Categoria: Aziendali

  • 21 Invest, i case studies di successo raccontati da Alessandro Benetton

    Il Corriere della Sera ha ripreso il recente video di Alessandro Benetton che si occupa di spiegare perché conviene investire in Italia: il nostro Paese e le sue imprese vanno valorizzate, lo testimonia 21 Invest con le sue storie di successo, da Forno d’Asolo a SIFI.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: l’esempio di successo di Forno d’Asolo

    Troppo spesso vediamo l’Italia come un Paese spacciato, perso in una lunga e profonda crisi economica e sociale: un caso senza speranza sul quale non vale la pena impegnarsi. Non la pensa così Alessandro Benetton, che in uno dei suoi ultimi video su Youtube racconta l’esperienza di 21 Invest, azienda di private equity che ha fondato e portato all’eccellenza. La realtà ha impegnato 500 milioni di euro nella piccola e media impresa nel Belpaese. “I motivi per i quali continuiamo ad investire in Italia sono essenzialmente due”, ha dichiarato l’imprenditore nell’ultimo episodio della video-rubrica “#UnCaffèConAlessandro”, ripreso anche sul Corriere della Sera all’interno della sezione “I Consigli di Alessandro Benetton“. Il primo motivo è essenzialmente legato ai profitti: “21 Invest individua aziende promettenti, ne acquisisce una parte per poi crescere insieme e cedere in seguito le nostre quote. È un sistema in cui vincono tutti”, ha spiegato l’imprenditore: “l’azienda cresce e noi facciamo profitto”. Un esempio concreto che prova l’affidabilità di questo modus operandi è Forno d’Asolo, azienda a conduzione familiare specializzata nella produzione di prodotti da forno. Nel 2014 si trattava di un’eccellenza italiana da valorizzare, da spingere sul piano internazionale. “Oggi Forno d’Asolo è leader italiano nel settore, è presente in 50 paesi con filiali in Germania e Stati Uniti”. 21 Invest ne ha ceduto le quote nel 2018, assicurandosi che si continuasse lungo la linea di successo già tracciata.

    Alessandro Benetton racconta il caso SIFI

    Alessandro Benetton prosegue nella sua video-rubrica illustrando il secondo motivo per il quale vale la pena investire in Italia: supportarne la crescita. “Non smetterò mai di ripeterlo: nel nostro Paese c’è un numero enorme di aziende con grandissimo potenziale. Trovarle e farle crescere non vuol dire solo profitto, vuol dire anche ricerca, successo e affermazione internazionale, nonché posti di lavoro”. Si innesca così un circolo vizioso che fa bene all’Italia. Un altro esempio interessante menzionato da Alessandro Benetton è quello di SIFI, azienda con sede a Catania di cui 21 Invest si occupa dal 2016. Attiva nel settore della oftalmologia, ha prodotto oltre 100 nuovi brevetti nel campo della medicina oculistica negli ultimi anni. 21 Invest ha puntato anche sui giovani: il 20% dei dipendenti è ora under 35. Sono state anche attivate diverse partnership con università del Sud Italia per aumentare l’assunzione di neolaureati. Come sottolineato dall’imprenditore, l’Italia non è affatto in declino, l’importante è “trovare le nostre eccellenze e investire su di loro”.

  • Gianpietro Benedetti celebra i quaranta anni di Danieli in Cina

    Nel 1979 Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. apre un ufficio di rappresentanza in Cina: in un’intervista a “Il Messaggero Veneto” il Presidente Gianpietro Benedetti ripercorre le tappe della crescita del Gruppo nel Paese, che oggi possiede insediamenti produttivi per un fatturato annuo di 250 milioni di dollari.

    Quaranta anni di Danieli in Cina: Gianpietro Benedetti celebra l’anniversario su “Il Messaggero Veneto”

    Era il 1979 quando Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A., Gruppo attualmente guidato da Gianpietro Benedetti, aprì un ufficio di rappresentanza in Cina e un altro in URSS, mercati “che all’epoca producevano il doppio dell’Italia, circa 50/60 Mtpy (milioni di tonnellate l’anno di produzione di acciaio)”. È lo stesso Presidente a ricordarlo in un’intervista al “Messaggero Veneto”, rilasciata lo scorso aprile. In Cina oggi il Gruppo annovera insediamenti produttivi che fatturano 250 milioni di dollari l’anno. L’obiettivo è arrivare a 400 milioni e “fabbricheremo anche per esportare, ma innanzitutto dobbiamo soprattutto competere con innovazione continua e qualità di esecuzione”. Non a caso la Cina ha conosciuto in pochi anni un “cambiamento epocale, anche e soprattutto culturale” e i risultati si vedono. Per “non finire soffocati dalla concorrenza cinese e non solo, anche da altri cosiddetti Paesi in via di sviluppo”, occorre secondo Gianpietro Benedetti razionalizzare la spesa e investire di più in ricerca, innovazione e università.

    Gianpietro Benedetti: l’esperienza del Gruppo siderurgico in Cina

    “Non abbiamo avuto alcuna difficoltà ad avviare l’attività in Cina, anzi, siamo stati favoriti dai governi locali” ricorda Gianpietro Benedetti, spiegando come sia stato più facile “in quanto abbiamo deciso di investire senza soci locali”. E se fino a poco tempo fa si riscontravano problemi con la protezione dei brevetti, oggi sembrano essere quasi superati: inoltre “stanno favorendo gli investimenti esteri, soprattutto se sono high tech”. Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. coltiva “ottimi rapporti e rispetto reciproco” con le realtà locali. Lo dice anche l’accordo sottoscritto 3 anni fa proprio con un gruppo cinese per la realizzazione di un impianto in Arzebaijan: “Il contratto finale è di 1,1 miliardi di euro di cui 400 milionicorrispondente alla parte tecnologica – di pertinenza di Danieli. Il finanziamento della Cina ha reso possibile questo investimento che in caso contrario sarebbe naufragato. Questo è il nostro vantaggio; il loro è che si sono introdotti in mercati nuovi”. Secondo l’esperienza di Gianpietro Benedetti quindi “la Via della Seta, rimanendo competitivi e high-tech e favorendo l’imprenditorialità, può essere una opportunità altrimenti no e non lo sarà nemmeno con gli altri Paesi europei ed in via di sviluppo”. “Dobbiamo ritornare competitivi e high-tech” torna a ribadire infine il Presidente di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A., sottolineando la necessità di una “visione Paese, una visione manifatturiera, di sviluppo in generale che al momento pare non esserci, così come lo è stata poco negli ultimi 30 anni o più”.

  • Terna: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris intervistato da “Il Messaggero”

    In occasione della due giorni romana dedicata alla transizione energetica in Italia, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Luigi Ferraris ha dialogato con “Il Messaggero” parlando del contesto attuale, delle priorità, degli investimenti, della cybersecurity e della nuova cooperazione con Snam.

    Luigi Ferraris

    Luigi Ferraris (Terna) agli Stati Generali della Transizione Energetica Italiana

    Luigi Ferraris, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, è stato intervistato da “Il Messaggero” in occasione degli Stati Generali della Transizione Energetica Italiana. L’evento si è svolto nel corso di due giornate presso Palazzo della Cancelleria a Roma. Snam e Terna, in collaborazione con CDP, hanno presentato i risultati di uno studio congiunto sui futuri scenari del settore, a sostegno dei piani decennali di sviluppo delle reti di trasmissione di energia elettrica e gas. Terna ha come prima responsabilità quella di accompagnare questo processo di transizione mantenendo la continuità, la qualità del servizio elettrico e adeguati standard di sicurezza” ha dichiarato Luigi Ferraris illustrando le principali sfide che la società si appresta ad affrontare nel corso del processo di transizione energetica in corso. “Occorre investire in reti che consentano di connettere le nuove risorse via via disponibili sotto il profilo degli investimenti rinnovabili o altre capacità. È importante, altresì, investire in stoccaggio di energia andando verso un modello caratterizzato da una presenza crescente di impianti solari e fotovoltaici”.

    Luigi Ferraris: cybersecurity e il protocollo con Snam

    Nel contesto attuale sarà “fondamentale non disperdere nulla dell’energia non appena è disponibile”, ha dichiarato Luigi Ferraris a “Il Messaggero”, evidenziando tra le esigenze da non sottovalutare anche quella di “sopperire alle carenze quando viene meno l’energia rinnovabile”. “Per noi gli investimenti in pompaggi sono importanti così come lo sono gli investimenti in batterie”. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna ha sottolineato l’importanza degli investimenti in ricerca e sviluppo nel campo dell’idrogeno e verso nuove frontiere che aiutino a sfruttare al meglio tutte le risorse a nostra disposizione. 6,2 miliardi di euro sono già stati stanziati e verranno utilizzati per la rete italiana nei prossimi 5 anni. Non mancherà l’attenzione verso innovazione e digitalizzazione, perché “stiamo andando verso un mondo caratterizzato da una maggiore complessità e diversità rispetto al passato del modello di funzionamento del nostro sistema energetico”. Per quanto riguarda la cybersecurity, Luigi Ferraris ha affermato che questa è “fondamentale perché la gestione del dato caratterizzata da una rilevazione capillare di tutte queste nuove capacità di produzione che si affacciano presuppone una misurazione, una gestione, uno stoccaggio ed elaborazioni di soluzioni di algoritmi che verranno gestiti in ambienti di carattere informatico, quindi potenzialmente esposti ad attacchi cibernetici”. È proprio questo l’obiettivo della cooperazione con Snam e con altre istituzioni, perché “la prevenzione è estremamente importante”.

  • CRISTOFORETTI SERVIZI ENERGIA S.p.A. chiude la sottoscrizione del suo primo Minibond di 8 milioni di Euro.

    I sottoscrittori dell’emissione sono il Fondo Strategico Trentino-Alto Adige gestito da Finint Investments SGR, Banca Popolare dell’Alto Adige, Euregio Plus SGR e Cassa di Risparmio di Bolzano. Banca Finint Arranger dell’operazione. Advisor: Studio Legale Toniolatti & Associati e Commercialisti Associati Bortolotti & Conci.

    Trento, 26 novembre 2019Cristoforetti Servizi Energia S.p.A., tra i leader nazionali nel settore dei servizi energetici con sede legale a Trento ed unità produttive a Vercelli, Milano (Legnano), Padova e Trieste, ha chiuso la sottoscrizione dei Minibond da 8 milioni di Euro.

    La prima tranche era stata sottoscritta a giugno 2019 per 4 milioni di Euro dal Fondo Strategico Trentino-Alto Adige, anchor investor dell’operazione. La restante parte è stata ora sottoscritta da Banca Popolare dell’Alto Adige per un milione di Euro, da Euregio Plus SGR per 2 milioni di Euro, e per il restante milione di Euro da Cassa di Risparmio di Bolzano.

     

    Nell’operazione Banca Finint ha svolto il ruolo di Arranger, mentre lo Studio Legale Toniolatti & Associati e lo studio Commercialisti Associati Bortolotti & Conci hanno svolto rispettivamente il ruolo di Advisor legale e finanziario della società emittente.

    Le nuove risorse andranno a supporto del Piano Industriale triennale (2019-2021) che prevede investimenti per 18 milioni di Euro nell’efficientamento energetico e, di conseguenza, nella riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti dovute agli impianti di climatizzazione. In particolare, per il biennio 2019-2020 sono già previsti investimenti per circa 6,5 milioni di Euro sul sistema edificio-impianto per importanti commesse pubbliche aggiudicate in Lombardia e Veneto.

    Cristoforetti Servizi Energia S.p.A., presieduta da Giorgio Gatti, opera da oltre 25 anni nel settore dell’efficientamento energetico ed impiega ad oggi 107 dipendenti, con un indotto di almeno altre 50 aziende per servizi che vengono esternalizzati. Cristoforetti Servizi Energia S.p.A. ha chiuso il 2018 con oltre 39 milioni di Euro di ricavi e un EBITDA di 4,8 milioni di Euro.

    Giorgio Gatti, Presidente di Cristoforetti Servizi Energia S.p.A., dichiara “Il mercato ha dato fiducia allo strumento innovativo dei Minibond ed alla solidità della Cristoforetti sottoscrivendo l’importo massimo previsto di 8 milioni di Euro. Gli investitori, tutti di natura istituzionale, hanno apprezzato il piano industriale triennale e il modo in cui si sta posizionando l’azienda rispetto al mercato, sempre più competitivo. Ci fa pertanto piacere che il nuovo strumento finanziario studiato con i nostri arranger e con gli advisor legali e finanziari sia stato apprezzato e premiato. Ora abbiamo ultimato il percorso che fornisce all’azienda gli strumenti finanziari necessari per concretizzare il piano industriale approvato dal CdA”.

    Cristoforetti Servizi Energia, fondata nel 1996 e con 105 dipendenti, è una Energy Service Company (ESCo) con sede a Lavis, in provincia di Trento, ed è uno dei principali player nazionali nel settore dei servizi energetici, specializzata nello sviluppo di sistemi e tecnologie altamente innovativi finalizzati all’efficientamento energetico e all’uso razionale delle fonti di energia. Con filiali in Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia, la Società si propone agli enti pubblici, alle aziende e ai privati come partner per la gestione globale dei sistemi energetici.

    Per ulteriori informazioni:

     

    Emanuela Testori | PR Account

    1. + 39 3456619255

    [email protected]

  • Andrea Mascetti: novità in arrivo con la sentenza n. 18283/2019

    L’avvocato Massarenti, dello Studio Legale di Andrea Mascetti, chiarisce in merito alla sentenza n. 18283/2019 dell’8 luglio 2019, con cui la Suprema Corte ha legittimato il licenziamento di un lavoratore colpevole di avere ripetutamente ignorato il regolamento del CCNL sulla notifica delle assenze causa malattia.

    Andrea Mascetti

    Studio Legale di Andrea Mascetti: l’Avv. Massarenti illustra la sentenza n.18283/2019

    L’avvocato Massarenti, professionista nello Studio Legale di Andrea Mascetti, ha scritto in merito alla sentenza n. 18283/2019, uscita lo scorso 8 luglio 2019, per mezzo della quale la Cassazione ha deciso in favore della validità dell’interruzione del rapporto di lavoro notificato dall’azienda all’impiegato reo di aver sistematicamente ignorato il regolamento contrattuale collettivo sulla comunicazione delle assenze. Nel caso in oggetto, il lavoratore si dava intenzionalmente per malato in concomitanza con il fine settimana, riferendolo però al datore di lavoro in modo tale da rendere di fatto impossibile il controllo ispettivo. L’impresa, resasi conto di questa premeditazione, aveva inizialmente adottato sanzioni di carattere conservativo, giungendo in ultima istanza al vero e proprio licenziamento. La Sezione lavoro della Cassazione ha deliberato affermando che la sentenza impugnata ha giustamente riconosciuto nel comportamento del lavoratore "una precisa metodica". Il legale Massarenti dello Studio di Andrea Mascetti entra nei dettagli della sentenza, spiegando che il modus operandi dell’impiegato consisteva nel comunicare la malattia in concomitanza con lo scadere del periodo di tempo stabilito dal CCNL applicato dalla ditta, vale a dire due ore dall’inizio del turno di lavoro. Spesso, la comunicazione all’impresa giungeva addirittura successivamente, così come quella posticipata, o talvolta proprio assente, relativa al certificato medico.

    Andrea Mascetti: l’Avv. Massarenti spiega le motivazioni alla base della sentenza

    L’avvocato Massarenti, dello Studio Legale di Andrea Mascetti, continua affermando che, secondo il parere dei giudici di legittimità, le caratteristiche di ripetitività ed intenzionalità riconducibili alla condotta del lavoratore concorrono in maniera importante e determinante a configurare un "inadempimento di notevole gravità e tale da arrecare pregiudizio all’organizzazione aziendale, posta nella condizione di non poter mai attivare il controllo ispettivo previsto in caso di malattia del dipendente". Dunque, alla luce della legislazione in materia di interruzioni dei rapporti di lavoro, riconosce come valido il licenziamento per giustificato motivo soggettivo del suo autore. Il legale Massarenti, professionista dello Studio di Andrea Mascetti, conclude riferendo che, nello specifico caso oggetto della sentenza, la Corte di Cassazione ha deciso in favore della completa non sussistenza delle rimostranze riferite dal dipendente ricorso in giudizio, validando in tal modo la legalità del licenziamento imposto dall’impresa al lavoratore. Inoltre, lo stesso è stato condannato a rifondere le spese processuali sostenute nei tre gradi di giudizio.

  • Le soluzioni di Norblast alla prima edizione del MECSPE di Bari

    Con l’innovativo processo di Inox Peen® e altre novità, l’azienda bolognese sarà tra gli espositori della prima edizione barese di MECSPE, la fiera di riferimento del manifatturiero 4.0

    Dal 28 al 30 novembre il Gruppo Norblast, azienda specializzata nelle tecnologie per i trattamenti superficiali di precisione che trovano applicazione in tutti i settori dell’industria meccanica, parteciperà, presso la Nuova Fiera del Levante, alla prima edizione del MECSPE di Bari. La manifestazione, organizzata da Senaf, è il frutto dell’esperienza maturata nelle 18 precedenti edizioni di Mecspe Parma e nasce con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per una nuova area del Paese per quanto riguardo lo sviluppo delle tematiche di innovazione 4.0 attraverso un network di partner qualificati e di patrocini che includono il Comune di Bari, la Camera di Commercio di Bari, Confindustria Bari-Bate e il Cluster Fabbrica Intelligente.

    In questa cornice inedita, che raccoglierà le aziende manifatturiere del Centro e del Sud Italia, il Gruppo Norblast (espositore presso il Pad. NP, Stand A27) presenterà gli ultimi progetti in corso per il 2019 inerenti ai trattamenti di finitura e miglioramento delle superfici con applicazioni legate all’additive manufacturing, sistema di produzione che si è diffuso grazie alle stampanti 3D. Infatti, allo stato dell’arte e della tecnica, i prodotti che escono dal processo di stampa presentano una qualità superficiale e valori di rugosità che, per la maggior parte delle applicazioni, sono inaccettabili. Da qui il vantaggio e la necessità delle soluzioni di finitura superficiale di Norblast, capaci di donare ai particolari trattati effetti estetici particolarmente gradevoli e profili di rugosità idonei al loro corretto funzionamento.

    Ampio spazio sarà dedicata anche a una soluzione di alto valore tecnologico: il processo Inox Peen® messo a punto dal Gruppo Norblast grazie alla competenza specializzata della consociata Peen Service, realtà di fama internazionale dedicata allo studio dello shot peening. Inox Peen® è un trattamento dedicato ai componenti in acciaio inossidabile, caratterizzato dalla capacità di conferire alle superfici un gradevole aspetto estetico. Dunque, un processo di pulizia meccanica che si pone come ottima alternativa al decapaggio chimico e consente di ottenere in tempi rapidi una superficie pulita.

    “Dopo l’esperienza positiva dello scorso Marzo al MECSPE di Parma, – spiega Stefano Norelli, Sales Manager di Norblast – ci accingiamo con molta aspettativa a questa manifestazione con l’obiettivo di avviare nuove partnership e relazioni commerciali. La kermesse di Bari rappresenta un primo passo verso un nuovo territorio e mercato e, quindi, un’entusiasmante sfida che vogliamo vincere confermando ancora una volta il valore del Gruppo Norblast come subfornitore e partner tecnologico privilegiato, in grado di accelerare il business e la competitività di tutte le aziende che operano nel vasto e articolato settore dell’industria meccanica”.

  • Rubinetterie Stella brilla all’evento “Sleep & Eat” di Londra

    L’azienda, che dal 1882 scrive la storia della rubinetteria di pregio made in Italy, è stata tra i protagonisti della principale manifestazione londinese del settore hotellerie.

    Rubinetterie Stella è tornata a calcare uno dei più importanti palcoscenici europei dedicati a design e innovazione nel settore dell’ospitalità. Grazie alla consolidata partnership commerciale con Vicalvi, infatti, l’azienda novarese ha partecipato all’evento “Sleep & Eat”, che si è svolto il 19 e il 20 novembre all’interno della suggestiva cornice espositiva dell’Olympia London.

    Il qualificato e numeroso pubblico, costituito da architetti, designer e professionisti del comparto dell’hotellerie di lusso, ha mostrato grande apprezzamento per le proposte firmate Stella, confermando l’ineguagliabile fascino delle collezioni storiche Roma, Italica ed Eccelsa e l’indiscutibile coerenza di un progetto produttivo d’eccellenza, portato avanti anche dalle serie più recenti e stilisticamente innovative, realizzate in collaborazione con i protagonisti del mondo del design contemporaneo.

    Le molteplici possibilità di personalizzazione offerte, inoltre, grazie alle differenti finiture di alta qualità disponibili nonché alle lavorazioni di taglio artigianale, rendono Rubinetterie Stella il partner ideale nel settore delle forniture per l’hotellerie di prestigio, in grado di realizzare soluzioni d’arredo tailor made. A tale proposito, all’interno dello stand C31 – National Hall troneggiava anche “Swan”, la preziosa collezione ornata di cristalli Swarowski che brilla all’interno delle sale da bagno del Ritz di Parigi nell’esclusiva versione oro 23.5 carati.

    www.rubinetteriestella.it

  • La formazione prima di tutto: Poggi e la trasmissione di conoscenza

    La bolognese Poggi trasmissioni meccaniche SpA il 17 ottobre ha avviato un progetto di formazione di tecnici specializzati in Dentatura CNC auspicando il loro inserimento tra le fila aziendali e portare così ulteriore know-how in una realtà in continuo sviluppo.

    Nel panorama in continua evoluzione della produzione di ruote dentate, non sono solo la scelta dei componenti, dei materiali e dei metodi di lavorazione a permettere di raggiungere i risultati migliori, ma sono il fattore umano e le competenze diversificate a fare davvero la differenza. Questo processo in continuo cambiamento necessita una buona dose di flessibilità ed efficienza abilmente orchestrate da mani esperte e consapevoli.

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA collabora da tempo con Gi Group e con FAV, Fondazione Aldini Valeriani, e a questo turno, grazie ad un lavoro di sinergia e collaborazione tra le tre Aziende, nasce un’Academy, per far fronte alla mancanza di operatori specializzati. Questa iniziativa unisce l’esigenza di personale qualificato da parte delle aziende del settore meccanico alla possibilità per numerosi giovani in cerca di occupazione di formarsi in maniera specifica e sul campo. Disponendo di un monte ore da dedicare alla pratica direttamente sulle macchine automatiche, e un monte ore teorico, si crea così una base di esperienza e una prospettiva di assunzione futura. In particolare, l’Academy porta alla vera e propria creazione di alcune figure specializzate e personale qualificato in ambito Dentatura CNC in grado di apportare un concreto vantaggio competitivo ad una realtà aziendale in crescita costante.

    Nel mese di ottobre è partita la prima tranche di questo corso basato su una programmazione dettagliata del lavoro che tiene conto del monte ore totale e dell’alternanza teoria/pratica, il tutto curato nel dettaglio grazie alla collaborazione fra i tecnici di Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA e i docenti di FAV, e grazie alla gestione organizzativa ed al reclutamento di Gi Group. La storica sede di Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA ha accolto i giovani inseriti in questo percorso formativo, professionale e gratuito. L’Academy prevede l’apprendimento delle basi per la lettura del disegno meccanico, l’utilizzo delle apposite attrezzature, la metrologia sulle ruote dentate e l’uso delle dentatrici. Il corso trasmette dapprima conoscenze teoriche, e poi conoscenze orientate alla pratica sviluppate da maestranze interne all’azienda e specializzate nel settore che insegneranno a sfruttare al meglio le macchine in modo da ridurre al minimo errori e sprechi di tempo.

    Tra i temi trattati un’iniziale e doverosa introduzione al mondo Poggi con la sua organizzazione, le sue procedure e processi interni. A seguire un focus sul disegno meccanico di base che verrà integrato da una parte dedicata alle ruote dentate. Tecnologie dei materiali, utilizzo delle attrezzatture e tematiche legate alla sicurezza sono solo alcune tra le materie approfondite. Nella seconda parte del corso gli studenti sperimentano un affiancamento ravvicinato e affrontano le lavorazioni meccaniche direttamente su ruote dentate.
    Ancora formazione in Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA. Grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna Poggi continua a investire risorse in formazione, e in questo caso in ricerca e sviluppo, con il progetto di un innovativo banco prova prodotti. Il nuovo banco prova permetterà di testare ed eseguire simulazioni reali molto affidabili dei rinvii angolari Poggi acquisendo e inviando i dati in ufficio tecnico per elaborarli, in modo da poter confrontare i risultati pratici con i risultati teorici dei programmi di calcolo e dimensionamento. Questo consentirà di eseguire verifiche precise dei pezzi, nell’intento di individuare ulteriori migliorie ai rinvii, al fine di ottenere un upgrade del prodotto che ne massimizzi il rendimento e l’affidabilità.

    Inoltre, la laureanda in Ingegneria Meccanica Sara Censi, a partire da ottobre è ospitata dall’Azienda per uno stage. Oggetto della tesi di laurea sarà la progettazione di un nuovo sistema di calcolo e dimensionamento dei rinvii angolari e ricerca di ulteriori migliorie tecniche.

    Investimenti continui in Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA, un’Azienda con realtà in continuo sviluppo.

    http://www.poggispa.com/

  • Geoplant scommette sul kiwi Boerica

    Dopo l’industry 4.0, l’azienda vivaistica ravennate comincia a parlare anche di agricoltura 4.0, innestandosi in questo contesto tecnologico con grandi passi in avanti.

    Un’importante novità nel campo dell’innovazione varietale per la Società agricola romagnola Geoplant Vivai: arriva il kiwi Boerica, varietà di riferimento tra le più apprezzate e coltivate in Italia, scoperta circa vent’anni fa come mutazione spontanea di Hayward. A gareggiare con Boerica altre sperimentazioni frutto di diversi studi effettuati nel corso degli anni, ma nessuna con risultati così buoni in termini qualitativi.

    Con un gusto ottimo e una maggiore lunghezza complessiva rispetto al frutto medio classico Hayward, questa varietà è più gestibile a livello di carico e produce meno scarto grazie alla sua tendenza a diradarsi in minor misura. Boerica garantisce alti standard produttivi, comportando una resa commerciabile netta del 10% in più. Resta identica la resistenza a livello di batteriosi e le sue fasi fenologiche: il germogliamento, la fioritura, la maturazione e tutti gli step di accrescimento della pianta.

    Storicamente il kiwi si produce a pieno campo con conseguente estirpazione e commercializzazione a partire dalla fine del secondo anno di vita. Da una decina d’anni Geoplant rifiuta questo tipo di produzione optando per una crescita in serra in ambiente protetto, dove il frutto non viene esposto agli eventi atmosferici quali acqua, grandine o vento, un dettaglio significativo per quanto riguarda il mantenimento dello stato sanitario. Grazie a questo metodo che dà maggiori garanzie di durata rispetto a un impianto classico, l’accrescimento della pianta in vaso dura 12-18 mesi e matura una certa consistenza: 8-10 millimetri di spessore e 100-120 centimetri di altezza.
    La scelta filosofica di Geoplant è quella di fornire all’agricoltore un prodotto più pulito dal punto di vista sanitario che in terza foglia garantisce le stesse rese di una pianta di due anni coltivata in pieno campo.

    Sebbene siano presenti resistenze da parte degli agricoltori ancora fortementi legati ai metodi tradizionali e restii ad abbracciare scelte più moderne, Geoplant intercetta le richieste del mercato con una proposta che migliora la struttura e la morfologia delle piante, controlla tutti i processi per la sicurezza sanitaria e produce sul mercato la migliore varietà proveniente dalla ricerca mondiale.
    Geoplant non si risparmia in quanto a portata innovativa e investe nelle proprie piante operando su più fronti: i suoi prodotti sono tutti in vitro, incluso il kiwi Boerica, le serre sono climatizzate con impianti di irrigazione di cui viene monitorato il ph dell’acqua quotidianamente, la gestione della nutrizione e dell’irrigazione è quasi totalmente informatizzata e non manca uno studio attento del substrato.

    Vengono prodotte annualmente circa 10.000-15.000 piante di Boerica in esclusiva per il mercato italiano, mentre altre varietà di kiwi di casa Geoplant non hanno limitazioni territoriali. Il mercato europeo di kiwi è legato soprattutto all’Italia, alla Grecia e più marginalmente alla Spagna e al Portogallo, dove Geoplant assicura rese estremamente positive in termini quantitativi e risultati eccellenti da nord a sud.

    http://www.geoplantvivai.com/

  • I termostati ambiente di Imit Control System. I migliori alleati per il comfort termico domestico.

    Fiore all’occhiello della produzione firmata dall’azienda novarese, l’ampia gamma di termostati made in Italy offre soluzioni ottimali per la termoregolazione da oltre 100 anni.

    Core business della produzione di IMIT Control System, la vasta offerta di articoli proposti dalla longeva azienda di Castelletto Ticino comprende una gamma completa di termostati ambiente, dai più tradizionali ai più tecnologici.

    Lo storico assortimento di termostati elettromeccanici è ben rappresentato dai modelli TA3 e TA5. Essenziali ed intuitivi, sono disponibili nelle versioni dotate di interruttore ON/OFF, modalità Estate/Inverno e spia di funzionamento. Particolarmente adatti all’utilizzo in presenza di impianti a zone, consentono di regolare la temperatura in diverse stanze in modo semplice e preciso.

    Dall’altro lato, IMIT annovera numerose proposte di dispositivi evoluti e tecnologicamente all’avanguardia, come il termostato ambiente digitale Techno RT. Dotato di una scheda elettronica di regolazione e di un pratico display LCD sul quale è possibile visualizzare la temperatura dell’ambiente e quella impostata dall’utente, permette di beneficiare delle funzioni economy ed antigelo. L’articolo è disponibile, oltre che nella classica versione a batteria, nella modalità RF con radio ricevitore e con alimentazione 230V, per una termoregolazione ancora più smart.

    www.imit.it

  • L’Italia si colora di viola: arriva il Purple Day di Anytime Fitness

    Anytime Fitness è la palestra per tutti: in ogni club si respira un clima conviviale, in cui poter svolgere in autonomia o in gruppo le attività più adatte alle proprie necessità. Il primo franchising al mondo per il fitness continua ad andare incontro alle esigenze di tutti, dai più giovani ai più adulti.

    Arriva così il Purple Day, una giornata firmata Anytime Fitness che colorerà di viola tutta l’Italia coinvolgendo tutti i club del territorio nazionale con offerte, gadget ed iniziative vantaggiose. Per i più pigri, che hanno rimandato l’iscrizione in palestra troppo a lungo preferendo il divano, per i più restii, che non hanno lontanamente pensato di iscriversi, Lunedì 25 Novembre sarà il giorno perfetto per mettere da parte ogni dubbio ed entrare nel mondo di Anytime Fitness.

    I club di MilanoRomaBergamoMarghera e Parma inonderanno le città dei colori di Anytime Fitness proponendo benefici per chi voglia entrare a far parte di una vera e propria community, dove la filosofia non è quella dei centri “d’élite” ma del “sentirsi a casa”, dove ognuno può trovare l’offerta fitness più adatta alle proprie esigenze.

    Chi si iscriverà nella giornata di Lunedì 25 novembre, otterrà subito iscrizione gratuita, welcome pack e molti altri vantaggi: uno zaino firmato Anytime Fitness, il “passaporto” di Anytime e l’immancabile chiavetta magnetica per viaggiare con la certezza di avere libero accesso ad ogni club, in qualsiasi parte del mondo.

    Con Anytime Fitness la fitness experience è tutta un’altra storia: ogni palestra mette infatti a disposizione un ricco calendario di corsi che spaziano dal mondo aerobico a quello anaerobico. Da zumba e total body alla ginnastica dolce e posturale, con specifica attenzione per gli over 50. E anche per l’allenamento a corpo libero e per il training funzionale c’è tutto ciò che serve: dalle palle mediche agli elastici a muro, dalle battle ropes sino ad arrivare al rack multifunzionale.

    Supporti indispensabili per allenare tutti i muscoli del corpo, da soli o in compagnia.

    Ma la vera rivoluzione è la formula del “sempre aperti”: 24 ore al giorno, ogni giorno, anche durante le festività. Così, anche chi lavora o è sempre in viaggio, non è costretto a rinunciare al proprio momento fitness.

    A prendersi cura di ogni cliente sono personal trainer competenti, preparati, e con lunga esperienza professionale. La loro presenza è fondamentale non solo come accompagnamento durante l’allenamento, ma anche per favorire la socializzazione di ogni nuovo iscritto. Entrare a far parte di un centro Anytime Fitness, infatti, significa accedere a un ambiente accogliente, con una community globale, in cui molto spesso vengono organizzate anche attività extra, come cene, aperitivi o feste.

    E in ognuno dei 4.500 club ci si può allenare su macchinari di ultima generazione che regalano un’esperienza altamente coinvolgente e interattiva. Una delle innovazioni più interessanti, ad esempio, è che i cardio macchinari, oltre ad essere connessi ad Internet e a bluetooth, hanno uno schermo attraverso il quale è possibile vedere addirittura Netflix. Altra attrezzatura all’avanguardia è l’Air Runner, tapis roulant ad aria che si adatta all’andatura del runner – a differenza di ciò che avviene solitamente. Infine, l’app Anytime Fitness –ad uso esclusivo degli iscritti- su cui è possibile inserire i dati personali e programmare il proprio allenamento avendo a disposizione video, esercizi, recuperi suggeriti ed un archivio degli allenamenti già svolti.

    Un database personale con cui sia il corsista che il personal trainer possono sempre monitorare i progressi fatti.

    IL MODELLO ANYTIME FITNESS

    Anytime Fitness è il più grande franchising del fitness al mondo. Nato negli USA nel 2002, conta oltre 4.500 club in 37 Paesi – dal Canada al Giappone, dal Qatar all’Australia, dal Regno Unito al Cile – con più di 4 milioni di iscritti. In Italia è arrivato nel 2016, per volere di Domenic Mercuri e Rino Centrella, co-fondatori di Anytime Italia s.r.l, a cui si è aggiunto successivamente il terzo socio, Daniel Pagnoni. Nel giro di tre anni hanno già avviato ben 19 club lungo tutto lo Stivale. Il successo del modello proposto da Anytime Fitness è testimoniato anche da importanti riconoscimenti come il conseguimento, nel 2014 e per le tre edizioni successive, del primo posto nella classifica “Entrepreneur Franchising 500”, che ogni anno premia il “Miglior Franchising nel Mondo” per solidità finanziaria e tasso di crescita.

  • Come pulire una friggitrice industriale

    La friggitrice è una delle attrezzature più utilizzate nei bar e nei ristoranti. Puoi prolungare la vita di una friggitrice adoperando una corretta manutenzione: parte di questa manutenzione è la sua regolare pulizia.

    Oltre a prolungarne la durata nel tempo, una friggitrice pulita sarà più efficiente, e dunque consumerà meno elettricità.

    Di seguito includiamo una piccola guida su come pulire la friggitrice . Questa informazione è molto utile per coloro che sono responsabili di tale lavoro presso i ristoranti, nonché per i proprietari di bar che ovviamente vogliono che il loro investimento in attrezzature duri il più a lungo possibile.

    La durata di esercizio di una friggitrice può essere dunque prolungata nel tempo pulendola regolarmente e filtrando l’olio quotidianamente. Qualcosa da ricordare sicuramente è che le istruzioni del produttore devono sempre essere seguite alla lettera.

    Suggerimenti per preriscaldare la friggitrice

    • Prestare attenzione ai tempi di preriscaldamento specificati dal produttore.
    • Il preriscaldamento dell’olio più lungo del necessario non solo degraderà l’olio, ma comporterà anche una spesa maggiore per l’elettricità.
    • Il preriscaldamento dell’olio a temperature più elevate non renderà la friggitrice pronta per la sua funzione prima, in quanto potrebbe surriscaldare la friggitrice.

    Pulizia e manutenzione della friggitrice

    Seguire i passaggi seguenti per tenere sempre pronta la friggitrice :

    • Spegni la friggitrice e lascia raffreddare completamente l’olio.
    • Rimuovi i cestelli e l’olio dalla friggitrice.
    • Conserva l’olio che desideri riutilizzare
    • Pulisci i resti di cibo e tutti i tipi di sporco dalla friggitrice. Potrebbe essere necessario raschiare un pò per rimuovere tutti i detriti attaccati alle pareti della friggitrice.
    • Rimuovere eventuali sedimenti dalla friggitrice. È importante sapere che l’olio deve essere filtrato quotidianamente o il più frequentemente possibile. Se si consente ai sedimenti di accumularsi sul fondo della friggitrice, ciò comporterà un maggiore dispendio di elettricità.
    • Pulire la friggitrice con una miscela di acqua calda e detersivo per piatti.
    • Pulire la presa dell’olio con una miscela di acqua pulita fresca e mezza tazza di aceto.
    • Risciacquare abbondantemente con acqua pulita fino a rimuovere tutte le tracce di  aceto.
    • Asciugare con un panno pulito. Non asciugare mai la friggitrice accendendola per asciugarla con il calore.
    • Pulire l’esterno della friggitrice con un prodotto sgrassante come Super 100 Golden
    • Controlla le temperature con un termometro per verificare la calibrazione della friggitrice.
  • Gruppo Bracca lancia «MUST», l’acqua che parla ai giovani

    È fashion è cool, è trendy e, soprattutto, è attenta all’ambiente. Gruppo Acque Minerali Bracca, il gruppo bergamasco leader nella produzione di acque minerali, lancia MUST, la nuova acqua espressione moderna del buongusto. Con uno stile unico, elegante e di tendenza, arriva negli ambienti più esclusivi e raffinati garantendo freschezza, sicurezza, qualità della materia prima.

    MUST si caratterizza per essere un prodotto pensato appositamente per un pubblico giovane e grintoso, attento al glamour, ma anche ai valori di sostenibilità e responsabilità sociale. È un prodotto esclusivo dal design minimal e affusolato ad esaltare la limpidezza dell’acqua nelle sue declinazioni, rosa per la naturale e azzurra per la frizzante. Il tutto, con una caratteristica fondamentale: è riciclabile al 100%.

    Tutte le bottiglie del Gruppo Bracca, inclusa la nuovissima MUST, sono totalmente riciclabili, sempre più leggere e al tempo stesso sicure.

    «I contenitori in PET garantiscono sicurezza, stabilità e protezione della materia prima rientrando a pieno titolo nel’economia circolare e per questo bisogna continuare a sensibilizzare maggiormente i consumatori sulle buone pratiche di riciclo dei materiali plastici. Le bottiglie di plastica in PET sono riclabili al 100%, questo significa che, attraverso il corretto smaltimento, ogni bottiglia può dar vita ad altre bottiglie e tanti altri oggetti. Esattamente ciò che in Bracca facciamo da tempo. – dichiara Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo BraccaUn impegno che rinnoviamo ed estendiamo ulteriormente anche con l’ultima arrivata: MUST. Un’acqua pura, salutare e al passo con i tempi. Naturalmente buona nella sostanza, ma più accattivante nella forma. Per conquistare anche i più giovani, diventando portavoce e promotrice di una sostenibilità ambientale che diventa, giorno dopo giorno, sempre più “un must”».

    MUST infatti è un’acqua proveniente dalla Nuova Fonte Bracca e imbottigliata nel rispetto di tutte le procedure che consentono di mantenere inalterate le qualità di una risorsa primaria che nasce pura e che va preservata tale.

  • Campagnola Ibérica: il successo in Centro e Sud America

    L’azienda di Zola Predosa si afferma in Sud America tramite la concessionaria in esclusiva per la Penisola Iberica

    Campagnola Ibérica de Suministros Agricolas nasce per cogliere e soddisfare le esigenze del mercato della Penisola Iberica e fin da subito si è dimostrata una scelta di successo nel settore della raccolta e della potatura meccanizzate. Negli ultimi due anni rappresenta Campagnola anche nei Paesi del Centro e Sud America, dove sta operando con fatturati in continua crescita, confermandosi un’altra scelta vincente per il Gruppo capitanato dall’azienda emiliana.

    Campagnola Ibérica è guidata dal nipote del fondatore di Campagnola srl, il Commendatore Pio Vittorio Ferretti. Il signor Maurizio Guerra sta guidando la concessionaria spagnola verso un continuo progresso. I segreti di questo successo sono la capacità manageriale e la grande passione e dedizione che Maurizio dimostra nello svolgere il proprio lavoro, avvalendosi di fidati agenti per il territorio spagnolo e validi importatori per il Portogallo ed i Paesi oltreoceano, che lo spalleggiano nel presidiare un vasto territorio sempre più ricettivo ed interessato alla meccanizzazione agricola.

    Il brand Campagnola è oggi così apprezzato dall’utenza centro e sudamericana per le stesse caratteristiche per cui si fa tanto amare dagli utilizzatori finali di casa nostra e di tanti altri Paesi nel mondo: soluzioni pratiche, alta qualità, ampia gamma di prodotti disponibili ed assistenza impeccabile, tratti distintivi di un marchio sempre più noto, ma che mantiene il proprio volto umano da oltre sessant’anni.

    https://campagnola.it/

  • DT Swiss sfreccia ancora più lontano con Norblast

    Controllo sul processo di pallinatura e introduzione dello shot peening: sono queste le plusvalenze con cui Norblast ha ottimizzato l’attività di DT Swiss, azienda svizzera leader nella realizzazione di componenti per bici da corsa e mountain bike

    Nel panorama industriale moderno, abituato a lavorare su grandi volumi, la presenza di un controllo qualificato sull’intero ciclo produttivo, rappresenta un nuovo fattore di competizione, capace di incidere tanto sulla qualità quanto sul prezzo del prodotto finale. Una gestione attenta e oculata dell’intero processo, infatti, permette di individuare punti deboli e criticità, eliminare sprechi e, soprattutto, mantenere standard elevati per ogni singola lavorazione.
    Lo sa bene DT Swiss, azienda svizzera, leader nella realizzazione di componenti per bici da corsa e mountain bike, che ha trovato in Norblast, player indiscusso nella progettazione e costruzione di macchine per i trattamenti superficiali, un partner ideale per ottimizzare e potenziare la propria attività, già riconosciuta nel settore come un’eccellenza, soprattutto in relazione alla realizzazione di cerchi in alluminio, apprezzati dal mercato per una particolare rugosità superficiale.
    Ed è stato proprio quest’ultimo l’ambito di intervento che ha caratterizzato l’operato di Norblast. Nello specifico DT Swiss ha consegnato all’azienda bolognese una duplice sfida: da una parte fornire gli strumenti per controllare le performance della pallinatura superficiale sui cerchi in alluminio – trattamento che DT Swiss già realizzava in autonomia -, dall’altra parte introdurre i benefici derivanti dallo shot peening, trattamento di cui, il Gruppo Norblast vanta una specializzazione a livello mondiale attraverso il know how della consociata Peen Service.
    Attraverso un metodo lavorativo consolidato e orientato alle esigenze del cliente, Norblast ha raccolto e vinto questa sfida. Analizzando il processo produttivo di DT Swiss, la più che quarantennale esperienza di Norblast ha permesso di individuare alcuni elementi volti a potenziare il processo e il risultato, introducendo la tecnica dello shot peening. È stato così realizzato un impianto su misura, valido per tutta la gamma di taglie cerchio che DT Swiss produce, dalla mountain bike alle bicicletta da corsa, in grado di superare le aspettative iniziali del cliente. Sotto la soglia del minuto, la macchina garantisce la lavorazione di due cerchi, mantenendo invariati i requisiti di tensione benefiche, l’effetto superficiale caratteristico dei prodotti DT Swiss e, infine, permette un importante risparmio di graniglia, tra i costi più elevati del processo. Con questa soluzione Norblast si conferma come partner privilegiato, in grado di operare in qualsiasi settore industriale, forte del know how acquisito nell’ambito dei trattamenti superficiali e della capacità di interpretare le esigenze specifiche del cliente e trasformarle in soluzioni customizzate di alto valore tecnologico.

    https://norblast.it/

  • Perché scegliere un’agenzia pubblicitaria del settore automotive

    L’auto, da sempre considerata uno status symbol, è uno degli acquisti più importanti per un singolo individuo per via dell’elevata cifra da sborsare e per ciò che essa rappresenta.

    Per questo l’automotive è un settore fortemente complesso e concorrenziale, dove il cliente è sempre più attento al dettaglio e richiede tutta una serie di caratteristiche specifiche.

    Per emergere, una componente importante è la pubblicità: creare una campagna che sappia mettere in luce una macchina rispetto alle altre è fondamentale.

    Affidarsi a un’agenzia pubblicitaria settore automotive è la giusta scelta per ogni azienda di questo ambito, poiché in essa vi sono professionisti con il know-how, le competenze e la creatività per compiere in maniera ottimale la delicata mansione della comunicazione.

    Di cosa si occupano le agenzie pubblicitarie

    Per realizzare una campagna accattivante ed efficace esistono le agenzie pubblicitarie che si dedicano alla progettazione e alla messa in atto di campagne di comunicazione, scegliendo e pianificando il target, i canali, il budget, le immagini, i video e i messaggi in baso allo scopo dell’impresa.

    Gli obiettivi possono essere vari come: rafforzare la percezione, la consapevolezza, la notorietà dei consumatori di un determinato marchio, migliorare l’immagine di una impresa, far conoscere e promuovere una idea, un prodotto, un servizio, facendolo emergere tra i numerosi concorrenti e possibilmente apportando un vantaggio competitivo.

    Avere il miglior prodotto o brand non è sufficiente per vendere, ma serve saper trasmettere al pubblico le caratteristiche uniche e i valori intrinsechi.

    Le agenzie pubblicitarie in particolare si occupano di:

    ·         Individuare il target per poter determinare chi potrebbe essere interessato al prodotto o al servizio offerto.

    ·         Stabilire il giusto budget, ottimizzando le risorse disponibili.

    ·         Individuare i canali e le piattaforme più appropriate.

    ·         Creare e sviluppare la campagna di comunicazione, mettendo in risalto efficacemente quello che si vuole divulgare ai possibili acquirenti, rispettando la storia e i valori dell’azienda.

    ·         Realizzare ex-post un’analisi dei risultati al fine di capire il raggiungimento degli obiettivi prefissati e il posizionamento commerciale e la forza competitiva ottenuto all’interno del mercato e della concorrenza.

    Spot pubblicitari svolti dalle agenzie specializzare nel settore automotive

    Per verificare la professionalità, è sufficiente visionare vari spot pubblicitari di successo realizzati dalle agenzie pubblicitarie specializzate nel settore automotive.

    Il primo è “FIAT Panda- Questa è l’Italia che ci piace”: l’obiettivo è stato rilanciare la Nuova Panda prodotta a Pomigliano D’arco nello stesso momento in cui il paese Italia sembrava provato da una forte crisi economica e d’identità nazionale.

    Un’altra è “FIAT 500L- The spirit of kids”: lo scopo è stato quello di promuovere una nuova auto nata dalla voglia di espandere il brand 500 dedicata a tutti coloro che con lo spirito dei bambini, vanno alla scoperta di esperienze che rendono la loro vita più grande.

    “Mitsubishi Outlander PHEV– un video che racconta la capacità di immaginare il futuro”: diffuso in una campagna social il 20 luglio nel giorno dell’anniversario dello sbarco sulla luna, lo spot evoca la capacità di Mitsubishi a immaginare e realizzare soluzioni che consentono di guidare un futuro sostenibile come l’Outlander PHEV, l’ibrido plug-in a quattro ruote motrici tecnicamente più avanzato al mondo che offre il 100% di capacità elettrica in 4WD.

     

     

  • Serie Oggetto di Artis Rubinetterie. Complessità contemporanea, semplicità funzionale.

    La sinergia tra l’accuratezza produttiva di Artis Rubinetterie e il genio creativo dell’architetto di fama internazionale Simone Micheli ha dato vita alla serie Oggetto, che è stata protagonista al Cersaie 2019, all’interno dello stand firmato dallo stesso designer.

    Nata dall’intento di interpretare la complessità del contemporaneo attraverso una linea di miscelatori caratterizzati da semplicità funzionale, estetica e di contenuto, Oggetto ha una personalità unica e ben definita, che sa declinarsi nel modo giusto in base alle differenti idee di ambiente bagno che animano le tendenze dell’interior design attuale.

    Grazie al suo stile sobrio e garbato, supportato da linee pulite e forme ergonomiche, l’elegante collezione è pronta ad imporsi come la soluzione d’arredo ideale per il bagno d’intonazione moderna come per i contesti più tradizionali.

    È possibile optare, infatti, tra due differenti modelli: con la leva di impostazione classica o con l’originale maniglia di impronta più innovativa. Infine, oltre al classico cromo, è prevista un’ampia gamma di finiture per personalizzare ancora di più la serie Oggetto.

    www.artisitaly.com

  • Renato Ravanelli: le attività di F2i

    Renato Ravanelli commenta gli ottimi risultati ottenuti da F2i negli ultimi anni e illustra la strategia del fondo infrastrutturale, illustrandone il target di riferimento e i progetti in corso: tra le sfide più ambiziose c’è il processo di internazionalizzazione.

    F2i

    Renato Ravanelli: i risultati raggiunti dal Terzo Fondo F2i

    F2i è una società in buona salute e ha una storia di successo: l’ultima operazione del 2017 è stata la chiusura della raccolta del Terzo Fondo, nel quale sono confluiti gli asset del Primo, con il raggiungimento della cifra di 3,3 miliardi di euro (poi aumentata a 3,6 miliardi). Si è trattato di uno step importante per il fondo infrastrutturale. La SGR nata nel 2007 e guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli ha in portafoglio numerose società attive in settori diversi, con oltre 10 mila persone impiegate. In una intervista a "MAG", la rivista di Financecommunity, l’AD di F2i ha spiegato che "il Terzo Fondo si è chiuso con una raccolta importante, il più grande mai lanciato in Italia". Le attività proseguono su questa strada improntata al successo: a dare fiducia sono anche investitori esteri. "Con queste risorse continueremo anche a sostenere la crescita delle aziende che già abbiamo in portafoglio", ha spiegato Renato Ravanelli. I settori di attività sono gli aeroporti, le reti di distribuzione gas, le energie rinnovabili (solari, eoliche e da biomassa), le telecomunicazioni, le infrastrutture sociali, il ciclo idrico integrato, le reti di pagamento elettronico e le autostrade. "Ciò che conta realmente è la credibilità del management", sostiene l’AD, "alla fine gli investitori affidano le loro risorse a un team che deve essere giudicato affidabile e con un ottimo track record. Poi c’è la credibilità della proposta di business e la capacità di raccontare le aspettative per il futuro in termini di opportunità e investimento".

    F2i: la strada verso l’internazionalizzazione

    Secondo l’AD Renato Ravanelli il target ideale per F2i sono "società già operative che operino in contesti settoriali in cui la struttura dell’offerta è ancora frammentata". La principale strategia si basa proprio sull’unione di piccole realtà: da queste nuove sinergie e dalle operazioni di aggregazione scaturisce valore. "Entriamo in un settore, acquisiamo un’azienda e poi un’altra e cerchiamo di integrarle facendole crescere di scala. Nel comparto infrastrutturale la scala di attività è molto importante e se ben gestita genera efficienze operative e aumenta la qualità del servizio a beneficio degli investitori ma più in generale del sistema Paese". La sfida per F2i si concentra sul tema dello sviluppo delle controllate sul livello internazionale. "Ciò non vale solo per quelle che abbiamo attualmente in portafoglio, ma anche per altre aziende che abbiano voglia e desiderio di essere accompagnate da un soggetto istituzionale come F2i che ha denaro disponibile per aiutarle a crescere", ha spiegato Renato Ravanelli. L’AD però ha specificato come l’internazionalizzazione sia un processo da affrontare con i dovuti tempi, per continuare a lavorare con costanza e prudenza in Italia così come in altri Paesi: "L’obiettivo è investire nell’equity delle società".

  • Serenissima Ristorazione tra i protagonisti della gara di solidarietà per Eduard

    Il 25 ottobre scorso si è svolta a San Vincenzo, in provincia di Livorno, una serata di raccolta fondi nata su iniziativa di  un gruppo Facebook per aiutare il piccolo Eduard, affetto da paralisi cerebrale infantile bilaterale. Anche Serenissima Ristorazione ha contribuito, offrendo il rinfresco della serata.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione partecipa alla serata solidale per il piccolo Eduard

    Serenissima Ristorazione ha attivamente supportato la gara di solidarietà per aiutare Simina Braun e Ciprian Chelaru, rispettivamente mamma e papà del piccolo Eduard, un bambino di cinque anni malato di paralisi cerebrale infantile bilaterale. La famiglia abita a San Vincenzo, in provincia di Livorno. Una possibilità concreta di cura per il morbo che affligge Eduard è quella veicolata dall’utilizzo delle cellule staminali, il cui impiego è però proibito dalla legislazione italiana oggi vigente in tema di procreazione medicalmente assistita. Per tale ragione, è stata vagliata l’ipotesi concreta di sottoporre Eduard a terapie all’avanguardia fuori dall’Italia, nello specifico in Cina, Paese da cui arrivano storie piene di fiducia nella scienza e nella medicina: “Ci sono bambini che dopo tre o quattro sedute sono riusciti a camminare con l’ausilio di un deambulatore e hanno avuto miglioramenti del loro sistema cognitivo”, hanno riferito Simina e Ciprian. La serata, annunciata attraverso il gruppo Facebook “Sei sanvincenzino se”, ha avuto luogo il 25 ottobre a partire dalle ore 19,30 presso la Sala della Cittadella di San Vincenzo, configurandosi come una vera e propria iniziativa all’insegna della solidarietà. Il banchetto, allietato dai grandi successi della musica vintage, è stato donato da Serenissima Ristorazione. Diverse sono state le realtà che hanno partecipato, tra cui l’associazione Comunque giovani e Avis San Vincenzo, insieme a numerosi esercizi commerciali dell’area di San Vincenzo. L’intero importo raccolto nel corso della serata è stato donato al piccolo Eduard e alla sua famiglia.

    La storia di Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione nasce a Vicenza a metà degli anni ’80 ed è attualmente un attore di primissimo piano nel comparto della ristorazione collettiva, fornendo ogni giorno 200.000 pasti. Fondata da Mario Putin, la realtà è leader nei servizi di ristorazione sociosanitari e supporta importanti progetti di project financing. L’impresa opera inoltre con efficienza nell’ambito della ristorazione aziendale assicurando un’ampia scelta a livello di servizi e prodotti italiani di qualità, senza trascurare un’offerta economica competitiva. Tra i casi di successo della ristorazione aziendale vale la pena menzionare l’EFSA, agenzia UE per il controllo della sicurezza alimentare, ITC-ILO di Torino, Centro Internazionale di Formazione dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro e l’Università Bocconi di Milano. Serenissima Ristorazione è inoltre in prima linea nell’esecuzione di progetti incentrati sui temi del risparmio e del riutilizzo delle eccedenze alimentari, in collaborazione con associazioni ed enti nazionali. Grazie alle intese sancite con l’Associazione Ozanam Onlus Di Vicenza, Consorzio di Cooperative L’Arcolaio e Associazione Diakonia Onlus, è riuscita a donare derrate alimentari perfettamente integre e piatti cucinati ma non consumati a soggetti in difficoltà. La società ha anche sostenuto un’operazione di sensibilizzazione e informazione sui medesimi argomenti attraverso la customizzazione delle tovagliette di carta dispensate nelle aree self – service e nei ristoranti italiani.

  • Conclusa l’OPA di Alperia sulle azioni del Gruppo fondato da David Barzazi

    Il 18 ottobre si è conclusa l’OPA lanciata da Alperia sulle azioni ordinarie di Gruppo Green Power, fondato da David Barzazi. La partecipazione inferiore al 90% del suo capitale sociale comporta che le azioni della realtà di Mirano continueranno a essere quotate sul Mercato Alternativo del Capitale

    David Barzazi

    Conclusione dell’OPA sulle azioni del Gruppo fondato da David Barzazi

    Il 18 ottobre è terminata l’Offerta Pubblica di Acquisto lanciata da Alperia su un numero massimo di 838.830 azioni ordinarie di Gruppo Green Power, impresa fondata da David Barzazi. Tale ammontare equivale al 28,12% del capitale ed è pari al totale delle azioni ordinarie emesse. Secondo i risultati confermati, sono state portate in adesione circa il 52% delle azioni oggetto dell’Offerta e pari al 14,65% del capitale sociale dell’Emittente. Questo significa che, calcolando anche le azioni ordinarie GGP di titolarità dell’Offerente, Alperia custodirà complessivamente l’86,53% del corrispondente capitale sociale. Ne consegue dunque il mancato raggiungimento da parte della multiutility altoatesina di una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale dell’azienda fondata da David Barzazi. Le azioni del Gruppo di Mirano continueranno quindi a essere contrattate sull’AIM Italia, ovvero il Mercato Alternativo del Capitale. Inoltre, il quinto giorno di apertura di Piazza Affari conseguente alla conclusione dell’OPA, ovvero il 25 ottobre 2019, Alperia riconoscerà a ogni aderente una somma corrispondente a Euro 3,696 in contanti per ciascuna azione portata in adesione, a fronte del contestuale trasferimento del diritto di proprietà su tali azioni a favore dell’Offerente.

    David Barzazi soddisfatto dell’accordo con Alperia

    Alla fine dello scorso luglio Alperia aveva acquisito il 71,8% del capitale sociale e dei diritti di voto di Gruppo Green Power, impresa fondata da David Barzazi. Il Gruppo con sede a Mirano aveva poi fatto circolare agli inizi di agosto un comunicato riguardante l’accordo commerciale siglato con la multiutility altoatesina dove si evidenziavano i punti favorevoli raggiunti con l’intesa, e nello specifico le concrete prospettive di crescita del settore dei servizi energetici smart nella regione veneta. “Siamo orgogliosi di questo importante traguardo”, avevano commentato soddisfatti Christian e David Barzazi “Alperia è una realtà leader, fortemente votata all’innovazione e capace di far crescere ulteriormente il Gruppo che potrà così affrontare una nuova fase di sviluppo a cui non cesseremo di dare il nostro contributo nelle modalità concordate”. Il Direttore Generale di Alperia Johann Wohlfarter aveva inoltre specificato il pieno rispetto dei limiti previsti dal piano industriale. L’accordo commerciale era stato concluso grazie al supporto di primarie realtà quali Mediobanca, EY e Kpmg Advisory, i quali hanno revisionato i profili finanziario, legale e societario.

  • SDGs e finanziamenti: l’AD di Enel Francesco Starace nella GISD Alliance dell’Onu

    L’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace è entrato a far parte della Global Investors for Sustainable Development (GISD) Alliance delle Nazioni Unite.

    Francesco Starace

    Enel: Francesco Starace aderisce alla GISD Alliance per lo sviluppo sostenibile

    “La sostenibilità è un fattore trainante per la creazione di valore di lungo termine”: è l’Amministratore Delegato Francesco Starace a sottolinearlo nel commentare la notizia della partecipazione di Enel alla Global Investors for Sustainable Development (GISD) Alliance. Rispondendo all’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, il Gruppo è entrato a far parte del progetto che riunisce 30 business leader mondiali con l’obiettivo di promuovere investimenti per lo sviluppo sostenibile e accelerare quindi i progressi verso il conseguimento degli SDGs. Un ruolo di rilievo per Enel, unica utility globale inclusa nell’alleanza e la sola realtà italiana. Fondamentale il riconoscimento su scala globale del notevole impegno messo in campo dal Gruppo guidato da Francesco Starace nell’affrontare la sfida del finanziamento per il raggiungimento degli SDGs.

    L’AD Francesco Starace: il valore della GISD Alliance nel futuro di Enel

    “Stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente la cooperazione con altre aziende globali e sbloccare finanziamenti per raggiungere gli SDG” ha spiegato Francesco Starace parlando dell’inclusione di Enel nella GISD Alliance. L’AD ha fatto notare inoltre come l’integrazione della sostenibilità nel modello di business e nelle operazioni del Gruppo abbia portato anche a un aumento della redditività. Una strategia lungimirante che ha quindi premiato Enel su più fronti. E guardando al futuro, aggiunge Francesco Starace, “GISD Alliance fornirà lo strumento per accelerare l’impegno del settore privato verso modelli di business sostenibili e consentire a finanziamenti sostenibili di dare il via a un miglioramento sociale, economico e ambientale in tutto il mondo”.

  • Eni, cresce la produzione nel terzo trimestre 2019: l’analisi dell’AD Claudio Descalzi

    Eni presenta i risultati della terza trimestrale 2019: l’analisi dell’AD Claudio Descalzi sui primi nove mesi dell’anno e le prospettive per il quarto trimestre.

    Claudio Descalzi

    “Risultati di grande solidità”: l’AD Claudio Descalzi parla della terza trimestrale Eni

    Risultati “di grande solidità” quelli conseguiti da Eni nel terzo trimestre 2019. È l’AD Claudio Descalzi a definirli così, presentandoli: “Abbiamo conseguito nel trimestre una crescita rilevante della produzione, pari al 6%, grazie ai contributi dall’Egitto, Kazakhstan, Ghana e la prima produzione dal Messico, ottenuta a soli undici mesi dalla decisione finale di investimento”. L’AD sottolinea come la produzione crescente e i risultati della commercializzazione gas e del marketing oil abbiano permesso di generare nei primi nove mesi dell’anno “un flusso di cassa, in sensibile crescita nonostante lo scenario in peggioramento, pari a 9,4 miliardi di euro, capace di finanziare non solo gli investimenti netti di periodo per 5,6 miliardi di euro ma anche il dividendo e il buy-back previsti per l’intero anno in circa 3,4 miliardi di euro”. Il Gruppo registra un utile netto in calo del 66% rispetto all’anno precedente, a 523 milioni, e l’utile netto adjusted a 776 milioni di euro (-44% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso): numeri su cui pesano uno scenario complesso, segnato anche dall’abbassamento dei prezzi di petrolio e gas. Ma Eni, come sottolineato da Claudio Descalzi, chiude il terzo trimestre migliore di sempre in termini di produzione: 1,89 milioni di boe/giorno, in aumento del 6% escludendo l’effetto prezzo e il portafoglio e nei 9 mesi a 1,85 milioni di boe/giorno (+1,8%).

    Claudio Descalzi: “Da nuovi asset spinta sviluppo, grande fiducia nel futuro”

    Nel suo commento l’AD Claudio Descalzi evidenzia come, secondo quanto sembrano confermare i numeri registrati, l’efficiente portafoglio Eni annoveri “uno scenario di break-even ben inferiore a quello riscontrabile nel già difficile scenario odierno. In particolare nel terzo trimestre il Brent ha perso oltre 13 dollari/barile mentre il prezzo del gas in Europa si è ridotto di oltre il 50%, accelerando un trend in riduzione rispetto al 2018 evidente dai primi sei mesi dell’anno”. Le attese per il quarto trimestre fanno ben sperare: “Alla solidità dei risultati contribuiranno poi da fine anno l’acquisizione in Norvegia, che apporterà circa 100 mila barili giorno di produzione, e il contributo stabilizzante della partecipazione nella raffineria di Ruwais che accrescerà del 35% la nostra attuale capacità di raffinazione”. E Claudio Descalzi si sofferma anche sui “continui progressi nei business complementari del futuro, dalle bio-raffinerie, alle rinnovabili e ai primi impianti pilota waste to fuel, che in gran parte fanno leva sulla ricerca interna che sarà sempre più la nostra ‘seconda esplorazione’, volano di generazione di nuovi business”. Basi che gli consentono di guardare “al futuro più prossimo così come a quello di transizione nel medio lungo termine con grande fiducia”.

  • La forza delle imprese a conduzione familiare secondo Salvatore Navarra

    Salvatore Navarra è Presidente del CdA di PFE S.p.A.: per portare la sua esperienza di successo ad altri imprenditori, ha preso parte all’evento “Azimut Libera Impresa Expo 2019 – l’arte di fare impresa”, tenutosi alla Fiera di Milano-Rho il 29 e il 30 ottobre.

    Salvatore Navarra

    PFE S.p.A.: Salvatore Navarra ad Ali Expo

    “La storia di PFE è fatta di duro lavoro e sacrificio, elementi che da soli a volte non bastano, devono essere abbinati a qualità professionali della governance aziendale e del CdA con una chiara visione e pianificazione industriale. Questa è la formula che permette di ottenere i risultati significativi in termini di crescita in un mercato sempre più esigente a livello professionale che ci mette ogni giorno davanti a nuove sfide”: è la dichiarazione di Salvatore Navarra, Presidente del CdA di PFE S.p.A., azienda attiva da oltre trent’anni nel settore del Cleaning e del Facility Management. Il Presidente è intervenuto in qualità di relatore in occasione di ALI Expo, l’evento di Azimut Libera Impresa dedicato al mondo dell’imprenditoria. La kermesse, che ha avuto luogo il 29 e il 30 ottobre presso Rho Fiera Milano, ha visto la partecipazione di dodicimila visitatori. L’agenda è stata particolarmente ricca di eventi, con cinquanta conferenze, duecento relatori e oltre settanta imprese presenti. Tra le storie di successo che sono state raccontate in occasione dell’evento spicca quella di PFE S.p.A., guidata da Salvatore Navarra, che si è occupato di illustrare le peculiarità delle imprese familiari e la loro forza in Italia.

    Salvatore Navarra: l’intervento sulla storia di PFE S.p.A. e sulle imprese familiari

    Salvatore Navarra è intervenuto durante la conferenza intitolata “Le sfide dell’Impresa a conduzione familiare” ed ha dichiarato: “Essere qui oggi è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Dopo oltre trent’anni dalla nascita dell’Azienda potere raccontare la nostra storia ad un pubblico così importante e qualificato è davvero una sensazione unica. Poterlo fare in compagnia di professionisti nisseni che nei propri ambiti si stanno affermando e crescono ogni giorno di più è stata la ciliegina sulla torta che ha reso per me la partecipazione a questo evento ancora più importante e stimolante”. L’evento ha dato l’opportunità di fare interagire mondo della finanza e mondo dell’impresa per condividere esperienze e idee innovative. PFE S.p.A. in particolare, come ha spiegato Salvatore Navarra, è un grande esempio di azienda a conduzione familiare. Realtà che crescono grazie al management, alla pianificazione e al piano industriale. Oggi sono di fatto il motore trainante dell’economia italiana. L’intervento del Presidente si è svolto in un clima attento e interessato, davanti a una platea composta da addetti ai lavori e imprenditori sempre con l’occhio ben puntato alla crescita del proprio business.

  • I migliori 4 sistemi home cinema del 2019

    Ognuno di noi desiderava avere le massime performance dalle proprie tv, fino a cercare di possedere un proprio sistema home cinema. Spesso, però, capita che la scelta dell’attrezzatura migliore, o comunque più adatta alle proprie esigenze, non sia facile da individuare. (altro…)

  • Vantaggi del Rehau Thermo-Design 70 negli infissi in pvc

    Chiunque vorrebbe vedere casa propria come un luogo sicuro, caldo e accogliente. Queste caratteristiche si possono ottenere grazie agli infissi in pvc con sistema Rehau Thermo-Design 70. (altro…)

  • Campagnola impreziosisce la linea Green ideata per un utilizzo non intensivo

    Campagnola, sinonimo di affidabilità e qualità, propone strumenti adatti a una clientela consapevole e intelligente in cerca dell’attrezzatura più idonea alla raccolta e alla potatura.

    Sfruttando le tecnologie di ultima generazione, Campagnola studia materiali e processi per rendere efficienti, ma anche economici, i propri prodotti. La linea Green, dedicata ad un utilizzo non intensivo, nasce dall’ascolto delle richieste di chi cerca prodotti con un prezzo contenuto e si suddivide in due linee: Line 24 e Line 44. Caratterizzata comunque da alte prestazioni, è composta da forbici elettriche ad impugnatura manuale con batteria nello zaino o incorporata, oltre a forbici su asta di prolunga e legatrici con batteria nello zaino.
    Con questi attrezzi il catalogo di Campagnola per la potatura si arricchisce ulteriormente, divenendo il più completo che si trovi sul mercato. Con lo scopo di incontrare le molteplici necessità di una clientela sempre più attenta a ridurre tempi e sforzi operativi, l’azienda propone i frutti del suo accurato processo di studio, analisi e collaudo.

    Molto apprezzata è la nuova Line 24 cordless, con batteria plug-in, incorporata.
    SPEEDY è leggera e maneggevole, appositamente studiata per effettuare piccoli tagli (fino ad un diametro di 25 mm) a grande velocità, perfetta per florovivaismo e viticoltura.
    STARK M ha un ottimo rapporto peso/potenza, effettua tagli precisi, senza sbavature, fino ad un diametro di 32 mm, ed è ideale per viticoltura, frutticoltura ed olivicoltura.
    STARK L è la più potente della Line 24, effettua tagli fino a 37 mm di diametro di qualsiasi tipo di legno e trova applicazione in agrumicoltura, olivicoltura e nella potatura di piante ornamentali.
    Continua a riscuotere grande successo la Line 44 con batteria inserita nello zaino, presentata l’anno scorso, con due modelli ad impugnatura manuale, tre su asta di prolunga ed una legatrice.
    EASY S è veloce e leggera, con capacità di taglio di 30 mm, utilizzabile per viticoltura e frutticoltura.
    EASY L è la più potente della Line 44. Estremamente versatile, viene usata in frutticoltura, agrumicoltura, olivicoltura e viticoltura grazie alla sua capacità di taglio fino a 36 mm di diametro.
    Completa la gamma la legatrice LINKER, con un kit, inserito in una comoda valigetta, che si compone di elettronica, cavo, batteria al litio, zainetto ergonomico porta-batteria, caricabatteria, accessori e due bobine di filo. Veloce, leggera e maneggevole, è caratterizzata da 4 modalità di legatura che la rendono adatta a molteplici impieghi.
    Campagnola, con le sue continue soluzioni innovative per un’agricoltura 4.0 si conferma quindi un brand amato da tutte le categorie di utilizzatori.

    https://campagnola.it/

  • La Software Monetization secondo Thales Gemalto: i vantaggi per le aziende italiane che approcciano la Digital Transformation

    Le innovazioni nello sviluppo del software tra i principali elementi di crescita per le aziende italiane

    Milano, 13 novembre 2019 – Con la Digital Transformation e l’onnipresenza del Cloud, i modelli di consumo sono cambiati in modo fondamentale. Il risultato? Le aziende rivoluzionano il proprio modo di approcciarsi al mercato mentre i servizi e la customer experience sono sempre più determinanti per il successo del business.

    Il software gioca un ruolo fondamentale in questo nuovo contesto. E il concetto già presentato 7 anni fa da Marc Andreessen nel suo famoso articolo “Why Software is eating the world” secondo cui ogni organizzazione diventerà un’azienda di software è ormai un assunto consolidato.

    Con le aziende che si allontanano sempre più dall’hardware come principale fonte di ricavo, è interessante capire come queste possano integrare, in modo efficace, una strategia di monetizzazione del software nei loro processi aziendali. La software monetisation può essere vista come l’adozione di diverse tattiche che un’organizzazione adotta per aumentare la redditività della sua proprietà intellettuale, in questo caso, del software, per esempio sofisticate tecnologie contro la pirateria e il furto della proprietà intellettuale oltre a strategie di pricing e packaging.

    Questo è quanto discusso oggi durante la tavola rotonda organizzata da Gemalto Thales in collaborazione con The Innovation Group e Indigo Communication dove il tema dei nuovi Business Model abilitati dalla digitalizzazione e dal cloud sono stati oggetto di approfondimento con esperti di settore.

    “Le aziende italiane sono oggi pienamente coinvolte nel processo di trasformazione digitale del proprio business. Secondo le rilevazioni di The Innovation Group (#DBTsurvey 19)*, un’azienda su due ritiene che negli ultimi anni la Digital Transformation abbia impattato in maniera significativa sul proprio settore. Nonostante questo, si osserva un ritardo nell’implementazione dei piani di trasformazione: solo una minoranza di aziende (il 26%) ha formalizzato una strategia digitale trasversale per tutta l’organizzazione e, inoltre, solo in poche aziende l’area IT guida questi processi di trasformazione. Nel 60% dei casi il ruolo dell’IT è quello di «collaborare attivamente» con le altre funzioni. L’accelerazione sul fronte dell’interesse e dei nuovi modelli di business generati dal digitale è però un fenomeno evidente che si misura anche nell’accresciuta capacità di investimento in digitale al di fuori dell’area IT, un aspetto che da solo dimostra quanto l’Innovazione Digitale sia oggi un trend che non riguarda più solo il presidio puro della tecnologia”, commenta Elena Vaciago, Associate Research Manager, The Innovation Group.

    Il software quindi è sempre più cruciale per migliorare le prestazioni aziendali, per creare opportunità di reddito e per portare le aziende a un livello più alto di competitività. Sempre secondo la ricerca è emerso che una delle aree di maggior investimento è proprio quella dello sviluppo del software che passa dal 41% al 55% nel 2019.

    Al fine quindi di sfruttare tutti i benefici che il software ha da offrire, le aziende hanno bisogno di una strategia di monetizzazione del software che colleghi ogni parte del proprio go-to-market – sia che si tratti di gestire i diritti o di connettersi ai sistemi finanziari e ai servizi di assistenza alla clientela.

    Thales Gemalto si pone come un facilitatore per le aziende aiutandole ad acquisire una serie di vantaggi: grazie infatti al Software Licensing proposto dal Brand è possibile gestire il ciclo di vita della licenza e, di conseguenza, del software, partendo dall’acquisto fino all’attivazione, la revoca e l’aggiornamento.

    Tra i vantaggi che ne derivano, sicuramente l’aumento di fatturato, la crescita del parco clienti e la riduzione dei costi operativi sono fondamentali per le aziende che vogliono crescere, oltre a poter beneficiare della gestione in totale sicurezza dei software.

    Grazie alle soluzioni di Gemalto Thales, le aziende hanno la possibilità di automatizzare i processi di generazione e attivazione delle licenze software as a service facendo in modo che il personale possa dedicarsi ad attività maggiormente strategiche, riducendo l’errore umano e velocizzando il time to market. Tutto ciò si traduce con una migliore soddisfazione del cliente.

    “La Digital Transformation ha avviato un cambio di mentalità che sta portando le aziende a una maggiore consapevolezza del valore del software aprendole a nuove opportunità di business. Le tecnologie di oggi offrono soluzioni sempre più flessibili, modulari e vicine alle esigenze dei clienti che potranno gestire il software nel modo più conveniente per loro”, commenta Marco Costa, Country manager Software Monetisation, Gemalto Thales

    Ne è un esempio SCM group che progetta e vende macchine per la lavorazione automatica del legno, pietra, vetro, plastica, materiali compositi, alluminio. Il gruppo aveva infatti la necessità di passare da una gestione delle licenze “tradizionale” a una modalità più flessibile, in parte cloud-based. “In Gemalto Thales ci aspettiamo di trovare il partner ideale che ci aiuti a velocizzare e trasformare i nostri processi produttivi attraverso un progetto a 360 gradi che includa chiavi di protezione software ma anche la consulenza necessaria per la creazione di un efficace ed efficiente workflow che interessi tutti gli aspetti, dall’acquisto all’implementazione del prodotto”, commenta Dario Bellatreccia, Digital Services Group Director, SCM Group. “La nostra collaborazione ci aiuterà ad aumentare la competitività, esplorare nuovi modelli di business e attuare nuove forme di revenue”.

    L’evoluzione verso aziende più agili e focalizzate sul software è quindi diventata un imperativo e pianificare un’efficace strategia di trasformazione digitale grazie all’implementazione di una soluzione di monetizzazione software sarà sempre più prioritario per creare nuove opportunità di reddito.

    *Ricerca condotta da The Innovation Group tra Dicembre 2018 e Febbraio 2019 su un campione di 187 aziende italiane operanti in diversi settori di mercato al fine di analizzare la diffusione delle tecnologie digitali nelle aziende italiane.

  • Sistemi antiabbandono, complimenti!

    Dopo avere letto la bozza del regolamento sui sistemi antiabbandono predisposta al tempo del ministro Toninelli (ve lo ricordate?), avevamo fatto un salto sulla sedia ed immediatamente preparato un articolo nel merito.

    sistemi antiabbandono

    Raramente ci è capitato in tutta la nostra lunga attività di leggere un coacervo di stupidaggini, imprecisioni, grossolani errori, come in quella bozza. Il detto che il pesce puzza sempre dalla testa si dimostrava ancora una volta più che veritiero.

    Per ragioni analoghe ma opposte, dobbiamo esprimere la nostra soddisfazione nel leggere il regolamento finalmente arrivato alla firma e che disciplina i sistemi antiabbandono.

    Facciamo un po’ di cronistoria.

    Il 1 ottobre del 2018 con legge n. 117 il Presidente della Repubblica modificava il Codice della Strada rendendo obbligatorio un sistema antiabbandono sulle auto, quando trasportano bambini che hanno meno di 4 anni.

    In quel testo era presente anche la seguente frase:

    “Le caratteristiche tecnico-costruttive ………. sono definite con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”, forse il Presidente aveva dimenticato chi reggeva quel Ministero.

    Dopo circa un anno da quel Ministero era stato “partorita” una “cosa” impossibile da definire, perché mescolava: omologazione, sistemi di gestione certificati, organismi notificati, marcatura CE, Accredia ??????, tutte cose assolutamente incompatibili tra loro, sia per legge che per logica.

    Ora a pochi mesi dal cambio di ministro e comunque con un ritardo di un anno qualcuno di “normale” che pur esiste anche nei Ministeri, ha scritto un regolamento molto semplice, che poteva esserlo ancora di più.

    Infatti, sarebbe stato sufficiente scrivere: i dispositivi antiabbandono devono rispettare le direttive ed i regolamenti europei che disciplinano le apparecchiature elettriche/elettroniche ed eventualmente radio immesse sul mercato UE.

    Comunque, rimane la soddisfazione di constatare che anche in Italia ed anche nei nostri Ministeri esistono persone di buon senso e capaci di scrivere sei pagine di regolamento, perfettamente comprensibili.

    Ora i fabbricanti di questi dispositivi hanno una chiara linea da seguire, pensate che c’era qualcuno che aveva tentato di seguire la “bozza Toninelli”, poverini, crediamo abbiano incontrato molte difficoltà insuperabili.

    Ci spiace per gli organismi notificati e per quelli di omologazione, completamente estromessi da questo business, anche se verrebbe da chiedersi come mai erano invece così pesantemente presenti nella precedente bozza, c’era addirittura inserito l’unico organismo di accreditamento italiano, che nessun ruolo avrebbe potuto avere in nessun caso, misteri ministeriali.

    Per i genitori che avessero necessità di chiarimenti siamo ovviamente a disposizione per fornire informazioni, così come siamo a disposizione delle aziende che decideranno di investire in questo nuovo settore, che è tra l’altro incentivato con contributi previsti dalla nuova legge di bilancio.

    Renato Carraro

    C & C Sas

    Via Lauro, 95

    35010 – Cadoneghe (PD)

  • Sme.UP al PMI Day “Industriamoci” 2019

    Giunto al traguardo della decima edizione, torna il PMI Day “Industriamoci” 2019, l’iniziativa promossa dalla Piccola Industria di AIB in collaborazione con Confagricoltura Brescia. Nelle giornate di giovedì 14, venerdì 15 e sabato 16 novembre, 91 aziende apriranno le porte a 40 scuole partecipanti.

    Tra queste Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno attraverso software strategici e infrastrutture proattive nel settore IT che dal 2014 aderisce a questa iniziativa che permette ai giovani studenti bresciani di conoscere da vicino il mondo delle imprese, integrando lo studio teorico alla concreta realtà del territorio.

    Durante le giornate di giovedì 14 e venerdì 15, Sme.UP mostrerà a insegnanti e studenti concretamente le proprie attività, illustrando il lavoro svolto quotidianamente all’interno dell’azienda. In questa edizione, Sme.UP darà il benvenuto alle scolaresche con una visita personalizzata nella struttura: a partecipare 10 classi provenienti da 4 istituti superiori della provincia bresciana. In particolare, dopo un saluto del Presidente Silvano Lancini, Sme.UP LAB, il laboratorio di sviluppo del Gruppo Sme.UP, presenterà il Progetto Sme.UP4Innovation, lo showroom che mette in mostra il futuro: uno spazio espositivo con diverse postazioni in cui oggetti analogici prendono vita e dove è chiaramente rappresentato che l’integrazione tra Hardware e Software è possibile anche nei contesti più disparati.

    Grazie alla sua propensione all’innovazione, Sme.UP è in grado di applicare le proprie competenze alle attività e ai settori più disparati, come il monitoraggio delle coltivazioni idroponiche o la lavatrice in cui è possibile testare anticipatamente eventuali guasti e anomalie, passando per la Work Station CAD in cui si può progettare in 3D e per una bilancia Berkel degli anni ’40, che con nuovi sistemi di visione artificiali Omron, garantisce attività di misurazione e controllo prive di errori, fino al tornio Mercurio degli anni ’20 del secolo scorso che, sensorizzato e integrato con i sistemi di Sme.UP, da macchina analogica diventa perfettamente adatto al nuovo contesto di “Industry 4.0. E il Gruppo non si ferma certo qui: nel 2020, infatti, lo showroom verrà ulteriormente ampliato per riprodurre un modello di fabbrica reale in cui simulare i processi industriali.

    A seguire sarà presentato il modulo Industrial IoT che permette la raccolta, l’integrazione e la visualizzazione dei dati di campo per l’analisi dei processi e la gestione dei dispositivi connessi: perché i dati sono importanti? Come cambieranno la nostra vita? Senza dimenticare il concetto di privacy. L’intervento sarà propedeutico alla visita allo Showroom: un’occasione per i ragazzi per guardare con i loro occhi e comprendere il percorso che i dati compiono in situazioni concrete e le ripercussioni che essi hanno per il business.

    Con l’adesione al PMI Day, il Gruppo Sme.UP conferma l’obiettivo di coinvolgere il territorio nelle proprie attività a partire dai più giovani, nella convinzione che le nuove leve debbano integrarsi, dai banchi di scuola, al mondo delle imprese e alla tecnologia, elemento imprescindibile per un’azienda come Sme.UP.

    «Siamo lieti di tornare, per il sesto anno, al PMI Day – spiega Silvano Lancini, Presidente del Gruppo Sme.UPCrediamo tantissimo nei giovani talenti e vorremmo che i giovani laureati bresciani guardassero a noi prima di rivolgere le proprie speranze ad aziende presenti in altri territori o all’estero. Per questo con grande piacere accogliamo questi studenti desiderosi di comprendere le dinamiche imprenditoriali e l’impegno che ogni collaboratore di Sme.UP dedica quotidianamente alle proprie attività. Come ogni anno il confronto sarà sicuramente sorprendente!»


    GRUPPO Sme.UP – Soluzioni Software e Infrastrutture IT

    Il Gruppo Sme.UP è il partner IT che ti accompagna nella trasformazione digitale con i software strategici e le infrastrutture proattive più adatte al tuo business.

    Il Gruppo Sme.UP ha 14 sedi nel nord e centro Italia e il suo staff è composto da 446 risorse. Con 2100 clienti in Italia e nel mondo, nel 2018 ha registrato ricavi per un totale di 55 milioni di euro.

    Sme.UP è una realtà che nasce dalla messa a fattor comune delle competenze delle aziende che ne fanno parte per garantire assistenza e supporto alle imprese che intendono costruire sistemi informativi integrati, flessibili, evolutivi e adatti alla crescita.

    Il Gruppo è in continua espansione e può contare su una expertise che riguarda:

    • Software gestionali – ERP
    • Infrastruttura e Cloud
    • Software Retail
    • Business Intelligence e Corporate Performance Management
    • Software Documentale
    • Servizi di Digital e Web Marketing
    • Software HR
    • Software di progettazione (CAD,BIM,PDM,PLM,ecc)
    • Industrial IoT

    Il Gruppo Sme.UP propone quindi alle aziende italiane un percorso di sviluppo ed evoluzione delle tecnologie IT a beneficio del continuo miglioramento dei processi aziendali e dell’incremento di tutto il loro Business.

    Segue il cliente dall’inizio del processo fino al suo completamento, affiancandolo non solo nell’analisi e nella scelta della soluzione ottimale, ma anche in tutto ciò che segue la nascita e lo sviluppo di un’idea innovativa.

  • Dalla sperimentazione alla produzione due nuove stelle in casa Campagnola

    L’azienda emiliana implementa la produzione di alcuni articoli già amatissimi, per soddisfare pienamente le esigenze sia del mercato italiano sia di quello estero.

    La gamma di prodotti made in Italy nel catalogo di Campagnola presenta soluzioni per tutte le necessità relative a vigneti, frutteti, agrumeti, piante ornamentali e sempreverdi.
    Di tre abbacchiatori elettrici per la raccolta delle olive già affermati nel mercato – Alice, Hercules e Holly – propone ora due versioni: Linea 58 e Linea ECO.
    Alice è nata dapprima per rispondere alle esigenze del mercato italiano, che richiedeva una macchina particolarmente rispettosa delle piante. Col particolare movimento ellittico contrapposto del rastrello, coperto da brevetto Campagnola, ed i suoi rebbi flessibili ed intercambiabili in tecnopolimero, non danneggia i rami e riduce al minimo la defogliazione. Resta l’abbacchiatore più venduto al mondo.
    Hercules è invece nato per soddisfare le richieste del mercato andaluso, ma poi si è ampiamente diffuso negli oliveti di tutti il mondo che presentano rami particolarmente fitti ed intricati. Caratterizzato da un movimento ellittico del rastrello e da rebbi flessibili ed intercambiabili in tecnopolimero o carbonio, con la sua potenza nella raccolta è l’attrezzo ideale per un utilizzo professionale su piante di grandi dimensioni e con chiome particolarmente folte.
    Holly è stata progettata per garantire buone prestazioni di raccolta abbinate ad una grande facilità di utilizzo ed un peso molto contenuto e ben bilanciato.
    La Linea 58 nasce quindi dalla necessità di agevolare il lavoro dei professionisti che operano nel settore. Ampiamente testata nel 2018, viene ora proposta al mercato con la produzione in serie. I tre attrezzi sono dotati di un’unità di potenza più leggera con motore brushless, un economizzatore del consumo della batteria e due velocità di battuta. Possono essere alimentati sia dall’apposita batteria al litio o da una batteria al piombo per auto (tramite convertitore). Si tratta della linea più professionale di abbacchiatori elettrici Campagnola.
    La Linea ECO, invece, ha una velocità dei rastrelli di 1200 battute al minuto, è dotata di un motore a spazzole e viene alimentata da una batteria al piombo per auto. Si tratta della linea più economica, che però mantiene gli alti standard qualitativi di Campagnola.

    Per quanto riguarda ricambi, lubrificanti e accessori, Campagnola dimostra il proprio rispetto per l’ambiente proponendo sul mercato un olio pensato appositamente per le coltivazioni biologiche, che non rischia di inquinare con elementi chimici e soprattutto non lascia residui sul frutto: un olio certificato NSF, ecologico ed ecocompatibile in linea con lo spirito di Campagnola.

    https://campagnola.it/