Autore: thedoct

  • Scoprire le bellezze della Sardegna

    La Sardegna è una regione molto bella e per questo amata dai turisti e molto molto visitata ogni anno, soprattutto in alta stagione. Ogni anno sono sempre di più i turisti che decidono di trascorrere le loro vacanze estiva su questa isola: un ottimo modo per raggiungerla è quello di prenotare online un traghetto per la Sardegna sul sito https://mediterraneotraghetti.it per tempo in modo da risparmiare sulle spese del viaggio. Se, però, della Sardegna si conoscono il mare, le bellezze naturali e le mete più richieste, sono, invece, meno noti e famosi alcuni miti e leggende legate a questa terra e alcune curiosità.

    Partiamo, per esempio dal nome. Sembra che Sardegna derivi dal termine greco “sandaliotis”, che significa sandalo, per via della sua forma, che somiglia vagamente a una impronta. Dagli antichi greci veniva chiamata anche ichnusa, che significa orma.

    Anche la bandiera della Sardegna ha legata a sé una leggenda. Come sappiamo essa rappresenta quattro teste di moro. Nel 1096, durante la battaglia di Alcoraz tra Pietro I d’Aragona e i Saraceni, comparve sul campo di battaglia un cavaliere completamente vestito di bianco, con una croce sul petto. Il cavaliere lasciò sul campo le quattro teste mozzate dei re saraceni e mise in fuga i nemici. In seguito si scoprì trattarsi di Sna Giorgio e, in ricordo della battaglia, si stabilì che il simbolo dell’isola fosse una croce rossa in campo bianco, con le quattra teste. Nel tempo la bandiera ha subito alcune modifiche, la ciò che rappresenta è, appunto, il ricordo di quella importante battaglia.

    Molte leggende e dicerie sono legate anche ad alcuni luoghi e li caratterizzano ricordandone il passato e la storia e aggiungendo un pizzico di mistero. Una nota la merita, per esempio, Alghero. Come tutti sanno questa è una città sarda, resa anche molto famosa da una canzone di Giuni Russo,ma la sua particolarità è la lingua: ad Alghero, infatti, si parla un dialetto in tutto e per tutto simile alla lingua parlata fra la Spagna del nord e la regione pirenaica Francese. Anche gli usi e i costumi di Alghero sono molto affini a quelli di questa zona e rappresenta quindi una sorta di isola nell’isola, quasi una colonia catalana.

    Il Golfo degli Angeli, invece, è la parte di costa adiacente alla città di Cagliari. Vuole la leggenda che Lucifero e i suoi demoni si impadronirono di questa zona attratti dalla loro bellezza e che Dio, per liberarla, mandò una schiera di angeli che riuscirono a riconquistare il territorio dopo una estenuante battaglia. Lucifero cadde in mare e la sua sella si conficcò su un promontorio adiacente al golfo pietrificandosi. Per questo il colle prende il nome di “Sella del Diavolo”.

     

  • UltraBronze: il gel abbronzante del momento

    Chi non ha mai sognato una pelle perfettamente abbronzata durante l’estate? Tutti amano avere una carnagione più scura per poter sfoggiare tutti i capi d’abbigliamento senza stonare con la propria pelle.

    Per questo motivo si opta per scegliere una crema abbronzante, perfetta per ottenere un colorito uniforme su tutto il corpo. Ma se non avete ancora trovato quella che fa al caso vostro, possiamo certamente consigliarvi l’utilizzo di UltraBronze per ottenere tutti i vantaggi che questa ha da offrirvi.

    Come funzionano le creme abbronzanti

    Il risultato delle creme autoabbronzanti, soprattutto quelle di ultimissima generazione, è molto simile a quello dell’abbronzatura normale. Tuttavia, a differenza dei raggi solari e dell’amplificazione mediata dalle lezioni abbronzanti, non recano nessun danno alla pelle. Il meccanismo con cui la pelle si colora mediante le creme autoabbronzanti, infatti, prevede una semplicissima reazione chimica, attraverso la quale si forma un composto colorato che rimane attaccato a lungo alla cute.

    Nello specifico, all’interno delle creme autoabbronzanti è presente uno zucchero, denominato con la sigla DHA, il quale ha la capacità di reagire con una proteina cutanea per realizzare dei composti dal tipico colore bruno.

    Dove acquistare il gel Ultrabronze

    Il prodotto può essere acquistato sul sito ufficiale di Ultrabronze ultrabronze.eu, in offerta a soli quarantanove euro anziché ottantadue, sino ad esaurimento scorte. Acquistarlo è molto semplice: basta compilare il form presente all’interno del sito internet, inserendo i propri dati personali, acquistare la quantità desiderata e procedere con l’ordine. Una volta confermato l’ordine, uno specialista di Ultrabronz contatterà il cliente assicurandosi che i dati inseriti sono corretti. L’acquirente ha la più ampia libertà di scelta per quanto riguarda il metodo di pagamento: è possibile, infatti, acquistare il gel utilizzando la carta di credito oppure saldandolo direttamente al momento della consegna. La consegna è gratuita, indipendentemente dal numero dei pezzi acquistati.

  • Come funziona la dieta chetogenica: indicazioni utili

    Una dieta che si sta diffondendo molto, e che sta riscontrando un discreto successo per i suoi risultati immediati, è la Dieta Chetogenica, detta anche keto diet. Di cosa si tratta? Su quale principio si basa questa particolare dieta? Vediamo come funziona e scopriamo tutti i segreti di questo regime alimentare che è basato sul raggiungimento della “Chetosi“.

    Cos’è la dieta Chetogenica

    La dieta Chetogenica prende il suo nome dalla “Chetosi”, un particolare processo che determina una condizione dell’organismo che brucia i grassi in tempi molto rapidi. Come riporta il sito, https://dietachetogenicaitalia.it, questo tipo di regime alimentare che oggi è diventato di moda, risale al secolo scorso e in passato era utilizzato come piano alimentare con bassi contenuti di carboidrati al fine di ridurre le crisi epilettiche dei bambini e di alcuni pazienti che non riuscivano a rispondere all’azione dei farmaci.

    Dieta chetogenica: cosa mangiare

    Per raggiungere lo stato di chetosi bisogna mangiare alimenti che non contengono molti carboidrati. Evitare, dunque, pasta pane, riso, cereali, patate, legumi e frutti, oltre ai dolci, bibite e dolciumi di vario genere. Sono invece consigliati alimenti grassi come carne, uova, formaggi, prodotti della pesca e ortaggi. Sono ammessi grassi e oli da condimento.

    In generale l’assunzione dei carboidrati deve essere inferiore ai 50 grammi al giorno. Suddividendo i pasti nell’arco della giornata, si possono organizzare dividendo 3 porzioni da 15-20 grammi ciascuna di carboidrati da assumere ogni giorno. Per il resto, vanno assunti 15-25 % di proteine e circa 70-75 % di grassi

    La Chetosi

    Il concetto principale su cui si basa la dieta Chetogenica è il raggiungimento della Chetosi, un particolare processo che viene attivato nell’organismo, che in carenza di carboidrati, va a ricercare l’energia necessaria al sostentamento delle cellule, bruciando i grassi e le proteine.

    Riducendo al minimo i carboidrati, e aumentando i lipidi e le proteine, l’organismo si ritroverà costretto ad utilizzare i grassi come “fonte di energia alternativa”. Questo processo porta alla formazione di alcune molecole dette “corpi chetonici”. Tra questi, in particolare l’acetoacetato, l’acetone e il 3-idrossibutirrato, che costituiscono un residuo del metabolismo della produzione di energia. Le cellule del corpo, per svolgere le loro normali funzioni, tenderanno a bruciare i grassi e il tessuto adiposo del corpo, favorendo così il dimagrimento e la perdita di peso in maniera molto rapida. Questa fase è chiamata Chetosi e è fondamentale per il corretto funzionamento di questa dieta.

  • L’hobby del metal detector: perchè ne vanno tutti pazzi

    Nel suo piccolo, oggi, chiunque può diventare un cacciatore di tesori, semplicemente munendosi di un metal detector o cerca metalli, se si preferisce. Questo strumento, che permette di ritrovare metalli di ogni tipo, fu inventato da Alexander Graham Bell intorno al 1880. Questi lo utilizzò per la prima volta nel 1881, per trovare uno dei due proiettili che avevano colpito l’allora Presidente americano James Garfield, vittima di un attentato. Dopo tanti utilizzi in campo militare, soprattutto per individuare ordigni inesplosi o mine, oggi è diventato uno degli strumenti più usati da chi vuole cercare tesori in giro per la propria città.

    Come scegliere il proprio metal detector

    Chiunque si avvicini a questo affascinante mondo, deve capire, prima di tutto, l’utilizzo che vuole farne e il budget a disposizione. Esistono tanti modelli di metal detector in commercio, sia nuovi che usati, quindi è importante capire di cosa si ha bisogno. La prima discriminante per ottimizzare l’utilizzo del metal detector, è il metallo o i metalli che si intende cercare. Esistono, infatti, modelli che riconoscono il tipo di metallo trovato, emettendo un segnale acustico quando si trova quello desiderato e segnalando soltanto sul display tutti gli altri. Per chi si avvicina al mondo dei metal detector senza troppe pretese, sono disponibili vari modelli economici che si trovano in offerta anche sotto i 100 euro (uno di questi è il Duramaxx), ma completi sia di display che di segnale acustico. Se, invece, si vuole intraprendere questo hobby con serietà e decisione, la scelta migliore è optare per un modello di fascia medio-alta, capace di evitare i falsi segnali trasmessi, per esempio, dai terreni ricchi di minerali. In questo caso, il prezzo lievita e può raggiungere i 500 euro, ma si può pensare anche a quelli professionali, spendendo qualche migliaio di euro (il Minelab GPZ 7000 costa 8800 euro, ma è in grado di cercare l’oro nativo e va a fondo del 40% in più rispetto agli altri modelli). Quando si va a caccia di tesori, non bisogna portarsi dietro soltanto il metal detector, ma un’intera attrezzatura, completa almeno di zaino, guanti e una piccola vanga per scavare. A questo equipaggiamento, è consigliabile aggiungere anche una mappa o un libro sulla storia della propria città. Particolare attenzione, infine, ai propri smartphone che, durante l’utilizzo del metal detector, potrebbero disturbare il segnale.

    Legislazione sui metal detector

    Prima di partire a caccia di tesori, ogni appassionato dovrà naturalmente informarsi sulla legislazione esistente in tema. In Italia, l’utilizzo dei metal detector è libero, ma vincolato a ciò che si trova e al luogo in cui si effettuano le ricerche. Nel nostro Paese, non è autorizzata la ricerca archeologica senza permesso e non è possibile effettuare ricerche nelle aree protette e di interesse storico come siti archeologici, parchi, aree protette. Pertanto, i luoghi migliori dove andare a caccia sono le spiagge, i parchi pubblici, i boschi e le proprietà private. In quest’ultimo caso, è necessario il permesso del possessore del terreno o un accordo, il più comune dei quali prevede che il cercatore conserva ciò che trova, a meno che il proprietario non chieda di tenere qualcosa per sé. Se la nostra ricerca è fortunata e ci imbattiamo in un reperto archeologico di qualsiasi valore, questo va denunciato alle autorità competenti. Infine, è consigliabile iscriversi a qualche associazione del settore che potrà fornirci tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno e assisterci nelle nostre ricerche.

    Perché l’hobby del metal detector è tanto amato

    A molti l’idea del metal detector fa venire in mente qualche vecchio pazzo che cammina per una spiaggia alla ricerca degli oggetti persi dai bagnanti, ma quest’hobby ha acquisito molti più significati. Oggi, oltre l’aspetto economico (spesso, peraltro, davvero misero), utilizzare un metal detector significa fare un vero viaggio nel nostro passato. Gli appassionati di storia potrebbero coronare il loro hobby trovando qualche reperto, mentre i collezionisti di monete antiche potrebbero imbattersi nel pezzo mancante della loro collezione. Divertirsi con un metal detector, significa anche stare all’aria aperta, camminare, rimanere soli con se stessi, visitare e scoprire luoghi sconosciuti. Un’esperienza che può arricchirci nel corpo e nell’animo.

  • Orologi in legno: come scegliere quello ideale

    Gli orologi in legno sono un’accessorio divenuto una tendenza molto amata negli ultimi anni da personalità del mondo dello spettacolo e non solo. Molteplici brand italiani e stranieri, infatti, hanno aggiunto nelle collezioni questi accessori unici e originali. Dai più lussuosi ai più economici sul mercato sono disponibili innumerevoli modelli di ogni prezzo e qualità. Tuttavia, per scegliere il più adatto alle proprie esigenze è necessario tenere in considerazione alcuni parametri.

    Come riporta il sito http://orologilegno.eu, in generale, tra le prime caratteristiche da valutare quando si decide di acquistare un orologio in legno vi è indubbiamente l’estetica. Infatti, nonostante le comuni credenze che vogliono questi gioielli indossati solo dagli uomini, gli orologi in legno sono altresì disegnati e realizzati per incontrare i gusti delle donna più eleganti ma anche casual.

    Cominciando da questa caratteristica si potrà procedere valutando la dimensione del quadrante, il cinturino e il colore del legno. Infatti, per ciò che concerne il corpo centrale questo può essere tondeggiante o quadrato, più grande o più piccolo. In base al proprio polso e ai propri gusti personali questa potrà essere una prima variabile da considerare.

    Successivamente si potrà passare al cinturino. Vi sono orologi, infatti, realizzati interamente in legno liscio o intrecciato mentre altri sono accessoriati con elementi in tessuto o plastica. Questi ultimi risultano generalmente più economici dei primi. Infine, la tipologia di legno e i prodotti con cui è stato trattato determineranno il colore finale dell’orologio. Vi sono infatti legni più chiari, come il bambù, ma anche più scuri o tendenti al rosso. Non solo, ogni tipologia presenta caratteristiche differenti come la durezza e la malleabilità che conferiscono resistenza nel tempo e permettono al materiale di poter essere modellato più o meno facilmente. In base al proprio stile è altresì possibile distinguere tra innumerevoli varianti.

    Per ciò che concerne l’estetica, inoltre, è possibile valutare la finitura. Questa, infatti può essere opaca, lucida o laccata. La prima è tipica dei legni più naturali, tuttavia non conferisce resistenza al legno. La finitura lucida, invece, offre una protezione intermedia rispetto a quella laccata che invece protegge in modo completo dagli urti e dai graffi.

    Successivamente sarà possibile valutare il costo del gioiello. Per fare ciò è necessario informarsi approfonditamente sui materiali utilizzati dall’azienda. Vi sono infatti brand che utilizzano esclusivamente legni pregiati derivanti da boschi sostenibili e si impegnano affinché anche il ciclo produttivo sia il più ecologico e green possibile. In questo caso, la qualità delle materie prime, il lavoro dei sapienti artigiani e l’impegno generale dell’azienda sono qualità che rendono i prodotti decisamente più costosi. Tuttavia, quello che si ottiene è un prodotto di ottima qualità, durevole nel tempo. In alternativa, se non si desidera investire una cifra consistente per questo genere di accessorio, è possibile ripiegare su brand low cost. Tuttavia, in questo caso si dovrà tenere in considerazione che il legno non sarà di qualità elevata e che questo potrà essere mixato con materiali plastici e dunque poco durevoli. Non solo, generalmente, gli orologi in legno economici non sono dotati di cinturini dello stesso materiale bensì in plastica oppure in eco-pelle. Inoltre, per ciò che concerne gli orologi low cost anche i quadranti potrebbero essere meno rifiniti e più grossolani.

    In generale, per differenziare ancor di più le svariate fasce di prezzo è possibile valutare la morbidezza del legno. Quelli in legno duro, infatti, sono creati per durare nel tempo, dunque risulteranno decisamente più costosi rispetto a quelli realizzati con legni morbidi e meno pregiati.

    In sintesi, dunque, per scegliere l’orologio in legno migliore in base alle proprie esigenze sarà fondamentale considerare differenti parametri. In linea generale questi varieranno in base alla fascia di prezzo dell’orologio. Non solo, gli orologi in legno sono spesso inseriti dalle aziende all’interno di collezioni sostenibili. Questi accessori, infatti, rappresentano in molte occasioni la volontà dei brand di prestare attenzione alle cause ambientali e di offrire ai propri clienti un prodotto originale e unico.

  • Come scegliere un bagaglio a mano per volare in aereo

    Chiunque debba volare in aereo viene colpito dall’ansia del bagaglio, le nuove regole aeroportuali prevedono infatti delle misure ferree entro le quali il bagaglio a mano deve rientrare altrimenti tocca mettere la mano al portafoglio e pagare una salata sovrattassa per non essere costretti a lasciare il bagaglio a casa. Avvicinandosi al check in infatti si corre sempre il rischio che l’addetto decida di misurare la valigia poiché dubita rientri negli standard imposti dalla compagnia. Per evitare questo genere di problemi prima del viaggio è opportuno leggere il regolamento della compagnia con cui si è scelto di volare così da conoscere le misure ed il peso da rispettare e arrivare al check in sicuri e tranquilli. Grazie alle numerose proposte di voli low cost da parte delle compagnie negli ultimi anni l’aereo è diventato il mezzo di trasporto più utilizzato da coloro che devono raggiungere sia mete vicine che lontane, ecco perché tutti dovrebbero avere un bagaglio a mano, magari un trolley super leggero a 4 ruote pronto per ogni partenza.

    Come scegliere il bagaglio a mano: le dimensioni

    Come riporta il sito http://bagaglioamanotop.it, le compagnie aeree hanno degli standard diversi per quanto riguarda la misura del bagaglio a mano, per acquistarne uno che possa andar bene con ogni compagnia le misure da rispettare sono 55x40x20, così da poterlo utilizzare sempre senza alcun problema. Questi standard devono essere rispettati a prescindere che si tratti di borsoni, zaini, borse o quant’altro. Oltre al bagaglio a mano può essere molto utile portarsi dietro una seconda bustina al suo interno dove riporre tutti quegli oggetti che potrebbero venire controllati prima del volo, come i liquidi che se non rispettano una quantità predeterminata non possono venire imbarcati per la sicurezza dei passeggeri. Stesso discorso per i documenti e le medicine che possono essere imbarcate solo se accompagnate dalla ricetta del medico meglio ancora se tradotta in inglese. Tenere tutti questi oggetti a portata di mano all’interno di tasche esterne così da averle a portata di mano e superare velocemente il check in.

    Come scegliere il bagaglio a mano: il peso

    Oltre alle dimensioni standard che non è possibile superare la maggior parte delle compagnie aeree fissa dei limiti di peso, questi generalmente oscillano tra gli 8 ed 10 kg. Per questa ragione è fondamentale acquistare un bagaglio a mano che sia il più possibile leggero così da sfruttare la maggior parte del peso per inserirci i propri indumenti ed oggetti personali. Sono moltissimi i brand che data questa esigenza propongono sul mercato trolley, borsoni ed anche zaini creati con materiali robusti ma super leggeri, le migliori addirittura non superano nemmeno i 2 kg e sono venute ad un prezzo estremamente accessibile e dotate di tutte le tasche necessarie per riporre nel modo più ordinato tutto i proprio oggetti. Per evitare di incorrere in problemi di peso al ritorno da qualsiasi viaggio, poiché quasi tutti tendono ad acquistare souvenir, abbigliamento o comunque un pensierino da riportarsi a casa, può essere molto utile portarsi in borsa una bilancia pesa valigie. Piccola, facile da utilizzare e davvero utile nel momento del bisogno, occupa meno spazio di un porta-chiavi ma può salvare da un tasse alquanto salata. L’unica soluzione altrimenti sarebbe indossare almeno due o tre paia di jeans e qualche maglia in più così da far scendere il peso della valigia non essere costretti a buttare via niente.

    Trolley, zaino o borsone?

    La scelta tra le diverse tipologie di bagaglio dipende ovviamente dalle esigenze e dai gusti personali di ognuno. Facendo però una lista dei pro e dei contro alcune persone preferiscono il trolley, questo infatti è molto più resistente agli urti rispetto alle altre due alternative, questo aspetto è molto importante se all’interno si portano accessori tecnologici che possono correre rischi in caso di contatti accidentali se non debitamente protetti. Un secondo elemento a vantaggio del trolley è la presenza interna di fasce e tasche che permettono di riporre gli indumenti con ordine, assicurandole con le fasce elastiche e dividere inoltre la biancheria usata da quella nuova. Infine, il trolley è molto leggero e grazie alle rotelle permette di trasportarlo in modo agile e veloce ove dopo lo sbarco con l’aereo sia necessario fare molta strada a piedi.

    Al contrario con un borsone o con lo zaino tutto il peso dovrebbe essere portato sulle spalle. Se ci fosse la necessità il trolley rigido potrebbe essere imbarcato nella stiva con serenità perché resiste molto bene agli urti a differenza dei trolley morbidi o di zaini e borsoni. I vari brand per agevolare i clienti propongono soluzioni sempre più innovative come ad esempio i trolley dotati non solo di rotelle ma anche di maniglie così da poter essere portati sulle spalle al bisogno, stessa cosa per i borsoni. La scelta dunque su quale modello di bagaglio acquistare è influenzata sicuramente dal tipo di viaggio che ci si appresta a fare e dalle necessità che si hanno, il consiglio è quello di acquistare un bagaglio che abbia le caratteristiche necessarie per adattarsi a tutte le possibili situazione senza essere costretti a compare borse diverse.

  • Vacanze in Sardegna: le cose da vedere

    La Sardegna è una delle realtà italiane più affascinanti e sono davvero tante le cose da vedere nel corso di una vacanza sull’isola, la quale è capace di rimanere nel cuore di qualsiasi viaggiatore. Ma quali sono i luoghi imperdibili, quelli che bisogna assolutamente inserire in un itinerario nel corso di una vacanza? Scegliere è molto difficile, perchè questa regione è davvero ricca sotto ogni aspetto: da un punto di vista culturale, storico e naturale. Vediamo i suggerimenti del sito https://mediterraneotraghetti.it/traghetti-sardegna/, specializzato nella comparazione di prezzi delle navi e traghetti per la Sardegna.

    Il primo luogo da visitare nel corso di una vacanza potrebbe essere senza dubbio il Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, che è uno dei simboli della regione per quanto riguarda le sue bellezze naturali. Quest’area è davvero affascinante e a questo proposito basti pensare ad esempio alla località di Budelli, nota per la sua particolarissima spiaggia rosa, oppure alle isole di Caprera e Spargi, solo per citarne alcune delle oltre 60 che compongono l’arcipelago della Maddalena. Quando si parla dei luoghi che rendono la Sardegna una realtà unica al mondo, il pensiero corre anche al complesso nugarico di Barumini, il quale è famoso perchè comprendere l’esemplare che tra gli oltre 7 mila nuraghi sardi arrivati fino a noi, si è conservato nelle migliori condizioni. Questa testimonianza storica davvero affascinante è come se “parlasse” a chi la osserva e desse modo di andare indietro nel temp, all’Età del Bronzo e a chi abitava questo territorio millenni fa. Questo monumento, denominato Su Nuraxi, si innalza per poco meno di 20 metri e intorno ha 4 torri laterali che sono tra loro collegate da delle mura. Camminare tra i resti di questo villaggio millenario è una di quelle esperienze che non si possono dimenticare.

    Ovviamente nel momento in cui ci si trova in Sardegna per trascorrere un periodo di vacanza, vale la pena scoprire anche le città, cominciando da Cagliari. Tra i tanti luoghi che il capoluogo di regione offre ai visitatori, vale la pena mettere al primo posto il Bastione di San Remy, considerato da tutti gli abitanti della città come il suo simbolo più importante. Questo monumento si trova nella parte più antica di Cagliari e precisamente nel quartiere Castello. Il suo stile architettonico è quello neoclassico ed è arrivato fino ai tempi attuali in ottimo stato di conservazione. Per chi ama la natura, dopo aver scoperto la Maddalena, vale la pena non lasciarsi sfuggire la possibilità di scoprire anche la baia di Chia, considerata giustamente come uno dei tanti angoli di paradiso che la Sardegna offre. Questa baia si trova nel golfo degli Angeli, nella parte sud-ovest della regione e si caratterizza per essere una delle bellezze naturali più belle di tutto il territorio, grazie ad una spiaggia chiarissima, tra le più belle d’Italia ed un paesaggio davvero da cartolina, dove una popolazione di fenicotteri rosa contribuisce a rendere tutto davvero paradisiaco.

    E quando si parla delle spiagge della Sardegna, bisogna dedicare il giusto spazio anche alla spiaggia della Pelosa, che si trova nei pressi di una torre costruita nel corso del 1500. Questa spiaggia si trova nel borgo di Stintino, ubicato nella zona settentrionale della Sardegna. A rendere la spiaggia qualcosa di speciale sono i suoi colori davvero unici e indescrivibili, tanto che per capirne la bellezza è necessario vederla dal vivo. Il tour alla scoperta della Sardegna potrebbe poi continuare con un altro dei suoi must, ovvero il Parco Nazionale dell’Asinara, altro fiore all’occhiello per qualsiasi abitante dell’isola. Qui si trova anche il famoso carcere di massima sicurezza, che volendo si può visitare, anche se il consiglio è quello di dedicare molto tempo alla natura selvaggia ed incontaminata che caratterizza la riserva naturale che si trova nelle sue vicinanze.

    Arrivando quasi alla fine di questa carrellata, c’è un luogo, ovvero la casa di Grazia Deledda, che merita di essere inserito nel proprio itinerario anche nel caso in cui non si sia dei divoratori di libri. Il motivo è presto detto: la scrittrice è uno dei simboli della Sardegna da un punto di vista culturale e visitare la sua casa, che è rimasta praticamente così come lei l’ha lasciata, sarà una esperienza indimenticabile anche per chi non ha mai letto nulla di questa autrice che è stata Premio Nobel per la Letteratura nel lontano 1927 e che ancora oggi è l’unica scrittrice italiana ad esserci riuscita. Infine, prima di tornare a casa, vale la pena trovare del tempo per scoprire Alghero e in particolare le grotte di Nettuno, che sono considerate il suo simbolo da un punto di vista naturalistico. Per poterle ammirare bisogna fare circa 600 scalini, che portano appunto a queste formazioni carsiche. Tuttavia la fatica verrà ampiamente ripagata, perchè lo spettacolo naturale che si potrà vedere è di quelli unici al mondo e che faranno comprendere una volta di più come mai la Sardegna è una realtà così amata da un punto di vista turistico ed anche così unica al mondo.

  • Trucco Permanente Occhi: Consigli e suggerimenti per un trucco permanente agli occhi

    Al giorno d’oggi il trucco rappresenta senza dubbio un elemento estremamente importante nella vita della maggior parte delle donne al mondo. Il make up infatti permette di sentirsi più belle e sicure di se stesse in quanto riesce a nascondere i piccoli difetti e ad esaltare i pregi del volto. Tuttavia molte donne non hanno sempre molto tempo da dedicare alla cura del viso e molto spesso finiscono per non truccarsi affatto. Per questo motivo da diversi anni è stata introdotta la possibilità di optare per un trucco permanente e semipermanente. In un primo momento esso riguardava specificatamente le sopracciglia che venivano tatuate con una tecnica piuttosto particolare.

    Oggigiorno invece l’opportunità di truccarsi in modo definitivo si è estesa anche ad altre zone del viso come le labbra e gli occhi. Questo processo viene chiamato dermopigmentazione e sta riscuotendo molto successo ultimamente sia tra le giovanissime che tra le donne più adulte. Il trucco permanente agli occhi consiste generalmente nella realizzazione della riga di eyeliner, tanto odiata da molte ma apprezzatissima da quelle che amano l’effetto occhi da gatta. Per realizzare questa tipologia di trucco solitamente viene utilizzato un pigmento naturale e molto sottile, che non va a danneggiare la pelle e bio compatibile. Esso, rispetto ad un normale tatuaggio, non penetra a fondo nell’epidermide ma resta più in superficie. Per questo motivo il trucco permanente ha una durata inferiore e deve poi essere ritoccato nel tempo. La durata può comunque variare in base a differenti fattori come ad esempio il tipo di pelle che si ha. Se ad esempio si possiede una pelle eccessivamente grassa oppure estremamente screpolata, il trucco tenderà a durare meno. Inoltre anche le donne che hanno una maggiore tendenza a sudare oppure che fanno sport molto spesso possono avere problemi nel tempo.

    Da non sottovalutare poi è l’esposizione solare che potrebbe danneggiare sensibilmente il trucco permanente e renderlo sgradevole dal punto di vista estetico. È importante tenere a mente comunque che per effettuare questo tipo di trattamento bisogna rivolgersi obbligatoriamente ad una persona esperta oppure ad un centro specializzato in quanto per eseguire la dermopigmentazione è necessario disporre di un’apposita macchina in grado di iniettare il pigmento sulle palpebre. Di solito non si avverte alcun dolore o comunque solamente un lieve fastidio ma ciò dipende molto da chi si sottopone al trattamento. Prima di effettuare una scelta così drastica comunque bisogna valutare tutti i pro e i contro della situazione per poter decidere in totale serenità e sicurezza. Uno dei vantaggi è sicuramente il fatto che avendo gli occhi già truccati si impiegherebbe una quantità di tempo nettamente inferiore per prepararsi. Inoltre la riga di eyeliner è sempre molto difficile da fare e quasi mai risulta essere perfetta. In questo modo invece si avrebbero due linee identiche sugli occhi. Un grande svantaggio però è la possibilità di non poter variare: nel caso in cui ci si dovesse stancare del solito look non sarà possibile rimuoverlo ma si dovrà aspettare fino a quando la pelle non lo eliminerà da solo. Oltre all’eyeliner il trucco occhi permanente è caratterizzato anche dal tightlining, ovvero una tecnica di make up che permette di infoltire le ciglia grazie ad un interessante effetto ottico. Ovviamente questo processo risulta essere piuttosto costoso ed ha una durata nettamente inferiore rispetto a quella dell’eyeliner in quanto la zona nella quale si effettua il trattamento (ovvero la base delle ciglia e la rima interna degli occhi) è estremamente delicata.

  • Orologi in Legno: che passione!

    Il legno è il materiale per eccellenza di ultima generazione. Ogni brand o marchio importante nel mondo della moda attualmente, cerca di diffondere i suoi prodotti pubblicizzando la loro creazione in legno. La storia di alcuni oggetti nasce con il legno che, decenni fa, veniva utilizzato visto che gli altri materiali risultavano troppo costosi. Ad esempio la bicicletta, inizialmente era fatta in legno, dopo, i costruttori hanno deciso di migliorare le prestazioni e per questo, hanno iniziato ad usare l’alluminio e metalli ancora più leggeri. Oggi, alcune biciclette sono fatte di nuovo in legno, anche se per lo più sono da collezione.

    Per chi avesse voglia di indossare accessori fatti di questo materiale, oggi sono presenti nelle vetrine dei negozi di gioielleria, degli orologi da polso in legno di ottima qualità. Non solo le grandi marche tendono a far conoscere questi prodotti e la loro essenza, ma cercano anche di sensibilizzare le persone al problema che affligge il nostro pianeta: il disboscamento. Per questo motivo, hanno deciso di comune accordo che quando acquisterete uno dei loro prodotti, verrà ripiantato un albero nella foresta amazzonica oppure nell’area verde in cui è stato tagliato. In questo modo, si sono raddoppiate le aree in cui sono presenti alberi e quindi già il problema è parzialmente risolto. Inoltre, per evitare sprechi, gran parte del materiale che viene utilizzato per i parquet, ma che è in più, viene riusato per costruire orologi da polso.

    In giro di questo tipo di legno ce ne è molto perché le persone benestanti lo vogliono all’interno delle proprie abitazioni, per questo, si è deciso di usarlo in qualche modo. Queste ultime proprio, hanno accolto a braccia aperte questi nuovi prodotti e ne hanno comprati vari modelli per aiutare il nostro ecosistema a sopravvivere. Questi sono adatti ad ogni occasione, ma avendone più di uno, potrete decidere quale usare per il lavoro oppure per andare a fare shopping con le amiche. Ultimamente, sono stati creati in legno anche skateboard ed altri accessori per uso quotidiano, come le montature degli occhiali da sole. I più ricchi richiedono anche scacchiere, tavolini, biciclette da collezione e quanto altro da costruire solo con il legno, perché nella sua naturalezza hanno capito, che è il materiale più elegante e pregiato. Indossando un modello con un abito particolare, anche in una serata di gala, farete pubblicità ai creatori che cercano in tal modo, di diffondere il più possibile il messaggio di salvare il mondo dalla deforestazione. Sì quindi, agli oggetti in legno, ma senza deturpare il paesaggio e la natura.

  • Qual è la storia del Lago di Garda?

    Il Lago di Garda si trova sul confine Est della Lombardia. Dividendo le sue coste con il Trentino Alto Adige e con il Veneto, esso è caratterizzato da acque limpide e spiagge bellissima. Quasi mozzafiato. Normalmente si parla di Gardesana Occidentale, riferendosi al lato del lago che da Salò, sale fino a Riva del Garda e Gardesana Orientale o riva veneta, il tratto di lago che da Peschiera del Garda sale verso Riva ad Est. Il Basso Garda è la parte di Lago più ampio tutto in provincia di Brescia. Il turismo in questa zona è molto sviluppato: l’Hotel Campagnola Lago di Garda è infatti uno degli hotel 3 stelle di Bardolino che ogni anno viene scelto dai tanti turisti tedeschi ed americani che desiderano fare una vacanza all’insegna del relax. Preso d’assalto da migliaia di persone ogni anno, il Lago di Garda non è solo puro divertimento e locali alla moda ma anche tanta storia; difatti, per tutti gli appassionati di architettura e di arte, all’interno del suo territorio si possono trovare antichi castelli, vecchie Chiese e Palazzi storici.

    Punta di perla della Lombardia, esso è da sempre stato investito da teorie sulla nascita. Alcuni dicono che il Lago di Garda, o Benaco, sia il frutto di una serie di eventi concatenati gli uni agli altri, alcuni sono legati a strani quesiti religiosi ed altri pensano che sia nato dopo la Glaciazione.  Nel primo caso (quello definito giusto) il Lago di Garda Come riportato dal sito ufficiale del Garda, è nato semplicemente dal modellamento della crosta terrestre, circa 35 milioni di anni fa. Da questo movimento poi vi sono nati anche: il Monte Baldo, il Monte Manerba, il Monte Pizzocolo ed infine il Monte Brione. Nel terzo caso invece, come rivela lo stesso sito www.tuttogarda.it:” Il letto del fiume Mincio, l’emissario del Lago di Garda è probabile che si sia formato per raccogliere le acque che il ghiacciaio rilasciò al suo scioglimento. Dalla fine delle glaciazioni ad oggi il Garda non ha più subito significativi cambiamenti restando quello che oggi vediamo, senza mai essersi prosciugato. Dopo il ritiro del ghiacciaio, venne circondato da una abbondante foresta di conifere soprattutto di pino silvestre. Tale scenario si mantenne fino a circa 9.000 anni fa in piena età del bronzo quando ancora le acque del Benaco sommergevano la piana del Sarca sulla quale dominava il monte Brione.”.

    Queste teorie nascono per via della sua geologia: il lago di Garda si trova a 65 metri sul livello del mare, ha una lunghezza da Riva del Garda a Peschiera del Garda, di 51,6 km e una larghezza massima di 17,2 km. Il perimetro del Garda è di 155 km, la superficie di 389,98 kmq, la profondità massima (tra Muslone e Castelletto di Brenzone) è di 346 metri; mentre la profondità media è di 135 m.

     

  • La cucina delle Marche

    Le Marche sono una delle regioni Italiane più belle da un punto di vista paesaggistico. Questa bellezza si riflette in un numero notevolmente alto di viaggiatori che ogni anno decidono di visitare queste bellissime zone. Nonostante questo, però, non si può dire di fare veramente un viaggio se non si assaggia la cucina locale. Per chi desidera soggiornare nelle Marche un’ottima soluzione è quella di prenotare uno dei tanti alberghi nel Conero, come l’Hotel Giardino, un hotel a Numana ideale per soggiorni all’insegna di relax ed immerso nel Parco del Conero.

    Solo in questo modo infatti si può conoscere veramente la tradizione di un luogo. Le olive ascolane sono sicuramente una delle pietanze di questa regione che più vengono ricordate in tutta l’Italia. Per questo si può dire che esse rappresentano in qualche modo le Marche nell’immaginario comune. Sicuramente, però, il Vincisgrassi è uno di piatti tipici più importanti che ricordano i forti sapori della tradizioni marchigiana. In effetti questo piatto arriva da una tradizione centenaria ed incarna tutti i gusti più importanti della regione. In particolare si tratta di una specie di variante delle lasagne conosciute in tutta Italia, solo che vengono farcite in maniera decisamente più intensa. Infatti gli strati di pasta sono separati da un ragù molto corposo che viene cucinato con animelle e le frattaglie del pollo. Questi ingredienti donano al piatto un sapore molto rustico che difficilmente si può trovare in un altro tipo di lasagne. Ovviamente, poi, negli strati viene anche messa la besciamella ed il Parmigiano che dona il suo sapore a tutto il piatto.

    Lo stocco all’anconetana è un piatto tipico della tradizione che si cucina a base di stoccafisso. Ovviamente una regione che si affaccia sul mare non potrebbe non avere nella sua tradizione culinaria un piatto molto importante a base di pesce. Questo è quello delle Marche che viene servito con patate, pomodoro ed alcune spezie. Per concludere questa digressione è necessario citare un altro piatto di mare, ovvero i brodetti di pesce. Questa è la ricetta di pesce per eccellenza delle marche, come a Livorno si trova il caciucco ed in tante regioni italiane altre zuppe di pesce. Ovviamente il nostro paese ha una forte tradizione legata alla cucina ed anche legata ai frutti che il mare può donare per essa. Se si desidera visitare questa bellissima regione, quindi, oltre alle sue spiagge ed al mare cristallino è necessario assaggiare anche questi piatti. Solo in questo modo, infatti, si potrà dire di aver veramente colta l’anima delle Marche. Ovviamente sono moltissimi i ristoranti e le osterie che offrono diverse sfumature dei piatti tradizionali e tutti possono trovare un compromesso con i propri gusti.

  • Crescita e caduta dei capelli: l’alopecia androgenetica

    La crescita rappresenta una parte fisiologica della vita del capello. Ogni follicolo è caratterizzato da un ciclo che può attraversare diversi processi. Nello specifico risulta possibile parlare di tre fasi distinte: anagen, catagen, telogen.

    La fase anagen costituisce quella incentrata nello specifico sulla crescita dei capelli. In questo periodo la struttura cellulare del follicolo subisce delle modifiche anche importanti, e il capello cresce fino a 0,4 mm al giorno. A differenza della crescita spesso ci si trova in una situazione di perdita di capelli, ovvero la calvizie, detta in termini tecnici alopecia androgenetica. L’Alopecia Androgenetica è quella fase in cui il soggetto tende a perdere numerosi capelli e genera spesso pressione psicologica e depressione.

    Tale fase, che come ricordato poco fa riguarda in particolare la crescita dei capelli, può durare fino a 7 anni. In questo lungo lasso di tempo le cellule iniziano la loro attività micotica, e raggiungendo la parte inferiore del follicolo arrivano fino alla matrice, determinando la formazione di una guaiana epiteliale interna. Il risultato principale di questa fase è la crescita vera e propria del capello che, in media, è pari a 1 cm al mese nell’uomo e a 1,5 cm nelle donne.

    La velocità di crescita è influenzata da diversi fattori che vedono in prima linea il sesso, seguito dallo stato di salute generale del soggetto e dalla presenza di eventuali alterazioni a livello ormonale.

    La fase catagen si concretizza invece con un’involuzione: in questo periodo il follicolo arresta la sua attività, e si assiste a una mancata crescita del capello. Questa fase ha una durata decisamente più breve rispetto alla prima, che si aggira attorno alle due settimane.

    La fase telogen è invece dedicata al riposo. L’attività del follicolo, che contiene il capello, si arresta totalmente. Al termine di questo processo il follicolo pilifero entra nella fase anagen e comincia a generare un nuovo capello.

    La durata del ciclo di crescita dei capelli – lo stesso che coinvolge i peli – può variare in base alle specie. Nell’uomo ogni follicolo ha un ritmo di attività diverso da quelli adiacenti, e questo è il motivo per cui difficilmente riusciamo ad accorgerci da soli della velocità di crescita dei capelli e dei peli.