Autore: Redaclem

  • Al Parco Ittico Paradiso torna protagonista il bagliore delle lucciole, due appuntamenti per ammirare lo spettacolo serale

    Venerdì 12 e venerdì 19 giugno saranno le ultime due occasioni, prima dell’arrivo dell’estate, per inoltrarsi nella notte del Parco Ittico Paradiso alla ricerca delle centinaia di lucciole che illuminano il bosco. L’oasi naturale di oltre 13 ettari a meno di 30 km da Milano, è pronta ad accogliere i più curiosi per due serate all’insegna del divertimento e dallo stupore.

    Torna la lucciolata, evento amato e conosciuto da grandi e piccini, una serata emozionante alla scoperta di uno degli insetti più curiosi e divertenti di sempre che senza alcuna fatica, illumina i boschi e le campagne nelle notti primaverili, lasciandoci a bocca aperta. Gli alchimisti hanno studiato per secoli cercando di scoprire i segreti della trasmutazione delle sostanze dei metalli. Segreto che le lucciole hanno in sé, infatti, questi piccoli coleotteri, appartenente alla famiglia dei Lampiridi (Lampyridae) assimilano ossigeno e, all’interno di apposite cellule, lo uniscono ad una sostanza chiamata luciferina, ciò genera una reazione chimica in grado di produrre luce quasi senza calore. Questo fenomeno è definito bioluminescenza ed è finalizzato all’accoppiamento. La luce, infatti, serve a maschi e femmine per vedersi. Le lucciole, che sono state riconosciute parte del patrimonio naturalistico italiano, stanno però gradualmente scomparendo a causa dei pesticidi, della cementificazione e dell’inquinamento luminoso.

    Un’occasione in più per non perdere le visite guidate del Parco Ittico Paradiso per godere al meglio dello spettacolo di luci naturali e imparare a conoscere questi incredibili insetti in un’uscita della durata di venti minuti con partenza alle ore 22. Le visite guidate sono gratuite, comprese nel prezzo d’ingresso, ma per garantire la massima sicurezza è richiesta la prenotazione obbligatoria chiamando al numero 02/9065714 per permettere l’organizzazione della visita guidata con il biologo in gruppi da 25 persone, assicurando così il distanziamento sociale dei partecipanti. 

    Durante le due serate sarà possibile assaggiare il menu serale dello chef Fabrizio Camer rigorosamente servito con piatti e posate sostenibili, o gustarsi un drink durante l’Happy Hour “green style”, che tutti i venerdì, i sabati e le domeniche offre la possibilità di godersi la natura.

    Tutto il Parco applica le nuove normative che prevedono: l’utilizzo di dispenser igienizzanti all’ingresso e all’uscita, la sospensione del servizio navetta – con la possibilità di avvicinarsi al Parco in auto, percorrendo l’ultimo tratto a piedi –, e l’obbligo di mascherina. In caso di maltempo gli eventi saranno rimandati a data da destinarsi. Per tutte le info: www.parcoittico.it 02/9065714 – [email protected] 

    PROGRAMMA ESTATE 2020

    I due incontri con la lucciolata si inseriscono nel calendario di appuntamenti che il Parco ha predisposto per l’estate 2020 e che vede nelle prossime settimane:

    4 luglio 2020 – Serata spagnola: musica e paella

    18 luglio 2020 – Serata caviale e bollicine bellavista

    Week-end 31 luglio | 1 agosto | 2 agosto 2020 – Serata birra

    10 agosto 2020 – Notte di San Lorenzo

    22 agosto 2020 – Serata musica anni 80/90

     SU PRENOTAZIONE

    Il sabato sera “Speciale Famiglia” con visita guidata e possibilità di cenare a bordo canale

  • I docenti dell’Università di Bergamo dalla cattedra ai banchi per diventare esperti di didattica a distanza

    Quando nel mese di febbraio si è manifestata l’improrogabile necessità di attivare una didattica a distanza, la risposta dei docenti e del personale tecnico amministrativo dell’Università degli studi di Bergamo è stata pronta e generosa: uno straordinario risultato che in piena pandemia ha assicurato continuità e qualità agli oltre 23mila studenti della community universitaria orobica.

    Una reazione all’emergenza apprezzata anche dai docenti che si sono dimostrati disposti e interessati ad approfondire le potenzialità della didattica a distanza integrativa (e non sostituitutiva alla didattica frontale).

    Per questo motivo, il Presidio Qualità di Ateneo ha programmato un ciclo di webinar sulla didattica a distanza per i docenti e il personale tecnico amministrativo dell’Università degli studi di Bergamo, al via il prossimo 10 giugno.

    Proprio per capire meglio i vantaggi e sfruttarne le potenzialità, il programma di webinar sarà focalizzato sul tema “Condivisione di buone pratiche di didattica assistita dalla rete”.

    «Anche se la didattica a distanza non soppianterà mai quella che è propria della nostra Università, la didattica a distanza continuerà ad essere parzialmente presente nel nostro Ateneo, con tutti i vantaggi che, se ben utilizzata, porta con sé – dichiara il rettore Remo Morzenti Pellegrini -. È nell’interesse dell’ateneo arricchire il background dei docenti proponendo loro nuovi modelli d’erogazione della didattica e, sebbene la vocazione principale rimanga quella della didattica “in presenza”, vogliamo essere comunque pronti a qualsiasi scenario dovesse delinearsi a settembre».

  • Al via la seconda edizione dei Digital Open Days delle lauree triennali e quinquennali dell’Università degli Studi di Bergamo

    Al via, dal 9 all’11 giugno, la seconda edizione degli Open Days Digitali Unibg, dedicati ai Corsi di studio triennali e quinquennali. La prima edizione ad aprile ha registrato un’ottima partecipazione da parte degli studenti della scuola secondaria superiore con oltre 1900 presenze mentre nel mese di maggio gli Open Days Digitali dedicati ai Corsi di studio magistrali hanno registrato oltre 4.000 visualizzazioni. Intanto proseguono fino al 12 giugno le prime sessioni del TOLC@CASA, i test di ammissione a distanza, svolti dall’Università di Bergamo in collaborazione con CISIA (Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso).

    Gli Open Days Digitali che si svolgeranno tra il 9 e l’11 giugno prevedono oltre alla presentazione dei vari Corsi di studio, due sessioni interamente dedicate ad una approfondita informazione sui TOLC e sulle modalità di immatricolazione.

    Chi è interessato ad iscriversi all’ Università di Bergamo trova, inoltre, a sua disposizione nella sezione “Studia con noi – Orientarsi” lo sportello orientamento, strumento dedicato alle matricole e alle famiglie dei futuri studenti che permette di avere informazioni dettagliate e che propone, tra i tanti aspetti, anche counseling personalizzati. L’Università di Bergamo, inoltre, predispone servizi per l’orientamento dedicati agli studenti con disabilità e/o Disturbi Specifici dell’Apprendimento, offre informazioni dettagliate sulle tariffe agevolate e sulle convenzioni per la mobilità sostenibile, oltre che sulle numerose opportunità di studio all’estero.

    Tutte le informazioni per partecipare e porre i propri quesiti al link www.unibg.it

     

    Calendario Open Day Digitali di giugno 2020:

    9/6/2020 9.00 I TOLC e l’accesso a Unibg
    10.00 Lettere
    11.00 Filosofia
    12.00 Scienze della Comunicazione
    15.00 Diritto per l’Impresa Nazionale ed Internazionale
    16.00 Giurisprudenza
    10/6/2020 9.00 Economia
    10.00 Economia Aziendale
    11.00 Lingue e Letterature Straniere Moderne
    12.00 I TOLC e l’accesso a Unibg
    14.30 Scienze dell’Educazione
    15.30 Scienze Motorie e Sportive
    16.30 Scienze della Formazione Primaria
    17.30 Scienze Psicologiche
    11/6/2020 9.00 Ingegneria delle tecnologie per l’edilizia
    9.45 Ingegneria Meccanica
    10.30 Ingegneria delle tecnologie per la salute
    11.15 Ingegneria Gestionale
    12.00 Ingegneria Informatica
  • La ripresa post Covid-19 parla il linguaggio della natura al Parco Ittico Paradiso

    Dopo i due mesi di lockdown, è tempo di rinascere. A pochi chilometri da Milano sorge un’oasi unica di biodiversità. Per ripartire insieme alla Natura ogni weekend, dal 5 giugno, appuntamento con gli Happy Hour “green style”

    La Fase 3 si colora d’azzurro al Parco Ittico Paradiso. L’oasi naturale a meno di 30 km da Milano è pronta ad accogliere gli amanti della Natura dopo il lungo periodo di lockdown. Una riapertura in piena sicurezza per dare la possibilità ai visitatori di immergersi negli oltre 13 ettari di parco e ammirare da vicino circa 20 specie di pesci d’acqua dolce, tra cui alcuni esemplari unici in Italia, immersi in un bosco di oltre 6 mila piante e tanti altri ospiti da animali da fattoria e uccelli tipici della riserva naturale.

    Una vitalità che va di pari passo con le leggi della natura: è proprio quando la primavera si appresta a lasciare il posto all’estate, infatti, che le specie si rigenerano. Si schiudono le uova, sbocciano i fiori, i colori diventano più accesi. E ogni cosa brilla di luce propria. Uno spettacolo che mai come quest’anno aiuta grandi e piccini a riscoprire lo stupore della natura alla vista degli storioni Beluga, anche detto Ladano, i più grandi tra tutti gli storioni, e degli storioni Cobice, considerati “fossili viventi” in quanto immutati da milioni di anni. Nonostante siano specie difficilissime da trovare poiché minacciate dall’attività umana, al Parco vivono serenamente, facendo sfoggia della loro particolare corporatura. Si pensi che una delle femmine con i suoi 30 anni di vita è arrivata a 3 metri di lunghezza: più lunga di un adulto sdraiato!

    Lo stupore lascia il posto all’ammirazione davanti alle voliere con cicogne e pavoni. La prima, volatrice di lunghe distanze, è abituata a spostarsi di stagione in stagione, arrivando in Africa in inverno per poi tornare al Parco con l’arrivo delle temperature miti. Estintasi in Italia nel 1700, vi ha infatti fatto ritorno dalla metà del secolo scorso, facendo avvertire la sua presenza non solo con grandi nidi – al momento nel Parco ce ne sono 3 con rispettive coppie e nuovi nati – ma anche “battibeccando” con gli altri esemplari della sua specie. Essendo muta, infatti, per comunicare batte ritmicamente il becco ogni qual volta incontra un suo simile. I pavoni, invece, noti per la loro bellezza: il maschio ha capo e collo blu elettrico, con corpo castano e coda verde che si apre a ventaglio per fare la ruota, mentre la femmina si distingue per la testa bianca, il collo bruno e verde, il resto del piumaggio grigio-marrone e la coda corta.

    I più curiosi potranno invece dilettarsi con le damigelle blu, affascinanti insetti, appartenenti all’ordine degli odonati, come le libellule, dalle quali si distinguono perché tengono le ali chiuse sul corpo una volta posate. Amanti dei corsi d’acqua pulita e ben ossigenata, sono bravissime nella caccia e facilmente riconoscibili: i maschi sono di colore blu, con ali dai riflessi metallici, mentre le femmine sono verdi con le ali brune. Quando si incontrano, è spettacolo di colori e amore a prima vista: le femmine depongono le uova su una foglia sott’acqua e il maschio le feconda. Dalla loro unione, nasce una piccola ninfa dalle sembianze molto simili a quelle degli adulti, ma senza ali.

    Ma non è tutto perché al Parco è possibile osservare molte altre specie: dall’airone guardabuoi, noto per il cambio di “guardaroba” a seconda della stagione (in inverno veste un tipico piumaggio bianco che in estate, durante la fase riproduttiva, diventa arancione in prossimità di nuca e dorso) allo scoiattolo rosso, il roditore che utilizza la sua folta coda sia come mezzo per mantenersi in equilibrio durante i salti da un ramo all’altro, sia come sciarpa termica per riscaldarsi durante il sonno. E ancora fra gli uccelli: le gallinelle d’acqua e le folaghe, i germani reali e i fagiani. Più difficili da vedere fra gli insetti: i tricotteri, bioindicatori di acqua pulita che normalmente vivono nei torrenti di montagna e le lucciole, quest’anno già arrivate a illuminare i cespugli del Parco, a testimonianza della straordinaria salubrità dell’aria e delle temperature invernali più miti.

    Il Parco Ittico è un’area protetta in cui piante e animali si integrano perfettamente. Qui, un caratteristico bosco umido di pianura fa da cornice a laghetti, ruscelli, canali, stagni, risorgive e fontanili che ospitano anche una nutrita colonia di piante acquatiche come le ninfee e i giunchi. Un ambiente affascinante e privo di barriere architettoniche che sorge all’interno dell’area protetta del Parco Adda Sud, rispettando tutte le normative per la salvaguardia delle specie. Un luogo in cui apprendere tante piccole, grandi, verità sul mondo animale visto che il Parco è anche una Fattoria Didattica, in cui i bambini possono conoscere da vicino anche animali di taglia più grande, come pony, maiali, daini, capretti e anche conigli.

    E per chi volesse utilizzare la visita al Parco non solo come momento didattico ma anche come occasione di relax, dal 5 giugno, tutti i venerdì, i sabati e le domeniche, è possibile concedersi un Happy Hour “green style” assaggiando le proposte dello chef Fabrizio Camer rigorosamente servite con piatti e posate sostenibili. Un aperitivo da godere immersi nel verde, lontani dalle città, e nel pieno rispetto delle norme sanitarie anti Covid-19. Tutto il Parco, infatti, applica le nuove normative che prevedono: l’utilizzo di dispenser igienizzanti all’ingresso e all’uscita, la sospensione del servizio navetta – con la possibilità di avvicinarsi al Parco in auto, percorrendo l’ultimo tratto a piedi –, e l’obbligo di mascherina. Chi, invece, volesse festeggiare il proprio compleanno in questa location unica, potrà ancora farlo. Per tutte le info: www.parcoittico.it 02/9065714 – [email protected]

  • Gesti di vicinanza e solidarietà dalle Università italiane e straniere con un profondo legame con l’Università e la città di Bergamo

    L’Università degli studi di Catania dona al Comune e all’Università degli Studi di Bergamo gel igienizzante. La donazione si aggiunge alla fornitura di gel già inviata dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, le mascherine dall’Università cinese Dalian University of Foreign Languages alle 300 visiere protettive prodotto dall’Università di Stoccarda che, nel ricordo della partecipazione ai 50 anni di UNIBG, dedica oggi in un ensamble virtuale “Va, pensiero”. Prosegue anche la raccolta fondi, promossa da Don Thomas Schwartz, parroco di Mering e docente di Etica ed economia all’Università di Augsburg.

    Sono numerosi gli attestati di solidarietà che l’Università degli studi di Bergamo continua a ricevere dagli atenei italiani e stranieri.

    Raccolte fondi, donazioni di materiali da destinare al territorio bergamasco fortemente colpito, ma anche gesti di vicinanza come quello di Unimusik Stuttgart, coro e orchestra dell’Università di Stoccarda, che ha interpretato in un ensamble virtuale “Va, pensiero” dell’opera di Giuseppe Verdi “Nabucco“. (link al video https://www.youtube.com/watch?v=ep_NziH5pZI&feature=youtu.be ).

    L’idea del “Virtual Verdi Solidarity Project” di Unimusik Stuttgart è nata nelle prime settimane del lockdown europeo come desiderio dei membri del coro accademico e dell’orchestra di riunirsi nella grande famiglia musicale dell’università, per trovare conforto e forza nel fare musica e come desiderio di diversi membri del coro, che hanno un legame personale con l’Università di Bergamo attraverso la collaborazione delle due istituzioni, di creare un segno musicale di solidarietà con la città europea più colpita dalla pandemia di Corona. Il coro nel maggio del 2018 si era esibito nell’Aula Magna dell’Università con la “Petite messe solennelle” di Gioachino Rossini per festeggiare il mezzo secolo di un ateneo aperto al mondo.

    Un gesto di vicinanza, che si aggiunge alla donazione da parte dell’Università di Stoccarda di 300 visiere protettive per il personale dell’ateneo e degli ospedali bergamaschi, a testimonianza del dialogo fruttuoso che lega gli atenei.

    Ma non è tutto. L’Università di Catania ha deciso di donare gel igienizzante all’Università e al Comune di Bergamo grazie a un protocollo d’intesa voluto dall’Università di Catania, con il rettore Francesco Priolo e il direttore generale Giovanni La Via, e dal presidente della Regione, Nello Masumeci, tramite l’ingegnere Calogero Foti, responsabile della protezione civile regionale, e attuato da un team del dipartimento di Scienze chimiche, coordinato dal prof. Roberto Purrello.

    Il trasporto di circa tremila litri di materiale igienizzante è stato effettuato gratuitamente dall’azienda Lct e i flaconi sono distribuiti in questi giorni grazie alla Protezione Civile locale. Per l’Università di Bergamo è un gesto molto prezioso che aiuta a rispondere al forte bisogno di sanificazione di queste settimane, sia dentro che fuori gli spazi universitari.

    Un segno di grande solidarietà quello dell’Università di Catania che si aggiunge a quello dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria che, nelle settimane scorse, aveva fatto pervenire all’Ateneo altro gel igienizzante e alla donazione delle mascherine da parte dell’Università cinese di Dalian.

    Intanto prosegue anche la raccolta fondi, promossa da Don Thomas Schwartz, parroco di Mering e docente di Etica ed economia all’Università di Augsburg, ateneo con un profondo legame con l’Università di Bergamo, a Sosteniamo Bergamo, a favore di progetti che hanno a cuore le persone rese fragili da quest’emergenza sanitaria.

    Ciascuna regione contribuisce con le proprie qualità e possibilità in questa situazione di emergenza, ma soprattutto si tratta, come dice il rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrinidi segni di concreta vicinanza, solidarietà e attenzione che testimoniano la forza dell’unione tra atenei e territori. L’Universität Stuttgart – spiega il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini – è da tempo uno dei partner strategici del nostro ateneo con cui negli ultimi anni abbiamo avviato importanti iniziative non solo in ambito prettamente accademico e didattico ma anche di incontro tra la cultura umanistica e quella scientifica, come il concerto del magnifico coro e orchestra in occasione dei 50 anni del nostro ateneo Questo gesto di vicinanza, che si aggiunge alla donazione di inizio aprile di 300 visiere protettive per i nostri ospedali, testimonia una collaborazione che va oltre l’insegnamento”.

  • Tecnologie per la prevenzione COVID19: sostegno economico in Fase 3 per limitare una seconda ondata

    “L’emergenza è finita ma non abbassiamo la guardia. Con strumenti per prevenire e limitare i contagi guardiamo al futuro con fiducia. Una sfida che possiamo vincere solo insieme”. Con queste parole Simonetta Tiezzi, governatore del Distretto Rotary 2041, annuncia l’acquisto di strumenti richiesti dal personale sanitario dei principali presidi della Lombardia: dopo aver fornito barelle bio-contenitive, Covid Triage Unit e ventilatori polmonari, utili nella gestione della fase di emergenza è ora il turno di ecografi, ventilatori portatili, mascherine chirurgiche e filtranti per il personale sanitario per la prevenzione del contagio. Un impegno che rientra nell’ampio progetto sostenuto da Rotary Italia dal valore di 1,3 milioni di euro realizzato da tutti e 13 distretti italiani per dotare 28 centri ospedalieri di tecnologie avanzatissime.

    Nella fase 3 dell’emergenza Covid-19, con la consapevolezza che solo grazie ad azioni concrete si può fare la differenza, il Distretto Rotary 2041 prosegue a rifornire gli ospedali milanesi, medici di medicina generale, RSA, associazioni di mutuo soccorso, di volontariato e istituzioni carcerarie di strumenti utili alla prevenzione, per un investimento di oltre 500 mila euro a sostegno dell’area metropolitana, una delle maggiormente colpite, grazie a una squadra affiatata di persone e volontari.

    Ciò che rimane al termine di questa esperienza è l’immensa gratitudine verso chi ha fatto in modo che gli aiuti giungessero a destinazione e la comunione che ha legato tutti. Un sentimento che anche nella Fase 3 Rotary Club vuole mantenere vivo.

  • Mercoledì 3 giugno al via l’Academy sino-italiana sulla manifattura avanzata

    Sono attualmente più di 850 gli accordi di collaborazione tra Università italiane e cinesi, di cui 300 siglati con i primi 40 atenei del Dragone. Frutto di un lavoro di cooperazione scientifica e tecnologica avviato nel 1998, negli ultimi anni le relazioni tra Italia e Cina hanno visto consolidarsi partnership e opportunità crescenti lungo un percorso per molti versi coronato con la firma, nel marzo dello scorso anno a Roma, del memorandum d’intesa sulla Nuova Via della Seta. Tra gli obiettivi, il memorandum mira infatti a favorire la cooperazione scientifica e tecnologica tra startup italiane e cinesi.

    «Attenzione e reciprocità sono il sale della cooperazione tra l’Italia e la Cina, una relazione che ha dato i migliori frutti proprio sul terreno della scienza, dell’innovazione e degli scambi tecnologici e continua a crescere in modo significativo. Il CI – LAM è una grande opportunità per le nostre università e i nostri giovani ingegneri, ma anche per le imprese e i centri di ricerca, per favorire un sempre maggiore confronto tra Spin off accademici, Start up e PMI innovative dei due Paesi. Incontrarsi, conoscere i rispettivi Paesi, lavorare insieme creando laboratori congiunti ed internazionalizzarsi: è così che si creano le premesse per l’applicazione delle convergenze sul terreno operativo, idea cardine sia della strategia cinese del “ Made in China 2025” e “ Internet +” che del piano italiano “industria 4.0, oggi Transizione 4.0”. Interazioni utili ancora di più oggi, vista la crisi economica che tutti dobbiamo affrontare, e di fronte alla quale mi impegno, anche come ministero, ad essere parte attiva nello sviluppo e nel rafforzamento del programma e delle sue articolazioni» evidenzia il ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi.

    Proprio in questa prospettiva di collaborazione, nel 2017 – sotto l’egida del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero cinese della Scienza e della Tecnologia – è nato il CI-LAM, Laboratorio sino-italiano per la Manifattura Avanzata, una piattaforma bilaterale di cooperazione che ha lo scopo di riunire le risorse di università, centri di ricerca e mondo industriale di entrambi i paesi per svolgere attività di ricerca e sviluppo congiunte sulle tecnologie e le piattaforme digitali dedicate al mondo manifatturiero. Il piano di azione del CI-LAM prevede programmi di formazione, scambio e mobilità rivolti a studenti e ricercatori e un supporto alle attività di innovazione e trasferimento tecnologico – con un particolare accento al ruolo delle start-up e delle piccole medie-imprese – al fine di favorire il loro percorso di trasformazione digitale e il processo di internazionalizzazione.

    In questa cornice si inserisce anche l’Academy e in particolare la Summer School che, dopo il suo avvio a Napoli nel 2019, conta quest’anno una nuova edizione erogata in modalità telematica.

    Mercoledì 3 giugno si è svolta la cerimonia di apertura dell’Academy CI-LAM China Italy Laboratory on Advanced Manufacturing. Partner di questa realtà, confermati anche quest’anno, sono la Tsinghua University di Pechino, l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, China Science and Technology Automation Alliance (CSAA) e Campania NewSteel.

    L’asse Cina-Italia assume quest’anno un valore ancora più forte nell’ottica della cooperazione internazionale. L’edizione 2020 della Summer School avrebbe dovuto aver luogo negli spazi dell’ateneo cinese ma, a causa dei limiti di viaggio e di distanza imposti dall’emergenza sanitaria globale, il programma originale di attività è stato “virtualizzato” e ampliato sia in termini di numeri che di categorie di beneficiari. L’obiettivo principale è stato quello di traghettare la piattaforma di cooperazione CI-LAM verso nuovi e più ambiziosi obiettivi previsti nell’accordo firmato nel 2017 tra le parti.

    In questa nuova versione del programma formativo, in particolare, sono state organizzate due serie di webinar e attività di match-making aventi finalità complementari. Per professionisti, manager e ricercatori sono stati previsti webinar sull’innovazione che mirano a promuovere un efficace scambio tra gli ecosistemi di innovazione dei due paesi sulla produzione avanzata, mentre la Summer School sarà rivolta a studenti, laureati e dottorandi con l’obiettivo di fornire lo stato dell’arte e le direzioni di ricerca future sulle tecnologie chiave nel mondo manifatturiero.

    Alla cerimonia di apertura dei lavori hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi, Remo Morzenti Pellegrini rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Arturo De Vivo rettore dell’Università Federico II di Napoli e Yang Bin, prorettore della Tsinghua University.

    La CI-LAM Academy è una grande opportunità non solo per la nostra Università ma per tutto il sistema dell’innovazione del nostro territorio. Come ribadisce il rettore Remo Morzenti Pellegrini, si tratta per l’Università di un grande passo verso l’internazionalizzazione e il raggiungimento di una maggiore qualità della ricerca universitaria.

    «Negli ultimi anni – sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo -abbiamo portato avanti una forte azione di internazionalizzazione e cooperazione su tutti i fronti, dalla ricerca scientifica alla formazione e al trasferimento tecnologico. Con la CI-LAM Academy trova pieno compimento di fatto il triplice ruolo che una moderna università si pone come missione privilegiata verso la società, vale a dire l’orientamento, la formazione e l’avviamento al mondo professionale di giovani talenti, lo sviluppo della ricerca scientifica fondamentale e applicata e il trasferimento e condivisione del sapere con gli altri attori del tessuto economico e sociale nel quale opera. E in un momento storico come questo in cui purtroppo esistono territori, come quello bergamasco, fortemente provati e lacerati dagli effetti dell’epidemia, una iniziativa come quella del CI-LAM ridà fiato, speranza e ottimismo per un futuro di crescita e rinascita del nostro Paese».

    «La Federico II è tra i partner fondatori del CI-LAM Joint Lab on Advanced Manufacturing insieme con la China Science and Technology Automation Alliance e con l’Università di Bergamo, grazie alla scelta lungimirante dell’allora rettore Gaetano Manfredi. Oggi soprattutto, in un momento difficile di crisi, è necessario promuovere le azioni della ricerca e dell’innovazione tecnologica in una prospettiva di cooperazione nazionale e internazionale, che dia forza al ruolo strategico dell’Ateneo impegnato sui temi della Manifattura Avanzata e del trasferimento tecnologico, anche in collaborazione con il mondo delle aziende» aggiunge Arturo De Vivo, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II.

     

    Il Ci-LAM è un laboratorio di ricerca e di formazione congiunto italo-cinese incentrato sui temi della Fabbrica intelligente nato dalla partnership tra la China Science and Technology Automation Alliance (CSAA), una delle organizzazioni più attive in Cina nell’area della Manifattura Intelligente, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica della Tsinghua University di Pechino, considerato uno dei migliori atenei al mondo nell’area dell’ingegneria e del computer science, il Dipartimento di Ingegneria e scienze applicate e il Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione dell’Università degli Studi di Bergamo, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione – DIETI dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Campania NewSteel.

    La mission del Ci-Lam è di promuovere e migliorare i risultati di uno sviluppo congiunto di ricerca all’avanguardia, incluso il trasferimento e la valorizzazione delle tecnologie sviluppate nei laboratori universitari e nei centri di ricerca coinvolti all’interno del Joint Lab. La visione di lungo termine del CI-LAM è quella di divenire il ponte di collaborazione più efficace tra Cina e Italia nell’area dei sistemi di produzioni avanzati (smart manufacturing systems) e di essere un benchmarking di successo in altre aree del mondo.

  • “SOMMELIER AT HOME” IL VIAGGIO ENOICO DI ASPI NELLE REGIONI DEL VINO ITALIANO FA TAPPA IN CAMPANIA

    #SOMMELIERATHOME, LA RASSEGNA DI ASPI – ASSOCIAZIONE SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA PER SCOPRIRE LE MIGLIORI PRODUZIONI ITALIANE, REGIONE PER REGIONE, APRE LE ISCRIZIONI PER IL PERCORSO ALLA SCOPERTA DEI TESORI ENOICI CAMPANI CON IL SOMMELIER ANGELO DI COSTANZO.

     

    Prosegue il calendario di appuntamenti #SommelierAtHome di ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana: una rassegna di incontri rivolti ad appassionati e professionisti, rigorosamente online, alla scoperta delle regioni del vino italiano.

    Ad ogni incontro, ospitato dalla piattaforma Zoom, un sommelier ASPI introdurrà i partecipanti alla storia e alle produzioni della regione, e li guiderà nella degustazione di un vino, rappresentativo delle tipicità del vitigno o territorio oggetto della lezione, che ASPI invierà direttamente a casa dei partecipanti. A chiudere l’incontro, l’intervento in diretta del produttore, che svelerà ogni segreto del vino e della sua terra.

    Dopo la partenza in Piemonte, il viaggio enoico di ASPI fa ora tappa in Campania, tra i territori e i vitigni più iconici della regione. A guidare i partecipanti, Angelo Di Costanzo, già Sommelier dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014, oggi nel Food&Beverage Management e Wine Specialist di San Gregorio Ristorazione.

    Si comincia martedì 16 giugno, alle 20.30, con I Campi Flegrei, dove nascono i vini del vulcano: alla scoperta di una delle aree viticole più suggestive della provincia di Napoli, dove nascono vini particolarmente autentici, prodotti su sabbie vulcaniche e da vigne a piede franco, in un contesto dal grande valore storico e culturale.

    Alla stessa ora, martedì 23 giugno si prosegue con Falerno del Massico, da duemila anni di storia sulla bocca di tutti. Protagonista il grande vino della provincia di Caserta, annoverato come il primo vino doc della storia. Sarà l’occasione per viaggiare in un territorio unico e particolare, dalle mille anime.

    La tappa in Campania si conclude martedì 30 giugno, sempre alle 20.30, con Il Greco di Tufo, il grande bianco dell’Irpinia: il vino al centro di questo incontro conserva le caratteristiche del territorio straordinario in cui nasce, nel cuore dell’Irpinia. Prodotto solo in otto comuni del circondario di Tufo, da cui la docg prende il nome, è moderno, già proiettato nel futuro.

    E, dopo Piemonte e Campania, il viaggio di #SommelierAtHome di ASPI proseguirà con la terza tappa: si torna nel Nord Italia, alla scoperta della regione Lombardia, in compagnia di Manuele Pirovano, maitre-sommelier del ristorante D’O* di Davide Oldani (MI).

    ***

    Per partecipare alle lezioni è necessaria la prenotazione. La quota di iscrizione ad ogni tappa di #SommelierAtHome comprende 3 videolezioni ospitate sulla piattaforma Zoom e la spedizione a casa dei 3 vini che saranno degustati durante gli incontri online (un vino a lezione).

    Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

    ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

  • Dopo il Lockdown, la ristorazione lombarda riparte “INGRUPPO”. Torna in versione “Reload” l’iniziativa che celebra l’alta cucina e fa riscoprire il piacere della condivisione a tavola

    Appuntamento dal 15 giugno al 7 agosto 2020 con la ristorazione gourmet di 19 ristoranti lombardi, di cui 9 stellati. Un’iniziativa che durerà 54 giorni e che da Bergamo, tra le province più colpite dall’emergenza Covid-19, testimonia l’incredibile voglia di rinascita della popolazione e la volontà di portare a termine un progetto che da 8 anni a questa parte valorizza il territorio, a partire dalla riscoperta dei suoi sapori unici.

    Non c’è nulla che nella tradizione italiana possa esprimere meglio il momento di una gioia ritrovata, del condividere la stessa tavola. Un atto abituale e familiare che negli ultimi mesi ha perso queste sue connotazioni, ma che oggi assume un sapore ancora più speciale, specie nella regione più colpita dall’emergenza Covid-19. Per questo, la Fase 2 della grande ristorazione lombarda si fa “INGRUPPO”. Dopo cinquantaquattro giorni di chiusura forzata, 19 tra i ristoranti più rinomati delle province di Bergamo, Milano e Monza – Brianza, tra cui 7 stellati e 2 tristellati Michelin, sono pronti a riaprire le loro porte dando appuntamento, dal 15 giugno al 7 agosto, con “INGRUPPO Reload”: la nuova edizione della celebre iniziativa nata per avvicinare anche la clientela meno tradizionale alla ristorazione gourmet. Un format che, in versione “reload”, durerà ben 54 giorni, tanti quanti quelli che sono stati di chiusura. Un segnale forte, espressione della tenacia che da sempre contraddistingue la popolazione bergamasca e della voglia – fortissima – dei ristoratori di portare a compimento un progetto che da ben 8 anni segna il passo della nuova ristorazione.

    Riunirsi intorno a una stessa tavola per gustare ricette tradizionali o scoprire nuovi sapori diventa ora un momento di vera felicità. Un’occasione unica, a lungo attesa, che da Bergamo, provincia in cui l’iniziativa è nata e in cui risiedono la maggior parte dei ristoranti aderenti, celebra la fine di un periodo difficilissimo e si fa portavoce di una ripartenza a lungo attesa, fatta della riscoperta di valori essenziali e di momenti autentici, come il condividere un pranzo o una cena, finalmente… insieme!

    I clienti potranno scegliere tra le proposte di ristoranti d’eccellenza, come: Da Vittorio e il Mudec di Enrico Bartolini, fiori all’occhiello di INGRUPPO che può vantare ben 2 dei 3 chef tristellati della Lombardia (11 in Italia); Sadler, Casual, Frosio, Il Saraceno, Loro e Osteria della Brughiera, tutti con una stella Michelin; Impronte, new entry di INGRUPPO, che con il giovane chef Cristian Fagone, classe 1988, ha conquistato quest’anno la sua prima stella. E ancora, aderiscono all’iniziativa anche Collina, La Caprese, Lio Pellegrini, Al Vigneto, Antica Osteria dei Camelì, Posta, Roof Garden Restaurant, Tenuta Casa Virginia, Pomiroeu e Cucina Cereda. In totale, 16 ristoranti della provincia di Bergamo, che, secondo la 65°guida Michelin presentata lo scorso novembre, conferma la sua posizione dell’olimpo della ristorazione italiana.

    Ognuno di loro, come dal tradizionale format di INGRUPPO, presenterà proposte di alta qualità nella scelta della materia prima, nella creatività e nella realizzazione del piatto, a un prezzo accessibile. Sarà infatti possibile degustare, tutti i giorni, sia a pranzo che a cena, un menu di 4 portate (con acqua, caffè e vino, in alcuni casi anche con entrèè e pre-dessert) al prezzo di 60 euro a persona. Da Vittorio, Sadler e Bartolini, il prezzo sarà invece di 120 euro a persona.

    Come previsto dalle nuove normative, i ristoranti rispetteranno rigide regole in fatto di sicurezza igienico-sanitaria. Sarà previsto il distanziamento tra i tavoli che saranno disposti in modo tale che le sedute possano garantire il distanziamento di almeno 1 metro tra i clienti; saranno privilegiati i pagamenti elettronici e vietati i buffet; al termine di ogni servizio al tavolo saranno previste tutte le consuete misure di disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, ecc) e sarà stilato un elenco delle prenotazioni che sarà conservato per un periodo di 14 giorni. Tutte accortezze che consentiranno di godere in maniera serena della propria esperienza INGRUPPO. Un appuntamento, quello con la ristorazione gourmet, sempre più apprezzato da una clientela giovane e variegata, tanto che anche durante il periodo di lockdown le richieste per le prenotazioni non si sono mai fermate, anche grazie alla visibilità assicurata dai profili social dell’iniziativa, Instagram e Facebook.

    Novità dell’edizione “Reload”: lo chef stellato Roberto Proto con la sua cucina raffinata in cui il pesce è l’ingrediente protagonista, trasferisce, per la stagione estiva, il ristorante e l’intero staff, dalla storica location di Cavernago al centro di Bergamo. L’edizione estiva del Saraceno sarà presso la Terrazza Fausti, il suggestivo spazio allestito sui Portici del Sentierone di Bergamo, con vista sul cuore pulsante della città.

    Per prenotare un pranzo o una cena con il format “INGRUPPO Reload”, si richiede di contattare direttamente, via telefono o via e-mail, il ristorante prescelto. Tutte le info sono disponibili su www.ingruppo.bg.it, anche in inglese.

  • Bando “Nuove economie di comunità” la pandemia Covid-19 non ferma il lavoro della Fondazione Istituti Educativi

    500 mila euro destinati alla diffusione di una cultura dell’integrazione, per il miglioramento della convivenza civile, la coesione sociale e il miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio e della comunità, la valorizzazione delle risorse ambientali locali, la tutela del comparto agroalimentare locale della filiera corta e la promozione dei principi dell’economia sociale e solidale e della sostenibilità ambientale. Fondi messi a disposizione dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo attraverso il bando “Nuove economie di comunità”, che ha selezionato i 10 progetti meritevoli del finanziamento, per un totale di 90 soggetti partner, con un’attenzione particolare alla fascia più vulnerabile della società che, a causa della pandemia, è tra le più colpite dalla crisi. Un bando che ha visto la partecipazione di ben 30 progetti con il coinvolgimento di più di 200 soggetti.

    Tre gli ambiti di intervento: “territori smart land”, “cultura di sistema e alleanze generazionali” e “economie trasformative e circolari” in cui i progetti dovevano rientrare, fondamentale inoltre la capacità di fare rete sul territorio con enti, associazioni o strutture partner. Finanziamenti significativi che attualizzano gli scopi statutari della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (FIEB) individuati nella qualità della vita, nella marginalità sociale, nel diritto/dovere di istruzione e formazione e nello sviluppo della persona umana. Una nuova tappa nella lunga storia della Fondazione in stretto rapporto con l’economia della terra e della comunità.

    “Abbiamo scelto i progetti più innovativi e capaci di coinvolgere il maggior numero di soggetti sociali. Diversi progetti hanno mostrato di avere un impatto positivo dal punto di vista dell’occupazione e dell’inclusione di soggetti svantaggiati ovvero la tutela e la valorizzazione del comparto agroalimentare locale. Obiettivo della FIEB, attraverso questo bando, è sostenere e promuovere lo sviluppo di un sistema economico locale solido, solidale e sostenibile” spiega Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo “Nonostante l’emergenza da Covid-19, abbiamo deciso di onorare il nostro impegno per la provincia Bergamasca, per tutelare le peculiarità e le tipicità di un territorio operoso, dinamico e pronto a ripartire con grande forza. Alcuni dei progetti, avranno rilevanza anche nell’ambito della ripartenza economica post emergenza, e quindi per noi hanno un grande valore aggiunto” conclude Sorzi.

    Tra i progetti assegnatari, “Migrantour a Bergamo: i nuovi cittadini raccontano il territorio” proposto come capofila dalla Coop. Impresa sociale Ruah S.C.S, che si propone l’obiettivo di valorizzare il turismo esperienziale con un forte coinvolgimento dei giovani migranti e “Una rete per costruire una economia della persona e della sostenibilità” proposto come capofila dal Biodistretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo, con l’intento di creare un Distretto dell’Economia sociale e solidale provinciale. “Relazioni in prova, relazioni in scena” proposto come capofila da Cea Servizi si occupa di sensibilizzare sul tema dell’apicoltura e dell’orticoltura; “Il recupero delle eccedenze alimentari verso una nuova sostenibilità” proposto come ente capofila da Coop. Namastè coinvolge rete di supermercati e numerosi volontari, anche nel mondo della disabilità mentre “Le 5 R: recupero, riuso, riciclo, riutilizzo risorse” proposto come ente capofila da Associazione Diakonia lavora per dare nuova vita ad oggetti riciclati. Cinque infine i progetti trasversali a più ambiti: “I mercati degli agricoltori per il benessere della comunità” proposto come ente capofila da Promoisola, progetto multiarea con più azioni e ricaduta nel territorio Isola Bergamasca; “Nutrire relazioni per sostenere il futuro” proposto come ente capofila da Ca’ Al del Mans, quale progetto innovativo per la Valle Brembana; “Proposte di turismo sostenibile delle terre alte del Sebino settentrionale” proposta dall’ente capofila Associazione Bossico Borgo Diffuso, quale progetto turistico innovativo per l’area del Sebino; “Cre-attivi per natura” proposto come ente capofila dalla Coop. Città del Sole, quale migliore progetto di creazione di collaborazioni e partnership nell’ambito dell’economia circolare; “Giro-Tondo” proposto come ente capofila da Azienda Bergamasca Formazione, quale migliore progetto multiarea con focus formazione nell’ambito agroalimentare.

    “Il bando sulle nuove economie di comunità – dichiara il consigliere Matteo Rossiha portato in evidenza una realtà fortemente presente sul nostro territorio che cerca di promuovere ogni giorno un’economia che metta al centro la persona, l’ambiente e la comunità anziché il profitto e lo sfruttamento delle risorse naturali. E’ una risposta chiara alla domanda di senso che molte persone si pongono – dopo questa crisi – con la speranza di poter costruire un nuovo modello di sviluppo, ed è la strada giusta sulla quale costruire il rinascimento del nostro territorio, mettendo al centro quei valori che durante la crisi ci hanno dato la possibilità di rimanere uniti come comunità bergamasca”. 

     

    I progetti saranno presentati in un webinar mercoledì 10 giugno alle ore 20.30. Per partecipare alla presentazione https://www.istitutieducativi.it/bandi-contributi/

  • 500 mila euro per Ospedali, Rsa e medici di medicina generale. Strumenti per l’emergenza ma anche per ripartire in sicurezza

    Mascherine, Dispositivi di Protezione Individuale, termo scanner, ventilatori polmonari e barelle bio-contenitive per ospedali milanesi, medici di medicina generale, RSA, associazioni di mutuo soccorso, associazioni di volontariato e istituzioni carcerarie. Una mobilitazione dal valore di oltre 500 mila euro attivata dal Distretto Rotary 2041 a sostegno dell’area metropolitana milanese in cui opera.

    Un’azione che è parte di un più ampio progetto dal valore di 1,3 milioni di euro realizzato da tutti e 13 distretti italiani per dotare 28 centri ospedalieri di tecnologie avanzatissime.

    Sul fronte milanese, particolarmente impegnato nella battaglia contro il Coronavirus, la solidarietà di Rotary ha visto donazioni a diverse realtà del territorio.

    L’Ospedale Luigi Sacco ha ricevuto una barella bio-contenitiva, dispositivo fondamentale che permette il trasporto in sicurezza per pazienti infetti, isolandoli completamente, 10.000 mascherine chirurgiche, mascherine filtranti e due ventilatori polmonari. «Questa donazione da parte del Rotary – afferma il Prof. Piergiorgio Danelli, Responsabile del Dipartimento Chirurgico dell’ospedale – rappresenta sicuramente una grande spinta nell’ottica di una maggior solidarietà futura. Per quanto riguarda il momento attuale, la donazione della barella bio-contenitiva costituisce naturalmente un grande aiuto per il trasporto di pazienti nella massima sicurezza».

    All’Ospedale di Garbagnate Milanese sono invece stati donati due ventilatori polmonari, uno da parte dei club del Distretto 2041, l’altro da parte del Rotary Club Naviglio Grande San Carlo. Anche l’Ospedale Gaetano Pini di Milano ha ricevuto un ventilatore polmonare e riceverà nei prossimi giorni un termo scanner.

    Termoscanner e ventilatori sono andati anche a, tra gli altri, Policlinico, l’Istituto Nazionale dei Tumori, Fondazione Pelucca RSA di Sesto San Giovanni, l’Ospedale Niguarda e l’Associazione Fratelli San Francesco.

    Agli Ospedali San Carlo e San Paolo di Milano sono destinati due gate con termo scanner in grado di rilevare istantaneamente la presenza di febbre, una Covid Triage Unit, cabina isolata in cui è possibile seguire il triage in modo sicuro senza contatto, e una barella ad alto bio-contenimento per il trasporto di un paziente infetto.

    Il Comune di Milano ha invece ricevuto una fornitura di 5.126 facciali filtranti da destinare ai medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta. Le mascherine sono state consegnate alla Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e al Direttore della Protezione Civile Dott. Cristiano Cozzi nella sede della Protezione Civile.

    «È un’esperienza estremamente toccante e impegnativa – dichiara il governatore del Distretto Rotary 2041 Simonetta Tiezzi -. Ho la fortuna di avere a fianco una grande squadra: questo lavoro svolto insieme ci fa capire l’importanza dell’unione e della condivisione, specialmente in un momento di emergenza. Siamo molto contenti, perché il risultato è davvero ottimo: con donazioni come i ventilatori polmonari portatili pensiamo al presente ma strumenti come i termoscanner ci permettono di guardare al futuro per prevenire e limitare i contagi».

    MATERIALE IN CONSEGNA

    Termoscanner: RSA Golgi Redaelli, RSA Pio Albergo Trivulzio, RSA Sacra Famiglia di Cesano Boscone, RSA Fondazione Pelucca di Sesto San Giovanni, Ospedale Luigi Sacco, Ospedale Fatebenefratelli, Ospedale Vittore Buzzi, Ospedale Macedonio Melloni, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale Mangiagalli, Ospedale di Sesto San Giovanni

    Ventilatori Polmonari: Ospedale Niguarda, Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo

    Ecografo: Ospedale di Rho

  • Climate Change: Lyreco aderisce al progetto ForestaMI per compensare le emissioni di CO2 di alcune attività dell’azienda

    La natura che durante il lockdown si è riappropriata degli spazi urbani è stata motivo di stupore, soprattutto per i lombardi, fortemente colpiti fisicamente e moralmente dall’emergenza sanitaria. Dare a flora e fauna la possibilità di rimanere in città e convivere con gli esseri umani anche in questa fase 2 – e nelle future – è uno dei motivi che ha spinto Lyreco Italia, azienda leader nella distribuzione di soluzioni e servizi per l’ambiente di lavoro, a scendere letteralmente in campo per il nostro Pianeta. A Parco Nord Milano, un gruppo di dipendenti – nel totale rispetto e tutela della salute collettiva e individuale – in rappresentanza dell’azienda, insieme alle squadre dell’ente no-profit Rete Clima, ha piantato 150 alberi con l’obiettivo di compensare, lungo il ciclo di vita arboreo, le emissioni di CO2 generate dal sito internet aziendale e dalla convention annuale tenutasi lo scorso gennaio e contribuire alla Fase 2 della natura urbana.

    Durante la convention, a cui hanno partecipato oltre 500 persone, sono stati emessi 26.668 kg di anidride carbonica, calcolati sommando le emissioni relative all’allestimento dell’evento, il riscaldamento della location, l’elettricità utilizzata e gli spostamenti dei partecipanti, compensati con la piantagione di 50 alberi. Le visualizzazioni al sito web relative all’anno 2019, che ammontano a 18.221.436, sono compensate invece con la piantagione di 10 alberi. Un impegno che Lyreco ha deciso di rafforzare ulteriormente, piantando altri 90 alberi.

    In questo modo sia la convention annuale sia il sito web hanno ottenuto il rilascio del marchio ambientale emissioni CO2 zero® da parte di Rete Clima, ETS (Ente del Terzo Settore) di natura non profit che promuove azioni di Corporate Social Responsibility e di sostenibilità nel settore privato e degli appalti pubblici.

    «I drammatici impatti del cambiamento climatico ci ricordano, oggi più che mai, il nostro dovere nel rispettare l’ambiente che ci circonda» – dichiara Gregory Lienard, Chief Executive Officer Lyreco Group.

    L’iniziativa contribuisce così ad ampliare il polmone verde di Milano, sposando l’obiettivo del progetto ForestaMI, promosso dal Comune di Milano, Città metropolitana di Milano e Regione Lombardia, in collaborazione con Fondazione Comunità Milano Onlus, Politecnico di Milano, Fondazione Falck e Sistemi Urbani/Gruppo Ferrovie dello Stato italiane: piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 e ridurre la temperatura percepita in città.

    Paolo Viganò, Presidente di Rete Clima risponde: «Ringraziamo Lyreco che ha supportato questa attività di forestazione urbana come forma di impegno aziendale per il miglioramento del territorio locale e per la tutela del clima globale, come strumento di azione-comunicazione ambientale. Promuovere queste azioni di miglioramento urbano tramite forestazione ha peraltro un valore oggi ancora maggiore, in quanto il COVID-19 ci ha mostrato in maniera chiara come la mancanza di tutela della natura possa generare effetti negativi sull’uomo, sulla società e sull’economia».

    «Abbiamo iniziato il percorso della sostenibilità da 10 anni a questa parte, in maniera pioneristica, dando l’esempio nel nostro settore. Abbiamo sviluppato una selezione di prodotti totalmente green, con tutte le certificazioni del caso, riconosciute sia a livello europeo, sia a livello mondiale. Ora però, crediamo che la cultura della sostenibilità debba fare un passo avanti verso l’economia circolare. È un impegno che ci vedrà in prima linea nei prossimi 5 anni, con l’obiettivo di diventare, entro il 2025, la prima azienda, nella nostra industry, con una forte presenza di prodotti riciclabili. Così potremo ricercare soluzioni che preservino questo pianeta per le future generazioni» – commenta Simone Schiavetti, Direttore Generale di Lyreco Italia.

     

    LA STRADA GREEN DI LYRECO

    La piantagione di 150 alberi è solo l’ultima iniziativa tra quelle già adottate dall’azienda nel campo della sostenibilità. Lyreco, infatti, sta sviluppando soluzioni per l’ambiente di lavoro completamente life recycle, con l’obiettivo di diventare la prima azienda del settore Workplace che aderisce completamente al sistema dell’economia circolare.

    Cinque, in particolare, i campi d’azione perseguiti: la creazione di una gamma di prodotti interamente pronta al riciclo e di conseguenza un servizio di raccolta e riutilizzo degli stessi, l’eliminazione di tutti gli articoli in plastica monouso dagli uffici, la definizione di uno standard di Economia Circolare per il settore Workplace e la sostituzione di tutti i packaging non riciclabili, non riutilizzabili e non compostabili. Misure che in parte sono già state attivate: i toner esausti, ad esempio, vengono ritirati, rigenerati e riutilizzati dando loro una seconda vita (un’iniziativa che conta già più di 1.000 referenze); in sede sono stati istallati dei dispenser per l’acqua e a tutti i dipendenti sono state fornite delle borracce ecosostenibili – e, grazie anche alla collaborazione dei fornitori, ai packaging tradizionali si stanno sostituendo imballaggi con scatole Lyreco certificate FSC a ridotto impatto ambientale e pronte al riciclo.

    Inoltre, in Lyreco anche il trasporto è sempre più sostenibile: l’azienda dispone infatti di 10 mezzi di trasporto full electric, 22 a gas naturale e 4 linee notturne alimentate a LNG (Liquid Natural Gas). Tra gli importanti risultati in termini di sostenibilità, nel 2019, Lyreco è stata la prima azienda del suo settore a ottenere per i suoi cataloghi la certificazione Ecolabel: il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel UE) che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

  • Per la riapertura in sicurezza degli aeroporti italiani ParkinGo lancia il protocollo anti Covid-19

    Manca pochissimo alla riapertura degli aeroporti italiani e, con essa, a quella di tutte le attività complementari, a partire dai parcheggi. Mercoledì 3 giugno, così come previsto da decreto ministeriale, infatti, terminerà ufficialmente il periodo di stop forzato imposto dall’emergenza Coronavirus e si potrà tornare a volare, a patto che si adottino tutte le misure di sicurezza previste dalle nuove direttive. Misure che ParkinGO, il più importante network di parcheggi per aeroporti, porti e stazioni, ha deciso di rafforzare con uno specifico protocollo.

    Distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti, scanner biometrici: sono solo alcune delle misure che modificheranno profondamente il modo di volare. Comportamenti pensati per far sentire più sereni i viaggiatori, sia a bordo dell’aereo che nelle fasi che accompagnano la partenza. Una sicurezza che, si spera, possa favorire la ripresa del traffico aereo e, di conseguenza, dell’intero comparto del turismo italiano. Il lockdown, infatti, ha sostanzialmente azzerato il traffico dei cieli, portando il settore in una situazione di estrema difficoltà. Gli aeroporti italiani che hanno chiuso il 2019 con oltre 193 milioni di passeggeri e che avevano stimato per il 2020 il superamento dei 200 milioni di passeggeri, si trovano invece a dover fronteggiare una crisi epocale che fa stimare per l’anno in corso una perdita di circa 130 milioni di passeggeri e una riduzione del fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

    «La riapertura degli aeroporti è una grande sfida per tutti gli operatori. Una sfida che potremo vincere solo se i viaggiatori torneranno a sentirsi al sicuro. E la gestione dell’auto privata rientra in questo scenario visto che si ipotizza che l’auto possa essere il modo preferito per arrivare e ripartire dagli aeroporti. Per questo – dichiara il fondatore di ParkinGO, Giuliano Rovelli abbiamo deciso di sviluppare un protocollo ad hoc con una serie di azioni che ci consentiranno di rendere l’auto più sicura di quanto lo fosse al suo arrivo nei nostri parcheggi. Oggi più che mai siamo determinati a lavorare per garantire la migliore esperienza di viaggio, in tutta sicurezza».

    Le 5 misure di sicurezza prevedono la sanificazione di tutte le aree di parcheggio, accettazioni e spazi comuni, mascherine certificate e dispositivi di protezione individuali per tutti gli operatori del servizio, Sanification Point con gel detergenti per le mani a base alcolica, barriere in crystal pvc sugli shuttle bus. Compresa nel prezzo la sanificazione di tutte le parti di contatto dei veicoli, come maniglie, volante, cruscotto, cambio e portabagagli. Il tutto grazie alla partnership siglata da ParkinGO con due aziende specializzate: FreeHands e Immunocar, rispettando così i più alti standard di sicurezza.

    ParkinGO nasce nel 1995 per soddisfare la crescente domanda di aree di sosta nei pressi dell’aeroporto di Milano Malpensa e diviene ben presto il primo network di parcheggi dedicato a tutti i viaggiatori. ParkinGO cresce negli anni attraverso la gestione diretta dei parcheggi presso gli aeroporti più importanti e con formule di affiliation e franchising negli altri aeroporti. Oggi il Gruppo, un vero e proprio hub della mobilità a 360° conta oltre 90 strutture in Europa, è in continua espansione. www.parkingo.com

    FreeHands Gel nasce dalla startup brianzola Freeshape Srl ed è un gel 100% italiano a base alcolica ideale per detergere a fondo le mani senza necessità di risciacquo. www.freehandsgel.com

    Immunocar nasce dall’esperienza ventennale dei suoi ideatori nell’industria automotive ed è specializzata nel fornire ai clienti il protocollo e gli strumenti necessari per la sanificazione delle auto con un servizio e una linea prodotti d’eccellenza completa a 360°. https://www.immunocar.com

  • Con “Cinque azioni per cambiare il mondo” si conclude il ciclo di webinar per pensieri nuovi “Out of the Box”

    Bastano cinque azioni per cambiare il mondo, o meglio, attraverso piccoli cambiamenti quotidiani in cinque aree essenziali di intervento possiamo generare condizioni potremmo avere un impatto enorme sul Pianeta e fare la differenza. Mindset, acqua, energia, plastica, stili di acquisto (cibo, elettronica, abbigliamento).

    Giovedì 28 maggio, dalle 10 alle 11, ne parleremo con Diana Tedoldi, esperta in comunicazione, teamwork e ascolto, durante “cinque azioni per cambiare il mondo”, l’ultimo appuntamento del ciclo di webinar gratuiti per pensieri nuovi “Out of the Box” organizzata dall’istituto paritario iSchool di Bergamo.

    Un tema, quello della responsabilità verso il nostro pianeta, particolarmente sentito dalla scuola che nell’ultimo anno scolastico è stata protagonista di una significativa svolta green, con azioni concrete che hanno aiutato gli studenti a diminuire l’impatto sul pianeta. Dal potenziamento della raccolta differenziata alla distribuzione di borracce, dall’eliminazione della plastica da tutti i dispenser di merendine, dal bar e dalla mensa all’adesione del progetto previsto dalla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, fino all’assegnazione di un segnalibro simbolico per ricordare quali sono i gesti quotidiani che rendono la scuola ecologicamente più sostenibile.

    Un anno scolastico che si è aperto con l’intervento del Presidente della società metereologica italiana, Luca Mercalli, e si conclude con 5 azioni per cambiare il mondo. Un percorso di consapevolezza che spinge a mettersi in discussione al fine di migliorarsi sempre.

    Modera il webinar Christian Bonanno, docente di scienze umane e filosofia di iSchool.

    Per accedere visitare la sezione “esperienze” del sito high.ischool.bg.it

    La rassegna “Out of the Box” è organizzata dall’istituto paritario iSchool di Bergamo per rispondere alla sfida a cui in questo momento la scuola è chiamata: insegnare ai tempi di Covid 19, facendo crescere le nuove generazioni con una didattica del tutto diversa rispetto a qualsiasi modello precedentemente conosciuto e sperimentato.

  • Riapre la mostra fotografica “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”

    PALAZZO DELLA RAGIONE – SALA DELLE CAPRIATE – BERGAMO

    23 maggio – 28 giugno 2020

    INGRESSO GRATUITO

    Dispositivi di sicurezza, ingressi contingenti, apertura nei weekend e per il ponte del 2 giugno, Palazzo della Ragione nella Sala delle Capriate in Città Alta riapre al pubblico prolungando nella Fase 2 la mostra “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”, inaugurata lo scorso 21 febbraio e chiusa a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Il progetto fotografico di Marco Mazzoleni sulle orobie bergamasche, promosso all’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, in collaborazione con la rivista Orobie e curata da Moma Comunicazione S.r.l., riapre, a ingresso gratuito, domani sabato 23 maggio 2020, e sarà prolungato fino a domenica 28 giugno 2020.

    Da domani sarà quindi possibile visitare la mostra fotografica nel rispetto di alcune misure di sicurezza, applicate in conformità con le disposizioni ministeriali e dell’amministrazione comunale di Bergamo, quali: l’ingresso contingentato per un massimo di 30 persone a volta, la creazione di un percorso a senso unico che prevenga la creazione di assembramenti, l’entrata dalla scalinata principale di Palazzo della Ragione con uscita sul retro per evitare code e l’utilizzo della mascherina obbligatorio durante la visita. L’esposizione sarà aperta al pubblico solo nel weekend (venerdì dalle ore 15 alle ore 22, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19). In occasione del ponte del 2 giugno la mostra resterà aperta in via straordinaria, lunedì 1° giugno dalle 15 alle 19 e martedì 2 giugno dalle 10 alle 19.

    In occasione del riconoscimento di Bergamo a “Città Creativa per la Gastronomia – Unesco”, la rete creata nel 2004 dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con lo scopo di promuovere la cooperazione tra le località che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, la mostra “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” si focalizza sull’attenzione e sulla cura della realtà orobica di conservare e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni in modo spontaneo e in maniera rispettosa verso l’ambiente attraverso una selezione straordinaria di 70 foto che parla di paesaggio, cultura gastronomica, tipicità ed eccellenze del nostro territorio (Orobie bergamasche, lecchesi e valtellinesi) e dialoga con il tema del disegno storicizzato del paesaggio. I territori ricchi di storia uniscono l’elevata biodiversità a una produzione agraria di qualità maturata da antiche tradizioni e da un equilibrio tra intervento dell’uomo e natura che conferisce ai luoghi una bellezza fatta di piccoli segni che cambiano al cambiare delle stagioni.

    Il progetto vede il coinvolgimento di tre autori d’eccezione che hanno contribuito con i loro contenuti a sostenere la ricerca fotografica di Marco Mazzoleni: Roberto Mantovani (giornalista e storico dell’alpinismo), Prof. Renato Ferlinghetti (Professore di Geografia dell’Università di Bergamo) e Francesco Quarna (speaker di Radio Deejay, appassionato di alpinismo).

    La mostra è corredata dal catalogo, edito Moma Edizioni, in vendita presso la Sala delle Capriate al costo di € 15,00. Per info www.orobie.it

    INGRESSO LIBERO ORARI DI APERTURA:

    Ven: dalle ore 15 alle ore 22

    Sab / Dom: dalle ore 10 alle ore 19

    Lunedì 01/06/2020: dalle ore 15 alle ore 19

    Martedì 02/06/2020: dalle ore 10 alle ore 19

  • Botanica a distanza, visite guidate e percorsi digitali: la ripresa post covid-19 passa dalla rete degli Orti Botanici della Lombardia

    Mentre l’Italia abbraccia la fase 2 e corre veloce verso la fase 3, desiderosa di lasciarsi alle spalle l’incubo del lockdown, la natura risplende. E la Rete degli Orti Botanici della Lombardia ne celebra la meraviglia, preparandosi a riaprire i suoi giardini.

    La riapertura sarà segnata da tante novità, tra percorsi ad anello, visite per le famiglie e percorsi autoguidati tematici, che saranno messi a disposizione dei visitatori sotto forma di pdf scaricabili da sito per visitare in autonomia le collezioni.

    Altra novità riguarda il progetto Botanica a distanza dei Servizi educativi. Una proposta che risponde alle esigenze della nuova didattica. Perché anche in una situazione così eccezionale, gli Orti Botanici continuano ad essere a fianco della scuola, dando la possibilità agli insegnanti di integrare le lezioni online con interessanti spunti per condurre attività pratiche e approfondimenti multimediali. Attraverso un processo co-creativo realizzato a più mani con gli insegnanti, i Servizi Educativi degli Orti hanno infatti predisposto materiali innovativi, per stimolare l’osservazione e la sperimentazione.

    Il tutto, mentre la natura si prepara a una nuova, intensa, stagione estiva. Le gemme sono diventate fiori, le clorofille regalano sempre nuove sfumature di verde, gli impollinatori continuano a darsi un gran da fare, attirati dai colori e dai profumi, tra poco compariranno i primi frutti.

    Un universo che i giardinieri degli Orti hanno curato con dedizione, rispettando le restrizioni e le indicazioni ministeriali, nell’attesa di poterne presto condividere la meraviglia con tutti i visitatori e di celebrarne la bellezza con la grande festa degli Orti in programma per la settimana del 21 giugno, il solstizio d’estate. Una XVII edizione che arriva in concomitanza con l’”Anno internazionale della salute delle piante” – indetto dalla FAO – invitando tutti gli amanti della natura a riflettere su quanto le piante siano portatrici di benessere e su quanto sia importante il compito degli Orti, veri custodi della biodiversità. Per l’occasione, saranno organizzati incontri digitali, workshop, visite virtuali e in presenza con ingressi contingentati.

    «In questo periodo, in cui le nostre consuetudini hanno subito uno arresto forzato, la natura non si è fermata. Ed è da essa che, oggi più che mai, dobbiamo lasciarci ispirare. La natura ci mostra di continuo spirito di adattamento, capacità di resilienza e desiderio di rinascita. Stagione dopo stagione, essa si rinnova e innova con inesauribile ottimismo. Riaprire gli orti della nostra Rete è, perciò, un inno alla vita» – dichiara Martin Kater, presidente della Rete degli Orti Botanici della Lombardia. E aggiunge – «In quanto veri e propri “musei all’aperto”, gli orti daranno la possibilità ai visitatori di godere della bellezza della natura in totale sicurezza. Con una peculiarità: l’esperienza di visita era e resta interattiva e inclusiva. Siamo convinti, infatti, che per apprezzare appieno gli orti della nostra Rete sia fondamentale fare esperienza diretta con le piante e il paesaggio e che proprio da questa esperienza possano nascere emozioni positive che potranno dare a tutti noi la giusta spinta per ripartire».

    Ogni Orto botanico riaprirà con tempistiche e modalità specifiche. Agli Orti di Bergamo Città Alta e di Astino, già aperti, si aggiungeranno a partire dal 22 maggio Villa Carlotta, dal 23 l’Orto botanico di Pavia (solo per il sabato e la domenica, con orario eccezionale dalle 10.00 alle 20.00); a partire da giugno, gli Orti di Brera e Città Studi a Milano e di Toscolano Maderno (BS); infine da luglio, riaprirà l’Orto di Bormio (SO). In tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati e si consiglia, prima della visita, di consultare il sito dell’Orto di riferimento per verificare eventuali variazioni di orario.

    PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI

    Per aggiornamenti sulle iniziative https://reteortibotanicilombardia.it/2020/05/20/aperti-al-pubblico/

    Per richiedere visite guidate per famiglie su prenotazione e a pagamento, scrivere a [email protected].

    Per tutte le info sulla Festa degli Orti consultare il sito www.reteortibotanicilombardia.it.

    Per i progetti di Botanica a distanza https://reteortibotanicilombardia.it/2020/04/19/botanica-a-distanza/ . Si ricorda inoltre che gli insegnanti delle scuole possono richiedere gratuitamente i materiali didattici sviluppati per i progetti di Botanica a distanza scrivendo a [email protected].

    La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli Orti botanici aderenti. 
Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto Botanico di Pavia; il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS); Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO). 
La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.
www.reteortibotanicilombardia.it

    www.ortobotanicodibergamo.it

    www.ortibotanici.unimi.it

    https://ortobotanico.unipv.eu

    www.villacarlotta.it

    www.stelviopark.it

     

  • Think, plan & go: i 3 pilastri per la ripartenza delle imprese

    A seguito della pandemia da Coronavirus, il Fondo monetario internazionale ha stimato un calo del Pil per l’Italia nel 2020 del -9,1%, mentre per le aziende è attesa una perdita di fatturato fino a 670 miliardi di euro[1]. Uno scenario critico per le aziende chiamate a ripensare il proprio business per effetto di Covid-19. La pandemia ha, infatti, fatto saltare tutte le variabili in gioco: i mercati, la produzione, la supply chain, l’organizzazione aziendale, e prima ancora l’equilibrio finanziario. Solo chi, senza indugi, saprà ripensare il proprio modello di business riuscirà a superare questa forte crisi: in gioco c’è la continuità aziendale.  Lo sostiene il pool composto dai professionisti specializzati in finanza d’impresa dello Studio BNC e gli advisor industriali di 4WARD CONSULTING, al lavoro nel cuore delle aziende con analisi e soluzioni per la ripresa.

    I numeri dell’emergenza – L’impatto del Covid-19 si è abbattuto sul sistema produttivo italiano e internazionale in maniera improvvisa, con una forza distruttiva e diffusa. E non fa eccezione nessun settore (o quasi): si registrano infatti flessioni tendenziali e congiunturali sia nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%) che nelle industrie tessili e abbigliamento (-51,2%) così come nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%). Un po’ meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco, con (- 6,5%).

    La chiusura dei mercati esteri – Negli ultimi due mesi, il Coronavirus ha travolto le borse di tutto il mondo, con perdite percentuali drammatiche. «Ma i mercati sono stati sconvolti anche da un punto di vista geografico, oltre che finanziario – sottolinea Caterina Lorenzi, partner di 4ward Consulting –. Il deterioramento del contesto macroeconomico globale ha portato a un crollo della domanda di beni e servizi che, aggiunto al blocco delle produzioni, avrà una forte ricaduta sui fatturati, incidendo soprattutto sulle aziende che più commerciavano con l’estero, con grandi incognite rispetto al futuro. Bisognerà costruire, settore per settore, scenari di possibili evoluzioni, tenendo conto dei mercati che per primi mostrano di arrivare alla fase Post Covid, come sembra essere per ora la Cina, anche grazie al controllo rigoroso dell’adesione alle restrizioni anche nella fase 2. Nel frattempo, bisogna risolvere un altro problema geografico: le forniture, che ieri avvenivano su scala globale anche per le PMI e che sono quindi un’altra fonte di criticità per le aziende. Quello che era saggio ieri, nell’aver trovato fonti a basso costo anche in paesi lontani, si trasforma oggi in una spada di Damocle che condiziona la ripartenza: riuscirò ad avere le merci per ricominciare? In quanto tempo e a che costi? Ogni azienda è quindi un mondo a sé, ha criticità che vanno individuate velocemente e risolte ridefinendo completamente modalità operative e processi, per adeguarsi a un “new normal” per ora complesso anche da immaginare, per garantire la continuità dell’azienda, che è il vero tema sul tavolo.»

    Think, Plan & Go – E’ questa la formula per affrontare la sfida che coinvolge tutti i livelli e tutti i settori aziendali che si basa su tre pilastri: equilibrio finanziario a sostegno del business, strategia commerciale per il rilancio e ottimizzazione dei processi industriali. «Agire tempestivamente, a partire dalla valutazione dell’impatto economico – finanziario generato dalla crisi in corso andando, di conseguenza, ad attivare nuove fonti di liquidità e a individuare l’appropriata struttura finanziaria di medio termine. Attività alla quale si affiancano una strategia commerciale e un’ottimizzazione dei processi industriali studiati nel breve, medio e lungo periodo e costantemente monitorati per fare in modo che siano adeguati con gli scenari mutevoli dei prossimi mesi. Abbiamo studiato questa formula alla luce delle esigenze delle imprese del nostro territorio, molte rischiano di non riuscire a superare questa crisi se non proveranno ad affrontarla con gli strumenti necessari. L’obiettivo del nostro progetto è quello di affiancare gli imprenditori che non hanno solo bisogno di procurare nuova finanza alla propria impresa, ma che hanno l’ambizione di trasformare la sfida del momento in un’opportunità di ripensamento, rilancio e consolidamento del proprio business.» – dichiara Valerio Chignoli, Studio BNC.

    Parola d’ordine: integrazione e personalizzazione – L’emergenza Covid-19 per le aziende significa ridisegnare geografie ed ampiezza dei mercati di sbocco e approvvigionamento, ma anche precisare i segmenti serviti e la propria value proposition nonché il modo di finanziarsi e di gestire il proprio capitale circolante. L’affiatamento consolidato dei team di lavoro con competenze multidisciplinari permette all’imprenditore di avere un unico referente in grado di mettere a fattor comune la quantità di informazioni provenienti dalle varie aree della gestione aziendale con il fine di confezionare una soluzione integrata e “taylor-made”.

    Il pool di esperti entra in profondità nelle aziende, lavorando in stretta collaborazione con i manager aziendali per implementare azioni strutturate ed interrelate in ogni area della gestione aziendale: si parte da una nuova VISION e si ripensano coerentemente processi ed operatività. KPI definiti e monitorati costantemente garantiscono la rotta. Un intervento su misura per le aziende del nord Italia e in particolar modo della Lombardia, la regione che più di tutte ha sofferto per la diffusione del virus. Ogni azienda è affiancata proattivamente con il coinvolgimento di tutti gli attori del processo decisionale, dalla proprietà alle varie direzioni aziendali.

    [1] analisi Cerved

  • Le proposte per la Versilia: contrastare Covid-19 con macchinari all’avanguardia che garantiscono sicurezza e risparmio

    Parola d’ordine: sanificare. Con questo obiettivo, gli stabilimenti balneari di tutta Italia sono alla ricerca di soluzioni agili e sicure per contrastare il rischio Covid-19 e preservare la salute dei bagnanti. Si va dai termoscanner trasportabili alle capsule di sanificazione: macchinari che consentono ai gestori dei lidi di rispettare le direttive emesse da Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss).

    A seguito dell’emergenza Coronavirus, anche gli stabilimenti balneari della Versilia sono infatti costretti a una vera e propria rivoluzione. Per limitare al massimo il rischio del contagio, dovranno applicare criteri rigorosi: bisognerà rilevare la temperatura corporea degli utenti, limitando l’accesso a chi ha più di 35,7, sarà necessario privilegiare l’accesso su prenotazione agli stabilimenti, gli spazi dovranno essere riorganizzati in modo da assicurare almeno 1m di separazione tra gli utenti, gli ombrelloni dovranno occupare una superficie di 10 m2 ciascuno, sdraio e lettini dovranno essere posizionati a una distanza di almeno 1,5 m e dovranno essere disinfettati a ogni cambio di persona o nucleo familiare. E per vigilare, saranno operativi degli “steward da spiaggia”: personale appositamente formato per rispondere alle domande dei clienti, per far rispettare il distanziamento sociale, per contingentare gli ingressi e contribuire al rispetto generale delle nuove normative.

    Ma, è possibile mettersi in regola senza gravare eccessivamente sui costi del personale e senza limitare troppo la libertà dei bagnanti? La risposta arriva da GSI Security, brand della società Protevo Group operante nel campo della sicurezza, che per far fronte ai nuovi protocolli anti Covid-19, propone l’adozione di macchinari certificati CE che agiscono senza bisogno di operatori. Sono apparecchi molto semplici da usare che si aprono e si chiudono come degli ombrelloni e agiscono da vere e proprie attrezzature sanitari, sanificando persone e materiali e rilevando e memorizzando le temperature corporee.

    Si tratta, in particolare, di: totem per la sanificazione che, senza bisogno di alcun presidio da parte degli operatori, garantiscono la corretta igienizzazione in entrata e in uscita (si azionano direttamente, tramite sensore, e disinfettano mani e suole); termoscanner trasportabili che effettuano uno screening della temperatura in meno di 5 secondi, lanciando un allarme in caso di rilevazioni sospette; capsule di sanificazione che si attivano automaticamente al semplice ingresso della persona, nebulizzando una sostanza igienizzante su tutti i lati; tunnel di sanificazione, pratici da spostare, utilizzabili anche al chiuso con un sensore ad attivazione automatica, disponibili sia nella versione fissa che espandibile; varchi automatizzati per la disinfezione delle mani, la rilevazione della temperatura e la sanificazione e minitunnel adatti a tutti gli oggetti trasportabili come zaini, borse da spiaggia, cestini e molto altro.

    Soluzioni pratiche e “leggere” che consentono ai gestori dei lidi di adottare misure efficaci nel contrasto alla diffusione del virus e che, contemporaneamente, danno la possibilità ai bagnanti di raggiungere i propri lettini in riva al mare senza lunghe attese per i controlli. Il tutto, con la massima sicurezza per chi li istalla e per chi ne usufruisce.

    «La Versilia è uno dei luoghi di villeggiatura più famosi e apprezzati al mondo. In un contesto così complicato ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per aiutare tutti coloro che ogni anno assicurano un’estate ricca di divertimento a migliaia di turisti italiani e stranieri. Dopo una serie di riflessioni, guardando anche a ciò che è stato fatto nel resto del mondo, abbiamo capito che la risposta giusta è nell’innovazione. Con strumentazioni all’avanguardia, possiamo assicurare la giusta sicurezza ai bagnanti, il rispetto delle regole per i proprietari degli stabilimenti e, al tempo stesso, un risparmio nei costi di gestione. Trattandosi di macchinari che lavorano in autonomia, infatti, non si rende necessaria la presenza di un operatore fisico, dando così la possibilità ai gestori dei lidi di poter impiegare in altro modo le proprie risorse. Aspetto questo fondamentale in una fase economica così delicata con la stagione estiva ormai alle porte» – dichiara Antonella Beretta, Responsabile GSI per la direzione della regione toscana

  • Più sicurezza per i dispositivi medici: cresce la richiesta di codici UDI. GS1 Italy unica realtà italiana abilitata al rilascio

    Nonostante l’emergenza sanitaria abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme di identificazione e tracciabilità dei dispositivi medici in tutta l’Unione europea, le richieste di codici UDI da parte dei produttori non si fermano. GS1 Italy, unica Issuing Entity italiana, aiuta le imprese dei dispositivi medici ad adottare i nuovi regolamenti UE, migliorando la sicurezza dei pazienti, la tracciabilità e i processi di tutta la filiera.

    Fino a qualche anno fa la sigla UDI (acronimo di Unique Device Identification) era nota solo agli addetti ai lavori. Ora sta diventando una realtà ampiamente conosciuta a chiunque operi nel settore sanitario.

    Lo UDI è infatti il sistema usato per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo la supply chain sanitaria in Europa, Stati Uniti e altri paesi per:

    • Garantire la sicurezza dei pazienti.
    • Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici.

    E sebbene l’emergenza sanitaria tuttora in corso abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme UE riguardanti i dispositivi medici e diagnostici in vitro – rispettivamente i Regolamenti EU 745/2017 e 746/2017 – continua a crescere il numero delle aziende produttrici che ne fanno richiesta.

     

    Il sistema UDI e gli standard GS1

    Lo UDI è un codice alfanumerico che identifica univocamente ogni dispositivo medico presente sul mercato ed è costituito da due parti:

    1. UDI-DI, che identifica il dispositivo medico.
    2. UDI-PI, che rappresenta le informazioni utili alla tracciabilità e rintracciabilità del dispositivo medico.

    I regolamenti europei hanno introdotto anche il BASIC UDI-DI, l’identificativo del modello del dispositivo medico, che descrive una famiglia di dispositivi con la stessa destinazione d’uso, classe di rischio e caratteristiche essenziali di progettazione e fabbricazione.

    L’identificativo univoco deve essere applicato sull’etichetta dei dispositivi medici, sulle confezioni e/o sugli stessi dispositivi in formato testuale oppure in formato codice a barre o RFID. I dati descrittivi relativi al dispositivo dovranno poi essere caricati su EUDAMED, la banca dati europea dei dispositivi medici.

    Gli standard GS1 sono la soluzione per identificare i dispositivi medici anche nel sistema UDI. In particolare:

    • Il GS1 GTIN per lo UDI-DI.
    • Il GS1 GMN per BASIC UDI-DI.
    • Gli Application Identifier GS1 per rappresentare lo UDI.

     

    Realizzare e ottenere lo UDI con GS1 Italy

    In Europa, per ottenere un codice UDI i produttori devono rivolgersi ad una Issuing Entity abilitata al rilascio e riconosciuta dalla Commissione europea. L’unica Issuing Entity autorizzata in Italia è GS1 Italy, l’associazione che riunisce oltre 35 mila imprese di beni di consumo e che rappresenta GS1, associazione senza scopo di lucro impegnata nello sviluppo e nel mantenimento degli standard più usati al mondo per un’efficiente comunicazione tra imprese, a partire dal più conosciuto in assoluto: il codice a barre.

    Gli standard globali GS1 sono i più diffusi e i più utilizzati dagli stakeholder della supply chain sanitaria: basti pensare che l’83% dei dispositivi medici in USA è identificato con gli UDI di GS1 e che GS1 è attiva come Issuing Agency/Entity anche in molti altri regolamenti UDI nel mondo, in particolare Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita.

    «Come GS1 Italy – che rappresenta in Italia GS1 AISBL, la Issuing Entity accreditata presso la Commissione europea – stiamo supportando le imprese italiane del settore dei dispositivi medici a implementare lo UDI e mettiamo a loro disposizione le competenze e gli strumenti necessari a sostenerle in questo nuovo importante passo avanti nella digitalizzazione dell’healthcare» commenta Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.

    Oltre a rilasciare i codici UDI e a fornire l’assistenza su come rappresentarli mediante codici a barre standard GS1, GS1 Italy fornisce alle imprese assistenza in italiano e personalizzata e mette a disposizione servizi di formazione e di consulenza per aiutare le aziende con la documentazione tecnica dei prodotti (ad esempio, dichiarazioni di conformità, marchio CE, ecc.), a riportare il BASIC UDI-DI e lo UDI-DI e ad implementarli per ottemperare ai requisiti imposti dai nuovi regolamenti europei.

     

    L’identificazione dei dispositivi medici assicura tracciabilità ed efficienza

    Anche nelle situazioni più complesse come l’attuale emergenza sanitaria, dotare i dispositivi medici di codici UDI consente di armonizzare le norme per la loro identificazione, di accedere alle informazioni fornite dal produttore con una semplice scannerizzazione del codice, di assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi, anche di quelli impiantati nei pazienti, in modo veloce e preciso e di rendere più efficiente la gestione degli inventari e delle scorte di cliniche e ospedali, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure, la sicurezza del paziente e i processi di business di tutta la filiera healthcare.

     

    Per saperne di più, visita il sito di GS1 Italy.

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    GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

  • AUGMENTED CITY: LA MILANO DIGITAL WEEK A BERGAMO

    Durante l’emergenza sanitaria numerose istituzioni e realtà della città di Bergamo hanno lavorato per supportare le attività sanitarie, industriali, educative e commerciali, consentendo alla cittadinanza di usufruire dei servizi essenziali.

    Augmented city è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Università degli studi di Bergamo in occasione della Milano Digital Week a Bergamo che si terrà martedì 26 maggio dalle 10 alle 13 in diretta streaming con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della tecnologia e della digitalizzazione nella riorganizzazione della sanità, dell’economia, dell’educazione, degli spazi pubblici, privati, industriali e dei servizi.

    In collegamento da diversi luoghi simbolo della fase 2 dell’emergenza sanitaria (per esempio Ospedale Papa Giovanni XXIII, Università degli studi di Bergamo, Kilometro Rosso, Confindustria, Aeroporto di Orio al Serio) i relatori presenteranno i risultati delle sperimentazioni e degli studi, nonchè le modalità con cui imprese, ricercatori, docenti ed esperti di tecnologia, sociologia digitale, smart cities, robotica e machine learning continuano a cooperare per consentire un graduale ritorno alla normalità.

    L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla Piattaforma della Milano Digital Week e sul canale Youtube della SdM – Scuola di Alta Formazione dell’Università degli studi di Bergamo. Modera il conduttore radiofonico Pepe Moder.

    Per informazioni www.digitalweekbergamo.com [email protected]

     

    La Milano Digital Week a Bergamo è un’iniziativa finanziata dall’università degli studi di Bergamo e promossa dal Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi, coordinata dalla prof.sa Daniela Andreini e direttrice del Master in Digital Business Development e dal dott. Pepe Moder docente nello stesso master universitario e conduttore di Radio24. Milano Digital Week è la principale manifestazione italiana dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale promossa dal Comune di Milano. L’evento bergamasco Augmented city è il primo a svolgersi fuori dal territorio milanese.

  • Campagna OXO Bergamo “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”

    Si è conclusa la campagna di solidarietà “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”, che in meno di due mesi ha permesso la fornitura gratuita di 884 confezioni di lenti a contatto monouso per personale sanitario e volontari della Croce Rosse e Protezione Civile per un totale di oltre 26.000 lenti a contatto. Il progetto pilota ideato da OXO Italia, consorzio nazionale di ottici optometristi, ha visto il coinvolgimento dei 17 punti vendita presenti sul territorio bergamasco.

    Un’iniziativa solidale nata a sostegno del personale medico-infermieristico per aiutare in modo utile e concreto chi, in questo periodo di emergenza, ha messo a rischio la propria salute per salvare quella dei malati da Coronavirus. Questo l’obiettivo di OXO Bergamo che, facendosi promotore del progetto pilota, ha fornito gratuitamente più di 700 confezioni di lenti a contatto giornaliere a marchio OXO a 353 professionisti, tra medici, infermieri di 9 strutture ospedaliere della bergamasca.

    La campagna solidale si è estesa anche agli operatori della Croce Rossa e ai volontari della Protezione Civile, cuori della lotta all’emergenza sanitaria, con la fornitura di 178 confezioni di lenti a contatto per 89 operatori sanitari. Un’azione resa possibile grazie al contributo dei 17 punti vendita OXO sul territorio.

    Un risultato straordinario, che dimostra quanto la collaborazione e il sostegno sia punti di svolta per la ripartenza, “Siamo orgogliosi del successo di questa iniziativa frutto dall’impegno del consorzio nel fare rete per supportare il nostro territorio – afferma Cesare Ravasio, Presidente di OXO Bergamo – Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati sul nascere di questa campagna dando un piccolo, ma concreto, contributo al personale in corsia ogni giorno”.

  • Parco Faunistico Le Cornelle: la riapertura nella Fase 2

    Si riaprono i cancelli del Parco Faunistico Le Cornelle: è tempo di ripartire. E non c’è nulla che incarni il desiderio di rinascita più delle specie animali che, tra nascite e innamoramenti, rendono ogni stagione unica. Così sarà anche quest’anno, nella fase 2 del post Covid-19, con tante novità: dall’adozione di tutte le prassi igienico – sanitarie richieste dal protocollo governativo, alla nascita di due cuccioli di fenicotteri.

    Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso che è consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante e guanti monouso. Verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale e, in particolare l’accesso alle due aree coperte “Rettili” e “Foresta Tropicale” così come per l’area “Selva”, sarà contingentato.

    Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati per questo si incentiva la vendita online dei biglietti con la tipologia “open” che consente l’ingresso con corsia preferenziale ad ingresso diretto. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

    ORARI

    Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

    Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

    Parco Faunistico Le Cornelle

    Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

    www.lecornelle.it 

    UFFICIO STAMPA PARCO LE CORNELLE

    [email protected]

    BElive | studio associato

    Claudia Rota: +39 348 5100463  –  [email protected]

    Lucia Masserini: +39 333 3513421  – [email protected]

  • Gli aspiranti medici al lavoro per il test di medicina

    Mentre il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia in programma il prossimo 1° settembre è ancora circondato da incognite a causa dell’emergenza Covid-19, molti aspiranti medici guardano verso l’estero per iniziare la loro carriera internazionale. 

    Quest’anno saranno 13.500 i posti disponibili per le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università pubbliche italiane (+ 17% rispetto allo scorso anno), ma si stima che il 1°settembre si presenteranno al test ben 70mila future matricole. Il numero di esclusi è altissimo ma c’è una strada alternativa che piace sempre di più: molti aspiranti medici guardano, infatti, all’estero per una carriera internazionale.

    Le università straniere offrono infatti, più tempo all’esperienza in corsia e in sala operatoria grazie a percorsi didattici basati in gran parte sulla pratica, lo studio in lingua inglese in un contesto accademico, il confronto con modalità didattiche innovative che spaziano da laboratori di biochimica fino alle simulazioni di casi clinici su simulatori dei pazienti e soprattutto maggiori opportunità di carriera, grazie al conseguimento di un titolo accademico valido in Europa, Canada e USA. L’esperienza internazionale, infatti, fa spiccare il volo alle carriere: in media la retribuzione lievita del 40%, le prospettive di occupazione sono molto maggiori, il mercato di riferimento è più stimolante.

    Lo sostiene Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali, a fronte di 6 anni di attività in Italia a fianco di più di 1.000 studenti che hanno scelto di studiare Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia oltre frontiera.

    Mete preferite e università di prim’ordine per gli aspiranti medici italiani: la Charles University di Praga (tra le 30 migliori università d’Europa), la Masaryk University di Brno (tra le 100 migliori università d’Europa), ma anche l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, la University of Rijeka a Fiume in Croazia, l’European University Cyprus a Nicosia e la Pleven Medical University in Bulgaria.

    «Secondo lo studio condotto da The Joint Action on European Health Workforce Planning and Forecasting la prospettiva di una carriera internazionale è sempre più attrattiva per gli aspiranti medici. Si stima che in Europa nei prossimi anni ci sarà bisogno di un milione di professionisti sanitari. Aver studiato in un contesto internazionale, con una formazione in lingua inglese, sarà un plus riconosciuto che consentirà al giovane universitario di costruire il proprio percorso lavorativo, certo di aver ricevuto la migliore formazione possibile. Teorica, sì, ma anche pratica. Perfetta per affrontare ogni genere di situazione» – dichiara Luca Petti Cammarata, direttore generale di Medicor Tutor.

     

    TEST D’INGRESSO – Le prossime date per i test di ingresso nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia delle Università partner di Medicor Tutor sono le seguenti:

    – Università di Rjeka (Fiume): Sabato 18 Luglio 2020 – Verona/Roma/Milano;

    – Charles University di Praga (sede di Pilsen): Sabato 25 Luglio 2020 – Roma/Milano;

    – Masaryk University di Brno: Sabato 01 e Lunedì 03 Agosto 2020 – Roma/Milano;

    – UPJS University di Kosice: Sabato 22 Agosto 2020 – Roma/Bari/Milano.

  • Il Sistema Sanitario “alla prova” dell’emergenza | Al via il 25 maggio il webinar organizzato da Aipda e coordinato dal rettore Remo Morzenti Pellegrini

    Un confronto su come il Sistema Sanitario ha reagito all’emergenza Covid-19 è d’obbligo. A fare da moderatore all’incontro il rettore Remo Morzenti Pellegrini, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo.  

    Sotto la direzione di AIPDA, Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo, il 25 maggio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, si terrà il webinar dal titolo ‘Il Sistema sanitario “alla prova” dell’emergenza’, un confronto e dibattito per riflettere e discutere sui temi più caldi dell’attualità. A presentare l’incontro sarà Carla Barbati, presidente di Aipda, mentre a introdurre e coordinare i diversi interventi sarà il rettore Remo Morzenti Pellegrini, membro del Consiglio direttivo.

    Si prospetta un incontro denso di contenuti, considerata la grande partecipazione, che vede come ospiti: Andrea Lenzi, Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita; Franco Locatelli, Ordinario di Pediatria generale e specialistica dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”  e Presidente del Consiglio superiore di Sanità; Domenico Mantoan, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco; Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene Generale Applicata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del comitato esecutivo OMS. Gli esperti dialogheranno con i professori di diritto amministrativo di diverse università italiane: Nicola Aicardi, Università degli Studi di Bologna, Giandomenico Falcon, professore Emerito dell’Università di Trento, Rosario Ferrara, Università degli Studi di Torino e Luiss, Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “G. Carli” di Roma eAlessandra Pioggia, Università degli Studi di Perugia. Il dibattito finale verrà introdotto e coordinato da Alfredo Contieri e Marina D’Orsogna, membri del Consiglio direttivo di Aipda.

    La partecipazione è gratuita e accessibile tramite la piattaforma Zoom. Sarà possibile iscriversi al webinar entro il 24 maggio, inviando una mail di richiesta all’indirizzo di posta: [email protected].

  • “Sei tu il leader del futuro” | Giovedì 21 maggio appuntamento con “Out of the Box – Webinar per pensieri nuovi”

    Ultimi due appuntamenti digitali con “Out of the Box. Ciclo di webinar per pensieri nuovi”, la rassegna a partecipazione libera organizzata dall’istituto paritario iSchool di Bergamo per rispondere alla sfida a cui in questo momento la scuola è chiamata: insegnare ai tempi di Covid 19, facendo crescere le nuove generazioni con una didattica del tutto diversa rispetto a qualsiasi modello precedentemente conosciuto e sperimentato.

    Giovedì 21 maggio, dalle 10 alle 11, si rifletterà sulla leadership del futuro insieme a Diana Tedoldi, esperta di leadership development, comunicazione, teamwork e ascolto. Quali caratteristiche dovranno avere i leader di domani? Come si formeranno queste skills? Partendo da una piena realizzazione del proprio potenziale individuale, potremo sentirci “co-autori” del nuovo contesto globale? L’incontro offrirà numerosi spunti per capire come agire in maniera responsabile e consapevole da un punto di vista sociale ed ecologico.

    Modera Luca Nosari, docente di diritto di iSchool.

    Per accedere al programma e ai webinar, visitare la sezione “esperienze” del sito high.ischool.bg.it

  • Il ristorante didattico di ISchool scommette sulla Fase 2 e prepara gli studenti alla ripartenza non “menu virtuali”

    Non esistono limiti alla creatività, specie in cucina. Così, neanche la Fase 2 del post Covid-19 blocca l’intraprendenza di Taste, il ristorante didattico nel cuore di Bergamo (via Tasso 49) dell’istituto scolastico iSchool. Un luogo che è espressione di un nuovo tipo di didattica, più esperienziale e coinvolgente, nonché un punto di riferimento per la ristorazione firmata dalle nuove generazioni. Uno spazio che, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia globale, è stato chiamato a ridefinirsi e a puntare, ancora una volta, sull’innovazione lanciando due nuove modalità di fruizione: il Delivery “Fuori di Taste” e il modello Lunch e Take Away.

    Con il lockdown e l’interruzione delle lezioni in presenza, infatti, i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di iSchool, da sempre mente e cuore di Taste, hanno dovuto ripensare il loro apprendimento. Per farlo, hanno messo in campo tanta originalità e determinazione, impegnandosi, con i loro docenti, a trasformare le lezioni di laboratorio in esercitazioni “a distanza” in formato virtuale. Ogni mattina, collegandosi alla piattaforma di e-learning della scuola, incontrano i loro professori e insieme elaborano nuove ricette, cimentandosi anche nelle presentazioni. Una capacità, quella comunicativa, sempre più apprezzata nel mondo della ristorazione, come dimostrano anche i tantissimi cooking show trasmessi in Tv e sui social. Ma non solo: i ragazzi hanno dovuto studiare un piano di rilancio del ristorante in chiave strategica, culinaria e comunicativa. Prepararsi alla professione non significa solo saper cucinare: si tratta di gestire situazioni difficili e imprevedibili.

    «Con l’arrivo della pandemia ci siamo chiesti come avremmo potuto trasformare un’attività concreta e “reale”, come il cucinare, in qualcosa digitale, con il rischio che un insegnamento di questo tipo diventasse meno tangibile e, di conseguenza, meno efficace. La risposta l’abbiamo trovata nel modo in cui iSchool interpreta da sempre la sua missione educativa: ovvero con l’innovazione e l’esperienza vicina alla realtà. La didattica a distanza è diventata così un nuovo stimolo per creare, non una limitazione, e la riapertura di Taste, anche senza la presenza dei ragazzi, ne è la dimostrazione. Riaprire Taste nella Fase 2 significa, infatti, non solo mantenere i contatti con la nostra clientela affezionata, ma soprattutto credere nella ripartenza, nelle nuove opportunità che i nostri studenti potranno cogliere quanto tutto tornerà alla “normalità” ma soprattutto vedere in opera un piano di rilancio studiato insieme ai ragazzi» – dichiara Marco Cavadini, responsabile di Taste e docente dell’Istituto Alberghiero iSchool.

    Anche se a distanza, infatti, gli studenti sono sempre impegnati nelle videolezioni e collaborano nella fase ideativa dei menu e delle ricette. Si adoperano, inoltre, nell’analisi dei profili social del ristorante didattico e ragionano sulla trasformazione che il settore dovrà subire a seguito della pandemia. E nel frattempo, in attesa di poter rientrare nella cucina di Taste, vedono il loro ristorante didattico riaprire i battenti con due nuove modalità esperienziali tutte da scoprire.

    “Fuori di Taste” porta il ristorante direttamente a casa del cliente, in tutta la provincia di Bergamo, regalando un’esperienza formativa non solo a chi ha ideato la ricetta, ma anche a chi la riceve. Il ristorante, infatti, non fornirà dei piatti pronti, ma volendone preservare al massimo la qualità, chiederà ai clienti di ultimarli a casa. Ordinare da Taste in questa formula significherà, quindi, partecipare a un gioco culinario a più mani, in cui i clienti potranno chiedere consiglio sulle preparazioni dei piatti e cimentarsi in prima persona ai fornelli. Ogni box con i piatti sarà infatti integrata da istruzioni cartacee e dalle indicazioni per collegarsi alle video lezioni digitali.

    La modalità “Lunch e Take Away”, invece, si rivolge alla clientela più tradizionale, ovvero a tutti coloro che senza le restrizioni previste per arginare la diffusione di Covid-19, avrebbero consumato il pranzo direttamente al ristorante e che ora, invece, scelgono la formula del “prendi e porta a casa”. In questo caso, i piatti sono di pronto consumo, non richiedono nessun’altra preparazione e, su richiesta, possono essere consegnati a Bergamo città e nei comuni limitrofi.

    Le ordinazioni si prendono direttamente online, attraverso il nuovo e-shop https://taste-ristorante-didattico.myshopify.com/ o, in alternativa, via telefono e whatsapp al numero 3397784180, ma anche su Instagram @taste_ischool e su Facebook https://www.facebook.com/TasteBergamo/.

    Orari: da lunedì a venerdì, dalle 12 alle 15.

  • Raccolta rifiuti: Bergamelli si candida per il Comune di Albino

    Un Comune più pulito, ecologicamente più sicuro ed efficiente. Bergamelli, azienda specializzata nel settore dei lavori stradali e nella raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, si candida per occuparsi della raccolta dei rifiuti del Comune di Albino, attualmente gestita da Servizi Comunali, con l’obiettivo di realizzare una gestione migliorativa rispetto a quella in atto.

    L’azienda, fortemente radicata sul territorio, ha già presentato la proposta per il servizio e si impegna ad assorbire tutti i lavoratori attualmente in carico a Servizi Comunali, tutelando quindi le maestranze in opera. La proposta presentata e già protocollata prevede: la gestione dell’attività di igiene con ridotto impatto ambientale e la gestione della pulizia delle strade.

    In particolare, Bergamelli intende occuparsi a proprio carico: della progettazione, costruzione e gestione della piattaforma ecologica / centro raccolta comunale andando così a ridurre molti dei problemi che attualmente si verificano nella gestione dei rifiuti, tra cui le lamentele del vicinato; della manutenzione ordinaria degli impianti e delle attrezzature; della raccolta e del trasporto dei rifiuti (secco, organico, carta e cartone, plastica, vetro, latte e lattine, rifiuti ingombranti, rifiuti urbani pericolosi, carogne e rifiuti abbandonati, rifiuti da estumulazioni e esumazioni provenienti dai cimiteri comunali) nonché della pulizia delle strade, delle scalinate e dei vialetti dei parchi, della pulizia del piazzale del mercato e dello svuotamento dei cestini, della raccolta delle siringhe usate e abbandonate in luoghi pubblici e di altri servizi e interventi straordinari, in caso ad esempio di fiere.

    L’offerta presentata dall’azienda per queste attività consentirebbe un risparmio per l’Amministrazione pubblica di circa 600 mila euro, raggiungibile grazie alla marginalità dei prezzi in essere e alla durata del contratto (15 anni) che permetterebbe all’azienda di diluire l’utile (dal 12% al 7%). Sarebbero inoltre possibili nuove assunzioni di personale, da reperirsi sul territorio di Albino. Già oggi, infatti, Bergamelli impiega circa 100 dipendenti, per il 90% provenienti dalla Valle Seriana e per la restante parte dalla Valle Brembana.

    «La raccolta dei rifiuti è una delle attività più importanti per un Comune ed è proprio per rispondere alle esigenze dei cittadini di Albino, che negli ultimi tempi hanno paventato diverse lamentele circa la gestione del servizio, che abbiamo avanzato la nostra proposta. Lavoriamo nel settore da molti anni, abbiamo maturato esperienze speculari nei comuni di Selvino, Brignano e Caravaggio, utilizziamo macchinari tecnologicamente avanzati, costantemente manutenuti, e siamo sempre alla ricerca di soluzioni all’avanguardia: per tutte queste ragioni ci sentiamo particolarmente qualificati per lo svolgimento di questo servizio. Siamo infatti convinti che oggi parlare solo di raccolta differenziata non basti: serve aumentare la qualità e soprattutto investire in impianti innovativi per fare il salto definitivo verso un modello più green e sostenibile» – dichiara Massimiliano Bergamelli, titolare dell’azienda con i fratelli Manuel e Matteo.

    Così come evidenziato dal Rapporto Ispra sui Rifiuti Urbani 2019, infatti, quella di Bergamo è già una provincia virtuosa per la raccolta differenziata (con percentuali che arrivano al 75,3%), ma ci sono ancora importanti ambiti di miglioramento. Nel solo 2018, infatti, la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata quasi di 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita più marcata al Nord (+2,7%). In valore assoluto, il Nord Italia ha prodotto circa 14,3 milioni di tonnellate, pari a circa 517 kg per abitante, in crescita di 14 kg a persona rispetto al 2017. Numeri che impongono una gestione ancora più attenta della raccolta dei rifiuti.

    Bergamelli srl si è costituita nel 1965 specializzandosi nel settore lavori stradali. Dal 1970 ha iniziato a operare nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani specializzandosi successivamente nella raccolta e trasporto dei rifiuti assimilabili, speciali, tossico e nocivi, nella raccolta differenziata e nella gestione dei centri di raccolta comunali, agendo nel pieno rispetto delle normative in materia ambientale. Dal 1999 al 2010 ha gestito nel proprio sito di Nembro un’attività di stoccaggio e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Dal mese di aprile del 2010 la gestione si è trasferita al nuovo impianto di stoccaggio rifiuti speciali non pericolosi presso la nuova sede di Albino. Presso la sede viene gestito anche l’impianto di recupero materiali inerti regolarmente autorizzato dalla Provincia di Bergamo. L’azienda conta 100 dipendenti, tutti del territorio, e 80 mezzi, la maggior parte dei quali a metano, che subiscono un ricambio ogni 5 anni, con un fatturato tra i 12 e i 15 milioni di euro.

  • MAPPING RIFLESSIVO SUL CONTAGIO DEL COVID-19

    Per contribuire a dare una risposta al perché la diffusione del contagio abbia assunto determinate proporzioni in Lombardia, un gruppo di ricercatori dell’Università degli studi di Bergamo, guidato dalla direttrice del Centro studi sul territorio Emanuela Casti, ha intrapreso una ricerca che, utilizzando il mapping riflessivo, indaga la diffusione del contagio del Covid-19 mettendo in rapporto gli aspetti sociali e ambientali del territorio (popolazione, mobilità, lavoro, inquinamento), a scala nazionale, della Lombardia e della provincia di Bergamo.

    Dopo una prima analisi dei risultati condotta in fase 1, il gruppo di ricerca presenta il 2° rapporto dal titolo L’evoluzione del contagio in relazione ai territori (aprile 2020 – maggio 2020). Nel rapporto viene interpretata l’evoluzione del contagio e dei suoi esiti (positivi e negativi) nei loro vari aspetti, sui dati dal 24 febbraio al 14 aprile a scala locale, regionale e nazionale, messi in relazione alla distribuzione e alla composizione della popolazione; al rapporto tra inquinamento e distribuzione della popolazione della Lombardia; alla mobilità, e alla densità e tipologia insediativa della popolazione in Valle Seriana.

    Tale incrocio ha prodotto risultati rilevanti sin qui trascurati ma certamente rilevanti, quali

    • FOCOLAI: esiste una reticolarità tra i focolai di Codogno e quello della Bassa Valle Seriana con assembramenti tra lodigiani e bergamaschi nei 15 giorni antecedente l’epidemia.
    • POPOLAZIONE CONTAGIATA: l’età media della popolazione contagiata si sta abbassando: in marzo erano gli ultra 70; al 16 aprile sono i cinquantenni con una crescita consistente delle fasce più giovani (dal 5% al 6,7%).
    • MORTALITA’: In Lombardia e a Bergamo l’alta mortalità non dipende dal numero elevato di anziani poiché lo studio sulla composizione della popolazione è in linea con quelle delle altre Regioni italiane.
    • INQUINAMENTO: 53 Comuni lombardi nel 2019 hanno superato le 35 giornate (limite previsto dall’UE) di PM10 e i valori più alti (>40 μg/mc) di biossido di azoto riguardano l’area metropolitana di Milano e lungo l’autostradale A4 Milano-Bergamo-Brescia. Tali dati rapportati alla popolazione residente mostra la grande massa di persone esposta alle fonti inquinanti.
    • BASSA VALSERIANA: La conurbazione di circa 50.000 abitanti è porta d’ingresso e corridoio d’accesso per l’Alta Valle Seriana con un alto pendolarismo scolastico e lavorativo; una popolazione con un alto tasso di invecchiamento e con una consistente presenza di RSA.
  • Dal 16 maggio Avis Academy 2.0 sbarca sul web e guarda al futuro

    Il percorso di formazione di Avis Academy 2.0 fruibile online. Sabato 16 maggio alle 10.00 la presentazione del programma, dei relatori che parteciperanno al progetto e le testimonianze di chi ha già partecipato.

    Etica, giovani, comunicazione, leadership e terzo settore. Sono questi gli ambiti del progetto di formazione di Avis Regionale Lombardia, che, nonostante la migrazione da live a digitale, considera il percorso di conoscenza e condivisione una leva strategica per la crescita dell’Associazione. Il programma di Avis Academy 2.0 sbarca sul web, in formato webinar sul “Gotowebinar”.

    Sabato 16 maggio, dalle ore 10.00, registrandosi al webinar accessibile da https://attendee.gotowebinar.com/register/1029571000390758415, si potrà partecipare alla presentazione dell’intero percorso formativo di Avis Academy 2.0 nato nel 2019, in collaborazione con Fondazione Cariplo, con l’intento di fornire laboratori e seminari su specifici temi rivolti a Dirigenti di Avis ma aperti anche a Presidenti provinciali, delle Avis Comunali, ai giovani e a chi in generale si occupa di formazione.

    L’appuntamento virtuale prevede un intervento formativo della psicopedagista Mariella Bombardieri, per l’occasione in veste di tutor, la presentazione del corso 2020 attraverso la visione di un video dei ralatori che condurranno i seminari durante l’anno accademico e un dibattito finale per approfondire tematiche e dettagli legati a questa nuova nuova edizione dell’Academy.

    I temi trattati saranno i più diversi ma tutti rivolti a potenziare le soft skills di chi con dedizione da anni mette al servizio dell’associazione il proprio tempo. Etica e bioetica, coinvolgimento dei giovani, comunicazione e ascolto, resistenza al cambiamento, leadership e gestione del tempo, lavoro di gruppo, presa di decisioni, linguaggio dell’accordo, public speaking, comunicazione social, terzo settore e tributi, pre-racconto del cambiamento. “La formazione – sostiene Sonia Marantelli, responsabile area formazione Avis Regionale Lombardia – dovrebbe essere considerata come funzione “fisiologica” dell’Avis e strumento essenziale delle politiche di sviluppo delle risorse umane. È necessario mettersi continuamente in discussione e avere sete di formazione per soddisfare i bisogni motivazionali, relazionali, comunicativi e tecnici e per saper leggere i cambiamenti perché ci si possa far carico delle realtà che emergono senza paure e incertezze, ma con un bagaglio di adeguate competenze e la dovuta serenità”.

    Avis Academy 2.0 ha l’obiettivo di accorciare le distanze, permettere la condivisione di esperienze, confrontarsi e crescere. Aprirsi al futuro con maggiore consapevolezza e metodo condiviso, questi gli obiettivi per tutti gli avisini che decideranno di iscriversi. Il progetto è sostenuto da professionisti e docenti di Università italiane: Patrizia Borsellino (Università Bicocca – Milano), Paolo Carmassi (Palestra della Scrittura srl), Lorenzo Carpane (Palestra della Scrittura srl), Claudia Comaschi (Palestra della Scrittura srl), Maura Gancitano (Tlon), Alessandro Lucchini (Palestra della Scrittura srl), Glenda Pagnoncelli (Csv Milano) e Nicola Sartori (Università Bicocca – Milano).

  • Le soluzioni di Ice Cube per bar e ristoranti: arrivano Ice Cup e Flat Pack

    In questi giorni bar e ristoranti, dopo la chiusura forzata per le misure di contenimento da diffusione del Covid-19, inizieranno a rialzare le serrande per un’attività aperta al pubblico consentita esclusivamente in modalità di vendita da asporto, con il divieto di assembramenti, di consumo dentro il locale o nelle immediate vicinanze. Delivery e asporto saranno quindi gli ingredienti principali della Fase 2 recentemente annunciata dal Governo.
    A fronte della necessità di adattarsi ai tempi e di venire incontro alle esigenze degli operatori del settore Horeca, Ice Cube, azienda leader in Italia nel ghiaccio alimentare confezionato, lancia l’ Ice Cupbicchiere monouso contenente ghiaccio puro alimentare Ice Cube. Pronto all’uso, è l’ideale per degustare bevande sia calde che fredde offrendo una nuova esperienza di gusto.
    Disponibile in due varianti, con o senza tappo e cannuccia, è la soluzione perfetta per i momenti “on the go”, unica modalità possibile per la consumazione di bevande acquistate presso i locali, non essendo ancora consentito sedersi liberamente al bancone per bere il proprio cocktail. Si rivela inoltre un’opportunità unica per gli stessi esercizi commerciali per proporre cocktail personalizzati pronti per essere consegnati nelle case degli italiani, senza trascurare sicurezza e qualità.
    Non solo. L’altra novità di Ice Cube è rappresentata dal Flat Pack. Si tratta di un’ innovativa produzione di ghiaccio alimentare a matrice che permette di ridurre notevolmente lo spazio occupato dal prodotto sottovuoto, assicurando massima igiene e massima qualità nel minor spazio possibile. Si parla infatti del 38% di volume in meno rispetto alle tradizionali confezioni mantenendo alti gli standard di sicurezza alimentare e agevolando così sia il privato consumatore che gli operatori della logistica e i gestori dei punti vendita.
    Il Flat Pack si rivela dunque una soluzione ottimale soprattutto per il delivery, consentendo ai locali di risparmiare spazio e facilitando le consegne a domicilio: più prodotti da consegnare occupando il minor spazio possibile.
    Ice Cube possiede la certificazione ISO9001:2008 e la certificazione internazionale per prodotti alimentari IFS (International Features Standards) FOOD (Higher Level).
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    ICE CUBE è il primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare. Il ghiaccio ICE CUBE è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. L’elevata qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti. ICE CUBE copre tutto il territorio nazionale, comprese le isole, avvalendosi di operatori specializzati e piattaforme dedicate. Si rivolge al canale Ho.Re.Ca e al canale G.D.O. con una propria rete di vendita e numerosi intermediari. Il canale Ho.Re.Ca è quello di maggiore ricettività e semplicità di penetrazione, tanto che oggi ICE CUBE conta più di 140 distributori lungo tutto lo stivale con una produzione di 6mila tonnellate di ghiaccio l’anno. Il ghiaccio ICE CUBE può essere acquistato anche nei supermercati, nei centri commerciali, negli alimentari della GDO e nel canale Cash&Carry dove è presente nel 90% dei punti vendita sul territorio nazionale.