scatenanti del suo fare arte risiedono nell’intento di dare vita ad uno spazio libero dove la passione del cuore prevale sulla ragione e si sprigiona, consentendo allo spettatore una fruizione dell’opera più fantasiosa e disinibita. Il suo lavoro parte dall’esperienza del passato e si sviluppa in una fase di costruzioni e ricostruzioni, dove il processo elaborativo approda a scenari e coreografie di intenso impatto e traccia percorsi dinamici imprimendo plasticità di movimento alle immagini e conciliando segno, forma e colore in combinazioni incisive ed efficaci. Il disegno ricopre una base formativa indispensabile e viene rivalutato e valorizzato con il giusto peso trasformando il tratto segnico in poesia gestuale impeccabile, certosina e meticolosa, che non tralascia mai alcun dettaglio dimostrando estrema coerenza e competenza“.

  • Milano Art Gallery e il concorso d’arte in memoria di Margherita Hack: migliaia gli iscritti alle selezioni

    MILANO. Sono giorni di fuoco per le cornette della Milano Art Gallery. Le selezioni per il concorso d’arte La Signora delle Stelle in onore della celebre scienziata astrofisica Margherita Hack stanno per chiudersi e i nomi degli eletti che hanno passato lo scrutinio del comitato stanno per essere rivelati. Oltre mille gli artisti visionati solo nelle ultime settimane. Ma a quando il giorno del verdetto? Il 14 dicembre è la data fissata del vernissage che avverrà con una doppia festa. Alle 16 nella sede in via Ampère 102 (zona piazzale Loreto) e alle 18 in quella di via Alessi 11, nel cuore di Milano. I lavori dei selezionati infatti verranno esposti in due delle prestigiose sedi della Milano Art Gallery, la cui storia vanta più di cinquant’anni di incontri culturali e artistici con personalità di nota fama.

    Il concorso Margherita Hack

    La cerimonia di premiazione, presieduta dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, gode del contributo del prof. Vittorio Sgarbi, del sociologo Francesco Alberoni, di Morgan, del grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, di Umberto Veronesi, di Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear.

    Alla mostra che seguirà fino al 10 gennaio, si potranno ammirare opere di pittura, scultura, fotografia e grafica ispirate al mondo e alla vita della professoressa. Da ritratti a paesaggi o pianeti, dai lavori astratti a quelli sperimentali, alla Milano Art Gallery giungono adesioni provenienti da tutta l’Italia. La Signora delle Stelle riserva inoltre per i 5 vincitori 20.000€ in servizi per la realizzazione di prestigiose mostre, e targhe e menzioni speciali per una ristretta cerchia di talentuosi artisti.

    Info e contatti

    La Signora delle Stelle resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. L’ingresso è libero.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • CAROUSEL al To be Kind

    CAROUSEL

    Inaugurazione: martedì 10 dicembre 2019 ore 19.30
    Luogo: To be Kind di Loredana Galante, Via Carlo Imbonati 81, Milano

    Artisti in mostra:
    Marianna Bussola, Felipe Cardena, Anna Caruso, Antonella Casazza, Massimo Dalla Pola, Francesco De Molfetta , Ilaria Del Monte, Annalisa Fulvi, Loredana Galante, Debora Garritani, Iulia Ghita, Marta Mez, Isabella Nazzarri, Maurizio Orrico, Michael Rotondi, Milena Sgambato, Chiara Sorgato, Vania Elettra Tam

    “Essi fendono la notte in un carosello sconclusionato, invadono la notte, splendidi padroni della notte” (Pier Paolo Pasolini, “Verso le Terme di Caracalla”)

    La mostra è organizzata nello studio To be Kind di Loredana Galante ed ospita le opere di 18 artisti che vivono e operano a Milano.

    L’idea del carosello è legata al significato figurato del movimento e dell’esibizione, che accomuna i tratti della ricerca di ogni singolo artista coinvolto.

    Gli autori mettono in scena una grande quadreria della lunghezza 6 metri, costituita da circa 35 opere di piccolo formato che rappresentano ognuna un tassello del vortice di “Carousel”. L’esposizione accompagna i visitatori in un cammino che ripercorre i toni giocosi e innocenti dell’infanzia per addentrarsi in una riflessione sulla vita, sul trascorrere del tempo e sul mondo che gira, letteralmente e metaforicamente, senza mai arrestarsi.

    In una società liquida come quella contemporanea, il simbolo della giostra diventa un punto di rottura e, al tempo stesso, di congiunzione tra la frenesia dell’invisibilità e la volontà atavica di una riflessione profonda sull’Essere umano.

    _______________

    To be Kind:
    Porsi in relazione è il tema portante del lavoro di Loredana Galante: un esercizio di inclusione e confronto, di capitalizzazione delle radici, di rispetto; un conferire costantemente importanza all’altro da sé. Il suo lavoro attraversa gli strati emozionali, riabilita la gentilezza, esalta il sentimento “Si condividono proposte purché Kind”.

    To be Kind è dunque un modo di concepire l’arte e la realtà, ma è pure uno spazio da visitare, un atelier, un terminale d’incontri e proposte, attivo da due anni a Milano in via Carlo Imbonati 81. L’approccio inclusivo di Loredana Galante ha inteso realizzare in questo spazio colorato e controtendenza eventi culturali e solidali, laboratori d’arte.

    L’esperienza tutta da vivere di To be Kind si completa con la presenza di due stanze per gli ospiti.
    _______________

    Titolo: CAROUSEL
    Periodo: 10|12|2019 – 10|01|2020
    Inaugurazione: martedì 10 dicembre 2019 ore 19.30
    Sede: To be Kind di Loredana Galante, Via Carlo Imbonati 81, Milano
    visite su appuntamento – 3388834826 – [email protected]

    evento facebook

  • Intervista a Mauro Maisel: Abramović, Picasso e delirio creativo

    L’artista Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta al fine di comprendere al meglio la sua arte, la sua visione, la sua ispirazione.

    D: La tua arte è assimilabile anche al concetto di Performance Art che vede come testimonial eccellente per antonomasia la grande Marina Abramović. Un tuo commento di riflessione su questa sua famosissima citazione emblematica: “Il pubblico è come un cane. Possono sentire immediatamente di aver paura, di essere insicuri e di non essere nel giusto stato d’animo e se ne vanno”.
    R: Beh, sicuramente ad una performance della Sig.ra Abramović, avrei fatto sicuramente come il cane, ma nello stato di non essere interessato a ciò che sta succedendo ed andandomene.

    D: Un commento di riflessione su questa risposta ad effetto del mitico Pablo Picasso, quando gli è stato chiesto cosa significassero i suoi quadri e lui ha risposto perentorio: “Sai mai cosa stanno cantando gli uccelli? No, ma tu li ascolti lo stesso”.
    R: Il grande Mister Pablo, ha trovato la risposta più brillante! Liberarsi da tante domande banali poste.

    D: Ci sveli qualche aneddoto su quello che è il momento saliente cruciale della tua fase di ispirazione? Cosa ti fa scattare il cosiddetto delirio creativo incalzante?
    R: Il momento saliente è stato sicuramente l’errore in un test creativo che ha fatto nascere il mio stile. Stavo provando materiali nuovi e l’idea era creare un cuore sacro in rilievo che uscisse dalla tela, realizzai il tutto con gesso e colori, andai a casa e l’indomani tornai per visionare il risultato… Ci fu silenzio al primo impatto, poi rabbia e volgarità, il mio cuore sacro era ammosciato come un soufflé e tutto strabordante fuori dal supporto, presi una spatola e cominciai a mischiare l’impasto ormai informe creando un mix di colore voluminoso ed insignificante a prima vista. Non sapevo ancora sarebbe divenuto il mio stile. Una volta asciutto, l’effetto mi entusiasmò ed allora cominciai a perfezionare la tecnica, fin al risultato d’ora, in cui ogni qualvolta io crei qualcosa di nuovo, scopro segreti e tempistiche nell’uso di questi materiali.

  • Graziano Ciacchini: arte per sognare

    La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

    Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

  • Mauro Maisel: arte subliminale e vigore espressivo

    Goethe nel Faust dice: “Come tutto s’intesse nel gran tutto ed ogni cosa nell’altra opera e vive”. Questa frase sintetizza il messaggio subliminale che Mauro Maisel ci consegna attraverso le forme e i colori della sua produzione. Artista di moderne vedute, dallo spirito innovativo, dal talento versatile e dalla personalità solare, energica e spirituale che esprime e manifesta nel tripudio brillante e acceso delle colorazioni. L’ordinanza delle sfumature tonali calde, vivaci e permeanti conferisce alle rappresentazioni un potente vigore espressivo dando corpo a anima ai significati sottesi inseriti dentro lo scenario.

    Come ha sottolineato la dottoressa Elena Gollini: “La luce e gli effetti luminosi affiorano e si diffondono con movimento plastico e fluire dinamico, si espandono e si dilatano in una fluida mescolanza fino ad amalgamarsi in perfetta fusione. L’immagine appare eterea, fuoriesce dallo spazio delimitante e rivela quel senso pieno di libertà e quel limite sconfinato e atemporale che supera le superfici imposte. È un’arte che custodisce importanti elementi e componenti simbolisti e diffonde un linguaggio comunicativo di felice connubio tra arti visive e percezioni psichiche con un accento delicato di poesia e fantasia. Le opere sono scrigni di emozioni e di segreti intimi che si aprono nella consapevolezza di volerli condividere con il fruitore. Come davanti ad uno specchio riflesso Mauro guarda e osserva il mondo interiore ed esteriore e lo trasferisce dentro le composizioni con accorata e attenta sensibilità. Attraverso il segno, la forma e il colore esalta la gioia di vivere e la cerca nella dimensione immaginifica e fantastica, nei ricordi del vissuto, nella speranza per l’avvenire, nel donare tutto se stesso con il fare artistico. Lo stile comunicativo ritrae e rivela la sua anima limpida, capace di gestire molto bene gli stati e i moti dell’anima senza nascondersi mai. Le opere descrivono il progetto artistico che è anche esistenziale, fatto di amore e passione e formano un cammino concepito come opportunità di rinnovamento e di rigenerazione. Le proiezioni rievocate vengono improntate non come realtà oggettiva, ma come realtà emotiva. Per Mauro l’arte è un viaggio in cui l’immaginario e la realtà condividono lo stesso spazio, valorizzandosi a vicenda tra spensieratezza e riflessione“.

  • Morganti a Riga

    Morganti a Riga

    Morganti a Riga

    Dal 26 di novembre 2019 nella capitale della Lettonia sarà possibile ammirare le opere del noto fotografo italiano Giordano Morganti.

    L’evento multiplo, curato da Galina Maksinova e realizzato in collaborazione con la Galleria Happy Art Museum, si svolgerà in tre sedi differenti.

    Presso il Museo Ferroviario Lettone, durante “Art Riga Fair 2019”, verrà allestita “The Wall”, una parete di 18 metri in cui saranno esposti tre differenti cicli fotografici dell’artista milanese.
    Il primo sarà dedicato ai “non luoghi” rappresentati da scatti di rocce realizzati in posti non ben precisati; il secondo presenterà i “silenziosi” ritratti realizzati da Morganti alla comunità trasversale dei sordomuti; il terzo, attraverso una serie di fotografie di cantieri, rappresenterà “la vita e la morte”.

    Seguirà in abbinata una mostra dedicata a Morganti allestita negli esclusivi spazi di “The Lobby”, in cui verranno esposte esclusivamente le fotografie vintage ai sali d’argento appartenenti al ciclo denominato “The body”.

    In concomitanza, all’interno della galleria Happy Art Museum verrà allestito un set fotografico, in cui saranno realizzati i ritratti di coloro che desidereranno possedere uno scatto esclusivo del noto fotografo Giordano Morganti.

    Giordano Morganti a Riga

    Giordano Morganti

    è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche.

    All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali.

    Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, Urbino, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre.

    Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”.

    La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”.

    Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.

    Giordano Morganti a Riga

    Morganti a Riga
    Giordano Morganti
    a cura di Galina Maksimova

    sedi:
    Art Riga Fair 2019 / Latvian Railway Museum
    Victory Boulevard 2a, Zemgale Suburbs, Riga
    Happy Art Museum – Art Gallery
    Distretto centrale, Riga, LV-1011
    The Lobby
    12 Kalku Street, Center District, Riga, LV-1050

    26 novembre | 3 dicembre 2019
    inaugurazione martedì 26 novembre ore 18

     

    info:
    HAPPY ART MUSEUM
    Dags Vidulejs: [email protected]
    +37129595885
    EUROCLUB
    Galina Maksimova: [email protected]
    +37129177748

    mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

  • Massimo Caramia nella magia di un antico blocco di marmo di genesi medicea

    Massimo Caramia conosciuto come l’artista del marmo ha la proprietà esclusiva di un vero prodigio della natura: un blocco di marmo rarissimo che si palesa nelle sue possenti fattezze con un peso di 150 quintali, racchiudendo e custodendo un prezioso patrimonio artistico tutto ancora da scoprire e rivelare all’opinione pubblica. All’interno di questo maestoso blocco sono intarsiate delle figurazioni di volti che emergono nella plasticità tridimensionale e sono assolutamente inedite come origine. Caramia ha testimoniato queste presenze misteriose di volti attraverso delle immagini fotografiche e dei video proprio per condividere con il mondo intero questa importante scoperta. La dottoressa Elena Gollini nel constatare la peculiarità pregiata del blocco marmoreo ha evidenziato: “Massimo tramite questa ricerca approfondita è portavoce e sostenitore di un’espressione artistica che ha il sapore e il gusto del mistero enigmatico affascinante e intrigante, capace di stimolare e incuriosire da subito. Con il suo studio si scardina dagli schemi costrittivi e si svincola dai preconcetti formali di una rappresentazione inglobata e imbrigliata dentro un inquadramento imposto e si canalizza a carpire e scandagliare il contenuto subliminale, con un’operazione di svelamento invitando lo spettatore a compenetrare quanto di nascosto si cela dietro la figurazione. Il blocco di marmo racchiude in sé un tumulto allusivo sfaccettato in codice cifrato, che Caramia vuole palesare evitando ogni manierismo scontato e standardizzato, ma accogliendo una rielaborazione in chiave simbolica e concettuale ad ampio respiro, dove l’impronta di orientamento fisico-psichico è determinante. Per lui la motivazione dominante che lo spinge a questa ricerca è quella di poter accertare e suffragare l’intima identità genetica di questi volti per fornire risposte plausibili e pertinenti. In queste risposte Massimo vuole andare oltre i parametri di valutazione e di analisi più classici e tradizionalisti per addentrarsi in un ambito percettivo e sensoriale molto più sottile. L’armonia classica fidiaca o rinascimentale delle immagini non gli interessa come elemento di giudizio, mentre attribuisce una valenza fondante a una realtà delle cose che acquista un significato diverso non prevedibile e inaspettato. In questo blocco vibra e pulsa l’aspetto più organico ed enigmatico della vita, la sua essenza più attraente da scoprire, la sublimazione della sostanza più pura“.

    Caramia da 20 anni protegge questo blocco in un ambiente sicuro e incontaminato da fattori esterni e continua incessante la sua fase di scandaglio, per capire appieno cosa si nasconde sotto e dentro la natura e genesi di questo corollario di immagini, che sono intrise e pregnanti di suggestione visionaria. Caramia si propone di arrivare ad un traguardo finale senza esagerate sofisticazioni e cervellotici intellettualismi, dove tutto si convoglia e si riconduce sotto una logica intuitiva di semplice articolazione e accessibile comprensione. Davanti a questo blocco l’immaginazione si spinge lontano, il pensiero e la riflessione si librano, pur rispettando un organigramma interpretativo armonioso e coerente, che nasce da una piena consapevolezza. Per Caramia le soluzioni vanno trovate con acuto e perspicace spirito critico, con una propensione analitica di nuova visione che diventa quasi un prolungamento della linfa umana. Le figurazioni incastonate dentro il marmo appaiono come scaturite da un’emozione del moto dell’animo. Nel movimento naturale delle venature marmoree tutto sembra seguire un ordine bilanciato, con una tensione trasfigurava che compone un labirinto formale e si scioglie e si dipana nell’oscillazione delle sensazioni ottiche e tattili. “L’arte non è lo studio della realtà positiva, ma la ricerca della verità ideale” (George Sand).

     

  • Massimo Caramia artista del marmo

    L’eleganza del classicismo figurativo reso moderno e attuale, la competenza strumentale acquisita, la precisione ricercata della lavorazione mai improvvisata, ma anche la semplicità essenziale e la genuina spontaneità espressiva sono componenti che caratterizzano e identificano in modo qualificante Massimo Caramia artista del marmo. Le immagini e le forme riprodotte definiscono un legame con il quotidiano e la dimensione del reale, ma al contempo consentono allo spettatore una vivace versatilità interpretativa e una fantasiosa libertà di lettura e comprensione dei contenuti insiti nella narrazione. La sperimentazione tecnica gli consente di muoversi e spaziare su più fronti stilistici dando vita ad un proprio percorso di ricerca non convenzionale e inedita. Caramia dimostra un talento e un estro innato che gli permette di ottenere sempre un equilibrio armonioso di insieme. È un’arte scultorea in cui entra in primo piano anche la componente onirica e fantastica. E così i sogni prendono forma tattile e le idee diventano materia visibile.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Dinamismo ed eclettismo contraddistinguono una personalità forte e vitale e sono aspetti indispensabili di grande sostegno nel suo cammino di artista del marmo. Massimo mostra un certo gusto per la manipolazione della materia e l’utilizzo di combinazioni particolari che accorpa con estrema naturalezza offrendo soluzioni e combinazioni dall’intenso potere iconico ed evocativo. Ciò che colpisce e attira nei suoi lavori è la capacità di dare vita a visioni dove domina una proiezione plastica e una resa scenica ottimale. Nella corposa produzione nascono e prendono vita pensieri, emozioni e sentimenti puri e incontaminati. Massimo apre allo spettatore orizzonti spaziali stimolanti e canalizza verso suggestioni visive di profondo approccio sensoriale e percettivo. La bellezza sobria e pacata delle composizioni marmoree avvalora la valenza sostanziale. Il fare arte non è mai concepito come esibizionismo individualista ed esercizio stilistico fine a se stesso, ma bensì come momento di condivisione sinergica per raggiungere l’animo dello spettatore e instaurare un dialogo aperto e intimo. Il disegno rifugge volutamente dalla perfezione descrittiva fotografica e si accosta ad una formula di stilizzazione dai contorni astratti volendo fare risaltare la natura intrinseca e la luce interna dell’orchestrazione strutturale, lasciando emergere e trapelare un’introspezione psicologica che fluisce e si espande a tutto tondo, coinvolgendo chi guarda in un’attenta analisi concettuale. La sua arte racchiude le multiformi sfaccettature dell’animo umano e le sintetizza con una riflessione che va oltre la prospettiva estetica. Il lavoro certosino diventa il mezzo con cui massimo penetra attivamente dentro il marmo e compone e scrive quanto gli trasmette il pathos e la volontà creativa in una combinazione di conscio e inconscio, di pensiero e azione, di razionale e passionale“.

  • YellowKorner: il regalo che non ti aspetti

    Da pochi mesi YellowKorner – la catena di gallerie fotografiche famosa in tutto il mondo – è approdata anche a Bergamo, in via Sant’Alessandro 4. Marchio di fabbrica è la democratizzazione della fotografia d’autore, la promozione di arte e cultura a prezzi accessibili, pur mantenendo intatta qualità e originalità. Nata del 2006, YellowKorner vanta oltre 130 gallerie in tutto il mondo, Bergamo compresa. Scopo primario, dare voce ai tanti artisti contemporanei, rendendo la fotografia accessibile a tutti. Accanto agli artisti meno conosciuti, è possibile trovare in negozio anche grandi nomi della fotografia e artisti d’epoca, coniugando i talenti di ieri, oggi e domani.

    Proprio per trasmettere questa passione, YellowKorner propone ai suoi clienti – anche in vista delle festività natalizie – due opportunità uniche. Da venerdì 22 novembre a domenica 24 novembre si terranno i Privilege Days, mentre il weekend dal venerdì 29 novembre sarà dedicato al Black Friday. In entrambe le occasioni sarà possibile acquistare una fotografia con sconti del 15%.

    Ogni fotografia è stampata in laboratorio in altissima qualità, è numerata e fornita di certificato di autenticità. Un regalo unico nel suo genere, adatto a tutti i gusti, e personalizzabile in finiture e dimensioni, che scartato il giorno di Natale regalerà certamente grandi emozioni. Decine le tematiche tra cui scegliere, dai panorami immersi nella natura, alle fotografie di città, dalle opere in bianco e nero senza tempo, alle foto dei grandi artisti di moda. Viaggi, grandi protagonisti, opere astratte portano gli spettatori in mondi nuovi e sconosciuti.

    Tramite il sito yellowkorner.com è possibile accedere a tutta la collezione e ordinare comodamente tutti i pezzi che ci interessano. Ma è nella galleria che si respira la vera passione per la fotografia. Nel negozio di Bergamo infatti, è possibile non solo ammirare dal vivo le opere esposte, ma anche partecipare ad eventi, incontrare e conoscere i propri artisti preferiti, trascorrere dei momenti in uno spazio di cultura e condivisione.

    Proprio per questo, in occasione del primo giorno di Privilege Days, venerdì 22 novembre, YellowKorner Bergamo organizza un aperitivo aperto a tutti, dove – tra un bicchiere e l’altro di vino – sarà possibile ammirare e acquistare le nuove opere, sempre a prezzi contenuti. A disposizione dei clienti, galleristi esperti ed appassionati che guideranno gli ospiti alla scoperta della fotografia, raccontando aneddoti riguardanti artisti e immagini. Un’occasione imperdibile per entrare in contatto con questa nuova realtà.

    Per informazioni www.yellowkorner.com

    Facebook / Instagram: YellowKorner Bergamo

  • Milano Art Gallery apre le selezioni per il più famoso concorso d’arte dedicato a Margherita Hack

    Torna a Milano l’atteso concorso d’arte La Signora delle Stelle. Dedicata alla memoria della celebre astrofisica Margherita Hack, la competizione artistica vedrà la premiazione dei vincitori a partire dalle 16 di sabato 14 dicembre, data che consacrerà anche l’apertura della relativa esposizione. Il tutto avrà luogo presso la storica Milano Art Gallery, prima in via Ampère 102 e poi in via Alessi 11, dove la cerimonia di premiazione proseguirà dalle 18.

    Il concorso d’arte in memoria di Margherita Hack

    L’evento, organizzato e presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, avrà i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. A partire dal prof. Vittorio Sgarbi infatti, figurano anche i nomi del noto sociologo Francesco Alberoni, di Morgan, del grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, e di Umberto Veronesi. E ancora, troviamo Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear a chiudere l’elenco di testimonianze che impreziosirà l’anima del concorso.

    concorso d'arte

    I requisiti d’ammissione

    Una “gara” che si preannuncia esclusivamente dedicata a tematiche che ruotano attorno alla vita e al percorso di studi, alla carriera della professoressa. Gli artisti che vorranno prendere parte alle selezioni dovranno presentare quindi opere di pittura, scultura, grafica o fotografia che ne rispettino il ricordo e lo rielaborino. Ben vengano dunque ritratti, paesaggi o pianeti, lavori astratti, tutto ciò che risulta essere attinente al credo dell’indimenticabile Margherita Hack. In palio per i vincitori ci sono 20.000 € in servizi per la realizzazione di prestigiose mostre.

    Il ricordo del direttore delle Milano Art Gallery

    La Signora delle Stelle permetterà così di rendere un simbolico omaggio attraverso l’arte al patrimonio intellettuale che ci ha lasciato l’insostituibile divulgatrice scientifica. Commenta così Salvo Nugnes, agente e amico di Margherita: «Questo concorso vuole offrire a tutti i talentuosi artisti partecipanti l’opportunità di ottenere grande visibilità e ritorno d’immagine, di portare avanti il proprio percorso nel mondo dell’arte. Verrà data risonanza all’evento per ricordare Margherita, che ha lasciato un tesoro inestimabile di sapere e di conoscenza a noi e alle generazioni future e si è conquistata la stima e l’ammirazione da parte dell’opinione pubblica internazionale».

    La Signora delle Stelle resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio, tutti i giorni, ad esclusione della domenica, dalle 14.30 alle 19. L’accesso è gratuito.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • L’anticonformismo artistico di Marco Merulla

    Artista eclettico dallo spiccato spirito anticonformista, Marco Merulla si dimostra un talentuoso e intraprendente creativo, che si cimenta con passione e dedizione e si muove con destrezza nel variegato e multiforme panorama attuale della scultura informale non convenzionale.

    La dottoressa Elena Gollini lo ha selezionato per entrare nel circuito di qualità degli artisti del suo blog www.elenagolliniartblogger.com e ha espresso delle significative riflessioni critiche di analisi, per scandagliare i tratti e gli aspetti salienti che ne caratterizzano l’ideologia creativa alla base della sua originale produzione. Di recente ha redatto un corposo testo di recensione critica, dove ha voluto evidenziare una serie di punti di collegamento con la tradizione scultorea del passato e creare anche un riferimento di legame con la cosiddetta arte del riciclo nelle sue peculiari componenti distintive. Leggi qui sotto in allegato il testo critico scaricabile gratuitamente dal link http://www.elenagolliniartblogger.com/marco-merulla/ .

  • Le velature oniriche del reale nella pittura di Graziano Ciacchini

    Nei dipinti di Graziano Ciacchini emerge la piena consapevolezza, padronanza e coerenza del gesto pittorico. Per lui la componente emozionale è un tassello fondamentale della sua ispirazione, poiché instaura un rapporto di stretta relazione con quanto raffigurato. Le immagini figurali di impronta paesaggistica vengono riprodotte in una proiezione personalizzata travalicando i confini stessi della natura e delle ambientazioni naturali immortalate, per assurgere ad emblema simbolico di dolcezza, serenità, pacatezza, bellezza da ammirare e contemplare con slancio interiore. Il cromatismo tutto giocato sulle sfaccettate tonalità del blu, sono densi e intensi, sono vibranti bagliori soffusi che talvolta si avvicendano in tonalità più sfumate ed evanescenti donando una permeante cornice radiosa di contorno allo scenario. I dipinti possiedono una luce che si propaga a tutto tondo e pervade lo sguardo dello spettatore. Ogni opera è frutto di una ponderata e meditata azione ideativa ed esecutiva. Riesce a combinare con abile maestria ogni dettaglio e ogni singola componente e a garantire la resa ottimale d’insieme avvolgendo la rappresentazione con una soave e delicata velatura poetica, aulica e sentimentale che lascia spazio ai dettami del cuore e alle pulsioni dello spirito. L’arte di Ciacchini si riveste di significati subliminali e simbologie sottese. La pittura è intesa come metafora della vita nell’avventuroso viaggio dell’esistenza e come forza vitale ed energia libera di fluire e sprigionarsi. Si muove all’interno di una concezione dell’opera d’arte come suggerimento di lettura e di interpretazione riflessiva con atteggiamento aperto e incondizionato. Persegue una compiutezza formale di pieno equilibrio ed armonia che diventa una sollecitazione a porsi in sintonia, a stare in ascolto, ad osservare, a cercare, a interrogarsi, a stimolare la capacità di sognare e di fare sognare alimentando l’immaginazione e la fantasia. Dipinge con stile e tecnica molto personali valorizzando le rappresentazioni con una ricerca raffinata per il dettaglio scenico de una ricca e variegata sottolineatura narrativa, con una partitura strutturale articolata e precisa che accentua la sua espressione emozionale nella fase creativa e la filtra nella suggestione compositiva d’insieme. Il tratto segnico sempre curato con dovizia traccia figurazioni di sorprendente visionarietà con una formula di realismo e di verismo traslata sul piano immaginifico con accento onirico e fiabesco. “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno” (Vincent Van Gogh).

  • Rosanna Gaddoni: arte di poetica realtà

    Il linguaggio artistico per Rosanna Gaddoni diventa il riferimento privilegiato e lo strumento preferenziale per entrare in contatto con il mondo circostante e la conduce ad un’approfondita indagine interiore. L’arte è un mezzo di intima conoscenza di sé e di scandaglio analitico di quanto la circonda. Gli effetti di luce e i riflessi luminosi sapientemente dosati e calibrati liberano le immagini producendo forte suggestione visiva, lasciandole emergere come se fossero apparizioni trasfigurate ed eteree inserite dentro atmosfere spaziali sospese senza tempo e fuori dal tempo. Ogni raffigurazione possiede un forte potere evocativo ed è come la metafora di una nascita, di una rivelazione, di un nuovo inizio rigenerante e Rosanna si proietta nel sorprendersi e nel meravigliarsi di quanto ancora è misterioso e rimasto celato e non svelato. Non si limita alla ricerca della verità del dato reale e puramente descrittivo, ma individua un’articolata e sfaccettata piattaforma fantastica e immaginaria per creare, inventare e scoprire innovative e inedite soluzioni compositive. Il suo lavoro pittorico è al tempo stesso sperimentale e concettuale. Si ricava un proprio metodo strumentale nella procedura e si rende autonoma da canoni e regole preimpostate e preconfigurate a monte, definendo una propria esclusiva identità artistica che qualifica i suoi lavori e li rende ben riconoscibili. Rifugge volutamente dalla discrepanza radicale della sempre crescente ricerca di perfezione assoluta che porta all’inevitabile standardizzazione e si orienta verso un percorso evolutivo libero, con una formula espressiva e comunicativa scaturita da un archivio della sua memoria visiva e personale del vissuto esistenziale. In questo mantiene le tracce tangibili del suo mondo circostante, un mondo in costante divenire e in continua mutazione. Le composizioni sceniche figurali si presentano come le pagine illustrate di un diario privato che filtrano e rielaborano queste trasformazioni e vogliono condividerle con lo spettatore.

    Ecco come la critica curatrice Elena Gollini ha posto in evidenza le connotazioni di pregio della sua pittura: “Un afflato emotivo pregnante e un aggraziato e garbato lirismo poetico fanno da cornice alla vivace vena creativa di Rosanna che trova nella pittura un filone preferenziale d’ispirazione inesauribile, nel quale immettere a fare riecheggiare una permeante e avvolgente melodia del cuore, come una sonorità soffusa che si diffonde con soave delicatezza. Si cimenta con dinamica fantasia su varie tematiche espressive riuscendo a ricavarsi un proprio filo conduttore personale qualificante e una cifra stilistica riconducibile ad un orientamento soggettivo, mai pedissequamente copiativo né emulativo. Nei quadri il suo vissuto è ciò che narra, ciò che sente e lo rappresenta come se fosse uno scorcio speciale e inedito della sua vita interiore. I cicli pittorici diventano dei virtuali romanzi esistenziali e compongono figurativamente un’estemporanea raccolta di stati d’animo e di esperienze significative. Guardare le sue opere trasmette le stesse emozioni di ascoltare una musica suadente e accattivante e di ammirare un suggestivo panorama che cattura e conquista lo sguardo. La sua pittura racchiude espressioni nascoste e messaggi appena celati tutti da scoprire che sollecitano la mente e l’approccio sensoriale a tutto tondo“.

  • La potenza espressiva nelle opere di Mauro Maisel

    Mauro desidera dal fruitore la comprensione spontanea di quello che c’è in lui, la condivisione delle emozioni pure e incontaminate, la partecipazione interattiva a valorizzare la bellezza e la grazia dell’arte“. Così scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista d’arte parlando dell’arte di Mauro Maisel e continua: “Il suo ego creativo non è isolato e ripiegato su se stesso, non si limita soltanto ad uno scandaglio di autocoscienza, ma si apre al dialogo e al confronto all’insegna di un concetto di esistere anche fuori di noi per ritrovare e recuperare frammenti e segmenti di un’essenza vitale, che pensavano essere andati perduti“.
    Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Come coniughi nel tuo fare arte i concetti di potenza espressiva e dimensione allusiva?
    R: La potenza espressiva è ciò che curo prevalentemente, l’uso dei colori, la brillantezza delle opere finite. Voglio che l’occhio di chi osserva sia catturato dall’irregolarità dell’opera e di conseguenza evocare pensieri e domande nell’osservatore.

    D: Come inserisci all’interno del tuo percorso creativo l’auto riflessione analitica?
    R: È d’obbligo, quando si realizza un’opera, fermarsi a riflettere durante la realizzazione! Per forza, il dubbio di star facendo bene deve sempre esser presente.

    D: Cosa devono possedere le tue opere per avere un’efficace e incisiva funzione comunicativa?
    R: Devono avere un titolo ed un tema che rispecchia l’opera, anche ridicolo e che faccia sorridere! Deve sorprendere anche il titolo e la descrizione oltre all’opera.

  • Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

    L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

  • L’arte di esplorazione del reale di Rosanna Gaddoni

    L’apparato figurativo dell’arte di Rosanna Gaddoni si costituisce e si afferma mediante una sorta di poetica esplorativa del mondo visibile conosciuto e di quello non visibile che abita nella dimensione psichica e immaginaria. I suoi lavori producono una sorta di stratificazione del conscio e dell’inconscio, che si avvicendano nell’ispirare il suo atto creativo. Le immagini restituiscono alla vista il significato allusivo di un percorso empirico che vive, si alimenta e si rigenera nei sedimenti della memoria. Quando dipinge la Gaddoni attinge dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai pensieri, dagli stati emotivi, dalle associazioni delle idee che sgorgano e fluiscono dando ritmo e scandendo le fasi elaborative. La sua versatile vena fantasiosa la avvicina a quanto dichiarato da Borges “il sogno visionario non si forma che nel viaggio”. La sua poetica artistica sviluppa una vocazione figurativa che diventa metamorfosi di un viaggio paradigmatico nel reale e si evolve anche nella sfera dell’immaginario aprendo porte d’accesso inaspettate e sorprendenti che confondono e mescolano il vero e l’invenzione e danno spazio a un mondo percettivo sommerso e ancora inespresso. La componente tonale sempre molto minimale, sobria e pacata e utilizzata con combinazioni mirate di grande effetto e rende molto accattivante l’insieme, favorendo l’approccio visivo e lasciando volutamente affiorare un contorno di significato enigmatico che sfugge alla comprensione sommaria immediata e resta ancorato ad un concetto affascinante di non del tutto svelato e rivelato. La Gaddoni entra e si addentra nel quadro e ne diventa parte integrante attiva, trasportandovi l’essenza della propria anima come se fosse in senso metaforico il prolungamento della sua mano nel gesto creativo. Suggerisce atmosfere oltre lo spazio naturalmente percepito ed esprime una concettualità visionaria modulata e modellata da un potente afflato di pathos e di coinvolgimento. Attraverso l’orchestrazione impeccabile e la sapiente partitura dinamica della composizione garantisce una resa plastica ottimale alle raffigurazioni e innesca un gioco bilanciato e armonioso di gradazioni luminose ed effetti chiaroscurali che dilatano la profondità spaziale e la percezione ottica. La sua pittura cerca l’attenzione partecipe dello spettatore e vuole essere portavoce di un mondo ancora tutto da perlustrare, un mondo che attira e attrae verso il sapere e la conoscenza e sottende a importanti interrogativi di cui cercare le risposte.

  • Mauro Maisel: arte per stupire e per stupirsi

    Analizzando la corposa produzione di Mauro Maisel emerge la sua potente inventiva che fluttua nell’incalzante desiderio di ricerca di orizzonti creativi sempre nuovi e stimolanti, con un procedimento tecnico e una perizia strumentale in continua evoluzione, caratterizzati da un paziente e certosino studio sperimentale che nel tempo scandisce fasi di fervida creatività, congiunta a momenti preparatori di meticolosa e ponderata meditazione sul proprio mondo interiore. Il linguaggio del colore è basilare in ogni lavoro e acquista una profonda valenza simbolica e concettuale. L’uso del colore, pastoso, luminoso, caldo, pervade la trama narrativa di vitalità, accende e alimenta lo scenario compositivo. Le tonalità e le sfumature cromatiche possiedono una suggestione tutta speciale e sono permeate da una visionarietà eterea, senza tempo e fuori dal tempo. La consistente e marcata stesura dell’impasto pigmentoso variopinto e policromatico, che si compone di più strati plasmati e armonizzati insieme, permette di ottenere dei volumi in rilievo che fuoriescono dallo spazio dell’opera, si espandono e si dilatano e producono delle proporzioni plastiche di immediato impatto estetico. Dedizione instancabile e vocazione inesauribile sono i pilastri portanti del suo fare arte che si completa di una fase esecutiva dove l’istinto creativo e l’incipit irrazionale vengono convogliati dentro un’azione ordinata e bilanciata in ogni gesto. Maisel raggiungendo la piena maturità artistica si protende verso il fruitore con la massima libertà espressiva e con impronta decisa, sicura, disinibita e segue le sue percezioni intime e il suo perspicace e acuto colpo d’occhio. Il risultato delle sue opere garantisce un’immediatezza visiva e genera nell’osservatore la voglia di addentrarsi e scoprire quanto è insito, si cela e viene custodito dentro le rappresentazioni.

    Dalla visione delle opere scaturisce un universo complesso di sensazioni simultanee e contestuali che accorpano insieme bellezza, materia e spirito. La critica curatrice Elena Gollini ha espresso delle riflessioni articolate al riguardo spiegando: “Per Mauro la creazione artistica corrisponde alla creazione spirituale e le leggi della creazione artistica equivalgono a quelle della creazione spirituale. Ideando ed elaborando l’opera intraprende in modo contestuale un lavoro di rigenerazione interiore. Nell’intento di perfezionare al meglio la sua creazione vuole raggiungere un ideale di bellezza evocativa di potente suggestione. Ama e celebra il senso del bello e lo trasmette nell’essenza costitutiva delle opere. L’arte con una personale e soggettiva riqualificazione, gli consente di percorrere il suo cammino esistenziale con coerenza e maturità, acquisendo una più profonda comprensione della dimensione interiore che gli offre spunti utili per affrontare la vita quotidiana. Esprimendo il suo archetipo di bellezza evidenzia simbolicamente il bello e il buono che c’è in ogni essere vivente e in ogni creatura, in nome di una proiezione visionaria positiva e di un fare arte sorretto da un’intensa vena di espressività intrinseca e da uno slancio artistico audace e temerario, che lascia emergere non soltanto l’aspetto estetico delle composizioni sceniche, ma anche tutto quel mondo di risorse interne sottese che conferiscono un valore concettuale aggiunto alla portata sostanziale della narrazione e generano messaggi e significati subliminali che vanno oltre il marginale e sommario impatto visivo. Mauro si propone di dare vita ad un’arte atemporale che può fluire e spaziare librandosi con dinamismo e vitalità conquistando da subito lo sguardo incuriosito dello spettatore“.

  • “Il silenzio e l’incontro” – Opere di Francesco Betti

    Bergamo, Palazzo Storico Credito Bergamasco – Banco BPM

    15 novembre – 6 dicembre 2019

    Dopo tre anni dalla prima mostra di Francesco Betti presso Palazzo Creberg, le opere dell’artista tornano protagoniste nella sede della Fondazione Credito Bergamasco – Banco BPM (Bergamo, Largo Porta Nuova 2), con la mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti, a cura di Angelo Piazzoli, che inaugurerà il 15 novembre 2019 alle ore 17.30, a partecipazione libera e gratuita.

    LA MOSTRA – In mostra saranno presenti 21 dipinti, con l’obiettivo di creare un’opportunità per riflettere su alcuni momenti della vita, attraverso attimi di silenzio e ascolto. La ricerca artistica di Francesco Betti è capace di rallentare la vita frenetica e vivere l’esperienza di visita in modo lento e calmo per godere della pacatezza che i suoi dipinti trasmettono.

    “L’affascinante mostra – spiega Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Creberg – rappresenta una buona opportunità per una riflessione e per indurci a praticare, in alcuni momenti della vita, spazi di silenzio e di ascolto. Come ricorda Chaplin, “il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca”. Le opere di Francesco Betti, oniriche e leggere, raffinate e semplici, intelligenti e comprensibili, rappresentano un segno concreto di lucida ribellione alla banalità e alla superficialità che ci circonda”

    INIZIATIVE COLLATERALI – In occasione dell’inaugurazione della mostra “Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti”, la compagnia Antiche Contrade presenterà lo spettacolo “Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le nuvole di Aristofane” diretto da Fulvio Manzoni ed eseguito presso Palazzo Creberg.

    La rappresentazione scenica, che si terrà venerdì 15 novembre (ore 17.35, Palazzo Creberg), avrà ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere.

    Narrazione di Bruno Pizzi. Musiche a cura di Vincenzo Albini (violino), Gianni Alberti (clarinetto), Gino Zambelli (fisarmonica), Pierluigi Ferrari (chitarra), Valerio Della Fonte (contrabbasso). Direzione artistica di Fulvio Manzoni.

     

     INFORMAZIONI

    Sede e orari

    PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO / BANCO BPM – Bergamo, Largo Porta Nuova 2

    18 novembre – 6 dicembre 2019

    Da lunedì a venerdì, negli orari di apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.30 – 15.30)

    Ingresso libero – Catalogo in distribuzione gratuita

     

    Evento inaugurale

    Venerdì 15 novembre 2019, ore 17.30 – Palazzo Storico Credito Bergamasco –Banco BPM

    Organizzazione

    Fondazione Credito Bergamasco (Bergamo)

    Curatore

    Angelo Piazzoli

    …………………………………………………………………………………………………………………………………..………………….

    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

  • Chôra, mostra personale di Linda Carrara da Boccanera

    Venerdì 25 ottobre, alle ore 18.00, Boccanera Gallery apre la stagione espositiva a Trento con la seconda personale di Linda Carrara (1984, Bergamo) negli spazi espositivi in Via Alto Adige 176.

    Boccanera Gallery presenta così la più recente ricerca pittorica della giovane artista, un lavoro mirato al superamento delle funzionalità rappresentative della pittura, dove essa diventa il soggetto nascosto dei suoi lavori, poiché mezzo che garantisce proprietà divergenti rispetto alla realtà. Le immagini di Linda sono caratterizzate da una sintassi instabile e libera, in cui trovano posto silenziosi smarrimenti poetici e reali contraddizioni prospettiche.

    Chôra” è il titolo della mostra curata da Giuseppe Frangi, un termine tratto dal Timeo di Platone che indica quello spazio, per certi versi indicibile, in cui la forma dispiega la propria azione. Con un gioco di parole: è lo spazio della forma in “formazione”. Ed è proprio nel concetto di formazione, della materia, di un ipotetico paesaggio o della pittura stessa, che la Carrara si destreggia e abita, mostrandoci una serie di opere che tendono all’idea di luogo e paesaggio nel quale lo spettatore sarà invitato a camminare.

    Un titolo che vuole definire la ricerca dell’artista, una ricerca scaturita da un’attrazione, anzi, da una sorta di magnetismo: quello che porta la tela a farsi involucro della forma che poi la abiterà. Liberare la pittura dall’intenzionalità significa spingerla, quasi stressarla, perché sempre più si pieghi a farsi pelle del reale, a farsi lei stessa cosa e non solo rappresentazione della cosa. “Chôra” descrive la ragione profonda di questo schiacciarsi sul soggetto, di questo annullamento di ogni distanza.

    Le opere sono in mostra negli spazi di Boccanera in via Alto Adige 176 a Trento fino al 4 gennaio 2020.

    __

    Biografia

    Linda Carrara è nata a Bergamo nel 1984. Vive e lavora fra Gent – Bruxelles e Milano.
    Nel marzo 2006 si diploma al “Dipartimento sperimentale di arte contemporanea” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 2015 frequenta il Master in MultiMedia presso l’Accademia belga KASK a Gent. Nel 2013 è finalista al “Premio Cairo”, nel 2014 vince il “Premio Terna – Pittura” con l’opera intitolata “Outer Space” nella quale indaga la luce come materia pittorica e la metafisica come spazio.

    Sono numerose le mostre pubbliche che la vedono partecipe sul territorio italiano e internazionale. Nel 2012 partecipa alla collettiva “Crises and Rises” a cura di Rossella Farinotti, presso il Palazzo delle Stelline a Milano e nel 2014 alla Fondazione Rivoli2 di Milano presenta la personale intitolata “Be. Per agire occorre essere avvolti nelle illusioni”.

    Nel 2015 è stata invitata a Bruxelles alla mostra collettiva “Ma Patience a des Limites – still life” presso gli spazi di Dubois Friedland e alla collettiva sul disegno negli spazi di Le Kabinet. Sempre nel 2015 il suo video “I’m a still life” è stato proiettato a Mosca presso il Centro d’Arte Contemporanea Fabrika.

    Nel 2016 presenta la prima personale da Boccanera Gallery Trento “Il pretesto di Lotto” a cura di Daniele Capra, nel 2017 la personale “Looking for the right place at the right moment” con scritti di Claudio Salvi, negli spazi Blanco a Gent, in Belgio. Nel 2018 inaugura la sua mostra “A/R Linda Carrara [nata a Bergamo nel 1984, vive e lavora tra Bruxelles e Milano]” all’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, lo stesso anno partecipa alla collettiva “Graffiare il presente” a cura di Daniele Capra e Giuseppe Frangi, a Casa Testori, Milano. Nel 2019 inaugura la personale “Madonna delle Rocce” presso la Galleria Iragui di Mosca.

    Vincitrice di diverse residenze d’artista, nel 2015 partecipa alla residenza “MOMENTUM Worldwide” a Berlino, nel 2016 è ospite presso la residenza LKV – Lademoen Kunstnerverksteder a Trondheim in Norvegia, nel 2017 presso la residenza del Museo NCCA di San Pietroburgo e nel 2018 alla residenza Musumeci Contemporary a Bruxelles.

    INDA CARRARA “CHÔRA
    BOCCANERA GALLERY, VIA ALTO ADIGE 176, TRENTO – IT

    Inaugurazione: venerdì 25 ottobre, 18.00 – 21.00

    26 ottobre 2019 – 4 gennaio 2020

    Orari di apertura: dal martedì al sabato, dalle ore 14.00 alle ore 19.00

    [email protected]

    www.arteboccanera.com

    Instagram @boccanera_gallery

    +39 0461 984206

  • 101CAFFE’ A BIENNALE MILANO – INTERNATIONAL ART MEETING

    Sono più di duecento gli artisti in mostra a Biennale Milano – International Art Meeting,  mostra internazionale d’arte contemporanea, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 si tiene negli spazi di Brera Site in via delle Erbe 2. La manifestazione, ideata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e presentata da Vittorio Sgarbi, giunta alla terza edizione, si rivolge ad un pubblico internazionale, con l’obiettivo di diffondere le opere di autori molto promettenti nel panorama artistico contemporaneo italiano e non. Per tale motivo propone un programma ricco di incontri culturali con tanti illustri ospiti del calibro di Francesco Alberoni, Massimo Giletti, Silvana Giacobini, Paolo Liguori, Morgan, Edoardo Bennato e Carolyn Smith. 101CAFFE’, che già a Venezia, in occasione della Pro Biennale e a Spoleto, per Spoleto Arte ha dato il proprio immancabile contributo, rinnova a Milano, per il secondo anno, questo importante sodalizio con l’arte, mescolando la cultura del caffè alla variopinta creatività.

    “Partecipiamo con soddisfazione alla Biennale Milano, che ci vede tra i partner della rassegna, per il secondo anno, orgogliosi di poter condividere la cultura dei nostri caffè, provenienti dalle migliori torrefazioni italiane di eccellenza, con illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo e con tutti i presenti, proprio a Milano, culla del nostro marchio,” afferma Umberto Gonnella CEO e fondatore di 101CAFFE’.

    Nell’ambito di questa prestigiosa vetrina, in uno spazio dedicato, trovano espressione le molte miscele artigianali di 101CAFFE’, oltre ad un vasto assortimento di bevande alternative e caffè aromatizzati, offerti a tutti gli ospiti, grazie all’unicità del caffè espresso di qualità del brand. L’azienda si conferma il primario marchio italiano specializzato nella vendita di caffè in tutte le sue forme, tramite la sua rete di negozi in franchising con cui condivide il gusto e la passione per il Made in Italy.

    La mostra, ad ingresso gratuito, aperta tutti i giorni dal 10 al 14 Ottobre, dalle ore 10.00 alle ore 20.00, è l’occasione per mettere in mostra l’arte che viene prodotta anche nella città di Milano, opportunità per 101CAFFE’ di condividere proprio nell’arte valori che appartengono alla sua storia, come la passione, l’eccellenza, la ricerca dei suoi caffè pregiati.

    “Il nostro particolare ringraziamento va a tutta l’organizzazione di Biennale Milano che ci ha ospitato in un evento internazionale che si impone come un’accorta selezione di artisti di tutte le regioni d’Italia e di altri paesi, senza discriminazioni”, conclude Umberto Gonnella.

  • Biennale Milano sceglie Broker Insurance Group come partner assicurativo

    Si ripropone con l’edizione del 2019 la collaborazione tra BIG – Broker Insurance Group e Spoleto Arte per la realizzazione della mostra Biennale Milano, l’esposizione, che si terrà dal 10 al 14 ottobre a Milano, presso il Brera Site in via delle Erbe 2. L’International Art Meeting, presentato da Vittorio Sgarbi, è organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes.

    Includendo nello spazio espositivo oltre 200 artisti italiani e stranieri e confermando la tendenza iniziale, che prevede una maggiore presenza artistica femminile, Biennale Milano arricchisce la rassegna con un programma costruito su una serie di incontri con noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra questi il grande sociologo Francesco Alberoni, il celebre conduttore e giornalista Massimo Giletti, la già direttrice di «Chi» e di «Diva e donna» Silvana Giacobini, il cantautore Morgan, lo stilista Alviero Martini, il cantautore Edoardo Bennato che qui espone alcune delle sue opere, il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori e tanti altri.

    In occasione di uno straordinario contesto quale Biennale Milano, Spoleto Arte si affida a BIG – Broker Insurance Group, società d’intermediazione assicurativa con sede a Milano. Fondata negli anni Settanta da Massimo Ciaccio, consigliere e AD del gruppo, BIG è ormai da oltre vent’anni il punto di riferimento nel settore assicurativo dei beni artistici. E lo rimane specie dopo essere stata rilanciata da Gabriele Ciaccio nell’ambito di Fine Art e Special Risks. A riprova del ruolo di player giocato dalla società, BIG, coverholder di Lloyd’s di Londra, può vantare tra i suoi clienti alcuni dei più importanti operatori del settore, galleristi, case d’asta e collezionisti. Tra i suoi partner figurano inoltre importanti musei, fondazioni, organizzatori di mostre, esperti, trasportatori e restauratori di prestigio. Biennale Milano rientra a pieno titolo in questa lista.